giovedì, 11 marzo 2010
Altopiano
CAMBIA PAESEI comitati pro Trentino invitano all'astensione
Gerardo Rigoni
Altopiano. Da anni attendono una risposta. Da anni aspettano che la politica si faccia carico di quanto espresso con i referendum per cambiare Regione. Ora con le elezioni regionali alle porte i Comitati referendari non escludono gesti clamorosi. In particolare ce l'hanno con i candidati alle Regionali, Luca Zaia e Giuseppe Bortolussi in testa, che non si esprimono sulla questione.
Anzi dimostrano di conoscere poco e male le problematiche che hanno portato al referendum trentino.
«Ci pare che nessun candidato condivide le istanze dei cittadini veneti che chiedono di cambiare Regione - dice Renzo Poletti, coordinatore tra i Comitati - Nonostante si professa l'autodeterminazione dei popoli nessuno si impegna a far cessare questa situazione in cui l'iter legislativo è fermo perché la Regione Veneto, a differenza delle altre Regioni interessate da referendum simili, si rifiuta di esprimere un parere non vincolante ma previsto in merito».
E proprio per fare il punto della situazione i vari comitati referendari si sono incontrati la settimana scorsa a Pedavena. I 16 Comuni veneti, tra cui Pedemonte e gli 8 Comuni dell'Altopiano, che hanno già espresso la volontà di cambiare Regione, hanno analizzato la situazione delle singole procedure. Per tutti sono già stati presentati dei disegni di legge in Parlamento ma che sono fermi da tempo in Commissione Affari Costituzionali.
Proprio per cercare di smuovere la situazione i Comitati hanno deciso di avviare una campagna di informazione «su promesse disattese perché troppi non sanno ancora come stanno le cose».
Con l'avvicinarsi delle elezioni non si esclude che i Comitati consiglino l'astensionismo dal voto senza tralasciare gesta più clamorose. Ma sulla soluzione politica della questione referendaria i Comitati esprimono poca fiducia.
«Non ci resta che sperare nei giudici - dice Francesco Rodeghiero coordinatore del Comitato altopianese - Rimangono i ricorsi fatti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e alla Corte Costituzionale per far ritornare le richieste legalmente avanzate in passato»
Sindaci dell'Altopiano, se ci siete battete un colpo. L'appello lo aveva lanciato il Comitato referendario qualche mese fa invitando le varie Giunte comunali a chiedere alla Regione Veneto di esprimersi finalmente sul referendum permettendo così alla legge popolare di proseguire il proprio iter. Un appello colto fino ad ora solo da Enego e Rotzo, con Lusiana che porterà la questione in Conferenza dei Sindaci ed Asiago che sostiene che non spetta ai Comuni «altro compito istituzionale che non sia quello di dare la possibilità ai cittadini di esprimersi con il referendum».
«Se il referendum per il passaggio al Trentino è stato indetto comprensorialmente un po' di merito è anche della mia amministrazione che ha coordinato tutti i sindaci e che ha attivato l'istituto referendario ad Asiago - dice il sindaco Andrea Gios - A mio avviso non ha senso intentare azioni di forza con la Regione piuttosto valutare un'azione politica mediata con il rinnovato Consiglio Regionale che speriamo sia più sensibile». G.R.
Asiago.
Lumera,
ricorso al Tar
Gerardo Rigoni
Asiago. Il Comune di Asiago ritornerà davanti al Tar. E lo farà per rispondere delle accuse di «eccesso e di sviamento di potere, della violazione dell'art 10 della legge regionale 241/90 e del principio del buon andamento della pubblica amministrazione».
È quanto chiede il ricorso presentato al Tar del Veneto dal Consorzio Lumera dopo che la Giunta di Asiago ha nuovamente respinto il piano di lottizzazione Lumera, sostenendo che il progetto non sia attuabile per gravi carenze tecniche.
Il Consorzio Lumera ha «la disponibilità di un'importante area» che il Prg comunale individua come «area di trasformazione residenziale - ambito di trasformazione esterna all'edificato denominato ambito C - Lumera».
L'area è costituita da due zone: la prima destinata a nuove costruzioni adiacenti ad aree già edificate; la seconda, posta in continuità con la prima zona, destinata a servizi. Ora il braccio di ferro tra società immobiliare e Comune finisce in tribunale. In ballo ci sono tanti soldi, almeno 20 milioni di euro (sull'area sono previsti circa 100 nuovi alloggi e ciascuno ha un valore che si aggira sui 200 mila euro).
L'accusa principale del Consorzio di costruttori al Comune è che dal 27 agosto 2007, ovvero dalla prima volta che è stato depositato il progetto, questo non è mai stato sottoposto all'esame del Consiglio nonostante le numerose modifiche apportate al piano per rispondere alle opposizioni sollevate dal Comune e dalla commissione edilizia.
Il Consorzio nel ricorso sottolinea poi come l'area sia già stata interessata da una variante parziale, la numero 8, che ha modificato il perimetro della zona e indicato la viabilità di accesso alla lottizzazione grazie alla strada proveniente da via Mulche. La via è larga solamente 5 metri. E così si è ipotizzato un senso unico, creando un anello con via Padova.
Oltre a contestare al viabilità, c'è un'altra questione sul tavolo: il parcheggio interrato. Per il Consorzio è la soluzione migliore che offre il minor impatto ambientale. Non solo. A fronte dei maggiori costi di realizzazione a spese dei lottizzanti il pubblico sarebbe avantaggiato dai minori costi di manutenzione.
Ma anche su questo il sindaco di Asiago, Andrea Gios ribatte: «I parcheggi interrati dovrebbero garantire una pubblica utilità. Quelli in questione sorgerebbero in un'area esterna al centro cittadino. Il che significa non renderli fruibili al pubblico. Insomma, non si può pretendere che il Comune si assuma gli oneri di gestione di un parcheggio interrato a beneficio quasi esclusivamente dei proprietari degli appartamenti venduti dal Consorzio».
Asiago.
Bioedilizia
ed energia
rinnovabile
Gerardo Rigoni
Asiago. «Pienamente condivisibile l'idea di un distretto produttivo energetico, ma prima si deve informare ed educare la popolazione su queste novità e quali opportunità esse possono fornire. Tant'è che a breve dovrebbero partire una campagna di informazione nelle scuole, attraverso un sito internet e con incontri rivolti alla cittadinanza. Perché è solo con una cittadinanza coinvolta che si riescono a fare le rivoluzioni».
La rivoluzione di cui parla l'assessore asiaghese alla bioedilizia e alle energie rinnovabili, Ivan Baù, fa bene alle tasche dei residenti, all'ambiente e all'immagine dell'Altopiano. È la rivoluzione che nasce dal distretto produttivo di energia pulita e rinnovabile, energia derivata dal fotovoltaico, dalle biomasse, dal biogas e dall'abbattimento dei consumi energetici con l'applicazione di tecniche costruttive innovative che vanno sotto il nome di bioedilizia.
«Siamo convinti che Asiago possa e debba essere un esempio, in questo momento storico di particolare attenzione all'ambiente, e siamo sicuri che dalla bioedilizia e dalle bioenergie possano giungere gli impulsi determinanti per il lavoro e a crescita economica e sociale», conclude Baù.
Tra i collaboratori di Baù, e strenuo sostenitore della produzione di indotto attraverso l'energia pulita, c'è l'energy manager Claudio Savelli, comasco di nascita e altopianese di recente adozione. Savelli da anni lavora nel settore tanto da diventare consulente ricercato nell'applicazione di tecniche di risparmio energetico e di energie rinnovabili. «Il distaccarsi da ideologie vetuste e il legarsi a ciò che è il più grosso problema sociale che tutti stiamo condividendo, la crisi, potrebbe essere la salvezza dell'economia stessa; in fondo creare utile è il fine di ogni iniziativa economica - considera Savelli - Crearlo in un mercato a forte sviluppo tecnologico e normativo, come quello della produzione di energia da fonti rinnovabili, o di terziario, in attività di salvaguardia ambientale, potrebbero creare quell'utile e ri-energizzare questa economia stantia, creando nuovi posti di lavoro, nuovi micro distretti produttivi, e perché no, nuovi fondi d'investimento basati sui margini della vendita di energia prodotta senza l'utilizzo di petrolio, gas e carbone».
La sua idea di affiancare il distretto produttivo turistico con uno energetico, scelta che andrebbe anche a diversificare l'economia altopianese, sta riscontrando una buona risposta nelle amministrazioni comunali che hanno già costituito assessorati dedicati alle energie rinnovabili e alla bioedilizia, come Roana e Asiago. Altre invece stanno imponendo soluzioni energetiche all'avanguardia nelle nuove progettualità, come Gallio per il rilancio del comprensorio Melette.
Oltre a costituire una nuova possibilità economica e a dare una mano all'ambiente, la bioarchitettura e il risparmio energetico sarebbero anche un grande elemento pubblicitario per l'altopiano, argomenta Savelli. In più renderebbe la vita in montagna più semplice abbassando i costi di chi ci vive.
Asiago.
La seconda casa
"tira" nonostante
la crisi
Gerardo Rigoni
Asiago. Nonostante la crisi economica il mercato della seconda casa sull'Altopiano tira. Lo indica uno studio di Tecnocasa sull'andamento del mercato immobiliare delle località turistiche montane. Studio dal quale emerge che nonostante un rallentamento in quasi tutti i settori ad Asiago e sull'Altopiano si segna un buon movimento di compravendita di immobili per le vacanze.
La tipologia dell'immobile trattato è soprattutto di tri e quadri locali, case non nuove ma di pochi anni di vita in buono stato con allestimento rustico, appartamenti collocati o in vicinanza del centro storico o in contesto panoramico importante. Tra questi ultimi sono apprezzate le zone del Sacrario oppure vicino al laghetto di Lumera.
La tipologia dell'acquirente invece è quasi esclusivamente veneta, con una marcata preponderanza di vicentini e padovani. Il budget medio si aggira attorno ai 200 mila euro che significa un appartamento di circa 80 metri quadrati dai prezzi di mercato indicati dallo studio.
Acquirenti di seconde case che le amministrazioni comunali stanno cercando di coinvolgere nelle scelte turistiche, e non solo, del territorio proprio perché in quanto proprietari hanno l'interesse, se non altro nel mantenere appetibile il loro investimento, di partecipare al rilancio del territorio. Un'utenza che potrebbe diventare proprio la chiave della destagionalizazione dell'offerta turistica in se. Anzi la scelta è quasi obbligata considerato che le seconde case sono la colonna portante del turismo altopianese in quanto costituiscono il 75% ed oltre dell'intera capacità ricettiva. Un dato che apre chiaramente la porta a discussioni. «Il ruolo che però esse svolgono nell'economia delle singole stazioni è inferiore alla loro incidenza numerica perché, se da un lato comportano un intenso consumo di suolo, dall'altro tendono a svalutare l'immagine complessiva della stazione identificandola con un luogo per habitués - obbietta in una relazione Fabrizio Bartaletti, professore all'Università di Genova e esperto sulla geografia urbana ed il consumo di spazio - Essi ripropongono in vacanza le stesse abitudini e cerchia di amicizie delle città da cui provengono, escludendo i veri turisti, che spesso finiscono col sentirsi estranei a casa d'altri». Il comparto delle seconde case risponde a clienti "fedeli", che rappresentano una risorsa importante e preziosa su cui basare la programmazione turistica. Conoscendo la tipologia del proprietario della casa vacanza gli enti hanno un'indicazione su come e quanto elaborare per la stagione turistica. Argomentazioni che però non convincono Edoardo Salzano, docente dell'Istituto universitario di architettura di Venezia. «Una vendita smisurata di case e terreni a una popolazione estranea potrebbe invece produrre a medio e lungo termine danni di ordine economico, sociale ed ambientale tra cui il consumo del territorio, lo scadimento dell'immagine turistica e la perdita di identità»
Gallio.
Bike park
alle Melette
Gerardo Rigoni
Gallio. Nuove piste ed impianti da sci, ma anche una pista estiva per scendere a tutta velocità con le mountain bike. Ecco il rilancio delle Melette, il comprensorio epicentro dell'offerta turistica di Gallio. In pratica, se le Melette attirano turisti, l'economia di tutto il paese ne beneficia.
DOWNHILL. Ecco allora l'obiettivo: creare un'area destinata a diventare zona ricreativa non solo invernale, ma anche estiva. Come? Realizzando dei tracciati permanenti di downhill e free ride, due tipologie di discesa con le mountain bike. E c'è già il nome: "Bike park Melette 2000". La richiesta di autorizzazione al Comune, che rimane proprietario del terreno, è stata formulata dopo che l'estate scorsa l'iniziativa è stata proposta in forma sperimentale e ha riscontrato un grande successo. Il bike park darà la possibilità ai bikers più coraggiosi di lanciarsi lungo le verdi discese in sella ad una mtb e poi risalire il monte con la seggiovia appositamente predisposta per la risalita con le biciclette. Un modo per sfruttare l'impianto anche nei mesi senza neve.
NUOVO IMPIANTO. Oltre alla pista per mtb la gestione delle Melette ha intenzione realizzare un nuovo impianto di risalita con relative piste di discesa denominato Fontanello - Tre Pali, opera che darà il via alla modernizzazione di tutto il comprensorio.
In cantiere, ma non ancora ufficializzato, anche il recupero della pista "salto degli alpini" per gli allenamenti degli sci club e il totale rifacimento della struttura di partenza del Salto degli Alpini trasformandola in baita e rifugio per il dopo sci.
BUROCRAZIA. «È innegabile l'importanza che le Melette hanno per Gallio - commenta il sindaco di Gallio, Pino Rossi - Ed è compito del Comune agevolare in tutti i modi l'iter burocratico perché si facciano gli investimenti necessari sul comprensorio».
Proseguono inoltre gli studi di fattibilità voluti dal Comune per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile, fotovoltaico, ma anche un piccolo biodigestore, per ridurre i costi energetici sia delle Melette sia delle altre strutture della zona. «Il sogno? - dice Rossi - Realizzare la prima area turistica montana ad impatto zero».
Asiago.
Uno stadio
per il fondo
Gerardo Rigoni
Asiago. Infrastrutture, impianti sportivi, arredo urbano. Sono i tre pilastri su cui poggia il programma di opere pubbliche di Asiago. Un programma che intende completare opere già in cantiere e avviare nuovi progetti per dare ad Asiago strutture importanti sia per residenti sia per turisti.
Tra le strutture turistiche ritenute indispensabili c'è l'area attrezzata per camper. «Intervento necessario per fornire un servizio qualificato ai camperisti dotando di impianti di servizio le piazzole e creare aree attrezzate e collegate al centro attraverso il percorso ciclopedonale della ex ferrovia», spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Giampaolo Rigoni.
Sempre tra le opere da completare, la trasformazione della Caserma Riva in centro polifunzionale e il completamento del terzo piano della nuova casa di riposo con alloggi per soggetti autosufficienti.
In più ad Asiago sono in corso la progettazione di infrastrutture sportive quali una pista di motocross, la pista illuminata di sci nordico al parco Brigata Regina, la realizzazione dello stadio del fondo alla Golf Arena ed il ciclopedonale Folgaria - Asiago.
«Sono tutte opere di peso - interviene il sindaco Andrea Gios - la pista di motocross verrà realizzata vicino alla frazione Sasso e potrà essere utilizzata d'inverno come pista per le motoslitte. Doppia valenza anche per il percorso da sci al parco cittadino che sarà interamente illuminato e con un impianto di innevamento artificiale. L'intervento prevede inoltre una riqualificazione del parco stesso e d'estate si trasformerà in un percorso ideale per allenamenti».
Sempre per il fondo l'amministrazione comunale pensa di creare uno stadio del fondo alla Golf Arena per dotare il centro delle necessarie strutture di accoglienza sia per sciatori sia per atleti. Infine c'è il percorso ciclo pedonale Folgaria-Asiago.
Attraverso concorsi di idee invece il Comune vuole rivedere anche l'arredo urbano partendo dalla sistemazione dei giardini di Piazza Carli.
«Lavori che saranno avviati nel corso del 2010 - spiega Gios - si provvederà al rifacimento della pavimentazione, degli alberi, degli impianti elettrici e dei sottoservizi nonché alla riqualificazione dell'arredo urbano. Si realizzeranno inoltre una rotonda all'inizio di via Verdi e una all'intersezione di via Matteotti con viale dei Patrioti. Due opere finalizzate a snellire il traffico».
Asiago.
Fuochi d'artificio
e spettacoli
sulla neve
Gerardo Rigoni
Asiago. L'altra sera in località Bellocchio ad Asiago (sito storico del turismo asiaghese) è toccato all'Italia tenere tutti con il naso all'insu a bocca aperta per la seconda serata di "Asiago... Fiocchi di Luce 2010 - 3° Concorso Piromusicale Internazionale della Città di Asiago", organizzata dal Comune di Asiago e dalla Pro loco Asiago-Sasso in collaborazione con la Regione Veneto e la Provincia di Vicenza.
La serata si è aperta con le esibizioni di salto con gli sci da parte di giovani atleti locali, eredi di una tradizione del trampolino da sempre presente ad Asiago e sull'Altopiano. Subito dopo, la discesa del Bellocchio è stata presa d'assalto dalle maschere della Kopa Karukkola: è questa una tradizione nata nel 1963 (come parodia della Coppa Kurikkala, competizione sciistica che si tenne quell'anno ad Asiago), successivamente quasi dimenticata e da alcuni anni tornata con successo nel programma degli appuntamenti invernali di Asiago.
In premio, una coppa di legno alla maschera più divertente, consegnata dall'assessore al turismo e vicesindaco Roberto Rigoni a due maschere che avevano affrontato la discesa seduti su due... sanitari da bagno. La suggestiva fiaccolata dei maestri di sci ha concluso la prima parte della serata.
Una volta spente tutte le luci, è partita la musica e dalla cima della collina sono partiti verso il cielo i fuochi artificiali di Parente Fireworks, per uno spettacolo che ancora una volta si è dimostrato all'altezza della ditta pirotecnica più grande d'Italia.
La serata ha richiamato un foltissimo pubblico, al quale si sono aggiunti gli spettatori "in rete", quelli cioè che hanno assistito allo spettacolo collegandosi al sito www.piroweb.it, dove è stato trasmesso anche quello di ieri sempre con inizio alle 21, all'aeroporto di Asiago e che ha visto protagonista il Canada con la ditta Apogéé Fireworks.
Domani pomeriggio infine, alle 18, in sala consiliare del municipio si terranno le premiazioni del concorso piromusicale e assieme a quelle di Metti a Fuoco, il concorso "pirofotografico" abbinato all'evento (regolamento su www.asiago.to).
Asiago
Ambulanti
in rivolta
sulla tassa
Gerardo Rigoni
Ambulanti in rivolta contro la decisione del consiglio comunale di Asiago di aumentare il Cosap, la concessione per l'occupazione di spazi su aree pubbliche, che per i commercianti che partecipano al mercato settimanale significa un aumento del 60% in un anno. Sono sul piede di guerra quasi tutte le bancarelle che partecipano al mercato settimanale del sabato nel capoluogo altopianese e in 30 hanno chiesto di incontrare il sindaco Andrea Gios.
Una sorta di prendere o lasciare che agli ambulanti non è piaciuto. E che non lascia via di scampo almeno per il 2010 perché oramai anche chi volesse lasciare il mercato asiaghese difficilmente riuscirebbe trovare una "piazza" sostitutiva ad anno già in corso.
L'associazione nazionale venditori ambulanti, associazione di categoria aderente a Confesercenti, ha chiesto immediatamente un incontro al sindaco per esprimere lo sconcerto non solo sul metodo adottato ma anche sul merito di un aumento che non ha precedenti per quanto riguarda i Comuni della provincia. Dall'incontro l'associazione si augura possa emergere da parte del Comune un atteggiamento più equilibrato e improntato ad una valutazione più attenta delle difficoltà delle imprese in un momento così critico. Momento in cui l'economia è ancora in affanno, le vendite al dettaglio ancora in calo e dove l'inflazione è sotto l'1% come per tutto l'anno 2009.
«È un atteggiamento abbastanza insolito quello tenuto dal Comune di Asiago - commenta il presidente dell'Anva Pasquale Davide - con un aumento del 60% si pensa che ci sarebbe stato un coinvolgimento dei diretti interessati, invece senza alcuna consultazione o preannuncio, né delle singole aziende che normalmente frequentano il mercato del sabato né dell'associazioni di categoria, agli ambulanti è stato recapitato l'avviso di pagamento con scadenza 1° marzo prossimo».
«Un aumento non solo spropositata ma che appare vessatoria nei confronti di una categoria che soprattutto nel recente periodo è stata interessata non solo dalla recessione generale ma anche da una caduta delle vendite causata dal cattivo tempo degli ultimi due mesi».
Piena disponibilità nel spiegare l'aumento ma fermi sulla propria scelta si dichiara l'amministrazione comunale. «Nessun problema a spiegare perché e come sono stati determinati gli aumenti - spiega l'assessore al Bilancio Ivan Baù - tenendo presente che la Cosap non veniva ritoccata dal 1992 solo attualizzando la tassa si avrebbe un aumento del 30%. Un aumento che comunque significa per una bancarella media di 32 mq di circa 200 euro all'anno, da 400 euro circa a 600, ovvero circa 4 euro a mercato».
Gli aumenti rientrano in una razionalizzazione della tariffa applicata a tutte le categorie e non solo ai banchi del mercato. «Si verificavano delle vere anomalie con negozi che pagavano 400 - 500% in meno di esercizi analoghi del Corso - prosegue Baù - abbiamo voluto mettere ordine in questo settore partendo con il confronto di altri Comuni analoghi, il tutto in collaborazione con la Confcommercio di Asiago».
Asiago.
L'osservatorio
diventa
una scuola
Asiago. Con l'inaugurazione della nuova saletta multimediale all'osservatorio astrofisico di Asiago il ruolo della struttura diventa sempre più importante nella divulgazione scientifica e nella sensibilizzazione su tematiche quale l'inquinamento luminoso.
E ad accompagnare il taglio del nastro della struttura denominata "Domus Astronomiae" fatta dal magnifico Rettore dell'Università di Padova Giuseppe Zaccaria e dal direttore del dipartimento di Astronomia Piero Ravanelli, anche la presentazione del progetto "Oasi del Cielo". In più il prof. Ravanelli si è soffermato su altre iniziative da lui ideate e già attive quali i progetti "Il Cielo come Laboratorio", il controllo remoto del telescopio per le scuole del Veneto che si aggiungono al corso di laurea internazionale "Erasmus Mundus".
«Idee concepite per dare nuove finalità d'uso alla struttura di Asiago e per svilupparne la vitalità scientifica e didattica nel contesto unico dell'Altopiano - ha detto Rafanelli - Idee realizzate grazie alla collaborazione con l'amministrazione comunale e con l'Università di Padova e alla sensibilità dei rettori Milanesi e Zaccaria, del prof. Giorgio Garau, direttore del Dipartimento di Architettura Urbanistica e Rilevamento, dell'Inaf Osservatorio di Padova, la Regione Veneto e dell'Ufficio Scolastico Regionale».
Lo spazio è stato ricavato nell'edificio che era delle officine meccaniche e, dopo l'intervento di restauro, reso fruibile per varie iniziative, dalle attività didattiche e divulgative a conferenze scientifiche. La progettazione è stata realizzata dal Dipartimento di Architettura, Urbanistica e Rilevamento che ha realizzato, oltre alla ristrutturazione del vecchio edificio, un avancorpo, adibito ad area espositiva, che riporta i colori e il logo dell'Università». G.R.
Asiago.
"Fiocchi di luce".
Sfida all'ultimo
fuoco d'artificio
Asiago. Da venerdì 12 a domenica 14 febbraio le notti asiaghesi saranno illuminate con i fuochi d'artificio della manifestazione "Fiocchi di luce". Una manifestazione giunta alla sua quarta edizione e che ogni anno si arricchisce con nuovi eventi per il divertimento di grandi e piccoli che ad ogni edizione assistono sempre più numerosi.
L'anno scorso la sera finale ha visto oltre 10 mila spettatori riunite all'aeroporto Romeo Sartori. Proprio per favorire la partecipazione alla manifestazione, sono state anche pensati dei pacchetti turistici con tariffe alberghiere agevolate.
E sarà sempre l'aeroporto asiaghese il teatro principale di questa manifestazione che riprende la formula originaria di concorso dopo che, l'anno scorso, "Fiocchi di luce" fu abbinato alla celebrazione dei 100 anni del turismo asiaghese. E sarà sempre il pubblico a decretare il vincitore con il voto espresso, su apposite schede, che sarà consegnata all'inizio di ogni sera.
A contendersi il concorso saranno tre ditte pirotecniche leader nelle nazioni di riferimento: una spagnola, una italiana e una canadese. Tre ditte per altrettante sere ricche di intrattenimenti e di divertimento.
Sarà la ditta spagnola Caballer FX & Service ad aprire la manifestazione venerdì 12 febbraio all'aeroporto Romeo Sartori dove lo spettacolo inizierà già alle 21 con l'animazione di Radio Company per poi proseguire alle 22 con il via al lancio dei fuochi sulle note di musiche iberiche.
Si proseguirà sabato quando la manifestazione si sposterà in località Bellocchio.
Nell'area sciistica spettacolo piromusicale offerto dalla ditta italiana Parente Fireworks sarà preceduta da esibizioni di salto con gli e di snowboard, dalla fiaccolata dei maestri di sci della Scuola Sci Asiago e dalla Kopa Karukkola, tradizionale gara di sci in maschera. Alle 22 spettacolo piromusicale.
La domenica, infine, si ritorna all'aeroporto asiaghese dove alle 22 avrà luogo lo spettacolo piromusicale della ditta canadese Apogées Fireworks.
Le premiazioni invece si terranno martedì 16 febbraio alle 18 nella Sala Consiliare del Municipio. G.R.
Roana.
Fotovoltaico
per 900
famiglie
Gerardo Rigoni
Roana. Lo aveva promesso in campagna elettorale il sindaco di Roana Valentino Frigo e a distanza di sette mesi il primo cittadino roanese ha convertito la promessa in realtà. Da qualche giorno è certo che a Roana sorgerà il primo parco fotovoltaico dell'Altopiano. Un parco formato da panelli solari disposti su un area di circa 24 mila metri e che genererà quasi 1000 Kwatt, abbastanza di coprire il fabbisogno di circa 900 famiglie.
Questo primo parco sarà di proprietà della Cattedra, la stalla modello situata nella frazione di Canove oggetto di una progettazione intercomunale per creare un centro di ricerca per le politiche a favore della montagna. Un connubio perfetto proprio perché pone le basi di uno sviluppo ecologico, di una politica di salvaguardia che è la strada necessaria perché la montagna si valorizzi.
«L'Altopiano ha bisogno di cambiare radicalmente il suo rapporto con il proprio territorio; un cambiamento che non può riguardare solo frenare il consumo del territorio ed il passaggio ad un'economia di servizi - commenta Ivan Baù, assessore asiaghese che il Consorzio dei Comuni proprietari della Cattedra ha incaricato a seguire l'iter per la realizzazione dell'impianto - Il cambiamento deve comprendere, anzi deve partire, da politiche a favore dei residenti e che permettono a chi vuole di continuare a viverci in montagna, da uno sviluppo eco sostenibile sganciato da una monocultura economica, da una riqualificazione del patrimonio boschivo e silvo-pastorale».
«Tutte politiche che possono essere sviluppati proprio in un centro ricerche quale l'Istituto per la Montagna - conclude Baù - Quindi a maggior ragione è giusto realizzare il parco fotovoltaico perché servirà a finanziare il primo e il secondo stralcio per realizzare l'Istituto stesso».
Un impianto il cui costo di realizzo si aggira attorno ai 3,9 milioni di euro che il Consorzio dei Comuni sta esaminando come finanziare. Ma il tempo stinge perché l'allacciamento con le linee dell'Enel deve avvenire entro il prossimo anno perché la Cattedra possa ricevere il contributo del conto energia previsto.
Il ricavo del parco è di 150 mila euro netti all'anno, un bel punto di partenza appunto per far partire la Cattedra piuttosto delle proposte precedenti quali la cava del Bisele o la lottizzazione.
Ma sui terreni della Cattedra sarà realizzato anche un altro parco da 1 Mw, questa volta di proprietà del Comune di Roana che pagherà un affitto per l'uso del terreno. Il consiglio d'amministrazione della Cattedra ha già consentito l'uso di 25 mila metri quadrati di terreno a Roana a fronte di un canone di affitto di 25 mila euro all'anno.
Scelta che fa diventare l'altopiano come uno delle aree venete a maggior uso del fotovoltaico, un primo passo verso un Altopiano ad impatto vicino allo zero.
Asiago.
Il rilancio
in dieci punti
Gerardo Rigoni
Asiago. «È indispensabile il coinvolgimento delle forze imprenditoriali attive nel territorio, com'è necessario che questi imprenditori, assieme alle amministrazioni pubbliche, programmino degli investimenti strutturali pensati a sostegno del territorio». La ricetta del sindaco di Asiago, Andrea Gios, per il rilancio dell'Altopiano pare semplice. Una ricetta però che cozza con decenni di freddi rapporti tra comuni e manager.
«A dire il vero con l'aiuto di Regione e Provincia in anni recenti il territorio è stato capace di esprimere buoni risultato con progetti comprensoriali come lo sviluppo Larici - Verena, il recupero del patrimonio storico della prima Guerra Mondiale, la pista ciclabile Folgaria - Asiago o lo studio di fattibilità per lo sviluppo dei campi da Golf - illustra Gios - Ma c'è bisogno di uscire da una mentalità "d'emergenza", di comunità d'intenti per singoli progetti, bisogna pensare un Master Plan per lo sviluppo economico e sociale del territorio».
In pratica, un piano di gestione e di investimento improntato sul medio lungo periodo. Una sorta di "estensione" del Pat. Un piano che indica gli indirizzi di interesse perché poi gli operatori economici e sociali possano delineare i loro progetti seguendo gli obiettivi, le competenze e utilizzando gli strumenti indicati nel Master Plan. «Ritengo che se l'Altopiano non riuscirà ad esprimere un piano di azione concreto, strategicamente proiettato nei prossimi 10-15 anni e condiviso con istituzioni e imprenditoria privata, per il futuro sarà molto difficile governare lo sviluppo del territorio accedendo a finanziamenti per investimenti ed iniziative turistiche - prosegue - Il fine è quello di avviare un'approfondita pianificazione degli investimenti strutturali a servizio delle comunità locali, senza limitarsi all'interno dei confini territoriali di ciascun Comune, rendendo il territorio il più uniforme possibile. Insomma, l'obiettivo è quello di farlo percepire come un'unica realtà sia per i servizi turistici sia per i servizi sociali a favore dei cittadini residenti. Perché gli interventi da prendere in considerazione non devono essere limitati al settore economico, ma rivolgersi anche ad infrastrutture e servizi sociali necessari per lo sviluppo del welfare».
Altopiano.
Boschi e pascoli.
Il Tar affossa
le Regole
Altopiano. Il Tar del Veneto chiude le porte alla ricostituzione delle Regole sull'Altopiano. E lo fa con tre sentenze ben distinte, una per Asiago, una inerente a Gallio e l'altra per Roana, in cui il tribunale amministrativo respinge i ricorsi fatti dai rispettivi comitati promotori per la ricostituzione della Regola contro il provvedimento regionale che rigettava le loro richieste. Di fatto quindi confermando quanto sostenuto dalla Regione Veneto, ovvero che «alla stregua delle indagini storiche effettuate, non si rileva la sussistenza delle condizioni previste dalla normativa regionale».
La ricostituzione delle Regole parte con la legge regionale del 1996 che norma e restituisce le Regole laddove si possa dimostrare la loro esistenza in passato. Subito si sono costituite dei Comitati per far riconoscere le Regole anche sull'Altopiano che però si sono trovati a fare i conti con una scarsità di documentazione comprovante l'esistenze delle Regole anche perché molti documenti sono andati distrutti nei bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, altri persi nei traslochi affrettati durante il conflitto e altri ancora forse contenuti negli archivi storici che, per esempio ad Asiago, non sono consultabili perché stivati alla rinfusa.
«Le Regole avrebbero sostenuto una politica di sviluppo socio economico in sintonia con la natura - spiega Consuelo Martello della Regola di Roana - Questo perché i terreni sottoposti alle Regole sono un patrimonio collettivo inalienabile, indivisibile ed in usucapibile» Gongola invece l'ex sindaco di Asiago Francesco Gattolin che si vede riconoscere quanto aveva sostenuto da sindaco, ovvero che ad Asiago le regole non sono mai esistite.
Di parere contrario l'attuale primo cittadino Andrea Gios che dichiara, «come un'organizzazione regoliera è esistita ad Asiago è fuori discussione. Comunque la soluzione della faccenda dovrà essere politica e non giuridica proprio per la mancanza documentale sottolineata dallo stesso Tar. Purtroppo la posizione assunta dal mio predecessore non ha giovato al territorio perché l'istituzione delle Regole sostiene una politica di salvaguardia del territorio da assalti speculativi». G.R.
Asiago. Artisti
del ghiaccio
pronti
per Vancouver
Gerardo Rigoni
Cinque uova con all'interno ciascuna un bambino, uova sorrette da Pangea, il tutto sormontato dal un bambino che lancia una colomba in aria. Sarà questa la scultura che gli artisti della squadra nazionale italiana degli scultori su ghiaccio presenterà alle Olimpiadi di Vancouver. Il cui significato lo spiega il capitano della squadra, Amelio Mazzella di Regnella.
VANCOUVER. «Le cinque uova rappresentano i cinque continenti con all'interno i bambini che sono il futuro, uova sorrette da Pangea, il supercontinente che includeva tutte le terre emerse a ricordo che siamo tutti figli della stessa terra, coronate da una bambino che lancia in aria una colomba simbolo universale di pace. Solo attraverso i bambini riusciremmo a raggiungere quella pace per tutti i popoli della terra. È così che abbiamo interpretato il tema del concorso olimpico, ovvero "Hope or Dream" - continua Mazzella - la nostra realizzazione è davvero difficile perché eseguiremmo cose mai fatte prima».
