sabato, 13 marzo 2010

Ovest

CAMBIA PAESE

Arzignano.
Pellizzari:
«Lascio la delega
allo sport»

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Arzignano. Andrea Pellizzari lascia la delega allo Sport.
L'assessore provinciale all'Innovazione e politiche Sociali, nonché consigliere di maggioranza Pdl di Arzignano, non si occuperà più dello sport arzignanese a partire dai prossimi giorni.
Pellizzari, infatti, ha consegnato la delega al consigliere Giovanni Lovato. Un passaggio avvenuto nel momento in cui lo sport ad Arzignano è in mezzo alla bufera, dopo lo scandalo del distretto della concia che ha investito la società di calcio a 5, Grifo, per mezzo del suo presidente Andrea Ghiotto. Una bufera che, come ribadito dallo stesso consigliere di maggioranza, non ha niente a che vedere con la staffetta avvenuta in consiglio comunale.
Per quale motivo ha deciso di consegnare la delega?
Si tratta di un cambiamento che era in programma da tempo. Già a luglio, infatti, con l'amministrazione avevamo deciso che la mia sarebbe stata una carica temporanea, nonché gratuita, e non definitiva.
In ogni caso non c'è stato solo il mio passaggio di consegne, ma anche altri.
Come mai avete deciso di istituire la delega "temporanea"?
Per diversi motivi. Prima di tutto perché nella squadra di governo ero uno dei pochi con esperienza di giunta; oltre a me solamente Marchezzolo e Roncolato avevano fatto gli amministratori.
Per questo Giorgio Gentilin ha detto che aveva bisogno di me, soprattutto all'inizio, e dunque ho accettato di prendere l'incarico in surplus per il primo periodo, fino all'approvazione del bilancio, in modo tale da far partire la squadra senza intoppi.
In seconda battuta, essendo io assessore provinciale, non avevo tempo materiale per stare dietro a tutto.
Quali sono i motivi per i quali le è stata consegnata una delega importante come quella dello sport?
Giorgio Gentilin è venuto da me e mi ha chiesto: "cosa ti piacerebbe?".
E io gli ho risposto: lo sport. Un po' perché sono appassionato, ma soprattutto perché sono stato io a scrivere il programma elettorale riguardante questo punto
Tra queste società c'è il Grifo calcio e il presidente Andrea Ghiotto.
Non credo sia necessario ribadirlo, soprattutto perché non ho niente da cui difendermi, ma io non c'entro con l'inchiesta che ha coinvolto le concerie.
Le mia delega, ripeto, è stata consegnata perché era deciso da tempo, come ho spiegato in giunta era chiaro che io non avrei mantenuto la delega per sempre.

Creazzo.
Esuberi,
Sit-in
alla "Mecc Alte"

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Creazzo. Braccia incrociate sotto la neve per i dipendenti della "Mecc Alte" di Creazzo. Ieri i lavoratori dell'azienda, leader a livello internazionale nella produzione di alternatori sincroni, hanno scioperato dalle 7 alle 8 e dalle 14 alle 15. La manifestazione, alla quale hanno partecipato operai e impiegati assieme ai rappresentanti sindacali, si è svolto nel piazzale della sede, in via Roma.
«La proprietà ci ha recentemente comunicato un calo del fatturato di un milione 200 mila euro - spiega Prebianca - e che per questo potrebbero essere licenziati 80 dei circa 300 dipendenti. Contestiamo l'ipotesi di un taglio del personale; ci sono ancora ammortizzatori sociali da poter utilizzare. Nell'ultimo anno l'azienda ha utilizzato la cassa integrazione ordinaria per 13 settimane sulle 52 a disposizione».
Al termine del sit-in, incontro tra le parti. «A fronte di una realtà di mercato critica e di un esubero di ore -ha detto il presidente di "Mecc Alte", Diego Carraro-, si dovrà studiare il da farsi con l'obiettivo di un equilibrio economico che deve essere perseguito. Gli esuberi sono solo un'ipotesi».
«Abbiamo chiesto all'azienda -ha confrmato Morgan Prebianca di Fiom-Cgil- di aprire un tavolo di discussione per valutare soluzioni diverse, dichiarandoci contrari a licenziamenti o riduzioni di salario. Carraro ha spiegato che aprirà ufficialmente lo stato di mobilità per un massimo di 80 lavoratori. Attendiamo conferme: auspichiamo che l'azienda accetti le nostre richieste».E.F.

Arzignano.
Esplode
il distributore
di bibite

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Nicola Negrin



Arzignano. Un'esplosione fortissima, simle a una bomba. Sono stati attimi di paura e tensione quelli vissuti ieri alle 9.40 alla conceria Priante in via Quinta strada ad Arzignano. Due frigoristi, Stefano Mistrorigo, 30 anni, e Franco Pasqualotto, 45 anni, residenti entrambi a S.Germano dei Berici stavano lavorando alla manutenzione di un distributore delle bevande fredde della ditta Mega Express Sas di Sovizzo, quando all'improvviso qualcosa è andato storto e il distributore è esploso investendo i due lavoratori. Un boato assordante. Miracolosamente, però, i due non hanno subito gravi conseguenze, riportando solamente alcune ferite. Coinvolti anche due dipendenti della conceria; ma per loro solo tanta paura e un trauma acustico.
Schegge, detriti, vetri rotti, due porte divelte, e un'altra, quella antideflagrazione, accartocciata. Questo è quello che resta del sottoscala della conceria, dove fino a ieri mattina era situata la macchinetta delle bevande. Le cause dell'improvvisa esplosione sono ancora da chiarire, tuttavia dai primi rilievi sembra che ci sia stato un malfunzionamento durante la procedura di caricamento del gas. La dinamica, in ogni caso, è al vaglio dei carabinieri. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, lo Spisal e il Suem, allertato tempestivamente dal dipendente della conceria Antonio Preto.
«Mi trovavo in un'altra stanza rispetto a quella dove sono situati i distributori automatici - racconta Preto, che lavora nel reparto intermedio - e a un certo punto ho sentito un boato assordante. Subito con gli altri dipendenti ci siamo guardati attorno per capire cosa fosse successo, e poi siamo corsi a vedere nel sottoscala. Lì abbiamo trovato un frigorista che con le mani si copriva il volto insanguinato, e l'altro tecnico anch'esso ferito. Entrambi, però, anche se graffiati, erano coscienti e rispondevano alle domande. Così ho chiamato subito il 118». Mistrorigo e Pasqualotto sono stati portati all'ospedale S.Bortolo di Vicenza; entrambi hanno subito ferite multiple al volto. I due dipendenti della conceria Priante, Cesare Dal Grande, 49 anni, residente a S.Giovanni Ilarione e Eric Snezana, 40 anni, di Montecchio Maggiore, sono stati trasporti all'ospedale Cazzavillan di Arzignano. Non hanno riportato ferite, ma hanno subito un forte shock e un trauma acustico.
Salvi per miracolo, dunque. Ma quell'esplosione che ha coinvolto i due frigoristi poteva avere esiti ben peggiori. «Sì - spiega Preto - da poco noi dipendenti eravamo tornati a lavorare; solitamente verso le 9.30 facciamo una pausa, e molti vanno nel sottoscala dove ci sono le macchinette. Se l'esplosione fosse avvenuta in quel momento... Beh, le conseguenze sarebbero state molto più gravi».
Tira quindi un sospiro di sollievo il titolare della conceria, Luigi Priante. «Stiamo cercando di capire quali siano stati i motivi dell'esplosione - afferma -. Noi, comunque, abbiamo attivato tutte le procedure del caso».

Chiampo.
Fotovoltaico
sul tetto
della scuola

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Matteo Pieropan



Chiampo. Sul tetto della scuola materna Corradi di Chiampo nascerà un impianto fotovoltaico. La decisione, presa dall'amministrazione comunale, si inserisce all'interno della campagna di risparmio energetico e di innovazione cui il Comune ha aderito. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto sull'edificio in zona Pregiana, contribuendo così all'abbattimento dell'anidride carbonica emessa in atmosfera.
L'idea nasce da una proposta del Consorzio Energia Veneto- Cev con sede a Verona, che ha lanciato l'iniziativa "1000 tetti fotovoltaici su 1000 scuole" e alla quale il Comune di Chiampo si è associato nel 2004. L'impianto sarà in grado di coprire il fabbisogno energetico della scuola, garantendo un risparmio economico per l'ente quantificabile attualmente in circa 5.000 euro all'anno. Il Consorzio Energia Veneto si propone di coordinare l'attività degli enti e delle imprese consorziate e di migliorare la capacità produttiva e l'efficienza.
Il progetto prevede, inoltre, l'installazione di un impianto di telecontrollo per monitorare la produzione d'energia, l'installazione di un display collegato all'impianto che evidenzia, in tempo reale, la quantità d'energia prodotta dal sole e la quantità di anidride carbonica che non viene immessa in atmosfera.

Montecchio.
Polizia locale
più ricca con
auto e telecamere

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Antonella Fadda



Montecchio. Oltre 500 mila euro dalla Regione per il consorzio di polizia locale "Castelli". Lo stanziamento verrà utilizzato per l'acquisto di tre nuovi veicoli, 14 telecamere, due telecamere mobili da installare nelle auto di servizio, un nuovo etilometro, un telelaser per rilevare la velocità delle auto ed altre particolari attrezzature. Sono quattro i progetti presentati dal consorzio a Venezia per lo sviluppo delle funzioni e la dotazione di strumenti tecnologici da impiegare per il miglioramento della qualità dei servizi della polizia locale dei comuni consorziati di Montecchio, Brendola, Monteviale, Creazzo, Altavilla, Sovizzo e Gambugliano.
La Regione ha deciso di destinare 514 mila euro, a fronte dei 408 mila richiesti, grazie all'adesione del corpo di polizia al Piano di zonizzazione della polizia locale del Veneto. Il piano, cui il consorzio ha aderito dallo scorso anno, prevede la gestione in forma associata del servizio di polizia locale nel quale vengono previsti distretti di polizia suddivisi per provincia. «Dal momento che il consorzio è uno dei pochi in Provincia ad aver aderito al piano - spiega il comandante Gianni Paganin - le richieste di fondi da noi avanzate sono state accettate».
La voce più importante è rappresentata dai 241 mila euro che saranno utilizzati per un nuovo impianto di videosorveglianza da installare nel territorio dei sette comuni dell'Ovest vicentino che compongono il consorzio. «Prima del posizionamento delle videocamere - osserva il comandante - occorrerà studiare un piano di coordinamento con quelle già installate sul territorio. In secondo luogo si dovrà verificare le aree dove saranno più necessarie».
Una novità è rappresentata dall'acquisto di due telecamere mobili per le quali, insieme ad altre attrezzature, sono stati concessi 54 mila euro e che verranno installate sugli autoveicoli. «È un sistema di sicurezza in più - commenta Paganin -. Queste telecamere daranno una visuale completa a 360 gradi, registreranno non solo il video, con doppia immagine frontale e posteriore, ma anche il sonoro e quindi, nel caso, potranno essere utilizzate come prove». Come sottolinea il comandante le due telecamere saranno installate nei mezzi più utilizzati dagli agenti di polizia locale e usate per i servizi più delicati e particolari, come ad esempio l'antiprostituzione.
Altra voce importante, circa 48 mila euro, è rappresentata dalla richiesta di acquisto di 3 nuove auto e di un etilometro, che si aggiungerà ad un altro già in dotazione del consorzio, da impiegare nei controlli in strada per rilevare il tasso alcolico negli automobilisti. «I veicoli e l'etilometro sono stati già acquistati - conclude il comandante Gianni Paganin - in base ad una richiesta formulata nel 2008 e che la Regione ha concesso».

Arzignano.
Conche, dopo
due anni la strada
sarà riparata

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Nicola Negrin



Conche. Terminerà quest'estate l'isolamento di Conche. La frazione arzignanese, dopo quasi due anni di attese e speranze, avrà nuovamente il collegamento diretto con la città. L'amministrazione comunale, con un finanziamento di 300 mila euro, ha deciso di intervenire per sistemare definitivamente via Cavallaro, la strada chiusa dal novembre del 2008 a causa di una frana della collina che ha distrutto parte della carreggiata. Una frana dovuta alle numerose precipitazioni che si sono abbattute tra ottobre e novembre di due anni fa.
PRIORITÀ. L'intervento verrà coperto tramite un contributo di 200 mila euro della Regione, a cui si aggiungeranno altri 100 mila finanziati dal Comune. «Ci siamo posti subito come priorità questo intervento - afferma l'assessore ai lavori pubblici Massimo Signorin - i cittadini ce l'hanno chiesto, perché l'interruzione della strada ha provocato molti disagi sia agli abitanti di Conche, ma anche a quelli di Pugnello e di Nogarole».
I DISAGI. La chiusura di via Cavallaro ha causato molti danni ai residenti, costretti, a causa della chiusura totale della strada, ogni giorno a dover allungare di molti chilometri il proprio percorso per scendere in paese ad Arzignano. «Non solo - spiega l'assessore Signorin -. Abbiamo registrato notevoli difficoltà anche per il pulmino dello scuolabus, costretto a salire lungo via Cavallaro per prendere i bambini, girarsi, tornare indietro e fare il giro per Pugnello per raccogliere gli alunni residenti a Conche. Un disagio notevole, anche a livello di costi».
L'INTERVENTO. Ora, grazie ai 300 mila euro verrà definitivamente sistemato il pezzo di strada crollato che ha costretto il Comune a chiudere la via per più di un anno e mezzo. Una strada, quella che collega Conche ad Arzignano, che rappresenta la principale via di comunicazione, e che è situata su una collina già interessata da problemi idrogeologici. «Interverremo tramite una paratia con micropali - spiega l'ingegnere del Comune Paolo Fattori -, ripristinando il versante. Inoltre, metteremo a posto il sistema di drenaggio per raccogliere le acque meteoriche e convogliarle così verso valle. È una zona particolare, e per questo c'è bisogno di un intervento specifico».
I TEMPI. I lavori per la sistemazione di via Cavallaro cominceranno tra qualche mese. «Siamo in attesa dei soldi dalla Regione - continua l'assessore ai lavori pubblici -. C'è stato comunicato che il progetto è ammissibile di finanziamento, e quindi ora stiamo aspettando i tempi tecnici per l'erogazione del contributo». Dopo di che verrà indetta la gara per affidare i lavori. «Il progetto esecutivo è terminato - conclude l'ingegnere Fattori -. La gara verrà indetta tra un mese, e credo che per i primi mesi dell'estate comincerà l'intervento di sistemazione. Dopo di che ci vorranno circa 120 giorni. La nostra previsione è quella di concludere il tutto prima dell'inverno».

Arzignano.
Primo ok
per l'ospedale
unico

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Franco Pepe



Arzignano. Non è proprio l'ok definitivo alla sede di Canova ma è un bel passo in avanti, forse decisivo. Ieri pomeriggio, a sorpresa, la Crite, la commissione tecnica regionale che dà le autorizzazioni per i nuovi ospedali, ha esaminato la pratica del polo Arzignano-Montecchio. Dinanzi ai nodi ancora da sciogliere sui vincoli idrogeologici e viabilistici della zona, ha deciso di rompere gli indugi. L'indicazione per il dg Renzo Alessi è di convocare subito la conferenza dei servizi composta dai Comuni di Arzignano e Montecchio e dalla Provincia.
Alla conferenza è demandata la responsabilità di analizzare le criticità e di dare un responso risolutivo.
Una mediazione, insomma, ma di segno positivo. Sempre ieri, da Venezia, l'architetto Antonio Canini, il dirigente regionale responsabile dell'edilizia sanitaria pubblica, ha comunicato al sindaco Milena Cecchetto di aver concluso, il lavoro di analisi dell'area individuata dai Comuni.
Ora, se la conferenza, come sembra probabile, dovesse sgombrare il terreno da ogni dubbio, si andrà in discesa. A quel punto il benestare della Crite per la sede di Canova sarà automatico, e il progetto del nuovo polo sanitario non avrà più ostacoli.
Resterà da definire solo il piano finanziario, e sarà il Nuvv regionale, il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti, a farlo. In mattinata il dg Alessi temeva un'altra fumata nera da parte della Crite. Invece la questione ha avuto una decisa accelerazione. «Io - dice Alessi - la conferenza dei servizi la convoco in 15 giorni». Il dg tira un sospiro di sollievo. Si va avanti. Come si procede pure per gli espropri. L'accordo fra Provincia, Comuni e Ulss, è fatto. In un incontro tenutosi nel municipio di Montecchio è stata stilata una tabella di marcia.
C'erano l'assessore provinciale ai lavori pubblici Costantino Toniolo, i sindaci Milena Cecchetto e Giorgio Gentilin, Alessi, gli staff dei due uffici tecnici. Toniolo predisporrà a palazzo Folco un protocollo che farà poi avere agli uffici tecnici comunali, una sorta di croniprogramma che stabilisce tempi e modalità per l'avvio delle procedure di espropriazione dei terreni su cui nascerà il nuovo polo sanitario.
«In questo modo - spiega il dg - ci portiamo avanti con tutte le incombenze burocratiche di competenza della Provincia e dei Comuni. La Provincia ci ha dato la massima disponibilità. I Comuni sono pronti. C'è piena collaborazione con noi. Così, non appena avremo in mano l'autorizzazione della Crite, subito, il giorno dopo, si potranno approvare le varianti». Alessi, intanto, lavorerà anche su un altro fronte: «Come Ulss faremo un progetto volumetrico per individuare con precisione gli ingressi degli utenti ai servizi del nuovo polo di Canova».

Montecchio.
Ospedale,si parte
dalle varianti
urbanistiche

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Montecchio. Qualcosa si muove in vista del nuovo ospedale dell'Ulss 5, dopo la ridda di voci di queste ultime settimane.
Sarà un accordo di programma tra Ulss 5, Provincia di Vicenza e Comuni di Arzignano e Montecchio Maggiore la modalità per acquisire le varianti urbanistiche necessarie al progetto del nuovo polo ospedaliero Arzignano- Montecchio a Canova. Se ne è parlato questa mattina durante un incontro presso il municipio di Montecchio Maggiore cui hanno partecipato il direttore generale della Ulss 5 Renzo Alessi, i Sindaci Giorgio Gentilin di Arzignano e Milena Cecchetto di Montecchio Maggiore, l'Assessore Provinciale alla Viabilità in qualità di rappresentante dell'ente cui fanno capo le azioni di esproprio, ognuno accompagnato da amministratori e tecnici. I terreni su cui dovrebbe sorgere il nuovo polo ospedaliero, infatti, sono ad oggi a destinazione agricola e, per rendere possibile la fase di esproprio, è necessario il cambio di destinazione d'uso. Sgomberata dunque per adesso l'ipotesi di trasferire il sito dalla zona di Canova.
«Ci incontreremo nuovamente tra 10, 15 giorni - commenta l'assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo - l'obiettivo è quello di predisporre una scaletta di programma per quanto riguarda le tempistiche».Toniolo era presente in qualità di rappresentante della Provincia, cui fanno capo le azioni di esproprio, ma anche per gli aspetti viabilistici del progetto. «La Provincia e i Comuni elaboreranno una bozza di programma, che sarà condivisa con gli altri soggetti interessati - spiega l'assessore all'urbanistica di Arzignano, Angelo Frigo - Saranno definite le fasi per l'acquisizione dell'area in funzione del nuovo ospedale». E.F.

Montecchio.
Immigrati,
oggi lo sciopero
della spesa

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È giunto il giorno dello sciopero della spesa. Supermercati, hard discount e negozi di vicinato di Montecchio non saranno frequentati oggi da immigrati che, come consuetudine, fanno la spesa settimanale. Lo scopo è dare un "assaggio" di quella che potrebbe essere una società senza stranieri. E l'idea dello sciopero della spesa è stata, da mesi, fortemente voluta dalle associazioni degli immigrati proprio per dare un segnale forte all'amministrazione castellana affinché riveda la propria posizione riguardo le delibere emanate e luglio e dicembre sull'idoneità d'alloggio per gli stranieri.
Lunedì invece sarà la volta della fiaccolata multietnica organizzata dall'Unione Immigrati di Vicenza, sindacati Cigl, Cisl e Uil, Comitato Primo Marzo "Un Giorno senza di noi" ed associazioni di volontariato che operano nel territorio. Alla manifestazione aderiranno anche Psi e Sel. Il corteo partirà alle 20 da Alte, all'altezza dell'incrocio di via Tecchio con la regionale 11; proseguirà per le vie Circonvallazione e Madonnetta, giungerà in piazza Garibaldi, poi via Lorenzoni per arrivare in piazza Marconi e via Roma. La fiaccolata si concluderà davanti al municipio di Montecchio. A.F.

Montorso.
Cercasi
fantasmi a
villa Da Porto

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Matteo Guarda



Montorso. «Chi sa qualcosa parli». Si appella ai cittadini il sindaco di Montorso, Diego Zaffari, in merito al fantasma di Luigi Da Porto che, si dice, abbia stabilito la dimora nell'omonima villa opera di Palladio considerata vetrina e simbolo del paese, talmente vetrina che adesso mezzo mondo si sta interessando della bella villa immersa nella Valchiampo. Leggenda che circola da tanto tempo tra le vie del paese e che ora, come annunciato nei giorni scorsi, è finita nello story-board della producer della serie televisiva made in Usa "Ghost Hunters International".
Il fantasma, però, non è la sola e unica presenza a quanto pare che si avventura per i corridoio di Villa Da Porto Barbaran a Montorso.
«Nei primi anni '90 – ricorda, infatti, il sindaco Diego Zaffari – per un paio di giorni una troupe giapponese è comparsa a Villa Da Porto Barbaran e dintorni alla ricerca di tracce paranormali e attraverso una medium pare perfino siano riusciti a stabilire un contatto. Chi si ricorda i particolari di questo avvenimento è bene che lo faccia sapere in modo tale da poter riuscire a raccogliere più informazioni possibili da poter riferire agli americani che nei prossimi mesi verranno qui da noi».
Inutile dire che il passaggio nella Tv americana del piccolo centro rappresenterebbe uno spot pubblicitario enorme. La programmazione delle puntate per la prossima stagione, infatti, è già in corso e da un momento all'altro potrebbe arrivare la richiesta dei permessi per effettuare le riprese. «Siamo pronti – assicura il primo cittadino Diego Zaffari – non aspettiamo altro che arrivino turisti americani».

Montecchio.
Finto incidente
e rapina
da 30 mila €

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Diego Neri



Montecchio. Hanno simulato un incidente in moto per rapinarlo. Quando lui si è avvicinato per prestare loro soccorso, uno dei banditi ha estratto una pistola e l'ha puntata contro il titolare dell'agenzia di scommesse, facendosi consegnare l'incasso degli ultimi giorni. Quindi i due malviventi sono scappati con un bottino di circa 30 mila euro.
È quanto accaduto ieri sera intorno alle 20 nella zona industriale di Montecchio, lungo via Primo Maggio. In base ad una prima ricostruzione, Giuseppe Fracasso, 38 anni, veronese di S. Bonifacio, pochi minuti prima aveva chiuso la sua agenzia di scommesse sportive "Stanleybet" di corso Matteotti, in centro al paese. Era salito in auto e si stava dirigendo verso casa, attraversando la zona della Gualda.
Lungo la strada, il commerciante aveva trovato una moto enduro per terra, con due persone che si stavano rialzando. Il suo senso civico lo ha portato ad accostare e a fermarsi, scendendo dall'abitacolo per chiedere ai due se si fossero fatti del male e chiamare eventualmente il 118. Ma non ha fatto in tempo, perché uno dei due malviventi, con un gesto fulmineo, gli si è avventato contro: «Dammi i soldi», ha sibilato in un italiano che non tradiva particolari inflessioni dialettali.
L'agguato, con una tecnica criminale che ricorda più la Campania che la zona industriale di Montecchio, ha lasciato impietrito Fracasso, che non ha potuto far altro che obbedire alla minaccia. Anzi, è stato il bandito ad impossessarsi della borsa che il negoziante teneva in macchina. Quindi, arraffato l'ingente bottino, i due malviventi - che avevano il viso coperto dal casco integrale - sono risaliti sulla moto e, sgommando, sono scappati via lungo la strada, facendo rapidamente perdere le loro tracce.
Fracasso, in un primo momento, non sapeva cosa fare. Spaventato per la pistola e disperato per il danaro (la somma non è coperta da assicurazione), ha pensato di recarsi in caserma dei carabinieri a Montecchio, dove ha raccontato quanto gli era accaduto e dove ha sporto denuncia. I militari castellani hanno subito dato l'allarme ai colleghi della compagnia di Valdagno e del nucleo investigativo provinciale; sono immediatamente state diramate le ricerche della moto, che non hanno dato però esito.

Montecchio.
Sale giochi.
Il Comune
le blocca

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Antonella Fadda



Montecchio. Arrivano dieci richieste per l'apertura di nuove sale giochi e l'amministrazione di Montecchio le blocca per preparare un regolamento apposito. Fino a giugno prossimo, infatti, le domande che sono già state presentate in municipio e quelle che arriveranno nei prossimi mesi, per chiedere l'autorizzazione per l'avviamento degli esercizi, saranno tenute in stand-by .
Questo in attesa di essere regolamentate dopo un attento studio del territorio e dei flussi viabilistici delle zone dove dovrebbero sorgere queste nuove attività. «Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto una decina di domande di italiani e di stranieri, la maggior parte delle quali riguarda Alte - spiega l'assessore al commercio e vicesindaco Gianluca Peripoli - e, date le caratteristiche e la natura di questi locali, con il probabile sorgere di problemi di quiete, ordine pubblico e sicurezza si è deciso di fermare il tutto e creare uun regolamento apposito».
Nel frattempo, come afferma l'assessore, l'amministrazione stabilirà diversi criteri su cui basarsi, come la posizione, le finalità ed eventuali attività interne: «Faremo una sorta di mappatura dettagliata del territorio - prosegue - per valutare quali, eventualmente, possano essere le zone dove i locali possano essere aperti. In contemporanea proseguiremo nella stesura del regolamento, coinvolgendo associazioni e organizzazioni di categoria; poi procederemo ad esaminare singolarmente le varie domande».
Una simile prudenza nel procedere è giustificata dal fatto che questi luoghi pubblici, secondo Peripoli, vanno attentamente monitorati proprio per un discorso di sicurezza e ordine pubblico, ma anche perché possono avere delle ricadute sulla viabilità della zona in cui sono inserite: «La legge prevede che all'interno di sale giochi possano essere installate slot machine, videogiochi ma anche biliardi e giochi simili - puntualizza - preferiamo quindi vederci chiaro ed avanzare con cautela. Sicuramente siamo favorevoli all'economia e all'apertura di nuovi locali - continua - ma per alcuni la prudenza non è mai troppa», riferendosi anche ad esercizi commerciali come i kebab aperti nel territorio che, proprio per problemi di ordine pubblico riscontrati in passato, saranno inseriti in un futuro regolamento comunale.
La decisione del comune è vista da Stefano Palmieri, uno dei titolari dell'unica sala gioco presente a Montecchio "Le Alte Bowling", molto positivamente: «Sono molto favorevole ad un controllo costante - dice - perché un certo tipo di locali potrebbero essere a rischio». Palmieri spiega che nel suo locale la clientela, per evitare problemi, viene selezionata all'ingresso: «Noi ci rivolgiamo particolarmente alle famiglie - conclude - e intendiamo proseguire per questa strada».

Montecchio
Festival.
Dj e musica
fino ad agosto

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Montecchio. Un festival musicale dedicato ai giovani. Il progetto, organizzato dal Comune a cui è stato dato il nome di "Montecchio heartbeats contest", prevede una serie di eventi in programma da marzo ad agosto che faranno pulsare a ritmo di musica i locali della città. «L'iniziativa è rivolta ai giovani ai quali verrà offerto uno spazio musicale esclusivo dove potranno esibirsi» spiega l'assessore alle politiche giovanili, Leonardo Peotta.
Il contest oltre ad essere un momento di spettacolo si propone con finalità formative attraverso una serie di laboratori che andranno dalla composizione all'arrangiamento della musica fino a spiegare il funzionamento del mercato discografico.
Il bando di partecipazione è aperto a band e deejay provenienti da tutto il Veneto e saranno ammessi alle selezioni 24 gruppi, scelti da una giuria. Le migliori si sfideranno concerti-duello nei locali castellani. Pubblico e giuria decreteranno i vincitori al grande concerto il 5 giugno al castello di Romeo. La Consulta Giovanile, insieme ad altre associazioni come il circolo culturale Altra Musica, il circolo Mesa ed il gruppo Hund-Underground music, collaborerà con il Comune nello sviluppo del progetto. «La partecipazione ai laboratori è libera - prosegue Peotta - e chi partecipa sarà premiato da un bonus dalla giuria». Il bando di partecipazione verrà diffuso sia sul sito Informagiovani ma anche su altri portali web. La scadenza è fissata per il 26 febbraio per le band 8 maggio per i deejay. A.F.

Montecchio.
Non si affitta
più agli stranieri

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Antonella Fadda



Montecchio. Mentre a Montecchio sono cominciate le prove tecniche dell'Unione immigrati e dei gruppi di sostegno per la due giorni di protesta, in programma sabato 27 febbraio con lo sciopero della spesa e l'1 marzo con l'astensione dal lavoro, corteo e fiaccolata, diverse famiglie straniere stanno cominciando a muovere i primi passi in città per adeguarsi ai parametri abitativi indicati dalla delibera della giunta del sindaco Milena Cecchetto. Tentativi che a quanto pare, però, incontrano difficoltà.
Sulla ricerca di nuovi alloggi in affitto, secondo le agenzie immobiliari, si apre un nuovo scenario a Montecchio. «I proprietari italiani, soprattutto in caso di condomini recenti - afferma Lucilla Bertoldi di Abaco - chiedono espressamente che non vengano dati in locazione a stranieri. La causa? Semplicemente le diverse abitudini abitative che scoraggiano di affittare casa a immigrati extracomunitari, per evitare problemi di convivenza con gli altri inquilini».
Dello stesso parere Ivano Voltellotto di Stabilia: «A creare disagio, in particolare, sono le abitudini alimentari diverse che talvolta disturbano, a causa degli odori, i vicini. Ma la convivenza è difficile anche per via delle famiglie allargate: gli extracomunitari ospitano parenti ed amici ed il via vai, anche a tarda ora, può essere fonte di disturbo».
Aggiunge: «Gli italiani temono, inoltre, che gli altri inquilini residenti nello stabile, a causa del disagio, cerchino una nuova casa».
I responsabili dell'agenzia Abitare più evidenziano che le difficoltà non vanno generalizzate: «Nessun problema, per esempio, con i cittadini dell'Est Europa».
Anche Emanuele Festival, amministratore condominiale, conferma un certo movimento nel settore immobiliare per l'adeguamento ai nuovi parametri fissati dal Comune. «Già diversi nuclei familiari stanno cercando casa. Parenti che abitavano con le famiglie in un solo appartamento hanno deciso di dividersi e trovarne un'altra casa da affittare».
Nel frattempo, in città, circolano volantini nei quali alcuni gruppi, che operano nel sociale, spiegano i termini, a loro detta penalizzanti, della delibera sui parametri abitativi e invitano la cittadinanza a partecipare alle manifestazioni per chiedere alla giunta di rivederne le modalità.
«Con la modifica delle dimensioni minime dell'alloggio in riferimento al numero delle persone - c'è scritto sui volantini - risulterebbero fuori regola molti alloggi di cittadini, in teoria sia italiani che stranieri. Il problema si pone per tutti, nel caso di compravendita o di affitto, con una possibile diminuzione del valore degli alloggi o del canone di locazione per i nostri concittadini e uno squilibrio nei confronti degli altri Comuni».

Montecchio.
Patenti ritirate,
+ 400 per cento

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Antonella Fadda



Montecchio. Un aumento del 400 per cento di patenti ritirate ed un aumento del 150 per cento di multe antiprostituzione. E ancora 170 mila chilometri percorsi durante attività di pattugliamento e pronto intervento per un totale di oltre 33 mila ore di servizio esterno da parte dei trenta agenti.
Questo il quadro della sicurezza del primo anno di attività svolto dal consorzio di polizia locale "Dei Castelli". Molto alta la sorveglianza riguardo viabilità e sicurezza. Nel 2009 gli agenti hanno ritirato 263 permessi per guidare, contro i 55 dello scorso anno, ed emesso 287 verbali antiprostituzione lungo la regionale 11 a fronte dei 111 del 2008.
«È un bilancio sicuramente positivo- dichiara il comandante Gianni Paganin - abbiamo lavorato in sinergia e piena collaborazione, raggiungendo gli obiettivi fissati dai sindaci». Ma anche la costituzione del Consorzio, come spiega Paganin, ha portato notevoli aspetti positivi: «Si ha avuto un'ottimizzazione delle risorse ed un maggiore organizzazione del servizio - spiega - abbiamo potuto effettuare molti controlli antiprostituzione anche dietro segnalazione dei residenti stessi».
E dai controlli spiccano altri numeri importanti come 105 veicoli sequestrati perchè senza assicurazione, lo scorso anno sono stati "solo" 46; gli agenti hanno ritirato inoltre 361 carte di circolazione per mancata revisione del veicolo. Rilevante anche risulta il numero di guide in stato di ebbrezza, circa 50 di cui la maggior parte a Montecchio, la metà della quali hanno portato al sequestro preventivo del veicolo e alla successiva confisca, essendo stato accertato un tasso alcolico superiore al consentito.
«Si è cercato di concentrare al massimo il servizio nell'attività di prevenzione, costituita dal pattugliamento e presenza nel territorio, assicurando al servizio esterno il 65% circa del totale di ore lavorate - precisa il comandante - garantendo turni di servizio per 365 giorni, con tre turni nei fine settimana e anche nei giorni feriali durante il periodo estivo, in occasione di manifestazioni o eventi locali. Nei servizi serali e notturni - prosegue - si è concentrata l'attenzione per il contrasto del fenomeno della prostituzione lungo le strade, e per la guida in stato di ebbrezza».
A Montecchio, in particolare, le violazioni al codice della strada sono state 3.639 da cui si evidenzia un aumento, in confronto al 2008, del mancato rispetto del semaforo rosso, passate da 31 a 155; guida senza cinture di sicurezza e uso del telefonino, rispettivamente da 139 a 231 e da 124 a 230. Rimane stabile il numero delle contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza, da 30 a 32. Un dato positivo è rappresentato dalla diminuzione delle contravvenzioni per divieto di sosta, da 857 del 2008 a 419 durante il 2009.
Circa 340 gli incidenti stradali rilevati, dei quali 178 a Montecchio, dove alla crescita dei vari sinistri corrisponde una minore pericolosità. Rispetto al 2008 sono stati rilevati 87 incidenti in più: «Nessun sinistro mortale - conclude Paganin - la maggioranza dei casi ha riguardato la mancata precedenza agli incroci». Un dato curioso, infine è rappresentato dall'esigua percentuale di ricorsi, solo il 2%, su 6395 verbali di contestazione.

Montecchio.
Stranieri,
si parte
dall'italiano

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Antonella Fadda



Montecchio. Full-immersion d'italiano all'istituto superiore "Silvio Ceccato" per gli studenti neoimmigrati. La scuola castellana è stata inserita nel progetto pilota "Laboratori per l'alfabetizzazione", messo in campo da Regione e Provincia, che prenderà avvio a marzo.
Il laboratorio del "Ceccato" sarà rivolto ad un gruppo di non più di 16 studenti stranieri immigrati in Italia da pochi mesi e che presentano un basso livello di conoscenza in italiano. Il progetto coinvolge oltre Montecchio altri quattro istituti, a Bassano, Schio, Lonigo e Vicenza, e sarà monitorato a livello ministeriale diventando così un modello per le altre realtà italiane.
«Per il nostro istituto è stata scelta la nuova sede Ipsia di via Veneto - spiega la dirigente Antonella Sperotto - più baricentrica dal momento che coinvolgerà gli istituti superiori di Montecchio e di Arzignano». Il laboratorio sarà gestito da un facilitatore linguistico formato all'Università Cà Foscari di Venezia che collaborerà con docenti referenti dell'istituto castellano e direttamente con la dirigente.
«Funzionerà per tre giorni alla settimana proponendo attività mirate ad un apprendimento sistematico dell'italiano non solo per comunicare - prosegue Sperotto - ma, soprattutto, come lingua dello studio con proposte coerenti ma diversificate da alunno ad alunno a seconda dell'etnia di provenienza».
Gli altri giorni gli studenti frequenteranno le loro classi di appartenenza effettuando un'"immersione linguistica", cioè imparando la lingua attraverso la relazione con gli i compagni italiani e seguendo le lezioni. «La frequenza sarà più o meno intensiva a seconda del ritmo di apprendimento di ciascun studente. Obiettivo è raggiungere un livello di competenza linguistica tale da assicurare l'approccio allo studio delle diverse discipline» spiega la dirigente.
In estate sarà poi proposto una un corso di italiano intensivo e il laboratorio ripartirà a settembre per concludersi a gennaio 2011. Sperotto si dice soddisfatta del progetto: «La scuola superiore risulta essere ancora la "zona d'ombra" per gli studenti stranieri prossimi ad affrontare esami di qualifica o di stato con conoscenze linguistiche lontane da un livello accettabile. A volte sono eredi di pratiche improvvisate di alfabetizzazione che inibiscono il corretto approccio con la lingua dello studio».
Nonostante lo stesso istituto abbia attivato tempo fa dei corsi specifici di alfabetizzazione, il laboratorio regionale viene considerato dalla dirigente un plus valore per la sistematicità delle linee d'azione intraprese: «Permetterà ai nostri docenti di collaborare con l'università - conclude - e realizzare una formazione sul campo in tema di integrazione e alfabetizzazione».

