venerdì, 12 marzo 2010

Vicenza

CAMBIA PAESE

Software libero nelle scuole
Così il risparmio
è assicurato

L'INIZIATIVA. L'annuncio da parte del preside del “Rossi”, dove sabato ci sarà il "Linux Day"

Il provveditore: «Vitale l'accesso alle informazioni, un bene per tutti»
  • 21/10/2009
 
Zoom Foto

L’istituto Rossi rilancia l’utilizzo del sistema operativo Linux per i pc

Ventimila euro all'anno risparmiati grazie al software libero, per il quale non si paga alcuna licenza. Tutt'altro che pochi soldi, soprattutto alla luce delle difficoltà di bilancio che affliggono le scuole.
L'annuncio arriva da Giovanni Zen, preside del "Rossi", durante la presentazione del "Linux Day", organizzato dall'Ils (Italian linux society) che sabato vedrà iniziative al "Rossi", ai licei "Da Ponte" di Bassano e "Tron" di Schio, per i quali erano presenti i dirigenti scolastici Gaetano Sicilia e Antonino Caruso, e al "Chilesotti" di Thiene.
«Noi - spiega Zen - utilizziamo il software open source in tutti i computer. Certo, si incontrano resistenze mentali nei confronti della novità; ma procedendo gradualmente si provoca un effetto domino».
Che è quello auspicato dai suoi colleghi di Bassano e Schio. «Ma - spiegano Sicilia e Caruso - troviamo resistenze, soprattutto a livello commerciale e purtroppo spendiamo molto per le licenze».
«A Schio - racconta Caruso - ho trovato un gruppo di ragazzi, il "Tronweb" che l'anno scorso nel linux day hanno creato un software utilizzato quest'anno per le elezioni dei rappresentanti d'istituto e che vorrei utilizzare per altre consultazioni. A Schio, poi, il Comune ha anche creato una piazza telematica, cioè un luogo dove lavorare al computer e scambiarsi idee, dove si svolgerà il pomeriggio del nostro linux day».
Un'esperienza che Zen e Sicilia vorrebbero fosse replicata anche a Vicenza e Bassano. «Adesso - sottolinea infatti il provveditore Franco Venturella - l'accesso alle informazioni è vitale e bisogna sviluppare una nuova cultura per dare a tutti questa possibilità».
Il programma al "Rossi": alle 9 Francesco Tapparo, "Perché usare software libero"; alle 9.45 Alessandro Siringo, "Software libero all'interno dell'amministrazione provinciale di Vicenza"; alle 10.30 Elisa Spadavecchia, "Open source per la didattica scolastica"; alle 11.15 Andrea Agosti, "Why be open source"; alle 14 Dario Cavedon, "Ubuntu: come installarlo, come contribuire, le novità della prossima versione 9.10"; alle 14.45 Elisa Spadavecchia, "Open Education - una nuova prospettiva per un efficace sviluppo delle risorse intellettuali"; alle 15.30 Luca Meneghini, "Vtiger: un gestionale open source completo al servizio della forza vendite"; alle 16.15 Carlo Bel Dalle Molle, "Come realizzare un sito internet con Joomla"; alle 17 Luciano Idiometri, "Dischi di rete con Linux".
Dalle 15 alle 18.30 si terrà poi il workshop "Sistemi Embedded". Info su www.vicenza.linux.it, www.chilesotti.it e www.piazzatech.it.

commenti - 2

  • 1
pagine
2
di
15
1MetalWarrior - 04/11/2009 13:50

Gli studenti non spendono per quei programmi commerciali perchè esistono licenze gratuite fornite da microsoft alle scuole. Questo non significa che il ragionamento sia corretto: il software commerciale nelle scuole ha, a mio avviso, davvero poco senso. Se è vero che prepara meglio ad alcuni lavori in cui probabilmente si utilizzeranno ambienti microsoft, è altrettanto vero che la scuola deve diffondere cultura, valori ed aprire l'orizzonte degli studenti, non contribuire a chiuderli. Il software libero nelle scuole farebbe risparmiare un mucchio di soldi: speriamo che in un periodo di crisi come questo il messaggio venga recepito. Le resistenze al software libero da parte degli studenti francamente non penso che ce ne siano, da parte dei professori non devono esserci: un professore è pagato per il lavoro che svolge e deve adeguarsi agli strumenti che la scuola gli mette a disposizione, specie se sono analoghi o superiori a quelli commerciali.

2EnricoZ - 21/10/2009 22:37

Tra l'altro questo significa che gli allievi a casa non devono spendere centinaia di euro per WInXX e OfficeXX costretti per emulare le dotazioni scolastiche. Direi di più, dovrebbe essere obbligatorio per gli istituti pubblici garantire quantomeno un parallelismo tra l'open source ed il commerciale a pagamento. Perchè le scuole, e più in generale tutto il servizio pubblico, devono essere degli sponsor gratuiti di Microsoft ???

pagine
2
di
15
  • 1

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.
PUBBLICITA'