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21 settembre 2018

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Gusto

23.05.2018

I debiti pagati con il vino
Pagadebit e pesce crudo

Un calice di vino ideale col crudo
Un calice di vino ideale col crudo

Il tipo di uva è davvero particolare, poiché riusciva (e riesce) a resistere a qualunque condizione climatica grazie allo spessore della buccia che protegge gli acini. E questo consentiva ai vignaioli di portare sempre a termine la vendemmia, anche nelle annate peggiori, con conseguente produzione di vino e la possibilità di pagare gli eventuali debiti maturati nella stagione. O almeno questo è quello che narra la storia del Pagadebit, uno dei vini (secco, amabile e anche frizzante) più caratteristici della DOC Romagna. È a questo prodotto che dedico la puntata settimanale dell’Angolo del Sommelier. Il Pagadebit è realizzato con l’uva Bombino Bianco (per almeno l’85%), varietà originaria della Puglia che poi ha trovato terreno fertile anche nel centro Italia. La sua zona di produzione comprende poco meno di una quindicina di comuni nella provincia di Forlì-Cesena, cinque in quella di Ravenna e dieci in quella di Rimini. Particolare è la sua sottozona Bertinoro, che comprende l’omonimo comune più Forlimpopoli e Meldola in provincia di Forlì-Cesena. Generalmente il Pagadebit si presenta con un colore giallo paglierino, in alcuni casi tendente al verdognolo; al naso si percepiscono sentori di frutta a pasta bianca, come pesca e pera, e floreali soprattutto di biancospino; al palato risulta fresco, con un’adeguata sapidità e armonico. ABBINAMENTI. Tradizionalmente servito come aperitivo, il suo accostamento diventa estremamente interessante con piatti a base di pesce, meglio se crudo come nel caso della tartare di tonno o di salmone. Ma la piadina romagnola al prosciutto e formaggio è l’abbinamento classico nella sua terra d’origine. PANORAMA ENOLOGICO. Questo vitigno, un tempo quasi abbandonato, sta da qualche tempo trovando nuova e più adeguata collocazione nel panorama enologico della DOC Romagna. Tra le aziende attive nel territorio di questa zona a Denominazione di origine controllata ce ne sono alcune che si distinguono per la particolarità dei loro prodotti come valutato anche da rinomate guide di vini: è Il caso di quella dell’Ais, Associazione italiana sommelier. Il Romagna Pagadebit “Campi di Fratta” 2016 dell’Azienda Celli spicca per i profumi di ginestra e pesca bianca: l’abbinamento suggerito è con crostini di alici. Il Romagna Pagadebit “Strati” 2016 di Enio Ottaviani, invece, si distingue per freschezza e acidità bilanciata al palato: l’accostamento proposto è con ravioli di patate con cozze. Infine, il Romagna Pagadebit Bertinoro 2016 della storica azienda Colombarda si caratterizza per l’armonia olfattiva: intrigante l’abbinamento con il sushi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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