23 marzo 2019

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Il libro della mia vita

23.11.2018

L’impronta di Pinocchio
Lucignolo ancora attuale

La copertina del libro
La copertina del libro

VICENZA

Essendovi nell’umana esistenza più “stagioni” e assai diverse tra loro, credo che in ognuna di esse possa lasciare la sua “impronta” un libro, o più di uno. Negli anni dell'infanzia che, pur privi di agiatezze, ricordo felici e sereni, ha lasciato un indelebile ricordo “Pinocchio”, un pedagogico/metaforico capolavoro, e qualcosa del “Cuore” di De Amicis che oggigiorno certuni valutano con sufficienza, sebbene la mentalità e i comportamenti dei non pochi Franti (e Lucignoli) attuali sia assai peggiorata... Qualche emblematica fiaba, come quella del pastore che si divertiva ad allarmare con la “fake new” del lupo... E del Pifferaio che incantò anche i bambini che, oggigiorno, invece lo sono dalle “elettronicherie” con cui passano assorti ore e ore digitando e smanettando. Nell'adolescenza lasciarono tracce Verne, Salgari, K.May (poco noto in Italia), qualche detective anglo-sassone. Poi venne il tempo della fantascienza di Wells ed Asimov di cui ricordo H.Seldon, un curioso personaggio definito “psicostoriografo”, che forse farebbe comodo in questo nostro tempo così complesso, incerto e gravato da svariati problemi in essere e divenire. Più tardi lessi anche Orwell che (chissà?) avrebbe dovuto posticipare di un mezzo secolo la data-titolo (“1984”) della sua nota distopia... Infine, dopo il Concilio e oltre 4 secoli dopo Lutero, anche in Vaticano fu deciso di porre la Bibbia alla portata di chiunque. Sicchè anch'io finii per comprarne una copia e cominciai a leggerla, dato che il farlo è condizione previa per valutare, apprezzare o stroncare un testo. Cammin facendo mi convinsi che fosse anche necessario fare mente locale e mettersi nei panni di coloro che materialmente la redassero. Insomma un'analisi retrospettiva che per noi moderni è comunque assai più agevole di quella prospettica che non si esimettero di fare quei redattori che, qua e là, cercarono di tratteggiare con espressioni datate anche eventi di un futuro lontano.

Testo inviato dalla biblioteca de Il Villaggio del Sole

Carlo Ravagnan
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