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09.09.2013

Il trekking è più bello con l'asino

Il trekking è più bello con l'asino
Il trekking è più bello con l'asino

Natalina, Amelia e Astra scatenano la gioia dei bambini. Apparentemente indifferenti a tanto entusiasmo, le tre asine dell'azienda agrituristica “La Pachamama”, sopportano con pazienza che sconfina nello stoicismo i tentativi di carezze - vere e proprie “pacche” - dei piccini mentre pascolano tutto ciò che si può ingerire.
E non si scompongono neppure di fronte alle novità della passeggiata tra i vigneti delle colline circostanti che sta per iniziare. Una passeggiata insieme a tanti due zampe, grandi e piccini. Se ne stanno lì, tranquille. Apparentemente indifferenti, ma in realtà in attesa.
IL CARATTERE. E questo suscita la sorpresa del proprietario dell'azienda agrituristica, Maurizio Radin: «In realtà basta un ostacolo sconosciuto ed ecco che, soprattutto Astra si arresta, e non ne vuole più sapere di andare oltre. E infatti, nell'uscita precedente è stato un filo d'acqua a raso, che chiamare ruscello diventa persino pretenzioso, a trasformarsi in una sorta di fiume in piena, inguadabile per i suoi zoccoli. E alla fine di fatto non ha mai attraversato. Si era imputata, cocciuta come tutti gli asini, lei». E così, racconta Radin, l'allegra compagnia ha dovuto tornare indietro, con tanti saluti alla scampagnata. Ma non è stato una vita fa, appena qualche giorno prima. Eppure adesso sono lì, tranquille. Quasi a dire: «Allora, partiamo?».
Vallo a capire cosa è cambiato nella testa di questi animali, ormai “esotici” anche per le nostre latitudini.
«Con la diffusione della pet therapy - ricorda Radin, viso da antico romano incorniciato dalla barba bianca, corta - c'è stato un recupero di questa specie anche qui nel vicentino».
CIUCHINI DI CASA. E pensare che l'asino, un tempo, era domestico tanto quanto il cane. Mezzo di locomozione, trasporto e lavoro, come quei vecchi motocarri a tre ruote grigi che non si fermano mai. Qui a Marsan, tra le colline di Marostica e Bassano del Grappa e le pendici dell'Altopiano dei Sette Comuni, è un animale didattico, oltre che di cura.
E che le cose siano cambiate rispetto al passato devono averlo capito pure loro, Natalina, Amelia e Astra, che alla fine si fanno travolgere dall'allegria della comitiva di circa 30 persone, tra amiche, mamme, papà figli e zii, e dalla guida dolce ma risoluta di Raffaella e Susanna, vicentine “diplomatesi” conduttrici dopo un mese di corso nella fattoria marosticense: «Sono asine buonissime - dicono -, occhio solo a non mettere i vostri piedi sotto i loro zoccoli, pesano pur sempre un quintale».
ALLA PARTENZA. La camminata comincia nel caldo della domenica e su un piccolo tratto di strada asfaltata. Destinazione: le splendide colline di San Benedetto.
Ora i bimbi si fanno adulti, tirano e tendono la cavezza come piccoli marinai, affrontando le “strambate” degli equini (cosa non si fa per un ciuffo di erba, succulenta erba) con polso energico. Uno spettacolo vederli così attenti e soddisfatti di se stessi.
Federico, coraggiosissimo e furbo, sale in groppa al capobranco. Si farà tutto il viaggio comodamente seduto, protetto dalle mani sicure di mamma e papà.
Arianna e le altre teenager dividono il piacere della guida con quello ancor più godurioso del gossip e delle canzoni. Niente Mp3 e registratori, però, oggi la Natura regna sovrana. E Natalina, Amelia e Astra sembrano davvero far di tutto per scrollarsi di dosso, come i tafani che non mancano mai, la nomea di animali a volte ombrosi ed un po' permalosi. E si continua a salire.
IL SORPASSO. Ecco che Astra  recupera dalla memoria lontane reminiscenze superando con un salto degno di uno stallone in una scena di un film western una salita e poi, oltrepassa di slancio e senza esitare anche il fatidico rio. Raffaella e Susanna, maglietta celebrativa alla Totò (“Asini si nasce e io lo nakkui”) precedono e controllano, facendo riposare tutti all'ombra delle piante.Una piccola deviazione verso l'antica chiesa di Sant'Agata - in stile romanico, con un bel campanile a torre origine longobarda, come ricorda il bellissimo libro edito dalla Federazione delle associazioni archeologiche venete - poi il ritorno, passando per splendide vigne, una ghiottoneria per gli occhi di tutti, bipedi e quadrupedi. Che peccato, già finito il tour. Un giro corto, mezz'ora, che Erik, 9 anni, festeggia con un tuffo nell'amaca.
NATURA E GUSTO. Un buon bicchiere di vino rosso per gli adulti, poi si organizza un gustoso pranzo. Gli agriturismi non mancano e il piacere di stare assieme pure. «E la prossima volta, tutti alla cascata dentro il bosco». Harry Potter e le sue magie non abitano qui, poco ma sicuro, ma il luogo è incantato di suo e anche le asine rizzano contente le orecchie: la magia che si crea stando tutti insieme, passeggiando nella Natura insieme ai due zampe, alla fine, piace tanto anche a loro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Luciani
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