domenica, 14 marzo 2010

Area Berica

CAMBIA PAESE

Villaga.
Monte Cuccoli,
polemica
sulla cava 

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Eugenio Marzotto



Villaga. «Nessuna presenza di amianto e il rischio silicosi è un'invenzione, una bufala».
Non solo Villaga Calce rigetta le accuse di comitati e dell'ex sindaco Mara Crivellaro, ma contesta le ipotesi formulate dai tecnici che si oppongono all'escavazione sul monte Cuccoli.
A parlare è Giampaolo De Vecchi, già ordinario di mineralogia e pietrologia dell'Università di Padova, nonchè consulente dell'azienda che dal 2007 attende il via libera dalla Regione per l'ampliamento della cava.
LA RELAZIONE. «Come ho spiegato nella relazione tecnica inviata a Venezia, le campionature fatte ci dimostrano che non esiste presenza di amianto. Quando invece ho letto le osservazioni di chi si oppone all'ampliamento mi sono messo a ridere. In quella cava non c'è presenza di amianto, lo dimostrano i dati su quattro campioni presi, prelievi sufficienti per affermare che non c'è pericolo . Allora perchè spaventare la gente con delle notizie false? Se si vuole attaccare la Villaga Calce si trovino altri argomenti».
Il battibecco si consuma sul filo dell'accademia. Quella in atto è una sfida tra professori universitari: De Vecchi vuole rispondere alle dichiarazioni di Antonio Della Giusta, docente anch'esso di mineralogia a Padova, chiamato dai comitati anti cava a fornire spiegazioni tecniche e a dimostrare che l'escavazione è dannosa. «Mi dispiace collega, hai toppato», sembra dire il docente in pensione dopo che Della Giusta aveva sostenuto che «la scaglia rossa, necessaria alla produzione di calce, si trova sotto uno strato vulcanico. Per raggiungerla - aveva sostenuto il docente - sarà necessario spostarne 240 mila metri cubi e si tratta di rocce con presenza di silicati, in questo momento nessun studio esclude questo pericolo e i quattro prelievi di roccia fatti sono insufficienti».
Ma è lo stesso Arrigo Piovan, amministratore delegato della Villaga Calce a mostrare lo studio, datato gennaio 2010 e redatto oltre che da De Vecchi anche da Roberto Sedea del dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova. Piovan va dritto alla questione, spiegando che l'impatto ambientale sarà limitato.
IMPATTO. «Una cosa va detta - racconta Piovan - per ogni escavazione è previsto un ripristino, si scava e si chiude e tutto il lavoro verrà svolto all'interno dell'azienda, senza creare disagi alla popolazione. L'escavazione durerà sì 30 anni, ma saranno interessati piccoli lotti che uno ad uno saranno ripristinati. Noi peraltro siamo disponibili a ritoccare il progetto per evitare ogni tipo di impatto ambientale, ma non possiamo accettare che si parli di amianto e silicosi».
A reggere la tesi della Villaga Calce arrivano gli studi anche del medico aziendale e responsabile della 626 e della salute dei 42 dipendenti dell'azienda che ha sede a Villaga. È Massimiliano Rossi a mostrare i report periodici delle visite mediche. «Non abbiamo riscontrato in tutti questi anni alcun caso di tumore e dalle sperimetrie non compaiono disturbi legati all'attività polmonare. Posso dire che lo stato di salute dei dipendenti è buono e non c'è relazione con il materiale scavato».
Piovan dunque si affida agli esperti per smontare le accuse del comitato e dell'ex sindaco: «Per attaccare il progetto non si può far leva sulla buona fede della gente, il progetto si può discutere ma è scorretto far passare menzogne per delle verità».
La palla dopo le elezioni regionali passerà a Venezia.

Sarego.
Rivisti i numeri
civici e i postini
vanno in tilt

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Matteo Guarda



Sarego. Corrispondenza che arriva col contagocce o in ritardo, buste e pacchi che ritornano al mittente, postini che non sanno più che pesci pigliare. Sono alcuni dei disagi lamentati col cambiamento della toponomastica e l'assegnazione dei nuovi numeri civici che hanno interessato alcuni residenti e portalettere di Sarego. Non solo cartoline o il settimanale a cui si è abbonati, ma anche pagamenti in scadenza o missive con informazioni riservate che possono rischiare di finire nella cassetta sbagliata.
FENOMENO. «Un fenomeno che nelle tre zone che serviamo a Sarego interessa almeno 20 casi al giorno - fanno sapere da Poste Italiane - Un postino tenta sempre di consegnare tutta la posta del suo giro, e anche se gli indirizzi sulla busta non risultano più attuali cerca di rintracciare il reale destinatario di ogni corrispondenza». Ad affiancarli nello smistamento sono altri tre colleghi dell'ufficio.
«In tutto sei persone che devono occuparsi quasi esclusivamente di rintracciare dove va portata una lettera - affermano alle Poste - Nei casi dubbi si aiutano con vecchi diari di recapito o chiedendo in Comune, con cui la collaborazione è buona, ma queste indagini creano il protrarsi dei tempi di consegna e, nonostante l'impegno del personale, qualcosa purtroppo ritorna indietro».
La revisione delle vie e dei civici a Sarego è stata radicale. Più di un terzo sono di nuova creazione e le altre sono state revisionate daccapo. In un anno e mezzo è stata completata l'assegnazione delle targhette nel capoluogo e nella frazione di Monticello di Fara, mentre è in corso a Meledo dove ne restano ancora 800.
UFFICIO. «L'Ufficio è disponibile a ogni chiarimento - spiega Roberto Padovan dell'Anagrafe - Abbiamo portato il Comune a norma di legge assegnando un civico pedonale e uno carraio. Diamo una mano alle Poste per risolvere i casi difficili. Prima di partire abbiamo mandato una lettera ai cittadini avvisando cosa e come fare, in più il Comune ha avvisato gli enti e le principali aziende come Enel, Telecom, il gestore del gas e dei rifiuti, ma allo sportello ci sono capitate persone che tenevano la lettera ancora sigillata in mano. Le altre utenze private tocca al cittadino avvisarle, il Comune non può sapere che banca ha uno».
«L'amministrazione comunale - spiega l'assessore ai lavori pubblici Giorgio Faedo - si è presa l'onere di portare a compimento un lavoro che nessuno aveva svolto da trent'anni. Ci vuole un po' di comprensione perché si tratta di un'operazione imponente che tra breve porteremo a compimento in vista del censimento dell'anno prossimo. Il passo successivo sarà comunicare gli indirizzi ai gestori dei navigatori satellitari in modo da risolvere problemi di rintracciabilità».

18 Comuni
passano
all'energia
solare

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Matteo Guarda



Il solare piace al pubblico e aiuta i bilanci, di certo non floridi, dei piccoli Comuni dell'Area Berica.
Sono pronti a partire 18 progetti per l'installazione di pannelli fotovoltaici da collocare in altrettanti edifici pubblici di ciascuna delle amministrazioni comunali socie dell'Esco Berica per produrre fino a 800 mila chilowatt ora all'anno di energia elettrica con un risparmio complessivo per le casse municipali che sfiora il mezzo milione di euro.
LA SOCIETÀ. Costituita poco più di un anno fa nella forma di srl, ma interamente a capitale pubblico, l'Energy service company berica è una società di servizi energetici accreditata presso l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ed è presieduta dall'ex sindaco di San Germano, Mirko Paccagnella, che la gestisce col resto del Cda formato da Stefano Pelloso, vicepresidente dell'Ordine degli ingegneri di Vicenza, e dall'assessore di Pojana Maggiore, Federico Ginato.
I COMUNI. Per operare, non avendo dipendenti, si avvale di volta in volta di consulenze esterne in campo tecnico e amministrativo. Domiciliata nel municipio di Lonigo, ha tra i suoi fondatori anche Albettone, Alonte, Arcugnano, Asigliano, Barbarano, Brendola, Campiglia, Grancona, Lonigo, Mossano, Noventa, Orgiano, Pojana, S. Germano, Sarego, Sossano, Villaga e Zovencedo.
SINERGIA. Il piano energetico solare messo in campo dall'Esco Berica prevede che tutti gli impianti fotovoltaici progettati saranno a pieno regime entro i prossimi sei mesi e insieme immetteranno nella rete elettrica quasi un megawatt di energia autoprodotta l'anno che in euro, secondo la stima d'incasso iscritta in conto economico, diventano 350 mila.
Soldi che arriveranno dal Conto Energia, l'incentivo erogato con l'assegno del Gestore del servizio elettrico nazionale cui devono essere sommati gli altri 125 mila euro del minor costo sulla bolletta.
I VANTAGGI. «Per i Comuni l'intera operazione è a costo zero - afferma il presidente Mirko Paccagnella - perché gli impianti verranno realizzati a spese dell'Esco Berica e si ripagheranno da sé proprio attraverso questi incentivi e risparmi. L'unico onere sarà la convenzione per l'uso dei tetti degli edifici dove verranno posati gli impianti».
La spesa sarà ammortizzata in dieci anni a fronte di una ita di esercizio dei pannelli di almeno venti.
PROGETTI. Nel futuro prossimo prospettato dalla nuova società in ballo c'è anche una fase due per la costruzione di impianti per un altro megawatt e mezzo, il doppio dell'attuale. «Sono da collocare in edifici non disponibili da subito - spiega il presidente ed ex sindaco di S. Germano, Mirko Paccagnella - ma quando saranno operativi genereranno ulteriori economie di scala. Sarà anche questo il modo per ripagare le spese e spetterà succesivamente ai soci, cioè ai Comuni dell'Area Berica , decidere come impiegare gli utili da queste attività».

