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06.12.2017

L'uva Albana fa
brindare la buona
terra di Romagna

Un grappolo d’uva bianca.  ARCHIVIO
Un grappolo d’uva bianca. ARCHIVIO

Trent’anni fa in occasione del riconoscimento della DOCG, Denominazione di origine controllata e garantita, come primo vino bianco d’Italia, nel piccolo comune di Bertinoro in provincia di Forlì-Cesena venne fusa una campana: fu posizionata nella prima enoteca della Romagna, i cui rintocchi riecheggiano annualmente all’inizio della vendemmia. Storia d’altri tempi che questa settimana mi portano a proporre un approfondimento su un vino di grande qualità, realizzato con uve Albana da cui ne deriva il nome: l’Albana di Romagna o, per meglio dire, il Romagna Albana che nasce da vitigni coltivati in una ventina di comuni tra le province di Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena. Le sue tipologie sono: Secco, Amabile, Dolce, Passito e Passito riserva. Questo vino è indissolubilmente legato alle colline di Bertinoro. La storia narra che Galla Placidia, figlia dell’imperatore romano Teodosio, intorno al 400 dopo Cristo esclamò “Non così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì berti-in-oro”, subito dopo averne assaporato un calice. ABBINAMENTI. Variegato è il ventaglio degli abbinamenti che si possono proporre con il Romagna Albana DOCG. Iniziando dalla tipologia che preferisco, quella Passito (riserva), l’accostamento più indicato è con formaggi erborinati ma anche con il formaggio di fossa e con il foie gras. La versioni Amabile e Dolce, invece, sono consigliate per dolci della tradizione, pasticcini secchi e la classica ciambella romagnola. La tipologia Secco, al contrario, ben si abbina ai primi piatti, in particolare la pasta al forno, ma in Romagna l’accostamento per tradizione scelto dai pescatori è con il brodetto di pesce. PROPOSTE. Nella versione Secco, è da segnalare l’Arlùs (luccicare, splendere in dialetto romagnolo) dell’Azienda vinicola Trerè, che deriva da una parziale vendemmia tardiva che gli conferisce chiari sentori di frutta candita, pesca e fiori di camomilla; gli abbinamenti più indicati per questo vino equilibrato e armonico possono essere antipasti di pesce e torte salate, risotto alle erbette o carni bianche in genere, ma c’è anche chi senza timore di azzardare sceglie di abbinarlo alle rane fritte. Nella versione Dolce, il Romagna Albana DOCG La Pergola della Cantina sociale di Faenza è un vino da consumare a fine pasto, magari con una crostata di confettura di albicocca. Nella versione Passito, infine, il Romagna Albana DOCG Arrocco della Fattoria Zerbina ha la caratteristica di essere ottenuto da uve con vendemmia tardiva parzialmente colpite in vigna dalla muffa nobile “botrytis cinerea” (che protegge gli acini e ne consente la concentrazione zuccherina): abbinamenti ottimali con pecorino di fossa o, per i dessert, con la torta di mele. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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