sabato, 13 marzo 2010
Vicenza
CAMBIA PAESEVota i vicentini
più illustri
Sono 34 finora
i nomi segnalati
più illustri
Sono 34 finora
i nomi segnalati
Rosarita Crisafi
Vicenza. Se molti sono i vicentini illustri che hanno reso famosa la loro città o contribuiscono oggi alla diffusione della conoscenza di Vicenza nel mondo, forse nessuno di loro avrebbe mai pensato che il proprio nome avrebbe potuto essere scritto a caratteri cubitali a fianco della Basilica Palladiana, monumento simbolo della città. Proprio con l'intento di celebrare Vicenza e i vicentini illustri nasce "Potere di ricordare", installazione di Stefano Cagol, uno dei più apprezzati esponenti internazionali della public art, vincitore del premio Terna 2009 per l'arte contemporanea, che nei prossimi giorni di certo non mancherà di attirare l'attenzione anche del passante più distratto.
Da lunedì 8 marzo e fino al 19 aprile 2010 infatti un display luminoso di sette metri posto in Piazza dei Signori, vicino al palazzo degli uffici, ricorderà alla città i nomi di vicentini famosi nel mondo, che scorreranno a nastro continuo nel dispositivo.
L'installazione, a cura di Iara Boubnova, curatrice e critica d'arte internazionale, e promossa dalla Fondazione Vignato per l'Arte, in collaborazione con la Direzione dei Beni Culturali della Regione Veneto e con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza, avrà non solo l'obiettivo di ricordare, ma vuole essere un elemento di interazione continua con il suo territorio e con i suoi abitanti.
«È un viaggio nella memoria della città, ma anche un dialogo dal vivo con i suoi cittadini» afferma Cagol. Un'opera che, nell'intenzione dell'artista, non chiede solo di essere guardata, ma vuole essere creata assieme alla città e si appella soprattutto al contributo di chi vive a Vicenza e che parteciperà alla composizione dell'opera.
Il progetto artistico prevede quindi diverse forme di interazione attiva con il pubblico. Sul display luminoso inizialmente scorrerà una lista di dieci nomi illustri selezionati dall'artista, ma tutti i cittadini sono invitati attraverso cartoline, i siti Internet della Fondazione Vignato (fondazionevignato.it), sms, a segnalare i vicentini che, a proprio parere, meritano una presenza luminosa e ben visibile nel salotto buono della città, in un gioco corale e condiviso nella ricostruzione della memoria collettiva di Vicenza. Anche il Giornale di Vicenza partecipa all'iniziativa. Un link sulla nostra home page permetterà di raggiungere il sito dove i lettori potranno esprimere le loro preferenze.
Questi i nomi segnalati fino al 10 marzo: 1. Antonio Pigafetta, esploratore, scrittore, geografo. 2. Luigi Da Porto, scrittore. 3. Luigi Meneghello, scrittore. 4. Giacomo Zanella, poeta. 5. GianGiorgio Trissino, umanista e mentore di Andrea Palladio. 6. Alessandro Rossi, imprenditore e politico. 7. Guido Piovene, scrittore e giornalista. 8. Giuseppe Becce, compositore di colonne sonore 9. Amy Adams, attrice hollywoodiana nata a Vicenza. 10. Carlo Scarpa, architetto. 11. Valerio Belli, scultore. 12. Sonia Maino Gandhi, politico. 13. Cecina Alieno, generale romano. 14. Andrea Palladio, architetto. 15. Mario Rigoni Stern, scrittore. 16. Paolo Lioy, scienziato. 17. Arnaldo Tornieri Arnaldi, autore di cronache vicentine.
Al termine dell'installazione, oltre al catalogo dell'opera, sarà realizzata una pubblicazione in cui saranno inseriti tutti i nomi che saranno transitati nel display e che costituirà una sorta di ritratto condiviso della città.
Chi volesse segnalare la propria "rosa" di nomi illustri potrà farlo, a partire dal prossimo lunedì, 8 marzo attraverso il sito web del Giornale di Vicenza www.ilgiornaledivicenza.it o della fondazione Vignato per l'Arte http://www.fondazionevignato.org/ , oppure potrà inviare un sms al 345 0894 399 o connettersi al profilo facebook della Fondazione Vignato per l'Arte "Vignato per l'Arte".
Allarme alberi
da "rottamare"
Abbattuti mille
in cinque anni
C'è il pioppo malato, cariato fino alle budella; c'è il platano morto in piedi, rinsecchito, in attesa di un fortunale per stramazzare a terra; c'è il pino che si è inclinato contorcendosi pericolosamente verso il marciapiede. C'è che il verde pubblico vicentino mostra tutti i suoi anni. Gran parte dei 20 mila alberi di proprietà comunale, 5.600 solo lungo le strade, sono stati piantumati tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Molti sono fragili di natura, altri hanno un'aspettativa di vita tra i 40 e i 50 anni. Morale: molti nodi stanno venendo al pettine in questi anni Duemila, costringendo Comune e Valore città Amcps a varare un doloroso programma di manutenzione.
Basti pensare che negli ultimi cinque anni sono stati abbattuti mille alberi malati. La media è di 200 all'anno e sarà rispettata anche in futuro.
«Non si può svestire la città all'improvviso, ma va messo in conto di dover ricambiare il 40 per cento delle alberature». Una rottamazione in grande stile, raccontata per filo e per segno ieri mattina a palazzo Trissino, dove l'assessore al verde Ennio Tosetto ha presentato il programma per il 2010, a cui sono stati destinati 130 mila euro. Metà della somma servirà agli abbattimenti di 218 piante, l'altra metà ai cosiddetti reimpianti: 220 nuovi alberi.
Viene rilevata innanzitutto un'esigenza di garantire la sicurezza e l'incolumità: le piante vengono necessariamente monitorate durante tutto l'anno da parte di personale tecnico qualificato, che esegue indagini specialistiche con controlli fitopatologici a tappeto e, se necessario, verifiche interne dei tessuti legnosi.
Il piano delle potature è già stato avviato e si concluderà a fine marzo, con la pulizia di 1.257 alberi. La zona maggiormente coinvolta è quella del centro storico con 395 alberature su cui intervenire, la maggior parte concentrate in viale Giuriolo (98), a parco Querini (80) e in contrà Burci (64).
Perché abbattere gli alberi? Come sottolinea Anna Peruffo, esperta del verde in Amcps, perché sono morti in piedi, malati gravi o pericolosamente instabili e per i quali eventuali interventi colturali volti ad eliminare il rischio di cedimento risulterebbero quindi nulli. Le motoseghe si metteranno in moto soprattutto lungo alcune strade ipertrafficate come via Battaglione Val Leogra (15 abbattimenti, cui seguirà comunque la sostituzione dell'intero filare), strada Ambrosini (16), via Bellini (15) e l'area verde e il parco giochi di via Cadamosto (11), cui si aggiungono i filari stradali di via Zanecchin, via Lago di Como-Garda, San Pietro Intrigogna, Strada Pelosa, via dell'Arsenale e viale del Lavoro. In autunno toccherà ai reimpianti: 220 nuove piante distribuite in 24 siti diversi per una spesa prevista di 67 mila euro, a partire dalle aree più carenti e da quelle interessate dagli abbattimenti. Nota di colore: tra tanti malanni, resiste, per ora, il pioppo nero che a Borgo Scroffa impedisce di disegnare una rotatoria a regola d'arte. Contro ogni previsione, sta sopravvivendo oltre i 70 anni: uno scherzo del destino. G.M.M.
Immigrati
e integrazione,
il Comune
stanzierà fondi
Antonio Trentin
Vicenza. «Solo in Italia può succedere che un ministro chiami "bingo bongo" gli stranieri. Bisogna andare oltre questa situazione di incomprensione del fenomeno dell'immigrazione. La paura del "diverso" crea allarmi ingiustificati che è dannosa per tutti. Sull'interculturalità e i diritti di cittadinanza possono intervenire di più di come fanno anche gli enti locali». Riassunto in queste osservazioni di Francesca Nisticò (Partito democratico) e di Marco Appoggi (lista Variati) - sua la citazione della famosa ‘frase celebre' di Roberto Calderoli - un ampio dibattito ha trattato ieri sera in consiglio comunale il tema della forte presenza di stranieri a Vicenza (il 15% della popolazione, 17 mila) e nel Vicentino (82 mila di 149 nazionalità diverse, il 10% del totale degli abitanti).
Era giacente da mesi all'ordine del giorno dei lavori in sala Bernarda una mozione. Si è sviluppata su questa la discussione, fino al voto per promuovere future attività conoscitive e propositive delle commissioni consiliari in materia di integrazione tra le diverse presenze culturali, in vista di uno speciale consiglio comunale tutto dedicato all'argomento.
Le posizioni dei gruppi consiliari si sono spartite secondo gli assestati schieramenti partitici e le recenti dislocazioni personali.
Da una parte l'ex-assessore leghista Patrizia Barbieri, il democratico Sandro Guaiti e il dissidente Pd Luca Balzi si sono particolarmente riferiti al tema della delinquenzialità degli immigrati, alla priorità "prima gli italiani" (o "prima i veneti") nelle necessità di assistenza sociale e al ragionamento che suggerisce di "chiedere doveri, prima di offrire diritti" a chi arriva in Italia.
Dall'altra Domenico Pigato e Claudio Cicero (Impegno a 360°), Cinzia Bottene (Vicenza libera), Claudio Veltroni e Isabella Sala (Partito democratico), Massimo Pecori (Udc), Giovanni Rolando e Raffaele Colombara (lista Variati), Filippo Zanetti (Vicenza capoluogo) e Arrigo Abalti (Popolo della libertà) hanno sottolineato l'opportunità di forme di integrazione - fino al riconoscimento della cittadinanza e del diritto di voto amministrativo - che facciano partecipare gli stranieri alla vita della collettività nazionale e vicentina in cui sono arrivati, come migliore garanzia di utile convivenza tra tutti. Ragionamento di fondo per tutti: fomentando le paure si trovano voti, ma intanto si fanno crescere le ansie degli italiani, che comunque con la massiccia presenza dei lavoratori extracomunitari e delle loro famiglie devono e dovranno convivere.
Il pidiellino Maurizio Franzina ha chiesto e ottenuto un completamento del documento proposto dal centrosinistra e da Impegno a 360°: «Va previsto anche uno specifico stanziamento per le attività comunali in materia di integrazione».
Il consigliere-senatore della Lega nord Alberto Filippi ha aggiunto però l'avvertimento e la preoccupazione sulla specifica e sull'entità delle spese ipotizzabili - per corsi di alfabetizzazione, inserimento scolastico, orientamento al lavoro - in una fase di crisi economica pesante.
Voto finale: tutti d'accordo sul documento illustrato da Appoggi - e accolto dalla vicesindaca Alessandra Moretti e dall'assessore Giovanni Giuliari - tranne la Lega e la coppia Balzi-Guaiti.
Dalla crisi al dramma dei subappalti
Vicenza. Tra i costruttori gira un detto di questi tempi. Lo chiamano articolo quinto: «Chi ha i soldi in mano ha vinto». Maurizio Trentin è il presidente degli imprenditori edili di Confindustria Vicenza e analizza con una certa amarezza le difficoltà che molte imprese stanno vivendo, sfociate in veri e propri drammi come hanno raccontato le cronache dei giorni scorsi.
Tensione alle stelle in tante imprese all'interno di una congiuntura economica sfavorevole, crisi nera, il lavoro manca, la competitività è accesa, le condizioni sono tirate come una corda di violino. «Se l'appaltatore non viene pagato, a sua volta non riesce a pagare collaboratori, sub-appalti, fornitori e tutto si ripercuote nella catena organizzativa e di filiera generando anche situazioni disperate». Ma c'è un punto di partenza e quello, secondo Trentin, è la "croce" del patto di stabilità, tema sul quale in più di un'occasione il presidente dei costruttori è intervenuto. «A fine settembre le amministrazioni hanno cominciato a non onorare più i debiti calcando per primi la mano nel rapporto con il singolo privato. Enti pubblici che pur in presenza di capacità di cassa e di spesa non permettono per colpa del patto di stabilità di onorare contratti tra due persone con lavori fatti, certificati di pagamento e fatture emesse. Lo Stato quindi non rispetta per primo le regole per ripagare lavori che i suoi stessi organi di controllo hanno certificato. L'origine della tensione parte tutta da qui, inserita in un ragionamento generale di crisi e di pesanti difficoltà. Per non parlare delle banche: gli istituti di credito hanno penalizzato anche coloro che avevano una valvola di sopportazione, generando situazioni di sofferenza».
Trentin vuole offrire soluzioni. Ricorda i tavoli di lavoro aperti e la proposta partita da Vicenza che giace sul tavolo del Cnel per modificare le regole sul rispetto del patto di stabilità. Come pure i "paracaduti" finanziari per sostenere le imprese. «La cosa più importante uscita anche dalla nostra ultima assemblea è però l'idea di lavorare in team, in filiera, la grande impresa insieme alla piccola con le sue peculiarità, perché il piccolo è un "di cui" del grande. E il fatto di collaborare è garanzia di regole certe che salvaguardano tutti».
Il tema della regolarità degli appalti è un nodo cruciale, come mette in evidenza anche Marisa Converti, presidente della sezione Costruttori di impianti tecnologici di Confindustria Vicenza: «Purtroppo è un'abitudine consolidata che i sub-appaltatori sono alla mercé di una grossa impresa che può decidere di non pagare. Se c'è un contratto regolare e il pagamento non avviene si può andare per vie legali, ma non è un iter breve e se si tratta di un'azienda medio-piccola e stai fuori di 2-300 mila euro per 6-7 mesi rischi la chiusura. Quindi sei spesso ostaggio, in un certo senso, della grossa azienda che magari ti dice "ti pago, ma intanto fammi questi altri lavori". Per non parlare di tantissimi accordi di sub-appalto non contrattualizzati, un mondo sommerso».
Come si può cambiare? «Le regole ci sono. Però c'è un carenza di legislazione nel recupero dei crediti. Se io sub-appaltatore avanzo soldi e la banca vuole invece che faccia fronte ai miei debiti, dovrebbe essere proprio la banca a procedere al recupero del mio credito presso la grossa azienda, magari facendosi pagare da me il servizio: sarebbe un metodo utile per tutte le imprese del territorio». R.B.
Tav,
ora si studia
il progetto
Gian Marco Mancassola
Vicenza. Alta velocità, avanti adagio. Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio vicentina, offre una mano alla proposta di fare squadra tra enti pubblici e categorie economiche per proporre a Rfi e governo una soluzione progettuale per uscire dal vicolo cieco della Tav nella tratta vicentina, così come auspicato dal sindaco Achille Variati. Con l'altra mano, però, tira il freno e chiede di poter disporre di un numero maggiore di elementi prima di abbracciare la proposta avanzata dagli Industriali di far passare i supertreni nel corridoio tra ferrovia e A4.
L'INFRASTRUTTURA. «La posizione espressa dal presidente di Confindustria Vicenza Roberto Zuccato sulla Tav - analizza Rebecca - è di sicuro interesse e non c'è dubbio che sugli aspetti salienti del progetto Alta velocità sia quanto mai auspicabile una coesione da parte di tutte le categorie economiche. La sede più opportuna per arrivare ad una sintesi dei vari ragionamenti e delle varie ipotesi su questa importante infrastruttura è comunque la Camera di commercio, che a suo tempo era stata indicata da tutti come luogo ideale di confronto e di discussione su un tema come questo, che ha importanti risvolti per il nostro territorio e per la nostra economia».
I TASSELLI. Secondo Rebecca «il punto però è anche un altro: la linea dell'Alta velocità è un'opportunità valida e interessante per il Vicentino, ma in questo momento, a quanto pare, mancano alcuni tasselli importanti per una valutazione complessiva del progetto. Non ne conosciamo la percorribilità, non conosciamo il possibile posizionamento della stazione ferroviaria di Vicenza, non siamo in grado di capire anche, da un punto di vista tecnico, le controindicazioni che potrebbero essere connesse alla realizzazione di questa infrastruttura».
LA COESIONE. «Prima di esprimere un giudizio su qualsiasi ipotesi, dunque, sarebbe opportuno essere in possesso di maggiori elementi di valutazione - conclude Rebecca - e credo che ciò potrà avvenire nei prossimi incontri previsti in Camera di Commercio, dai quali auspico possa scaturire una posizione unitaria».
Ritorna in Fiera
"Abilmente"
mostra
del bricolage
Vicenza. Feltro, perline di tutte le misure, tessuti e carte di ogni fantasia, con l' aggiunta di cotone, pizzi e bijoux. Sono questi i tasselli, rigorosamente coloratissimi, che andranno a comporre l'edizione primaverile di "Abilmente". L'attesa mostra-mercato del bricolage e delle arti manuali aprirà infatti i battenti domani e, fino a domenica, animerà i padiglioni principali della Fiera, in viale dell'Oreficaria.
Anche quest'anno la kermesse mira a non deludere le aspettative del mondo femminile, per confermarsi come un momento di grande creatività e fantasia, dove si alterneranno corsi, dimostrazioni e dinamici set-laboratori in cui sarà possibile cimentarsi nelle principali arti creative sotto la guida delle più abili esperte del settore. Protagonisti assoluti saranno il cucito creativo, il bijoux, il patchwork, il ricamo e il decoupage.
«Stiamo parlando di 121 espositori e di un raddoppio degli spazi per accogliere gli oltre 19 mila i visitatori presenti nella scorsa edizione e attesi per questa - spiega Roberto Ditri, presidente di Fiera Vicenza - "Abilmente", oltre a rappresentare il salone dell'hobbistica creativa per eccellenza, si conferma sempre più internazionale: saranno presenti in città, per questa edizione primaverile, aziende provenienti da Francia, Spagna e Germania. La ricchezza di questa manifestazione, che la Fiera organizza dal 2005, sta proprio nella diversificazione dell'offerta e nella peculiarità di aggregare una sorta di "community della creatività" che cresce ad ogni edizione».
Alcune novità di Abilmente 2010? Chi ricerca uno stile sempre alla moda, tappa obbligata sarà l'atelier Tendenze: bijoux e accessori, con le proposte più innovative di creative nazionali e internazionali. Per i teen-ager sarà invece allestita l'area "Bernina Young: Spazio ai giovani!" dedicata esclusivamente alla personalizzazione di t-shirt. Tra le novità spicca l'atelier delle Tinte Naturali dove si possono scoprire le potenzialità dei coloranti naturali.
"Abilmente" resterà aperta al pubblico da domani a domenica con orario continuato dalle 9.30 alle 19. Ingresso 10 euro, ridotto 8. Informazioni su www.abilmente.org. S.M.
Ederle,
c'è l'intesa
per gli operai
senza stipendio
Vicenza. Il sindacato vicentino Fillea-Cgil ha siglato ieri un accordo con il consorzio Pizzarotti-Pilzinger-Berger per conto dei lavoratori della "TriIntonaci" di Noventa Vicentina: una ventina di operai edili che sono senza stipendio da otto mesi. Come noto il loro titolare, che non riusciva a pagare gli stipendi, si è suicidato la settimana scorsa. Ieri la segreteria Fillea-Cgil dopo la firma ha distribuito gli anticipi di 500 euro ai lavoratori appena fuori dal cantiere della caserma Ederle, in via Corbetta.
L'accordo prevede che ai lavoratori impiegati dalla ditta TriIntonaci nel subappalto concesso dal consorzio Pizzarotti, arrivino in tasca gli stipendi arretrati in breve, appena saranno pronti i conteggi delle paghe. «Siamo soddisfatti per l'accordo - ha affermato a caldo Toni Toniolo, segretario generale Fillea-Cgil - perché questa firma evita il ricorso ad una vertenza che finirebbe nelle aule dei tribunali».
Dal consorzio impegnato nell'appalto per la costruzione della clinica della Caserma Ederle «abbiamo avuto - ha affermato Toniolo - quello che nella vertenza del teatro di viale Mazzini il Comune dell'amministrazione Hüllweck non ha mai voluto riconoscere». Ovvero un accordo per evitare spese processuali inutili e tempi morti con padri di famiglia in attesa dello stipendio di mesi e mesi prima. Per quanto riguarda la TriIntonaci (il cui titolare si è tolto la vita la settimana scorsa) la Fillea-Cgil sta cercando di capire la situazione esistente in altri cantieri dove era presente con altri subappalti la ditta di Noventa.
«Da segnalare - dice Toniolo - che questi lavoratori che oggi hanno ricevuto un acconto di 500 euro e che presto verranno in possesso degli stipendi arretrati, in gran parte sono extracomunitari. E quindi non solo sono disoccupati, ma verranno espulsi tra qualche mese per effetto della Bossi-Fini e non beneficeranno, come i lavoratori italiani, della disoccupazione tramite l'Inps».
Buche e strade
dissestate
a S. Pio X
e S. Andrea
Vicenza. Ancora un cedimento nell'asfalto in via Giorgione. Dopo la voragine apertasi qualche mese fa, è di questi giorni il transennamento di un vasto segmento di manto stradale per il profondo avvallamento creatosi probabilmente a causa di infiltrazioni d'acqua e praticamente nello stesso punto di prima. In attesa dell'intervento degli operai, da segnalare la chiusura precauzionale al traffico di attraversamento di via Calvi.
Intanto anche il consigliere comunale Luca Balzi (Pd) segnala il cartello di pericolo installato dall'Amcps in via Pizzocaro, centrale per il quartiere di S. Andrea. Balzi attacca l'assessore Ennio Tosetto perché, spiega, già da tempo aveva promesso che la strada sarebbe stata sistemata ma non è stato così. R.L.
«Sono le auto
di lusso
a rivelare
l'evasione»
Antonio Trentin
Vicenza. "Cambiamo il fisco insieme": con questo slogan la Cisl nazionale mobilita domani la sensibilità di chi le tasse le paga, e non può scamparle, e prova a fare pressione su due versanti. Sulla società in generale, che appare nemica più del fisco che degli evasori. E sulla politica, che di lotta all'evasione discute sempre ma senza mai ridurre l'ampiezza dello scandalo. Adesso siamo, per capirsi bene, a 300 miliardi di euro imboscati, pari a un danno erariale di 100 miliardi all'anno di imposte non pagate: soldi direttamente sottratti a sanità, scuola, tutela sociale e investimenti produttivi.
Manifestazioni sono in calendario in ogni regione e l'appuntamento veneto è a Padova (sala dei Carraresi in Fiera, ore 9,30) dove il tema del "no" all'inerzia in fatto di evasione sarà: "La vera riforma istituzionale è quella fiscale".
Il sindacato batte sul tasto della sottrazione di benessere collettivo a beneficio delle furberie private. «È possibile che l'anno scorso siano state vendute in tutta Italia 200 mila auto di lusso che costano in media 100 mila euro - si è chiesto Maurizio Dei Zotti, presentando l'iniziativa con il collega Luigi Copiello - e che in tutto siano appena 76 mila gli italiani che dichiarano nell'Irpef più di 200 mila euro?».
Applicati a Vicenza i dati sono i seguenti: 2600 auto di lusso vendute anche nel 2009 della crisi e appena 1000 contribuenti che stanno sopra i 200 mila euro di reddito dichiarato.
Proclamare che "il fisco è bello" non si può, commenta la Cisl vicentina, ma neanche chiudere gli occhi di fronte al fenomeno: «Quando si dichiara "Stato sociale, tutto esaurito" non si fa una battuta - commenta Dei Zotti - ma ci si arrende all'evasione: sono questi i soldi che mancano per l'aiuto a famiglie e imprese».
Il sindacato giudica negativamente le ultime tappe del dibattito sul fisco: «Parlare di due sole aliquote Irpef, 23 e 33%, in realtà significa favorire solo i redditi alti e non la fascia medio-bassa. Presentare come un successo l'abolizione della quota facoltativa di addizionale Irpef regionale, come ha fatto il presidente Galan, vuole dire silenzio sul fatto che a beneficiarne sono soli redditi oltre i 29 mila euro».
Ma che cosa immagina la Cisl, oltre alla consueta ricetta anti-evasione confezionabile per l'Agenzia delle entrate (più controlli, più tecnologia, più personale)? «Si parla tanto di federalismo fiscale. Bisogna portare i controlli sul territorio, il più possibile vicino ai cittadini e ai livelli dell'evasione» indica l'esponente cislino. Nessuna voglia di comitati di delazione o di buche per le lettere anonime, avverte, ma la necessità che a una presa di coscienza civica - come sollecitato dalla manifestazione di domani - corrispondano anche azioni serrate degli organismi di vigilanza e di controllo.
Domenica
il grande blocco
delle auto
in Valpadana
Domenica scatta il blocco totale della circolazione. Vicenza, che ha raggiunto le 37 giornate di superamento del valore limite di 50 microgrammi di pm10 per metro cubo d'aria (non si dovrebbero superare le 35 giornate in un anno), aderisce infatti allo stop che attueranno contemporaneamente 169 amministrazioni comunali, in particolare del nord Italia. Il divieto in città riguarda l'utilizzo di tutti i veicoli a motore dalle 9 alle 18 nella stessa area già interessata nei giorni feriali dal blocco dei mezzi più inquinanti. Domani potranno circolare soltanto i veicoli alimentati a gpl o a gas metano, i veicoli ad emissione zero o ibridi, purché funzionanti a motore elettrico, e poche altre tipologie di mezzi descritte nell'ordinanza. Il divieto vale per il centro e per buona parte dei quartieri di San Pio X, Stanga, San Francesco, Laghetto, Villaggio del Sole e San Lazzaro, Pomari e del Mercato Nuovo. Per ridurre i disagi del divieto domenicale, il Comune ha concordato con Aim di potenziare e rendere più accessibile il servizio di trasporto pubblico. Per i servizi del Centrobus (parcheggio più navetta) è stata fissata una tariffa unica di 2 euro che comprende il parcheggio dell'auto e il viaggio andata e ritorno in navetta per un massimo di cinque persone.
Per notizie dettagliate è possibile collegarsi al sito www.comune.vicenza.it oppure rivolgersi al settore ambiente tel. 0444 221598, all'Urp tel. 0444 221360, al comando di polizia locale tel. 0444 545311. Una segreteria telefonica con informazioni aggiornate è attiva 24 ore su 24 al numero 0444 222324.
Ftv mostra
la "pagella",
Aim
la nasconde
Roberta Bassan
Vicenza. Una bella pagella la fai vedere a tutti: mamma, papà, nonni, zii, cugini, amici. Una pagella così-così te la gestisci in casa senza far tanto rumore. In meno la vedono, meglio è. Succede così che Ftv - Ferrovie Tramvie Vicentine - fiera del suo 9 in pagella, ha presentato in pompa magna i dati relativi alla cosiddetta "Customer Satisfaction 2009", vale a dire l'indagine a cui sono obbligate le aziende di trasporto pubblico locale dalla legge regionale 25/98 che ha a sua volta ha recepito un adempimento nazionale. Mentre invece Aim Mobilità non ha presentato ufficialmente ancora nulla.
La società d'indagine peraltro è la stessa, l'Istituto Quaeris di Treviso, specializzato nel marketing research e dei sondaggi d'opinione, che ha rilevato i dati in una quindicina di aziende a livello regionale.
Vero è che tra aziende di trasporto è buona norma scambiarsi annualmente le Carte dei servizi in cui sono ricomprese anche le pagelle che i propri viaggiatori hanno assegnato ai servizi. Ma in Ftv quella di Aim è da anni che non arriva, come si sussurra negli uffici. Da tenere presente che il 7 in pratica rappresenta appena la sufficienza, sotto scattano penali. Un 8 è la sufficienza piena, senza brillare più di tanto. Ftv sfiora il 9, confermandosi tra le aziende più apprezzate del Veneto.
I dati sull'azienda di trasporto extraurbano del Vicentino sono stati presentati ieri dall'assessore provinciale ai Trasporti Cristiano Sandonà, dal presidente Ftv Valter Baruchello, con l'ausilio di Giorgio De Carlo, direttore di Quaeris.
Sono state 801 le interviste rivolte a coloro che prendono la corriera. Molto apprezzate la sicurezza del viaggio ""inteso come mancanza di incidenti" (96 su 100), l'assenza del pericolo di molestie e borseggi (94), la riconoscibilità e la buona presenza del personale (96,7), la cortesia e la disponibilità del personale (92 per gli uffici e 89 per il personale viaggiante). Come soprattutto l'immagine dell'azienda.
A voler trovare qualche aspetto da tenere sotto controllo emergono la puntualità e la regolarità del servizio inteso come maggiore frequenza, la pulizia e le condizioni igieniche dei mezzi delle stazioni di Vicenza e Valdagno, come pure il comfort e la climatizzazione. Una puntualizzazione sull'esigenza di maggiore frequenza dei mezzi ha voluto farla Baruchello, spiegando la difficoltà derivata dal congestionamento della rete viabilistica locale, come pure dalla difficoltà di trovare un accordo con alcuni dirigenti scolastici, in particolare di Bassano, che ha portato ad un maggiore esborso in quell'area per avere un numero maggiore di corse. E che ha impedito di potenziare altri servizi «perché la coperta è quella». Sandonà ha sottolineato peraltro come nessun sciopero a causa dei trasporti si è avuto all'inizio dell'anno scolastico come da anni non accadeva. E mette le mani avanti annunciando a partire dal prossimo mese un nuovo tavolo con i dirigenti scolastici, in vista della riforma del prossimo anno che, ancora una volta, rivedrà gli orari degli Istituti e rischia di provocare nuovi cambi nell'orario d'ingresso e d'uscita da scuola. Con inevitabili problemi per chi prende la corriera. Altra soddisfazione: «È cresciuto anche il numero dell'utenza e questo grazie anche all'intervento sugli abbonamenti».
Dal Molin
e l'acqua:
quanta ne
serve alla base?
Gian Marco Mancassola
Vicenza. Se la Ederle 2 soddisferà il suo fabbisogno di acqua esclusivamente tramite l'acquedotto, i vantaggi economici saranno tali che le bollette potrebbero calare del 3 per cento. Il problema è che tra il dire e il fare c'è una partita tutta da giocare sul fronte dell'approvigionamento idrico del Dal Molin a stelle e strisce. I conteggi sono offerti da Giancarlo Corò, presidente di Acque Vicentine, che ha presentato al Comune i progetti di allacciamento della nuova base americana.
Finora l'unica richiesta presentata dagli Usa prevede un prelievo dall'acquedotto di 500 metri cubi di acqua al giorno. «Tuttavia - si apprende da un comunicato diramato ieri da Acque Vicentine - da colloqui successivi si è appreso che il consumo di acqua della base Dal Molin prevede circa 1.200 metri cubi al giorno. Ciò significa che 700 metri cubi al giorno dovrebbero arrivare tramite emungimento diretto da pozzi interni alla base. Quest'ultima ipotesi è da scongiurare, poiché comporterebbe il prelievo continuo di una preziosa risorsa comune senza corrispettivo per il territorio». Secondo Corò «nell'ipotesi che tutto il consumo previsto dalla Ederle 2, vale a dire circa 445 mila metri cubi all'anno venga interamente alimentato tramite acquedotto, la fornitura di acqua, fognatura e depurazione ammonterebbe a 800 mila euro all'anno», senza alcuno sconto.
«I ricavi aggiuntivi corrispondono ad una riduzione per tutti gli utenti di circa il 3 per cento dell'attuale tariffa. In alternativa, potremmo prevedere anche nuovi interventi sulle infrastrutture per la realizzazione di progetti di tutela ambientale, come azioni di ricarica della falda, oppure sistemi di fitodepurazione per migliorare la qualità della risorsa», analizza il presidente, le cui considerazioni vengono rese note alla vigilia del tavolo tecnico sul cantiere in programma per domani in prefettura tra il sindaco Achille Variati e il commissario Paolo Costa. Tema del vertice saranno proprio l'acqua e la falda.
Corò precisa che per allacciare la base «sono previsti investimenti per il potenziamento tecnologico degli impianti di produzione idrica nella centrale Laghetto e per la costruzione di condotte di adduzione fino a viale Ferrarin. Con l'occasione saranno potenziate e sostituite anche alcune condotte esistenti a servizio di utenze domestiche». Aggiungendo anche i lavori per la fognatura, l'importo stimato è di 1,6 milioni di euro, che «dovranno essere integralmente sostenuti dal nuovo insediamento».
«Il consumo previsto - conclude la nota di Acque vicentine - non comporta rischi per l'acquedotto di Vicenza, neanche nei periodi estivi, poiché le attuali capacità del sistema hanno buoni margini di riserva. Si consideri poi che i consumi complessivi di acqua si sono ridotti negli ultimi anni: rispetto al 2003, oggi le reti distribuiscono 2,5 milioni di metri cubi all'anno in meno».
Caritas, raccolti
500 mila euro
per il terremoto
di Haiti
Vicenza. Sono 513 mila gli euro pervenuti ad oggi alla Caritas diocesana vicentina per l'emergenza umanitaria ad Haiti, travolta dal drammatico terremoto. Sono il frutto delle raccolte nelle parrocchie (395 mila euro) e delle donazioni di singole persone e realtà. «Già si intravvede un rapporto preferenziale di solidarietà con i missionari scalabriniani e salesiani, ivi ben presenti. Interverremo soprattutto a favore dei bambini e delle famiglie: gli orfani anzitutto e le madri sole con figli a carico. Sarà nostro impegno rendere conto dei progetti di solidarietà non appena individuati, superata la prima fase d'emergenza. Un operatore si recherà per questo ad Haiti nelle prossime settimane» afferma il direttore della Caritas vicentina don Giovanni Sandonà. Ricevendo, assieme a tutta la rete italiana, i ringraziamenti di padre Serge Chadic, direttore di Caritas Haiti, a Roma per un incontro di coordinamento. Nelle prime quattro settimane dopo il terremoto Caritas ha distribuito aiuti alimentari ad oltre 200.000 persone e più di 35.000 persone hanno ricevuto kit per alloggi temporanei.
Cure sanitarie, medicinali, acqua potabile e sostegno psicologico con particolare attenzione ai minori sono gli altri ambiti di intervento della Caritas. Dopo il piano di emergenza bimestrale, l'azione della rete Caritas proseguirà nei prossimi 5 anni. Per sostenere gli interventi in corso (causale "Terremoto Haiti") si possono inviare offerte a: Caritas Diocesana Vicentina - contrà Torretti, 38 - 36100 Vicenza
· Consegna dell'offerta negli uffici dal lunedì al sabato (9,00 –12,30);
· Versamento sul c/c postale n. 13824362 intestato a Diocesi di Vicenza-Caritas C.P. 833 Vicenza;
· Bonifico bancario intestato a Diocesi di Vicenza-Caritas presso Banca Popolare Etica – filiale di Vicenza, EU IBAN IT53 I050 1811 8000 0000 0117 100.
Ex Domenichelli
Giù la fabbrica
«Però pensate
a un parcheggio»
Chiara Roverotto
Vicenza. L'abbattimento di un fabbrica per sperare. «Non ci resta altro. Se l'ex Domenichelli verrà abbattuta, forse questo quartiere ha ancora la possibilità di rialzare la testa. Ma attenzione: dopo l'abbattimento, per il via libera ai lavori previsti dal Pat nell'area trascorreranno almeno tre anni E durante tutto questo tempo che cosa accadrà? Il Comune dovrebbe pensare ad una zona da riservare alla sosta, almeno per tenerla controllata. Altrimenti, i problemi non finiranno mai...».
I rappresentanti dei residenti della zona sono molti, c'è chi parla e dice il proprio nome come Florio Cappon, che partecipa agli incontri con il prefetto, il sindaco, l'assessore alla sicurezza, il questore, il comandante della guardia di finanza, dei carabinieri e della polizia municipale, e chi preferisce starsene in disparte. Troppa paura. «Qui non sappiamo con chi abbiamo a che fare. Via Torino è zona di prostitute dalle 8 di sera in poi, mentre lo spaccio è di casa a tutte le ore del giorno. Convivere con questo è difficile soprattutto per chi ci abita da trent'anni, ed ha acquistato l'appartamento della sua vita».
Eppure tutto quello che sta crescendo attorno, sembra un ghetto, una strada che ha cambiato, forma, vita, anima, pelle, energia e vitalità. Una polveriera pronta ad esplodere a due passi dalle mura cittadine. L'Italia dei migranti in via Torino e via Firenze è una sorta di zona off-limits. Call center, kebab, agenzie per il trasferimento di denaro, negozi gestiti da immigrati. Gli italiani che resistono sono pochi, ma lo fanno con molta dignità. O forse con rassegnazione. Basta guardare in alto e vedere le parabole attaccate ai poggioli per capire chi ci abita.Una padella per metterci le notizie del mondo... A camminarci in mezzo sembra una coperta di Arlecchino tanti sono i colori che vedi: quelli variopinti delle donne bengalesi o indiane e quelli lunghi degli uomini. Anche i gesti, le posizioni ricordano un altro lembo di terra, un Paese diverso. Vecchi accovacciati che fumano fino all'ultimo pezzo di tabacco e poi i giovani, tutti ben vestiti: jeans, magliette alla moda e con quell'aria un po' sprezzante con la quale ti guardano con una lattina di birra in mano.
Il futuro? Chissà, la crisi non scherza. Infatti in patria ne ha rimandati parecchi. Eppure, molti appartamenti sia lungo viale Milano che su via Firenze restano ancora occupati da immigrati. «Molti sono rimasti senza lavoro, inghiottiti dalla recessione - aggiunge Cappon - e con un mutuo sulle spalle hanno preferito andarsene. In casa però sono rimasti amici e parenti che non pagano nemmeno bollette e spese condominiali. Vivono al freddo, spesso senza il gas per farsi da mangiare. La banca o la finanziaria di turno hanno riscattato l'immobile, ma prima che venga messo all'asta ci vuole tempo e nessuno può cacciare chi c'è dentro. Si tratta di una questione non irrilevante che riguarda decine di alloggi. Senza dimenticare che gli altri condomini non si possono accollare le spese di tutti, per cui lasciano gli immobili sporchi e questo non giova al decoro dell'intero quartiere».
In via Torino la frontiera è fatta di spaccio e prostituzione. Le forze dell'ordine lo sanno e non trascorre giorno senza che qualcuno venga arrestato per spaccio, rissa. L'ultimo di una lunga serie di reati: un accoltellamento tra tunisini.
Ma in mezzo a quella terra di frontiera ci passano uomini, donne, anziani, studenti che raggiungono il "Piovene" prendendo una stradina che parte da via Torino. Di notte nascondiglio per prostitute e di giorno scambio di bustine di droga. «Le bustine - raccontano i residenti - passano da una mano all'altra o vengono lasciate in un cestino piuttosto che in una finestra del supermercato».
Ora, il bivio è rappresentato dall'abbattimento della ex sede di un'impresa di trasporti che dava lavoro a decine di persone. Ma le barricate restano: culturali, etniche, comportamentali, morali. Per abbatterle non bastano le gru. In fondo a via "Torino road" tutti sperano di non vedere più nè prostitute nè spacciatori. E i residenti aspettano. «La situazione è pesante. Molto pesante».
Pioggia
sul Vicentino.
Allagamenti
e incidenti
Diego Neri
Vicenza. Un'ondata di maltempo si è abbattuta ieri sul Vicentino provocando danni e disagi. Fin dalla serata di giovedì, una pioggia battente ha interessato tutto il territorio provinciale ed ha continuato incessantemente a piovere fino alla serata di ieri. Tanto che Vicenza è stata la provincia del Veneto con il record di precipitazioni. Una discreta nevicata (fra i 20 e i 40 centimetri) ha interessato le piste dell'Altopiano di Asiago (le Melette in particolare), il Pasubio, il Carega e Montefalcone. Per i giorni prossimi, invece, torna il pericolo valanghe anche nel Vicentino.
LA PIOGGIA. Le stazioni dell'Arpav disseminate sul territorio vicentino hanno registrato il picco al rifugio La Guardia sotto Campogrosso, a Recoaro (72,8 millimetri) da giovedì sera alle 20 di ieri; un po' meno è piovuto a Quinto (55,8), Malo (54,8), Asiago (39,2) e Lonigo (29,6).
GLI ALLAGAMENTI. La pioggia caduta in poche ore ha causato una serie di allagamenti, soprattutto in città. La polizia locale è intervenuta in particolare in via Bertesina (all'incrocio con via Dalla Scola c'erano più di 20 centimetri d'acqua), in strada Ambrosini, in strada della Colombaretta, in via Fusinieri (all'incrocio con via Groppino), in strada Pelosa, Casale, Settecà e Paradiso. Disagi per l'acqua anche a Monteviale e Creazzo, in particolare in zona Carpaneda e Biron. Qualche fosso è straripato in campagna, mentre la protezione civile ha tenuto sotto osservazione i fiumi, aumentati notevolmente ma ancora sotto il livello di guardia. Allagati anche i sottopassi di Altavilla e dello stadio; disagi anche nella zona industriale di Altavilla.
