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25 settembre 2018

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Gusto

01.02.2015

Beccacce a confronto

La beccaccia cotta cinque ore allo spiedo, con una leggera salsa, confezionata usando il fondo di cottura cui è stato aggiunta qualche goccia di vino  FOTO MARCO COLOGNESE
La beccaccia cotta cinque ore allo spiedo, con una leggera salsa, confezionata usando il fondo di cottura cui è stato aggiunta qualche goccia di vino FOTO MARCO COLOGNESE

Enzo “Penacio” Gianello è un cuoco di talento e di felice creatività. Doti che ha affinato prima nell'azienda familiare e quindi con maestri illustri, primo fra tutti quel Gianfranco Vissani che se l'è portato anche in Giappone. Fra l'altro, Enzo (che poi in realtà si chiama Gianni) è un appassionato di spiedo e l'ultima idea che ha voluto mettere in pratica è una sfida - un contest si dice adesso - tra due modi di cucinare la beccaccia: all'arzignanese e nella maniera classica. La materia prima è quella fornita dal cacciatore Luigi Costa, presente alla degustazione assieme a Enzo Vizzari, direttore delle Guide de L'Espresso, di cui Costa è responsabile per Veneto e Trentino Alto Adige. «Il mio intende essere un gioco, dal quale non necessariamente escono vincitori e vinti; importante è sposare queste due realtà gastronomiche vicentine e poi creare dibattito a tavola, far nascere opinioni che si confrontano». (...)

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Antonio Di Lorenzo
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