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10.12.2012

Bracconaggio, Vicenza e Verona
la collaborazione porta 7 denunce

Un uccellino impigliato in una rete
Un uccellino impigliato in una rete

VICENZA. «Se bracconieri e furbetti pensano che la Polizia Provinciale non esiste più, li invito a  ricredersi. Non solo ci siamo ma operiamo con più attenzione di prima. E, come dimostra la  recente operazione realizzata con i colleghi della Provincia di Verona, anche congiuntamente con  le Polizie Provinciali del Veneto. Questo grazie ad un Protocollo d'Intesa recepito dalla Giunta  Provinciale di Vicenza con Delibera n.120 del 24.04.2012, nella quale si prevede tra l'altro di  adottare iniziative coordinate mirate alla vigilanza nelle materie della tutela ambientale e  faunistica». È soddisfatto il comandante provinciale Claudio Meggiolaro  visti i risultati ottenuti nelle  ultime settimane durante alcuni servizi di controllo antibracconaggio. L'area interessata è la  dorsale di confine, che fa da spartiacque, tra la valle del Chiampo e la valle d'Illasi. Ovvero,  per la parte vicentina, i comuni di Arzignano, Chiampo, Altissimo e Crespadoro, sul versante  opposto di contro i comuni di Roncà, San Giovanni Ilarione, Vestenanova e Selva di Progno. Le  operazioni, che hanno impegnato in vari momenti pattuglie miste dei Comando di Polizia  Provinciale di Vicenza, e Verona, quest'ultini sotto la guida della dott.ssa Anna Maggio, hanno  avuto esiti molto significativi ed hanno portato alla denuncia all'Autorità Giudiziaria di sette  persone, un vicentino e sei veronesi. I reati contestati sono quelli di uccellagione, cattura e detenzione di fauna protetta e  particolarmente protetta, uso di mezzi di caccia/cattura vietati, omessa custodia di armi. Di particolare rilievo è l'operazione compiuta mercoledì 5 dicembre scorso da una pattuglia  mista che ha individuato nell'area di confine nei comuni di Crespadoro e Vestenanova un'attività  illecita di uccellagione con reti.  Gli accertamenti effettuati hanno portato alla denuncia di un veronese di trentotto anni ed al  sequestro di reti e di 563 uccelli morti di piccola taglia, appartenenti a specie protette e  particolarmente protette tra le quali fringuelli, lucherini, pettirossi, cince, ballerine. Considerato il quantitativo rinvenuto quasi sicuramente si trattava di fauna destinata ad  alimentare il mercato del commercio abusivo di fauna selvatica. «I risultati positivi di questa prima esperienza di collaborazione tra Polizie Provinciali di  Enti diversi - conclude Meggiolaro - fanno prospettare che questi tipi di intesa saranno  allargati anche ad altri ambiti di controllo. L'obiettivo, attraverso il coordinamento delle  attività, lo sviluppo di sinergie, lo scambio di informazioni e di esperienze, la  predisposizione di protocolli operativi comuni, è quello di migliorare l'efficacia e  l'efficienza dei servizi, con una ricaduta positiva in termini di tutela e di sicurezza del  territorio nel suo complesso».

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