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20.09.2014

Orso ucciso da una fucilata
L'autore confessa

L'orso ucciso in Abruzzo
L'orso ucciso in Abruzzo

L'AQUILA
«Sì sono stato io, ma è stato un colpo fortuito». Alla fine ha ammesso la propria responsabilità l'operaio dell'Anas indagato per aver ucciso a colpi di fucile l'orso marsicano ritrovato morto venerdì scorso su una pista ciclabile a Pettorano del Gizio, nell'aquilano. L'uomo, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di essersi ferito dopo un incontro ravvicinato con un orso, dopo la confessione di ieri rischia una condanna da 4 mesi a 2 anni.
Ad arrivare sulle tracce del colpevole sono stati gli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf), che negli ultimi due giorni hanno cercato indizi nelle vicinanze dell'abitazione dell'indagato. In casa dell'uomo, giovedì sera, gli investigatori della Forestale avevano sequestrato sei fucili a canna liscia e due a canna rigata. Inizialmente l'operaio si era trincerato dietro il silenzio. Ieri però ha iniziato a collaborare  assumendosi la responsabilità di aver causato,  accidentalmente, la morte dell'orso. «Sono uscito con il fucile», ha detto, «per difendere la mia famiglia. (...)

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