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20 settembre 2018

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Gusto

04.04.2018

Pochissime calorie
tanti principi attivi
Un vero toccasana

Un piatto di carciofi. Sotto, la varietà di Marana di Crespadoro
Un piatto di carciofi. Sotto, la varietà di Marana di Crespadoro

È stato nobilitato anche dalla mitologia: si narra infatti che Zeus, donnaiolo impenitente, si fosse innamorato della ninfa Cynara che però l’aveva respinto. Per tutta risposta il dio la trasformò in una pianta spinosa, come il suo carattere. Il tocco divino però aveva lasciato, nel cuore della pianta, delle proprietà benefiche. In realtà il carciofo, Cynara scolymus è il nome scientifico, non avrebbe bisogno di natali illustri perché le sue caratteristiche tonificanti e disintossicanti sono ben note da secoli. È particolarmente ricco di ferro, grazie alla coloretina e alla cinarina, quest’ultima in grado di abbassare il livello del colesterolo, anche se bisognerebbe consumarne almeno tre etti al giorno per un lungo periodo. Il carciofo (dall’arabo kharshuf) ha un buon valore nutritivo e l’apporto calorico è piuttosto basso, 22 Kcal per 100 grammi di prodotto. Contiene sodio, potassio, calcio, fosforo, ferro, vitamine (A, B1, B2, C, PP), acido malico, acido citrico, tannini e zuccheri consentiti anche ai diabetici. È quindi tonico, stimolatore del fegato, sedativo della tosse, contribuisce a purificare il sangue, fortificare il cuore, dissolvere i calcoli. L’ortaggio ha una importante funzione epatoprotettiva, cioè di protezione del fegato; è un antitossico perché, favorendo la diuresi renale, aiuta l’organismo a liberarsi di diverse sostanze tossiche, ad esempio l’alcol nel sangue. Migliora la funzioni secretive e motorie del tubo digerente, quindi regolarizza le funzioni intestinali. È stata inoltre individuata la presenza di polifenoli, molecole che contrastano l’azione ossidativa dei radicali liberi e interferiscono con i processi che portano ai tumori. Tipica pianta mediterranea, ha numerose varietà derivate tutte dal progenitore selvatico conosciuto in Sicilia almeno duemila anni fa. Una varietà viene coltivata anche a Marana di Crespadoro, nell’ambito di un progetto sperimentale a un’altitudine di 800 metri. Tantissimi sono anche i modi per cucinare i carciofi. Il più noto è probabilmente il carciofo fritto alla giudìa, tipico di Roma. • G.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA

G.P.
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