Lonigo. Baruffe
sul leone
tra candidati
Si cambia il logo

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Lino Zonin



Lonigo. La campagna elettorale è appena iniziata e già si profila la prima baruffa tra due concorrenti alla poltrona di sindaco. Ad accendere la miccia il candidato di "Civitas Leonicena" Paolo Rosin, che ha denunciato la riproduzione - a suo dire - impropria da parte della lista civica "Boschetto per Lonigo" dell'immagine del leone rampante raffigurato nello stemma cittadino.
Con una lettera inviata al commissario prefettizio, Sergio Porena, lo stesso giorno della presentazione delle liste, Rosin ha sostenuto che «l'uso dello stemma cittadino deve formare oggetto di specifica disciplina regolamentare dell'ente. In mancanza di tale autorizzazione, si prega di precludere l'utilizzo dello stesso anche per mera par condicio tra le liste presentatesi, le quali, nel rispetto delle regole democratiche e del confronto, non possono, con simboli ingannevoli, far credere di rappresentare pro parte l'intera collettiva leonicena».
Lo staff di Boschetto è corso ai ripari cambiando il colore dello sfondo del logo da azzurro in marrone, eliminando la lingua rossa dalla bocca del leone e togliendo lo spicchio di luna vicino alla zampa destra. La soluzione non ha però convinto Rosin, il quale ha sollecitato nuovamente il Commissario perché intervenga in maniera drastica.
«Risulta inaccettabile - ha scritto il candidato di Civitas Leonicena con una seconda lettera - che vi possa essere una grossolana e maldestra manipolazione dello stemma per dichiarare che è semplicemente diverso nel colore di fondo: in una stampa in bianco e nero o in toni di grigio questo dato non si può cogliere, come non può essere colta la mancanza della luna sulla zampa sollevata del leone. Mi appello al Commissario, affinché eserciti il diritto dei cittadini leoniceni a vedere onorato e rispettato un simbolo che è proprio della città di Lonigo e che non può essere mistificato e falsato».
Spetta ora a Porena decidere se Boschetto dovrà nuovamente modificare lo stemma.

Noventa.
Auto in centro?
Sì al 73%

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Felice Busato



Noventa. Netta vittoria dei sì, ma anche dell'astensionismo.
Questo l'esito dopo due mesi di urna aperta del referendum (senza quorum) indetto dal Comune sull'apertura o meno del tratto antistante villa Barbarigo che ha visto 425 voti favorevoli (73%) e 155 contrari (26%), un eloquente responso profilatosi ben presto durante lo spoglio svoltosi nella sala Giunta alla presenza del sindaco Spigolon, di vari assessori e consiglieri di maggioranza e di minoranza.
I SOSTENITORI. Un verdetto che era un po' nell'aria vista l'adesione al sì con svariate motivazioni prima di Legambiente, poi del gruppo consiliare "Coltri per cambiare" e del Pd, infine di un comitato spontaneo di 45 negozi ed esercizi pubblici del centro storico, mentre il No non ha raccolto alcun sostegno ufficiale.
«Una consultazione che ha rappresentato un importante momento di democrazia su un argomento molto dibattuto che ho voluto seguire personalmente per sentire l'opinione dei cittadini, dopo il monitoraggio sul traffico eseguito con l'apertura e la chiusura alle auto di tale tratto», ha spiegato il sindaco Marcello Spigolon.
Il primo cittadino non ha nascosto il rammarico per la bassa affluenza al voto (581 votanti, poco più dell'8 % dei 7.200 aventi diritto al voto la cui età partiva dai 15 anni) nonostante la proroga di un altro mese di un referendum privo di valore giuridico, ma dall'esito comunque vincolante visto il netto orientamento emerso della volontà dei residenti di mantenere aperto al traffico la principale strada del paese. Un orientamento che va rispettato.
I COMMENTI. «Un risultato inequivocabile, anche se è stata persa un'importante occasione di partecipazione amministrativa da parte dei cittadini», commenta con una punta di amarezza Gianluigi Coltri, soddisfatto da un successo del sì che «riduce gli effetti dell'inquinamento derivanti dalla chiusura al traffico di tale tratto come indicano i dati allarmanti di Legambiente e Arpav».
«Oltre all'astensionismo resta il rammarico di un percorso oneroso per le casse comunali visti i diversi ricorsi presentati contro la chiusura della strada», aggiunge Adelino Veronese che auspica assieme a Francesco Gambarotto (Lega Nord) «un progetto complessivo sulla viabilità noventana».
L'ASCOM. «Finalmente si è arrivati ad una scelta defintiva su una questione dibattuta e che soddisfa buona parte dei commercianti del centro, anche se il nostro semplice invito ad andare a votare ha avuto purtroppo una scarsa efficacia», commentano all'Ascom noventana la cui attenzione si sposta ora sui prossimi lavori di sistemazione di Corso Matteotti.
«Un successo del sì che avevamo auspicato per veder semplificata la viabilità e rendere più agevole l'accesso al centro storico, anche per non penalizzare le attività commerciali in un momento economicamente già delicato», conclude soddisfatto un rappresentante del comitato spontaneo dei negozi del centro.

Villaga.
La cava
della discordia

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Claudia Milani



Villaga. Scritte offensive sui muri del paese e volantini, ovviamente anonimi, distribuiti nelle case dei cittadini. Il filo conduttore è uno solo: la cava di Monte Cuccoli e l'opposizione al suo ampliamento.
Un progetto contro il quale si battono, da tempo, minoranza e comitato e che, ora, evidentemente, "infiamma" sempre più anche gli animi dei cittadini.
«Durante il nostro mandato - ha considerato l'ex sindaco, Mara Crivellaro - ci eravamo espressi chiaramente in merito. Il piano di ampliamento presentato avrà pesanti ripercussioni ambientali e per quanto riguarda la salute dei residenti. Non dimentichiamo che, durante la riunione indetta dal comitato, sia il geologo che il medico da noi invitati hanno espresso perplessità sull'impatto che la coltivazione del sito avrà nel corso degli anni.
Antonio Della Giusta, docente di mineralogia all'Università di Padova, si è soffermato sulle caratteristiche dei materiali oggetto di movimento o di estrazione puntualizzando che la scaglia rossa, necessaria alla produzione di calce, si trova sotto uno strato di vulcaniti. Per raggiungerla sarà necessario spostarne 240 mila metri cubi e si tratta di rocce formate da silicati, molti dei quali denominati amianto. In questo momento non c'è alcun studio da parte della ditta interessata che escluda questo pericolo».
Continua Mara Crivellaro: «Siamo preoccupati ed il drastico cambiamento di posizione dell'attuale sindaco non contribuisce a tranquillizzarci. Se prima delle elezioni, infatti, si era sempre detto contrario al piano ora sta invece dimostrando un'improvvisa apertura verso l'azienda tanto che, durante la riunione a Venezia della Commissione Via, si è semplicemente limitato ad affermare che il suo giudizio era sospeso».
La replica del sindaco non si è fatta attendere: «Personalmente credo nel valore della democrazia e quindi nella possibilità di critica o di dissenso che trovo sempre utili e vitali, soprattutto nelle decisioni importanti; ma il Comitato e la minoranza hanno scelto strade diverse, vengono diffusi volantini in cui l'unico denominatore è la calunnia. Con queste iniziative la comunità non cresce, non la si aiuta, anzi. I miei avversari mi rinfacciano di aver cambiato idea sulle cave: una volta sarei stato contrario e adesso sarei possibilista. Non è affatto vero. Sono contro l'apertura di nuove cave sui Colli Berici; purtroppo, in questo caso, ci troviamo ad affrontare la complessa problematica di ampliamento di un sito che è già esistente. Nel caso di Villaga Calce, inoltre, trattasi di un'azienda che dà lavoro a decine di famiglie che, in caso di chiusura dell'attività, potrebbero rimanere sulla strada. Credo che un sindaco debba tutelare gli interessi generali di una comunità, operando per il bene comune, e non farsi tirare la giacca dall'una o dall'altra parte».
«L'amministrazione - ha aggiunto Eugenio Gonzato - con la votazione dell'ordine del giorno dello scorso 18 dicembre, non ha fatto sconti a nessuno: si è voluto che il consiglio si esprimesse sulla vicenda, per rendere pubblico e trasparente l'orientamento, individuando i punti essenziali e fondamentali per i quali è necessario aprire un confronto con Villaga Calce. Con la presentazione del documento abbiamo tolto ogni alibi all'azienda, che ora dovrà avanzare proposte serie, concrete e convincenti, altrimenti non avrà il nostro consenso all'ampliamento. Nello stesso tempo invitiamo tutti coloro che sono contro il progetto ad avanzare le proprie ragioni, in modo pacato e civile. Anche il "no" dovrà essere motivato».

Montegaldella.
Pista ciclabile,
ok al primo
tratto

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Matteo Marcolin



Montegaldella. Il nastro è stato tagliato in quattro parti. Il sindaco di Montegaldella, Paolo Dainese, ha voluto simbolicamente passare il testimone agli altri rappresentanti dei comuni coinvolti nel progetto della pista ciclabile intercomunale. Ieri è stato inaugurato il primo stralcio (circa 350 metri in via Marconi) che proseguirà fino a Camisano passando per Montegalda e Grisignano.
L'intervento è costato 660 mila euro, di cui 423 finanziati dalla Provincia, 163 dalla Regione e 74 mila con risorse comunali.
«L'opera è stata pensata - ha chiarito Dainese- per rendere sicuri gli spostamenti di coloro che giornalmente si muovono nel centro del paese». Originariamente l'intervento era stato progettato diversamente, ma l'ex sindaco Giacomo Bertinato si era opposto all'innalzamento del manto stradale per ragioni paesaggistiche ed idrauliche (la pista ciclabile sorge in area golenale). Alla fine è stata scelta la soluzione meno impattantei. Per quanto riguarda la prosecuzione dell'opera, gli altri paesi interessati sono già al lavoro.
Camisano, col sindaco Renzo Marangon, ha anticipato che la prossima settimana sarà aggiudicato il primo tratto di pista che costerà 600 mila euro (in parte finanziata dalla Regione). Grisignano, con l'assessore Stefano Lain, ha chiarito che entro il 2010 partiranno i lavori anche nel suo comune.
Montegalda, attraverso il sindaco Riccardo Lotto, ha spiegato che un intervento di 348 mila euro (dalla rotatoria al semaforo verso Grisignano) è stato già appaltato. Precisa Lotto: «Ma per concludere l'opera serviranno ancora molti altri finanziamenti».
Per la Regione era presente l'ing. De Rai che ha anticipato la volontà di investire in tutto il territorio regionale più di 20 milioni di euro in piste ciclabili. All'inaugurazione erano presenti l'ex sindaco di Montegaldella Giacomo Bertinato, Gaetano Fontana (Longare), Flavio Scaranto (Grumolo) e per la provincia l'assessore Costantino Toniolo e il consigliere Eleutherios Prezalis.