Valle del Chiampo.
Disoccupati,
numeri da record

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Silvia Castagna



Valle del Chiampo. Allarme rosso per gli ultimi dati sulla disoccupazione nella Valle del Chiampo: il numero dei senza lavoro nel 2009 tocca la soglia dei 3.689; addirittura un 428 per cento in più di disoccupati rispetto al 2007, quand'erano 903.
I dati sono stati diffusi dal dirigente del settore sviluppo economico, lavoro e cultura della Provincia, Antonio Dalla Pozza, e dal responsabile del centro per l'impiego di Arzignano, Enzo Iodice, durante un incontro promosso, l'altra sera ad Arzignano, dal vicariato della Val Chiampo per affrontare i problemi della crisi economico-finaziaria, con sindaci, assessori e organizzazioni sociali ed economiche.
Nell'ultimo anno in vallata sono stati inseriti nelle liste di mobilità 1.238 lavoratori e 982 sono stati avviati alla cassa integrazione straordinaria. Nel 2010, inoltre, cesseranno alcuni ammortizzatori sociali, mentre si teme che gli effetti psicologici della perdita di lavoro inneschino conflitti sociali, depressioni e fenomeni di disgregazione delle famiglie.
Difficoltà economiche che sono state confermate anche dai sindaci del territorio. «Ad Arzignano nel 2009 sono stati 3.101 gli interventi compiuti dai servizi sociali» ha spiegato Giorgio Gentilin, confermando l'innalzamento delle richieste di aiuto dei cittadini dovute alla crisi. Fotografia che anche la Caritas attesta: 400 le famiglie che nel 2009 si sono rivolte al centro arzignanese "Abramo", rispetto alle 280 del 2008. Numeri a cui si aggiungono i 50 nuclei familiari seguiti a domicilio Lo sportello, inoltre, ha erogato 95 mila euro a fondo perduto e 61 mila euro attraverso il microcredito. Oltre a 20 mila chilogrammi di prodotti di prima necessità nei pacchi della spesa.
Tra le risposte da dare a chi chiede aiuto, sollecitate durante l'incontro da don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas diocesana, in primis emerge la necessità di coordinare l'azione di parrocchie, Comuni, Caritas per favorire l'accesso alle misure d'aiuto e per fare pressione sulle aziende municipalizzate per ottenere sospensioni di pagamenti e agevolazioni per le bollette. Promuovere lavori socialmente utili e contratti di solidarietà sociale il secondo imperativo. Infine, la terza proposta emersa è quella di ripensare l'area valorizzando altre attività.
In questa direzione Susanna Magnabosco, in rappresentanza di Confindustria, ha annunciato un progetto, che ha già ricevuto il finanziamento della Camera di commercio di Vicenza, che si propone realizzare nuovi piani imprenditoriali sul territorio.
«Bisogna trasformare la crisi - ha concluso il vescovo Cesare Nosiglia - recuperando i valori etici messi in ombra dalla fiducia cieca nel mercato. Educare ad uno stile di vita più sobrio, teso ad uno sviluppo economico che metta sempre al centro la persona».


Arzignano.
«Panchine, solo
2 cittadini hanno
subito un danno»

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Arzignano. Sono già state sostituite le sette panchine di piazza Marconi, rimosse nei scorsi giorni tra applausi e critiche. Nuovi arredi urbani, di ferro e con lo schienale, sono stati installati nello slargo cittadino al posto delle precedenti sedute in pietra, rimosse per decisione dell'amministrazione di Giorgio Gentilin poiché considerate pericolose. Le sedute, dello stesso colore delle griglie posizionate sopra le panchine in marmo rimaste intatte, guardano verso la piazza.
Prosegue, quindi, il restyling di piazza Marconi mentre le minoranze non cessano di protestare. «In base ai documenti amministrativi - spiega Gianfranco Signorin, consigliere di minoranza - abbiamo scoperto che le domande pervenute al Comune da parte di cittadini che hanno ritenuto di aver subito un danno in seguito alla risistemazione delle panchine, sono, in un anno e mezzo, due. Per uno di questi incidenti l'assicurazione ha negato qualsiasi responsabilità dell'ente. Ce ne sono stati altri 4, ma si è ritenuto addirittura che il danneggiato fosse l'ente comunale». «Abbattere strutture in perfetto stato di efficienza - scrivono in una diffida inviata al sindaco perché interrompa i lavori, lo stesso Signorin e i consiglieri Stefano Frighetto e Stefano Anzolin - costituisce un danno erariale a carico della cittadinanza». Minacciano inoltre di inviare un esposto alla Corte dei Conti. S.C.

Montecchio.
Bar "silenziosi"
aperti
fino alle 2

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Antonella Fadda



Montecchio. Il Comune premia i bar virtuosi. Alcuni locali pubblici della città potranno infatti veder prolungato oltre le 23.30, e cioè fino alle due del mattino, l'orario di diffusione musicale. Tutto ciò grazie ad una deroga inserita recentemente nell'articolo 15 del regolamento che disciplina le attività rumorose, riguardante gli esercizi pubblici che somministrano alimenti e bevande.
«Naturalmente - spiega l' assessore al commercio Gianluca Peripoli - i locali pubblici non dovranno avere precedenti di lamentele da parte dei residenti vicini o problemi di ordine pubblico». Una decisione presa dalla giunta, ma fortemente voluta dall'assessore, per andare incontro agli esercenti soprattutto in questa fase di crisi economica. Una scelta compiuta anche per avvantaggiare bar o locali che hanno sempre rispettato le normative comunali e dove, nei vari controlli effettuati da parte della polizia locale o forze dell'ordine, non è stata mai riscontrata alcuna violazione.
«La deroga è stata decisa anche perchè vi sono molti bar che agevolano l'aggregazione "sana" dei giovani a Montecchio - prosegue l'assessore - i quali quindi possono avere i loro spazi a disposizione». In questa maniera molti bar o pub frequentati da ragazzi potranno organizzare eventi fino a tarda ora evitando così che molti decidano di spostarsi in auto nei paesi vicini soprattutto nei fine settimana.
Inoltre come spiega l'assessore, secondo il precedente regolamento, l'unica possibilità di poter prolungare l'orario di attività musicale era l'installazione di un particolare sistema di insonorizzazione all'interno dei locali. Tutto ciò per evitare di disturbare all'esterno: «Il costo dei pannelli anti rumore era decisamente oneroso - prosegue - ed in seguito era necessaria una certificazione specifica da parte dell'Arpav. Insomma, la regolamentazione ingessava e limitava gli eventi nei locali».
L'autorizzazione a poter continuare a far musica fino a tarda ora sarà concessa in un primo momento per tre mesi: «Se in questo arco di tempo non saranno giunte lamentele o non ci saranno stati altri problemi di ordine pubblico - puntualizza Peripoli - potrà essere prolungata o, in caso contrario, addirittura revocata. Già alcuni gestori hanno presentato domanda - osserva - e dopo alcuni controlli è stata concessa; per altri invece si è deciso di non dare la deroga».
L'assessore però lancia un monito a chi non rispetta il regolamento, ricordando che le sanzioni previste sono di 500 euro e che i controlli da parte di polizia locale sono continui: «Nel caso di reiterate violazioni - dice - commesse da esercenti di pubblici esercizi può essere adottata un'ordinanza di anticipazione di orario di chiusura dell'attività o anche di sospensione dell'utilizzo dei sistemi di diffusione sonora».

Arzignano.
Tre giorni
di festa
Medioevale

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Nicola Negrin



Arzignano per un giorno torna all'epoca medievale, con dame, cavalieri sbandieratori e armature. In città, infatti, tutto è pronto per l'edizione numero 597 della festa di S. Agata, protettrice e patrona dellla comunità, ricordata ogni anno da tutti gli arzignanesi nel momento più alto della tradizione religiosa cittadina.
Tanti sono gli eventi che si susseguiranno da questa sera a domenica, giorno clou della festa patronale, e che vedranno impegnate numerose associazioni del paese e tanti volontari. Conferenze, eventi, messe e la tanto attesa processione votiva che da Castello raggiungerà Tezze. «Si tratta di un momento di forte spiritualità - afferma il sindaco Giorgio Gentilin -. Un'occasione di festa, ma anche di recupero delle tradizioni».
Le iniziative per la riedizione del voto alla patrona del paese cominceranno oggi, giorno in cui cade la ricorrenza di Sant'Agata, con una messa alle 19.30 nella chiesa votiva di Tezze.
Domani ci sarà invece la conferenza sulle armature e sui templari in programma alla Rocca di Castello, organizzata dall'associazione storica Città del Grifo. Un evento che richiamerà numerosi appassionati, e che, secondo il presidente Gianfranco De Cao, «farà diventare per un giorno Castello di Arzignano il centro medievale dell'Italia».
Proprio le armature saranno protagoniste domenica, giorno clou della festa patronale. Alle 9 ci sarà la processione votiva, organizzata dall'associazione storica Sant'Agata in collaborazione con l'associazione Città del Grifo. La processione partirà dal Castello e arriverà fino a Tezze. Ci saranno personaggi in costume quattrocenteschi: cortigiani, sbandieratori, dame, e in testa il decano, Giorgio Gentilin. Proprio il sindaco una volta arrivato a Tezze consegnerà un cero al parroco don Giovanni.
Lo spirito del '400 impregnerà Tezze, dove, conclusa la processione si terrà la messa. Nel pomeriggio ci saranno quindi rappresentazioni per bambini e adulti. In piazzetta di via Roma lo scultore Giorgio Sperotto scolpirà in diretta la statua di Sant'Agata, mentre lungo le vie della frazione ci saranno banchetti con prodotti tipici del territorio.
Cittadini e visitatori potranno quindi respirare lo spirito del tempo, grazie alle visite guidate della Pro loco alla Rocca di Castello, dalle 15 alle 18.

Arzignano.
Sotto il Castello
il maestro delle
armature

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Silvia Castagna



Arzignano. La disciplina in cui eccelle è l'oplologia, lo studio delle armi e delle armature. Il suo motto è: «Io non scendo da cavallo» che esprime la sua volontà di non cedere a compromessi e costruire sempre e solo pezzi storicamente corretti. È la storia di un perito chimico arzignanese diventato maestro armaiolo. La storia di un bambino che giocava con le spade e sognava i cavalieri e che è diventato, secondo la rivista Ars Historiae, un punto di riferimento mondiale per gli appassionati dell'arte armorara.
Gianfranco De Cao costruisce armi e armature medievali. Il suo lavoro è frutto di una passione nata osservando la cinta muraria del castello di Arzignano. L'evento scatenante fu però una festa di carnevale: un costume mal riuscito da crociato lo fece vergognare al punto che, diventato grande, iniziò a trasformare la plastica della spada in metallo e il suo hobby in un lavoro.
Entrare nella sua bottega, che guarda la rocca del Castello, è entrare in un mondo, prezioso e antico, fatto di tornei e giostre, condottieri e battaglie. Ripete spesso, De Cao, che il successo delle sue opere uniche sta nel fatto che «noi nella vita siamo quelli che siamo, ma quando vestiamo questi panni siamo quelli che avremo voluto essere».
I clienti sono soprattutto rievocatori storici che acquistano pezzo per pezzo armature modellate sul proprio fisico. L'artigiano fa dei calchi in gesso del committente e poi artigiani e incisori realizzano l'opera. «Per costruire un'armatura serve il lavoro di 4 persone per due mesi e mezzo - spiega -. Tutto è fatto a mano. Gli elmi, per esempio, sono composti da una lamina unica: non si usa la saldatrice e non esistono stampi».
Dalla Norvegia alla Sicilia, De Cao va dove lo chiamano i collezionisti, ansiosi di avere la riproduzione dell'armatura originale di Giovannino de' Medici o quella di Roberto da Sanseverino. All'attività artigianale ha affiancato poi quella culturale, che prevede allestimenti e mostre nei musei.
A Castel Stenico di Volterra, al Castello di Bevilacqua, l'artigiano arzignanese cura scenografie con manichini iperrealistici. «Grazie allo studio dei quadri di Pietro Della Francesca che ritraggono Federico da Montefeltro, duca di Urbino - spiega orgoglioso - ne abbiamo ricostruito il volto. Poi abbiamo smontato e studiato armature del periodo coevo. Abbiamo realizzato la prima replica al mondo del condottiero, oggi in mostra al museo di Monteriggioni vicino Siena». Alcune delle armature, con cimieri decorati, corsetti intarsiati e petti impreziositi da acqueforti, rappresentano l'alta moda del settore e sono valutate in migliaia di euro.

Arzignano.
Il canile
cerca amici
su Facebook

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Arzignano. Nuovi amici per i cani in cerca di casa grazie a Facebook. Il gruppo Amici del canile di Arzignano conta oltre 530 iscritti.
La pagina web creata su Facebook si aggiunge, in rete, al sito ufficiale del canile, www.canilearzignano.it, dove si trovano i riferimenti per mettersi in contatto con la struttura che ospita oltre un centinaio di cani provenienti dal territorio dell'Ulss 5. Una ventina sono invece i volontari che si danno da fare al canile di via Busa, che accoglie anche felini.
«Anche i nuovi mezzi di comunicazione, come Facebook, possono essere utili per sensibilizzare al problema dell'abbandono e del randagismo ma soprattutto per trovare nuovi amici per adozioni e sostegno» commenta la presidente del canile Maddalena Aloisi.
Uno dei temi più dibattuti nel social network è il microchip. «Il canile è sempre pieno e solo il 45% dei cani nell'area di Arzignano è provvisto di microchip. Dal 1 gennaio al 30 ottobre 2009 abbiamo raccolto nel territorio di Montecchio 39 cani, di cui solo 13 "chippati"». Per Aloisi si tratta di una questione di sicurezza che necessità di una volontà politica: «Basterebbe effettuare dei controlli sul territorio - sottolinea - Il problema c'è ma la legge non viene fatta rispettare». Per questo auspica che la questione venga al più presto discussa dalla conferenza dei sindaci dell'Ulss 5. E.F.

Arzignano.
La minaccia
delle multe 
frena i bulli

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Luisa Dissegna



Arzignano. I bulli di Arzignano, "domati" dall'ordinanza emessa dal sindaco Giorgio Gentilin, hanno già in tasca la tessera per frequentare la biblioteca e collaborano con i vigili per segnalare compagni ed episodi ancora da redimere.
Sono bastati pochi giorni trascorsi con la paura di una multa da 500 euro da recapitare ai genitori a far desistere i minorenni chiassosi e rissosi. Sono state sufficienti l'opera di dissuasione dei vigili e del direttore della "Bedeschi" per mettere a tacere schiamazzi e comportamenti poco rispettosi fuori e dentro la biblioteca. Oggi questi ragazzi, tra i 14 e i 16 anni, finiti sulle notizie dei tiggì nazionali assieme all'ordinanza di Gentilin, la prima del genere in Italia, studiano o leggono quieti e silenziosi.
A confermare l'efficacia del provvedimento è lo stesso direttore della "Bedeschi", Paolo Povoleri, che per primo aveva segnalato gli insulti ai passanti, gli schiamazzi, i bivacchi sulla panchine. «L'ordinanza è stata senza dubbio efficace: il fenomeno è già calato. I ragazzi si sono spaventati ed hanno dimostrato di voler dialogare con noi e con le forze dell'ordine. Soltanto fino a pochi giorni fa era addirittura impossibile accompagnarli gentilmente alla porta. Erano poco rispettosi delle autorità. Deridevano anche i vigili».
Dunque, ragazzini ravveduti e di multe ancora nessuna. come conferma il sindaco Gentilin. Una strategia preventiva che, sostiene l'assessore alla sicurezza, Enrico Marcigaglia, ha colto nel segno: «L'ordinanza è lo strumento per fare arrivare il messaggio, per dare la possibilità agli agenti di intervenire. Un mezzo che pare essere stato ben recepito dai ragazzi. Nessun terrorismo. Solo la volontà di unire alla repressione un'adeguata persuasione».
L'ordinanza ha già dei sostenitori illustri. Su tutti l'assessore regionale all'istruzione, Elena Donazzan, che oggi sarà in città alle 11 per incontrare la stampa assieme al sindaco in municipio. Donazzan si dice pronta a favorire l'iniziativa anti-bulli anche a livello regionale e suggerisce a Gentilin di far riparare ai ragazzi l'arredo urbano danneggiato, facendo passare «il concetto di risarcimento»: «Il sindaco Gentilin ha avuto il coraggio di dire che la politica ha anche un obbligo morale nei confronti della collettività» afferma.
«Questa ordinanza ha il solo limite di essere circoscritta alla biblioteca e dintorni - spiega la dirigente scolastica Donata Albiero che da anni opera per per prevenire il bullismo e rafforzare il senso civico con attività a scuola -. Va estesa alla salvaguardia dell'arredo urbano nei parchi e ai trasporti scolastici. Ci auguriamo che si possa realizzare una collaborazione Comune-scuola che incentivi l'educazione civica degli alunni e il buon comportamento anche con premi e borse di studio, come già avvenuto in passato».

Arzignano.
Caso panchine
tra volantini
e incontri

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Arzignano. Duemila volantini e una decina di volontari che battono a tappeto il mercato. Nuova puntata della querelle panchine di piazza Marconi, che ad Arzignano sta opponendo maggioranza e opposizione, divise sul destino di 7 sedute in pietra. Da rimuovere perché pericolose, inutili e brutte secondo gli amministratori; consone alla piazza e da conservare perché nuovissime secondo gli oppositori.
Ritrovo alle 10 e poi due ore di passeggio fra le bancarelle per i volontari che allungano a infreddoliti frequentatori il volantino, intitolato "La vergogna degli sfasciapanchine", dove si denuncia un "inutile sperpero di soldi per il capriccio di un assessore".
Diverse le reazioni. C'è chi riconsegna il foglietto invitando i volontari a vergognarsi, qualcuno domanda se sia possibile firmare contro la rimozione degli arredi della piazza e più di uno propone un referendum. A distribuire volantini anche Gianfranco Signorin, consigliere d'opposizione, che spiega: «È un modo per far sapere anche a chi viene ad Arzignano solo per il mercato, quello che sta succedendo».
Nella stessa piazza anche l'assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Massimo Signorin, che proprio vicino ad una delle panchine riceve per tre ore, per il consueto appuntamento settimanale con i cittadini, tutti coloro che desiderano parlare con lui e saperne di più.
In risposta alla nota depositata lunedì allo Spisal dalle minoranze, che lamentavano un cantiere pericoloso non adeguatamente protetto e non segnalato, dichiara: «Chi ha inviato la nota non sa che per i cantieri stradali i cartelli con le autorizzazioni non servono. Il buco per terra è di soli 7 cm, e intorno ci sono barriere ben visibili. Non c'è pericolo, il cantiere continuerà: altre 4 panchine, oltre alle 3 già rimosse, saranno sostituite». S.C.

Pedemontana. Sabato la protesta scende per le strade

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Montecchio. La manifestazione di protesta organizzata dal comitato "No Pedemontana" vedrà scendere in piazza Marconi a Montecchio, sabato dalle 14,30, quanti intendono opporsi agli espropri conseguenti al passaggio dell'opera o battersi per la salvaguardia del territorio e dell'ambiente al grido «Svegliamoci! Difendiamo le nostre valli», come riportano i volantini per l'adunata.
Non ci saranno solo manifestanti di Montecchio, Valdagno, Cornedo, Castelgomberto, Trissino e Malo. Altri sono attesi da località del Vicentino, dove gli espropriati in totale saranno 1.466, e dal Trevigiano. La partenza da piazza Duomo è prevista verso le 15.30. Il corteo percorrerà le vie del paese, in zona Valle, per poi ritornare in piazza dove si svolgerà un'assemblea.
«Dopo le riunioni dei comitati e il dissenso della popolazione, i gruppi di protesta porteranno in strada la loro determinazione contro l'asfalto, il cemento, l'inquinamento, le polveri sottili, il rumore, le bugie, i silenzi che per anni hanno accompagnato la progettazione di quest'opera che serve a pochi e danneggia tutti - scrivono i comitati del "no" -. C'è ancora la possibilità di ricorrere al Cipe. Facciamo fare ai nostri sindaci il loro lavoro di proteggere la salute dei cittadini. Che vadano in Provincia e in Regione a farsi sentire».
Domani alle 18,30 il sindaco Milena Cecchetto incontrerà in sala consigliare i comitati "No Pedemontana Montecchio" e "Difesa Salute Territorio Valle Agno-Malo". L.D.

Pedemontana.
Nel progetto
le complanari
anti-traffico

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Antonella Fadda



Montecchio. «Trattati a pesci in faccia» aveva detto il sindaco Milena Cecchetto a proposito delle richieste di compensazione per la Pedemontana, che sarebbero state respinte dalla Regione. Pare invece che tali compensazioni ci saranno; in particolare, le complanari a doppio senso di marcia, che secondo il sindaco sarebbero previste solo da Alte allo svincolo della Montorsina, andranno invece fino alla località Canova, cioè lungo l'intero tratto della tangenziale.
Lo assicura il commissario straordinario per la costruzione della Pedemontana Veneta, Silvano Vernizzi. «Nell'incontro della scorsa settimana con l'amministrazione di Montecchio - spiega - siamo rimasti d'accordo che non appena il concessionario avrà predisposto il progetto delle complanari, in cui si prevedono le 4 corsie, venga fissata una nuova riunione». L'incontro avverrà entro pochi giorni; il commissario Vernizzi ribadisce che le complanari alla tangenziale, che diverrà il primo tratto della Pedemontana, sono previste lungo l'intero tratto e sempre a quattro corsie, proprio per evitare che il traffico si riversi nel centro di Montecchio.
Il Comune aveva chiesto altre compensazioni, come la rotatoria ad Alte Ceccato, il potenziamento della strada di collegamento con la nuova stazione, l'allungamento della galleria in zona Ghisa e delle barriere fonoassorbenti.
Il commissario Vernizzi, specificando di non voler polemizzare sulle affermazioni del sindaco, precisa: «Alcune richieste sono opere di contorno la cui realizzazione si vedrà in un secondo momento e che riguarda comunque la società concessionaria. Noi ci occupiamo del tracciato. Le barriere antirumore? È assurdo affermare che non verranno installate. Come al solito verranno seguite le normative vigenti e installate nei luoghi sensibili, come case o scuole».
«Tutti i 34 comuni interessati dal tracciato - aggiunge Vernizzi - sono stati trattati alla stessa maniera, senza disparità. Negli incontri tutte le amministrazioni hanno potuto presentare le loro osservazioni o critiche. Da parte nostra ci siamo riservati di studiarle e fissare altri incontri».
E a proposito della manifestazione popolare di protesta contro la Pedemontana, in programma sabato a Montecchio, il commissario non fa una piega: «È un diritto protestare, sarebbe sciocco affermare il contrario».
Vernizzi chiarisce, a proposito degli espropri, che ogni caso verrà valutato a sé stante. «Si procederà come per il passante di Mestre. Ai coltivatori diretti sarà riconosciuto il triplo del valore dei terreni e, in caso di accordo bonario, verrà corrisposto l'80% del valore all'atto della firma, il restante 20% in seguito. Lecase abbattute verranno valutate al costo di ricostruzione».

Arzignano.
Sul caso
panchine "siede"
la protesta

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Arzignano. Sono cominciati i lavori di rimozione delle panchine in marmo in piazza Marconi e molti cittadini stanno protestando, con e-mail al nostro giornale, rammaricandosi per la decisione dell'amministrazione di eliminare le panchine e protestando per i «soldi buttati al vento».
Già tre "sarcofagi", come erano stati chiamati dall'assessore ai lavori pubblici Massimo Signorin, sono stati eliminati; in totale sono sette quelli che verranno sostituiti con panchine in ferro.
Le discussioni non si placano. Nei giorni scorsi alcuni consiglieri di minoranza hanno inviato una lettera al sindaco leghista di Thiene, Maria Rita Busetti, plaudendo alla sua decisione di chiudere il centro storico alle auto. I firmatari, Gianfranco Signorin, Michele Colasanto, Stefano Frighetto, Edoardo Modini, Lorella Peretti e Stefano Anzolin, che si qualificano come «ex amministratori di una città simile a Thiene per dimensioni e problematiche viabilistiche» valutano positivamente la scelta che va «nella direzione di una migliore vivibilità dei centri storici». «Le piazze hanno assunto l'attuale sistemazione dopo un percorso lungo - interviene l'ex assessore ai lavori pubblici, Paolo Cassan -. Abbiamo messo al centro il cittadino. Ora sembra che si voglia buttar via quanto fatto». S.C.

Arzignano.
La Provincia
blocca
la fonderia

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L'ing. Filippo Squarcina, responsabile del servizio Via, è intervenuto in consiglio provinciale, rispondendo all'interrogazione di Emilio Franzina (Vicenza Libera) sul caso del nuovo impianto fusorio ad induzione di Arzignano della società Isgev, destinato alla produzione di casse e pezzi speciali da impiegare nella costruzione di motori elettrici. L'ing. ha fatto una cronistoria della vicenda, soffermandosi in particolare sulle date più recenti.
È tuttora in corso la verifica di impatto ambientale, chiesta dalla ditta il 7 agosto 2009. La Provincia ha fatto un sopralluogo a dicembre e ha appurato che i lavori per la realizzazione dell'impianto erano in corso, nonostante l'iter non fosse ancora chiuso. Li ha quindi sospesi. Il procedimento per la valutazione impatto ambientale è quindi proseguito. Lunedì scorso si è svolta un'inchiesta pubblica in Provincia in cui sono state rese note le uniche due osservazioni arrivate: una del Comune e l'altra del Comitato No Centrale.
A quel punto sono state chieste alcune integrazioni alla ditta al fine di procedere nell'istruttoria tecnica, integrazioni che riguardano anche l'autorizzazione integrata ambientale.
Tra le richieste. ci sono le valutazioni su un eventuale monitoraggio continuo delle emissioni (in particolari polveri); l'analisi del rapporto tra le ricadute delle emissioni e gli standard di qualità dell'aria; la predisposizione di tabelle di confronto per le aree sensibili individuate dall'Amministrazione comunale. È stato richiesto anche un approfondimento dell'impatto sull'assetto viabilistico, allo stato attuale e in futuro; in particolare è stata chiesta una stima quantitativa della capacità dell'intersezione tra via Vicenza e via della Tecnica. E ancora: ipotesi di compensazioni sulle quali si ritiene opportuno un confronto con il Comune. La documentazione dovrà essere presentata dalla ditta entro 3 mesi. R.B.

Arzignano.
Dossi e lampioni,
ecco le richieste
dei quartieri

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Silvia Castagna



Arzignano. Lavori pubblici e viabilità. Vanno in queste direzioni le richieste più frequenti dei cittadini di Arzignano, espresse durante gli incontri in trasferta della giunta.
DOSSI E SEGNALETICA. In tutti i quartieri si chiedono dossi artificiali per ridurre la velocità dei veicoli. Segnalazioni sono giunte per via Santo a Villaggio Giardino, via Lepanto in centro dove recentemente si sono verificati due incidenti mortali, via Calpeda a Castello, via Lombardia che porta alle scuole elementari di San Bortolo, via Riotorto nel quartiere Mantovano. «Stiamo raccogliendo tutte le segnalazioni - spiega l'assessore alla viabilità Carmelo Bordin - poi le vaglieremo con la polizia locale, per verificarne la fattibilità già nel 2010». Già rifatte invece le strisce pedonali in prossimità delle scuole.
FOGNATURE. Molte zone basse del paese sono colpite dal problema dell'esondazione delle fogne. In alcune vie dei quartieri di San Bortolo, Villaggio Giardino, San Zeno, Main e della zona cosiddetta "Traversata", al confine fra i comuni di Arzignano e Chiampo, si verificano allagamenti in caso di prolungato maltempo, segnalati anche con foga dai cittadini che vivono situazioni di disagio. «In questo caso l'intervento non compete al Comune spiega vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Massimo Signorin - ma ad Acque del Chiampo, che comunque abbiamo già sollecitato ad intervenire».
ASFALTATURE. Dopo le nevicate di fine dicembre sulla mappa della città, nel sito Arzignano dialoga, sono comparsi una quantità di "pallini arancione", corrispondenti a segnalazioni che descrivono buche ampie e pericolose da sistemare. A Restena, per esempio, in via Vignaga, in via Monte Pasubio, in Via Kennedy, in via Fermi. Alcune sono già state sistemate. «Nel piano delle asfaltature 2010 - precisa Signorin - abbiamo fatto rientrare anche la sistemazione di alcuni marciapiedi, come quello davanti all'asilo Bonazzi, mentre in primavera si interverrà sui marciapiedi davanti alle scuole Motterle per eliminare le barriere architettoniche».
VIABILITÀ. Sensi unici, modifica di precedenze, divieti di svolta: i cittadini segnalano difficoltà viabilistiche di diverso genere. «Con una determina di giunta abbiamo dato l'incarico ad un pool di specialisti per un'analisi dei flussi del traffico» commenta Bordin. Per risolvere le criticità dell'incrocio al ponte di san Zeno, invece, è in discussione con la provincia un progetto preliminare per una rotatoria.
ILLUMINAZIONE . Richieste per l'illuminazione nel parcheggio in via Calavena Alta, di fianco alle scuole medie Motterle. «L'intervento rientra nel piano di completamento dell'arredo urbano di via IV Martiri - spiega Massimo Signorin -. Tutta la zona sarà sistemata non appena partiranno i lavori di demolizione dell'ex dispensario». Per l'illuminazione di via San Matteo, a Castello, invece, occorrerà attendere il 2011 quando inizieranno i lavori di allargamento della strada.


Brendola.
Palasport,
arrivano i fondi
della Regione

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Brendola. Un quarto dell'intero costo del nuovo palazzetto dello sport sarà coperto da un contributo regionale di 470 mila euro. È questa la novità sul fronte di uno dei progetti più ambiziosi ed onerosi che sta affrontando l'amministrazione. La notizia è stata ufficializzata ieri in un incontro al quale hanno partecipato i presidenti delle associazioni, gli amministratori e l'assessore regionale Elena Donazzan. «Il nuovo palazzetto - ha detto il sindacoCeron - servirà a creare uno spazio per i giovani e gli anziani. Sarà un punto di aggregazione per le numerose associazioni di volontariato che abbiamo». Dello stesso avviso Elena Donazzan che ha ricordato l'alto valore del volontariato: «Bisogna avere un'idea strategica dello sviluppo - ha concluso la Donazzan - e agire con responsabilità, dando risalto alla propria terra e riconoscimento a chi si impegna per farlo».
Grande importanza è stata data dal sindaco al concetto di condivisione di un progetto e di gratificazione di chi, a vario titolo, si dedica all'obiettivo: dai volontari ai dipendenti comunali agli amministratori.
Il progetto, commissionato dall'amministrazione precedente a Mauro Concentri, riassume le esigenze delle associazioni. Realizzato con tecniche e materiali in bioedilizia, la struttura è predisposta per la regolazione di luci e riscaldamento. «Il costo è alto - ha continuato Concentri - ma paragonato ad altre strutture sportive è limitato, vale uno schermo da palazzetto dello sport delle ultime olimpiadi di Pechino». I.BER.

Montecchio.
Pedemontana,
l'ora dei dubbi

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Nicola Negrin



Ieri mattina c'era anche lui, Federico Faedo, residente della Ghisa, che lo scorso settembre lanciò per primo un sos per salvare la sua casa. Faedo si è recato in municipio assieme ad un centinaio di castellani colpiti dagli esprori della Pedemontana, che ieri si sono presentati in municipio per la prima giornata di consultazione della documentazione relativa ai terreni e alle abitazioni coinvolte dal passaggio della nuova arteria veneta. Cento cittadini che hanno invaso la sala consiliare per visionare il proprio futuro. Fra di loro anche qualche curioso, interessato a capire come cambierà l'aspetto della città.
«La mia abitazione verrà abbattuta - racconta Federico Faedo - e il mio terreno espropriato. Vivo in via Ghisa da 10 anni e la casa ne ha 12, quindi è nuova. È un grosso disagio». Faedo ieri mattina ha cercato di capirne di più, recandosi in municipio per visionare i tracciati. «Posso dire - prosegue - che non ne ho capito un granchè. Nelle cartine che abbiamo visionato si vede solamente l'area con gli espropri ma non si capisce il livello d'altezza della Pedemontana»
Tra i cittadini preoccupati per le sorti della proprietà anche Giacinto Trevisan, residente in via Ponte Guà. «La nostra casa si trova in mezzo al tracciato - afferma - e noi abitiamo qui da 45 anni». C'è anche chi non verrà toccato ma solamente sfiorato. «Abitiamo in collina - racconta Angelo Camerra residente in località Bernuffi - e la Pedemontana passerà a circa 60 metri di distanza in linea d'aria. Attendiamo di capire se sarà possibile spostarci in una nuova casa per salvaguardare la qualità della nostra vita, pur rimanendo in questa zona».
Il Comune intanto ha attivato uno sportello informativo dedicato ai cittadini raggiunti dal decreto di esproprio, coordinato dall'architetto Francesco Manelli. «Ho trovato i cittadini preoccupati ma non arrabbiati - commenta il dirigente dell'ufficio tecnico -. Da parte nostra c'è piena disponibilità nei confronti della cittadinanza coinvolta. Per questo, accanto alle tavole abbiamo sistemato dei moduli per le richieste di chiarimento e informazioni».
Il Comune ha anche provveduto ad inviare 150 lettere di comunicazione ai cittadini interessati dagli espropri. «I casi più critici - conclude Manelli - saranno seguiti con incontri personali». Si potrà continuare a visionare gli elaborati fino al 22 gennaio in sala consiliare, dalle 9 alle 12,30. Poi, fino all'8 febbraio saranno disponibili all'ufficio tecnico.

Arzignano.
«La passerella
a Costo non
si farà»

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Arzignano. «La passerella a Costo non si farà. È troppo costosa».
Ribadisce ancora una volta quanto affermato qualche mese fa in un incontro con i residenti della frazione arzignanese, l'assessore ai lavori pubblici Massimo Signorin che così blocca sul nascere ogni iniziativa che riguarda nuove opere.
La nuova commissione "Frazioni e quartieri", quindi, si occuperà sì di risolvere il problema del collegamento pedonale tra la parte nuova e quella vecchia di Costo, ma non tramite la passerella.
«I fondi non ci sono - prosegue Signorin -. Per questo stiamo pensando a una soluzione diversa e la più probabile è quella di un semaforo a chiamata».
Il semaforo non sarà in ogni caso l'unico intervento che verrà fatto a Costo. A quanto pare verrà anche abbassato di 20 chilometri orari il limite di velocità nella strada principale della frazione.
«Dopo le richieste ricevute dai cittadini - afferma Signorin -, abbiamo chiesto alla Provincia di ridurre da 70 a 50 km/h il limite massimo nel tratto di strada che va dalla Madonetta al distributore dell'Agip».
Resta da capire quanto ci vorrà prima che i due interventi divengano operativi. «Purtroppo i tempi stanno andando per le lunghe - conclude l'assessore ai lavori pubblici -, ma non dipende da noi, bensì dalla Provincia». NI.NE.

Montecchio.
Pedemontana,
la Ghisa spera
nel dietrofront

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Antonella Fadda



Montecchio. Montecchio in prima linea contro la Pedemontana Veneta. I comitati locali, contrari alla realizzazione dell'opera sono già al lavoro per organizzare la protesta mentre in Comune, da domani, sarà possibile visionare tavole ed elenco delle ditte espropriate.
Teatro della manifestazione sarà, sabato 30 gennaio, la piazza castellana del Duomo. «Scopo della manifestazione - dicono i portavoce del comitato "Difesa Salute e Territorio Valle Agno-Malo", Renato Volpiana e Alessandro Schiavo - è dare supporto della petizione consegnata ai sindaci perché ci appoggino nella denuncia dell'insostenibile costo ambientale di quest'opera».
Intanto l'amministrazione castellana non molla la presa in Regione. «Ho già richiesto un incontro a Venezia con l'assessore alla viabilità Renato Chisso, con il commissario straordinario della Pedemontana Silvano Vernizzi e il suo vice Giuseppe Fasiol» spiega il sindaco di Montecchio, Milena Cecchetto, che afferma di voler andare a fondo sulle decisioni riguardo l'ultima parte del tracciato deciso in zona Ghisa. «Non capisco perché abbiano preso una decisione del genere - dice - quando la terza ipotesi, quella del tunnel, era chiaramente la migliore sia dal punto di vista di impatto ambientale che economico».
Milena Cecchetto sta collaborando a stretto contatto anche con la Coldiretti e ha già lanciato l'idea di un prossimo incontro proprio con il comitato "No alla Pedemontana", pronto a scendere in piazza.
«Voglio ricordare soprattutto - aggiunge - che i nostri uffici sono a disposizione di coloro che sono interessati dagli espropri».
La documentazione relativa agli espropri rimarrà in libera visione da domani e fino al 22 gennaio in sala consiliare e poi fino all'8 febbraio all'ufficio tecnico comunale, tutti i giorni feriali dalle 9 alle 12,30.
A fianco del sindaco anche Claudio Meggiolaro, consigliere regionale: «Montecchio paga già un alto prezzo con la perdita dell'arteria della variante SP 246 - osserva - spero che almeno venga rivista la parte finale del tracciato, quella della Ghisa».

