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Doppiopetto e
bastone per
le Gallerie

04.05.2017

Doppiopetto e
bastone per
le Gallerie

Carlo d’Inghilerra all’uscita della Strada delle 52 gallerie,di cui ha percorso circa un chilometro fino alla prima galleria. FOTO STUDIOSTELLA
Carlo d’Inghilerra all’uscita della Strada delle 52 gallerie,di cui ha percorso circa un chilometro fino alla prima galleria. FOTO STUDIOSTELLA

L’eroica Strada delle 52 gallerie conquista il principe Carlo, che ne ha affrontato il tratto sterrato fino alla prima in tenuta elegante: completo doppiopetto grigio gessato, indossato durante l’intera giornata vicentina, immancabili scarpe all’inglese, con l’aggiunta di un bastone da passeggio. Ci si aspettava che adottasse una mise più adatta al trekking, ma invece così non è stato, forse per le tempistiche ristrette. «Un ambiente impressionante», ha detto il principe alla storica Hanna Malone dell’università di Cambridge che, ancora all’Ossario, gli ha illustrato le caratteristiche storiche e belliche del Pasubio mentre ne ammiravano il panorama. «Il principe - ha spiegato l’esperta in ossari venuta appositamente dal Regno Unito - si è dichiarato molto colpito dai luoghi montani in cui si è combattuto, da questi terreni difficili e dalle condizioni impressionanti». Ad accompagnarlo lungo la Strada delle 52 gallerie, per meno di un chilometro, solo una ventina di persone. Una cerchia ristretta costituita da rappresentanze britanniche, militari e politiche, tra cui i sindaci Armando Cunegato (Valli del Pasubio) e Andrea Cicchellero (Posina). Prima dell’escursione il principe aveva fatto tappa all’Ossario del Pasubio, dove si è tenuta una breve cerimonia, condita da un piccolo imprevisto. Ad accoglierlo c’erano il generale di corpo d’armata Federico Bonato, comandante delle truppe alpine, i militari della compagnia di formazione del VII Reggimento alpini schierati e la fanfara della Brigata alpina Julia. Il protocollo prevedeva che Sua Altezza dovesse prima salutare i politici locali già disposti a emiciclo sul piazzale e poi visitare il sacello,ma inaspettatamente ha tirato dritto entrando direttamente nella struttura sacra. Il piccolo inconveniente è stato subito sistemato e all’uscita dall’Ossario, dove ha firmato l’albo d’onore e ha ricevuto in dono una miniatura del monumento dal generale Domenico Innecco, presidente della Fondazione 3 Novembre 1918, il principe di Galles ha incontrato le autorità politiche locali, non senza qualche simpatico scambio di battute. «Begli orecchini», ha detto all’assessore di Valdagno Rina Lazzari che indossava gioielli con la bandiera Union Jack, mentre con la vicepresidente della Provincia Cristina Franco si è complimentato per la sua «giacca luccicante». Al sindaco Cunegato di Valli ha chiesto informazioni sull’altimetria del paese, mentre il presidente del Consiglio comunale di Vicenza, Federico Formisano, gli ha fatto notare le due medaglie d’oro al valore militare del capoluogo. Presenti anche i primi cittadini Valter Orsi (Schio) e Francesco Valduga (Rovereto), oltre alla rappresentanza della Fondazione 3 Novembre 1918, che gestisce l’area sacra. L’erede al trono ha fatto visita anche al vicino Museo della Prima Armata, dove era stata allestita una mostra fotografica e dove ha incontrato l’assistente personale della defunta Freya Stark, esploratrice e scrittrice britannica che visse lunghi anni in Veneto ad Asolo.

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