domenica, 14 marzo 2010
Est
CAMBIA PAESEVigili,
ognuno
fa per sé
Matteo Marcolin
Est. Sembrava un sodalizio inossidabile. Invece, dopo quasi dieci anni, le amministrazioni comunali di Camisano, Grumolo delle Abbadesse, Montegalda e Montegaldella hanno deciso di sciogliere la convenzione sulla polizia locale. Più che una risoluzione dell'accordo esistente si tratta di un mancato rinnovamento alla naturale scadenza (30 giugno 2010). Tra i motivi della scelta ci sono difficoltà logistiche ma anche problemi legati alla gestione del servizio in un territorio molto vasto.
«È problematico gestire un territorio così vasto in cui i trasferimenti sono difficili - spiega il sindaco di Camisano Renzo Marangon - così abbiamo deciso di non rinnovare l'accordo».
Marangon rivendica poi maggiore autonomia. «Il nostro comune ha la necessità di gestire direttamente i propri uomini- continua- la nostra amministrazione vuole portare a termine due progetti a cui teniamo particolarmente: prima il censimento della popolazione e poi attivare il servizio di reperibilità notturna. Per questo non posso avere le mani legate». Il sindaco di Camisano non esclude che ci possa essere una nuova collaborazione tra amministrazioni. «Di certo- conclude - non sarà così vincolante come adesso».
Fatto sta che dal primo luglio ogni comune avrà le mani libere e potrà scegliere di riorganizzarsi come crede. Montegalda sta già pensando di arraggiarsi da sola, gestendo in proprio il servizio. «Ovviamente bisognerà tenere conto degli equilibri del bilancio- spiega Lotto- ma solo in seconda battuta penseremo di aggregarci eventualmente ad altri comandi». Così potrebbe tornare in vita un piccolo comando autonomo.
Una direzione diversa da quella seguita da Grumolo delle Abbadesse. La strada per l'amministrazione guidata da Flavio Scaranto sembra già tracciata, visto che quasi sicuramente andrà a far parte del consorzio di Torri di Quartesolo.
Un capitolo a parte è quello di Grisignano. Fino al 2007, anche questo comune, faceva parte della convenzione. Poi l'amministrazione di allora scelse di organizzarsi autonomamente con tre agenti. «Ora invece stiamo elaborando una proposta di convenzione - spiega il sindaco Renzo Lotto- per aggregarci a Torri di Quartesolo». Per Montegaldella, infine, la situazione è più complicata, potrebbe bussare alla porta di Montegalda per trovare un accordo e un comando unificato che accontenti le due amministrazioni.
Quinto.
Pedibus,
cercasi genitori
come volontari
Tommasino Giaretta
Quinto. Tutti seduti attorno a un tavolo di lavoro alla scuola primaria "Perlasca" per valutare se ci sono i presupposti validi a far decollare il "Pedibus" dal prossimo settembre con un primo percorso pilota. Il comitato genitori, dopo avere attivato in questi giorni il proprio sito (www.comitatogenitoriquinto.org) ha indetto una riunione tecnico-informativa per gettare le basi del nuovo servizio che intende offrire alla cittadinanza.
A pronunciarsi sono stati invitati in primo luogo gli insegnanti e l'Amministrazione comunale, ma nel progetto sono stati coinvolti anche il consorzio di polizia locale di Torri di Quartesolo, la pro loco, i nonni vigili, il gruppo Alpini senza naturalmente chiudere la porta alle varie associazioni che operano nel volontariato e nel sociale.
Per lo sviluppo dell'iniziativa sono state chiamate a relazionare Maria Teresa Leodari che cura l'organizzazione del "Pedibus" per conto dell'assessorato all'istruzione del Comune di Vicenza e Nives Pillan, agente di vigilanza della Polizia locale di Vicenza le quali hanno messo in campo l'esperienza maturata nel capoluogo. La necessità di attivare il Pedibus anche a Quinto deriva principalmente dal problema del traffico caotico su via degli Eroi dove da un anno e mezzo è stata inaugurata la nuova elementare che accoglie i 260 alunni.
Decongestionare il traffico che gravita in entrata e uscita su un unico sbocco, ma al tempo stesso promuovere un progetto in grado di educare i genitori a rinunciare all'auto in cambio di una migliore qualità della vita a salvaguardia della salute dei propri figli e dell'ambiente è l'obiettivo primario.
Ora, dopo una prima individuazione dei percorsi si cercano genitori o persone disponibili a scortare i Pedibus tramite un corso di apposita formazione. Al Comune spetterà di mettere in sicurezza i passaggi pedonali interessati.
Grisignano
L'Ascom
contro l'outlet
Matteo Marcolin
La battaglia sull'outlet non si chiude qui. L'Ascom di Vicenza affila i coltelli e prepara il contrattacco.
Dopo la notizia della sottoscrizione del protocollo da parte dell'amministrazione comunale di Grisignano con la società bresciana Draco spa, i commercianti stanno valutando le azioni da intraprendere.
CONTROMOSSE. «In questi giorni - spiega il vicedirettore Ernesto Boschiero - dal comune dovremmo ricevere tutta la documentazione relativa al progetto. Poi faremo le nostre mosse sentendo anche i presidenti dei raggruppamenti di zona e gli operatori che sono decisamente preoccupati per quanto sta accadendo».
La firma dell'accordo da parte dell'amministrazione comunque non muove di un centimetro la posizione dell'Ascom.
MAXI OPERA. «Siamo contrari a questa cattedrale nel deserto - aggiunge Boschiero - che peraltro contrasta con la pianificazione regionale. Il centro acquisti determinerà la chiusura di molti esercizi commerciali del territorio, in un'area di circa 120 chilometri, interessando anche le città di Vicenza e Padova. Ciò comporterà un ulteriore impoverimento dei centri storici senza contare poi i problemi viabilistici e di inquinamento dell'aria causati dal traffico di mezzi».
DUBBI E TIMORI. Se la posizione dei vertici provinciali e dei raggruppamenti del territorio è contraria alla struttura, i commercianti di Grisignano sono invece orientati diversamente. Da un lato non hanno aderito alla lettera di protesta inviata poche settimane fa a Regione e alle province di Padova e Vicenza e sembrano d'accordo con quanto deciso dall'amministrazione. «La maggior parte di noi - spiega la presidente dei commercianti Sonia Busato - è favorevole anche se abbiamo dei compresibili timori. Crediamo che l'Outlet rappresenti un'opportunità per lo sviluppo del paese, ma capiamo le ragioni e le preoccupazioni degli altri». C'è poi chi contesta il metodo adottato dall'amministrazione comunale. L'ex sindaco Mirco Bolis, ora consigliere di opposizione, ieri ha stigmatizzato la decisione di firmare un protocollo «ad occhi chiusi». La minoranza non ha mai negato di essere favorevole alla città degli acquisti. Anche se - dicono dall'opposizione - quel protocollo impegna in modo vincolante le parti.
I RISCHI. «Io stesso - spiega Bolis - quando guidavo l'amministrazione, prima di impegnarmi, ho chiesto che venissero prima presentati i progetti preliminari: per questo avevo preso sei mesi di tempo. A mio avviso l'amministrazione, se volesse, farebbe fatica a fare un passo indietro. In questo momento non ci sono studi preventivi sul traffico e di fattibilità dell'opera. Insomma, non vorrei che succedesse come in alcuni paesi limitrofi dove prima hanno realizzato i centri commerciali e poi le strade». L'ex sindaco Bolis aggiunge qualche particolare sulle linee guida che costituiscono il protocollo appena siglato tra Comune e società bresciata dicendo che lo stesso prevede l'apertura di un ipermercato. «Sarebbe l'ennesimo della zona».
Grumolo D.A.
Morto in casa
da almeno
una settimana
Grumolo D.A. Era morto da una settimana, forse una decina di giorni. A stroncare Erminio Soldà, pensionato di 60 anni, era stato un malore improvviso che non gli aveva dato nemmeno il tempo di chiedere aiuto.
A fare la drammatica scoperta, mercoledì sera, sono stati i carabinieri della stazione di Camisano con i vigili del fuoco di Vicenza. Ad avvisarli era stato un residente di via Venezia a Grumolo delle Abbadesse, dove Soldà abitava nell'abitazione al civico 56/b. «Non lo vedo da giorni, c'è sempre la luce accesa e la tapparella alzata fino allo stesso punto», ha riferito preoccupato il vicino.
I carabinieri, per entrare in casa, hanno chiesto l'intervento dei pompieri che hanno aperto la porta blindata.
Soldà era in camera, a letto. La morte, che risale ai giorni scorsi, e il riscaldamento acceso avevano provocato un forte odore che ha reso necessario l'uso delle maschere. È parso subito evidente che per lo sfortunato pensionato, che viveva da solo da alcuni anni, da quando gli era morta la mamma, era morto per cause naturali, come riscontrato anche da un medico di guardia di Torri di Quartesolo che è stato subito allertato.
I carabinieri hanno avvisato i parenti della vittima, che ha due sorelle che abitano a Torri di Quartesolo e a Monticello Conte Otto, e quindi il magistrato di turno, il pm Luigi Salvadori.
Torri. Costerà
4 milioni
il palasport
da 1.200 posti
4 milioni
il palasport
da 1.200 posti
Matteo Marcolin
Torri. Duemilaquattrocento metri di area coperta, 630 posti a sedere (1200 complessivi), quattro spogliatoi e un investimento da 4 milioni e 200 mila euro. I numeri del nuovo palazzetto dello sport di Torri di Quartesolo sono questi.
L'OPERA. L'opera, iniziata ad ottobre, potrebbe essere ultimata già prima della fine del 2010. Verranno così risolti i problemi delle società sportive del paese costrette ad utilizzare vecchi impianti e ad emigrare anche fuori da Torri per allenarsi e disputare le gare.
L'intervento è atteso da tempo. Tanto che addirittura alcune società seguono da vicino lo stato dei lavori. L'unione sportiva Torri, ad esempio, sul proprio sito (www.unionesportivatorri.com) ha attivato un link (palasport via Vedelleria) in cui si può seguire a che punto è l'intervento. Ogni mese vengono aggiunte foto aggiornate.
Il nuovo palazzetto, però, non ospiterà solo le squadre di pallavolo, basket e pallamano. Qui, infatti, troveranno spazio anche mostre, feste ed eventi. La copertura interna infatti sarà realizzata in legno ed è stata studiata per garantire una buona acustica quando la struttura ospiterà concerti e rappresentazioni. Probabile che anche la compagnia teatrale Arcadia possa esibirsi nei tradizionali appuntamenti invernali.
DUE PIANI. La struttura disporrà di due piani: al piano terra, oltre alla piastra sportiva, sono previsti l'entrata ed il bar, spogliatoi quadrupli ed il magazzino. Al piano rialzato, invece, troveranno spazio una palestra per la preparazione atletica, le sale riunioni e stampa, nonché aree per l'organizzazione di mostre ed eventi culturali.
I lavori a breve si concentreranno su strade e parcheggi. Ci saranno infatti anche notevoli modifiche alla viabilità che coinvolgeranno l'area del centro commerciale Le Piramidi, dove sorgerà il palazzetto. «Via Vedelleria - precisa il sindaco Diego Marchioro- diventerà una strada a tre corsie e sulla regionale 11 verrà realizzata una nuova grande rotatoria. Inoltre ci sarà una pista ciclopedonale che, raccordandosi al tratto esistente di via Roma, permetterà di raggiungere il centro commerciale ed il palazzetto in sicurezza».
SOTTOPASSI. Nei punti di intersezione sono stati previsti dei sottopassi, larghi fino a quattro metri. Dunque, almeno secondo l'idea progettuale, dal centro dal paese si potrà raggiungere il palazzetto in sicurezza, utilizzando la nuova pista ciclopedonale.
SICUREZZA. In questo modo si consentirà di mettere in sicurezza anche coloro che, soprattutto nei fine settimana, raggiungono il centro commerciale e il cinema a piedi attraverso la grande rotatoria che porta in tangenziale.
Nel complesso l'intervento anche arriverà a costare circa nove milioni di euro, di cui un milione a carico del comune. Il resto sarà a carico della società privata proprietaria dell'area commerciale
Le Piramidi, che ha raggiunto un accordo con l'amministrazione comunale che le consente di riavere 40mila metri quadrati di superficie produttiva.
Camisano.
Al cinema Lux
con il critico
Mereghetti
Camisano. Dalle 20,30 al cinema Lux una serata per i dieci anni dalla riapertura del cinema. Costruito nel 1939, il più vecchio cinema della Diocesi di Vicenza,dopo vari periodi di chiusura ha riaperto nel 1999, grazie all'impegno del parroco don Giuseppe Rancan e di tutta la comunità parrocchiale, ridando respiro a molte attività culturali del paese.