Montecchio.
Immigrati, 
niente sciopero
della spesa

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Montecchio. Gli immigrati di Montecchio revocano lo sciopero della spesa previsto a gennaio. Dopo l'annuncio diffuso prima delle festività e le critiche delle scorse settimane si ricompatta il fronte Unione Immigrati e sindacati che l'altra sera ha deciso di superare le divergenze e continuare la battaglia, contro il provvedimento della giunta di Milena Cecchetto in merito ai parametri abitativi per stranieri, percorrendo altre vie.
Ma se, al momento, di sciopero degli acquisti non se ne parla, verranno, invece, raddoppiati gli sforzi per sensibilizzare sul problema i cittadini italiani, anche tramite volantinaggio, contando, auspica l'Unione, sulle associazioni di categoria economiche. «Dobbiamo ricordare - hanno detto stranieri e sindacati - che anche gli italiani affittuari saranno a loro volta danneggiati dalla restrizione dei parametri abitativi perché diversi appartamenti non potranno più essere dati in locazione».
Alla decisione di rinunciare allo sciopero si è arrivati durante la riunione nella sede Cisl, dove la tensione ha lasciato spazio al dialogo. Da una parte l'Unione Immigrati di Ousman Condè e di Zaman Monir, dall'altra Cgil, Cisl e Uil e le associazioni che da mesi sono schierate a fianco dei migranti per l'abolizione della delibera abitativa. Condè, inizialmente, aveva esposto le ragioni di un sciopero. «Non c'è intenzione di danneggiare i commercianti ma vorremmo portare a conoscenza di tutti, con un segnale forte, la situazione in cui molti di noi stanno vivendo ed altri si apprestano a vivere». Condè ha raccontato di famiglie separate a causa della restrizione dei parametri abitativi ed anche di problemi dovute al rinnovo del permesso di soggiorno. «Non avendo l'abitabilità non ci sarà rinnovo, quindi in molti diventeranno clandestini».
Rappresentanti dei sindacati e delle associazioni hanno, invece, evidenziato la necessità di mantenere un obiettivo comune: «In molti pensano che questa delibera sia discriminante ma non si può andare avanti con iniziative personali. Piuttosto è necessario sensibilizzare la comunità e le categorie economiche». Di comune accordo, infine, si sono poste le basi per un eventuale ricorso alle vie legali, con l'esame di situazioni di immigrati che potrebbero essere danneggiati dalla delibera.
Il sindaco, Milena Cecchetto, quasi se l'aspettava: «Come già previsto -commenta- la sciopero non ha avuto seguito. Si tratta di un'iniziativa sbagliata: non sono i commercianti gli interlocutori a cui gli stranieri si devono rivolgere per risolvere questi problemi. Con questa modalità di protesta, gli immigrati avrebbero confermato che la loro presenza non si accompagna ad alcuna vera volontà di integrazione. Chi vuole integrarsi non va contro le leggi del Paese che lo ospita, ma si informa sulle regole da seguire. Le nostri leggi non discriminano nessuno e non le modificheremo».A.F.

Arzignano.
Chiusa la
rampa di
via Stazione

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Luisa Dissegna



Chiusa al transito per pericolo di crollo la rampa d'accesso alla passerella sopra via Largo Stazione, che collega il centro di Arzignano e il Parco dello Sport, nonché il parcheggio destra Chiampo. L'ordinanza, emessa l'altra sera dal sindaco Giorgio Gentilin, segna un altro capitolo nero per questa struttura di collegamento della città, da tempo nel mirino di critiche per l'incuria in cui versa e fonte di preoccupazioni dei passanti che la utilizzano; e per la quale era già stato ipotizzata due anni fa una ristrutturazione radicale.
Ai rifiuti abbandonati, ai vandalismi e ai murales che da anni purtroppo sono un emblema della passerella, ora si aggiungono segni evidenti di un cedimento della rampa; fin qui utilizzata soprattutto da genitori con i passeggini, dai cittadini in bicicletta, dai disabili. L'ordinanza del sindaco fa seguito ad un sopralluogo eseguito dai tecnici comunali.
Spiega il vicensindaco nonchè assessore ai lavori pubblici Massimo Signorin: «I tecnici hanno rilevato l'esistenza di cedimenti e la necessità immediata di mettere in sicurezza il luogo, al fine di garantire la pubblica incolumità».
Già da ieri ciclisti e pedoni non possono più accedere alla passerella della città attraverso la rampa transennata e segnalata. Mentre nessun divieto blocca l'accesso alle parti restanti della struttura, tra cui le scale; soprattutto dal lato destra Chiampo. E di fronte alle evidenti crepe, al cemento sgretolato, ad un cedimento della pendenza, che secondo i tecnici ha ormai raggiunto gli 8 centimetri, l'assessore Signorin si chiede «come si sia potuto raggiungere un degrado della struttura così grave. Questo - aggiunge - è il risultato dell'incuria in cui sono state lasciate le opere esistenti in città dalla precedente amministrazione, per pensare a lavori ingenti come le piazze».
L'assessorato ai lavori pubblici ha già stanziato circa 100 mila euro per l'abbattimento della rampa, che inizierà dopo la progettazione e l'appalto per la messa in sicurezza. Verrà quindi installato un ascensore videocontrollato che consentirà un nuovo accesso alla passerella. Dei 100 mila euro previsti, 50 sono già stati stanziati dalla giunta nel piano triennale delle opere pubbliche per il ripristino dell'opera.
Altri interventi sono da programmare: la pioggia filtra dal tetto delle scale d'accesso e la pavimentazione, già rinforzata con lastre di ferro, deve essere sistemata.

Montecchio.
Tangenziale
impatto
devastante

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Montecchio. «Non è una vittoria, ma una devastazione». Il consigliere d'opposizione Luciano Romio commenta così il progetto sul raddoppio dell'A4 che passerà in parte per la città castellana. «Definire una vittoria per Montecchio, come ha fatto recentemente il vicesindaco Gianluca Peripoli, una soluzione che devasta il territorio - spiega Romio - significa non capire l'impatto enorme, irreversibile che questa nuova infrastruttura arrecherà alla città ed in particolare alla zona di piazzale Collodi».
Luciano Romio considera un errore di fondo aver prodotto un nuovo progetto d'impatto per il territorio vicentino, ed in particolare per il tratto che va da Montebello ad Altavilla - già con grosse criticità programmate quali Alta Velocità, Pedemontana, Cis - anziché cercare soluzioni che passassero attraverso modifiche del tracciato autostradale esistente. «Considero politicamente riduttivo ed indice di scarsa capacità contrattuale - prosegue - accontentarsi del male minore rispetto ad un progetto originale che presentava un viadotto davanti alle finestre di chi risiede nella zona di piazzale Collodi».
Il consigliere infine rivendica la paternità della soluzione al progetto recentemente adottata: «Ad agosto 2008, appena ricevuto il progetto, abbiamo incaricato lo studio Atagroup di Trento per una proposta alternativa al tracciato che, insieme ad altre, è stata trasmessa alla Provincia e qui esposta ai tecnici ed anche al consigliere Nevio Zanni, che si attivò in proposito».
«È bene, nell'interesse della città - conclude - che questa amministrazione esca dalla campagna elettorale, smetta di parlare e cominci a governare come si aspettano quei cittadini che hanno dato ad essa il consenso e la legittimità per farlo». A.F.

Arzignano.
Centro anziani
tra litigi
ed elezioni

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Silvia Castagna



Arzignano. Fissate per il 23 gennaio le elezioni del nuovo consiglio direttivo del centro ricreativo anziani Arciso Mastrotto di Arzignano. Il nuovo commissario, Silvano Ceresato, sta lavorando per espletare gli obblighi fissati dallo statuto per poter procedere alla scelta di un nuovo presidente e della direzione del centro di via Cazzavillan, che mancano dalla scorsa primavera. Pare avviarsi verso la normalizzazione, dunque, la vita associativa del circolo anziani che ha trascorso mesi travagliati, durante i quali si sono guastati i rapporti tra soci e membri del vecchio consiglio; guai nati da disaccordi sulla gestione delle attività e da caratterialità diverse.
La figura del commissario, amministratore super partes della struttura, era stata introdotta già nell'aprile scorso dalla precedente giunta, per porre fine ai litigi tra i soci che ne rendevano impossibile la regolare gestione del centro anziani, e avevano portato alle dimissioni di ben due presidenti. In sostituzione del primo commissario Mario Facci, eletto a maggio e decaduto dall'incarico lo scorso ottobre, il sindaco Giorgio Gentilin ha nominato Silvano Ceresato, ex dirigente scolastico, in pensione dopo oltre quarant'anni di attività nel mondo della scuola.
Il primo cittadino ha affidato a Ceresato il compito di "traghettare" il centro verso la normalizzazione, nell'attesa che i circa 900 soci anziani eleggano, a fine gennaio, il nuovo presidente; anche sulla scorta delle modifiche che nel frattempo saranno introdotte allo statuto del centro anziani. Ceresato rimarrà in carica fino al 31 gennaio con il compito specifico di organizzare regolari elezioni. «Ho già provveduto a costituire una commissione elettorale - dichiara Ceresato - che ha già raccolto in questi giorni le candidature».
Pare che questa volta, dopo le scorse elezioni indette a novembre ma annullate per mancanza di un numero sufficiente di candidati - 8 coloro che si erano presentati, contro i 10 che secondo statuto costituiscono il numero minimo per poter procedere - ci sia già una lista sufficientemente numerosa di votabili. «In attesa del nuovo direttivo - prosegue Silvano Ceresato - procediamo per il rinnovo del tesseramento 2010 che sta andando più che bene: in pochi giorni si sono già registrati 530 soci. L'auspicio è che il centro anziani, dopo tanti mesi, possa finalmente avere un regolare consiglio e sappia riprendere la propria efficienza.».Ceresato propone qualche idea per il potenziamento delle attività culturali: «Dai dibattiti a tema, agli incontri con le scuole per raccontare le tradizioni del passato, in mondo che da centro ricreativo la struttura possa diventare anche centro ricreativo-culturale». S.C.

Montebello.«Cis,
non è ammesso
il centro
commerciale»

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Marco Scorzato



La Confcommercio non molla e ora bussa in Regione per bloccare le rivoluzioni urbanistiche sull'area Cis di Montebello. L'obiettivo è ormai noto: contrastare l'ipotesi di un nuovo centro commerciale a Montebello, sulla famigerata superficie di quasi 500 mila metri quadri del - mai nato - Centro intermodale merci e servizi. Un'ipotesi - quella contenuta nel Piano di assetto del territorio (Pati) adottato dai Comuni di Montebello, Montorso, Zermeghedo e Gambellara - che «contrasta con gli indirizzi di programmazione urbanistica regionale e provinciale», sostiene l'associazione dei commercianti.
È quanto messo nero su bianco in una lettera che Andrea Gallo, direttore di Confcommercio Vicenza, ha inviato alla direzione della commissione regionale Vas e alla segreteria regionale Ambiente e territorio. L'appello giunge a Venezia nei giorni in cui gli uffici regionali stanno vagliando il Piano urbanistico dei quattro comuni dell'Ovest Vicentino. Nel documento, contrariamente alla precendente programmazione territoriale, si prevede che l'area Cis possa ospitare non soltanto il centro logistico di cui si discute da oltre vent'anni, ma anche un insediamento commerciale. È questo che preoccupa la Confcommercio. Che ricorda come la programmazione regionale e provinciale «non preveda grandi strutture di vendita» in quell'area che sorge tra la Regionale 11 e la ferrovia.
«Il Ptrc, piano territoriale regionale di coordinamento, recentemente adottato dalla Giunta regionale - scrive la Concommercio - conferma l'area del Cis come piattaforma complessa regionale, mentre sono altre le aree produttive con tipologia prevalentemente commerciale».
Nella lettera inviata in Regione, Confcommercio ribadisce «le criticità che potrebbero derivare dall'ipotizzata realizzazione di una struttura commerciale», che potrebbe occupare, stando al Pati, ben 80 mila metri quadri.
«Abbiamo già contestato più volte che il sistema infrastrutturale della zona - puntualizza Gallo - è del tutto inadeguato a sopportare i volumi di traffico che tale previsione comporterebbe, tenuto conto delle infrastrutture esistenti, di quelle programmate e della vicinanza con il sito di interesse comunitario dei Colli Berici, con ingenti costi che ricadranno sulla collettività». Non meno critiche e preoccupanti per la Confcommercio le ripercussioni sul piano economico di una struttura distributiva che «potrebbe compromettere l'equilibrio della rete commerciale esistente, con la prevedibile chiusura dei piccoli esercizi dei comuni contermini che garantiscono quel servizio di prossimità indispensabile in particolare per la popolazione anziana».

Arzignano.
Polemiche
sulla fonderia
in centro

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Nicola Negrin



Arzignano. Preoccupazioni ad Arzignano per la nuova fonderia che dovrebbe sorgere in via Vicenza, a poco più di un chilometro dal centro del paese. Il progetto, voluto dall'azienda Isgev, produttrice di motori elettrici. sta facendo discutere cittadini e partiti. In tanti hanno espresso perplessità per un impianto che dovrebbe sorgere a poca distanza dal cimitero e dalla materna di Costo.
LE INTERROGAZIONI. Il responsabile provinciale ambiente dI Rifondazione comunista, Guido Zentile, ha inviato una lettera al sindaco Giorgio Gentilin; poi il consigliere provinciale Emilio Franzina di "Vicenza Libera" ha presentato un'interrogazione all'assessore provinciale Mondardo, e infine, anche il consigliere regionale del Prc Pietrangelo Pettenò ha invitato una lettera a Mondardo. Nelle interrogazioni si sono chiesti chiarimenti sulla verifica di compatibilità ambientale della fonderia, poiché «in base ai dati forniti dalla Isgev stessa - si legge nella nota presentata - verrà emesso un quantitativo annuo di 1,5 tonnellate di polveri», e inoltre «l'impianto produrrà "quantità significative" di Pm10, polveri cancerogene».
L'ISGEV SPIEGA. L'Isgev ha presentato, in un incontro pubblico a villa Brusarosco, il progetto sulla "Fonderia di ghisa" e il relativo studio di impatto ambientale. L'azienda ha spiegato come la nuova fonderia, che produrrà mediamente all'anno 5.280 tonnellate di materiale fusorio e che sorgerà adiacente al proprio stabilimento, sarà ad induzione e non utilizzerà combustibili fossili. E quindi, secondo le stime, avrà un basso impatto ambientale.
IL COMUNE FRENA. Nonostante ciò, il Comune preferisce muoversi con cautela. «Siamo consapevoli dell'importanza che l'opera può avere sul piano dell'occupazione - ha spiegato il sindaco Gentilin -, ma abbiamo deciso di trasmettere alla commissione Via provinciale un documento dove è stato evidenziato che la relazione presentata della Isgev sul nuovo impianto era carente in alcuni punti. Dunque, prima di procedere, è opportuno per noi che l'azienda acquisisca queste integrazioni. Poi, ovviamente il nostro parere non è vincolante e, quindi, spetta alla commissione esprimersi definitivamente entro la fine di febbraio».

Arzignano.
Rotatoria
incompiuta
è pericolosa

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Cinzia Ceriani



Era stata promessa una rotatoria per semplificare la viabilità pericolosa ma a quanto pare il rondò è rimasto incompiuto. E così rimarrà fino al 2011. Sull'incrocio di San Rocco ad Arzignano piovono le critiche dei residenti della frazione, che hanno incontrato la giunta di Giorgio Gentilin in una delle sue trasferte in città.
I cittadini hanno manifestato dubbi circa l'incompiuto incrocio di San Rocco. «Vogliamo capire - affermano - perché i lavori sono stati bloccati. Ci era stata promessa una rotatoria. I lavori sono partiti quest'estate e ora è tutto fermo, a metà». «La viabilità all'altezza dell'incrocio - aggiungono - è difficoltosa e non riusciamo a capire perché, dopo gli incontri con la vecchia amministrazione e l'inizio dei lavori, tutto è fermo».
Il progetto era stato avviato dall'ex amministrazione e prevedeva una prima fase di allargamento dell'incrocio, in preparazione alla messa in opera della rotatoria che comprende via Trento, la provinciale Val di Chiampo e via dei Mille.
«Tengo a precisare che noi non abbiamo bloccato nulla - spiega l'assessore ai lavori pubblici nonché vicesindaco Massimo Signorin -. Sono due i motivi dello stop: la carenza di disponibilità economiche e la mancata cessione dei terreni posti dall'altro lato della provinciale. C'è l'accordo bonario con il proprietario ma non la cessione vera e propria sottoscritta con atto notarile. Senza questi due elementi non è possibile continuare con il progetto definitivo e non prima del 2011». Continua l'assessore Signorin: «Noi eravamo convinti che la rotatoria venisse completata entro fine anno e che il progetto fosse stato completamente finanziato. Solo in un secondo tempo abbiamo scoperto che ad essere finanziato era solo il primo stralcio dei lavori; per questo l'opera non è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche».
A spiegare altri dettagli è l'ex assessore ai lavori pubblici Paolo Cassan che in passato aveva già incontrato più volte i residenti di San Rocco. «La realizzazione completa e finanziata dell'incrocio e della rotatoria è stata prevista a bilancio - spiega Cassan -. Lo stato attuale dell'incrocio rappresenta una precisa scelta viabilistica da realizzare in due trance: dare la precedenza alla realizzazione della viabilità alternativa prima di realizzare il quarto braccio d'immissione alla rotatoria». «In questo modo - conclude Cassan - si è pensato di evitare il pesante blocco di traffico in uscita da via Trento».

Montecchio.
Stop
agli alloggi
sovraffollati

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Antonella Fadda



Montecchio. Controlli sempre più capillari da parte dell'amministrazione di Milena Cecchetto sulla presenza, anche temporanea, di stranieri sul territorio comunale. L'amministrazione, con una delibera datata 8 dicembre, ha confermato «l'equiparazione dei parametri abitativi per i cittadini italiani e stranieri», e ha esteso l'applicazione anche alla comunicazione di ospitalità prevista dall'art.7 del D.L. 286/1998.
Anche se «in possesso di regolare permesso di soggiorno - cita in una nota il Comune - nessuno straniero potrà essere ospitato all'interno di una abitazione, neppure temporaneamente, quando la sua presenza comporti il superamento del numero massimo di persone previsto dai parametri abitativi». In passato, infatti, una semplice dichiarazione di ospitalità era sufficiente per accogliere un numero indefinito di persone nello stesso alloggio per tre mesi al massimo. «Ciò provocava spostamenti continui ed assolutamente incontrollati di un grande numero di persone straniere da un'abitazione all'altra, con situazioni di sovraffollamento e conseguenti condizioni igienico-sanitarie precarie - dice il sindaco Milena Cecchetto -. Nel nostro Comune il numero di richieste di ospitalità era di circa 400 all'anno».
Per verificare il numero di stranieri presenti, anche solo di passaggio a Montecchio, l'amministrazione ha avviato la gestione informatica della procedura di comunicazione di ospitalità, «che ha evidenziato molti comportamenti non virtuosi, come ad esempio 10 dichiarazioni di ospitalità in un appartamento presentate dalla stessa persona in un solo giorno, o la presenza di 32 "ospiti" distribuiti in due appartamenti, uno dei quali non agibile». Il sindaco afferma anche che in questo modo verranno frenati tali comportamenti. «La gestione informatizzata dei flussi di sranieri supporterà il lavoro delle forze dell'ordine».
«Sarebbe bastato eseguire periodicamente i controlli senza emanare altre norme - osserva l'ex sindaco Maurizio Scalabrin -. Esistono già leggi efficaci, basta applicarle. Le persone non in regola vengono infatti sanzionate con una multa di 300 euro». Scalabrin definisce la delibera «illiberale e ai limiti della legalità. A nessun italiano o straniero può esser impedito di ospitare per poco tempo qualcuno».
Nella delibera sono state comprese tre eccezioni: badanti, portatori di handicap e ricongiungimento di un figlio di età inferiore ai 14 anni, al fine di agevolare particolari situazioni di problematicità.

Montecchio.
Agno-Chiampo,
il buco sfiora
il mezzo milione

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Antonella Fadda



Montecchio. Quasi 500 mila euro di passivo. È la cifra che mancherebbe alle casse di Agno Chiampo Ambiente al 25 novembre scorso (data della nomina del nuovo consiglio d'amministrazione). Dai documenti, risulta che 12 Comuni, tra i 22 azionisti della società con sede a Montecchio, non avrebbero ancora pagato alcune rate dell'ultimo anno.
Secondo questi dati, il Comune con più arretrati nei confronti dell'ente, che si occupa del ciclo integrato di rifiuti di utenze domestiche, sarebbe Montecchio con 171.463 mila euro. Seguirebbero Zermeghedo (112.163 mila), Recoaro (52.549 mila ), Gambellara (36.650 mila), San Pietro Mussolino (27.701), Creazzo (20.678), Brendola (19.650), Nogarole (12.707), Sovizzo (9.067), Monteviale (3.539), Trissino (704 euro) e Castelgomberto (424 euro).
Il neo presidente della società, Alberto Carletti, spiega che una delle prime azioni del nuovo Cda, insediatosi il 9 dicembre, è stata quella di dare mandato ad esperti di eseguire un'analisi amministrativa e contabile. «Se il passivo venisse confermato - spiega il neopresidente Carletti - sarà immediatamente portato all'attenzione dei Comuni soci e valuteremo come affrontare la situazione». Riguardo ai 467.320 mila euro che mancherebbero, Carletti preferisce non sbilanciarsi: «È stato l'ex Cda ad affermare una tale cifra - prosegue - e se risultasse vera allora significa che qualcosa non va nei servizi offerti».
Nel frattempo, comunque, il comune di Montecchio, con una variazione di bilancio, ha stanziato 200 mila euro per ripianare le sue fatture. «Abbiamo deciso, preventivamente, di accantonare la cifra» spiega Loris Crocco, assessore al bilancio. Continua: «Trattandosi di soldi di cittadini chiederemo la massima trasparenza da parte dell'azienda e soprattutto quali sono stati i servizi erogati per tali importi».
«Il totale delle rate arretrate è già stato inserito nel bilancio del Comune - puntualizzano, invece, sindaco ed assessore di Zermeghedo, Giuseppe Castaman e Claudio Culpo -. Le fatture verranno sicuramente saldate nei prossimi mesi. I problemi maggiori sono comunque altri, legati principalmente alla fusione tra Mbs e Agno Chiampo Ambiente».
E mentre il primo cittadino di Gambellara, Luciana Zonin, preferisce non pronunciarsi sulla questione, spiegando che il suo Comune paga regolarmente le fatture, l'assessore alle finanze di Recoaro, Cesare Cappellazzo, si dice sorpreso e prova a dare una spiegazione: «Forse alcuni cittadini e imprenditori del mio Comune non hanno ancora corrisposto alcune cartelle di pagamento - dice - poiché siamo a conoscenza di diversi malcontenti riguardanti l'azienda».

Arzignano.
Suolo
inquinato?
Analisi Arpav

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Luisa Dissegna



Arzignano. Uno studio sullo stato dei suoli realizzato dall'Arpav e il biomonitoraggio del collettore Arica. I Comuni dell'Agenzia Giada hanno definito le linee guida per il 2010, pianificando numerose attività che consentiranno di consolidare e potenziare l'attenzione sulla qualità ambientale del distretto della concia.
L'importanza della sostenibilità ambientale è dimostrata anche dal forte impegno economico profuso dall'Agenzia. Per il 2010 si manterrà il budget di oltre 200 mila euro per la prosecuzione di parte delle azioni svolte nel 2009, come l' incarico ad Arpav dell'analisi ambientale iniziale, la dichiarazione ambientale di prodotto (Epd) e le collaborazioni con le università di Trieste e di Padova per il monitoraggio e la gestione economica dell'acqua, e per una serie di progetti importanti.
Grande rilevanza avrà il biomonitoraggio del collettore Arica, per il quale l'Agenzia Giada ha previsto una serie di prove sperimentali su una delle criticità dello scarico del "tubone", cioè una verifica tecnico-scientifiche sull'effettiva ecotossicità dello scarico. Dopo i primi test a campione si procederà con campagne di rilevamento pluriennali.
Per mantenere alta l'attenzione sullo stato ambientale generale del territorio, l'Agenzia ha dato incarico ad Arpav di realizzare uno studio sui suoli. L'analisi ambientale iniziale ha posto in evidenza l'assoluta mancanza di dati ed informazioni sullo stato dei suoli; le uniche conoscenze sono derivate dai dati ricavati in occasione di procedure di bonifica dei siti contaminati. Per questo in tutto il territorio dell'ambito si intende procedere con un'indagine, programmata su base quadriennale.
Proseguirà, poi, per tutto il 2010 il percorso di certificazione Emas sui sistemi di gestione ambientale dei Comuni. La volontà dei singoli Comuni è di arrivare alla certificazione nel 2010 e sono già state avviate alcune procedure per Brendola, Chiampo e Zermeghedo a cui ora si aggiunge anche Montecchio Maggiore.
Nel corso del 2010 proseguiranno i lavori relativi allo studio epidemiologico nella Valle del Chiampo; iniziativa della Fondazione Città di Arzignano sulle patologie derivanti dall'attività industriale. Oggetto di ulteriori attività, anche la convenzione con il Ministero dell'Ambiente predisposta nel 2009, relativamente alle politiche di prodotto. Continuerà il supporto tecnico all'accordo in corso relativo al bacino del Fratta-Gorzone.

Montecchio.
Cgil, Cisl e Uil
contro la delibera
sulle case

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Antonella Fadda



Montecchio. Sono migranti e non stranieri. È il messaggio principale che è passato sabato a Montecchio, durante l'incontro "Sicuri che sia sicurezza?", organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e da 14 associazioni operanti nel territorio castellano.
«Integrazione è raggiungere una convivenza pacifica - ha detto Sadua Ghribi dell'Unione Immigrati di Vicenza - e per ottenerla occorre volontà da parte di tutti».
Molti i temi trattati durante la serata dalla condizione giuridica dello straniero ed i suoi diritti fondamentali, esposti da esperti del settore, al fenomeno migratorio in Italia e nel Veneto fino alla delibera sui parametri abitativi riguardante le abitazioni degli stranieri emanata lo scorso luglio dall'amministrazione Cecchetto.
E proprio su questo argomento sono intervenuti due cittadini di Montecchio, i quali hanno raccontato quali profondi cambiamenti ha portato nel loro quotidiano il recente provvedimento comunale: «È da circa tre mesi che cerco di ottenere una deroga dal sindaco - ha spiegato Rino Roncari - poiché nella stanza destinata alla badante di mia madre mancano 20 centimetri quadri per essere a norma. Con la delibera non posso assumere una badante nè posso permettermi economicamente un' infermiera specializzata».
«Stando al nuovo provvedimento sarò costretto a vendere una casa appena acquistata - ha continuato Selim Kazi - e trovarne un'altra. Secondo i nuovi parametri infatti mio figlio risulta essere "in più", l'abitazione è per due persone e non per tre».
Altri cittadini stranieri, sempre residenti in città, hanno voluto esprimere il loro pensiero e spiegare agli italiani presenti il loro desiderio di integrazione e di essere considerati non stranieri ma lavoratori migranti: «Se è vero che molti di noi pur abitando in città lavorano in comuni vicini - hanno detto - paghiamo comunque le tasse, contribuiamo all'economia locale ed i nostri figli sono nati qui e frequentano le scuole di Montecchio». Poi è stata la volta dei tre rappresentanti sindacali, Carlo Biasin di Uil, Giarcarlo Pederzolli di Cisl e Maurizio Ferron di Cgil i quali hanno esposto il percorso e gli incontri che hanno portato a richiedere alla giunta castellana di ritirare la delibera, e la conseguente risposta negativa da parte del Comune: «Noi continueremo a chiedere - ha detto Pederzolli - ma non faremo alcune azione contro l'Amministrazione. E' importante ricordare che in questo modo oltre 500 nuclei familiari sono stati messi in difficoltà e anche molti italiani affittuari risentiranno economicamente del provvedimento».


Montecchio.
Scuole Ceccato,
nuovi indirizzi

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Antonella Fadda



Montecchio. Meccanica, meccatronica ed energia, ma anche informatica e telecomunicazioni. Sono i due nuovi indirizzi che l'istituto superiore "Silvio Ceccato" di Montecchio potrà annoverare fra le sue offerte formative dal prossimo anno scolastico. I nuovi percorsi sono stati proposti e votati durante la riunione convocata a Vicenza da parte dell'assessore provinciale all'istruzione, Morena Martini, e che ha riunito dirigenti scolastici, sindaci e assessori dei comuni del Vicentino. E proprio durante l'incontro è intervenuta la dirigente dell'istituto castellano, Antonella Sperotto, sostenuta dall'assessore alla cultura, Claudio Beschin, chiedendo ed ottenendo tramite votazione che al "Ceccato" venissero affidati i nuovi indirizzi. «Ora occorrerà aspettare il passaggio in giunta provinciale per la ratifica - spiega Sperotto - e a gennaio il sì della Regione».
I nuovi indirizzi cambieranno il volto dell'istituto castellano permettendo agli studenti, anche dei comuni limitrofi, di frequentare l'indirizzo meccatronico o informatico senza dover iscriversi alle scuole di Vicenza o Valdagno. «Montecchio è baricentrica e vicina a molte arterie stradali - commenta la dirigente della scuola -. Daremo la possibilità a molti ragazzi, invece di dover fare dei lunghi viaggi, di iscriversi più vicino a casa».
«Questa operazione di ampliamento di indirizzo - prosegue Sperotto - va a costituire un nucleo importante per il settore tecnico-industriale». Il ramo meccatronico, in seguito, andrà ad inglobare l'indirizzo professionale di meccanica offrendo alla scuola l'opportunità di potenziare le offerte formative già presenti.
Anche per informatica e telecomunicazioni il percorso sarà medesimo: «Pur essendo un settore tecnico farà testa di ponte con quello commerciale e potenzierà l'informatica a livello di progettazione hardware e software - dice -. Le telecomunicazioni, invece, hanno già una base consolidata nell'abito elettronico».
L'indirizzo meccanico e meccatronico sarà dislocato nella nuova sede di Veneto, mentre l'informatico sarà approntato in piazzale Collodi ad Alte. «Abbiamo avuto la forza di chiedere i nuovi indirizzi - conclude la dirigente - anche grazie all'ampliamento della nuova sede. Presto verranno ricavati nuovi spazi per i laboratori anche all'istituto di piazzale Collodi, non appena saranno edificate le palazzine per gli uffici amministrativi».
Il pieno appoggio all'istituto è stato dato anche, all'ultimo consiglio comunale, dalle minoranze che hanno presentato un'interrogazione per chiedere all'assessore all'istruzione, Barbara Venturi, quali fossero gli orientamenti e le iniziative dell'amministrazione castellana in merito al sostegno dato alle proposte dell'istituto riguardo la richiesta dei due indirizzi. «Appoggiamo in pieno la dirigente scolastica - ha risposto l'assessore Venturi - ed abbiamo anche redatto una delibera in merito alla richiesta. Da parte del Comune c'è assoluta collaborazione».

Montecchio.
Case e stranieri,
ricorso contro
il Comune

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Montecchio. La delibera sui parametri d'idoneità d'alloggio per stranieri redatta dalla giunta di Montecchio non verrà ritirata. L'amministrazione ha inviato la propria risposta ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, e alle associazioni di volontariato e ai gruppi, che durante un recente incontro avevano chiesto al sindaco Milena Cecchetto di rivedere la propria decisione.
«In sostanza - spiega Maurizio Ferron di Cgil - nella lettera è scritto che, secondo le disposizioni di legge, le amministrazioni possono, ma non sono obbligate, a far riferimento alla normativa del luglio 1975 che indica parametri diversi. Quest'affermazione fa intendere che il Comune di Montecchio non pensa di ritornare sui propri passi».
Secondo il sindacalista l'atteggiamento dell'amministrazione è chiaro: «Proseguiranno con la loro scelta che a noi appare deleteria per diversi motivi. È chiaro che ritirare la delibera significherebbe perdere la faccia».
Ferron crede che i montecchiani debbano essere informati su ciò che sta accadendo: «Vengono colpiti principalmente i nuclei familiari stranieri regolari che vorrebbero rimanere in città e integrarsi. In questa realtà, inoltre, si apre la strada alla permanenza di persone sole, con conseguenti disagi sociali, dal momento che a causa di tali parametri magari moglie e figli vengono rimpatriati».
«Impugneremo la questione - conclude il sindacalista - e faremo ricorso. La delibera danneggia anche gli italiani proprietari di case, non solo gli stranieri. E i montecchiani devono saperlo». A.F.

Montecchio.
Le campane
diventano
un caso politico

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Antonella Fadda



Montecchio. Campane a tempo a Montecchio. I 7 campanili non potranno far suonare le campane per più di 3 minuti consecutivi durante le cerimonie religiose, compresi matrimoni e funerali. L'ha deciso il consiglio comunale, l'altra sera, durante la discussione sulla "zonizzazione acustica", nel corso della quale è stato votata una modifica all'articolo 27. Il consiglio ha inoltre deciso adeguamenti a proposito degli orari: d'ora in poi i parroci potranno mettere in funzione i dispositivi campanari dalle 7.30 alle 20.30 durante l'orario solare, dalle 7 alle 21 in orario legale.
Ma è sulla durata del suono che la discussione si è prolungata, obbligando il presidente Claudio Meggiolaro ad un'interruzione dell'assemblea affinché i capigruppo potessero confrontarsi e giungere ad una decisione unitaria. Nell'articolo 27 del regolamento veniva richiesto che la durata dei suoni non superasse i 60 secondi. Sulla disposizione dai banchi di maggioranza e minoranza è arrivata la richiesta di aumento a 3 minuti.
Il consigliere di minoranza Agostino Pilati e di maggioranza Mario Guggino hanno però avanzato richiesta di allungare il tempo almeno a 5 minuti. «Durante le principali festività liturgiche - ha spiegato Pilati - le campane suonano per 5 minuti». Guggino ha portato all'attenzione del consiglio il concerto di campane della parrocchia di Santa Maria e San Vitale: «Ogni sabato il Duomo effettua il concerto. Tre minuti per un tale evento sono pochi, ne occorrono almeno 5».
Pronta la risposta del capogruppo della Civica San Marco, Romano Nostrali: «Nessuno si posizionerà sotto il campanile a cronometrare la durata dei suoni» ha detto, ricordando che la Curia ha dato disposizioni perché il suono delle campane non superi i 180 secondi.
Ma se il nuovo regolamento ha dato vita a sonore discussioni in consiglio, i parroci si dicono tranquilli. «La mia parrocchia non esegue concerti di campane - dice don Paolo Facchin di San Pietro - né superiamo mai i 3 minuti, secondo quanto disposto dalla Curia». Il sacerdote spiega che nessun parrocchiano ha mai protestato: «Anche prima che il Comune decidesse tali disposizioni - prosegue - noi rispettavamo orari simili e comunque il suono delle campane è il richiamo dei fedeli: un piccolo segno che non deve disturbare».
«A molti piace il suono delle campane - afferma il parroco di Alte, don Guido Bottega - e fino ad ora sono state ben poche le proteste». Anche nella chiesa di San Paolo il suono non supera mai i 3 minuti.

Arzignano. Via le panchine "killer" «Pericoli
per le auto»

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Alberto Massignan



Arzignano. Le panchine "killer" di piazza Marconi spariranno. A poco più di due anni dalla consegna delle nuove piazze, sta partendo un nuovo restyling funzionale nel cuore di Arzignano, per evitare cause e ricorsi di automobilisti in Comune.
Durante un'assemblea pubblica, l'assessore ai lavori pubblici Massimo Signorin ha spiegato la necessità di alcuni accorgimenti pratici che modificheranno l'attuale configurazione delle piazze, annunciando la rimozione di quelli che lo stesso vicesindaco ha soprannominato "sarcofagi". «Ne saranno eliminati sette» ha specificato, in riferimento alle panchine di cemento poste parallelamente ai parcheggi di piazza Marconi, colpevoli di creare disagi agli automobilisti. «Troppi gli incidenti negli ultimi mesi. Addirittura 6 veicoli ci hanno sbattuto contro in soli 5 giorni. Abbiamo dovuto mettere delle sbarre per segnalare l'ingombro più pericoloso. Ma la soluzione radicale, l'eliminazione, ci sembra inevitabile» spiega l'assessore ai lavori pubblici, che a riguardo rivela che il Comune è stato citato in causa da un automobilista che è andato a sbattere su uno dei blocchi.
Da qui la decisione di rimuovere 7 delle panchine più pericolose, eliminando il cumulo di cemento sporgente e abbassando la pietra bianca al livello del pavé. Assieme alle panchine, verranno eliminate dalla piazza anche alcune lampade interrate, colpevoli di rendere pericoloso lo shopping in centro delle signore arzignanesi dotate di tacchi. «Tra il 2010 e il 2011 l'illuminazione verrà sostituita interamente - spiega Signorin -. Era stata progettata male. Sappiamo che per questi lampioni erano stati spesi molti soldi, ma non sono a norma di legge e non funzionano correttamente, perché la piazza non è sufficientemente illuminata. Sono arrivate proteste inoltre perché d'estate gli abitanti dei palazzi di piazza Marconi sono costretti a dormire con le tapparelle abbassate, per evitare che la luce entri nelle stanze».
A completare i circa 10 mila euro di spesa previsti per i lavori, arriveranno 8 panchine in ferro, che saranno disseminate ai lati della piazza e disposte in direzione parallela alle vetrine, senza quindi creare pericolo per le vetture.
«Mi sembrano decisioni prese di pancia, senza un progetto ben delineato - commenta il consigliere Stefano Fracasso, sindaco durante la ristrutturazione delle piazze. «In due anni non mi ricordo di problemi e proteste così gravi. Quelli dell'amministrazione sembrano lavori eseguiti tanto per metterci le mani e prendersi il merito del risultato da noi ottenuto, dare ad Arzignano delle piazze invidiate in tutta la provincia. Mi auguro che a forza di mettere pezze non rovinino il nostro lavoro».

Chiampo 
Casa Zanella
non si demolisce

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Matteo Pieropan



«La casa di Giacomo Zanella non può essere abbattuta perché tutelata dal piano regolatore generale. È pertanto inverosimile pensarne l'abbattimento, ma anche la sostanziale modifica». Questa la replica del sindaco di Chiampo, Antonio Boschetto, sulle voci che la casa natale del poeta possa essere acquistata da imprenditori londinesi per demolirla e ricavarne appartamenti. La stessa famiglia Fracasso, proprietaria dell'immobile, per altro, si è dichiarata contraria ad ipotesi di questo tipo, pur mettendola in vendita.
Il primo cittadino mette in chiaro alcuni aspetti riguardo a possibili interpretazioni ambigue che circolano sul destino dell'edificio. Sono smentite innanzitutto le voci riguardo alla realizzazione di nuovi nuclei abitativi nel fabbricato; così come i vincoli che non sono legati solamente alla facciata esterna ma a tutta la casa di Zanella.
L'intenzione del Comune di Chiampo sarebbe stata quella di acquistare la storica dimora, senza però riuscirvi. «L'amministrazione da sempre segue le sorti della casa dell'illustre letterato del Risorgimento italiano - spiega Boschetto - ma il cospicuo valore dell'immobile non ha mai permesso all'ente di acquistarne la proprietà. Tuttavia, è cosa certa che la casa di Zanella è ritenuta immobile di interesse artistico e storico, e il piano di recupero del Prg lo tutela ulteriormente, prevedendo solamente interventi di manutenzione e di restauro conservativo». Continua il sindaco: «È, possibile solo il consolidamento o il ripristino. La casa di Zanella è tutelata su più fronti ed è patrimonio che appartiene alla storia del paese».