I POMPIERI AL LAVORO. Una dozzina gli interventi dei vigili del fuoco del comando berico nel pomeriggio e nella prima serata di ieri per gli allagamenti di garage e scantinati. Acqua anche nell'interrato del liceo artistico Martini, in via Calvi, in città. Problemi per alcune cantine nella zona di Ca' Balbi e di Settecà, oltre che a Torri di Quartesolo. I pompieri sono intervenuti con i vigili urbani per il crollo di una porzione del cornicione di un palazzo in contrà S. Marco 41, che non ha causato fortunatamente feriti. Piccoli smottamenti nell'Alto Vicentino; il cedimento del terreno è stato segnalato lungo strada di Ospedaletto, vicino al cavalcavia.
INCIDENTI. La pioggia ha causato una lunga serie di incidenti stradali, in tutto il Vicentino. Il più grave è avvenuto ieri alle 14 lungo strada Pasubio, dove Igino Pretto, 59 anni, della città, è stato investito mentre attraversava all'altezza delle Maddalene dal Fiat Doblò di Andrea Minesso, 38, di Schio. È stato portato d'urgenza in ospedale. Condizioni serie anche quelle di un pedone travolto da un'auto a Ponte Alto, davanti al Mc Donald.
PREVISIONI. Nella giornata di oggi il centro meteorologico dell'Arpav prevede pioggia al mattino e cielo nuvoloso; sole domani mattina, poi aumento della nuvolosità nel corso del pomeriggio.
Area
ex Domenichelli,
via agli
abbattimenti
Roberta Bassan
Vicenza. Il Comune di Vicenza ha il nuovo collegio dei Revisori dei conti per il triennio 2010-2012: Enrico Guzzoni (presidente), Margherita Monti e Paolo Bocchese. Una votazione liscia, quella di ieri sera in Consiglio comunale, a cui però si è arrivati dopo una serie di confronti serrati. Tanto per capire, erano 19 i nomi su cui si sono confrontati i consiglieri. La maggioranza da parte sua è arrivata con la proposta di Guzzoni (presentato dalla lista Variati) dello studio Turchetti-Zanguio e di Monti (presentata dal Pd), assessore al Bilancio dell'ex giunta di Maurizio Scalabrin a Montecchio Maggiore, con studio a Vicenza.
L'assessore al Bilancio, Umberto Lago, relatore della delibera, non era al corrente dei nomi su cui si era fatto finalmente quadrato, dei quali si erano occupato i consiglieri. Opposizione divisa invece con due nomi: Rucco ha candidato Paolo Bocchese (revisore uscente della Provincia), mentre Zoppello ha portato il nome di Mario Zoggia, che peraltro era sostenuto da Marco Zocca. È finita così: Guzzoni 21 voti, Monti 18, Bocchese 17, Zoggia 7, Giorgio Rossi 3. Sono passati i primi tre. Il compenso annuo lordo sarà di 15.230,59 euro ciascuno per i revisori, 22.845,89 euro per il presidente. Il sindaco Achille Variati ha ringraziato gli uscenti Luigi Campana, Francesco Faccioli e Giovanni Motterle.
GEMELLAGGI. Il sindaco Variati insieme con il consigliere delegato Federico Formisano sarà la settimana prossima a Pforzheim per riallacciare il gemellaggio con la città tedesca e incontrare la nuova amministrazione. Il sindaco mette le mani avanti sul futuro. All'epoca, era il 1993, il gemellaggio era nato per le affinità tra le due città legate al mondo industriale orafo «che oggi - ha detto Variati - è sparito anche in quella città». Ieri in consiglio si è approvato con 32 voti favorevoli e 3 astenuti il regolamento per la stipula e la gestione dei gemellaggi, patti di amicizia, fratellanza e scambi nazionali e internazionali. Ad oggi Vicenza è anche legata alla città francese di Annecy, mentre è tutt'ora a livello di proposta il patto d'amicizia con Cleveland. È arrivata inoltre la lettera del sindaco di Betlemme rivolta a Variati che manifesta il desiderio che Vicenza si gemelli con loro.
DONNE. Cinzia Bottene (capogruppo Vicenza libera) ha presentato una mozione a nome delle altre consigliere Patrizia Barbieri (Lega), Lorella Baccarin (lista Variati), Francesca Nisticò, Cristina Balbi e Isabella Sala (Pd) sul tema della violenza sulle donne. «Vicenza non è un'isola felice: in tre anni da gennaio 2005 ad ottobre 2008, ci sono stati mille casi di violenza all'anno. Il problema è che poi c'è paura di denunciare, soprattutto se essa avviene tra le mura domestiche. In un ordine del giorno (passato con 25 favorevoli) legato alla mozione si è chiesto che venga valutata la possibilità di avere la presenza di agenti di polizia di sesso femminile presso il posto di polizia distaccato al Pronto soccorso per favorire il dialogo. Via libera anche all'attivazione di una "casa rifugio" per tutte le donne che hanno necessità di allontanarsi da casa a causa della violenza subita, come pure la convocazione periodica di una commissione pari opportunità. Sindaco e giunta sono stati impegnati a potenziare lo sportello comunale donna con lo scopo di assicurare tutela e sostegno alle vittime di minaccia e violenza o in difficoltà per condizioni personali, sociali o familiari e a prevedere la costituzione di parte civile del Comune nei procedimenti giudiziari per reati di violenza sessuale. Voti: favorevoli 26, un contrario (Arrigo Abalti del Pdl).
Sciopero trasporti:
stop in serata
per Ftv e Aim
Riguarda anche il servizio di trasporto pubblico di Ftv e Aim. come segnalato nei giorni scorsi, lo sciopero nazionale indetto dai sindacati di Cgil-Cisl-Uil, Orsa,,Faisa e Fast per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro sulla mobilità.
I mezzi delle Ferrotramvie vicentine si fermeranno dalle 19 alle 23, mentre quelli dell'Aim non circoleranno più dalle 20 alle 24.
Urbanistica.
Oltre 300
osservazioni
al Pat
Oltre 300
osservazioni
al Pat
Gian Marco Mancassola
Vicenza. Sono tante o poche oltre 300 osservazioni al Pat, sigla dietro cui si cela il disegno urbanistica della Vicenza dei prossimi 30 anni? Ogni osservazione merita un voto su misura in consiglio comunale o si può accelerare la tempistica accorpando i rilievi simili e omologabili? La maratona del Piano di assetto del territorio si è consumata appena due mesi fa, eppure i podisti di palazzo Trissino sono già pronti a sfidarsi nuovamente sulle mappe e sulle norme di un percorso destinato a revisionare il vecchio piano regolatore.
LE OSSERVAZIONI. Martedì scadevano i termini per la presentazione delle osservazioni da parte di cittadini, comitati, associazioni. Si tratta di un ulteriore strumento di partecipazione e condivisione a comporre il quadro della città del futuro. Le osservazioni raccolte da metà dicembre sono poco più di 300. L'assessore alla progettazione e pianificazione del territorio Francesca Lazzari non esita a definire il numero un risultato soddisfacente: «Per un documento così importante si tratta di un numero davvero contenuto se messo a confronto con altre realtà. È la stessa Regione a confermarcelo e ciò non potrà che aiutarci nel ridurre i tempi delle fasi successive».
IL BID. «Tra le osservazioni - precisa Lazzari - almeno un centinaio riguardano il bando degli interessi diffusi e sono quindi di piccoli proprietari di terreni agricoli che ne vorrebbero la trasformazione in aree edificabili. Alcune altre sono osservazioni "fotocopia". Ci ha fatto piacere ricevere dalle categorie alcune osservazioni molto propositive, circa 15-20, che, apprezzando il Pat, vanno nella direzione di migliorarlo». Ora inizia una laboriosa attività dietro le quinte per predisporre le controdeduzioni che dovranno essere esaminate in commissione Territorio e quindi in consiglio comunale. La fase successiva prevede quindi la definizione della Vas, la valutazione ambientale strategica, e la conferenza dei servizi che verrà indetta dal Comune in collaborazione con la Regione Veneto.
L'OPPOSIZIONE. Il Pdl affina la strategia. Marco Zocca, predecessore della Lazzari alla guida dell'urbanistica, non esita a parlare di «un numero elevato, che dimostra come non siano stati coltivati i piccoli interessi delle famiglie favorendo i grandi interessi delle lottizzazioni. Mi auguro che le controdeduzioni vengano elaborate in base a principi di trasparenza e correttezza, e che si discuta una osservazione alla volta, senza accorpamenti come accaduto per la bretella dell'Albera. Fare un lavoro superficiale significherebbe esporsi a nuovi contenziosi con i privati, che stanno costando molto all'amministrazione, spesso sconfitta come accaduto con il piano lodi, il Pp10 e la banca di piazza Matteotti». «È un numero normale - sostiene Maurizio Franzina - ma ogni osservazione andrà discussa singolarmente. Ricordo inoltre che la prassi vuole che si tengano in considerazione anche le osservazioni fuori termine, fino al nuovo passaggio in giunta. Ne potrebbero arrivare altrettante: sarebbe un segnale che il percorso di partecipazione e condivisione è stato più di facciata che di sostanza».
Piano Ftv
e zona stadio.
Provincia
verso l'intesa
Marco Scorzato
Vicenza. Tre grandi superfici: i 73 mila metri quadri nella zona della stazione Ftv; gli altri 110 mila a Laghetto; e l'ampia zona a sud dello stadio Menti. E una parola d'ordine: valorizzare. La Provincia, stavolta, potrebbe farcela a veder "sbloccate" queste tre aree strategiche di sua proprietà nella città di Vicenza. Il loro sviluppo urbanistico è rimasto per anni in sospeso, in attesa del Pat - il Piano di assetto del territorio - del Comune e soprattutto di un'intesa tra Palazzo Trissino e Palazzo Nievo. Ebbene, l'intesa potrebbe presto diventare realtà e tradursi nella firma di un accordo di programma tra il sindaco Achille Variati e il presidente della Provincia Attilio Schneck.
LA "LISTA". Proprio ieri la Giunta provinciale ha dato il via libera alla "lista delle priorità" per la valorizzazione delle aree, fiduciosa che possano costituire l'ossatura dell'accordo da concldere in tempi brevissimi. Dopo il "disegno" della città tratteggiato dal Pat fresco di approvazione in Comune, la firma con la Provincia sarebbe il primo passo verso la fase realizzativa vera e propria, che si tradurrà nei "piani degli interventi". Ironia della sorte, dopo anni di tira e molla, sono due amministrazioni di colore politico diverso a trovarsi in sintonia, seppur per ragioni diverse.
PIANO FTV. La questione più spinosa, anche per il numero di soggetti coinvolti, è quella nota come "Piano Ftv". È un'area molto grande, 149 mila metri quadri, a due passi dal centro, compresa tra viale Milano (est), la linea ferroviaria, via D'Annunzio (ovest) e S. Felice (nord). È l'area dove il Comune ha ipotizzato la nuova sede municipale e un centro culturale. Quasi metà di quella superficie (73 mila metri quadri) è di proprietà della Provincia, che punta a massimizzare il suo interesse economico. Nasce da qui la richiesta al Comune di confermare i volumi di edificazione previsti dal vecchio Piano urbanistico. Dove e come questi dovrebbero tradursi in mattoni resterebbe una questione aperta.
LAGHETTO E ZONA STADIO. L'altra superficie che Palazzo Nievo vuole valorizzare è quella di 110 mila metri quadri a Laghetto. È la zona dove, insieme con l'Ulss 6 (proprietaria di altri 80 mila metri quadri), dovrebbe essere realizzato il "polo delle emergenze", con il dipartimento prevenzione, la centrale operativa della protezione civile e del Suem. Rimarrebbe comunque spazio per altre destinazioni, residenziale o direzionale, sulle quali la Provincia continua a spingere perché vi sia trasferito il suo credito edificatorio.
Infine c'è l'area a ridosso del Menti, dove la Provincia adesso è orientata a far traslocare gli istituti Rossi, Fusinieri e Piovene, per una cittadella degli studi che non confligge con la pianificazione comunale che prevede la nascita del polo della meccatronica.
Offese
su Facebook.
Querela
l'amico
Vicenza. È uno dei primi casi conosciuti in provincia. Un'indagine per diffamazione a mezzo "Facebook", il social network nel quale si scambia l'amicizia, ma che a a volte può diventare fonte di guai per chi lo usa in maniera improvvida.
Si è appreso che S.F., 31 anni, ha querelato il coetaneo Marco Sambastian di Arcugnano, via Manasse, che aveva immesso nella rete il commento a una foto che ritraeva la parte offesa. Il tenore delle affermazioni è il seguente: «S.F., che figata, ancora mi ricordo di quando veniva a casa mia a rubare cd, orologi e altre cose...che ridere, poveretto, non l'ho mai toccato solo perché il destino l'ha voluto così, piccolo, brutto e proprio una gran faccia di...».
Non contento, il ragazzo presunto diffamatore ha aggiunto: «Dai, i tuoi amici lo sanno che rubavi...mi spiace metterlo in piazza...» e «porello, prima sera che lo incontro vedremo di rinfrescargli la memoria».
L'inchiesta per diffamazione a carico di Sambastian è stata aperta qualche tempo fa dal sostituto procuratore Claudia Dal Martello dopo la segnalazione presentata dalla presunta vittima.
Che cosa ci sia stato all'origine degli attacchi gratuiti, come li ha definiti la parte offesa nella querela, non è fin qui emerso. Il giovane parla di un'aggressione alla sua reputazione che non ha ragione se non per eventuali vecchi dissapori di cui peraltro non aveva contezza. Per capirnme di più bisognerà attendere l'interrogatorio dell'indagato quando sarà chiamato dagli inquirenti. La vittima degli attacchi si è rivolto a un legale che ha preparato la denuncia-querela che è stata depositata qualche mese fa. In essa si legge che «è ormai riconosciuto dalla giurisprudenza di legittimità come l'utilizzo di internet integri una delle ipotesi aggravate» alle quali fa riferimento il comma terzo del reato di diffamazione laddove parla di "offesa arrecata con qualsiasi altro mezzo di pubblicità».
Trucco e circo
per bambini
e la sera
l'operetta
Vicenza. Un martedì grasso per tutti: durante il pomeriggio tanto divertimento per i bambini e le famiglie; alla sera uno spettacolo per tutti ma con particolare attenzione agli anziani. È il programma di Carnevale per domani promosso in centro città dal Comune di Vicenza, con la partnership di Regione Veneto e Aim. Le iniziative del pomeriggio saranno a cura dell'associazione Arciragazzi e avranno come fulcro piazza dei Signori, ma poi si svilupperanno anche in altri luoghi del centro storico e saranno tutti a partecipazione libera.
A partire dalle 15 prenderanno il via i laboratori per i bambini nei quali i piccoli potranno allenare liberamente la propria manualità dando seguito alla loro fantasia. Tra questi anche il laboratorio "Truccabimbi" che prevede pitture sui visi con trucchi anallergici. Per tutto il pomeriggio, inoltre, sarà a disposizione un tappetone gonfiabile sul quale i bambini potranno saltare e rotolarsi in tutta sicurezza.
Un elemento curioso sarà il "Ludobus", un furgone attrezzato per far diventare i luoghi in cui si ferma una ludoteca a cielo aperto. Non mancheranno alcuni spettacoli di giocoleria con il fuoco e il "Circo di cartone", spettacolo per bambini e famiglie che fa sperimentare la magia del circo in prima persona.
Alle 21 i festeggiamenti del Carnevale si sposteranno al Teatro comunale con la replica del concerto-spettacolo "Un palco all'operetta": in scena l'orchestra e il coro di Vicenza diretti da Giuliano Fracasso, che interpreteranno alcune fra le pagine più popolari di operette come "La danza delle libellule", "Al cavallino bianco", "Il paese dei campanelli", "Cin Ci Là". Per questo appuntamento sono ancora a disposizione gli ultimi biglietti gratis rivolti ai residenti a Vicenza nati nell'anno 1939 e precedenti: gli interessati potranno ritirare i biglietti (portando con sé un documento originale o in fotocopia) oggi, dalle 10.30 alle 12, al primo piano di palazzo del Territorio in Levà degli Angeli 11 (ingresso auditorium Canneti).
La prevendita dei biglietti interi a 12 euro e dei ridotti a 5 euro (quest'ultimi riservati agli over 60) si effettua alla biglietteria del Teatro (0444 324442) dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19, e il sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Informazioni all'assessorato alla cultura: 0444 222101.
Bretella dell'Albera
tre anni
per i lavori
Gian Marco Mancassola
Vicenza. Tre anni per vedere la prima ruspa. Almeno. E la chiamano burocrazia. Il passante dell'Albera è una storia di cui ancora non si legge la parola fine. Le previsioni della Provincia non inducono a sfrenati ottimismi. Preventivare altri tre anni di carte e bolli, progetti e perizie è una visione squisitamente tecnica di un iter complesso, che potrebbe incepparsi al primo ricorso al Tar (ce n'è già uno depositato) o al primo contenzioso per le decine di terreni da espropriare. Se la giustizia si dovesse mettere di traverso, i tempi si allungherebbero fino a quattro o addirittura cinque anni.
Il cronoprogramma ipotizzato dalla Provincia, ente promotore della bretella da ponte Alto a Costabissara, è riportato in una nota inviata al Comune in risposta alle sollecitazioni di Giovanni Rolando, capogruppo della lista "Variati sindaco" e portavoce del comitato dell'Albera contro l'inquinamento e per la salute. Nella nota, firmata dall'assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo, si fissano le tappe della procedura: prima dovrà essere sviluppato il progetto definitivo, poi toccherà alla verifica della conformità urbanistica, quindi sotto con l'avviso di avvio del procedimento espropriativo, osservazioni e controdeduzioni. E ancora: approvazione del progetto da parte dell'Autostrada Brescia-Padova e della Provincia, procedura partecipativa al procedimento di esproprio, verifica della conformità urbanistica, approvazione da parte dell'Anas, espropri e appalto.
«Spingeremo i treni in salita», chiosa Rolando, che dalla sponda di centrosinistra dà una mano all'assessore del Pdl: «Toniolo è una persona seria, che mi auguro venga eletto in Regione e diventi assessore: potrà darci una mano. In attesa dei lavori, il Comune presenti un'ordinanza di divieto del transito dei tir almeno in estate».
Dal Molin:
la Forestale
promuove
il cantiere
Vicenza. Il cantiere del Dal Molin, sotto vari profili di natura ambientale, è ok. È quanto sostiene il Corpo Forestale, che nei giorni scorsi ha depositato in procura una relazione sullo stato originale dell'area, prima dell'inizio dei lavori, e su alcuni aspetti tecnici del cantiere.
La relazione degli agenti comandati da Daniele Zovi era stata sollecitata dal pubblico ministero Marco Peraro, il quale aveva avviato accertamenti senza indagati in seguito ad alcuni esposti giunti a palazzo Negri da parte di associazioni ed esponenti dei gruppi che osteggiano la costruzione della seconda base militare americana in città.
Nello specifico, negli esposti si faceva riferimento ad una presunta distruzione di un ambiente naturale formato nel corso degli ultimi decenni, e sull'impoverimento della zona verde per fare spazio alla caserma a stelle e strisce; inoltre, si paventano rischi per l'ambiente derivanti dai rifiuti prodotti dal cantiere, in particolare dalle demolizioni delle vecchie strutture dell'aeronautica militare che sono state rase al suolo per edificare quelle nuove.
I forestali hanno lavorato parecchie settimane, compiendo sopralluoghi e verifiche tecniche, e studiando la situazione pregressa con foto, filmati e documenti, oltre al progetto definitivo della nuova base.
I risultati degli accertamenti hanno portato a ritenere che il cantiere sia a posto. In primo luogo, per quanto riguarda il verde, che sarà più esteso, secondo il progetto finale, di quanto non fosse prima dell'intervento. Per quanto concerne invece le piante che circondavano le vecchie caserme, quelle che sono state sradicate non erano nè secolari nè di particolare importanza ambientale: si trattava perlopiù di pini o altre specie autoctone, le più vecchie delle quali erano state piantate fra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Infine, la questione dei rifiuti: i forestali hanno verificato come da un lato gli accumuli del materiale delle demolizioni fossero stati gestiti in maniera congrua, con una divisione interna che non ha provocato rischi alla falda, e che quelli trattati direttamente lo siano stati dopo le necessarie autorizzazioni. Di fatto, non hanno riscontrato nulla di quanto ipotizzato in alcuni esposti; il loro lavoro è servito per controllare che le norme fossero state rispettate.
L'indagine, però, non ha riguardato le questioni relative alla falda, che sarebbe stata danneggiata dalle palificazioni: su queste, sono in corso altre verifiche. D. N.
Con Google
ora a Vicenza
strade e pedoni
fotografati
ora a Vicenza
strade e pedoni
fotografati
Alessandro Mognon
Vicenza. Sorridi, sei su Google maps. Anzi per la precisione su Street view, la funzione del motore di ricerca che ha messo su internet le strade di città, paesi e contrade fotografate metro dopo metro ad altezza d'uomo. E che si possono percorrere e ingrandire avanti e indietro con il mouse. Adesso il servizio è attivo anche per Vicenza e buona parte della provincia, Bassano, Schio, Thiene e Altopiano compresi. Quindi andate su Google, cercate casa vostra e magari guardate dentro il balcone. Perché si può fare anche quello.
Qualcuno l'aveva anche vista, un paio d'anni fa, la Google car che girava per la città: quella strana auto con in cima una specie di traliccio-telecamera che si infilava in tutte le viuzze. E tutto quello che le è passato intorno è rimasto impresso nelle immagini: macchine (in sosta vietata), motorini, ciclisti, mamme con carrozzina, cagnolini al guinzaglio, gente che esce da un negozio, ragazze a passeggio, anziani con la badante e coppiette a braccetto, comprese probabilmente quelle clandestine.
Adesso tutte quelle foto sono in internet su Google maps: una volta aperta la mappa della città basta prendere l'omino giallo in alto a sinistra e trascinarlo con il mouse nella via che si vuole (le strade coperte dal servizio Street view diventano blu). Poi una volta “atterrati” si può girare a 360 gradi, zoomare in avanti, verso una porta o una persona e muoversi avanti e indietro.
Viste le magliette senza maniche con calzoncini, gonne corte e la poca gente per la strada le foto sono state prese d'estate, forse una domenica. E probabilmente di 2 o 3 anni fa. Potete comunque giocare a cercare prove e riferimenti con cose che conoscete: auto parcheggiate (potreste vedere la vostra vecchia macchina ancora sotto casa), cartelloni, case in costruzione oggi finite e abitate. Ma anche il vostro balcone, le finestre, il garage e il vostro gatto che fa la pipì nel giardino del vicino.
Piccola annotazione: dopo alcune proteste e qualche causa per violazione della privacy, quelli di Google hanno deciso di “sfumare” alcune immagini. Anche se non sempre si capisce bene il criterio: alcune auto hanno la targa coperta, altre no. Così come alcuni visi di persone sono stati oscurati ed altri no. Negli Stati Uniti, dove il servizio di Street view è online da almeno un anno erano stati immortalati ignari passanti in situazioni anche imbarazzanti: da quello ubriaco seduto per terra fuori dal bar allo sfortunato pescato mentre usciva dalla casa dell'amante. Quindi se avete qualcosa da nascondere, meglio dare un'occhiata. Se siete immacolati, allora andate a spiare quello che fanno gli altri.
Acqua,
rimborsi
in vista
per 15 mila
Marco Scorzato
Vicenza. Più che un rebus, è un sudoku. Prende forma col contagocce la soluzione all'intricata vicenda dei rimborsi dei canoni di depurazione. Avanti a ritmo di leggi e decreti ogni volta più dettagliati, ma ancora non esaustivi. La certezza, in terra berica, è solo su alcuni numeri: dei 125 mila utenti del bacino di Acque Vicentine - la città capoluogo e 30 comuni della cintura urbana - sono 15 mila quelli che hanno diritto al rimborso dei canoni pagati fino al 2008 anche se non beneficiavano del relativo servizio. E a pagare i rimborsi, di fatto, saranno gli altri 110 mila utenti: sarà spalmato su tutte le loro bollette l'aumento tariffario di una manciata di euro all'anno, necessario a "pareggiare" le esenzioni e gli indennizzi.
LA SENTENZA. Tutto nasce da una sentenza della Corte Costituzionale del novembre 2008, che ha dichiarato illegittima l'applicazione della tariffa di depurazione ad utenze non collegate al depuratore. Il legislatore è poi intervenuto per definire l'impatto di quel verdetto. Sono tre i gruppi di creditori: l'indennizzo completo è riconosciuto solo a chi abita in zone dove il depuratore non è nemmeno in programma; se invece il gestore ha già avviato la progettazione dei nuovi impianti, dai rimborsi sarà decurtata la quota relativa ai costi di programmazione; se l'impianto non è ancora stato messo in funzione, sarà restituita la somma relativa al periodo in questione. Per i rimborsi c'è tempo cinque anni dalla sentenza (2013). E il decreto dell'Ambiente, che ha ottenuto il via libera nei giorni scorsi, fissa in cinque anni la prescrizione: le restituzioni sono riconosciute per il periodo 2003-08.
TRE MILIONI DI EURO. Come detto, gli utenti di Acque Vicentine interessati dai rimborsi «sono circa 15 mila». Lo afferma il presidente della società, Giancarlo Corò. «Sono quasi tutti concentrati ad Altavilla e in alcune zone di Vicenza», cioè in aree non (totalmente) collegate ai depuratori. Considerando che per Acque Vicentine la quota di depurazione pesa per circa 30 centesimi al metro cubo e che una famiglia media consuma circa 200 metri cubi d'acqua, le somme in ballo sono pari a circa 60 euro per utente all'anno. Tuttavia, «dal momento che non tutti quei 15 mila utenti hanno diritto al 100% del rimborso», per i motivi spiegati sopra, «possiamo solo fare delle stime di costo», spiega Corò. «Calcoliamo circa 3 milioni fino al 2013».
AUMENTI IN VISTA. A pagare saranno «gli altri 110 mila utenti». Se gli investimenti programmati per la depurazione restano invariati, infatti, «il gestore dovrà recuperare quelle minori entrate da aumenti tariffari che saranno, giocoforza, deliberati dall'Autorità d'ambito Bacchiglione a carico degli utenti allacciati ai depuratori». Conti alla mano, si stima un rincaro di 5-6 euro all'anno, in aggiunta a quello comunque previsto dal piano tariffario (+5% l'anno circa).
Laghetto
e Casale,
rivolta
contro l'Ici
Gian Marco Mancassola
Vicenza. Rivolta contro l'Ici. Si profila una tempesta di ricorsi all'orizzonte di palazzo Trissino dopo il varo delle ultime scelte urbanistiche a Laghetto e a Casale. Le prime carte bollate sono state spedite. Il rischio è che prenda forma una sorta di class action contro l'applicazione dell'imposta su terreni un tempo edificabili e oggi non più edificabili.
TERRENI DI SCONTRO. Da nord a sud, da un capo all'altro della città. La prima area sotto i riflettori è quella arcinota del Pp10 a Laghetto. Il vecchio Prg prospettava l'edificabilità dopo l'approvazione di un piano attuativo che non è mai approdato in consiglio comunale. Per anni i proprietari delle superfici hanno pagato l'Ici su una promessa di edificabilità, che è sfumata a fine 2009, quando la giunta Variati ha dato seguito alle previsioni del Pat ritirando la delibera con cui la giunta Hüllweck apriva la strada al piano urbanistico. La seconda area nell'occhio del ciclone è il piano di Casale, scomposto e congelato dal Pat anche in virtù delle prescrizioni della Provincia sui coni visuali rispetto a monumenti e ville storiche.
LA SVOLTA. La doppia scelta della giunta ha già provocato le resistenze della società Edilnord per l'area di Laghetto. Ma non ci sono solo strascichi di natura urbanistica in questa vicenda. C'è anche il rischio di veder materializzarsi un effetto collaterale: per anni su quei terreni sono stati versati tributi per aree edificabili. Cosa accadrà da ora in avanti? E cosa accadrà per le cifre già incamerate dal Comune? L'assessore al Territorio Francesca Lazzari avverte: «Le questioni tributarie sono a latere delle scelte urbanistiche, che non possono essere bloccate o condizionate dall'Ici. Esistono regolamenti e normative nazionali molto complesse, di difficile interpretazione, che l'Ufficio tributi sta cercando di applicare trovando soluzioni nel rispetto della legge».
LA PROPOSTA. Marco Zocca, consigliere del Pdl, prova a suggerire una via d'uscita: «Il Prg era uno strumento rigido che non consentiva di trovare un equilibrio tra vecchie previsioni urbanistiche e richieste di maggiori quote di verde pubblico. Il Pat, invece, è uno strumento più elastico, che introduce forme di perequazione che la giunta Variati ha utilizzato per aree come il Federale e le Montagnole, ma non ha utilizzato per il Pp10 e Casale, finendo per non salvaguardare i diritti che i proprietari privati detenevano da molti anni. La via della collaborazione con i privati dev'essere la strada maestra, altrimenti c'è il pericolo dell'immobilismo dovuto a cause giudiziarie».
Linee dei bus
La rivoluzione
si ispirerà
all'Inghilterra
«La trasformazione delle linee degli autobus partirà da alcune semplici novità, come l'indicazione dell'orario esatto in cui passa il mezzo a quella determinata fermata». Antonio Marco Dalla Pozza, assessore ai trasporti da poco più di un mese, sta lavorando alla rivoluzione del trasporto pubblico che intende attuare per gradi a partire da settembre. Una delle novità in arrivo è una nuova impostazione degli orari appesi alle pensiline nelle fermate: non l'orario di partenza dal capolinea, ma l'orario di passaggio.
Poiché tutti gli autobus sono georeferenziati, a breve potrebbe essere implementata anche una tecnologia che consente di avvisare i passeggeri in attesa del tempo che deve ancora trascorrere prima che l'autobus arrivi. Non è difficile, dicono in municipio: basta copiare da Londra. G.M.M.
In centro storico
il Festival
dei consumatori
Vicenza. Dalle 10 di stamattina e fino a domani sera Vicenza ospita il primo "Festival dei consumatori", promosso dal Movimento consumatori con il Comune e la Regione. Stand e incontri sono distribuiti tra piazza dei Signori, Camera di commercio, stazione, piazza Castello, piazza Matteotti, libreria Galla e libreria Girapagina.
La Camera di commercio segnala alle 11.15 l'incontro su "La Conciliazione in azione" con la dirigente Elisabetta Boscolo e la proiezione di un filmato su un caso di conciliazione, e alle 17 il seminario "La sicurezza dei prodotti: esperienze e consigli per un corretto acquisto" con Valentina Montesarchio e Silvana Manica.
Al liceo Quadri
la letteratura
va sul blog
Gian Maria Maselli
Vicenza. Ha vent'anni in meno dei suoi colleghi. Il suo metodo didattico ha richiamato l'attenzione dell'Università di Firenze, di quella scaligera e del canale Iris di Mediaset digitale terrestre. Che manderà una troupe al liceo Quadri per girare due puntate della trasmissione "Ti regalo un libro".
È ora di risolvere il giallo: lui è il vicentino Simone Ariot, 30 anni, docente di lettere e presidente dell'associazione The day communication, organizzatrice delle cene con delitto a villa Godi Malinverni.
E ha fatto venire l'acquolina in bocca alla rete Mediaset proprio per queste due chicche: i blog usati come metodo didattico per i suoi allievi a scuola (studio della letteratura ed esercizi di scrittura creativa) e la capacità di aumentare il traffico di clienti in un ristorante solitamente riservato ai matrimoni, organizzando cene a tema dove gruppi di commensali si sfidano a indovinare il colpevole su trame imbastite dal vivo con copioni di volta in volta diversi.
Il canale Iris verrà a documentare la prossima, ambientata su un giallo di Conan Doyle, il papà di Sherlock Holmes. Ma siccome di cene con delitto in Italia ne vengono organizzate anche da altre associazioni (che fanno ricorso ad attori teatrali professionali e non amatoriali), la particolarità di Ariot che spicca maggiormente è la blog-didattica.
Lui la racconta così: «Il liceo Quadri è una scuola che naturalmente forma molto su materie scientifiche e tecnologiche. Ma mi sono ritrovato con una classe, la 2° Ast indirizzo tecnologico, che denotava molte potenzialità anche per le materie umanistiche. Così ho pensato di svolgere il programma di lettere in modo diverso. Ho diviso i ragazzi in sette gruppi, ognuno con un suo blog. Ho lasciato loro scegliere i titoli di tre romanzi di formazione: "Piccoli maestri" di Meneghello, "Il Giovane Holden" di Salinger e "Jack frusciante è uscito dal gruppo" di Brizzi. Poi ho strutturato i gruppi come delle redazioni: un webmaster, un editor e un copywriter. Io, nel ruolo di caporedattore centrale, distribuisco gli spunti di approfondimento sui romanzi. Ogni gruppo sviluppa i propri, con post (messaggi) di massimo duemila battute e scambia commenti con gli altri. E questa è la fase di studio. La fase creativa è invitare le sette miniredazioni a sfornare a loro volta racconti brevi, affinando gli incarichi ricoperti da ciascuno».
In questo metodo di "banale" c'è solo l'uso del blog e di internet, che ormai tra i giovani dilaga.
Di particolare ci sono i risultati, che hanno appunto attirato l'attenzione dell'Università di Firenze, che da tempo monitora l'introduzione delle nuove tecnologie non tanto per la didattica sulle materie scientifiche, il che è quasi ovvio, ma su quelle umanistiche. «Permette ai miei allievi di usare i computer della biblioteca e di fare laboratorio di lettere, crea una continuità tra lavoro a scuola e quello a casa; instaura un'accessibilità più gradevole alle materie di studio, permette il continuo lavoro di gruppo. Io stesso mi porto i compiti a casa più facilmente, osservando sul mio telefonino gli scambi di messaggi e l'andamento dei sette blog. Ho notato che questo metodo aumenta quantità e qualità delle nozioni e affina le competenze informatiche dei ragazzi anche sulle materie umanistiche. Ed è anche per questo che l'Università di Firenze ha manifestato interesse».
In effetti, l'idea delle miniredazioni dà vita a una sorta di microeditoria. Il professor Ariot invita tutti ad apprezzarne i frutti visitando http://parolefantasiose.blogspot.com/ (in cui gli inserisce spunti e input per i suo allievi-redattori), http://piccolimaestri.blogspot.com/ ( approfondimento dell' opera di Meneghello) e http://discoveryholden.blogspot.com/ (approfondimento sul Giovane Holden).
Prossima tappa del programma, il blog su "Jack Frusciante è uscito dal gruppo". Per entrare in quello di Ariot...
Sullo smog
vertice flop.
Non c'è intesa
fra i comuni
Vicenza. Tutto secondo copione. Il vertice sullo smog convocato dalla Provincia con le Ulss e i Comuni più inquinati si conclude con un nulla di fatto. Ognuno farà per sé, come s'è sempre fatto.
Una regia unica delle limitazioni al traffico o di altri provvedimenti anti-smog è utopia. Dalla riunione di ieri a palazzo Nievo è uscita soltanto la raccomandazione a raccogliere adesioni in vista della domenica ecologica già programmata dal capoluogo per il 21 marzo. Altre misure straordinarie non saranno intraprese. La Provincia si consola: i dati illustrati da Ugo Pretto, tecnico dell'Arpav, descrivono un trend positivo nelle concentrazioni di polveri sottili durante il 2009: la media annuale è rimasta al di sotto della soglia di legge fissata a 40 microgrammi di pm10 per metro cubo d'aria; in diminuzione anche il numero di sforamenti giornalieri del limite di 50 microgrammi, anche se i giorni neri restano molto superiori al bonus di 35 sforamenti all'anno. I dati Arpav hanno evidenziato come la situazione del Vicentino debba essere valutata in un contesto più ampio, che interessa tutta la Pianura Padana: «È quindi fondamentale - analizza l'assessore provinciale all'ambiente Antonio Mondardo - che il problema delle polveri sottili venga trattato a livello regionale e sovraregionale, in modo da concordare interventi comuni, gli unici che possono avere un effetto benefico sulla qualità dell'aria».
«L'incontro è stato interlocutorio e non abbiamo fatto grandi passi in avanti - sbotta l'assessore vicentino all'ecologia Antonio Marco Dalla Pozza -. Noi non attuiamo solo interventi emergenziali: nel corso del 2010 inizieranno gradualmente i provvedimenti di natura strutturale con la revisione del trasporto pubblico locale.
L'Arpav dice che il 53% delle emissioni nell'atmosfera sono prodotte dalle auto, il 17% dalle industrie, il 20% dagli impianti di riscaldamento. La nostra linea di incidere sul traffico andrebbe dunque nella direzione giusta: ma gli altri Comuni e la Provincia non ci seguono e, anzi, ci criticano».
Proprio l'Arpav definisce "ridondante" la rete di rilevamento degli inquinanti in città: «Vorrà dire - fa sapere Dalla Pozza - che dimezzeremo il contributo annuo all'Arpav di 113 mila euro, dal momento che possiamo dimezzare le centraline». G.M.M.
Smog,
un vertice
con i Comuni
"maglia nera"
Vicenza. Vertice contro lo smog. Si riunisce questa mattina a palazzo Nievo il tavolo zonale che coinvolge i Comuni di fascia A, quelli che in base alle tabelle regionali risultano più inquinati, più affetti da polverite acuta. Il male da combattere, infatti, si chiama pm10: la crisi economica avrà dato anche una mano durante il 2009 a mantenere la media delle polveri sottili registrate nel capoluogo sotto la soglia di legge di 40 microgrammi per metro cubo d'aria, ma non ha impedito di sforare il bonus di 35 sforamenti giornalieri nell'arco di un anno: sono stati 84 a S. Felice, 82 nel Quartiere Italia e 102 in via Spalato.
Numeri comunque preoccupanti, che nel primo scampolo del 2010 non hanno dato tregua all'amministrazione comunale, costretta a fermare il traffico dieci giorni fa. A catena, molti altri Comuni del Nord Italia hanno disposto il blocco della circolazione, a partire da Milano.
«D'altra parte, proprio in Lombardia - ricorda l'assessore provinciale all'ambiente Antonio Mondardo - si è avuta notizia di avvisi di garanzia agli amministratori pubblici per i problemi collegati alla qualità dell'aria. In questo momento c'è il panico da tribunale, c'è la paura che gli amministratori locali possano ricevere avvisi di garanzia per un problema che investe tutta la pianura padana, non un singolo territorio comunale».
Mondardo non nasconde il suo scetticismo verso provvedimenti come le limitazioni al traffico automobilistico: «Basti pensare che nel giorno in cui Vicenza si è fermata si è registrato un picco negativo nei valori delle polveri. Questi provvedimenti non servono a nulla, incontrano la mia contrarietà perché procurano soltanto disagi ai cittadini. Queste ordinanze possono solo evitare avvisi di garanzia».
Il vertice di oggi rompe una lunga pausa e potrebbe essere seguito da un incontro in Regione, come sollecita da tempo l'assessore vicentino all'ecologia Antonio Marco Dalla Pozza: «Il coordinamento spetta alla Regione - conferma Mondardo - anche se dubito ci saranno soluzioni a breve quando mancano poche settimane alle elezioni». G.M.M.
Piazza Biade.
Volantini contro
le auto dei vip
Vicenza. Volantinaggio in piazza dei Signori per dire no al parcheggio dei Vip. È l'ultima iniziativa promossa da Giovanni Rolando, capogruppo della lista "Variati sindaco", per sollecitare una revisione dell'assetto di piazza Biade, dove posteggiano solo pochi selezionati possessori degli speciali pass che vengono assegnati, tra gli altri, ai consiglieri e agli assessori comunali, ma anche ai mezzi delle aziende municipali e della polizia locale.
«Sei buoni motivi per liberare piazza Biade dalle auto - recita il volantino - per la sicurezza dei cittadini, per l'incolumità degli anziani e dei bambini, contro l'inquinamento, per la migliore fruibilità del centro storico della città del Palladio, per i cittadini e per i turisti che apprezzano il patrimonio architettonico a partire dalle due colonne di piazza dei Signori, per evitare i rischi dovuti alla promiscuità tra tavolini dei bar e auto in sosta».
Rolando si prepara ad allestire gazebo nei giorni di mercato e a lanciare petizioni per ottenere risposte e interventi da parte dell'amministrazione comunale. A sindaco e assessori competenti il capogruppo ha scritto una lettera in cui sostiene: «Su questo annoso problema si innescano, di volta in volta, polemiche nell'opinione pubblica che considera un inaccettabile privilegio di casta il rilascio di questi pass agli amministratori, a cui viene rimproverato di non dare il buon esempio. Si possono stipulare convenzioni per usare i parcheggi del centro: una soluzione si può trovare». G.M.M.
