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14.06.2013

Amici di penna, ogni adunata è una festa

Lo storico striscione dedicato ai caduti alpini in Russia portato in sfilata in occasione dell'adunata nazionale del 1991 svoltasi a Vicenza|
 Il varo dell'Adunata dell'Ana Triveneta in programma a Schio
Lo storico striscione dedicato ai caduti alpini in Russia portato in sfilata in occasione dell'adunata nazionale del 1991 svoltasi a Vicenza| Il varo dell'Adunata dell'Ana Triveneta in programma a Schio

Ai tempi della naja l'adunata era uno dei momenti più importanti della vita di caserma: i reparti si schieravano nel cortile prima di cominciare le attività, per essere ispezionati o semplicemente per imparare ad adunarsi.
Quella più odiata era l'adunata dei consegnati, cioè i militari puniti che non potevano andare in libera uscita, e che standosene inquadrati vedevano gli altri uscire, tutti lustri dopo aver ovviamente superato l'adunata liberuscenti; per i puniti invece c'era solo la prospettiva della ramazza.
L'adunata più bella, quella sognata per tutti i mesi della naja, era l'adunata dei congedanti: era proprio l'ultima, poi c'era solo il ritorno a casa. Era un momento magico di una gioia senza fine, accompagnata dall'invidia dei “tubi” che dovevano restarsene in camerata a guardare i “veci” che se ne andavano…
Aduna oggi, aduna domani, agli alpini l'adunata è entrata nel sangue, tanto che continuano ad adunarsi anche tanti anni dopo aver lasciato la caserma.
Le adunate seguono la struttura dell'Associazione nazionale alpini: si parte dal Gruppo, la cellula base, si sale alla Zona, raggruppamento di gruppi, per arrivare alla Sezione, che solo poche volte coincide con la provincia: Vicenza ne ha cinque di sezioni, al Sud ce n'è una per regione. Saliamo poi ai cinque Raggruppamenti di regioni, per arrivare all'Ana nazionale a Milano.
Ebbene, ognuno di questi livelli ha la sua adunata! Si parte da quella nazionale, ogni seconda domenica di maggio, poi c'è quella di raggruppamento in giugno (e quella di Schio è l'adunata del Triveneto) e di sezione in settembre: cambiano solo le località in cui si svolgono. Poi, con libertà organizzativa, adunate di zona e di gruppo. Se si pensa che Vicenza ha 136 gruppi e 16 zone si fa preso a fare il conto…
S'incontrano anche quelli della Protezione civile alpina, ci sono i grandi appuntamenti come l'Ortigara, il Pasubio e il Grappa, o l'incontro al Rifugio Contrin dell'Ana, in Marmolada… Per non parlare di anniversari e commemorazioni.
Troppe? Bepi, sito me mario o gheto sposà i alpini? Tasi Angela, ancora domenega che vien o al massimo 'naltra e la seconda de otobre te porto al mare… Una scenetta familiare apparsa su Alpin fa grado, il giornale sezionale, sotto un titolo significativo, Indigestione, per dire che si sente la necessità di ridurre e riorganizzare le adunate.
Ma perché gli alpini si radunano? Senza dilungarci sui loro meriti (citiamo solo le 33 casette per i terremotati dell'Abruzzo e la scuola materna ricostruita a tempo di record a Cento), diciamo che gli alpini, affratellati dal servizio militare svolto in montagna, sono persone speciali che amano trovarsi, perché in compagnia stanno bene e perché così possono esibire con orgoglio la loro ragione sociale, la solidarietà. Rendendo omaggio alle migliaia di alpini caduti in tempo di guerra e di pace nel fare il loro dovere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Dino Biesuz
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