Montecchio.
Flop del fondo
anti-crisi
Solo 10 domande

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Antonella Fadda



Montecchio. Poche le domande presentate per accedere al fondo speciale anti crisi per famiglie in difficoltà a Montecchio. A meno di un mese dalla scadenza dei termini, previsto il 15 dicembre, sono dieci le richieste giunte in municipio, equamente divise fra italiani e stranieri.
E sulla cifra esigua l'assessore ai servizi sociali, Livio Merlo, si dice sorpreso ma comunque prova ad offrire una chiave di lettura, sottolineando che la delibera è stata creata dalla precedente amministrazione: «Occorrevano parametri diversi - dice - poiché in questa è possibile richiedere il contributo solo per le spese della tassa igiene ambientale, il trasporto scolastico, la refezione per la scuola d'infanzia e la retta per le materne paritarie».
Possono presentare domanda gli abitanti di Montecchio, se stranieri purché residenti ininterrottamente da almeno 6 anni, i quali nel 2009 abbiano perso il lavoro per la crisi economica, o che siano stati collocati in cassa integrazione o in sospensione dal lavoro per almeno 2 mesi.
Merlo inoltre spiega che il fondo anticrisi, ideato ad aprile, non è stato mai attuato. «Abbiamo portato la questione in consiglio comunale e senza modifiche per rendere subito accessibile il fondo di 55 mila euro - prosegue - ma era chiaramente limitativo, non tutti hanno figli che frequentano la scuola o comunque hanno altre priorità».
«La delibera è limitativa? Fanno sempre in tempo a modificarla - risponde l'ex assessore al sociale, ed oggi consigliere d'opposizione, Agostino Pilati - venne creata dal sindaco Scalabrin con quei parametri perché era stata ideata anche da Arzignano, sebbene pensassimo che in alcune parti fosse restrittiva». Allora si riteneva che molti nuclei familiari non rientrassero nei parametri: «Però - prosegue - c'era l'idea di programmare cambiamenti». Modifiche possibili tutt'oggi, dice il consigliere.
Per Maurizio Ferron di Cgil il basso numero di stranieri che hanno presentato domanda è forse dovuto al fatto che molti non ne sono venuti a conoscenza. «Anche l'obbligo di residenza di sei anni - dice - ne ha automaticamente escluso molti altri».
Zaman Monir, presidente dell'associazione provinciale bangladese, dà un'altra spiegazione: «La precedente amministrazione aveva un rapporto più cordiale con gli stranieri, quindi era facile che chi era in difficoltà si presentasse in comune a chiedere aiuto o solo per parlare. Oggi - conclude - quel clima non esiste più».

Chiampo.
I mediatori civici
mettono pace in
un condominio

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Erica Freato



Chiampo. Un condomino di Chiampo "salvato" da rumori molesti, sporcizia e rifiuti non differenziati. Questo il teatro dell'ultimo intervento del servizio di mediazione civica "Condominio 3" di Arzignano.
La squadra, coordinata da Roberto Fumagalli, si è attivata su richiesta dell'amministratore condominiale per problemi di gestione degli spazi comuni. Nell'edificio situato in via Arzignano vivono diverse famiglie, tutte in affitto, di italiani, bengalesi, serbi, indiani, ghanesi e burkinabè; un "terreno ideale" per "Condominio 3", nato proprio per risolvere le situazioni di microconflittualità tra italiani e stranieri.
«L'intervento ha preso il via a luglio incontrando le famiglie del condominio a gruppi - racconta Annalisa Trovò, referente per questo caso -. Poi c'è stato un incontro con tutti i residenti durante il quale è stato redatto il regolamento condominiale, che mancava».
L'azione è quindi proseguita con l'organizzazione di due turni di pulizie del parcheggio esterno dell'edificio, eseguite da alcuni condomini, e con la raccolta e lo smaltimento di rifiuti ingombranti. I mediatori hanno organizzato incontri con gli abitanti più giovani, lavorando con loro su vari progetti tra cui la creazione di un libretto sulla corretta raccolta dei rifiuti. L'opuscolo è stato poi distribuito ai condomini nel corso della festa organizzata a conclusione dell'intervento. Un altro importante passo è stato quello d'aver nominato tra i condomini 4 "supervisori" che dovranno essere figure di riferimento e gestire eventuali situazioni di disagio.

Montecchio.
Al museo Zannato
adesso c'è spazio
per le meteoriti

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Montecchio Maggiore. Conoscere da vicino e apprendere grazie ad attività interattive i meteoriti e la loro storia. È questo l'obiettivo della mostra "Meteoriti, le pietre cadute dal cielo", organizzata dall'amministrazione comunale di Montecchio e dal museo civico Zannato per celebrare l'anno dell'Astronomia.
L'esposizione, infatti, è dedicata soprattutto ai ragazzi delle scuole. «È una mostra importante e interessante - spiega l'assessore alla cultura Claudio Beschin -, che consentirà, soprattutto agli studenti di conoscere i meteoriti attraverso attività interattive di osservazione e sperimentazione».
Proprio per il pubblico scolastico sarà proposta, su appuntamento, una visita guidata con laboratorio: si potranno osservare i meteoriti al microscopio, si faranno esperimenti per riconoscere le meteoriti, e verranno messe in scena simulazioni di caduta di meteoriti con formazione di cratere. Infine, ci saranno video didattici.
La mostra espone in circa 10 vetrine oltre 100 campioni di "pietre cadute dal cielo" trovate in tutto il mondo, alcune di esse provengono dalla Luna e da Marte. Esposto vi è inoltre una copia del cannocchiale di Galileo Galilei, un meteorite di 2 kg di peso da poter toccare, video e programmi interattivi e una ricostruzione della fine del periodo Creataceo con i dinosauri, oltre all'angolo fumetti. Ingresso libero, aperta sino al 10 gennaio. CI.CE.

Strada Melaro più larga e unita alla Cordellina

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Antonella Fadda



Sette milioni e trecentomila euro per la viabilità di Montecchio. È questa la cifra che la Provincia utilizzerà nei prossimi due anni per mettere in sicurezza ed allargare alcune arterie di grande traffico presenti nel territorio castellano. Gli interventi sono stati illustrati durante l'incontro con la cittadinanza castellana dall'assessore alla viabilità Costantino Toniolo. «Questa zona - ha spiegato - è interessata da un grande flusso viario e sono molti i progetti che stanno per partire; da parte della Provincia c'è attenzione costante per l'evolversi della situazione. Alcune opere sono state già finanziate altre lo saranno nel prossimo futuro». L'assessore ha sottolineato l'impegno del consigliere provinciale Nevio Zanni. «Lo stesso assessore - ha risposto Zanni - è più volte venuto a Montecchio per rendersi conto dello stato della viabilità. Ciò denota interessamento dell'amministrazione provinciale per il territorio».
MELARO. Il prossimo anno inizieranno i lavori per l'allargamento ed ammodernamento del terzo stralcio dell'arteria provinciale che collega Montecchio con Vicenza. «Il cantiere partirà dalla rotatoria per raggiungere il rondò di Altavilla - ha detto -. Abbiamo fatto richiesta al comune altavillese di poter effettuare analisi ed inserire anche uno spazio per la pista ciclabile». Il costo dell'opera ammonta a 3 milioni di euro.
MONTORSINA. Sempre il prossimo anno si apriranno i cantieri per l'allargamento e messa in sicurezza della strada provinciale Montorsina, il cui stanziamento provinciale è di un milione e 500 mila euro. «È un'arteria di notevole importanza - ha detto l'assessore - non solo per i due paesi ma anche perché conduce alla zona industriale di Arzignano».
CORDELLINA. Anche nel caso della strada provinciale tra Montecchio e Tavernelle, il progetto prevede l'allargamento e la messa in sicurezza della carreggiata, sebbene l'inizio dei lavori sia previsto nel 2011 con una spesa di 800 mila euro. «Quest'opera è molto sentita dalla cittadinanza - afferma il consigliere Zanni - poiché spesso in inverno è teatro di incidenti e quindi molto pericolosa». Toniolo ha sottolineato la pericolosità dell'incrocio della strada con via Sasso Moro: «È un innesto critico - ha dichiarato - a causa della scarsa visibilità. Pensiamo in futuro di coinvolgere anche il comune confinante, Sovizzo, per pensare ad una seconda fase di lavori».
BRETELLA. Entro fine anno verrà inserita nel Piano territoriale provinciale la bretella di collegamento che congiungerà la strada del Melaro con la strada della Cordellina. «Verrà previsto una rotatoria sulla regionale 11 - ha concluso il referente provinciale alla viabilità -, un passaggio sopra la ferrovia ed un altro rondò nella strada del Melaro». Il costo sarà di 2 milioni di euro.
Antonella Fadda

Arzignano
Costo vuole
la passerella

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Alberto Massignan



«Da anni dobbiamo sopportare la cava, il depuratore, la discarica, il canile e il cimitero. Abbiamo scampato per poco la centrale, ma a breve, a quanto pare, qui vicino aprirà una fonderia. In cambio chiediamo solo di avere la passerella. Un'opera che però non ci costruite nemmeno». È questo, in sintesi, il contenuto della protesta dei residenti delusi, andata in scena a Costo di Arzignano dopo l'incontro tra la giunta comunale e i cittadini.
Tra le varie richieste e le segnalazioni sollevate all'amministrazione, molti abitanti dei quartieri est di Arzignano sono rimasti delusi dal mancato inserimento, nel piano delle opere pubbliche, della costruzione di una passerella che colleghi la parte vecchia di Costo a quella nuova. «Neanche dieci giorni fa, un camion che percorreva la provinciale ha perso il carico, finito tutto sul marciapiede - racconta Luca Borrelli -. La situazione è molto pericolosa per i pedoni che passano da una parte all'altra della frazione, perché Costo è tagliata in due da strade veloci e trafficate. Scuola e chiesa si trovano in zone differenti e i ragazzini sono i più svantaggiati». Aggiungono i residenti: «C'erano stati più incontri con la vecchia amministrazione. Ora ci aspettavamo che l'opera partisse, perlomeno nei prossimi tre anni».
A spiegare il perché dell'esclusione della passerella dalle opere pubbliche, l'assessore Massimo Signorin: «Il costo della passerella è troppo elevato: 300 mila euro sarebbero sì finanziati dalla Regione, ma poi dovremmo aggiungerne altri 600 mila. Purtroppo il Comune oggi non ha la possibilità di affrontare questa spesa. Dovremo ricorrere ad altre soluzioni immediate, come l'installazione di un semaforo a chiamata».
Il sindaco Giorgio Gentilin ha aggiunto: «Negli uffici comunali non abbiamo trovato nessun progetto riguardo la passerella, perciò non si può dire che la vecchia amministrazione abbia fatto qualcosa in concreto. Noi vogliamo fronteggiare al più presto questa situazione pericolosa. Ma sarà fatto con soluzioni efficaci ed economiche». Aggiunge il primo cittadino: «Al momento siamo concentrati su altre opere fondamentali per la cittadinanza: a Conche stanno aspettando da un anno e mezzo il rifacimento del tratto di via Cavallaro, distrutto da una frana: la frazione è isolata da tanto tempo, crediamo sia opportuno dare precedenza a queste persone».

Montecchio.
Pedemontana,
la rabbia
della Ghisa

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Antonella Fadda



Montecchio. Contestazioni, critiche e qualche fischio alla giunta comunale di Montecchio per il passaggio della Pedemontana in zona Ghisa. È successo l'altra sera durante la presentazione affollata di pubblico, da parte di Costantino Toniolo, assessore provinciale alla viabilità, delle grandi infrastrutture viarie che coinvolgeranno la città nei prossimi anni: la Pedemontana, il raddoppio dell'A4 e la bretella, il nuovo casello.
Durante la discussione sulla Pedemontana molti cittadini, coinvolti dal progetto poiché avranno terreni e case espropriate per far posto all'asse viario, hanno esposto le proprie lamentele: «La strada passerà, in alcuni casi, a tre metri dalle abitazioni - hanno sottolineato alcuni abitanti della Ghisa - anche se verremo risarciti, perderemo campi e case». E ancora: «Questa strada è un eco-mostro che distruggerà l'ultima campagna rimasta nel nostro territorio».
In tanti hanno espresso preoccupazione per l'impatto ambientale: «Siamo contrari alla Pedemontana, perché avremo danni al ciclo di acqua, aria e terra. Chiediamo più lungimiranza per le generazioni future». E proprio pensando alle future generazioni è intervenuta Annamaria Lucantoni, dirigente del primo comprensivo: «Parlo a nome dei miei 1.100 alunni - ha detto -. In questa maniera sparirà la nostra valle dell'Agno e le nostre radici contadine. È impossibile che non esista un'alternativa». Alla discussione sono intervenuti, oltre al sindaco Milena Cecchetto, anche il vicesindaco Gianluca Peripoli. Entrambi hanno spiegato che, pur avendo fatto il possibile, il progetto, essendo in fase avanzata, non potrà essere variato in maniera sostanziale. «Potranno essere approvate minime varianti di spostamento di qualche metro - ha detto l'assessore Toniolo -. Per quanto riguarda gli espropri, i cittadini interessati potranno avvalersi di aiuti legali e l'amministrazione sarà disponibile per dare nuovi terreni ed approntare nuove costruzioni in altre zone».
Anche il consigliere regionale Claudio Meggiolaro ha ricordato che il progetto non può subire battute d'arresto: «Ormai è tardi per muoversi. Si poteva far qualcosa tre anni fa». «Siamo ormai fuori tempo massimo - ha dichiarato il presidente Coldiretti, Diego Meggiolaro, il cui intervento è stato applaudito -. Anni fa, quando il progetto era alle fasi iniziali, abbiamo protestato ma eravamo in pochi. È certo che l'autostrada non sarà di alcun beneficio alla valle».

Chiampo.
Si vende la casa
del poeta Zanella.
Acquirenti inglesi

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Alberto Massignan



Chiampo. La casa natale del poeta Giacomo Zanella è in vendita. Tra le vie di Chiampo si stanno rincorrendo le voci sul futuro passaggio di proprietà dell'edificio, dove nacque uno tra i più illustri poeti dell'Ottocento. Per l'acquisto si sono fatti sotto anche alcuni "sir" inglesi. Forse anche alla luce del fatto che Zanella è molto apprezzato e viene studiato nelle università di lettere di Londra.
Riguardo la cessione dell'immobile, la proprietaria Arianna Fracasso è decisa ed esclude in partenza di accettare una proposta giunta nei mesi scorsi: «Alle imprese di costruzioni, che volevano comprare la struttura per demolirla e fabbricare una dozzina di appartamenti, abbiamo risposto subito in maniera negativa. Non è nostra intenzione cancellare la storia di un luogo così artisticamente rilevante».
La famiglia Fracasso aveva acquistato la casa più di due secoli fa. Ora, però, le necessità di vita degli eredi sono lontane dalla realtà di Chiampo. «La casa è inutilizzata da tempo - continua la proprietaria - e il suo mantenimento diventa un costo spropositato, visto che si tratta di quasi duemila metri quadri».
Poi, in riferimento agli interessi provenienti dall'Inghilterra, rammenta: «Ricordo che quando ero piccola arrivavano molti studenti stranieri che volevano vedere da vicino il posto in cui Zanella visse una parte della sua esistenza. Ancora oggi è una vera oasi di pace, con mille metri quadrati di giardino e locali perfettamente conservati, nelle finiture e nel mobilio».
Gli spazi interni, compresa la stalla, il granaio, il camminamento e l'antica stanza con il camino avranno la possibilità di essere modificati.
L'unico vincolo per il nuovo acquirente sarà la facciata esterna, che rimarrà tale, in quanto protetta dall'accademia delle Belle Arti di Venezia. «Le prime richieste sono arrivate dalla capitale inglese -conferma Giancarlo Bordignon dell'agenzia immobiliare Habitat -. Recentemente c'è stato l'interessamento di un imprenditore vicentino, per collocare in un posto decisamente suggestivo gli uffici della propria ditta».
Conclude Arianna Fracasso: «Spero che la casa venga acquistata da una persona che la possa apprezzare e capirne il valore».

Montecchio M. Emergenza stop L'acqua è buona

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Nicola Negrin



Ordinanza revocata. Dopo l'esito negativo per le ultime controanalisi dell'acqua a Montecchio Maggiore il sindaco, Milena Cecchetto, ha dato il via libera ai cittadini della zona Valle e di Valdimolino, ritirando l'ordinanza che limitava l'utilizzo dell'acqua potabile. Inoltre, il sindaco ha chiesto un intervento di sanificazione delle scuole.
LE ANALISI. La decisione è arrivata in seguito alla comunicazione dell'Ulss 5 pervenuta ieri, con la quale è stato informato il Comune che «l'esito delle analisi effettuate all'Arpav di Vicenza su campioni di acqua potabile non ha evidenziato una presenza di microorganismi pericolosi per la salute. Non appena ricevuto l'esito delle controanalisi da parte dell'Ulss5 ho revocato l'ordinanza - conferma il sindaco Cecchetto - e ho avvisato la dirigente dell'Istituito Comprensivo 1 per provvedere alla pulizia profonda dei servizi igienici della scuola».
SCUOLA. L'intervento è stato sollecitato anche da parte dell'Ulss 5 che, a maggiore tutela della salute degli alunni, ha chiesto la pulizia accurata e la disinfezione dei rubinetti e dei wc dei bagni della scuola elementare "S.Francesco", dov'è stata evidenziata la presenza di stafilococchi.
LA DENUNCIA. Nel frattempo, secondo quanto denunciato dal Comune, alcune persone in questi giorni di stop all'utilizzo dell'acqua, si sono recate dalle famiglie delle due zone interessate nei giorni scorsi dalla contaminazione dell'acqua, spacciandosi per "dipendenti comunali" e proponendo l'installazione di sistemi di depurazione dell'acqua contro l'inquinamento.
«Da parte nostra non è stato inviato alcun operatore - avverte il sindaco -. Si tratta di iniziative private, non collegate né appoggiate dal Comune».

Montecchio.
Acqua
inquinata.
Ancora divieto

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Montecchio. Nell'acqua di Montecchio, a quanto pare, non ci sono stafilococchi ma il sindaco, in attesa delle analisi dell'Ulss 5, non revoca l'ordinanza. Sono risultate negative le analisi dell'acqua eseguite da Acque del Chiampo, gestore della rete di distribuzione dell'acqua nel comune castellano.
I prelievi effettuati lunedì scorso nella parte della rete idrica interessata, in zona Valle, non hanno riscontrato presenza del microorganismo patogeno fuori dalla norma: «I risultati delle analisi non evidenziano per il parametro stafilococchi patogeni valori al di sopra dei limiti previsti», scrive in una nota il gestore.
I prelievi dei giorni scorsi sono stati effettuati in sette diversi punti della rete coinvolta dalla presenza dello stafilococco, emersa nell'ambito dei normali controlli. I punti nei quali sono stati fatti i prelievi sono nella scuola primaria "San Francesco" di via Veneto; una casa privata accanto alla scuola materna di Valdimolino; al centro idrico di via Longa, luogo in cui si trova l'immissione della rete di distribuzione; il serbatoio Tufi1, la condotta in uscita rete di distribuzione; nel serbatoio Monteschiavi, la condotta d' ingresso del serbatoio.
Altri due prelievi sono stati effettuati negli idranti stradali delle vie Emilia e Martiri della Libertà. Ma il primo cittadino castellano, Milena Cecchetto, preferisce essere prudente e per il momento non revoca l'ordinanza e informa: «Prima di procedere con la revoca dell'ordinanza sulla limitazione dell'uso di acqua potabile, attenderò comunque anche gli esiti delle analisi condotte dall'Ulss 5». A.F.

Arzignano.
Scuolabus
regole
contro i bulli

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Silvia Castagna



Arzignano. Bullismo bandito dai pulmini del trasporto scolastico comunale. Niente spintoni, prese in giro, tatuaggi coi pennarelli. Il comportamento sugli autobus diretti a scuola deve essere adeguato. Così dice il regolamento comunale in vigore ad Arzignano, riproposto dall'ufficio scuola del Comune alla vigilia dell'apertura delle iscrizioni al servizio di trasporto, già attivo da settembre.
Qualche segnalazione, ma non per veri e propri atti di bullismo a bordo dei bus, ma piuttosto per atteggiamenti pericolosi o comportamenti un po' spavaldi, c'è stata lo scorso anno. «Certi atti di prepotenza sono accaduti» spiega Donata Albiero, dirigente della scuola media "Giuriolo", che nell'insieme dei tre plessi conta 214 alunni che usufruiscono del servizio, in età pre-adolescenziale. «L'anno scorso siamo intervenuti utilizzando il servizio di mediazione civica - continua - i mediatori salivano sui pulmini per parlare con i ragazzi di responsabilità e doveri. Si è cercato anche di coinvolgere le famiglie degli alunni più volte ripresi».
Qualche segnalazione è giunta anche per episodi di danneggiamento dei sedili o per scarabocchi. «La scuola non può entrare nei pulmini - spiega la dirigente Albiero - ma non per questo rinuncia al suo ruolo educativo».
Il regolamento redatto dal Comune, impone, inoltre, di esibire il tesserino dell'abbonamento all'autista del bus e divide le responsabilità di quanto accade a terra e a bordo: nel tragitto da casa alla fermata i minori rimangono sotto il controllo dei genitori, mentre durante il viaggio è chi effettua il servizio ad essere responsabile per loro.
Alessia Bevilacqua, assessore all'istruzione, confermando che il Comune non rimarrà indifferente nel caso di nuovi episodi di mancata disciplina a bordo degli autobus scolastici, spiega: «Prima di tutto intendiamo fare prevenzione. Nel volantino informativo, distribuito per promuovere il servizio, abbiamo dedicato una parte alle responsabilità e norme di comportamento. Abbiamo inoltre intenzione di dare continuità al servizio di mediazione civica. Se dovessero verificarsi episodi gravi, non sono esclusi provvedimenti più pesanti: non si possono giustificare comportamenti arrecanti danni alle cose comuni e atti di prepotenza nei confronti di chi è più debole».
Intanto, a partire da sabato all'ufficio ragioneria del municipio si potrà ritirare la tessera annuale al trasporto scolastico 2009-2010.

Arzignano.
Solo 12 case
popolari
nel bando

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Silvia Castagna



Arzignano. Cinque alloggi di proprietà del Comune e sette dell'Ater, l'azienda territoriale di edilizia residenziale. Sono queste le case disponibili per i partecipanti al bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale, pubblicato dal Comune. Numeri che non riescono a far fronte alle richieste delle famiglie.
I NUMERI. L'anno scorso le domande pervenute all'ufficio casa furono 146, di cui 121 valide: 53 presentate da richiedenti italiani, 68 da stranieri.
Gli alloggi da assegnare erano soltanto tre.
Quest'anno, fra i 177 appartamenti di Arzignano, 47 di proprietà comunale e i rimanenti di proprietà dell'azienda territoriale, ne risulta sfitto qualcuno in più, ma il numero dei richiedenti risulta sempre di molto superiore alla disponibilità. Basti pensare che nella graduatoria in attesa di alloggio sono iscritte 82 famiglie nella fascia B, e 39 nella fascia A, quella dei redditi più bassi.
DOVE SI TROVANO. Gli appartamenti di proprietà del comune, gestiti da Ater, sono dislocati in varie zone del territorio comunale. Provengono, infatti, da origini diverse: donazioni, cessioni o acquisiti fatti nel corso degli anni. Gli alloggi di proprietà dell'Ater sono invece localizzati in via Brenta e Via Astico (63 appartamenti su 130), compresi i sette che sono assegnabili, che sono appartamenti grandi, per nuclei familiari di 5, 6 persone. Gli ultimi appartamenti sono stati costruiti nel 2001 in via Scamozzi e via Dal Molin.
REQUISITI E SCADENZE. Il termine per la presentazione delle domande è il 18 novembre per i residenti in città, e 3 dicembre per gli emigrati residenti all'estero. I requisiti prevedono, fra l'altro, la residenza anagrafica o l'attività lavorativa esclusiva nel Comune, il non occupare senza titolo un alloggio di edilizia popolare, un reddito annuo non superiore ai 23.184 euro.
La legge stabilisce, inoltre, alcune di condizioni riservate ai Comuni. In particolare Arzignano ha facoltà di assegnare da 1 ad 8 punti ai nuclei familiari dove ci sono persone in stato di disabilità fisica o mentale, o persone anziane residenti da almeno dieci anni nel comune. Inoltre, l'ente assegna da 1 a 3 punti alle famiglie per cui l'incidenza del canone di affitto sul reddito sia pari al 10, 20 o 30 per cento.
NUOVI ALLOGGI. La disponibilità di alloggi, come detto, è inferiore alle richieste ricevute, ma l'amministrazione si sta già muovendo in questa direzione. «Vogliamo mettere a disposizione dell'Ater un lotto di terreno - spiega l'assessore all'urbanistica Angelo Frigo -, compreso nel piano di lottizzazione San Bartolomeo, nella zona di San Bortolo, per la costruzione di alcuni alloggi, da 9 a 11 a seconda degli standard architettonici adottati, di edilizia residenziale pubblica».

Montecchio. Ipsia, sciopero per il cantiere infinito

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«I laboratori non sono ancora accessibili e noi non andiamo a scuola». È questo, in sintesi, il perché della protesta inscenata ieri mattina in via Veneto a Montecchio Maggiore, davanti alla nuova sede dell'istituto superiore "Ceccato", da oltre un centinaio di studenti dell'Ipsia. Gli altri alunni, circa cento, che non hanno aderito allo sciopero, hanno ugualmente disertato le lezioni e solo una decina ha seguito le lezioni.
«Sono due mesi che aspettiamo di entrare nella nuova sede - afferma Nicolò Sartori, studente dell'ultimo anno al "Ceccato" e organizzatore della protesta - e sono due mesi che non possiamo sfruttare i laboratori, perché traslocati anzitempo nella nuova sede, dove manca l'agibilità. Il nostro è un istituto tecnico e la pratica è fondamentale. Inoltre, siamo stanchi di continuare a subire il rinvio del trasloco di settimana in settimana. La scuola è a posto, i banchi, i laboratori ci sono».
Il vice preside dell'istituto, Mirco Celin, presente alla protesta, ha accompagnato all'interno del nuovo edificio un gruppo di ragazzi in rappresentanza di quanti hanno aderito allo sciopero.
«Purtroppo i motivi del rinvio del trasloco sono di carattere tecnico, burocratico - è il commento di Celin - e la situazione continua ad andare per le lunghe. Gli alunni sono esasperati. Se non possono usare i laboratori si ritrovano con una didattica a metà. Un disagio non da poco per un istituto tecnico».
«Ci dicono che la nuova sede della scuola è inagibile perché mancano le autorizzazioni - commenta Giulio Zandonà, studente -. Ci hanno però assicurato che mercoledì dovremmo finalmente entrare». «Se così non sarà - aggiungono gli studenti - andremo a Vicenza a protestare davanti al palazzo della Provincia».
Purtroppo i tempi del trasloco dell'Ipsia sembrano dilatarsi ancora. L'architetto Francesco Manelli, dirigente dell'ufficio lavori pubblici di Montecchio spiega: «L'istanza di agibilità è pervenuta in municipio la scorsa settimana. Ma ieri, purtroppo, abbiamo dovuto rimandarla in Provincia perché incompleta. Siamo in contatto con l'ente per sollecitare e dare priorità alla pratica. Forse ci vorrà più di qualche giorno». Continua Manelli: «La prassi richiede certificazioni, attestati e pratiche di accatastamento che risultano, dai documenti consegnati dalla Provincia, in alcuni casi mancanti e in altri incompleti. Ora dipende tutto dalla Provincia, noi, una volta ottenute le carte necessarie, nel giro di 24 ore daremo l'agibilità». CI.CE.

Montecchio.
Gara di murales
in ricordo della
caduta del Muro

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Un murales commemorativo degli ideali di libertà, realizzato dai ragazzi delle scuole medie di Montecchio per ricordare il ventennale della caduta del Muro di Berlino, che si celebra in questi giorni.
L'idea è venuta agli assessorati all'istruzione e alle politiche giovanili, che hanno organizzato un concorso, rivolto agli studenti che frequentano la terza media alla Marco Polo e Anna Frank, per la realizzazione di murales nei due edifici scolastici.
«Abbiamo voluto offrire agli studenti la possibilità di intraprendere un percorso di ricerca più profondo sul significato di questo evento, ancora oggi molto attuale nonostante. - osserva l'assessore alle politiche giovanili Leonardo Peotta -. Il 9 novembre è oggi, come allora, la giornata dei giovani, perché il Muro e il suo abbattimento costituiscono davvero uno dei simboli che meglio raccontano il grande desiderio di libertà delle nuove generazioni».
La scadenza del concorso è fissata per il 15 aprile 2010. Ogni classe terza potrà presentare una sola proposta per la realizzazione del murales. La valutazione degli elaborati sarà a cura di una commissione. Alle classi vincitrici, scelte per ognuno dei due istituti comprensivi, sarà riconosciuto un premio di 300 euro.
Le classi prime classificate realizzeranno il murales su un muro della scuola a scelta dei ragazzi.
«È una bella occasione per stimolare i giovani ad una riflessione sul significato storico e politico dell'evento che ha cambiato il corso della storia - aggiunge l'assessore all'istruzione Barbara Venturi -. Il concorso è rivolto alle classi terze perché l'evento costituisce parte del programma di studio di quest'anno». A.F.

Arzignano.
I mediatori
al convegno
mondiale

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Erica Freato



Oltre 100 interventi in 10 mesi che hanno cambiato il modo di affrontare i problemi della comunità multietnica di Arzignano. È il bilancio del progetto di mediazione civica "Condominio 3" attivato ad inizio anno per promuovere una cittadinanza condivisa al di là delle appartenenze culturali e religiose. Un progetto che porta Arzignano, unico esempio italiano, al forum mondiale della mediazione che si terrà in Venezuela. Da gennaio sono stati 110 i progetti attivati, di cui 44 conclusi; 1.700 le persone coinvolte e ben 13 gli ambiti d'intervento della squadra di mediatori coordinata da Roberto Fumagalli. Lo stato dell'arte del progetto è stato presentato in municipio, alla presenza dell'assessore all'immigrazione ed emigrazione Enrico Marcigaglia e del consigliere Andrea Pellizzari.
«Abbiamo lavorato nelle scuole, nei condomini, negli ambienti di lavoro e nelle piazze e parchi con l'obiettivo di promuovere regole e coesione sociale e, di conseguenza, il senso di sicurezza - ha detto Fumagalli -. Importante è stata la collaborazione con le forze dell'ordine».
L'équipe di intervento, operativa 24 ore su 24, è formata da 15 mediatori professionisti e 17 non professionisti che lavorano sul territorio per risolvere, ed insegnare a risolvere, conflitti e disagi segnalati dalle realtà sociali e da cittadini.
Il progetto è stato attuato dal Comune e promosso dal Ministero del lavoro, salute e politiche sociali in collaborazione con la facoltà di psicologia dell'Università di Padova. L'iniziativa ha coinvolto anche i comuni di Chiampo, Montecchio, Montorso, S. Pietro Mussolino, Altissimo, le associazioni di artigiani e industriali, Cgil, Cisl e Uil. «La situazione di partenza era impegnativa - ha affermato Gian Pietro Turchi, docente dell'università patavina - ma oggi il progetto è diventato un servizio a disposizione della comunità».
Tanti sono stati i casi risolti dai mediatori civici. Il più significativo alla scuola media Giuriolo: «a febbraio - spiega il dirigente scolastico Donata Albiero - un bambino straniero ha aggredito un coetaneo italiano. La scuola ha chiesto aiuto ai mediatori che hanno intrapreso un percorso condiviso con professori, alunni e genitori. Il risultato è stato eccellente, tanto che la famiglia della parte lesa ha ritirato la denuncia». O ancora, l'episodio raccontato da una giovane ghanese che, a pochi mesi dall'arrivo in Italia, ha perso marito e casa e ha trovato nei mediatori sostegno e aiuto.

Erica Freato

Montecchio
Croce in piazza «Decida
il Consiglio»

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Antonella Fadda



La Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ordina di togliere i crocifissi nelle aule scolastiche. E il Comune di Montecchio ne installa uno alto 2 metri all'entrata del municipio. È stata la risposta della giunta di Milena Cecchetto, autotassata per pagare la maxi croce. Un gesto, sostiene l'Amministrazione, «in difesa dei valori e del simbolo della tradizione italiana».
MAGGIORANZA. «La sentenza della Corte Europea -afferma l'assessore ai servizi sociali, Livio Merlo- non è sicuramente ispirata dal principio di laicità. In questa maniera si dà solo spazio ad altre forme di espressione religiosa, dietro le quali si nasconde una chiara volontà di annientare le nostre tradizioni e la nostra storia». Il sindaco Cecchetto aggiunge: «Un gesto necessario per difendere ciò che per noi e per il nostro paese è simbolo di una tradizione, alla base dei nostri valori: chi vuole eliminarlo non lo fa per dare spazio alla laicità, ma solo per aprire la strada ad altre forme di espressione religiosa».
PARROCI. La scelta ha colto di sorpresa i due parroci delle principali chiese di Montecchio: «Prima di installarlo fuori del municipio -afferma don Guido Bottega di S. Paolo di Alte- avrei controllato se fosse presente nelle scuole. Mi pare comunque una risposta forte ad una forte provocazione». Decisa l'opinione di don Guido Lovato del Duomo di S. Maria e S. Vitale: «Trovo che questa scelta sia dettata principalmente da una reazione emotiva. Mi chiedo se sia stato collocato un simbolo o un segno della fede. Sono due cose ben distinte. I crocifissi in luoghi pubblici devono essere supportati da una sentita professione di fede».
OPPOSIZIONE. «Sono decisamente contrario alla sentenza europea -dice Giampaolo Valerio, capogruppo di Pd-Italia dei Valori-, ma un'azione così eclatante avrebbe meritato una decisione unanime del consiglio comunale. Una croce così voluminosa mi lascia perplesso. Per dimostrare la cristianità servono comportamenti coerenti».
Il consigliere Agostino Pilati puntualizza: «Se un crocifisso diventa provocazione non mi trova d'accordo. Se invece significa accoglienza e valori allora è un simbolo positivo». Per Tullio Cortivo, consigliere di Scalabrin per Montecchio, «se la decisione fosse giunta settimane fa sarei stato d'accordo; oggi lo trovo eccessivo».
STRANIERI. Per il presidente dell'associazione provinciale bangladese, Zaman Monir, «meglio evitare qualsiasi tipo di simbolo. La decisione verrà nell'Unione degli immigrati».

Montecchio.
Stelle e Galileo
Serie di incontri
al museo civico

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Montecchio. Incontri spaziali e una pioggia di stelle nel panorama delle iniziative culturali di fine anno a Montecchio. In occasione dell'anno internazionale dell'astronomia, promosso dall'Unesco, l'amministrazione cittadina e il museo civico "Zannato" propongono una mostra sulle meteoriti, fino al 10 gennaio in sala civica Corte delle Filande, e un ciclo di conferenze sull'astronomia. Incontri che vedranno il via domani alle 20.30, al cinema San Pietro, con l'intervento dell'astronauta italiano Umberto Guidoni, che dopo aver percorso 186 orbite, 8 milioni di chilometri nello spazio, racconterà al pubblico la sua esperienza.
I successivi appuntamenti si terranno il 19 novembre alle 20,30 con "Le scoperte astronomiche di Galileo" e il 10 dicembre con "Il ruolo delle meteoriti e delle comete nell'evoluzione della Terra e di Marte". Il 14 novembre alle 20, in località Carbonara, è prevista un'uscita con osservazione di piogge di meteore, organizzata dal Circolo Astrofili di Montecchio.
La mostra "Meteoriti: le pietre cadute dal cielo" sarà inaugurata, invece, giovedì 12 novembre alle 18 in Corte delle Filande. Nella mostra si potranno osservare meteoriti provenienti dalla Luna e da Marte. Oltre ai 100 campioni esposti, ci sarà uno spazio dedicato alle "meteoriti nella fantasia" con leggende e fumetti sull'argomento.
«È un'occasione importante per il territorio - annuncia l'assessore alla cultura Claudio Beschin -. Un'occasione imperdibile per avvicinare l'astronomia. E proprio per dare la massima possibilità di fruizione, abbiamo scelto di lasciare libero e gratuito sia l'ingresso alla mostra che la partecipazione alle conferenze» .
L'amministrazione e il museo hanno inoltre voluto celebrare Galilei con un video, concesso dal dipartimento di Fisica dell'Università di Padova, che racconta la storia del suo cannocchiale di cui sarà esposta una copia. Per le scuole, infine, sarà proposta una visita guidata con accesso ai laboratori a pagamento. L.D.