Ultimo giorno
per pagare
bollo e canone
Ultimo giorno per pagare bollo auto e canone Rai. La scadenza naturale, il 31 gennaio, cadendo di domenica è stata infatti posticipata ad oggi.
Per pagare il bollo negli uffici postali è possibile utilizzare il nuovo servizio che permette di effettuare il versamento semplicemente indicando su un modulo disponibile allo sportello tipo e targa del veicolo, regione, scadenza del pagamento e codice fiscale. Sarà poi l'ufficio postale, tramite il collegamento all'archivio delle targhe automobilistiche, a verificare la correttezza dei dati e a comunicare l'importo esatto da pagare.
Anche il canone Rai può essere pagato in posta, utilizzando l'apposito bollettino, o sul sito www.poste.it. I correntisti di Banco Posta potranno addebitare l'operazione direttamente sul conto corrente, al costo di 1 euro. Chi, invece, non è correntista, può comunque usufruire del servizio registrandosi sul sito e pagando utilizzando le principali carte di credito, al costo di 2 euro per somme fino a 100 euro e del 2% per importi superiori) o la carta prepagata Postepay (commissione di 1 euro).
Caso Wisco,
la Regione
congela
il progetto
Marco Scorzato
Progetto Wisco in congelatore. È questo il risultato di un voto a sorpresa del Consiglio regionale, che dal cappello della Finanziaria preelettorale ha estratto un emendamento che ha spaccato la maggioranza. Con un consenso delle opposizioni e di pezzi del centrodestra - leghisti e alcuni pidiellini -, l'assemblea di Palazzo Ferro Fini ha approvato una "moratoria" degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti speciali. L'emendamento, pensato per frenare i progetti di nuovi inceneritori che tanto turbano i residenti di Mogliano Veneto e Silea, si attaglia perfettamente anche al caso-Wisco, che da anni tiene con il fiato sospeso i vicentini e il quartiere dei Ferrovieri.
IL PROGETTO IN STALLO. Il progetto dell'azienda Wisco prevede la realizzazione di un impianto per trattamento di rifuiti liquidi speciali all'Arsenale delle Ferrovie. Contro questa ipotesi c'è stata la mobilitazione popolare di lavoratori e comitato No-Wisco, e quella istituzionale, con il triplo "no" del Comune e il parere negativo della Provincia. Tuttavia, non c'è ancora un verdetto definitivo da parte della Regione, l'ente che può dare o negare l'autorizzazione. Dopo la riapertura, l'estate scorsa, della procedura di valutazione d'impatto ambientale, l'azienda non si è più attivata e non ha presentato la documentazione richiesta.
LA MORATORIA. È in questa fase di stallo amministrativo, e soprattutto in questa vibrante vigilia elettorale, che si inserisce la nuova norma regionale. Se il progetto Wisco va in freezer chissà per quanto tempo, i vicentini possono ringraziare i comitati veneziani e trevigiani anti-inceneritori: sono scesi a Venezia per incalzare i consiglieri regionali a dire «no» ai nuovi impianti e hanno ottenuto più di qualcosa. L'emendamento - presentato da 20 consiglieri che vanno dalla sinistra rosso-verde al Pd, dall'Idv alla Lega, passando per alcuni esponenti del Pdl - dispone che «non possono essere rilasciati provvedimenti di approvazione dei progetti di impianti di smaltimento o recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non, né concesse autorizzazioni all'esercizio di nuovi impianti, in assenza di una deliberazione del consiglio provinciale competente, previo parere dell'Arpav». Tutto questo fintantoché la Giunta regionale non «approva il Piano regionale di gestione di rifiuti speciali».
RIZZATO: «CASO CHIUSO». Tra i firmatari della proposta "blocca-impianti" ci sono i vicentini Claudio Rizzato, del Partito democratico, e Claudio Meggiolaro, della Lega Nord. «Con questo voto - scrive Rizzato in una nota - si può considerare chiuso il caso Wisco. Il provvedimento approvato dal Consiglio regionale a settembre, di cui sono stato primo firmatario, che impegna la Giunta a negare l'autorizzazione alla Wisco, unito all'articolo approvato ieri, chiude una vicenda che ha visto opporsi ad un impianto incompatibile a livello ambientale il comitato, l'amministrazione e il Consiglio comunale di Vicenza».
Marco Scorzato
«Lavori
al Dal Molin.
Rischio
esondazione »
Vicenza. La consigliera comunale Cinzia Bottene di "Vicenza libera" ha presentato una interrogazione al sindaco sugli scavi in corso lungo l'argine del iume Bacchiglione a ridosso dell'area dove verrà realizzata la nuova base militare Usa.
A Variati la consigliera e attivista dei No Dal Molin chiede «se è a conoscenza del rischio di allagamento delle case poste a destra del fiume, in caso di esondazione del Bacchiglione» e se «intenda intenda attivarsi al fine di scongiurare i rischi».
Bottene ricorda che che «nel marzo 2007 l'Ufficio del Genio Civile di Vicenza (Distretto idrografico nazionale dei fiumi Brenta-Bacchiglione) ha mappato un'area che va dalla statale Pasubio ad Ovest alla via S. Antonino ad Est e da oltre il ponte del Marchese a Nord a viale Dal Verme a Sud». Da questo lavoro di mappatura è emerso che «l'area di esondazione accertata del fiume Bacchiglione si situa ad ovest dello stesso (riva destra), dall'ansa dove è ubicata la presa dell'Aim fino a ponte del Bò, e su entrambe le rive da ponte del Bò fino a viale Diaz. Sempre ad ovest l'area si estende fino a Ca' Piazza, Capitello e Ca' Brusà ad ovest, e fino a viale Ferrarin ad est». Lo studio tecnico ha messo in evidenza che «i fronti di possibili esondazioni del fiume sono ubicati il primo nell'ansa nord, all'altezza della presa Aim, con fronte verso sud (riva sinistra del fiume); il secondo all'altezza del ponte del Bò verso Est, riva sinistra del fiume. Entrambi questi fronti, quindi, interesserebbero direttamente l'area Ovest del Dal Molin».
La consigliera ha inoltre rilevato che recentemente il Genio Civile «nel portare avanti una serie di lavori volti alla risistemazione degli argini ha pensato bene di alzare l'argine sinistro (quello verso l'area Dal Molin), lasciando più basso il destro (quello verso la statale Pasubio). In questo modo, in caso di piena, il fiume esonderà verso le residenze dei cittadini poste sulla riva destra del fiume e non rovinerà la meravigliosa oasi naturalistica della Nuova base statunitense in costruzione. Con buona pace del commissario Costa e del Generale William Garrett». Evidente la preoccupazione per le case sul lato destro dell'argine, ora teoricamente più a rischio.
Inquinamento.
Polveri sottili
fuori quota
da 16 giorni
Polveri sottili
fuori quota
da 16 giorni
Vicenza. Neanche la neve c'è riuscita. Contrariamente alle previsioni, anche martedì le polveri a Vicenza sono rimaste sopra i limiti: è il 16° giorno consecutivo, il 20° di gennaio su 26 giorni.
Intanto oltre che sulle auto si punta l'indice sugli impianti di riscaldamento. Non più di 19 gradi in casa e negli uffici, non più di 17 nelle fabbriche e nei laboratori... Vorrebbe così il Comune - anche quello di Vicenza come molti altri che emettono ordinanze con questi termo-numeri ormai da 20 anni - non solo per un generale risparmio energetico, ma soprattutto per limitare l'inquinamento atmosferico. Un giorno dopo l'altro il calendario nero del carico inquinante nell'aria si allunga: «Un fattore di rischio sanitario per la popolazione, in particolare i bambini, gli anziani e le persone affette da patologie cardio-respiratorie» ha ricordato anche ieri l'assessore all'ambiente Antonio dalla Pozza.
Dopo aver parlato di "quota 19 gradi" all'indomani della domenica a motori spenti in città, Dalla Pozza ha potuto citare con soddisfazione le raccomandazioni esternate dal ministro Stefania Prestigiacomo in un'intervista al quotidiano Corriere della Sera, perfettamente in linea con i tentativi dell'Amministrazione vicentina. «Facciamo tutti gli americani: vogliamo stare in casa in magliettina anche se fuori nevica» ha detto. «Il Piano nazionale contro lo smog al quale stiamo lavorando ha diversi livelli di intervento - ha spiegato poi -. In particolari situazioni climatiche possono diventare necessarie misure anche impopolari. Si può pensare a temporanei limiti di velocità sulle strade a rischio. Come anche ad intimazioni a tenere le temperature più basse negli appartamenti. Non si può avere tutto, se ci teniamo alla salute, dobbiamo modificare i nostri stili di vita. Le caldaie vecchie andranno rottamate e sostituite con altre con migliore efficienza energetica. Come andranno rottamati anche i vecchi mezzi pubblici. Cercheremo formule. Ed incentivi».
D'accordo con la Prestigiacomo, l'assessore vicentino ha però riconosciuto che un'ordinanza-19 gradi in realtà vale più come tentativo di persuasione morale che come minaccia agli inadempienti: «Sappiamo bene che non sarebbe possibile effettuare massicci controlli nelle case e sui luoghi di lavoro. L'indicazione di moderare la temperatura degli impianti di riscaldamento è una raccomandazione che va fatta per sensibilizzare tutti sulla realtà dell'inquinamento atmosferico derivante anche da caldaie non adeguate o da eccesso di combustioni».
E in un comunicato anche Paola Ferroli, presidente di Assotermica, prende spunto dalle dichiarazioni del ministro per ricordare che «in Italia il parco caldaie è estremamente obsoleto. Se tutti gli impianti tradizionali attualmente in uso sul territorio nazionale venissero ammodernati e integrati con sistemi ad energia rinnovabile l'Italia centrerebbe gli obiettivi comunitari del 2020».
Scuola.
In prima media
calo di classi
Anna Madron
Vicenza. La rivoluzione Pts coinvolgerà soprattutto le scuole medie. Sarà, infatti, nella secondaria di primo grado che il prossimo anno l'applicazione del Patto territoriale scolastico darà il via ad un vero e proprio valzer delle classi prime, con comprensivi destinati a "sgonfiarsi" e altri invece candidati a vedere aumentato il numero delle sezioni.
Un saliscendi determinato non tanto dall'introduzione del tetto massimo del 30% di stranieri per classe, provvedimento che favorisce una ridistribuzione più omogenea degli immigrati sui banchi, quanto dal conteggio degli alunni nati nel 1999 ed esclusivamente residenti in città che il prossimo anno frequenteranno la prima media nei comprensivi cittadini.
«In tutto sono 998 ragazzi che risiedono all'interno del territorio comunale - fa sapere Silvano Golin, dirigente dell'assessorato all'Istruzione che ha collaborato alla stesura del Pts e che sottolinea l'intenzione dell'Amministrazione di tagliare le spese destinate a chi abita fuori ma frequenta in città - Nel calcolare le classi che ogni scuola si ritroverà in più o in meno abbiamo dunque tenuto conto di questo numero, delle zone di residenza, della disponibilità di spazi dei singoli plessi e, non ultimo, della circolare ministeriale che stabilisce come limite massimo ventisette alunni per classe, numero che scende a venti se in aula ci sono portatori di handicap. Il prossimo anno scolastico alle medie avremo quindi meno prime, ma numericamente più affollate».
Passando in rassegna gli undici comprensivi, questi i plessi che perdono o guadagnano corsi.
La media Maffei a Santa Caterina (comprensivo 1) è destinata a perdere due classi passando da quattro prime a due, anche se non è escluso che venga concessa una classe in più, cosiddetta "aggiuntiva", da formarsi in presenza di alunni disabili più o meno gravi.
Allo stesso modo anche la media Bortolan di via Piovene (ic2) da quattro prime passerà a tre, con prevista anche in questo caso una classe aggiuntiva.
Invariata, invece, la situazione della Scamozzi dove le prime resteranno tre, mentre la Barolini di via Palemone (ic4) dalle attuali tre passerà a tre più una aggiuntiva. Calo netto per la media Giuriolo (ic 5 di via Cappuccini) che vede le attuali sette classi ridimensionarsi a cinque, così come la Muttoni (ic 6 di via Massaria) dalle attuali cinque classi scenderà a quattro.
Percorso inverso per la media di via Mainardi all'Anconetta (ic 7 di viale Fiume) dove le attuali tre classi di prima media diventeranno quattro con la possibilità di un'ulteriore classi aggiuntiva.
All'Ambrosoli in zona San Lazzaro (i.c 9 di via Bellini) vengono confermate le quattro prime con la possibilità di salire a cinque per via della classe aggiuntiva, alla Calderari (ic 10 di via Colombo) si passa da sei classi a quattro più una aggiuntiva e infine alla media Trissino 8 (ic 11 di via Prati) le sette classi prime scenderanno a sei.
Facendo i conti, le attuali 50 classi prime a settembre 2010 potrebbero diventare 41.
Un salto non da poco, che verrebbe ridimensionato se tutte le classi aggiuntive saranno confermate, facendo così salire a 47 il numero definitivo delle prime.
Piano Lodi,
prove d'intesa.
Cinque "saggi"
per mediare
Marco Scorzato
Vicenza. Lo sviluppo residenziale del quadrante est della città tiene sulle spine la maggioranza consiliare. La questione è quella del Piano Lodi, ieri al centro di una delicata riunione dei tre gruppi che sostengono il sindaco Variati, chiamati a raccolta a Palazzo Trissino dagli assessori Francesca Lazzari (urbanistica), Antonio Dalla Pozza (mobilità) ed Ennio Tosetto (lavori pubblici). L'obiettivo era superare alcuni striscianti malumori interni alla coalizione e trovare un'intesa politica prima del ritorno del tema in Consiglio comunale.
Il vertice si è concluso con un ordine del giorno che dà mandato ai tre capigruppo - Federico Formisano (Pd), Giovanni Rolando (Lista Variati) e Stefano Soprana (Vi.Capoluogo) - e agli assessori Lazzari e Dalla Pozza di formulare una proposta di delibera che sarà sottoposta sia al privato che attende di realizzare il Piano, sia al comitato di quartiere. La proposta dei "cinque saggi" dovrebbe contenere una leggera riduzione della portata del piano urbanistico e una nuova "mini-bretella" per assorbire il traffico. Secondo Formisano «si è fatto un passo avanti verso una soluzione positiva», anche se i suoi colleghi Silvano Sgreva (Lista Variati) e Luigi Volpiana (Pd) hanno confermato la contrarietà al piano.
IL BIVIO. Sul Piano Lodi - che riguarda un'area di 20 mila metri quadri tra le via Fina e Remondina - la Giunta Variati è ad un bivio. Da un lato ci sono le aspettative del privato - la Bertesinella srl di Carlo Lodi - che attende ormai da tre lustri il via libera al piano urbanistico per realizzare una zona residenziale fatta di sei palazzine da cinque piani (nell'ipotesi inziale). A fronte del perdurare dello stallo, il privato ha paventato il ricorso alle vie legali.
Sulla vicenda, peraltro, il Comune ha già cozzato contro lo scoglio del Tar: su istanza del privato, il tribunale ha annullato la variante al Piano Lodi, approvata a giugno, per l'assenza dell'attestazione di compatibilità idraulica.
Dall'altro lato, però, all'interno della maggioranza ci sono idee discordanti: anche ieri Volpiana e Sgreva hanno confermato la contrarietà allo sviluppo residenziale della zona.
«CONDIVISIONE». La nuova soluzione, dunque, sembra destinata non tanto a convincere la "fronda" interna, quanto a trovare un compromesso tra le parti - privato e comitati - e a pescare voti nelle opposizioni. Una via di mediazione, caldeggiata da Rolando: «La maggioranza e la giunta - è la sua tesi - dovrebbero portare le proposte in Aula dopo aver raggiunto la più larga condivisione, anche ricercandola tra le opposizioni e attraverso un serio lavoro nelle commissioni».
LA NUOVA IPOTESI. Si prospetta dunque una proposta di compromesso. Da un lato, lo sviluppo residenziale potrebbe essere contenuto, ad esempio valutando l'ipotesi di edifici su quattro piani e non cinque. Dall'altro, per ridurre l'impatto del traffico si fa largo l'ipotesi di una "bretellina" di collegamento con strada della Paglia. Una soluzione "alla portata", a differenza del costoso maxi-collegamento tra via Moro e strada della Paglia disegnato nella variante al Piano Lodi poi annullata dal Tar.
Formisano sottolinea la bontà di una soluzione «che tenga conto delle esigenze del quartiere e delle richieste legittime del privato». Il tutto «in tempi brevissimi», per non rischiare contenziosi. «Soddisfatto» pure Luca Balzi (Pd), della commissione territorio: «La maggioranza - dice - ha dato un'impronta di governo a questo tema urbanistico».
Ville venete
Finanziati
22 progetti
vicentini
Sono circa 50 gli interventi del pacchetto di progetti raccolti e finanziati dall'Istituto regionale per le ville venete. Il via libera al finanziamento, complessivamente 150mila euro, è stato concesso durante la recente seduta del Consiglio di amministrazione, presieduto da Nadia Qualarsa: «Grazie ad un incremento delle risorse messe a disposizione triplicato rispetto al 2008 - commenta - si è verificato un numero elevato di richieste di contributo. È la prova che cresce ogni giorno di più l'interesse da parte degli enti pubblici, delle istituzioni e dei proprietari, per la valorizzazione di questi storici edifici».
I contributi a fondo perduto, dell'importo massimo di 15mila euro, consentono di finanziare fino al 50% dell'iniziativa. Sono finalizzati a promuovere studi, ricerche, programmi ed iniziative culturali senza scopo di lucro, che abbiano l'obiettivo di promuovere e valorizzare le ville venete. Ma ci sono anche interventi operativi. Gli stanziamenti deliberati, nella provincia di Vicenza sono 22,3 dei quali riguardano ville di enti pubblici. Si segnala la realizzazione di un dvd sulle ville del Comune di Agugliaro, con organizzazione di visite multimediali, lo studio di una ricerca su due insediamenti in S.Germano dei Berici, una mostra di modelli lignei di ville venete a Noventa Vicentina. A ciò si aggiunge un evento come quello del Comitato provinciale di Vicenza della Federazione italiana amatori sport, che ha distribuito libretti promozionali durante marce non competitive alla scoperta delle ville venete.
Banca fantasma,
i privati
chiedono danni
per 4 milioni
Gian Marco Mancassola
Vicenza. Stop alla banca fantasma. Il Consiglio comunale ha ratificato ieri sera la decisione di annullare il cambio di destinazione d'uso da commerciale a direzionale e il permesso edilizio concessi dal commissario ad acta Mirco Schileo.
L'altolà è stato votato dopo un dibattito incandescente, alimentato dalla memoria difensiva della ditta Vivara Srl, proprietaria dell'ex ufficio postale di piazza Matteotti. Il conto presentato dai privati è salato: 4 milioni di euro, che verranno chiesti in forma di risarcimento danni. C'è da scommettere che la parola tornerà ai giudici.
DOPO LA PAUSA. Il ritorno in aula è stato celebrato con la sfilata di una pattuglia di attivisti No Dal Molin che hanno esibito cartelli contro lo sfregio del territorio.
Nella lunga pausa natalizia qualche panettone dev'essere risultato indigesto nelle pance della maggioranza, a giudicare da un paio di velenose supposte sganciate dai banchi del Partito democratico sui destini di Aim (Luigi Volpiana) e sulla gestione dell'Edilizia privata (Luca Balzi).
Chiosa microfonata del presidente Luigi Poletto, altra voce targata Pd: "C'è un motivo se si perdono le elezioni".
IL RISARCIMENTO. Contro il provvedimento votato ieri i legali della ditta Vivara hanno presentato un dossier di controdeduzioni che contestano "il comportamento persecutorio e contrario a lealtà dell'amministrazione", accusata di essere "rimasta sorda per un anno e mezzo alle reiterate istanze" per il cambio di destinazione d'uso, tanto da spingere i privati a rivolgersi al Tar perché nominasse un commissario. La società padovana "a causa dei ritardi per l'inerzia dell'amministrazione rischia di vedersi rescindere i preliminari già stipulati per la vendita dei garage sotterranei autorizzati nel maggio 2008 e per la locazione del piano da destinare a banca. E conseguentemente rischia di subire un ingentissimo danno economico che, anche in ragione dei notevoli investimenti per la ristrutturazione dell'immobile e delle spese legali, è stimabile oggi in circa 4 milioni di euro". Con l'annunciata riserva di richiedere il risarcimento in tribunale.
IL PASTICCIO. La parola più ascoltata in due ore di dibattito è stata "pasticcio". Il copy right è dell'assessore Cangini, a cui è toccato il compito di difendere un provvedimento duramente criticato dall'opposizione, con l'eccezione di Claudio Cicero e Domenico Pigato (Impegno a 360°), sponsor della delibera.
Sull'identikit dei "pasticceri" è stato un via vai di scambi di accuse. "Per ottenere un permesso bisogna incatenarsi", ha tuonato Marco Zocca (Pdl); "Una enorme figuraccia", è il giudizio di Cinzia Bottene (Vicenza libera); "Un fallimento totale" per dirla con Patrizia Barbieri (Lega). In maggioranza i capigruppo Federico Formisano e Giovanni Rolando hanno parato i colpi, tutelando il ruolo del Consiglio e alzando gli scudi contro gli abusi. Le calorie dialettiche hanno ingrassato il botta e risposta. La tesi della giunta, ad esempio, è stata così riassunta dal sindaco Achille Variati: "Il commissario l'ha fatta fuori dal vaso", per quell'autorizzazione sprint firmata scavalcando il consiglio comunale senza tenere conto dell'abuso da tempo accertato.
Variati ha assolto assessore e dirigente, recitando il mea culpa per i ritardi della macchina comunale, "un po' pollo e un po' volpe", per usare le parole di Massimo Pecori (Udc), che si è allineato alla scelta di Pdl, Lega nord e Vicenza libera, critici al microfono, assenti al momento del voto a un provvedimento archiviato con 25 sì.
Domenica
auto ferme
Tempi e modi
del blocco
Vicenza. Tutti (o quasi) a piedi per nove ore. Scatta domani il blocco totale del traffico dalle 9 alle 18 nella stessa area già interessata nei giorni feriali dal blocco dei mezzi più inquinanti. Domenica 24 potranno circolare soltanto i mezzi alimentati a gpl o a gas metano, i veicoli ad emissione zero o ibridi, purché funzionanti a motore elettrico, e poche altre tipologie di mezzi descritti nell'ordinanza scaricabile dal sito www.comune.vicenza.it. Il provvedimento ha l'obiettivo di ridurre i livelli di pm10 nell'aria di Vicenza, da 11 giorni consecutivi superiori alla soglia di legge fissata in 50 microgrammi per metro cubo d'aria.
IL PERIMETRO. Il perimetro del blocco della circolazione, sempre percorribile, è lo stesso in vigore nei giorni feriali per euro 0, euro 1 e, ogni mercoledì pomeriggio, per gli euro 2 diesel. Il divieto vale dunque per il centro e per buona parte dei quartieri di San Pio X, Stanga, San Francesco, Laghetto, Villaggio del Sole e San Lazzaro, Pomari e del Mercato Nuovo, per una superficie di territorio pari al 51 per cento di quello cittadino dove risiedono 77 mila vicentini.
AUTOBUS. È previsto il potenziamento del servizio di trasporto pubblico. Per il centrobus è stata fissata una tariffa unica di 2 euro che comprende il parcheggio dell'auto e il viaggio andata e ritorno in navetta per un massimo di cinque persone. Potenziato anche il servizio della linea 1 e della linea 5.
CONTROLLI. Durante la fascia oraria in cui è in vigore il blocco i varchi saranno presidiati da volontari della protezione civile e degli alpini, mentre agenti della polizia locale pattuglieranno la città per garantire il rispetto dell'ordinanza. Chi ignora il divieto è soggetto a una sanzione di 78 euro. L'ordinanza ricorda inoltre di limitare i consumi energetici, non superare la temperatura massima di 19 gradi negli edifici civili e di 17 gradi negli edifici produttivi, controllare e ottimizzare il rendimento degli impianti termici, non utilizzare camini chiusi e stufe a basso rendimento ed alte emissioni, spegnere il motore durante l'arresto prolungato del mezzo, non attivare fuochi all'aperto nell'ambito di attività agricole, di cantiere e di giardinaggio anche domestico.
INFORMAZIONI. Per notizie dettagliate, mappa dell'area interdetta e modulo di autocertificazione (che è lo stesso utilizzabile per euro 0 ed euro 1) collegarsi al sito internet comunale www.comune.vicenza.it alla voce "Primo piano" oppure rivolgersi al settore Ambiente e Tutela del territorio tel. 0444 221598, ufficio Relazioni con il pubblico tel. 0444 221360, comando di polizia locale tel. 0444 545311. Una segreteria telefonica con informazioni aggiornate è attiva 24 ore su 24 al numero 0444 222324.
«Ederle più
Dal Molin
seconda base
d'Europa»
Gian Marco Mancassola
A Vicenza la seconda base americana d'Europa. Parola del generale William Garrett III, comandante della Setaf, e di Erik Daiga, colonnello "sindaco" della guarnigione di stanza alla caserma Ederle. I due graduati firmano un articolo pubblicato in inglese e in italiano nell'ultimo numero della rivista "Outlook", organo di informazione della comunità americana a Vicenza. «Entro la fine del 2012 - scrivono Garrett e Daiga - il Dal Molin diventerà l'installazione più moderna ed ecocompatibile utilizzata dal comando militare statunitense. Con il consolidamento dell'unità di combattimento 173esima brigata paracadutisti, l'evoluzione di Us Army Africa in una componente terrestre (Ascc) molto competente e indipendente, e la crescita degli elementi di supporto, la comunità militare di Vicenza diverrà presto la seconda comunità militare statunitense, per dimensioni, in tutta Europa».
«Il 2010 sarà un anno eccezionale per la comunità militare di Vicenza - si dicono sicuri - molti dei nostri soldati sono già impiegati fuori area oppure lo saranno, nel corso di quest'anno, per tutelare la nostra sicurezza e promuovere la stabilità su molteplici fronti. Quest'anno vedremo anche il completamento di alcuni progetti chiave per il miglioramento della qualità di vita della nostra comunità: una nuova piscina coperta all'interno della Ederle così come un ampliamento della palestra, un centro medico e dentistico di prima categoria, nonché scuole elementari e medie all'avanguardia nel Villaggio. Vedremo inoltre l'inizio della costruzione di alloggi da affittare in numerose comunità del vicentino. Insieme, faremo della nostra comunità di Vicenza un centro d'eccellenza».
Lo staff del comando, nel frattempo, viene potenziato. Oggi alla Ederle saranno accolti due nuovi vice comandanti: il gen. B. David S. Elmo e il gen. B. Isaac G. Osborne Jr. Entrambi faranno parte dello staff di Us Army Africa per circa 40-70 giorni di servizio attivo all'anno, molti dei quali verranno trascorsi fuori area in missioni in Africa o negli Stati Uniti.
Provincia,
corsi di italiano
per studenti
stranieri
corsi di italiano
per studenti
stranieri
Antonio Trentin
C'erano una volta - poco più di un anno fa, nelle idee dei politici e nelle relative polemiche - le "classi ponte" dove sistemare tutti gli studenti stranieri senza padronanza linguistica per farli transitare verso la conoscenza dell'italiano. Ipotesi impossibile, come si era visto presto, per questione di costi in classi aggiuntive da attivare, prima ancora che per questione di didattica e di logiche integrative (o anti-integrative).
Ci saranno adesso - tra poche settimane, già da febbraio - le "classi aperte" che il Vicentino sperimenterà per la prima volta in Italia con l'organicità e l'ampiezza studiata tra Provincia e Regione.
Saranno classi in cui verrà insegnato intensivamente l'italiano come Lingua 2, tre giorni alla settimana su sei, per periodi di tempo elastici, senza confinarvi i ragazzi stranieri che per gli altri tre giorni scolastici seguiranno le normali lezioni.
Succederà in cinque istituti professionali baricentrici rispetto ai territori, in modo che possano spostarsi allievi anche di centri vicini. Fino a un massimo di 160 frequentanti.
«Quando un ragazzo straniero arriva in Italia - ha spiegato l'assessore Morena Martini, presentando ieri a Palazzo Nievo il progetto finanziato dall'assessorato regionale di Elena Donazzan - viene automaticamente inserito nella classe corrispondente al suo anno di età o a quello successivo, di solito in un istituto professionale perché lì le competenze linguistiche sono meno decisive, di solito senza poter tenere conto delle sue capacità e delle sue inclinazioni. Le difficoltà di comprensione della lingua lo limitano e creano quelle barriere che sono quanto di più lontano ci sia dall'integrazione. Sul piano scolastico e delle possibilità di decidersi un futuro, siamo al limite della discriminazione».
Ma la realtà è questa e quindi è proprio nei "professionali" che il progetto andrà in cerca dei nuovi arrivati nel Vicentino, adolescenti ricongiuntisi ai genitori che lavorano qui, spesso inseriti a scuola a anno iniziato.
Per loro è importante arrivare rapidamente alla comprensione e all'uso dell'italiano. Su di loro gli enti pubblici e la scuola propongono di fare un vero e proprio investimento, utile alla convivenza e a prevenzione del disagio sociale.
Gli istituti scelti sono il Da Schio di Vicenza, il Remondini di Bassano, il Garbin di Schio, il Ceccato di Montecchio e il Rosselli-Sartori di Lonigo.
Nei tre giorni delle classi-laboratorio di italiano - imperniate sulla lingua e non sulla letteratura, sulle competenze culturali più che sul nozionismo di autori e testi - ogni studente seguirà un piano di studio personalizzato, elaborato in base alle sue esperienze scolastica e linguistica. I docenti saranno indicati dalla facoltà veneziana di lingue di Ca' Foscari, specializzatasi nella didattica dell'italiano per stranieri. I finanziamenti regionali copriranno una spesa di 195 mila euro per questo primo anno sperimentale.
E la Donazzan garantisce che la stessa attenzione e altrettanti fondi saranno mantenuti anche in futuro: «Il gran numero di studenti stranieri del Vicentino fa di questo territorio una palestra privilegiata per la sperimentazione del progetto, che sarà un punto di riferimento a livello nazionale, per i ministeri di Sacconi e della Gelmini».
Aim punta
al fotovoltaico
«Presto aperti
ai privati»
Lo sviluppo dei nuovi filoni di attività di Aim, grazie soprattutto alla costituzione di un nuovo ampio ufficio progettazione, è quello del fotovoltaico. «Vendere installazione fotovoltaiche, chiavi in mano». Per ora è un servizio appannaggio di Comuni e società pubbliche al quale si stanno affacciando sempre più Comuni e società del Nordest, ma più in generale di tutto il Nord Italia. Tra qualche mese potrebbe diventare anche un servizio ai privati, che sempre più si stanno orientando verso gli impianti elettrici che sfruttano l'energia solare per produrre energia elettrica mediante appunto effetto fotovoltaico.
Un maggiore orientamento della municipalizzata all'energia verde era stato peraltro anche anticipato dal sindaco Achille Variati: «Punteremo - aveva detto - sempre più sull'educazione al risparmio energetico e sul fotovoltaico negli edifici pubblici e nelle scuole». Il cda di Aim nelle scorse settimane ha deliberato investimenti nel fotovoltaico. Come pure Aim da qualche mese ha creato lo Sportello Energia, dove i cittadini possono recarsi in modo gratuito sia per avere informazioni sulle energie alternative, sia per avere agevolazioni sulle procedure amministrative che servono per installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto. L'idea, nei prossimi mesi, è di fornire progettazione e vendita di installazioni fotovoltaiche anche ai privati, sempre più interessati all'energia alternativa.
«Nel front office che sarà inaugurato a giugno - anticipa Fazioli - oltre ad avere specifici uffici per ogni esigenza che riguarda il cittadino, ci sarà anche un punto specifico che riguarda il fotovoltaico. Questo grazie allo sviluppo di nuovo personale liberato da Amcps che ci permette appunto di aprire nuovi filoni di attività sui quali c'è sempre più interesse». R.B.
Comando,
vigili urbani
sempre più
"in rosa"
Il sindaco Achille Variati ha consegnato i gradi di vice comandante della polizia locale al funzionario Maurizio Guerra, che succede così nel ruolo al fratello Renato, in pensione dallo scorso 31 dicembre.
La cerimonia si è svolta nella sala Rizzi del comando di via Soccorso Soccorsetto alla presenza dell'assessore alla sicurezza, Antonio Marco Dalla Pozza, del comandante Cristiano Rosini e di una buona parte degli agenti. Dopo la consegna dei gradi di vice comandate, la cerimonia è proseguita con le nomine a vice commissario di Sandro Carolo, Monica Battocchio, Moira Farinon e Vincenza Mosca, le nomine a vice ispettore - a seguito di concorso - di Mirco Bassetto, Luca Fioravanzo e Davide Pojanella, e le nomine ad agenti scelti - per il compimento di 5 anni di anzianità - di Veronica Dalla Pria, Stefania Dalla Valle, Elina Frenda, Mara Girolami e Mara Piazza.
Si conferma dunque sempre più marcata la presenza femminile anche nei ruoli "di peso" della polizia locale di Vicenza, al punto che attualmente vi è assoluta parità di genere fra i 10 ufficiali a fronte di una percentuale del 35% di donne fra i 124 componenti dell'intero comando.
Banca fantasma
la Giunta
dice no
all'autorizzazione
Gian Marco Mancassola
No alla banca fantasma di piazza Matteotti. Dopo la burrasca politica, la giunta imbocca la strada della linea dura. Riunita d'urgenza ieri mattina, la giunta ha licenziato una delibera che propone di annullare in autotutela l'autorizzazione concessa dal commissario ad acta Mirco Schileo. L'ultima parola spetterà al consiglio comunale, che si riunisce giovedì 21 gennaio.
I VIZI. Il commissario era intervenuto l'8 gennaio, incaricato da una sentenza del Tar, che aveva accolto il ricorso della società Vivara Srl di S. Martino di Lupari, la cui richiesta di cambio di destinazione d'uso era rimasta senza risposta oltre i termini di legge. Tutto sembrava quindi pronto per l'apertura di una filiale della banca Friuladria. Il Comune, però, decide di mettersi di traverso: poiché il commissario si è di fatto sostituito all'amministrazione, questa ritiene di poter «agire in autotutela disponendo l'annullamento dell'atto». Questi i capi di accusa: «Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, oltre che per illogicità intrinseca»; violazione della legge «per carenza assoluta di motivazione e conseguente violazione delle norme tecniche attuative del piano particolareggiato del centro storico». In particolare, secondo le tesi della giunta, il commissario non ha tenuto in alcuna considerazione la presenza di un abuso edilizio conclamato: la banca, infatti, era stata allestita prima delle autorizzazioni.
MEA CULPA. «Va fatta una profonda autocritica - ammette il sindaco Achille Variati - darò delle disposizioni scritte alla struttura e vincolanti per i miei assessori: dobbiamo rispetto ai cittadini e alle ditte che legittimamente avanzano richieste e fisserò quindi dei tempi massimi entro cui le pratiche andranno evase. Tuttavia si sappia che chi commette un abuso, con questa amministrazione non ottiene nulla». Dell'abuso - rilevano Variati e l'assessore all'Edilizia privata Pierangelo Cangini - il commissario era stato informato prima di Natale: «L'averlo ignorato, insieme al mancato riferimento al parere obbligatorio della Soprintendenza, per noi rende il suo provvedimento illegittimo». Sul futuro dell'ex ufficio postale e sul titpo di servizi a cui destinarlo si apre ora una riflessione, tra ipotesi di trattative e venti di battaglie legali.
IL CONSIGLIO. Soddisfatto Cangini: «Il Consiglio potrà tornare nel suo potere di decidere se lasciare o togliere la destinazione d'uso commerciale al civico 33 di piazza Matteotti». Claudio Cicero (Impegno a 360°) commenta: «Le cose sono andate come avevo suggerito: l'operato del commissario è stato sconfessato». Giovanni Rolando (Variati sindaco) auspica un largo consenso alla delibera: «È un atto doveroso che mira a ripristinare lo stato di diritto democratico».
Tuttinbici
Legambiente
e città ciclabile.
Quattro incontri
I livelli di polveri pm10 non scendono al di sotto dei limiti di legge neppure nei giorni di pioggia? Allora significa che è arrivato il momento di pensare a una mobilità alternativa all'auto: parola di Tuttinbici e Legambiente, alleati di Comune e Provincia per costruire non solo spezzoni di piste ciclabili, ma un'intera rete in sicurezza.
E per cominciare ecco il primo corso, gratuito e aperto a tutti, sul tema della mobilità sostenibile e della ciclabilità.
L'iniziativa, intitolata "Vicenza città ciclabile", è la risposta a coloro che sognano una città realmente a misura d'uomo, in cui sia possibile muoversi velocemente e in sicurezza senza dover ricorrere alla macchina, e dove si possa fare affidamento su biciclette e mezzi pubblici.
«Il corso serve a conoscere - chiarisce Gaetano Callegaro, presidente di Legambiente - gli argomenti per costruire e promuovere una mobilità alternativa prendendo esempio da altre città a noi vicine tra cui Padova, Schio e Mestre, che condividono l'obiettivo di combattere polveri sottili, inquinamento acustico e traffico».
Il primo dei quattro appuntamenti è quindi fissato per domani, alle 15.30, al Patronato Leone XIII, in contrà Vittorio Veneto, 1. Si parlerà di ciclabilità urbana, di piste ciclabili a norma, di rotatorie sicure e di servizi per i ciclisti.
Si continuerà poi sabato 30 gennaio con un'altra lezione teorica, questa volta sulla moderazione del traffico.
Il 20 febbraio e il 6 marzo, invece, sono previste due pedalate educational a Padova e Schio. Per informazioni e iscrizioni: 339/7007544. S.M.
Banca fantasma.
Variati contro
il commissario
Gian Marco Mancassola
«Credo debba essere fatto quanto in nostro potere per "annullare" un provvedimento che ha superato i poteri del consiglio comunale, massimo organo di democrazia della città, attivando, se possibile, ogni azione di autotutela». Il sindaco Achille Variati scende in campo in prima persona e imprime una sterzata alla rotta del suo vascello, che rischiava di andarsi a schiantare contro il caso della banca fantasma di piazza Matteotti. Il doppio via libera "lampo" al cambio di destinazione d'uso (da commerciale a direzionale) e al permesso di costruire concesso dal commissario ad acta Mirco Schileo scavalcando il consiglio comunale aveva dato la stura a una burrasca politica capace di unire opposizione e maggioranza fino al punto di mettere in discussione la linea della giunta. Così Variati ha deciso di rompere gli indugi e di schierarsi in prima linea, ordinando approfondimenti a 360 gradi.
LA POLEMICA. I consiglieri si sono sentiti subito defraudati del diritto di programmare lo sviluppo della città, in particolare del centro storico. L'opposizione ha rimproverato alla giunta la tattica rinunciataria: non solo si è limitata a prendere atto della decisione del commissario, ma addirittura non aveva opposto resistenza davanti al Tar, optando per non costituirsi in giudizio, scelta che spesso viene interpretata come un'ammissione di colpa implicita.
LA LETTERA. Di fronte al vento di tempesta che stava montando da tutti i lati, Variati è uscito dal silenzio defilato in cui si era rintanato, impugnando la penna per scrivere al direttore generale Simone Vetrano e ai dirigenti di edilizia privata, urbanistica e avvocatura. Variati si ammette «il grave ritardo in capo all'amministrazione e alla struttura comunale», tuttavia ravvisa aspetti da chiarire: «In particolare occorre capire se l'atto commissariale è nella legittimità, considerando i poteri del commissario stesso, il fatto che non sia stato considerato l'abuso edilizio, il mancato parere vincolante della Sovrintendenza e il cambio di destinazione d'uso da commerciale a direzionale senza considerare l'adozione del Pat». Nella lettera vengono sottolineati «i tempi inusuali con cui il commissario si è mosso».
I SUMMIT. Da ieri sono in corso riunioni e approfondimenti a tutti i livelli. In prima battuta verrebbe escluso il ricorso al Tar: poiché il commissario ha agito sostituendosi al Comune, sarebbe come fare ricorso contro se stessi. Non sono escluse altre mosse: «Nella lettera del sindaco - analizza l'assessore all'edilizia privata Pierangelo Cangini - si rilevano i tempi inusuali con cui il commissario si è mosso e la procedura adottata: soprattutto alla luce della lettera che io stesso ho inviato al commissario il 21 dicembre per informarlo che l'oggetto sarebbe stato trattato nella prima seduta del consiglio comunale di gennaio. Ritengo che la mia nota dimostrasse la volontà collaborativa dell'Amministrazione e la sicurezza che il consiglio comunale avrebbe risolto a giorni la questione». È allo studio la possibilità di esercitare il potere di annullamento in autotutela.
