17 febbraio 2019

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17.06.2013

«Qui sfila la migliore Italia»

Alpini d'Italia, portatori di solidi valori sempreverdi, in cui la popolazione si riconosce. Per questo sono stati acclamati ieri mattina, tra applausi scroscianti e urla d'approvazione, durante la sfilata che ha riempito il centro cittadino come non succedeva da tempo. Un bagno di folla che ha seguito con trasporto la sfilata dei 1400 gruppi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, per un totale di oltre ventimila penne nere. Tra di loro anche una trentina di reduci che, seppur in carrozzella, con grande spirito di partecipazione ed intraprendenza hanno voluto essere parte dell'evento. Ad assistere alla parata anche una sessantina d'autorità, tra rappresentanze politiche, militari e associative, alloggiate nella scalinata della tribuna d'onore allestita per l'occasione in piazza Rossi, cuore della città. Al centro, vicino al padrone di casa, il sindaco Luigi Dalla Via, spiccava la figura, prontamente sull'attenti ad ogni passaggio di labaro, del presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero, nativo della zona del bassanese ed in carica da alcune settimane. «Il raduno è stato splendido – ha sottolineato -. Ancora una volta gli alpini hanno dimostrato chi sono, dando prova di grande impegno non solo nell'organizzazione di un momento di festa, ma anche nel cercare di trasmettere i valori di unione e solidarietà, per essere insieme oggi ma anche domani, per costruire il futuro». Vicino al presidente Ana, un'entusiasta Elena Donazzan, assessore regionale all'istruzione che per l'occasione ha sfoggiato un paio di scarpe da ginnastica tricolore. «Questa che abbiamo visto è la migliore Italia – ha dichiarato – in un momento di crisi morale ed economica, in cui si è dimostrato che il Paese può essere migliore. Gli alpini e il loro atteggiamento ci ricordano sempre come anche i momenti che sembrano più difficili, attraverso l'impegno e il sacrificio fatto dal popolo unito, possano essere superati. Adesso vediamo avvicinarsi all'orizzonte il centenario della grande guerra e il Veneto avrà una grande responsabilità nel ricordare e celebrare degnamente quell'epopea drammatica. Come assessore mi sto già impegnando in questo di senso e l'evento di Schio può essere visto come una premessa». Sul palco delle autorità spiccavano anche i generali Amedeo Sperotto, capo di stato maggiore delle forze operative terrestri, e Antonio Maggi del Centro di addestramento alpino di Aosta, erede dello storico Btg. Aosta che combattè con onore sul Pasubio nel biennio 1916-1918. Venerdì il Comune di Valli del Pasubio, proprio per suggellare un rapporto storico di fratellanza e solidarietà, ha assegnato al Btg. Aosta la cittadinanza onoraria. «Il raduno – ha affermato il generale – è un'ottima occasione per rinverdire le tradizioni e rinvigorire i legami e gli ideali alpini di amore per la Patria, solidarietà, lealtà, onore e servizio verso il prossimo. Ma è anche un'opportunità di ritrovarsi insieme, soprattutto per coloro che hanno vissuto stagioni indimenticabili caratterizzate da sacrificio, difficoltà e sofferenza». In tribuna anche il sindaco di Vicenza Achille Variati: «Alpini e Veneto sono due termini che coincidono – ha ricordato – e che sono portatori di valori e onori che si incarnano nei nostri territori». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Ceredo
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