Arzignano.
Il sindaco 
«Sì al nuovo
centro anziani»

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Silvia Castagna



Arzignano. Il nuovo centro anziani si farà. La promessa di una nuova struttura da realizzarsi nel corso del suo mandato, al posto del centro ricreativo Arciso Mastrotto unanimemente definito troppo piccolo dai tanti anziani e pensionati che lo frequentano, il sindaco Giorgio Gentilin l'aveva già fatta in campagna elettorale. Venerdì scorso, intervenendo all'assemblea straordinaria nella sede di via Cazzavillan con l'assessore ai servizi sociali Alessia Bevilacqua, l'ha ribadita davanti a un'ottantina di soci.
Il problema del centro si chiama sovraffollamento. Le sale che lo ospitano sono «strutture di dieci anni fa - spiega Vasco Dotto, responsabile della segreteria, - non più sufficienti ad ospitare gli 890 iscritti che le frequentano numerosi». «In pochi anni il numero degli associati è raddoppiato - prosegue Dotto - e se per i corsi di ginnastica dolce si risolve programmando il doppio turno, il problema vero si presenta per il salone bar». Tredici tavoli riuniscono appassionati di tressette e scala quaranta ma anche osservatori e curiosi. Risultato: sessanta, settanta persone in una sala dove non c'è sufficiente ricambio d'aria, né sufficiente spazio. Durante l'estate la situazione migliora perché ci si può spostare all'aperto, «Ma in inverno - spiega Rino Mosole, che si occupa dell'amministrazione del centro - siamo al collasso».
La struttura che ospita il punto di ritrovo presenta anche altri problemi: la sala tv, usata per incontri e corsi, è situata al primo piano e costringe gli anziani a fare le scale; inoltre, fra la saletta dove tre volte alla settimana le signore si riuniscono a giocare a tombola e il bar non c'è un collegamento interno: occorre uscire e questo, nei giorni freddi, crea un disagio non da poco. Il bocciodromo, infine, si trova lontano, nella sede "staccata" di via Cappuccini.
Gli amministratori, memori degli impegni presi in campagna elettorale, hanno messo in agenda, nel nuovo piano triennale delle opere pubbliche, per l'anno 2011, un centro di aggregazione sociale per il valore stimato di 2 milioni di euro, da realizzarsi con apporto di capitale privato. L'intero capitale ancora non c'è ma, dicono dal Comune, ci sono le premesse per poter realizzare l'intervento. E agli anziani, che lamentano troppi anni di promesse mai mantenute, dal Comune rispondono che un intervento di tale portata esige tempi tecnici di realizzazione. «Ci stiamo muovendo per avere una struttura più confortevole - dichiara il sindaco Gentilin - con spazi più ampi. Studieremo anche delle soluzioni per facilitare l'accesso al centro a chi abita più lontano».

Montecchio.
Scuolabus, 
ora si sale
con il tesserino

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Antonella Fadda



Montecchio Maggiore. Tutti a scuola con il tesserino di riconoscimento. Dalla scorsa settimana gli studenti delle scuole elementari, medie e asili di Montecchio, quando salgono sullo scuolabus, devono esibire l'iscrizione all'autista. L'assessorato all'istruzione Barbara Venturi ha reso obbligatoria questa modalità dopo aver verificato che numerose famiglie non hanno ancora pagato l'iscrizione al servizio di trasporto. La tariffa piena, che per l'anno scolastico in corso non ha subito aumenti, ammonta a 200 euro; ci sono poi le tariffe scontate per chi ha più figli, fino all'esenzione. «Basterà che gli studenti salendo sul bus mostrino il tesserino all'autista una sola volta - spiega Venturi - come prova dell'avvenuto pagamento».
L'assessore sottolinea, però, che nessuno rimarrà a terrà, nonostante sia stato dato ordine agli autisti di verificare chi è sprovvisto di iscrizione. «Nessun bambino verrà lasciato alla fermata» assicura Venturi, che con l'ufficio scuola procederà a sollecitare il pagamento alle famiglie.
Ad oggi sono 383 i bambini che utilizzano lo scuolabus a Montecchio. La maggior parte frequenta le elementari del primo comprensivo "Manzoni" e "San Francesco" e la media "Anna Frank". A differenza di Alte, infatti, i percorsi per raggiungere le scuole del centro sono più lunghi. Un numero che negli ultimi anni si è mantenuto più o meno costante, passando da 396 nel 2007 a 427 lo scorso anno, ma che gli uffici comunali prevedono in aumento. «Stiamo lavorando per poter recuperare fondi e potenziare le tratte - afferma Venturi - e, magari, riuscire ad acquistare un altro autobus».
L'assessore parla anche del potenziamento del servizio per poter suddividere in maniera più equa gli studenti stranieri che oggi frequentano le scuole di Alte. «Per questo progetto abbiamo chiesto aiuti alla Regione».
Sono 80 invece gli studenti che quotidianamente utilizzando il servizio Pedibus, i percorsi a piedi con i quali i bambini possono andare a scuola in sicurezza accompagnati da volontari e genitori. Servizio, sostenuto dall'assessore Venturi, a cui partecipano numerosi gli studenti di Alte.
Della stessa idea anche l'assessore alla mobilità Gianfranco Trapula: «Questa iniziativa contribuisce ad infondere il senso civico nei bambini, abituandoli a riconoscere i segnali stradali e al corretto comportamento. Vanno poi evidenziati l'aspetto economico ed ambientale che con il Pedibus sono salvaguardati».

Montecchio
I Castelli fuori
dal Piano casa

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Antonella Fadda



Ampliamento massimo delle abitazioni del 40% del volume e una riduzione del 60% degli oneri di urbanizzazione per chi amplia la prima casa o utilizza le tecniche di bioedilizia. Questi i cardini del Piano casa di Montecchio, redatto dall'amministrazione di Milena Cecchetto su base della legge regionale 14, approvato in Consiglio comunale.
AMPLIAMENTO. Il massimo consentito per l'ampliamento della cubatura delle abitazioni dovrà essere del 40%. Ammesse deroghe alle altezze solo nell'ipotesi che l'intervento di ampliamento sia finalizzato a migliorare le altezze utili esistenti, senza però aumentare il numero dei piani.
SCONTI FISCALI. Per chi amplia la prima casa o fissi i lavori entro 2 anni dall'entrata in vigore della legge regionale, avrà una riduzione del 60% degli oneri di urbanizzazione. In caso di utilizzo delle tecniche costruttive di bioedilizia e che prevedono il ricorso alle energie rinnovabili, verrà applicata un'ulteriore riduzione del 60%. Per le destinazioni diverse dalla residenziale, al fine di favorire l'ampliamento di piccole realtà produttive sul territorio castellano, è riconosciuta una riduzione del contributo di costruzione del 30%, qualora l'ampliamento sia uguale o inferiore a 200 metri quadri di superficie coperta.
CENTRO E CASTELLI. Non rientrano nel Piano i Castelli ed il centro storico. L'area Castelli, ha diversi vincoli: idrogeologico, paesaggistico, archeologico, di inedificabilità assoluta e monumentale. Per quanto riguarda il centro storico, dalla zona Valle fino a villa Cordellina, invece, essendo già interessati dal piano di recupero delle zone storiche, non rientrano nel regolamento. Saranno escluse dall'applicazione del Piano anche le zone a ridosso del centro storico, come ad esempio via San Pio X, nonostante ad oggi non abbiano un proprio piano di recupero.
EDIFICI STORICI E PIRUEA. Stesso discorso per edifici storici che, pur non essendo in centro, fanno parte del patrimonio della città: La Gualda, Villa Zanovello, la Colombaretta. Escluse anche le zone a rischio di incidente, come Fis e Missilgas, e le aree interessate dal Piruea, già individuate nella variante al piano regolatore. Come ha spiegato il geometra Luigi Schiavo, che ha illustrato il piano in Consiglio comunale, la legge non vieta l'edificabilità nelle zone a rischio ma il Comune ha deciso, per motivi di sicurezza, di non appesantire le situazioni anomale già esistenti.
ZONE AGRICOLE. Per quanto riguarda le zone agricole, se la legge regionale prevede che gli edifici possano ottenere l'ampliamento fino a 800 metri cubi, il Comune, ritenendo che questa volumetria rappresenti una quantità non trascurabile, ha deciso di attuare il Piano solo per la prima casa di residenza. Plauso al Piano casa anche dalle forze all'opposizione, che lo hanno approvato all'unanimità. «Nella stesura sono stati recepiti i principi di salvaguardia e sensibilità già espressi dalla precedente amministrazione - ha riassunto l'ex sindaco Maurizio Scalabrin - confermando anche le considerazioni inserite nel preliminare del Pat». Anche il capogruppo di minoranza Essere Montecchio, Pierangelo Carretta, è intervenuto sulla questione, evidenziando che «il settore edilizio potrà contare sul volano economico offerto dal piano».
«Si darà più lavoro a piccole imprese ed artigiani - ha aggiunto, dal fronte della maggioranza, Roberto Dambi di Montecchio Città-Udc - mantenendo inalterate le peculiarità del territorio». «Le indicazioni non deturperanno il territorio e l'abitato - spiega Emanuele Festival, capogruppo Pdl - ma favoriranno le energie rinnovabili e l'edilizia». A.F.

Montebello
Cis, i reperti
non bloccano
la realizzazione

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Matteo Guarda



Cis, avanti tutta. «Continueremo a perseguire l'obiettivo contenuto nello statuto costitutivo della società che presiedo».Lo afferma il consigliere provinciale e presidente del Centro intermodale servizi, Galdino Zanchetta, che risponde così al comitato No alla Centrale, che in una nota ripresa dalla Cgil Ovest vicentino aveva criticato la costruzione del centro logistico di Montebello e la possibilità di destinazione commerciale concessa sull'area originaria.
«L'area agricola di 500 mila metri quadri destinata al Cis - si legge nel comunicato della Cgil - viene ceduta a società private e convertita alla rendita speculativa con il cambio di destinazione d'uso che diventa anche commerciale. Così, un grande sacrificio dovuto alla cementificazione di uno spazio agricolo requisito per costruire una presunta opera di pubblica utilità, viene destinato alla speculazione immobiliare privata». L'ultimo atto della ventennale vicenda del Cis, la società a capitale pubblico che vede un'importante partecipazione della Provincia, riguarda la pubblicazione degli atti sul procedimento di assegnazione dell'azione che ha allargato la compagine sociale con l'entrata di un nuovo socio, la società bresciana Arco, e della correlata convenzione di servizio, i cui termini per la consultazione di 30 giorni sono scaduti in estate. «Si è trattato di una questione di trasparenza - spiega Zanchetta - e a quanto mi risulta nessuno ha fatto richiesta di accedere alle carte». La volontà e gli obiettivi di Zanchetta non sono condivisi da tutti. Sul futuro dell'area il referente del comitato No alla Centrale, Luciano Panato, lancia la proposta di creare un parco archeologico: «Dobbiamo tutelare la qualità della vita dei nostri paesi - sostiene - di aree commerciali ne abbiamo fin troppe, quanto ai centri logistici le Ferrovie hanno già il polo di Verona, per cui ricavare un parco archeologico potrebbe essere un modo per uscire dall'impasse».
L'idea ha preso piede in seguito ai ritrovamenti di epoca romana lungo il tracciato dell'antica via Postumia, che costeggia l'attuale strada regionale 11. «Dai primi risultati della campagna di esplorazioni archeologiche condotte per conto della Soprintendenza dei beni culturali di Verona - spiega il presidente del Cis - questa possibilità sembra destinata a tramontare. È stata una cautela per evitare che una volta iniziati i lavori questi possano venire bloccati per l'imprevista presenza di materiale di valore storico o artistico. Ma dalla ricognizione effettuata con gli scavi è emerso che nell'area non vi sono manufatti tali da impedire la realizzazione di quanto previsto».

Montecchio. Sentieri e tabelle svelano i segreti del Monte Nero

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Antonella Fadda



Cultura, archeologia, arte e natura. Il Monte Nero, il colle che sovrasta Montecchio, è ricco di peculiarità. A partire dal sentiero che, dalla parrocchia di S. Pietro conduce fino ai castelli, in grado di offrire numerosi scorci sia panoramici che storici e naturalistici. Lungo il percorso didattico di 2 chilometri una serie di pannelli spiega le diverse attrattive e invitano alla sua riscoperta.
Il Monte, idealmente restituito ai castellani dall'Amministrazione comunale sabato scorso con una cerimonia di inaugurazione, è stato oggetto di ripulitura da piante invasive in collaborazione con "Veneto Agricoltura" e "Cooperativa '81", restituendolo alla "nera" bellezza di una volta. Un patrimonio che il Comune ha deciso di tutelare e conservare con interventi continui di mantenimento, per far spazio alla vegetazione autoctona.
«In circa 30 minuti di camminata - spiega l'assessore alla cultura, Claudio Beschin - utilizzando il sentiero didattico si arriva alle due rocche». Fin dall'inizio della salita la storia castellana fa capolino con la chiesa di S. Valentino e delle piccole costruzioni, in parte restaurate, risalenti all'Ottocento. Un tratto «rimesso a nuovo e completo di indicazioni».
Ma anche la mineralogia inizia ad evidenziarsi con la presenza di sassi basaltici e sorprendenti rocce marine: «Probabilmente 35 milioni di anni fa era presente un condotto vulcanico, successivamente riempito dal mare» conferma l'assessore.
Piccoli spiazzi lungo la salita offrono ai visitatori la possibilità di osservare il panorama sia ad est, con una visuale dall'alto della Cordellina ma anche di Vicenza, che a sud con sguardo sul castello di Montebello verso Verona.
«Il connubio natura e cultura è sempre presente - aggiunge Beschin - con piante "pioniere", cioè quel tipo di vegetazione che resiste anche in ambienti inospitali, ma anche le Priare». Ed è proprio in questa zona che inizia a distinguersi chiaramente la roccia nera, basaltica, che ha dato il nome al Monte. «Una volta il colle era brullo - aggiunge l'assessore all'ambiente, Gianfranco Trapula - poiché erano in molti che venivano quassù a far la legna».
La sommità offre altri spunti archeologici: sono state ritrovate testimonianze risalenti al 12° secolo a.C., dell'uomo preistorico, oggi conservate al museo Zannato, ma anche massi bianchi. Si può proseguire fino ai castelli dove sono visibili i vari strati di rocce di 30 milioni di anni fa.

Gambellara
I nuovi impianti
sportivi 
a giugno 2010

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I lavori dei nuovi impianti sportivi di Gambellara, procedono spediti e sono addirittura in leggero anticipo sul programma prestabilito.
Nella vasta area in oggetto sta prendendo forma un progetto generale il cui primo stralcio, per un importo di 1,4 milioni di euro, prevede la costruzione del nuovo campo da calcio e la relativa gradinata, la realizzazione di un piccolo campo di allenamento, una cosiddetta piastra multifunzione e la palazzina dove troveranno posto spogliatoi, servizi ed un bar.
Il cantiere attivo in via Pozzo Roin prevede e la piastra sarà un'area idonea per svolgere sullo stesso terreno più attività sportive, dal calcetto al basket. Non sarà recintata e, quindi, tutti potranno liberamente accedervi, diversamente dagli altri campi che saranno invece utilizzati dalle società calcistiche. «I lavori procedono secondo tabella di marcia -conferma il sindaco, Luciana Zonin- e siamo ottimisti: a nostro parere riusciremo ad inaugurare l'opera a giugno del prossimo anno. Cioè prima dell'inizio della successiva stagione sportiva. La palazzina è a buon punto, le reti impiantistiche sono già state posate, così come pure le torri faro per l'illuminazione. Stiamo ora vedendo di creare un'area adeguata per i parcheggi, che inizialmente era stata esclusa dall'appalto». E l'attuale campo da calcio? Come da programma, una volta inaugurato il nuovo impianto verrà accorpato all'annesso edificio delle scuole elementari e medie di via Borgolecco.
L'Amministrazione comunale ha già dato l'incarico per un progetto di massima, che ne preveda la risistemazione e quindi un'eventuale possibilità di ampliamento futuro delle scuole.E.MA.

Arzignano. Promossi i nonni vigili. Sono "vedette civiche"

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Erica Freato



Arzignano mette le stellette ai nonni vigile e da "angeli custodi" della sicurezza davanti alle scuole, il Comune li promuove a "vedette civiche".
Per gli anziani, tornati ad aiutare studenti e genitori a sfidare il traffico all'entrata e uscita delle scuole, alzando la paletta e piazzandosi a braccia spalancate sulla strada, l'assessore alla sicurezza Enrico Marcigaglia ha in mente un'ulteriore valorizzazione: «Prima dell'inizio dell'anno scolastico abbiamo incontrato i volontari che svolgono questo importante servizio, alcuni anche da diversi anni, per ringraziarli di quanto hanno fatto finora. Abbiamo assicurato la nostra massima disponibilità a far sì che il servizio prosegua e migliori, riconoscendo ai nonni vigile anche il ruolo di "vedetta civica"; poiché rappresentano un punto di riferimento per la popolazione e possono diventare un canale informativo per l'amministrazione». Una funzione di controllo che alcuni nonni vigile di fatto già svolgono e che l'amministrazione intende formalizzare.
Tra i volontari che ogni giorno assicurano attraversamenti stradali in tutta sicurezza agli alunni arzignanesi c'è Antonio Molon, 76 anni, attivo fin dagli esordi del servizio. «Tutto è iniziato nel 1994 - racconta - eravamo un piccolo gruppo di frequentatori del centro ricreativo anziani "Cazzavillan" con il desiderio di fare qualcosa di socialmente utile. Così è nata l'idea dei nonni vigile, già presenti in altri comuni».
Dopo aver preso contatto con il comando di polizia locale e con il sostegno dell'amministrazione comunale, i primi tre nonni vigile scesero in strada. Da allora il gruppo è cresciuto e oggi i volontari che ogni mattina e pomeriggio, puntualmente, con il buono e cattivo tempo, accolgono gli studenti all'inizio e alla fine delle lezioni sono in 8, due dei quali operativi sui pulmini.
«È un impegno che svolgo volentieri - spiega Molon - con l'obiettivo di fare qualcosa di utile. Inoltre mi dà la possibilità di socializzare ed è gratificante».
Davanti alla elementare di San Rocco ci sono Silvano Maule e Loredana Terrini, marito e moglie da 40 anni. «Siamo dei nonni "a distanza" - raccontano - perché i nostri nipotini abitano lontano, perciò abbiamo deciso di renderci disponibili a fare i nonni vigile per i bambini che vivono qui».
Per entrambi è una bellissima esperienza: «Non ci muoviamo dalla postazione - assicurano - finché l'ultimo bambino non sia andato a casa».

Arzignano. Fiera
di Ognissanti
Bancarelle
e solidarietà

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Silvia Castagna



Quaranta le attrazioni del luna park, 30 gli stand espositivi, 205 le bancarelle. Sono i numeri della Fiera dei Santi di Arzignano. «Una Fiera corta quella di quest'anno - spiega Mattia Pieropan, assessore al tempo libero - poiché il primo novembre cade di domenica. Ma ugualmente ricca di appuntamenti ed eventi».
Si inizia domani alle 20.45 nella chiesa di Villaggio Giardino, con il tradizionale concerto di musica sacra, il cui ricavato sarà destinato alle famiglie indigenti di malati psichici. Il clou della manifestazione sarà, però, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, con i negozi aperti e il centro invaso dalle bancarelle.
Uno spazio particolare all'interno della manifestazione sarà dedicato alla 4^ edizione di "Manualità&Sapori", organizzata dall'Associazione Artigiani, che allestirà in piazza Libertà una tensostruttura di 450 metri quadrati, destinata ad ospitare il meglio dell'artigianato locale. «L'esposizione - dichiara Guerrino Mazzocco, presidente mandamentale della Confartigianato - potrà essere una vetrina per le imprese e un'occasione per far comprendere quale professionalità e qualità stia dietro ad un prodotto artigiano». Gli stand saranno visitabili da venerdì 30 ottobre alle 17. Negli stessi giorni gli artigiani panificatori, nel corso della manifestazione "Profumo di pane", sforneranno il pane, chiedendo in cambio un'offerta libera che sarà devoluta in beneficenza.
Domenica 1 novembre, spazio ai bambini che, grazie all'impegno dell'associazione sportiva "Tris car club", potranno provare a guidare nel kartodromo Città della Speranza. Sarà a disposizione anche un parco dei divertimenti, in centro e al parco dello sport, mentre il gruppo Ana e la Pro loco saranno presenti con chioschi per la degustazione di specialità gastronomiche e vini tipici.
A Villa Brusarosco dalle 9 alle 20 si potrà visitare la mostra fotografica di Marco Pieropan intitolata "Scorci e paesaggi del Veneto". Domenica 1 novembre il 49° Concerto di Ognissanti costituirà l'occasione per ascoltare buona musica e per celebrare la festa. In Duomo, alle 20.45 l'orchestra da camera Lorenzo Da Ponte e il coro Reale Corte Armonia Caterina Cornaro, diretti da Antonio Camponogara, eseguiranno musica sacra.

Vino, sale
la produzione
Previsti 50mila
ettolitri

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Matteo Guarda



Vino buono e a buon mercato. Gradito anche all'estero. È l'istantanea dei primi dati sulla vendemmia nell'Ovest vicentino. La produzione vitivinicola si attesta sulle quantità dello scorso anno, con un aumento del 5 percento e un risultato complessivo che arriva a 50 mila ettolitri.
Ma la vera soddisfazione arriva per la qualità del vino. Un'annata così, è il parere dei viticoltori, non si vedeva da tempo, grazie alle condizioni climatiche favorevoli che hanno dato un'uva sana, con una maturazione perfetta, di grado e aroma. «La vendemmia è stata molto buona quanto alla qualità - afferma Domenico Zonin, vicepresidente della Casa vinicola Zonin - soprattutto per quanto riguarda le uve a bacca rossa».
Le note dolenti arrivano dal fronte dei mercati e dei prezzi. Ma non mancano recentissimi segnali di inversione di tendenza. «La crisi c'è e gli effetti si sono fatti sentire - afferma Gianfranco Cavallon, direttore del Consorzio di tutela del Recioto e dei vini Gambellara Doc - il mercato è stato fermo e la media dei prezzi per alcune tipologie di prodotto è arrivata fino al 20% in meno».
«Le aziende che fanno imbottigliato e vendono sotto il loro marchio - prosegue - hanno ristretto l'orizzonte dei programmi di ritiro del vino sfuso e fanno acquisti alla giornata. Molte cantine hanno ancora giacenze, e la cosa ha creato un aumento dell'offerta proprio nel momento di calo della domanda, accrescendo la contrazione dei prezzi».
«I rallentamenti - spiega Giovanni Carletti della Cantina sociale di Gambellara - li abbiamo all'ingrosso. Il mercato interno tira. A penalizzarci è stato il cambio euro dollaro, sfavorevole per gli americani».
«Chi ha internazionalizzato forse è stato più premiato - conferma Valeria Quagiotto, export manager della Cantina dei Colli Vicentini - se la Cina compra meno, Italia, Ue e Usa comunque reggono e ci compensano gli sbocchi appena aperti in Israele».
Sul fronte dell'export e della qualità, che fanno sperare nella ripresa, le cantine sono d'accordo. «L'Europa - dice Giancarlo Cavazza - tiene meglio del previsto, così come il Veneto. Stiamo assistendo a un aumento delle vendite dei bianchi e dei rossi di qualità alta».
«La ripresa è dell'ultimo mese - aggiunge Nicola Dal Maso - e le soddisfazioni arrivano dai vini di qualità. Chi non ha seguito questa politica credo sia stato più colpito dalla crisi». «I segni di una diversa tendenza sono tangibili - precisa Angiolino Maule - tra qualche settimana avremo la conferma e sapremo se risponderà anche il Giappone».

Matteo Guarda

Creazzo. «Impossibile fermare i lavori della palestra»

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Erica Freato



Sì alla palestra, anche se a malincuore. È questa la posizione espressa dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Giacomin durante la seduta straordinaria del Consiglio dedicata alla nuova palestra polifunzionale.
Dopo le novità al cantiere dell'opera, che hanno visto dapprima l'impresa costruttrice Jedi recedere dal contratto e successivamente la designazione da parte della società finanziaria Ing Lease della ditta Cesi, il sindaco ha ribadito l'inesistenza di elementi che consentano al Comune di bloccare i lavori senza danno per l'ente stesso. «Questa amministrazione non ha mai sostenuto l'esecuzione della palestra né intende farlo ora - ha detto Stefano Giacomin - ma l'opera rientra nelle legittime scelte politico-amministrative della passata amministrazione». Il sindaco, inoltre, ha affermato che un eventuale recesso unilaterale dal contratto comporterebbe per il Comune danni economici e responsabilità amministrative e contabili; la Giunta quindi ha dato mandato al responsabile del procedimento di far proseguire i lavori. Una disposizione contestata dal gruppo "Creainsieme Creazzo" che ha chiesto di sospendere ogni decisione. Molti, infatti, sono i punti da chiarire secondo la capogruppo Loretta Zanetti; tra questi il fatto che quando la Jedi firmò per l'appalto al cantiere della palestra la stessa impresa «era in stato d'insolvenza». Zanetti ha anche proposto la possibilità di un accordo bonario con la società finanziaria Ing Lease per bloccare i lavori. «Non possiamo turarci il naso e andare avanti perché così ci tocca», ha aggiunto Valentino Cattelan.
«La responsabilità dell'impresa costruttrice è distinta da quella della società finanziaria - ha detto Giacomin -. O potete affermare che Ing Lease ha agito con dolo nei confronti del Comune oppure non ci sono elementi per impugnare il contratto». È intervenuto anche l'ex sindaco Gervasio Cortiana che ha difeso il progetto della palestra portato avanti sotto il suo governo.

Altavilla.
«I verbali T-red
non erano
regolari»

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«Un primo, importante passo per risolvere la pesante eredità lasciataci dall'amministrazione precedente». Così il sindaco di Altavilla, Claudio Catagini, definisce l'accordo raggiunto con gli avvocati dei cittadini multati ai T-red che hanno fatto ricorso contro il Comune. Gli avvocati dei ricorrenti hanno infatti dichiarato la propria disponibilità a rinunciare alle loro eventuali spettanze e ad attivarsi affinchè i multati rinuncino ai ricorsi qualora il comune annulli i verbali fin qui non ancora decisi.
«Desidero ringraziare gli avvocati - commenta Catagini - Ora la giunta farà un atto di indirizzo supportato da pareri legali, quindi il provvedimento di annullamento delle multe di chi ha fatto ricorso sarà firmato da un funzionario del Comune; questa è la prassi stabilita dalla legge, che noi seguiremo».
Il primo cittadino di Altavilla prosegue: «Respingo al mittente quanto è stato affermato dall'ex sindaco, Giannira Petucco, perché questa amministrazione intende rispettare e far rispettare le regole. La situazione che ci troviamo ad affrontare è una pesante eredità lasciataci proprio dall'amministrazione precedente, che verrebbe a costare ai cittadini una valanga di soldi e per questo noi abbiamo ora l'obbligo di trovare una soluzione. I verbali emessi attraverso i T-red non erano regolari, infatti i giudici di pace hanno dato ragione ai cittadini che, dopo aver preso la multa, hanno presentato ricorso».
Da parte sua Luigi Martino, ex comandante della polizia locale del Comune di Altavilla, ora in forze al consorzio "Dei Castelli" costituitosi lo scorso gennaio, interpellato sulla presa di posizione annunciata dall'amministrazione comunale guidata da Catagini ha dichiarato: «Non sono stato informato personalmente, ho appreso la notizia dagli organi di stampa. Vedrò il sindaco di Altavilla nei prossimi giorni», riservandosi quindi di parlare eventualmente della questione in futuro. E.F.

Arzignano.
Vigile di frazione
con divisa
e bigliettini

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Silvia Castagna



Divisa operativa blu scuro e bigliettino da visita in tasca. Nasce ad Arzignano il vigile di quartiere e di frazione, una nuova figura sorta a tutela del buon vivere e della sicurezza degli arzignanesi, che è stata presentata ieri mattina dal sindaco Giorgio Gentilin, assieme all'assessore alla sicurezza Enrico Marcigaglia e al comandante dei vigili urbani Massimo Parolin.
PARCHI GIOCO. Controllare parchi giochi e vigilare sugli ingressi degli istituti scolastici; prestare attenzione al decoro del quartiere verificando, per esempio, eventuali abbandoni di rifiuti o sollecitando gli uffici comunali preposti alla manutenzione di luoghi e strutture; vigilare sul rispetto delle ordinanze del sindaco. Sono queste alcune delle disposizioni operative a cui si deve attenere il vigile di quartiere.
«La nuova figura istituzionale, inoltre, deve curare il rapporto con il cittadino, raccogliendo segnalazioni, ascoltando con cortesia, facendo in modo che la cittadinanza percepisca un incremento di sicurezza» spiegano dal Comune.
FRAZIONE. In sostanza ai vigili di frazione viene richiesto di attivare relazioni positive con i residenti e stabilire una sorta di "patto di servizio".
Ed è per questo, infatti, che ai nuovi vigili urbani sono stati consegnati i bigliettini da visita, denominati "biglietti di cortesia", da lasciare ai cittadini e ai titolari di esercizi. «Ci aspettiamo segnalazioni non solo di ordine pubblico - aggiunge il sindaco Giorgio Gentilin - ma anche comunicazioni relative a situazioni di disagio, problemi particolari dei cittadini più deboli, che gli uffici comunali potranno poi affrontare».
Il servizio, già sperimentato dal mese di agosto, è attivo da lunedì scorso. «La funzione del vigile di quartiere è riassumibile nel concetto di prossimità - spiega l'assessore alla sicurezza Enrico Marcigaglia - il vigile sperimenterà la quotidianità dei quartieri, sarà vicino alla gente, quindi avrà il polso della situazione, e per questo potrà segnalare gli interventi più appropriati e tempestivi da adottare».
«Come promesso e a poco più di cento giorni dal nostro insediamento - conclude Giorgio Gentilin - facciamo un nuovo passo avanti nella direzione della tutela e della sicurezza dei cittadini che, come più volte detto, rappresenta la priorità di questa amministrazione».

Arzignano. «Ha precedenti penali Non aprirà il negozio»

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Luisa Dissegna



Il Comune nega l'apertura di un negozio ad un commerciante con illeciti penali. Un immigrato indiano, che nel mese di agosto aveva inoltrato in municipio una denuncia di inizio attività, nei giorni scorsi si è visto negare l'apertura di un negozio in via Duca D'Aosta ad Arzignano, a causa di un precedente con la legge.
A fronte della documentazione presentata dal commerciante, di cui si conoscono solo le iniziali B.R.K, l'ufficio commercio del Comune, con l'ausilio della polizia locale, nelle scorse settimane ha provveduto a richiedere alla Procura copia del certificato del casellario giudiziale. E quindi, una volta constati gli estremi di illeciti inerenti le disposizioni sul riciclaggio di capitali, il Comune ha detto no all'apertura dell'esercizio. Procedura che d'ora in poi verrà applicata come prassi nei confronti di chiunque faccia richiesta di apertura di una nuova attività in città.
Dunque, continua, con questa inedita ma eloquente decisione, la linea dura dell'amministrazione a difesa della legalità, dopo quella che ha coinvolti in controlli i titolari delle attrazioni per il luna park della Fiera dei Santi. L'assessore alla sicurezza, il leghista Enrico Marcigaglia, non ha dubbi: «D'ora in avanti in città c'è posto solo per le persone che rispettano le regole e sono in ordine con la giustizia. Gli altri è meglio che vadano altrove». «Chiaramente - aggiunge - i cittadini italiani verranno sottoposti a medesime procedure».
Le verifiche nel settore commercio saranno anche retroattive. «Cominceremo con l'analisi dei dati dei negozi gestiti da immigrati, dove le statistiche indicano una più alta difformità. Inoltre, attiveremo una rete di controlli incrociati nei kebab, phone center, negozi, gestiti dai cittadini stranieri, per una verifica della sussistenza dei requisiti autorizzativi e igienico sanitari sia riguardo la manipolazione degli alimenti sia riguardo l'idoneità dei locali» spiega Marcigaglia.
Su questa linea si sta muovendo il comando di polizia locale di concerto con gli uffici comunali. Se dai controlli emergono situazioni anomale scattano subito sanzioni e denunce all'autorità competente.
Sotto l'aspetto legislativo Arzignano non teme ricorsi. Spiega Marcigaglia: «Non ci siamo inventati nulla dal punto di vista giuridico. Si tratta dell'applicazione di articoli di legge statali». Aggiunge: «Nel caso specifico del negozio in questione si tratta del decreto legislativo 144 del 1998 art. 5. Si tratta - precisa - di esperire quell'attività di indagine preventiva che compete agli uffici e che può mettere al riparo da cattive sorprese».

Montecchio "Salute e benessere", test medici in piazza

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Antonella Fadda



A Montecchio, salute fa rima con benessere. È questa, in sintesi, la filosofia del progetto "Salute e Benessere" messo in campo dall'amministrazione comunale, il cui principale obiettivo è quello di abituare i castellani a prendersi cura responsabilmente della propria salute e quindi del proprio benessere.
«I ritmi odierni spesso non ci consentono di soffermarci su quelle piccole azioni quotidiane che risultano indispensabili per la salvaguardia della salute» ha detto il sindaco Milena Cecchetto, durante la presentazione del progetto. «Spesso nella frenesia di tutti i giorni - ha proseguito - ci trascuriamo per pigrizia e per timore di doverci curare».
Sei le serate informative in programma cui si aggiungono quattro domeniche, dedicate a test di screening specifici per individuare tempestivamente eventuali patologie.
«Sono due gli strumenti per tutelare la salute - ha spiegato l'assessore alla salute, Livio Merlo - la prevenzione primaria, con accorgimenti volti a ridurre i fattori di rischio delle malattie e la secondaria, cioè la diagnosi precoce tramite semplici test».
Le serate informative, invece, approfondiranno argomenti, con la collaborazione di medici specialisti e di medicina generale dell'Ulss 5, di sensibilità pubblica a partire dall' influenza A-H1N1 per proseguire con l'osteoporosi e problemi all'apparato digestivo: «Spazieremo, inoltre, con la proposta di nuovi argomenti - ha osservato l'assessore alla sanità - d'interesse per un pubblico sia maschile che femminile, come la prevenzione del carcinoma alla mammella e la patologia prostatica». Merlo, inoltre, ha evidenziato che una serata sarà dedicata al papilloma virus e ale malattie sessualmente trasmissibili: «Indirizzata soprattutto ai giovani per chiarire determinati aspetti e incentivare la prevenzione».
Una domenica di ottobre sarà interamente riservata alla prevenzione delle malattie oncologiche femminili. Verrà allestita, in sala civica Corte delle Filande, una mostra interattiva, "Illumina la Prevenzione" proposta dall'osservatorio nazionale sulla salute della donna. Il primo cittadino, infine, ha voluto sottolineare la partecipazione all'organizzazione del progetto "Salute e Benessere" anche di Andos e le associazioni dei soccorritori, donatori di sangue e diabetici di Montecchio. Saranno 4 le domeniche di controlli di colesterolo, glicemia, pressione arteriosa, nevi e spirometria; test che verranno effettuati gratuitamente. Ma, contrariamente agli anni scorsi, i test verranno condotti solo la mattina dalle 8.30 alle 13. «Abbiamo deciso di fissare gli appuntamenti solo la mattina - afferma Livio Merlo, assessore alla salute - dal momento che molte persone anziane si recavano a fare gli esami il pomeriggio, dopo aver mangiato. E per questo motivo spesso i test risultavano falsi».
Le visite sono programmate per il 29 novembre in municipio; il 30 gennaio ad Alte Ceccato, nel centro civico, mentre il 28 febbraio i controlli verranno effettuati nella chiesa dei Padri Giuseppini.
Ultimo appuntamento è in programma domenica 28 marzo nei locali della parrocchia di Sant'Urbano. A.F.

Arzignano.
Gasolio nella
Roggia, l'Arpav
riduce i danni

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Silvia Castagna



Gasolio nella Roggia di Arzignano. Da una vecchia cisterna interrata, su un terreno di proprietà comunale, è fuoriuscito del combustibile che poteva inquinare pesantemente il corso d'acqua, fortunatamente il pronto intervento dell'Arpav ha scongiurato il peggio e limitato al minimo l'inquinamento di acque e falda.
«Ci sentiamo di escludere gravi danni ambientali», spiega, infatti, Vincenzo Restaino, dirigente delle sede arzignanese della Agenzia Regionale per la Prevenzione e protezione Ambientale del Veneto. «C'è stata una contaminazione superficiale di acqua mescolata ad olio, ma l'olio pesante non si è riversato nella Roggia».
L'allarme è stato dato alle 7.30 di mercoledì mattina, da alcuni abitanti di via Tiepolo, che hanno telefonato al 118 preoccupati per il forte odore di idrocarburi che si sentiva nell'aria. Sono immediatamente intervenuti gli esperti della sede Arpav di Arzignano e la squadra antinquinamento della provincia di Vicenza che hanno riscontrato la presenza dell'esalazione. In collaborazione con gli specialisti del Consorzio di Bonifica Zerpano-Adige-Guà hanno risalito la Roggia a partire da via Tiepolo per individuare la fonte della contaminazione. L'origine, hanno scoperto, era un tubo che proveniva da una cisterna interrata che si trova nel terreno ove sorge l'immobile denominato "Fabbricato ex Dalli Cani" in via Chiampo. L'edificio è proprietà del Comune di Arzignano, che l'ha ricevuto in donazione nel 2001, ed oggi è soggetto ad un intervento di recupero per la sua riqualificazione quale sede di attività sociali della Caritas. «La cisterna aveva sicuramente più di trent'anni e si presentava fortemente deteriorata», spiegano i tecnici dell'Arpav; probabilmente le piogge degli ultimi giorni, o forse i lavori in corso nel cantiere hanno provocato l'uscita di olio combustibile. «Per fortuna all'inizio si trattava di un'emulsione di olio e acqua; quando verso le undici ha cominciato a fuoriuscire dalla cisterna il btz, ovvero l'olio combustibile denso, era già stata attivata l'aspirazione ed erano state collocate le barriere».
I lavori sono continuati per l'intera giornata e si sono chiusi a sera con la bonifica della cisterna, che è stata svuotata dei 100 quintali di olio combustibile che conteneva: «Ora si procederà a rimuovere la cisterna - spiega Restaino - e verificheremo attraverso analisi che non ci siano state contaminazioni». Spetterà al Comune ora stabilire se il danno, anche se limitato, si poteva evitare.