Bollo auto
alle Poste
Si può pagare
senza bollettino
Per il pagamento del bollo auto presso l'ufficio postale - annuncia un comunicato di Poste italiane - si può utilizzare il nuovo servizio che permette di effettuare il versamento in modo semplice e a prova di errore. Per effettuare il pagamento non è più necessario conoscere l'importo dovuto: è infatti sufficiente compilare il modulo disponibile allo sportello, indicando tipo e targa del veicolo, regione, scadenza del pagamento e codice fiscale. Sarà l'ufficio postale, attraverso il collegamento in tempo reale con l'archivio delle targhe automobilistiche, a verificare la correttezza dei dati e a comunicare l'importo esatto da pagare.
Anche l'abbonamento Rai, in scadenza il 31 gennaio, può essere pagato in tutti i 192 uffici postali della provincia di Vicenza con il tradizionale bollettino di conto corrente oppure via Internet attraverso il sito www.poste.it.
I correntisti BancoPostaonline possono pagare i bollettini direttamente dal proprio computer sul sito www.poste.it, con addebito diretto sul conto, al costo di 1 euro.
Chi non è correntista BancoPostaonline può comunque fruire del servizio registrandosi al sito e pagare le utenze utilizzando le principali carte di credito (pagando 2 euro per importi fino a 100 euro o una commissione del 2% per importi superiori) e la carta prepagata di Poste Italiane "Postepay" (al costo di 1 euro).
La registrazione al sito è gratuita e, scegliendo di ricevere il codice di attivazione attraverso un sms, diventa immediata.
Case Ater
e redditi
Revocati
20 alloggi
Maria Elena Bonacini
Venti famiglie sfrattate dagli alloggi, 300 mila euro di arretrati recuperati e, a regime, tra i 50 e i 60 mila euro l'anno di introiti in più dall'adeguamento dei canoni al reale reddito delle famiglie. Questo il bilancio dei controlli effettuati dall'Ater a partire dal 2006 per verificare se il reddito dichiarato dagli assegnatari dei circa 4.300 alloggi di edilizia sociale nel Vicentino fosse corrispondente al vero: 9.500 posizioni esaminate dalle quali sono emersi 200 casi di nuclei che, effettivamente, avevano dichiarato meno, spesso per non aver considerato il reddito o la pensione di un figlio, e che hanno quindi dovuto pagare gli arretrati e hanno subìto un adeguamento del canone mensile.
In venti casi, invece, le discrepanze verificate hanno portato alla decadenza dal diritto di assegnazione dell'alloggio popolare. «Per un terzo di queste persone - spiega Marco Tolettini, presidente dell'Ater - è stato riscontrato che possedeva immobili propri, un altro terzo aveva un reddito complessivo che sforava il massimo consentito, mentre il restante terzo, in base ai redditi accertati, veniva superato in graduatoria da famiglie più meritevoli dell'assegnazione».
Un'operazione, quella dei controlli, che vede Vicenza tra i primi in Italia: «Il nostro scopo - continua Tolettini - non è punitivo, ma di giustizia sociale. Il fatto che si tratti dei primi venti casi di case perse è un segnale importante a chi pensa che una volta ottenuto un alloggio questo non venga più revocato».
Molti dei 200 casi poi sanati sono comunque anche stati segnalati alla procura, che ha ancora pendente una cinquantina di posizioni, mentre diverse persone sono state assolte per aver agito in buona fede.
Intanto, il lavoro svolto, ha portato nelle casse dell'Ater, appunto, 300 mila euro e un aumento dell'incasso annuo di 50-60 mila euro, che porta gli introiti complessivi a oltre 6 milioni, 1,8 dei quali sarà investito per la manutenzione degli alloggi esistenti, come scritto nel bilancio preventivo 2010 approvato dal consiglio di amministrazione dell'azienda.
«Un bilancio nel segno della continuità - sottolinea Tolettini - anche se in questo momento la legislazione che regola l'edilizia residenziale pubblica potrebbe subire una fase di profonda evoluzione a seguito dell'approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge che prevede l'alienazione degli alloggi costruiti prima del 1990, che se approvata in consiglio porterebbe un consistente introito per l'azienda, con un conseguente rilancio dell'attività costruttiva e la necessità di rivedere le previsioni formulate».
«La nostra politica aziendale - conclude Tolettini - deve sempre tendere al reinvestimento di tutte le risorse a disposizione in nuove attività costruttive o di manutenzione del patrimonio esistente, obiettivo che questo bilancio di previsione raggiungerà in quanto l'utile è previsto simbolicamente in 10 mila euro».
Maria Elena Bonacini
Tornano
i blocchi auto
per fermare
le polveri
Da oggi scatta nuovamente il blocco dei mezzi più inquinanti. Lo stop alla circolazione riguarda gli Euro 0 e gli Euro 1 e i ciclomotori e motoveicoli a due tempi non catalizzati, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Il divieto è in vigore fino a venerdì 31 marzo. Dopo la pausa natalizia c'è una novità: ogni mercoledì pomeriggio, dalle 15 alle 18, la circolazione sarà vietata anche agli autoveicoli Euro 2 diesel.
Il divieto vale per il centro e per buona parte dei quartieri di San Pio X, Stanga, San Francesco, Laghetto, Villaggio del Sole e San Lazzaro, dei Pomari e del Mercato Nuovo, per una superficie di territorio pari al 51 % di quello cittadino dove risiedono 77 mila vicentini.
Con il riprendere delle limitazioni al traffico viene introdotto un nuovo meccanismo: se si dovessero verificare 10 giorni consecutivi di sforamento dei livelli di pm10, potrebbe venire chiusa totalmente al traffico, fino a tre giorni consecutivi, la parte centrale della città, delimitata dalla circonvallazione interna.
«Disabili,
inaccessibile
l'ufficio per
i permessi»
«Nemmeno lo sportello per ritirare il contrassegno di invalidità è a portata di disabile». Sandro Guaiti, consigliere comunale del Pd, ha presentato un'interrogazione per stimolare progetti contro le barriere architettoniche.
«Segnalo lo sfogo di un cittadino diversamente abile - racconta Guaiti - per le difficoltà incontrate il 4 gennaio al comando della polizia locale, dove doveva chiedere il duplicato del contrassegno personale di invalidità. Dall'agente di turno in portineria, a cui aveva chiesto aiuto, si è sentito rispondere che doveva andare nell'apposito ufficio situato in una stanza al primo piano, non raggiungibile da chi non riesce a salire le scale. In genere, sono gli agenti preposti a questo servizio a scendere al piano terra per agevolare le persone che hanno difficoltà a salire ai piani».
Di qui la richiesta di Guaiti di «rendere completamente accessibile questo ufficio garantendo il diritto di accesso al servizio anche per persone con difficoltà motorie».
La banca viene
smontata
«L'abuso
sarà cancellato»
«Non vogliamo che il cambio di destinazione d'uso diventi una sanatoria. Le alternative sono due: la sanzione oppure il ripristino dello status quo». Pierangelo Cangini, assessore all'edilizia privata, sta mettendo a punto la delibera che dovrebbe essere posta ai voti del consiglio comunale intorno al 18 gennaio per autorizzare l'apertura di uno sportello bancario nell'ex ufficio postale di piazza Matteotti.
Il provvedimento, dopo l'ordinanza emanata dal Tar Veneto a inizio dicembre, avrebbe dovuto essere presentato in sala Bernarda entro l'Epifania, pena la nomina di un commissario ad acta. La pausa per le festività non ha consentito la convocazione di una seduta ad hoc ed è quindi scattata la nomina del commissario regionale, vale a dire l'arch. Mirco Schileo del dipartimento urbanistica della Regione.
Compito del commissario è fare in modo che il Consiglio si esprima dopo mesi di rinvii finora conclusi con un nulla di fatto. I giudici hanno accolto la richiesta della società Vivara Srl di Padova, che pretende una risposta alla richiesta di cambio di destinazione d'uso dell'immobile.
Cangini si è confrontato in questi giorni con il commissario. Forse già la prossima riunione di giunta sarà in grado di licenziare il documento che sarà poi votato dai consiglieri. Cangini conta di presentarsi in aula con una delibera che non assomigli alla sanatoria di un abuso, dal momento che gli sportelli della futura banca sono già stati allestiti. Il Comune sta dialogando con la Sovrintendenza per formulare una richiesta di ripristino dei luoghi: «Peraltro sembra che si stiano muovendo in tal senso gli stessi privati».
Sul caso di piazza Matteotti interviene con un comunicato Carlo Rizzotto, coordinatore provinciale dell'Italia dei valori: «Basterebbe riportare in aula il testo ritirato dalla Giunta e bocciarlo. Sarebbe un comportamento regolare. In questa maniera la maggioranza eviterebbe di convalidare il discutibile operato della passata amministrazione sulla vicenda. Se invece il Comune rimarrà fermo, potrebbe rischiare un commissariamento ad acta, con tutte le incognite del caso, compresa quella di un cambio d'uso che in quella parte di centro storico non deve essere concesso». G.M.M.
Viale Mazzini
A giorni
il restauro
delle mura
A giorni
il restauro
delle mura
Stando agli annunci di ottobre, il restauro avrebbe dovuto iniziare nel giro di tre settimane. Ci sono voluti tre mesi, ma alla fine il cantiere è ai blocchi di partenza. Quisquilie, rispetto agli otto anni di attese e rinvii messi in fila in viale Mazzini. Dalla prossima settimana - fanno sapere da palazzo Trissino - dovrebbe essere allestito il ponteggio per consentire il restauro della cinta muraria scaligera dalla breccia di porta Nova a porta S. Croce, a sua volta interessata da un cantiere incipiente.
L'operazione costerà poco meno di un milione di euro, ragrannellati sommando alcuni contributi provenienti in gran parte dalla Regione e dalla Fondazione Cariverona. L'appalto è stato aggiudicato a un'associazione temporanea d'impresa che ha per capofila la ditta "Guerra" di Verona. In lizza per aggiudicarsi l'appalto si erano sfidate 116 aziende, a dimostrazione della fame di opere pubbliche in un momento di forte crisi economica per tutti i settori.
Terra, acqua,
piante e bandiere
al Cammino
della pace
In occasione della 43a giornata mondiale per la pace due ore di testimonianze, canti, preghiere e cammino silenzioso.
L'evento, promosso dall'Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, il Coordinamento cristiani per la pace e l'Associazione comunità Papa Giovanni XXIII è previsto per venerdì 1° gennaio. Appuntamento alle 16, in Duomo, per un momento di riflessione con il vescovo e una testimonianza sulle risorgive di Novoledo. Seguirà il cammino silenzioso dalla cattedrale ad Araceli Vecchia passando per il centro storico. Nella chiesa di Araceli, alle 17.30 un secondo momento di preghiera e riflessione con un'altra testimonianza sul Sinodo africano e discorso finale del vescovo. Quattro i simboli del cammino: la terra, la bandiera arcobaleno, l'acqua e la pianta. «Di solito la terra ci "sopporta", reggendo il peso delle nostre persone e anche quello dei nostri rifiuti. - spiegano i promotori - Oggi invece saremo noi a portarla in cammino dentro alcune ceste fino ad Araceli dove poi la utilizzeremo per piantare un piccolo albero. Sarà il nostro gesto di speranza, la certezza che i semi di pace, sostenuti dall'acqua della condivisione, cresceranno mettendo solide radici nelle nostre vite». «In piazza dei Signori una grande bandiera ci costringerà a rallentare il nostro passo, saremo invitati a pensare che con la costruzione del Dal Molin Vicenza diventerà la città italiana con la più alta presenza di militari in armi in rapporto alla popolazione. La piazza, luogo del popolo e della democrazia per eccellenza, indicherà l'aspirazione che il capoluogo sia città di pace».
Capodanno
in Piazza
Vietate bottiglie
e lattine
Conto alla rovescia - ricorda il Comune - per la grande festa di Capodanno in Piazza dei Signori. Il Comune quest'anno mette in scena un vero concerto gratuito con ospiti particolarmente amati dal pubblico vicentino: per la gioia dei giovanissimi, dalle 23 fino a dopo mezzanotte saliranno sul palco i Lost, band vicentina che da qualche anno sta scalando le classifiche italiane e straniere. La serata sarà aperta alle 22 da Patrizia Laquidara accompagnata dagli Hotel Rif, mentre dopo l'esibizione dei Lost e fino alle 2 notte la scena sarà dei Silvio Brothers, con un repertorio che celebrerà i trent'anni dall'uscita del mitico film con John Belushi
Prevedendo l'afflusso di migliaia di persone, in particolare giovani e famiglie, da giorni si lavora all'organizzazione dell'evento. E per la sicurezza l'assessore Antonio Dalla Pozza sta elaborando un'ordinanza per vietare l'uso di qualsiasi bottiglia di vetro o lattina nella parte del centro storico più vicino a piazza dei Signori. In sostanza, per garantire l'incolumità delle persone che verranno a festeggiare in piazza, si sta decidendo di vietare, dalle 21 del 31 dicembre alle 6 dell'1 gennaio, la vendita per asporto e il consumo di qualsiasi bevanda in bottiglie di vetro e in lattina. I locali che somministrano bevande all'interno o ai tavolini esterni (i plateatici) potranno farlo, ma i loro clienti dovranno rigorosamente lasciare al bar (o al ristorante) le bottiglie di vetro e le lattine. La sanzione per chi non rispetterà l'ordinanza sarà di 50 euro.
Come detto, il divieto non riguarderà solo gli alcolici ma tutte le bevande, perché le bottiglie e i contenitori lanciati o lasciati a terra potrebbero essere causa di pericolo indipendentemente dal loro contenuto. L'area di divieto avrà come perimetro contrà Apolloni, contrà Canove, Levà degli Angeli, contrà Barche, contrà Mure San Michele, contrà Porton del Luzzo, contrà Ponte Furo, contrà Mure Pallamaio, Piazza del Castello, contrà Motton san Lorenzo, contrà Pedemuro San Biagio.
Rimangono in vigore, inoltre, sia il divieto di scoppio di fuochi pirotecnici, mortaretti e altri prodotti esplodenti in luoghi pubblici e spazi privati ma aperti al pubblico, sia l'ordinanza anti alcol che vieta la detenzione e l'uso di bevande alcoliche in tutte le aree pubbliche e verdi della città, esclusi i plateatici davanti ai locali.
Tornando alla serata, il grande palco coperto di 14 metri per 12 sarà allestito sul lato di contrà Cavour, di fianco alla loggia del Capitaniato. L'accesso suggerito al pubblico è quello da piazza delle Biade, anche se rimangono aperte tutte le altre vie di ingresso. Due ambulanze della Croce Rossa saranno posizionate dietro al palco e sul fondo della piazza, verso le colonne, presidiate da una decina di infermieri e medici. Altrettanti saranno i volontari della protezione civile. Ci saranno anche 15 vigili.
«Carceri:
a Vicenza
la situazione
è esplosiva»
«La situazione nelle carceri italiane è talmente grave che serve davvero uno straordinario impegno economico, politico e progettuale per ricondurre il sistema penitenziario nell'alveo della legalità e della civiltà». Lo sostiene il segretario della Uil Pa Penitenziari Eugenio Sarno, che a dimostrazione dell'emergenza che si vive negli istituti di pena elenca gli ultimi fatti accaduti nelle carceri questa settimana.
«Abbiamo avuto - dice - 13 agenti penitenziari che hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere per sintomi di asfissia e intossicazione dovuti ai fumi tossici sprigionatisi da materassi dati alle fiamme da detenuti a Monza, Lanciano, Palermo Pagliarelli; il suicidio di due detenuti uno a Rebibbia e l'altro a Vicenza; un tentativo di suicidio sventato in extremis dalla polizia penitenziaria a Imperia e una maxi rissa con il ferimento di un detenuto extracomunitario a Vicenza». «Sul fronte delle proteste - sottolinea Sarno in un comunicato diffuso ieri - c'è da registrare la battitura a oltranza, ogni tre ore, da parte dei detenuti ristretti alla Casa circondariale di Vicenza contro la gestione dell'istituto e le penalizzanti condizioni di vita all'interno del carcere».
Il segretario generale della Uil Pa Penitenziari sarà martedì in visita alla casa circondariale dell'Aquila.
Passaporti
necessari
anche per
i minorenni
All'ufficio passaporti della questura, da qualche settimana, è in corso una mezza rivoluzione. Vicenza è stata infatti fra le primissime città d'Italia in cui sono entrate in vigore le nuove disposizioni che modificano sensibilmente quelle precedenti per il rilascio dei passaporti di tipo digitale per i minorenni.
Le modifiche sono entrate in vigore il 25 novembre 2009. Ciascun minorenne (anche in tenerissima età) dovrà essere dotato di un passaporto individuale per andare all'estero; pertanto non sarà più possibile per il genitore iscrivere il figlio (o i figli) minorenne sul proprio passaporto come accadeva in precedenza.
«Tutti i cittadini che hanno richiesto il passaporto in data antecedente a quella del 25 novembre 2009 - si legge sul sito della polizia di Stato - e che hanno richiesto l'iscrizione del figlio minorenne avranno il documento così come richiesto all'atto della consegna in questura. Farà fede il timbro con la data di accettazione dell'istanza.
Per i minorenni inoltre la nuova procedura stabilita dal ministero prevede che dal 25 novembre 2009 vengano acquisite le impronte digitali dal compimento dei 12 anni di età.
È chiaro che restano in vigore le norme per l'accompagnamento dei minorenni all'estero, ma ciascun bambino dovrà avere un suo documento personale.
Diverse anche le durate dei documenti: per i bimbi da zero a tre anni, spiegano dalla questura, la validità sarà appunto triennale. Poi, dai tre ai 18 anni, il passaporto avrà valore per cinque anni dal momento del rilascio, che aumentano a dieci per tutti i maggiorenni.
In questi giorni, l'ufficio di viale Mazzini è come tutti gli anni subissato di richieste da parte delle famiglie che intendono passare le festività di Natale e Capodanno in paesi fuori dall'Unione europea, e che devono uniformarsi alle nuove disposizioni.
All'Albera
il comitato
sfida il gelo
e conta i tir
Al freddo e al gelo, all'alba, lungo il marciapiede dell'incrocio più trafficato della città. Quelli dell'Albera resistono anche alle condizioni meteo più inclementi dell'anno e si presentano in viale del Sole per filmare e contare i camion in transito «dopo le due buone notizie del rifinanziamento dei transiti gratuiti per gli autotrasportatori che deviano per l'autostrada A31 anziché percorrere viale del Sole e strada Pasubio». Alla sperimentazione sono stati assegnati altri 150 mila euro, dopo che in estate si era esaurito il primo fondo da 500 mila euro.
Riferisce Giovanni Rolando, esponente del comitato "Per la saluta e la sicurezza" e consigliere comunale della maggioranza variatiana, che ieri tra le 6 e le 6.30 sono passati 27 tir, mentre ne sono stati contati 67 nell'ora successiva: «La diminuzione dei tir all'Albera è positiva, ma rimane il fatto che circa 2.100 tir al giorno sono troppi e causano inquinamento e danni alla salute».
I complimenti
di Chavez
ai chirurghi
vicentini
Ha fatto loro visita anche il fratello del presidente della Repubblica, portandone i saluti. Adan Chavez, governatore dello stato di Barinas, ha voluto complimentarsi con l'attività che vede di fatto "gemellati" chirurghi italiani e venezuelani che per il quinto anno lavorano insieme. Il cuore di questa joint-venture della salute e del volontariato internazionale è vicentino. L'associazione Surgery for children, fondata dal chirurgo pediatrico Sergio D'Agostino dell'ospedale S. Bortolo di Vicenza, si conferma come un modello di aiuto intelligente ai Paesi in crescita e in via di sviluppo.
Dal 5 al 14 novembre si sono tenute le Giornate italo-venezuelane di chirurgia pediatrica all'ospedale materno-infantile Razetti di Barinas e subito dopo, dal 16 al 21 novembre, una missione chirurgica si è tenuta all'ospedale Van Grieken di Coro. L'équipe di volontari italiani era formata da 3 chirurghi pediatrici (D'Agostino e Maria Angelica Fabbro del S. Bortolo, Silvana Russo del Santobono di Napoli), 4 anestesisti (Ciro Bonvicini di Bologna, Tommaso Sellaroli di Napoli, Raffaele Aspide di Imola e Domenico Gelormini di Roma), 5 infermiere (Anna Scuccato, Bruna Sandonà e Caterina Sellaro di Vicenza, Liana Barro e Zenaide Vedelago di Treviso) che utilizzando le proprie ferie hanno operato 134 bambini di famiglie povere, che affetti da malformazioni gravi - da problemi urinari fino all'apparato digerente - non avrebbero avuto soluzione con le risorse locali.
La chirurgia ricostruttiva è infatti il patrimonio che "Surgery for children" sta portando gratuitamente in Paesi dove i medici e gli infermieri hanno bisogno di aggiornamento oltre che di strumentazione. L'ambasciata italiana a Caracas ha offerto ampio appoggio al gruppo e l'ambasciatore Luigi Maccotti ha sottolineato, incontrando la delegazione, come sia importante migliorare la salute dei bambini grazie agli scambi internazionali.
L'agenzia di stanpa governativa del Venezuela ha rilanciato pubblicamente la notizia della presenza dell'associazione berica, lodandone l'operato. Targhe di riconoscenza sono state consegnate a D'Agostino e ai colleghi, che in questi anni di attività hanno collezionato numerose trasferte a fin di bene in America Latina e in Africa, non ultima la collaborazione con l'ospedale Lacor a Gulu, in Uganda, fondato dai coniugi Corti, dove Surgery for children tornerà a fine febbraio, d'intesa con l'università locale.
"Surgery" vive dell'aiuto di tanti vicentini ma raccoglie denaro, attraverso il Cefa, solo per coprire i viaggi degli operatori; il progetto è anche all'attenzione del direttore generale dell'Ulss 6 e chiede in Regione di essere inserito nell'ambito della legge 55 del '99. L'associazione, presieduta da Paolo Menna, ha ricevuto l'altra sera oltre 6 mila euro da una serata benefica dei club Vicenza 41, Round Table, Agorà e Ladies' Circle.N.M.
Pannelli
fotovoltaici
sopra
18 scuole
Gian Maria Maselli
«Oltre 330 mila kilowattora l'anno in totale, con 240 tonnellate in meno di anidride carbonica rilasciata in atmosfera: ecco i primi risultati concreti della squadra Variati sul sostegno alle politiche di risparmio energetico. Le fonti di energia rinnovabile diverranno sempre più patrimonio di Vicenza. Da oggi sono in rete i 18 impianti fotovoltaici collocati sui tetti di 18 scuole della città, che, grazie all'opzione scambio sul posto, potranno utilizzare l'energia solare accumulata nel sistema elettrico».
È il commento dell'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto nel premere simbolicamente l'interruttore dell'impianto alla elementare Laghetto di via Lago di Pusiano. «Ogni euro che Aim incasserà- aggiunge il presidente Roberto Fazioli, accompagnato dal consigliere Aldo Campesan - verrà investito a Vicenza e non a Marghera». Un riferimento agli infelici investimenti passati dell'azienda pubblica durante la precedente gestione, per spiegare che «hanno torto gli alfieri delle teorie iper-liberiste quando negano che si possano coniugare il creare lavoro e il fornire un servizio pubblico. E con Aim Energyverde siamo tra le poche aziende pubbliche a sostenere il costo aggiuntivo per l'acquisto di energia da fonti rinnovabili».
L'assessore all'istruzione, il vice sindaco Alessandra Moretti, conferma: «Proprio nel momento in cui i grandi della terra si arenano sul rafforzamento del protocollo di Kyoto, che tra gli altri obiettivi ha la riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica, tocca alle amministrazioni locali dare il buon esempio. Partire dagli edifici scolastici significa coinvolgere i bambini e le loro famiglie».
Installando impianti fotovoltaici con picco di 19,32 kwp delle scuole elementari Riello, Pertini, Rodari, Zecchetto e Colombo, e delle medie Muttoni, Mainardi, Barolini e Scamozzi, (per un totale medio presunto di 20.286 kwh ad impianto); quelli da 11,04 kwp della materna Collodi e delle elementari Fraccon e Lioy (11.592 kwh) e da 16,56 kwp della materna Sasso e delle elementari Tiepolo e Peep Laghetto (17.388 kwh). «Quasi venti nuovi impianti in un solo anno dimostrano quanti margini di miglioramento aveva ed ha Vicenza» rileva Tosetto, che per dare corpo agli indirizzi dell'amministrazione Variati ha coinvolto una 'squadra' - consorzio di installatori Unit, Banca Etica, Amcps (curerà la manutenzione impianti) e Aim - e ha investito un milione e mezzo di euro. Il Comune incasserà il conto energia dallo Stato, e lo trasferirà ad Aim. In cambio, per ciascun anno, un risparmio sulla bolletta tra i 5 e i 6mila kilowatt di energia, circa mille euro per scuola. Tra 20 anni gli impianti diventeranno comunali, ma sarà sempre Aim a smaltirli, dopo trent'anni di utilizzo.
Nuova Fiera,
dall'8 gennaio
il presidente
è Roberto Ditri
C'è la svolta per la presidenza della nuova fiera di Vicenza. L'ing. Roberto Ditri, amministratore delegato della Marelli Motori Spa di Arzignano, vicepresidente di Confindustria Vicenza e presidente della Meccanica, guiderà la Fiera.
Il cerchio si è chiuso quattro giorni fa, dopo che i nomi valutati dai soci sono via via stati esclusi per arrivare ad una piena condivisione sulla figura del presidente della Fiera di Vicenza. La nuova società nascerà formalmente martedì prossimo quando avverrà la ratifica dell'atto di fusione, che sancirà l'unificazione societaria e delle competenze tra la parte immobiliare e quella operativa: da quella data decadrà l'attuale presidente della Fiera Dino Menarin. Ma il nuovo entrerà a tutti gli effetti in carica dopo l'8 gennaio, giorno in cui è convocata l'assemblea dei soci che nominerà il nuovo cda: sette componenti che eleggeranno poi al loro interno il presidente, Roberto Ditri appunto.
Dal 22 dicembre all'8 gennaio sarà il presidente di Immobiliare Fiera Vittorio Mincato ad assumere i pieni poteri della società fieristica per traghettarla alla nuova stagione e consegnarla al nuovo presidente.
Il 16 gennaio ecco il primo atto ufficiale: il taglio del nastro di Vicenzaoro First, l'esposizione orafa che segna l'avvio dell'anno fieristico vicentino.
Goriziano di nascita, 62 anni, sposato, due figli, laureato in ingegneria chimica, Ditri è dal 1997 amministratore delegato e direttore generale della Marelli Motori, l'azienda di Arzignano che dal '96 appartiene al gruppo inglese Melrose plc, società quotata alla Borsa di Londra. Negli ultimi dieci anni, sotto la direzione di Ditri, l'azienda ha conosciuto un rilancio importante. Prima di arrivare in Marelli, Ditri è stato dall'88 al '93 direttore generale della Angst+Pfister di Milano e dal '93 al '96 direttore generale presso la Ingersoll Rand di Vignate in provincia di Milano.
Attualmente è vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega all'internazionalizzazione, presidente della Sezione Meccanica, alla guida del coordinamento triveneto metalmeccanico, componente del direttivo nazionale di Federmeccanica. Un uomo forte di Confindustria, fortemente voluto dal mondo industriale per il rilancio della Fiera di Vicenza.
Un'esperienza imprenditoriale e associativa importante caratterizzata anche dal lancio di quello che può essere il nuovo comparto del futuro, quello della Meccatronica, dove riveste il ruolo di rappresentante del Distretto Veneto.
Ultima ciliegina sulla torta neppure un mese fa, quando è stato insignito dell'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana", conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e consegnata nel corso di una cerimonia a Milano, alla presenza del sindaco Letizia Moratti.
Mentre sul nome del presidente c'è la quadratura del consenso, i soci stanno lavorando ancora sui nomi dei componenti del consiglio di amministrazione: quattro saranno espressione forte delle categorie economiche rappresentate da Industriali, Artigiani, Commercianti, Agricoltori, uno ciascuno spetterà a Provincia e Comune.
La sfida della nuova Fiera si preannuncia impegnativa sia a livello di gestione straordinaria legata all'esito del ricorso al Consiglio di Stato sull'appalto per i lavori di ampliamento, sia per la gestione ordinaria.
Non ultimo la strategia da intraprendere rispetto alla crisi che sta attanagliando il mondo orafo e il ruolo che la Fiera può giocare per rilanciare il settore. Si tratterà di verificare se mantenere tre fiere dell'oro o se ridurle magari a due, di capire se About J il cui piano termina nel 2010 proseguirà o meno. Tutte questioni che dall'8 gennaio il nuovo manager avrà sul tavolo. R.B.
Avvocati.
Camera penale
dopo Roetta
elegge Barilà
La Camera penale di Vicenza ha voltato pagina. Dalla presidenza Roetta a quella di Francesco Barilà, che con i suoi 77 anni è uno dei legali più stimati e autorevoli del foro, conosciuto anche fuori provincia.
Un segnale di discontinuità che gli avvocati berici hanno voluto dare dopo la burrasca estiva. Ieri pomeriggio l'assemblea dei penalisti nella sede dell'Ordine in piazzetta Gualdi ha eletto il nuovo direttivo che eleggerà il presidente per il passaggio di consegne seguito alla nota vicenda che aveva visto finire sotto inchiesta il presidente Lino Roetta perché assieme a un tecnico, suo cliente, avrebbe cercato di accedere abusivamente alla posta elettronica della collega avvocata Elena Peron. Il caso ha suscitato clamore non solo nell'ambiente dei legali vicentini.
Nel corso del suo discorso di commiato l'avv. Roetta - per la cui posizione la procura di Venezia ha chiesto l'archiviazione - oltre ad avere passato in rassegna il bilancio di una presidenza che per gran parte del suo mandato si è dimostrata obiettivamente di rilievo, non ha mancato di usare toni critici e a tratti sopra le righe nei confronti della libera stampa che in tempi recenti ha dato notizia delle varie inchieste che hanno coinvolto gli avvocati. Palese il riferimento a quella in cui è stato arrestato un legale per fatti gravi di bancarotta fraudolenta.
DIRETTIVO. Venendo all'elezione alla quale hanno partecipato una cinquantina di legali, la professionista che ha riportato più voti è stata Rachele Nicolin, che con i suoi 32 anni è la più giovane del nuovo direttivo. Gli altri eletti sono appunto Francesco Barilà, sulla cui figura convergeranno i voti per la presidenza, e i colleghi Novelio Furin, Paolo Mele senior e Alberto Pellizzari.
Tornando all'avvocato Barilà, egli è stato uno dei fondatori della Camera penale nel giugno del 1987 e rinsalderà quei «vincoli di solidarietà, di tutela del prestigio e della colleganza» ai quali si richiama lo statuto (art. 2) e che di recente sono traballati.I.T.
Provincia,
in vendita
le quote
della Bs-Pd
Marco Scorzato
«È tutto pronto per mettere al bando la cessione delle quote della Brescia-Padova». Lo rivela il presidente della Provincia Attilio Schneck durante il Consiglio provinciale. L'imbeccata è un'interpellanza del capogruppo Pd Piero Collareda che chiede lumi sullo stato di salute dell'Autostrada e delle sue partecipate. Un quesito che permette a Schneck di illustrare anche gli ultimi sviluppi del caso Infracom, la società di telecomunicazioni che tiene con il fiato sospeso Serenissima. «Ho il mandato di cercare di cederla - spiega -. Ci sono tre manifestazioni d'interesse, di cui una molto seria».
QUOTE IN VENDITA. Sulla cessione delle azioni della Bs-Pd è arrivato il momento della verità. La Provincia, dice Schneck, «è pronta al bando». Sarà capofila degli enti pubblici intenzionati a vendere azioni per un pacchetto totale del 17,7% del capitale sociale. «Abbiamo atteso per capire se c'erano altri potenziali venditori: l'Autostrada Venezia-Padova ci aveva chiesto di temporeggiare, ma alla fine ha deciso di non cedere il suo 1,5%». Bisogna ora trovare l'acquirente: «L'interesse c'è, ma non so se qualcuno sarà pronto al passo».
INFRACOM IN USCITA. A tenere in apprensione, però, è la questione finanziaria: «Stiamo utilizzando 200 milioni di finanziamento - dice il presidente - ne dobbiamo portare a casa altri 200 se no si bloccano i cantieri» della Valdastico Sud. E "finanza", di questi tempi, fa rima con Infracom: società «valutata 280 milioni», ma che negli ultimi due anni ha avuto «una flessione del 35%», a fronte però di un crollo medio del settore delle telecomunicazioni: «Ci sono - afferma il presidente - tre lettere di interesse per l'acquisizione. In particolare c'è un partner forte, un gruppo abruzzese, con una seria proposta».
PTCP. Sono rivelazioni che soddifano il Pd. Il quale, però, «boccia» Schneck su un altro fronte: quello urbanistico. Una domanda di attualità sempre di Collareda, chiede lumi sull'iter del Ptcp, in particolare sul ripescaggio e immediato accantonamento del vecchio Piano territoriale. Schneck spiega che «era stata valutata l'opportunità di anticipare i tempi di ottenimento delle deleghe urbanistiche dalla Regione», poi tralasciata «perché non avrebbe risolto le incongruenze del vecchio Piano». Avanti con il nuovo, dunque. Ma per Collareda si va avanti perché «nel nuovo piano ci sono maglie più larghe per gli insediamenti commerciali, ad esempio sulla statale 11». Zona Cis, per intenderci.
TAV E ALTRO. Ma non c'è solo Autostrada e Ptcp nel menù del Consiglio. L'apertura è un omaggio all'ex consigliere Augusto Peruz, scomparso in queste ore. Poi via con il question-time. Costantino Toniolo, assessore alla Viabilità, rispondendo all'interpellanza di Roberto Cattaneo (Pdl) sulla Tav, ricorda che «i tempi slitteranno, la precedenza è per la direttrice verso Milano: la Tav a Nord Est è un progetto per il futuro». Cattaneo sollecita la Provincia a assumere «un ruolo forte» in questa vicenda.
In agenda anche il "libretto sul Muro". Sulla scia di un'interrogazione, Emilio Franzina, Vicenza Libera. annuncia un esposto «in Procura per attivare la Corte dei conti».
Infine due delibere promosse all'unanimità: «sì» all'aumento di capitale da 320 mila euro per Ftv. Alla base motivi fiscali, ma con un corollario sociale: permette di acquistare un pullman per turismo attrezzato per 4 disabili. E «sì» pure all'affidamento ad Aci della riscossione dell'Ipt: per 1 anno solo, come chiedeva l'Aula.
La corsa dei
Babbi Natale
sarà rossa
di solidarietà
Maria Elena Bonacini
Una marea di Babbi Natale per aiutare i bambini in difficoltà. Torna sabato la "Corri Babbo Natale Corri", manifestazione che dal 2006 ha visto un numero sempre crescente di vicentini di tutte le età, in rigoroso costume rosso e bianco, percorrere le vie del centro di corsa o a piedi, su un percorso di 2 chilometri che è soprattutto un'occasione di divertirsi, stare insieme e fare del bene.
Dai 500 partecipanti del 2006, che avevano raccolto 2.800 euro per il Villaggio Sos di Vicenza e l'associazione "Bambini cardiopatici nel mondo" del medico vicentino Alessandro Frigiola, si è passati infatti agli oltre 2 mila dell'anno scorso, con un incasso di 7.187 euro, grazie anche alla partecipazione delle scuole, che hanno già dato la propria adesione.
Anche quest'anno le associazioni destinatarie resteranno le stesse, alle quali si aggiunge la S. Vincenzo De Paoli, cui sarà devoluta la raccolta alimentare, sostenuta dai supermercati Sisa, alla quale si potrà contribuire portando alla corsa olio, caffè, zucchero, pelati, biscotti o merendine.
L'evento è stato presentato ieri al Villaggio Sos da Umberto Nicolai, assessore allo sport e presidente del Coni, Christian Zovico, dell'Atletica Vicentina, Elisa Santucci, dell'associazione Vicenza Press, i quattro soggetti organizzatori, Valter Baruchello, presidente di Ftv, che farà viaggiare gratis tutti coloro che indosseranno un costume da Babbo Natale, Gianfranco Caleari, del Villaggio Sos e Luisa Frigiola, dell'associazione Bambini Cardiopatici: «il 19 novembre - racconta - è stato inaugurato un centro cardiochirurgico a Shisong, in Camerun, dove subito dopo il taglio del nastro sono iniziati gli interventi su bambini e adulti».
Il ritrovo in Campo Marzo, sul lato dell'Esedra Porta Monte è previsto per le 10, quando si apriranno le iscrizioni, che costeranno 8 euro con abito da Babbo Natale, 5 euro per i bambini o adulti senza abito, 2 euro con il solo cappellino.
Alle 11 partirà la corsa, assolutamente non competitiva, al termine della quale ci saranno cioccolata e pandoro per tutti e saranno premiati i gruppi partecipanti. «Il successo della manifestazione - sottolinea Nicolai - è legato al numero di partecipanti, che spero saranno numerosi, anche per far capire ai bambini che nella vita ci sono anche problemi e che vanno risolti insieme».
Preiscrizioni al Villaggio Sos (0444/513585) e in assessorato allo sport (0444/222152).
«Quelle borse
di studio
restano
senza richieste»
La Fondazione monte di pietà fa sapere: «Per la prima volta quest'anno, nonostante la crisi, abbiamo consegnato due borse di studio su tre e, se entro il 31 dicembre non ci arriveranno altre richieste da parte degli studenti, rischiamo di chiudere anche il bando 2010 con sole due domande accettate su tre disponibili».
È questa la denuncia che viene dal presidente Mario Nicoli e della direttrice Giuliana Barbaro. L'iniziativa della Fondazione monte di pietà di Vicenza nasce nel 2004 e rientra nel settore "Educazione, istruzione e formazione"; ogni anno vengono assegnate tre borse di studio a giovani studenti che, dopo essere usciti con il massimo dei voti da un istituto superiore del nostro Comune, s'iscrivono a una qualsiasi facoltà universitaria del Veneto.
Ovviamente, altro requisito fondamentale per accedere alle borse di studio da 1500 euro ciascuna, è che il richiedente sia in una situazione economica di bisogno.
«I ragazzi possono ricevere la borsa di studio anche per i successivi due anni se risultano in regola con gli esami, ossia devono certificare almeno 40 crediti – spiega la direttrice Barbaro - In totale, quindi, la Fondazione eroga ogni anno nove borse di studio. Purtroppo, nonostante la crisi, nel 2008 le domande sono state solamente quattro; di queste solo due risultavano complete per cui una borsa di studio non è stata consegnata. Ad oggi, per il 2010, ci sono pervenute solamente due richieste, speriamo che le cose cambino in questo mese».
Alla cerimonia di consegna 2009 hanno ritirato la borsa di studio per il terzo e ultimo anno: Juljan Ajazi, Ingegneria dell'informazione a Padova, Claudia Sacchiero, Architettura a Venezia, e Matteo Biancospino, Biologia a Padova. Per il secondo anno gli studenti erano invece: Elena Tasso, Medicina e chirurgia a Verona, Erika Tibaldo, Economia e gestione delle arti e attività culturali a Venezia, e Denis Reane Vecellio, Biotecnologie sanitarie a Padova; per il primo anno: Federico Rizzetto, Ingegneria meccanica e meccatronica a Padova, e Sabrina Sella, Biologia molecolare a Padova.
I concorrenti che vorranno presentare la propria domanda (entro il 31 dicembre) possono rivolgersi alla segreteria della Fondazione in Contrà del Monte, 13. Per informazioni contattare il numero 0444/322928. S.M.
Bus di Natale
gratuito
Shopping
con lo sconto
Oggi pomeriggio e domani tutto il giorno al via l'operazione "Il Bus di Babbo Natale", studiata dalla Provincia di Vicenza, Confcommercio e Ftv che verrà replicata anche il prossimo fine settimana.
Si potrà salire gratis su tutti i mezzi Ftv con qualsiasi destinazione, raggiungendo con tranquillità i centri della provincia, comodamente seduti in pullman, senza assilli per il parcheggio e senza spendere un euro per lo spostamento della propria auto.
