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11.02.2018

La tartaruga dalle guance rosse va "denunciata"

La tartaruga dalle guance rosse è originaria dagli Stati Uniti
La tartaruga dalle guance rosse è originaria dagli Stati Uniti

ANIMALI "ALIENI". Giro di vite  per chi possiede in casa o in giardino una tartaruga palustre americana, cioè quella dalle guance rosse, o qualche esemplare di scoiattolo del tipo grigio nord americano per i quali sta per scattare anche il divieto di importazione e commercio. Da mercoledì 14 febbraio entreranno in vigore divieti e controlli stringenti per chi introduce, detiene, alleva, coltiva e rilascia nell’ambiente animali o piante esotiche particolarmente invasive. Il decreto prevede che tutti i proprietari di animali da compagnia inseriti nella lista (in particolare chi avesse in casa testuggini palustri americane) potranno mantenerli fino al termine della loro vita naturale, ma entro giugno 2018 dovranno comunicare il loro possesso al Ministero dell’Ambiente, fornendo indicazioni sull’esemplare (specie, sesso ed età) nonchè sulle modalità che intendono adottare per impedirne la riproduzione e la diffusione. 

 

L'Italia recepisce così il Regolamento europeo per prevenire e gestire l’introduzione delle specie esotiche considerate particolarmente invasive. L’Europa ha stilato l’elenco delle 49 specie invasive più pericolose, di cui 33 sono presenti in Italia e anche nel Vicentino, tra cui il gambero rosso della Louisiana e le nutrie. Nonchè piante come il giacinto d’acqua.
Queste specie, talvolta chiamate «aliene», sono piante, animali e altri organismi introdotti dall’uomo, accidentalmente o volontariamente, al di fuori della loro area di origine e una parte di queste causa gravi danni alla natura, a volte anche alla salute, e perdite economiche notevoli. Attualmente, si
stima che siano più di 3.000 le specie aliene introdotte solo in Italia, con un incremento vertiginoso (+96%) negli ultimi 30 anni.

 

Il decreto, spiega il coordinatore del progetto Life Asap Piero Genovesi, «prevede che tutti i proprietari di animali d’affezione inseriti nella lista potranno mantenerli fino al termine della loro vita naturale, ma entro 180 giorni dovranno comunicarne il possesso al Ministero dell’Ambiente, fornendo indicazioni sull’esemplare (specie, sesso ed età) e le modalità per impedirne assolutamente la riproduzione e la diffusione». 

 

L.D.
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