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Gusto

12.10.2015

I voti
alla cucina

Nicola Portinari, assieme al fratello Pierluigi e alla cognata Cinzia Boggian
Nicola Portinari, assieme al fratello Pierluigi e alla cognata Cinzia Boggian

La Guida de L’Espresso 2016, presentata tre giorni fa a Firenze, promuove la gastronomia vicentina. Tra i primi 60 ristoranti del Veneto sono una quindicina i vicentini segnalati, ma - quel che è più interessante - una decina di questi veleggiano nelle zone alte della classifica, da quindici ventesimi in su. Come si ricorderà, i voti sono espressi in ventesimi e quest’anno, per la prima volta nella storia della guida, giunta alla 38esima edizione, il direttore Enzo Vizzari ha deciso di assegnare il punteggio massimo (20/20esimi) al ristorante di Massimo Bottura, l’Osteria Francescana di Modena. «Ho voluto condannarlo alla perfezione», ha commentato. Con il loro 19.5 “Le Calandre” di Sarmeola di Rubano sono il locale con il voto più alto nel Veneto e uno dei migliori in Italia. Per il ristorante di Raffaele e Massimiliano Alajmo c’è anche la soddisfazione di un riconoscimento: la guida, infatti, assegna al loro maitre, Andrea Coppetta Calzavara, il titolo di “miglior maitre d’Italia”. Alti voti anche per gli altri due locali della famiglia Alajmo: 17.5 per il Gran Caffé Quadri di Vene- zia e 15.5 per La Montecchia di Selvazzano Dentro. Secondo locale del Veneto in assoluto, e miglior valutazione tra tutti i ristoranti vicentini, è per “La Peca” di Lonigo dei fratelli Nicola e Pierluigi Portinari. Con il loro 18.5, peraltro, si collocano tra i migliori locali d’Italia, quelli ai quali la guida riconosce “tre cappelli”: al loro stesso punteggio anche la vicentina Nadia Santini, anima “dal Pescatore” a Canneto sull’Oglio. Un gradino più sotto, con un 18 tondo, c’è un altro illustre vicentino che la- vora fuori casa, Carlo Cracco e il suo locale di Milano. Stessa votazione per l’Antica Osteria Cera di Campagna Lupia nel Veneziano (i titolari, i fratelli Cera, sono altopianesi) e per Casa Perbellini, il nuovo locale di Giancarlo, a Verona. A quota 17 un terzetto di lo cali vicentini: lo Spinechile Resort di Corrado Fasolato al Tretto di Schio, El Coq di Lorenzo Cogo a Marano, La Tana Gourmet di Alessandro Dal Degan. Subito sotto, a 16.5 da registrare un bel balzo in avanti per l’Aqua Crua di Barbarano di Giuliano Baldessari; stesso voto per il Casin del gamba di Antonio Dal Lago ad Altissimo; a 16 si colloca la Locanda di Piero di Renato Rizzardi; 15.5 va al St. Hubertus di Asiago e 15 ai Damini ad Arzignano. Da segnalare sei ristoranti vicentini che si collocano a 14.5: l’Antica Osteria Pena- cio ad Arcugnano e L’altro Penacio a Tavernelle di Altavilla; da Beppino a Schio; la trattoria All’Isola di Cogollo, il Caffé Garibaldi a Vicenza e Opera Terza a Zané.

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