Il titolo della serata è "Assalto a Fort Apache-Riusciranno le monosale a resistere allo strapotere delle multisale?" Tema che sarà affrontato dal critico cinematografico e giornalista del Corriere della Sera Paolo Mereghetti e da Stefano Ferrio scrittore, giornalista, professore di Semiologia del Cinema all'Università di Padova. G.B.
Grumolo.Ingroia
agli studenti
«La mafia
è ovunque»
Matteo Marcolin
Grumolo. I ragazzi che lo hanno ascoltato per quasi due ore nel teatro parrocchiale di Grumolo non erano ancora nati nei primi anni 90, nel periodo delle stragi di mafia in Sicilia. Però sanno bene chi erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due dei magistrati assassinati per mano della Cupola, conoscono Totò Riina e Bernardo Provenzano e sanno che le organizzazioni criminali sono presenti anche in Veneto e in tutto il nord Italia. Lo hanno sentito più volte alla televisione.
L'altro giorno glielo ha ripetuto Antonino Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo. Accompagnato dalla scorta ha parlato delle mafie (da quella "disciplinata" siciliana a quella più "anarchica" e spregiudicata -la camorra campana) , ha risposto alle domande dei ragazzi ed ha presentato il libro "C'era una volta l'intercettazione".
Ingroia, appena trentenne, è entrato a far parte di quel pool rimasto nella storia recente della repubblica italiana e falcidiato dagli "attentatuni" di Capaci e via D'Amelio.
«Mi è rimasto molto delle lezioni apprese in quegli anni- ha spiegato- degli insegnamenti che mi ha impartito in particolare Paolo Borsellino quando ero con lui prima a Marsala e poi a Palermo. Ho appreso un metodo di lavoro che continuo a seguire».
Ingroia ha precisato che non esistono regioni immuni dal fenomeno mafioso. «Nel Veneto così come in Lombardia e in Emilia - ha precisato- le organizzazioni sono presenti a più livelli poiché qui possono riciclare ed investire il denaro sporco in aree ricche e con interessi diversificati. La mafia del Brenta, in passato è stata neutralizzata, ma ci sono altri gruppi che operano in questi territori».
«Oltre ai pedinamenti - ha specificato - sono fondamentali le intercettazioni telefoniche ed ambientali. Col nuovo progetto di legge sarà impossibile disporre le intercettazioni che saranno effettuate solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza». Ingroia ha poi speso qualche parola sul processo breve. «Lo chiamerei più propriamente la morte breve del processo poiché opererà quasi sempre la prescrizione e non ci saranno sentenze di merito». Ad organizzare l'incontro l'Istituto comprensivo Torri 2 (che ricomprende la scuola media di Grumolo).
Quinto.
Vandali
sulla pista
ciclabile
Tommasino Giaretta
Se da un lato l'assessorato all'ambiente è sempre più impegnato a dare risposte per far funzionare la raccolta dei rifiuti ed evitare situazione di degrado, dall'altro lato si registrano atteggiamenti poco edificanti che costringono l'Amministrazione agli straordinari.
Spiace perché Quinto Vicentino risulta uno tra i Comuni più ricicloni della provincia con una percentuale che raggiunge il 72 per cento. La raccolta rifiuti, attivata dall'aprile 2008 con il sistema porta a porta, è stata ulteriormente potenziata dall'inizio dell'anno con l'ampliamento della tipologia dei rifiuti (tubi fluorescenti, lampadine a lunga durata, batterie per auto e telefonini, toner) che possono ora essere conferiti all'ecocentro di via XX Settembre dove sono stati portati a termine i lavori di ampliamento con una spesa di 95 mila euro. L'apertura della sbarra di accesso avverrà mediante una scheda magnetica dotata di un microchip in grado di controllare la frequenza degli accessi e la posizione dei singoli utenti.
L'impegno dell'assessore Carlo Alberto Bertolini va ben oltre intento a promuovere a marzo una giornata ecologica, ma anche a provvedere in questi giorni alle segnalazioni per il bivacco notturno di giovani che lasciano in cattivo stato le pensiline dell'autobus e per dover riparare la staccionata lungo la pista ciclabile che congiunge il quartiere "La montagnola" con gli impianti sportivi e la scuola elementare. Un gruppo di giovanissimi con il volto coperto, qualche sera fa è stato scorto e costretto alla fuga mentre demoliva a calci la staccionata. «Un fenomeno non preoccupante - assicura l'assessore Bertolini - ma da tenere sotto controllo».
Torri di Q.
Recuperato
il ponte
palladiano
Matteo Marcolin
Torri di Quartesolo. Come su una banconota da dieci euro appena uscita dalla Zecca di Stato. Il ponte Palladiano sul fiume Tesina a Torri di Quartesolo torna a splendere dopo i lavori straordinari eseguiti nei mesi scorsi.
L'opera, che è molto somigliante a quella raffigurata su una delle banconote più utilizzate in Europa, i 10 euro per l'appunto, è stata sistemata grazie anche ad alcuni finanziamenti. Il restauro conservativo ha permesso di rimettere a nuovo i prospetti che erano compromessi dal punto di vista estetico. Sono state ripulite e ripristinate pietre e mattoni delle fiancate e dei parapetti e sistemati i capitelli.
«Tra luglio ed ottobre è stato portato a termine il lavoro che ha comportato la pulitura e la sostituzione di alcuni mattoni - precisa l'ingegner Gabriele Zorzetto dello studio Vetera di Vicenza - in particolare sono stati tolti quelli industriali e inseriti altri nuovi fatti a mano. Inoltre, sono state sostituite parti che con il tempo erano andate in rovina».
L'investimento di 200 mila euro è stato finanziato in parte dalla Regione (66 mila euro), in parte dalla Fondazione Cariverona (60 mila euro) e in parte dalla stessa Amministrazione comunale (73 mila euro). «Anche se - aggiunge il sindaco Diego Marchioro - siamo stati ammessi ad un contributo dal Ministero dei beni culturali che ci restituirà quanto versato».
L'intervento però non si ferma qui. In questi giorni stanno per essere ultimati anche altri lavori (primo stralcio del Parco fluviale del Tesina). È stata realizzata una pista ciclopedonale, di circa 700 metri, costruita proprio sull'argine del fiume e che arriva fino al ponte sulla ferrovia con 100 mila euro, 40 dei quali finanziati dalla Regione.
Questa parte dell'intervento ha suscitato qualche polemica perché è stata creata una rampa ed una gradinata di accesso sul ponte. «Abbiamo ottenuto tutte le autorizzazione senza particolari difficoltà - si giustifica il sindaco - l'apertura non si nota nemmeno». Sul lato opposto sarà realizzata una piazzola di sosta per ammirare il ponte.
Bolzano.
Crolla il ponte.
Chi paga
i lavori?
Crolla il ponte.
Chi paga
i lavori?
Tommasino Giaretta
Bolzano. Guerra di confine fra le amministrazioni comunali di Bolzano e di S. Pietro in Gu a seguito del crollo di un ponte sulla roggia Regazzo. Ciò ha costretto il sindaco guadense, Gabriella Bassi, a emettere un'ordinanza di chiusura di via Armedola, arteria secondaria che mette in comunicazione l'omonima contrada in territorio di San Pietro in Gu con l'ex statale Postumia in territorio di Bolzano Vicentino.
L'ordinanza reca la data del 14 novembre scorso con chiusura al traffico veicolare nonché ai pedoni i quali godono invece dell'assenza di auto per salutari passeggiate immersi nella natura.
Una situazione scomoda per il Comune di Bolzano considerato che il ponte non serve alcun residente nel proprio territorio e che vede sul fronte opposto il Comune di San Pietro in Gu impegnato a ripristinare la viabilità al più presto per non costringere i propri residenti a una deviazione che immette direttamente sull'attuale Postumia sfruttando la viabilità interna della zona industriale.
«Abbiamo eseguito delle visure - afferma il sindaco di Bolzano Vicentino Massimiliano Fattori - per identificare il classamento del ponte. È un manufatto che risale ai primi del secolo scorso e che confina con i due Comuni dando accesso ad una via in territorio di San Pietro in Gu a esclusivo beneficio degli abitanti guadensi. Al momento è difficile reperire un documento che confermi la proprietà, anche perché è problematico individuare lo scostamento millesimale nelle carte informatizzate».
«Se ragioniamo con il principio della solidarietà e con il buonsenso - continua Fattori - potremmo dire che la spesa per la ricostruzione del ponte potrebbe essere equamente divisa fra i due comuni. San Pietro in Gu insiste invece per accollarsi le spese pari al 20 per cento lasciando a nostro carico la rimanente spesa».
Un inconveniente non di poco conto in tempi in cui le ristrettezze di bilancio impongono una oculata gestione delle risorse disponibili. La spesa per il rifacimento del ponte, stando a una prima stima, si aggira sui 100 mila euro.
«Ci siamo incontrati con tecnici e amministratori in municipio a San Pietro in Gu più volte - conclude Fattori - ma purtroppo le idee non sono coincidenti. Speriamo di trovare presto un'alternativa percorribile, magari grazie all'intervento del Consorzio di bonifica Brenta».
Quinto.
City card
alla mensa
delle scuole
City card
alla mensa
delle scuole
Quinto. Rivoluzione alla mensa scolastica delle scuole elementari "Perlasca". L'Amministrazione comunale ha deciso di introdurre il servizio telematico per mezzo di una "city card" con il quale ogni alunno potrà prenotare il pasto al mattino nel momento in cui entrerà a scuola.
Viene archiviato il vecchio sistema imperniato sui buoni cartacei che richiedeva la raccolta dei dati classe per classe effettuata in un primo momento dagli insegnanti e ultimamente dal personale della cooperativa "Con te" che gestisce il servizio di pre accoglienza e di doposcuola.
Con il nuovo sistema, su specifica disposizione dell'Ulss 6, dall'1 febbraio non sarà più possibile differenziare i pasti al momento dell'ordinazione. Il menù sarà pertanto unico e risponde a dei precisi requisiti approvati dal servizio igiene alimenti e nutrizione dell'Ulss che assicura in tal modo un apporto nutrizionale bilanciato.
Sono ammesse variazioni di menù solamente per quegli alunni che, tramite prescrizione medica, non possono assumere determinati alimenti per intolleranze, allergie o per motivi di religione. Il passaggio del servizio mensa con l'utilizzo della tessera sarà illustrato nel corso di un incontro mercoledì alle 18 nell'auditorium delle elementari. T.G.
Lisiera.
Poste
e scuola
a rischio
Poste
e scuola
a rischio
Preoccupazione nella frazione di Lisiera dove si è costituito un comitato per mantenere aperta la scuola elementare e dove l'Amministrazione comunale è impegnata per scongiurare la chiusura dell'ufficio postale.
È opinione diffusa che l'attuale riduzione dell'apertura a soli tre giorni alterni altro non sia che l'anticamera della definitiva chiusura degli sportelli. A seguito di una valutazione dei volumi di attività relativi alle varie realtà territoriali, la direzione di Poste Italiane ha attuato una serie di interventi di ottimizzazione degli orari di apertura degli uffici.
Le analisi sui flussi di clientela e sulla correlata domanda di servizi, hanno evidenziato che l'ufficio postale di Lisiera è in grado di soddisfare le esigenze locali assicurando gli standard di qualità rimanendo aperto dalle 8.30 alle 14 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì.
Avendo verificato i disagi e le lamentele della popolazione, la Giunta comunale si è attivata proponendo alla Direzione l'apertura degli sportelli dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13, soluzione questa che avrebbe consentito di rispettare il monte ore settimanale fissato da Poste Italiane. In alternativa la Giunta aveva proposto di cambiare i giorni d'apertura con il martedì, giovedì e sabato. La prima soluzione prospettata è stata scartata dalla Direzione di Poste Italiane che ha invece accolto la proposta, a partire da gennaio, dell'apertura dalle 8.30 alle 14 nei giorni di martedì, giovedì e sabato. L'ufficio postale di Lisiera, sia pure a mezzo servizio, al momento è salvo. T.G.
Grisignano. Outlet, nuovo progetto. Spunta cordata berica
Matteo Marcolin
Colpo di scena. Per la realizzazione dell'outlet di Grisignano si fa avanti una cordata di imprenditori vicentini. Pochi giorni prima di Natale è stata protocollata in comune una proposta alternativa rispetto a quella della società Draco S.p.a. di Brescia.
