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Gusto

20.07.2014

Dai Longobardi di Sovizzo arriva la ricetta di “Ofelia”

Andrea Signorini e Lisa Freschi. FOTO FRANCESCO DALLA POZZA
Andrea Signorini e Lisa Freschi. FOTO FRANCESCO DALLA POZZA

«Chiamatemi Ofelia. Ofelia da Sovizzo». Lo slogan del microbirrificio di Lisa Freschi e Andrea Signorini possiede l'intrigante fascino con cui la schiuma solletica il palato. «La nostra è una birra artigianale senza compromessi», spiegano. Partiamo dal nome scelto. Si ispira al personaggio dell'Amleto di Shakespeare: Ofelia si innamora di Amleto, è un'anima pura, che non accetta compromessi, proprio come queste birre. Non filtrate, prive di additivi. «Rispecchiano la nostra anima creativa, piuttosto integralista nella ricerca della formula esatta», la filosofia.
Ricapitoliamo. Il progetto di produrre birre artigianali a Sovizzo ha preso forma grazie all'intraprendenza di Lisa e Andrea che sono riusciti a realizzare cinque birre, tutte meritevoli di attenzione, così come le altre di produzione stagionale o legate ad una particolare ricerca. L'idea è quella di coniugare l'utilizzo di prodotti territoriali (a partire dall'acqua, quella proveniente dalla falda del Pasubio) a matrici creative di provenienza estera.
Un mix di creatività che è pensato per una produzione di birre legate alla gastronomia bistrot. Le birre allora, già entrate di diritto nella top ten di alcuni prestigiosi concorsi nazionali. Si chiamano La Cancelliera, Uill Iu Bai (da will you buy? vuoi comprare? ironicamente in inglese “maccaronico”: era la prima frase che gli emigrati italiani del secolo scorso imparavano appena sbarcati negli Stati Uniti), Amitabj (india pale ale, Amitabh Bachchan è la star più acclamata di Bollywood), Piazza delle Erbe (la più dolce delle birre di Ofelia, realizzata con dieci fra erbe e spezie in infusione tra cui erba luisa, cardamomo, buccia di arancia, coriandolo, camomilla), Diversamente Bionda, Bergamotta, Terzo Tempo.
Andrea e Lisa, soci e compagni di vita, gastronauti globetrotter, hanno nella leggerezza del prodotto il loro marchio distintivo. Le loro birre sono tutte comprese tra i 4,7 e i 5,2 gradi alcolici, agevoli alla bevuta ma capaci di eccellere quanto a personalità, carattere e capacità di distinguersi nel panorama brassicolo.
Una scintilla ha acceso Andrea, laurea in economia e commercio a Verona, portandolo sempre di più verso il mondo food & beverage, tanto che ha conseguito il diploma di sommelier. Negli anni ha esplorato diversi mondi gastronomici, mosso da curiosità e passione, fino a che, dopo l'ennesimo viaggio in Belgio la scintilla è diventata una fiamma, e quella fiamma ha un nome preciso: la birra.
Racconta Signorini. «La birra è la risposta giusta al mio desiderio di coniugare razionalità e fantasia, perché per brassare una buona birra ci vogliono cuore e matematica».
Quanto a Lisa, è cuoca: innamorata dei prodotti del territorio, birra compresa, che si possono trovare nell'allegra trattoria Società dei freschi, ad Altavilla, di cui è cuoca e titolare.
È Lisa a scovare le curiosità. Un aneddoto. «È certo - spiega - che si producesse birra nel nostro territorio anche in epoca Longobarda. Ho scoperto che proprio a Sovizzo sono stati trovati dei reperti che servivano per il consumo e la mescita della birra.
Ma poichè in quell'epoca (era il settimo secolo) la birra veniva consumata in pratica esclusivamente nei luoghi dove veniva prodotta (il luppolo, che è il conservante naturale è stato introdotto solo successivamente), possiamo affermare che a Sovizzo già si produceva birra». Esattamente come oggi è tornato a farlo Ofelia. Una produzione nel segno del riciclo a tutto tondo e dell'apertura a gruppi di giovani studenti. Ultima novità il gemellaggio con un birrificio di Seattle. Ma la storia è appena iniziata.

Andrea Mason
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