Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
22 settembre 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Gusto

24.11.2014

La cucina del riso

Risotto alla quaglia con il petto in bella vista: profumi e gusti sorprendenti. L'organizzatore della serata dell'Accademia Alto Vicentino è stato Franco Testolin
Risotto alla quaglia con il petto in bella vista: profumi e gusti sorprendenti. L'organizzatore della serata dell'Accademia Alto Vicentino è stato Franco Testolin

L'Accademia italiana della Cucina ha celebrato il riso nella forma più solenne, mettendolo al centro della sua conviviale “ecumenica”, vale a dire la cena che raduna tutte le delegazioni (sono 213 in Italia e 74 all'estero) a cimentarsi nello stesso momento sull'identico tema. Tutti i 7.500 accademici si sono quindi ritrovati ad approfondire l'argomento gastronomico di quest'anno, “La cucina del riso”. A Vicenza sono due le delegazioni: quella che ha sede nel capoluogo, e ha sessant'anni di vita, di cui è delegato Giovanni Manfredini; quella dell'Alto Vicentino, 11 anni di attività, della quale è presidente Renzo Rizzi.
Le delegazioni hanno scelto modalità differenti per organizzare la cena: l'Accademia di Vicenza ha optato per un ristorante di Grumolo delle Abbadesse, lo Zenzero di Stefano De Lorenzi. L'Accademia dell'Alto Vicentino ha voluto puntare sui giovani e ha scelto come sede dell'incontro l'Istituto alberghiero “Artusi” di Recoaro, i cui studenti - assistiti dagli insegnanti - hanno preparato i piatti. Nel primo caso l'incontro è stato organizzato da Fabrizio Tabanelli e da chi scrive, nel secondo da Franco Testolin, vice delegato.
Entrambe le delegazioni hanno scelto come ingrediente il riso di Grumolo, che se è stato utilizzato per piatti assai diversi, puntando a valorizzando la versatilità e la ricchezza di gusto del prodotto. Luisa Teso, già sindaco di Grumolo e oggi portabandiera di Slow Food nel Comune, è intervenuta all'incontro dell'Accademia allo Zenzero e ha ricordato le origini della coltivazione del riso, che si fanno risalire all'opera di bonifica di quelle terre, le quali appartenevano alle monache del monastero benedettino di San Pietro a Vicenza. Oggi - ha ricordato Luisa Teso - soltanto tre sono i produttori che soddisfano i rigidi criteri di Slow Food e il loro riso può fregiarsi del titolo di “presidio” stabilito per il riso di Grumolo. In tutto sono 11 i presidi del Veneto.
Tra i piatti presentati a Recoaro, da segnalare il risotto al petto di quaglia; l'antipasto con noci di riso riempite di formaggio Asiago, sopressa, ricotta e finferli; la minestra di riso, patate e porri. A Grumolo, Stefano De Lorenzi s'è espresso con una tempura di merluzzo in farina di riso con salsa di peperoni all'agro; risotto alla (nella) cipolla; salmerino affumicato in cottura su legno di fico con polentina di riso.

Antonio Di Lorenzo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1