Mazzella, assieme alla squadra, è in ritiro ad Asiago per questo fine settimana per prepararsi al concorso olimpico trovando ad Asiago condizioni climatiche similari a quelle canadesi. Lo accompagnano i compagni di squadra Domenico Mazzella e Fabio Momolo di Galzignano Terme, due napoletani e un padovano.
LA GALLERIA. Questa forma artistica, contrariamenta a quanto si può ipotizzare, sta spopolando, ma non in montanga. A Napoli. Ed è stato Amelio Mazzella di Regnella a importare quest'arte dagli Stati Uniti e iniziare a competere in prestigiose gare mondiali. A Napoli ha creato l'Ice Art Gallery, il primo museo al mondo permanente di sculture di ghiaccio.
I blocchi sono formati solo di acqua, senza additivi, solo il procedimento della loro formazione è particolare. Ci vogliono sette giorni perché si formino in macchinari appositi che mantengono la temperatura a - 12.
«Il ghiaccio cambia in base alla temperatura in cui si forma - spiega Mazzella - per esempio io riesco a scolpire un'arpa di ghiaccio e a una determinata temperatura riesco farla anche suonare». E resta un segreto del mestiere sapere a quale temperatura avviene questo magico matrimonio che trasforma l'acqua in strumento musicale. L'artista si riserva oggi di realizzarla.
L'ARTE. E sul fatto di vedere la propria creazione sciogliersi l'artista non ha dubbi, «L'arte in fondo è l'espressione di un pensiero. Così la scultura in ghiaccio. Lo pensiamo, plasmiamo l'acqua sotto forma di ghiaccio per interpretarlo, e poi ritorna acqua. Non scompare, solo si rende disponibile per un altro pensiero».
Asiago.
Scultori di
ghiaccio. Arriva
la nazionale
Asiago. Importante e divertente appuntamento ad Asiago questo fine settimana. Ai giardini di piazza Carli, la squadra italiana di scultura su ghiaccio si cimenterà in varie esibizioni in preparazione all'Olympic ice art competition abbinato ai giochi olimpici di Vancouver. Da oggi a domenica gli artisti scultori si alleneranno realizzando la scultura di gara che poi realizzeranno dal 20 febbraio nella competizione olimpica di Vancouver il cui tema è "Hope or Dream" ovvero gli artisti dovranno interpretare con le loro raffigurazioni il desiderio di pace per tutti i paesi del mondo.
Domani gli scultori si contenderanno il trofeo Mario Rigoni Stern realizzando delle figure di animali tratti dalle sue opere. Infine domenica, alle 17, si terrà la premiazione delle sculture più belle decretate dalla giuria composta dai bambini delle scuole asiaghesi. Già nel 2006, la manifestazione ha riscontrato un grande successo di pubblico. G.R.
Asiago.
Il Piano casa
è un flop
Gerardo Rigoni
Asiago. A quattro mesi dalla sua adozione, il Piano casa regionale ad Asiago si sta rivelando un flop. Fino ad ora solamente due richieste sono giunte agli uffici del municipio asiaghese per avviare l'aumento di volumi previsti dal piano regionale pensato per rilanciare l'economia considerando che l'edilizia muove ben 17 comparti economici.
Ma ad Asiago il movimento sperato non si è visto. E questo dopo discussioni e polemiche da parte di alcuni che indicavano come il piano casa assunto dal Comune di Asiago fosse troppo restrittivo, anzi addirittura in contrapposizione di quanto indicato dalla Regione.
Il documento asiaghese licenziato dal consiglio comunale ai primi di ottobre sottolineava come il sostegno all'edilizia dovesse passare attraverso il miglioramento qualitativo delle abitazioni esistenti e favorire il contenimento energetico, il tutto tutelando l'ambiente e il paesaggio. Il Consiglio aveva vietato il cumulo dei volumi con altri ampliamenti già previsti, non ammetteva deroghe all'altezza massima né alle distanze tra fabbricati e da strade ed era riservato esclusivamente agli edifici unifamiliari, bifamiliari o trifamiliari destinati a prima casa determinando l'aumento delle unità abitative fino ad un massimo di 3.
«È vero ad oggi sono giunte solo due richieste di utilizzo della normativa regionale di cui una è stata accolta e l'altra è respinta - conferma il sindaco di Asiago, Andrea Gios - Ma questo non certo per le restrizioni da noi poste che evitano le speculazioni e non frenano le iniziative per la prima casa. La legge regionale necessitava di un'interpretazione territoriale. Se si fosse applicata la norma regionale incondizionatamente, come richiesto dalla minoranza, si avrebbe avuto un effetto disastroso sul territorio. Basti pensare che da ogni villetta esistente si sarebbero potuti ricavare piccoli condomini che avrebbero risposto ad esigenze speculative più che alle effettive esigenze abitative».
A settimane dovrebbe inoltre essere approvato in via definitiva dal Consiglio di Asiago il Pat comunale, altro documento urbanistico che sta suscitato molte polemiche. Un documento attorno al quale l'amministrazione Gios ha sempre fatto quadrato.
«È il punto fondamentale della nostra azione amministrativa ed identifica una volontà politica ben precisa a tutela del territorio - sottolinea il sindaco Gios - Il Pat vuole rappresentare il perno per lo sviluppo futuro di Asiago riconvertendo il nostro turismo da un sistema fondato sulla "vendita di beni" ad un sistema economico fondato sulla vendita di servizi».
Ortigara,
«via quei
brutti pannelli»
Gerardo Rigoni
Asiago. Via quei pannelli dal crinale dell'Ortigara dove una volta si ergeva solitario la colonna mozza quale monito e ricordo dell'immane tragedia consumata su quella vetta. Lo chiedono numerose associazioni storiche che si occupano della storia della Grande Guerra alla Comunità Montana che li ha collocati nell'ambito del progetto Ecomuseo della Grande Guerra.
I pannelli in questione sono delle tabelle informative collocate in cima al Monte Ortigara che indicano i percorsi e la storia del monte sul quale si è combattuto uno delle battaglie più cruenti della Grande Guerra facendo sì che tutta l'area venga considerata sacra agli alpini. Le associazioni non criticano la finalità dell'intervento, quanto i mezzi rappresentati dai grandi tabelloni che nella loro dimensione e posizionamento risultano poco rispettosi di una zona sacra.
Piuttosto, proseguono le associazioni nella lettera inviata alla Comunità Montana, le tabelle possono essere «collocate in zona defilata, preferibilmente nelle vicinanze del piazzale che rappresenta il limite massimo di percorribilità per gli automezzi. In via subordinata si auspica la sistemazione degli stessi lungo i vari percorsi che portano al saliente di cima Ortigara». Il dibattito poi è proseguito sul forum di una delle associazioni storiche firmatarie, Cime e trincee, lanciato dallo scrittore e storico Giovanni Dalle Fusine.
«I pannelli sono stati posizionati verso la fine dell'estate scorsa per illustrare gli itinerari percorribili su quei luoghi e gli eventi del primo conflitto mondiale. Un'iniziativa che va a completare il lavoro svolto dalla Comunità Montana, ed alcune associazioni volontaristiche in particolare gli alpini di Marostica, nel recupero e nel restauro delle testimonianze lasciate, dalle trincee ai cippi. Il fine primario delle tabelle è di spiegare in modo esaustivo quanto accaduto su questi campi di battaglia - dice, rasserenando gli animi, Giancarlo Bortoli, presidente della Comunità Montana - ma non sono stati collocati nel luogo che avevamo indicato; in primavera saranno rimossi».
«Come abbiamo ricevuto i complimenti da mezzo mondo per il progetto così alcuni errori sono stati commessi, fortunatamente errori che sono facilmente riparati».
Più percorsi
pedonali.
La petizione
è online
Altopiano. Rilanciare i percorsi pedonali che si snodano tra i campi e i prati dell'Altopiano. È quanto chiede una petizione online che ha già raccolto oltre 300 firme. Professori e casalinghe, impiegati e pensionati, residenti e turisti tutti uniti per chiedere a gran voce «un vasto programma di ripristino, valorizzazione e messa in rete dei percorsi pedonali già esistenti, ma in gran parte abbandonati o non fruibili, per non essere mappati e segnalati».
Si chiede la mobilità dolce, o lenta, come tra l'altro già il PTRC, una specie di piano regolatore regionale del territorio, segnala quale azione fondamentale per l'Altopiano. Cita il testo del PTRC nel capitolato riservato alla montagna e in particolare all'Altopiano: «Grande importanza viene riservata alla mobilità lenta (quarto livello), alternativa all'automobile, indispensabile per una maggiore fruizione del patrimonio territoriale ed ambientale. Il recupero e la riqualificazione dei tracciati storici, la valorizzazione della rete sentieristica esistente utilizzabile anche come piste ciclabili, possono diventare elemento importante anche in funzione dell'attività turistica». L'idea della petizione nasce su un blog locale per poi essere sviluppato da Andrea Cunico sempre sulla rete sul sito "libera Consulta 7C", una sorta di think tank dove chi ha a cuore l'Altopiano può lanciare delle idee, suggerire miglioramenti, lavorare insieme per un futuro più roseo per la propria terra
«Questa rete è alternativa a quella motorizzata, ha elevata sostenibilità ambientale, è finalizzata principalmente alla miglior fruizione dell'ambiente, del paesaggio, della storia - spiega Cunico - Sono percorsi facili, anulari, separati e protetti, che consentono di muoversi in libertà tra una località e l'altra, tra tracce di storia e natura, lontani da auto e gas di scarico».
Percorsi spesso dimenticati più che abbandonati, ritornati alla natura, per così dire, invasi spesso da erbe ed arbusti ma che possono essere recuperanti facilmente. In più questi percorsi indicati da Cunico, e dai trecento firmatari della petizione, hanno un fattore positivo in più, sono per buona parte strade comunali o vicinali con diritti di passaggio. Sono quindi catalogate e riportate sui mappali comunali conservati nei catasti dei Comuni. Strade e stradine tracciate nel tempo dai contadini altopianesi per raggiungere i propri apprezzamenti di terra. G.R.
Marcesina.
Il Comitato
attacca sui
parcheggi
Gerardo Rigoni
Enego. Il Comitato "Enego e la sua Marcesina", sorto contro il progetto di valorizzazione turistica, ambientale e naturalistica della zona, non molla e scrive al Comune. Prima di tutto chiede un incontro, poi la documentazione inerente il progetto Marcesina e quella relativa al "Piano neve" nonché l'ipotesi di ricavi dei parcheggi contenuti nel progetto Marcesina.
L'ACCUSA. «Se questo progetto con così tanti parcheggi diventerà realtà, l'identità storica e naturalistica della piana di Marcesina verrà gravemente colpita. È la preoccupazione anche di Italia Nostra, Legambiente e Mountain Wilderness - denuncia Fosco Cappellari, presidente del Comitato - Marcesina è una delle poche aree ancora incontaminate nell'Altipiano e va protetta. Riteniamo ancora possibile modificare il progetto ed è per questo che chiediamo di essere invitati dalla Giunta per dibattere sul merito». E continua: «Durante la riunione di presentazione del Comitato è stata proiettata una tabella che descrive un esempio di valutazione economica dei ricavi che si potrebbero ottenere con la realizzazione dei parcheggi a Marcesina - continua Cappellari - Il parcheggio del centro fondo genera da solo il 50% dei ricavi ottenibili dai 9 siti programmati, al lordo delle spese. Tenendo poi conto che le spese di gestione sono notevolmente maggiori per 9 parcheggi piuttosto che per uno solo, ne risulta che il ricavo netto sarà ulteriormente migliorato nel caso della realizzazione di un solo parcheggio, come suggeriamo da tempo». Contrari ai parcheggi Italia Nostra che li descrive come «uno sconvolgimento ambientale» e un «nefasto intervento». Così anche Legambiente che invece li definisce "fuori luogo perché si collocherebbero in un'area pregiata dal punto di vista ambientale".
LA REPLICA. «Ma Legambiente e Italia Nostra aderiscono al Comitato, ciecamente visto e considerato che non hanno mai richiesto copia del progetto preliminare? Evidentemente condividono tutte le idee del Comitato tra cui la cabinovia per Marcesina, la realizzazione di nuovi impianti di risalita e anche il Piano neve che prevede il taglio di migliaia di metri quadrati di bosco». Non teme di polemizzare Gianni Cantele, assessore eneghese, rispondendo a distanza al Comitato
E continua: «Siamo stanchi di ripetere le stesse cose: definire il progetto di valorizzazione di Marcesina un progetto parcheggi è un grossolano errore fatto o per inconsapevolezza o per malafede - prosegue - Comunque, il progetto è nella fase preliminare e può cioè subire modifiche. Abbiamo scelto di non realizzare i bagni per evitare che si concentrino i reflui di acque nere così come non faremmo le tettoie sui tavoli delle aree di sosta ma creeremmo ombra con alberi».
IL PROGETTO. Il progetto preliminare prevede 800 posti auto, per un costo di 731 mila euro più altri 110 mila per le zone di sosta per i camper. 152 mila euro per asfaltature, 331 mila per la sistemazione delle strade sterrate, 400 mila per attrezzature tra cui infopoint teconologici, 133 mila per migliorie ambientali e 682 mila euro per il recupero delle testimonianze della Grande Guerra. «I park sono necessari per rendere fruibili questi luoghi e regolamentare la sosta senza costringere gli automobilisti a lasciare il veicoli sui prati - specifica l'assessore -. Anzi, la mia paura è che i parcheggi previsti non siano sufficienti. Solo nei giorni 3 e 4 ottobre dai rilievi fatti su tre di cinque strade sono entrati in Marcesina 1376 auto. I parcheggi, dislocati su 9 siti, interesseranno un' area inferiore a due campi di calcio di cui già esistente al centro fondo e serviranno per evitare auto parcheggiate ovunque, come succede ora. Altro che piano economico, non vogliamo guadagnare con i parcheggi, vogliamo con essi tutelare la natura».
La sicurezza
sulle piste
fra multe
ed emergenze
Gerardo Rigoni
Asiago. Il rispetto per sè e per gli altri è la regola fondamentale che deve seguire chi frequenta le piste da sci. Quanti si avventurano fuori pista devono inoltre rispettare la natura e la montagna: conoscere l'ambiente e i propri limiti è basilare per non mettere a rischio la propria incolumità e quella degli altri.
«Conoscere se stessi e le proprie capacità, informarsi sul percorso e sul meteo, non affrontare rischi inutili sono le precauzioni fondamentali - dice Isidoro Furlan, comandante del Coordinamento distrettuale Corpo forestale dello Stato di Asiago - Meglio poi indossare l'Arva, il segnalatore indispensabile in caso di valanga. Come hanno purtroppo dimostrato anche recenti fatti di cronaca, quando si rischia inutilmente si mette in pericolo la propria vita, ma anche quella dei soccorritori».
Sono una ventina in Altopiano gli "angeli custodi" che vegliano sulla sicurezza degli sciatori. Sono gli uomini e donne del Servizio soccorso piste, che coinvolge sia agenti del Corpo forestale dello Stato, sia i carabinieri delle stazioni di Asiago, Canove e Lusiana.
Il servizio è attivo per l'intera stagione invernale. Dalle 8 alle 17, quando gli impianti sono in funzione, gli agenti del servizio piste sono pronti ad intervenire in caso di infortuni ed incidenti, ma anche in funzione preventiva, riprendendo gli sciatori che tengono comportamenti scorretti, fino a multare o ad allontanare i recidivi. Vengono inoltre segnalate ai gestori degli impianti le situazioni di rischio.
Gli agenti intervengono in media una ventina di volte al giorno, spesso solo per cadute non gravi. Ma gli agenti sono addestrati per affrontare le situazioni più critiche. «L'attività del personale è rivolta a garantire la sicurezza dell'attività sciistica sulle piste da sci, operando come organo di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria - spiega Furlan -. L'aumento del flusso turistico nelle località sciistiche ha comportato un elevato impatto dell'uomo sull'ecosistema, con le inevitabili conseguenze di danni diretti o indiretti all'ambiente, contenziosi, aumento degli incidenti, la diffusione di una mentalità di consumo della montagna invece di un approccio rispettoso».
No ai"fuori pista"
I centri segnalano
pericolo valanghe
Gerardo Rigoni
Piste aperte su tutto l'Altopiano per il fine settimana, grazie alla nuova perturbazione che, se nella conca si è trasformata in pioggia, ha già lasciato circa 20 cm di neve fresca in quota. Neve che abbinata a quella sparata nei giorni scorsi garantirà piste perfette agli sciatori che, soprattutto domani, troveranno ampie schiarite e temperature, sempre in quota, che si aggireranno attorno ai meno 4.
Ad Asiago saranno in funzione gli impianti del Kaberlaba e del Linta, così come il Baby Oliver a Cesuna e le piste del Biancoia di Conco. In quota tutto aperto dal comprensorio Enego 2000 al Verena passando per le Melette. La coltre nevosa in quota raggiunge oramai il metro con i 28 cm rilevati dalla stazione Arpav del Lisser ad Enego ed i 20 cm di neve fresca segnalati dalla stazione sul Verena.
Situazione ancora più ottimale nei centri fondo dove le piste, grazie alle basse temperature nei giorni precedenti alla nevicata, hanno un fondo ottimale per gli appassionati degli sci stretti. Sono aperti tutti e sette i centri fondo, che offrono chilometri di tracciati già segnati, e che aumentano man mano che il tempo lo permette. Si va dagli oltre 10 km del Golf Arena, ai 30 di Campolongo, ai 70 km del Centro Fondo Enego e del Centro fondo Gallio.
Sconsigliate invece escursioni fuori pista per il pericolo di valanghe, pericolo segnalato di grado 3, ovvero marcato. Dal pomeriggio saranno possibili distacchi spontanei di piccole o medie valanghe sui pendii ripidi lungo i percorsi abituali, mentre distacchi provocati saranno possibili anche con debole sovraccarico.
Gallio.
Il parcheggio
agevolerà
il turismo
Gerardo Rigoni
Gallio. Un parcheggio a ridosso del centro storico, una piscina comunale, il primo stralcio della circonvallazione che passerà a sud del abitato e il completamento dello stadio di calcio con la realizzazione delle tribune. Sono i punti fondamentali dei lavori pubblici per il prossimo anno indicati dalla Giunta del sindaco Pino Rossi nella sua ultima seduta. Lavori per quasi 1,5 milioni finanziati dal bilancio 2010.
USO PUBBLICO. L'opera più onerosa sarà proprio il parcheggio da realizzarsi in via Roma a servizio del centro storico in parte da destinare all'uso privato per residenti, o proprietari di seconde case privi di garage o posto auto, e in parte all'uso pubblico. La parte destinato prevalentemente ad uso privato sarà interrato mentre lo spazio sovrastante sarà destinata a parcheggio di uso pubblico e a verde attrezzato.
«Il tutto volto a potenziare i parcheggi pubblici e privati a disposizione del centro storico - spiega il sindaco - Un' opera che costerà circa 900 mila euro tra opere di scavo, opere di costruzione, impiantistica e asfaltature. Costo contenuto grazie alla progettazione interna fatta dall'Ufficio Tecnico del Comune».
Anche la realizzazione di una piscina pubblica è nelle intenzioni comunali che già l'aveva preannunciata nella programmazione triennale comunale, piscina (in tensostruttura) che dovrebbe essere realizzata nell'attuale Parco della Fratellanza. Un'opera definita attrattiva per la popolazione turistica e che dovrebbe "pesare" sui conti comunali per 110 mila euro.
TRIBUNE. Altra struttura sportiva interessata dai lavori comunali è il campo da calcio e la sistemazione del campo da gioco che ora richiede le tribune per gli spettatori. Saranno inoltre realizzate le strutture e vie per l'accesso degli spettatori alle tribune e di un vano tecnico per il deposito delle attrezzature a servizio dell'impianto sportivo. Opera che costerà circa 150 mila euro.
Costeranno 150 mila euro anche i primi lavori di realizzazione della circonvallazione sud di Gallio. «Il progetto prevede la realizzazione di un tronco stradale che corre lungo il confine nord del Parco della Fratellanza in maniera da collegare in successione la S.P. n. 128, ovvero via Valbella, l'area a parcheggio esistente vicina all'albergo Garteen, le tre vie esistenti, ossia via Trieste, Via Bassano e Via Trento, e via IV Novembre».
Gallio.
Internet va
senza fili
Gallio. Istituire una rete wireless, ovvero un collegamento ad internet senza fili, su tutto il territorio comunale. E' quanto è intenzionato a fare il Comune di Gallio firmando nei giorni scorsi un accordo con l'impresa Ntrnet srl di Roana.
«Il Comune di Gallio intende creare una infrastruttura di copertura wireless sul territorio comunale di Gallio al fine di garantire a chiunque, nei siti soggetti a copertura wireless, di connettersi gratuitamente ai contenuti interattivi messi a disposizione dal Comune, oltre a garantire un accesso a larga banda ad Internet - spiega il sindaco Pino Rossi - Questo all'interno di un progetto di promozione dell'uso delle nuove tecnologie, progetto indirizzato sia al cittadino sia alle imprese».
Nell'accordo quinquennale la ditta si assume l'onere di realizzare la rete wireless e di fornire gratuitamente la connettività Internet a servizio del Municipio, delle Scuole Elementari e Scuole Medie di Gallio. In più la ditta fornirà gratuitamente otto punti di accesso garantendo la navigazione gratuita negli Access Point agli utenti residenti. La navigazione sarà consentita grazie all'utilizzo di schedine prepagate che saranno offerte al pubblico a prezzi concordati, prezzo ridotto del 20% sui canoni mensili per i residenti galliesi.
A sua volta il Comune, per la durata dell'accordo, garantirà due siti per l'installazione dei ponti radio e la fornitura gratuita dell'energia elettrica necessaria sia per i ponti sia per gli access point sia per il funzionamento di tutta l'infrastruttura. G.R.
Asiago. In 2000 al palaghiaccio Una festa
senza eccessi
Gerardo Rigoni
Oltre 2000 giovani hanno riempito il palaghiaccio di Asiago per dare l'addio al 2009 nella notte di San Silvestro. "Tutto in una notte" il titolo della serata organizzata dall'agenzia Due Punti Eventi di Thiene con la Pro Loco di Asiago e Sasso, una serata che ha riscosso un grande successo soprattutto nella fascia dei più giovani e tra i loro genitori, molti dei quali hanno telefonato ieri per ringraziare.
Una serata improntata sul divertimento ma anche sulla sicurezza tanto che sono stati organizzati sia dei pullman che collegavano il palaghiaccio con Bassano, Thiene e Schio sia dei bus navetta che facevano la spola Tresché Conca - Asiago - Gallio. Collegamenti che sono stati utilizzati da circa un migliaio di ragazzi per raggiungere la festa allo stadio del ghiaccio.
Successo, forse per molti inaspettato, anche per l'iniziativa della presentazione della bevanda Wine Zero, vino dealcolizzato che i giovani hanno dimostrato di apprezzare. Molto frequentato anche il servizio bar offerto dai barman del Cocktail Bar Zoo Ibiza Puerto ma non si sono registrati problemi sia di ragazzi ubriachi sia di ordine pubblico.
«Che non ci sono stati problemi di alcun tipo è il miglior biglietto di visita per questa manifestazone e spiega perché è apprezzata sia dai giovani sia dai loro genitori - commenta l'assessore al Turismo di Asiago Roberto Rigoni - con questa festa abbiamo voluto proseguire nel lanciare un messaggio che da tempo la nostra amministrazione sta cercando di diffondere tra i ragazzi, ovvero che ci si può divertire senza cercare lo sballo, che ci si può divertire in piena sicurezza».
La serata è iniziata con un po' di ritardo rispetto al programma con i ragazzi che hanno raggiunto lo stadio verso le 22. Ragazzi subito coinvolti dal concerto live della QuoteRosa Rock Band e poi trascinati nella festa più coinvolgente dai dj Cabio, Pierre Luis, Daniels e Gredy che si sono alternati al consolle per tuta la notte. Per tutta la notte è perdurata l'atmosfera ibizana favorita anche dall'impianto di riscaldamento che ha mantenuto una temperatura quasi estiva.
A rendere bollente la notte poi ci hanno pensato i performers dell'EX3MA arrivati dall'isola iberica.
«Un plauso va all'organizzazione e alla sicurezza che hanno garantito una serata piacevole per tutti - conclude Rigoni - nella dimostrazione che eventi di questo genere bisogna affidarli a professionisti. Sono molto contento che le iniziative come i bus e la bevanda analcolica abbiano avuto successo dimostrazione che i ragazzi sono recettivi a questi messaggi, forse più di quanto si possa pensare».
Stagione
a rischio flop
Serve altra
neve fresca
Gerardo Rigoni
Tutti ad invocare la Madonna della Neve. Lo stanno facendo in questi giorni in Altopiano molti operatori turistici, in primis gli albergatori, che dopo aver vissuto un inizio stagione molto promettente, con abbondanti nevicate, ora devono fare i conti con la scarsità della neve. Neve necessaria non solo per richiamare sciatori e appassionati degli sport outdoor invernali, ma anche per donare alla montagna altopianese un'atmosfera gioiosa e serena, ingrediente fondamentale dell'appeal dell'Altopiano. Sono andate bene le feste natalizie, con alberghi pieni per il ponte di Natale e nuovamente si segnala il tutto esaurito, salvo qualche disdetta dell'ultimo minuto, per la settimana che va da San Silvestro all'Epifania. Ma per quanto riguarda il periodo successivo, molte telefonate di informazioni e poche conferme, a causa soprattutto dell'incertezza sulle nevicate.
Gli albergatori sono perlopiù soddisfatti di com'è andata finora: «È evidente la voglia di vacanza degli italiani - è il commento dall'Hotel Europa di Asiago - forse, più che una voglia, è la necessità di staccare la spina per qualche giorno dopo un periodo decisamente difficile per tutti».
Segnali positivi anche al Hotel Gaarten di Gallio, che registra il tutto esaurito fino alla Befana ma anche numerose prenotazioni per i mesi successivi. «Direi che l'andamento stagionale è decisamente votato all'ottimismo - dice Andrea Braga direttore dell'albergo -. Noto piuttosto una certa cautela nel cliente, che preferisce confermare la prenotazione all'ultimo minuto con la certezza di trovare bel tempo. In pratica emerge una particolare accortezza, forse anche una maturità, da parte del turista che preferisce vacanze brevi, più frequenti e di qualità».
La possibilità di sciare è la prima richiesta del turista intenzionato a trascorrere qualche giorno sull'Altopiano, ma non mancano domande per le uscite con le ciaspole, le escursioni con gli sleddog - attrazione ripresentata ad Enego - e la novità di quest'anno, la camminata nordica invernale, con una cinquantina di km di tracciati battuti per questa nuova disciplina.
Oltre alla richiesta di sport invernali e di disponibilità delle piste da sci, gli ospiti altopianesi stanno prenotando anche in funzione di eventi di richiamo quali i mercatini natalizi, allestiti in buona parte dei paesi altopianesi, e gli appuntamenti culturali come quelli organizzati per l'anno internazionale dell'astronomia.
Gerardo Rigoni
Asiago.
Al Palaghiaccio
la festa che
saluterà il 2010
Silvia Dal Maso
Asiago. Grande festa ad Asiago, in occasione del Capodanno, con tanto di campagna antialcol e bus gratuiti in partenza dalla pianura. Il "Capodanno di Asiago", organizzato dall'agenzia "Due Punti Eventi" di Thiene, con il patrocinio del comune di Asiago e in collaborazione con la Pro loco di Asiago e Sasso, tornerà allo stadio del ghiaccio, appositamente riscaldato, a partire dalle 21 di giovedì 31 dicembre. Una festa per salutare il vecchio anno e dare il benvenuto al nuovo, che vuole lanciare ai giovani due messaggi importanti: la sicurezza sulle strade e la lotta all'abuso di alcol.
«L'amministrazione di Asiago - spiega l'assessore al turismo Roberto Rigoni - ospita il Capodanno nello stadio del ghiaccio per offrire ai giovani che vogliono divertirsi un ambiente riscaldato e sicuro. Abbiamo voluto valorizzare un nuovo modo di bere attraverso la presentazione di "Winezero", una bevanda che promuove e sostiene la campagna di sensibilizzazione sui danni alla salute e sui rischi sociali causati dall'alcol, con particolare attenzione alla fascia dei giovani e dei giovanissimi. Il Capodanno asiaghese sarà il primo party in Italia ad introdurre questa bevanda».
Ideatori e unici distributori del marchio "Winezero", il primo vino dealcolizzato distribuito su larga scala in bottiglia e per la prima volta in lattina, sono due giovani imprenditori vicentini Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini che hanno "inventato", partendo da vini di alta qualità, una bevanda che presenta un tasso alcolico inferiore allo 0,5 per cento. «La festa al palaghiaccio - dicono Zanella e Bertolini - è il primo evento pubblico che presenta il nostro prodotto ai giovani, offrendo così una valida alternativa a birra e cocktail e suggerendo di seguire comportamenti intelligenti, responsabili e salutari».
Altra novità è il "servizio autobus gratuito" che l'organizzazione mette a disposizione dei giovani della pianura che intendono partecipare al Capodanno. Non solo un Capodanno di festeggiamenti ed allegria, dunque, ma anche una festa che offra la possibilità di divertirsi fino al mattino e che tranquillizzi i genitori sapendo che il rientro a casa dei figli sarà in tutta sicurezza.
Le partenze sono previste dalle stazioni dei pullman di Thiene, Schio e Bassano (telefonare al 345/8084310). Ci sarà poi un "bus navetta" gratuito che partirà da Treschè Conca (località Fondi) e fermerà a Canove (Park Piscina) e a Gallio (Piazza Italia).
Asiago.
Stadio del fondo
al Golf Arena
e Mondiali 2013
Asiago. Realizzare uno stadio del fondo per ospitare le manifestazioni sportive di sci nordico di caratura nazionale ed internazionale. La nomina riqualificherebbe, assieme al circuito sprint in via di realizzazione al parco Brigata Regina, anche Asiago e l'Altopiano come capitale del fondo.
È quanto le associazioni sportive di sci sperano di poter ottenere da un'eventuale assegnazione all'Altopiano dei Mondiali Master di sci nordico del 2013, la cui candidatura è stata ufficializzata recentemente con la costituzione del comitato organizzatore.
Dopo che la commissione internazionale, che ha effettuato un sopralluogo nella zona per valutare sia le capacità organizzative e d'accoglienza sia le caratteristiche tecniche dei tracciati di gara e d'allenamento, ha espresso parere positivo, la macchina organizzative si è messa in moto.
La manifestazione richiamerebbe sull'Altopiano oltre 1500 atleti e, cosa da non sottovalutare, lascerebbe in eredità infrastrutture importanti che oggi mancano.
«In caso di assegnazione, il nostro obiettivo è realizzare lo stadio del fondo al Golf Arena - ha sottolineato Sergio Vellar presidente dell'Us Asiago Sci e che fa parte del comitato - Da troppi anni in occasione di eventi come la Coppa del mondo siamo costretti a pressare i nostri eccezionali volontari per montare e smontare le strutture necessarie per gare del genere. Lo stesso accade anche per manifestazioni giovanili o di portata nazionale. In più, con una struttura fissa potremmo anche accogliere, con preavviso breve, tappe del circuito mondiale che saltano in altre località».
La candidatura ora dovrà essere valutata in altri due momenti: a febbraio a Falun, in Svezia, con la presentazione della località e poi, in autunno 2010, in Germania dove la federazione sceglierà la località vincente. G.R.
Asiago.
Inquinamento,
sorgenti
sorvegliate
Gerardo Rigoni
Asiago. Oltre cento sorgenti censite nell'Altopiano. Obiettivo: mappare i percorsi dell'acqua per tutelare al meglio la risorsa. Ma il Gruppo speleologico dei Sette Comuni non si limita a questo e torna ad avvertire:«La discarica del Melagon può inquinare. Nel giro di 24 ore l'inquinamento possono arrivare fino ad Oliero».
Il gruppo è al lavoro sull'Altopiano dal 1997 da quando ha preso avvio un lavoro titanico; L'atlante delle sorgenti d'acqua dell'Altopiano dei Sette Comuni. Un progetto che, oltre a realizzare un censimento sistematico delle sorgenti, intende compiere una rilevazione di tutti i manufatti legati alle sorgenti (fontane, abbeveratoi, lavatoi). Il tutto per creare un punto di riferimento alla difesa del bene acqua.
IL PROGETTO. Il progetto delle sorgenti, compiuto di recente, nasce dalla costola di altre iniziative che il gruppo sta già compiendo. E cioè le il catasto grotte. È importante verificare la qualità del sistema carsico perchè è fortemente connesso. Questo significa che un inquinamento compiuto a chilometri di distanza è in grado di finire nelle falde e, quindi, nei rubinetti di mezzo Veneto. Fino ad ora sono stati già individuati un centinaio di sorgenti verificando altresì l'esistenza di quelle già rilevate nel 1911.
OBIETTIVI. Il gruppo ha anche realizzato un laboratorio per le analisi chimico-fisiche e batteriologiche delle acque che rilevano perché è indispensabile individuare la presenza di inquinanti nelle acque sorgive e capire queste da dove provengano. «È importante - spiano i responsabili del gruppo speleologico - conoscere in tempo i problemi che possono sconvolgere irrimediabilmente aree del nostro altopiano e contrastarli con modalità valide e propositive».
DISCARICA. Una pianificazione che riguarda anche la discarica di Melagon in territorio comunale di Asiago. La discarica di rifiuti urbani è stata realizzata negli anni '90. Il Gruppo speleologico si era opposto alla sua realizzazione per il pericolo di inquinamento delle acque proprio perché a pochi chilometri di distanza è presente il secondo sistema di risorgenti carsiche d'Europa, ovvero Oliero, che il Cnr ha definito "risorsa idrica per uso potabile, strategica, da preservare per le future generazioni". Il carsismo dell'Altopiano non permette un'azione di autodepurazione tanto che un inquinamento impiega 24 ore per trasferirsi dal suolo dell'Altipiano ad Oliero (ma l'acqua ora risulta di ottima qualità) contro i 50-60 giorni che necessiterebbe per la scomparsa fisiologica.