Ospedale, la chirurgia verrà riorganizzata

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Lino Zonin



Lonigo. C'è preoccupazione a Lonigo per le sorti del servizio di chirurgia di giornata, uno dei reparti di eccellenza rimasti al ospedale San Giovanni Battista dopo la ristrutturazione di 15 anni fa. Voci insistenti annunciano la chiusura dell'attività nella giornata di martedì, con aumento del numero di prestazioni al lunedì. Se così fosse, saremmo di fronte ad una nuova riduzione del day surgery, dopo la soppressione degli interventi del venerdì, avvenuta qualche tempo fa.
Altrettanto diffusa è la sensazione che si tenti di mettere mano alla funzionalità dell'ospedale di Lonigo approfittando del vuoto amministrativo creatosi dopo la fine anticipata della legislatura. Dal maggio dello scorso anno il Comune è infatti privo di una guida politica e solo dopo le elezioni del 28 e 29 marzo un sindaco tornerà ad occupare la poltrona più importante di villa Mugna. Alcuni cittadini hanno manifestato i loro timori al commissario prefettizio Sergio Porena, il quale ha scritto al direttore generale dell'Ulss n. 5 per chiedere delucidazioni in merito.
«È stato qui segnalato - si legge nella lettera di Porena - che è intenzione dell'Azienda sanitaria ridurre di un giorno alla settimana l'attività svolta presso il reparto di day surgery dell'ospedale di Lonigo. La riduzione di tale servizio comporterebbe inevitabilmente un ulteriore allungamento delle liste di attesa che già ora prevedono nove mesi».
Il direttore generale Renzo Alessi ha risposto comunicando che «a direzione aziendale ha intenzione di rivedere l'organizzazione dell'attività di tutte le sale operatorie dei quattro presidi ospedalieri di Arzignano, Valdagno, Montecchio Maggiore e Lonigo. Gli obiettivi generali sono quelli di ampliare il numero di interventi, ridurre i tempi di attesa, aumentare l'efficienza e uniformare le procedure di qualità e di sicurezza del paziente prima, durante e dopo l'intervento chirurgico. Il progetto coinvolgerà in prima istanza i blocchi operatori e, a seguire, i reparti di degenza ordinaria e diurna fino all'intero ospedale relativamente ai servizi diagnostici e logistici. Sarà nostra cura aggiornare in tempo reale sugli esiti delle analisi organizzative».
Raggiunto al telefono, il direttore Alessi ha confermato i propositi espressi nella risposta a Porena aggiungendo: «Per ora non è in programma alcuna riduzione di servizi all'ospedale di Lonigo. Resta l'intento di riorganizzare l'intera struttura operatoria dell'Ulss con lo scopo di migliorare la qualità del servizio prestato agli utenti. Capisco che i leoniceni possano essere molto sensibili circa le sorti del San Giovanni Battista. Ricordo però che nei miei tre anni passati alla direzione dell'Unità sanitaria nessuna riduzione è stata operata all'ospedale di Lonigo».

Noventa.
Ecocentro in
rosso per colpa
degli evasori

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Felice Busato



Noventa. Vis col bilancio in rosso per colpa degli evasori. Presenta una perdita complessiva nel triennio 2006-08 di 79.000 euro il bilancio della società che gestisce per Noventa la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e la perdita è tutta da addebitarsi ai cittadini che non pagano la tassa.
Anche di questo si è parlato nell'ultima seduta il Consiglio Comunale che ha rinnovato all'unanimità il contratto fino al 2011 dopo aver approvato (con astensione della minoranza "Coltri per cambiare") il piano finanziario 2010 di 601.168 euro (con leggero aumento di 2104 euro rispetto a quello precedente dovuto all'inserimento dei costi dell'ecocentro) per definire la tariffa rifiuti che resta invariata.
«Si tratta di importi comunque presunti per il 2006-07 in quanto le avviate procedure di riscossione coattiva non si sono ancora concluse, mentre sono in fase di avvio per il 2008 - ha constatato l'assessore all'ambiente Cesare Giacomuzzo auspicando - un recupero di almeno il 50% dei crediti.
Le tariffe non saranno maggiorate dell'Iva dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ne ha stabilito la natura tributaria con gestione che torna al Comune in quanto il legislatore non si è ancora espresso su chi spetti tale competenza».
«Abbiamo fatto richiesta all'autorità garante della privacy per sapere se è possibile pubblicare sul periodico comunale i nomi di chi non ha pagato la tassa, un'evasione che coinvolge il 9% della popolazione e che è simile ad altri Comuni vicini,anche se il fenomemo era più contenuto quando il Comune gestiva direttamente il servizio», ha osservato il vicesindaco Carlo Alberto Formaggio.
«Alla VIS potrebbero essere affidati altri servizi visto l'oggetto sociale molto ampio», ha osservato Graziano Zattra (Con Zattra) col quale ha concordato Gianluigi Coltri (Coltri per cambiare) indicando quale possibile nuovo compito «lo svolgimento delle pratiche sul fotovoltaico - ricordando la proposta - di una gestione più economica della VIS creando un Cda a compenso simbolico per evitare le spese dell'amministratore e controllare meglio l'attività».
«I costi della VIS a livello di struttura (commercialista e amministratore) sono fermi al 2006 e ci stanno garantendo le tariffe tra le più basse della Provincia grazie ad un contratto favorevole con la SIT che ha in appalto il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti», ha replicato Carlo Alberto Formaggio condividendo la proposta di «affidare altri compiti alla VIS, anche se nel settore delle energie alternative si sta muovendo la società ESCO Berica che raggruppa 18 Comuni del Patto Territoriale».

Longare.
Ciclabile,
rebus appalto

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Claudia Milani



Longare. Pista ciclabile Noventa - Vicenza, i sindaci dei dieci comuni interessati fanno il punto della situazione. L'obiettivo è solo uno: poter finalmente ripartire con i lavori per dare al Basso Vicentino un'opera considerata fondamentale.
«Dopo la risoluzione del contratto con la ditta appaltatrice - ha spiegato il sindaco di Castegnero Giancarlo Campagnolo - due sono le possibili iniziative. La prima, più auspicabile perché permetterebbe di accelerare notevolmente i tempi, consiste nell'affidamento dei lavori ad un'altra azienda, seguendo la graduatoria della gara passata. Contatteremo quindi quella che si era classificata seconda e, nel caso in cui non fosse disponibile, si interpelleranno le altre, fino alla quinta. Solo allora, se l'esito sarà negativo, procederemo con una nuova gara. L'auspicio, e siamo ottimisti in merito, è che questo non sia necessario. Se tutto procederà come previsto, quindi, si potranno riaprire i cantieri in aprile e concludere la pista entro la fine dell'anno».
La riunione tra gli amministratori di Castegnero, Longare, Nanto, Mossano, Barbarano, Villaga, Campiglia, Sossano, Noventa, Agugliaro si è svolta ad una settimana dalla protesta di Giuseppe Pierantoni, titolare dell'omonima ditta di Albettone e dei i suoi dipendenti. «Si sono riuniti a Costozza sostenendo di voler essere pagati - ha spiegato ancora il sindaco - Non dimentichiamo che il Comune non ha alcuna responsabilità in merito. L'azienda era stata sollecitata per ben tre volte perché eseguisse il collaudo ma non lo aveva mai fatto.
Si è presentata per compierlo proprio nel giorno in cui avremmo dovuto iniziarlo noi: un'azione che è soltanto servita a far slittare i tempi». Solo una volta terminata questa fase si potrà avere un quadro generale di quanto finora è stato effettivamente svolto (e con che modalità) e di ciò che ancora resta da compiere. «I problemi con la ditta, purtroppo, si sono manifestati da subito: inizio posticipato, ordini di servizio mai rispettati, assenza di un direttore tecnico dei lavori dall'aprile scorso, esecuzione a rilento, per citarne solo alcuni. Tutti aspetti che ci hanno costretto a risolvere il contratto per gravi inadempimenti, sollecitati anche dai tecnici della Regione che, durante i sopralluoghi, avevano rilevato il ritardo delle opere». La ciclabile, un'opera da quasi tre milioni di euro, finanziata per un importo di 1,5 milioni dalla Regione, non dovrà superare il costo previsto inizialmente.
Ecco quindi che, se questo avvenisse, l'amministrazione potrebbe rivalersi sulla ditta Pierantoni. Aspetto che potrà giocare un peso sarà il "danno sociale" per il ritardo accumulato.

Orgiano.
Il centro
tra camion,
buche e disagi

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Claudia Milani



Orgiano. Traffico, soprattutto pesante, inquinamento e disagi. Tutti problemi non certo nuovi nel centro di Orgiano, attraversato dalla strada provinciale Berico - Euganea.
Da alcuni mesi, però, la situazione è peggiorata. Il manto stradale, infatti, è sempre più sconnesso e le buche, soprattutto al passaggio di tir, provocano scosse, vibrazioni ed in particolare un rumore assordante. «L'Arpav ha condotto accertamenti nel mese di dicembre - ha spiegato il sindaco Marco Zecchinato - dai quali sembra essere emerso il superamento dei valori previsti dal piano acustico. Se si pensa che le analisi sono state effettuate in uno dei periodi più calmi dell'anno, in prossimità delle festività, si comprende bene la gravità del problema».
«Lo scorso maggio - ha continuato il primo cittadino - dalla Provincia era giunta comunicazione di una prossima asfaltatura. I mesi sono tuttavia trascorsi senza che alcun intervento venisse compiuto. Abbiamo sollecitato nuovamente l'ufficio competente, inviando con l'occasione anche i dati Arpav, perché consapevoli dei disagi che la situazione provoca ai residenti».
Dalla Provincia giungono però rassicurazioni. L'attesa sembra essere quasi finita. «L'asfaltatura è già stata finanziata e sarà realizzata il prossimo aprile. - ha risposto l'assessore Costantino Toniolo - Siamo inoltre ottimisti anche per quanto riguarda la circonvallazione. Si tratta di un'opera che noi abbiamo già inserito nel piano triennale delle opere pubbliche e che la Regione, dopo un primo parere positivo, contribuirà probabilmente a finanziare. A giorni avremo una risposta definitiva in merito». Della circonvallazione si discute da anni. L'intenzione è di creare una rotatoria in località Campagnola, per proseguire successivamente con l'allargamento dell'arteria che attraversa la zona industriale prevedendo infine un tratto che andrebbe a congiungersi lungo l'asse Orgiano - Sossano. In questo modo si diminuirebbe drasticamente il passaggio dei mezzi, soprattutto pesanti che, quotidianamente, attraversano il centro del paese.

