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18.04.2018

Nato il primo cercopiteco barbuto in Italia

Il cercopiteco nato al Parco Natura Viva di Bussolengo
Il cercopiteco nato al Parco Natura Viva di Bussolengo

Non ha ancora compiuto le quattro settimane di vita ma ancorato al ventre della sua mamma sembra già grandicello, con un pelo rado che mostra le dita lunghe e i tratti del volto tipici di un primate nato da poco.

È il primo piccolo cercopiteco barbuto d’Italia, venuto alla luce alla metà di marzo scorso al Parco Natura Viva di Bussolengo da mamma Kamili e da papà Harry. I tre formano l’unica famiglia di questa specie a vivere nel nostro Paese e sono inseriti nella Lista Rossa IUCN come “vulnerabili” di estinzione. Del piccolo non si conosce ancora il sesso e l’impaccio di Kamili, mamma “per la prima volta”, desta qualche apprensione.

 

«Ogni piccolo nato qui viene allevato dalla propria mamma senza l’intervento dell’uomo» spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. «Questo costituisce sì un fattore fondamentale nello sviluppo del futuro adulto, ma impone anche di assistere impotenti ad alcune “defaillance” materne da trattenere il fiato». È il caso di quella roccia così vicina alla testa del piccolino che Kamili sfiora continuamente, nel duplice intento di tenere lontana qualunque cosa si muova e di agguantare pezzetti di banana con l’unica mano libera rimasta. O di quando, tra corde sospese e tronchi sull’acqua, si allontana precipitosamente da Harry, mettendo alla prova la capacità del suo piccolo di mantenere la presa a un capezzolo tanto sfuggente.

 

Insomma, mamma primipara inesperta e per questo molto protettiva, alle prese con un partner insistente e un pargolo non proprio esile da tenere stretto a sé. C’è da dire però che tra tutti, sembra essere proprio il piccolo a non voler complicare ulteriormente la situazione. «All’inizio abbiamo addirittura ipotizzato che il figlio di Harry e Kamili non stesse bene, perché non mostrava quella vitalità tipica dei piccoli primati», continua Spiezio. «Non sembrava far altro che assecondare Kamili impegnandosi come poteva a tener la testa ferma. Poi abbiamo capito che si tratta solo del suo modo di relazionarsi con l’apprensione della mamma».

 

Kamili forse dovrà imparare a prendere le misure e a calcolare le distanze per evitare urti inavvertiti al suo piccolo, ma le mamme di cercopiteco barbuto che vivono nelle foreste della faglia albertina tra Congo, Rwanda, Uganda e Burundi, devono fare i conti ogni giorno con la perdita di habitat a causa dell’espansione agricola e con la caccia illegale, che ha ridotto del 30 per gli esemplari di questa specie negli ultimi 30 anni.

 

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