Da diversi mesi a Grisignano si discute del progetto dell'outlet. Il piano era già sul tavolo della precedente amministrazione guidata da Mirco Bolis. A giugno è cambiato il sindaco ma non la volontà di realizzare un centro acquisti di proporzioni notevoli, sulla falsariga di quello esistente a Mantova. Nelle scorse settimane, dopo un periodo di stallo, l'Amministrazione ha premuto l'acceleratore discutendo nuovamente dell'idea sia in consiglio comunale che nel corso di un'assemblea pubblica. Bisognava accorciare i tempi- hanno lasciato intendere gli amministratori- anche perché ad altri comuni limitrofi si sono interessati al progetto outlet. .
La nuova proposta è diversa già dal nome. Il progetto, infatti, si chiama "Non solo outlet" e prevede la costruzione di un parco dedicato al commercio, all'infanzia e allo sport. Cambierebbe anche l' area di riferimento: o meglio, nella nuova soluzione avanzata, vengono presi in considerazione anche altri due terreni alternativi, oltre a quello finora individuato al confine con il comune di Mestrino. Ciò al fine di consentire di considerare come sviluppare il nuovo assetto viabilistico. Perché la vera questione da risolvere sarà comunque quella legata al traffico della zona che, inevitabilmente, subirà un notevole incremento e prevedibili disagi.
La bozza. Nel piano appena depositato, oltre all'area commerciale composta da negozi e centro espositivo, si fa riferimento ad un piccolo parco divertimenti dedicato ai bambini (con laboratori di sperimentazione e percorsi didattici simile a quello vicino all'acquario di Genova) e ad una cittadella dello sport. L'idea prevede poi uno spazio dedicato ai prodotti enogastronomici di eccellenza locali (grappe, vini, riso, formaggi) a prezzi ridotti. Rimangono sempre inalterate le volumetrie (30 mila metri quadrati).
La piscina. Secondo quanto emerge gli imprenditori vicentini avrebbero proposto, tra le opere di compensazione, di costruire una piscina coperta e un impianto polifunzionale (con pista di mountain bike) per praticare il triathlon.
Ora la palla passa all'amministrazione comunale che dovrà decidere con precisione quale idea adottare.
Bolzano V.
Il Fai d'accordo
«Quel cartellone
salva tante vite»
Tommasino Giaretta
Bolzano V. Pace fatta tra il Fai (Fondo ambiente italiano) e il Comune di Bolzano Vicentino. Rossella Beria, responsabile del Fai, ha inviato una lettera di scuse al sindaco Massimiliano Fattori dopo averlo in un primo momento invitato a rimuovere il cartellone pubblicitario recante la scritta "Guida la tua vita" che pone all'attenzione un'auto incidentata.
«Una bruttura che deturpa il paesaggio», secondo la campagna denominata "I luoghi del cuore" promossa dal Fai, ma che l'Amministrazione comunale ha difeso a spada tratta e voluto mantenere a sostegno di una campagna per la sicurezza ricordando agli automobilisti in transito la pericolosità della provinciale del Vicerè nel lungo rettilineo che unisce Bolzano Vicentino con Poianella, frazione di Bressanvido.
Un tratto di arteria che aveva fatto registrare negli ultimi anni una serie di otto incidenti mortali, oltre a numerosi altri sinistri e che avevano indotto il sindaco Fattori a posizionare in bella evidenza, illuminata nottetempo, una carcassa di automobile per scoraggiare gli automobilisti soliti a pigiare l'acceleratore con tragiche conseguenze.
Il Fai, valutata la difesa prodotta dal sindaco, ha fatto ora marcia indietro sostenendo a sua volta la validità di una iniziativa avallata a suo tempo anche dalla Provincia di Vicenza e dai Beni ambientali di Verona.
«Ci rendiamo conto - scrive il Fai - che il cartellone, indipendentemente dal giudizio estetico che si può liberamente esprimere, rappresenta in realtà un efficace espediente per scongiurare ulteriori sinistri su una arteria che risulta essere particolarmente pericolosa. Concordiamo che la salvaguardia delle persone sia una priorità indiscussa e che la soluzione si sia rivelata un utile deterrente nella riduzione della velocità».
Da rilevare che la segnalazione al Fai era stata inviata da un solo cittadino, evidentemente non in sintonia con il Comune e neppure con il Fai stesso.
Quinto V.
Impianto
fotovoltaico
per la scuola
Tommasino Giaretta
Quinto V. È stata necessaria la sentenza della Corte europea per accorgersi che nella nuova scuola elementare di via degli Eroi intitolata a Giorgio Perlasca e inaugurata nel settembre 2008, mancasse nelle aule il crocifisso.
Interrogato sull'argomento, il sindaco Valter Gasparotto ha dichiarato che non intende cavalcare l'onda mediatica del momento, ma al tempo stesso ha assicurato che nell'imminente definizione del bilancio sarà accantonata la relativa somma per dotare del crocefisso tutte le 15 aule e i restanti locali.
La giunta comunale ha aderito anche all'iniziativa proposta dal Consorzio Energia Veneto per l'installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura della nuova scuola.
L'iniziativa, denominata "Mille tetti fotovoltaici su mille scuole" e che sta per essere portata a termine in questi giorni, è stata adottata per dare un tangibile contributo alla salvaguardia dell'ambiente attraverso la produzione di energia pulita.
«Con questa iniziativa - afferma il sindaco Valter Gasparotto - ci prefiggiamo di ridurre i consumi energetici attraverso nuove norme in tema di edilizia territoriale, di contenere le spese per l'erogazione di energia elettrica, di privilegiare l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile, di sensibilizzare la opinione pubblica per l'utilizzo di queste nuove tecnologie, di ridurre l'inquinamento atmosferico, di sperimentare e fungere da capofila di queste soluzioni».
Il costo, la progettazione, l'installazione dei pannelli e la manutenzione saranno a carico del Consorzio di cui il Comune di Quinto Vicentino è socio dal 2005.
Il contratto avrà la durata di 20 anni, alla fine del quale l'impianto passerà in proprietà del Comune, senza alcun corrispettivo.
Tra i vari benefici in materia energetico-ambientale e socio-economico, oltre al contenimento delle spese energetia carico del Comune non va dimenticato anche l'utilizzo a scopo didattico e dimostrativo del progetto.
Quinto V.
Villa Thiene e
la piazza. Una
idea per il centro
Tommasino Giaretta
Quinto V. A Quinto, della necessità di avere finalmente a disposizione una piazza vivibile, non più relegata a parcheggio, in grado di valorizzare villa Thiene, opera incompiuta del Palladio inserita nel patrimonio Unesco, se ne parla da un quarto di secolo, da quando nel 1983 è entrato in vigore il piano regolatore, senza che a tutt'oggi sia stata mossa una sola pietra. La riqualificazione del centro è diventata negli anni la sfida per ogni amministrazione. Ma adesso qualcosa potrebbe cambiare.
TRASLOCO. Ora che le elementari hanno traslocato lasciando libero l'edificio prospiciente villa Thiene è possibile realizzare il sogno custodito nel cassetto riqualificando il centro storico attraverso il rifacimento di piazza IV Novembre grazie alla Regione che aveva concesso un contributo di 4 mila euro con il quale è stato indetto un concorso di idee.
Sono stati 36 i progetti pervenuti ed esaminati da una commissione del Centro Internazionale di Studi Andrea Palladio, la quale ha ristretto il campo a quattro possibili soluzioni che saranno illustrate dai rispettivi progettisti alla popolazione domani alle 16.30 nell'auditorium della scuola "G. Perlasca" nel corso di un incontro pubblico al quale parteciperà Nadia Qualarsa, presidente dell'istituto regionale ville Venete oltre a Franco Barbieri e Francesco Monicelli della commissione esaminatrice.
LE SOFFITTE. Successivamente, alle 19, sarà inaugurata la mostra allestita nelle soffitte di villa Thiene comprendente tutti i 36 progetti che resteranno esposti al pubblico fino al 10 gennaio. Con questo concorso, oltre che rendere funzionale la piazza, si vuole valorizzare al massimo villa Thiene destinata a diventare un centro di cultura permanente con il ritorno della biblioteca civica e lo spostamento degli uffici comunali nelle ex scuole elementari.
TRAFFICO. Indispensabile l'allontanamento il più possibile del traffico dal centro storico a tutela dell'opera Palladiana e della salute dei cittadini, con la creazione di una grande area pedonale sopprimendo l'arteria che grava sul lato nord di villa Thiene attraverso una diversa canalizzazione del traffico con la costruzione di un nuovo ponte sul Tesina.
«Un progetto che stravolgerà l'attuale assetto viario, del tutto innovativo e per certi aspetti spregiudicato - afferma il sindaco Valter Gasparotto - per la cui realizzazione dovremo adesso impegnarci su più fronti per reperire i fondi necessari convinti e decisi di operare per un rilancio dell'immagine di Quinto».
Bolzano V.
Un comitato
per salvare
le elementari
Tommasino Giaretta
Bolzano V. Al grido "salviamo la scuola elementare" nella frazione di Lisiera si è costituito un comitato in collaborazione con la parrocchia.
La mannaia del ministro Gelmini non riguarda soltanto i docenti e il personale amministrativo, ma anche i plessi scolastici con meno di 50 alunni. Nella frazione di Lisiera la sopravvivenza della scuola elementare è davvero a rischio. Lo scorso settembre infatti non è partita la classe prima in quanto non è stato raggiunto il numero minimo di 15 alunni trattandosi di un plesso con singole sezioni. Nei plessi che contano più sezioni per ogni classe, il numero minimo per le classi prime sale fino a 27-28 alunni.
A Lisiera le elementari sono rimaste al momento in vita potendo contare su un totale di 59 alunni ripartiti nelle classi seconda, terza, quarta e quinta. L'anno scolastico in corso è dunque un anno di transizione, ma è evidente fin d'ora che il problema si proporrà drasticamente nel 2010.
La Giunta comunale ha fatto l'impossibile per fare partire la classe prima, ma senza successo. L'assessore all'istruzione Antonio Rigon aveva contattato le famiglie del capoluogo offrendo loro il trasporto e la mensa gratuiti nel tentativo di dirottare una parte dei bambini a Lisiera. L'iniziativa è caduta nel vuoto al punto che nessun genitore ha accettato di trasferire il proprio figlio dal capoluogo alla frazione. Ai genitori di Lisiera non è rimasta altra scelta che iscrivere i loro 8 figli nelle scuole del circondario.
Ecco giustificata la nascita del comitato che si propone di richiamare alunni anche da fuori paese allargando l'offerta formativa con interessanti iniziative sul piano didattico e organizzativo in particolare nel servizio del doposcuola.
Il comitato si avvale del sostegno della Giunta comunale decisa a difendere l'apertura delle elementari nella frazione e a sostenere tutte le iniziative che verranno messe in atto nei prossimi mesi.
Torri di Q.
L'albero tutto
in materiale
riciclato
Torri di Q. Un'idea originale e tanta buona volontà hanno consentito di realizzare uno dei pochi alberi di Natale interamente riciclati dell'intera provincia. L'opera, alta 10 metri è stata ideata dall'artista Francesco Rugiero ed è interamente in materiale di scarto: dalla struttura in ferro, agli addobbi, cd e plastica riutilizzata, è stata allestita nella piazza del municipio. «Dietro a questo albero c'è un bel po' di lavoro - hanno spiegato gli assessori Stefania Frizzo e Alessandro Cignacco -. Basti pensare che un'azienda specializzata (la Omba Engineering) ha dovuto effettuare dei calcoli strutturali per consentire che l'opera rimanesse eretta senza problemi di statici». Poi è stato assemblato il materiale ferroso di scarto e sono stati aggiunti man mano gli addobbi. Slogan del progetto è "Quest'anno l'albero lo facciamo noi" e si accompagna ad una serie di iniziative che mirano a sensibilizzare i residenti sulle tematiche ambientali. Sono stati coinvolti anche i bambini delle scuole primarie del territorio comunale "Lorenzi" di Marola, "Zanella" di Torri la "Da Feltre" di Lerino ed istituto Effeta di Marola. MAT. MAR.
Grisignano.
Comuni uniti
per il risparmio
energetico
Gian Maria Maselli
Grisignano. «Risparmiare sulla bolletta energetica comunale permette alle amministrazioni locali di investire in servizi e infrastrutture. Si parla di belle cifre: un Comune di 5mila abitanti spende mediamente 200mila euro l'anno in energia. Che diventano 480mila nei Comuni di 10mila abitanti, e 800mila in quelli di 20mila abitanti». È il calcolo con cui l'UE richiama al patto dei sindaci sull'energia sostenibile. E sul tema il Comune di Grisignano (poco meno di 5mila abitanti), si dimostra tra i più attenti del Vicentino.
