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13.06.2009

A sorpresa i resti di una villa d'età romana

I resti della villa romana trovati ad Albettone. FOTO MAZZARETTO
I resti della villa romana trovati ad Albettone. FOTO MAZZARETTO

Albettone. I resti di una villa di epoca romana sono stati portati alla luce ad Albettone durante i lavori a un terreno agricolo nell'azienda di Federico Pagliarin. «Qui c'era una centuria romana - spiega Guelfo Malandrin, studioso di storia locale -. Non solo la via ma tutta la zona, compreso il monte vicino, si chiama Amelia. Si presume che il termine derivi da Emilia, la direttiva che in epoca romana collegava Cologna Veneta con Altinate e Quarto d'Altino passando per Albettone».
«Anche il museo di Este aveva fatto dei sopralluoghi – spiega Pagliarin -. Nei giorni scorsi è affiorata una notevole quantità di materiali, così con l'amministrazione comunale abbiamo chiesto l'intervento della Soprintendenza».
«È stato il mio primo atto ufficiale da sindaco - dice il neoeletto Joe Formaggio -. La Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto ha acquisito un piccolo finanziamento per avviare i primi sondaggi sul terreno; ora con un piccolo contributo messo a disposizione dall'amministrazione comunale, potrà concludere questa prima fase di studio. Finora sono state scavate tre trincee lunghe un centinaio metri alla distanza di dieci metri l'una dall'altra e nei prossimi giorni se ne scaverà una quarta».
« Abbiamo avviato questi primi sondaggi - spiega Mariolina Gamba, funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici del Veneto - per capire quanto rimane di questi lacerti murari, qual è l'estensione della villa, e possibilmente ricostruirne la planimetria. Si tratta di una villa romana di notevoli dimensioni, una tipica casa di campagna con i rustici e gli annessi, la cui datazione non è ancora definibile ma indicativamente si può dire tra la fine del I e l'inizio del II secolo dopo Cristo».
Finora con gli scavi sono stati recuperati alcuni basamenti dei pilastri, qualche capitello, frammenti di mosaico, mattoni in cotto, basamenti di trachite, frammenti di anfore. Di notevole interesse un pavimento in cotto con mattoni posizionati a spina di pesce.
«È un tassello importante di quel lavoro che si sta facendo in questi mesi nell'area tra i Berici e gli Euganei con tutti i materiali che emergono anche con gli scavi per l'autostrada – dice Mariolina Gamba -. Ora con il contributo del Comune il sondaggio sulla villa prosegue, poi il terreno verrà ricoperto per proteggere gli scavi e permettere la continuità dei lavori agricoli. Dopo l'analisi dei reperti, se si troveranno i contributi adeguati, si potrà dare avvio a una vera campagna di scavi per portare alla luce tutta l'area archeologica».
«Da parte nostra - sottolinea il neo sindaco - vorremmo poter realizzare un rendering per avere almeno un'idea tridimensionale della antica villa. Il passo successivo potrebbe essere quello di aprire un piccolo museo per custodire i reperti della villa e quelli emersi con i lavori dell'autostrada Valdastico sud».

Albano Mazzaretto
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