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17.06.2013

Schio, l'abbraccio dei 30 mila
Così le penne nere conquistano la città

SCHIO. Ventimila alpini in marcia fra due ali di folla, nella prima domenica estiva goduta dalla Val Leogra. Un successo straordinario che va al di là dei numeri, sempre opinabili in queste occasioni. I promotori del Raduno Triveneto dell'Ana di Vicenza parlano di 20 mila soci delle varie sezioni in sfilata e di 30 mila fra alpini e familiari lungo il tragitto di circa tre chilometri che da Ss. Trinità ha portato l'ordinato corteo sino al cuore della città, per sciogliersi solo all'altezza della stazione ferroviaria. Forse il pubblico era meno numeroso (c'è chi ha stimato in 10 mila gli spettatori) ma una cosa è certa: per un'intera mattinata Schio si è consegnata alle penne nere, ricevendone in cambio emozioni indicibili. E quando la marcia trionfale dell'Aida ha introdotto i volontari della Protezione civile, protagonisti di tanti interventi meritori in ogni angolo della Penisola e si è capito che la sfilata volgeva al termine, rigorosamente nei tempi previsti, molti fra il pubblico sono rimasti al loro posto, dopo essere resistiti per oltre tre ore ai 34 gradi che segnava il termometro di piazza Rossi.  Momenti suggestivi per il passaggio dei "veci” ma anche ovazioni per i giovani, che garantiscono un ricambio generazionale quanto mai necessario. E veri e propri tributi per le sezioni vicentine, che sono cinque: Asiago, Bassano, Marostica, Valdagno e Vicenza, per 20 mila soci (17 mila alpini e 3 mila simpatizzanti) che fanno del Vicentino la terra per eccellenza degli alpini, non solo perché qui sono nate le note e le parole di un inno come “Il 33” e di un brano immortale come “La montanara”, composto dallo scledense Toni Ortelli.

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Mauro Sartori
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