Come dimostra l'incontro organizzato ieri all'hotel Magnolia, dove l'assessore all'ambiente di Grisignano, Stefano Lain, ha ospitato alcuni amministratori pubblici delle aree dei servizi Soraris, Ciat, e Intesa programmatica delle Risorgive. Questi i Comuni presenti ieri: Altavilla, Bolzano, Campodoro, Grumolo, Isola, Longare, Montegalda, Monteviale, Pozzoleone, Quinto, Rubano, Torri di Quartesolo e Veggiano.
Sull'opportunità che più Comuni di aree omogenee si presentino a Bruxelles, dopo aver approvato il proprio Piano d'azione sostenibile dell'energia, per firmare il protocollo con il Commissario Ue all'energia, hanno insistito i relatori Antonello Pezzini, rappresentante di Confindustria in Europa e consigliere del Comitato economico e sociale europeo; Annalisa Galante, docente del Politecnico di Milano e rappresentanti dell'azienda municipalizzata Amg e Dedalo Esco.
I finanziamenti europei transiterebbero attraverso le Esco, energy service company. Con i patti tra sindaci l'Ue si prefigge di raggiungere e migliorare l'obiettivo «tre volte 20 entro il 2020»: 20% di risparmio energetico, riduzione di CO2.
Gli ambiti d'intervento sono edilizia, infrastrutture, trasporti (dove la svedese Stoccolma e la francese Rouen spiccano per l'utilizzo di biocombustibili) comportamento energetico intelligente di cittadini e imprese.
«I Comuni - osserva Lain - possono diffondere questa buona pratica, contornando i cittadini con le molte soluzioni di energia sostenibile disponibili».
Ma sul classico esempio dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle scuole Galante avvisa: «Riqualificate energeticamente un'intera scuola, altrimenti inciderà poco l'utilizzo di tecnologia pregiata su un edificio colabrodo».
Valdastico sud
È bufera
sui camion
Antonio Gregolin
Si è trattato di vertice a tutto campo, quello tenutosi in Prefettura giovedì scorso incentrato sulla viabilità del triangolo tra Longare, Montegaldella e Grisignano, completo di tutte le parti: la Provincia, quattro comuni, società autostradale, polizia stradale. A coordinare l’incontro durato oltre tre ore, il vicequestore Foglia. Un primo significativo passo verso quella che dovrebbe diventare, ma che ancora non è, una concertazione stabile tra gli enti per rispondere ai tanti problemi del traffico suburbano. In particolare lo snodo di Montegaldella-Montegalda-Grisignano che da mesi tiene banco nelle diverse amministrazioni, per la massiccia presenza del cantiere autostradale Valdastico sud. È qui infatti che si registra il maggiore impatto ambientale di tutta la tratta autostradale Vicenza-Rovigo. Sempre qui si registrano i maggiori disagi dovuti alla quotidiana processione di camion che transitato per i centri storici comunali. A dare fuoco alle micce, una dettagliata lettera firmata da 150 cittadini di Montegalda, inviata a tutti gli enti, come un “grido disperato” con cui i frontisti esposti quotidianamente al traffico si dichiarano «esasperati e indifesi». Per la società autostrade invece è «effimero il numero di camion che ormai transitano». «Un centinaio di camion giornalieri - è stato detto dai tecnici autostradali - in via di scrematura». Dato questo contestato all’unisono dai sindaci che hanno caldeggiato i tecnici a verificare in loco la veridicità dei dati. Il botta e risposta tra le parti ha portato a ipotizzare che la questione sarebbe in via di “soluzione”. È fisiologico che vi sia una riduzione dei camion - ha detto la “Serenissima”- anche perché siamo giunti al 70% dei lavori completati. Ne dovrebbe conseguire che a breve vi sia una riduzione dei mezzi in transito». Chi dovrà accollarsi gli oneri di compensazione per la rete stradale comunale e provinciale devastata dal flusso continuo? Nessun accordo è stato raggiunto. E il muso duro dei sindaci non lascia grandi margini di trattativa.
Quinto.
«Raccolta rifiuti
porta a porta
così non va»
Tommasino Giaretta
Quinto. Così concepita la raccolta rifiuti non va. Lo sostiene la lista di minoranza "Quinto solidale rinnovata" che ha dato il via a una raccolta di firme a margine delle assemblee organizzate per informare la popolazione dei quattro centri abitati. Agli incontri già tenuti a Valproto e al Villaggio Monte Grappa seguiranno a breve quelli a Lanzè e nel capoluogo.
A distanza di un anno dall'avvio della raccolta con il sistema del "porta a porta" e nonostante il Comune si collochi fra i Comuni più virtuosi con una percentuale di riciclaggio del 70,67 per cento, la minoranza va all'attacco chiedendo all'Amministrazione comunale una modifica alla periodicità della raccolta pur mantenendo inalterate le uscite annue della Soraris, ditta che gestisce il servizio.
Nel mirino è finita la raccolta a rotazione del mercoledì di vetro, carta e plastica pari a 52 raccolte annue, (praticamente 17 annue per ogni tipologia) che costringe i cittadini a un accumulo in casa (per 21 giorni) di carta, plastica e vetro.
«Tale periodo di tempo - sostiene Renzo Segato, consigliere di minoranza ed ex assessore - è sopportabile per la carta, ma lo è molto meno per la plastica dati i notevoli volumi e soprattutto per il vetro il cui contenitore bianco in dotazione, unico ad essere accettato dalla Soraris, è decisamente insufficiente se si considera che ogni famiglia produce almeno un 'pezzo' al giorno tra bibite, sughi, marmellate, olio e altro con la conseguenza che i cittadini sono invogliati a disfarsene nel secco con maggiori costi e minor prodotto riciclabile». La soluzione avanzata è quella di aumentare le uscite per vetro-carta-plastica e di ridurre quelle per il "secco" effettuando la raccolta ogni 14 giorni abbinando il secco al vetro e la carta alla plastica.
Il totale delle uscite rimarrebbero quindi 104, ma con un miglior servizio per i cittadini ed una maggiore raccolta di vetro e plastica.
La petizione sarà sottoposta all'esame della Giunta sollecitata anche a posizionare ulteriori cestini nei luoghi pubblici del territorio vista la dilagante maleducazione di abbandonare a terra i rifiuti.
Quinto. Rizzato,
Pd: «Occupazione
da tutelare
alla Selecta»
Il caso Selecta approda in Regione. L'interrogazione all'assessore al lavoro, Elena Donazzan, è a firma del consigliere Pd, Claudio Rizzato.
La società, che conta un'unità produttiva a Quinto, ha fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria per crisi aziendale per un anno, a partire da giugno 2009, per 44 lavoratori. Secondo l'accordo sottoscritto nello stesso mese, l'azienda ha deciso di ricorrere alla mobilità per altri dieci lavoratori. A ottobre, tuttavia, si sono diffuse voci circa la volontà dell'azienda di chiudere l'attività entro l'anno e di trasferire l'unità da Quinto a Benevento.
Rizzato chiede alla Giunta d'intervenire in difesa dell'accordo di giugno per manterere l'attivita nel Vicentino e quali altre azioni intenda intraprendere per evitare la perdita di altri posti di lavoro.
Monticello
Rifiuti: esteso
il "porta a porta"
Ad un anno di distanza da quando è stato adottato il sistema di raccolta "porta a porta" nella frazione di Vigardolo, la nuova modalità di conferimento dei rifiuti viene estesa anche al capoluogo. Un cambiamento sostanziale rispetto al sistema attuale anche se già ora, nella parte del paese non ancora interessata dal nuovo sistema, molto viene differenziato attraverso l'utilizzo delle isole ecologiche sparse sul territorio e dall'ecocentro. Chiaramente un simile cambiamento richiede una adeguata informazione. Per questo motivo l'Amministrazione comunale ha indetto un'assemblea che si terrà al palazzetto dello sport di Cavazzale lunedì alle 20.30.
L'introduzione al nuovo sistema sta avvenendo con gradualità: il primo gennaio di quets'anno si è iniziato nella frazione di Vigardolo; dal 1° gennaio 2010 inizierà a Monticello capoluogo per essere poi esteso, entro l'anno, anche al resto del territorio comunale, vale a dire Cavazzale. Il nuovo sistema di raccolta rifiuti manterrà per tutto il 2010 un carattere di sperimentazione e quindi non comporterà, dal punto di vista tariffario, alcuna modifica rispetto all' attuale. In prospettiva però la tariffa di smaltimento rifiuti sarà legata in maniera prevalente all'effettiva quantità di rifiuti prodotta da ciascuno. In sostanza più si differenzia meno si paga.
La conferenza pubblica sarà tenuta da Francesco Benetazzo, presidente della Soraris, società che ha in gestione la raccolta rifiuti, assieme al sindaco e all'assessore all'ecologia Christian Zocchetta. A tutta la cittadinanza interessata verrà inoltre distribuito un opuscolo, che spiegherà nei dettagli il nuovo sistema e il calendario dei giorni di raccolta per le varie tipologie di rifiuto.
«Abbiamo iniziato con Vigardolo - afferma il sindaco Alessandro Zoppelletto - perché la piccola frazione ci ha consentito di seguire meglio l'introduzione di questa nuova modalità di raccolta. Nei primi mesi c'è stata ovviamente la necessità di un certo rodaggio ma abbiamo visto che grazie alla collaborazione di tutti, le cose sono andate bene. Da gennaio la raccolta porta a porta viene estesa a Monticello capoluogo per poi entro il 2010 completare l'operazione su tutto il territorio comunale. Ho ragione di ritenere che non dovrebbero esserci particolari difficoltà poiché il sistema a questo punto è già ampiamente collaudato. A livello di costi sicuramente non si avrà alcun aggravio rispetto al resto del paese poiché verrà mantenuto lo stesso sistema tariffario. In prospettiva, se la differenziazione arriverà a livelli molto spinti, penso che si riuscirà addirittura a risparmiare o quanto meno non andare ad incrementare i costi.
La nostra Amministrazione sta lavorando da anni per la tutela del territorio e c'è da parte dei cittadini una elevata sensibilità per le tematiche ecologiche».
Grisignano.
E' polemica
sulla Fiera del
collezionismo
Matteo Marcolin
Grisignano. La fiera del collezionismo chiude i battenti. Non si farà più. Come mai? Di chi è stata la scelta di cancellare l'appuntamento? Il rebus non è così facile da decifrare. Già, perché secondo quanto riportato dagli organizzatori dell'associazione "Il Tritone" l'evento sarebbe stato annullato per scelta dell'amministrazione comunale. La versione fornita da sindaco e assessori è però ben diversa: sarebbe stata la stessa associazione a non presentare le richieste e la documentazione necessaria in comune. E così si è aperto un piccolo caso.
Da qualche settimana quelli de "Il Tritone" hanno però annunciato sulla home page del sito web che "la giunta guidata dal sindaco Renzo Lotto ed eletta lo scorso giugno, ha deciso di cancellare la rimanente parte del programma del 2009 che prevedeva, come ancora pubblicizzato sul sito web del comune, tre appuntamenti: il 22 novembre, l'8 e 26 dicembre".
La versione fornita dagli amministratori di Grisignano è ben diversa. In comune, infatti, pare proprio non sia stata protocollata alcuna richiesta di autorizzazione.
«Non è stato annullato un bel niente - chiarisce l'assessore Nazzareno Carraro - semplicemente non è stata presentata nessuna domanda ufficiale». Carraro va oltre. E dice che, in ogni caso, la tipologia dell'evento, così come organizzato, non piaceva all'amministrazione.
«La manifestazione - aggiunge - così come era impostata non ci convinceva. Il nostro indirizzo, fra l'altro, è che sia direttamente l'Amg ad organizzare eventi anche di carattere provinciale».
Carraro precisa che anche dal punto di vista burocratico andava rivista la posizione degli organizzatori. «Si trattava di un mercato ambulante che ha bisogno di specifica autorizzazione». Cade dalle nuvole anche il presidente dell'Azienda municipalizzata Lorenzo Dainese. «Non abbiamo avuto nessun contatto diretto con l'associazione che non ci ha mai chiamato- precisa- si poteva valutare se collaborare. "Il Tritone" mai sentito».
