17 febbraio 2019

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

News

17.06.2013

La medaglia d'oro del cap. Cella

La caserma Cella è il centro operativo del Raduno triveneto
La caserma Cella è il centro operativo del Raduno triveneto

In questi giorni la caserma “Pietro Cella" sembra essere tornata a vivere. Nello storico edificio di via Rovereto, infatti, oggi sede della protezione civile dell'Ana, è stato posto il centro operativo che si occupa della logistica del Raduno triveneto.
Il brulichio di penne nere non può non riportare alla mente la storia di un secolo fa, quando la “Cella" era una caserma a tutti gli effetti, sede di battaglioni alpini alimentati da personale della Val Leogra; poi le vicende del secondo conflitto mondiale - qui il battaglione Fulmine della X Flottiglia Mas attese l'arrivo degli americani dopo la fine della guerra, ricevendo l'onore delle armi -, per arrivare al ridimensionamento postbellico, alla trasformazione in Sezione magazzino del 25° Comando militare di zona di Vicenza e alla definitiva chiusura, avvenuta negli anni Ottanta.
La caserma “Cella", così come viene ancora chiamata a dispetto del fatto che oramai da decenni non si tratta più di un'installazione militare, lega il suo nome a una delle figure storiche del corpo degli alpini. Il capitano Pietro Cella, infatti, fu il primo alpino a essere insignito della medaglia d'oro al Valor militare.
Quella del capitano Cella è dunque una figura per niente secondaria nella gloriosa epopea delle penne nere, legata a filo doppio alla città. Pietro Cella nacque il 9 aprile del 1851 a Bardi, attualmente in provincia di Parma, ma che all'epoca apparteneva all'amministrazione di Piacenza. Dopo essere stato allievo del Collegio militare di Racconigi, a 19 anni si arruolò come soldato semplice nel Regio Esercito italiano da poco costituito. Dopo aver percorso i vari gradi della gerarchia di truppa e raggiunto il grado di furiere, fu ammesso alla Scuola militare, dalla quale uscì nel 1879 con il grado di sottotenente di fanteria. Avanzato al grado di tenente, nel 1895, con il grado di capitano ed al comando della 4° compagnia del battaglione alpini d'Africa, su quattro compagnie, che faceva parte del Corpo di spedizione italiano in Eritrea, giunse a Massaua, da dove con il suo reparto fu trasferito sull'altipiano dell'Adigrat. Pochi mesi più tardi, nella battaglia di Adua del marzo del 1896, al comando della 3° e 4° compagnia, occupò il monte Rajo e mantenne saldamente le posizioni nonostante l'incalzante azione del nemico. Gli abissini, però, forti di 100 mila uomini, riuscirono a circondare i soldati italiani e le truppe indigene fedeli all'Italia. Il capitano Pietro Cella, rimanendo alla testa di pochi uomini rimastigli, fu colpito a morte e cadde sul campo di battaglia.
A ricordo di tale eroico adempimento del proprio dovere, il capitano Cella fu insignito della medaglia d'oro al Valor militare alla memoria, primo riconoscimento al Valor militare del Corpo degli alpini, con la seguente motivazione: “Comandante delle compagnie alpine 3° e 4° distaccate sulla sinistra dell'occupazione al Monte Rajo, le tenne salde in posizione contro soverchianti forze avversarie, finché furono pressoché distrutte e combattendo valorosamente lasciò la vita sul campo prima di cedere di fronte all'irrompente nemico. Adua (Eritrea), 1° marzo 1896."

Paolo Rolli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1