«In discarica il pericolo di inquinamento è dovuto al percolato - spiegano - e dal conferimento nell'indifferenziato incivile di una notevole gamma di prodotti. Un esempio? Una semplice pila allo zinco inquinerà da 5 a 30 metri cubi d'acqua».
Posti esauriti
al corso
di guide
per i turisti
Asiago. Sono già esauriti i posti per partecipare al corso per la formazione e l'aggiornamento di accompagnatori turistici e guide sui luoghi della Grande Guerra organizzata dalla Provincia.
Il corso, iniziato in questi giorni, proseguirà fino a giugno 2010 e può già contare su 50 iscritti con altre 35 persone in lista d'attesa.
Visto l'alto numero di richieste per prendere parte al corso di aggiornamento delle guide ed accompagnatori, figure fondamentali nel portare turisti, appassionati e scolaresche ai manufatti restaurati negli ultimi 6 anni con il progetto di valorizzazione dei luoghi della Grande Guerra, la Provincia ha già preso l'impegno di reperire nuove risorse per ulteriori corsi. «Uno degli obiettivi della nostra azione di recupero era proprio quello di rendere conosciuti e fruibili questi luoghi - spiega Dino Secco, vice presidente della Provincia -, hanno risposto ben 130 persone». G.R.
Roana. Prg,
passa la variante
dei mille
appartamenti
Gerardo Rigoni
Roana. Urbanistica nuovamente al centro dell'attenzione a Roana, dopo l'approvazione da parte della commissione urbanistica regionale della variante al Prg del Comune stilata nell'ottobre 2004 appena insediata l'amministrazione di Mario Porto.
Un'approvazione accompagnata dall'articolo 46 dove la commissione Vtr prevede modifiche alla variante stessa, modifiche che la commissione ritiene necessarie ma che per ora non sono state rese note. La conferma dell'approvazione della variante arriva dal sindaco di Roana Valentino Frigo che spiega: «Sì siamo stati avvertiti che la variante è passata per la commissione regionale, ora sarà rispedita all'amministrazione che la porterà in Consiglio perché si possano fare le controdeduzioni alle modifiche suggerite dalla Regione».
La variante roanese è stata a lungo contestata dalle associazioni di salvaguardia e ambientali, Regolieri e Italia Nostra in primis, perché ritenuta troppo impattante sul territorio portando l'edificabilità nel Comune di Roana, sommando quanto previsto dal PRG e dalla variante proposta, oltre il milione e mezzo di metri cubi. La variante in se prevede 579.709 mc di nuovo edificato distribuito su tutte e sei le frazioni del Comune altopianese. Metricubi che si aggiungono ai 570 mila ancora a disposizione con l'attuale Prg che ne aveva previsti oltre 900 mila.
In totale quasi 1000 appartamenti da 70 metri quadrati in più. La Regione nel suo Piano territoriale di Coordinamento indica che a Roana ci sono già 5.876 case non occupate quindi in buona parte destinate a residenza turistica, in pratica le seconde case. Case che già collocano Roana, negli studi del CIPRA, la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, tra le prime località montane in Italia per quanto riguarda l'incidenza di seconde case sul territorio. In più sempre nel PTRC redatto dalla Regione si evidenzia come a Roana il 9,98% del territorio è stato trasformato da agricolo a urbanizzato dal 1983, in particolare nel frangente 1994 - 97 con il 6,05% di terreno trasformato, proprio con l'entrata in vigore del nuovo PRG. Un carico urbanizzato sul territorio che molti, dalla minoranza consigliare alle associazioni di salvaguardia, ritengono già eccessivo e che grave oltremodo sui servizi, acqua e fognature, sulle rete viaria rimasta pressoché immutata da sempre.
Guide turistiche.
Lezioni sulla
Grande Guerra
Lezioni sulla
Grande Guerra
Gerardo Rigoni
Asiago. Guide ed accompagnatori per visitare i luoghi della Grande Guerra. È quanto intende fare la Provincia di Vicenza con il progetto presentato recentemente a palazzo Nievo dal vice-presidente provinciale Dino Secco, assieme alla Comunità Montana di Asiago ed al Centro Produttività Veneto.
Il progetto prevede la formazione e l'aggiornamento di accompagnatori turistici e guide per condurre sui luoghi della Grande Guerra e lungo i percorsi che hanno segnato la storia di quella epopea. Un progetto che va a completare il progetto con la legge 78/2001 per la "Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Storico della Prima Guerra Mondiale".
Un progetto quest'ultimo iniziato nel 2004 e che ha interessato 19 ambiti di intervento su altrettanti luoghi resi tristemente famosi per i combattimenti che si sono svolti durante la Guerra.
Dall'Ortigara al Complesso logistico di Campo Gallina, dalle Melette di Foza al Monte Cengio fino ai vari forti o ai luoghi simbolo come il Lèmerle per i Fanti, il Monte Zebio per la brigata Sassari, il Monte Pasubio per gli alpini. In più sono stati realizzati dei centri visite come il Centro di rappresentazione museale Fusine di Posina, il Centro Visite del Cimone a Tonezza del Cimone e il Centro di documentazione sulla grande Guerra, Museo della Vita del Soldato realizzato a Recoaro Terme.
Tutte strutture che ora necessitano di persone formate per spiegare cosa è stata la Grande Guerra, illustrare non solo le battaglie ma anche la vita del soldato, il suo equipaggiamento ma anche il suo vivere quotidiano. Il corso, completamente gratuito, si articola in 12 lezioni per un totale di 68 ore, 28 delle quali in aula 40 di approfondimento sui luoghi.
Stefano Reginato, responsabile area formativa dell'iniziativa che ha già colto l'applauso del Museo storico del Risorgimento e della Resistenza e dal progetto Ecomuseo, spiega che «parteciperanno guide turistiche, naturalistiche ed alpine e di accompagnatori locali che completeranno la formazione sulle vicende belliche e la storia delle strutture ma anche sulla morfologia del territorio e sulla sicurezza».
«Siamo la prima Provincia di Italia che organizza un corso così articolato di formazione e aggiornamento - ha spiegato Secco - e uno degli obiettivi della nostra azione di recupero era proprio quello di rendere visitabili questi luoghi. Di qui la necessità di realizzare un corso di formare guide».
Asiago.
Fiaccolate
giochi
e cucina
Gerardo Rigoni
Free style, fun carving, giovedì "chic", in maschera, giochi e tanto divertimento. E in più sciate tradizionali, gare e fiaccolate. È quanto hanno predisposto le scuole sci altopianesi in collaborazione con le pro loco e gli uffici turistici per stuzzicare il turista per questa stagione invernale partita in anticipo grazie a qualche nevicata precoce.
Attività e manifestazioni organizzate per cercare di coinvolgere tutti, sciatori e non, nella magia invernale sempre all'insegna del divertimento.
Perché, ormai, le vacanze sulla neve, che siano settimane bianche o ferie individuali, non devono concepire solamente lo sci; anzi lo sci è il presupposto per stare insieme in allegria, o come dice un maestro, «si scia per legittimarsi al dopo sci».
E la voglia di sci e di allegria è tanta, nonostante la crisi o forse proprio a causa di essa, come confermano le due principali agenzie organizzatrici di settimane bianche, Zampese e Happy Siben.
Alle Melette di Gallio, tradizionale "salotto" sciistico altopianese, oltre allo sci alpino i maestri sono preparati all'insegnamento dello snowboard freestyle e allo fun carving, due specialità dove alla velocità si sostituiscono evoluzioni poliedriche. Novità di quest'anno, i maestri scenderanno, neve permettendo, fino in paese proprio per coinvolgere tutti in quella atmosfera festosa che accompagna le vacanze sulle piste.
Al Verena di Roana i maestri aggiungono alla festosità anche un pizzico di follia. Al giovedì tutti gli uomini in cravatta e le donne in foulard «per una sciata sempre elegante» oppure il "Verenissima - Romanissima" escursione sciata dalla cima del Verena per arrivare al laghetto Lonaba di Roana.
Anche ad Enego i maestri di Enego 2000 scenderanno in piazza con la fiaccolata su una pista predisposta appositamente mentre al Kaberlaba quasi ogni giorno è occasione di gare, manifestazioni ed animazione per le famiglie, ed in particolare per i più piccoli.
«E poi alla fine della giornata sulle piste i maestri saranno ancora presenti per trascorre momenti di cordialità davanti ad un caminetto acceso degustando i prodotti tipici della tradizione dell'Altopiano», spiegano da Zampese Viaggi.
La sera poi le scuole sci sono spesso impegnate in occasioni di divertimento che continua oltre le piste con giochi o la Festa Asiago Neve definita dagli stessi maestri folle e impossibile.
Asiago.
Centro innevato
Sulle cime
40 centimetri
Asiago. Intensa nevicata ieri mattina che ha imbiancato i centri altopianesi. Attorno alle 9 l'incessante pioggia che proseguiva da qualche giorno si è trasformata in una nevicata che ha velocemente rivestito di atmosfera invernale i centri urbani della conca centrale. L'accumulo finale, anche a causa del terreno pregno d'acqua, è stata poca cosa ma ha subito destato le speranze per un ponte dell'Immacolata con neve.
Se nei centri la neve è stata poca non così in quota dove ci sono 40 cm di neve fresca. Purtroppo lo zero termico è rimasto abbastanza in alta quota quindi le partenze delle sciovie delle stazioni sciistiche hanno avuto poca neve per permettere la riattivazione degli impianti. Dal comprensorio sciistico Verena 2000 segnalano che se le temperature non scendano o se non ci saranno ulteriori precipitazione nevose difficilmente saranno riaperti gli impianti ma la decisione sarà presa solamente a ridosso del ponte festivo.
Situazione similare anche nei centri fondo dove le alte temperature dei giorni scorsi hanno praticamente sciolto le piste oramai battute da offrire molti chilometri di sciate. La neve caduta ieri è risultata abbastanza "pesante" quindi poco stabile che solo una bella gelata potrebbe consolidare e giustificare l'uscita dei battipista. G.R.
Asiago. Forestali, 2mila controlli
in boschi e stalle
Gerardo Rigoni
Quaranta agenti distribuiti su 5 caserme per controllare oltre 450 chilometri quadrati di territorio. Sono gli uomini e donne del Corpo forestale dello Stato che fanno capo al comando distrettuale di Asiago. Un lavoro che va dalla tutela della flora e fauna, alla sicurezza delle persone, a quella alimentare, fino al benessere negli allevamenti e all’educazione. Un lavoro di prevenzione, come dimostrano le cifre. Su 2000 controlli sono stati rilevate solo 180 infrazioni. «Il sapere che ci siamo sicuramente dissuade i furbetti», commenta il vice questore aggiunto Isidoro Furlan a capo del comando distrettuale di Asiago. ANIMALI . Sul piano della tutela alimentare e benessere animale il Corpo forestale ha stilato una convenzione con l'Agenzia veneta per l’agricoltura per eseguire dei controlli zootecnici durante l’alpeggio per evitare truffe sui contributi europei e per la tutela dei pascoli. «Ogni malga è caratterizzata da un numero e di bovini che può “caricare”, cioè ospitare. Il rischio è di impoverire il pascolo o, viceversa, di lasciarlo alle erbacce», spiega Furlan. SOCCORSI. Per quanto riguarda la sicurezza delle persone i forestali effettuano i rilevamenti meteo che indicano la quantità di neve, la sua consistenza ed eventuale rischio valanghe. Hanno effettuato 266 servizi di controllo e soccorso sulle piste da sci soccorrendo 80 persone. In più sono chiamati ad effettuare servizi di ordine pubblico: nel 2009 sono state oltre cinquanta. E ancora. Sono stati organizzati, in collaborazione con gli artificieri, operazioni di raccolta e brillamento di 574 ordigni bellici. TRA I BOSCHI. Nel 2009 il Corpo forestale ha stilato un accordo con i Comuni ed il Servizio forestale regionale per la misurazione del legname venduto. «Lo scorso inverno ci sono stati danni enormi causati dalla neve. I piani di assestamento boschivo sono stati stravolti e ci vorranno decenni perché si ristabiliscano - spiega Furlan -. Ora noi controlliamo che il bosco resti sano, nonostante il legname a terra, e che le operazioni di esbosco non comportino ulteriori danni. Fatto non semplice quando vengono tagliati anche 100 metri cubi al giorno. E c’è sempre, dietro l’angolo, il pericoloso attacco del Bostrico, parassita che riesce a distruggere un bosco nel giro di poche settimane». EDUCAZIONE. Infine, c’è il servizio d'informazione e di divulgazione ambientale con i ragazzi delle scuole elementari e medie. Un servizio che comprende l’introduzione allo sport, con il progetto avviato con il Comune di Asiago e le scuole elementari. «Questo è un servizio che consideriamo fondamentale - conclude Furlan - Lo sport invernale aiuta i ragazzi ad entrare in contatto con la natura. Una natura minacciata da numerosi fattori, molti dei quali riconducibili a comportamenti umani».
Asiago. Aeroporto, soci pronti a pagare i vecchi debiti
Gerardo Rigoni
I debiti dell'aeroporto di Asiago saranno risanati. Ma in compenso la società di gestione potrebbe perdere alcuni soci. Dopo l'annunciata uscita della Provincia di Vicenza, possibilità ponderata anche dalla Camera di Commercio, un altro socio che potrebbe lasciare è il Comune di Roana che, una volta risolti i problemi di bilancio, valuterà il piano di rilancio prima di proseguire nel partnership gestionale.
«Per quanto riguarda i debiti Roana farà fede agli impegni presi - sottolinea il sindaco Valentino Frigo - Per il futuro dovremmo sederci attorno un tavolo, vedere chi c'è, e poi vedere se i piani dell'aeroporto collimano con gli interessi di Roana». Uno scenario ipotetico che lascerebbe l'aeroporto in mano ad Asiago e Gallio e eventuali altri soci che vorranno entrarci. Si è mormorato di un interessamento della Provincia autonoma di Trento ma pare più plausibile l'entrata di alcuni soci privati tra cui, pare, un'azienda nel settore turistico. Intanto comunque la notizia che la Camera di Commercio corrisponderà la sua quota di debiti, circa 120 mila euro, ha fatto aprire la borsa anche agli altri soci. Roana e Gallio sono già pronti a mettere sul tavolo 40 mila euro a testa ed Asiago da tempo ha accantonato i 130 mila euro che gli compete.
Anche la Provincia di Vicenza ha fatto sapere che ripianerà i debiti elargendo subito oltre 80 mila euro, corrispondente ai debiti del 2008, mentre i restanti 100 mila euro saranno predisposti nel prossimo bilancio. Di fatto quindi la Camera di Commercio ha sbloccato una situazione che era diventata paradossale; tutti i soci riconoscevano i debiti, debiti accumulati proprio perché i soci da anni non ripianavano le perdite nei bilanci che comunque approvavano, ma nessuno voleva elargire la propria quota di debito per primo.
In pratica, ognuno temeva che i propri soldi sarebbero finiti a coprire debiti di una società che, senza i soldi anche degli altri soci, avrebbe fallito perdendo quindi i fondi elargiti. Ed a convincere la Camera di Commercio del valore dell'aeroporto asiaghese è proprio quel centro federale volo a vela che sarà realizzato all'aerostazione che permetterà una presenza fissa di circa 120 soci più un continuo ciclo di attività che vanno dalle manifestazioni aeree a corsi di formazione e di aggiornamento.
Roana. Elezioni
comunali
Si ricontano
le schede
Gerardo Rigoni
Sarà lunedì 7 dicembre il giorno in cui si intraprenderà il primo passo per fare chiarezza sull'esito elettorale del 7 giugno nel Comune di Roana. Alle 9.30 in prefettura di Vicenza, il Prefetto, eseguendo quanto prescritto dai giudici del TAR del Veneto nella seduta del 22 ottobre, dopo la discussione sul ricorso presentato dalla lista Insieme all'indomani dell'esito elettorale, procederà all'individuazione di alcune schede dei seggi elettorali di Roana, Camporovere e Tresché Conca ed in più al riconteggio di tutti i voti riportati dalle singole liste.
In particolare per il seggio di Roana i funzionari prefettizi dovranno acquisire la scheda votata con un cerchio attorno al simbolo nonché la scheda riportante la denominazione "Paolo Martello oro", entrambe annullate a danno della lista Insieme. Per il seggio di Tresché Conca individuare le schede riportanti la denominazione "Dario Frigo cav." e "Dario Frigo vip", schede entrambe convalidate a beneficio della lista "Iniziativa Civica" poi risultata vincente per due voti. Ed infine per il seggio di Camporovere la scheda, risultata convalidata a beneficio della lista Insieme, sulla quale è stata espressa una preferenza per "Eliseo Tagliata".
Le schede individuate e l'esito del riconteggio saranno poi inviate ai giudici della terza sezione del TAR che le esamineranno prima di pronunciarsi definitivamente sul ricorso della lista Insieme in un'udienza prevista per febbraio. Se in quella sede i giudici daranno ragione al ricorso la decisione porterebbe all'annullamento delle elezioni e al conseguente commissariamento del Comune fino a nuove elezioni.
Asiago. Una rassegna dedicata a Galileo
e alla sua storia
Asiago e l'astronomia, un binomio che prosegue fin dal primo dopo guerra quando furono realizzati gli osservatori astronomici dei Pennar e di Cima Ekar. Un accostamento che la città di Asiago vuole celebrare con una mostra allestita per il periodo natalizio al palazzo del turismo Millepini dal titolo "Galileo, Venezia e la luna - mostra iconografica, storico, scientifica".
La mostra, che sarà inaugurata il 5 dicembre, sarà anche abbinata a conferenze e momenti musicali e dedicata a quella prima osservazione scientifica della luna di Galileo quando lo scienziato rivolse, nell'autunno del 1609, il cannocchiale da lui costruito verso il cielo trovando sulla luna «catene di monti e di profonde valli».
La mostra asiaghese, di carattere didattico, è illustrata da immagini di documenti originali provenienti dai Musei vaticani, dal National maritime museum di Londra, dall'Archivio di Stato di Venezia e dalla Biblioteca universitaria di Padova.
L'inaugurazione della mostra, sabato 5 dicembre, sarà preceduta alle 16.30 da una conferenza tenuta da Luisa Pigatto dell'Inaf, Osservatorio astronomico di Padova e docente di Astronomia storica, sul tema "Dal telescopio di Galileo al telescopio spaziale. La nascita della nuova astronomia".
Mercoledì 30 dicembre invece la musica e la prosa si abbineranno alla scienza. Alle 21, sempre al palazzo Millepini, andrà in scena "Sidereus Nuncius - Galileo e la Luna" con la recitazione di Deda Cristina Colonna e la musicalità dell'arpa doppia di Mara Galassi.
Per chi poi vorrà provare l'ebbrezza della ricerca astronomica l'osservatorio di cima Ekar organizza deli incontri dal titolo "Una serata da astronomo" dove un ristretto gruppo di persone potrà affiancare l'astronomo al lavoro nella sala di controllo del telescopio Copernico, il più grande telescopio italiano. Il calendario in Internet: www.pd.astro.it/visitaasiago/eventi. G.R.
Asiago.
L'Altopiano si
candida a polo
dello sci nordico
Asiago. Fare di Asiago e dell'Altopiano un polo sportivo per gli sport invernali, in particolare per le discipline nordiche che sono sempre state tra gli "sport nazionali" dell'Altopiano. È questo il progetto ambizioso che Asiago sta cercando di portare avanti coinvolgendo istituzioni, federazioni sportive e corpi militari.
Asiago in questi giorni è stata sede di allenamenti pre campionato di numerose squadre nazionali e comitati regionali grazie alle nevicate delle settimane scorse che hanno fatto dell'Altopiano una delle poche località con neve naturale permettendo alle squadre di fondo di poter effettuare percorsi lunghi. Oltre alla squadra nazionale di combinata nordica, ovvero salto con gli sci e sci da fondo, si è tenuto anche il ritiro della Nazionale B di sci da fondo a cui si sono aggiunti alcuni elementi della squadra del gruppo under 23, in tutto 15 atleti tra maschi e femmine più l'allenatore Pierluigi Costantin e lo staff tecnico. Sulle nevi del Centro Fondo Campomulo e Centro Fondo Campolongo si stanno allenando anche gli atleti del Centro Carabinieri. G.R.
Asiago. In arrivo
ulteriori fondi
ai Comuni
di confine
Gerardo Rigoni
Asiago. Si profilano ulteriori fondi in arrivo che andranno ad aggiungersi ai 24 milioni di euro (in due anni) destinati ai Comuni a confine con le Regioni a Statuto speciali. La torta diventa sempre più appetibile, ma sul come dividerla il Coordinamento dei Comuni punta i piedi e chiede di avere voce in capitolo sull'assegnazione. «Questi importanti finanziamenti vengono erogati a pioggia a tutti i Comuni delle Province a confine con le regioni a statuto speciale anziché riservarli ai soli Comuni territorialmente confinanti. Così proprio non va», denuncia il portavoce Bruno Scalzeri.
Era maggio 2007 quando a Bassano il governatore Veneto, Giancarlo Galan e il presidente della provincia Autonoma, Lorenzo Dellai, firmarono l'accordo che dava il via libera al fondo da 24 milioni di euro in due anni. Adesso serve che i Comuni trovino l'intesa giusta per gestire quei soldi. «È essenziale procedere uniti per cogliere le opportunità di finanziamento - illustra l'assessore provinciale alla viabilità e difesa del suolo, Costantino Toniolo - La Provincia farà la sua parte. Nel precedente bilancio abbiamo approvato un fondo di sostegno per i progetti di riqualificazione e realizzazione di infrastrutture, cosa che ripeteremo per il bilancio 2010. Nel contempo seguiamo l'attività del raggruppamento e abbiamo dato disponibilità per la consulenza dei nostri uffici».
Tutto bene, quindi, tranne il fatto che i Comuni di confine non nascondono un certo malcontento e chiedano di contare di più nelle decisioni su cosa e come finanziare finanziare. «Serve avviare una verifica critica sulle modalità di erogazione di risorse statali», commenta il coordinatore dei sindaci dei Comuni di confine, Bruno Scalzeri - Questi fondi servono per alleviare, o almeno ridurre, il disagio delle imprese locali e i disservizi delle popolazioni residenti. Riteniamo giusto contare di più anche in sede di discussione sulla destinazione di questi fondi. Ecco perché si sollecita una strategia per rendere più efficace l'azione del Coordinamento anche a fronte dell'opportunità di ulteriori finanziamenti».
Aeroporto, ultimatum
sul recupero
dei debiti
Gerardo Rigoni
Il futuro dell'aeroporto di Asiago? Vuoto. Come vuote erano alcune di quelle sedie al tavolo del municipio di Asiago dove ieri si sono seduti i rappresentanti della società aeroportuale. Obiettivo: trovare una strada per uscire dalla crisi economica. I grandi assenti erano due su cinque. E cioè i delegati della Camera di Commercio e del Comune di Roana.
Un futuro, al momento, privo di ogni prospettiva, tanto che all'uscita dal palazzo municipale asiaghese i due sindaci, Andrea Gios, di Asiago e Pino Rossi, di Gallio, hanno espresso forti preoccupazioni minacciando di chiedere conto ai responsabili della cattiva gestione della struttura.
La questione è solo economica. Sul bilancio della società pesa un debito di 546 mila euro di cui 340 mila euro di debito puro e 206 mila euro derivante da un finanziamento statale di 600 mila euro destinato, in teoria, al completamento della palazzina aeroportuale, ma utilizzato, in pratica, per coprire la spesa corrente. Ma di quesi soldi lo Stato, attraverso l'Enac, ora ne chiede conto. Peggio. Se la società dovesse finire in liquidazione, l'Enac ha annunciato che chiederà ai soci la restituzione totale del finanziamento. E 600 mila euro non sono pochi.
I Comuni di Asiago e di Gallio, ribadendo la loro intenzione di rilanciare la struttura, hanno già assicurato la copertura della loro quota: 130 mila euro Asiago e 40 mila Gallio. La Provincia garantisce la copertura di soli 86 mila euro e non degli oltre 180 che le spetterebbero. Mica finito. E dove li troviamo i 40 mila euro che dovrebbe sborsare Roana, con gli altri 100 mila della Camera di Commercio?
L'incontro di ieri si è concluso con l'approvazione di una delibera che obbliga, entro il 15 febbraio, i soci alla copertura totale della propria quota di debiti. Ma sarà onorata?
Intanto per febbraio l'aeroporto rischia la bancarotta. «E tutto questo solo per mancanza di volontà politica - denunciano i sindaci di Asiago e Gallio - perché l'attività quest'estate è stata florida con voli turistici, raduni e manifestazioni». In più, il centro federale del volo a vela darebbe continuità all'attività e alcuni soci privati si sarebbero detti disposti a rilevare le quote , una volta ripianati i debiti.
Altri componenti del cda sottolineano poi che se l'aeroporto dovesse realmente chiudere, e l'Enac pretendesse la restituzione del finanziamento, ogni socio dovrebbe sborsare ben di più.
Rimangono ancora quindi da capire alcune cose. Primo. Perché la Provincia ha fatto dietro front, riducendo la quota di debito? Secondo. Perché la Camera di Commercio, in un momento così critico, si è defilata. E ancora. Perché Roana era assente?
Roana. Il futuro
dell'ex ospedale.
Tre idee
per il sociale
Gerardo Rigoni
Roana. Attività di supporto alle famiglie di ammalati, l'impiego di energie rinnovabili, l'applicazione di tecniche innovative e spazio al volontariato. Sono queste le caratteristiche che accomunano i tre progetti vincitori del concorso di idee per il riutilizzo dell'ex ospedale di Mezzaselva indetto dall'Ulss 3 e Regione Veneto.
PROGETTI. Tre i progetti che sono stati premiati ieri in sala consigliare del municipio di Roana alla presenza di un folto pubblico e numerose autorità. Tra gli altri, il presidente del Consiglio Veneto, Marino Finozzi, l'assessore regionale alla Sanità, Sandro Sandri, il direttore generale Ulss 3, Valerio Alberti e il sindaco di Bassano, Stefano Cimatti, insieme a numerosi amministratori locali.
Il progetto vincitore del concorso è stato stilato dallo studio bassanese Bertacco e Xausa e conta tra i suoi sostenitori numerose associazioni, dai Lions e Rotary, dalla Fisi al Comitato italiano paraolimpico.
DISABILITÀ. Un progetto rivolto al mondo delle disabilità e, in particolare, alla loro integrazione con lo sport. In più la struttura concepita da Bertacco e Xausa sarebbe rivolta alle famiglie per alleggerirli del carico della cura dei propri cari per un periodo relativamente breve. I progettisti hanno sottolineato la vocazione formativa del centro riservata agli operatori del settore e agli stessi familiari dei diversamente abili.
Un progetto ad ampio raggio che lascia spazio all'inserimento di associazioni e volontariato del territorio. «Una riabilitazione non solo funzionale, ma anche sociale», è stata la definizione dei progettisti.
AUTISMO. Il secondo progetto, stilato dallo studio Rigoni e partner, è rivolto all'autismo ma anche alla bulimia e anoressia. In entrambe le aree sociali il progetto gode dell'appoggio di associazioni importanti e impegnate nei settori come l'istituto Walden e l'associazione amici di Paola Marcadella. In più il comitato proponente ha ideato un centro di riabilitazione mentale dedicato a chi esce da un periodo di difficoltà psicologica.
ALZHEIMER. Infine, il progetto terzo classificato, presentato da Luciano Cherobin e Roberto Mingardi, si indirizza a dare una risposta a chi soffre di disturbi alimentari, Alzheimer, allergie e patologie respiratorie con uso anche di tecniche di medicine non convenzionali.
Enego.
Delitto Miola
Giallo lungo
quattro anni
Enego. I carabinieri del reparto operativo di Vicenza sono tornati a Enego pochi giorni fa. Fanno la spola da quattro anni. Da quel maledetto giovedì 17 novembre 2005 quando due sconosciuti, tra le 18.15 e le 19, assassinarono senza una plausibile ragione gli anziani coniugi Domenico Miola e Angela Valle. L'ex sindaco e la maestra. Entrambi amati e stimati, inghiottiti da un mistero di cui non si riesce a sapere nulla. E chissà mai, arrivati a questo punto, se si riuscirà a scrivere il capitolo conclusivo. Quello della scoperta del movente e del nome dei killer.
«Noi ci proviamo, abbiamo fatto tutto quello che potevamo, attendiamo ancora alcuni risultati dal Ris di Parma», spiega allargando le braccia un investigatore che da allora, assieme al tenente Ghinelli e al luogotenente Ferrante, non ha mai smesso di indagare sulla più sconvolgente e inpiegabile pagina di cronaca nera del Vicentino dai tempi dell'omicidio dei coniugi Fioretto nel febbraio '91. Domenico aveva 83 anni e Angela 78. Vivevano nella tranquillità della loro casa in contrada Coste.
Furono uccisi a sprangate sotto il porticato. I carabinieri hanno preso impronte digitali a mezzo paese e acquisito anche molti dna. Finora tutto inutile. La coppia fu uccisa nel giorno in cui fu consegnata la nuova stufa. Per la prima volta, dopo tanti anni, aveva deciso di non trascorrere l'inverno nel suo appartamento di Vicenza. Il pm Giovanni Parolin della procura di Bassano e gli investigatori dell'Arma sono in attesa di ulteriori risultati degli esami dei Ris di Parma, che dall'autunno 2005 hanno sfornato un voluminoso dossier per cercare di fare luce sull'inquietante fatto.
Dopo quattro anni di indagini la speranza della soluzione del caso è affidata alla tecnologia. «Mai dire mai», si augurano i carabinieri. E non solo loro, a cominciare naturalmente dai famigliari.I.T.
Da oggi si scia
Campolongo
e Verena
con la neve
Apertura ufficiale della stagione sciistica. Oggi e domani apriranno due centri fondo e una stazione sciistica. Nello specifico il comprensorio di Verena 2000 metterà a disposizione degli sciatori quattro impianti di risalita che daranno accesso a tutte le piste.
Per lo sci da fondo il Centro Fondo Gallio a Campomulo mette a disposizione degli appassionati le piste Camposcuola, anello Verde Campomulo, Rossa Moline con varianti Lozze e Fiaretta per uno sviluppo di circa 45 km. Al Campolongo di Rotzo invece saranno aperti l'anello agonistico e la pista Mandrielle per un totale di circa 20 km. L'innevamento in quota varia da 50 ad un massimo di 80 cm. G.R.
Roana.
Elezioni:
schede
da ricontare
Elezioni:
schede
da ricontare
Gerardo Rigoni
Roana. Ricontare tutte le schede elettorali del seggio di Canove oltre ad acquisire le schede elettorali contestate. È quanto hanno predisposto i giudici del TAR del Veneto dopo l'udienza del 22 ottobre relativa al ricorso della lista "Insieme" dopo il voto contestato del giugno scorso.
Nello specifico i giudici della terza sezione, Angelo De Zotti, Elvio Antonelli e Stefano Mielli, ai fini di prendere una decisione il più possibile documentato per l'udienza fissata a febbraio, ordinano al Prefetto di Vicenza di acquisire le schede elettorali relative ai seggi di Canove, Roana, Camporovere e Tresché Conca e di ricontare ex novo tutti i voti riportati dalle singole liste del seggio n. 1, ovvero della frazione di Canove.
In più per il seggio di Roana i funzionari prefettizi dovranno trovare la scheda votata con un cerchio attorno al simbolo nonché "la schede riportante la denominazione Paolo Martello oro". Queste due schede, attribuibili alla lista Insieme, sono state ritenute nulle dai componenti del seggio roanese mentre le schede "riportanti la denominazione Dario Frigo cav. e Dario Frigo vip", sempre richieste dal TAR, al seggio 6 di Tresché Conca sono state ritenute valide a beneficio della lista Iniziativa Civica poi risultata vincente. Infine in riferimento al seggio di Camporovere i giudici hanno chiesto di acquisire "la scheda nella quale si è espressa la preferenza per il nominativo Eliseo Tagliata" schede convalidata a beneficio della lista Insieme.
La controversia sull'esito delle elezioni è iniziata già il giorno 7 giugno al momento dello spoglio. La lista Insieme contestava numerose irregolarità sia in fase di spoglio delle schede sia nei giorni precedenti le elezioni quando risultò che il fax in cui due presidenti di seggio rinunciavano alla nomina fu comunicato alla Corte dei Conti solamente il giorno delle elezioni nonostante avessero comunicato la rinuncia qualche settimana prima.
I presidenti di seggio, quelli dei seggi di Roana e Canove poi risultati con le maggior contestazioni, furono poi sostituiti con procedura d'emergenza e, sempre secondo la lista Insieme, in modo irregolare. Fatto su cui invece sta indagando la Procura di Bassano.
Adesso la partita si gioca su quelle schede indicate dal TAR perché le elezioni furono vinto con uno scarto di soli due voti. La riammissione di qualche schede a favore di Insieme o l'annullamento di qualche scheda della lista Iniziativa Civica farebbe pendere l'esito elettorale in modo contrario di quanto risultò il 7 giugno.
Oppure la conseguenza potrebbe un'altra, più clamorosa, indicato dagli stessi giudici. Qualora il ricorso fosse accolto questo "potrebbe portare all'annullamento delle complessive operazioni elettorali svoltasi nel Comune di Roana".
Motivo per la quale i giudici hanno rinviato la discussione a febbraio; perché l'annullamento ipotizzato nocerebbe a tutti i candidati eletti e quindi era necessario disporre "l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i candidati risultati eletti".
Roana.
