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04.02.2013

Abolire l'Imu? «È meglio tagliare gli sprechi»

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

Berlusconi vuole abolire l'Imu e restituire i soldi alle famiglie? «La solita barzelletta». Risponde con una battuta a quella che definisce appunto «una battuta» Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza, dopo le ultime esternazioni del Cavaliere ieri a Milano. Che rivelato al sua “proposta shock” per l'Italia: cancellare la tassa sulla prima casa e ridare indietro i soldi («in contanti e sul conto corrente, in un mese») a chi ha pagato. E dove trovare i soldi da restituire? «In Svizzera - ha detto Berlusconi - con la tassazione delle attività finanziarie detenute in quel paese da cittadini italiani». E che ne pensano i rappresentanti di categorie economiche e sindacali vicentine della proposta shock? Boschiero, che alla sua nomina recente aveva parlato di «ridurre Iva e Tares» va oltre l'ironia: «In questi giorni di boutade ne abbiamo viste e sentite più d'una - dice -, ma di programmi seri ancora no. Queste sull'Imu sono battute. E poi mi è venuta in mente una cosa: come fa a restituire i soldi in contanti se per legge non si possono trasferire più di 1000 euro?». Insomma aspetta proposte più serie, Boschiero. Esattamente come Flavio Lorenzin, presidente dell'Associazione piccole medie imprese di Vicenza: «Via l'Imu? Ma sarebbe fantastico. Peccato sia un'utopia. La verità è che questa campagna elettorale si sta giocando sul sensazionalismo, non sulle cose concrete. Io non ho competenza per fare analisi sui conti dello Stato, ma per quello che mi riguarda Monti doveva rimettere a posto parecchi squilibri. Alcune cose le condivido, altre no. Come aver presentato il conto soprattutto alle famiglie e alle piccole-medie imprese e non alle grandi lobby e al sistema bancario. E non ho visto teste tagliate di chi ha sbagliato».  Quindi «una strategia per risolvere i problemi non si fa con i proclami e senza dire come si fa, a risolverli. Berlusconi dice che i soldi li va a prendere da chi ha il conto in Svizzera? Ma perché non lo ha fatto prima? Perché invece non puntare sul favorire lo sviluppo, le imprese, i consumi e la forza delle braccia di chi lavora?». Franca Porto, segretario Cisl del Veneto, non nasconde l'amarezza: «Vivo con disagio questa campagna elettorale: più si avvicinano le elezioni e più vedo sparate. Dalla storia del missile di Al Qaeda di Grillo a quest'ultima di Berlusconi di dare addirittura i soldi alla gente. Che succede, ha trovato la macchinetta per fare gli euro? Speravo di non vedere più campagne come queste. La verità è che in questo Paese manca equità e servono provvedimenti concreti». Carlo Cavedon, presidente provinciale Acli, escordisce con un «mi viene da sorridere». Perché «a parte che restituire i soldi in un mese è irreale perché il trattato con la Svizzera non si fa in quattro e quattr'otto, non sono misure fattibili. Sarebbe più ragionevole prevedere una riduzione o l'abolizione dell'Imu per le fasce di popolazione in difficoltà. Cinque miliardi di euro non sono cifre che si trovano facilmente. Faccio fatica a immaginare che qualcuno possa crederci, non è serio. E poi abbiamo l'obbligo del pareggio di bilancio: che senso ha parlare di tagliare le tasse?». La più possibilista è Maria Rita Busetti, esponente leghista ma anche vicepresidente per il Veneto dell'Anci, l'associazione dei comuni italiani: «Beh, non è nella logica dello Stato restituire le tasse ai cittadini, ma nella logica delle imprese sì. L'Imu è demenziale, ha bloccato i Comuni, l'Anci si è sempre battuta per eliminarla. I 4 miliardi che ha garantito? Sono gli stessi che diamo al Monte Paschi di Siena. Insomma togliere l'Imu si può e forse anche restituire i soldi. Basterebbe eliminare sperperi e sprechi dello Stato. E poi puntare di più sui cosiddetti costi standard, che da noi funzionano. Se il futuro Governo riuscirà a tagliare le spese? Deve farlo, perché non ci sono più soldi: e o finiamo come la Grecia o sarà rivolta sociale». Infine Gaetano Marangoni, presidente degli edili di Confidustria Vicenza: «Bisogna essere realisti: tutti noi, ognuno per il suo settore, ha sopportato nel 2012 una tassazione pesante. Ma è su questa tassazione che l'Italia ha riacquistato credibilità internazionale e abbassato lo spread. Ora vorrei una politica che ridia slancio all'economia e alle aziende. Abolire l'Imu? Difficile: preferirei una politica che propone soluzioni realizzabili e promette quello che può mantenere. E spero soprattutto che si possano tagliare le spese dello Stato, è là che possiamo trovare quei soldi. E un'altra cosa: l'uso dei costi standard, che in Veneto funzionano bene, andrebbe esteso a tutta Italia. Così si potrebbero risparmiare decine di migliaia di euro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Mognon
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