Tutti coloro che durante i giorni dell'iniziativa saliranno in corriera potranno anche garantirsi uno sconto in circa 500 tra negozi e pubblici esercizi associati Confcommercio riconoscibili da una speciale vetrofania. Basterà esibire alla cassa l'abbonamento Ftv o il depliant che verrà dato a chi salirà sui mezzi dell'azienda di trasporto nelle giornate di promozione. I nomi dei negozi su www.provincia.vicenza.it; www.ftv.vi.it e sul portale dell'Ascom www.vitourism.it.
Furti in serie
nel mirino
scuole, uffici,
bar e case
Vicenza. Continua l'offensiva dei ladri in città. Come ogni anno, fra l'autunno e l'inverno i colpi notturni rappresentano l'emergenza criminale nel Vicentino.
Nei giorni scorsi, è stato preso di mira fra gli altri l'istituto Piovene, che sorge in corso S. Felice e Fortunato. I malviventi, in base ad una prima ricostruzione della polizia, hanno forzato una porta sul retro, arrivando da via Torino, dove hanno lasciato il cancello aperto. Hanno rotto alcune porte fino a raggiungere gli uffici amministrativi della scuola, da dove hanno trafugato complessivamente cinque computer. A dare l'allarme, mercoledì mattina alle 7, è stata una bidella che ha allertato il 113.
Ladri in azione anche in corso Padova, nel palazzo al civico 145, già preso di mira nel recente passato. Dopo aver forzato il portone d'ingresso e aver raggiunto le scale, i soliti ignoti sono riusciti a raggiungere le finestre che danno in tre studi professionali di consulenti del lavoro e di un medico psichiatra. Da quanto è emerso dopo il sopralluogo della questura, sono spariti solo un assegno (che è stato subito bloccato) e un computer portatile.
Ancora, a finire nel mirino di una banda è stata la trattoria "Al laghetto", che sorge lungo strada Marosticana, in città. I malviventi nella notte hanno forzato la porta a vetri, rotto la serratura di una seconda porta (senza far scattare l'allarme, che potrebbero avere inertizzato) e quindi, dall'interno, hanno scardinato le cassette metalliche di alcuni videopoker, svuotandole di tutte le monetine per un bottino che resta da quantificare. Il titolare, Giannino Giacomazzi, ha scoperto la sgradita visita il mattino dopo ed ha avvisato le volanti che hanno compiuto un sopralluogo.
Infine, è tornata a colpire la banda dei ladri acrobati, che nelle scorse settimane aveva visitato parecchi attici in centro storico arrampicandosi sulle impalcature dei cantieri e scappando fra i tetti. I malviventi sono entrati in azione durante lo scorso weekend, che una famiglia di vicentini che vive in un palazzo di contrà Porta S. Lucia aveva deciso di trascorrere fuori città.
Da quanto è emerso, i banditi si sono arrampicati su un'impalcatura ed hanno raggiunto un abbaino; lo hanno forzato ed hanno messo tutta la casa a soqquadro, arraffando parecchi gioielli per qualche migliaio di euro. In questo caso era scattato l'allarme, ma le guardie giurate, all'esterno, non avevano notato nulla di sospetto. D. N.
Arsenale,
Trenitalia
pronta a
38 assunzioni
«Trentotto assunzioni». Di questi tempi è un botto da brindisi immediato. Se poi le nuove opportunità di lavoro si aprono all'interno dell'Officina Grandi Riparazioni di Vicenza, all'Arsenale delle Ferrovie dello Stato, c'è da spolverare la bottiglia migliore. Non solo perché i lavoratori dell'impianto - che si occupa della manutenzione dei treni - avevano fatto scattare, nel marzo scorso, lo stato di agitazione; ma anche perché in molti temevano che Trenitalia avesse in animo un disimpegno dallo storico stabilimento berico, a vantaggio del centro-manutenzioni di Napoli.
Non solo: al destino dell'Ogr è legata un'altra vicenda che tiene col fiato sospeso la città, il caso Wisco. L'Officina sorge nell'area sulla quale - da cinque anni - l'azienda partecipata da Enel e Trenitalia vorrebbe realizzare un impianto per rifiuti speciali, per il quale spera in una autorizzazione regionale che per ora non c'è. Ora che salgono le azioni dell'Ogr, scendono quelle di Wisco? «Non è detto - commenta Massimo D'Angelo, segretario della Filt Cgil - non dobbiamo abbassare la guardia».
D'Angelo, intanto, si tiene strette le «38 assunzioni per l'impianto di Vicenza». Ma senza trionfalismi: «Rientrano nell'accordo nazionale che prevede 50 nuove immissioni. L'accordo risale a qualche tempo fa, ora diventa operativo».
L'Officina Grandi Riparazioni, che sorge dal 1914 nel quartiere dei Ferrovieri, oggi annovera 286 dipendenti. A vario titolo, sono impegnati nelle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dei treni. In particolare, nell'Ogr si riparano gli Etr 500, gli Eurostar che, ammodernati, sono diventati gli ormai celebri Frecciarossa, i treni dell'Alta velocità all'italiana.
«Oltre ai 286 dipendenti - aggiunge D'Angelo - operano all'Arsenale altri 120 lavoratori di cooperative o aziende "esterne", senza contare l'indotto che coinvolge altre 300 unità all'incirca». Per assicurare un futuro a tutti loro, nella primavera scorsa i sindacati avevano proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dell'Officina. Adesso, l'imminente infornata di assunzioni, dovrebbe rasserenare il clima. «Le assunzioni avverranno con selezione pubblica - ricorda D'Angelo -. Al momento è in atto una contrattazione sui turni e le lavorazioni, ma le assunzioni sono dovute, in base all'accordo nazionale».
Dai sindacati fanno sapere che nel 2010 è previsto un aumento del 15% delle ore di lavoro nell'impianto. La prospettiva dà respiro, almeno per un anno, alle attese dei lavoratori. «Resta il fatto che le Ferrovie hanno trasferito alcune lavorazioni nell'impianto di Napoli», ricorda D'Angelo. La guardia resta alta. Anche sul fronte Wisco: «È una vicenda che corre su un binario parallelo - conclude -. Finché la Regione non nega l'autorizzazione, nulla è concluso».M.SC.
Una nuova
zona verde
alle porte
di Debba
Un'area verde di 1500 metri quadrati verrà presto realizzata alle porte di Debba. Partiranno a gennaio infatti i lavori di chiusura dell'avvallamento lungo 400 metri del canale che raccorda la pista ciclabile Casarotto con via dell'Opificio. "Il progetto di forestazione ai ponti di Debba – spiega l'assessore ai lavori pubblici, Ennio Tosetto – è reso possibile da un risparmio di circa 300 mila euro sui lavori fatti l'anno scorso a Carpaneda, dove avevamo realizzato un invaso per ridurre il rischio idrogeologico dovuto alle esondazioni del Dioma e dove avevamo piantato 6 mila alberi. Di quell'intervento quindi, che abbiamo realizzato in collaborazione con il Consorzio di bonifica Riviera Berica, recupereremo non solo il terreno che è stato scavato e che andrà a riempire il canale di Debba, ma anche i soldi avanzati, che in parte serviranno per alzare gli argini del Dioma, in modo da aumentarne la sicurezza, e in parte per la valorizzazione ambientale di Debba, grazie a circa 500 tra alberi e arbusti nella nuova area verde". Il progetto si concluderà in un paio di mesi e vedrà coinvolte Veneto Agricoltura, che fornirà gli e alberi e l'associazione Civiltà del verde, che da tempo aveva sollecitato l'intervento e si è offerta per la semina di fiori. L'assessore Tosetto annuncia inoltre che nel corso della primavera verrà realizzato un viale alberato lungo la pista ciclabile Casarotto a partire da Porta Monte, in modo da creare un collegamento con la nuova area verde di Debba. Contemporaneamente verrà sistemata un'altra zona verde, quella di via Bellini, a ridosso dell'area in cui verrà realizzato il campo scuola per l'insegnamento del codice della strada. "In questi giorni in cui a Copenaghen si parla di abbattimento delle emissioni di anidride carbonica – dichiara Tosetto -, l'amministrazione Variati porta avanti il suo impegno concreto di sistemazione delle aree verdi e di nuove piantumazioni".
Granata
nelle immondizie
vicino allo stadio
Una bomba fra la spazzatura. È questa la segnalazione giunta sabato mattina in questura da un passante, che aveva notato qualcosa di sospetto nell'area ecologica fra viale dello Stadio e via Leoni, davanti alla concessionaria Cavriani.
I poliziotti delle volanti, pochi minuti dopo, hanno trovato il piccolo ordigno, hanno delimitato la zona con il nastro bianco e rosso ed hanno sollecitato l'intervento degli artificieri di Padova.
Si trattava in effetti di una granata da mortaio da 60 millimetri, che era stata abbandonata per terra dietro ad un cassonetto.
Gli artificieri ritengono che fosse da esercitazione: era stata lanciata (mancava la carica), ma non era esplosa. Sarebbe stata caricata con un fumogeno.
La granata, che è di uso bellico ed è utilizzata in questi anni dai paesi Nato, potrebbe provenire sia dalla Ederle che dall'esercito italiano.
L'artificiere l'ha recuperata con la coperta antiesplosiva e provvederà a farla brillare in sicurezza dei prossimi giorni. Gli agenti invece stanno cercando di capire come sia arrivata fra i cassonetti lungo la strada.
Stranieri
al voto
iniziativa
bipartisan
Antonio Trentin
Proporre che gli stranieri residenti da almeno cinque anni e in regola con tutte le carte votino per i loro Comuni, facendo un passo in più sulla strada «da immigrati a cittadini».
Se a Roma, alla Camera, possono pensarla così e firmare insieme Walter Veltroni fu-segretario del Partito democratico e Flavia Perina direttrice del Secolo d'Italia quotidiano di An diventata Pdl, possono benissimo farlo a Vicenza, in sala Bernarda, un paio di consiglieri comunali di sponde opposte che almeno su questo si ritrovano d'accordo.
Sono Giovanni Rolando, capogruppo della Lista Variati da poco tesseratosi col Pd, e Arrigo Abalti, post-aennista del Pdl, consigliere in Comune e capogruppo in Provincia.
Ieri mattina hanno preso carta e penna, e hanno scritto i loro nomi sotto un documento da discutere presto con i colleghi del consiglio.
Hanno scelto di farlo con un'inconsueta dose di solennità «perché questa iniziativa bipartisan è importante anche come risposta agli estremismi xenofobi circolanti».
La cerimonietta davanti ai fotografi e ai giornalisti è stata corredata da una coreografia istituzionale con gonfalone veneto, tricolore nazionale e bandiera blustellata dell'Europa, oltre che da una foto del presidente Giorgio Napolitano affissa per l'occasione nella sala-conferenze del municipio.
[FIRMA]IDEA BIPARTISAN. A Roma sono venti i deputati co-firmatari con Veltroni e la Perina. Tra essi il dipietrista Leoluca Orlando e il centrista e Roberto Rao. Mancano solo i leghisti. A Vicenza Abalti e Rolando aspettano che altri consiglieri si aggiungano.
Si tratta di spingere dal basso, spiegano, «perché anche l'Italia attui la raccomandazione dell'Europarlamento per il voto alle elezioni locali concesso agli immigrati, che l'Unione europea vorrebbe elettori quando risiedono da almeno tre anni».
In Italia si va più lenti. La proposta parlamentare inter-forze dice cinque anni e i due vicentini si adeguano. «Ma l'importante è discuterne e accettare il principio» commenta Rolando. E Abalti, che cinque anni fa sosteneva il suo leader Gianfranco Fini all'esordio della proposta e che oggi dice «non ho cambiato idea», il principio lo specifica così: «Sì ai diritti di cittadinanza per gli stranieri immigrati, partendo dal loro riconoscimento dei doveri dello stare in un comunità che li accoglie».
PERCHÉ IL VOTO. Traducendo, si potrebbero riassumere così i due versanti su cui discutere per arrivare al risultato del voto amministrativo, cioè nelle sole elezioni comunali, concesso agli immigrati.
Primo: chi lavora e paga le tasse, è giusto che abbia anche voce nelle decisioni della sua comunità. Secondo: chi in una comunità è arrivato per trovare e scambiare un beneficio economico, lavoro contro reddito, è giusto che si corresponsabilizzi anche partecipando alla vita politica locale.
Le percentuali delle presenze regolari extra-comunitarie sono del 5,2% nell'Unione europea e del 4,2% in Italia: «La società è meno sicura se ci sono forti minoranze escluse dalla vita istituzionale» dice Rolando, in polemica con gli umori anti-stranieri della Lega nord. «La destra moderna europea - osserva Abalti - sa che deve affrontare con la giusta fermezza, ma anche con l'integrazione istituzionale, le presenze degli immigrati: in Francia, Spagna e Gran Bretagna sanno fare così Sarkozy, Aznar e Cameron».
PRIMI PASSI. Tra il 2003 e il 2004 - ai tempi dello "strappo" di Fini su questa materia e delle iniziative dei Democratici di sinistra in sala Bernarda - nella materia "immigrati & istituzioni" si parlava di qualche concretezza. Ad esempio di un voto delle comunità straniere per esprimere propri rappresentanti in una Consulta. Oppure della presenza di un "consigliere aggiunto" con diritto di parola nei consigli delle Circoscrizioni cittadine.
Oggi si riparte con ancora più prudenza, ma si riparte - conclude Rolando - «perché è importante per la convivenza civica liberare l'immigrazione dalla paura che porta con sè».
Dopo una discussione in consiglio comunale e aspettando che sia la legge nazionale a introdurre il voto amministrativo, per ripartire Abalti si accontenterebbe intanto di «una commissione speciale che si occupi di immigrati a Vicenza e delle cose che contano effettivamente per loro e per noi: case, lavoro, scuole».
Antonio Trentin
Panchine
d'artista
Ne offre
anche Amcps
Un successo. Il bando del concorso "Panchina d'artista 2010", lanciato dell'associazione Amici dei Parchi di Vicenza, presieduta da Luisa Manfredini, e sostenuto dal nostro Giornale, ha raccolto decine di adesioni entusiaste. Da scuole, centri estivi, architetti, perfino studi siciliani. L'idea si deve all'artista Luca Matteazzi (luca-colori@libero.it), che ha voluto una iniziativa per migliorare l'arredo urbano in città ma anche per offrire il destro alla creatività di studenti universitari, di accademie, delle scuole superiori e degli artisti stessi.
La proposta, tutta legata al volontariato, è quella di progettare una panchina da posizionare con altre in un luogo pubblico della città: si era pensato a 21 panchine, tante quante quelle che ci sono al Giardino Salvi, da inventare per colorare e abbellire un parco o un giardino che verrà deciso d'intesa con l'amministrazione comunale. «Siamo stati sommersi di idee, il bando che originariamente si chiudeva il 28 novembre è stato prorogato al 29 gennaio 2010 per consentire a tutti di finire i lavori» riassume Matteazzi.
Entro il 12 febbraio verranno decisi quali progetti verranno realizzati concretamente e gli autori, una volta avvisati, avranno tempo tre mesi per confezionare a loro spese la panchina e poi farla recapitare alla segreteria del premio.
In questo spazio si incunea anche una proposta nata dagli Amici dei parchi e incrociatasi con l'assenso di Amcps di recuperare le vecchie panchine del deposito di parco Querini, almeno una quindicina, che saranno messe a disposizione di chi vorrà riusarle come materia prima. Il premio del concorso sarà l'esposizione della panchina e poi la sua collocazione definitiva in città.
Informazioni allo 0444. 506263, 349. 87192245.
Rifiuti
torna l'ipotesi
inceneritore
Antonio Trentin
Vicenza. Nessun aumento in aggiunta nella tariffa per l'igiene ambientale in città. Si pagherà in più nel 2010, quanto già deciso l'anno scorso (+4,5%), senza rincari diversi da quelli noti. L'assicurazione è dell'assessore Antonio Dalla Pozza, data ieri sera durante la riunione del consiglio comunale, durante una discussione sulle modifiche statutarie in casa Aato, l'Autorità d'ambito ottimale territoriale che si occupa di smaltimento dei rifiuti. Se ipotesi di nuovi aumenti ci sono state, ha spiegato, derivano soltanto da un semplice ragionamento finanziario: «La raccolta e lo smaltimento devono essere interamente pagati dall'utenza. Se dovessero migliorare per l'avvio di novità tecniche o per l'estensione dei servizi, i costi aumenterebbero e bisognerebbe coprirli». In definitiva: l'Amministrazione applicherà interamente (cioè con un +4,5% l'anno prossimo) l'aumento dell'8,8% complessivo della Tariffa di igiene ambientale già votato per il biennio 2009-2010. «Porterò dati e proiezioni all'esame della commissione ambiente - ha spiegato Dalla Pozza - e sono pronto a cambiare idea, se qualcuno troverà la possibilità di evitare la seconda tranche dell'aumento deciso un anno fa. Ma allo stato attuale dei conti, non mi sembra possibile». Ulteriori rincari? Solo se ci fossero incrementi dei servizi, per ora non previsti.
L'occasione tutta tecnica e procedurale delle modifiche statutarie all'Aato - con un "sì" all'unanimità al congegno gestionale concordato tra Provincia e Comuni - è venuta buona per allargare i discorsi al complesso dei temi ecologici legati al problema-immondizie, come hanno fatto in particolare Luigi Volpiana e Sandro Guaiti (Pd) e Raffaele Colombara (Lista Variati). Tema principale, ma di lunga prospettiva: l'opportunità per l'area berica e Vicenza di un inceneritore-termoutilizzatore su cui ha chiesto di discutere senza pregiudizi e su base tecnica il capogruppo democratico Federico Formisano.
INCENERITORE. Luca Balzi (Pd) ha segnalato l'affacciarsi dell'ipotesi di un impianto vicentino nel Piano di assetto territoriale che va in discussione a metà settimana in sala Bernarda. «Sì all'impianto», sostiene Balzi, e se ci sono dubbi si vada a vedere lo ‘stabilimento' di Brescia, ha suggerito riferendosi al tradizionale punto di riferimento positivo dei pro-inceneritore. Perché lì a Brescia si brucia, ricavandone energia, quella massa di rifiuti che anche Claudio Cicero (Impegno a 360°) vorrebbe vedere riutilizzata: «In discarica oggi sotterriamo combustibile». Da Cinzia Bottene (Vicenza libera) è arrivato un "no" al "parliamone..." con cui l'assessore Dalla Pozza ha commentato le posizioni pro-impianto: «Gli inceneritori non sono graditi da nessuno. Invito Balzi a aprire un confronto con i cittadini per sapere come la pensano. Amministrazioni più intelligenti di questa stanno seguendo altre vie». La deputata-capogruppo leghista Manuela Dal Lago ha dichiarato l'opposto: «Si deve spingere per un inceneritore, che comunque non è competenza solo comunale. Dubbi? Si vada a vedere quello di Vienna quasi in centro città, che produce energia e non inquina, o i tanti impianti nelle città della Carinzia».
FAVORI E DUBBI. Pro-termovalorizzatore in linea generale si sono schierati il Pdl con Valerio Sorrentino e l'Udc con Massimo Pecori: «Serve pensarci per non rischiare di finire anche qui nella situazione che si è vista altrove. E comunque occorrerà procedere con molta attenzione e ripetuti controlli». Anche per questo il "parliamone" di Dalla Pozza ha avuto una precisazione: se si ipotizza un grande impianto, si deve prima ben calibrarne le dimensioni e il bacino di raccolta dei rifiuti da incenerire: «Per non dover importare immondizie forestiere».
BOLLETTE. A Maurizio Franzina (Pdl) che raccomandava all'Amministrazione Variati di «evitare aumenti della tariffa rifiuti» e di realizzare piuttosto "efficientamenti e risparmi", Dalla Pozza ha risposto anche con una battuta sugli esiti della disputa di fine 2008-inizio 2009. Quella volta il centrodestra, alla sua prima offensiva da coalizione di minoranza in Comune, aveva mosso contro la giunta Variati un forte ostruzionismo anti-aumenti poi bloccato in consiglio comunale dal centrosinistra in trincea. «Mi ha scritto un utente raccontandomi il suo stupore: l'aumento della bolletta è stato di 2 euro, non dei 200 che poteva pensare in base ai toni della polemica fatta allora dall'opposizione».
Parà Usa fuggono
dopo l'incidente.
Tolta la targa
ma li trovano
Dopo l'incidente si sono allontanati e hanno tolto le targhe dalla macchina, ma si sono dimenticati a bordo i documenti e sono stati così rintracciati. Protagonisti negativi tre-quattro parà della Ederle che sono stati individuati dai carabinieri della Setaf, a loro volta informati dagli agenti della polstrada di Schio, dopo un movimentato episodio avvenuto ieri notte intorno alle 2 in viale della Pace. Le notizie sono molto frammentarie. In base ai primi riscontri una ragazza vicentina alle 2 è rimasta ferita, lievemente, dopo che la sua automobile è stata centrata dalla Ford Fiesta dei ragazzi americani che se la sono svignata. Mentre la giovane veniva soccorsa da un'ambulanza del Suem ed era trasferita al San Bortolo, la Fiesta si allontanava a velocità sostenuta. Alcuni testimoni, comunque, annotavano il numero della targa e all'arrivo degli agenti della polstrada fornivano i dati. Subito dopo i poliziotti, assieme ai colleghi della questura, perlustravano la zona e nel parcheggio del carcere rinvenivano la Fiesta dalla quale nel frattempo erano state tolte le targhe. Ma, poiché i militari statunitensi erano quasi di sicuro su di giri, hanno lasciato all'interno i documenti e pochi minuti dopo gli agenti hanno contattato i carabinieri della Setaf informandoli dell'accaduto. Il guidatore è stato poco dopo identificato e sarà denunciato per omissione di soccorso e lesioni. La Fiesta è stata sequestrata.
Ciclabili antidoto alle Pm10
Via libera
a 5 nuove piste
Vicenza. Pedala che ti passa. In una Vicenza che deve fare i conti con un novembre polveroso come mai, in cui da due settimane i valori di pm10 sono fuori norma senza dare requie ai polmoni, la giunta Variati prova a dare un segnale approvando una scarica di progetti per la costruzione di piste ciclabili.
Sul piatto l'assessore alla mobilità e ai lavori pubblici riesce a servire interventi strutturali per 545 mila euro, con l'obiettivo di raccordare segmenti di ciclabili oggi sconnessi fra loro, ma soprattutto di ricucire il centro storico con i quartieri che orbitano nelle periferie.
Cinque tasselli di un puzzle complesso. Cinque tasselli posizionati a Gogna, S. Lazzaro, Anconetta, S. Bortolo e Laghetto. «Si tratta di progetti per piste semplici e lineari, senza necessità di manovre da parte del ciclista - osserva Tosetto - l'importante, del resto, è che agli automobilisti risulti chiaro che c'è una corsia riservata a cicli e pedoni, magari anche con l'introduzione di dissuasori o di cordoli, ma solo laddove è necessario». Si bada al sodo, ispirandosi ai modelli delle città amiche delle due ruote e della mobilità alternativa, come i centri del Nord Europa.
Strada di Gogna sarà collegata al parco Retrone: 500 metri per un costo di 150 mila euro. Il primo tratto seguirà l'andamento del terreno, mentre l'ultima parte verrà realizzata sulla sommità dell'argine del Retrone fino al collegamento con la futura passerella ciclopedonale sul fiume.
A San Lazzaro con una spesa di 100 mila euro sono previsti altri 400 metri in viale del Mercato Nuovo tra via Farini e via Legione Antonini, che corrispondono al primo stralcio di un progetto più ampio che mira a collegare il quartiere con il centro storico, partendo da viale Crispi, proseguendo su viale S. Lazzaro fino a Porta Nova. Tosetto anticipa la prossima rivoluzione viabilistica nel quartiere del nuovo teatro: l'intenzione dell'amministrazione, ad esempio, è di rendere via Cairoli a senso unico in modo da recuperare lo spazio per una corsia ciclabile.
Via libera anche al terzo stralcio della ciclopista lungo la ferrovia Vicenza-Schio verso Monticello Conte Otto: 260 metri per 150 mila euro. Altri 85 mila euro serviranno a realizzare il secondo stralcio del percorso ciclopedonale compreso tra viale Trento e via Prati, lungo via Goldoni.
Infine in via dei Laghi verrà realizzato un tratto lungo un chilometro e mezzo tra via Lago di Como e via Lago Maggiore per una spesa complessiva di 60 mila euro. G.M.M.
«Quell'incrocio
è maledetto»
Tre botti negli
ultimi tre giorni
È senz'altro non solo uno degli incroci con più incidenti in città, ma nell'intero Vicentino. Il crocevia fra strada delle Cattane e viale del Sole, a Vicenza ovest, è da anni uno dei punti più pericolosi del traffico. Lo confermano gli ultimi tre incidenti avvenuti da martedì a ieri mattina. «Questo incrocio è maledetto - ha detto una degli involontari protagonisti -. Ci passo da anni, finora non mi era mai successo nulla ma sapevo che prima o poi qualcuno mi sarebbe finito addosso con la macchina. Per fortuna non ci siamo fatti male».
Il primo urto è avvenuto all'alba di martedì. Un giovane di Creazzo, su una Toyota Yaris, è entrato in collisione con una Renault Megane condotta da una romena.
Mercoledì mattina il bis: un operaio in scooter è stato urtato a terra dall'Alfa Romeo 156 di un napoletano domiciliato ad Altavilla. L'operaio ha subito lesioni fortunatamente non gravi. Ieri mattina il terzo incidente: un vicentino su una Seat Ibiza si è scontrato con la Fiat Punto condotta da un noventano. Anche in questo caso, feriti lievi. Tutti e tre gli incidenti hanno una dinamica pressoché identica: chi esce da strada Cattane, diretto verso il Biron o verso il centro, entra in collisione con chi procede lungo viale del Sole e che sta passando nonostante sia appena scattato il rosso. In altri casi, restava coinvolto chi doveva svoltare a sinistra. Quando l'incrocio sarà messo in sicurezza?
Manifesto
sul clima per
Vicenza scritto
da Mercalli
Domani, alle 18, nell'Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza, si terrà la presentazione del "Manifesto sul clima per Vicenza", scritto dal meteorologo e climatologo Luca Mercalli appositamente per la nostra città e per inaugurare un percorso ideale che porterà alla seconda edizione della manifestazione "Vie d'Acqua. Vicenza lungo i fiumi" nel giugno 2010. L'incontro è promosso dall'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e da Acque Vicentine.
Oltre a Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana noto al pubblico per la partecipazione al programma televisivo "Che tempo che fa", saranno presenti Daniele Pernigotti, docente universitario ed esperto di cambiamenti climatici, e Carlo Giupponi, direttore della Scuola di dottorato in "Science and Management of Climate Change" di Ca' Foscari di Venezia. L'incontro sarà introdotto dal prof. Gianni Moriani, già consulente scientifico di "Vie d'acqua".
Mercalli presenterà il suo ultimo lavoro editoriale, realizzato con un gruppo di ricercatori italiani indipendenti della Società Meteorologica Italiana onlus e pubblicato per Rizzoli, dal titolo "Che tempo che farà. Breve storia del clima con uno sguardo al futuro".
Il "Manifesto sul clima per Vicenza" - che intende suggerire linee guida ai Comuni del territorio - individua gli assi di intervento da percorrere per scongiurare gli effetti del riscaldamento globale: la diffusione capillare dell'informazione, la valutazione della vulnerabilità dei settori più esposti al cambiamento climatico, la promozione di buone pratiche di efficienza energetica e di un uso efficiente dell'acqua, l'incoraggiamento a pratiche di autoproduzione alimentare e di riduzione e riciclo dei rifiuti. Per "Vie d'Acqua. Vicenza lungo i fiumi", è al lavoro un comitato scientifico: con Mercalli, Antonio Massarutto, Giancarlo Corò , Gianni Moriani, Francesca Lazzari , Paolo Pellizzari, Lorenzo Altissimo.
Polveri oltre
il limite per
12 giorni
di fila
Da dodici giorni consecutivi la qualità dell'aria di Vicenza è scadente. Il valore delle polveri sottili, infatti, in questo lasso di tempo è stato costantemente superiore ai 50 microgrammi per metro cubo, ovvero al limite fissato dalla norma per la protezione della salute. Ieri lo sforamento è stato minimo (la centralina di corso San Felice ha registrato un 52) in altri giorni, invece, è andata peggio, con valori compresi tra 60 e 70. Picco negativo, infine, martedì scorso, con 90.
Il dato diffuso dal Comune non è certo incoraggiante ma, se confrontato con i valori degli anni precedenti, fa sperare in un graduale miglioramento dell'aria in città, probabilmente grazie anche alle misure adottate per limitare la circolazione di veicoli.
Quest'anno il blocco è scattato, per tutti i veicoli euro 0 ed euro 1 e i ciclomotori e motoveicoli a due tempi non catalizzati, lo scorso 16 novembre. Continuerà fino al 18 dicembre per poi riprendere l'11 gennaio, fino al 31 marzo, sempre da lunedì a venerdì.
Quest'anno sono stati superati i limiti "solo" 57 volte anche se non si dovrebbe andare oltre le 35, secondo la norma. Eppure nel 2008 si era arrivati a ben 98 e nel 2007 addirittura a 145. Proprio quest'ultimo anno è stato tra i più critici: tra la fine del 2006 e il gennaio del 2007 l'Arpav ha rilevato 31 giorni consecuitivi fuori legge e con picchi ancora più preoccupanti. Se tra i 50 e i 100 microgrammi per metro cubo, infatti, l'aria si definisce scadente, quando si superano i 100 diventa pessima.
Il monitoraggio da parte dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto sono iniziati nel 2002. Il giorno più inquinato in assoluto è stato nel 2003, quando si è arrivati a quota 243 mentre il più critico di quest'anno è stato lo scorso primo marzo con 195. C.M.
Animalisti
contro i roccoli
Il Tar esamina
il ricorso
Cattura con le reti dei piccoli uccelli canori, utilizzati poi come richiami vivi dai cacciatori: domani il Tar esaminerà il ricorso della Lac (Lega per l'abolizione della caccia).
«Per noi era d'obbligo impugnare la delibera della giunta regionale - ha spiegato il presidente del Veneto Andrea Zanoni - perché consente una delle più vergognose e barbare attività, ovvero l'uccellagione, vietata dalla direttiva comunitaria 409/79/CEE. Attività che nasconde, a mio avviso, una forma legalizzata di maltrattamento degli animali, perché gli uccellini sono tenuti in gabbiette dalle dimensioni così ridotte che non possono nemmeno aprire le ali».
L'azione legale, condotta dall'avvocato Massimo Rizzato di Vicenza, ha quindi l'obiettivo di bloccare quella che viene definita dalla Lac come «una delle delle pratiche più barbare e vergognose autorizzate dalla Regione, perlopiù finanziata con i soldi dei contribuenti».
A questo proposito l'associazione animalista ricorda come lo scorso agosto, su iniziativa dell'assessore Elena Donazzan, da Venezia sia giunta l'autorizzazione dell'uccellagione per la cattura di ben 23 mila uccellini, in 53 roccoli gestiti dalle Province, ventisei dei quali, quasi la metà, proprio a Vicenza.
«In Veneto - conclude la Lac - molti di questi impianti sono stati fatti chiudere dal Corpo forestale dello Stato per gravi atti di bracconaggio, ovvero per la cattura e lo smercio di uccelli protetti o per il contrabbando di uccelli da richiamo venduti in nero. Negli anni ci sono state perquisizioni e addirittura arresti di roccolatori, come per il roccolo Tretto di Vicenza; a Treviso due anni fa sono stati inquisiti due dipendenti dell'ufficio caccia e denunciate 16 persone per le attività illegali nei roccoli; a Verona, a Vicenza e a Venezia in passato sono stati chiusi una decina di roccoli per gravi illegalità ed è capitato che alcuni roccolatori avessero in frigo centinaia di uccellini morti».
Laghetto,
ecco le ruspe
Al via 60
nuovi alloggi
Gian Marco Mancassola
Scatta il cantiere per le nuove case popolari di Laghetto. Più o meno sessanta appartamenti destinati alle famiglie in difficoltà economiche. Si sblocca così un'operazione rimasta congelata per sette anni, tra zuffe politiche e guai urbanistici. In tempi di vacche magre è un'autentica boccata d'ossigeno per l'emergenza casa, che a Vicenza mette in fila oltre 800 famiglie, in lista d'attesa per l'assegnazione di un alloggio Erp, l'edilizia residenziale pubblica.
IL FINANZIAMENTO. L'operazione è resa possibile grazie a un finanziamento regionale di 5,3 milioni di euro. Fino al 2007 il contributo regionale, stanziato nell'ambito del piano "20 mila alloggi in affitto", ammontava a 8,5 milioni di euro, ma le numerose scadenze fissate da Venezia non sono state rispettate, finendo per perdere per strada oltre 3 milioni di euro.
«Questa Amministrazione - riepiloga una nota dell'assessorato agli interventi sociali - riscontrando la concreta realtà di perdere i finanziamenti per il mancato avvio dei lavori, ha deciso una diversa rilocalizzazione degli interventi, con una spalmatura nel territorio degli interventi finanziati, salvando parte dei finanziamenti, anche se ridotti a 5 milioni 280 mila euro per la realizzazione di 151 alloggi». All'inizio del 2009, infatti, si è scelto di suddividere l'intervento tra Laghetto e via Farini.
IL PROGRAMMA. La giunta ha preso atto della "rilocalizzazione dei finanziamenti destinati alla locazione e cessione a canone o prezzo convenzionato". La prima tranche di lavori deve avere inizio - come deliberato dalla giunta - entro il 30 novembre a Laghetto, in via Bartolomeo da Breganze, nell'ambito dell'ex Pp10, su terreni in parte di proprietà del Comune e in parte di proprietà dell'Ipab, per una volumetria di 15 mila metri cubi. La ditta che si occuperò del cantiere è la Gecove Srl. All'area di Laghetto sono assegnati 2,4 milioni di euro.
IN VIA FARINI. Per uscire dall'impasse e per non caricare tutto il programma di interventi in un'unica zona della città, la giunta Variati ha proposto al consiglio comunale, ottenendo il semaforo verde, la suddivisione degli interventi in due tranche. Oltre a Laghetto, l'altra zona individuata è in zona Mercato Nuovo, nell'ambito di via Farini. Questa seconda tranche di interventi dovrà avere inizio entro il 30 giugno 2010. Le ditte che cureranno i cantieri sono la Gecove Srl, la Piller Pulcher Sas e la Sarmar Spa.
A via Farini sono stati assegnati finanziamenti per 3,9 milioni di euro. Questa seconda parte si svilupperà tutta su una superficie di proprietà comunale per una volumetria di 28.500 metri cubi su un totale di 43.480.
Polveri, fuori
da 8 giorni
Sconti
per gli autobus
Chiara Roverotto
Allarme inquinamento in città. Da più di otto giorni le polveri hanno superato di almeno 25 microgrammi al metro cubo il limite fissato a 50. Certo, le condizioni atmosferiche non aiutano, ma il problema si ripresenta tutti gli anni. Ora, le disposizioni sono cambiate, altrimenti ci sarebbero le condizioni per bloccare il traffico.
MISURE. L'assessore all'Ambiente, Marco Antonio Dalla Pozza da lunedì scorso ha vietato la circolazione ai veicoli Euro 0 ed Euro1 in alcune fasce orarie ( fino al 18 dicembre e dall'11 gennaio dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18) e a partire da gennaio entreranno nel provvedimento, per un solo pomeriggio alla settimana ( mercoledì dalle 15 alle 18) , anche gli Euro 2. Se in sette giorni sono state elevate 6 contravvenzioni, questo la dice lunga sulla politica scelta dall'Amministrazione che non vuol essere solo repressiva, ma anche propositiva.
INIZIATIVE. Da lunedì prossimo, 23 novembre, saranno previsti sconti per l'utilizzo dei bus Aim per i possessori dei vericoli sottoposti a divieto. «In questa campagna- spiega l'assessore- ci metto la faccia visto che nei manifesti che pubblicheremo c'è la mia immagine, anche se stilizzata -. Ma oltre ad una paletta in mano lancio un messaggio positivo per sensibilizzare i cittadini ad usare i mezzi pubblici e contribuendo così a rendere una città più vivibile attraverso il contenimento dell'inquinamento». PROCEDURE. E' sufficiente che un cittadino, che possiede un'auto che rientra nel blocco, si presenti negli sportelli commerciali di Aim in via Fusinieri o nella stazione delle Ftv per compilare un modulo prestampato relativo alla classificazione alla proprietà del veicolo, nonchè allo stato di famiglia per accedere agli sconti riservati ai nuclei familiari e, infine, un certificato di residenza.
SCONTI. Un carnet di dieci biglietti di andata e ritorno al costo di 12 euro anzichè 24 . «E evidente- ha precisato Giampaolo Rossi, direttore del settore mobilità di Aim- che in questo modo sarà gratuito il viaggio di ritorno. Senza contare che i biglietti con la scontistica valgono su tutto il territorio urbano». Interessante anche il biglietto settimanale che passa da 15 euro e 60 centesimi a 11 euro e sarà valido anche la domenica. Promozione anche per i biglietti giornalieri che, per un viaggiatore, passano da 5 euro e 10 centesimi a 4,50. Inoltre il genitore singolo che viaggia assieme ai propri figli paga un solo biglietto da 5,10 euro. Infine un nucleo familiare i cui componenti viaggiano tutti assieme pagheranno un solo biglietto da 7 euro. È prevista anche una sorta di carta famiglia per il centro bus e costerà 2 euro. Sarà compreso il viaggio di andata e ritorno per tutti i componenti con un sensibile risparmio rispetto ai 2, 40 per una persona e 3,60 centesimi per due.
Basterà che sul cruscotto dell'auto parcheggiata nelle aree di interscambio sia in bella mostra l'autocertificazione.
Raid di furti,
paura per
la Bmw nera
Da un paio di giorni la banda della Bmw nera sta seminando paura in molte località del Vicentino. Una gang di malviventi è stata infatti segnalata in parecchi Comuni e ieri, nonostante i carabinieri avessero attuato un servizio di controllo mirati, i ladri sono riusciti a farla franca dopo aver passato al setaccio numerose abitazioni. Non in tutte hanno rubato: in alcune si sono limitati, per così dire, a dare un'occhiata. Parecchi testimoni hanno visto scendere due persone, saltare le recinzioni dei giardini e, con la pila, controllare se c'era gente in casa. Quindi, incuranti del fatto di farsi notare, se la casa era abitata sono stati visti scappare in velocità.
La banda, sia mercoledì che ieri, è entrata in azione all'imbrunire, fra le 17 e le 18. Ieri ha preso di mira in particolare via Mascagni ad Altavilla, dove sono stati colpiti almeno una mezza dozzina di appartamenti: fra gli altri, quelli delle famiglie Mascarello e Soldà, ma anche la famiglia Ferrari di via Pellico, e i Maltauro di via Martiri delle Foibe. Uno stillicidio di vittime che hanno chiesto l'intervento dei carabinieri della stazione e del radiomobile per i sopralluoghi. I bottini variano da qualche centinaio di euro ad oggetti d'oro e carte di credito; ma in tutte le famiglie visitate dà più fastidio la violazione del domicilio. Al civico 50, sempre di via Mascagni, i ladri sarebbero tornati per la quarta volta in pochi mesi. Un incubo. E la Bmw nera - modello 330 secondo alcuni testimoni, M3 secondo altri, in ogni caso rubata - è stata vista anche a Sarmego di Grumolo, con i banditi scappati da una casa in via Rossi, e a Grisignano, dove i ladri hanno tentato il furto a casa della famiglia Ghiotto in via De Gasperi. Difficile capire se si tratti sempre della stessa banda e della stessa macchina, segnalata mercoledì anche a Limena, oltre che in città, nella zona di strada della Commenda.
Carabinieri e polizia stanno dando la caccia alla gang, al momento senza risultati poiché troppi sono gli obiettivi da controllare. Dalla compagnia di Vicenza giunge però un appello: chiunque veda quei modelli d'auto allerti il 112. D. N.
Comune, stop
alle "antenne
selvagge"
in città
Gian Marco Mancassola
Stop & go. Pausa e ripartenza. Il documento di maggior peso del quinquennio è stato ritirato ieri dal sindaco Achille Variati e sarà ripresentato, rivisto e corretto, questa mattina per una nuova adozione in giunta. Nel giro dell'oca di palazzo Trissino, il Pat riparte dalla casella di avvio, augurandosi che i dadi snocciolino i numeri per bruciare le tappe e votare in consiglio comunale nei primi giorni di dicembre. Troppe le correzioni richieste dalla Regione, che copianifica il documento con il Comune, e troppi gli emendamenti maturati nel ventre della maggioranza: meglio porre il vascello del Piano di assetto del territorio al riparo da tsunami dell'ultima ora in sala Bernarda.