Polemiche
sulle malghe
in vendita
Polemiche
sulle malghe
in vendita
Gerardo Rigoni
Roana. Finanziare la realizzazione di un centro studio per promuovere politiche a favore della montagna con una lottizzazione da oltre 10 mila metri quadrati. Non è una battuta ma quanto stabilito dal'assemblea dei soci della cattedra, ovvero la stalla e podere modello situata a Canove, nella sua ultima seduta. Un'assemblea costituita dai Comuni altopianesi, tranne Conco, e che ha votato la proposta all'unanimità. Solo in un secondo momento alcuni Comuni, in particolare Asiago, Enego e Lusiana, hanno rivisto la loro posizione dichiarandosi contrari.
Per finanziare il recupero del plesso da adibire a centro informazioni e servizi per lo sviluppo economico del territorio dell'Altopiano si è deciso di predisporre un bando per la vendita di aree per complessivi 8000 m3, pari a circa 10.200 m2, non appena sarà approvata la variante al PRG del Comune di Roana.
Ad alcuni sindaci è parso illogico finanziare la creazione di una struttura concepita per individuare soluzioni alle problematiche della montagna tra cui quelle "sociali, economiche, agricole, ambientali, culturali e turistiche" con una lottizzazione. Proposta che segue quella di realizzare una cava di marmo sul sito. Così come a molti cittadini roanesi è apparso illogico che ad accollarsi l'onere dell'impatto della lottizzazione sia il solo territorio di Roana quando i proprietari sono sette Comuni.
Ma le sorprese attorno alla cattedra non si fermano alla ipotizzata lottizzazione. Dal verbale dell'assemblea dell'associazione di martedì 14 luglio risulta che il sindaco di Roana Valentino Frigo comunica «che il Comune di Roana è intenzionato ad acquistare le quote di quei Comuni non interessati al progetto di ristrutturazione del plesso e all'intera proprietà». Un acquisto che potrebbe essere fatto anche «con permuta di aree dell'antico patrimonio» ossia cessione di boschi, pascoli, alpeggi e malghe ovvero patrimonio del popolo di Roana. Tanto che il Comune di Gallio ha già avanzato la sua proposta di cessione delle proprie quote in cambio della malga Boscosecco.
Proposta definita devastante dai regolieri roanesi che per contrastarla intraprenderanno, con l'appoggio delle altre Regole, azioni sia sul piano politico che giuridico.
Le malghe, in quanto proprietà collettiva di uso civico, sono patrimonio a disposizione dei Comuni, non patrimonio del Comune. Di fatto la proprietà è privata e spetta ai soli cittadini. La cessione di una malga a fronte di quote della "cattedra" sarebbe come cedere beni privati per acquisire beni pubblici, o più semplicemente come vendere beni di altri per acquistare beni per se stessi.
Gallio
Piano casa
«Stop a nuove
edificazioni»
Gallio e Asiago uniti per tenere a freno nuove edificazioni. Il concetto di sostanziale chiusura a nuove espansioni edilizie è stato espresso a Gallio anche nell'ultimo consiglio comunale con restrizioni al Piano casa.
«Pur condividendo le finalità della legge riteniamo di dover tutelare il nostro patrimonio ambientale contro la speculazione edilizia e la cementificazione selvaggia anche considerando la recente approvazione del Pat -ha affermato il sindaco, Pino Rossi-. La montagna, per colpa di politiche che guardano solo al presente, soffre di processi di limitato sviluppo sociale, economico e produttivo».
Piuttosto la strada da seguire per Gallio è quella già tracciata dal comune di Asiago ovvero riqualificazione urbana bloccando temporaneamente la costruzione di nuovi alloggi, con eccezione per le richieste di prima casa.G.R.
Asiago.
Colonie,
il no è pure
ambientale
Ivano Tolettini
Viabilità insufficiente a sopportare una nuova lottizzazione di iniziativa privata da oltre 100 appartamenti, certo, ma anche «un contesto paesaggistico e ambientale di sicuro pregio che verrebbe a essere compromesso dall'approvazione, e che il conseguente carico urbanistico verrebbe a gravare sulla rete dei servizi (in particolare, quello viabilistico)».
Sono tra i motivi ispiratori della sentenza del Tribunale amministrativo di Venezia (Tar) che ha bocciato il ricorso delle immobiliari IV Novembre di Gianfranco Pavan e Villa Rossi di Roberto Rigoni per dare esecuzione alla variante del piano regolatore generale della giunta Gattolin che, se accolto, avrebbe acceso le ruspe per la lottizzazione Colonie.
Le motivazioni del collegio presieduto da Giuseppe Di Nunzio vanno al di là degli stessi argomenti sostenuti dalla giunta per sbarrare la strada al primo di altri tre piani di lottizzazioni (laghetto Lumera, Golf ed Ebene) che avrebbero un formidabile impatto sul territorio asiaghese, già segnato dalla politica espansiva.
Si comprende perché la battaglia legale, non ancora conclusa, è durissima, proprio perché gli interessi in ballo sono ingenti, valutati in decine di milioni di euro.
È stata una scelta coraggiosa, dunque, quella della squadra guidata dal sindaco Andrea Gios e dal vice Roberto Rigoni Stern, approvata del resto dalla volontà popolare che in primavera ha rinnovato la fiducia alla maggioranza uscente.
Per dire dell'asprezza dello scontro, dopo che il Consiglio di Stato - al quale probabilmente ricorreranno le controparti con l'avv. Bruno Barel - aveva rigettato il ricorso del Comune, tracciando però la strada per il successivo ricorso al Tar che si è concretizzato con il suo accoglimento, erano partite le diffide al Comune per deliberare sulla lottizzazione.
Sottointendendo forti richieste danni per la giunta nel caso avesse perseguito la strada di non inserire la lottizzazione Colonie nel Pat.
Le perizia dell'ing. Bartoletti di Genova ha introdotto quell'elemento tecnico, così come richiesto dal Consiglio di Stato, per motivare il deficit viario dell'area in cui avrebbe insistito la lottizzazione.
Non solo, i giudici hanno osservato che «il potere del Consiglio comunale in sede di approvazione non può certamente ridursi a una mera presa d'atto a carattere, per così dire, notarile, delle pregresse determinazioni della giunta in sede di adozione».
Inoltre, il Consiglio comunale dispone del potere discrezionale di apprezzamento dei contenuti del Piano urbanistico attuativo (Pua) «che non può ridursi a valutazioni di conformità (o meno) del medesimo piano urbanistico attuativo allo strumento urbanistico vigente», ma ha un'autorità politica di intervento «in ordine all'opportunità (o meno) di dare il via libera a nuove edificazioni, specialmente quando ricorrano situazioni che sconsigliano di intensificare l'edificazione, come accade precipuamente nel caso di specie».
Ecco che rispunta il contesto ambientale di pregio da preservare che, in caso contrario, sarebbe compromesso dall'approvazione del piano di iniziativa privata di tirare su condomini.
In buona sostanza, le strade d'accesso all'area per la ridotta larghezza non sono idonee a sopportare il traffico futuro e il Consiglio comunale ha un potere discrezionale che ha esercitato in materia urbanistica a fini ambientali. Adesso la maggioranza ha le carte in regola per votare in consiglio il Piano di assetto territoriale (Pat).
Asiago
Aeroporto: Cciaa e Provincia ripianano i debiti
Gerardo Rigoni
È quasi fatta per l'aeroporto di Asiago. Dopo che una diatriba tra gli attuali soci è andata avanti da prima dell'estate, con la Provincia e la Camera di Commercio di Vicenza da una parte e i Comuni di Asiago, Roana e Gallio dall'altra, pare che l'autunno abbia portato a più miti consigli e che non si parli più di chiusura dell'aerostazione altopianese.
L'atto da contendere che ha tenuto sulle spine amministratori locali e appassionati del volo per quasi sei mesi è il pesante fardello di debiti che accompagna da tempo la società di gestione dell'aeroporto. Oltre 1,5 milioni di euro accumulati dalle precedenti consigli di amministrazione che il sindaco di Asiago Andrea Gios non manca di sottolineare furono tutti di nomina politica da parte della Provincia e della Camera di Commercio; tanto più giusto quindi, è il ragionamento del primo cittadino asiaghese, che i due enti provinciali facciano fronte alla loro parte del debito prima di un eventuale uscita della società che per la Provincia si traduce in oltre 300 mila euro. Provincia e Camera di Commercio invece caldeggiavano per una messa in liquidazione della società di gestione per poi eventualmente ripartire ex novo, scelta però che avrebbe comportato la revoca della concessione ENAC con tutte le conseguenze che questo avrebbe comportato sul futuro dell'aerostazione nato negli anni '60 su una intuizione dell'allora sindaco Nereo Stella tuttora titolare "honoris causa" di una quota dell'aeroporto. Negli ultimi giorni amministratori comunali e componenti del nuovo cda aeroportuale si sono incontrati con funzionari provinciali per cercare una soluzione all'impasse. Pare che sia Provincia sia Camera di Commercio siano disposti a ripianare la loro parte del debito permettendo così al cda di riprendere progetti di rilancio che comprendono il completamento della palazzina aeroportuale e la realizzazione del centro federale volo a vela. Rimarrebbero soci solo i tre Comuni che però potrebbero, con i conti risanati, cercare sinergie sia con privati sia con altri soggetti pubblici, in primis la Provincia di Trento.
Rimane solamente da risolvere le ultime questioni come l'inspiegabile comparsa di ulteriori 85 mila euro di debiti, riconducibili tra l'altro ad anni precedenti, sul bilancio 2009, approvato col voto contrario della Provincia che vuole vederci chiaro.
Arriva la neve
40 centimetri su
Verena e Lisser
Gerardo Rigoni
Con oltre 40 cm di neve caduta in quota nei giorni scorsi l'Altopiano saluta l'inizio della stagione invernale.
Probabile anche l'apertura anticipata di alcuni impianti di risalita e centri fondo se la neve dovesse continuare a cadere seguita da un calo delle temperatura da far consolidare il terreno così come il manto nevoso.
Le stazioni dell'Arpav segnalano 41 cm di neve fresca ai 1428 metri del Monte Lisser di Enego e 43 ai Larici a quota 1605 che si aggiungono ai già presenti 30 centimetri caduti nei giorni precedenti.
Analoghe condizioni sono annunciate a cima Verena e nei centro fondo Campomulo e Campolongo. E nei prossimi giorni sono previsti ulteriori precipitazioni nevose oltre gli 800 metri e con lo zero termico in abbassamento di quota. Condizione necessario perché i centri fondo almeno possano pensare di preparare le piste per la felicità degli appassionati degli sci stretti.
Un inverno che si preannuncia quindi similare a quello precedente con neve precoce, i centri abitati si erano ritrovati l'anno scorso con circa 20 cm di neve al 22 novembre, e precipitazioni frequenti. Il manto nevoso alla stazione meteomont gestito dal Corpo Forestale era arrivato a superare i 12 metri e le ultime sciate sono state possibili il ponte del 1 maggio.
Tutti operatori turistici quindi con il naso all'insù e qualche cero alla Madonna della Neve perché se la stagione invernale dovesse ricalcare quello precedente l'indotto turistico otterrebbe quella boccata d'ossigeno tanto sollecitata.
Zone a tutela
speciale.
Trovate 23
oasi naturali
Gerardo Rigoni
Ventitré aree di tutela speciale sull'Altopiano dei Sette Comuni, anzi solamente sulla zona nord dell'Altopiano. È quanto i biologi, botanici e esperti forestali hanno individuato nello stilare il piano di gestione delle Zone a Protezione Speciale previste dalla Comunità europea. Ventitré zone in un area di poco più di 170 km quadrati che fa dell'Altopiano uno delle zone europee a più alta densità di biodiversità.
«Il piano di gestione delle aree ZPS è previsto dalla normativa europea Natura 2000 che istituisce le oasi di biodiversità convogliando in un'unica azione le disposizioni già previste dalle direttive del '79 "Uccelli" e del '92 "Habitat" che avevano costituito i siti di importanza comunitario e zone di protezione speciale (zps) - spiegano Lucio Spagnolo e Giampaolo Carboniero, rispettivamente vicepresidente e assessore della Comunità Montana - il piano di gestione porta il concetto di zone di tutela un passo oltre, esso non solo individua le ragioni perché una zona sia considerata ZPS ma impone che si individuano anche i rischi, reali e potenziali, alla zona e prevedere anche i modi di prevenire questi rischi. Ma si deve interpretarlo come una serie di paletti e di divieti, anzi costituisce veramente un'opportunità per il territorio e per gli abitanti».
Quindi nel 2007 le zone ZPS sono state cartografate e successivamente nel 2008 sono partiti i sopralluoghi da parte degli esperti dello Studio Verde di Forlì, lo studio che si è aggiudicato l'appalto della Comunità Montana, sui luoghi indicati. Studi cofinanziati dalla Regione e dalla fondazione Cariverona. Ed è in questo momento che sono stati trovate altre 7 zone che corrispondevano alle caratteristiche previste dalle normative europee portando gli habitat da proteggere da 17 ipotizzati ai 23 attuali.
Caratteristiche che vanno da habitat pregiati come le torbiere di Marcesina, uniche nel suo genere, o per la presenza di specie rare o uniche come la Salamandra atra aurorae.
Tra le problematiche che la Comunità Montana sta affrontando nello stilare il piano spicca la questione del pino mugo considerato specie protetto dalla Comunità Europea mentre sull'Altopiano è diventato specie infestante danneggiando boschi di larice e letteralmente divorando centinaia di metri quadrati di pascoli ogni anno.
«Per ora dallo studio emerge che abbiamo un territorio tutto sommato sano ma il suo equilibrio è precario minacciato da più parti, dal cambiamento climatico all'inquinamento atmosferico - dice Carboniero - ma le minacce immediate arrivano dall'uomo che calpesta, disturba e sottrae piante e animali dal loro ambiente naturale. Infatti tra i progetti più importanti inseriti nel piano di gestione delle ZPS c'è l'informazione pubblica, solo informando possiamo sperare che la gente ritorni a rispettare l'ambiente e capire l'importanza anche delle cose che paiono insignificanti».
Asiago. La mafia vista da Pietro Grasso
Il capoluogo altopianese ospiterà sabato prossimo il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che nella mattinata incontrerà i ragazzi delle superiori mentre dalle 15 alle 16.30 incontrerà la cittadinanza nella sala Grillo Parlante. Il tema dell'incontro sarà "Per non morire di mafia" e di mafia si parlerà nelle diverse sfaccettature, visto che è un problema di tutti. L'incontro, condotto dal coordinatore di Libero Veneto don Luigi Tellatin, è inserito nel progetto "Tattoo, giovani che educano la comunità", realizzato dall'associazione "Occhi Aperti", in collaborazione con il Servizio tossicodipendenze, le Unità operative disabilità ed età evolutiva, la Pro Loco e i gruppi di volontariato.G.R.
Roana. Val Magnaboschi minacciata
da cantieri
Gerardo Rigoni
Salviamo la Val Magnaboschi di Cesuna. È l'obiettivo di un gruppo di persone che si oppone all'espansione urbanistica, innalzato ad icona della loro battaglia la pozza d'alpeggio dei Magnaboschi.
«Come gran parte delle pozze di Cesuna, anche questa sarà sacrificata per usi più moderni, mentre quelle sullo Zovetto giacciono tristemente vuote, private delle loro indispensabili frequentatrici, le mucche, che, calpestando il fondo d'argilla e foglie, contribuivano a preservarne l'impermeabilizzazione - spiega Giorgio Spiller portavoce del gruppo -. L'eliminazione delle poche pozze sopravvissute non è più giustificabile e risulterebbe uno scempio immotivato, in un ambiente carsico dove l'acqua è un bene prezioso. Le pozze rimaste meriterebbero un progetto di recupero e risanamento ambientale, per il piacere estetico e la conservazione florofaunistica, come i molti sentieri che giacciono abbandonati e che potrebbero diventare percorsi naturalistici. «L'intervento di salvaguardia si prospetta più urgente per la pozza dei Magnaboschi - continua Spiller - che verrà presto affiancata da costruzioni che altereranno le caratteristiche storico ambientali del luogo. Un ripristino del bacino acqueo farebbe una bella figura in prossimità della storica cappella di S. Antonio, della zona sacra ai Fanti d'Italia, ma soprattutto per rispetto della memoria della gente di Cesuna, che in quel luogo transitava giornalmente per condurre al pascolo le mucche e per trarre la legna». La valle dei Magnaboschi è un importante luogo della memoria, ma anche una zona interessata dallo sviluppo edilizio turistico che il gruppo, a cui si sono unite anche alcune associazioni d'arma, denuncia come «scandaloso» perché danneggia la «memoria paesaggistica della zona sacra».
«In Altopiano sta dilagando la cattiva abitudine di innalzare qualcosa alla memoria di qualcuno - conclude Spiller - Perché invece non si inizia a dedicare a qualcuno il ripristino di un sentiero, di una casara o, perché no, di una pozza alpestre?». La Val Magnaboschi, con i due monti Zovetto e Lemerle, furono aspramente contesi durante la Strafexpedition del 1916 quando i reparti italiani, in particolare le Brigate Forlì e Liguria, riuscirono a fermare l'avanzata austroungarica. Testimonianza della disperata resistenza italiana sono i numerosi cippi presenti nella zona, tra cui la colonna eretta nel punto di maggiore penetrazione nemica e che domina il cimitero italiano ristrutturato dall'associazione nazionale Fanti d'Italia. La Val Magnaboschi costituisce per la fanteria italiana quello che l'Ortigara rappresenta per le truppe alpine. Per questi motivi nella zona si sta realizzando, all'interno del progetto Ecomuseo della Grande Guerra, un percorso didattico espressamente pensato e rivolto alle scolaresche. G.R.
Enego Proseguono le adesioni a difesa di Marcesina
Proseguono le adesioni al Comitato "Enego e la sua Marcesina", comitato sorto in seguito alla presentazione dell'attuale amministrazione eneghese del progetto di riqualificazione ambientale, storico e turistico della Piana di Marcesina per contrastare un progetto ritenuto dal Comitato «impattante e dannoso».
«Il nostro comitato è stato costituito con tutti i crismi dell'ufficialità, dispone di statuto ed atto costitutivo regolarmente registrati negli uffici dello Stato - spiega Enos Bussolaro, uno dei suoi promotori - Comitato sorto proprio per salvaguardare Marcesina e per cercare di dare un input positivo allo sviluppo di Enego. Il progetto dell'amministrazione ha poco di tutela; prevede 1.040 posti a pagamento per auto e camper e servizi igienici sempre a pagamento. Due opere che riteniamo, a dispetto di quanto sostenuto dai tecnici dello ZPS della Comunità Montana, impattante sull'ecosistema». G.R.
Asiago. Una "Casa del Sole" dove c'era
l'ex ospedale
Gerardo Rigoni
È arrivata seconda la proposta altopianese "Casa del Sole Mittelwald" sulle otto proposte che hanno partecipato al concorso di idee per il riutilizzo dell'ex ospedale di Mezzaselva. Il concorso, fatto dall'azienda ospedaliera Ulss 3 in collaborazione con la Regione Veneto, ha visto primeggiare il progetto dello studio bassanese Bertacco e Xausa srl incalzato dal progetto altopianese di Roberto Rigoni dello studio associato Cocco, Rodeghiero, Paganin e Rigoni.
Ora tutti i progetti saranno valutati dalla Regione e dall'Ulss 3 e, a secondo delle disponibilità economiche regionali, il progetto ritenuto più fattibile sarà portato avanti per dare nuova vita alla struttura sanitaria dimessa nel giugno 2003. Nell'aprile scorso la Giunta Regionale, su proposta dell'assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha destinato un finanziamento di 500 mila euro per l'Azienda Sanitaria di Bassano del Grappa che ha bandito e pubblicato un concorso di idee finalizzato a raccogliere le migliori idee per il rilancio con finalità sociale nel complesso dell'ex Istituto Elioterapico di Mezzaselva.
Il progetto altopianese, ideato da un gruppo di volontari spinti dalla convinzione che la struttura non deve essere abbandonato ma piuttosto recuperato in chiave sociale, ha coinvolto decine di associazioni di malati, numerosi enti tra cui l'associazioni artigiani e molti semplici cittadini del territorio che hanno messo a disposizione dell'eventuale struttura le loro competenze.
Nasce così il progetto "La casa del sole Mittelwald", un progetto definito innovativo dalla stessa commissione esaminatrice. Il progetto prevede l'uso della struttura verso tre finalità: il primo piano sarebbe indirizzato alle persone affette da autismo, in particolare nella forma meno grave, dove si cercherà di stimolarli attraverso nuove esperienze tra cui pet therapy, fattorie didattiche, giardinaggio, stimolazione olfattiva, visiva e acustica applicando le nuove metodologie recentemente sviluppate. Il secondo piano sarebbe dedicato alle malattie alimentari come anoressia e bulimia. Al terzo ed ultimo piano invece sarebbe creato un "centro preventivo qualità della vita", una sorta di beauty farm della mente dove chi si trovava in difficoltà psichica, dopo le cure mediche, potrà rivolgersi per completare il totale recupero.
Roana. Il Tar ha deciso. Caso elezioni: si va
fino in fondo
Gerardo Rigoni
Tutto rinviato a febbraio. I cittadini di Roana dovranno attendere ancora per conoscere l'esito del ricorso al TAR da parte della lista "Insieme" sul risultato delle elezioni amministrative del giugno scorso. Giovedì il tribunale amministrativo ha messo in discussione il ricorso ritenuto "ammesso per la fondatezza degli atti",
Il tribunale ha poi emesso una sentenza interlocutoria con la quale ha disposto l'integrazione del contraddittorio a tutto il consiglio comunale e ha disposto degli adempimenti istruttori con l'eventuale acquisizione di nuovi atti. In poche parole, se la Corte riterrà gli addebiti del ricorso fondate questo potrebbe essere motivo valido per l'annullamento degli esiti elettorali, fatto che riguarda tutti i consiglieri comunali, e quindi la Corte dà a questi la possibilità di costituirsi in giudizio.
Nel dibattimento, durato circa un ora, oltre alle ragioni del ricorso stesso la parte ricorrente ha posto particolare enfasi sul fatto che dei dipendenti pubblici, per difendere le proprie posizioni, hanno prodotto documentazione fasulla utilizzando tra l'altro la struttura municipale con i suoi dipendenti. Nello specifico i ricorrenti sostengono che il dipendente comunale Silvano Panozzo ha fatto parte dell'Ufficio Elettorale Comunale, come risulterebbe dagli stessi cartellini di timbratura, fatto che lo rendeva non idoneo a svolgere il ruolo di segretario di seggio come invece avvenne. Dopo il ricorso al TAR, sempre secondo il ricorso, il responsabile dell'Ufficio Elettorale Comunale ed il Segretario Comunale hanno attestato in difformità dal vero che il Panozzo non ha mai fatto parte dell'Ufficio elettorale.
Gerardo Rigoni
Enego.
Su Marcesina
è guerra
tra i comitati
Gerardo Rigoni
Progetto per la riqualificazione ambientale e turistica della Piana di Marcesina, scempio o valorizzazione? Il progetto è stato oggetto di discussione anche in Comunità Montana all'interno dell'incontro avuto tra gli enti locali e la commissione tecnica che sta portando avanti l'iter legislativo per le zone dichiarate ZPS, ovvero zone a protezione speciale, direttiva comunitario sotto il quale cade anche una parte consistente della Piana di Marcesina.
«C'è stato un confronto sereno e costruttivo tra gli amministratori eneghesi e i tecnici che stanno redigendo il piano ZPS - spiega l'assessore al Patrimonio della Comunità Montana, Giampaolo Carboniero - I tecnici, esperti forestali, geologi, botanici e biologi, hanno molto apprezzato il progetto dichiarando che non è per nulla in contrasto con quanto prevede la normativa comunitaria». Intanto però i due comitati proseguono la loro "campagna abbonamenti".
Il primo, "Enego e la sua Marcesina", costituito da eneghesi, in particolare da quelli trasmigrati in pianura, e da turisti frequentatori della piana ha già raccolto oltre un centinaio di adesioni. Il loro pensiero è soprattutto conservatore, sottolineando la fondamentale importanza del coinvolgimento dei fruitori della piana nelle decisioni che potrebbero modificarne le caratteristiche.
Intanto il comitato "Per la tutela ambientale e lo sviluppo di Enego" replicano: «Una modesta parte dei fondi sono destinati a parcheggi, il resto verrà speso per la sistemazione del Forte Lisser, per la messa in sicurezza della rete stradale e per strutture di servizio».
Asiago. Roulette
e poker in Altopiano
«Sì al Casinò»
Gerardo Rigoni
Per rilanciare il turismo e rendere più competitiva l'Italia nel mercato turistico il Ministro del Turismo, Michela Brambilla, ha proposto l'apertura di case da gioco negli alberghi di lusso. In anticipo sul Ministro il senatore Paolo Franco in aprile ha presentato una proposta di legge per l'istituzione di un casinò ad Asiago. Una proposta, attualmente all'esame delle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Finanze, fatta proprio per rilanciare il capoluogo altopianese sotto il profilo del richiamo turistico e per favorire una riqualificazione alberghiera verso un livello qualitativo superiore.
«Nonostante l'argomento di aumentare i casinò in Italia non ha mai trovato molti proseliti in Parlamento io credo che questa proposta sia molto valida come incentivo alla riqualificazione turistica e a supporto dell'economia turistica altopianese - illustra il senatore Franco - Oggigiorno molti italiani si recano appena oltre confine per frequentare le case di gioco estere. Se si realizzassero uno o due casinò per Regione, strutture poste sotto stretto controllo, si eviterebbe questo "emigrazione" e si potrebbe aiutare l'economia turistica».
Una proposta che trova i favori del primo cittadino asiaghese, Andrea Gios, che commenta: «La proposta ci ha trovati subito favorevoli e la stiamo caldeggiando fin da aprile. Un casinò, che oggigiorno è simbolo di completezza e di prosperità per una località, darebbe grande rilievo al nostro territorio anche perché si prospetterebbe la sua realizzazione in una struttura di lusso. E' un treno che non possiamo perdere anche perché se non lo realizziamo noi lo farà qualche altra località nostra concorrente».
Una struttura da realizzare in collaborazione, vista la vicinanza, con il Casinò di Venezia e che, secondo Gios, non sarebbe in contrapposizione con il già esistente gaming hall di Gallio bensì le due strutture si valorizzerebbero a vicenda. Opinione condivisa dal direttore dell'Hotel Gaarten di Gallio, il quattro stelle che ospita il gaming hall del casinò veneziano. «Non lo vedrei come una concorrenza interna all'Altopiano - dice il direttore Andrea Braga - Strutture qualificanti per un territorio non possono che favorire il territorio stesso e di riflesso dare visibilità a tutte le strutture che lo compongono». Che un casinò possa stimolare la domanda turistica lo smentisce invece la Federazione italiana dei pubblici esercizi che, commentando la proposta del Ministro Brambilla, sostiene che i casinò potrebbero generare al massimo lo 0,5% in più delle presenze all'anno.
Roana.
Elezioni e veleni
Giovedì udienza
davanti al Tar
Roana. Giovedì potrebbe essere una giornata decisiva per l'esito elettorale di Roana. Quel giorno è fissata l'udienza di discussione davanti al Tar Veneto del ricorso elettorale presentato dal candidato sindaco della passata tornata elettorale Davide Bolzon e dalla lista "Insieme". Ed intanto proseguono con grande discrezione le indagini della Procura della Repubblica di Bassano intraprese in seguito alla querela della lista "Insieme" su presunti brogli elettorali avvenuti durante le elezioni amministrative.
Tra i motivi di impugnazione, la lista "Insieme" ha evidenziato la posizione di incompatibilità del dipendente Comunale Silvano Panozzo, che avrebbe svolto sia il ruolo di membro dell'Ufficio elettorale Comunale, sia il ruolo di segretario di seggio a Roana. Un comportamento vietato dal DPR 570/1960 che disciplina la materia elettorale che vieta espressamente che i dipendenti comunali "addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici elettorali comunali" possano rivestire anche la funzione di membri (presidente, segretario o scrutatore) dei seggi elettorali.
Secondo la querela della lista di Bolzon la duplice veste del dipendente comunale sarebbe stato negato dal sindaco eletto che ha poi, sempre secondo la querela, fatto attestare dal segretario comunale e dal responsabile dell'ufficio elettorale che il Panozzo non avrebbe mai prestato attività nell'ufficio elettorale. Sono su queste circostanze che si sta muovendo la Procura che il mese scorso ha acquisito documentazioni ed atti nel Municipio roanese.
Tra questi documenti pare che nella determina che ha costituito l'ufficio elettorale tra il personale comunale indicato fosse anche il Panozzo, funzione evidenziata anche in altri documenti già acquisiti dalla Procura. Inoltre sono state segnalate nella querela anche due anomalie secondo l'attuale opposizione; i presidenti di seggio di Canvoe e di Roana sono stati nominati d'urgenza il 6 giugno, ovvero la mattina delle votazioni, ed entrambi sono o stati candidati o sono famigliari di candidati della lista Iniziativa Civica Roana nele elezioni del 2004.
G.R.
Asiago.
Due serate
sui segreti
delle stelle
Serate all'insegna dell'astronomia, della scoperta scientifica, della storia. Le propone l'osservatorio astrofisico di località Pennar ad Asiago mercoledì 21 e 28 ottobre. Alle 20.30, in entrambe le sere, nella sala multimediale gli astronomi ed i divulgatori scientifici dell'osservatorio faranno ripercorrere ai partecipanti le osservazioni fatte da Galileo quattrocento anni fa. Nell'autunno del 1609 Galileo, rivolgendo il cannocchiale da lui costruito verso il cielo scoprì i monti lunari e i satelliti di Giove. Rivelazione che scardinarono le convinzioni di molti filosofi dell'epoca. La partecipazione alle serate richiede la prenotazione all'ufficio Iat (0424 462221) o all'Ufficio turismo Comune (0424 464081). G.R.
Asiago. Corsa per Monterovere sospesa tra le proteste
Gerardo Rigoni
Proteste di quasi un centinaio di famiglie altopianesi per la sospensione del servizio di autobus che collegava Asiago con Monterovere. Una linea questa, di fondamentale importanza per gli altopianiesi, poiché al paese trentino potevano trovare la coincidenza con la corsa della "Trentino Trasporti", proveniente da Luserna e diretta a Trento, sopperendo così ad una mancanza di collegamento con la città, sede universitaria molto frequentata dagli studenti.
Sospesa perché «non redditizia». È stata questa la motivazione che ha spinto l'Ftv a chiudere quest'estate la linea entrata in funzione ad inizio anno. Era venerdì 16 gennaio, infatti, quando una comitiva prendeva per la prima volta la corriera per il collegamento con la provincia di Trento. Una trentina di altopianesi salivano sull'autobus del Ftv che univa l'Altopiano di Asiago con quello di Folgaria e Lavarone in un servizio sperimentale, pensato soprattutto per dare un'opportunità e un sostegno alle famiglie di studenti che frequentano la sede universitaria.
Il pullman Ftv partiva alle ore 5.20 da Asiago il lunedì mattina, arrivando a Monterovere per la coincidenza delle 6.09 con la corsa della "Trentino Trasporti" proveniente da Luserna e diretta a Trento. Il venerdì pomeriggio era prevista una corsa di rientro con partenza da Lavarone alle 17.54.
Arrivato al termine del periodo di prova la corsa, però, è stata sospesa perché ritenuta poco redditizia. «C'è chi ha sostenuto che la linea veniva utilizzata poco - dichiara Valentina, studentessa al suo primo anno di Economia a Trento - ma non è vero, e chi lo sostiene è in malafede. E poi, siccome è stato attivato a metà anno accademico, molti studenti avevano già preso impegni con altre persone con una sorta di "car pool"; con l'anno nuovo, invece, l'utilizzo sarebbe stato migliore». Dopo la sospensione una settantina di genitori hanno scritto alle Ftv per esprimere il proprio disappunto. «Stiamo cercando di provvedere al ripristino del servizio - assicura il vicesindaco di Asiago e consigliere di amministrazione di Ftv, Roberto Rigoni -. A breve sarà fatta una gara d'appalto, speriamo di riuscire ad andare incontro alle giuste richieste dei nostri giovani».
Asiago. Azienda agricola
in fiamme Ipotesi doppia
Gerardo Rigoni
Proseguono le indagini sul devastante incendio che lunedì notte ha letteralmente mandato in fumo il fieno stoccato per l'inverno nel fienile di proprietà dell'azienda agricola di Giuseppe Guoli ad Asiago.
Mentre l'allevatore 50enne ha iniziato a rimettere in sesto quanto possibile, l'edificio non è stato posto sotto sequestro, i vigili del fuoco ieri hanno compiuto un altro sopralluogo sul posto per cercare di individuare il punto di partenza delle fiamme e così anche definire cosa possa aver causato il rogo.
Se rimane ancora attivo l'ipotesi del dolo, ipotesi alla verifica degli inquirenti, l'altra eventualità tutta da confermare è la combustione spontanea del fieno stesso. Il fieno, spiegano i vigili del fuoco, dopo un periodo in cui viene stoccato va incontro ad una forma di fermentazione, in particolare se non è stato essiccato pienamente.
Ipotesi tanto più vero con le rotoballe che compattano il fieno quasi da creare un ambiente ipo-ossigenato, ambiente perfetto per la fermentazione alcolica che provoca anche dei fumi altamente infiammabili. Solo il calore prodotto dal fieno stesso potrebbe scatenare l'incendio che poi troverebbe terreno fertile proprio con il fieno essiccato.
Intanto i danni pare siano più sostenuti di quanto sembrasse; gli attrezzi agricoli che si trovavano all'interno del fienile risultano danneggiati in modo significativo e solo la perizia dei prossimi giorni di un tecnico potrà dire se sono recuperabili.
Nuovi lotti
per aziende
Al via
bando pubblico
Nuova area produttiva ad Asiago. Il Comune di Asiago ha recentemente indetto un bando pubblico per l'assegnazione di lotti edificabili di tipo artigianale in località Coda, adiacente alla già realizzata zona industriale ai confini con Canove.
