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24.11.2016

AIM Ambiente
sul podio
dei ricicloni

AIM Ambiente sul podio dei ricicloni
AIM Ambiente sul podio dei ricicloni

Vicenza, e i suoi cittadini, ricevono l’importante riconoscimento di comune virtuoso nella raccolta e differenziazione dei rifiuti salendo sul podio delle città capoluogo più riciclone del Veneto. 

Dopo Treviso e Belluno (rispettivamente con 56,85 kg e 70,79 kg di rifiuti residui pro capite), realtà però non affini a Vicenza sia per dimensioni del comune che per caratteristiche proprie del centro urbano e delle utenze speciali presenti nel territorio, il capoluogo berico è al terzo posto, decisamente davanti a tutte le altre città venete. I risultati sono stati presentati al Primo Forum rifiuti organizzato a Treviso da Legambiente Veneto: Vicenza supera i 193 chilogrammi di secco residuo per abitante l'anno, con una raccolta differenziata pari al 62,69 per cento. Va detto a riguardo che le percentuali sono calcolate sulla base del nuovo metodo introdotto dalla Regione Veneto scorporando, rispetto alle frazioni avviate a recupero, la quota relativa agli scarti. Infatti, la classifica nazionale dei comuni ricicloni pone Vicenza sopra al 65%. Non a caso, la raccolta differenziata a Vicenza, in virtù del costante impegno dell’Amministrazione comunale e dell’organizzazione messa a disposizione da AIM Ambiente, è in un continuo trend di crescita.

Infatti, anche Legambiente Veneto registra il progressivo miglioramento della raccolta differenziata svolta a Vicenza, grazie ad un costante ampliamento del porta a porta.

Al Primo Forum sui rifiuti di Treviso, tra i relatori del pomeriggio, è stata invitata anche AIM Ambiente: il direttore Ruggero Casolin ha illustrato il progetto Prisca, un progetto europeo sperimentale attuato in collaborazione con la Cooperativa Insieme, avviato nel 2014, volto alla creazione di Centri di riuso realizzati, appunto, uno a Vicenza e un secondo a San Benedetto del Tronto, organizzati per avviare al riutilizzo i beni riusabili già presenti nel flusso dei rifiuti solidi urbani e che, in assenza di una filiera organizzata, attualmente sono destinati allo smaltimento in discarica. Il modello è stato replicato a livello europeo anche in altre città. Contestualmente, il progetto ha contribuito a sensibilizzare i cittadini sul tema della riduzione dei rifiuti, nonché a mettere il progetto in rete con le buone pratiche europee sul tema.
 

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