ANTENNA SELVAGGIA. Tra le novità più rilevanti, nella nuova versione della delibera vengono introdotte norme più restrittive per la gestione delle antenne per la telefonia mobile e degli elettrodotti. Il Pat, in altre parole, offre l'occasione per perimetrare lo sviluppo delle cosiddette stazioni radiobase, che a Vicenza hanno raggiunto quote record con l'ondata di nuove installazione collegate alla tecnologia Umts. I registri comunali ne contano attualmente 152 issate in 123 siti. L'obiettivo, allora, è scacciare le ombre di "antenna selvaggia". Nel Pat entrano quindi nuove linee guida: per gli impianti radio base si prevede l'elaborazione di un piano di localizzazione, vale a dire di un regolamento per l'individuazione dei siti, con preferenza per quelli di proprietà comunale e con l'individuazione delle categorie di edifici e di aree sensibili nelle quali vietare l'installazione.
Potrebbe assomigliare a quella variante di tutela dei siti più delicati, come scuole, ospedale e case di riposo, vagheggiata dal centrosinistra quand'era opposizione.
ELETTRODOTTI. Lente di ingrandimento puntata anche sugli elettrodotti e sui campi elettromagnetici generati in prossimità di quartieri residenziali. In città esistono due linee oltre i 130 kilovolt: una in zona industriale ovest e l'altra a Vicenza est. «In tema di elettrodotti - prosegue Variati - inseriamo alcune linee guida per il piano degli interventi che vietano, in presenza di livelli di campo elettromagnetico superiori ai limiti di legge, la costruzione di edifici dove si stia per più di quattro ore. Non sarà inoltre consentita nuova edificazione a meno di 150 metri da cavi aerei con tensione superiore a 100 kilovolt, mentre nuovi cavi di questa portata dovranno essere altrettanto lontani dalle abitazioni. In caso di cavi interrati in prossimità di aree dove le persone stanno per più di quattro ore, dovranno essere garantiti adeguati posizionamenti e schermature, per annullare l'interazione elettromagnetica».
Variati conferma inoltre l'eliminazione dalla cartografia e dalle norme tecniche delle localizzazioni dei cinque microcampi nomadi. Martedì il parere in commissione, poi tocca al Consiglio.
Ex Borghesi,
università
pronta
tra un anno
Chiara Roverotto
Vicenza. Un plastico bianco con cubature che si muovono, alberi, spazi che dovrebbero diventare verdi, parcheggi interrati, scivoli in erba. Ponteggi futuri per collegare un blocco all'altro. Slide proiettate sulle pareti, concezioni architettoniche spiegate da Flavio Albanese.
Una scelta illustrata, esposta per creare un campus in grado di vivere dentro la città. Non in uno spazio proprio. Ma in grado di fondersi con altre realtà, o meglio con le altre sedi universitarie: S. Nicola e viale Margherita, dove da pochi mesi, si sono trasferiti i 1.500 iscritti di economia. Un plastico per far capire che cosa accadrà all'interno dell'ex caserma Borghesi, scelta come futura sede per la facoltà di Sicurezza degli alimenti, più di 500 iscritti, dopo aver scartato Monte Berico e il seminario vescovile.
UNA SCELTA CORAGGIOSA. L'ha puntualizzato il presidente della Fondazione, Silvio Fortuna (con lui ieri per gli enti pubblici c'erano il presidente della Provincia Attilio Schneck, l'assessore all'edilizia scolastica Nereo Galvanin, il segretario generale della camera di Commercio Giuliano Campanella e l'assessore comunale Tommaso Ruggeri). «C'è stata una positiva sinergia tra amministazioni - ha ribadito Fortuna - che ha consentito di arrivare all'acquisto, alla riclassificazione da zona militare a universitaria, alla produzione di tutti i pareri in tempi rapidissimi, compresi quelli della Soprintendenza alla quale dovremo chiedere di rivalutare l'importanza della facciata e di alcuni edifici a lato».
PRIMO STRALCIO. «La nuova sede occupa la parte orientale dell'area retrostante l'edificio storico dell'ex Borghesi. Il nuovo padiglione, dopo la demolizione dell'esistente, si sviluppa in altezza su tre livelli con un orientamento est-ovest per favorire l'illuminazione. Al primo livello ci sarà la mensa: 800 posti, bar e cucine. Al secondo piano aule, studi e biblioteca. Al terzo uffici e laboratori per studenti e docenti. Nella prima fase lo spazio davanti al nuovo padiglione viene lasciato a verde e sotto verrà ricavato un parcheggio in cui troveranno posto 145 autovetture.
FINANZIAMENTI. «Ci vorranno tre milioni di euro - hanno sottolineato Galvanin e Schneck - e proprio ieri abbiamo ricevuto un fax della Fondazione Cariverona che contribuisce con 700 mila euro e contiamo di averne altrettanti dalla Regione. Gli altri resteranno a carico della Fondazione universitaria, che ha già acceso un mutuo, e degli altri enti che la compongono».
MATERIALI. Tutti ecocompatibili e in linea con un edilizia che punta al risparmio per mettere in luce concetti strutturali per pannelli fotovoltaici e altri ritrovati. Flavio Albanese al riguardo è stato chiaro: «Pavimenti in cemento lucido e ogni metro quadrato verrà a costare 700 euro».
TEMPI. Il progetto verrà approvato entro la fine del mese dal Comune, poi la Fondazione proporrà una licitazione privata e in 360 giorni il primo stralcio dovrebbe essere concluso, quindi entro gennaio 2011.
SECONDO STRALCIO. Il progetto ipotizza un ampliamento della disponibilità dei volumi con altri due blocchi. Il collegamento tra i padiglioni è pensato in maglia d'acciaio con ascensori e rampe. Quello intermedio tra i padiglioni sarà garantito da un sistema di passaggi aerei coperti. Per le aree più piccole si ipotizza una riqualificazione per trasformarli in un punto di ristoro e conference hall.
Gli istituti
dovranno
pagarsi
la vigilanza
Anna Madron
Vicenza. Per i presidi delle superiori la notizia non è delle migliori. Una lettera inviata dall'Amministrazione provinciale alle scuole informa che il contratto con la ditta di vigilanza, nella fattispecie "Rangers", non verrà più rinnovato oltre che stipulato dalla Provincia, ma saranno i singoli istituti a scegliere e firmare un accordo con la ditta che ritengono possa garantire la copertura più adatta alle loro esigenze.
Fin qui tutto bene, se non fosse che anche il costo del servizio, evidentemente per esigenze di chiusura di bilancio, non sarà più a carico della Provincia, ma delle scuole. Questo almeno per gli ultimi tre mesi dell'anno, dall'1 ottobre scorso, data di cessazione del contratto con i "Rangers", fino al prossimo 31 dicembre.
Ogni scuola dovrà insomma attingere ai propri fondi per mantenere, se lo desidera, un servizio di vigilanza con allarme antintrusione per sventare furti e vandalismi. A dire il vero, nella lettera della Provincia il tasto della spesa non viene toccato in modo esplicito; mentre viene chiarito che, nel caso la scelta delle scuole cadesse sui "Rangers", il costo del servizio sarebbe di 50 euro mensili per ogni collegamento radio: prezzo competitivo perchè, essendo i collegamenti già installati e operativi nella maggior parte degli stabili, non vi sarebbero i costi della reinstallazione nè della fornitura di nuovi ponti radio.
Viene inoltre precisato che il servizio manutenzione (non compreso in quello di vigilanza) resterà a carico della Provincia; ma questo non è bastato a spegnere i malumori dei dirigenti, costretti a far funzionare le scuole in regime di risparmi esasperati.
«I tempi sono critici - sottolinea Vanna Santi, preside del "Montagna", delegata dai colleghi a farsi portavoce del disagio - Finora non abbiamo visto un centesimo per l'ordinario funzionamento delle scuole, e in questa situazione anche la spesa per i vigilantes può effettivamente diventare un problema. Il personale diminuisce, le risorse sono state tagliate: di fronte a questo siamo facilmente turbabili oltre che preoccupati. Chiederemo alla Provincia, che non intendiamo considerare come controparte, di aprire un dialogo per risolvere insieme le varie problematiche che accomunano gli istituti superiori».
Per quanto riguarda la vigilanza, l'assessore all'edilizia scolastica Nereo Galvanin assicura che, viste le esigenze diverse delle scuole, «sono cambiate solo le modalità operative, ma non la sostanza: gli istituti sceglieranno la ditta più consona e si accolleranno l'onere sino a fine anno; dopodichè la spesa documentata verrà rimborsata attraverso il fondo annuale (attualmente 160 mila euro per le piccole manutenzioni e 150 mila euro per l'antincendio), che viene stanziato dalla Provincia e che verrà adeguato per il 2010».
Da parte dei dirigenti le perplessità però rimangono e sono legate al fatto che il fondo erogato dalla Provincia non sarebbe sufficiente a dare una risposta, vigilanza compresa, a tutti i 41 istituti superiori del Vicentino. I quali hanno guardato con diffidenza anche alla notizia recente della "tassazione" delle macchinette che erogano bevande calde all'interno delle scuole.
«Non si tratta di una tassa - chiarisce Galvanin - ma di un rimborso dei costi di elettricità e acqua, che la Provincia in quanto proprietaria degli stabili paga. Come ente pubblico abbiamo l'obbligo di recuperare tali costi, che non sono a carico delle scuole, ma di chi fornisce le macchine».
Da oggi parte
il blocco
dei veicoli
Euro 0 e 1
Lotta all'inquinamento atmosferico: da oggi, 16 novembre, scatta il blocco infrasettimanale per i mezzi più inquinanti. Lo stop alla circolazione riguarda gli Euro 0 e gli Euro 1 e i ciclomotori e motoveicoli a due tempi non catalizzati, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Il divieto è in vigore fino a venerdì 18 dicembre.
Dopo la pausa natalizia, lo stop riprende con gli stessi orari da lunedì 11 gennaio fino a venerdì 31 marzo. Con una novità: da gennaio ogni mercoledì pomeriggio, dalle 15 alle 18, la circolazione sarà vietata anche agli autoveicoli Euro 2 diesel.
Il divieto vale per il centro e per buona parte dei quartieri di San Pio X, Stanga, San Francesco, Laghetto, Villaggio del Sole e San Lazzaro, ai quali si aggiungono per la prima volta anche le zone dei Pomari e del Mercato Nuovo, per una superficie di territorio pari al 51 % di quello cittadino dove risiedono 77 mila vicentini.
I provvedimenti interesseranno circa 25 mila veicoli che gravitano sulla città, secondo le stime del Comune.
Le limitazioni stabilite nel territorio comunale sono comunque mitigate da deroghe, tra le quali il permesso di circolazione anche su auto inquinanti per chi ha più di 65 anni, per chi accompagna o va a prendere i bambini a scuola (fino alle medie), per chi adotta il car pooling (3 persone a bordo della stessa auto), per i disabili, per chi assiste ammalati, per chi va in stazione.
Chi non rispetta il divieto è soggetto a una sanzione di 78 euro.
L'ordinanza che fissa le limitazioni alla circolazione quest'anno dispone anche di non riscaldare, tra oggi e il 31 marzo, garage, cantine, scale e ripostigli e ordina ai privati di non utilizzare, da lunedì a venerdì, i soffiatori per la pulizia delle superfici asfaltate o lastricate.
La violazione di queste due disposizioni è punita con una sanzione amministrativa da 25 a 150 euro.
Abbandono
dei rifiuti
«Sanzioni
più pesanti»
Claudia Milani
Il clou si raggiunge durante il fine settimana. Due giorni di riposo che diventano un'occasione per svuotare cantine e scantinati, liberandosi di ciò che non serve più. Al lunedì mattina i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lungo le strade e soprattutto vicino ai cassonetti, c'è di tutto: vecchi televisori, pneumatici, frigoriferi, persino materassi.
Un fenomeno d'inciviltà inarrestabile che ha spinto il consigliere comunale del Pd Sandro Guaiti a presentare un'interpellanza. «Nonostante l'impegno dell'assessore all'ambiente - si legge nel testo - è ancora frequente il brutto spettacolo dei rifiuti ingombranti abbandonati ovunque». Quattro, a questo proposito, i suggerimenti avanzati: organizzare una campagna informativa rivolta ai cittadini; fornire indicazioni sul servizio gratuito degli ecocentri; studiare la possibilità di dare il via alla raccolta a domicilio per i materiali ingombranti per tutte le persone, soprattutto se anziane, che non sono in grado di recarsi alle riciclerie ed inasprire le contravvenzioni amministrative.
Una strada, quest'ultima, che l'assessore Antonio Marco Dalla Pozza conferma di voler percorrere: «Attualmente le sanzioni previste non superano i 50 euro ma contiamo che, in futuro, potranno essere applicate multe più salate». «Non è l'unica azione intrapresa - aggiunge - il mese scorso abbiamo dato il via da una serie di controlli nelle zone più a rischio e i verbali staccati dagli agenti di polizia municipale in borghese sono stati almeno una decina. Naturalmente continueremo anche in futuro. Sono convinto che la paura di una sanzione abbia un effetto ben più deterrente di una campagna di sensibilizzazione. La progressiva rimozione dei cassontetti, poi, potrà giocare a nostro favore perché è soprattutto nelle isole ecologiche che i rifiuti si accumulano».
«Per quanto riguarda gli ingombranti - spiegano poi da Aim - l'offerta di servizio è ampia: i cittadini hanno sia la possibilità del ritiro a domicilio sia l'opportunità di conferire negli appositi ecocentri, definiti riciclerie».Il servizio prevede il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti (telefonando allo 0444/511562) per un massimo di cinque pezzi ed una frequenza massima trimestrale. «Le due riciclerie attive da tempo a Vicenza, la ovest (via delle Fornaci - 0444/560507) e la nord (via Silvio De Faveri - 0444/514649) rappresentano un nodo fondamentale nel sistema di gestione dei rifiuti urbani per la possibilità di indirizzare al recupero diverse tipologie di rifiuti. - aggiungono - Ad esse si è aggiunta la struttura a sud, aperta lo scorso giugno in via Venier (0444/240803). Possono essere conferite fino a 26 tipologie di rifiuti diversi, avendo certezza che oltre il 90% di ciò che entra, esce differenziato. La ricicleria ovest tratta quasi 4.000 tonnellate all'anno, mentre la ricicleria nord ha superato le 2.500 tonnellate all'anno per un totale di 6.500 tonnellate trattate nel 2008, contribuendo per il 18% al totale dei rifiuti differenziati».
Scomparso
a Rubano.
Chi l'ha visto?
a Rubano.
Chi l'ha visto?
Rubano. È scomparso mercoledì scorso a Rubano, in provincia di Padova, e fino a ieri sera non era ancora stato rintracciato dai familiari che lo stanno cercando con grande apprensione. Emilio Perizzolo non dà più notizie di sè da due giorni e vane, finora, sono state le ricerche.
A diffondere questa immagine (a destra) sono stati proprio i familiari che sono in ansia. Nel denunciare la scomparsa del congiunto ai carabinieri, che hanno diramato l'allarme a tutte le forze dell'ordine, hanno riferito che Perizzolo è sparito a Rubano.
L'ultima volta che è stato visto era a bordo di una Opel Astra station wagon grigia. La famiglia prega tutti coloro che lo avessero visto nelle ultime ore di mettersi in contatto con i carabinieri.
Ecco come
la Provincia
cambia licei
e tecnici
Anna Madron
Sparisce la figura del vecchio ragioniere, si affermano con forza gli indirizzi turistici, arriva un liceo musicale dove lo studio degli strumenti fa la parte del leone. È una prima bozza non definitiva dei nuovi indirizzi di scuola superiore così come è stata concepita dalla Provincia che nelle prossime settimane dovrà deliberare in merito per poi inviare il tutto alla Regione che entro il 31 dicembre dovrà pronunciarsi sulle scelte effettuate.
Dalle tabelle - che l'assessore provinciale all'Istruzione Morena Martini tiene a precisare essere provvisorie - emergono i cambiamenti su cui si sta ancora discutendo e che in ogni caso prenderanno forma e sostanza a partire da settembre 2010 quando entrerà in vigore anche per le superiori la riforma Gelmini. Una riforma che prevede nuovi corsi di studio che in qualche caso sono stati chiesti ma non ottenuti dagli istituti scolastici vicentini. Il Fogazzaro, ad esempio, stando allo schema attuale non vedrebbe soddisfatta la richiesta di un liceo coreutico, contando in compenso sul liceo delle scienze umane, il linguistico e lo scientifico con la possibilità quindi di mantenere lo scientifico tecnologico in base ad una prevista opzione che consente di giocare sulla flessibilità oraria.
Il liceo Pigafetta terrà invece a battesimo il nuovo liceo musicale (pare ne vengano concessi solo due per ogni regione) che andrebbe a sostituire l'attuale sperimentazione musicale nata dalle costole del liceo linguistico a cui somiglia un po' troppo.
Tra le novità contemplate dalla Provincia anche l'indirizzo di Trasporti e logistica che andrebbe ad arricchire l'offerta formativa dell'istituto industriale Rossi affiancandosi ad altri tre corsi: Meccanica, meccatronica ed energia; Elettronica ed elettrotecnica; Informatica e telecomunicazioni.
C'è poi un indirizzo che ha subito un vero e proprio assalto da parte delle scuole non solo della città ma anche della provincia ed è il turistico, corso che evidentemente in questi anni ha visto lievitare consensi ed iscritti e che è stato confermato al Piovene e richiesto a gran voce sia dal tecnico commerciale Fusinieri che dal professionale Da Schio, istituti che la Provincia sulla carta avrebbe per ora accontentato. In questo modo i turistici in città salirebbero a tre, numero che giustificherebbe l'ipotesi sempre più concreta di un probabile accorpamento tra Fusinieri e Piovene.
Sempre in tema di doppioni fa discutere anche la presenza di un liceo artistico (l'ex Martini) che fa capo ai geometri Canova e di un altro indirizzo di liceo artistico, con sbocco in arti figurative, che la Provincia accorderebbe invece al tecnico Boscardin che ne ha avanzato la richiesta. Per quanto riguarda invece il professionale Montagna, che avrà la nuova denominazione di istituto per le produzioni industriali e artigianali, la Provincia sembrerebbe acconsentire ad un indirizzo tecnico di grafica e comunicazioni, mentre un corso di servizi di enogastronomia e ospitalità alberghiera potrebbe vedere la luce al Da Schio, probabile futura sede staccata dell'Artusi di Recoaro.
Screening gratuiti
contro il diabete
Aderiscono
224 farmacie
Chiara Roverotto
Il diabete, questo sconosciuto. Molti lo ignorano, altri non ne riconoscono i sintomi. Parecchi non se ne preoccupano. Eppure, può diventare una malattia invalidante: provoca cecità, può essere correlata a problemi cardiaci, oppure di deambulazione, naturalmente negli stadi più gravi.
E allora meglio puntare sulla prevenzione: ed è quanto hanno fatto 224 farmacie aderenti a Federfarma della provincia che, in corrispondenza della Giornata mondiale contro il diabete, a partire da sabato 14 fino al 28 novembre, hanno organizzato una campagna di educazione: "Progetto diabete 2009".
In sostanza, in questo periodo, ogni cittadino potrà sottoporsi ad un semplice test e, contemporaneamente, farsi misurare la pressione e valutare il livello di glicemia nel sangue. L'obiettivo della campagna - presentata ieri in Provincia dall'assessore Maria Nives Stevan e dai rappresentanti delle quattro Ulss del territorio - è quello di richiamare più cittadini possibile a sottoporsi ai coltrolli. «È fondamentale verificare - ha precisato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma - che i valori siano a posto e non alterati. E se così non fosse si consiglierà all'utente di rivolgersi al proprio medico di base per ulteriori approfondimenti clinici». Nella precedente campagna del 2006 furono 9 mila i vicentini che si sottoposero ai controlli e allora 180 risultarono "portatori inconsapevoli", in sostanza non sapevano di essere a rischio diabete. E i numeri che il direttore generale dell'Ulss 6 ha presentato sono destinati a salire: 15 mila solo nell'Ulss 6 su tutti gli assistiti.
«Sono mezzo milione - ha ricordato Francesco Calcaterra, responsabile del reparto di diabetologia dell'Ulss 4 - coloro che nel Veneto hanno contratto il diabete oppure sono a rischio e non lo sanno».
Per questo diventa importante uno screening su quella che viene definita "malattia del benessere" che dipende spesso da uno stile di vita scorretto e da un'alimentazione poco controllata, infatti il diabete è spesso subdolo perché asintomatico. «Questa campagna - ha sintetizzato il dg Alessandri - è importante per i messaggi che lancia. Una sinergia tra medici del territorio, strutture sanitarie e farmacie che debbono tornare ad essere presidi della salute e non supermercati alimentari. Senza dimenticare che la prevenzione aiuta a diminuire i costi della spesa sanitaria». A fine febbraio saranno resi noti i risultati della campagna di prevenzione.
«E soprattutto - ha sottolineato Paolo Belluco del comitato scientifico di Federfarma con Vittorino Molini Ballici ed Enrico Pietrogrande - sapremo anche l'esito delle visite che verranno eseguite dai medici di base visto che la Sigm (Società italiana di medicina generale) aderisce all'iniziativa che durerà per ben due settimane».
In ottobre scende
la Cig in Veneto
A Vicenza cresce
840 mila ore in meno di settembre, pari a un -9%. Questo è il dato più eclatante della Cig di ottobre relativamente alle ore autorizzate dall'Inps. Se però guardiamo a Vicenza, scopriamo che nello stesso mese la provincia berica è tra le quattro dove le ore di Cig autorizzate nel mese di ottobre crescono (poco meno di 700 mila ore) rispetto a settembre, segnando la punta massima dell'anno.
Come si è costruito questo record negativo per il Vicentino? In primo luogo da una sostanziosa crescita della Cig straordinaria (da 1.088 mila a 1.720 mila ore) dove però sono state conteggiate anche le ore di Cig in deroga mentre la Cig ordinaria è sostanzialmente stabile, e sottolineando che in questo contro entrano anche le ore di Cig usate nei contratti di solidarietà, particolarmente diffusi nel Sistema moda vicentino. Morale della favola, con i 2,9 milioni di ore autorizzate in ottobre, la provincia di Vicenza arriva a quota 14,18 milioni di ore nei primi 10 mesi dell'anno, contro i 3,3 milioni del 2008.
L'analisi realizzata dalla Cisl del Veneto conferma che le ore di Cig autorizzate a ottobre si riducono nella metalmeccanica, nelle costruzioni e nella chimica e affini, mentre crescono nel sistema moda e nel legno. Fuori dalla crisi rimane l'agroalimentare. Nelle province del Veneto la Cig di ottobre, rispetto al mese precedente, le ore di Cig crescono più o meno sensibilmente in tre (Belluno, Vicenza e Verona), calano molto a Padova e Treviso.
«Se la riduzione delle ore di Cig corrisponde ad una ripresa del lavoro, il dato di ottobre è un buon segnale- commenta Franca Porto, segretaria della Cisl veneta-. Siamo però ben lontani dall'uscita del tunnel della crisi. Per tutelare l'occupazione avremo bisogno di usare, per ancora molto tempo, tutti gli ammortizzatori sociali, compresi quelli in deroga. Sotto questo profilo il tavolo di concertazione regionale funziona bene e la Regione Veneto continua a farsi parte attiva. Servono però risposte e soluzioni da parte del governo sia nella messa a disposizione di risorse per pagare gli ammortizzatori e per ampliarne l' estensione».
Variati
«Campus
internazionale
nella base Usa»
Vicenza. Il sindaco Achille Variati nell'accogliere ieri mattina a palazzo Trissino la staffetta della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza, ha rivelato: «Ho un grande sogno da condividere con voi: un immenso campus internazionale al posto del Dal Molin, un luogo dove possano crescere assieme giovani di tutto il mondo, uniti dalla pace e dalla fratellanza, al posto delle armi e delle divise militari. Non so se quelli della mia generazione faranno in tempo a vederlo, ma ho la netta sensazione che potrà essere una gioia riservata a quanti arriveranno dopo di noi. La questione Dal Molin, tirando la città per i capelli dentro le contraddizioni della Storia, ha sortito comunque l'effetto di risvegliare Vicenza dal un certo qual torpore, ideale e intellettuale, provato negli anni precedenti. Vicenza Città della Pace, civilmente contrapposta alla nuova installazione militare americana, è diventata un simbolo così vivo e catalizzante da attrarre inevitabilmente la Marcia della Pace».
Uno degli organizzatori, l'inglese Tony Robinson, nel consegnare a Variati la Carta per un Mondo senza più violenze firmata da vari Nobel per la Pace, ha ricordato «la violenza di un'economia planetaria che concorre a isolare nella fame e nell'indigenza l'80% della popolazione mondiale». L'incontro tra il primo cittadino e i marciatori della pace ha esaurito la partecipazione istituzionale locale alla giornata. Infatti, contrariamente a quanto annunciato dal programma della Marcia, il primo cittadino non era in piazzale della Vittoria. Nè c'era il suo abituale sostituto in occasioni simili, l'assessore alla Pace Giovanni Giuliari. Che però ha inviato un messaggio di ringraziamento all'arcipelago nonviolento vicentino G.M.MAS.
Influenza.
La Regione
«Vacanze
anticipate»
Franco Pepe
Vacanze di Natale più lunghe per gli studenti vicentini e veneti. A casa forse dal 13 dicembre. Il viceministro Ferruccio Fazio, che per primo aveva prospettato questa possibilità, ora tranquillizza tutti.
Il virus dell'influenza A - dice - è dieci volte meno aggressivo dell'influenza stagionale. È tutto sotto controllo. Ma l'assessore regionale alla sanità Sandro Sandri, che ha appena partecipato a Roma a un'altra riunione della commissione-salute non ci sta. Guai drammatizzare. Ma meglio evitare strascichi più pesanti da una situazione che si sta ingarbugliando. Lui, del resto, questa ipotesi l'aveva lanciata in tempi non sospetti, un mese fa. «Forse per le vacanze natalizie - aveva detto - conviene chiudere le scuole una settimana prima. Il picco cade proprio in quel periodo. Una misura di cautela in più non farebbe male». E ora che l'influenza imperversa fra i banchi, anche se in modo non uniforme, con scuole, fra materne, elementari e medie, svuotate dall'epidemia, e classi che in qualche caso registrano assenze fino al 50 per cento degli alunni, è ancora più convinto e deciso.
Ne ha parlato ieri con la collega Elena Donazzan, assessore alla pubblica istruzione. «Meglio mandare i ragazzi in vacanza dal 13 dicembre. Non è un problema politico ma organizzativo. Il ministero ha promesso che entro la prima settimana di dicembre ci farà avere un numero molto alto di vaccini. Si parla per tutte le Regioni di 10 milioni di dosi. Io penso che per il 10 dicembre avremo concluso le vaccinazioni di tutte le categorie a rischio, per cui, visto che ci è data più autonomia decisionale, potremo tenere a casa i bambini e i ragazzi delle scuole, e iniziare subito la campagna di profilassi anche per loro, ovviamente per coloro che l'influenza non l'avessero già presa, in modo che quando rientreranno nelle aule l'8 e il 9 gennaio saranno già immunizzati».
«La decisione - sottolinea anche l'assessore Donazzan - verrà presa considerando da un lato l'andamento epiodemiologico dell'influenza e dall'altro gli effetti di un'anticipazione delle vacanze sul calendario scolastico e sulla vita quotidiana delle famiglie».
Insomma, si profila un cospicuo supplemento di vacanza. Le "ferie" natalizie degli studenti vicentini e veneti dovrebbero durare, nell'anno del virus A/H1N1, poco meno di un mese. Un record. Del resto, alla fase più calda dell'influenza mancano una quarantina di giorni, e già oggi, nel Veneto, la fascia d'età più colpita è quella tra 5 e 14 anni, con un'incidenza del 21,53 per mille contro una media totale del 4,95 per mille, su un totale generale di 24 mila casi.
Il contagio fra i più giovani si allarga a macchia d'olio. Anzi verrà presto attivato un sistema di scuole sentinella per monitorare l'andamento dell'epidemia. Sempre nella prima decade di dicembre si potranno aprire le vaccinazioni a tutti. Prima Sandri vuole chiudere la partita con le categorie più esposte, e senza neppure rispettare il diktat delle priorità stabilito dal ministero. «Con le eccedenze dei vaccini - dice - cercheremo di vaccinare il più presto possibile le persone che hanno patologie croniche e sono le più a rischio. Prima le immunizziamo e meglio é. Procederemo con flessibilità. Assurdo restare inchiodati alle date programmate. Perché se una persona sana si prende il virus se ne sta qualche giorno a letto e guarisce. Se si ammala chi è già debilitato per conto suo, il pericolo è che si ritrovi con una polmonite interstiziale».
Marcia
della pace
tra musica
e sit-in
Gian Maria Maselli
Ultimi antipasti oggi della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza, che domani pomeriggio arriverà a Campo Marzo per irradiarsi in sette direttrici diverse, fino al ricongiungimento finale a Monte Berico.
Per l'arcipelago pacifista e nonviolento berico radunatosi nel Tavolo della consultazione, l'attesa dura dal 2 ottobre scorso, quando il gruppo dei marciatori mondiali è partito da Wellington in Nuova Zelanda. Il programma di oggi la colmerà con il sit in delle "Donne in nero", alle 15 in piazza dei Signori. Poi alle 16.40 trasferimento in piazza Esedra, con letture davanti al camper del digiuno a staffetta iniziato in agosto da Don Albino Bizzotto. Nel frattempo, alle 15.30, al Ridotto del Teatro comunale inizia "Una nota per la pace", convention ad adesione libera di musicisti. Che a partire dalle 17 si interromperanno per lasciare la parola a Pasqualino Serra, l'ex sindaco democristiano de La Maddalena che si oppose alla presenza militare Usa fino a spuntarla. A contestare Serra ci sarà Silvano Giometto con alcuni componenti del gruppo "Sì Dal Molin". Alle 18 verrà eseguito il Do, considerata la nota che più si avvicina al suono della terra.
Fitto anche il corollario di iniziative per domani: dalle 9.30 alle 10.30 Il gruppo Presenza a Longare sosterà (come fa tutte le domeniche da 26 anni) davanti alla Base Pluto di Longare.
Poi il pellegrino di pace, Turi Vaccaro, terminerà il Cammino di nonviolenza e di pace partito da Napoli il 6 agosto scorso, confluendo nella manifestazione di Campo Marzio. Sempre a partire dalle 9.30, all'auditorium Canneti incontro religioso interconfessionale "Meditando su Nuovi Orizzonti", cui aderisce la Commissione pastorale sociale e del lavoro della Diocesi. La Marcia mondiale vera e propria (cui aderisce anche il Consiglio provinciale Acli) prenderà vita dalle 13 alle 17. Alle 13.30 i sette raggi colorati, formati dalle persone che intendono partecipare all'evento, partono da Campo Marzio verso altrettanti luoghi simbolo «di un sistema economico e militare che si vuole riconvertire alle ragioni dell'etica, dei beni comuni e della nonviolenza»: acquedotto in via Lago di Como, Banca nqazionale del lavoro, Dal Molin, Ederle, prefettura, Arsenale-Wisco, ditta Maltauro.
Alle 15.30 i sette mini-cortei si ritrovano in Campo Marzo verso Monte Berico, dove alle 16.30, tra personalità del pacifismo internazionale, parlerà anche il sindaco Achille Variati, e verrà consegnata alla delegazione della Marcia una lettera aperta al premio Nobel Obama da parte delle associazioni e movimenti nonviolenti italiani. Il piazzale della Vittoria rimarrà chiuso al traffico dalle 14. A margine dell'iniziativa, una nota polemica del Presidio No Dal Molin verso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Ha le idee confuse, perchè appoggia la Marcia dopo aver detto ai vicentini che opporsi alla base americana è opporsi alla ragion di Stato».
Ieri intanto il Liceo Artistico di via Calvi ha ospitato "La guerra nella storia dell'arte", dibattito sul tema della pace con Francesca Rigon di Emergency.
S. Croce
restaurata
S. Lorenzo
da rifare
restaurata
S. Lorenzo
da rifare
Gian Marco Mancassola
Vicenza. "Fusse che fusse la vorta bbona". Porta Santa Croce si accomoderà ben presto nella speciale sala operatoria che sarà allestita per arrestare il processo di degrado che sta inesorabilmente cariando la fortificazione scaligera. Dopo anni di speranze, polemiche, petizioni e braccia allargate in segno di resa, il monumento raggranella gli spiccioli necessari per farsi curare. La giunta Variati ha staccato ieri un assegno da 300 mila euro, che si andranno ad aggiungere ai 50 mila già stanziati un anno fa e congelati in attesa di tempi migliori. Bisturi e garze saranno affidati nelle mani di Amcps, incaricata di restituire alla porta medievale un briciolo di sicurezza e di splendore.
INGEGNERIA FINANZIARIA. L'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto covava da tempo la chiusura del cerchio finanziario: i primi 50 mila euro erano stati garantiti per la messa in sicurezza del torrione, tristemente transennato per il rischio di crolli e di cadute di frammenti dall'alto. Fare le cose a regola d'arte, però, comporta l'allestimento di un ponteggio che assorbirebbe quasi metà del budget a disposizione. Meglio allora imbastire un unico cantiere per messa in sicurezza e restauro, aggiungendo i 300 mila euro mancanti grazia e una variazione di bilancio che preleva le risorse dalla riqualificazione della pavimentazione di corso Fogazzaro, rinviata all'estate 2010.
IL PROGETTO. I lavori - prova a sbilanciarsi Tosetto - partiranno entro l'anno: «Abbiamo deciso di dare priorità a quest'opera rispetto ad altri interventi per il suo valore e per la necessità di darle finalmente una sistemazione definitiva». La somma di 300 mila euro - si apprende dalla delibera licenziata dalla giunta - servirà per effettuare le necessarie indagini sulla muratura, per riparare le parti lesionate e ricostruire quelle crollate utilizzando mattoni antichi recuperati, per rifare il tetto risanando la struttura portante e recuperando, dove possibile, le antiche travi in legno.
IL DISEGNO GENERALE. Tosetto vede nel restauro della porta un tassello determinante nel puzzle del settore nordovest del centro cittadino. Il via al cantiere di S. Croce, infatti, avverrà in concomitanza con l'allestimento dell'impalcatura per risanare le mura di viale Mazzini. Entro Natale potrebbe essere avviato il progetto di illuminazione dei portici di corso Fogazzaro, che a luglio vedrà il rifacimento di manto stradale marciapiedi. Da un capo all'altro di corso Fogazzaro si approda in piazza S. Lorenzo, dove sarà rifatta la pavimentazione dissestata dal passaggio dei mezzi pubblici.
La riqualificazione, per un costo di 60 mila euro, prevede anche la delimitazione con una cordonata in trachite della piazza rispetto a corso Fogazzaro e a contrà Cordenons, entrambe pavimentate in asfalto. Una doppia fila di dissuasori, sorta di spilli in ghisa, infine, proteggerà la fontana da nuovi atti di vandalismo o da manovre spericolate di veicoli in transito.
Saviabona
si rifà il look
dal calcio
all'oratorio
Da settembre 2009 a Vicenza c'è uno spazio in più per i giovani. La società Pedezzi ha ristrutturato il campo da calcio attiguo alla chiesa di Saviabona e ha in progetto altri interventi per offrire a famiglie e ragazzi un luogo di ritrovo. A inizio 2009 il responsabile della società Pedezzi, Antonio Merlo, insieme al parroco di S.Maria Assunta don Alberto, ha deciso di mettere mano all'intera struttura parrocchiale e di rivitalizzarla. Insieme a Merlo si è attivato anche gruppo di privati, gli "Amici della Pedezzi" che si sono impegnati per ristrutturare il campo sportivo, ora in erba sintetica.
La società Pedezzi nasce 50 anni fa come società sportiva a livello parrocchiale. Si praticavano basket, calcio, pallavolo e venivano organizzate le corse campestri. Con il vicino San Gaetano si organizzavano tornei di pallamano. Al giorno d' oggi la società sportiva è rappresentata solamente da una squadra di calcio di Aics. Ma sport a parte, in parrocchia manca un punto di ritrovo comunitario. La struttura è in via di organizzazione e di rinnovamento e sono ancora parecchie le cose da sistemare. A dirigere i lavori in programma per l'inverno è l'ing. Daniele Guarda. Tra i lavori in cantiere ci sono la costruzione dei nuovi spogliatoi e di un punto di ristoro, un bar che verrebbe utilizzato dopo la messa o al termine del catechismo, e dagli anziani durante la fascia pomeridiana. In futuro si vorrebbero realizzare una pista da bocce e un campo da beach soccer.
L'impegno degli "Amici della Pedezzi" è di tenere vivo e controllato allo stesso tempo il centro parrocchiale, per offrire ai giovani e ai meno giovani un luogo di ritrovo e la possibilità di incontrarsi in un ambiente sicuro. Il controllo è garantito da un gruppo di genitori che volontariamente dedica il proprio tempo libero per quest'opera di riqualificazione. Ad oggi la struttura ospita gli allenamenti del settore giovanile del Vicenza Calcio, che tutti i pomeriggi sfrutta il campo in erba sintetica e da privati che desiderano giocare a calcio a 5.
Inoltre due sere a settimana il campo è utilizzato come polo di allenamento cittadino dall'associazione italiana arbitri di Vicenza.
Dal Molin. Arpav
«I rumori
del cantiere
sono regolari»
Nessun decibel fuori norma. Quello del Dal Molin non sarà un cantiere silenzioso, ma non è nemmeno spaccatimpani. Questo è l'esito delle rilevazioni fonometriche curate dall'Arpav, l'agenzia regionale per l'ambiente, su sollecitazione del Comune. «Dal rapporto di prova presentato dal dipartimento provinciale Arpav - scrive l'assessore all'ecologia Antonio Marco Dalla Pozza in risposta alle interrogazioni del consigliere Giovanni Rolando - si evidenzia che non vengono superati i valori limite di accettabilità sia per il periodo diurno che per il periodo notturno».
I confini acustici di riferimento sono fissati a 70 decibel di giorno e 60 decibel di notte. le rilevazioni, compiute a diverse distanze, non superano mai i 64 decibel. Anche volendo applicare la griglia più restrittiva, che fissa il limite a 60 decibel di giorno e che il Comune ha inserito nel nuovo piano di zonizzazione acustica non ancora approvato dal Consiglio, il cantiere ha superato la soglia per tre giorni consecutivi, alla fine di settembre, gli unici nell'arco delle due settimane di monitoraggio. Ma i tecnici dell'Arpav fanno notare che «trattandosi di attività di cantiere a carattere temporaneo, la legge prevede deroghe ai valori limite».
Dalla Pozza si dice disponibile a «interessare le autorità militari affinché acconsentano alla modifica degli orari di inizio dei lavori e venga stilato in tal senso un calendario delle attività affinché la popolazione circostante sia edotta sullo svolgimento dei lavori».
Rolando, nelle vesti di presidente della commissione "Servizi alla popolazione", non ha perso tempo e ha scritto immediatamente al comandante Usa William Garrett «perché intervenga a far modificare almeno l'orario d'inizio dei lavori di infissione dei lunghi pali nel terreno Dal Molin, per le fondamenta della nuova base militare Usa. Queste operazioni di cantiere provocano gravi disturbi alla pace e alla vivibilità dei cittadini, continui incessanti rumori molesti che durano ormai da mesi e mesi. Queste operazioni iniziano alle 7.15 del mattino e proseguono per tutto il giorno. Ogni giorno,sabato compreso. Sono certo che vorrà far cessare quello che alle orecchie dei vicentini appare come la negazione di un diritto. Il diritto alla tranquillità, alla quiete e alla qualità del vivere civile». G.M.M.
Il tempo peggiora e farà freddo. In montagna attesa la prima neve
Cambia il tempo. Il meteo segna un peggioramento per qualche giorno. Marco Franceschini dal suo sito www.vicenzameteo.it, anticipa che «non pioverà in maniera continuativa, ci sarà spazio anche per delle schiarite, ma la figura dell'alta pressione, che arreca sempre stabilità atmosferica e quindi bel tempo, se ne starà lontana».