Campiglia. Dare
dell'imbecille
a volte non
è un reato

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Campiglia. Dare dell'imbecille a volte non è un reato. Soprattutto se si è provocati. Che la parola abbia una valenza negativa è noto a tutti. Tuttavia, quando l'apprezzamento è scandito nel corso di una tenzone che va avanti da anni ha un connotato meno oltraggioso e l'individuo che aizza e sul quale si stampa l'insulto deve farsene una ragione.
È quanto è emerso dal giudice di pace di Lonigo che ha assolto Giuseppe Zen, 81 anni, di Campiglia dei Berici, via Donanzola, dall'accusa di avere offeso il nipote Sergio che, per questo, gli chiedeva 3 mila euro di danni. La controversia tra zio e nipote dura da tempo e riguarda una servitù di passaggio. È un classico. Così come che i due parenti si sono già sfidati davanti al giudice civile per ottenere ragione.
Ma a interessare non sono tanto i torti e le ragioni. Quanto un episodio in cui Sergio con una videocamera avrebbe ripreso una presunta intrusione sul suolo conteso. A dare manforte a Giuseppe, che è difeso dall'avv. Andrea Bertollo, è intervenuto Stefano Cremonese, 42 anni, di Campiglia (avv. Lucio Zarantonello), che è stato denunciato per minacce e lesioni, quindi ha trovato un accordo con Sergio Zen.
Rimaneva in piedi, invece, il processo a carico di Giuseppe per avere apostrofato in malo modo il nipote che faceva il cameramen. Nipote che tramite l'avv. Francesco Rucco chiedeva appunto i danni. Invece, ma bisognerà leggere i motivi, il giudice accogliendo la tesi di accusa e difesa, ha ritenuto che non si trattasse di un'ingiuria perché maturata in un contesto di reciproci dispetti e di condotte provocanti.I.T.

Albettone.
Bocciato
l'ampliamento
della cava

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Albettone. «Un ampliamento della cava di calcare Cà Erizzo che va respinto visti i diversi vincoli idrogeologici e ambientali e la mancanza di una contropartita». Con queste diverse motivazioni il Consiglio ha espresso all'unanimità il parere negativo al progetto della ditta Sig di Dueville di un'ulteriore attività estrattiva di oltre tre milioni di metri cubi di materiale divisa in tre lotti dalla durata quinquennale sull'area collinare compresa tra via Forni e la frazione Lovolo.
«Con la SIG non si è mai parlato di ciò che la ditta potrebbe fare per Albettone trovandoci solo un progetto di "ampliamento" che è in realtà una nuova cava», ha esordito il sindaco Joe Formaggio motivando la sua contrarietà al progetto e auspicando «una chiara volontà della Regione per Albettone per andare eventualmente a trattare».
Nel rilevare «l'importanza dell'attività di controllo delle cave in attività rispetto ai progetti approvati ed autorizzati che non viene effettuata», il consigliere del gruppo di minoranza Rinnovare Albettone Patrizio Carotta ha auspicato che «prima del sì o del no della Commissione VIA ci sia una chiara visione dei programmi della SIG per capire dove vogliono arrivare e portare eventualmente a casa il massimo per Albettone». F.B.

Barbarano.
Spara in casa
durante
una lite

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Diego Neri



Barbarano. Nella lite in casa spuntano le pistole e parte un colpo. Fortunatamente, il proiettile ha centrato un muro e nessuno è rimasto ferito, ma è stata una notte assai movimentata quella vissuta a Ponte di Barbarano che si è conclusa con il sequestro di quattro armi da sparo e con la denuncia di due amici. Si tratta di Fiorella Miotello, 48 anni, residente a Ponte in via Riviera berica 13, accusata di omessa custodia delle armi, e di Mauro Francalanci, 46 anni, del Trevigiano, segnalato in procura per porto abusivo di armi.
La vicenda, che è stata ricostruita nel dettaglio dai carabinieri sono ieri mattina, ha preso avvio intorno alle 23.30 di lunedì. Miotello, presidente dell'associazione Blu Emercency di Mossano (che fornisce ambulanze per interventi di soccorso in convenzione con il Suem), aveva chiesto aiuto al 112 segnalando che il trevigiano le aveva sottratto delle armi dalla sua abitazione. La donna aveva spiegato che Francalanci l'aveva percossa e minacciata nel corso di una lite scoppiata per cause ancora da accertare, e che il suo amico aveva esploso accidentalmente un colpo di pistola in casa che si era conficcato su un muro.
A Barbarano si sono precipitati i carabinieri del radiomobile di Vicenza, con in supporto i colleghi delle stazioni di Barbarano e Noventa e anche con i detective del nucleo investigativo. Al loro arrivo del trevigiano non c'erano più tracce, nè di alcune pistole che Miotello deteneva regolarmente in casa.
L'uomo è stato cercato durante la notte; allertato dai famigliari, il trevigiano si è presentato spontaneamente in caserma intorno alle 5. «Io ho rubato le armi? Assolutamente no. Le ho portate in un capannone vicino a casa di Fiorella, di cui anch'io ho disponibilità, e le ho lasciate lì. Il motivo? Fiorella era talmente agitata che avevo paura che potesse farne un uso maldestro», è il suo ragionamento.
Effettivamente, i carabinieri hanno recuperato le armi nel capannone, dove hanno trovato anche una carabina di proprietà dell'uomo, che avrebbe dovuto tenerla a casa e che invece avrebbe trasportato e detenuto irregolarmente a Barbarano. Di qui la denuncia. La segnalazione in procura a carico della donna nasce invece dal fatto che le sue due pistole e il caricatore non erano nascoste in casa, tanto che Mauro era riuscito ad impossessarsene, e quindi non erano ben custodite. Pare le tenesse in camera da letto.
Da quanto è emerso, quella della notte scorsa non sarebbe la prima lite scoppiata fra i due amici, legati dall'attività con le ambulanze. Il racconto dell'uomo ha trovato però conferme e per questo ha evitato conseguenze più pesanti, anche se inizialmente era stato ipotizzato che le pistole le avesse rubate. Entrambi hanno concordato sul fatto che il colpo è stato esploso in maniera accidentale. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Arcugnano.
Oggi bomba-day
Artificieri
nella voragine

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Albano Mazzaretto



Arcugnano. Oggi ad Arcugnano, in località Villa di Fimon, si terranno le operazioni di bonifica nella voragine denominata "Castellaro" in cui è stato rinvenuto un ordigno bellico della Grande Guerra. Una bomba di 120 mm di diametro, inesplosa e ancora con la spoletta, ritrovata nel settembre del 2008 durante una campagna ecologica nella grotta dagli speleologi del "Club Proteo".
La voragine "Castellaro", profonda 30 metri, si trova in mezzo al bosco, in una zona impervia a 500 metri dai nuclei abitati. Pertanto, per le operazioni di bonifica che inizieranno alle 9, è stato approntato un piano di intervento che prevede la messa in sicurezza dell'area e il pronto soccorso sanitario in caso di necessità. È stato previsto lo sgombero coattivo della zona a rischio, per un raggio di 100 metri. Area nella quale per fortuna non ci sono abitazioni.
Nell'area vicina alla voragine c'è il divieto di accesso a tutte le persone non autorizzate ed escluse dalle operazioni di bonifica. Per quanto riguarda la circolazione stradale, è prevista la sospensione temporanea nelle strade comunali, vicinali e silvo-pastorali che dalla piazzetta di Villa di Fimon si addentrano nel bosco. Divieto di sosta con rimozione forzata nel parcheggio davanti all"Osteria al Centro" in via Valle dei Mulini 4 e di via Fontanelle, al fine di allestire le strutture occorrenti per il coordinamento delle operazioni di bonifica. Infine, l'area del campo da calcio in via Fontanelle sarà utilizzata in caso di necessità per l'atterraggio dell'elicottero del servizio sanitario. Il disinnesco è affidato al 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento i quali decideranno sul posto se far brillare la bomba in grotta o rimuoverlo per neutralizzarlo in una cava di Alonte.

Barbarano.
Mistero sulle
ronde
annunciate

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Claudia Milani



Barbarano. Nel futuro di Barbarano ci saranno le ronde oppure no? Mistero. Almeno fino al prossimo consiglio comunale, in programma venerdì sera. Solo allora il sindaco Roberto Boaria si pronuncerà in merito, sollecitato da un'interrogazione del gruppo di minoranza "Impegno per la comunità".
«Siamo confusi. - afferma l'ex primo cittadino ed oggi consigliere d'opposizione Paolo Bogoni - In un articolo del periodico comunale dello scorso dicembre l'assessore alla sicurezza Alessandro Costa aveva espresso l'intenzione di far partire, quanto prima, il progetto ronde eppure, nella relazione previsionale e programmatica 2010-2012 non si fa alcun cenno al progetto».
«A questo punto, data la palese discrepanza - continua - ci chiediamo quali siano le reali intenzioni della maggioranza. L'idea è destinata a concretizzarsi e se sì, come e quando? È un diritto dei cittadini essere informati su un tema di tale importanza».
La risposta del sindaco è sibillina: «Per ora posso solo dire che, laddove servono, sono favorevole alle ronde. Risponderò al'interrogazione solo in sede consigliare».
Ronde o no, sindaco e consigliere dimostrano di avere idee molto diverse in fatto di sicurezza e, soprattutto, sulla situazione a Barbarano.
«Stiamo agendo in modo coerente al nostro programma - continua Roberto Boaria - Avevamo annunciato di voler ripristinare l'ordine e così è stato. Al momento del nostro insediamento ci siamo trovati a dover fronteggiare una situazione non delle migliori, con un susseguirsi di furti nelle abitazioni». «Le attività, in collaborazione con le forze dell'ordine, hanno portata ad un monitoraggio più capillare nelle ore notturne e nelle zone più critiche. Inoltre abbiamo intensificando gli accertamenti relativi agli stranieri. Non dimentichiamo che, da parte di questi ultimi, stanno aumentando le richieste d'aiuto al Comune. Vogliamo intervenire solo dove ci siano i presupposti, sostenendo chi ne ha, effettivamente, bisogno».
«Molti progetti relativi alla sicurezza - ribatte Paolo Bogoni - sono partiti proprio durante la nostra amministrazione. È assurdo affermare, facendo leva sulla paura dei cittadini, che la situazione a Barbarano fosse critica. Agire nel campo della prevenzione è fondamentale, ma ritengo che questo non debba avvenire con le ronde e, soprattutto, con una sterile politica di slogan».
Quella delle ronde non è comunque l'unica interrogazione alla quale il sindaco dovrà rispondere nel prossimo consiglio. La minoranza punta il dito su molteplici scelte e, in primis, sull'organizzazione della viabilità a Ponte di Barbarano e sul bilancio di previsione. «Tra le opere da realizzare - conclude Bogoni - ci si è dimenticati un punto importante: l'ampliamento e la messa in sicurezza della scuola primaria del capoluogo e, in generale, riteniamo che gli obiettivi non siano utili».

