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31.08.2014

Oli vicentini da premio

L'immagine di un uliveto, scattata sul Grappa da Giancarlo Ceccon.
L'immagine di un uliveto, scattata sul Grappa da Giancarlo Ceccon.

Le geografia dei migliori oli italiani passa anche da Vicenza. All'undicesima edizione del concorso oleario internazionale Aipo d'Argento, bandito dall'associazione dei produttori olivicoli, fra 220 campioni di olio giunti da tutta Italia e dal bacino del Mediterraneo, tre aziende vicentine si sono distinte con piazzamenti importanti.
Due esordi col botto nella categoria degli oli extravergini biologici, fruttati leggeri. Il primo è dell'azienda Del Rebene. Il nome evoca più che gli olivi le viti - “reben” è un toponimo risalente alla colonizzazione tedesca dei colli Berici e rimanda alla presenza della vite - invece sui tre ettari al sole sui colli sopra Zovencedo, Francesco Castegnaro assieme alla moglie Claudia Serblin coltiva 700 olivi che danno il “Re' bene bio” , premiato con il diploma di gran menzione. «È la prima volta - commenta - che ci presentiamo al concorso con il nostro nome, mentre in precedenza portavamo l'olio alla cooperativa Olibea. È sempre stato proposto come olio dop. Eravamo sicuri che fosse un olio buono e abbiamo deciso di lanciare la nostra azienda proponendoci in proprio».
Ha visto giusto Castegnaro, che produce olio biologico al cento per cento: «Significa che nell'uliveto non usiamo prodotti chimici e per combattere la mosca dell'ulivo, parassita principale, utilizziamo esche proteiche. Significa anche - chiarisce - che il frantoio è certificato per la produzione biologica e lavora in maniera separata le olive biologiche da quelle in regime convenzionale, perfino per quanto riguarda il risciacquo delle acque».
Tredici ettolitri, commercializzati in azienda, la produzione di questo olio che profuma di erba e fa bene alla salute perché particolarmente ricco di polifenoli, antiossidanti naturali. Esordio vincente all'Aipo d'Argento nella stessa categoria anche per Lucia Repele e “Le passioni bio”, premiato con diploma d'onore con punzone d'argento e censito da anni nella guida di Slow Food. Il nome di questo olio, dal sapore pulito con nota piccante, rivela la sua storia: nasce infatti dalla passione di Lucia e del marito Giuseppe Rancan, insegnanti in pensione, che si prendono cura, a Nogarole Vicentino, di 1.500 olivi che producono quaranta quintali di olive all'anno, raccolte a mano, insieme con verdure e ciliegie prodotte senza aiuto di prodotti chimici.
Si conferma, infine, ai vertici della produzione olearia, ottenendo la gran menzione nella categoria olio extra vergine italiano 100%, fruttato leggero, la società cooperativa Pedemontana del Grappa, di Marostica, nata nel 2000, già vincitrice del primo premio Aipo d'Argento nel 2005 e nel 2006 e della gran menzione negli anni dal 2007 ad oggi. La cooperativa di Marostica (che conta 430 soci) si basa su tre principi, come spiega il consigliere Giuseppe Zuech: «Il primo è quello di invitare i produttori a portare in frantoio olive sane, il secondo di portarle fresche, e non tenerle a casa tanto tempo, e il terzo è quello di effettuare la pulizia del frantoio ogni fine settimana». I produttori, quindi, possono portarsi a casa l'olio ricavato dalle proprie olive, oppure consegnarlo alla Cooperativa, che lo vende, anche su prenotazione, con la propria etichetta. L'olio, prima di essere imbottigliato, deve passare l'esame di una commissione provinciale di esperti con un punteggio pari al Dop, e cioè il marchio europeo di denominazione di origine protetta. «Tutto questo è sinonimo di serietà della cooperativa e di cultura della qualità - ribadisce Zuech - perché prestiamo costante attenzione verso un prodotto sano e genuino. Abbiamo visto che curare la qualità paga».
Il massimo per un olio extravergine è gustarlo da solo, seplicemente con un po' di pane. In questo modo si assaporano davvero fino in fondo le sue qualità e sfumature. L'olio è un piacere quotidiano anche per i meno esperti, Già sulla fetta di pane si possono distinguere le differenze,  perché la magia dell'olio extravergine di oliva italiano è proprio quella di dare un sapore sempre nuovo anche all'alimento più abituale.
Un'altra prova per l'olio è quella del pesce e dei crostacei: sono note le virtù salutari del pesce. Anche crudo o bollito, condito solo con un filo d'olio, diventa un signor piatto, gustoso e leggero.

Silvia Castagna
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