Il bando attua la deliberazione del consiglio comunale dell'agosto scorso dove è stato approvato il Piano per gli insediamenti produttivi e vengono messi a disposizione di aziende artigianali locali 4 lotti di complessivi 6 mila metri quadrati. Su ogni lotto possono essere insediate un massimo di 2 unità produttive. È stato il Comune ad acquistare i terreni dai privati il cui costo d'acquisto sarà poi distribuito tra le attività che realizzeranno i capannoni, circa 58 euro al metro quadrato. «In questo modo si è potuto mantenere contenuto il prezzo del terreno che altrimenti avrebbe gravato pesantemente sul bilancio dell'azienda artigianale», ha spiegato il sindaco Andrea Gios.
Possono partecipare al bando di assegnazione ditte artigianali già in attività o di nuovo insediamento e l'assegnazione si baserà su una graduatoria stilata in base a diversi criteri a cui vengono assegnati diversi punteggi. Tra i vari requisiti ci sono il numero di dipendenti, l'età del titolare, aziende che abbiano già fatto richiesta ma senza riscontro di terreni in località Coda. Il termine ultimo di presetnazione della domanda è il 5 novembre. Il bando stabilisce anche i tempi di realizzazione dei fabbricati; il progetto deve essere presentato entro 120 giorni dalla data dell'atto di cessione ed i lavori devono iniziare entro 12 mesi dal rilascio del permesso di costruire.
«Con questo PIP cerchiamo di dare una risposta alle tante aziende che hanno chiesto degli spazi per ampliarsi, quindi è un'azione a sostegno dell'occupazione e che può aiutare le nostre aziende.
G.R.
Roana. Abusi edilizi al cimitero Indagate nove persone
Gerardo Rigoni
Nuova visita della procura della Repubblica di Bassano al Municipio di Roana. Dopo l'inchiesta, peraltro ancora in corso, sull'esito elettorale del giugno scorso, contestato dall'attuale minoranza consigliare, il sostituto procuratore Monica Mazza ha aperto un nuovo fascicolo su un presunto abuso edilizio al cimitero di Roana. È notizia di questi giorni l'acquisizione di atti e di documenti concernente lavori eseguiti al cimitero da parte della polizia giudiziaria. Dopo l'esame della documentazione la procura ha iscritto sul registro degli indagati i nomi di nove persone, tra cui il responsabile dell'ufficio tecnico comunale, l'arch. Marco Farro, balzato agli onori della cronaca per un incendio doloso alla sua automobile avvenuto nel piazzale antistante il Municipio nel novembre 2007, ed il segretario comunale Augusto Paccanaro. Gli altri sette sarebbero i titolari delle tombe di famiglia realizzate di recente.
Il fatto contestato dal magistrato riguarderebbe la costruzione abusiva, nel cimitero di Roana, di due tombe di famiglia, che poi i privati avrebbero cercato di vendere mediante un cartello apposto sul cancello del cimitero, con tanto di numero di telefono cellulare al quale gli interessati potevano rivolgersi. Fatto che sarebbe già di per sè irregolare perché le tombe realizzate in cimiteri comunali normalmente sono dati in concessione d'uso per un periodo più o meno lungo, solitamente per le tombe di famiglia si indica una concessione di 90 anni.
L'ipotesi è che i soggetti indagati abbiano concorso tra loro, e in particolare i due funzionari comunali abbiano compiuto un abuso di potere omettendo di denunciare il reato edilizio che secondo la procura era a loro noto. Sembrerebbe inoltre che ai due funzionari sia contestato l'aver redatto atti falsi a copertura dell'abuso iniziale.
Dopo aver identificato i due dipendenti comunali, nei confronti dei quali sono ipotizzati i reati di abuso di ufficio, l'uso di atti falsi e l'omessa denuncia di reato, la procura nei giorni scorsi ha comunicato agli altri sette soggetti privati l'iscrizione al registro degli indagati per l'abuso edilizio e per falso.
«L'indagine è ancora nella sua fase iniziale - ha commentato il segretario comunale Paccanaro -. Ci sono aspetti che, assieme ai nostri legali, dobbiamo chiarire prima di poter esprimere un giudizio più approfondito. Rimane comunque che secondo noi non c'è alcun abuso edilizio perché sull'opera c'era una denuncia di inizio attività». «Una questione riconducibile a formalismi e forse a qualche errore procedurale piuttosto che ad abusi edilizi. In ogni modo mi sono informato poco sulla questione perché mi pare cosa insignificante e comunque non pertinente alla mia amministrazione». Commenta così il sindaco di Roana Valentino Frigo la notizia dell'indagine della Procura su fatti comunque riguardanti l'amministrazione precedente. Poi, nel confermare l'iscrizione sul registro degli indagati dei due funzionari, il sindaco esprime anche una certa perplessità sull'indagine in corso. «E' ridicolo definire abuso edilizio la realizzazione di due tombe in più in un camposanto comunale, di tombe che rimangono di proprietà comunale e realizzate su nostre indicazione. Perdere tempo su quesiti come questi quando ci sono questioni ben più importanti da affrontare nel Comune mi pare assurdo». G.R.
Enego. Guerra
tra due comitati
alla piana
di Marcesina
Gerardo Rigoni
Battaglia di comitati attorno al progetto di riqualificazione della Piana di Marcesina. Domenica mattina nel palazzo turistico di Enego l'amministrazione comunale ha illustrato alla popolazione, con il supporto di una presentazione preparata dal progettista architetto Enrico Vescovi, il progetto preliminare per la valorizzazione turistica, ambientale e naturalistica della Piana di Marcesina.
Un incontro dove sono stati ribaditi dei concetti più volte affermati; che il progetto si realizza in buona parte su strutture già esistenti, che l'asfaltatura prevista concerne solamente 2,5 km di strada già asfaltata ma in condizioni pessime, che i parcheggi sono dislocati in ben 9 ambiti e degli 840 previsti 200 sono già in essere essendo quelli del centro fondo. In pratica il progetto vuole razionalizzare e regolamentare la fruizione della piana «autentico gioiello naturalistico» ponendo le basi per una tutela e salvaguardia di tutta la zona ben oltre i confini di tutela previsti dall'area SIC e ZPS.
Così almeno ha riaffermato con decisione il sindaco, Igor Rodeghiero, dal palco dell'ex cinema Vittoria davanti ad un pubblico attento.
Un progetto calato dall'alto senza nessun coinvolgimento della popolazione è invece l'opinione del comitato "Enego e la sua Marcesina" sorto in seguito all'annuncio pubblico del progetto e che ha indicato tra i suoi fini «la salvaguardia, difesa e tutela del patrimonio naturalistico, storico e culturale dell'intero territorio del Comune di Enego».
«La finalità degli accordi regionali tra Veneto e Trentino è quella di dare agli abitanti dei comuni transfrontalieri dei benefici in modo da avvicinarne il tenore di vita a quello dei cugini trentini - dice Enos Bussolaro del comitato - il progetto comunale per Marcesina, oltre a realizzare parcheggi, non va a beneficio di alcuno. La maggioranza comunale non ha ritenuto utile svolgere un'indagine tra i propri cittadini sull'argomento ma piuttosto è andata avanti a colpi di delibera di Giunta».
A contrastare il comitato "Enego e la sua Marcesina" è sorto il comitato "Per la tutela ambientale e lo sviluppo di Enego" che imputa ai suoi antagonisti motivi di rancore e invidia piuttosto che un vero interesse per Enego e la tutela di Marcesina.
Insomma il progetto è ancora nella sua fase preliminare dove, come ha sottolineato il sindaco, «ora si può recepire tutti i suggerimenti perché questo progetto diventi di tutti», ma la battaglia tra fazioni è già in fase avanzata e si preannunciano nuovi sviluppi.
Enego. «Difendere Marcesina»
Gerardo Rigoni
Continua la discussione attorno alla piana di Marcesina, ovvero del progetto per la sua valorizzazione turistica, ambientale e naturalistica promosso dall'attuale amministrazione. Proprio domenica alle 10 nella palazzina turistica di Enego l'amministrazione illustrerà il progetto preliminare di riqualificazione, alla popolazione e a numerose associazioni.
A fronte di una maggioranza che pare determinata a portare avanti il progetto finanziato con fondi destinati ai paesi confinari con il Trentino è sorto un comitato "Enego e la sua Marcesina". Il comitato, costituitosi ufficialmente il 25 settembre e che conta già un centinaio di sottoscrittori, ha tra i suoi fini proprio «la salvaguardia, difesa e tutela del patrimonio naturalistico, storico e culturale dell'intero territorio del Comune di Enego». Chiaramente il primo obiettivo del comitato, che già preannuncia battaglia è quello di far fare retromarcia al Comune sul progetto di Marcesina ritenuta «troppa invasiva e che ne pregiudicherà l'integrità e inquinerà l'ambiente recando danni irreparabili».
«È chiaro che ci saremo proprio nella speranza di avere quelle risposte che finora l'amministrazione ha sempre omesso di dare alla popolazione e alla minoranza consigliare - spiega Enos Bussolaro, uno dei fondatori del Comitato - Il coinvolgimento della popolazione è un atto dovuto perché Marcesina non è di proprietà comunale ma è una proprietà collettiva che il Comune deve solo amministrare preservandola e non farne quello che vuole». Secondo il Comitato il progetto farà di Marcesina una sorta di Gardaland «con 840 posti auto, 50 posti camper, zone picnic senza nessuna tutela alle sue peculiarità ambientali nonostante la sua classificazione di zona SIC e ZPS».
Critiche che il sindaco Igor Rodeghiero respinge. «Il progetto è solo nella fase preliminare. Con l'incontro di domenica si inizia la fase della concertazione dove recepiamo i suggerimenti di chiunque voglia partecipare ad un progetto che ha il solo scopo di tutelare naturalisticamente Marcesina e nello stesso tempo rendere la piana usufruibile turisticamente in modo eco compatibile». «In ogni modo - conclude Rodeghiero - Non possono sostenere che abbiamo fatto le cose senza informare; c'è stato un invito pubblico all'annuncio del progetto, sul bollettino comunale c'è una pagina dedicata e nell'ultimo consiglio comunale è stato formato una commissione consigliare apposita per seguirne l'iter».
Asiago. Aeroporto, bilancio ko e la Provincia si sfila
Ennesima fumata nera per l'aeroporto di Asiago.
Dall'assemblea tenutasi ad Asiago lunedì mattina non sono emerse grosse novità per il futuro dell'aerostazione altopianese. Anzi a quanto pare le due "fazioni" della società, Provincia e Camera di Commercio da una parte e gli enti locali dall'altra, sono rimasti sulle loro posizioni senza una convergenza sugli intenti, se non qualche minima apertura da parte della Camera di Commercio.
In pratica la Provincia vuole uscire dalla società Aeroporto di Asiago SpA di cui è titolare di un 33% circa di quote e sembra senza voler appianare i debiti che ammontano a circa 200 mila euro per la sua quota.
Un fatto che decreterebbe la morte istantanea della società aeroportuale mandando all'aria investimenti già avviati e progetti concretizzati, vedi il Centro federale di Volo a Vela.La Camera di Commercio invece pare disposta a saldare la sua parte del debito ma chiede poi che in seguito la società venga messa in liquidazione. In questo caso, come sottolineato anche dall'Enac, la concessione aeroportuale verrebbe immediatamente stralciata e costringerebbe l'eventuale nuova società di avviare ex novo tutte le procedure per una nuova concessione ritardando l'avvio di un piano strategico di sviluppo. Due posizioni che cozzano con la posizione dei Comuni di Asiago, Gallio e Roana che invece ritengono che l'aeroporto di Asiago sia strategico per il rilancio turistico dell'Altopiano e che rappresenta una risorsa per l'economia di Asiago, dell'Altopiano e dello stesso vicentino.
I Comuni chiedono che i due enti, se vorranno uscire dalla società, che lo facciano ma solo dopo aver saldato la propria quota di debito. Gli enti altopianesi sono fermamente convinti che la nomina di un consiglio di amministrazione finalmente tecnica e non più "politica" ha tutte le carte in regola per garantire un futuro roseo all'aeroporto. Ma prima bisogna sgravare la società dalla zavorra del debito accumulato.
Nell'incontro di lunedì inoltre è stato approvato nuovamente il bilancio 2008, con il solo voto contrario della Provincia, dove altri 80 mila euro si sono aggiunti al già voluminoso debito. Costi relativi agli anni 2005 fino al 2008 e non contabilizzati fino a lunedì.
«Ho chiesto una verifica completa dei bilanci al collegio sindacale sui costi sostenuti in questi anni, su quali spese e fatturazioni sono andati ad aumentare il debito e sulla gestione delle entrate - ha detto Andra Gios, sindaco di Asiago - Voglio capire cosa è successo e se ci sono delle responsabilità nelle gestioni passate». G.R.
Asiago. Sul mistero dei cimbri gli studi dell'università
Gerardo Rigoni
L'origine dei cimbri altopianesi rimane un mistero. Da molti anni si discute l'origine degli altopianesi e di quel idioma germanico e numerosi sono stati gli studi antropologici e linguistici per cercare di individuare la provenienza. Ora anche la genetica si è messa a cercare una risposta con uno studio condotto dalle Università italiane di Trento e Ferrara assieme a tre Università danesi.
Lo studio, pubblicato sul American Journal of Physical Antropology, conclude che non ci sono collegamenti tra i cimbri danesi e quelle popolazioni germaniche abitanti gli Altipiani di Asiago, Luserna ed i tredici Comuni veronesi. Ma ha anche indicato una differenza tra gli altopianesi e gli italiani.
Lo studio parte per cercare somiglianze genetiche tra i cimbri italiani e quelli danesi. Fin dai primi ipotesi di studi linguistici compiuti sugli origini dei cimbri altopianesi si è pensato che questi avessero origini danesi. I cimbri era una popolazione arrivata dal profondo nord danese chiamato himmerland. Sono entrati in Italia da nordest scontrandosi ripetutamente con i Romani venendo sconfitti a Vercelli nel 101 a.c. da Gaio Mario.
Il ragionamento dei ricercatori è stato, se i cimbri altopianesi sono discendenti dei cimbri che si scontravano con i romani, quelli che ipoteticamente si sono riparati nelle montagne venete sarebbero stati quasi certamente maschi, guerrieri fuggiti dal campo di battaglia. Quindi i ricercatori hanno tentato di individuare similitudini tra i cromosomi Y dei maschi residenti a Roana, Giazzo e Luserna e i cromosomi Y di maschi originari dello himmerland danese, ovvero dove sono partiti i cimbri nel secondo secolo avanti Cristo. I risultati hanno dimostrato che i cromosomi Y dei "cimbri" altopianesi sono significativamente diversi sia dai maschi dello himmerland sia da altri maschi danesi.
«Risultati che confermano quelli di uno studio di qualche anno fa sul dna mitocondriale, quindi di origine femminile, ma che non aveva dato conclusioni definitive perché il dna mitocondriale varia pochissimo nelle popolazioni europee», spiegano nelle loro conclusioni Cristiano Vernesi del Centro di Ecologia Alpina di Trento e Guido Barbujani della facoltà di Biologia dell'Università di Ferrara.
«Sapevamo che non c'erano legami tra noi e i cimbri che invasero l'Italia nel primo secolo avanti Cristo - commenta Sergio Bonato presidente dell'Istituto Cimbro - e l'appellativo cimbro ci è rimasto addosso dai primi studi del '800 che ci avevano attribuito erroneamente quella provenienza».
Rimane quindi il mistero; gli altopianesi, e i loro cugini veronesi e trentini, da dove sono arrivati?
Al via la maxi bonifica nei boschi danneggiati
Gerardo Rigoni
Migliaia di metri cubi di legname. Ettari di bosco danneggiati ancora da quantificare. Solo nei boschi di Marcesina sono decine e decine i lotti di legname messi all'asta dopo che ditte specializzate hanno cercato di recuperare il recuperabile.
Tutti questi danni non sono da imputare a qualche malattia del bosco, ma alle abbondanti nevicate dell'inverno scorso. Nevicate che hanno provocato il cedimento, o addirittura la rottura del tronco, di migliaia di alberi, in particolare abeti e larici, nei boschi altopianesi.
«La zona più interessata è la fascia altimetrica tra i 1300 e i 1500 metri, in particolare, nei boschi dei Comuni di Roana, Foza, Gallio e Enego - illustra Isidoro Furlan, comandante del Comando distrettuale del Corpo forestale dello Stato con sede ad Asiago - l'inverno scorso è stato caratterizzato da abbondanti nevicate seguite frequentemente da piogge che hanno appesantito la neve causando la rottura dei rami, spezzando fusti o facendo cedere alberi giovani che non riuscivano a reggere il peso. In più le nevicate precoci, cadute prima che il terreno fosse ghiacciato e consolidato, hanno provocato sradicamenti perché le basi degli alberi non erano del tutto fissate a terra».
La diagnosi degli esperti forestali lascia poco spazio alle speranze. Molti alberi dovranno essere abbattuti, salvo qualche esemplare giovane, e gli alberi caduti dovranno essere recuperati in un'operazione di pulizia forestale di proporzioni tali che da anni non si vedevano sull'Altopiano.
Le zone colpite dai danneggiamenti sono state suddivise in lotti e messe all'asta per la loro coltivazione da parte di ditte private che operano nel commercio del legname. Buona parte di Marcesina è stata "bonificata", ma rimangono ancora centinaia di altri lotti sparsi sull'Altopiano da essere sistemati, catalogati e messi all'asta. E i prezzi bassi del legname certo non aiutano a far smaltire questa abbondanza di materia prima. Il legno dovrà essere recuperato in tempi brevi per evitare gli attacchi del bostrico, insetto che aggredisce le piante ammalate o morte di abete rosso e che è infestante anche per quelle sane rendendone il legno privo di ogni valore e inutilizzabile.
«Per evitare l'infezione da bostrico si deve ridurre il materiale vulnerabile presente nei boschi - conclude Furlan - I danni dei boschi altopianesi dell'inverno scorso sono un evento eccezionale. I piani di coltivazione forestale prevedono piani di taglio a cicli lunghi, anche di lustri. Poi talvolta la natura agisce per conto proprio come in questo caso, quando ha fatto in poche settimane quello che l'uomo avrebbe fatto in anni».
Altopiano. Escursionisti spaventati dai cacciatori
Alessandra DallIgna
Tempi duri per chi vuol passeggiare lungo i sentieri dei Cai, in montagna. Con l'apertura della caccia è infatti possibile fare incontri ravvicinati con chi le escursioni le fa con la doppietta. Il rischio a volte è elevato in quanto non ci sono garanzie che sui percorsi tracciati dal Club alpino si possa stare al riparo dall'impallinatura. In pratica, si passeggia a proprio rischio e pericolo. Meglio prestare molta attenzione se si vuol evitare quello che è accaduto domenica ad una famigliola vicentina che risiede a Firenze e ha una casa a Treschè Conca.
«Mia moglie ed io stavamo percorrendo il sentiero Cai 804 assieme alle nostre figlie, di 6 e 3 anni e ad altri escursionisti - spiega Angelo Fabris -. All'improvviso il rumore degli spari si è fatto più forte e vicino, finchè un gruppo di cacciatori, assieme ai loro cani, ha invaso la stradina. Ci hanno da subito attaccato chiedendoci che cosa facessimo lì, se non sapevamo che oggi (cioè domenica per chi legge) si apriva la caccia e che stavamo rischiando grosso. Al nostro ribattere che ci trovavamo comunque in un sentiero segnalato dal Cai e non in mezzo al bosco, ci hanno risposto che a loro non interessava e che avevano tutto il diritto di sparare in quella zona.»
Secondo il Cai, quando ci si trova in un sentiero segnalato sono gli escursionisti ad avere dei diritti e non i cacciatori. «Al limite si potrebbe metterne in evidenza la pericolosità - spiega Diego Stella, presidente della sezione thienese del Cai - Tuttavia l'obbligo di segnalare l'esistenza di un pericolo, ad esempio una possibile frana o la presenza di cacciatori, non è del Cai ma del Comune che dovrebbe emettere un'opportuna ordinanza a tutela dei cittadini e dei turisti».
Un'idea che potrebbe evitare spiacevoli avventure agli escursionisti che nei prossimi mesi si troveranno a percorrere le strade di montagna, e che, in parte, è già stata attuata dal comune di Roana.
«Non è mai capitato di chiudere un sentiero Cai - specificano dalla segreteria del sindaco di Roana - ma in questi anni, durante la stagione di caccia, è stato vietato il transito lungo una strada secondaria comunale, proprio per evitare degli incidenti».
Incidenti che, secondo Piergiorgio Rigoni, presidente Federcaccia Asiago, non si sono mai verificati in altopiano perché c'è sempre stata una felice convivenza tra turisti e cacciatori.
«Da quanto ricordo, qui da noi non c'è mai stato un serio incidente di caccia - spiega Rigoni - perché sia gli escursionisti che i cacciatori hanno imparato a rispettare i propri spazi, tenendosi a distanza gli uni dagli altri. Mi spiace per questa famiglia, ma mi sembra che qui si tratti di un episodio isolato che va inquadrato per quello che è. Non possiamo generalizzare e dare addosso ai cacciatori, che sono coscienziosi e hanno un grande senso di responsabilità quando imbracciano un fucile».
Gallio
Costruire case
ma senza chiodi
Gerardo Rigoni
Costruire senza chiodi, con i tronchi d'albero fatti combaciare ad incastro senza fessure tra uno e l'altro, in pratica come costruire con la tecnica chiamata Blockbau, tecnica di costruzione antichissima perfezionata nel tempo dai canadesi.
Tutti i segreti di questa tecnica saranno esposti durante un corso che si terrà a Gallio dal 5 al 9 ottobre 2009 e tenuto dal maestro sud tirolese Dietmar Gånsbacher. Nei 5 giorni di corso verrà realizzata una casetta di 4 metri per 3 resa mobile dal montaggio di una slitta simile a quelle utilizzate anticamente in Altopiano documentate da Aristide Baragiola.
Quello del Blockbau è un sistema utile per tetti, abitazioni, baite, malghe (come quelle di un tempo), rifugi, ricoveri per animali od attrezzi, strutture da giardino o lavoro, in uso in tutta l'Europa centro settentrionale dai primordi dell'umanità ed evolutasi fino alle raffinate costruzioni nord americane attuali.
L'aggancio è ottenuto sugli angoli, dove vengono ricavate delle connessioni che permettono l'incasso, permettendo allo stesso momento un irrigidimento della struttura.
Slow Foodpremia Rodeghiero
Antonio Rodeghiero, allevatore e casaro asiaghese, è stato premiato a "Cheese" con altri tre colleghi del mondo.
Durante la cerimonia di inaugurazione della manifestazione, al produttore di Asiago è stato consegnato il premio "Benemerito di Cheese". Il riconoscimento è dedicato a quattro attori del mondo dei formaggi che si sono distinti per la passione, la dedizione e l'impegno nella ricerca della qualità in coerenza con i principi di Slow Food.
Rodeghiero, 79 anni, è un grande artigiano che tutti riconoscono come maestro: i suoi formaggi hanno viaggiato per il mondo, simbolo della grande sapienza casearia dell'Asiago. A malga "Porta Manazzo" ha perpetuato la tradizione dell'alpeggio e l'affinamento dello Stravecchio, anche quando sembrava fosse destinata a perdersi. G.R.
Transumanza paesi in festa Mucche in arrivo
Gerardo Rigoni
"San Mattio le vacche torna indirò", ovvero a San Matteo le mucche ritornano dai pascoli di alta montagna, è l'antico rituale della transumanza. Lo scaricare malga è antico quanto l'Altopiano e dura il lasso della stagione estiva più di 100 giorni l'anno.
E dura ancora circa 100 giorni il tempo che gli allevatori possono usufruire degli alpeggi, dai primi di giugno al 21 settembre, giorno appunto di San Matteo, quando anticamente chi soggiornava nelle malghe altopianesi prima di lasciarli dovevano passare per il centro di Asiago e regolarizzare il conto per l'utilizzo dei pascoli di proprietà collettiva.
Negli ultimi anni le mandrie raggiungono i pascoli montani su camion e lasciano gli alpeggi sempre su ruota facendo attenuare le usanze di un tempo e attorno alle quali si sono radicati numerosi tradizioni come la fiera di San Matteo ad Asiago.
Con un notevole sforzo da parte della Provincia di Vicenza e della Comunità Montana, e grazie alla collaborazione dei Comuni attraverso i quali passa la transumanza e della famiglia Pagiusco che si presta alla manifestazione, la transumanza è tornata a transitare lungo le antiche vie e rispolverando le vecchie tradizioni.
Oggi oltre 450 mucche accompagnate da 100 persone, di cui una trentina a cavallo, transiteranno per il centro di Asiago nel loro viaggio dagli alpeggi di montagna ai pascoli invernali situati a Bressonvido. Con qualche giorno di anticipo sul giorno di San Matteo la famiglia Pagiusco intraprenderà il tragitto dalla loro malga situata a Marcesina fino alla loro stalla nel Comune vicentino.
Oltre 70 chilometri percorsi in due giorni dove ad ogni abitato varcato gli uomini egli animali vengono accolti con allegria. Ad ogni sosta gli uomini scendono dai loro cavalli e in un battibaleno allestiscono tavoli imbanditi dalle bontà prodotte nei tre mesi in montagna.
Il programma prevede che venerdì alle 14.30 la mandria sosterà in località Rendola. Alle 16.15 partirà la sfilata per il centro di Asiago con arrivo alle 17 davanti alla sede della Comunità Montana dove ai Pagiusco sarà consegnata la tradizionale campana in segno di affetto e di buonaugurio. La transumanza proseguirà per Contrada Pennar con sosta per la notte in Località Turcio. Domani alle 8 ci sarà la partenza per Bressanvido con arrivo previsto per le 16.30 di domenica 20.
Mondiali di sci nordico
La Regione
tifa per Asiago
Gerardo Rigoni
La Regione Veneto appoggia l'Altopiano dei Sette Comuni nella proposta di Asiago ad ospitare il Campionato mondiale master di sci nordico nel 2013. E lo fa inserendo la promozione della candidatura nel Piano esecutivo annuale di promozione turistica da poco approvato.
La candidatura di Asiago e l'Altopiano ad ospitare i Campionati mondiali master di sci nordico del 2013 è stata ufficializzata prima dell'estate, dopo che una commissione internazionale aveva compiuto un sopralluogo nell'Altopiano per valutare sia le capacità organizzative e d'accoglienza sia le caratteristiche tecniche dei probabili tracciati di gara e d'allenamento.
Dopo l'accettazione della richiesta da parte del World master association adesso si dovrà attendere febbraio quando a Falun, Svezia, la candidatura sarà presentata ufficialmente assieme alle altre località concorrenti. Poi, solo in autunno 2010, si saprà a chi sarà assegnata la manifestazione con l'incontro del consiglio direttivo Wma ad Oberwiesental, Germania.
E proprio ora, nella fase della preparazione della presentazione, il sostegno regionale si fa prezioso. I mondiali master convoglierebbero sull'Altopiano oltre un migliaio di atleti a cui vanno aggiunte relative famiglie e accompagnatori. Una boccata d'ossigeno non da poco per il comparto turistico invernale che l'Altopiano sta cercando da tempo.
Proprio in funzione della vocazione altopianese allo sci nordico, la Regione intende sostenere la candidatura altopianese, come ha spiegato lo stesso assessore regionale per le politiche dell'agricoltura e del turismo, Franco Manzato: «Con il Pea 2009 la Regione intende riaffermare la volontà di un forte impegno per la montagna con un contributo straordinario per rafforzare le attività promozionali e di valorizzazione del turismo nelle Dolomiti e montagna veneta». Uno sforzo congiunto della Regione con i Consorzi turistici che pare abbia dato i suoi frutti considerando che, nonostante la crisi economica, il comprensorio montano ha mantenuto i livelli dell'anno precedente, facendo registrare un +0,4% di incremento degli arrivi rispetto all'anno precedente, e un -3,8% in termini di pernottamenti.
«Il sostegno alla candidatura altopianese - conclude Manzato - è fatta in considerazione che gli eventi sportivi, specie quelli di grande rilevanza, sono un'importante vetrina di promozione del territorio».
Altopiano. Il Cengio insanguinato restituisce altri 3 soldati
Bepi Magrin
A volte una semplice escursione dettata dalla volontà di approfondire le conoscenze sui luoghi della Grande Guerra, può trasformarsi ancor oggi, a quasi un secolo di distanza dagli avvenimenti, nella scoperta di miseri resti dei soldati dell'una e dell'altra parte in conflitto, caduti in angoli anonimi del terreno degli scontri e sin qui, mai pietosamente raccolti da nessuno.
È il caso di una visita al terreno degli scontri del Monte Cengio e del vicino Monte Barco, compiuta da chi scrive assieme ad un amico, nell'intento di studiare meglio il terreno in funzione di una nuova pubblicazione.
La visita ha permesso di scoprire ben tre caduti, in parte disseppelliti dalle piogge o dai recuperanti e rimasti per 94 anni sul terreno. Sul Monte Cengio e fino allo Zovetto, lungo un fronte di circa 13 chilometri, su un terreno non ancora organizzato a difesa e completamente nuovo ai granatieri del generale Pennella, gli italiani si trovarono a difendere, senza l'aiuto della artiglieria, il fronte attaccato in quella fase della "Strafexpedition", la spedizione punitiva, potente offensiva militare sferrata dai soldati imperiali austro-ungarici a metà del 1916, riuscendo ad aver ragione degli italiani, ma non ai margini dell'Altipiano di Asiago, dove l'obiettivo era la via della pianura attraverso la val Canaglia e il Costo di Asiago. I furiosi bombardamenti imperiali provocarono molte vittime, a volte anche tra gli attaccanti.
Vicino al ciglio della costiera del monte Cengio, vi furono scontri corpo a corpo e qui, a pochi metri di distanza l'uno dall'altro, giacevano i corpi di due soldati uno italiano e uno austriaco, forse colpiti dalla medesima esplosione e da quella stessa uniti per sempre nella morte.
Il corpo dell'austriaco - si deduce che fosse di quella nazionalità oltre che dalle caratteristiche fisiche, dalla presenza di oggetti di corredo e alcune monete austriache - era il più integro: forse solo alcune schegge ne provocarono la morte, mentre l'italiano caduto qualche metro più in basso, presenta una evidente schiacciatura del teschio, visibile anche sull'elmetto deformato nella parte anteriore sinistra e la mandibola inferiore spezzata dal colpo che evidentemente gli cadde molto vicino.
Entrambi i caduti portavano presso di sè una corona del rosario, trovata integra quella dell'austriaco e invece frammentata ma tuttavia ancora riconoscibile quella dell'italiano.
Sorprendente anche il rinvenimento presso ciò che resta del soldato italiano, di un piastrino zincato su cui sono scritti con inchiostro indelebile nome e classe del granatiere che da una prima lettura potrebbe essere: "Gran. Tonnellotto Gildo cl. 1886" o, come si deduce da pubblicazioni dell'epoca che riportano i nomi dei granatieri caduti, "Gran. Tonnellato Giocondo". A fianco quasi illeggibile la data precisa di nascita. Sappiamo per deduzione che l'italiano, i cui resti a questo punto potranno essere riconsegnati alla famiglia, se questa li richiederà, morì a 30 anni di età e fu probabilmente registrato tra i dispersi di quella epica battaglia.
Un altro caduto, stavolta anonimo ma che si identifica per italiano da piccoli oggetti rinvenuti accanto alle ossa, è emerso invece sul Monte Barco a circa un chilometro dai resti degli altri due: poco distante dalla trincea il giovane soldato fu quasi certamente colpito da schegge di una vicina esplosione, sono infatti emerse accanto ai poveri resti alcune grosse schegge di granata.
Per tutti e tre i soldati ritrovati, la fitta vegetazione cresciuta dopo la guerra, ne ha in parte inglobato gli scheletri tra radici di faggio e pietre calcaree, ma il ritrovamento si è potuto effettuare in un caso grazie ad uno scarpone chiodato che emergeva parzialmente dalla terra, e negli altri due per le tracce evidenti di rimozione del terreno.
Probabilmente i recuperanti, attirati da qualche oggetto metallico, ne avevano già scoperto i resti, poi sommariamente ricoperti per evitare complicazioni burocratiche.
La presenza dei caduti - che saranno poi oggetto di esame anatomopatologico -è stata segnalata ai carabinieri di Piovene Rocchette. Si prevede che le Associazioni d'Arma organizzino per il 4 novembre una cerimonia per una dignitosa sepoltura dei caduti.
Bepi Magrin
Rotzo, salvato
il segugio
bloccato
sulla roccia
Disavventura a lieto fine per un cane che si era allontanato dal suo proprietario la settimana scorsa in territorio di Rotzo, mentre passeggiavano lungo il sentiero delle Cenge, in val d'Assa, ed era sparito.
Così Leo, un segugio, ha vagato per giorni, finendo per rimanere bloccato su un terrazzino lungo una parete rocciosa, incapace di muoversi.
L'altra sera il suo padrone, che non aveva smesso di cercarlo nella zona dove si era allontanato, finalmente lo ha sentito guaire. Vista l'impossibilità di raggiungere l'animale per poterlo salvare, ha chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Asiago.
Ieri una squadra di tecnici si è avvicinata dalla parte alta del versante, per poi calarsi una quarantina di metri tra i salti di roccia. Leo, sfinito dalla stanchezza, si è lasciato docilmente prendere e mettere in uno zaino. I soccorritori sono quindi scesi per altri 15 metri fino a raggiungere il sentiero sottostante, per riconsegnare il cane salvo e salvo al suo proprietario.