Villaga.
Pozzolo sarà
la perla
dei Berici

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Claudia Milani



Si parte. Dopo tanta attesa il piano di rilancio dell'altopiano di Pozzolo sta per decollare. Approvato, discusso, criticato, modificato ed ora, finalmente, prossimo a diventare realtà.
Dalla Regione l'ok definitivo alla variante del progetto. Ora, al Comune di Villaga, non resta che fissare le prossime tappe. «Tra marzo ed aprile - spiega il sindaco Eugenio Gonzato - procederemo con l'appalto dei lavori che partiranno tra maggio e giugno. Credo perciò che, entro la primavera del 2011, saranno completamente conclusi. Certo, il progetto riguarda una serie di interventi diversi, molti dei quali richiederanno poco tempoe altri, vedi il restauro dell'ex scuola elementare della frazione di Pozzolo, saranno più impegnativi».
Il rilancio turistico dell'altopiano era stato previsto già dalla giunta passata ma è stato oggetto di modifiche dopo le elezioni ed il cambio amministrativo. Secondo la nuova maggioranza avrebbe avuto un pesante impatto sul territorio, senza portare ad alcun vantaggio turistico.
«Grazie alla riorganizzazione complessiva - ha continuato il primo cittadino - permetterà invece di compiere, per la prima volta nel comprensorio dei Colli Berici, un'azione di valorizzazione delle risorse paesaggistiche, nella speranza che in un prossimo futuro altri Comuni seguano l'esempio. Non è tutto. Rispetto all'idea iniziale, siamo riusciti a contenere, in modo consistente, le spese».
Sei i punti principali previsti: apertura di un centro informazioni turistiche a Pozzolo, creazione di un percorso ciclo-pedonale a Pozzolo e di un tratto naturalistico a Calto; apertura di un'area di sosta in località Fagnini, una in zona Spolverare, una terza a Riveselle e la quarta ed ultima a Pozzolo.
Per quanto riguarda il primo e più impegnativo intervento all'ex elementare di Pozzolo, che oggi versa in uno stato d'incuria e abbandono, verrà effettuata una ristrutturazione complessiva. Nell'edificio sarà poi ubicata la sede operativa e promozionale di tutte le iniziative. Si darà il via non solo a forme per pubblicizzare i luoghi da visitare ed i percorsi, ma anche ad una scuola di orienteering.

Alonte.
Tra mondiali ed
enogastronomia

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Alonte. La sede municipale di Alonte ha ospitato la conferenza dei servizi promossa dal comitato organizzatore dei campionati del mondo di mountain bike orienteering che si svolgeranno l'anno prossimo nel comprensorio dei colli Berici.
Accolti da sindaco Luigi Tassoni, hanno partecipato all'incontro i colleghi amministratori di molti comuni del Basso Vicentino e i vertici della Fiso, la Federazione italiana sport orienteering che promuove la manifestazione. Il presidente nazionale Sergio Grifoni, il consigliere Andrea Visioli, il delegato Coni Mauro Gazzerro, i membri del comitato organizzatore Paolo Di Bert e Paolo Sbrizzi, coordinati dall'event manager Gabriele Viale hanno illustrato le caratteristiche dell'evento sportivo, al quale parteciperanno oltre un centinaio di atleti provenienti da tutto il mondo.
Particolarmente interessante la presentazione della tecnologia laser scan che verrà usata per la realizzazione delle mappe di gara.
Unanime la soddisfazione espressa dai sindaci per le possibilità di valorizzazione del comprensorio collinare offerte dalla manifestazione.
L'arrivo in zona di un nutrito numero di atleti e spettatori darà seimpulso al movimento turistico per valorizzare natura, arte ed enogastronomia. L.Z.

Lonigo.
Rapina
pollo arrosto
per fame

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Supermercati nel mirino ieri a Lonigo. Un furto e una singolare rapina sono avvenuti fra le 14 e le 18.30 in via S. Giovanni, ai danni dello Star, e in viale della Vittoria, dove ha sede lo Sma.
In quest'ultimo caso, un giovane dalle fattezze indiane era entrato nel negozio dirigendosi subito vicino alla vetrina dove sono esposti i polli arrosto. Evidentemente ha agito per fame: ne ha afferrato uno ed è scappato via, cercando di eludere le casse. Ma una giovane addetta antitaccheggio di 28 anni lo aveva notato ed era riuscita a fermarlo, facendogli depositare il pollo su un tavolino. Mentre telefonava per chiedere rinforzi, l'immigrato ha afferrato il pollo e, dopo averla spintonata facendola cadere a terra (fortunatamente senza conseguenze) è scappato a piedi lungo la strada, vanamente inseguito. Immediato l'allarme ai carabinieri, che hanno compiuto un sopralluogo, raccolto le testimonianze e cercato l'asiatico, che però è riuscito a far perdere le proprie tracce dopo la rapina impropria del pollo.
Qualche ora prima, tre persone avevano portato via due registratori di cassa dello Star. In base a quanto ricostruito dagli stessi carabinieri, hanno approfittato della chiusura per la pausa pranzo per forzare una serratura e precipitarsi alle casse. Hanno arraffato qualche centinaio di euro in contanti, lasciandone probabilmente molti altri, e hanno anche perso delle banconote nel piazzale prima di dileguarsi su una station wagon bianca. D.N.

In bici dal Po
a Treviso.
Il progetto
entro 2 mesi

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Claudia Milani



I prossimi obiettivi sono già stati fissati. L'Ostiglia - Treviso, da sogno sembra finalmente sul punto di diventare realtà.
Di certo, Vicenza, sta compiendo passi importanti per realizzare quella che, una volta conclusa, è destinata ad essere la pista ciclo-pedonale più lunga d'Italia, con i suoi 118 chilometri di lunghezza e le cinque province interessate: Mantova, Treviso, Padova, Verona e Vicenza.
Nei giorni scorsi la giunta regionale ha stabilito di erogare alla Provincia 200 mila euro come contributo per l'acquisto del sedime dell'ex ferrovia.
Nel frattempo, a palazzo Folco, è stato promosso un vertice coi Comuni interessati per definire gli aspetti tecnici. Incontro che ha permesso già di fissare alcune date.
Se tutto procederà come previsto, i rilievi potranno essere conclusi tra due mesi ed entro l'estate si potrà dare il via ad un progetto preliminare.
«Ringrazio la Regione - ha esordito l'assessore provinciale Costantino Toniolo - per il contributo, che dà un ulteriore stimolo a procedere per realizzare il tratto vicentino di 30 chilometri».
Durante la riunione sono state avanzate soluzioni ad alcuni problemi. Il tracciato ciclabile si sviluppa su un vasto territorio, con interferenze di varia natura (soprattutto per infrastrutture esistenti o sul punto di essere realizzate). Si è determinata, pertanto, la necessità di individuare, in alcuni casi, tratti alternativi.
Particolare, da questo punto di vista, è la situazione di Grisignano di Zocco. Il percorso della pista incrocia nell'area diversi ostacoli: la strada statale, l'autostrada, la ferrovia Milano Venezia e un'area privata che si congiunge al territorio padovano in una zona dove manca un ponte di collegamento. Proprio per cercare di ovviare al problema il Comune si è già attivato con uno studio di fattibilità.
Per Montegalda e Montegaldella la criticità è rappresentata dall'interferenza con il progetto della Valdastico Sud e con le previsioni viarie provinciali e anche in questo caso si dovranno avviare delle valutazioni specifiche. Accordo unanime è stato espresso su alcuni punti fondamentali, in primis l'acquisizione del sedime dalle ferrovie. Sarà la Provincia ad acquistare tutta l'area, salvo valutare successivamente eventuali dismissioni a favore di Comuni. Dove non sarà possibile seguire il tracciato del sedime, si opterà per l'individuazione di soluzioni diverse che garantiranno comunque la continuità della pista.
«L'intenzione - ha concluso Costantino Toniolo - è di proseguire celermente in modo da assicurare alla pista la continuità del finanziamento regionale.
Ci siamo già confrontati con le Ferrovie e in breve concluderemo l'acquisizione e la progettazione dell'opera».

Albettone.
La Cava sarà
ampliata ma
pareri discordi

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Prevede un'ulteriore estrazione di oltre tre milioni di metri cubi di materiale divisa in tre lotti e una durata quinquennale sull'area collinare compresa fra l'attuale attività estrattiva in via Forni e la frazione Lovolo, il progetto d'ampliamento della cava Cà Erizzo. Il piano è stato presentato durante un'affollata assemblea pubblica alle elementari dalla ditta Sig spa di Dueville, titolare della concessione.
Il dibattito, alla presenza dei consiglieri e dei rappresentanti delle associazioni ambientalistiche, ha affrontato i vari aspetti del progetto sul quale dovrà ora pronunciarsi il Consiglio comunale. Michele Storti, presidente della sezione Medio e Basso Vicentino di Italia Nostra, ha invitato a intraprendere tutte le strade per contrastarne l'approvazione». Le osservazioni al progetto vanno presentate entro il 16 gennaio. F.B.
INCENDIO. Un rogo è divampato all'alba di ieri in via Voltura. A bruciare la canna fumaria di un'abitazione. Sono intervenuti i pompieri di Lonigo.

Lonigo. «Le isole
pedonali
provocano
incidenti»

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Lino Zonin



Si riapre la polemica attorno alle isole pedonali, collocate in vari punti del centro storico per far diminuire la velocità delle auto. Sono state installate due anni fa per iniziativa dell'allora assessore al traffico Pierluigi Marcolin e hanno fin da subito provocato le rimostranze di molti cittadini. L'ultimo a spedire una lettera di protesta in municipio, corredandola con alcune decine di firme, è stato Antonio Tognon, residente in via Zara, la strada che porta in centro chi arriva da Cologna Veneta e nella quale sono presenti ben quattro di questi manufatti.
LA DENUNCIA. «Da quando sono state installate le aiuole spartitraffico - scrive Tognon - si è verificata una serie di incidenti stradali che, solo per fortuna, non hanno provocato danni alle persone. La via è poco illuminata e i blocchi di cemento si vedono solo all'ultimo minuto. Chi corre troppo forte e ci sbatte contro, perde il controllo dell'auto e finisce, prima sul marciapiede e poi dentro il giardino di qualche casa. È capitato anche a me di venir sfiorato da un'auto impazzita e di restare illeso per miracolo». Il piano studiato da Marcolin ha previsto gli spartitraffico - in tutto undici - in varie parti della città: via Cesare Battisti, via Bonioli, via Circonvallazione, via Trento.
L'INCIDENTE. In via Zara gli effetti si sono dimostrati maggiormente negativi, probabilmente perché la strada, lunga e in collegamento diretto con la provinciale che arriva dalla periferia, induce a mantenere una velocità troppo elevata. È ancora vivo negli abitanti della via il ricordo del brusco risveglio di una mattina di due anni fa, quando un camion con rimorchio uscì di strada finendo contro la recinzione della casa di Luigino Rancan.
LE RICHIESTE. Nella lettera, Tognon e gli altri firmatari chiedono al commissario prefettizio di eliminare gli spartitraffico «prima che succeda qualche disastro molto più grave, con rischio di morte per qualche passante». Condividendo la necessità di regolamentare la velocità di chi passa per via Zara, propongono tre soluzioni: una maggior presenza dei vigili per fare da deterrente; l'installazione di un paio di semafori intelligenti; la messa in opera di dossi lunghi, in grado di far rallentare le auto.

