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09.11.2015

Prime rose
di Roberto

Roberto Benazzoli nella sua Cantina assieme alle duemila bottiglie di rosé metodo classico che si stanno affinando sui lieviti. Un’immagine dall’alto degli ettari che compongono “Le Vigne di Roberto”, al confine tra Breganze e Fara Benazzoli ha un passato da informatico e un presente da viticoltore
Roberto Benazzoli nella sua Cantina assieme alle duemila bottiglie di rosé metodo classico che si stanno affinando sui lieviti. Un’immagine dall’alto degli ettari che compongono “Le Vigne di Roberto”, al confine tra Breganze e Fara Benazzoli ha un passato da informatico e un presente da viticoltore

Un migliaio di bottiglie della vendemmia 2013 e altrettante del 2014, per iniziare. Che stanno riposando - lasciando ai lieviti di svolgere il loro lavoro - nella nuova Cantina di Roberto Benazzoli. Si tratta di un rosè metodo classico la cui sboccatura è prevista per il prossimo anno. Lo vuole battezzare con il nome “Prime rose”. Promette di diventare il fiore all’occhiello di tutta la produzione di questo vignaiuolo che ha come simbolo un simpatico coniglio. “Prime rose” ha confermato la sfida che Benazzoli aveva lanciato dando inizio alla sua avventura: fare di Breganze, conosciuta per i rossi e il torcolato, un terroir da bollicine. La produzione complessiva è di circa 20mila bottiglie; nel suo lavoro si avvale dell’enologo Claudio De Bortoli.

La nuova cantina de “Le Vigne di Roberto” - inaugurata di recente a Breganze - è una struttura pensata per il visitatore, dove la convivialità diventa motore di aggregazione e interesse per il vino.

È un edificio accogliente come il padrone di casa, Roberto Benazzoli, imprenditore in campo informatico che nel 2006 ha deciso di cambiare vita acquistando una tenuta sulle colline di Breganze, sulla linea di confine con il comune di Fara Vicentino. Qui ha messo a dimora tre ettari e mezzo di vigneto con uve Chardonnay, Pinot Nero, Vespaiola e Cabernet Franc (un altro ettaro è in affitto poco lontano).

Tra queste vigne sorge ora la nuova cantina: cinquecento metri quadrati su due livelli. È costruita secondo i criteri della sostenibilità ambientale: è dotata di un impianto fotovoltaico da 11,5 kw con pannelli integrati nella copertura in cotto (i coppi fotovoltaici) a bassissimo impatto estetico. L'area è dotata di otto drenaggi per il recupero delle acque piovane poste in un serbatoio di 60.000 litri utilizzato per l'irrigazione delle parti verdi.

Se vinificazione e imbottigliamento rimangono nell'altra cantina poco lontana dove sono stati realizzati dal 2011 ad oggi, la nuova struttura viene tutta dedicata all'accoglienza. Gli ampi spazi sono stati pensati per organizzare degustazioni, eventi e serate a tema: «Il mio rapporto con il vino – spiega Roberto Benazzoli – è lo stesso di tanti appassionati che si accostano a questo prodotto per passare una serata in compagnia. Mettiamo al bando il linguaggio troppo forbito e torniamo all'essenziale: per questo abbiamo tolto qualsiasi barriera tra la vigna e la sala degustazioni, tra il luogo in cui cresce l'uva e quello in cui si consuma il vino. Tutto il resto sono cose tecniche, che possono stare da un'altra parte».

“Le Vigne di Roberto” produce attualmente quattro vini: lo spumante Prime Bollicine, da uve Chardonnay, Pinot Nero e Vespaiola; Il Mio Franc, cabernet Franc; Clivone, taglio bordolese e Torcolato Breganze doc. «Ho deciso di piantare una vigna che porti il mio nome e produrre dei vini che mi assomiglino. Vini schietti e spensierati, ma legati a questa terra. Esattamente come me», dice Benazzoli. «E oltre a portare il mio nome, le bottiglie che produco portano anche un simbolo particolare, il coniglio: quando ero piccino mi chiamavano “conejo” perché ero sempre in movimento».

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