Montegaldella. Tomba danneggiata. La famiglia denuncia
Antonio Gregolin
Non c'è che dire: qualcuno deve proprio avercela con una tomba nel cimitero, da otto mesi oggetto di ripetuti danneggiamenti. Si tratta della lapide che si trova sulla tomba dedicata a Gino Zanella. Idraulico di professione, l'uomo che abitava a pochi metri dal cimitero di Montegaldella è scomparso nel gennaio scorso: da allora la sua tomba è stata profanata per tre volte. L'ultima, una settimana fa quando i vandali se la sono presa con vasi, lanterna e la stessa foto del defunto, mandando il tutto in frantumi. Stupita nonché rammaricata, la famiglia Zanella che non si capacita del perché di tanta cattiveria, già nel marzo e agosto scorso dopo che la tomba del loro caro era stata oltraggiata, si sono rivolti per due volte ai carabinieri ed hanno presentato una denuncia contro ignoti. «Questa volta però hanno davvero esagerato», osserva la vedova. «La certezza è che non si tratti di un gesto vandalico. Se anche si trattasse di una forma di vendetta, questi gesti sono disumani. A noi però non risulta che ci siano persone che potessero avercela con il nostro caro», aggiungono i famigliari.
Della vicenda se ne stanno ora occupando i carabinieri di Longare. Il sindaco Paolo Dainese, annuncia che verranno estesi i controlli nel cimitero, ma aggiunge un po' sconcertato: «Faremo più controlli. Spero che episodi di questo genere non si ripetano. Sarebbe un paradosso dover mettere una telecamera anche al cimitero».[FIRMA]
Antonio Gregolin
Bolzano. Senza cassonetti
è migliorata
la raccolta rifiuti
La raccolta dei rifiuti, migliorata mediante l'eliminazione dei cassonetti con l'attivazione del servizio "porta a porta" dall'aprile 2008, oltre che raggiungere il 72 per cento di materiale differenziato sarà ulteriormente potenziata grazie ai lavori di ampliamento dell'ecocentro di via XX Settembre mediante l'acquisizione di un'area pari a 900 metri quadrati la cui recinzione del costo di 20 mila euro è già stata eseguita.
Con una spesa complessiva di 96 mila euro si procederà al rifacimento di tutto l'impianto che dovrebbe essere funzionale entro la fine dell'anno. Verrà realizzata una struttura coperta con impianto fotovoltaico per mettere al riparo gli apparati elettrici e le sostanze inquinanti su un'area sufficientemente vasta.
Sarà installata inoltre una sbarra di accesso la cui apertura avverrà mediante una scheda magnetica dotata di un microchip in grado di controllare la frequenza degli accessi e la posizione dei singoli utenti.
L'ampliamento dell'ecocentro permetterà, oltre che a rendere più fluida la circolazione delle auto all'interno dell'area, una maggiore raccolta di rifiuti sia dal punto di vista quantitativo che per tipologia con l'installazione di un compattatore per la carta e il cartone, la cui raccolta è sensibilmente aumentata negli ultimi tempi. T.G.
Bolzano. Il Fai boccia il cartello delle stragi
sulla strada
Tommasino Giaretta
«Quel cartellone è una bruttura e come tale va rimosso».
La campagna denominata "I luoghi del cuore" promossa dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) non ha risparmiato neppure il Comune di Bolzano Vicentino reo di una iniziativa che deturpa il paesaggio.
Fra le 115 mila segnalazioni di brutture segnalate al FAI da singoli cittadini o associazioni ambientaliste, rientra anche il cartellone pubblicitario recante la scritta "Guida la tua vita!" e che pone all'attenzione un'auto incidentata.
L'installazione risale a una decina d'anni fa a sostegno di una campagna per la sicurezza ideata dal Comune per ricordare agli automobilisti in transito la pericolosità della provinciale del Vicerè nel lungo rettilineo che mette in comunicazione il centro abitato di Bolzano Vicentino con Poianella, frazione di Bressanvido.
Un tratto di arteria che aveva fatto registrare negli ultimi anni una serie di otto incidenti mortali oltre a numerosi altri sinistri che avevano indotto il sindaco Massimiliano Fattori a posizionare in bella evidenza, illuminata nottetempo, una carcassa di automobile per scoraggiare gli automobilisti soliti a pigiare l'acceleratore con tragiche conseguenze.
La lettera del FAI nella quale si legge che quel cartellone risulta «una macchia che deturpa e compromette l'equilibrio e l'originaria bellezza del patrimonio artistico e naturalistico del territorio», è stata mal digerita dal sindaco Fattori il quale ha ritenuto sottolineare che la segnalazione di un singolo cittadino al FAI non può avere la stessa voce in capitolo della stragrande maggioranza dei cittadini.
«Quel cartellone rimane al suo posto» è stata la risposta del sindaco Massimiliano Fattori anche se sarebbe opportuno sostituire periodicamente l'auto incidentata per catturare maggiormente l'attenzione scongiurando il rischio all'assuefazione.
Grisignano.
«Ora rivogliamo
la chiesetta
di Ferramosca»
Matteo Marcolin
«La volontà di mia madre, la baronessa Barbara Von Ekesparre non è stata rispettata: lei aveva deciso di donare la cappella gentilizia di Villa Ferramosca affinchè venisse utilizzata dalla comunità di Grisignano per finalità culturali e fosse integralmente restaurata. Invece, purtroppo, quel bene sta andando in rovina».
L'architetto Alvise Berti ne fa anche una questione di principio. Insieme al padre Paolo Berti (che ora vive ad Atlanta negli Stati Uniti) è stato proprietario del complesso monumentale di Villa Ferramosca, realizzata per nel 1568 volontà dal giureconsulto e cavaliere vicentino Girolamo Ferramosca. Un complesso dal notevole valore artistico, progettata da Giandomenico e Vincenzo Scamozzi che, fra l'altro, nel 2000 ha ricevuto il premio dall'Istituto regionale delle ville venete. A pochi metri dal grande palazzo c'è anche un oratorio. Ed è proprio questa cappella gentilizia che è finita al centro del contendere.
I Berti, infatti, hanno citato in giudizio il Comune per riavere indietro quel bene, che contiene fra l'altro un altare del Marinali, la via Crucis di Guardi ed originariamente una pala di Tiziano (poi trafugata). I motivi della disputa sono semplici. Con un atto di transazione del 2005, che poneva fine ad una precedente controversia, i Berti decidevano di donare al comune di Grisignano questa chiesetta.
Le condizioni affinchè l'atto producesse i suoi effetti erano chiare: l'amministrazione in carica avrebbe dovuto eseguire interventi di restauro conservativo e nell'oratorio avrebbero dovuto essere organizzate con una certa frequenza attività con finalità culturali.
«A distanza di quattro anni- precisa Alvise Berti- nulla è stato fatto. Nessun evento culturale o concerto è stato organizzato. La cosa più grave è che l'edificio sta cadendo a pezzi e si trova in uno stato d'abbandono totale».
Secondo la ricostruzione dell'avvocato Patrizio Molesini di Trento che difende gli ex proprietari del complesso, a questo punto dovrebbe operare la cosiddetta clausola risolutiva espressa che prevede la "retrocessione dell'immobile". Che significa che la titolarità dell'oratorio spetterebbe alla famiglia Berti. «Se ci venisse restituito - aggiunge l'architetto Berti- potremmo evitare che vada in rovina. È inconcepibile che un bene donato e che non è costato nulla alla comunità sia abbandonato».
Berti poi fa riferimento ad un caso analogo accaduto nella vicina Montegalda. «Anche il marchese Roi- aggiunge- ha lasciato una chiesetta alla comunità a condizione che fosse utilizzata e restaurata. Lì, però, hanno rispettato i patti».
Ma quanto vale l'oratorio? «Come minimo 600 mila euro - conclude Alvise - ma qui è una questione di rispetto nei confronti di mia madre». Già, la baronessa Barbara Von Ekesparre che ha donato un oratorio che probabilmente alla comunità di Grisignano poco interessa.
Selecta
resterà qui
ma calano
le vendite
Claudia Milani
«Le prospettive non sono rosee, ma è fondamentale puntare su diversificazione dei prodotti ed innovazione per vincere la crisi». Questo l'invito di Cgil, Cisl e Uil alla dirigenza della Selecta di Quinto, durante l'incontro di mercoledì sera.
Incontro definito "abbastanza positivo" dai rappresentanti sindacali e che è servito, soprattutto, per fare chiarezza sulle intenzioni della proprietà, dopo che, nei giorni scorsi, era stato ventilato un possibile trasferimento ad Airola, nel Napoletano che avrebbe portato alla chiusura della sede vicentina già entro la fine dell'anno.
Durante la riunione è stato assicurato che non sono assolutamente previsti spostamenti dell'attività produttiva in Campania, che l'attività proseguirà e che saranno mantenuti gli impegni dello scorso giugno, presi in Provincia con i sindacati. La nota dolente è tuttavia l'andamento del mercato: le vendite, infatti, sarebbero in continuo calo.
«Oggi ci sarà l'assemblea con i dipendenti - ha spiegato Giovanni Stella, segretario generale della Fistel Cisl - alla quale abbiamo invitato anche i rappresentanti della direzione. È stato inoltre stabilito che a novembre si terrà un incontro con il presidente Simone Cavallo che presenterà il piano industriale. Faremo così il punto della situazione e stabiliremo i programmi per il prossimo anno. A questo proposito sarà fondamentale usare tutte le "armi" a disposizione per superare la fase critica».
Quanto alla necessità di trovare una sede alternativa, nel Vicentino, se ne riparlerà a metà del 2010, quando scade il contratto d'affitto.
Brendola. Incompiuta, il Comune ha un nuovo progetto
Gianmaria Pitton
Un anno fa una raccomandata della Cassa rurale e artigiana di Brendola metteva la parola fine alla vicenda dell'Incompiuta, o meglio, al piano della Cassa rurale di farne la propria nuova sede, progettata da Paolo Portoghesi. La struttura è ancora lì, a porre la sua muta domanda: cosa farne? L'Amministrazione comunale retta da Renato Ceron ha un'idea: metterla in sicurezza, in modo da poterne usufruire, ma lasciarla sostanzialmente così com'è, vuota. Un volume - spiegano gli assessori Bruno Beltrame e Barbara Tamiozzo - che crei un collegamento tra la pianura, luogo della vita sociale ed economica del paese, e il centro storico. Uno spazio che potrebbe ospitare spettacoli, mostre, mercati tematici. Ma non una scatola da riempire a tutti i costi.
IL PROGETTO. È presto per scendere nel dettaglio, dicono gli assessori, ma l'idea c'è: «Ci è stata sottoposta da un esperto e la stiamo valutando con molta attenzione. Ci sembra la soluzione che possa evitare decisioni drastiche, come la demolizione, e dare finalmente all'Incompiuta una funzione collettiva, salvaguardandone il valore storico». Presto anche per parlare di cifre precise, comunque difficilmente si potrà stare sotto i 2 milioni e mezzo di euro: dove trovarli? «Stiamo cercando di capire quali strade percorrere. Ci sono fondi statali ed europei disponibili per operazioni come questa». Intervento che potrebbe avere l'avvallo del governo, proprio perché il ministero per i beni e le attività culturali ha dichiarato l'Incompiuta "di interesse culturale".
IL PARERE. Era un tassello che ancora mancava alla vicenda, e che avrebbe potuto complicare non poco il progetto della banca, se fosse stato mantenuto. La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici ha risposto al Comune che, come da prassi in questi casi, aveva chiesto la verifica dell'interesse culturale. In sostanza: l'Incompiuta merita una tutela particolare? La risposta è sì. In quanto testimonianza dell'attività di un importante architetto vicentino, Fausto Franco, "dotato di una personalità originale ed eclettica". Anzi, la chiesa potrebbe essere l'unico edificio da lui progettato in Italia, visto che nella sua attività professionale si è dedicato soprattutto ai restauri. La dichiarazione di "interesse culturale" fa ricadere l'edificio sotto la tutela del decreto legislativo 42/2004, cioè il "Codice per i beni culturali e il paesaggio", che prevede tra l'altro l'inalienabilità di questi beni. Quindi il progetto della banca avrebbe forse incontrato ostacoli molto seri.
LA POLEMICA. Non si è ancora spenta in paese l'eco del litigio tra Cassa rurale e Comune. In un incontro tra i vertici della banca, la giunta municipale e il responsabile dell'Ufficio tecnico, avvenuto il 16 settembre del 2008, era emerso il nodo centrale: chi avrebbe pagato gli oneri e le opere di urbanizzazione previste dal piano particolareggiato e calcolate in 3 milioni e 200 mila euro? Noi no, ha detto la Cassa, ferma sulla propria offerta: un milione e mezzo di euro più la proprietà del piano terra (al grezzo), del valore stimato in altri 500 mila euro.