Altavilla. Multe anti-prostituzione Il Comune detiene il record

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Erica Freato



È Altavilla la zona più colpita dalle lucciole. Dal primo gennaio 2009 sono state 65 (contro le 60 di Montecchio e le 10 di Creazzo) le violazioni dell'ordinanza antiprostituzione accertate sul territorio comunale dal Consorzio di polizia locale "Dei Castelli"; si tratta di sanzioni da 500 euro che dovrebbero servire da deterrente nei confronti dei clienti delle prostitute che di notte trasformano un tratto della regionale 11, tra Creazzo e Montecchio, in una strada a luci rosse.
«Il servizio in orario serale e notturno viene svolto per quattro sere alla settimana, su tutto il territorio del Consorzio - spiega il comandante Gianni Paganin - Per due sere l'orario è quello stabilito per il terzo turno, cioè dalle 19 all'una di notte, mentre nelle altre due si opera dopo le 22 per circa tre, quattro ore».
Fenomeno lucciole a parte, il territorio pattugliato dagli agenti del Consorzio non presenta particolari problematiche: «La situazione è tutto sommato sotto controllo - commenta Paganin - Ci sono state delle segnalazioni riguardanti gare tra auto, ma non abbiamo riscontrato alcuna organizzazione».
Da parte sua il primo cittadino di Altavilla, Claudio Catagini, si sta impegnando per garantire maggior sicurezza nel territorio comunale di sua competenza: «La nostra volontà è quella di intensificare i controlli per ridurre drasticamente la presenza delle prostitute - afferma il sindaco - soprattutto per ovviare al disagio conseguente al traffico e lungo la regionale 11».
Nel frattempo, da alcune settimane ad Altavilla, come avvenuto in precedenza a Montecchio, sono già operativi i cosiddetti vigili di quartiere. «Abbiamo concordato con il comandante del Consorzio, di suddividere il servizio degli agenti tra pattuglie e vigili di quartiere - spiega Claudio Catagini -, gireranno a piedi lungo le strade e all'interno dei parchi pubblici».
Una nuova presenza sul territorio voluta fortemente dal Comune di Altavilla, al fine di garantire maggiore sicurezza e più tranquillità a tutti gli abitanti del paese.

Arzignano. Mediatori risolvi guai. Piacciono e sono efficaci

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Erica Freato



Dalle scale del condominio al parco pubblico, passando per la scuola e le piazze. Nei primi sei mesi di attività, i mediatori civici del progetto "Condominio 3" si sono mossi a 360 gradi nel territorio comunale per risolvere eventuali conflitti. Impossibile non notarli, grazie alla pettorina rossa che li contraddistingue.
Finora il bilancio dell'attività del progetto coordinato da Roberto Fumagalli conta 75 interventi, di cui 20 già conclusi, e oltre 650 cittadini contattati. «Il pool ha gestito e sta gestendo situazioni critiche - racconta Fumagalli - che vengono considerate risolte quando sono le persone coinvolte a dirci che il problema non c'è più».
C'è chi ha chiamato i mediatori per i disagi legati alla vita di condominio e chi per gli schiamazzi notturni sotto casa. Gli operatori sono intervenuti nelle scuole, ma anche su richiesta di singoli o di associazioni cittadine. E le domande d'intervento sono giunte in numero uguale sia da cittadini italiani che d'origine straniera.
I mediatori civici, che sono a disposizione ad Arzignano 24 ore su 24, operano per risolvere i conflitti, ascoltando e raccogliendo informazioni. «Il gruppo è formato da 15 mediatori professionisti e 17 non professionisti - spiega Fumagalli -. Abbiamo anche alcuni cittadini volontari che si sono resi disponibili a dare una mano».
Segno che il progetto piace e sta trovando una positiva risposta sul territorio. Non solo su quello di Arzignano, nel quale tuttavia si è svolto il 95% degli interventi, ma anche a Montecchio, Chiampo, Montorso, S. Pietro Mussolino ed Altissimo, gli altri comuni interessati dal progetto.
Positivo è stato anche l'atteggiamento della cittadinanza: «Abbiamo riscontrato curiosità, ma nessuna ostilità - racconta Fumagalli - la gente ci chiede chi siamo, cosa facciamo. Fondamentale, per la nostra attività, è stato lo stretto rapporto e la collaborazione instaurata con le associazioni. Del resto, creare "reti" è uno degli obiettivi che ci siamo posti e la forza della mediazione è quella di aver fatto da collante tra situazioni che prima erano più slegate. Molto importante è anche la collaborazione con la polizia locale».
La task force di mediazione, oltre ad aver partecipato a varie iniziative ha organizzato le due edizioni di "Viviamo Arzignano", durante le quali i cittadini sono stati invitati a pulire il territorio. «Ora ci piacerebbe sperimentare l'attività di mediazione anche nelle aziende o nell'ospedale», conclude Fumagalli.


Arzignano e Montecchio. Classe al 90% straniera

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Antonella Fadda Erica Freato



Primo giorno di scuola all'asilo Piaget di Alte, dove la maggioranza dei bambini iscritti, oltre il 60%, non è italiana . E soprattutto debutto per una classe, ad orario solo "antimeridiano", dove oltre il 90% dei bimbi sono stranieri. Una classe da "primato" regionale, se non addirittura nazionale - 23 alunni figli di immigrati e 2 italiani - frutto dell'alta percentuale di migranti residenti ad Alte, ma anche della scelta di molte famiglie straniere di portare a casa i figli a pranzo. Genitori che ieri mattina hanno accompagnato i figli all'asilo, soffermadosi a discutere di integrazione, raggiungibile solo con una più equa suddivisione dei bimbi extracomunitari.
«È un danno per tutti una classe con una percentuale straniera così alta - afferma Abdul Salam - I nostri bambini devono imparare l'italiano il prima possibile, interagire con i coetanei italiani e stranieri». «Mio figlio - prosegue - ha 4 anni e grazie alle maestre e ai compagni ha imparato l'italiano in pochissimo tempo».
Altri genitori, invece, sottolineano che la scuola d'infanzia di piazzale Collodi debba essere conosciuta non per l'alta percentuale di stranieri ma per i programmi didattici all'avanguardia e gli insegnanti. «Pur vivendo a Montecchio ho deciso che mia figlia frequenti quest'asilo ad Alte - spiega Sabrina Dal Porto - proprio per la qualità che offre. Basta parlare solo della concentrazione di stranieri». E per quanto riguarda la multiculturalità delle classi la mamma osserva: «È una ricchezza per i nostri figli, in questo modo sviluppano un'apertura mentale. I bambini stranieri sono una risorsa non un peso».
Della stessa opinione un'altra madre, Annalisa Vantin: «Non so come le maestre, pur preparate a questa situazione, potranno affrontare l'anno scolastico. Occorre aiutarle in maniera concreta». Vantin, inoltre, affronta un altro argomento: «Qui si parla solo della presenza straniera e troppo poco dei programmi educativi della scuola, ed è un vero peccato. Il Piaget prepara benissimo i bambini alle scuole dell'obbligo. Gli italiani non hanno motivo di scappare».
«I bambini imparano l'italiano giocando fra di loro - puntualizza una mamma straniera - È sbagliato costituire classi a maggioranza straniera».
Cielo grigio e pioggia insistente non hanno smorzato l'emozione degli alunni arzignanesi ieri al ritorno sui banchi di scuola. La prima campanella dell'anno scolastico è stata accolta con entusiasmo dai piccoli che quest'anno frequentano la prima classe.
«I genitori hanno accompagnato i bambini muniti di macchine fotografiche - racconta la dirigente scolastica del 2° circolo didattico di Arzignano, Alessandra Barbaresi - per il classico reportage del primo giorno di scuola». Proprio con questi genitori, nei giorni scorsi, si sono svolti degli incontri organizzati dalla scuola con lo scopo di presentare loro la novità introdotta quest'anno dell'insegnante unico che.
Tra foto-ricordo, presentazioni e saluti dopo la pausa estiva, l'inizio è stato sereno e senza novità; né per quanto riguarda la percentuale di alunni stranieri che al 2° circolo, come per gli anni precedenti, si attesta in media intorno al 20 per cento, né per quanto riguarda il tema scottante dell'influenza suina. «Siamo in attesa di disposizioni dal Ministero - spiega Barbaresi - Comunque, quando abbiamo incontrato i genitori degli alunni di prima abbiamo chiesto loro di informare la scuola qualora i bambini contraessero una malattia». Le lezioni sono partite senza intoppi anche al 1° circolo didattico dove la direzione è stata assunta da Goretta Calearo che ha preso il posto di Silvano Ceresato, ora in pensione.
«È stato un primo giorno di scuola tranquillo - racconta Calearo - Sono andata in tutti i plessi del circolo per salutare alunni e insegnanti. La situazione è ancora fluida e ci sono alunni che stanno arrivando anche in questi giorni».
«Non sono ancora disponibili i dati precisi e definitivi sulle percentuali degli alunni stranieri presenti nelle scuole - commenta l'assessore all'istruzione Alessia Bevilacqua - L'amministrazione precedente ha previsto un piano per distribuirli in maniera omogenea ma scuola e comune si sono trovati a gestire spostamenti e situazioni dell'ultimo momento». Nessuna dichiarazione, infine, da parte della dirigente scolastica della scuola secondaria di primo grado "Giuriolo", Donata Albiero, che fa comunque sapere che «Tutto è andato bene».

Montecchio.
Bimbi al nido
ma stavolta
in famiglia

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Antonella Fadda



Dalla prossima settimana è in arrivo a Montecchio il "nido in famiglia".
Si tratta di un progetto sperimentale, promosso dalla Regione Veneto, a cui la cooperativa sociale castellana "Piano Infinito" ha deciso di aderire approntando un appartamento in città dove sarà ospitato un piccolo gruppo di massimo sei bambini, con un'età compresa fra 0 e 3 anni, per i quali verrà ricreato un ambiente familiare, come se si trovassero ad essere accuditi nella loro stessa casa.
«Abbiamo deciso di iniziare questa nuova avventura - spiega la responsabile del progetto, Cristina Benetti - perché facendo uno studio sul territorio, riguardante la disponibilità di posti per bambini di questa fascia d'età, è risultato una copertura, fra nidi e baby parking, di solo il 18% contro il 30% previsti».
Quello di Montecchio sarà il primo nido, ad accogliere i piccoli da 0 a 3 anni, ad essere aperto in zona. Ed anche il primo retto da una cooperativa sociale. Ad oggi ne esistono due a Vicenza, seguiti dal Comune berico; uno a Bassano ed un altro a Sandrigo, realtà però gestite da privati.
I bambini, seguendo le linee del progetto regionale, potranno passare le loro giornate "in famiglia", mentre i genitori sono a lavoro, in un luogo protetto, seguiti da un'educatrice preparata per tale ruolo, che in diversi momenti della giornata sarà supportata da altre persone della cooperativa.
«L'iniziativa non darà a noi un vantaggio economico - precisa Giuseppe Strano, presidente della cooperativa "Piano Infinito" - ma si propone di dare una prima risposta alle necessità del territorio, considerato che i nidi comunali sono pochi e la richiesta è alta». La retta mensile rispecchierà quella degli altri nidi castellani ma in questa fase sperimentale, in presenza di specifiche condizioni, sarà possibile fruire del cosiddetto "buono famiglia" in base a disposizioni di un decreto regionale.
«Sarà nostra intenzione nel futuro utilizzare l'appartamento - prosegue il presidente - anche per attività o iniziative corollario rivolte alle famiglie, con la collaborazione speriamo dell'amministrazione comunale».
A questo scopo, la cooperativa avrebbe già chiesto dei contributi economici per il nido in famiglia alla giunta castellana di Milena Cecchetto, una volta che il sostegno della Regione, a fine anno, venisse meno. Richiesta che, a quanto sembra, sarebbe per ora stata respinta da Montecchio, il quale ha preferito dare la precedenza ad altri progetti in campo sociale già programmati.
Ad oggi, come spiega Benetti, sono diverse le famiglie castellane intenzionate ad iscrivere i figli o che hanno già preso contatto con la cooperativa. «Anche l'orario verrà deciso a seconda delle necessità lavorative dei nuclei familiari - osserva -. Sarà tutto organizzato per trasformare il bisogno dei genitori in occasione educativa».

Montecchio. Pedemontana, sos Ghisa «Che ne sarà delle case?»

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Antonella Fadda



A quattro mesi dall'ipotizzato inizio dei lavori per la costruzione della superstrada Pedemontana Veneta una spada di Damocle pende sulle teste dei residenti della zona Ghisa di Montecchio. L'ipotesi di tracciato avrà, infatti, un devastante impatto sia su una parte di territorio agricolo a ridosso del torrente Poscola, sia in zona residenziale Ghisa dove si prevede addirittura l'abbattimento di alcune abitazioni.
Ed è quest'ipotesi a preoccupare i residenti. «Vorremmo conoscere il nostro destino - spiega Gianni Piana - ne abbiamo tutti i diritti. Si tratta delle nostre case e dei nostri terreni». Chi, invece, secondo il progetto avrà addirittura l'abitazione abbattuta, per far posto all'ingresso di una galleria, è Federico Faedo: «Oltre ad avere la casa demolita, una parte dei miei terreni agricoli verrà espropriata».
Gli abitanti della Ghisa, inoltre, spiegano che un'altra ipotesi di tracciato avrebbe previsto il passaggio sotto il monte sul quale si trova la frazione di Santissima Trinità, progetto successivamente scartato per i costi eccessivi.
«Eppure - afferma Gianluigi Borghero - sarebbe stato l'ideale». Anche l'idea del passaggio in galleria sotto il torrente appare, ai residenti, problematica: «Questo corso d'acqua - prosegue Borghero - esonda spesso in inverno. Si prospetterebbero quindi problemi idraulici».
Anche il neo consigliere regionale, Claudio Meggiolaro, non nasconde la propria preoccupazione: «La superstrada fagociterà la variante alla strada provinciale 246 e l'impatto non sarà indifferente per il traffico della città; tanto che si parla di complanari da realizzare a lato della variante, che oggi permette di scaricare molto traffico altrimenti destinato ad attraversare l'abitato». «Complanari - prosegue - che dev'essere garantito, devono essere realizzate nei modi giusti e disponibili contemporaneamente con l'apertura della Pedemontana».
Altra osservazione di Meggiolaro riguarda la questione dell' ospedale unico: «È impensabile - dice - che a ridosso di una nuova grande struttura sanitaria possa passare una grande arteria. Occorrerà che vi sia una distanza accettabile tra superstrada e ospedale».
Sia consigliere regionale che residenti, infine, rivolgono un appello al commissario straordinario Silvano Vernizzi e ai progettisti per confrontarsi in un tavolo di lavoro con i comuni della Valle dell'Agno, interessati dall'opera, per giungere ad un tracciato condiviso.

Addio alla "Ceccato"
E così Alte cambia volto

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Erica Freato



Alte dice addio alla "Ceccato" e si prepara a cambiare volto. I lavori di demolizione della fabbrica, emblema del quartiere castellano, rappresentano il sipario su un'epoca iniziata negli anni Trenta, quando Pietro Ceccato fondò l'industria attorno a cui si sviluppò l'abitato di Alte; una trasformazione che si concluderà con l'attuazione del programma integrato di riqualificazione urbanistica dell'area, approvato dalla Regione nel 2007.
Oggi cumuli di terra e macerie occupano lo spazio in cui tanti residenti hanno lavorato, contribuendo al passaggio di Alte da zona agricola ad industriale. Del vecchio stabilimento è rimasta in piedi solo la storica facciata. E il profilo del popoloso quartiere, improvvisamente, è cambiato.
Dalla "Ceccato" aveva preso vita l'attività produttiva, ma anche la fisionomia della frazione: intorno alla fabbrica sorsero case, negozi e poi altre industrie. Adesso di quel nucleo (l'azienda si è spostata in via Selva Maiolo) non c'è quasi più traccia.
«Inizialmente ho provato un senso di tristezza davanti a quelle macerie che hanno fatto la storia di Alte: quei "sassi" sono legati alla trasformazione del paese e hanno dato benessere e fiducia – commenta Nevio Zanni, consigliere provinciale e storico di Montecchio -. Ma poi ho sentito anche speranza e fiducia: mi auguro che da quelle macerie possa nascere un nuovo cuore pulsante e che il piano previsto per la trasformazione di quest'area dia nuova linfa e diventi una "nuova Ceccato"».
Anche Francesco Festival, autore di diversi libri su Alte, esprime ottimismo e auspica una "rinascita" di Alte: «Purchè si operi in maniera razionale, seguendo del resto quello che è sempre stato lo stile della "Ceccato". Il piano previsto ha un'impostazione valida ed encomiabile sotto molti punti di vista».
Per Remo Schiavo, memoria storico-artistica della città, la demolizione non rappresenta comunque una perdita in campo artistico: «Non c'era nulla d'importante. Il valore di quello stabilimento era solo sentimentale». E aggiunge: «La "Ceccato" è stata una grande risorsa economica per il paese. Lavorarci è sempre stato un vanto per i castellani. All'inizio, dal punto di vista architettonico, lo stabile era modesto ma si trovava nel punto giusto». Lo storico ricorda i tre bassi archi che caratterizzavano l'ingresso della fabbrica, dove oggi c'è la facciata. Successivamente l'edificio acquistò maggiore importanza e dignità. «I montecchiani ammiravano particolarmente l'ingresso, con le grandi vetrate e una scala che pareva sorreggersi da sola. Nell'area verso Lonigo c'era una parte della fabbrica con una sala che ospitò addirittura il primo cinema di Alte ma anche le feste di carnevale di allora».


Erica Freato

Montecchio. 
Temporale e rissa rovinano la Notte bianca

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Antonella Fadda



Maltempo e botte da orbi rovinano la prima Notte bianca targata Cecchetto. Era tutto pronto, sabato sera: palchi per la musica e stand enogastronomici per una lunga notte all'insegna dell'allegria e della musica. E mentre i primi castellani uscivano di casa per cenare nei chioschi allestiti per accogliere i numerosi visitatori, poco dopo le 20, si è abbattuto in tutta la città un violento temporale, durato per oltre mezz'ora, che ha scatenato un fuggi fuggi generale e provocato danni di lieve entità alle varie strutture.
Proprio la furia del temporale ha impedito che i concerti organizzati dall'amministrazione comunale nei viali Ceccato e Stazione e nelle piazze Carli e Fraccon, per motivi di sicurezza, potessero aver luogo.
Le pattuglie del consorzio di polizia locale "Dei Castelli" sono dovute intervenire in diversi punti del territorio per lo spostamento di alcuni rami caduti sulle strade, mentre una squadra della Protezione Civile ha dovuto riequilibrare un semaforo aereo in via Tecchio piegato dalla furia del vento.
Passato il fortunale molti commercianti di Alte hanno deciso di riaprire gli stand e nel giro di poco le vie si sono rianimate. Italiani e stranieri, per una volta insieme, o a ballare senza differenza di colore o nazionalità.
A movimentare in maniera negativa la serata, però, ci hanno pensato alcuni extracomunitari, molto probabilmente in preda ai fumi dell'alcool. Alle 20.45 i vigili castellani sono dovuti intervenire per sedare una rissa, scoppiata fra stranieri, in via Nogara, accanto al kebab; mentre dopo la mezzanotte in una strada laterale di viale Stazione, via Galilei, alcuni africani hanno aggredito dei bangladesi, colpendone due con oggetti contundenti, probabilmente bottiglie. E mentre i malcapitati si recavano al pronto soccorso per ricevere le prime cure, sono giunte due pattuglie di carabinieri.
Nel tempo in cui i militari raccoglievano le testimonianze di chi ha assistito all'episodio, i presunti colpevoli si davano alla fuga nelle vie laterali, prima a bordo di un' auto poi a piedi, inseguiti dai carabinieri e da alcuni bangladesi pronti a fermare i fuggitivi.
La serata è finita verso l'una, quando un nuovo scroscio violento di pioggia ha obbligato i negozianti ad issare bandiera bianca, stavolta definitivamente.

Antonella Fadda

Montecchio. Un museo all'aperto nell'area Monte Nero

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Antonella Fadda



Monte Nero museo all'aperto e meta del turismo eco-compatibile e naturalistico. È questa l'intenzione del Comune a proposito del colle che sovrasta Montecchio, ritenuto un'oasi naturale da tutelare e conservare, allo scopo di creare una sorta di museo accessibile ai visitatori ma soprattutto alle scolaresche. Già da settembre lungo i sentieri, in aree ritenute più interessanti da un punto di vista storico, naturalistico e mineralogico verranno installati dei pannelli informativi.
«È in corso di pubblicazione anche una piccola opera di uno specialista del settore - spiega l'assessore alla cultura, Claudio Beschin - il prof. Giuseppe Busnardo, che presenta tutte le particolarità del Monte e che si accompagnerà ai vari pannelli». Grande attenzione sarà data al coinvolgimento e alle visite delle scuole, ma non solo. «Creeemo un pacchetto turistico - prosegue Beschin - dove appassionati e visitatori avranno la possibilità di visitare il colle, ammirare le sue bellezze naturali ma anche conoscerne la storia».
Un patrimonio da tutelare in toto, quindi, e per il quale l'Amministrazione si è attivata nei mesi scorsi contro l'inquinamento dell'area da parte delle erbe infestanti, come il gelso giapponese e la robinia americana, mediante un intervento sperimentale di riqualificazione per contenerne l'invasione, che è stato curato da Veneto Agricoltura.
«Il Monte Nero costituisce una realtà estremamente significativa in quanto vera e propria isola di biodiversità - osserva l'assessore all'ambiente, Gianfranco Trapula -. L'aspetto brullo dell'area cela una flora estremamente interessante e particolare, un paesaggio vegetale formato da comunità pioniere e prative». Secondo l'assessore il problema principale, però, riguarda proprio la salvaguardia di tali specie, «che sarà resa possibile solo mediante l'arresto dei processi di incespugliamento che porterebbero alla scomparsa di questo ambiente così insolito e particolare». Le specie preservate, infatti, risultano particolari non tanto da un punto di vista quantitativo bensì per la composizione delle stesse e per la ricchezza di varietà poco comuni o addirittura uniche. «Esiste un sentiero - dice Trapula - che dal Monte Nero porta direttamente al castello di Giulietta e quindi alle Priare; con questo progetto si amplierebbe anche l'interesse turistico». Il Monte Nero è noto anche per i suoi tesori mineralogici. «La località è stata resa famosa dagli studi compiuti da mineralogisti già dalla seconda metà del Settecento - conclude Beschin - Sono stati trovati cristalli e zeoliti, rinomati per la loro purezza, dei quali il museo Zannato conserva un'importante collezione».

Antonella Fadda

Valle del Chiampo. Sentieri nuovi Il Cai rifà tutti i cartelli

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Daniele Concato



Le nevicate, abbondanti e continue, che hanno caratterizzato l'autunno e inverno hanno quasi distrutto il tracciato dei 21 sentieri dell'Alta Valle del Chiampo, affidati alla sezione arzignanese del Club alpino italiano.
Quando, scioltasi anche l'ultima neve di primavera, i responsabili della sezione hanno compiuto vari sopralluoghi lungo i 45 chilometri in adozione, hanno trovato una situazione molto precaria: lunghi tratti scomparsi a causa di frane e slavine, segnaletica distrutta, alberi caduti, vegetazione infestante alta un metro che rendeva i sentieri pericolosi. Con impegno e pazienza, però, sentieri e segnaletica sono stati ripristinati in maniera egregia.
«Già da qualche lustro, la manutenzione si è fatta molto impegnativa perché, col progressivo abbandono della montagna da parte dei residenti, che utilizzavano i sentieri per raggiungere malghe e contrade, il bosco avanza e cancella i tracciati - spiegano il presidente Celestino Groppo ed il responsabile dei sentieri Luciano Dal Toè -. Ma i danni causati dalla neve e dalla pioggia dell'ultima stagione invernale sono stati molto rilevanti: non ci eravamo mai trovati ad affrontare una situazione del genere».
Proprio alla vigilia di Ferragosto, quando è stata completata la manutenzione del 21° ed ultimo sentiero, il "214" che da Campodalbero sale al Passo della Porta, il Club alpino ha preparato un bel regalo per i soci, gli appassionati di montagna e gli escursionisti, restituendo loro i sentieri completamente sistemati. Troveranno a guidarli, infatti, una segnaletica, cartelli – ora a sfondo bianco - e segnali sulle rocce, quasi interamente rifatta secondo le recenti normative in merito.
Nelle ultime settimane, i trenta soci del Cai che tempo fa hanno aderito alla campagna "Adotta un sentiero", scegliendone uno e diventandone "angeli custodi", si sono prodigati dedicando gratuitamente a questa missione quasi tutto il loro tempo libero. «È stato un impegno che ha fatto lavorar sodo le nostre squadre ma il risultato raggiunto e gli apprezzamenti ricevuti ci ripagano della fatica - proseguono Groppo e Dal Toè -. Ringraziamo quanti hanno collaborato e ci hanno sostenuto economicamente: i responsabili, i tecnici ed il personale di Veneto Agricoltura e della Comunità Montana Agno Chiampo, la squadra di Protezione Civile Ana Valchiampo, gli amici del Cai veronese di Tregnano ed i volontari delle associazioni locali. Ci aspettiamo ora un utilizzo educato e responsabile di questi sentieri che non sono fatti per essere assaliti da mountain bike, moto e cavalli, il cui passaggio rovina i percorsi e spaventa la fauna, ma per camminate ed escursioni a piedi, naturalmente con vestiario ed attrezzatura adeguati».

Montebello. Pensionato spara ai gatti che fanno pipì nel suo orto

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Matteo Guarda



Sparava ai gatti dei vicini perché gli animali andavano a fare i loro bisogni nel suo orto, e questa era una cosa che lo faceva arrabbiare molto.
Forse complici il caldo e uno stato di esasperazione e disagio che durava da tempo, è stata questa l'incredibile motivazione con la quale l'altro giorno un uomo residente in centro a Montebello si era messo, armato di carabina ad aria compressa, a sparare contro i gatti del vicinato. D.N., queste le iniziali del pensionato di 65 anni, residente in vicolo Adige nell'elegante quartiere di villette nella zone dell'argine del Guà, che è stato sorpreso in flagranza dai carabinieri, che lo hanno denunciato a piede libero.
[FIRMA]L'EPISODIO. L'episodio è avvenuto il giorno di ferragosto quando alcune persone hanno telefonato ai carabinieri di Montebello segnalando di aver sentito esplodere dei colpi e di aver visto che un uomo stava tirando ai gatti di passaggio.
ARIA COMPRESSA. Per quanto colpi non da arma da fuoco, perché sparati da un fucile ad aria compressa, nel clima arroventato di uno dei pomeriggi estivi più torridi, si sono uditi a lunga distanza ed avevano attirato l'attenzione anche degli stessi militari dell'Arma che hanno sede in un'ala del centro sociale di piazzale Cenzi, a pochi isolati dal luogo dello svolgimento dei fatti. Gli uomini del maresciallo Paolo Poiesi, comandante della stazione di Montebello, si sono recati nella zona segnalata, e hanno sorpreso in flagrante il pensionato, che con una carabina calibro 4,5 mm, regolarmente detenuta, come se nulla fosse premeva il grilletto contro i gatti che gli passavano a tiro. L'uomo, che è stato subito accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso, si è giustificato col fatto di essere stanco che gli animali dei vicini andassero nel suo orto per fare i loro bisogni rovinandogli gli ortaggi che coltivava, e di aver deciso di risolvere la cosa mettendo mano alla carabina per dare una lezione ai felini che avevano scelto il suo orto. E pare che la questione con i gatti andasse avanti da un pezzo. Da quanto riferito dai residenti nella zona ai carabinieri, infatti, sembra che già in passato colpi di carabina ad aria compressa fossero stati sentiti nella zona. Alla fine l'uomo è stato denunciato con il capo di imputazione di ferimento di animali, mentre la carabina gli è stata sequestrata come corpo di reato.
ALTERNATIVE. «Dev'essere stato proprio il caldo – hanno commentano alcuni abitanti del centro – o magari il fatto che di dover stare a casa senza alternative in una giornata in cui sono state tante le persone che hanno passato le vacanze al mare, al lago o in montagna in compagnia di amici o parenti, che non ha avuto null'altro di meglio da fare che prendersela mirando contro gatti indifesi come passatempo». «Se venissimo a sapere che qualcuno fa queste cose ai nostri gatti o a quelli dei nostri figli sapremmo noi in che modo ringraziare chi lo fa».


Sovizzo. Poste, cent'anni di lettere e timbri

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Gianmaria Pitton



Il 9 marzo del 1908 il Comune di Sovizzo destinò ben 50 lire all'"istituendo Ufficio postale". Poche settimane dopo, in maggio, ci ripensò e aumentò la cifra a 100 lire. Soldi che andavano al "procaccia", una sorta di procuratore - di cui non si specifica il nome - che doveva favorire appunto la tanto attesa apertura dell'ufficio postale. Non una tangente, si badi bene, perché c'è tanto di atto pubblico. Solo che cent'anni fa le cose andavano così. E andarono bene, nel caso di Sovizzo, perché il 1° agosto 1909 venne finalmente aperto l'ufficio, ospitato in alcune stanze della filanda Cappellazzi.
Il secolo di vita delle Poste sovizzesi viene celebrato in una mostra, aperta fino a domenica nella sala consiliare di Sovizzo, allestita per volontà della Pro loco con il contributo dell'Amministrazione comunale. Il lavoro di ricerca e di allestimento è opera di Fiorello Andriolo, antiquario, storico e soprattutto appassionato di cose sovizzesi. I documenti originali, editti, libri, cartoline e lettere, sono riprodotti in grandi pannelli disposti in un percorso storico-didattico.
«Ho pensato a tre sezioni - spiega Andriolo - la prima è di archeologia postale, vi viene evidenziato come alla fine dell'Ottocento Sovizzo dovesse far riferimento alla collettoria, cioè l'ufficio postale periferico, di Gambugliano. Ne troviamo traccia nei timbri sulle lettere di allora, i cui fogli venivano ripiegati su se stessi, perché non si usavano buste». Gambugliano è evidenziato nella rarissima "carta postale", edita nel 1887 da Lampertico, che raffigura le posizioni degli uffici in tutta la provincia.
La seconda sezione riguarda l'attività dell'ufficio sovizzese, aperto appunto il 1° agosto 1909, prima nella filanda, poi nell'ex municipio in via S. Michele, ricavato in una chiesa sconsacrata. La lunga serie di cartoline del paese, riprodotte sui pannelli, testimonia con rara efficacia i cambiamenti avvenuti nei decenni nel paesaggio urbano, tra ville immerse nella campagna e ora attorniate da case, cappelle misteriosamente scomparse, edifici abbattuti e ricostruiti. Infine, terza sezione, alcune lettere dal fronte, quando il funzionamento della Posta era essenziale per garantire i contatti con i parenti lontani.
Corredano la mostra (aperta dalle 15 alle 19, domani e domenica anche 9-12) due bici e una Lambretta da postini dei tempi eroici.

Montecchio. Porte aperte Ferragosto Gite tra castelli e priare

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Cinzia Ceriani



Montecchio ad agosto non va in vacanza. Chi rimane nella cittadina castellana, infatti, non ha il tempo di annoiarsi, in quanto attività e idee per affrontare le lunghe e calde ore estive non mancheranno. Tutti, giovani e meno giovani, chi ama il divertimento e chi la tranquillità, potranno scegliere come passare al meglio le proprie giornate e serate di vacanza, anche grazie alle iniziative che si svolgono in centro, come Montecchio Blues maggiore.
PRIARE. Per chi vorrà trascorrere qualche ora immerso nella natura e concedersi un po' di fresco la Pro Loco di Alte garantisce l'apertura del complesso ipogeo delle Priare, ai piedi del Castello di Bellaguardia, tutte le domeniche dalle 15 alle 17. In settimana, invece, le comitive di 10 o 15 persone verranno accolte con una visita guidata dalle 10 del mattino alle 15.
CASTELLI. In alternativa, o in aggiunta alla visita in occasione di una gita domenicale, sarà possibile visitare il Castello di Romeo, aperto dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Sempre al castello di Romeo, prosegue per tutto il mese la rassegna di incontri di Opera Estate Festival, con le ultime novità cinematografiche e appuntamenti con spettacoli di danza, musica e di teatro, a partire dalle 21 e 30.
PISCINA. Per gli amanti della tintarella e dei bagni in piscina, gli orari della struttura rimarranno invariati e si potrà accedere all'impianto natatorio ogni giorno dalle 9 alle 19. Nel corso del mese, inoltre, verrà organizzato, ancora in date da definire, un corso di nuoto rivolto specificatamente ai bambini.
BIBLIOTECA. Nemmeno la biblioteca andrà in vacanza: per rilassarsi in piscina o in giardino con una buona lettura o gustarsi sul divano in compagnia un film a noleggio, la civica sarà a disposizione, con i consueti orari di apertura e chiusura: il lunedì dalle 14 e 30 alle 19; dal martedì al venerdì dalle 9 e 30 alle 12 e 30 e dalle 14 e 30 alle 19, il sabato dalle 9,30 alle 14,30, ogni giorno per tutto il mese di agosto.
MUSEO ZANNATO. Aperto persino il giorno di Ferragosto rimarrà invece il Museo civico Zannato: dalle 9 alle 12 e 30 e dalle 15 alle 18 e 30 dal lunedì al sabato, la domenica dalle 9 e 30 alle 12 e 30.
CENTRO ANZIANI. Anche il Centro diurno per anziani in piazzale Don Milani, dalle 10 alle 12 e dalle 14 e 30 alle 18 e 30, o quello situato in via Murialdo, dalle 10 e 30 alle 12 e dalle 14 alle 18, rimarranno aperti per tutto il mese di agosto e continueranno a proporre partite a scacchi, a carte e a bocce.
Inoltre, per i tesserati, è stato organizzato un soggiorno di quindici giorni nella nota spiaggia di Rimini.

Montecchio. La Notte bianca si sdoppia grazie ai fondi dello sport

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Antonella Fadda



Le notti bianche di Montecchio si faranno, paga lo sport. I fondi necessari per la manifestazione clou dell'estate castellana sono stati "travasati" dal bilancio sportivo.
L'amministrazione di Milena Cecchetto si è trovata in difficoltà quando, un mese fa, si è insediata: «Non c'era assolutamente niente di preparato – spiega l'assessore al commercio, Gianluca Peripoli – né tantomeno fondi per organizzare la notte bianca».
Una brutta sorpresa per l'assessore che nel giro di poco ha dovuto mettersi al lavoro per allestire la kermesse e, soprattutto, reperire le risorse necessarie a coprire l'evento.
Peripoli non sa dare una spiegazione a questa mancanza se non che la precedente amministrazione per quest'anno non avesse altri propositi: «A giudicare dallo stato della "cassa" del settore commercio – prosegue –, tutto fa pensare che l' amministrazione che ci ha preceduto non avesse in progetto di organizzare le Notti Bianche e quindi avesse intenzione di far saltare l'edizione 2009».
Di qui la necessità di esaminare il bilancio in generale per trovare gli oltre 17 mila euro necessari per l'evento: «Il denaro è stato ricavato dai fondi destinati allo sport – dice Peripoli – ed in particolare dal risparmio sull'organizzazione del Trofeo Delle Regioni, che quest'anno verrà ridimensionato».
Un passaggio che non ha creato polemiche all'interno della giunta poichè a Peripoli è stato affidato il referato sia dello sport che del commercio, ed ha passato il denaro da un "portafoglio" all'altro.
Intanto, nei giorni scorsi i referenti di commercio, cultura e spettacoli, Gianluca Peripoli, Claudio Beschin e Leonardo Peotta hanno incontrato le associazioni di categoria, Ascom e Confesercenti, ed anche i commercianti di Alte e Montecchio per definire i dettagli delle due serate.
«Vista la particolare conformazione del paese – ha detto Peripoli durante la riunioni – abbiamo pensato di raddoppiare la kermesse coinvolgendo il nord ed il sud della città». Il 29 agosto, quindi le zone di Alte che saranno coinvolte sono: piazza San Paolo con via Volta ed i viali Ceccato e Stazione, ed anche le piazze Carli e Fraccon; il 6 settembre, invece, sarà la volta di Montecchio con piazza Duomo, e le vie Marconi, Lorenzoni, De Gasperi, largo Boschetti, corte delle Filande e viale Matteotti con piazzetta Garibaldi: «Tutto con un unico slogan – ha affermato l'assessore – dalle 20 all'alba».
«Non era stato organizzato niente perché non volevamo vincolare chi, eventualmente sarebbe venuto dopo di noi» replica intanto l'ex assessore agli spettacoli, Lucia Meggiolaro. «La giunta precedente aveva deciso di non creare alcuna delibera a proposito della kermesse poichè in caso di cambio di amministrazione quella nuova non si sentisse obbligata a proseguire ciò che noi avevamo programmato».
Riguardo la mancanza di fondi per la manifestazione l'ex assessore, inoltre, ammette che gli stanziamenti non erano ancora stati destinati ma precisa: «Molte risorse sono state dirottate sul fondo sociale per le famiglie in difficoltà, ma c'era l'accordo di fare una variazione di bilancio per una Notte Bianca in toni minori».
Riguardo la mancanza di copertura finanziaria sulle serate blues Tullio Cortivo, organizzatore dell'evento nella passata amministrazione, spiega che alla fine, qualcosa in cassa avrebbe dovuto esserci: «Il denaro c'era, mancava solo la delibera», mentre Pierangelo Carretta, ex consigliere delegato al commercio, puntualizza: «La notte Bianca ha sempre fatto parte del settore manifestazioni e l'assessorato al commercio ha dato la sua "quota" finanziaria partecipativa come gli altri ambiti interessati dall'evento».