Albettone.
Boschi e prati
protetti
dalla cava

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Albano Mazzaretto



Nell'ultimo atto amministrativo del 2009, il Consiglio comunale di Albettone ha adottato una variante al piano regolatore generale, provvedimento urgente per tutelare il territorio da nuovi progetti di escavazione.
«Uno scudo protettivo - ha spiegato il sindaco Joe Formaggio - a fronte delle richieste di apertura di nuove cave e dell'ampliamento di quelle cave attuali, come richiesto da alcuni progetti presentati in Comune in questi ultimi tempi». La variante introduce un nuovo comma all'articolo 17, che riguarda il vincolo idrogeologico. Proprio al fine di tutelare l'assetto idrogeologico, l'integrità, l'interesse ambientale e paesaggistico del territorio interessato dal vincolo, fatte salve le autorizzazioni rilasciate e modesti interventi di scavo correlati a permessi di costruzione (scavi di fondazione o per ricavo di interrati), il nuovo provvedimento dispone il divieto assoluto di asportare o importare qualsiasi tipo di materiale.
«Un provvedimento - ha sottolineato il sindaco - che si basa sul quadro ambientale previsto nel piano d'area, il quale prende in considerazione il territorio di Albettone per i numerosi siti ed elementi che presentano caratteristiche singolari. Sono individuate come meritevoli di particolari tutele le zone collinari interessate dal vincolo idrogeologico. Queste aree collinari presentano un rilevante interesse naturalistico per la presenza di zone boschive e ambienti prativi aridi che permettono la crescita di flora mediterranea, che in alcune parti si associa ad arbusti tipici dell'ambiente prealpino costituendo un habitat di alto interesse botanico».
Perplessità sulla reale efficacia del provvedimento, dato che la decisione finale spetterà alla Regione, sono state evidenziate da Germano Zeccagno capogruppo della Lega Nord, il quale ha ribadito la necessita di definire un costo più congruo per gli interventi di escavazione che avvengono nel territorio di Albettone.
Da parte dell'altra lista di minoranza "Rinnovare Albettone", il capogruppo Patrizio Carotta ha motivato l'astensione per la poca chiarezza in cui il testo della variante è redatto. Un'ambiguità che si presterebbe a più interpretazioni, pertanto il gruppo si riserva di intervenire con le proprie osservazioni nelle prossime settimane.
Il sindaco ha ribadito che la variante rappresenta innanzitutto una barriera su cui stabilire un confronto con le parti, quindi il provvedimento è passato con il voto della maggioranza e della Lega Nord.

Sarego. «Verso
la Pro loco
c'è un clima
di guerra»

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Matteo Guarda



«Verso la Pro loco c'è un clima di guerra. Mi chiedo cosa potrà accadere alla sagra o alle altre manifestazioni, quando ci saranno bombole, frigoriferi e attrezzature a fare da bersaglio di giorno e di notte». Questo lo sfogo e l'allarme di Adriano Faresin, presidente della Pro Sarego, preoccupato dalle conseguenze dell'atto vandalico messo a segno la scorsa domenica 14 dicembre ai danni dei bagni mobili della Pro loco. Verso l'imbrunire qualcuno ha appiccato il fuoco alla struttura, utilizzata durante le feste e collocata nell'area adiacente piazza Don Lago per essere portata via. Le fiamme hanno divorato lamiere e rivestimento, e solo l'intervento dei vigili del fuoco di Lonigo ha evitato che il rogo distruggesse i bagni, divenuti comunque inagibili.
Faresin ha presentato ai carabinieri di Lonigo una denuncia contro ignoti per l'accertamento dei responsabili del rogo. Ai carabinieri il presidente della Pro Sarego ha consegnato le firme del 2006 e quelle raccolte due mesi fa con le lamentele dei residenti del quartiere dove la sagra è stata spostata. Le indagini quindi potrebbero prendere una direzione precisa. «La cosa che mi dispiace di più - aggiunge Faresin - è che penso si tratti di gente del paese, che non ha ancora capito che i materiali sono sì dell'associazione, ma che appartengono anche a loro, perché noi lavoriamo a beneficio di tutti. Sono le conseguenze di certe prese di posizione da parte di chi ha alimentato polemiche agendo per vie traverse - continua il presidente - sulla questione di piazza Don Lago la Pro loco non è mai stata contattata, pur essendo sempre disponibile al dialogo».
Dal municipio arriva unanime la condanna. «È un atto vandalico, uno dei più gravi, quei bagni erano già stati presi di mira - ricorda il vicesindaco Gianfranco Cacciavillani - e se qualcuno sa è il caso che parli. I volontari non meritano di essere ripagati così. Potrebbe esser stato un gioco tra giovinastri finito male, ma le modalità lasciano intendere una volontà che le indagini chiariranno». «L'azione è esecrabile - commenta il capogruppo della Lega Enzo Bertozzi che sulle firme aveva presentato un'interpellanza in consiglio - e conferma l'esasperazione creata lasciando per anni i problemi irrisolti. C'è stato un intervento dell'Ulss, perché il Comune non ha messo le cose a posto?». Spiragli da parte dei residenti: «È un episodio riprovevole - affermano - forse è solo una ragazzata, ma può dare l'occasione di parlarsi».

Barbarano.
La Regione
boccia la
nuova cava

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Emilio Garon



Barbarano. Quella cava proprio non si deve fare. Dopo la Provincia anche la Regione Veneto ha espresso parere negativo. La Commissione tecnica regionale ha respinto, con un solo voto favorevole, la richiesta di escavazione finalizzata al recupero ambientale del colle di Monticello a Barbarano Vicentino.
«Con questa sentenza - è il commento del sindaco di Barbarano Roberto Boaria - si conclude, speriamo definitivamente, una vicenda lunga e particolarmente difficile. La mia soddisfazione è grande, un bel regalo di Natale per tutta la popolazione».
Una vicenda che ha caratterizzato la vita del comune per 15 anni con battaglie legali, manifestazioni di piazza, comitati in azione, petizioni e firme a volontà. Una circostanza che ha visto impegnati, oltre agli avvocati, ben quattro amministrazioni, a partire dal sindaco Angelo Tonello, per proseguire con Paolo Bogoni e ora Roberto Boaria, il quale, anche se eletto solo pochi mesi fa, ha voluto seguire in prima persona i recenti appuntamenti. Con questa decisione della Regione, viene bloccato anche l'ultimo procedimento di richiesta di escavazione da parte della ditta Thiene.
La storia ha inizio nel 1997 con la richiesta di aprire e coltivare una cava in calcare denominata "Monticello". L'amministrazione comunale si è opposta fin da subito, contrastando l'iniziativa in tutte le sedi. Un confronto-scontro arrivato, nei vari gradi di giudizio, fino al Consiglio di Stato, il quale, con sentenza del 2005, ha annullato ogni concessione, riconoscendo al colle un vincolo paesaggistico e storico.
Ma la ditta proprietaria non si è arresa e, all'inizio di quest'anno, ha inoltrato una nuova richiesta finalizzata al ripristino morfologico e ambientale. Domanda che è stata ora respinta dalla Ctrae della Regione in quanto «non risulta prioritariamente finalizzata al recupero ambientale dei luoghi compromessi dalle attività svolte e la proposta non risulta compatibile, per volumi da estrarsi e modalità ricompositive, con lo stato dei luoghi». In pratica, secondo la commissione regionale, non è necessaria un'attività estrattiva per ripristinare la superficie del Monticello. La relazione della Regione in proposito conferma che rimane in capo alla ditta proprietaria il compito di ripristinare il colle con la ricomposizione paesaggistica e il recupero ambientale.
Chi più di tutti ha vissuto questa vicenda è l'ex sindaco Paolo Bogoni: «È il giusto epilogo di un impegno importante delle precedenti amministrazioni che non hanno mai accettato compromessi nella gestione della controversia».


Lonigo. Artigiani
premiano
i fedelissimi
del lavoro

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Lino Zonin



Come tradizione vuole, il mandamento berico dell'Associazione Artigiani ha augurato il buon Natale ai leoniceni con una serata di gala nella sala rossa di villa San Fermo. L'occasione è stata offerta anche quest'anno dalla cerimonia di consegna degli attestati di benemerenza ai soci vecchi e nuovi dell' Associazione e dalla premiazione dei vincitori del settimo concorso triveneto di poesia "Città di Lonigo".
Il presidente mandamentale Luigino Bari ha salutato i presenti e dato il benvenuto alle autorità: il presidente provinciale degli Artigiani Giuseppe Sbalchiero, il consigliere regionale Onorio De Boni e Giancarlo Bersan, patron della Banca di Credito Cooperativo vicentino, sponsor del concorso di poesia fin dalla prima edizione.
Nel suo intervento, Bari ha rivolto parole di elogio agli imprenditori premiati, affermando che è proprio l'impegno e la passione dei singoli a rendere così speciale il lavoro artigiano e ad offrire agli operatori del comparto la forza per affrontare questi difficili momenti.
«È per questo - ha concluso il presidente - che il nostro mandamento si conferma come una realtà solida e affidabile, che tiene duro nonostante tutto. Nei comuni di Lonigo, Alonte, Sarego, Orgiano, San Germano, Grancona, Montebello e Gambellara, l'Associazione Artigiani conta un totale di mille e 300 imprese nelle quali operano mille e 800 imprenditori e 2 mila e 200 dipendenti». Due le categorie premiate: quella degli artigiani benemeriti con oltre 25 anni di attività e quella dei giovani imprenditori. Per la prima, l'attestato è andato a: Giuseppe Nori di Alonte, Adriano Bastianello di Gambellara, Emilio Gastaldi di Grancona, Giuseppe Di Gregorio di Orgiano, Ugo Fochesato, Maria Dall'Olmo e Fausto Carradore di Lonigo, Roberto Beggio e Ivano Barbierato di Montebello, Ezio Chiarello e Giuliana Bonin di Sarego, Adriano Montesello di San Germano, Giuseppe Bertola di Zermeghedo.
I giovani imprenditori premiati sono: Massimo Rizzato di Alonte, Alberto Maule di Gambellara, Miguel Sommaggio di Grancona, Ketti Brun di Orgiano, Alessia Vaccari di Lonigo, Roberto Bertola di Montebello, Mario Panarotto di Sarego, Fabio Trevisan di San Germano, Massimo Mazzocco di Zermeghedo.
Due diverse categorie anche per il premio di poesia: quello per composizioni in lingua italiana è andato alla mestrina Giovanna Del Maschio con la poesia "Andavamo"; per le liriche in dialetto del Triveneto ha vinto "I ricordi portadi dal vent" di Ivano Chistè di Trento.

