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25.07.2018

«Vini naturali, i
controlli ci aiutano
a crescere»

Un calice di vino bianco in vigneto
Un calice di vino bianco in vigneto

Controlli all’insaputa dei viticoltori, per valutare la qualità dei singoli prodotti. E per chi sgarra, previsti “corsi di recupero” con affiancamento ad altri produttori. Quest’anno sono stati 67 i campioni analizzati per valutare il corretto metodo di vinificazione, come previsto dal disciplinare VinNatur. L’associazione conta 190 aziende contro le 65 del 2006, anno di nascita, e riunisce piccoli produttori di vino naturale di tutto il mondo i cui obiettivi sono difendere l’integrità del proprio territorio e promuovere la ricerca scientifica divulgando la conoscenza di tecniche naturali e innovative. Già nati diversi progetti di ricerca tra le aziende associate e alcune università ma anche centri per la sperimentazione. Gli ettari vitati di VinNatur sono 1.500 in cui si producono 6 milioni e mezzo di bottiglie di vino naturale, di cui circa 5 milioni in Italia. Per associarsi i viticoltori devono accettare di sottoporre i propri vini all’analisi dei pesticidi residui, così da poterne garantire la genuinità. La tradizionale manifestazione a Villa Favorita a Monticello di Fara-Sarego consente all’associazione di mettere in vetrina i vini e garantisce un rapporto diretto tra i produttori. Anche quest’anno sono state effettuate le analisi multiresiduali sui vini dei soci. I 67 campioni analizzati sono stati raccolti proprio durante l'ultima edizione di Villa Favorita: realizzato uno screening di 211 principi attivi immessi nel ciclo dei prodotti ortofrutticoli mediante pesticidi o fertilizzanti e compiuta un’analisi sull’anidride solforosa totale dal laboratorio Vassanelli Lab di Bussolengo (VR). Sono emersi tre campioni contenenti residui rispetto al limite consentito in agricoltura biologica. Per quanto riguarda la solforosa, 35 sono risultati essere al di sotto di 10 mg/litro, altri 30 al di sotto di 50 mg; solo due casi sono risultati leggermente al di sopra di questo valore. Con l’intervento dell’associazione, in base ai dati del laboratorio, con il produttore non in regola inizia un percorso di approfondimento e di crescita in cui viene affiancato da altri produttori per capire dove e cosa sta sbagliando nel suo modo di condurre il vigneto e nei trattamenti che ha effettuato. «I controlli ci aiutano a crescere e quando facciamo le analisi e un campione risulta contenere tracce di pesticidi non bisogna subito alzare le barricate – dichiara Daniele Piccinin, vicepresidente di VinNatur – ma cercare di capire insieme al produttore quale può essere stato il problema. Non è così scontato che le tracce derivino dall’uso diretto di pesticidi in vigneto. In alcuni casi possono esserci contaminazioni, anche da attrezzature promiscue». Se un produttore risulta contaminato per tre anni, è previsto l’allontanamento dall’associazione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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