Roana. Energia pulita, la svolta Tre progetti
in cantiere
Gerardo Rigoni
Roana. La svolta verso l'energia rinnovabile si chiama impianto fotovoltaico e due a biomasse. Sono questi gli obiettivi che intende realizzare il Comune di Roana. Lo aveva promesso in campagna elettorale il sindaco Valentino Frigo e lo sta attuando con determinazione tanto da creare un assessorato ad hoc, dedicato alle fonti rinnovabili, ecologia e ambiente ed affidato alla responsabilità di Marisa Zotti.
Ma veniamo ai progetti. Il primo nell'agenda delle cose da fare del Comune è un impianto solare alla Cattedra, colle situato appena fuori Canove, della potenza di 1 megawatt. L'energia prodotta sarebbe sufficiente per far fronte al fabbisogno di tutti gli edifici comunali e all'illuminazione stradale. Un impianto che non solo avrebbe un impatto zero sull'ambiente, ma che inciderebbe positivamente anche sul bilancio comunale. Il secondo progetto prevede due impianti a biomasse che forniranno energia a Tresché Conca e Cesuna: il primo è a Roana e il secondo è Mezzaselva.
Ma come mai questa scelta ecologica del Comune? Per sfruttare al meglio e valorizzare il patrimonio boschivo di Roana, terzo per estensione in Italia. Si tratta di un patrimonio che nel passato ha fatto del paese altopianese uno dei Comuni più ricchi d'Italia, ma che oggi è meno frequentato dall'uomo e quindi necessita di manutenzioni. Cure ovviamente costose. Di qui l'idea di utilizzare il legno negli impianti capaci di trasformarli in energia pulita.
Già a Canove la piscina è alimentata da un impianto di biomasse che abbatte i costi di gestione dell'impianto stesso.
Ma non è finita. Negli indirizzi programmatici del Comune c'è dell'altro. Il progetto più ambizioso riguarda la creazione di un parco fotovoltaico per le utenze private. Obiettivo: abbattere i costi energetici sul bilancio famigliare. «Questa amministrazione vuole lasciare un segno - annuncia l'assessore Marisa Zotti - Vogliamo intraprendere una svolta di gestione energetica, ma anche culturale».
Rotzo. Al villaggio del Bostel si tocca la preistoria
Gerardo Rigoni
Un villaggio preistorico dove poter vivere come gli abitanti originari. È il Bostel, sito archeologico di Rotzo situato a sud della frazione di Castelletto, abitato d'altura della seconda età del ferro, vale a dire dal V al I secolo avanti Cristo. Bostel significa "stalla, ripostiglio da conservarvi le biade ed il fieno per l'inverno", come indica l'abate Agostino Dal Pozzo che già nel '700 suggerì che nella località esistesse un insediamento antico.
Posto ad un'altitudine di 850 metri, il Bostel si trova su un'altura ben soleggiata, strutturata a terrazzi con erba da pascolo e, da secoli, orti coltivati a patate. Il dislivello fra il pianoro ed il fondo della vallata sottostante in cui scorre il torrente Assa è di circa 450 metri. Le caratteristiche orografiche lo rendevano un avamposto ideale per il controllo del territorio circostante, tanto che dagli studi effettuati pare che il Bostel rivestisse una funzione nodale in una rete di scambi di un'economia basata soprattutto sul flusso delle risorse pastorali e minerario/metallurgiche. Grazie a questi scambi commerciali agli studiosi al Bostel sono evidenti le tipiche caratteristiche di "zona di confine", ovvero di incontro di due culture, quella della pianura veneta e quella alpina.
Dagli anni '90 il sito è stato inserito in una pianificazione di scavi di ricerca e in un progetto di valorizzazione scientifica e turistica. Il progetto complessivo è frutto di una collaborazione tra Università di Padova, Soprintendenza archeologica per il Veneto e il Centro internazionale di studi di archeologia di superficie che insieme hanno realizzato l'Archeopercorso del Bostel.
Lo scopo dell'archeopercorso è quello di valorizzare il sito archeologico attraverso un "restauro" del sito, così da permettere al visitatore di vedere come era disposto il villaggio. Inoltre sono stati realizzati degli esperimenti da far fare al visitatore che permettono una maggior comprensione del sito, mettendo in relazione il deposito archeologico e uno scenario di vita comune. Un nuovo modo di esibire siti archeologici con una forma di "pseudo contatto" denominato "touch the past", ovvero toccare il passato.
Tra i punti di maggior interesse c'è la "casetta", un'abitazione ricostruita che è inserita in un insieme territoriale. Con l'archeopercorso e un'organizzazione dei suoi percorsi e sentieri si è cercato di allargare l'interesse del visitatore anche verso l'aspetto naturale che lo circonda (le risorse vegetali, animali, morfologiche, geologiche, mineralogiche) e verso altri tematismi culturali locali.
L'archeopercorso è finanziato dalla Provincia , dalla Comunità montana dei Sette Comuni, dall'Apt di Asiago e dal Comune di Rotzo.
La valorizzazione del sito, affidata alla società Archeidos convenzionata con il Comune di Rotzo, si concretizza con l'organizzazione di visite guidate, giornate di archeologia sperimentale e didattica e conferenze sul territorio. Dopo il Festival dell'archeologia, nei prossimi giorni prenderà il via l'attività didattica.
La Provincia decide le sorti dell'aeroporto
Gerardo Rigoni
Asiago. Aeroporto di Asiago: il 22 settembre si riuniranno nuovamente i soci, cioè i Comuni di Asiago, Roana e Gallio, la Camera di commercio e la Provincia, per valutare quali decisioni adottare. In pratica se ripianare i debiti della società di gestione, così da permettere al nuovo cda di intraprendere iniziative ed investimenti tali da far sperare in un futuro più sereno alla struttura, oppure lasciare le cose come stanno fino alla chiusura dell'aerostazione per insolvenza.
Ago della bilancio è la Provincia che intende uscire dalla società. Potrebbe andarsene lasciando gli oltre 250 mila euro di debiti a carico della società, oppure ripianando prima la propria parte prima di uscire. Se saranno ripianati i debiti, allora la società di gestione potrà pensare di completare la palazzina dell'aeroporto e avviare contatti con eventuali nuovi soci e con associazioni interessate a svolgere manifestazioni o a sottoscrivere convenzioni.
Tra le prospettive che costituirebbero delle basi per il rilancio dell'aeroporto, c'è la proposta di portare ad Asiago il Centro tecnico federale della Federazione italiana volo a vela. La proposta, già avanzata in modo conoscitivo a maggio, è stata ufficializzata nel fine settimana scorso dal presidente federale Leonardo Brigliadori. Fino ad ora le attività della Federazione si svolgevano all'aeroporto di Rieti, ma ora c'è la necessità di creare una base nell'Italia settentrionale dove si concentra il maggior numero di volovelisti. Asiago diventerebbe la sede del centro tecnico federale con gli uffici operativi e con varie attività, dalla formazione di piloti agli allenamenti delle squadre nazionali, oltre a promozioni e competizioni di medio ed alto livello. Un'attività continua che terrebbe l'aeroporto aperto quotidianamente e che convoglierebbe su di esso volovelisti italiani ed esteri.
«Asiago ha le caratteristiche necessarie per questo ambizioso progetto - illustra il presidente Brigliadori - Ha buone condizioni di veleggiamento e disponibilità di spazi aerei nonché una buona recettività alberghiera, una posizione baricentrica rispetto alle aree ove è maggiormente sviluppato il volo a vela, l'assenza o scarsa interferenza nella gestione aeroportuale con l'eventuale traffico commerciale o con l'attività di altri aeroclub preesistenti e la possibilità per le famiglie al seguito ai piloti di ritrovare un luogo di vacanza piacevole ed interessante».
Pieno appoggio all'idea da parte del presidente dell'Aeroporto Asiago Bernardo Finco, che ha manifestato «il pieno sostegno per iniziare una collaborazione così significativa. Tale disponibilità è confortata dalla consapevolezza degli organismi pubblici e del cda dell'aeroporto dall'alto significato che la presenza assumerebbe per la struttura».
Asiago. Gastroenterite, il virus non ferma i villeggianti
Gerardo Rigoni
Dopo la diffusione da parte dell'Ulss dei risultati sui campioni biologici che identificano senza ombra di dubbio nel Norovirus la causa delle violente gastroenteriti che hanno colpito centinaia di persone, la situazione "d'emergenza" sta lentamente tornando alla normalità.
Nonostante si stiano verificando ancora alcuni casi, sia nuovi sia di ricaduta, il semplice fatto di conoscere l'agente patogeno e di sapere che, in realtà, poco si può fare per contrastarlo pare abbia placato un sorta di psicosi che si era diffusa tra residenti e turisti.
Nel "day after" anche gli enti coinvolti stanno riprendendo le attività normali.
Di comune accordo l'Etra e l'Ulss proseguiranno ancora per qualche settimana con i controlli sia sull'acqua sia su altri fonti di possibile contaminazione proprio per garantire una sicurezza ai cittadini. Continuerà la clorazione aggiuntiva dell'acqua della rete idrica da parte della multiutility bassanese. E ancora.
Continuerà il super lavoro dei laboratori di microbiologia e virologia dell'azienda ospedaliera di Padova che stanno proseguendo lo screening dei campioni biologici prelevati dalle persone colpite per cercare di identificare il ceppo esatto di norovirus.
Proseguiranno ancora gli studi sulle interviste ai pazienti per cercare di identificare il focolaio di partenza. Ricerca quest'ultima che risulta difficile per l'alto tasso di infettività del virus e la sua grande capacità di resistenza.
Intanto, il comparto turistico inizia a tirare le somme dell'emergenza gastroenterite. Nei giorni di maggior incidenza agli alberghi sono giunti alcune disdette e gli uffici turistici sono stati subissati da telefonate chiedendo informazioni a riguardo. «Nonostante la vicenda abbia avuto un'esposizione mediatica rilevante, talvolta esagerata, buona parte dei turisti intenzionati a salire in Altopiano non si è fatta influenzare e lo ha fatto comunque - commentano dalle associazioni che raggruppano esercenti e commercianti -. Qualche disdetta c'è stata, ma sono state poco numerose. Per esempio, durante la festa degli emigranti, alcuni gruppi hanno chiamato per avere notizie ma poi, compresa la situazione, sono arrivati tutti, alcuni prolungando addirittura il soggiorno».
La "Vaca Mora"
fa riscoprire
le bici d'epoca
«Ripercorrere, riutilizzare e valorizzare antichi percorsi dal punto di vista sportivo e turistico diventa un modo per allargare la conoscenza del nostro territorio». Così Gabriele Terragin, assessore allo sport del Comune di Schio, stabilisce fin da subito, alla conferenza di presentazione, gli obiettivi della "Vaca Mora", la cicloturistica per bici d'epoca, che domenica partirà con la sua prima edizione.
Sulle bici di un tempo, lungo i percorsi della vecchia linea ferroviaria Schio - Rocchette - Arsiero, la manifestazione, promossa dall'Historic Club di Schio, rientra in quello che viene definito il turismo slow, turismo sostenibile, mirato a valorizzare il paesaggio e le tradizioni del territorio. «È un evento di rilievo per tutto l'Altovicentino», sottolinea ancora Terragin.
Quattro i percorsi proposti, di varia lunghezza. Due per venire incontro ai meno esperti: il primo da Schio ad Arsiero di circa 20 km; il secondo da Schio a Laghi di 30 km. Uno per le famiglie con bambini, la "Vaca mora baby" da Piovene ad Arsiero. E l'ultimo per i più esperti, il percorso "professional" che da Schio arriverà sempre a Laghi, ma con 12 km in più. Nessun vincitore e nessun perdente. Come sottolinea Carlo Studlick, presidente dell'Historic Club di Schio: «L'agonismo è bandito dalla manifestazione. Proprio per questo abbiamo preferito non ammettere le mountain-bike. È un'occasione per valorizzare e scoprire lentamente le bellezze del territorio».
La "Vaca Mora" entra a far parte delle dieci cicloturistiche che dal Friuli alla Toscana attraversano l'Italia tra giugno e ottobre. Si attendono un centinaio di iscrizioni. Le partenze sono in programma dalle 9 alle 9.30 dal piazzale della stazione ferroviaria di Schio e dalle 10.30 dal Piazzale della Vittoria a Piovene per la "Vaca mora baby". Lungo il percorso sono previsti tre ristori con degustazione di prodotti tipici. La manifestazione avrà un preambolo sabato 5 settembre alle 17.30 al Lanificio Conte con la presentazione dell'evento e l'esposizione di alcune bici d'epoca. Sarà inoltre possibile visitare il plastico di trenini elettrici a "La casa", in via Baratto. S.F.
Stravecchio star
Vince la malga
Porta Manazzo
Asiago. Assegnati i premi ai migliori formaggi di montagna a latte crudo legati al Concorso Interregionale dei prodotti di montagna, nell'ambito di "Formaggio sotto il cielo di Asiago" promosso da Vicenza Qualità in collaborazione con Coldiretti. Il Concorso divide i formaggi in varie categorie, in base alla tipologia di produzione, malga o caseificio, e della stagionatura. Sono stati giudicati 52 forme di 27 partecipanti. Il vincitore del premio Città di Asiago, riservato al miglior stravecchio prodotto in uno delle 74 malghe altopianesi, è la malga Porta Manazzo di Antonio Rodeghiero. Altri premi sono andati al Caseificio Pennar per il fresco, all'Azienda agricola Waister per il vecchio e all'azienda Alba per lo stravecchio. Per i formaggi di malga il miglior fresco è stato quello della malga Laste, il miglior vecchio della malga Trugole e il miglior stravecchio della malga Pusterle.
«Coldiretti ha fiducia nelle produzioni locali, uniche in grado di garantire ai consumatori prodotti di qualità - ha detto il presidente della Coldiretti Diego Meggiolaro -. Da tempo abbiamo intrapreso una battaglia forte contro le sofisticazioni alimentari, contro i prodotti che tentano di farsi strada spacciandosi per nostrani, ma nascondendo ingredienti che di italiano non hanno proprio nulla».G.R.
Gastroenteriti allarme in calo, ieri "solo" 10 casi
Gerardo Rigoni
Epidemia di gastroenteriti. Sull'Altopiano si torna a respirare. Dopo l'impennata di casi verificatasi sabato con oltre 20 persone che sono dovute rincorrere all'assistenza medica, ieri si segnalano meno di 10 nuovi pazienti. Rimangono comunque ancora misteriose le cause che hanno provocato i violenti attacchi che da una settimana continuano a mietere vittime con una conta approssimativa che supera i 500 casi.
Mistero che forse troverà soluzione martedì con la divulgazione da parte dell'Ulss 3 dei risultati sui campioni biologici prelevati dalle persone colpite dalla malattia: se si individua l'agente patogeno, la speranza è di riuscire a scoprire il vettore di diffusione.
E mentre l'Altopiano attende i risultati si susseguono le congetture sulle cause scatenanti.
L'ipotesi che ancora rimane tra le più gettonate è un inquinamento dell'acquedotto in seguito al violento temporale di sabato 22 agosto. Ipotesi scartata dai tecnici dell'acquedotto gestito da Etra, ma supportata invece da varie testimonianze di residenti e turisti che continuano a segnalare la fuoriuscita di acque gialle dai rubinetti poco dopo l'acquazzone. «Si sta lavorando alacremente per cercare di controllare tutto il possibile - spiega il sindaco Andrea Gios - anche sabato le agenzie deputate alla tutela della salute pubblica mi hanno garantito che l'acqua è costantemente monitorata e quindi del tutto potabile. Questo è intanto la cosa più importante. Adesso si continuerà a indagare fino a scoprire cosa è successo». La vicenda pare non abbia inciso in alcun modo sulla domenica asiaghese con Corso IV Novembre gremito di turisti. Anche la Giornata dell'Emigrante Veneto ha visto migliaia di persone presenti e registrato solamente qualche piccolo defezione dell'ultimo minuto. [FIRMA]
Gerardo Rigoni
«Quella lingua va difesa nelle scuole»
Gerardo Rigoni
"Boolkhent au in de Hogebene von Siben Komoin. Dehiin de suularen lirnent bèllos un a mintzig tzimbris". Traduzione: Benvenuti nell'Altopiano dei Sette Comuni. Qui gli scolari imparano l'italiano e un po' di cimbro.
Se passerà la proposta didattica formulata in questi giorni alla direzione didattica di Asiago in un futuro prossimo la frase si potrebbe sentire risuonare nelle classi elementari del territorio, diventando ufficialmente una lingua da imparare.
LA PROPOSTA. La proposta, che riprende un idea di trent'anni fa dell'Istituto di Cultura Cimbra, sarebbe rivolto alle classi terza, quarta e quinta delle elementari e sarebbe facoltativa, inserita nella fascia di ore scolastiche dedicate alla cultura e alle tradizioni locali. L'intenzione dichiarata dei promotori è di difendere le origini e le tradizioni della gente altopianese. Un modo per riscoprire la propria identità culturale non per arroganza o superbia, non per enunciarsi diversi, ma per riappropriarsi di un orgoglio e di una conoscenza della propria terra.
VERGOGNA. Una specificità troppo spesso barattata in passato, per vergogna, anche perché il cimbro era associato alla povertà e all'ignoranza. La storia moderna poi ha fatto fuori un'eredità culturale che adesso tenta di uscire in modo veemente iniziando proprio dalle giovani generazioni.
La lingua cimbra è un idioma di origine germanico ma di origine incerta anche se oramai si è consolidata l'ipotesi, basandosi sulla toponomastica storica che ha precisi riferimenti nella mitologia nordica, che l'origine della lingua possa essere ricondotta ai Cimbri dello Juetland.
L'EPISODIO. Significativo l'episodio del 1709, raccontato dallo storico Busching, in occasione della visita sull'Altopiano del re di Danimarca Federico IV che, venuto a conoscenza di una popolazione di lingua germanica antica volle conoscerli constatando che "nella sua Corte non si parlava così forbitamente". Il cimbro più "puro" sarebbe comunque quello dell'Altopiano, avendo mantenuto le caratteristiche più arcaiche, essendo questa zona quella colonizzata per prima. Purtroppo pochi altopianesi oggi parlano correttamente il cimbro, meno di mille, mentre nella vicina Luserna la lingua è usata quotidianamente dagli abitanti. Nasce quindi il paradosso che il cimbro meno "puro", quello lusernese, è tutelato dalla Regione autonoma mentre sull'Altopiano è tenuto in vita grazie agli sforzi dell'Istituto di Cultura Cimbra di Roana.
LO STUDIO. In supporto alla lingua cimbra e ai suoi estimatori recentemente è stato pubblicato dal professor James Dow, docente alla Iowa State University il dizionario "Zimbrische Gesamtgrammatik. Vergleichende Darstellung der zimbrischen Dialekte" edito dalla Steiner di Stoccarda.
Il tomo è il riassunto, l'analisi e la trascrizione di oltre 800 pagine di manoscritti sulla lingua cimbra raccolti in 20 anni di ricerche fatte dallo studioso tedesco Bruno Schwiezer e conservati all'Università di Marburg ma mai completamente esaminati.
Marcesina, molti dubbi sul mega intervento
Gerardo Rigoni
Progetto di recupero e di valorizzazione della Piana di Marcesina. Un'opera importante, sia sotto il profilo delle opere sia sotto quello economico, proposto dal Comune di Enego a quello di Grigno. Un progetto che già nella sua fase preliminare desta numerose polemiche e perplessità. Anche la sezione vicentina di Italia Nostra, dopo un sopralluogo con i suoi esperti naturalisti, esprime numerosi dubbi.
«Il progetto non ha alcuna reale utilità effettiva - spiega la presidente Giovanna Dalla Pozza Peruffo - Un progetto non condivisibile per una realtà montana che non può essere svenduta per guadagni futuribili, non ecosostenibili. Sono previsti parcheggi con parchimetro di 840 macchine, aree attrezzate con tavoli e panche e focolari a più fuochi, il tutto coperto da grandi tettoie in acciaio tinteggiato e con servizi igienici con vasche Imhoff, ottenuti con sbancamenti e movimenti terra su vaste aree sconvolgendo l'ambiente. Abbiamo constatato la sostanziale inutilità del progetto sia per quantità di posti macchina, 400 sarebbero più che sufficienti, sia perché servono al massimo una quindicina di giorni all'anno nel periodo dei funghi, dato che Marcesina è innevata per lunghi mesi ed è caratterizzata da clima e temperature che ne fanno il luogo più freddo d'Italia».
«La valorizzazione - conclude Italia Nostra - deve partire dall'esistente, dalla manutenzione delle strade bianche, dal controllo dei boschi, dall'uso intelligente e didattico-scientifico delle risorse naturalistiche e storiche»
Pronta la risposta dell'amministrazione comunale di Enego. «La Piana di Marcesina - commenta l'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cantiele - gioiello ambientale in parte già ricadente su area Sic, rappresenta un punto di forza dell'attrattiva turistica di Enego. Tuttavia l'accesso massiccio ed indiscriminato, possibile da diverse strade, ha comportato nel tempo un notevole degrado ambientale. Attraverso l'intervento progettato, la Piana potrà essere frequentata in modo regolamentato da turisti ed escursionisti».
«Le aree di sosta concentrate in corrispondenza delle zone pic-nic eviteranno l'invasione di auto nei pascoli e consentirà di concentrare il conferimento dei rifiuti. Le zone attrezzate saranno dotate di servizi igienici. L'intervento prevede l'insediamento di un parcheggio per la sosta di 40 camper nell'area del Centro Fondo Enego. È prevista la sistemazione sia della viabilità asfaltata, sia delle strade sterrate, in modo tale da permettere al turista di percorre le strade stesse in tutta sicurezza».
Onorare Rigoni Stern. Ora fioccano le proposte
Gerardo Rigoni
Conferenze, premi letterari, centro studi e percorsi rievocativi. Sono molte le proposte che stanno arrivando al Comune di Asiago per commemorare Mario Rigoni Stern. Almeno una ventina quelle concrete, secondo quando racconta il sindaco di Asiago Andrea Gios, ma altre arrivano direttamente alla famiglia, alla Comunità Montana, alla Regione. Proposte fatte da artisti e architetti, studiosi e professori universitari, scrittori e critici letterari.
Tutte le proposte sono al vaglio dell'amministrazione che, assieme alla famiglia e alla Regione, sta cercando il modo più corretto per rendere omaggio a Stern, valorizzando non solo lo scrittore e la sua opera, ma anche la terra che lo ha generato.
«Stiamo valutando attentamente le proposte anche per avere un'idea più vasta di quale tipo di iniziativa intraprendere - spiega Gios - Ma lo stiamo facendo con grande serenità, non abbiamo fretta, nessuno potrà mai portare via Stern da Asiago. Il nostro principale timore è che qualcuno sia spinto più a omaggiare se stesso, che non a onorare lo scrittore. Molte proposte arrivate non rispecchiano in alcun modo Stern; sono invasive, imponenti, magnificanti. Chi le ha fatte o non ha mai conosciuto Mario, oppure non lo ha mai capito. Stern era contrario a qualsiasi forma celebrativa, solo con grande insistenza ha accettato di collaborare al percorso letterario voluto dalla Regione per i suoi 85 anni, tanto per fare un esempio».
Tra le idee più suggestive c'è quella di realizzare una sorta di parco dedicato a Stern, suggerito dall'architetto Diego Morlin in collaborazione con l'architetto Chiara Stefani, Alessandro Maroso e Michela Ronzani. Un "luogo dell'anima" dove le tematiche dominanti di Stern vengono messi in evidenza con opere d'arte contemporanea disseminate sul territorio che lo ha ispirato.
Dieci opere posizionate in luoghi che si relazionano con il significato delle opere stesse. Si va da "Lager" e "Orme di ghiaccio" alle "Storie Immortali" e all'"Ultimo volo". I luoghi vanno dal bosco del Ferragh alla mulattiera Tunkalbalt, dalla Fratta alla Fassa, al Kaberlaba.
«Ha fatto conoscere l'Altopiano al mondo intero, la memoria deve essere fissata nella sua terra natia - spiega Morlin - Per questo è nata l'idea di rendere onore ai valori in cui Stern credeva». «Non è un percorso predefinito, né un circuito da compiere in un giorno - aggiunge Stefani - Piuttosto sono postazioni predisposte in modo che le tematiche a lui care abbraccino i luoghi a lui cari, cioè la conca di Asiago».
Gerardo Rigoni
Asiago. Furti di bovini dai pascoli
Gerardo Rigoni
Asiago. Sparizione di bestiame dai pascoli delle malghe sull'Altopiano. Gli inquietanti episodi di scomparsa di bovini dai pascoli di alta montagna si susseguono da giugno. Almeno cinque i casi accertati, ma potrebbero essere anche di più, considerata l'estensione dell'Altopiano e la difficoltà che alcuni malghesi hanno nell'allontanarsi dalle loro mandrie. Gli episodi si sono verificati ai danni di vari malghesi, da Asiago ad Enego. Il fatto che spariscano sempre animali giovani fa pensare che, più che semplici sparizioni, siano in atto dei veri e propri furti di bestiame da parte di una banda organizzata.
Nei cinque casi sono scomparsi tre vitelle e due toretti. Pare, ma la notizia non è confermata, che in un caso gli "orecchini" identificativi, quelli che riportano il numero dell'animale registrato all'anagrafe bovina, siano stati trovati poco lontani e che un furgone sia stato visto allontanarsi dalla zona dove è scomparso uno dei tori. «Gli animali sono stati portati via - dice un malghese che preferisce rimanere anonimo - Con tutto il via vai di persone sui monti, l'animale sofferente o morto sarebbe stato ritrovato. Io stesso ho cercato in lungo e in largo, ma tracce dell'animale non si sono viste».
Due le probabili destinazioni degli animali sottratti. Nel primo caso, l'animale viene impiegato per sostituire un animale simile deceduto. Una sorta di furto su commissione per non subire un danno economico, per non dover affrontare l'intricata e costosa macchina burocratica per denunciare la morte di un animale, oppure per non dover giustificare la morte al padrone della mandria da parte dei mandriani.
La seconda ipotesi è che gli animali vengano poi avviati alla macellazione clandestina. La carne finisce quindi sui piatti dei consumatori senza gli adeguati controlli, sia sull'animale stesso, sia sul processo di macellazione costituendo un potenziale rischio per la salute dei consumatori. Secondo dati della Coldiretti, sono quasi 100 mila i capi di bestiame che vengono sottratti ogni anno dagli allevamenti.
Non dà molti particolari sugli episodi, per non inquinare le indagini, il comandante Isidoro Furlan, responsabile del coordinamento di Asiago del Corpo Forestale dello Stato e comandante del nucleo investigativo di polizia forestale del comando provinciale di Vicenza, con compiti di antibracconaggio, antisofisticazioni e sicurezza alimentare.
«Stiamo seguendo alcune piste che potrebbero portare a qualche risultato - dice Furlan - Purtroppo l'abigeato, questo il termine tecnico del furto di bestiame, è un reato difficile da scoprire una volta che gli "orecchini" vengono tolti. Altro discorso quando sarà introdotto l'ovulo, riportante il microchip, che si inserisce in uno degli stomaci della mucca: allora l'abigeato sarà pressoché eliminato».
Asiago. Formaggi sotto il cielo Un mese di assaggi
Agosto dedicato al formaggio ad Asiago. Vicenza Qualità, con la collaborazione di Coldiretti Vicenza, ha organizzato numerosi appuntamenti estivi di incontro e degustazione dedicati al prodotto regina della montagna, il formaggio. Ogni fine settimana fino a metà settembre vedrà eventi legati all'ambiente, alla natura e ai prodotti agroalimentari vicentini in un connubio tra mangiare sano, ambiente salubre e un alimentazione a zero chilometri.
Gli eventi che comporranno la nona edizione della manifestazione "Formaggio sotto il cielo di Asiago" si annoverano anche della collaborazione di enti e Associazioni locali e regionali, nonché delle Amministrazioni dei Comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo e delle Pro-loco locali.
Oltre al oramai tradizionale "Formaggio in piazza" che quest'anno si svolgerà a Treschè Conca il 17 agosto e alle consuete visite alle malghe del territorio con l'iniziativa "Malghe aperte" si svolgerà sabato 29 e domenica 30 agosto l'annuale "Concorso Interregionale dei formaggi di montagna a latte crudo". Quest'anno il concorso si svolgerà nella prestigiosa sede della Sala delle Maschere della Comunità Montana dove sarà allestito la mostra-concorso che premierà l'eccellenza delle specialità casearie a latte crudo. Nella stessa sede sarà anche allestito la mostra del formaggio "Stravecchio di malga", con degustazioni dei prodotti e successiva assegnazione del "Premio Città di Asiago". L'edizione 2009 si arricchisce inoltre di ulteriori spunti di riflessione, grazie anche all'accostamento con alcuni eventi collaterali. Oltre alla mostra in Piazza Carli del Corpo Forestale dello Stato e di Vi.Energia per portare l'attenzione su temi ambientali e sulle energie rinnovabili che contribuiscono alla tutela ambientale e quindi anche alla tutela della qualità dei prodotti alimentari. G.R.
«La sede della Montana va intitolata al Sergente»
Franco Mognon
La montagna in sofferenza. E a noi, purtroppo, manca la guida preziosa del Sergente, pronto a difendere il bosco e a denunciare lo spreco delle risorse naturali.
Ci manca il Sergente, per questo dobbiamo mantenerne viva la memoria al di là di Asiago e dell'Altopiano.
Ma, allora, come ricordare al meglio le opere e le parole di Mario Rigoni Stern? Parlando con gli amici di Mario, dal tono di voce e dalle testimonianze, cogli subito una grande commozione. Ne parlano, con rispetto e affetto, come di un fratello. Senti che il rimpianto è ancora forte. L'ammirazione profonda, autentica e viva.
Un altro aspetto mi colpisce: il desiderio comune che la lezione di vita di Mario abbia presto un riscontro adeguato, quasi uno specchio in cui, quotidianamente, ritrovare e rivivere momenti di intensa emozione. «Un incontro con Mario, anche breve - ricordano - riscaldava l'anima e dava un senso a tutta la giornata. I suoi consigli o incoraggiamenti sempre preziosi».
Cito liberamente una lezione di Mario: «Ci sono tante cose che oggi vengono abbandonate: memorie, parole, oggetti che forse un giorno ci verrà da raccattare». Quel giorno è arrivato. Dovevamo leggere e seguire con più attenzione i consigli di Mario. Forse sarà la crisi, ma il vuoto lasciato da Rigoni Stern sembra ancora più profondo.
BOSCARDIN. Ne parlo con il professore Virgilio Boscardin, insegnante di italiano e storia, ex sindaco di Lusiana. «Con Mario - dice - passavo momenti indimenticabili. Seduti sotto casa sua, lo sguardo alle montagne, lo ascoltavo sempre con interesse, il suo amore per la natura era contagioso. Dietro la sua apparente semplicità, nelle parole e negli scritti, scoprivi invece valori assoluti. Ammiravo lo scrittore, la sua poeticità. Mi affascinava la saggezza dell'uomo. Penso anch'io che l'idea di una Fondazione alla memoria di Rigoni Stern sia lo strumento ideale per mantenere vivo il suo messaggio e per esaltare il rapporto uomo-ambiente, un tema molto caro a Mario».
MENEGATTI. Luigi Menegatti, ex sindaco di Foza e manager nel settore finanziario, era un grande amico di Mario: «Penso che il Comune di Asiago si sia preso una pausa di riflessione, mi auguro che si stia pensando a un progetto organico. Mario è un patrimonio dell'umanità, noi tutti gli dobbiamo molto. Ricordo che davanti al palazzo della Spettabile Reggenza c'è la statua dedicata all'emigrante. Mario aveva quasi una venerazione per gli emigranti, ne conosceva e condivideva sofferenze e drammi. La mia proposta? Quel palazzo deve essere il Palazzo Mario Rigoni Stern».
BONOMO. Agostino Bonomo è presidente del Gal dell'Altopiano: «Non ho dubbi - dice - L'idea della Fondazione come punto di partenza, ma Asiago deve diventare il salotto buono della letteratura. È vero, Mario Rigoni Stern rifiutava gli onori e preferiva i fatti, ma ricordando le sue opere e il suo esempio aiutiamo le nuove generazioni a riflettere, ad amare e a rispettare la montagna. È una missione da portare avanti con serietà e impegno».
Tutto sull'Altopiano con oltre 700 foto
Presentato al teatro Millepini di Asiago il volume "L'Altopiano dei sette comuni", 560 pagine arricchite con oltre 700 foto che cerca di riassumere tutto ciò che è l'Altopiano. Un atto d'amore scritto da 36 autori che va dalla geomorfologia, al patrimonio naturale, alla toponomastica, alla millenaria storia, a tutto ciò che concorre a costituire il mito altopiano.
Il libro, curato da Mauro Varotto e da Patrizio Rigoni, scomparso l'anno scorso, è diviso in tre sezioni, natura, storia, mito, diventando un vero monumento editoriale all'Altopiano. Tra gli autori sono molti gli asiaghesi, dal curatore Patrizio Rigoni a un inedito Mario Rigoni Stern. La parte storica è redatta da Marco Bellabarba dell' Università di Trento, da Sante Bortolami, Antonio Lazzarini, Walter Panciera e Raffaello Vergani dell'ateneo di Padova, da Mario Isnenghi, Francesco Vallerai e Daniele Ceschin dell'Università di Venezia e Gianmaria Varanini e Jacopo Pizzeghello di Verona.
La parte geomorfologica raccoglie autori del Dipartimento di Geologia dell'Università di Padova, dal curatore Mauro Varotto, a Ugo Sauro, e Paolo Mietto. Contributi vari provengono da esperti di noti istituti museali come il Museo di Montebelluna, il Museo Tridentino di Scienze Naturali, il Museo etnografico di San Michele all'Adige e l'Ecomuseo della Grande Guerra. A completare il tutto climatologi, naturalisti e giornalisti tra cui Gian Antonio Stella. G.R.