Villaga.
Ancora
polemica
sulla cava 

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Claudia Milani



Villaga. L'obiettivo era fare il punto sulla cava di Monte Cuccoli, chiarire dubbi e aggiornare sulle novità. Di fatto, però, l'assemblea promossa nei giorni scorsi è servita soprattutto ad alimentare malumori tra maggioranza, minoranza e comitato, promotore della serata.
I primi problemi sono sorti già in fase organizzativa, tanto che, all'incontro, non hanno partecipato né il sindaco né i suoi assessori e consiglieri. «Volevamo promuovere - ha considerato Mario Pagliarusco del comitato - un momento di confronto. Abbiamo tentato di coinvolgere l'amministrazione che, tuttavia, ha preferito procedere da sola». «Avevamo concordato una data - la replica del sindaco Eugenio Gonzato - ma il comitato, senza interpellarci, l'ha posticipata ed io ero già impegnato. Altro aspetto riguarda gli ospiti. Ad esprimersi sono state solo persone di "parte", non c'è stato un confronto equilibrato».
Nella polemica si è inserita anche la minoranza: «I cittadini si aspettavano chiarimenti su un tema così delicato - ha detto il consigliere Mara Crivellaro - e, invece, non hanno potuto avere risposte dal sindaco».
Al centro della polemica la cava della Villaga Calce che, in futuro, potrebbe essere estesa. L'azienda, infatti, ha presentato a fine 2007 il progetto di ampliamento. Progetto sul quale la Regione non si è ancora espressa. A Villaga tutti sembrano essere contro le escavazioni. In realtà le posizioni non potrebbero essere più lontane. Da un lato, infatti, ci sono comitato e minoranza, preoccupati per le possibili ripercussioni non solo ambientali, ma anche per la salute dei residenti.
«Gli esperti e soprattutto il medico hanno chiarito molti dubbi. - ha aggiunto Mara Crivellaro - I rischi per chi vive poco lontano da una cava sono molti. Inoltre Antonio Della Giusta, docente di mineralogia all'Università di Padova, ha spiegato che la scaglia rossa necessaria alla produzione di calce si trova in profondità. Per raggiungerla sarà necessario spostare 240.000 metri cubi di queste vulcaniti, rocce formate da silicati molti dei quali denominati amianto. In questo momento non c'è alcuno studio da parte della ditta che escluda questo pericolo».
Drastica la replica del sindaco: «Siamo contrari all'apertura di nuove cave ma ci troviamo, nostro malgrado, a dover affrontare questo problema. L'amministrazione precedente si è limitata ad un atteggiamento di netta chiusura. Noi ritieniamo invece che debba terminare la fase di scontro. È fondamentale riuscire ad instaurare un dialogo proficuo con un'azienda che, non dimentichiamolo, garantisce lavoro, in via diretta ed indiretta, a circa 60 famiglie. È arrivato il momento di attuare una seria politica di controllo e la richiesta di ampliamento rappresenta un'opportunità per individuare i problemi ed affrontarli con metodo».

Noventa.
Via libera
al nuovo Pat

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Felice Busato



Noventa. Persegue un buon equilibrio tra esigenze urbanistiche e difesa dell'ambiente il Pat (piano di assetto del territorio) adottato all'unanimità nell'ultima seduta consiliare e già consultabile sul sito del Comune.
CONSULENZA. Redatto dall'ufficio tecnico comunale con consulenza esterna affidata allo studio Costantini di Este il nuovo strumento urbanistico cambia la visione strategica del vecchio Prg suddividendo il paese in diversi ambiti: dalla promozione di uno sviluppo sostenibile e durevole del territorio alla tutela delle identità storico-culturali e della qualità degli insediamenti con operazioni di recupero e riqualificazione, dalla salvaguardia e valorizzazione dei centri storici alla difesa dai rischi idrogeologici e al coordinamento con le politiche di sviluppo provinciali, regionali e nazionali.
CARTOGRAFIA. Dopo la trasposizione di tutta la cartografia del territorio comunale, è stato elaborato il quadro conoscitivo del territorio con i dati fondamentali relativi all'aria, al clima, al suolo, al sottosuolo, alla flora, alla fauna, alla biodiversità, al paesaggio, al patrimonio culturale, architettonico e archeologico, alla salute umana, alla popolazione, ai beni materiali, alla pianificazione e ai vincoli.
DIALOGO. «Gli oltre 300 casi particolari esaminati testimoniano il costante dialogo tra cittadini, tecnici e il Comune per receperire suggerimenti ed esigenze», ha sottolineato durante la sua illustrazione l'urbanista Mauro Costantini, rilevando come «metà della prevista espansione di 200.000 mq tra aree produttive, residenziali e dei servizi è destinata ai fabbisogni pregressi dei cittadini».
Tra le novità previste dal Pat c'è la creazione a nord di una nuova strada di collegamento tra l'incrocio di via Monte Grappa sulla statale fino a via Cagnine per contenere l'espansione residenziale, mentre per la circonvallazione ovest in funzione del previsto arrivo del casello autostradale «servirà un lavoro di concertazione con gli enti coinvolti».
FILOSOFIA. «Un Pat che definisce la filosofia e le strategie,poi col piano di interventi si definirà cosa vogliamo fare sul territorio», ha osservato il sindaco Marcello Spigolon ricordando i 30 giorni di tempo per le osservazioni da inoltrare alla Regione.
«Si tratta di un punto di partenza e di una sfida, manca però al Pat una visione più lungimirante che guardi lontano, anche se ha il pregio di porre le premesse per molti riordini», ha rilevato Gianluigi Coltri (Coltri per cambiare), «non c'è una una progettualità specifica sulla viabilità con una strada a nord che soddisfa più esigenze individuali che comunitarie e poche piste ciclabili», ha aggiunto il collega Lino Baldan,
«Un Pat che ben attua il federalismo urbanistico superando certe rigidità del PRG con risposte concrete ai cittadini», ha osservato Graziano Zattra (Con Zattra) cui si è associato Francesco Gambarotto (Lega Nord), di «filosofia chiara del Pat che necessita di adeguata pubblicizzazione», ha parlato Adelino Veronese (Coltri per cambiare), mentre il capogruppo della maggioranza Sandro Fraron ha infine rilevato l'obiettivo del Pat di «dare un'identità e favorire lo sviluppo e la qualità della vita di un paese vivo e aperto alle realtà vicine.

Noventa.
Madre Terra
con Slow food

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Claudia Milani



Noventa. La parola d'ordine è Slow food e i tre grandi temi sono cibo, salute e tradizioni. È tutto pronto per il "Terra madre day": un evento internazionale che vedrà, tra i tanti protagonisti, anche Noventa.
L'associazione, che oggi vanta 100 mila soci, punta alla riscoperta dei piaceri del cibo, all'educazione del gusto come difesa contro la cattiva qualità e le frodi alimentari, all'esaltazione di un nuovo modello di agricoltura, meno intensivo e più pulito e, infine, alla riscoperta dei piatti tipici e dei sapori locali. Ha, inoltre, un appuntamento speciale: il "Terra madre day", ovvero il giorno in cui in tutto il pianeta e in ogni angolo raggiunto da Slow food si parlerà di cibo locale e se ne mangerà, per ribadire - o ricostruire - un rapporto diretto tra il proprio territorio e l'alimentazione.
Ecco quindi che tutte le condotte (ovvero i gruppi locali) proporranno un'iniziativa volta a stimolare l'attenzione e la riflessione. La Condotta dell'Area Berica ha scelto un tema particolare e l'ha sviluppato assieme ad altri partners: l'Ulss 6 - Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, l'amministrazione comunale, la fondazione Stefani onlus l'Associazione diabetici dell'Area Berica. Punto di partenza per la riflessione le proposte avanzate dal presidente internazionale Carlo Petrini: «Noi tutti dobbiamo sempre essere rivolti al miglioramento della qualità della vita, nostra e di chi ci circonda».
Domani quindi, alle 20.30, nella sala Paradiso di palazzo Barbarigo, sarà affrontato il tema "Guadagna salute per vivere meglio", al quale interverranno: l'assessore Mattia Veronese; Angiola Vanzo, direttore Sian Ulss 6, Andrea Bonato, coordinatore della fondazione Stefani Onlus, il medico Lino Baldan, Mariano Braggion, fiduciario della condotta Slow food Area Berica e Roberto Mingardi, direttore sanititarioVilla Berica e consulente medico Adab onlus.
Un convegno che vuole essere il seguito ideale del corso di cucina dietetica e di istruzione alimentare organizzato alla fondazione Stefani, in collaborazione con Ulss ed Associazione diabetici. «E visto il buon esito delle iniziative - considera Mattia Veronese - non è escluso che in futuro non possano esserne promosse altre, sempre con l'obiettivo di sensibilizzare sull'importanza della corretta alimentazione».

