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07.02.2013

Monti detta le priorità: «Meno tasse in busta. Patto impresa-lavoro»

Mario Monti alla Fiamm  di Almisano con la moglie Elsa e l'ad Stefano Dolcetta. ANSA/DAVIDE BOLZONI
Mario Monti alla Fiamm di Almisano con la moglie Elsa e l'ad Stefano Dolcetta. ANSA/DAVIDE BOLZONI

LONIGO. «La crisi c'è, ma aziende come questa dimostrano che può essere superata con un forte accordo tra imprenditori, lavoratori e sindacati, un'intesa in cui tutti si sentono partecipi dello stesso destino». Per il premier Mario Monti, candidato di Scelta Civica in coalizione con Udc e Fli, il modello che si è creato alla Fiamm è un «esempio» che andrebbe replicato «in tutta Italia». «PDL-LEGA? RABBRIVIDISCO». Il professore ieri ha fatto tappa ad Almisano di Lonigo, nello stabilimento dell'azienda che produce avvisatori acustici guidata dall'amministratore delegato Stefano Dolcetta, vicepresidente di Confindustria. Ha visitato anche la nuova “isola di energia”, una delle eccellenze dell'economia vicentina e italiana nell'ambito del fotovoltaico. Un segnale, quello di Monti, lanciato al mondo dell'impresa in questo sprint di campagna elettorale. Ora che le promesse si sprecano e le frecciate volano, il professore lascia ad altri i toni alti. Il massimo che si concede è un commento all'idea che possa tornare una maggioranza Pdl-Lega: «Mi fa rabbrividire». Per il resto prosegue sul solco delle «proposte concrete», delle «riforme necessarie» da fare con «vaste alleanze» e «senza promettere cose impossibili da mantenere». GIOVANI E LAVORO. Monti è accolto da Dolcetta e dai dirigenti della Fiamm, oltre che dal numero uno di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto e da Roberto Zuccato, presidente designato degli Industriali veneti; ma si ferma anche a parlare con i rappresentanti dei lavoratori, Fiom compresa, da cui riceve una copia della “lettera aperta”, dai toni molto franchi, preparata per lui. Cerca di tranquillizzarli, il professore, e riconosce al pari della Fiom che «il problema più terribile che abbiamo è la mancanza di lavoro per i giovani. Il governo deve fare la propria parte nello stimolare accordi come questo, che possano favorire la ripresa» e ricorda che il suo esecutivo ha «già agito in questa direzione con l'accordo sulla produttività». «PARTITI COSTOSI». Nel Veneto delle Pmi non può eludere la questione fiscale. «I carichi di imposte possono essere attenuati gradualmente - osserva - se le forze politiche hanno il coraggio di ridurre i costi, che vuol dire spesso apparati che hanno a che fare con i partiti. Bisogna ridurre la spesa pubblica perché non possiamo permetterci di tornare all'allegra politica dei disavanzi». TAV E CUNEO FISCALE. Indietro non si torna, per il bocconiano ed ex commissario europeo. «Bisogna ridurre - aggiunge - la complessità normativa che certe volte è pazzesca». Ai microfoni è alquanto sbrigativo, nella sua tappa vicentina, e non s'addentra a spiegare il “come” della sua ricetta. Idem sulle infrastrutture che sono da «migliorare»: per il Veneto ha già indicato come prioritaria «la Tav». Monti detta i tempi della sua “agenda”: «Il cuneo fiscale è il punto da cui partire per ridurre la pressione fiscale, ma bisogna essere coerenti e proseguire la lotta all'evasione per pescare quelle risorse da tradurre in minori aliquote per i contribuenti onesti». CON CHI? Egli si dice «convinto che la legislatura debba avere un programma di 5 anni con una vasta alleanza per le riforme». Vasta alleanza? Con chi? La domanda si ripete da giorni e il professore ri-schiva la risposta diretta: «Certi problemi si possono risolvere solo mettendo insieme le forze, come è stato nel caso del mio governo, per uscire dall'emergenza: un'alleanza vasta tra forze che abbiano in comune la convinzione che bisogna fare le riforme e battersi contro interessi e resistenze». E chi vuol leggere tra le righe... © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Scorzato
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