Da oggi arrivano perturbazioni di origine atlantica. E la ricaduta sarà immediata al nord Italia, con precipotazioni anche abbondanti. «Oggi - dice il meteologo berico - inizierà a piovere dal mattino ma sarà soprattutto il pomeriggio il momento più critico con precipitazioni anche abbondanti soprattutto sulla Pedemontana, mentre in montagna nevicherà a quote dapprima superiori ai 2000 metri, quota che sarà in calo nella serata fin verso i 1500 metri». Il maltempo poi scivolerà verso est e si registrerà un miglioramento a partire da domani, con schiarite che si faranno strada con il passare delle ore, sintomo di una pausa che dovrebbe perdurare fino a giovedì compreso. «Da venerdì - aggiunge - potrebbe farsi strada una nuova perturbazione in risalita da sud con nuove piogge. E la temperatura? Complice la copertura nuvolosa prima e l'irruzione di aria fresca poi vivremo una fase tipicamente autunnale con valori termici in media con quanto registrato normalmente nella prima decade di novembre. Le temperature minime per la prima decade di novembre si assestano mediamente sui 5°C, la massime sui 14°C».
Tangenziale
Raccolta di firme a tutela
delle frazioni
Oltre duemila firme per sponsorizzare uno dei possibili tracciati della tangenziale nord. Si mobilitano i comitati delle frazioni di Anconetta e Ospedaletto e di Saviabona per chiedere all'amministrazione comunale di considerare le esigenze di chi vive nei quartieri del quadrante settentrionale del capoluogo.
Ieri mattina i portavoce Giampaolo Dalla Via e Fabio Marchesin, per Anconetta e Ospedaletto, Daniela Borgo e Gianfranco Caleari, hanno presentato a palazzo Trissino una petizione sottoscritta da 2.101 firmatari e indirizzata al sindaco Achille Variati, che ha ricevuto la delegazione.
Cosa chiedono? In gran parte le proposte ricalcano il tracciato ipotizzato ai tempi della giunta Hüllweck dall'allora assessore all'Urbanistica Marco Zocca.
«Innanzitutto che si proceda con il prolungamento di via Aldo Moro verso Est fino ad intersecare la frazione di Ospedaletto con una strada in trincea: in questo modo verrebbe eliminata l'attuale rotatoria e la frazione di Ospedaletto diventerebbe contigua con quella di Anconetta creando un unico aggregato abitativo». A quel punto dovrebbe scattare il divieto di transito al traffico pesante lungo la Postumia e viale Anconetta; inoltre chiedono che non venga realizzata la prevista bretella di aggiramento della frazione.
Per Saviabona la petizione punta a «una soluzione alternativa più a nord possibile rispetto alla zona ad alta densità abitativa costituita dal Borghetto di Saviabona allo scopo di salvaguardare realmente qualità di vita, insediamenti esistenti e ambiente. Il tracciato intersechi strada Saviabona nel punto in cui il Comune di Monticello Conte Otto ha indicato nel proprio Prg il sottopasso della ferrovia Vicenza-Schio. Questa soluzione con realizzazione in sotterranea non comporta demolizioni o espropri di abitazioni, è favorevole dal punto di vista idro-geomorfologico, risulta coerente con gli assi viari limitrofi, ed è già condivisa sia dagli abitanti di Saviabona che di strada Nicolosi e Anconetta.
«I rappresentanti di Anconetta e Ospedaletto - affermano i promotori al termine dell'incontro - hanno almeno verbalmente ottenuto rassicurazioni circa l'accoglimento delle loro richieste mentre i rappresentanti di Saviabona ancora una volta non hanno ricevuto conferma degli impegni che l'Amministrazione ha già più volte assunto. I residenti di Saviabona restano in vigile attesa di sviluppi». G.M.M.
Associazioni
si svolta
Due bandi
per le sedi
Vicenza. Basta con la questua delle sedi. Basta con le file di presidenti di associazioni che bussano alla porta dell'assessore al Patrimonio per chiedere una "dimora" per il loro gruppo organizzato. D'ora in poi le sedi delle associazioni vicentine saranno assegnate sulla base di un bando. Lo ha deciso la Giunta Variati, individuando tre immobili comunali che saranno messi a disposizione per questo scopo: l'ex scuola elementare Giusti, l'ex Ufficio leva in via Arzignano e dei locali in via Spalato.
Il bando sarà pubblicato il 5 novembre e resterà all'albo pretorio e sul sito web del Comune per un mese. Il meccanismo prevede di premiare con punteggi più alti le associazioni che si aggregheranno per condividere spazi e progetti. L'assessore al Patrimonio Antonio Dalla Pozza, illustrando la delibera, l'ha definita una «piccola rivoluzione copernicana». Così, aggiunge, «togliamo discrezionalità all'assessore di turno e stimoliamo l'associazionismo a collaborare di più: premiando il merito e non "chi è amico di"...».
La ricerca delle sedi è un problema sentito dalle associazioni. Sono circa 200 quelle ospitate nelle circoscrizioni; un'altra sessantina trova spazio in altri immobili comunali. «E in lista d'attesa ci sono circa 50 associazioni - ricorda Dalla Pozza -. Almeno a una trentina di loro, con questo bando, pensiamo di dare risposte».
L'ex Ufficio, con nove stanze ed una sala riunioni, leva sarà destinato alle associazioni combattentistiche e d'arma: c'è spazio per una dozzina di gruppi. La scuola Giusti sarà invece dedicata a 15-20 associazioni che operano nel sociale. «L'assegnazione delle sedi è prevista per una durata di tre anni, con l'obiettivo però di stabilizzare le associazioni», fa sapere l'assessore. La scadenza è fissata invece a «due anni» per la scuola Giusti, in quanto «l'indirizzo della Giunta è di mettere in vendita quell'immobile», dirottando le associazioni a San Rocco, nel complesso da ristrutturare.
L'altro edificio che il Comune intende rispolverare a favore del mondo associativo è l'ex bocciodromo comunale di via Rossi: «È da tempo chiuso e rischia il degrado - rileva Dalla Pozza -. Una ristrutturazione per noi sarebbe troppo onerosa, ci costerebbe tra i 250 e i 300 mila euro». Di qui la decisione di Giunta di ricorrere ad «una gara ufficiosa per la concessione novennale dell'immobile».M.SC.
MyAir, procura
e azienda
dicono no
al commissario
Il tribunale fallimentare presieduto da Giuseppe Bozza deciderà a giorni sull'apertura della procedura prevista dalla Prodi bis del commissariamento straordinario. Ieri si è chiusa la fase istruttoria per la richiesta di fallimento della compagnia aerea vicentina Myair avanzato dalla procura e dal creditore Ascom Finance. Il procuratore Ivano Nelson Salvarani e l'avvocato Andrea Pellizzari hanno insistito per la dichiarazione formale dell'insolvenza dell'azienda presieduta da Vincenzo Soddu. Il magistrato ha sollevato perplessità sul nome del commissario indicato da Roma.
Per contro il legale di Myair Mario Calgaro ha chiesto di poter accedere al concordato preventivo perché c'è lo spazio per una procedura alternativa. Nessuna delle parti sembra essere interessata al commissariamento per opposti motivi. Per la procura il buco di 60 milioni di euro (93 di debiti e 33 di presunto attivo) parla da solo. La difesa è contraria perché con il commissariamento saranno estesi i reati fallimentari agli indagati e potrebbero scattare provvedimenti giudiziari. Il giudice delegato Paola Cazzola adesso riferirà al collegio, al quale è demandato di decidere se dichiarare il fallimento, procedere con il commissariamento o con il concordato. La società dà lavoro a 370 dipendenti e questo permette l'accesso alla Prodi bis ( o legge Marzano).
In una nota i sindacalisti di Filt Cgil, Fit Csl e Uilt Uil dichiarano di «aver sollecitato la proprietà e il consiglio di amministrazione a rispettare gli impegni assunti verso il personale tra i quali: il pagamento dei salari e stipendi al personale comandato nei mesi di agosto e settembre 2009 per ragioni di servizio; la compilazione tempestiva dei moduli per l'erogazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria e il pagamento degli arretrati al fondo speciale Inps». «La proprietà non è in grado di far fronte agli impegni sottoscritti al ministero del Lavoro il 7 agosto 2009 e in Prefettura a Vicenza il 1 ottobre 2009 richiesti con la nostra missiva del 21 ottobre 2009» proseguono i sindacati, che ribadiscono che la situazione economica e sociale aziendale è grave. I sindacati chiedono una decisione finale veloce nell'interesse delle centinaia di dipendenti.
150 auto fantasma scoperte
nel Vicentino
Vicenza. Non esistono per l'anagrafe, per il fisco o il Pra. Gli intestatari delle auto non hanno la patente, alcuni sono pensionati, molti risultano deceduti, tutti sono irreperibili nelle residenze dichiarate. Nessuno di loro ha mai pagato il bollo e le multe, i tagliandi delle assicurazioni esposti sui cruscotti sono falsi e quando provocano incidenti, anche mortali, fuggono senza prestare soccorso sapendo di non poter essere individuati.
Sono gli 840 proprietari delle oltre 151 mila "auto fantasma" scoperti in tutta Italia dagli agenti della polizia municipale di Roma, auto per le quali sono stati inventati falsi passaggi di proprietà. Centocinquanta di queste auto risultano essere state immatricolate a Vicenza.
Fra gli intestatari molti sono zingari, altri clandestini: proprietari di auto che a loro sono state vendute in modo falso. Le indagini, iniziate un anno fa dagli agenti della polizia municipale della Capitale, hanno consentito di sgominare una banda di falsari con sede a Roma ma operante in tutto il territorio nazionale.
L'inchiesta era stata avviata dopo alcuni incidenti stradali che avevano visto coinvolti veicoli con passaggi di proprietà verso persone che non potevano acquistarli (extracomunitari senza permesso di soggiorno). Dopo una serie di incidenti mortali o con feriti gravi, i sospetti si sono concentrati su 840 persone che per un compenso di qualche centinaio di euro si fanno intestare veicoli che poi cedono a persone che altrimenti non potrebbero comprarli. In totale si è accertato che in Italia circolino almeno 150 mila veicoli condotti da persone di cui non si conosce l'identità. Questo consente loro di utilizzare i mezzi per qualsiasi tipo di attività illecita. Passaggi di proprietà e fornitura di certificati falsi erano su commissione. Falsi anche i tagliandi di assicurazione e quelli del bollo auto. È stata anche scoperta dai vigili una centrale di stampa di documenti, falsi, montagne di certificati assicurativi già intestati, nomi e cognomi e indirizzi falsi.
Le indagini, estese in tutta Italia, hanno consentito di individuare anche i 150 mezzi del Vicentino, una delle province meno colpite dal fenomeno criminale. D.N.
Tir all'Albera, nuova ordinanza
e fondo-bis
Un doppio documento è stato votato dal consiglio comunale per rispondere alle preoccupazione dei residenti della zona strada Pasubio-Albera-Villaggio del Sole dopo la fine della sperimentazione sul trasloco del traffico-Tir in autostrada. Nel primo si chiede alla Regione di rifinanziare il fondo che copriva le spese per rimborsare i ticket autostradali dei mezzi instradati sull'A31. Nel secondo si ipotizza una nuova ordinanza - concordata tra Comune e Provincia - per trasferire sull'AutoValdastico il traffico pesante da e per la zona a nord di Thiene che oggi si riversa sulla starda 46 e su Vicenza. Dibattito e voto sui due documenti sono avvenuti nell'ambito della discussione in sala Bernarda sulle osservazioni urbanistiche alla "bretella" Moracchino-viale del Sole. Proponenti degli ordini del giorno - alla fine votati da Partito democratico, Vicenza capoluogo, lista Variati e Vicenza libera - sono stati Cinzia Bottene e Sandro Guaiti.
«Polizza assicurativa
sui danni
dei cortei»
Vicenza. Ci pensano un bicchiere di recioto e una pralina di cioccolato a sciogliere le tensioni sulla direttiva Maroni. Con il suo niet alla limitazione delle manifestazioni in centro storico il sindaco Achille Variati non ha certo strappato urla di giubilo all'universo dei commercianti del centro storico. Nemmeno, però, dichiarazioni di guerra. Matteo Trevisan, giovane presidente della sezione 1 dell'Ascom, fa buon viso a cattivo gioco e invita al dialogo e al buon senso.
Dopo il botta e risposta dalle colonne dei giornali, Variati e Trevisan hanno condiviso la ribalta dell'inaugurazione di "Cioccolandovi". Tagliato il nastro e brindato alla kermesse più golosa dell'anno, Variati ha teso la mano ai negozianti del centro, che da tempo invocano una soluzione per non patire danni dalla concomitanza di manifestazioni di protesta nei giorni dello shopping: «Ho molto apprezzato la posizione del presidente della sezione 1 centro storico Matteo Trevisan: ci chiede di applicare nel concreto la politica del dialogo e della concertazione di cui parlo. Siamo in sintonia e con la doverosa attenzione per le preoccupazioni di un settore che come altri è in difficoltà sono sicuro che troveremo le giuste soluzioni».
Variati precisa anche il tema delle presunte cauzioni: «Non sono nei miei intendimenti. Io penso a una polizza che il Comune stipuli per assicurarsi rispetto ad eventuali danni causati durante le manifestazioni. Chiaro che se ci saranno danneggiamenti ascrivibili a responsabilità personali o collettive, ci rivarremo su chi li ha commessi e che in questo senso non mancheranno gli accordi preventivi con gli organizzatori. Infine, al prefetto che considera il mio solo un parere, rispondo che anche la sua posizione è un'opinione, dato che la direttiva del ministro invita le prefetture a stabilire regole d'intesa con i sindaci. Sono peraltro certo che sua eccellenza in questi suoi ultimi giorni di permanenza a Vicenza terrà in debito conto la posizione del sindaco». G.M.M.
Caccia in deroga
e specie protette
La Lac veneta
ricorre al Tar
La Lac ricorre al Tar contro la caccia in deroga. La Lega anticaccia del Veneto ha impugnato la delibera della Giunta regionale contestandone l'illegittimità e il contrasto con le norme nazionali ed europee. È la delibera che Andrea Zanoni, presidente dell'associazione, chiama «lodo Galan», cioè «una norma che dà l'immunità ai cacciatori veneti rispetto a ciò che in altre regioni è e rimane un reato: sparare agli uccelli protetti è bracconaggio».
La Lac ha chiesto al Tar di esprimersi in sospensiva, inaudita altera parte, cioè senza ascoltare la controparte. Tutto questo per ragioni d'urgenza, poiché la delibera è efficace in queste settimane di stagione venatoria, cioè fino al 31 dicembre. In questo periodo la Giunta regionale ha ammesso di sparare, in deroga alle norme europee, a quattro specie protette: storno, pispola, fringuello e peppola. La Lac contesta una delibera che definisce «acchiappavoti», sottolineando che «Lega Nord e gli ex An del Pdl hanno inscenato una vera e propria caccia al voto sulla pelle delle specie protette». Zanoni ritiene che la delibera sia «illegittima in quanto manca il parere vincolante dell'Ispra. Anzi, a noi l'Ispra ha dato parere negativo sull'abbattimento di quelle specie. Ma a pagare saranno presto tutti gli italiani, perché l'Europa punirà il nostro Stato per le colpe del Veneto. Tra pochi mesi giungerà a conclusione la vicenda giudiziaria davanti alla Corte di Giustizia europea, aperta oltre 5 anni fa: gli ultimi pareri dell'Ue hanno confermato che le cacce in deroga sono strumenti eccezionali. In Veneto dal 2002 è diventata una prassi, una consuetudine acchiappavoti. Ci costerà cara».
"Piano Casa"
fissati i limiti
Il centro storico
sotto tutela
Gian Marco Mancassola
Centro storico e gioielli architettonici sotto protezione speciale. Il Comune decide di dare al cuore della città una "scorta" urbanistica per tutelare i delicati equilibri palladiani sotto l'ombrello Unesco. Sono le linee guida del Piano casa in salsa vicentina, emanate ieri dalla giunta e spedite al consiglio comunale che dovrà esprimere il voto finale in tempi ristretti.
SOTTO TUTELA. «La nuova legge regionale, molto attesa dal mondo dell'edilizia nella speranza che possa contribuire al rilancio di un settore in difficoltà - analizza l'assessore all'Edilizia privata Pierangelo Cangini - demanda ai Comuni il compito di definire entro il 30 ottobre tutta una serie di limitazioni alla possibilità di ampliare gli edifici esistenti che rientrerebbero nel Piano casa. In aderenza a quanto abbiamo già definito nel Pat, abbiamo scelto di tutelare il patrimonio architettonico e storico». Alla delibera è stata allegata una mappa che definisce le realtà escluse dal Piano casa. Ovvero: «Tutti gli edifici del centro storico, circoscritto dalle mura duecentesche, una serie di edifici ottocenteschi e novecenteschi di notevole valore storico, le palazzine liberty, gli edifici rurali per i quali è possibile solo il restauro. L'obiettivo è stato infatti evitare che, per consentire nuova capacità edificatoria, rischiassimo di perdere l'importante riconoscimento Unesco».
IL MEZZO FLOP. Licenziata in estate dal consiglio regionale, la legge edilizia ribattezzata "Piano casa" ha riscosso tiepide reazioni dai protagonisti del mercato immobiliare vicentino. Basti pensare che le pratiche avviate sono state finora appena 7, nonostante la legge fosse già applicabile per la prima casa. «Un certo risveglio si sta verificando negli ultimi tempi», annota Cangini, che prima di far approdare il documento in giunta fa sapere di essersi confrontato con associazioni di categoria e ordini professionali. Se da un lato di mostra soddisfatto per le norme di salvaguardia introdotte dal Comune, l'assessore avverte che con il Piano il Comune non si arricchirà: «Non si può parlare di nuovi incassi per i Comuni, tanto che l'Anci ha già avviato alcune azioni di protesta: la legge prevede infatti una riduzione degli oneri di urbanizzazione fino al 60% per gli ampliamenti delle prime case».
GLI AMPLIAMENTI. Sul fronte degli ampliamenti, esclusa la prima casa già normata dalla legge regionale, il Comune ha deciso che avvengano in aderenza al fabbricato esistente o utilizzando un corpo edilizio attiguo. È ammessa la realizzazione di un corpo separato, purché sia a servizio del fabbricato. Per le zone di valore storico ambientale, l'ampliamento è concesso se gli strumenti urbanistici già ammettono, per i fabbricati in questione, la ristrutturazione edilizia.
GLI INCENTIVI. L'amministrazione ribadisce l'interesse per il rinnovo del patrimonio edilizio all'insegna di un'edilizia ecosostenibile e del risparmio energetico. Quanto già annunciato nel Pat, trova qui le prime conferme, con l'introduzione di un "premio di cubatura", fino al 50% del volume esistente, se si demoliscono case realizzate fino al 1989 per le quali era possibile la ristrutturazione edilizia. In cambio si deve costruire con sistemi che utilizzino fonti di energia rinnovabile e si migliori la qualità dell'edificio.
Gian Marco Mancassola
Software libero nelle scuole
Così il risparmio
è assicurato
Maria Elena Bonacini
Ventimila euro all'anno risparmiati grazie al software libero, per il quale non si paga alcuna licenza. Tutt'altro che pochi soldi, soprattutto alla luce delle difficoltà di bilancio che affliggono le scuole.
L'annuncio arriva da Giovanni Zen, preside del "Rossi", durante la presentazione del "Linux Day", organizzato dall'Ils (Italian linux society) che sabato vedrà iniziative al "Rossi", ai licei "Da Ponte" di Bassano e "Tron" di Schio, per i quali erano presenti i dirigenti scolastici Gaetano Sicilia e Antonino Caruso, e al "Chilesotti" di Thiene.
«Noi - spiega Zen - utilizziamo il software open source in tutti i computer. Certo, si incontrano resistenze mentali nei confronti della novità; ma procedendo gradualmente si provoca un effetto domino».
Che è quello auspicato dai suoi colleghi di Bassano e Schio. «Ma - spiegano Sicilia e Caruso - troviamo resistenze, soprattutto a livello commerciale e purtroppo spendiamo molto per le licenze».
«A Schio - racconta Caruso - ho trovato un gruppo di ragazzi, il "Tronweb" che l'anno scorso nel linux day hanno creato un software utilizzato quest'anno per le elezioni dei rappresentanti d'istituto e che vorrei utilizzare per altre consultazioni. A Schio, poi, il Comune ha anche creato una piazza telematica, cioè un luogo dove lavorare al computer e scambiarsi idee, dove si svolgerà il pomeriggio del nostro linux day».
Un'esperienza che Zen e Sicilia vorrebbero fosse replicata anche a Vicenza e Bassano. «Adesso - sottolinea infatti il provveditore Franco Venturella - l'accesso alle informazioni è vitale e bisogna sviluppare una nuova cultura per dare a tutti questa possibilità».
Il programma al "Rossi": alle 9 Francesco Tapparo, "Perché usare software libero"; alle 9.45 Alessandro Siringo, "Software libero all'interno dell'amministrazione provinciale di Vicenza"; alle 10.30 Elisa Spadavecchia, "Open source per la didattica scolastica"; alle 11.15 Andrea Agosti, "Why be open source"; alle 14 Dario Cavedon, "Ubuntu: come installarlo, come contribuire, le novità della prossima versione 9.10"; alle 14.45 Elisa Spadavecchia, "Open Education - una nuova prospettiva per un efficace sviluppo delle risorse intellettuali"; alle 15.30 Luca Meneghini, "Vtiger: un gestionale open source completo al servizio della forza vendite"; alle 16.15 Carlo Bel Dalle Molle, "Come realizzare un sito internet con Joomla"; alle 17 Luciano Idiometri, "Dischi di rete con Linux".
Dalle 15 alle 18.30 si terrà poi il workshop "Sistemi Embedded". Info su www.vicenza.linux.it, www.chilesotti.it e www.piazzatech.it.
No Dal Molin
mobilitazione
e video shock
Nuova mobilitazione del presidio No Dal Molin contro la realizzazione della base militare e di tutte le "compensazioni" su cui si sta da tempo discutendo, tangenziale ed eliporto/vertiporto in primis.
Domani sera alle 21 sotto al tendone bianco al presidio di Rettorgole è convocata un'assemblea a cui sono invitati i cittadini che vivono nei quartieri limitrofi alla nuova base e interessati ai risvolti che si avranno dalle compensazioni.
Giovedì alle 16 in Piazza dei Signori, in concomitanza con i lavori del consiglio comunale, viene annunciata una mobilitazione, anche all'interno del consiglio. All'esterno si proietterà un video «in cui mostreremo come nel giro di tre minuti vengono sradicati tre alberi per preparare il terreno alla nuova base». La consigliera comunale di Vicenza Libera Cinzia Bottene annuncia che chiederà la proiezione anche in consiglio comunale.
Il presidio prosegue quindi la sua battaglia, come hanno annunciato ieri Cinzia Bottene e Francesco Pavin soprattutto per evidenziare «che alcune compensazioni rischiano di essere veri e propri svantaggi per la città». Tornano sulla trasformazione del Parco della Pace sul lato civile dell'aeroporto in eliporto/vertiporto che accusano essere «di servizio alla base americana».
Come pure la proposta che definiscono pesantissima del progetto di tangenziale «con notevole impatto come consumo di territorio, non funzionale alla città, ma solo a raccordare la Ederle con il Dal Molin».
Per non parlare del disagio attuale vissuto dagli abitanti del quartiere a ridosso della nuova base «svegliati ogni mattina alle 6.30 dal rumore dei battipali». Oltre alle «ripercussioni future sulla falda dalla palificazione in corso», come pure «lo sradicamento di tanti alberi secolari, sui quali nessuno neppure della Forestale è finora intervenuto».
Tutte considerazioni che porteranno alla nuova annunciata mobilitazione sulla quale faranno quadrato domani sera e che poi sfocerà nella protesta di giovedì. «Vogliamo ripartire dal territorio intorno al Dal Molin - dichiara Francesco Pavin - e dalla gente che non accetta il sacrificio della base. Non ci interessa che l'ambito delle decisioni della città sia il tavolo delle compensazioni o gli incontri tra Provincia e Comune. Per noi vale il referendum autogestito: sugli aspetti sui quali Variati ha potere decisionale non può non tenere conto delle posizioni dei cittadini». R.B.
«Il sindaco azzeri i vertici dell'ente per i bimbi poveri»
«Il sindaco intervenga per fare chiarezza nell'ambulatorio pediatrico "Principe di Piemonte" azzerando il consiglio di amministrazione nominato dall'ex sindaco Enrico Hüllweck». Invocano soluzioni rapide Giovanni Rolando e Giovanni Diamanti, consiglieri della lista "Variati sindaco", autori di un'interrogazione sullo scandalo che ha travolto l'ente morale nato nel 1906 per occuparsi di bambini bisognosi, dalle cui casse sono spariti oltre 240 mila euro e nelle cui stanze non si è più fatto vedere l'ex presidente Sergio Fratantoni, denunciato alla Procura dal Cda che presiedeva.
In particolare, Diamanti e Rolando, che è presidente della commissione "Servizi ai cittadini", interrogano il sindaco Achille Variati per conoscere «quali saranno i criteri seguiti per le nuove nomine e per l'individuazione delle persone da incaricare». Nel documento si fa riferimento anche a un altro fatto di cronaca: l'inchiesta sulla milionaria eredità Boeche, suddivisa tra l'Ipab e la parrocchia dei Filippini.
La notizia offre lo spunto per cavalcare ancora una volta le polemiche tra Comune e Ipab: «Per quali motivi - chiedono i due consiglieri - ai consiglieri comunali non viene data copia dei bilanci economici e patrimoniali dell'Ipab, braccio operativo del Comune in materia di assistenza sociale e di servizi pubblici rivolti alle 670 persone anziane ricoverate complessivamente nelle strutture gestite dall'Ipab? A quanto ammonta il patrimonio di beni mobili ed immobiliari dell'Ipab, terreni, appartamenti, compresi gli ultimi lasciti di persone defunte, che risulterebbe quantificabile in decine di milioni di euro, forse centinaia?».
«Perché la Send deve fallire»
Tre istanze sull'ingente crac
Ivano Tolettini
La procura accelera nell'inchiesta sul caso della società Send, a capo della cordata di aziende che hanno edificato il centro commerciale e direzionale di Settecà a fianco del "Palladio". Il caso è scoppiato pubblicamente dopo che una delle ditte, la Intech, che ha eseguito lavori per milioni e non è stata pagata, ha messo all'incasso un assegno di 600 mila euro, ma è stato sequestrato dopo la denuncia del traente Marco Giosuè Manca. Ieri, però, il titolo è stato restituito dal gip Furlani, che ha accolto il ricorso degli avv. Enrico Ambrosetti e Valerio Sorrentino e non ha convalidato il sequestro preventivo, al geometra Claudio Cabion che l'ha messo all'incasso.
ISTANZE. Ma l'attenzione degli inquirenti è sulle tre istanze di fallimento che sono state depositate nei giorni scorsi da parte dei creditori di Send, sollecitando il tribunale a dichiarare il fallimento. L'esposizione debitoria è ingentissima e alcune sommarie indicazioni degli investigatori la stimano attorno ai 48 milioni di euro, pari appunto al finanziamento del luglio 2008 da parte del pool di banche guidato da Unicredit e in base al quale c'è stata la costituzione del pegno sul 100% delle quote della società.
A chiedere il fallimento oltre alla Intech di Cabion, che vanta un credito di quasi 2 milioni di euro, c'è la E.T.C. di Vicenza di Renato Cegalin e un professionista che vanta oltre 100 mila euro di parcelle. Il tribunale fallimentare presieduto da Bozza si riunirà nei prossimi giorni per verificare qual è la situazione finanziaria di Send sulla quale i pm Dal Martello e Falcone hanno fatto accendere i fari investigativi dalla polizia tributaria.
BUCO. A destare grandi sospetti negli inquirenti e negli addetti ai lavori del settore bancario la circostanza che una buona parte dei 49,5 milioni di euro erogati a fine luglio dell'anno scorso sarebbero misteriosamente "spariti". Tra l'altro, gli investigatori stanno acquisendo le perizie immobiliari in base alle quali è stato erogato il finanziamento. Ci sarebbe una differenza tra l'effettivo valore dell'immobile e quanto periziato di oltre 10 milioni di euro. A questo si deve aggiungere che il mercato immobiliare commerciale e direzionale rispetto all'anno scorso è crollato e per questo le banche temono un salasso nell'operazione Send. Non a caso nei mesi scorsi sono saltate più teste per le modalità con le quali è stata gestita l'operazione in capo alla società rappresentata da Fabio Angeletti.
INCHIESTA. Molti degli operatori coinvolti in quello che si prospetta come un crac negli anni scorsi avevano avuto a che fare con il progettista e direttore dei lavori, arch. Bruno Gabbiani e il geometra Giandomenico Marchetti, i quali però sono formalmente estranei alla gestione di Send.
Il pm dal Martello ha incaricato i finanzieri del maggiore Borrelli di eseguire verifiche contabili e accertamenti bancari per capire dov'è finito il flusso di denaro. Tra gli operatori si parla di società austriache ed extra Ue come destinatarie di parte del denaro. Se i trasferimenti siano stati leciti o meno dovrà essere l'inchiesta a stabilirlo. Un'indagine che si annuncia complessa e difficile perché la Send era la capofila di un gruppo di società, tra le quali numerose fiduciarie, dietro le quali non sarà agevole illuminare nomi e cognomi perché si va oltre confine. Sarà necessario eseguire rogatorie internazionali che costeranno mesi di lavoro. Questo per dire la difficoltà nella quale si imbatteranno gli investigatori delle Fiamme Gialle.
TRIBUNALE. Il passaggio del tribunale fallimentare, comunque, è decisivo perché in base al suo pronunciamento la procura potrà contestare in ipotesi i reati finanziari propri e partire con le dovute verifiche a tutto campo.
Frattanto, la decisione di Cabion di porre all'incasso il titolo potrebbe creare problemi a Manca, difeso dall'avv. Marco Dal Ben. Egli è entrato nella vicenda Send perché è stato contattato dall'advisor delle banche per rilevare il centro commerciale, ma è stato a sua volta danneggiato dagli stessi istituti di credito che non hanno erogato un successivo finanziamento di 5 milioni per completare i lavori e dare respiro ai creditori.
Ivano Tolettini
Troppe liti dentro i condomini
Il Comune punta ai mediatori
Chiara Roverotto
Lettere di protesta, raccolte di firme, telefonate. Ormai l'ufficio casa del Comune si sta trasformando in un centralino dove italiani e stranieri, residenti negli alloggi del Comune oppure delle Amcps si lamentano dei propri vicini: per i rumori, per gli odori di cibi speziati, per la musica, per le chiacchiere lungo le scale, per i rientri a ore tarde o per le uscite all'alba.
Insomma, per una mancanza di regole che, seppur scritte a chiare lettere nel regolamento condominiale, non sempre vengono rispettate. Del resto, accade nei palazzi abitati solo da vicentini, figuriamoci quanto il vicino della porta accanto arriva dal Bangladesh oppure dalla Tunisia, dal Marocco o dallo Sri Lanka.
Troppe culture, molti usi e costumi diversi. E poca voglia di integrazione. Quindi, a farsi largo sono solo le proteste. Se una volta nelle case entravano gli amministratori e i preti, ora dovremo cominciare ad aprire le porte anche ai mediatori culturali. Del resto, che cosa ci fa un prete in casa di un pakistano? Oppure un amministratore: come riesce a farsi intendere da un cingalese?
Situazioni troppo frequenti, soprattutto in città dove i residenti stranieri hanno di gran lunga superato il 10% della popolazione residente e nelle graduatorie dell'Erp oltre il 30% di richieste appartiene a cittadini immigrati.
Cosa fare? L'assessorato agli Interventi sociali ha deciso di rimboccarsi le maniche (del resto gestisce 2.700 alloggi) e trovare una soluzione che magari non metterà tutti d'accordo, ma potrà contribuire a creare un clima più sereno all'interno di alcune abitazioni di edilizia residenziale pubblica.
In contrà Mure S. Rocco, infatti, ci stanno lavorando da un po' di tempo. Dirigenti e tecnici hanno parlato anche con docenti universitari, si sono guardati intorno considerando le esperienze di altri enti locali - fra tutti Arzignano e Montecchio Maggiore - e ora hanno trovato una soluzione che, peraltro, condivideranno con l'Ulss 6 (visite, prescrizioni) e in alcuni punti anche con la polizia municipale (nel caso di incidenti che vedono coinvolti stranieri).
In pratica la parola magica è una: mediatori culturali.
Personale esperto, uscito dall'università e cittadini immigrati che vogliano mettere la loro esperienza e, soprattutto, lingua a disposizione di una società multietnica. «Gestire le relazioni - spiega il dirigente del settore dei servizi sociali, Carlo Scapin - significa puntare sull'integrazione sociale, non perché resti sulla carta, ma perché diventi uno strumento da utilizzare, da mettere in pratica. In sostanza il progetto - ribadisce - vuole non sono favorire il quieto vivere tra vicentini e immigrati, ma anche tra stranieri di diverse etnie che si trovano in questa città per caso e che devono imparare a convivere con costumi e usi completamente diversi. Ecco perché non serve mostrare intolleranza. La diversità deve, comunque, essere intesa come una ricchezza anche se va guidata, seguita. Altrimenti continua solo a spaventare. Per cui le lettere, le chiamate servono per sollevare una questione che realmente esiste e sulla quale sta diventando indispensabile correre ai ripari».
Ieri pomeriggio si è tenuta una prima riunione nella sede dell'assessorato anche per mettere a punto il bilancio del 2010 e per parlare dei dettagli di questo progetto che potrà comunque trovare risorse in fondi regionali, nazionali e anche europei.
«Ci siamo già informati. In molti Paesi i mediatori vengono richiesti nei condomini e in tanti altri settori e questa progettualità viene consigliata come metodo di lavoro», conclude Scapin.
I condomini come comunità da accudire. E mediatori che saranno un po' culturali, un po'assistenti sociali e un po' psicologi. Ecco i frutti della globalizzazione.
Psicologia
al via la collana
sui segreti
della mente
È in edicola da oggi con Il Giornale di Vicenza, al prezzo di 9,90 euro, il primo volume di Psicologia, una collana di 12 volumi per approfondire l'affascinante mondo della scienza che studia "il pensiero dell'anima". Un'opera completa per capire i misteri della mente umana, scoprire come funzionano l'intelligenza e la memoria, analizzare il mondo dei sentimenti e delle emozioni. Perché si arrossisce quando si è in situazioni di imbarazzo? Perché non si ricordano certe cose che si pensava di sapere? Come si possono migliorare le relazioni sociali?
La collana è un valido strumento per dare risposta alle domande che si susseguono nel corso della vita quotidiana e capire così i processi mentali ed emozionali grazie ad un approccio teorico e terapeutico insieme. Perchè conoscere sé stessi è fondamentale per vivere meglio e capire da dove nasce un problema comportamentale può diventare la bussola del vivere bene. L'opera analizza anche l'evoluzione della psicologia e le diverse scuole di pensiero che negli anni hanno fatto tendenza.
In Italia tutto è cominciato alla fine degli anni '80, quando Adriano Ossicini promosse la legge che autorizzava l'intervento psicoterapeutico, anche privato, ad opera degli psicologi, di cui venne istituito un Albo professionale. Dalla seduta privata sul lettino, lo psicologo è entrato a scuola, negli ambienti di lavoro, nella coppia, in famiglia. E, in fondo, in tutti noi: siamo tutti un po' psicologi, con la nostra personalissima interpretazione dei fatti, delle situazioni e dei comportamenti. Ma quanto questa si avvicina alla diagnosi dello psicologo di professione? La collana in edicola sintetizza in modo chiaro il metodo di analisi della psicologia scientifica e soprattutto risponde in modo pratico e dettagliato ai quesiti che, almeno una volta nella vita, ci siamo posti in relazioni ai comportamenti umani. I primi due volumi sono dedicati a Teorie e scuole di pensiero. I curatori della collana, che raccoglie opere edite da Laterza, sono Paolo Legrenzi e Armando Massarenti.
L'on. Rosy Bindi
a Vicenza
con il suo
libro-intervista
Viene presentato domani, alle 18.15 al centro culturale San Paolo in viale Ferrarin 30 il libro "Quel che è di Cesare", una lunga intervista di Giovanna Casadio a Rosy Bindi, vice presidente della Camera dei deputati. All'incontro parteciperà l'on.Bindi con domande di Lauro Paoletto, direttore del settimanale diocesano "La Voce dei Berici".
Nel libro, edito da Laterza, la parlementare incalzata dalle domande della giornalista, riflette sul rapporto tra fede, politica e religione nel tentativo di superare quel reciproco pregiudizio tra credenti e non credenti che ruota intorno al valore della laicità. «Un pregiudizio - dice Rosy Bindi - che è tempo di archiviare, originato dal conflitto tra potere temporale e potere spirituale, che la storia ha già superato e la cui permanenza, tutta ideologica, rende più difficile affrontare le sfide della modernità. La contrapposizione tra laici e credenti nasce da qui: i credenti sono sempre sospettati della loro laicità e i non credenti sono sempre sospettati della loro eticità».
Bindi racconta il suo impegno di cattolica che ha scelto la politica e va al cuore del principio di laicità. In un colloquio franco e diretto affronta le questioni cruciali della nostra democrazia; scommette sul dialogo tra credenti e non credenti per superare reciproche scomuniche e afferma l'attualità del cattolicesimo democratico. Rilancia infine la dimensione etica della politica come servizio e ricerca del bene comune. Ingresso libero.
Una ciclopista
da 250 km
«Ora basta
nuovi capannoni»
Duecentocinquanta chilometri di piste ciclabili collegate tra loro attraverso 16 comuni e in un contesto paesaggistico ed architettonico di pregio.
Non è fantascienza bensì un progetto concreto: è quello presentato dall'Ipa delle Risorgive, l'Intesa programmatica d'area nata lo scorso anno tra il Comune capoluogo e altri 15 paesi della cintura urbana, da Sandrigo a Grisignano di Zocco, Un'aggregazione - come ricordato nel convegno coordinato dal sociologo Luca Romano - nata sulla spinta degli Industriali del raggruppamento Vicenza Nord Est, presieduto da Rodolfo Mariotto, e ora coordinata dalla Provincia.
Il progetto e lo spirito dell'Ipa sono stati illustrati ieri a palazzo Bonin Longare, sede di Confindustria, dove l'assemblea del raggruppamento Vicenza Nord Est ha riconfermato Mariotto, con voto unanime, nell'incarico di presidente per un altro biennio. E nell'illustrare il progetto «che ha una valenza ambientale ma anche turistico-economica», Mariotto si è spinto oltre, ragionando di infrastrutture e di utilizzo del territorio. «Questi temi, insieme all'assistenza quotidiana agli associati, sono di stretto interesse per un'associazione industriali che guarda avanti». E poi giù con parole forti: «Non si continui - ha esortato - nello sfruttamento selvaggio del territorio, costruendo soprattutto nelle terre interessate dal passaggio di nuove infrastrutture», come la Valdastico Sud. «Ci sono organizzazioni - ha aggiunto - che offrono milioni di metri quadrati, più o meno frazionati, per la costruzione di poli industriali o logistici, quando abbiamo già centinaia di migliaia di metri quadri di capannoni inutilizzati. Se poi si cheide agli amministratori locali, la risposta è sempre la stessa: sono decisioni prese tempo fa e non possiamo farci nulla». E invitando invece a riconsiderare la progettazione territoriale, Mariotto ha invitato a «cambiare marcia e a fare rete tra istituzioni».
È poi intervenuto il presidente degli Industriali vicentini Roberto Zuccato, focalizzando l'attenzione sui grandi temi infrastrutturali: Zuccato ha lodato il lavoro di «dialogo efficace con il territorio da parte di Provincia e Regione»; su Tav e Sfmr ha affermando che «Vicenza non può non essere collegata con i nodi delle infrastrutture internazionali».
Durante l'incontro sono intervenuti anche l'assessore provinciale alla Viabilità Costantino Toniolo, che ha sollecitato il Comune di Vicenza a procedere, per quanto di sua competenza, per consentire alla Provincia di «accelerare la messa in cantiere delle varianti alla Strada Pasubio e alla Riviera Berica». Tosetto, da parte sua, ha invitato «tutte le istituzioni a fare rete e a non limitarsi alle contrapposizioni di facciata». Sia Toniolo che Tosetto hanno riposto fiducia nella Regione, affinché «sostenga con finanziamenti il collegamento dei nuovi ponti di Debba con il casello autostradale di Vicenza Est». Tutto questo e molto altro ancora prima che Renato Chisso rubasse la scena a tutti con le "bombe" su tangenziali e Tav.M.SC.
Mosaico
del I secolo
sotto palazzo Colleoni
Vicenza. Ci son voluti l'intervento di Enrico Hüllweck, capo della segreteria politica del ministero dei beni culturali, e il parere di una ispettrice ministeriale e del sovrintendente ai beni archeologici di Padova Vincenzo Tiné per sbloccare i lavori di scavo a Palazzo Colleoni.