Noi nemmeno, ha replicato il Comune, che a conti fatti avrebbe dovuto spendere un milione e 200 mila euro in più. «Un danno erariale altissimo - commenta Beltrame - e non giustificabile. In tutti i piani gli oneri sono a carico del lottizzante». L'esito è noto, la banca si è detta «non più motivata a perseguire l'obiettivo». «E noi non abbiamo perso tempo - concludono Beltrame e Tamiozzo - in un anno abbiamo messo a fuoco una nuova soluzione. All'Amministrazione precedente ne erano serviti dieci».
Torri. Dalla protesta ad una festa con la porta finta
Matteo Marcolin
Più che una protesta è stata una piccola festa. Ieri alle 15 il quartiere Casoni si è ritrovato nel parco dove pochi giorni fa l'amministrazione ha tolto una porta del campo di calcio. Con le bandiere, gli stendardi e le maglie arancioni una quarantina di persone hanno rivendicato il loro diritto ad utilizzare liberamente il terreno di gioco, così come hanno sempre fatto. È stata una sorta di manifestazione pacifica culminata con la realizzazione di una porta, creata con del nastro da cantiere sulla rete che divide l'area dalla strada.
Un paio di calci al pallone, due giri di corsa e poi tutti a raccogliere le firme che saranno presentate in comune. «La famosa porta non è stata rimossa - ha spiegato il presidente del quartiere Dario Pesavento- ma tagliata con il flessibile. È stato un atto improvviso e non preannunciato che ha creato malumori. Forse si doveva prima organizzare un'assemblea per valutare come risolvere la questione. Credo comunque si possa arrivare ad accontentare tutti alzando la rete».
Chi è più arrabbiato è il consigliere comunale Giacomo Gobbi. «Perché - aggiunge- è stato detto che la vicenda è stata strumentalizzata da noi. Ma qui non c'è nulla di politico: sono i ragazzi che stanno protestando per rivendicare il legittimo diritto a giocare. Non si può, per una persona che si lamenta, togliere la porta».
A rincarare la dose ci si mette anche uno di loro. Alessandro B. è uno degli artefici della manifestazione. «Stanno dicendo cose non vere. Quando facciamo un danno lo ripaghiamo: abbiamo rotto un vaso, e tirato fuori di tasca nostra 80 euro a testa per ricomprarlo». In un comunicato anche la sezione locale del partito di Rifondazione comunista ha espresso dissenso rispetto alla scelta dell'amministrazione: «Non è con questi provvedimenti che si risolve il problema - scrivono Irene Rui e Guido Zentile - è inutile investire nello sport d'elite e poi togliere ai ragazzi la possibilità di giocare».
Sandrigo. Motta del diavolo. A piedi e in bici lungo i sentieri
È stato inaugurato a Sandrigo il percorso "Motta del Diavolo", itinerario ciclopedonale lungo le antiche "cavedagne" di Sandrigo, Bressanvido, Schiavon e Breganze, 30 km per promuovere l'esercizio fisico e valorizzare l'ambiente rurale. Presenti alla cerimonia i componenti l'associazione sandricense "Pollice Verde", promotrice dell'iniziativa, i sindaci e gli amministratori dei quattro comuni interessati, i membri dell'associazione Terra Base e di altri sodalizi locali, il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo "Zanella" di Sandrigo, Mirella Agnello, accompagnata da alcuni docenti e studenti, gli scolari della scuola primaria ambientale "Tecchio" di Lupia e delle classi quinte di Schiavon e di Longa, oltre ad un folto pubblico, rappresentato soprattutto da camminatori (tra cui una delegazione del gruppo Nordic Walking di Vicenza) e da amanti del pedale.
Il percorso è stato "testato" da due gruppi: il primo ha percorso a piedi il tratto Sandrigo-Lupia; il secondo ha pedalato lungo il tragitto, toccando anche la "Motta del Diavolo" di Ancignano, I sindaci hanno sottolineato la valenza educativa del percorso, mentre Sergio Dellai, presidente del Pollice Verde, ha ripercorso le tappe dell'iniziativa.
Il percorso parte dal centro di Sandrigo, si va a Lupia, poi si torna indietro risalendo il sentiero lungo il Tesina e si attraversa la provinciale Marosticana; da qui si passa in via Campi Alti, si entra a Longa di Schiavon, si passa poi in via Bosella e si devia verso Maragnole di Breganze. Dopo il ponte sul Laverda, si gira a destra fino al Salgaron, poi si imbocca a sinistra varie strade ed infine si costeggia il bosco di pianura alle sorgenti delTesina. Da qui si torna al punto di partenza oppure si va ad Ancignano seguendo la ciclabile: ci si dirige verso la Motta del Diavolo, sulla sponda del Longhella, si continua per Bressanvido ed infine si torna ad Ancignano.G.D.
Bressanvido.
In 1.500 per assistere alla finale delle miss
Tommasino Giaretta
Oltre 1,500 spettatori sono accorsi per assistere alla parata di una trentina di ragazze provenienti in larga parte dalla provincia selezionate da una giuria presieduta dal sindaco Leopoldo Bortolan. Il concorso era valido per la selezione di Miss Italia nel mondo 2010. Alla fase finale, sotto le luci dei riflettori sulla passerella allestita dalla Pro loco, sono arrivate nove ragazze, tutte studentesse, che hanno conquistato il passaggio alla finale regionale della rassegna.
Luisa Russo (16) di Padova, Sofia Bouchala (16) di Arzignano, Veronica Tiziani (19) di Rovigo e Sara Ponza (22) di Valdagno sono state elette nell'ordine "Cover Girl", "Sport Girl", "Show Girl" e "Talent Girl".
La palma delle più belle gambe è andata a Marta Boni (22) di Sandrigo, mentre Marta Fior (16) di Castelfranco ha ricevuto la fascia di "Miss Futura". Valentina Scolaro (19) di Schio e Francesca Zarantonello (21) di Thiene, sono state elette rispettivamente elette "Fashion Girl" e "Model Girl", riconoscimenti quest'ultimi, riservati alle concorrenti che meglio hanno saputo figurare in costume da bagno.
Le otto bellissime concorrenti si sono viste superare sul gradino più alto del podio con il titolo di "Miss Pro Loco Bressanvido", dalla diciottenne di Santorso, Marta Frizzo la cui elezione è stata accolta con una ovazione dal pubblico.
Grumolo. Fiera del riso Si apre con un romanzo sull'amore
Antonio Gregolin
Apre stasera e fino a lunedì prossimo la tradizionale "Festa del riso" di Grumolo delle Abbadesse, una delle manifestazioni legate alla tradizione e alla gastronomia maggiormente seguite non soltanto nella provincia d i Vicenza e che oltre agli stand gastronomici e al divertimento unisce anche momenti dedicati alla cultura.
Apertura all'insegna della cultura con la presentazione del nuovo libro-romanzo del prolifico scrittore Ausilio Giuseppe Bertoli, "L'amore altro": un odissea nel Kosovo. L'incontro con l'autore, padovano di nascita ma grumolense d'adozione, si svolgerà presso la sala consigliare del Municipio alle 19 alla presenza del sindaco Scaranto Flavio.
L'ultimo sforzo letterario di Bertoli è un avvincente viaggio nella storia del Kosovo moderno del post-guerra, dove i protagonisti sono un giovani vicentino e una padovana, ambedue impegnati in una missione umanitaria nella martoriata terra balcanica. Nel suo viaggio delle parole, Bertoli mostra nuovamente il gusto dell'impegno sociale, trattando temi di stretta attualità che unisce virtualmente la sua terra vicentina con l'inquietudine di quella kosovara.
«Avere un autore così capace e aperto ai problemi del mondo contemporaneo - commenta il sindaco di Grumolo - è un vanto come un aiuto per tutta la nostra comunità e l'intero vicentino». Il romanzo "L'amore altro" sarà presto nelle libreria vicentine e italiane con presentazioni il prossimo 28 ottobre presso il Municipio di Bolzano Vicentino. A seguire il 30 ottobre nello spazio della libreria Galla Librarsi di Vicenza, per poi spiccare il volo per le altre librerie italiane.
Camisano. Cinque chilometri di pista ciclabile
Inizieranno nei primi mesi del prossimo anno i lavori per la costruzione della pista ciclabile lungo la strada Grimana che collega Camisano a Montegaldella passando per i comuni di Grisignano e Montegalda.
Questo secondo stralcio del progetto (il primo ha interessato il comune di Montegaldella ed ha avuto un iter proprio) realizzerà circa cinque chilometri di strada ciclabile che insieme ai tratti già esistenti e al suo completamento raggiungerà i dieci chilometri di percorso che si snoderà fra questi comuni contermini.
Il comune di Camisano è il capofila di tutto il progetto che nella sua totalità costerà quasi due milioni di euro finanziati per oltre un milione dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Vicenza. «Un'opera molto importante e attesa» l'ha definita il sindaco Renzo Marangon, che già nella scorsa amministrazione come assessore ai lavori pubblici aveva fortemente voluto e seguito nella fase di progettazione.
Ora il progetto definitivo consente l'inizio dei lavori a breve termine. Per quanto riguarda il territorio di Camisano la ciclabile parte dalla rotatoria di Via Venezia e raggiungerà, sul lato destro, il confine con il comune di Grisignano , all'incrocio delle '4 Strade' che sarà sostituito anch'esso da una nuova rotatoria.
Il collegamento che ancora manca dall'incrocio di Via degli Alpini è già finanziato e sarà realizzato insieme a questa nuova rotatoria. Il primo intervento, che costerà 610mila euro dei quali 264 erogati dalla Regione Veneto, interesserà il tratto fino alla località Mancamento. Non mancano alcune difficoltà lungo il percorso soprattutto per il tratto che cade nel comune di Grisignano in prossimità del cavalcavia della ferrovia Venezia-Milano che attende anche il passaggio dell'alta velocità. La realizzazione di questo tratto ciclabile lungo Via Vanzo Nuovo permetterà ai ciclisti e pedoni di percorrere in sicurezza uno dei tratti di strada più trafficati del territorio. G.B.
Monticello C. O.
Entro ottobre
la nuova
pista ciclabile
Un altro importante tratto sta per aggiungersi alla già estesa rete di piste ciclabili di cui il Comune dispone. Sono infatti in fase di esecuzione da parte della ditta appaltatrice, Consultecno srl di Vicenza, i lavori per la realizzazione di un percorso ciclabile e pedonale lungo via Caselle.
L'intervento che fa parte di un vasto progetto destinato ad assicurare una rete di percorsi dedicati a ciclisti e pedoni sarà completato entro il mese di ottobre. La nuova opera correrà parallela a via Caselle e avrà una larghezza di due metri e mezzo, sarà separata dalla sede stradale da una aiuola spartitraffico, nella quale troverà spazio l'esistente impianto di illuminazione pubblica.
Contestualmente a tali lavori, evitando quindi interventi successivi, sarà collocata sotto la pista ciclabile una condotta della rete fognaria che andrà a collegarsi all'impianto di depurazione di Vicenza. Tra le opere più significative figura l'ampliamento del ponticello sulla roggia Lariolo, necessario per mantenere senza restringimenti la larghezza della pista ciclabile.
Per quanto riguarda i costi il Comune prevede per quest'opera 225 mila euro di spesa di cui 25 mila derivanti da un contributo dell'Amministrazione Provinciale di Vicenza; altri 62 mila euro saranno a carico di Acque Vicentine per la parte relativa alla rete fognaria.
«Nel mio primo mandato - dice il sindaco Alessandro Zoppelletto - ci siamo impegnati nel sviluppare un'adeguata rete di piste ciclabili per permettere a ciclisti e pedoni di muoversi in sicurezza, protetti dai pericoli del traffico. Puntiamo ora a raccordare la nostra rete di ciclabili con quelle dei Comuni contermini».
Torri di Q. Nuova caserma dei Cc. Sorgerà
in pieno centro
Matteo Marcolin
Ci saranno anche i vertici provinciali e regionali dei Carabinieri, oltre al prefetto, mercoledì alle 11 per la posa della prima pietra della nuova caserma di Torri di Quartesolo
Dopo l'accordo concluso tra Comune, guidato da Diego Marchioro, e la casa di riposo "Godi-Sgargi", il nuovo edificio, che ospiterà dodici militari, è già in corso di realizzazione in un'area di 2500 metri in via Aldo Moro a ridosso del centro.
