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21.02.2014

Il delfino che  vive nei fiumi verso l'estinzione

Li hanno appena scoperti e già rischiano l'estinzione. Una specie di delfini che vive nell'acqua dolce è, infatti, stata scoperta nei fiumi del Brasile. Il mammifero marino è chiamato “Inia araguaiensis”, dal fiume Araguaia in cui è stato trovato per la prima volta. Questi delfini derivano da antenati che si sono spostati dal Rio delle Amazzoni, due milioni di anni fa. La particolarità? Sono dotati di lunghi becchi che consentono loro di cacciare i pesci nei fondali fangosi. La soddisfazione dei ricercatori per l'identificazione di questa nuova specie ha però un retrogusto amaro. Questi animali appena identificati sono  già a rischio estinzione. Secondo gli studiosi esistono solo mille esemplari di questa specie. A causa dello scarso numero, la squadra di ricerca sta cercando di sollecitare l'Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) per inserirle tra le specie vulnerabili.  
Il termine di “memoria ram”, cioè quella di lavoro, usata per le informazioni utili dall'uomo è stato traslato per definire una parte della memoria dei pc. Adesso si è scoperto che questa memoria ce l'hanno anche i topi. È quanto sostiene uno studio della Sissa di Trieste. Nella ricerca sono state confrontate le lunghezze di diverse vibrazioni sui baffi. I topi hanno ottenuto risultati paragonabili a quelli degli uomini sottoposti a vibrazione sui polpastrelli.  
Gli orsi polari sono stressati a causa del cambiamento climatico. È quanto dimostrano gli abbondanti livelli dell'ormone dello stress, il cortisolo, riscontrati nei peli degli animali. La ricerca, condotta dall'Università del Massachussets, dimostra che le fluttuazioni della temperatura e dell'estensione dei ghiacci sono correlati a livelli di cortisolo degli orsi polari nella Groenlandia orientale. Questa sostanza si conserva nei peli, anche in quelli umani, «anche per centinaia di anni» e per questo è stato possibile confrontare i dati con peli conservati nei musei e provenienti da animali che sono vissuti alla fine dell'Ottocento. Gli autori sperano che il lavoro possa aprire la strada ad un uso più ampio del metodo. Con questo lavoro sugli orsi infatti i ricercatori hanno dimostrato di migliorare la tecnica standard per correlare il cortisolo allo stress. Con la stessa tecnica per l'uomo c'e bisogno di almeno 10 capelli lunghi almeno 3 centimetri.

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