Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
18 novembre 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Gusto

22.08.2018

Le “Pasta Grannies”
spopolano sul web
con l’arte bianca

Una “Pasta granny” all’opera
Una “Pasta granny” all’opera

Il web è roba solo per giovani? Ditelo alle “Pasta Grannies”, un gruppo di anziane signore - di nonnine, come recita il nome in inglese - che stanno spopolando su internet riproponendo un’arte molto antica e sempre attuale, quella della pasta fatta in casa. Il merito è di Vicky Bennison, una videomaker inglese (una vlogger, per usare un termine di moda) che ha avuto un’idea vincente. Ha ripreso in giro per l’Italia delle casalinghe un po’ attempate, ma molto arzille, mentre nelle loro cucine impastano acqua, farina, uova, spianano il tutto a forza di braccia, si danno da fare con mattarelli e altri attrezzi fino a ottenere la pasta, che poi cucinano e guarniscono con sughi e ragù, anch’essi rigorosamente casalinghi. Bennison ha poi messo tutto su Youtube, sul canale “Pasta Grannies”, per far conoscere e in qualche modo preservare un’abitudine un tempo diffusissima, oggi in rapida via di estinzione. Il progetto risale a quattro anni fa, ma ultimamente, per le misteriose (non del tutto) ragioni che muovono il web, sta conoscendo un successo clamoroso. Il canale ha oltre 280 mila iscritti, i singoli video veleggiano quasi tutti fra le 30 mila e le 70 mila visualizzazioni, con punte di 300 mila, ad esempio, per lo straordinario filindeu della Sardegna, che Salvatora prepara con un’abilità da far invidia agli chef stellati. “Gran parte del successo - scrive il portale Gambero Rosso - si deve al fascino che il rituale della pasta fresca esercita sul popolo del web”, fascino che le generazioni digitali provano un po’ per tutto ciò che è handmade. E quindi via di ferricelli, tagliatelle, cappelletti, maritati, cecamariti, pizzoccheri, fusilli, fino ai macarrones de ungia preparati con bravura e simpatia da Giuseppa di Ozieri, che dall’alto dei suoi 95 anni è con tutta probabilità la «nonnina pastaia più anziana del mondo» dice Vicky Bennison, che commenta i video specificando gli ingredienti e sottolineando alcuni passaggi. Ci sono anche i bigoli, tra i video di “Pasta Grannies”, ma con un trucco, perché la simpatica Osanna (sì, senza la R) di Venezia prepara il condimento per i bigoli in salsa con le acciughe, ma poi utilizza i bigoli già pronti in scatola. La produzione industriale della pasta non è certo da demonizzare, anzi, ne ha permesso la diffusione in tutto il mondo, e spesso la qualità è sorprendentemente alta. Però «l’ineffabile plusvalenza della lavorazione ad hoc», come dice Francesco Soletti parlando dell’arte bianca nel Vicentino, è un’altra cosa. Rimanda a situazioni lontane, forse anche mitizzate, come la grande cucina delle fattorie con «la farina dalla madia e le uova di giornata; il tòrcio da bigoli, la tòla e la méscola per la sfoglia, il panareto e la cortelina per le tagliatelle; i calièri con l’acqua de bojo, le técie con il consièro» (da “Frumento, riso e mais nel piatto”, Terraferma). In qualche casa vicentina rimane qualche vestigia della grande tradizione: “Pasta Grannies” avrebbe di che divertirsi anche qui. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1