I lavori, iniziati a luglio, entrano ora nel vivo con la costruzione dell'autorimessa interrata. La caserma costerà due milioni e duecento mila euro. C'è un contributo regionale di quasi 350 mila euro. Per il resto ci si dovrà arrangiare con un mutuo che è stato parzialmente acceso. Per i primi sette anni i militari dell'Arma, di fatto, saranno ospitati gratuitamente. Dall'ottavo anno in poi il Ministero verserà un canone di locazione annuo di circa 100 mila euro che consentirà di coprire le rate.
L'edificio sarà pronto nell'arco di due anni e sarà realizzato secondo i requisiti richiesti dalle nuove norme. Al piano interrato le autorimesse, al piano terreno gli uffici operativi, la cucina e la mensa mentre al primo piano saranno collocati gli appartamenti (quattro) e sei camere con accesso diretto all'area operativa.
Il primo stralcio dell'opera è stato già finanziato mentre l'altro lo sarà all'inizio del 2010. Nelle intenzioni del Comune c'è quella di procedere senza interruzioni fino al completamento. «Con questa nuova opera - dice il sindaco Diego Marchioro - da comune di serie B diventiamo di serie A. Abbiamo a cuore la sicurezza della gente e, con la caserma, riusciremo a monitorare in maniera più efficace il territorio.
La nostra zona, pur essendo abbastanza tranquilla, ha bisogno di maggiori controlli soprattutto nelle ore notturne».
I militari della nuova stazione opereranno unicamente all'interno del comune.
«Così mi è stato garantito - aggiunge - la caserma è stata pensata e concepita solo per il nostro territorio».Bisogna infine ricordare che sulla collocazione della caserma, in passato, si era acceso il dibattito anche in consiglio comunale.
Secondo alcuni membri della minoranza, infatti, posizionare la stazione a ridosso delle scuole e del centro potrebbe rappresentare un rischio per l'incolumità di tutti, soprattutto quando saranno richiesti interventi urgenti dei militari.
Grisignano.
Soco, un ente
di gestione nel
futuro della Fiera
Gianmaria Pitton
Un richiamo al passato, con il recupero della fiera franca del bestiame - il Luni del Soco, e uno sguardo al futuro, dove potrebbe collocarsi la nascita di un ente Fiera dedicato alla gestione dell'appuntamento che caratterizza l'identità di Grisignano. L'edizione 2009 dell'Antica Fiera del Soco, la prima dal cambio di amministrazione che ha visto Renzo Lotto insediarsi nell'ufficio del sindaco, non rinnega lo spirito della fiera, dove ci si attende un po' di tutto, dal trattore ai dolciumi ai vestiti della bancarella dei cingalesi, ma tenta di recuperare lo spirito con cui nacque la consuetudine di ritrovarsi al tronco d'albero, il "soco" tra Grisignano e Arlesega, per comprare e vendere bestie e mercanzie varie.
Ci sarebbe un'apparizione della Madonna, nel 1252, alle origini della Fiera che rinascono nel "Borgo de lo Soco", animatoro dal gruppo "Voci dal Medioevo" di Trambacche.
Radici profondamente legate alla terra, alle coltivazioni, all'allevamento: ieri in Provincia, il sindaco Lotto e l'assessore provinciale all'agricoltura Luigino Vascon hanno insistito sull'importanza di una kermesse che non è soltanto uno dei pochi, veri momenti di aggregazione di massa nel Vicentino, ma che può diventare il veicolo promozionale di una cultura genuinamente contadina. Già lo scorso anno era stato avviato il recupero in grande stile del Luni del Soco, cioè il richiamo alla fiera franca; quest'anno, conferma l'assessore comunale alla fiera Nazzareno Carraro, non ci sarà soltanto una vetrina di animali ma la presenza di allevatori che potranno vendere e comprare, senza limitarsi solo ai bovini ma comprendendo anche suini e volatili da cortile.
La Provincia porterà alcuni esemplari di razze salvate dall'estinzione, come la vacca burlina: «L'anno prossimo - ha detto l'assessore Vascon - porteremo anche la genetica vegetale con l'istituto Strampelli».
Il futuro poi potrebbe vedere anche un'evoluzione dell'azienda municipalizzata Amg, oggi presieduta da Lorenzo Dainese, in un vero e proprio ente Fiera: «Raccogliamo volentieri l'auspicio dell'assessore Vascon in questo senso - conferma il sindaco Lotto - Come Comune non abbiamo le risorse per fare vita a un ente Fiera, ma la partecipazione della Provincia, e della Fiera di Vicenza, potrebbe cambiare molto la prospettiva. Se ci fosse un ente dedicato, si potrebbe pensare alla realizzazione di strutture fisse che potrebbero ospitare anche altre manifestazioni».
Grisignano. La Fiera del Soco torna a scoprire le tradizioni
Grisignano. È iniziato il conto alla rovescia verso l'Antica Fiera del Soco a Grisignano. La manifestazione è in programma dall'11 al 16 settembre ma già da tempo fervono i preparativi. La volontà per è di riscoprire il passato e le tradizioni. «Il primo passo - spiega Lorenzo Dainese, nuovo presidente dell'Amg - è ripristinare denominazione e logo storici. Una scelta che ha ricevuto i primi riscontri positivi, anche da alcune aziende che saranno presenti. Speriamo di non deludere chi ha riposto in noi la fiducia e neppure chi verrà a questo appuntamento, che cercheremo di valorizzare e far tornare ai "numeri di un tempo", cioè le 800-900 mila visite nel corso dei sei giorni dell'evento».
La macchina organizzativa, che ha nei volontari il vero motore che la alimenta, è in movimento già da qualche settimana e sta girando a pieno regime affinchè tutto sia pronto per l'11 settembre.
In questi giorni si sta procedendo con la stampa e la distribuzione del magazine ufficiale (16 mila copie), in cui sono contenute tutte le informazioni utili riguardanti il programma ed i protagonisti della Fiera. Le proposte di questa edizione sono importanti, anche sotto il profilo storico-culturale, ed il filo conduttore è naturalmente la riscoperta della tradizione. Tornano, ad esempio, Expo Gustibus, il salone del gusto che propone prodotti del nostro territorio a cui, come di consueto, sarà abbinato l'aspetto benefico-sociale. Torna anche l'angolo dedicato al Medioevo, con l'antico "Borgo de lo Soco", all'interno del quale si respirerà un'atmosfera magica. E poi il mercato con le oltre 400 bancarelle, la mostra espositiva, la fiera franca del bestiame, le "baracche" dove poter degustare i piatti della nostra cucina, oltre agli spettacoli e alle giostre. MAT.MARC.
Grisignano. Fiera, azzerati i vertici
Matteo Marcolin
Insediata da qualche settimana, e la nuova giunta mette a segno una piccola rivoluzione. Azzerati i vertici dell'Amg, azienda municipalizzata di Grisignano che organizza anche la Fiera del Soco che quest'anno si svolgerà dall'11 al 16 settembre.
A meno di sessanta giorni dall'inizio della manifestazione, famosa in tutta la Regione, con un colpo di spugna è stato cancellato il consiglio di amministrazione. Ufficialmente i tre componenti in carica (Silvano Andreella, Mario Tagliaro e Mauro Cracco), nominati dall'ex sindaco Mirco Bolis pochi mesi fa, hanno rassegnato le dimissioni. Sui motivi della scelta rimane grande incertezza, ma sta di fatto che la società organizzatrice del più grosso evento del paese, costituisce da sempre un "piccolo governo" a sè, capace di attrarre attenzioni e bilanci.
La partita dunque non è di poco conto, ecco perché il sindaco Lotto ha preso l'iniziativa di azzerare i vertici e ricominciare con persone di sua fiducia.
Bocche cucite sul perché si è giunti alla clamorosa svolta, ma a quanto emerge pare che la nuova amministrazione comunale, guidata da Renzo Lotto, non abbia condiviso il metodo di scelta dei vertici di Amg (nominati di fatto a tempo determinato per tre anni a poche settimane dalle elezioni) e abbia "convinto" i tre a lasciare il posto.
D'altro canto, già in campagna elettorale, era stato lo stesso Renzo Lotto a stigmatizzare la scelta del precedente sindaco di blindare il consiglio di amministrazione dell'Amg, attribuendo cariche a tempo determinato. Fra l'altro c'era anche una differente visione sulla gestione della Fiera del Soco. E così si è arrivati alla scelta più drastica.
Il sindaco Renzo Lotto evita la polemica, anche se tra le righe ammette che, anche a livello organizzativo e logistico, le idee dell'attuale amministrazione non combaciavano con quelle dei vertici dimissionari dell'Amg, tanto basta per cambiare il consiglio d'amministrazione.
«La nostra volontà- spiega- è di tornare alle origini già dal nome. Vorremmo infatti ripristinare la vecchia denominazione della manifestazione (Antica Fiera del Soco) e utilizzare anche il simbolo storico, riscoprendo valori e tradizioni che un po' alla volta erano stati persi. Per quanto riguarda la gestione di spazi riteniamo sia doveroso che il consiglio di amministrazione dia l'indirizzo e che non debba lasciare libertà assoluta: ciò consente di dare un'impronta definita alla Fiera». Senza perdere tempo è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione che sarà composto da Mauro Cracco, Giuseppe Rizzetto e Lorenzo Dainese. Cracco, dunque, nonostante le dimissioni, rientra in gioco per dare continuità a quanto fatto finora.
«Mancano poche settimane alla Fiera- aggiunge il sindaco - e dobbiamo garantire che il filo conduttore rimanga il medesimo». Rizzetto, invece, è già da molti anni impegnato nell'organizzazione di eventi e manifestazioni nella frazione di Poiana di Granfion ed è stato appena eletto consigliere comunale. Dainese, infine, sarà il presidente di Amg: per lui si tratta di un ritorno visto che ha maturato già alcune esperienze in passato all'interno del comitato che gestiva la Fiera. «Siamo già al lavoro - racconta - per cercare di proporre alcuni appuntamenti (come la fiera franca del bestiame) che erano stati cancellati».
Gli archivi storici ricordano che già nel 1500 esisteva a Grisignano un evento che allora prendeva il nome di "Fiera di Santa Maria del Zocco". Nel 1666 ci fu un'aspra disputa tra Vicenza e Venezia perché, a detta dei Deputati ad Utilia vicentini, la Fiera sarebbe stata foriera di illegalità: per questo venne chiesto al Consiglio dei Dieci un intervento legislativo apposito. Nel 1858 venne proposto addirittura di spostare la Fiera del Soco a Vicenza per permettere di dare lustro alla città.
L'evento, nel frattempo, cominciava ad espandersi sempre di più richiamando a Grisignano venditori e acquirenti provenienti anche da fuori Regione. Anche la Vedetta Fascista del 13 settembre 1936 richiamò l'intensità di affari e l'imponente afflusso di merci della Fiera. MAT.MARC.
Montegaldella. La campagna "Salva il Saluto" finisce pure in tv
Andrà probabilmente in onda stasera sul Tg Uno della Rai alle 20 il servizio dedicato a Montegaldella come paese del Saluto, reso famoso dalla campagna "Salva il Saluto" del 2003. Da allora, dopo avere ottenuto vari riconoscimenti, tra cui il patrocinio del Senato, della Regione, della Provincia e dell'Amministrazione comunale, l'idea di affermare "il saluto come segno di civiltà" ha raccolto consensi in tutta Italia.
Montegaldella ha poi l'onore di avere il primo monumento al "Ciao" del mondo. Un fatto singolare che una troupe della Rai, mercoledì scorso per cinque ore ha voluto riprendere direttamente in paese, intervistando i protagonisti. Tra questi i due veterani che hanno prestato l'immagine e le mani alla campagna: Albano Cozza 90 anni di Montegalda che è il soggetto dei manifesti e Guido De Tomasi, 86 anni, scalpellino di Vicenza che ha realizzato il monumento.
Il rilancio di questa significativa campagna passerà presto attraverso la Provincia che ha l'intenzione di avviare una serie d'interventi (scuole, uffici, ecc.) usando il saluto come gesto di cortesia e d'incontro verso i visitatori di Vicenza e provincia.
SOSSANO. Il consiglio comunale torna a riunirsi stasera alle 20.30: all'odg linee programmatiche della maggioranza della Lega Nord guidata dal sindaco Caoduro. F.B.
Monticello. Interventi alle rogge contro gli allagamenti
Lo scorso inverno il territorio di Monticello è stato interessato da una eccezionale ondata di piena conseguente a fortissime e prolungate precipitazioni. L'intervento dei mezzi e dei tecnici di Comune e Consorzio di bonifica Medio Astico-Bacchiglione, unito allo straordinario lavoro della Protezione civile e degli alpini, ha permesso di contenere disagi e danni.
