19 febbraio 2019

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Il libro della mia vita

21.01.2019

La forza dei sentimenti
e Viola supera le "colpe"

La copertina del libro
La copertina del libro

CASSOLA L'ho conosciuta a metà maggio in un caldo sabato di primavera, gli sguardi appagati dalla quiete di villa Zanella a Cavazzale. Il contesto? Il Premio Letterario "Giacomo Zanella" dedicato al poeta vicentino.Sara fa parte della giuria, è sorridente, spigliata, genovese. Mi avvicino timidamente, metto assieme quattro parole perché ho voglia di farle i complimenti e dirle semplicemente che mi è piaciuto il suo intervento.Dopo qualche giorno da quell'incontro mi trovo tra le mani uno dei suoi libri "Un uso qualunque di te". Scelto perché attirato da un titolo che ha il sapore e l'illusione della leggerezza. Non riesco a leggerlo con parsimonia. Rimango sospeso tra il desiderio di allungare i tempi di lettura, per goderne di più, e la voglia di leggerlo tutto d'un fiato. Una pagina 'tira' l'altra, un capitolo trascina l'altro. La storia è quella di Viola, una donna che si racconta nel suo essere moglie, mamma, amante. Tre ruoli che s'intrecciano in un turbinio di emozioni, bugie e un grande senso di colpa. Al suo fianco c'è Carlo, un uomo meraviglioso, marito innamoratissimo e padre perfetto.Due vite che ruotano attorno ad una figlia che, sul letto di un ospedale, sta lentamente morendo. Viola è travolta da quel mondo di bugie che si è costruita per scappare, per cercare di respirare. E' incapace di indossare gli abiti troppo stretti che la società impone al ruolo di moglie e madre esemplare. Il finale è travolgente, un tuffo nell'anima.Viola riuscirà a togliersi quell'insostenibile senso di colpa pagando con la vita il pesante riscatto per non aver saputo ricambiare Carlo con lo stesso amore. Così si troverà a chiedere scusa per aver saputo amare solo a modo suo. Non è il libro della mia vita, ma è uno degli ultimi libri che ho letto e che ti lascia alla fine senza fiato, travolto dalla forza dei sentimenti. Grazie a Sara Rattaro e al suo libro "Un uso qualunque di te". Testo inviato dalla biblioteca di Cassola.

Mauro Bortoli
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