Camping sull'Altopiano. «Coccolare le famiglie»
Gerardo Rigoni
Ricettività extralberghiera, un termine utilizzato nei convegni sul turismo ma che abbraccia veramente tutto quello che va oltre l'albergo, dall'appartamento lussuoso al bed and breakfast di gestione famigliare al tradizionale campeggio. Tipologie di ricettività che servono utenze diverse. Se l'appartamento è per chi vuole vivere la vacanza con tutti i confort di casa e il bed and breakfast è rivolto a chi cerca la libertà, il campeggio si rivolge a chi cerca il contatto più profondo con la natura. Ma oggigiorno il campeggio non è più fatto solo di tenda e sacco a pelo ma soprattutto di roulotte attrezzate con strutture movibili che fungono da zona giorno.
Sull'Altopiano sono due i camping, uno ad Asiago in località Ekar ed uno a Roana in località Riviera, oltre ad una zona di sosta in via di realizzazione alle porte di Asiago.
La distinzione a questo punto è doverosa; le zone di sosta sono aree attrezzate per lo scarico dei liquami, il carico di acqua potabile e la fornitura di energia elettrica. Servono appunto proprio come posto dove fermarsi la notte. I camping invece sono strutture dove fermarsi per più tempo, dove si trovano strutture sportive, servizi per i bambini e personale a disposizione per completare la propria vacanza alla scoperta dei luoghi e del territorio.
«Il cliente di campeggio è una persona che non farebbe altro tipo di vacanza - spiega Ilario Fabris del Camping Riviera - Vuole condividere la sua vacanza con gli altri suoi "compagni di viaggio", ovvero gli altri utenti del campeggio. Qui diventa una grande comunità dove si decide insieme cosa fare e dove andare. Sta a noi gestori saper dare risposta a ciò che ci chiedono».
Una clientela comunque in trasformazione. Se una volta al campeggio si rivolgeva i giovani per stare insieme spendendo poco, oggi in campeggio ci vanno le famiglie perché sanno di trovare servizi dedicati ed un ambiente "protetto" dove i figli possono girovagare tutto il giorno senza correre rischi. Un cambiamento che però presenta nuove sfide.
«Oggi la nostra clientela è composta per il 60% da famiglie - conclude Fabris - una clientela che bisogna coccolare così da fidelizzarla, quindi si deve pensare all'animazione per i giovani, ai baby club, ad attività ludiche e competizioni sportive per i ragazzi e facendo riposare i genitori. Solo così ritorneranno e solo così possiamo avere un futuro».
Gerardo Rigoni
Sui sentieri delle malghe
Gerardo Rigoni
Asiago. Un tuffo nel passato alla scoperta dei segreti della montagna con il progetto "La via delle malghe" finanziato dalle Comunità Montane "Spettabile Reggenza" e "Dall'Astico al Brenta"
Sono ottantasette le malghe visitabili con sedici percorsi studiati appositamente per dare maggior "visibilità" a queste strutture vitali per la corretta gestione del territorio, vere sentinelle a difesa degli equilibri ambientali dell'Altopiano.
Attraverso le visite alle malghe si possono ammirare le bellezze dell'Altopiano e il mondo del malghese, cioè colui che lavora il latte. Quindi come vive in stretto contatto con una natura a tratti ingenerosa e l'antico e mai immutato rapporto tra uomo, animale.
Ogni percorso è indicato da una specifica segnaletica. I segnali sono posti all'inizio dell'itinerario, lungo il percorso, in prossimità degli incroci e delle malghe. Questi cartelli forniscono indicazioni relativi ai percorsi per raggiungere le malghe e, in prossimità, sintetizzano i servizi che si possono trovare. I cartelli posti lungo la via elencano la sequenza di località che si raggiungono e riportano tutto il tracciato in forma schematica dove sono indicate le località comprese nell'itinerario stesso.
Buona parte delle malghe offre un servizio di agriturismo; si va dal semplice tagliere di prodotti locali, per buona parte fatti dai malghesi stessi, a pasti completi ma sempre appartenenti alla tradizione locale. In tutte le malghe si possono trovare spiegazioni sulla lavorazione del latte e, in determinati momenti, quando cioè non è in atto il processo di trasformazione, anche visitare i locali dove avviene la lavorazione dal latte al formaggio come tosella, burro e panna.
Le malghe rimangono aperte dai 90 ai 120 giorni all'anno. Tradizionalmente si "caricano", cioè aprono, a inizio giugno e si "scaricano" il 21 settembre, giorno di S. Matteo protettore degli esattori proprio perché chi aveva usufruito degli alpeggi doveva quel giorno saldare il debito verso la comunità proprietaria con prodotti caseari.
Delle 87 malghe del territorio, circa la metà vengono caricate da malghesi del luogo mentre l'altra metà viene da allevatori di Padova e Vicenza.
Gli addetti con diversi ruoli sono 350. Inoltre su 87 malghe 80 sono caricate a bovini e 7 di ovini. Delle 80 a bovini 71 sono caricate con vacche da latte, dove predomina la razza bruna alpina, e 9 con bestiame asciutto per un totale di circa 8.500 bovini e circa 5.000 ovini. Delle malghe caricate ad ovini 4 hanno ovini da latte e 3 di carne.
Le trincee dello Zebio museo della memoria
Gerardo Rigoni
Asiago. Il monte Zebio, la montagna che domina a nord la conca di Asiago, è stato teatro di una delle battaglie più cruente della Prima Guerra Mondiale. Su quelle rocce sono state scritte pagine di storia nazionale, su quei pendii sono stati compiuti atti di eroismo e di abnegazione, su quelle scarpate reparti militari sono entrati nella leggenda.
DIAVOLI ROSSI. Come la Brigata Sassari, quei diavoli rossi che ora sono custodi e proprietari di un lembo di terra dello Zebio, dove sorgeva il cimitero della Brigata, donato qualche anno fa dal Comune di Asiago.
Come la Brigata Catania che ha visto tutti i suoi ufficiali morire sotto lo scoppio della mina italiana esplosa in anticipo, la Mina di Scalambron. Tanto che lo Zebio è ufficialmente terra sacra alla Patria proprio per il sacrificio di migliaia di soldati italiani che si lanciavano contro quel roccaforte naturale per scacciare gli austroungarici da quella posizione, perno centrale della linea di resistenza imperiale.
TESTIMONIANZA. Proprio per la sua importanza come testimonianza storica, sullo Zebio è stato realizzato un ecomuseo all'aperto della Grande Guerra dove, oltre alle testimonianze di manufatti rimasti dalla guerra, si è provveduto anche ad una valorizzazione naturalistico ambientale della zona.
A partire dal 1997 il Comune di Asiago ha intrapreso un opera di valorizzazione del monte Zebio; in seguito opera inserita all'interno del progetto più consistente della Comunità Montana intento alla valorizzazione del patrimonio storico della Grande Guerra su tutto il fronte altopianese.
POSIZIONI. Recentemente sono state ripristinate le posizioni austriache della Crocetta dello Zebio, poste sopra la malga Zebio, e la zona della mina di Scalambron. Il lavoro è consistito soprattutto della pulizia ed il consolidamento di parte della trincea di resistenza e del cratere della mina, il recupero delle postazioni, delle lapidi e dei baraccamenti posizionati nelle immediate retrovie e l'installazione di tabelle e pannelli esplicativi. In più, sul tracciato di un vecchio camminamento italiano nei pressi del Rifugio Stalder è stato realizzato un tratto di trincea a scopo didattico costituita da alcune sezioni "tipo" desunte dall'esame di materiale documentale d'epoca ed in particolare dalle disposizioni del Genio militare. Infine è stato totalmente risistemato l'ex cimitero militare della Brigata Sassari e i resti del comando italiano di settore. Tutti i siti del museo all'aperto sono collegati fra di loro da un percorso ad anello che ne consente una facile e sicura visita.
OBIETTIVO. «L'obiettivo del progetto punta a recuperare, prima ancora dei resti materiali, la testimonianza dei fatti, una sorta di "messa in opera della memoria" - commenta Giancarlo Bortoli, presidente della Comunità Montana, ente capofila del progetto complessivo - Un approccio soft volto a conservare e rendere leggibile ciò che ancora rimane delle opere realizzate dagli eserciti belligeranti mettendo a sistema le specificità e le potenzialità presenti sul territorio. Ciò nella consapevolezza che la diversità di questi luoghi è un patrimonio irriproducibile e la scomparsa delle opere in essi custodite rappresenterebbe una perdita secca e irreparabile, non solo per la memoria della Grande Guerra, ma anche per l'identità stessa dei territori».
Asiago. Schneck: «In vendita le quote dell'aeroporto»
È ancora incerto il futuro dell'aeroporto di Asiago, tanto che la Provincia non solo annuncia di voler cedere il 40% di quote ma si dice favorevole a cederle gratuitamente a Trento. Gioco facile del resto, se si considera il passivo della società.
«Sull'Aeroporto di Asiago seguiamo la stessa linea politica abbracciata per tutte le società partecipate della Provincia - spiega il presidente Attilio Schneck - attenta verifica del bilancio e delle spese, costante monitoraggio delle attività, stretta sui costi».
Schneck commenta così le recenti dichiarazioni del sindaco di Asiago Andrea Gios in merito al futuro dell'aeroporto e lancia una proposta. «Se la Provincia di Trento fosse davvero interessata all'Aeroporto di Asiago, siamo pronti a cedere le nostre quote. Anche gratuitamente. Qualunque sia il destino dell'aeroporto, qualunque sia la vocazione di quest'area e di questa infrastruttura, la Provincia appoggerà scelte di rilancio, anche e soprattutto turistico, dell'Altopiano. Ma non mantenendo società in perdita».
«Non c'è volontà da parte della Provincia - sottolinea il Presidente - di favorire una infrastruttura aeroportuale vicentina a discapito di un'altra, e chi lo sostiene fa solo strumentalizzazione. L'ho detto in campagna elettorale e lo sto dimostrando giorno dopo giorno: la Pubblica Amministrazione deve offrire servizi ai cittadini dimostrando di sapersi gestire con le stesse regole che segue il buon padre di famiglia, facendo sempre quadrare i conti. Una regola che non può valere solo per gli enti locali. Altrimenti le società partecipate diventano strumenti per aggirare ostacoli e non rispettare vincoli». Vincoli e ostacoli che impone la normativa nazionale e che la Provincia ha voluto recepire per se e per le sue partecipate, non solo per rispettare una precisa direttiva della Corte dei Conti, ma anche con la convinzione che questa sia l'unica strada per superare il grave momento di crisi economica che sta vivendo anche l'Italia. In questo campo, peraltro, la Provincia ha anche fatto scuola, organizzando specifici convegni rivolti ad amministratori e a funzionari pubblici per confrontarsi in merito agli obblighi di dismissione di partecipazioni non strategiche, ad appalti "in house", a servizi pubblici locali. Nello specifico, poi, la Società Aeroporto di Asiago Spa è in perdita da parecchi anni, tanto che anche l'amministrazione provinciale Dal Lago aveva denunciato una situazione non più sostenibile, arrivando addirittura a non approvare il bilancio della società. «Onoreremo i nostri impegni - afferma Schneck - ma con un unico obiettivo: che l'aeroporto non pesi sul bilancio della Provincia. Se il rilancio passa attraverso la formazione ad Asiago di un centro nazionale federale del volo a vela, ben venga una partnership con la Federazione Nazionale Volovelistica, ma non a spese della Provincia. ». G.R.
Parco del Sojo nel giro di Mart e Guggenheim
Egidio Zampese
È uscito nelle librerie la "Guida dei luoghi dell'arte contemporanea", edita da Mondadori, che propone, catalogati per regioni e province, i luoghi ed i musei dove sono esposte opere e installazioni d'arte contemporanea.
Tra questi siti vi è anche il "Parco del Sojo" arte e natura di Covolo di Lusiana, ideato, progettato e gestito dell'architetto bassanese Diego Morlin che commenta: « Fa piacere che esperti del settore abbiano apprezzato il lavoro sin qui svolto al Parco del Sojo, vuol dire anche essere riusciti a suscitare forti emozioni nei numerosi visitatori, che in ogni giorno della settimana e periodo dell'anno entrano nel parco».
Fa un certo effetto essere affiancati ad istituzioni conosciute a livello internazionale, quali Arte Sella di Borgo Valsugana, il Mart di Trento, Guggenheim di Venezia. «Vuol dire che abbiamo lavorato bene - commenta l'architetto - Siamo consapevoli dei limiti del nostro progetto e paragonarci a certe istituzioni d'arte contemporanea è improponibile per molti aspetti. D'altro canto vista l'unicità del parco non sarei disposto a nessun cambio».
L'unicità del parco è alla base dell'ispirazione anche per gli artisti, come ricorda Morlin: «Le opere presenti nel parco sono state create da artisti che prima hanno respirato l'aria magica di questo luogo, e da qui hanno preso ispirazione per creare installazioni che a volte vivono in simbiosi con la natura. Molte di queste opere, in effetti, potrebbero essere esposte in Musei d'Arte Contemporanea italiani o stranieri, ma in questo luogo assumono un valore aggiunto inscindibile. Gli artisti possiedono quel qualcosa in più, basta un profumo, la vista di un raggio di luce particolare, dei rumori sordi in lontananza, per far scattare in loro la scintilla generatrice».
Il Covolo è insomma un luogo unico di cui Morlin si è innamorato anni addietro, quando ancora era ricoperto solo da rovi ed arbusti ricoprivano e i sentieri erano stati ingoiati dal bosco incolto o quando mancava la strada per raggiungere la casetta e l'ex stalla, cuore del parco
Ricorda: «Tutto è iniziato con un estenuante lotta per il ripristino di sentieri, fabbricati, boschi, prati, era indispensabile sgrezzare il diamante per poi farlo splendere di nuovo».
Sul futuro Morlin ha le idee chiare: «Il progetto è ambizioso: realizzare un piccolo museo d'arte contemporanea, uno spazio chiuso dovee allestire mostre temporanee che, a rotazione, possono essere proposte al visitatore mantenendo una solida collezione di base in pianta stabile».
Roana. Riecco le capre a forte Corbin
Puntuali come le tasse con la bella stagione le capre si ripresentano al forte Corbin. Una ventina di ovini, abbandonate dal proprietario qualche anno fa e oramai ritornate allo stato brado, ha fatto del caposaldo italiano risalente alla Grande Guerra e di proprietà della famiglia di Severino Panozzo il loro dimora con frequenti scorribande lasciando come ricordo i loro escrementi. Lordura che poi la famiglia Panozzo è costretta a pulire se vogliono rendere il forte, manufatto inserito nel ecomuseo della Grande Guerra, accessibile ai visitatori.
La questione va avanti da anni ma, nonostante la famiglia abbia messo al corrente tutti gli enti possibili e cercato aiuto in varie istituzioni, il problema non trova soluzione. Ed intanto il forte rimane chiuso per invasione di capre causando un danno economico ai Panozzo. G.R.
Roana. Anguane, fate e gnomi parte il Festival cimbro
Gerardo Rigoni
Anguane, sanguinelli, streghe e fate. Gnomi, elfi e babau. I personaggi delle fiabe cimbre saranno nuovamente protagonisti sull'Altopiano impossessandosi di Roana per l'Hoga Zait. Dieci giorni di festival cimbro dove l''anima cimbra degli abitanti altopianesi si ridesta e la gente del posto riscoprono le leggende dei loro avi. Ma l'Hoga Zait non è solo leggende e storia, è la tradizione cimbra al completo, dalla storia di un popolo all'enogastronomia.
Il tutto inizia domani quando alle 21.30 nelle frazioni roanesi si accendono i falò inaugurali "Hobanten aan böordar" accompagnati da suono propiziatorio della Schella che chiama a raduno tutti i presenti. I Trombini di S. Bartolomeo a Canove sparano il segnale iniziale. L'apertura ufficiale di Hoga Zait comunque si terrà venerdì alle 16:30 a Mezzaselva in piazza dei Cimbri dove la Bàibar introduce la manifestazione e presenta se stessa quale personaggio simbolo e voce narrante per tutta la durata dell'evento. In seguito saranno aperti al pubblico la camera/museo dedicata ad Umberto Martaalar e la Vetrina Cimbra Tzimbrises Beestar con esposizione di attrezzi dell'antica civiltà rurale cimbra.
Da quel momento in poi sarà tutto una manifestazione dalla Santa Messa cantata in cimbro a serate culturali come quello al Bostel con musica, racconti e cucina cimbra. Quasi ogni giorno è in programma un escursione in un luogo simbolo della tradizione cimbra con ai Graffiti della Valdassa. Numerose anche le conferenze come la presentazione della Grammatica comparativa dei dialetti cimbri di Bruno Schweizer a cura del Prof. Ermenegildo Bidese dell'Università degli Studi di Trento oppure la presentazione del libro Ultimo Viaggio a Rustene di Andrea Cera Poarst.
Ma l'Hoga Zait è soprattutto leggenda e quindi ecco la festa etnica con fiaccolata in costume attraverso il portale cimbro al Tanzerloch con la ganzega sabato 11 luglio alle 21 oppure lo spettacolo teatrale "La Ghertelina" messa in scena alla Schaff Kùgela in località Bisele domenica 12 luglio alle 21 o infine il concerto in anteprima nazionale di brani inediti tratti dalle opere di Mario Rigoni Stern e presentazione del relativo cd di Maurizio Pagiaro: Canzoni di guerra e d'amore - Omaggio a Mario Rigoni Stern in programma mercoledì 15 luglio alle 21 a Cesuna.
La chiusura domenica 19 luglio. Dopo la transumanza in costume d'epoca con greggi e pastori, donne e bambini, attraverso Hogar Tor per la Val d'Assa in partenza alle 16 alle 21.30 al laghetto Lonaba allestito con fiaccole e torce un grande spettacolo musicale e teatrale in notturna a cura della Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno.
Durante la manifestazione sarà possibile gustare piatti tipici cimbri allo stand gastronomico allestito all'Istituto di Cultura Cimbra e gestito dalla pro loco di Roana.
Rotzo. In duemila alla guerra di trincea
Gerardo Rigoni
Attacco e contrattacco. La conquista di una postazione per poi ricederla al nemico poco dopo. Queste erano le caratteristiche della guerra di trincea, che nella Grande Guerra ha avuto il suo maggiore sviluppo. E questo ha dimostrato i rievocatori durante la rievocazione storica svoltasi domenica alla piana di Campolongo a Rotzo.
Quasi duemila persone, che sarebbero stati molti di più se un temporale non avesse investito l'Altopiano nelle prime ore del pomeriggio, hanno assistito alla rievocazione.
L'EVENTO. Un evento iniziato al mattino con alcuni scontri tra pattuglie italiane ed austroungariche e qualche colpo di mano di squadre di arditi lanciati nell'espugnare un nido di mitragliatrice per poi proseguire nel pomeriggio con una vera e propria azione bellica tra i due eserciti, rappresentati da quasi 100 figuranti, tra cui anche gli alpini della 145 compagnia del Battaglione Sette Comuni rappresentati dai volontari dell'associazione "Per non dimenticare" di Padova. Lo scopo della manifestazione, come sottolineato dagli stessi organizzatori, non è quello di esaltare la guerra ma per ricordare quanto essa fa soffrire i soldati che la combatte e la popolazione che la subisce e quanto sia necessario lavorare attivamente per la pace.
PARENTI. Presenti anche alcuni dei parenti dei quattro soldati, tutti vicentini, caduti al Forte di Campolongo ricordati nel libro "Il Forte di Cima Campolongo" di Leonardo Malatesta e pubblicato per volere del Comune di Rotzo. I quattro sono i caporali Sebastiano Marchesin di Bolzano Vicentino e Pietro Saggin di Monticello Conte Otto ed i soldati Desiderio Pamato di Malo e Alessandro Catelan di Olmo di Creazzo. «Un ringraziamento a quanti hanno contribuito a recuperare le foto dei soldati caduti, ai loro parenti, al Gruppo Storico di Monticello Conte Otto, al Gruppo Alpini di Malo, ai Comuni di Bolzano Vicentino, Creazzo, Malo e Monticello Conte Otto - dice il sindaco di Rotzo, Matteo Dal Pozzo - La rievocazione, fatta qui per onorare i lavori di recupero del forte, è occasione per ribadire ancora una volta l'inutilità delle guerre e le tragedie di famiglie e di intere comunità che queste lasciano alle loro spalle».
Un pulmino a disposizione del giovane popolo della notte
Importante iniziativa sull'Altopiano, in chiave sicurezza stradale, messa in atto dalle nuove amministrazioni.
Per otto sabati sera, in luglio ed agosto, in forma sperimentale sarà a disposizione del "popolo della notte" un pulmino che farà il giro dei locali per evitare che chi abbia alzato il gomito si metta alla guida. L'idea è partita dal neo sindaco di Gallio, Pino Rossi, che ha trovato immediatamente l'appoggio delle amministrazioni comunali di Asiago e Roana.
Rossi ha coinvolto quattordici locali del comprensorio tra discoteche e pub che sosteranno economicamente il "sabato bus". Se alla fine il progetto avrà successo, si studierà il modo migliore per renderlo una realtà consolidata.
«Il pulmino non è un incentivo a bere e trasgredire - commenta Rossi - Però è innegabile che il sabato sera c'è una forte trasmigrazione da un locale all'altro, con centinaia di auto che girano in particolare tra i locali della conca centrale. Anche la stanchezza può giocare un brutto scherzo, o una disattenzione dovuta al semplice stare in compagnia». G.R.
Rotzo. La nuova vita del forte Campolongo
Gerardo Rigoni
Mancano solo le cupole d'acciaio che ospitavano i cannoni da 149 mm per completare il ripristino del Forte Campolongo, il forte italiano gemello del Verena, realizzato a strapiombo sulla Val d'Astico. Un ripristino che sarà festeggiato in grande stile il 4 e 5 luglio con la presentazione dei lavori fatti e, il giorno seguente, la rievocazione storica con figuranti in costume d'epoca.
Quella di Campolongo è la prima opera completata tra quelle previste dal progetto per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale. Il progetto di recupero del Forte Campolongo è partito nel 2006 e ha visto il completamento in tempi abbastanza rapidi grazie al suo buono stato di conservazione. L'imponenza della struttura, costruita tra il 1908 e 1912, ha reso necessario prima di tutto il consolidamento delle parti maggiormente degradate, caserme e copertura, per poi passare ad un intervento di pulizia dai detriti e dalla vegetazione del cortile, dei corridoi del corpo principale e della polveriera.
Il forte, che a suo tempo rappresentava una delle più moderne realizzazioni del Genio militare italiano, nel luglio 1915 venne gravemente danneggiato dal mortaio austroungarico mm situato a Costa Alta; nel maggio 1916 fu ripetutamente colpito da altri mortai che sparavano da Malga Laghetto. Il 22 maggio 1916, abbandonato dall'esercito italiano, cadde in mano austriaca e vi rimase fino al termine del conflitto. Seguirono poi i danni fatti dai recuperanti alla ricerca del ferro nelle mura. Infine il tempo e le intemperie fecero il resto.
«Il ripristino del forte, che lo rende completamente visitabile, è sicuramente un fatto importante dal punto di vista turistico per Rotzo - commenta il sindaco Matteo Dal Pozzo -. Sono già stati istituiti dei corsi per guide turistiche rivolti ai nostri giovani, quindi il recupero del forte rappresenta anche un'opportunità lavorativa. In più l'inserimento del forte nel circuito dell'Ecomuseo, e quindi del turismo legato alla Grande Guerra, dovrebbe garantire un continuo apporto di chi manifesta interesse per questo periodo storico, che man mano si allontana nel tempo desta sempre più interesse».
Asiago. Tra i lavori pubblici un'area sosta camper
Gerardo Rigoni
Partito ad Asiago il programma dei lavori pubblici previsti per quest'anno. E adesso con la riconferma del sindaco Gios il programma dei lavori partirà ancora più spedito.
A quelli già previsti, grazie ad un cospicuo avanzo di bilancio, si aggiungeranno lavori stradali per altri 250 mila euro.
Tra le opere più significative, spicca il parcheggio per camper che l'amministrazione comunale si accinge a realizzare alle porte del paese in via Baracca, in pratica di fronte al Consorzio tra i Caseifici. Un'opera fortemente voluta che, una volta completata, darà 90 posti camper alberati attrezzati di tutto, energia elettrica, acqua potabile e scarico di acque nere il tutto completato con aree attrezzate per il picnic, parco giochi e aree relax. Un'area questa fondamentale per il turismo camperista continuamente in ascesa.
«L'area è quella che abbiamo ritenuta la più idonea, a pochi passi dal centro ma nello stesso tempo defilato, e alle porte del paese così da evitare ai camperisti di dover attraversare tutto il paese, cosa complicata con un mezzo grande soprattutto in periodi di grande afflusso turistico - spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Giampaolo Rigoni - Con il primo stralcio saranno realizzati i servizi essenziali e sottoservizi, poi con il secondo e conclusivo stralcio le opere di abbellimento e di comodità.
Le piazzole saranno accessibili con un servizio a pagamento automatico e all'entrata della zona sarà costruita una palazzina dove saranno dislocati le docce, i bagni e un punto informativo collegato con gli uffici turistici».
Tra gli interventi stradali, oltre alle asfaltature delle vie san Carlo, Ceresara, Fiume e Mulche che sia aggiungono a quelli già previsti dal piano annuale delle opere pubbliche, c'è il secondo stralcio della strada Bivio Sasso con la sistemazione e la messa in sicurezza della strada che collega la frazione al capoluogo per una spesa complessiva di oltre 500 mila euro in lavori sulla viabilità oltre ai 400 mila già previsti.
Altri lavori in programma sono il rifacimento dei serramenti esterni e la messa in sicurezza degli impianti della scuola media "Reggenza Sette Comuni" grazie anche ad un finanziamento regionale di oltre 300 mila euro, il rifacimento del tetto delle case popolari "ex filovia" e lavori di sistemazione della stazione dei carabinieri.
Aeroporto, un Consiglio per uscire dalla bufera
Gerardo Rigoni
Asiago. Nominato il nuovo cda della società di gestione dell'aeroporto "Romeo Sartori" di Asiago. Dopo il periodo burrascoso dell'inverno scorso, quando sembrava che le sorti dell'aeroporto fossero segnate dall'intenzione della Provincia di Vicenza di uscire dalla società "Aeroporto Asiago spa", si è deciso tuttavia di proseguire con un nuovo cda tecnico per vedere di risollevare le sorti dell'aerostazione. Una prima riunione ufficiale è prevista per il 1° luglio.
La società di gestione è composta da sei soci: i Comuni di Roana, Asiago e Gallio nonché dalla Provincia di Vicenza, dalla Camera di commercio di Vicenza e dalla Comunità montana "Spettabile Reggenza".
I soci hanno nominato presidente l'industriale bassanese di origini galliesi Bernardo Finco, che presiederà il consiglio composto da rappresentanti nominati dai vari soci. Un cda tecnico appunto, formato da piloti, anche professionisti, da specialisti di servizi aeroportuali e da imprenditori che dovranno invertire una rotta che rischia di mettere in serio pericolo il futuro dell'aeroporto. Le difficoltà sono ordine economico tanto che, a quanto sembra, da qualche tempo la società non riesce a far fronte ad alcune spese. Debiti che i soci sono disposti a risanare, in particolare su spinta dei Comuni, ma solo di fronte ad un business plan serio e proiettato al futuro.
Una possibilità all'aeroporto arriva dalla Federazione italiana volo a vela che, attraverso il suo presidente Leonardo Brigliadori, ha proposto di portare ad Asiago il Centro tecnico federale, in modo da gestire le varie attività della Federazione stessa,
Una proposta che ha raccolto subito l'entusiasmo della società di gestione: «Personalmente ritengo che la costituzione di un centro federale di Asiago rappresenterebbe motivo di vanto per il nostro territorio, da sempre votato per il volo ed al volo a vela in particolare - commenta Finco - Garantiamo il nostro pieno sostegno per iniziare una collaborazione così significativa. Tale disponibilità è confortata dalla consapevolezza degli organismi pubblici e di questo cda dall'alto significato che la presenza del centro federale assumerebbe come eccellenza per la struttura».
Asiago. I bambini hanno scelto L'orso si chiama Likkot
Gerardo Rigoni
Si chiamerà Likkot l'orso bruno Kj2g2 che da oltre un anno ha scelto l'Altopiano come casa. Il nome, che in cimbro significa goloso, è stato scelto tra la cinquantina di proposte presentate al concorso lanciato in aprile dal Museo naturalistico didattico di Asiago. La scelta definitiva è stata fatta proprio dai bambini che hanno partecipato al concorso durante la festa degli alberi.
Al concorso, anzi "concOrso" come sottolineano gli ideatori, hanno partecipato 18 classi dei vari plessi delle scuole elementari dell'Altopiano per un totale di circa 300 alunni. Da questa prima fase molti sono stati i nomi proposti per l'esemplare di orso bruno, circa una cinquantina, di cui buona parte in lingua cimbra come indicato nel "concOrso".
«L'impegno dimostrato dai bambini nel trovare un nome per l'orso ospite sull'Altopiano ha messo a dura prova la commissione esaminatrice che tra la mole di nomi ne ha scelti due - dice il responsabile del museo naturalistico Carlo Zanin - Grazie al prezioso contributo dell'Istituto di Cultura Cimbra di Roana, del Museo Naturalistico, del Corpo Forestale e del Comune di Asiago sono stati scelti i due nomi da sottoporre alla votazione finale direttamente ai bambini presenti alla Festa degli Alberi».
I nomi scelti erano "Likkot" e "Baltzar", che in cimbro significano rispettivamente goloso e furbo. «I bambini - aggiunge Zanin - si sono dimostrati entusiasti e molto contenti di poter scegliere in prima persona il nome per l'amico orso, anche perché chi meglio di loro poteva dare un nome ad un animale che molto si lega all'infanzia di un bambino?».
Alla fine quasi all'unanimità i bambini hanno deciso per il nome Likkot, proposto dalla quinta elementare di Rotzo, che ha ricevuto in premio del materiale didattico sull'orso e dei libri di favole in lingua cimbra.
La giornata dedicata agli alberi è poi proseguita alla "Calcara della Nasa", dove sono stati piantati i giovani faggi, aceri e frassini da parte dagli 130 alunni delle classi elementari seconda e quarta dell'istituto Farina e del plesso "M. Ortigara", accolti per l'occasione dal diririgente scolastico Francesco Tognon, oltre che al vicequestore aggiunto forestale Isidoro Furlan e dai rappresentanti dell'Amministrazione comunale di Asiago.
Asiago. Museo naturalistico
Dedicato il museo naturalistico di Asiago al maestro elementare e naturalista Patrizio Rigoni scomparso l'anno scorso. L'iniziativa è del gruppo "Amici del museo" con il Comune. «Il museo naturalistico è una creatura di Patrizio che l'ha voluto fortemente - sottolinea Gian Battista Rigoni Stern, assessore al patrimonio - Inizialmente era un piccolo laboratorio didattico per poi svilupparsi in una struttura che consente di avvicinare gli studenti e i visitatori alle varie componenti ecologiche del nostro ambiente».
All'interno sono conservati numerosissimi esemplari di flora. Il museo offre un approccio moderno per la conoscenza dell'ambiente, della flora e della fauna dell'Altopiano. È visitabile fino al 9 giugno dalle 9 alle 13 nei giorni feriali e dalle 16 alle 19 nei giorni prefestivi e festivi. G.R.
Asiago. Le opere dei ragazzi ricordano Rigoni Stern
È stato aperto nei giorni scorsi la mostra "Maestra Montagna, gli occhi dei ragazzi raccontano".
La mostra, che rimarrà visitabile fino al 9 giugno nella palestra dell'Istituto tecnico commerciale Pertile di Asiago, raccoglie i lavori realizzati in quest'anno scolastico dagli alunni delle scuole di Asiago, Gallio, Roana e Rotzo nell'ambito del progetto "Maestra Montagna", iniziativa sviluppata in ricordo di Mario Rigoni Stern e Patrizio Rigoni.
«Un progetto molto articolato accolto con entusiasmo, prima dagli insegnanti, che sono stati bravissimi, ingegnosi ed instancabili, e poi dagli alunni, altrettanto bravi nel realizzare lavori meravigliosi, per ricordare due personaggi, testimoni della nostra terra che sono venuti a mancare a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro: Mario Rigoni Stern e Patrizio Rigoni - ha spiegato il dirigente scolastico Francesco Tognon - Il progetto ha coinvolto i tre ordini di scuola: elementari, medie e superiori, creando un preziosa occasione di unione, collaborazione e superamento dei campanilismi».
In pratica il progetto ha voluto che i ragazzi prendessero come punto di partenza la grande eredità lasciata dai due personaggi, scritti e fotografie, e da li partire per andare incontro ad un ritrovo con la propria terra attraverso la tradizione, la storia, le leggende e la natura dell'Altopiano. Un percorso tradotto anche in una esperienza concreta e viva con lo studio di particolari itinerari all'aperto scelti nelle vicinanze delle varie scuole. G.R.
Roana. Dopo mezzo secolo ritorna la "Vaca Mora"
Gerardo Rigoni
Roana. Nemmeno la pioggia ha rovinato la festa del ritorno dopo 50 anni del trenino alla stazione di Canove. Numerose persone si sono trovate nel piazzale che fiancheggia il Museo della Grande Guerra di Canove per dare il bentornato ad una locomotiva che, pur non essendo proprio una delle quattro che sferragliava su per il Costo, è dello stesso tipo e delle stessa epoca.
Appassionati, nostalgici, semplici curiosi erano in molti a partecipare alla breve ma significativa cerimonia che ha visto la partecipazione anche di Casimiro Grotto, l'ultimo macchinista della "Vaca Mora", che oggi ha 102 anni.
"L'idea di ritrovare uno delle locomotive del trenino nasce anni fa con alcuni volontari che lo propose all'allora amministrazione Bolzon, idea che poi abbiamo ripreso - spiega il sindaco Mario Porto - Una locomotiva è stata poi individuata a Chiusa in Valle Isarco che le Ferrovie dello Stato erano disposti a cederci gratuitamente una volta bonificata la caldaia ricoperta in amianto."
