mercoledì, 8 febbraio 2012

In bicicletta sulla vecchia ferrovia

In bicicletta sulla vecchia ferrovia

Quel treno sfortunato tra austriaci e bombe americane

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Un treno merci a vapore sulla linea Ostiglia-Treviso

01/11/2008

Una linea strategica, per poter trasferire in modo rapido le truppe in caso di guerra contro l’Austria–Ungheria. Questa la ragione che spinse il Governo alla costruzione dell’Ostiglia–Treviso. Un progetto ventilato già nel 1908 e che prevedeva il collegamento dal paese mantovano, posto sulla riva destra del Po, alla stazione di Treviso centrale, passando per Legnago, la Riviera Berica, Grisignano di Zocco e Camposampiero.

A sostenere l’opera ferrovia furono soprattutto alcuni parlamentari veneti, in prima fila il deputato del Collegio Cittadella – Camposampiero, Leone Wollemborg: nella ferrovia, miracolo tecnologico di quegli anni, videro infatti importanti opportunità di sviluppo commerciale.

L’idea fu accantonata con lo scoppio della prima Guerra Mondiale e ripresa solo qualche tempo dopo la fine del conflitto. Per la sua completa realizzazione, però, ci vollero molti anni ancora. Alla fine degli anni ’30, quando incombeva la seconda Guerra Mondiale, fu terminata l’ultima sezione, quella di Camposampiero-Treviso Porta Santi Quaranta.

La linea tuttavia ebbe una vita molto breve, perché nel 1944-45 fu più volte bombardata dagli alleati. Anche nel periodo in cui fu attiva, inoltre, funzionò più da infrastruttura bellica per le merci che come mezzo per trasportare persone.

Dopo l’armistizio l’esercito americano riattivò immediatamente la tratta tra Quinto di Treviso e Treviso Porta Santi Quaranta; sembrava che i lavori, per un ripristino complessivo, dovessero immediatamente riprendere, invece si conclusero con un nulla di fatto. Solo il tratto tra Legnago e Grisignano di Zocco fu reso funzionante, ma anche in questo caso il collegamento ferroviario ebbe breve durata.