Distretto Ulss nel caos, colpa delle vacanze

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Cinzia Ceriani



Quasi quaranta minuti di attesa e una fila interminabile di persone ogni mattina. A volte la giornata al distretto sanitario dell'Ulss 5 in via Kennedy, ma anche negli altri dell'Ulss Ovest Vicentino, è un vero incubo. Il motivo sta nel fatto che, in questo periodo di vacanze, oltretutto con congedi di maternità e prepensionamenti, il personale scarseggia, e si fa fatica a sostituirlo: ogni giorno i pochi dipendenti che lavorano nei tre distretti di Montecchio, Arzignano e Chiampo, quattro persone in tutto, si devono dare il cambio per garantire l'apertura delle tre sedi e il giusto servizio all'utenza.
«La mancanza di personale è un problema esteso a tutta l'Ulss vicentina - commenta Claudio Scambi, segretario provinciale di UIL-FPL e sindacalista per il pubblico impiego per la sanità - abbiamo mandato nei mesi scorsi diversi solleciti ai responsabili dei distretti dell'Ulss per verificare la situazione del personale ed effettivamente è difficile, perchè si basa su un equilibrio piuttosto precario.
Non nego che ci sono situazione di difficoltà come quella riscontrata ad Arzignano o a Castelgomberto dove, ad esempio, c'è un solo addetto, ma la mobilità del personale da un distretto all'altro è normale, specialmente nel periodo estivo. Il problema sta nel fatto che ci sono delle carenze strutturali, che la programmazione del lavoro non è eccelsa, e che a volte non vi è un'unità lavorativa fissa,
So, comunque, che qualcosa si sta già muovendo."
E infatti a muoversi per risolvere il problema, velocizzare l'assistenza all'utenza e portare così una boccata d'ossigeno al lavoro del personale impegnato al distretto non solo di Arzignano ma anche a tutti gli altri che fanno capo all'Ulss 5 Ovest Vicentino, ci ha pensato il direttore generale Renzo Alessi, con l'assunzione di un responsabile per i distretti che inizierà a lavorare a tempo pieno proprio in questi giorni.
«Il nuovo responsabile ha già iniziato destreggiarsi fra i vari distretti della nostra Ulss, si sta ambientando e organizzando il lavoro, ed entrerà a pieno regime lavorativo a partire dall'inizio di agosto - spiega il direttore generale - si tratta di una soluzione al problema della mancanza di personale che speriamo funzioni, dia i risultati che ci attendiamo e che possa stabilizzare la situazione».
«Quello estivo è un periodo particolarmente delicato - prosegue Alessi - e non possiamo certo proibire alle persone di andare in ferie, in maternità o in pensione. È anche vero, però, che nei mesi estivi diminuisce l'attività lavorativa, sia negli uffici e nei distretti sia negli ospedali; mentre nei reparti ospedalieri si riesce a dare il giro di personale e operare un accorpamento dei reparti, una manovra interna che l'ospedale applica da anni in quanto sarebbe uno spreco lasciare del personale ospedaliero con le mani in mano i letti vuoti, nei distretti e in altri uffici questo non si può fare. Posso comunque affermare che la situazione è assolutamente nella norma e che da parte nostra è costantemente monitorata».

Montecchio. I commercianti decideranno la Malanotte bis

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Montecchio. Due incontri con i commercianti per l'organizzazione delle due notti bianche di Montecchio. Gli assessori al commercio, Gianluca Peripoli, manifestazioni e cultura, Leonardo Peotta e Claudio Beschin hanno indetto due riunioni, in programma oggi e domani alle 14.30 in sala consiliare, e finalizzate a concordare con gli esercenti le attività da proporre nell'ambito delle due serate di festa.
I due eventi, infatti, sono in programma il 29 agosto e il 5 settembre rispettivamente ad Alte e in Piazza Carli e Fraccon, e poi a Montecchio in zona Duomo e Corso Matteotti, per coprire così le due anime storiche della cittadina castellana.
«Dopo un primo passo per accettare le adesioni dei vari locali e negozi – spiega l'assessore al commercio, Gianluca Peripoli – i due incontri serviranno per fare il punto della situazione, per spiegare, cioè, quali attrazioni saranno organizzate dal Comune e definire quelle private».
Come sottolinea l'assessore le riunioni avranno anche lo scopo di chiarire quante e quali saranno le dotazioni messe a disposizione dall'amministrazione castellana: «Dovremo decidere se alcune strutture, come i palchi o altre attrezzature – prosegue -, saranno fornite da noi o daremo ausilii per l'energia elettrica o le autorizzazioni della Siae».
Quel che è certo, comunque, che l'amministrazione Cecchetto ha voluto fin da subito dare un'impronta propria ad uno degli eventi clou dell'estate castellana proponendo la novità della doppia serata, a distanza di una settimana l'una dall'altra, ed organizzandola nei due cuori pulsanti di Alte e Montecchio, una scelta che sicuramente accontenterà più cittadini. A.F.

Montecchio. Animali in fattoria contro la disabilità

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Antonella Fadda



Montecchio. Bambini in fattoria e un progetto di ippoterapia e pet therapy per l'Ovest Vicentino. Un'azienda agricola di circa 5 ettari, nel verde della campagna al confine fra Montecchio e Brendola, dove far sviluppare nei bambini la conoscenza e il rispetto della natura, ma anche realizzare uno spazio di didattica per disabili. Un maneggio dove si potrà far svolgere l'ippoterapia e che in futuro sarà aperto anche a scuole e visitatori. L'idea è della fondazione castellana "Famiglia Paolino Massignan - Dopo di noi onlus", in collaborazione con le cooperative per disabili "Piano Infinito e "Cooperativa '81", recentemente approvata all'unanimità dal consiglio comunale di Brendola.
La fondazione, costituita nel 1997 a seguito di una donazione della famiglia Massignan, può già contare sull'ampio terreno, con annessi azienda agricola e fabbricati rurali di circa 800 metri quadri e su una casa famiglia che oggi ospita 10 persone disabili.
«Il progetto della fattoria didattica si integrerà con le opere esistenti - spiega Orfeo Rigon, consigliere della fondazione "Massignan" - e si suddividerà in 5 interventi, fra i quali una minifattoria con uno spazio di 2 mila metri quadri. per i recinti degli asinelli per l'onoterapia adatta a persone con disturbi comportamentali e ragazzi con sindrome di Down, ma anche caprette, conigli, tacchini, oche, anatre, polli e cani con finalità sia didattica sia per la pet-therapy».
Accanto alla fattoria verrà creato un parco didattico con stagno, piante da frutto, un ampio prato con giochi e percorsi guidati, dotato di un'area di sosta per accogliere scolaresche e tutti coloro che vorranno conoscere e integrarsi con gli ospiti della casa famiglia.
«È prevista anche una serra ed un orto per creare nuove opportunità per l'inserimento lavorativo di persone con disabilità - prosegue Rigon - e con l'idea futura di produrre ortaggi da vendere a chilometri zero».
La stalla esistente sarà ristrutturata e trasformata in scuderia per accogliere i cavalli per l'ippoterapia. Verrà realizzata una tensostruttura per poter effettuare le attività al coperto. «L'ippoterapia darà risposta non solo alle necessità dei disabili di Piano Infinito - dice Orfeo Rigon - ma anche di altre cooperative sociali della zona che attualmente, per tale attività, si devono spostare fino in zona Verona est».
Il costo del progetto è di 450 mila euro. Entro tre anni i lavori per la fattoria saranno terminati. «La metà del costo sarà dalla nostra fondazione - conclude Rigon -. Naturalmente speriamo e cerchiamo altri finanziatori».

Festival del Medioevo «Servono gli sponsor»

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Luisa Dissegna



Il Medioevo di Arzignano cerca sponsor. Per salvare e supportare economicamente l'appuntamento biennale con la rievocazione storica al Castello, già nel cartellone di Estate Festival a fine agosto, la neo amministrazione chiama a raccolta aziende e privati.
Ad annunciarlo è l'assessore agli eventi Mattia Pieropan, che ha "ereditato" il programma del festival estivo dalla precedente legislatura, per il quale è già stato preannunciato un restyling nel 2009, con tanto di "buco" finanziario delle due giornate medioevali, previste in città il 29 e 30 agosto alla rocca arzignanese.
Uno spettacolo tradizionale, uno spaccato di vita in un accampamento militare vicentino della Serenissima Repubblica di Venezia del quindicesimo secolo, con contorno di falconeria, sputafuoco, musiche e balli popolari, cena medievale, che richiama in città, ogni due anni, dalle 5 alle 7 mila persone anche dal Triveneto.
«La mancata copertura della manifestazione ci è stata certificata in questi giorni dagli uffici comunali - spiega Pieropan -. Il Medioevo di Arzignano Veneziana è stato progettato ma non finanziato. Servono dai 25 ai 30 mila euro per poter realizzare l'evento, così com'è stato concepito con la collaborazione dell'Associazione storica Città del Grifo». Continua il giovane assessore: «Non ci sono voci a bilancio disponibili da spostare per poter coprire l'intero costo. E non ci è possibile prelevare denaro dal fondo di riserva per non sforare il patto di stabilità».
L'intenzione dell'amministrazione, in piena condivisione con l'Associazione storica Città del Grifo, è di salvaguardare la manifestazione tradizionale anche nei prossimi anni, ma di non scendere a compromessi proponendo quest'estate uno spettacolo a metà; già orfano dei fuochi d'artificio. «Se non troveremo qualcuno interessato a supportarci economicamente, riprenderemo l'evento nel 2010 con le risorse necessarie a bilancio. Una scelta a cui siamo costretti e che non è stata presa a cuor leggero - spiega Mattia Pieropan - non c'è nessuna intenzione di cancellare questa interessante iniziativa dagli eventi culturali e storici». La soluzione dell'amministrazione trova il pieno accordo del gruppo storico arzignanese, protagonista della rievocazione al Castello.
«Ridurre all'osso le spese per proporre ugualmente l'evento al pubblico, significherebbe snaturare l'evento. Di comune accordo con l'amministrazione, puntiamo ad organizzarlo bene il prossimo anno, offrendo al pubblico il meglio che da noi si aspetta» concludono il presidente e vicepresidente Gianfranco De Cao e Flaviano Balestro.

Montecchio. "Control Alte" Al via da domani i nuovi concerti

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Per i giovani di Montecchio è pronto un mese di musica, arte e divertimento. Parte infatti domani sera la manifestazione ConTRol ALTe CoNCerts, arrivata alla quarta edizione.
Dopo il successo di pubblico dell'anno scorso, l'evento si riproporrà con la formula del concorso musicale dedicato a band emergenti. Saranno quattro le serate ospitate in piazza San Paolo ad Alte. Valutati da una giuria di esperti, i dodici gruppi in concorso si contenderanno il premio finale, che consiste in una registrazione di due brani in uno studio professionale.
Non sarà solo una rassegna musicale. La finalità di ConTRoL ALTe CoNCerts è far sì che la piazza sia il luogo di incontro e di aggregazione per i ragazzi. Durante tutta la manifestazione quindi, l'arte trasformerà piazza San Paolo e in un luogo pieno di colore e atmosfera, con dipinti, fotografie, installazioni e videoarte curati da giovani artisti provenienti da tutta la provincia. Uno spazio espositivo sarà inoltre allestito dall'associazione Calimerononesiste per il progetto Abilit'Arte, mentre il circolo culturale Mesa gestirà un punto enogastronomico.
Il programma: domani Wet Mascara, Ego, Weiltgeist; 15 luglio Memory Lost, Signorsulu, PNR; 22 luglio Black Bad Sheep, The Pretty Liver Society, Radicanera; 29 luglio Terzina Moretti, Gain Over, Ultimo Controllo. A.MAS.

Arzignano. Festival in crisi di soldi e Gentilin usa le forbici

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Erica Freato



Calano i tagli sul festival arzignanese che per quest'estate si accontenta di spostare qualche attività nelle frazioni, con l'intento di animare le altre comunità della città, decongestionando il centro. Di certo, la Notte Bianca tornerà ad essere una soltanto dal 2010 e diminuiranno i nomi di richiamo nel cartellone. Mentre ampio spazio sarà riservato alla valorizzazione delle espressioni artistiche locali, soprattutto quelle giovanili. L'amministrazione di Giorgio Gentilin, nel pieno dello svolgimento della tradizionale kermesse, guarda già all'Estate Arzignano Festival che verrà, con un ragguardevole risparmio in bilancio. E qualche critica all'indirizzo del precedente governo.
Qualche modifica del programma, rispetto a quanto in locandina per l'estate 2009, è già stata decisa. Lo ha confermato ieri il neo assessore agli eventi e spettacoli, Mattia Pieropan: «Nessuna cancellazione. Si tratterà soprattutto della ripartizione di alcuni eventi nelle frazioni, per evitare lo svolgimento in contemporanea di più spettacoli nelle piazze. Un'affollamento che crea disagio ai residenti».
Per quanto riguarda il futuro della rassegna, le idee sono già chiare: «Rivedremo la qualità degli spettacoli - spiega Giorgio Gentilin - ridurremo le spese, daremo preferenza alle iniziative di gruppi locali affinchè le risorse impegnate restino nell'ambito del territorio. Porteremo eventi anche nelle frazioni». «Presteremo inoltre attenzione a non arrecare disturbo - prosegue il sindaco -. Il centro va decongestionato. I cittadini che ci abitano non ce la fanno più: a giugno hanno avuto 6 sere libere da spettacoli e dopo la Notte Bianca era pronto un esposto. Spero che, nel giro di un anno e mezzo, il festival possa contare anche sul nuovo auditorium».
«Qualche taglio al programma 2009 ci sarà solo dov'è contrattualmente possibile farlo senza pagare penali» aggiunge Andrea Pellizzari. Un paio di spettacoli non sono stati finanziati. «In futuro faremo attenzione a non programmare eventi con soldi basati "sulla provvidenza" - conclude Pellizzari -. Una settimana prima delle elezioni l'ex amministrazione ha fatto una variazione di bilancio, spostando una somma per rimpinguare la cifra stanziata per il festival».

Trissino. Balletto degli incassi alla festa del Rotary

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Nicola Rezzara



Quanto entrerà nelle casse della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica dopo la cena di gala di venerdì scorso, a villa Trissino? Ancora non si sa.
Al Rotary Club Valle dell'Agno, che ha organizzato in villa a Trissino la serata di beneficenza in collaborazione con i cugini del Lions Club Valdagno e grazie alla disponibilità del padrone di casa il conte Giannino Marzotto, fervono i conteggi. E le smentite.
Domenica scorsa, cioè due giorni dopo la cena, Donatella Costantini del Lions Club aveva annunciato donazioni per 35 mila euro, comprensive sia della quota per la cena sia di altre donazioni volontarie.
Il giorno successivo il presidente del Rotary Club, Roberto Lo Magno, aveva corretto il tiro ridimensionando la cifra inizialmente comunicta.
«Le spese sono molte - aveva dichiarato al nostro Giornale -: a fronte di 75 euro pagati da ogni partecipante, 50 se ne sono andati solo per pagare il catering (cioè per la ditta che ha predisposto il servizio di allestimento e preparazione dei piatti). E poi ci sono il montaggio della pedana per il ballo, il dj che ha suonato nonché i fuochi d'artificio».
Ora è arrivata un'ulteriore smentita, questa volta in famiglia, dal figlio del presidente, Giannantonio Lo Magno. Il suo incarico al Rotary Club Valle Agno è quello di tesoriere.
«È stato prematuro parlare di 35 mila euro raccolti, come è stato impreciso conteggiare 50 euro a persona per le spese per il catering - spiega il figlio del presidente -. Il catering deve essere ancora pagato, il conto delle donazioni è provvisorio, alcune spese devono essere verificate e non è ancora stato del tutto stabilito chi pagherà cosa».
«Verificheremo a breve tutte le cifre - spiega ancora il tesoriere - e renderemo noti i conteggi, con la massima trasparenza, nei prossimi giorni. Fino a quel momento, meglio che nessuno si sbilanci. Per ora, l'unica cifra certa sono i 5.700 euro incassati con la lotteria, già a disposizione della Fondazione».
In attesa che la girandola dei conti si fermi, dall'alto della sua nobiltà il conte Giannino Marzotto ci scherza su.
«Di questi conti non so assolutamente nulla, chiedete agli organizzatori: so solo che hanno mangiato 600 persone - spiega -».
«Per il resto, posso solo dirvi che vado per i cento anni e preferisco andare dal diavolo che mi ha offerto un posto in cucina, piuttosto che in paradiso dove mi hanno offerto una nuvola. Di questi tempi, non è bene rifiutare un posto di lavoro».

Montecchio. Soccorsi e feriti. Per finta

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Antonella Fadda



I Pionieri della Croce Rossa fanno tappa a Montecchio.
Dopo Schio anche nella città castellana presto potrebbe nascere la sezione giovanile della Croce Rossa, dedicata ai ragazzi dai 14 ai 25 anni.
E per invogliare e stimolare i ragazzi montecchiani ad aderire, l'altro giorno l'istituto superiore "Silvio Ceccato" ha ospitato una simulazione di incidente nella sede in piazzale Collodi.
«È la prima volta che facciamo una dimostrazione nelle scuole di Montecchio - spiega il commissario castellano dell'associazione, Niki Marcon - e speriamo che qualche studente possa decidere di seguire il corso ed entrare a far parte della Croce Rossa».
Ed infatti la "ricostruzione" di un sinistro in scooter, eseguita in piena regola dai volontari castellani coadiuvati dai giovani pionieri di Schio giunti in città appositamente, e preceduta da un filmato che spiegava le finalità e le mansioni della Croce Rossa e dei Pionieri, ha interessato gli studenti delle terze e quarte dell'indirizzo tecnico commerciale.
Gli stessi ragazzi, a fine simulazione, hanno subissato di domande i volontari sui corretti comportamenti ed interventi in caso di incidente dalla telefonata al 118 fino all'arrivo dei soccorsi. «È stato molto interessante - osserva Giody Pellizzari, studente - perché educa noi ragazzi ad avere un giusto comportamento se e quando ci dovessimo trovare in queste situazioni».
Riguardo un'eventuale adesione ai Pionieri Giody non ha dubbi: «Mi piacerebbe iscrivermi magari con alcuni amici, è giusto che anche a Montecchio ci siano dei giovani che siano attivi in questo campo».
Secondo Norma Avvantaggiato, invece, l'idea dei Pionieri è interessante per eventuali interventi in caso di emergenza nazionale: «Abbiamo visto nel filmato che i Pionieri sono stati inviati anche in Abruzzo, sarebbe un'ottima opportunità per rendersi utili».
Chi, invece preferisce non aderire è Andrea Tirella, studente del quarto anno: «Semplicemente non mi sento portato per questo tipo di volontariato - dice - non nego che sia davvero utile ma io non mi ci vedrei».
Soddisfatta la dirigente, Antonella Sperotto: «Chiederemo alla Croce Rossa di fare altre dimostrazioni anche negli altri due istituti». «Stimoleremo e spingeremo i ragazzi ad aderire», conclude.


Arzignano. Acque agitate in piscina

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Erica Freato



Arzignano. S'infiamma nuovamente la polemica a bordo vasca. Prosegue, infatti, la querelle iniziata l'estate scorsa quando, dopo una gara d'appalto, la società "Sport Management" ha preso il posto della "Swimming Why Not" che per molti anni aveva gestito l'impianto natatorio comunale.
«Dopo 9 mesi di continui attacchi su carta stampata, internet e volantini ad opera del precedente gestore - afferma l'attuale direttore della piscina, Carlo Brutto - ci vediamo costretti a chiarire alcuni punti, dando mandato ai legali d'intervenire nel caso qualsiasi altra notizia priva di fondatezza apparisse ancora per conto dell'ex direttore Giuseppe Martini e della sua società».
Brutto ricorda che la "Sport Management" ha partecipato alla gara d'appalto pubblica indetta dal Comune per la gestione della piscina e che l'offerta presentata, che prevedeva un investimento di oltre 100 mila euro sulla struttura, «è stata preferita a quella della "Swimming Why Not" che, al contrario, invece di fare un'offerta economica, chiedeva un contributo e una partecipazione del Comune per realizzare migliorie nelle strutture».
Da parte sua Martini, in una lettera inviata ai dirigenti della Federazione italiana nuoto e di Assonuoto spiega: «La piscina, con gli interventi effettuati da noi negli ultimi anni, è diventata appetibile e dopo averla gestita senza essere in regola con le norme di sicurezza per tanti anni, pur informando molte volte di tale situazione a mezzo lettera protocollata l'amministrazione comunale, ci troviamo senza l'unico impianto che avevamo in gestione».
Martini, ricordando le migliorie apportate all'impianto, critica il fatto che la squadra agonistica della sua società ora debba "elemosinare" spazi in altri impianti della provincia e che «una società iscritta alla Fin impedisca ad un'altra iscritta alla stessa federazione di svolgere la propria attività». Affermazioni smentite da Brutto: «Nessun atleta è mai stato mandato via, lo spazio acqua è a disposizione di tutte le società che ne fanno richiesta».
Per quanto riguarda il ricorso al Tar presentato dalla "Swimming Why Not" contro Comune e "Sport Management", Martini racconta che è in corso; l'amministrazione comunale, invece, afferma che il Tribunale non ha concesso la sospensiva ai richiedenti.

Montecchio. Fis, danni per milioni Avviata un'inchiesta

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Montecchio. L'esplosione del serbatoio di furfurilammina all'interno del reparto D ha provocato danni per milioni di euro. Una stima esatta dovrà essere compiuta nelle prossime settimane, non appena nell'area che è stata posta sotto sequestro saranno tolti i sigilli.
Il pm Luigi Salvadori aprirà un'inchiesta sul pauroso incidente avvenuto venerdì mattina all'interno della Fis di viale Milano ad Alte di Montecchio. Poco prima delle 11, il serbatoio con 1500 litri di sostanza utilizzata dall'azienda farmaceutica della famiglia Ferrari per la produzione di diuretici era saltato in aria. Quattro i dipendenti feriti, e un quinto sotto choc. Stanno tutti meglio, e anche Francesco Pettenuzzo, 37 anni, rimasto ustionato, è in via di miglioramento. La prima prognosi è di 20 giorni.
I vigili del fuoco, con il comandante provinciale Paolo Maurizi, e i carabinieri della compagnia di Valdagno comandata dal capitano Andrea Massari stanno cercando di ricostruire quale sia la causa dell'esplosione all'interno di un'azienda, la Fabbrica italiana sintetici, che è certificata e nella quale la protezione ha un ruolo fondamentale. Con ogni probabilità, la procura affiderà agli stessi pompieri o ad un perito degli accertamenti tecnici. Nel contempo, si attendono i risultati degli ultimi prelievi dell'Arpav.
Una delle preoccupazioni maggiori, infatti, riguardava la nuvola di fumo provocata dallo scoppio e dall'incendio, che aveva allarmato non solo i residenti di Alte, ma anche la popolazione di molti Comuni dell'Alto e dell'Ovest Vicentino, che temevano si trattasse di una nube tossica. Un'eventualità, questa, smentita prima dal direttore di stabilimento della Fis Massimo Barcaro, che aveva spiegato che non erano andate bruciate materie plastiche, e poi dai primi esiti delle analisi.
Sull'incidente è intervenuta anche la Cgil, che ha sottolineato come il piano di emergenza sia funzionato. I funzionari sindacali Ferron per la Cgil e Siviero per la Cisl assieme ai sindacalisti di base domani si incontreranno con la direzione e hanno indetto un'ora di sciopero-assemblea per i lavoratori dalle 11 alle 12. D. N.

Montecchio. Soste, fioccano le multe sui parcheggi in città

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Antonella Fadda



Fioccano le multe per infrazioni nei parcheggi della città. Sono 992 le contravvenzioni comminate lo scorso anno dagli agenti della polizia locale castellana agli automobilisti che non rispettano le regole del parcheggio. Un numero in aumento che attesta un'aumentata indisciplinatezza dei cittadini ma soprattutto una vigilanza più serrata da parte dei vigili sul territorio comunale, per consentire la turnazione dei posti auto disponibili e scongiurare la sosta selvaggia.
Lo fa notare anche il comando del consorzio di polizia locale Dei Castelli: «Sono aumentate le verifiche degli agenti sui parcheggi della città; potrebbe quindi trattarsi non semplicemente di un maggior numero di violazioni da parte degli automobilisti, ma soprattutto di una percentuale più alta di accertamenti». Come sottolineano dal municipio castellano, Montecchio è oggi l'unico comune del circondario a non aver installato nel suo territorio parcheggi a pagamento, ma solo col disco orario. «Spesso però non viene rispettato - spiegano gli amministratori castellani - soprattutto davanti ai negozi. E sono spesso gli stessi commercianti ad avvisare i vigili, evidenziando alcune soste eccessivamente lunghe».
Un'abitudine confermata anche dal comando di Largo Boschetti: «Sono proprio i negozianti che segnalano auto ferme per mezze giornate intere, che, quindi, non rispettano il limite massimo di un'ora negli spazi con disco orario, creati proprio per far alternare i veicoli nei diversi parcheggi».
Le zone in cui il malcostume è più ricorrente, dove cioè gli automobilisti non rispettano le norme della sosta, sono le piazze e le vie del centro di Montecchio e di Alte, dove sono presenti anche diversi spazi riservati ai disabili occupati spesso da chi non ne ha diritto.
«La sosta sugli spazi riservati ai disabili è in effetti una violazione frequente e maleducata - dicono gli agenti di polizia locale - considerato che si sottrae il posto a persone disabili con difficoltà di deambulazione. Se un cittadino pensa che per 5 minuti si possa lasciare l'auto in questi stalli, sbaglia. L'invalido, il disabile ha diritto al posto a lui riservato. C'è da ricordare, inoltre, che in questi casi oltre ad una sanzione di 74 euro, all'automobilista indisciplinato vengono sottratti anche due punti dalla patente». Per il disco orario scaduto la multa ammonta a 22 euro, in caso di sosta in prossimità di un incrocio o sul marciapiede la contravvenzione sale a 74 euro, mentre si arriva a 742 euro (con sequestro) se manca la copertura assicurativa.

Montecchio. I nuovi Cantieri fanno il bis Sabato hip-hop

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L'antipasto è servito. È andata alla grande la serata numero zero di E-20 Underground, che ha servito un cocktail di musica rock e divertimento "fatto in casa" capace di calamitare ragazzi di Montecchio e dei comuni limitrofi, dai 15 ai 30 anni. Gli appassionati sono stati intrattenuti dal party musicale dei Jack Cantina & Magma Flux, travolgente gruppo castellano che ha esibito il suo "rock sciolto" in città, prima di intraprendere un tour estivo che li vedrà animare le spiagge di tutta Italia.
«È stata una grande emozione per noi, ragazzi di Montecchio, suonare all'apertura di E-20 undeground, a due anni dalla scomparsa di Cantieri - ha detto il cantante del gruppo, Jacopo Bettarello, che si è anche impegnato nell'ideazione e costruzione del nuovo circolo culturale -. Si sentiva l'esigenza di uno spazio di aggregazione per tutti i giovani, ed E-20 si prospetta un punto d'incontro ed apertura per ogni genere musicale o attività culturale».
«Sabato si replica - dice Irene Montagna, una delle coordinatrici del nuovo progetto -. La prima serata è andata benissimo, anche la nuova veste estetica è piaciuta molto» ha commentato riguardo al nuovo look interno dello stabile di via Da Vinci, prima in total black, ora multicolor in lillà, verde, vinaccia e beige. Un sintomo del cambio di strategia che porterà il tempio della musica castellana ad ospitare una larga varietà di stili musicali: sabato prossimo il menù sarà a base di hip-hop. A. Mas.

Sovizzo. La materna è nuova però fa già... acqua

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I bambini della materna li vedi mangiare in corridoio. Sì, perchè dal soffitto dell'aula mensa gocciola acqua. Succede nella nuova scuola dell'infanzia, inaugurata a gennaio a S.Daniele di Sovizzo. Qui ci sono ancora alcuni locali, tra cui appunto la mensa, che non possono essere utilizzati. Ma i problemi non sono sorti ora, ma da alcuni mesi.
«Abbiamo contestato la progettazione e la direzione lavori - spiega il geometra Edoardo Bacchiocchi, responsabile dell'area tecnica del Comune -. C'è una procedura civile in corso con richiesta di danni che dovranno essere quantificati».
L'8 maggio si è svolta una prima udienza, ma il giudice Eleonora Babudri del Tribunale di Vicenza ha rinviato tutto al prossimo 18 giugno perché ha deciso di convocare anche le assicurazioni dell'impresa costruttrice e del professionista che ha diretto i lavori.
«Il giudice ha individuato un perito che dovrà effettuare un sopralluogo nell'edificio e verificare l'esistenza dei problemi ma prima si dovrà aspettare la seconda udienza - aggiunge Bacchiocchi - Fino a quel momento il Comune, pur conscio del disagio di bambini e insegnanti, ha le mani legate. Appena possibile ci attiveremo, per consegnare l'edificio completamente utilizzabile per l'inizio del prossimo anno scolastico».
«Dobbiamo attendere l'autorizzazione del giudice- afferma anche il sindaco Lino Vignaga - per poter intervenire con un'altra impresa che risolva i danni».
Ma non ci sono solo i problemi del tetto, ma anche quelli delle tinte esterne e pure di alcuni serramenti che già si presentano rovinati.
«Prima di inaugurare un'opera, il Comune deve essere certo dei lavori fatti anche perché un asilo a Sovizzo c'era già», commenta il consigliere d'opposizione Antonino Antronaco che già si era occupato della questione. «I problemi - ricorda - si erano presentati prima del taglio del nastro». All'inizio dell'anno, infatti, l'acqua gocciolava dal soffitto in due locali; disagio che l'amministrazione comunale aveva cercato di risolvere con dei macchinari che servivano ad asciugare l'umidità. E. F.

Montecchio. Nuova bretella. A breve le lettere degli espropri

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Antonella Fadda



Al via i primi incontri organizzativi per lo spostamento del casello autostradale e la realizzazione della bretella ad Alte Ceccato. Ad annunciarlo è il sindaco Maurizio Scalabrin che ha reso noto il meeting svolto con i tecnici ed ingegneri della Società Autostrade, nei giorni scorsi, con i sindaci di Montecchio, Brendola e Montebello.
«Nel corso della riunione si è parlato delle tempistiche riguardanti i passaggi che precederanno l'avvio dei lavori» afferma Scalabrin. Come sottolinea il primo cittadino l'iter, a causa dell'importanza che riveste il progetto, sarà molto più rapido dei tempi usuali quindi, a giorni, saranno inviate le lettere per convocare i proprietari dei terreni per un accordo bonario o per gli espropri. «In contemporanea anche un'analisi archeologica dei luoghi tramite rilevazione fotografica dall'alto a raggi infrarossi», prosegue Scalabrin.
L'indagine avrà una durata di sei mesi e, secondo i tecnici, i lavori per il progetto di spostamento del casello e bretella potrebbero iniziare nei primi mesi del 2010. Scalabrin, inoltre, evidenzia la totale comunione d'intenti con l'amministrazione provinciale ed in particolare con l'assessore alla viabilità, Costantino Toniolo: «Ora manca l'ufficializzazione politica - osserva -. Nonostante i nostri solleciti, il presidente della Società Autostrade, Attilio Schneck, non ha ancora risposto ma sicuramente perchè qualcosa ancora non è stato definito»
A fianco di Scalabrin tutte le categorie economiche castellane, che evidenziano l'importanza dell'opera. Per quanto riguarda le cartoline promozionali pro-bretella, ne sono state distribuite 2.000 e raccolte 1.200 firme.

Droga, in quattro mesi segnalati 150 ragazzi

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Paolo Rolli



Valle Chiampo e Agno. Oltre 150 persone segnalate per uso di stupefacenti in quattro mesi. È questo uno dei dati più allarmanti della relazione presentata dai carabinieri della compagnia di Valdagno e relativa al primo quadrimestre dell'anno, sulla scorta dell'attività investigativa e operativa nella vallate dell'Agno e del Chiampo. Se a ciò si aggiungono le patenti ritirate e le denunce fatte per gli eccessi legati all'alcol, alquanto preoccupante è il quadro che emerge in relazione ai comportamenti a rischio che si registrano nell'Ovest Vicentino.
A fare il paio con l'elevato numero di assuntori di droghe segnalati alla Prefettura, la gran parte dei quali giovanissima, è poi la quantità di stupefacenti sequestrata nel medesimo periodo, spesso in piccole quantità, ma che dimostra quanto vasto sia il dettaglio dello smercio di droga nell'Ovest Vicentino: i carabinieri, infatti, ne hanno sequestrato quasi due chili.
Lotta al traffico di stupefacenti e controllo dell'immigrazione sono i due filoni lungo i quali maggiormente negli ultimi mesi si è concentrata l'attenzione dei militari della compagnia comandata dal cap. Andrea Massari: i centri maggiormente controllati sono stati, oltre a Valdagno, Cornedo, Trissino, Montecchio, Montebello, Chiampo, Arzignano e Castelgomberto, ovvero le aree dove maggiore è la concentrazione di stranieri.
Tale azione ha permesso di arrestare due marocchini, un ghanese e un senegalese irregolari, e di denunciare altre 27 persone irregolari in Italia per le quali sono state avviate le pratiche di espulsione; si tratta di albanesi e kosovari, marocchini, nigeriani, brasiliani, indiani, ghanesi, egiziani e peruviani.
Altri due extracomunitari, inoltre, sono stati denunciati perché, per evitare l'espulsione ad alcuni conoscenti irregolari, avevano prestato a questi i loro documenti.
Sul fronte stranieri, numerosi sono stati anche i controlli alle attività commerciali gestite da extracomunitari, effettuati dai militari delle stazioni spesso con l'intervento dei colleghi del Nucleo antisofisticazioni di Padova. Le verifiche, effettuate in particolar modo nei confronti di negozi di generi alimentari, bazar e kebab, in alcuni casi frequentati da persone già note alle forze dell'ordine, hanno comportato numerose contravvenzioni, mentre diffusa è stata anche l'opera di controllo nei confronti di abituali punti di ritrovo serali e notturni.
Se ben 150 sono stati gli assuntori di stupefacenti individuati, non più rosea è la situazione sul fronte dell'abuso di alcol.
Sono state 29, infatti, le persone denunciate per ubriachezza molesta, ad altre 41 è stata ritirata la patente di guida e 26 sono state le carte di circolazione ritirate.

Montecchio. La guerra del sindaco contro i mozziconi

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I fumatori sono avvertiti: a Montecchio dovranno imparare a spegnere la sigaretta su cestini dotati di spegni-mozziconi. Basta "cicche" abbandonate per strada o gettate dal finestrino. «È uno spettacolo indecoroso - spiega il sindaco Maurizio Scalabrin - soprattutto davanti all'entrata dei negozi o ai semafori. Purtroppo è malcostume di certi automobilisti, fermi al rosso, gettare fuori dal finestrino la sigaretta o peggio ancora svuotare il posacenere». Scalabrin lancia un'idea: «Se verrò rieletto - spiega - troverò il modo di far dotare i negozi di contenitori con sabbia da posizionare davanti all'ingresso. Dopo il regolamento della pubblicità porta a porta, combatteremo il fenomeno dei mozziconi per dare maggior decoro alla città». A.F.

Arzignano. Beghe al Centro anziani. Sede commissariata

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Luisa Dissegna



Il centro anziani "Mastrotto" è stato commissariato dal Comune per mettere fine alle beghe interne al consiglio direttivo, che in due mesi ha messo alla porta di via Cazzavillan ben due presidenti; intenzionati a proporre ai pensionati arzignanesi meno tombole, cene, balli e più cultura e partecipazione alla vita sociale della città. Così da lunedì mattina a dirigere la vita del centro sarà chiamato Mario Facci, come stabilito ieri sera dal sindaco e dalla giunta comunale arzignanese, in attesa delle elezioni del nuovo direttivo, già previste il prossimo autunno.
Al centro, ormai da mesi, i rapporti interni tra i membri del consiglio si sono guastati per motivazioni, che il sindaco Stefano Fracasso minimizza e liquida come «piccole cose». Sembra infatti che tra presidente, vice, segretario, tesoriere e consiglieri ci siano state ripetute tensioni dovute all'organizzazione della vita del centro riservato agli anziani, in centro città, che conta circa 800 soci e una frequenza di una cinquantina di persone quotidianamente. Tensioni che a fine marzo hanno portato alle dimissioni del presidente Bruno Zambon, in carica da due anni, e alla successive elezioni, il 9 aprile scorso, di Giuseppe Zuffellato in qualità di presidente pro-tempore. Una carica durata il volgere di qualche settimana, poichè i membri del consiglio con un "golpe" inaspettato si sono dimessi qualche giorno fa, destituendo il neo presidente eletto. «Mancava un accordo di fondo su tutto» ha brevemente commentato con amarezza Giuseppe Zuffellato.
«Ora al centro anziani c'è bisogno solo di equilibrio e serenità - ha spiegato il sindaco Fracasso -. Per questo abbiamo nominato una sorta di commissario esterno, il sig. Mario Facci, che ritengo un uomo equilibrato, al di sopra delle parti e in grado di garantire autonomia e indipendenza al centro».
Nei prossimi giorni il sindaco incontrerà il vecchio direttivo per la presentazione del nuovo "amministratore" incaricato. «È stato lo stesso consiglio dimissionario a richiedere l'intervento dell'amministrazione comunale - ha spiegato l'assessore ai servizi sociali, Lorella Peretti -. Non ci sono seri problemi al centro "Mastrotto"; anche il bilancio di gestione è sano ed è stato votato all'unanimità. I guai nascono da disaccordi interni, da caratterialità diverse che compongono il consiglio».
Indiscrezioni parlano di bisticci futili, anche per l'aumento del caffè al bar del centro, passato da 0,50 a 0,60 centesimi alla tazzina. «C'è chi adesso preferisce andarlo a bere alla macchinetta della biblioteca, perchè costa 0,35 centesimi» si vocifera al centro anziani.
Un bilancio, quello del centro di via Cazzavillan, per cui si parla di un attivo di 24 mila euro. La tessera annuale costa 6 euro mentre il Comune mette a disposizione 14 mila euro, che da quest'anno, con la nuova convenzione, verranno erogati in un unico contributo. «Il Comune si occupa delle spese ordinarie e delle bollette, dei soggiorni climatici e dell'organizzazione di una festa sociale annuale - aggiunge l'assessore Peretti -. Ci fa piacere che il centro anziani abbia un bilancio in attivo. Si è già parlato di incontrarci con i soci per destinare parte dei fondi per la ristrutturazione dei campi da bocce, per cercare una nuova sede cittadina per il centro, ma anche per aiutare le famiglie arzignanesi in difficoltà».

