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27.09.2014

Tosi: "Sparate ai lupi"
La Forestale lo denuncia

Un lupo ripreso in Lessinia nel maggio scorso: il branco ha già sbranato alcune mucche
Un lupo ripreso in Lessinia nel maggio scorso: il branco ha già sbranato alcune mucche

Verona. In dieci giorni Flavio Tosi ha chiuso la pratica lupi. Era il 15 settembre quando nel Consiglio comunale aperto di Velo, il sindaco di Verona aveva annunciato di aver messo gli uffici al lavoro per mettere a punto un'ordinanza che autorizzasse a sparare ai lupi che si dovessero avvicinare alle abitazioni. E giovedì 25, il provvedimento, che porta il numero 41, è stato firmato dal primo cittadino. L'oggetto parla genericamente di «azioni verso gli animali selvatici allo stato brado che determinano pericoli per la sicurezza», un'espressione talmente ampia che abbraccia di tutto, dal porcospino che attraversa la strada a un ciclista in volata, al feroce branco di lupi della Lessinia che infatti sono citati in premessa, dove si parla di «alcune segnalazioni di aggressioni da parte dei lupi ad animali da allevamento, con conseguenti danni per gli allevatori, anche di notevole entità».
«Nel prossimo periodo invernale è possibile che si verifichino sconfinamenti nel territorio del Comune di Verona di tali animali, in prossimità di centri abitati o abitazioni, con il conseguente possibile pericolo in particolare per animali e persone».
L'ordinanza cita anche i cinghiali e i danni prodotti sia a cose mobili sia ai beni immobili, sia a fondi agricoli.
«Appare quindi necessario, per il concreto pericolo dell'incolumità pubblica e in assenza dell'applicazione di specifiche normative che pongano rimedio alle problematiche esposte, emanare un'ordinanza contingibile e urgente con cui, al verificarsi, in prossimità delle abitazioni, di situazioni di pericolo di un danno grave per sé o per gli altri, per i propri beni e altrui, si disponga la possibilità di difendere la propria e altrui incolumità ed i beni propri e altrui, anche mediante un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo, e comunque nei limiti determinati dalla previsione degli articoli 52 e 54 del codice penale».
Sono gli articoli che parlano esplicitamente di difesa legittima e di stato di necessità: prevedono che non sia punibile chi commette un fatto per necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo di offesa ingiusta «sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa» precisa il codice, «e vi sia stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo di un danno grave alla persona e non altrimenti evitabile».
La motivazione di fondo è che il sindaco sovrintende alla vigilanza su tutto quanto interessa la sicurezza e l'ordine pubblico e ha il dovere di evitare potenziali emergenze sanitarie. Pertanto l'ordinanza dispone «di autorizzare in prossimità delle abitazioni, al verificarsi di situazioni di pericolo di un danno grave per sé o per altri, per i propri beni e altrui, chiunque si trovi in queste condizioni di difendere se stesso, gli altri, i propri e altrui beni, anche con un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo».
Nel caso di abbattimento l'animale dovrà essere messo a disposizione delle autorità, avvertendo la Polizia provinciale o il Corpo Forestale dello Stato per gli adempimenti di legge.
L'ordinanza ha una durata di 90 giorni, immediatamente esecutiva dal 25 settembre e prevede la possibilità di opporvi ricorso al Tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni o al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
FORESTALE. Secondo quanto reso noto dal quotidiano "La Repubblica", il Corpo forestale dello Stato ( che aveva fatto lo stesso per il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, per la morte dell'orsa Daniza) ieri si è presentato a in Procura a Verona e ha depositato una notizia di reato a carico di Tosi per "aver autorizzato l'abbattimento di specie protetta".

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