Era il 4 dicembre 1909 quando la prima vaporiera giungeva alla nuova stazione ferroviaria di Asiago accolta con sventolio di bandiere e di fiori perché finalmente l'Altopiano si avvicinava alla pianura. Prima di allora solo quattro vie collegavano l'Altopiano con la pianura veneta; la strada carrozzabile del Costo, la Calà del Sasso con i suoi 4444 gradini, la Pioveva di Sopra di 4480 gradini e la Pioveva di Sotto con 5680 scalini. L'opera era considerata, per il suo tempo, "la più ardita d'Italia" per via del ponte sull'Astico e per la pendenza di 125 per mille che il treno doveva superare aiutata dalla cremagliera che s'innestava subito dopo Cogollo del Cengio.
La linea partiva da Piovene Rocchette e raggiungeva Asiago in circa 2 ore, 1 ore e 20 minuti in discesa, ed è stata voluta dalla Società Veneta di Padova, il Lanificio Rossi e la Provincia di Vicenza che, insieme, nel 1904 hanno costituita la Società Ferrovie Nord Vicenza per realizzare e gestire la linea ferroviaria su un idea lanciata ancora nel 1882 dal senatore Alessandro Rossi, originario dell'Altopiano. I lavori sono iniziati nel luglio del 1904 con Decreto Reale terminando nel 1909 su progetto dell'ingegner Ferdinando Shacke di Graz ed eseguito dagli ingegneri G.B. Saccardo, Q. Dalla Valle di Milano e Giovanni Letter. Al temine dei lavori l'opera è costata oltre mezzo milione di lire e si sviluppava su quasi 22 km di binari lungo la quale si affacciavano 7 stazioni.
Roana. Musei aperti e visite guidate
Anche il Comune di Roana aderisce all'iniziativa "La notte dei musei" prevista per il 16 maggio. L'idea, nata nel 2005 dal Ministero della Cultura e della Comunicazione francese, è stata pensata per dare la possibilità di visitare i musei nell'orario normale di apertura. Quest'anno aderisce alla proposta, oltre al Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, anche Scozia, Irlanda del Nord, mentre Belgio, Serbia e le municipalità di Copenaghen, Barcellona e Bucarest amplieranno le loro proposte.
Il Comune di Roana aderisce con il Museo dei Cuchi e l'Istituto di Cultura Cimbra nonché con il Museo di Forte di Punta Corbin, il Museo della Grande Guerra a Canove e la Collezione Rovini. Oltre all'apertura notturna dei musei sarà organizzato un tour a tappe dei musei della Grande Guerra, quindi nei complessi di Corbin, Canove e la collezione Rovini, con ritrovo alle ore 19.30 al Museo di Forte di Punta Corbin di Tresché Conca. Modalità, orari e prenotazione obbligatoria saranno a cura dello chalet turistico del Comune, tel. 0424 69 43 61. G.R.
Asiago. Ospedale, tutti uniti in attesa di Venezia
Asiago. «È chiaro, vedere la determinazione di tutti gli enti interessati nel portare avanti il progetto del nuovo ospedale di Asiago è gratificante e ci ripaga per tanti anni di fatiche, lotte e paure. Il nostro non vuole essere una polemica ma un auspicio, che questo ospedale possa essere terminato nei tempi prestabiliti e che poi non rimanga un bel contenitore».
Commenta così Lucio Spagnolo, presidente del Comitato Tutela Altopiano, il gruppo nato oltre 15 anni fa proprio per difendere la sanità altopianese da schede di dotazione ospedaliera regionali che avrebbero ridotto il nosocomio altopianese a poco più di un pronto soccorso.
«Momenti foschi che speriamo appartengono al passato - dice Augusto Brugnaro, presidente dell'Ulss 35, l'unità socio sanitario dell'Altopiano sorto negli anni '80 e poi confluito nell'azienda sanitaria bassanese nei primi anni '90 - Siamo ad un momento luminoso della nostra sanità e assistenza socio sanitaria; il progetto del nuovo ospedale è stato presentato con rassicurazioni attendibili sulle intenzioni regionali di sostenere il progetto fino alla consegna della struttura alla popolazione, la casa di riposo è oramai cosa fatta e si parla nuovamente di Mezzaselva come struttura da rilanciare, sì i tempi foschi credo appartengono al passato».
Infatti prosegue anche il concorso d'idee indetto dall'Ulss 3, grazie allo stanziamento di 500.000 euro della Regione finalizzato a raccogliere le migliori proposte per il rilancio dell'ex Istituto Elioterapico di Mezzaselva di Roana. G.R.
Roana. Dopo cent'anni torna la locomotiva
Si prospetta un fine settimana pieno di appuntamenti a Roana. Si inizia sabato 25 aprile con la commemorazione della Liberazione a Treschè Conca a partire dalle 10. Si sfilerà per le vie della frazione partendo dal piazzale Belmonte per raggiungere la piazzetta antistante la Pro loco. Alle 10.30 sarà celebrata la messa all'aperto, cui faranno seguito l'orazione ufficiale del sindaco di Roana, Mario Porto, e il discorso commemorativo di un rappresentante degli Ex Combattenti e Reduci. Alle 11.30 saranno deposte le corone ai monumenti ai Caduti. La cerimonia sarà accompagnata dalla banda "Monte Lemerle" di Cesuna.
Domenica 26 al Museo della Grande Guerra 1915-1918 a Canove avrà luogo la presentazione della "Locomotiva monumentata", acquistata recentemente dall'amministrazione, nel centenario dell'inaugurazione della ferrovia Rocchette - Asiago. Il 24 aprile del 1909, infatti, arrivava a Roana la prima locomotiva della linea. La cerimonia di presentazione inizierà alle 10 con il ritrovo al museo; sarà presentata la locomotiva e ci saranno i discorsi delle autorità. Alle 11.15 è prevista una descrizione tecnica e storica.
Per tutto il fine settimana infine si svolgerà la 9a Biennale internazionale del fischietto in terracotta, con le opere di maestri cucàri da tutto il mondo (la rassegna nel 2007 ha contato ben 190 artisti). La Biennale internazionale del fischietto di terracotta ha raggiunto un prestigio ed una notorietà di settore tali da disporre di una partecipazione artistica ai più alti livelli internazionali. G.R.
Enego. Progetto di Marcesina. Minoranza all'attacco
Gerardo Rigoni
«Un autentico colpo di reni a questo territorio». Così l'assessore regionale Oscar De Bona aveva definito il progetto di valorizzazione turistica, ambientale e naturalistica della piana di Marcesina durante la presentazione dell'intervento da tre milioni e mezzo di euro.
Soldi provenienti dall'intesa tra la Regione Veneto e la Provincia di Trento, sottoscritta per favorire la cooperazione tra i rispettivi comuni di confine e che mette sul tavolo dodici milioni di euro all'anno per tre anni, di cui dieci a carico di Trento e due del Veneto.
Un piano che, tuttavia, ora che è giunto alla fase esecutiva, desta qualche perplessità tra alcuni cittadini di Enego. Questi temono infatti che i lavori possano intaccare in modo irreversibile uno delle poche zone dell'Altopiano rimaste pressoché immutate.
IL PROGETTO. Interessa la porzione della piana ricadente nel territorio comunale di Enego e si propone di promuovere una frequentazione della piana nel rispetto delle regole per la preservazione delle specificità ambientali e naturalistiche del territorio. Il progetto è articolato in dieci ambiti di intervento riguardanti altrettanti siti dove si prevedeno recupero e valorizzazione delle testimonianze della Grande Guerra, opere di sistemazione della vecchia "Casetta Forestale", la messa in sicurezza del Forte Lisser per creare un museo, la realizzazione di segnaletica e cartellonistica didattico illustrativa, la riqualificazione di aree attrezzate per sosta con focolari, tavoli e servizi igienici per il pic-nic e, infine, la creazione di aree di sosta per autovetture ed infine aree attrezzate per camper.
LE CRITICHE. A destare critiche sono i numeri stessi del progetto. Un gruppo di eneghesi, con una lettera inviata a tutto il consiglio comunale, si chiede se almeno un parte del finanziamento non potesse essere destinato ad interventi più essenziali e prioritari. Altri, invece, si soffermano sulle superfici interessate dal progetto. Si tratta di 33.600 metri quadrati di territorio con 840 posti auto, 50 posti camper, 14 aree picnic, 12 aree servizi con bagni. Parcheggi e servizi a pagamento.
«Sono stati proprio bravi – ha commentato, non senza una nota d'ironia, il capogruppo di minoranza Alfonso Meneghini – hanno portato a termine un progetto senza minimamente coinvolgere né la popolazione, né la minoranza».
LA DIFESA. «Rispondo alle critiche con una domanda: ma vi pare che sia la commissione trentina sia quella veneta che hanno studiato il progetto lo avrebbe appoggiato in pieno, portandolo oltretutto come esempio, se avesse avuto un impatto ambientale negativo in una zona Sic» domanda il sindaco di Enego Igor Rodeghiero.
«Gli interventi riqualificano cose già esistenti; i parcheggi saranno migliorati, la viabilità sarà resa percorribile non con asfalto ma con materiali ecologici, le zone picnic saranno circoscritte in aree ben precise per evitare "assalti selvaggi" a quest'are di grande pregio – continua – Il progetto è più nell'ottica conservatrice di parco che di sviluppo in senso stretto, si vuole proprio tutelare la Piana per le future generazioni».
Raccolta differenziata obbligatoria per tutti
Gerardo Rigoni
L'11 maggio arriva la raccolta differenziata sull'Altopiano. Non che prima non ci fosse la possibilità di differenziare ma da maggio non sarà più una scelta ma un obbligo per la cittadinanza, i proprietari di seconde case ed i turisti tutti.
La riorganizzazione del servizio rifiuti, che coinvolge contemporaneamente Rotzo, Roana, Asiago e Gallio, sarà operativa da maggio ma la cittadinanza comincerà a essere sensibilizzata a breve sulle principali novità, adottate già in molte aree del territorio servito da Etra.
UTENZA. L'utenza è stata divisa in tre tipologie e per ognuno è stata studiata una campagna d'informazione specifica. Agli utenti residenti e alle ditte sarà inviato una lettera introduttiva dove si preannuncerà gli incontri pubblici intineranti; il prima a Cesuna il 6 aprile per poi terminare il 6 maggio ad Asiago.
Saranno anche allestiti sul territorio dei punti informativi, gli Etrapoint, dove sarà anche distribuito il materiale necessario al nuovo servizio e che consiste in una chiave per il contenitore dell'umido, una tessera per il contenitore del secco, un secchiello perla raccolta dell'umido d una prima fornitura di sacchi biodegradabili sempre per usare con l'umido. Materiale che sarà fornito anche ai proprietari di seconde case e a tutti gli utenti del servizio di raccolta rifiuti, in pratica a tutti coloro che pagano la bolletta. E l'ospite giornaliero che sale sull'Altopiano per fare un picnic?
«È un aspetto attentamente valutato assieme alle amministrazioni e si è arrivati alla conclusione che il giornaliero dovrà riportarsi a casa i rifiuti prodotti - spiega Walter Giacetti, direttore della Divisione ambiente di Etra - può sembrare forte una simile decisione, ma ogni alternativa sarebbe di difficile attuazione. È comunque una politica consolidata da anni in alcune zone d'Italia, per esempio l'Alto Adige, e che non ha provocato fastidi o comportamenti maleducati come l'abbandono di rifiuti».
ORGOGLIO. «Confidiamo nell'orgoglio di chi vive e frequenta l'Altopiano», commenta Ivan Baù, assessore asiaghese all'innovazione tecnologica. Un'evoluzione culturale, come definito dal consigliere delegato di Roana Marisa Zotti, che troverà qualche difficoltà all'inizio ma che alla fine è la continuazione obbligata per un turismo ecosensibile considerato il nostro ambiente.
Asiago. «Un libro verde che possa aiutare la montagna»
La montagna approda al Parlamento Europeo di Bruxelles. Con una richiesta sostenuta da oltre 300 rappresentati delle regioni montuose europee, la montagna italiana e vicentina in particolare chiedono che il Parlamento Europeo si faccia promotore di un "Libro verde" dedicato alle raccomandazioni politiche per la tutela e lo sviluppo della montagna.
Portavoce della montagna italiana è il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder che ha spiegato: «È stato proposto un pacchetto di misure alla Commissione europea per definire una politica specifica per la montagna e rispondere così alle necessità che le Regioni montane elaborino piani specifici secondo le diverse vocazioni, da quella turistica a quella agricola o industriale. L'obiettivo è quello di condividere l'impostazione di una programmazione intersettoriale che rafforzi la collaborazione tra fondovalle e montagna».
Tra i punti da sviluppare nel libro verde secondo il Comitato delle Regioni ci sono: migliorare, laddove ciò può essere fatto senza danni all'ambiente, l'attrattività e l'accessibilità delle regioni di montagna per le imprese e per i cittadini potenziando le vie di comunicazione terrestri e digitali, favorendo l'innovazione e la creatività nella valorizzazione delle risorse umane e dello spirito d'impresa.
Il presidente della Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni Giancarlo Bortoli, commentando l'iniziativa, ricorda i numeri della montagna italiana: 4000 Comuni che coprono il 54% del territorio con 11 milioni di abitanti e che producono il 17% del Pil.
E spiega: «La montagna non vuole essere considerata esclusivamente come zona svantaggiata, ma come un'area dal grande potenziale di risorse umane ed economiche che vanno sostenute finanziariamente, toccando le politiche agricole, ambientali, di trasporto, energetico, occupazionali, di ricerca e innovazione. Il territorio montano può diventare sede di processi innovativi capaci di valorizzare il territorio e le filiere produttive connesse ad un'economia ecocompatibile».
Conclude Bortoli: «Bisogna ricordarsi che la montagna è essenziale per la vita e che, dovendo far fronte a svantaggi naturali permanenti, i territori di montagna fungono tradizionalmente da territori pilota in materia di sviluppo sostenibile potenzialmente innovativo. La montagna potrebbe essere la chiave di svolta per tutto il pianeta». G.R.
Asiago, le auto per i disabili
pagate dalla pubblicità
Asiago. Mettere a disposizione automezzi per disabili con pubblicità aziendale con cui pagare la vettura stessa a vantaggio dei servizi di assistenza domiciliare. È quanto si appresta a fare Asiago che, il 3 marzo, siglerà un accordo al fine di avere dei mezzi in comodato d’uso che verranno acquistati grazie alla pubblicità che, le aziende della zona, vorranno fare utilizzando gli stessi veicoli. Si tratta di un’iniziativa, mutuata dalla Germania, che ha avuto il plauso della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficienza ed efficacia del Sistema sanitario nazionale.
Asiago. Mondiali hockey ghiaccio sono un richiamo per i turisti
Gerardo Rigoni
Può una manifestazione sportiva rilanciare il territorio? Il Comitato organizzatore dei mondiali di hockey su ghiaccio under 18 sono convinti di sì. La kermesse che vedrà le nazionali under 18 di Italia, Danimarca, Lettonia, Austria, Giappone e Francia, competere allo stadio Odegar dal 29 marzo al 4 aprile per il titolo mondiale di prima divisione, viene vista come un palcoscenico dove esibire la capacità organizzativa, la cultura dell'accoglienza e il fascino dei luoghi per aspirare a competizioni ancora più prestigiose. E con gli eventi arriverebbero anche investitori importanti.
«La Città di Asiago, in collaborazione con l'Hockey club Asiago, la Federazione sport del ghiaccio e le Società altopianesi del ghiaccio saranno le protagoniste dell'evento internazionale - commenta il presidente del Comitato, Mario Livore -. Che Asiago e l'Altopiano siano apprezzate dalle federazioni nazionali ed internazionali è un fatto acquisito, basti vedere che in 5 anni i mondiali sono stati assegnati ad Asiago tre volte. È altresì assodata la capacità organizzativa della città, consolidata con le gare della portata della Coppa del mondo di sci nordico. Però la risposta in visibilità, autorevolezza e ritorno turistico non è mai abbastanza».
Per cercare di migliorare questo trend gli organizzatori hanno pensato di coinvolgere soprattutto i giovani e la città perché sforzi e successi devono essere precipiti da tutti. Altro obiettivo è rilanciare lo stadio Odegar come punto di ritrovo e di aggregazione. Infine, far riscoprire l'hockey su ghiaccio agli altopianesi.
«L'Hockey Asiago è stato la casa per generazioni di giovani altopianesi - dice il presidente dell'Asiago Piercarlo Mantovani - Tutto lo sport sta attraversando un periodo di grosse difficoltà. Sarebbe un peccato se il connubio Asiago e l'hockey dovesse perdere di impatto». Tanto più che dopo i 100 anni di turismo, Asiago sta per festeggiare i 75 anni dell'Hockey Club Asiago. Un anniversario che la squadra e la sua dirigenza vorrebbe celebrare nel miglior dei modi.
Asiago, Un piano di asfaltature contro le vie groviera
Gerardo Rigoni
Asiago. Strade ridotte ad un groviera oramai oggetto dell'ironia dei cittadini asiaghesi. Strade indicate come percorsi da motocross, la zona storicamente nota come "Cuba" ribattezzata Beirut, studenti legati da una corda come in una spedizione alpinistica per evitare che qualcuno finisca inghiottito da qualche buca. Le condizioni delle strade asiaghesi non sono mai state così malridotte, destando non solo l'ironia ma anche le proteste dei cittadini; proteste a cui l'amministrazione comunale ha voluto rispondere schierando sindaco e assessori con progetti di rifacimenti alla mano per spiegare, chiarire, tranquillizzare.
IL SINDACO. «Siamo ben consapevoli del grave stato delle nostre strade e del disagio che questa situazione provoca, una situazione che ci preoccupa ma che è causata da molteplici fattori - spiega il sindaco di Asiago, Andrea Gios -. Asiago è stata interessata da numerose opere pubbliche che hanno avuto bisogno di molteplici scavi lungo le strade, come lo scolmatore, il teleriscaldamento, lavori di miglioramento dei sottoservizi. Molti di questi lavori proseguiranno quest'anno quindi non ha permesso il rifacimento regolare dei fondi stradali ma solo la posa di manti bitumati provvisori. Questo associato a condizioni meteo particolari con venti nevicate seguite da continui geli e disgeli ha ridotto le nostre strade alle condizioni attuali».
BILANCIO. Inoltre alcuni lavori stradali sono stati sospesi per evitare che venissero eseguiti in autunno con il freddo, mentre altri ancora sono stati posticipati per deviare i fondi a loro destinati a favore delle famiglie attraverso progetti dei servizi sociali, il sostegno per le spese scolastiche, per il riscaldamento agli anziani ed altri ancora. «È stata una scelta dettata dal momento difficile che stiamo attraversando - dice l'assessore al bilancio Ivan Baù - Ora abbiamo chiesto un sostegno anche alla Regione per assicurare la capacità di spesa di spalatura neve per il prossimo inverno, visto quanto già stanziato a bilancio per il 2009 sta rapidamente consumando».
L'assessore ricorda, rispondendo a una battuta che gira in questi giorni "meno fuochi d'artificio, più asfalto", che buona parte delle manifestazioni, ed in particolare il prossimo "Fiocchi di Luce", sono sostenuti dagli sponsor e quindi non incidono sul bilancio comunale, come si può presupporre.
LAVORI PUBBLICI. Poi tocca all'assessore ai lavori pubblici Giampaolo Rigoni che enumera un lungo elenco di opere pronte a partire in primavera. L'asfaltatura delle vie Ceresara, i Cinque fino ai Podestà, le zone Guardinalti - Bosco e Cassorda - Val Longhini, nonché le vie Matteotti, Fiume, Cairoli e Cavour. «In autunno proseguiremo lungo le vie che non potevamo asfaltare in primavera, come la zona industriale che sarà interessata dalla metanizzazione o la contrada Pennar interessata agli allacciamenti del teleriscaldamento - spiega Rigoni -. Saranno rifatti anche molti marciapiedi altrettanto danneggiati dai lavori e dall'inverno. Vorrei infine ricordare che sono già state accumulate 1.550 ore di lavoro dai quattro operai comunali per la sistemazione di strade e marciapiedi e altri lavori connessi alla neve».
L'APPELLO. Alla fine il sindaco e gli assessori sottolineano un particolare: «Chiediamo intanto alla popolazione un po' di pazienza e di comprensione, ma soprattutto chiediamo che ci si riappropri di un certo orgoglio di paese, pulendo i marciapiedi dinanzi alle proprie abitazioni o esercizi, segnalando problemi con garbo agli uffici, dando una mano magari agli anziani che fanno fatica a pulirsi il vialetto. È una questione di stile oltre che di civiltà».
Asiago. Ora il Cimbro ha la sua bibbia in 800 pagine
Asiago. Con la presentazione nella sala consigliare di Asiago del "Zimbrische Gesamtgrammatik. Vergleichende Darstellung der zimbrischen Dialekte" un patrimonio storico culturale è stato restituito ai cimbri. Il libro edito dalla casa editrice Steiner di Stoccarda, frutto di sei anni di lavoro e ricerche del professore statunitense James Dow, è in pratica un compendio grammaticale comparativo ritenuto il più completo e documentato sulle varietà cimbre parlate. Oltre 800 pagine di manoscritti sulla lingua cimbra raccolti in 20 anni di ricerche fatte dallo studioso tedesco Bruno Schwiezer, manoscritti conservati all'Università di Marburg ma mai completamente esaminate, sono state analizzate, raggruppate e poi pubblicate grazie al lavoro del professore dell'Università dell'Iowa finanziato in parte anche dalla Fondazione John Simon Guggenheim..
Ma come mai un professore statunitense si interessa del cimbro e perché una fondazione della levatura del Guggenheim abbia finanziato queste ricerche? Il motivo lo spiega lo stesso professore "La lingua potrebbe scomparire già con la prossima generazione quindi è fondamentale completare uno studio sulle basi della lingua fino a quando ci sono ancora delle persone in grado di rispondere a domande rilevanti. Nella conservazione di culture antiche la Fondazione ha spesso partecipato - spiega il professore Dow - Il mio interessamento al cimbro è stato un proseguo naturale dei miei studi sulle lingue germaniche. Dal tedesco sono passato all'austriaco attraverso le varie forme dialettali, bavarese, tirolese, e via dicendo ma mancava qualcosa … quel qualcosa era il cimbro. Da questa rivelazione sono passato a scoprire il carteggio di Bruno Schwiezer che mi portò alla conoscenza dell'isola linguistica cimbra di Luserna e da lì l'Altopiano asiaghese e quello di Giazza nel veronese."
Nel 2002 Dow passa un anno tra Berlino nel Bundesarchiv, Marburg al Deutscher Sprachatlas e Vienna dove vengono trascritte le registrazioni fatte da Schweizer agli abitanti di Luserna e Giazza.
«Questo libro pone più domande che risposte sulla lingua cimbra e le sue origini - conclude Dow - Ripropone per esempio la tesi delle origini longobarde e gotiche del cimbro. Domande che potranno essere approfondite da futuri studiosi e che aiutano a tenere viva questa lingua che Schweizer amava e che anch'io ho imparato ad amare». G.R.
Asiago. Sgombraneve col Gps, tutto da decidere
Luigi Frigo
Oltre alle nevicate sull'Altopiano continuano a fioccare tante lamentele. Fulcro della questione è la scarsa operatività dei mezzi spala neve che non garantirebbe, a detta di residenti e turisti, un servizio efficiente.
Le lamentele avevano suscitato l'intervento dell'assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo che quest'anno doterà i mezzi spargi sale e spala neve di dispositivi Gps in cabina e sensori elettronici sulle pale. Il sistema Gps consentirà di verificare dove sia collocato un automezzo e se questo sia in movimento o inoperante. L'installazione dei sensori Gps non aveva trovato l'approvazione dei fornitori del servizio di pulizia strade e ora nemmeno la conferma di Vi.Abilità, braccio operativo della Provincia, che frena sulla data di messa in opera del servizio prevista da Toniolo entro ottobre 2009.
«Vi.Abilità è da tempo intenzionata di dotare sia i propri mezzi sia quelli delle ditte che operano per essa, di un sistema di rilevamento satellitare - spiega Carlo Fongaro, presidente di Vi-Abilità - tant'è vero che stiamo esaminando alcune offerte per individuare il sistema più adeguato ma ad oggi non abbiamo ancora trovato né la ditta né la procedura per la sua individuazione. La decisione di introdurre un sistema di rilevamento non va vista come un'iniziativa contro le ditte che lavorano per Vi.Abilità ma come un utile strumento per il coordinamento dei mezzi che lavorano per la società. Attualmente non è possibile stabilire quando entrerà in funzione il sistema».
Il sistema servirebbe se non altro ad un maggiore coordinamento dei mezzi spalaneve e spargisale in un'ottica di miglioramento del servizio. «Fino al 31 dicembre 2008 - continua Fongaro - sono stati spesi per l'Altopiano 410 mila euro, comprese 1.200 tonnellate di sale e 2 mila tonnellate di ghiaino».
Nonostante questo, residenti e turisti continuano a ravvisare carenze nel sistema. «In 32 anni che frequento l'Altopiano non ho mai visto una situazione così penosa - racconta Giovanni Valente, turista con una casa a Rotzo -. Credo che le mancanze siano da ravvisare in un enorme ritardo nell'intervento dei sgombraneve, nella velocità di percorrenza dei mezzi troppo alta e nel contempo pericolosissima, nella poca accuratezza ed efficacia del lavoro svolto dalle lame sgombraneve e nello scarso utilizzo di ghiaino e sale. Tre giorni dopo la piccola nevicata di capodanno ci siamo trovati con le strade ed i marciapiedi insicuri a causa del ghiaccio».
Un capriolo affamato
a spasso per Asiago
Un capriolo a spasso per Asiago. Un automobilista di passaggio ha intravisto verso le 22.30, qualche giorno fa, tra gli alberi del Parco delle Rimembranze in pieno centro ad Asiago un capriolo. Considerato che il parco è affiancato da due strade trafficate, l'asiaghese ha avvertito il 1515, il numero di emergenza del Corpo Forestale dello Stato, per segnalare il fatto.
Sul posto sono arrivati quattro agenti, più il comandante del Comando distrettuale Isidoro Furlan, che per prima cosa hanno assicurato che l'animale non potesse finire sulle strade e poi hanno permesso che il capriolo, una femmina di circa tre anni d'età, si alimentasse per un oretta prima di sospingerla verso i prati e poi verso i boschi. Che un capriolo arrivi fino ad addentrarsi in un centro abitato è inusuale ed il fatto non lascia tranquillo il vice questore Furlan.
«Ci preccupa che questo esemplare si sia spinto a ridosso delle case, perché significa che in alto e nei boschi circostanti il cibo inizia a scarseggiare o è seppellito sotto una coltre nevosa oramai troppo spessa perché gli animali possano raggiungerlo - dice Furlan -. In particolare il capriolo, a differenza del camoscio o del cervo, deve tenere sempre attivo il sistema digerente; se non dovesse mangiare per un periodo, il suo sistema si blocca, di fatto decretando la morte dell'animale ancora prima che ceda per stenti».
Per cercare di far fronte alle necessità, non solo dei caprioli ma anche dei cervi e altre specie animali, il Corpo Forestale dello Stato e anche le associazioni dei cacciatori locali stanno fornendo foraggio in appositi mangiatoie dislocate in tutto il territorio. Queste mangiatoie sono poste in zone normalmente frequentate dalla fauna e sono dotate di un tetto, così che il cibo non rischia di essere seppellito dalla neve in caso di precipitazioni abbondanti. «Non so perché l'esemplare si sia spinto verso la città, piuttosto che verso le mangiatoie - conclude Furlan -. Però una cosa è certa: se altri animali si avvicineranno ai paesi, si dovranno intensificare le operazioni di fornitura di foraggio, onde evitare una moria di caprioli che poi in primavera potrebbe avere ripercussioni sulla salute degli ungulati».
Le nevicate finiscono
nel bilancio del Comune
Sull'Altopiano continua nevicare come non si vedeva da molti anni. Ieri sono caduti almeno 25 centimetri ad Asiago, mentre i dati Arpav parlano di 37 centimetri ai Larici, a 1600 metri di altitudine, e di 29 centimetri a Enego. La neve comporta un lavoro intenso alle ditte delegate alla pulizia strade, e quindi un aggravio sui bilanci comunali. Per fare un esempio, nell'inverno 2004-05 lo sgombero neve ha pesato per quasi 500 mila euro sulle casse comunali di Asiago. Vista la frequenza di nevicate di quest'anno, la minoranza comunale di Asiago ha chiesto chiarimenti sulla riduzione delle spese per rimozione neve, sottolineata nell'assestamento di bilancio presentato nell'ultimo consiglio comunale. «L'assessore al bilancio Ivan Baù ha risposto che sono stati tolti ma ci sono. Alquanto enigmatico», racconta il consigliere d'opposizione Francesco Gattolin. «È vero che ci sono - spiega Baù - Abbiamo dovuto togliere 54 mila euro di sgombero neve più 30 mila euro per il ghiaino dal capitolo inerente le spese derivanti dagli oneri d'urbanizzazione, perché questi sono risultati inferiori a quanto previsto in bilancio. Ma i soldi sono stati recuperati da altri voci della spesa corrente, aggiungendo anche altri 30 mila euro come fondo di riserva. Quindi abbiamo quasi 120 mila euro per lo sgombero neve e lo spargimento di ghiaino a disposizione fino a fine anno: una cifra che dovrebbe bastare per tenere le strade percorribili. Altri fondi saranno a disposizione con il nuovo bilancio dell'anno prossimo». L'assestamento di bilancio presentato in consiglio è stato criticato dalla minoranza perché è stato fatto due giorni dopo la scadenza dei termini, impedendo, secondo l’opposizione, qualsiasi apporto collaborativo attraverso emendamenti. L'assessore Baù ha presentato oltre 130 capitoli, «in pratica un rifacimento del bilancio di previsione» commenta il consigliere Francesco Gattolin. «Spicca la cancellazione della previsione di 900.000 euro per la vendita della “lottizzazione seconde case” del Comune in località Ekar, con conseguente cancellazione, nella parte delle uscite, di 500.000 euro per interventi al Parco Millepini, 140 mila per la sistemazione del piazzale della nuova casa di riposo e di 250 mila per la rotatoria di via Verdi. Inoltre - continua Gattolin - ci sono 120 mila euro in meno dovuti a minori introiti per oneri di urbanizzazione con conseguente pari riduzione nei capitoli di spesa per manutenzione edifici, rimozione neve, e altri servizi per i cittadini così come è aumentata la spesa per la raccolta rifiuti, come avevamo previsto in sede di affidamento del servizio all'Etra». «Abbiamo chiesto alcuni chiarimenti - conclude Gattolin - soprattutto su interventi come la casa di riposo, dove 140.000 euro sono stati tolti dal bilancio assieme a 111 mila euro per sostenere la gestione della casa di riposo stessa».
L’Altopiano accende
le festività del Natale
di Gerardo Rigoni
Asiago. Iniziata col botto la stagione invernale sull'Altopiano grazie a piste innevate e un fine settimana baciato dal sole. A dare l'avvio ufficiale alla stagione natalizia, vari eventi sparsi per l'Altopiano con mercatini, accensione di alberi natalizi e apparizioni di Babbo Natale.
Le manifestazioni hanno preso il via sabato a Gallio dove sono stati inaugurati il mercatino di Natale e il “Giardino delle Renne”, con tre esemplari di renna acquistati l’anno scorso dal Comune di Gallio in Lapponia. All'epoca le renne avevano soltanto 5 mesi e sono state accudite amorevolmente fino alla loro “presentazione" di sabato. Ora, cresciute e in piena forma, sono pronte ad accompagnare la slitta di Babbo Natale e ad intrattenere il pubblico ai giardini di Gallio nell'apposito recinto a loro dedicato.
A Tresché Conca domenica si è acceso l'albero di Natale contornato da un mercatino di prodotti tipici, così come ad Enego, dove ad accendere il grande albero posto al centro di piazza San Marco è stata una madrina d'eccezione, la triatleta campionessa d'Italia Martina Dogana.
Ad Asiago quest'anno i protagonisti dell’accensione dell'albero di Natale in piazza II Risorgimento sono stati i bambini dell'elementari che hanno accompagnato, assieme alla banda musicale di Tione di Trento, la trojka con Babbo Natale fino alla piazza.
Centinaia di persone si sono raccolte attorno al palco allestito per l'occasione ai piedi del grande abete adornato di stelle per ascoltare alcuni brani natalizi dal coro della scuola elementare di Asiago che hanno anticipato l'accensione; in contemporanea, una cascata di fuochi d'artificio si è riversata dalla torre civica del Municipio. Alle fine castagne e bevande calde a disposizione di tutti grazie ai genitori dell'asilo Regina Margherita.
«Quest'anno abbiamo scelto di tornare alle origini mettendo al centro i bambini, i veri protagonisti del Natale incarnando il vero spirito natalizio - ha commentato l'assessore al turismo di Asiago Roberto Rigoni -. Il Natale sarà ricco di importanti momenti di intrattenimento tra cui il nostro mercatino natalizio, giunto quest'anno alla sua seconda edizione, che sta riscuotendo un enorme successo di pubblico».
Tra le manifestazioni di maggior spicco, sarà allestita al museo Le Carceri un mostra sulle comete fino al 2 gennaio, quando verrà predisposta una mostra dedicata all'artista asiaghese Giovanni Forte Sceran, curata dal gallerista Antonio Busellato. Un percorso, attraverso l'opera di Sceran, per raccontare l'Altopiano non solo ai turisti ma anche agli stessi altopianesi che non hanno visto un Sltopiano che oramai non c'è più.
Seguiranno concerti in Duomo, il giorno di Natale con il Coro Asiago, spettacoli di danza; il 20 dicembre al Grillo Parlante la Scuola Danzasiago presenterà “Aspettando Natale" con la partecipazione del piccolo coro San Matteo e altre animazioni in centro per allietare la feste natalizie ad ospiti e residenti.
Finanziamenti a sette ospedali