Una questione annosa ma praticamente sconosciuta, allo stesso modo degli importanti reperti di epoca romana riportati alla luce in questi anni assieme ad una domus probabilmente del I secolo. Situato in contrà Porti, una delle aree archeologiche cittadine visto che ricalca l'antico percorso di una strada romana - forse persino del cardo maximus - con domus signorili ricche di fontane e giardini lungo tutto il percorso, ed interessato da qualche tempo da un intervento di ristrutturazione, palazzo Colleoni è uno splendido edificio dalle finestre gotiche.
Qui le ruspe prima e gli archeologi poi hanno individuato sotto l'edificio una dimora romana di grande interesse anche per la presenza di un corridoio a mosaico delle dimensioni di circa 1,50 metri di larghezza per alcuni metri di lunghezza a tessere miste di marmo e terracotta. Un "cielo blu con stelline bianche". Del resto, stando alle pubblicazioni ufficiali, i mosaici romani sembrano comunque una rarità qui da noi e di alcuni se ne sono pure perse le tracce. Ad aumentare il valore delle scoperte anche la presenza di una tomba con tanto di corredo funebre, a cominciare da un balsamario in vetro. Manufatti che gli addetti ai lavori conoscono da qualche anno ma contro i quali si era incagliato tutto l'intervento.
Il punto è sempre lo stesso: come e se renderli visibili e fruibili? Stavolta c'era probabilmente anche la volontà della proprietà di non farli ricoprire dalle benne. Di qui l'intervento risolutore dell'ex sindaco Hüllweck con ministero e sovraintendenza. R.L.
Ora basta un sms e trovi la farmacia aperta più vicina
È domenica? È sera? Hai bisogno di una farmacia, non hai un giornale, fuori non c'è nessuno, e non sai dove cercare quella aperta? Ora non è più un problema. Non c'è più bisogno di scendere dalla macchina per andare a leggere i cartelli esposti in una delle 232 farmacie di città e provincia che quella domenica non sono di turno. E non sarà più un problema neanche sapere qual è la farmacia più vicina rispetto al luogo in cui ci si trova. Basta usare il nuovo servizio Sms "Trova farmacia". È già operativo e lo mette a disposizione Federfarma Vicenza proprio per far arrivare subito alla farmacia aperta più vicina.
Tutto molto semplice. Funziona così. Prendi il cellulare e scrivi un sms al numero 48478 con le seguenti parole: Farmacia, il nome della località e quello della via in cui sei in quel momento. Ad esempio: sei in corso Palladio? Allora scrivi: Farmacia, Vicenza, corso Palladio. Poi spedisci e aspetta. Dopo qualche istante ti giungerà un sms di risposta con l'indirizzo di almeno due farmacie della zona, i numeri di telefono, gli orari di apertura e l'indicazione della distanza. Il servizio è attivo in tutta la provincia 24 ore su 24. Negli orari di chiusura e nei festivi segnala solo le farmacie di turno. Federfarma paga i costi, mentre l'utente si paga la spesa del sms in base alle tariffe del proprio gestore telefonico. Utile e comodo. È il primo del genere nel Veneto e in Italia.
La presentazione ieri mattina nella sede di Federfarma a Bolzano vicentino. Assieme al presidente Alberto Fontanesi, il presidente del consiglio regionale Marino Finozzi, l'assessore provinciale Nives Stevan, il dg dell'Ulss 6 Antonio Alessandri. Presto - spiega Fontanesi - il servizio verrà potenziato. Basterà pronunciare la parola "farmacia" e un risponditore automatico ti dirà dove andare in diverse lingue. Da Finozzi un plauso: «Ha una funzione sociale. Mi auguro che venga esteso a tutto il Veneto». Sulla stessa linea la Stevan: «Lo pubblicizzeremo sul sito della Provincia». E Alessandri ribadisce il nuovo status delle farmacie: «Si confermano centri di servizi». F.P.
I cd musicali copiati costano una maximulta
«D'ora in poi i cd me li comprerò in negozio in originale, o li acquisterò su internet, questo è fuori di discussione. Sono disperato per la mia collezione, ma soprattutto per la somma da pagare, che mi pare spropositata».
Luca G. è uno studente universitario vicentino. Ha 22 anni e frequenta la facoltà di Ingegneria a Padova, dove vive in un appartamentino con due amici. È un grande appassionato di rock, tanto che con alcuni coetanei ha messo in piedi una band e suona le cover di alcuni maestri degli anni Settanta. Nel suo alloggio da studente, teneva un'ampia collezione di dischi dei suoi cantanti preferiti: «Ne avevo quasi 300», racconta. Quasi nessuno in originale, va precisato, perché se li era scaricati da internet con i programmi peer-to-peer o ancora se li era masterizzati da quelli di qualche amico. Come fanno oggi moltissimi giovani.
Luca, spiega, non si è mai posto il problema della violazione del diritto d'autore. Almeno fino a qualche settimana fa.
«Un pomeriggio ero a casa da solo e si sono presentati due militari della guardia di finanza. Mi hanno spiegato che dovevano compiere un controllo». Si sarebbe trattato di una delle verifiche sugli affitti agli universitari, in merito ai quali le fiamme gialle di Padova hanno compiuto vasti accertamenti per combattere l'evasione fiscale. Il contratto di Luca era in regola, per cui non ha avuto problemi, fino a quando i militari non hanno notato tutti i suoi cd; in parte impilati in uno scaffale, in parte sparsi in soggiorno.
I finanzieri gli hanno chiesto se fossero suoi e quale fosse la provenienza. In breve è emersa la verità e per il giovane vicentino sono iniziati i guai, determinati dal numero di copie irregolari.
Lo studente ha spiegato chiaramente che lui di quei cd non ne fa commercio, ma li ascolta da solo o con gli amici. Ha precisato che la quantità notevole di dischi dipende dalla sua passione per la musica, e dal fatto che suona in una band. Nessun traffico illecito: «Non mi posso permettere di comprare tutti i cd che mi piacciono, mentre per scaricarli o masterizzarli bastano poche decine di centesimi».
I militari hanno raccolto tutto il materiale e lo hanno sequestrato, dopo aver compiuto un inventario. Hanno spiegato a Luca che il possesso di quel materiale, di fatto, causava un danno economico per l'industria musicale e una violazione alle leggi sul diritto d'autore, poiché si tratta di copie illecite, senza il marchio della Siae. Per questo il giovane dovrà pagare una sanzione amministrativa calcolata sul valore dei dischi copiati. Dalle prime stime la cifra varia dai 6 agli 8 mila euro. Una sorbola non da poco.
«Non contesto assolutamente l'operato dei finanzieri, che hanno fatto solamente il loro lavoro e che sono stati gentili ed esaustivi nelle spiegazioni. Quello che è folle è però da un lato la cifra da pagare di multa, e poi il fatto che molto materiale musicale ha un costo esagerato per il mercato, che induce a trovare copie illecite. A me piacerebbe avere tutti i cd in originale, ma mi è impossibile. Senza dire poi che molti di quei dischi sono fuori commercio da anni, e quindi introvabili. In quel caso non credo di aver violato alcun diritto, perché acquistare gli originali è impossibile». D.N.
La Provincia
ai Comuni
detta le regole
sulle Ville
Roberta Bassan
Vicenza. Dalla strada devi vedere la villa e dalla villa devi allungare lo sguardo sui campi, sui colli, sui torrenti, sul fiume. Non su capannoni, lottizzazioni, cartelloni pubblicitarie, insegne al neon.
La Provincia è stata chiara, lo ha detto nel corso di tre incontri a 60 sindaci, i cui Comuni sono interessati dalla presenza di ville venete, la tutela e la valorizzazione delle quali è tra i capisaldi del Ptcp, il piano territoriale di coordinamento provinciale.
L'iter che porterà alla sua approvazione è cominciato ufficialmente in giunta e ora passerà per le commissioni prima di aprire il dibattito in consiglio, passare per ulteriori eventuali aggiustature e approdare in Regione.
Ma i "mini prg" che tutelano le ville e hanno l'effetto di evitare volumi, cubature, brutture, scempi nello spazio circostante rappresentano un avvertimento per i sindaci.
Non sono obbligati a rispettarli, sia chiaro, ma l'assessore provinciale ai Beni Ambientali Paolo Pellizzari è stato lampante: «Questa è una direttiva che i Comuni dovrebbero recepirla nei loro Pat o nei lori Pati per avere il nostro via libera».
UN PASSO INDIETRO. La prima versione del Pctp con la precedente giunta di Manuela Dal Lago era stata oggetto di non poche discussioni tra i sindaci della provincia. Il raggio di 500 metri intorno alla villa era stata la proposta del vincolo all'interno del quale si vietava la possibilità di edificare. Vincolo che, avevano obiettato i sindaci, era troppo indifferenziato: poteva andare bene per la villa in piena campagna, ma non per quella in pieno centro storico, perché avrebbe bloccato lo sviluppo del paese. Allora l'ex presidente incaricò il Cisa, con la supervisione del prof. Franco Barbieri, di studiare la situazione villa per villa.
CONTESTI FIGURATIVI. Ecco quindi maturare l'idea di quella che Paolo Pellizzari, che ha proseguito il lavoro con la giunta Schneck, ha definito "urbanistica sartoriale". Centocinque schede all'interno delle quali sono raccolte 156 ville definite di particolare interesse provinciale, di cui 16 palladiane. Ognuna di queste schede con tanto di legenda e normativa propria indica appunto un contesto da rispettare per tutelare la villa e salvaguardare il paesaggio circostante. Tali schede saranno appunto recepite nella nuova stesura del Ptcp che sarà adottato a breve.
INDICAZIONI. Le indicazioni previste nei singoli progetti prevedono appunto di evitare la costruzione di capannoni e lottizzazioni, nonché affissione di cartellonistica troppo evidente e luccicanti. Si raccomanda pure di non smembrare le aree verdi circostanti per dare l'idea di una paesaggio integro, evitare essenze non pertinenti, scegliere sempre colori in armonia con il paesaggio. La Provincia prevede anche i crediti edilizi, cioé l'abbattimento di capannoni in prossimità delle ville in cambio della possibilità di costruirli in altre zone. Oltre alle 156 ville importanti inserite nelle 105 schede (di cui 12 inviate al Comune di Vicenza), ci sono altre 514 ville definite di interesse provinciale, per le quali non è stata costruita la scheda, che invece dovrà essere redatta dal singolo Comune e passare poi al vaglio della Provincia.
Vicenza equosolidale
con regali, film
e cene
Gian Maria Maselli
Agevolazioni sugli acquisti nelle Botteghe del mondo, cineforum tematico alle barchesse dell'oratorio di Dueville incontri di sensiblizzazione: con "Equo per tutti", dal 10 al 25 ottobre il diritto al cibo si trasforma in una campagna della cooperativa di commercio equo e solidale Unicomondo, socia del consorzio Altromercato.
Con 15 euro di spesa si riceverà in omaggio una tavoletta equosolidale di cioccolato modicano, dai 25 euro di spesa in su il consumatore riceverà in omaggio un pacchetto di caffè (naturalmente equosolidale) e una borsa shopper di carta o di tela (dunque, biodegradabile). E dai 35 euro di spesa in su in regalo un bagnodoccia agli olii essenziali oppure una bottiglia di vino di Libera terra, coltivato in terreni confiscati alla mafia.
Dare al produttore il giusto prezzo, rispettare l'ambiente e l'economia etica sono i perni della filosofia del commercio equo e solidale, che dal magazzino di Santorso con Unicomondo distribuisce nei punti vendita di Vicenza (contrà Pedemuro San Biagio 42 e via Battaglione Framarin 76), Alte (via Da Vinci 27), Bassano (via Gamba 40 e parrocchia Santa croce), Dueville (viale dei Martiri 25), Isola (piazza Marconi 10), Sandrigo (via S. Gaetano 10), Schio (via Pasubio 21), Thiene (via Trieste 123), e Zanè (Patronato S. Pio X).
Interessante il cineforum che si svolgerà stasera e i mercoledì 7, 14, 21 e 28 ottobre alle Barchesse di Dueville, dove verranno proiettati, rispettivamente, l'anteprima di "The future of food" (film-documentario in stile Michael Moore sui prodotti non etichettati e geneticamente modificati che nell'ultimo decennio hanno invaso gli scaffali dei market Usa); "Campi di fragole" (sulle piante di fragole destinate al mercato europeo coltivate a Gaza,); Storie di terre di rezdore (dove il dialetto modenese è sottotitolato in...italiano) e "Libera terra tutti". Altre iniziative saranno sabato il gazebo in centro storico a Vicenza, domenica la degustazione di prodotti nella Bottega del Mondo di contrà Pedemuro S. Biagio e il 18 ottobre l'accoppiata gazebo-degustazione in negozio che interesserà Bassano. Il 29 ottobre all'Equobar di Strada Marosticana incontro con un nuovo produttore di thè biologico, l'indiana Tpi-Potong. Infine, a Lerino il 30 ottobre e il 6 novembre serate di cucina equosolidale.
«Autorità mondiale
sui flussi migratori»
Maria Elena Bonacini
Diritto a migrare e a non migrare, integrazione che non sia assimilazione, redistribuzione della ricchezza attraverso la responsabilità sociale del consumatore e riforma delle organizzazioni e dell'economia internazionale anche attraverso un'autorità politica mondiale che regoli i flussi. Sono queste alcune delle questioni affrontate ieri sera da mons. Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, nel convegno organizzato dalla Fondazione Migrantes della diocesi di Vicenza sul tema "L'enciclica Caritas in Veritate e la pastorale per i migranti". Marchetto, accolto dal vescovo Cesare Nosiglia e dal direttore della Fondazione, don Mauro Lazzarato, ha ribadito i concetti espressi in mattinata agli studenti di quattro istituti superiori, partendo dall'enciclica di Benedetto XVI.
A proposito dei migranti il sacerdote ha insistito sul rispetto dei diritti delle persone, tra cui quello a non migrare, chiedendo «l'impegno dei governi a far sì che non ci sia la necessità di emigrare per vivere conformemente alla propria dignità umana. Se ci fermiamo allo 0,11 per cento del Pil per gli aiuti allo sviluppo come possiamo però dire che stiamo applicando gli accordi del 2005 (0,56 per cento) o la richiesta di Paolo VI dell'1 per cento?». Marchetto ha poi ribadito che «quello ad emigrare fa parte dei diritti umani. I Governi hanno diritto a regolare i flussi migratori, ma sempre nel rispetto dei diritti e distinguendo tra flussi "economici" e di rifugiati politici». E al Governo italiano, oltre ai respingimenti - pur non nominati - contesta «che la legge sulla sicurezza rende più difficile inviare a casa le rimesse che contribuiscono allo sviluppo dei paesi d'origine». Della Francia critica invece l' "immigrazione scelta" che «fa entrare solo i cervelli, in una logica non molto cristiana».
Per quanto riguarda le cause di questa emigrazione il prelato indicato «l'insicurezza della vita, in conseguenza della fame, della situazione dell'acqua, sempre più difficile, nei problemi riguardanti agricoltura, energia e ambiente. Nella globalizzazione l'umanità è interconnessa e la redistribuzione della ricchezza passa anche dalla responsabilità sociale del consumatore. Servono poi una riforma dell'Onu e dell'architettura dell'organizzazione economica internazionale. Sarei favorevole ad un'autorità politica mondiale che organizzasse i flussi migratori».
Un lungo discorso il monsignore lo dedica anche all'integrazione, «che non deve essere assimilazione. L'immigrato deve adattarsi ai modi di vita locale, ma non trascurare le proprie radici culturali. Certo gli immigrati devono fare passi necessari al loro inserimento, come imparare la lingua e restare nella legalità, ma accanto a questo serve un'accoglienza, della quale un dialogo aperto e rispettoso delle identità è il motore necessario. Con i migranti deve poi esserci reciprocità e chi viene qui e trova libertà religiosa e di culto, deve essere "avvocato" dei cristiani nel proprio paese».
Non è mancata anche una contestazione da parte di don Antonio Uderzo, che ha accusato l'enciclica di non essere «evangelica» e di usare «parole di equilibrio, mentre a volte c'è bisogno di parole profetiche. Le lodi sono venute dai poteri forti, perché significa una legittimazione cristiana ad andare avanti così, facendo solo qualche opera di solidarietà.
I poveri non la leggeranno perché ha un linguaggio troppo complicato». Accuse rispedite al mittente da mons. Marchetto, che ha anche ribadito la richiesta agli Stati che ancora non l'hanno fatto (tra cui l'Italia) di firmare la Convenzione interazionale Onu sui diritti dei migranti e delle famiglie.
L'ex area Domenichelli dormitorio e terra di spaccio
Chiara Roverotto
Vicenza. Le immagini sono più eloquenti di ogni discorso. Di qualunque presa di posizione. Di qualsivoglia parola pronunciata contro una situazione che non trova risposte risolutive, ma solo interventi tampone. L'ex area Domenichelli di via Torino, bonificata dai pannelli di amianto che coprivano il tetto e "sigillata" per impedire che diventasse un dormitorio per immigrati, è tornata ad essere quella che era. Terra di spaccio, brandine all'aperto, una discarica sotto il sole con montagne di rifiuti tra cui siringhe e preservativi, visto che la notte diventa la strada dell'amore mercenario. Il tutto sotto gli occhi dei residenti…Stanchi di protestare, di scrivere lettere, di far sentire la loro voce.
DEGRADO E SICUREZZA. Due concetti difficili da mettere assieme quando le difficoltà da superare per risolvere il primo e mettere in pratica il secondo sono molte: logistiche, culturali, etniche. Sta di fatto che il comitato di viale Milano non ha intenzione di lasciare nulla d'intentato e un paio di giorni fa ha chiamato nuovamente a raccolta l'assessore alla sicurezza Marco Dalla Pozza, il comandante dei vigili Cristiano Rosini, la dirigente dell'assessorato alle attività economiche, Giovanna Pretto, il vice questore Michele Marchese.
Un sopralluogo dove finisce la città e comincia l'inferno... Fatto di giovani che spacciano, di immigrati che cercano rifugio poco lontano da via Firenze, diventata ormai la strada dell'immigrazione dove la concentrazione di call-center, negozi etnici, agenzie ha fatto sì che si trasformasse in una via dove la presenza di stranieri è sempre più alta. «Addossati al muro a tutte le ore del giorno e della notte con lattine di birra in mano. Spesso sono ubriachi, molesti, danno fastidio, importunano i passanti». Florio Cappon potrebbe parlare per ore, ma i problemi sono quelli di sempre anche se i controlli delle forze dell'ordine sono aumentati( 73 arresti) in pochi mesi e l'Amministrazione comunale si sta rimboccando le maniche.
RICHIESTE. Ciò non toglie che la lista delle richieste sia lunga anche perché il degrado aumenta e, soprattutto, è sotto gli occhi di tutti. Regolamentare gli orari dei call-center con chiusura obbligatoria festiva e domenicale, l'abbattimento dei fabbricati nell'ex area-Domenichelli. Pensare ad una recinzione nell'area Ingui Ftv e in quella della Provincia sul lato di via Genova, aumentare i controlli sui consumi di alcolici lungo le strade (via Firenze, Torino e Genova), presenza fissa di una pattuglia della polizia municipale nella rotatoria di viale Milano, limitazione dell'apertura di nuovi call-center e di sale scommesse e giochi (la prossima è quasi pronta in viale Torino e sarà la terza) e, infine, incrementare il lavaggio delle strade usate spesso come latrine all'aperto e non solo.
IL COMITATO. «Abbiamo parlato con persone disponibili. Ci rendiamo conto - puntualizza Cappon - che non tutto può essere risolto dalla sera alla mattina. Intanto questura e Comune ci hanno assicurato che i controlli verranno incrementati. L'ex area Domenichelli rientra nel Pat per cui sappiamo che in futuro troverà utilizzi diversi. Hanno promesso che le Aim puliranno le strade più frequentemente. L'assessorato all'Annona valuterà come regolarsi in merito al numero di sale gioco concentrate nell'area. Alla fine noi vogliamo solo una maggiore vivibilità per il quartiere. Ce lo chiedono i cittadini. Tocca alle Amministrazioni rispondere».
Tra qualche mese ancora un sopralluogo. Intanto cambierà qualcosa?
Musica
e performance
per la pace
e per Gandhi
«Oggi è il 140° anniversario della nascita di Gandhi. Nell'aria si respira il rumore dei passi in fermento. Si avvicina l'evento più atteso negli ultimi anni, che passerà anche per Vicenza, a Campo Marzo, alle 14 dell'8 novembre: la Marcia Mondiale per la pace e la Nonviolenza. Una proposta concreta di mobilitazione sociale senza precedenti che accomunerà tutti i continenti in un unico percorso, quello della pace e della non-violenza».
Sono le parole scelte da Silvano Caveggion, del Tavolo per la consultazione, che ieri nella sede della Casa per la Pace ha presentato le due giornate gandhiane che si svolgeranno oggi e domani a Campo Marzo.
Si tratta di due delle anteprime organizzate in attesa del passaggio a Vicenza della marcia di 160mila chilometri, che proprio oggi prende il via da Wellington, in Nuova Zelanda, per attraversare tutti e 6 i continenti, 90 paesi, e raggiungere le pendici del monte argentino Aconcagua, a Punta de Vacas, il 2 gennaio 2010.
La Vicenza del Dal Molin, della Ederle, di site Pluto e degli altri siti militari Usa è stata scelta dagli organizzatori della marcia come una delle tappe più simboliche. E questo pomeriggio alle 18, a Campo Marzo, in collegamento internazionale con Wellington, un inviato speciale racconterà in diretta le emozioni della partenza della marcia mondiale. Seguirà un doppio concerto dedicato alla pace, con Funksoulbrothers DJset e Luca Bassanese. E domani, altro evento dedicato alla nonviolenza. Campo Marzo ospiterà un'opera-azione artistica: Gandhi's UpStandingNetPoint.
«La statua di Gandhi in Campo Marzo costituirà un punto permanente di pace- spiega Caveggion- attorno al quale alle 17.30 saranno disposti centinaia di computer che, collegati fra loro e con il mondo intero, invieranno al tramonto un messaggio comune di pace in tutto il pianeta, avvalendosi delle più potenti piattaforme di rete a livello internazionale, tra cui Ipeace». L'opera sarà accompagnata da musica meditativa/preparatoria di Krsna Prema aka Paolo Tofani (ex Area ). E dalle 16.30, sempre in Campo Marzo, verranno realizzate le installazioni di "Ponte per la pace" di Francesco Rugiero e "Lettere Disarmanti" di Leni Sibilio. A concludere la serata, alle 21.30 concerto dei Radiodervish. Il calendario delle iniziative gandhiane e nonviolente è reperibile anche su www.siamovicenza.it, sito del Tavolo per la consultazione, nato in occasione del referendum autogestito del 5 ottobre 2008 sul dal Molin, in cui 24mila vicentini si recarono alle urne dei gazebo per dire no a nuove basi militari a Vicenza. Francesco Ambrosi, uno dei portavoce del Tavolo, osserva: «Non si deve pensare che le iniziative nonviolente siano solo simboliche. Sanno invece incidere nel concreto, come dimostra la recente rinuncia del presidente Usa Obama alla realizzazione dello scudo antimissile in Polonia e Repubblica Ceca, dove una vastissima mobilitazione popolare, con petizioni e iniziative, ha bloccato la ratifica di trattati». G.M.MAS.
Eternit-amianto abbandonato
nel parcheggio
Roberto Luciani
Vicenza. Un sacchetto contenente materiale edile aperto e abbandonato addosso ad un albero nel parcheggio Aim di viale Cricoli. Si tratta con tutta probabilità di eternit - «al 99,9% è così», confermano di fronte alle foto scattate all'Ufficio Ambiente del Comune - e quel che è peggio, di eternit ridotto in vari pezzi. Un giacimento piccolo ma altamente pericoloso di amianto: in queste condizioni, infatti, vi è un rilascio continuo di fibre nell'aria ed è nota la cancerogenità del minerale. Chi l'ha portato lì probabilmente voleva evitare l'onere dei costi di smaltimento, per i quali, a occhio e croce, non basterebbero 500 euro, ma il comportamento, fosse confermato il tipo di materiale, sarebbe a dir poco criminale. Qui, infatti, il via vai di persone è continuo, trattandosi del primo parcheggio di interscambio con il centro città ed i principali uffici cittadini, ospedale S. Bortolo in primis. A segnalare lo scarico pericoloso è stata una dipendente pubblica, trovatasi a parcheggiare proprio di fronte alla pianta: a quanto pare, ne avrebbe denunciato la presenza al personale in servizio già nel tardo pomeriggio di martedì, ma ieri mattina il sacchetto era ancora lì con tutto il suo ingombrante contenuto. Di qui una nuova segnalazione agli uffici comunali dell'assessore Antonio Dalla Pozza, per le necessarie verifiche ed il conseguente intervento di rimozione e smaltimento. «I cittadini - ricordano da piazza Biade - debbono sapere l'eternit, anche in quantità modeste, è un grande pericolo per la salute quando viene rotto e sbriciolato. Anche per la salute di chi lo ha messo lì che probabilmente non si è reso conto dei rischi a cui ha esposto se stesso e gli altri».
Ieri alle 11 comunque l'Aim ha recuperato il materiale e ha avviato i controlli per analizzarlo e stabilire come operare.
Ztl, cento multe in media al giorno
Sono un centinaio le multe giornaliere rifilate dalle telecamere poste a guardia della zona a traffico limitato. Gli ultimi dati elaborati dal comando della polizia locale e consegnati all'assessore alla sicurezza Antonio Marco Dalla Pozza fotografano una realtà per molti aspetti sorprendente. Il sistema automatico di rilevazione elettronica a distanza delle infrazioni è entrato a regime a inizio luglio. Tre mesi dopo gli ingressi irregolari continuano a essere numerosi, nonostante le campagne informative, nonostante il clamore sui mass media, nonostante gli avvisi e i cartelli in prossimità delle otto porte alla Ztl.
Il problema è che appare impossibile farla franca: chi viola il perimetro della Ztl in centro storico senza avere i regolari permessi viene automaticamente multato dalle telecamere. Nelle prime settimane la media era di 140 verbali da 71 euro al giorno. Ad agosto c'è stato un calo, ma ora da qualche tempo si assiste a un assestamento nei numeri. Dalle tabelle risulta che il varco più sforacchiato è quello di contrà Carpagnon. G.M.M.
Il biotestamento al voto. Ma c'è il rischio del rinvio
Gian Marco Mancassola
Se fosse una partita di calcio converrebbe giocare la tripla: 1-X-2. Se la merita il testamento biologico, iscritto all'ordine del giorno del consiglio comunale che si riunisce tra oggi e mercoledì in una tripletta di riunioni dedicate, tra gli altri temi, a variazioni di bilancio e stato di attuazione del programma amministrativo. Nel menu spicca anche la delibera di iniziativa popolare, validata dalla raccolta di oltre 500 firme, che propone l'istituzione di "un registro comunale per raccogliere le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari". La vigilia del dibattito in aula è stata segnata da un'altalena di umori. In un primo momento il barometro di palazzo Trissino ha segnato un clima decisamente favorevole al documento, transitato in quinta commissione "Servizi alla popolazione" con ampi consensi, rispecchiando quella convergenza già racimolata dalla mozione consiliare presentata qualche mese fa da una quindicina di consiglieri e avente medesimi obiettivi. Il fine settimana, al contrario, ha spostato la lancetta sulle nubi: la tentazione di frenare, di attendere le evoluzioni parlamentari, di attendere un'ulteriore riflessione, di rinviare il voto in aula.
L'oggetto è stato iscritto all'ordine del giorno senza che la giunta e il sindaco Achille Variati esprimessero una posizione ufficiale. I rumors di palazzo dicono che i tentennamenti verrebbero proprio da lì, dall'ala cattolica del centrosinistra. Tra i sostenitori della delibera si segnala in prima fila Giovanni Rolando, capogruppo della lista "Variati sindaco" e presidente della quinta commissione, nonché primo firmatario della mozione, controfirmata anche da altri 11 consiglieri di maggioranza, oltre a Cinzia Bottene, Claudio Cicero e Domenico Pigato dell'opposizione. Rolando cita l'esito della votazione in commissione: nessun contrario.
«È un argomento complesso - argomenta Rolando - ma la grande consapevolezza del tema e la pacatezza dei ragionamenti che finora hanno caratterizzato il dibattito in Comune fanno ben sperare in un esito positivo anche in Consiglio, senza pregiudiziali di schieramento su un grande problema sociale come hanno dimostrato i casi Englaro e Welby, e in piena libertà di coscienza».
Libertà di coscienza, alla pari del presidente della Camera Gianfranco Fini, invoca anche Maurizio Franzina, consigliere del Pdl: «Io sono favorevole, ma parlo a titolo personale. Questo è un tema che divide, anche il mio partito. Noto una maggioranza locale piuttosto compatta e per questo mi chiedo se il sindaco Variati sia in sintonia con la sua maggioranza. Sento dire che, non so se su suggerimenti esterni, avrebbe una posizione diversa, tanto da essere tentato a richiedere un parere al segretario generale. Che cosa deciderà di fare Variati? E la sua maggioranza lo seguirà?».
Cortei, un coro
di "no" al divieto del Corso
«La maggioranza dei gruppi consiliari è contraria alle limitazioni dei cortei in centro storico, in particolare in corso Palladio e in piazza dei Signori. Lunedì riferirò la posizione dei capigruppo al sindaco Achille Variati, a cui spetta l'espressione di un parere sulla proposta avanzata dalla prefettura». Lo annuncia Luigi Poletto, presidente del consiglio comunale, che ieri ha diretto una conferenza dei capigruppo chiamata ad esprimere un orientamento sull'applicazione a Vicenza della direttiva del ministro dell'Interno Roberto Maroni a protezione dei centri storici e delle aree ritenute sensibili.
La prefettura, dopo un ciclo di consultazioni effettuate a inizio anno con forze politiche, istituzionali, sindacali ed economiche, aveva trasmesso al Comune una proposta confezionata dalla questura per escludere dalle manifestazioni alcune aree della città, individuando una serie di percorsi predefiniti.
In particolare, nel documento venivano etichettate come aree sensibili la zona dell'ospedale S. Bortolo, la stazione dei treni e alcuni settori del centro storico, come corso Palladio e piazza dei Signori. Sul tema è stata anche organizzata una manifestazione di protesta. Interpellato per esprimere un parere, il sindaco Variati ha scelto, durante l'estate, di consultare prima i capigruppo consiliari. Ieri il presidente Poletto ha voluto tirare le somme, concludendo un dibattito avviato a inizio settembre.
Ne è emersa una netta frattura tra centrosinistra e centrodestra. Manuela Dal Lago (Lega nord), Francesco Rucco (Pdl) e Massimo Pecori (Udc) si sono sostanzialmente schierati a sostegno della proposta targata prefettura e questura. Le tre liste di maggioranza (Federico Formisano per il Pd, Giovanni Rolando per la lista Variati sindaco e Stefano Soprana per Vicenza capoluogo) hanno invece richiesto la disponibilità a mantenere aperti ai cortei sia il corso che la piazza simbolo della città. Con loro anche Cinzia Bottene di Vicenza libera e Claudio Cicero di Impegno a 360° gradi, con posizioni più o meno radicali. È stata aperta una riflessione sulla possibilità di gestire i cortei in base agli orari, per non entrare in conflitto con lo shopping nei giorni più caldi.
Il pallino passa ora nelle mani del sindaco, che dovrà trasmettere la posizione dell'amministrazione comunale al prefetto. G.M.M.
"Babybuskers" teatro in strada per beneficenza
Maria Elena Bonacini
Vicenza. Clown, maghi, acrobati, ventriloqui e burattini in centro per divertire i bambini e per aiutare quelli meno fortunati.
Domani dalle 16 alle 18.30 e domenica dalle 11 alle 18.30 torna nelle piazze Babybuskers, la manifestazione di teatro di strada giunta ormai alla settima edizione che trasformerà Vicenza in un grande teatro a cielo aperto.
Protagonisti saranno artisti di strada provenienti dal territorio, dall'Italia e dall'estero: accanto all'autoctono Faki il fachiro, ci saranno infatti, tra gli altri, gli Extra-quotidiana, dalla Spagna, con lo spettacolo "Sconcerto extra-muto-clown", la magia di Mr Scomparelli & Maga Elisa, i burattini di Alberto de Bastiani con "Il segreto di Arlecchino e Pulcinella" e quelli di Dante Cigarini con "L'unguento miracoloso".
Novità di quest'anno sono i due spettacoli co-prodotti dal festival, ovvero "Water", la clowneria funambolica dei Solodasole, e "Noi, voi e la strada" de I 4 Elementi.
Tra le esibizioni ci saranno anche le acrobazie clownesche dello spettacolo "Non solo fumo" di Urania Marchesini, che è anche docente del corso di teatro di strada organizzato dal Comune nell'ambito dell'iniziativa "PerFormAzione".
La due giorni di spettacoli, organizzata dall'associazione Meccano 14 con il sostegno di Comune, Provincia, Lions club Vicenza Host e Leo Club, è stata presentata ieri mattina da Bruno Biasiolo, dell'associazione, dall'assessore provinciale ai giovani Andrea Pellizzari, da Loretta Simoni, dell'assessorato comunale alla cultura e dal presidente del Lions club Gianluigi Visentin.
«Quest'iniziativa - spiega Pellizzari - ha una grande valenza, perché unisce il divertimento destinato ai bambini all'aspetto benefico. È una formula che, in collaborazione con i club Lions, vogliamo estendere anche in altri comuni della provincia».
Un'idea pienamente condivisa da Biasiolo, «visto che negli ultimi anni abbiamo avuto pubblico da Verona e Padova e negli anni è nato un bel movimento attorno alla manifestazione, anche con persone che in questo modo potranno portare in giro il nome di Vicenza».
Particolarmente importante è soprattutto il fine benefico: «Il cappello degli artisti - continua Biasiolo - sarà totalmente devoluto a due associazioni che si occupano di ragazzi in difficoltà: il Villaggio Sos e l'istituto Palazzolo S. Chiara. Una delle novità di questa settima edizione è poi la pesca di BeneVicenza, che metterà in palio oggetti di artigianato artistico fatti con materiali di recupero, oltre a premi regalati dai negozianti. In questo caso l'incasso sarà invece destinato alla cooperativa "La Vigna" di Longare».
E a proposito di incassi, l'organizzatore ha un sogno: «Superare le somme degli altri anni, quando i "cappelli" ammontavano sempre a circa 3mila euro. Contando che quanto lasciato dai cittadini andrà totalmente in beneficenza speriamo di andare molto oltre».
Anche perché queste somme hanno avuto un grande significato per le Suore Poverelle del Palazzolo, come ha raccontato Suor Marilena: «L'anno scorso l'associazione "Famiglia Sì" ci ha chiesto di ospitare una culla termica per i bimbi abbandonati e la cifra dei Babybuskers è stata la prima goccia per questo progetto».
Nuova Aim
è scattata
la rivoluzione
a S. Biagio
Gian Marco Mancassola
Scatta la rivoluzione nel quartier generale di Aim a San Biagio. Nei piani di Comune e Aim c'è una radicale trasformazione della sede centrale della Spa, con l'obiettivo di alleggerire il polo operativo collocato in pieno centro storico. La prima fase sarà il trasferimento di tutte le strutture gestite da Aim Reti, dislocate nel "retrobottega" di S. Biagio.
VIA FUSINIERI. La prima mossa concreta è stata approvata ieri dalla giunta Variati, che ha approvato il preliminare di vendita dell'area di via Fusinieri. Aim acquisterà la piattaforma che oggi ospita il deposito degli autobus al prezzo di 2,7 milioni di euro, con un'opzione per rilevare anche i terreni adiacenti al prezzo di 1,8 milioni di euro. L'operazione, presentata dall'assessore al Bilancio Umberto Lago, è tesa a chiudere una volta per tutte una partita avviata nel 2002, quando nel programma di alienazione dei beni comunali venne inserita anche quella proprietà, che comprende gli uffici e l'officina trasporti, l'area dell'ex gasometro e la cabina elettrica. In base alla proposta avanzata dal presidente Roberto Fazioli, Aim salderà subito un quinto del prezzo pattuito, mentre il saldo sarà versato in sette rate annuali di 308 mila euro ciascuna. Aim, che avrà possesso e disponibilità dei beni fin dalla sottoscrizione del preliminare, avrà il diritto di opzione anche su un rimanente terreno di proprietà comunale che potrà acquistare entro la fine del 2011.
LE OFFICINE. A fine luglio, anticipando i contenuti del Pat, a palazzo Trissino si erano sbilanciati fino a ipotizzare in via Fusinieri il trasferimento di tutto il quartier generale di Aim. Questa ipotesi, stando alle parole di Lago, appare tramontata: «Valutazioni economiche, industriali ed urbanistiche - spiega l'assessore al Territorio, Francesca Lazzari - stanno convincendo Comune e azienda a procedere per step, tenuto conto dell'impegnativo processo di risanamento aziendale in corso». Gli obiettivi a breve prospettano un trasferimento in via Fusinieri di Aim Servizi a rete, riunificando in questo modo le officine.
IL FRONT OFFICE. Gli uffici amministrativi, invece, resteranno a S. Biagio e saranno inclusi in programmi a lungo termine: c'è un ampio ventaglio di ipotesi, tra cui il trasferimento accanto al futuro nuovo municipio nell'area dell'ex Domenichelli, lasciando il polo di S. Biagio a un destino a vocazione culturale e residenziale. Nelle prossime settimane, invece, sarà celebrato il via ai lavori di restyling del front office di contrà S. Biagio. Il progetto è stato depositato da tempo in municipio e si attende la posa della prima pietra. Nell'ambito di questo programma di interventi, dovrebbe essere ampliato il parcheggio dei Carmini, sfruttando l'area liberata da Aim Reti. Sarà inoltre creato un percorso pedonale lungo il Bacchiglione. A Vicenza est si svilupperà il polo dell'igiene ambientale, liberando così il centro di S. Rocco. A Vicenza ovest, nella sede di Amcps, si trasferirà tutta l'area della progettazione e a fianco troverà spazio anche la sede di Acque Vicentine.
Asfalto da rifare: via ad altri
due cantieri
Vicenza. Ancora grandi asfaltature, ancora disagi per il traffico cittadino. L'Aim e il Comune, dopo i lavori delle ultime settimane, hanno annunciato ieri altri due cantieri delicati per la viabilità cittadina. Da domani mattina alle 4 infatti Aim e Amcps - che si scusano per i disagi arrecati - inizieranno a rifare il manto stradale di via Ferreto dei Ferreti, la strada del cavalcavia. Il transito veicolare sarà consentito su metà carreggiata, a fasi alterne nei due sensi di marcia, per tutto il giorno fino alle 20. I lavori dureranno anche venerdì.
E i disagi in zona ovest saranno raddoppiati perché in contemporanea il Comune annuncia che i grandi cantieri di riasfaltatura si spostano proprio da domani in viale Crispi, dove il lavoro durerà per più di una settimana, fino a venerdì 2 ottobre. «Le 144 famiglie e i 15 esercizi pubblici che si affacciano sulla via, come già sta accadendo per i residenti di strada di Bertesinella - sottolinea il Comune - saranno avvisati dell'apertura del cantiere da una lettera dell'assessore alla mobilità Ennio Tosetto. L'intervento, che prevede il completo rifacimento della pavimentazione, potrà provocare qualche disagio ai residenti e alla viabilità, ma non comporterà la chiusura della strada, eccetto nei momenti in cui si dovranno asfaltare le rotatorie che incrocia il viale». Il cantiere inizierà dalla rotatoria di strada Cattane-via Battaglione Val Leogra e avanzerà progressivamente fino a viale Verona. Nei prossimi giorni si asfalterà anche il tratto più a est di viale della Pace: dal rondò di via Vittime Civili di Guerra a viale Camisano. Anche in questo caso la circolazione non sarà mai interrotta, ma ci saranno inevitabili restringimenti stradali. I lavori dureranno circa 10 giorni.
«Si tratta di altri due cantieri - spiega l'assessore Tosetto - con situazioni di asfalto molto degradato che andavano assolutamente affrontate. Per quanto riguarda la zona est, dopo aver sistemato questo tratto di viale della Pace ci occuperemo anche della sua prosecuzione, cioè di viale Camisano, fino alla rotatoria con Cà Balbi. Anche quello è un tratto particolarmente ammalorato che da troppi anni aspetta una sistemazione, ma lì non potremo intervenire prima che Aim si sia occupata della messa in sicurezza delle linee del gas», cosa che avverrà in ottobre e servirà anche al maxi-cantiere dell'area Barcaro-Zaccaria.
Infine asfalto nuovo anche nella piccola via Sasso, laterale di viale Sant'Agostino ai Ferrovieri.
Pm10, subito i blocchi delle auto più vecchie