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02.11.2014

Bollicine d'autore, affinate nove anni: Dosagé Zero Noir

I vigneti dell'azienda Ca' del Bosco a Erbusco in Franciacorta
I vigneti dell'azienda Ca' del Bosco a Erbusco in Franciacorta

Lui non si preoccupa di produrre poco o tanto, ma di «produrre in modo eccellente il meglio». E ama ricordare un'altra frase: «L'uomo è i suoi progetti». È di Daniel Burnham, l'architetto americano che nel 1902 realizzò il Flat Iron Building di NewYork. All'epoca era il grattacielo più alto del mondo, assai caratteristico con quella forma triangolare che si adattava al lotto, conferendogli la tipica volumetria di un flat iron, cioé di un ferro da stiro. Lui con il vino s'è comportato allo stesso modo. S'è adattato al territorio, quella Franciacorta in cui è capitato quasi per caso, l'ha rispettato, l'ha capito e, mettendoci dentro un valore aggiunto d'innovazione, ogni volta ne tira fuori vini leggendari. I suoi riferimenti sono due concetti: libertà (che vuol dire nessuna imposizione né reverenza) e qualità. Maurizio Zanella, 57 anni, li ha sempre seguiti da quando produsse la sua prima bollicina rifermentata in bottiglia. Era il 1979, in Franciacorta si parlava o dialetto o francese, e la realizzò assieme ad André Dubois, chef de cave francese chiamato a lavorare con lui a Ca' del Bosco. Oggi l'ideale erede di quel Brut Pinot Nero che pochi assaggiarono è il Dosagé Zero Noir, ultima perla di quell'azienda che fondò 34 anni fa e che prende il nome dalla Casa nel bosco scelta nel 1965 dalla mamma, Anna Maria Clementi (scomparsa lo scorso maggio) alla quale ha dedicato un'etichetta strepitosa. Allora c'era solo un ettaro attorno alla Casa, oggi gli ettari della tenuta sono 161, mentre la produzione complessiva dell'azienda è di 1 milione e mezzo circa di bottiglie. Ca' del Bosco attualmente rientra nel Gruppo Santa Margherita (che fa capo alla famiglia vicentina dei Marzotto) di cui Gaetano Marzotto, figlio di Vittorio Emanuele, è presidente.
Ca' del Bosco è un simbolo del made in Italy più prestigioso. Il Dosage Zero Noir è una sua meraviglia. È il quarto nato della Vintage Collection, un Franciacorta nobilitato dalla classificazione “Riserva”. La vendemmia, infatti, è quella del 2005: si tratta di un Pinot nero in purezza vinificato in bianco, affinato per nove anni. Le uve sono coltivate sulla collina Belvedere, quattro ettari e mezzo a 466 metri d'altezza, sui rilievi che delimitano a sud il lago d'Iseo, tra boschi di castagno, quercia e carpino. Quel terreno è un regalo del ghiacciaio, che milioni di anni fa toccò solo in parte la tenuta e che determinò un differente sedimento nei terreni, da un lato un suolo morenico dall'altro più argilloso. Oggi quei terreni sono coltivati per 2.7 ettari a Chardonnay e 1.8 ettari a Pinot Nero: queste vigne sono piantate nel versante morenico, che assicura maturazioni più spinte.
La vendemmia è naturalmente eseguita a mano, la pressatura delle uve avviene a bassa pressione. Tra i segreti dell'azienda è da ricordare la tecnica di dégorgement, che avviene in assenza di ossigeno, utilizzando un sistema unico al mondo, ideato e brevettato da Ca' del Bosco.

Antonio Di Lorenzo
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