Il sindaco Alessandro Zoppelletto, componente del cda del consorzio Medio Astico Bacchiglione, ha segnalato la situazione di potenziale pericolo ottenendo l'esecuzione di alcune opere finalizzate a migliorare il deflusso delle acque. Di recente il Consorzio ha portato a termine vari interventi finalizzati alla sistemazione idraulica di alcuni corsi d'acqua della zona di Cavazzale.
In particolare, nel tratto di roggia Lariolo, a monte di via Parmesana, i lavori hanno interessato circa una settantina di metri dove erano presenti evidenti erosioni della sponda.
Durante le abbondanti precipitazioni le acque della roggia Lariolo erano sempre al limite di tracimazione e in alcuni casi avevano provocato allagamenti alle abitazioni di via Parmesana. È stata realizzata una muretta in calcestruzzo per alzare la riva del fiume, ricoperta esternamente da pietrame, in maniera da armonizzare l'aspetto ambientale. Sempre nella roggia Lariolo, più a valle in via Volta, è stata realizzata una deviazione del corso d'acqua, posando un tratto di condotta, che consente nei momenti di piena di scaricare parte della portata d'acqua nel fossato adiacente.
Altro intervento riguarda il consolidamento di un tratto di sponda della roggia Degora, confinante con l' elementare di Vigardolo dove, per garantire la sicurezza dei bambini, si è consolidata la sponda con posa di pietrame a secco. Oltre a questi interventi il Consorzio, d'intesa con il Comune sta operando nei vari corsi d'acqua ricadenti il territorio comunale, con la manutenzione ordinaria riguardante sfalci della vegetazione e pulizia dei fossi.
«In questi anni - dice il sindaco Alessandro Zoppelletto - abbiamo fatto moltissimo per regimentare il deflusso delle acque. In un territorio attraversato da una fittissima rete di fiumi, canali, rogge, scoline è fondamentale che lo smaltimento delle acque avvenga nel migliore dei modi per evitare tracimazioni ed esondazioni. La conformazione idrogeologica del territorio si presenta infatti particolarmente critica per cui si è sempre a rischio. Quello che possiamo fare, e che stiamo facendo, è di mantenere in massima efficienza questa grande rete idrica. In questa opera, fondamentale è il ruolo del consorzio di bonifica Medio Astico-Bacchiglione con il quale agiamo costantemente in sinergia».
Quinto. Archeologia e storia con la biblioteca
La biblioteca comunale ha organizzato per domani una giornata di escursione a Marcesina aperta a tutti gli appassionati di montagna e in particolare di archeologia. La visita che sarà guidata dal prof. Giampaolo Dalmeri, assieme al suo assistente Stefano Neri, segue l'incontro in cui il prof. Dalmeri ha illustrato lo stato di avanzamento degli scavi. Una relazione che ha suscitato notevole interesse al punto da organizzare una visita sul campo dando modo di toccare con mano il sito dove sono state rinvenute delle pietre dipinte 13 mila anni fa.
Esperto di fama internazionale su questa forma d'arte primitiva, Dalmeri illustrerà il sito del ritrovamento e gli ambiti in cui queste pitture furono realizzate. Una tribù di umani dedita prevalentemente alla caccia frequentò per motivi probabilmente di tipo religioso-cultuale un accampamento sito nei boschi di Marcesina. I numerosi ritrovamenti verranno spiegati nel loro significato complessivo mediante pannelli e ricostruzioni con ampia visione d'insieme sul sito archeologico stesso.
La visita sarà accompagnata anche dai soci dell'associazione storico culturale dalla Brenta all'Ortigara con Egidio Fontana che guiderà i partecipanti nell'osservazione di altri siti archeologici presso le torbiere e le zone paludose di Marcesina. Per concludere si farà una passeggiata lungo l'antico confine veneto-austriaco con pranzo al sacco.
Informazioni alla biblioteca (0444/355122 - biblioteca.quinto@gmail.com).
Riapre stradone dei Nicolosi allargato dalla Provincia
Riapre al transito Stradone dei Nicolosi, la strada che collega Vicenza a Monticello Conte Otto, sulla strada provinciale 42, dopo i lavori di allargamento e sistemazione da parte dell'Amministrazione provinciale.
«Il progetto aveva come obiettivo il miglioramento della viabilità dopo gli aumentati flussi di traffico - sottolinea l'assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo - I lavori si sono svolti in contemporanea con la posa della fognatura a cura di Aim».
È stata allargata la carreggiata, in quanto strada locale in ambito extraurbano. L'allargamento nel tratto di Monticello si è sviluppato sul lato ovest, in modo da consentire la realizzazione di una pista ciclabile. Nel tratto, invece, in comune di Vicenza, l'allargamento si è sviluppato completamente ad est. I due rettifili sono stati raccordati da una rotatoria. Un milione cinquecento mila euro il costo dell'intervento sostenuto dalla Provincia.
Soddisfazione anche del sindaco di Monticello Alessandro Zoppelletto: «Abbiamo già approvato il progetto dell'ultimo tratto di pista e della rotatoria tra via Nicolosi e via Roma, davanti al municipio».
Monticello. Videosorveglianza contro i vandalismi
Sono state installate nei giorni scorsi una prima serie di telecamere per la videosorveglianza del territorio.
Il provvedimento era stato previsto da tempo e trova la sua motivazione nella necessità di tenere sotto controllo alcune aree sensibili, che purtroppo sono spesso oggetto di atti di vandalismo gratuito e che, secondo le valutazioni dell'Amministrazione Comunale, necessitano più di altre di provvedimenti in grado di garantirne la sicurezza.
Per il momento sono stati investiti in questo progetto oltre 22 mila euro ma si tratta di un primo stralcio di un piano che prevede la graduale estensione di tale servizio. Al momento le zone controllate sono quelle del sottopasso ferroviario di via don Milani/don Sturzo - della nuova biblioteca e dell'annesso plesso scolastico, nonché la zona del palazzetto dello sport di via Revoloni.
L'intervento, inoltre, sfruttando il sistema di trasmissione dati, consentirà di collegare alla rete comunale anche i l'asilo nido e il palazzotto, rimasti isolati per molti anni, con notevole risparmio per le casse comunali.
«Si tratta di un intervento - dice il vice sindaco Claudio Benincà, assessore alla sicurezza - molto atteso e previsto nel piano generale del miglioramento delle condizioni di sicurezza del territorio. Ma ci sono delle aree che necessitano di una sorveglianza continua come il sottopasso ferroviario e la vicina scuola dove i danneggiamenti sono frequenti».
Longare. Su via Colderuga nuovo raccordo con la ciclabile
LONGARE. L'assessore alle politiche della Mobilità del Veneto Renato Chisso ha sottoscritto con il sindaco di Longare Roberto Walczer l'accordo di programma per la realizzazione di un attraversamento pedonale che si raccorda con la pista ciclabile in via Colderuga a Longare.
L'intesa rientra nel contesto delle iniziative di sostegno della Regione per la realizzazione di nuove piste ciclabili e fissa gli impegni reciproci e le modalità del finanziamento. In particolare, il Comune dovrà provvedere alla redazione del progetto dell'opera, anche con l'eventuale convocazione della Conferenza di servizi, impegnandosi a coprire la parte di spesa non coperta dal contributo finanziario della Regione. La realizzazione dell'attraversamento pedonale di Colderuga e il raccordo con la ciclabile è un intervento necessario ed atteso da tempo per la messa in sicurezza di uno dei punti più critici della viabilità comunale. Il costo complessivo è di 75 mila euro e la Regione concorrerà per un finanziamento di 67 mila euro. «L'intervento regionale – ha ricordato Chisso – si rivolge ad un settore, quello della bicicletta, utilizzata dalla cosiddetta utenza debole della strada, che ha bisogno di muoversi con percorsi protetti e sicuri rispetto ai rischi derivanti dalla commistione con il traffico automobilistico e pesante. Quello a due ruote è anche un "veicolo" sempre più utilizzato nei centri urbani, non inquina e spesso dà anche l'opportunità di una visitazione nuova delle nostre città e dei nostri Paesi. In questo campo abbiamo riscontrato una grande attenzione da parte delle istituzioni locali per cui la Regione sta incrementando i fondi». A.MAZ.
Montegalda. La lezione in classe di Piercamillo Davigo
Antonio Gregolin
Una lezione di diritto "vissuto" che per molti studenti vale molto più di tante ore passate sui libri. A impartirla ieri mattina agli alunni dell'istituto unicomprensivo delle scuole medie di Montegalda, Montegaldella e Grisignano, un sostituto procuratore della Repubblica come Piercamillo Davigo, il cui nome è di diritto ascritto negli annali della storia italiana della Prima Repubblica quando faceva parte del pool di "mani pulite" negli anni '90.
L'incontro, promosso dai docenti della scuola in collaborazione con il sindacato dei pensionati veneto ha avuto un grande tema: "Essere cittadini tra norme e regole" intorno a cui si è sviscerato un dibattito diretto tra Davigo che oggi ricopre la carica di giudice alla Corte Suprema di Cassazione e gli alunni.
Domande scottanti per obiettivi importanti, quelle proposte dai giovani scolari; altrettanto ha risposto il giudice che non si è sottratto dall'essere graffiante sui temi di attualità. I giovani hanno incalzato su tematiche come disoccupazione, mafia, corruzione, stipendi dei politici, giustizia, immigrazione, crisi, finanziamento ai partiti. Davigo ha risposto con precisione, nel suo stile asciutto e diretto: «Non è possibile che uno Stato come il nostro vari delle leggi per combattere la mafia (a tutela dei pentiti) e poi ne abroghi la validità. Questo dimostra che qualcuno difende sé o il suo partito».
Poi un eloquente esempio: «È capitato a me di sentire durante un processo un mafioso invitare i politici a onorare gli impegni. Siamo un Paese di contraddizioni dove la classe politica ha privilegi come da nessuna parte d'Europa».
Dopo tre ore l'applauso degli alunni è stato liberatorio, dopo aver udito parole pesanti e verità che spesso non si trovano nei libri di storia.
Energia, la nuova società adesso attende i privati
Antonella Fadda
Meno consumi, meno spese pubbliche e più risparmio. È l’obiettivo che si sono poste le due amministrazioni di Arzignano e Montecchio con la creazione di una Esco, acronimo di Energy service company, la società a capitale misto pubblico-privato che avrà lo scopo di realizzare investimenti finalizzati al risparmio energetico nelle strutture pubbliche delle due città dell’Ovest Vicentino. Il progetto di riqualificazione energetica, che vede i due comuni a braccetto, è stata presentata ieri a Montecchio. «La nuova società avrà una composizione mista pubblico privato, a capitale pubblico per il 51 per cento - ha spiegato Maurizio Scalabrin, sindaco castellano -. La percentuale restante sarà coperta da un socio privato con competenze nel settore, ancora da individuare con un bando pubblico». Come hanno sottolineato Maurizio Scalabrin e il sindaco di Arzignano Stefano Fracasso la società, che prenderà il via nel 2009 dopo il passaggio nei due consigli comunali per l’approvazione, si inserisce nell’ambito delle azioni di politica energetica che le due amministrazioni hanno intrapreso fin dall’inizio del loro mandato, ispirate alla riduzione dei consumi e alla produzione di energia da fonti rinnovabili, all’adozione di regolamenti edilizi che incentivano la realizzazione o ristrutturazione di edifici a basso consumo, alla sensibilizzazione della popolazione alla questione energetica ed alle sue ricadute ambientali, economiche e sociali. «La scommessa è quella di riuscire a portare il nostro patrimonio, nei prossimi cinque/sei anni, ad una maggiore efficienza energetica, riducendo i costi delle bollette» spiega Maurizio Scalabrin. Importante, secondo il sindaco Stefano Fracasso, sarà diminuire la spesa pubblica per l’energia e contribuire alla riduzione dell’inquinamento ambientale e del cambiamento climatico: «La Esco costituisce una modalità innovativa di porsi nei confronti del mercato e degli operatori, ed è al contempo un modo per attirare sul nostro territorio competenze di alto livello nel settore». Un ruolo fondamentale, all’interno della società, sarà ricoperto da un socio privato che dovrà portare finanziamenti e tecnologia. «Ma ci sarà anche spazio per le aziende della zona che intendono aderire al progetto» ha dichiarato Stefano Fracasso . L’impegno economico di partenza, individuato sulla base dell’analisi energetica degli edifici comunali esistenti sul territorio, varia tra i 2 e i 4 milioni di euro.
Comune-parrocchia
lite per il capitello
lite per il capitello