Brendola. «L'Incompiuta sarà la porta dei Berici»

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Nicola Rezzara



«Ma quale demolizione. Ho detto che porterò a compimento l'Incompiuta e lo farò. Anche a costo di andare a chiedere finanziamenti a Bruxelles». Il sindaco di Brendola, Renato Ceron, annuncia che sono in corso trattative a 360 gradi per fare del simbolo del paese, la chiesa mai ultimata cosiddetta Incompiuta, il punto di riferimento per tutta la comunità.
Durante l'ultimo consiglio comunale era stato bocciato l'emendamento al bilancio presentato dal gruppo all'opposizione Brendola Viva, che chiedeva di demolire lo stabile e realizzare nel seminterrato i magazzini comunali; dopo che il presidente della banca,
Renato Squaquara, aveva ribadito nei giorni scorsi che il capitolo è definitivamente chiuso. «Da mesi non si sente più parlare del recupero dell'Incompiuta, dopo che la Cassa Rurale ha ritirato la sua offerta - spiega l'ex sindaco ed ora consigliere d'opposizione Mario Dal Monte -. L'amministrazione comunale non esprime una posizione e nel piano delle opere pubbliche non c'è nessun accenno all'Incompiuta. Tanto vale abbatterla e costruire i magazzini comunali allargando anche il parcheggio, magari sottraendo un po' di finanziamenti al progetto del palazzetto dello sport, destinato a diventare la seconda incompiuta di Brendola».
Ma il sindaco Ceron non ci sta alle accuse e ribatte: «Per l'Incompiuta stiamo studiando diverse ipotesi: polo di attrazione sociale, teatro all'aperto, biblioteca. Sicuramente diventerà la "porta" dei Berici - spiega -. Prima di tutto, faremo una variazione di bilancio per finanziare la messa in sicurezza, che avverrà entro un paio di anni, ma prima bisogna definire il progetto di riqualificazione». «Inoltre - continua Ceron - stiamo contattando banche, enti superiori, fondazioni, stiamo parlando con europarlamentari per arrivare ai finanziamenti e abbiamo riscontrato molto interesse».

Brendola. Incompiuta choc «Abbattiamola»

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«Abbattiamo l'Incompiuta e realizziamoci sotto i magazzini comunali».
È la proposta choc dell'ex sindaco Mario Dal Monte a nome del gruppo all'opposizione Brendola Viva, sotto forma di emendamento al bilancio comunale. «Crediamo che l'Incompiuta non si possa lasciare così com'è. È uno scandalo. Visto che l'amministrazione ha destinato 700 mila euro per realizzare i magazzini comunali, proponiamo l'abbattimento dell'Incompiuta e di utilizzare il piano seminterrato per gli stessi magazzini». Una proposta che non ha mancato di suscitare sorpresa in consiglio, che ha respinto l'emendamento. Dell'Incompiuta non se ne è parlato più dall'estate scorsa, da quando la Cassa rurale e artigiana di Brendola aveva ritirato la sua offerta, poiché non più disposta ad attendere.
I consiglieri della lista civica hanno evidenziato che «nel piano delle opere pubbliche non è prevista alcuna voce di sistemazione dell'Incompiuta. Tuttavia si ravvisa la necessità di un intervento che non solo metta ordine in uno degli angoli paesaggistici più interessanti del paese, ma che soprattutto metta in sicurezza un sito comunale che attualmente rappresenta un pericolo a causa dell'avanzato stato di degrado».
L'emendamento prevede di implementare il capitolo delle opere pubbliche "Nuovi magazzini comunali", arrivando ad uno stanziamento di 1 milione di euro, grazie al quale «si propone di abbattere l'Incompiuta e di ripristinare il sito, come piazza recuperando il piano seminterrato». E.F.

Arzignano. Asilo troppo costoso, gli stranieri lo disertano

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Cinzia Ceriani



Arzignano. I bambini stranieri residenti ad Arzignano non frequentano le scuole materne, solo la metà sono iscritti all'asilo.
I motivi principali sono la scarsa disponibilità economica aggravata dalla crisi del settore lavorativo, ma anche una diversa cultura: infatti molti padri di famiglia, gli unici a lavorare, si ritrovano in cassa integrazione o addirittura disoccupati, così come in particolar modo delle etnie dell'est asiatico, Bangladesh e India, in cui vi è la tendenza ad iscrivere i bambini solo all'ultimo anno di materna o addirittura direttamente alle elementari.
«La causa è il costo della scuola che in un momento di crisi lavorativa grava sulle finanze delle famiglie straniere - afferma il direttore didattico del primo circolo Silvano Ceresato -: la retta, il trasporto, la mensa.
E poi c'è il fattore culturale: le famiglie straniere tendono ad iscrivere i bambini solo all'ultimo anno di materna, le mamme non lavorano e tengono i bambini a casa con loro, provocando gravi problemi alle elementari: i bambini non conoscono la lingua, le nostre abitudini e di conseguenza non riescono ad integrarsi e a socializzare».
Nel 2004 su 94 bambini stranieri nati ad Arzignano e che avrebbero dovuto, nel 2008, frequentare i medi sono stati 48 a non iscriversi mentre nel 2005 su 106 bambini stranieri nati a non iscriversi alla classe dei grandi, nel 2009, sono stati ben 61.
«La questione è preoccupante - spiega Alessandra Barbaresi direttrice del secondo circolo - e sembra destinata ad aumentare di anno in anno se non si interviene. Gli stranieri a cui mancano le risorse economiche mandano i bambini, iscritti regolarmente all'anagrafe, al loro paese di origine e li fanno tornare soltanto in età scolare e arrivano a scuola senza conoscere la lingua, rimangono indietro e le insegnanti faticano a seguirli».
La causa di queste mancate iscrizioni è da ricercarsi in altre motivazioni secondo Cristina Guasco, segretaria di Asilo Castello dove quest'anno sono 45 gli stranieri che avrebbero dovuto iscriversi ma non l'hanno fatto: «Manca la comunicazione - dice - c'è molta difficoltà a dialogare con i genitori stranieri, a casa ci sono solo le donne che non conoscono la lingua e i mariti tornano a casa la sera. Certo incide parecchio anche il fattore economico ma la lingua è una grossa barriera da superare».
Stessa questione all'istituto Bonazzi dove soltanto 48 bambini su 300 iscritti sono stranieri. «Gli italiani hanno il vantaggio, molte volte, di avere nonni ad aiutare nelle spese - conclude Giovanna De Marzi, segretario della scuola -; ma il dato di fatto è che abbiamo sempre 4, 5 bambini, sia italiani che stranieri, che si ritirano perché le famiglie non riescono a sostenere le spese».

Montecchio. «Le ronde non servono, abbiamo già i Gec»

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Antonella Fadda



Ronde? No grazie, a Montecchio ci sono già i Gec. All'indomani dall'annuncio del ministro dell'Interno Roberto Maroni che azzera le ronde "fai da te", in attesa del decreto attuativo antistupri che a fine aprile regolamenterà le squadre, il sindaco castellano Maurizio Scalabrin rilancia i suoi "assistenti civici".
«Da anni in città sono presenti i volontari Gec del gruppo di educazione civica, ex militari che svolgono un ottimo servizio ausiliario a quello di polizia locale e sanno come affrontare i problemi, perché addestrati. Sono riconosciuti ed apprezzati in tutto il territorio ma soprattutto sono apolitici.
Aggiunge: «Sicuramente qui non abbiamo necessità di cittadini che pattuglino le strade. Nel caso in cui ci fosse necessità di aumentare la sorveglianza chiederemo ai Gec di potenziare il numero degli addetti». Un netto no all'istituzione di gruppi di cittadini per sorvegliare le strade, quello di Scalabrin, che pur governa un Comune antesignano in fatto di guardie civiche, istituite durante il mandato di Ceccato.
«C'è il rischio che le ronde cittadine assumano un colore politico, con la conseguenza di creare eventuali disordini, abusi e incidenti». Dello stesso parere anche il comandante del consorzio di polizia locale "Dei Castelli", Gianni Paganin: «Il controllo notturno non può essere affidato a chi non opera professionalmente per la sicurezza. - afferma - L'ordine pubblico non spetta ai cittadini ma allo Stato».
Positivo, invece, il suo parere sul servizio dei Gec: «Non avendo compiti giuridici, le guardie di educazione civica fanno un ottimo servizio di supporto, richiedono il nostro intervento se necessario».
«Lavoriamo in collaborazione con amministrazione e forze dell'ordine. - spiega il comandante dei Gec, Antonio Mercanzin - siamo presenti sul territorio per quasi 20 ore al giorno. A Montecchio non c'è necessità di ronde».
Non la pensano allo stesso modo Graziano Meneghini coordinatore provinciale di Forza Italia, che rilancia l'idea di una sicurezza partecipata da parte di cittadini. «Cittadini che possono offrire preziosi strumenti di collaborazione alle forse dell'ordine, segnalando eventuali situazioni di pericolo».
«L'ideale sarebbe che ai Gec si affiancasseropersone disponibili a partecipare al controllo del territorio» spiega il segretario castellano della Lega, Alessandro Testolin.

Montecchio. La miniera lascia posto a castagne e olive

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Antonella Fadda



Montecchio.  Un intervento sperimentale per il ripristino ambientale della miniera di Sant'Urbano. È questo l'intento dell'assessorato all'ambiente castellano che ha richiesto la collaborazione di Provincia e Coldiretti per recuperare i terreni posizionati accanto alla cava di bentonite nella frazione montecchiana. L'assessore Massimo Meggiolaro, infatti, propone un progetto particolare grazie ai particolari caratteri climatici e morfologici del suolo.
«L'area si presta sia alla ricostituzione del castagneto da frutto che, fino ad un recente passato caratterizzava parte del versante collinare - osserva - sia alla coltura dell'ulivo».
Come spiega il referente all'ambiente tra i proprietari dell'area in questione sono presenti imprenditori agricoli, compresa un'azienda agrituristica, che «potrebbero essere opportunamente supportati nell'attuare degli interventi di ripristino alla coltivazione» afferma. Per questo motivo l'amministrazione ha richiesto la partecipazione dell'assessorato all'agricoltura provinciale ed anche della Coldiretti: «Entrambi potrebbero sostenerci nel ripristino - prosegue Meggiolaro - ed il loro ausilio avrebbe una funzione fondamentale capace di garantire il successo degli impianti ipotizzati».
Ma tutto ciò potrà essere realizzato una volta che i lavori di riqualificazione della miniera saranno conclusi: «Le opere - spiega Meggiolaro - inizieranno a metà aprile». Ad oggi l'area, che si estende per circa 15 mila metri quadri e costeggia la vecchia strada della Capitana, è in evidente stato di abbandono, con la presenza di rovi e piante spontanee infestanti, molti avvallamenti e non si individuano più nè la strada nè i confini dei campi.
Obiettivo dell'intervento deciso dal Comune, del costo di oltre 80 mila euro e in accordo con i proprietari dei terreni, sarà di livellare il più possibile l'area, trasformatasi nel tempo a gradoni a causa delle operazioni di escavazione con un conseguente rischio di frane, e di riportare il tutto ad un utilizzo agricolo. Sarà, inoltre, ripristinata la strada di collegamento ai terreni dei privati con un particolare tracciato.
La spesa sarà provvisoriamente coperta da un fondo istituito dal Comune, in attesa dell'arrivo dei fondi regionali e dalle garanzie finanziarie date dalla ditta che fino al 2006 aveva la concessione di estrazione. «La ditta - conclude l'assessore - non ha rispettato l'impegno di eseguire la prevista ricomposizione ambientale dei terreni minerari. Perciò il Servizio forestale regionale ci ha comunicato di aver chiesto all'assicurazione dell'azienda il pagamento delle coperture finanziarie delle spese».

Arzignano. Meno incidenti stradali ma più multe

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Paolo Rolli



Incidenti stradali in calo nell'Ovest Vicentino, a fronte però di un aumento delle contravvenzioni e purtroppo dei casi di guida in stato di ebbrezza. Buoni risultati e tanti progetti, per la polizia locale intercomunale, che ieri mattina in municipio ad Arzignano ha presentato il bilancio dell'attività 2008.
Ad esporre i dati di un anno d'intensa attività è stato il comandante Massimo Parolin, alla presenza del sindaco Stefano Fracasso e dei suoi colleghi Antonio Boschetto di Chiampo, Fabio Cisco di Montebello, Diego Zaffari di Montorso e Luciana Zonin di Gambellara.
I principali aspetti sottolineati si riferiscono all'assenza, nel 2008, di incidenti stradali mortali, al calo degli incidenti con feriti e al calo, più in generale, dell'infortunistica stradale. Appena 340, infatti, sono stati quelli rilevati nel 2008, in linea con il 2007, senza alcun mortale, e con feriti in 145 casi. Se si pensa che nel 2002, anno di istituzione del servizio convenzionato tra più comuni, vi erano stati 448 incidenti con quattro morti, un ridimensionamento di quasi il 25 per cento dell'infortunistica e il drastico calo della mortalità non possono che essere salutati con estremo favore.
«La causa di questa tendenza è da attribuire soprattutto alla patente a punti, che ha indotto la gente a prestare più attenzione - commenta il comandante Parolin -, oltre naturalmente all'intensa azione di prevenzione e repressione che svolgiamo sul territorio di nostra competenza, spesso in collaborazione con i carabinieri e la guardia di finanza».
In consistente aumento, rispetto all'anno precedente, le contravvenzioni al codice della strada, che dalle 6.810 del 2007 sono passate alle 8.120 del 2008, pari a 574 mila euro di introiti suddivisi in proporzione tra i Comuni aderenti; la parte del leone la fa naturalmente Arzignano, con 5.800 verbali staccati, e un aumento di oltre il 35 per cento delle contravvenzioni elevate.
Tra i problemi in costante crescita, invece, c'è la guida in stato di ebbrezza, che interessa soprattutto i giovani e che da un anno all'altro ha visto più che raddoppiati i casi rilevati. Nel 2008, infatti, sono state denunciate 68 persone perchè erano al volante con tassi alcolici superiori al consentito, e altre 4 per essersi rifiutate di sottoporsi al controllo, mentre nel 2007 le denunce erano state 31, più un per guida sotto effetto di stupefacenti.
Per quanto riguarda un altro tema assai rilevante nell'Ovest Vicentino, e che vede un diretto impegno da parte della polizia locale, ovvero il controllo dell'immigrazione clandestina, il 2008 ha portato alla scoperta di 51 stranieri irregolari, 45 dei quali solo ad Arzignano, per i quali sono stati adottati i provvedimenti d'espulsione, a fronte degli 84 casi del 2007.
I sindaci, infine, hanno sottolineato la validità del servizio dell'agente di quartiere, adottato ad Arzignano e a Chiampo in alternativa alle pattuglie tradizionali, e che presto sarà attivato anche a Montebello.

Altavilla. Multavilla all'attacco. Uniti contro i T-Red

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Giannino Danieli



T-Red e Vista-Red? Dai Comitati nessuno "sconto", ma un avanti tutta verso la soluzione dei problemi. Il messaggio forte è arrivato dal secondo convegno nazionale, organizzato dal Comitato Multavilla, tenutosi a Parma. Se il primo era servito soprattutto come conoscenza reciproca, quello svolto domnica ha confermato che i Comitati, pur vivendo in modi diversi la realtà del problema, stanno assumendo progressivamente sempre più coesione e con questa anche linee di strategia comuni. Lo hanno capito anche i media nazionali, presenti a Parma in grande numero.
Dibattutissima la prima parte della giornata con interventi di legali, rappresentanti di Comandi di Polizia Urbana ed esponenti dei Comitati. «Bisogna fare una precisa distinzione fra quello che è già successo da quello che deve succedere - ha sottolineato l'avv. Francesca Fuso di Milano -. Potrebbe anche essere omologata correttamente una macchina perfetta della quale i Comuni potrebbero abusare». L'avv. Fuso ha poi spaziato sul problema della durata del giallo («è da valutare non sulle esigenze dell'automobilista, ma su quelle del pedone») indicando più in là alcune strategie da seguire sull'intero problema («bisogna evitare una normativa monca e aggirabile. La cospicua presenza dei cittadini in un procedimento penale è un segnale forte, non va sottovalutato l'impatto che può avere. Più persone si costituiscono più importanza assume»).
Quanto ai verbali delle multe pervenuti ai comandi di polizia urbana è emerso il caso singolare di Roberto Franzini, comandante dei vigili di Lerici, che non li ha accettati. Secondo Stefano Calderato, presidente del Multavilla, l'esito positivo dei ricorsi ha confermato che le motivazioni erano giuste. In sei mesi del 2006 sono stati 17 mila e fino a giugno 2007 ben 20 mila su un paese che conta 11 mila abitanti. Dal convegno è risultato che in generale l'omologazione degli impianti appare sospetta (la Procura di Verona starebbe indagando se esiste o no l'omologazione dei T-Red), che necessita una normativa nazionale e che si deve fare una proposta di legge. Ad Altavilla, è stato detto, gli impianti sono collocati in siti dove il pericolo è quasi nullo. «Mentre la telecamera sui semafori è stata omologata dal Ministero dei Trasporti - ha riferito Calderato -, l'hardware sembra non sia stato omologato». A livello di Procure ci sono sviluppi e riguardano il sequestro di parecchi T-Red. Indagini sono in corso per quelle di Verona e Milano.
«A Vicenza abbiamo presentato al giudice di pace circa 10 mila ricorsi - ha concluso Calderato -. Ne sono stati accolti circa 2500, i restanti sono in corso e ci vorranno due/tre anni. Il lavoro del giudice di pace è elevatissimo, ma non abbiamo voluto fermarci a quel livello. Bisogna arrivare ad una legislatura che, fra l'altro, modifichi il codice stradale. In questo secondo convegno di Parma s'è inteso riunire le idee per coordinare le proposte».

Montecchio. In marzo una sola domenica senza auto

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Solo una domenica ecologica senz'auto per Montecchio. Lo ha deciso l'amministrazione comunale, che pur optando per l'istituzione del blocco del traffico veicolare in città, come nelle precedenti edizioni, quest'anno metterà in campo l'iniziativa con modalità diverse rispetto al passato.
Secondo il programma deciso dal Comune infatti, l'iniziativa si concentrerà in una sola domenica di marzo, la cui data esatta è ancora da stabilire. «La decisione è dovuta, in parte, all'inverno particolarmente piovoso - spiega Massimo Meggiolaro, assessore all'ambiente - grazie al quale le emissioni inquinanti sul territorio comunale di Montecchio sono in calo». Continua Meggiolaro: «Diminuiremo in quantità le domeniche ecologiche per migliorare la qualità della manifestazione. Nella giornata dell'evento, di cui presto comunicheremo la data, saranno davvero molte e interessanti le iniziative previste: organizzeremo attività per sensibilizzare la cittadinanza al problema dell'inquinamento dell'aria e sarà allestito per la prima volta in piazza un mercato contadino ecologico».
Nel frattempo l'amministrazione comunale ha approvato, anche per il 2009, un piano per la tutela ed il risanamento dell'aria con sei azioni specifiche che interessano, oltre alla domenica senz'auto, il lavaggio strade, i controlli per far rispettare il bollino blu, il servizio di autobus in da e per le frazioni del paese organizzato il venerdì, giorno di mercato, per diminuire il traffico di auto in centro. A.F.

Montecchio. Enersys, il Governo in cerca di un accordo

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Eugenio Marzotto



All'appello mancava solo il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, per il resto c'erano tutti. Daniela Sbrollini deputata Pd che ha presentato l'interrogazione sul futuro dell'Enersys e una delegazione sindacale che si aspettava una presa di posizione del ministro. Che non c'è stata. Al suo posto invece è intervenuto il Sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli che non ha fatto altro che ribadire lo stato delle cose.
«Circa duecento lavoratori saranno coinvolti dalla chiusura dell'attività di viale Europa, il resto dei lavoratori potranno essere assorbiti dalla struttura commerciale».
Ma Viespoli ha aperto anche ad una possibile soluzione che al momento però non sembra avere sostegno concreto: «Parte della produzione potrebbe rimanere sul territorio», ha spiegato Viespoli, ipotesi peraltro che il sindacato ignora.
Di concreto è stato annunciato l'impegno del ministro del Welfare Maurizio Sacconi ad aprire un tavolo di concertazione sugli ammortizzatori sociali. Si tratta di un passo importante visto che un accordo ad hoc per Enersys consentirebbe di avere misure più larghe e tutele distribuite sul lungo periodo. Alla fine ad essere insoddisfatti sono in due: chi aveva presentato l'interpellanza e chi si sta battendo contro la chiusura di Enersys.
«Non solo il ministro Scajola non si è presentato - si sfoga la Sbrollini - ma non c'è stata risposta ad un'interrogazione precisa sul ruolo di questa multinazionale che decide di andarsene pur avendo grossi profitti». Carlo Biasin della Uilm, presente ieri alla Camera con una delegazione di lavoratori porta a casa il tavolo di concertazione promesso dal ministro Sacconi, ma sa che la partita vera si gioca a Vicenza.
«Domani spiega (oggi per chi legge) incontreremo la proprietà per definire cosa ci attende in futuro».
Si parlerà di numeri, tempi e modi questa mattina in Associazione Industriali, di fronte Fim, Fiom e Uilm da una parte ed Enersys dall'altra. La partita avrà inizio dunque, anche perchè la multinazionale americana ha fretta di chiudere questa partita e non può sopportare ancora la mobilitazione dei lavoratori impegnati in uno sciopero bianco che rallenta la produzione.

Montecchio. Enersys, si tratta ad oltranza contro la chiusura

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Maurizio Scalabrin, sindaco di Montecchio, si "schiera" con i lavoratori dell'Enersys ed offre la propria mediazione. È questo l'obiettivo che si è posto il primo cittadino che ha recentemente incontrato le associazioni sindacali ed anche i vertici italiani della multinazionale statunitense, per cercare una strada comune ed evitare che la sede di viale Europa chiuda i battenti.
«Il fine è trovare spazio perché le parti inizino a discutere per salvare più posti di lavoro possibili – dice il sindaco -, anche valutando le situazioni lavorative singolarmente». Scalabrin, inoltre, afferma di voler portare a conoscenza della questione anche il presidente dell'Associazione industriali vicentina, Roberto Zuccato, ed i proprietari dello stabile, la famiglia Dolcetta.
Anche il deputato del Pd, Daniela Sbrollini, ha deciso di scendere in campo: «Informerò della questione i deputati vicentini di tutti gli schieramenti politici – dice – e vedremo di sottoporre il tutto all'attenzione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta».
Il deputato sottolinea la necessità che in Italia venga promulgata una legislazione che freni determinate azioni di delocalizzazizone ad opera di aziende che operano nel territorio italiano: «Vanno severamente punite – aggiunge – la ditta di Montecchio è sana e produce utili. Spostando all'estero la produzione si fanno manovre finanziarie a scapito delle famiglie».
Si dicono d'accordo Massimo Andolfo di Fiom Cgil, e Antonio Sirimarco di Fim Cisl: «Si ad un tavolo di discussione – dice Andolfo – senza perdere di vista, però, il quadro generale». «La soluzione più accettabile – conclude Sirimarco – sarà quella industriale, cioè che la produzione a Montecchio non venga chiusa». A. F.

Arzignano. Stop al cloro nell'acqua con i raggi ultravioletti

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Paolo Rolli



Risolto definitivamente il caso che lo scorso autunno aveva provocato una certa apprensione in merito alla sicurezza dell'acqua nella zona di San Zeno, ecco giungere un'altra positiva notizia per la qualità della risorsa idrica. A breve Acque del Chiampo effettuerà una serie di interventi che permetteranno di eliminare il fastidioso odore di cloro che a volte caratterizza l'acque che sgorga dai rubinetti della zona nord della città.
La parola fine all'allarme che si era registrato lo scorso autunno, quando da un rubinetto della scuola di San Zeno era uscita acqua contenente un'eccessiva carica batterica, è stata posta anche sul piano politico. Attraverso un'interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia Andrea Pellizzari, infatti, la vicenda è stata chiarita nei dettagli anche in Consiglio comunale, dove è stato reso noto che a breve, grazie a un intervento tecnico, sparirà anche il sapore di cloro che a volte caratterizza l'acqua che sgorga dai rubinetti dell'area compresa tra Chiampo e Arzignano.
Pellizzari chiedeva informazioni sulle analisi dell'acqua erogata nella zona di San Zeno, quella cioè che era stata interessata dall'ordinanza di limitazione dell'uso della risorsa fintanto che da parte dell'Ulss 5 e di Acque del Chiampo non erano giunte rassicurazioni circa l'assenza di rischi. Il sindaco Stefano Fracasso ha risposto con i dati forniti da Acque del Chiampo, aggiungendo che l'azienda ha in programma alcuni interventi che miglioreranno anche il sapore dell'acqua.
In località Grumello, nel Comune di Chiampo, funziona il pozzo che serve la parte sud di Chiampo e tutta la zona nord di Arzignano: qui è attivo un sistema di disinfezione dell'acqua in base a ipoclorito di sodio, che a volte caratterizza l'acqua che sgorga dai rubinetti con il tipico e fastidioso odore e sapore di cloro.
È qui che sarà realizzato un Centro idrico che prevede un trattamento dell'acqua con raggi ultravioletti, molto più affidabile e che consentirà una riduzione nel dosaggio di ipoclorito. Oltre al più moderno ed efficace sistema di disinfezione, la realizzazione del Centro idrico in zona Grumello prevede anche la messa in funzione del pozzo 1: il pozzo 3, attualmente in uso, resterà di scorta, mentre il 2, inefficiente, è stato già eliminato.
Con gli interventi previsti da Acque del Chiampo, dunque, è destinata ad aumentare la qualità dell'acqua che attraverso la rete idrica comunale serve la parte sud di Chiampo e i quartieri San Zeno e Main e la zona dell'ospedale ad Arzignano.

Montecchio. Celebrazioni distinte per olocausto e foibe

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Luisa Dissegna



Centoquaranta manifesti affissi ai muri della città per ricordare tutte le vittime del razzismo. Montecchio verrà presto tappezzata di immagini e slogan per onorare la memoria di tutti gli esseri umani che sono stati e sono vittime del razzismo.
Un'iniziativa che non solo vuole celebrare in modo corale il giorno dedicato alla "Memoria", che si celebra il 27 gennaio in ricordo della Shoah (sterminio del popolo ebraico) e delle vittime dell'Olocausto. Ma che quest'anno intende rendere onore anche ai martiri delle Foibe, conservando e rinnovando il ricordo in città in modo più attento. Per tutto il mese di dicembre scorso, la memoria delle Foibe è stata infatti al centro di un dibattito acceso tra forze politiche e associazioni degli esuli, dopo la decisione della Giunta comunale castellana, oggi rivalutata e ritirata, di cancellare il nome di una via montecchiana dedicata al genocidio e all'esodo giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra.
I manifesti verranno affissi da oggi ai muri degli edifici situati in prossimità delle scuole elementari, medie e degli istituti di istruzione superiore, nelle piazze, edifici municipali e nei punti principali della città. Un esplicito invito alla partecipazione e alla riscoperta di pagine tragiche della nostra storia, soprattutto rivolto ai giovani cittadini.
I manifesti, editi dall'agenzia di comunicazione torinese, "Edizioni Studio Idea 82", si propongono come stimolo e sollecitazione ad una profonda riflessione sul tema del razzismo e di tutte le sue vittime. Raffigurano due momenti precisi della storia: l'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz e un disegno grafico che raffigura l'esodo da Istria, Dalmazia e Fiume.
L'iniziativa del Comune si svilupperà in due momenti.: l'affissione di una settantina di manifesti dedicati al "Giorno della Memoria", attraverso i quali si ricorda l'Olocausto ebraico. E a febbraio, in occasione del "Giorno del Ricordo", celebrato il giorno 10, la pubblicazione in città di altri 70 manifesti per ricordare la tragedia delle Foibe, e l'esodo di istriani, fiumani e dalmati dalla terra di origine. «Abbiamo così voluto ribadire la volontà di impegnarsi per il ricordo di queste due tragedie, con due doverosi e distinti momenti celebrativi, meno intimi ma più corali per la città».

Tre mesi di stop alle auto: «Usate mezzi pubblici»

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Arzignano, partner ufficiale della campagna europea "Sustainable energy Europe", anche quest'anno invita i suoi cittadini ad usare il meno possibile l'automobile in città; un'iniziativa realizzata per coinvolgere attivamente gli abitanti nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale.
Le misure restrittive alla circolazione, con l'invito a privilegiare l'uso del mezzo pubblico e di altri mezzi di trasporto non inquinanti, scatteranno da lunedì prossimo, 12 gennaio, e rimarranno in vigore fino a venerdì 17 aprile. Tre mesi per migliorare la qualità dell'aria e per prevenire e ridurre la concentrazione degli inquinanti atmosferici nocivi, con lo scopo di tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente.
Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, non potranno transitare in città autovetture e autoveicoli alimentati a gasolio e immatricolate prima del 1 gennaio 1997 a meno che non risultino conformi alla direttiva europee; autovetture e autoveicoli alimentati a benzina prima del 1 gennaio 1993 (il divieto anche in questo caso non si applica per veicoli conformi); ciclomotori e motoveicoli a 2 tempi, non catalizzati e immatricolati prima del 1 gennaio 2000 o non conformi alle direttive europee. Chiunque violerà le disposizioni amministrative sarà soggetto a sanzioni. Per assicurare un adeguato servizio alla viabilità e disciplina del traffico, nei prossimi giorni, il comando di polizia locale disporrà un'apposita segnaletica in città.
L'amministrazione arzignanese invita ad utilizzare carburante a minor impatto ambientale come gasolio a basso tenore di zolfo, gasolio bianco, gpl e gas metano. Ma anche a limitare il più possibile i consumi energetici. L.D.

Montecchio. I vigili cambiano sede. Saette dalla minoranza

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Antonella Fadda



Montecchio. Il consorzio della polizia locale di Montecchio, che entrerà in servizio a gennaio, trasloca da Largo Boschetti per concedersi una nuova e più ampia sede lungo la strada regionale 11. Ma il nuovo comando dei vigili, che sembra aver trovato casa al primo piano di un fabbricato è già nel mirino dell'opposizione. «Il nuovo comando costa troppo. L'amministrazione è sprecona e poco lungimirante» esordiscono le minoranze politiche castellane in consiglio, facendo ancora una volta i conti in tasca al Comune.
Le forze d'opposizione, pur dichiarandosi decisamente a favore della costituzione del consorzio di polizia locale, non condividono la scelta del nuovo comando, ribadendo le perplessità espresse già due anni fa, quando l'amministrazione comunale decise per l'acquisto dell'attuale sede di Largo Boschetti.
«All'epoca eravamo stati chiari: - afferma Graziano Meneghini di Vivi Montecchio - il comando di Largo Boschetti ci appariva già una scelta infelice per l'impossibilità di un ampliamento dei locali. È assurdo che un'amministrazione comunale opti per una soluzione già superata». Secondo quanto sostiene il capogruppo di Forza Italia, Gianluca Peripoli, l'affitto del nuovo stabile si aggirerebbe intorno ai 6 mila euro mensili. «Una spesa aggiunta - spiega - considerando che il Comune dovrà continuare a pagare anche il mutuo dei locali in Largo Boschetti. Non è possibile posizionare un comando nel centro della città quando è universalmente noto che i problemi maggiori si concentrano lungo la regionale. Oggi l'amministrazione cambia idea ma dovrà rendere conto di queste spese».
Claudio Meggiolaro, consigliere di Lega Nord, e Claudio Beschin capogruppo di Montecchio Città rincarano la dose: «Siamo ormai alla farsa - dice Meggiolaro - avevamo anticipato che sarebbe andata a finire in questo modo. Si conferma l'impressione che l'amministrazione navighi a vista e non opti per soluzioni a medio-lungo termine, ma solo temporanee». «È un'amministrazione debole - prosegue Beschin - quella che si accorge sempre in ritardo di aver commesso un errore». Beschin spiega, inoltre, che all'epoca dell'amministrazione Ceccato era stato presentato un progetto per un nuovo comando che avrebbe potuto agevolmente ospitare vari ampliamenti: «Un'idea concreta e lungimirante è stata buttata alle ortiche per la decisione di posizionare il comando in un condominio».


Antonella Fadda

Montecchio. Lotta anti lucciole: controllate mille auto

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Liusa Dissegna



La maxi retata "a puntate" contro il sesso a pagamento lungo la strada regionale 11, con un pizzico di ironia intitolata all’amor romantico della leggenda dei castelli montecchiani di "Giulietta e Romeo", negli ultimi 4 mesi si è rivelata una vera e propria offensiva delle forze dell’ordine per cercare di calmierare il fenomeno della prostituzione e della malavita sul territorio che da Montebello raggiunge Vicenza. MILITARI. Cinque servizi di controllo, della durata di una notte intera dalle 22 alle 8 del mattino successivo, hanno visto scendere in campo, da settembre ad oggi, 794 militari di tutte le stazioni della compagnia di Valdagno (Montecchio, Chiampo, Recoaro, Montebello, Trissino, Valdagno, Crespadoro, Arzignano). Di recente si sono aggiunti al servizio anche i carabinieri della compagnia di intervento operativo del IV battaglione "Veneto" di Mestre, in forze al comando di Valdagno del capitano Andrea Massari; giunti per rafforzare i già presenti controlli sul territorio. OFFENSIVA. L' offensiva notturna è scattata in seguito alla linea dura scelta dai Comuni che si affacciano sulla regionale 11 - Montecchio, Altavilla, Creazzo, Vicenza - che l’estate scorsa hanno emesso ordinanze che contemplano sanzioni per i clienti delle prostitute fino a 500 euro, con la formula di intralcio al traffico, divieto di sosta o altre violazioni al codice della strada. Ordinanze che hanno portato ad un totale di 81 multe amministrative per un introito di 40.500 euro. Decine i militari schierati per notte, da 4 a 6 pattuglie in strada per volta, fuggifuggi di "lucciole" e protettori, clienti imbarazzatissimi. Così i carabinieri, con 380 posti di controllo effettuati in 3 mesi e mezzo, hanno passato al setaccio la strada della prostituzione vicentina, identificando oltre cento ragazze. Nel corso degli stessi servizi, i carabinieri hanno controllato più di mille automezzi e identificate 1.539 persone. 402 gli extracomunitari controllati: 6 arrestati e 13 denunciati in stato di libertà in base alla legge Bossi-Fini, 21 clandestini per cui è stata avviata l’espulsione e 35 extracomunitari accompagnati in Questura per l’espulsione. SICUREZZA. Una campagna delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei cittadini, alla quale ha partecipato anche la polizia locale, che è stata molto apprezzata dai sindaci. Un ambito, la sicurezza, nel quale si inquadrano anche i 43 locali controllati, le 122 multe comminate per infrazioni al codice della strada, le 62 persone sottoposte ad alcoltest, le 23 persone segnalate per possesso di stupefacenti e le 27 patenti di guida ritirate.

Arzignano. Via Kennedy ed ex Poletto. Sì al nuovo Pat

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Paolo Rolli



Arzignano.Sotto l’albero di Natale dell’Amministrazione comunale c’è il Pat. Il Piano di assetto territoriale, ovvero il vecchio Prg ampliato e potenziato, infatti, è stato approvato nei giorni scorsi dalla Regione, e diventa a tutti gli effetti lo strumento sul quale si baseranno la pianificazione e l’organizzazione del territorio arzignanese per i prossimi anni. Addirittura a partire dalle prossime settimane. Quello che la Regione Veneto ha fatto ad Arzignano alla vigilia delle festività natalizie e senza dubbio un bel regalo: l’approvazione del Pat da parte della direzione dell’assessorato regionale all’urbanistica, infatti, è la conferma che il lavoro iniziato ad Arzignano nella primavera del 2006 e conclusosi a fine 2007 con l’approvazione da parte del Consiglio comunale è stato ben fatto. Il nuovo strumento di gestione del territorio, che sostituisce il vecchio Piano regolatore generale e delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo del territorio in base agli indirizzi espressi a livello superiore, affronta tutti i temi di particolare importanza per Arzignano: dalla viabilità alla riqualificazione del patrimonio esistente, dall’edificazione nelle contrade al risparmio energetico per uno sviluppo sostenibile. «Si tratta senz’altro di un bel regalo di Natale, che premia il lungo e impegnativo lavoro svolto per dare alla città uno strumento di pianificazione moderno e al tempo stesso attrezzato per dare risposte veloci alle esigenze dei cittadini» è il commento del sindaco Stefano Fracasso. Il nuovo Pat, ora a tutti gli effetti strumento operativo, parte dell’analisi della situazione esistente, e si muove lungo alcune direttrici principali e strategiche per il futuro della città, ad iniziare dalla mobilità: tra le più significative la definizione di un asse privilegiato sulla direttrice via Chiampo, via Kennedy, via dell’Industria e via del Lavoro con prosecuzione fino al nuovo svincolo sulla 246 nonché il miglioramento del collegamento con il comune di Chiampo a vantaggio della viabilità della vallata. Una forte azione è poi riservata al recupero e alla trasformazione delle aree già occupate da insediamenti produttivi e che ora vengono dismesse e destinate a funzioni commerciali, direzionali e di servizio. Tra queste, l’area occupata dalle ex officine "Poletto" lungo viale Vicenza rappresenta uno degli aspetti più importanti e di maggior respiro.

Auto sbanda sulla strada innevata
Muore calciatore dell'Arzignano

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Grave lutto per il calcio dilettantistico vicentino. La notte scorsa, a causa del fondo stradale scivoloso per la prima neve, ha perso la vita in un incidente stradale il calciatore del Garcia Moreno Arzignano, Enrico Pento di 26 anni.

Il giovane viaggiava su una Mercedes classe A, in compagnia dell’amico Giulio Cavedon 22 anni, rimasto gravemente ferito. L’incidente è avvenuto alle 2.45 in via S. Anastasia a Thiene, all’altezza della curva del Barcon.

I due stavano facendo rientro a casa dopo aver festeggiato insieme ad altri amici, la vittoria del Garzia Moreno, contro il Camisano, grazie ad un gol messo a segno al 13 del primo tempo, proprio da Enrico Pento. La squadra  milita nel girone A del campionato di eccellenza.

Pento, che abitava a Marano Vicentino, era cresciuto nella fila del Thiene. Vi aveva giocato per una decina d’anni, fino al campionato in C 2. Quindi era passato all’Arzignano confermando le sue doti di bomber.

Sulla fatale uscita di strada che gli è costata la vita, stanno svolgendo accertamenti, gli uomini della polizia stradale di Bassano, intervenuti per i rilievi dell’incidente.

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