Lonigo. Una
nuova pompa
porta l'acqua
ai Berici

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Lino Zonin



Lonigo. Può sembrare un paradosso, ma per fare il vino ci vuole acqua. E molta. Lo sanno bene gli agricoltori del Basso Vicentino, che sulle risorse idriche della zona fanno affidamento per poter ottenere dai loro vigneti il massimo in quantità e qualità. E lo sa il Consorzio di bonifica Riviera Berica, che tra le sue prerogative ha quella di garantire alla campagna il necessario fabbisogno d'acqua.
Il più recente intervento operato in questo senso dal Consorzio è stato inaugurato nella sede di Cologna Veneta del Leb, il collettore "Lessinio Euganeo Berico" che porta l'acqua dell'Adige nella campagna del Veneto meridionale. Si tratta di un "impianto di sollevamento" che consente di irrigare i terreni a nord del confine veronese, fino ai piedi dei Colli Berici. Una stazione di pompaggio convoglia l'acqua in una tubatura in vetroresina lunga quasi 8 chilometri che confluisce nello scolo Bressana, a sud di Lonigo. Lungo il percorso della condotta si aprono 3 scarichi (nei pressi della strada di Spessa, in via Romola e in via San Feliciano), per portare l'acqua anche nelle zone più lontane. La realizzazione dell'opera è stata possibile grazie a un finanziamento di 3 milioni 200 mila euro da parte del ministero delle Politiche agricole e forestali.
Il presidente del Consorzio, Antonio Nani, e i tecnici che hanno realizzato l'intervento per conto dell'ente hanno spiegato che, dopo la grande siccità del 2003, si è avvertita la necessità di potenziare il servizio di irrigazione a fini agricoli. Alcuni importanti investimenti sono già stati effettuati e altri sono in cantiere.
Il progetto più ambizioso è quello di portare l'acqua sui colli Berici, una zona fortemente vocata alla cultura della vite che da sempre soffre per la carenza d'acqua. Dopo un primo stralcio da poco completato a Barbarano Vicentino, si punta ora al versante meridionale dei Berici. Esiste uno stanziamento ministeriale di 9 milioni di euro che, una volta erogato, consentirà di servire circa 300 ettari di vigneto collinare. L'impianto di sollevamento appena inaugurato ha anche lo scopo di garantire le risorse idriche necessarie per portare l'acqua in quota. Si tratta di superare uno dislivello di oltre 200 metri, dal piano campagna alle cime più altre dei colli. I tecnici hanno spiegato che il progetto prevede un sistema di fornitura d'acqua gestito dai computer e in grado di eliminare ogni tipo di spreco.
Il sindaco di Orgiano, Marco Zecchinato, si è complimentato con i dirigenti del Consorzio per l'impegno che stanno profondendo su questo importante settore della nostra economia. «Apprezzo in modo particolare gli sforzi per diffondere la sensibilità nei confronti del risparmio idrico» ha commentato.

Lonigo
Famiglia sfrattata
su YouTube

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C'è una novità che riguarda la famiglia Valle, padre madre e tre figli che da oltre un anno vivono sotto una tenda piantata davanti al cimitero di Monticello di Lonigo. Non si tratta della tanto sospirata sistemazione in un alloggio di proprietà comunale che i Valle chiedono con insistenza da tempo. Ma di un appello che la famiglia lancia sulla loro situazione che finisce anche su YouTube, uno dei siti più gettonati al mondo.
La vicenda degli attendati di Lonigo è diventata filmato di cinque minuti scaricabile on line. È stato prodotto dagli stessi componenti della famiglia e messo in rete per divulgare le loro precarie condizioni di vita. Il documento mostra il bivacco dei Valle nelle varie stagioni dell'anno, con i mandorli fioriti e i prati coperti di neve. Tra una foto e l'altra, sotto il titolo "Famiglia Valle nel cuore", la scritta: «Tante piccole azioni da parte di gente ingannata hanno fatto sì che questa famiglia si trovi a vivere in una tenda in mezzo alla strada. Noi desideriamo essere autosufficienti, non pesare su nessuno e vogliamo che questa situazione abbia fine».
È dal giugno del 2008 che i Valle non hanno più casa. Dopo lo sfratto si sono accampati prima alle Acque, poi al parco Ippodromo e infine sul prato davanti al cimitero di Monticello. Spiega Luigi Valle: «Anche se la nostra situazione è difficile non abbiamo perso la speranza di trovare un alloggio. In Comune ci hanno consigliato di cercare un casolare di campagna abbandonato nel quale il proprietario potrebbe ospitarci in cambio della sorveglianza, ma ancora non abbiamo trovato» . L.Z.

Lonigo.
Addio vecchi
buoni pasto.
C'è la "city card"

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Lonigo. I vecchi buoni pasto per le mense scolastiche vanno in pensione e lasciano il posto alla più moderna "city card". Da qualche settimana il sistema elettronico di prenotazione funziona per tutte le scuole leonicene dell'infanzia, primarie e secondarie.
La tessera è prepagata con un importo fisso di 37 euro che dà diritto alla consumazione di 10 pasti.
All'entrata a scuola l'utente che intende usufruire della mensa dovrà avvicinare la city card al terminale installato vicino all'ingresso, prenotando in questo modo il pasto, il cui costo verrà scalato dal totale. A richiesta, si potrà ottenere l'invio di un messaggino telefonico quando il credito si avvicina all'esaurimento.
«Questa soluzione - spiega il commissario prefettizio Sergio Porena - offre una serie di vantaggi. In primo luogo si agevola il lavoro di chi deve preparare i pasti e si permette all'ufficio comunale di gestire in maniera automatizzata l'aspetto economico della questione. Inoltre i genitori possono controllare via internet l'andamento delle prenotazioni e verificare le frequenze dei figli a scuola. Infine, i ragazzi prendono dimestichezza con i sistemi di pagamento elettronico e acquistano indipendenza e sicurezza».
Gli sponsor dell'iniziativa solo la ditta di ristorazione collettiva Camst e la Cassa di Risparmio del Veneto. Le ricariche vengono fornite dallo sportello della banca in via del Mercato. «La prenotazione delle mense scolastiche è solo una delle funzioni possibili - conclude Porena -. Prossimamente estenderemo il servizio al prestito librario della biblioteca civica e al trasporto scolastico». L.Z.

Nanto.
Piano Casa ok
«No speculazioni
sui Colli Berici»

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Albano Mazzaretto



Nanto. Il Consiglio comunale di Nanto con voto unanime ha approvato la delibera sulla legge regionale più nota come "Piano Casa". Un provvedimento della Regione Veneto per sostenere il settore edilizio, favorire l'utilizzo dell'edilizia sostenibile e le modifiche alla legge regionale 16 luglio 2007, sulle barriere architettoniche.
«Proprio perché non si tratta di una legge urbanistica ma di un provvedimento per sostenere l'economia – ha dichiarato il sindaco Luca Cavinato - come amministratori ci siamo posti il problema di non aprire un eldorado per i prossimi due anni nel nostro territorio, né di creare aspettative nei cittadini che in fondo non siamo in grado di soddisfare. Punto di riferimento per noi rimane il Prg, anzi, nella delibera abbiamo introdotto dei parametri ancora più restrittivi. Non possiamo consentire intenti speculativi sui colli Berici dando permessi di costruzione per volumi nuovi dell'ordine del 20-30-50 %, né creare ampliamenti produttivi in zone improprie. Una scelta coerente con la nostra urbanistica sintetizzata nel documento di delibera che rivendica il primato del Consiglio comunale sulle scelte che riguardano la programmazione del territorio». Nelle sue linee essenziali, dunque, la delibera pone particolare attenzione alla tutela della fascia collinare. Per gli edifici esclusi dall'ambito di applicazione della legge inserisce quelli ricadenti all'interno dei centri storici, quelli vincolati e soggetti a specifiche norme di tutela, si tratta in particolare delle ville e dimore storiche, e quelli in aree di inedificabilità assoluta, e gli edifici a destinazione commerciale qualora volti ad eludere o derogare le disposizioni regionali in materia di programmazione, insediamento ed apertura di grandi strutture di vendita, centri commerciali e parchi comunali. Per quanto riguarda il rispetto e la disciplina delle distanze, si fa riferimento al Prg e il Codice civile e alcuni decreti ministeriali.

Barbarano. Fiera
di San Martino
C'è il palio
delle contrade

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Barbarano. Ritorna nel fine settimana da venerdì 6 a domenica 8 novembre con l'antico nome di "Fiera di San Martino" la tradizionale festa del ringraziamento di Ponte di organizzata dalla Pro loco Ponte in collaborazione con le contrade del Palio e il patrocinio del Comune.
Festa contenitore di tante iniziative con il 21° Palio del Ringraziamento, la ritrovata fiera di San Martino della giornata domenicale, la 5a rassegna gastronomica delle lumache italiane, e inoltre la mostra dei prodotti dell'agricoltura, le mostre d'arte, il teatro e l'enogastronomia di qualità.
La festa inizia la sera di venerdì 6 in villa Pedrina Rigon con lo spettacolo teatrale del gruppo "Panta Rei" di Vicenza "Arlecchino servitore di più padroni" testo e regia di Federico Corona.
Sabato sera parte la contesa per il drappo del 21^ Palio con le prime gare tra le quattro contrade contrassegnate dal colore Azzurro con il simbolo del delfino per San Pancrazio, Bianco con il leone per S. Maria Annunziata, Verde con il pozzo per il quartiere Sant'Antonio, e Rosso con il drago per il SS. Redentore.
La mattinata di domenica 9 novembre ripropone l'antica tradizione della fiera di San Martino con lo stand dei prodotti dell'agricoltura e degli animali da cortile. A.MAZ.

San Germano.
Dall'area
degradata
spunta un lago

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Claudia Milani



San Germano. Oggi è solo un'area degradata, in futuro potrebbe diventare un "piccolo lago di Fimon", un suggestivo specchio d'acqua circondato dai colli. Il bacino di San Germano, cassa di espansione per le piene del Liona, è stato oggetto di un incontro tra amministrazione, Consorzio di Bonifica Riviera Berica ed Associazione Bacino pesca - zona B durante il quale è stato presentato uno studio di fattibilità per una riqualificazione complessiva da oltre 600 mila euro.
«Attualmente - ha considerato il sindaco Alberto Zanella - in questa zona le auto transitano senza autorizzazione (tanto che la catena all'ingresso per evitarne il passaggio è stata divelta pochi giorni dopo essere stata posizionata), soprattutto di sera è pericolosa perché punto di ritrovo di persone poco raccomandabile e, infine, cittadini irrispettosi dell'ambiente tendono a trasformarla in una vera e propria discarica a cielo aperto, abbandonando rifiuti di ogni sorta».
Il primo passo dovrà dunque essere quello di regolamentare l'accesso al bacino, di proprietà demaniale e gestito dal Consorzio. È stato dunque deciso che, da parte di quest'ultimo verrà presentata al Comune la richiesta di ordinanza. L'amministrazione potrà emetterla in pochi giorni stabilendo norme e prevedendo sanzioni per i trasgressori.
Per quanto riguarda il progetto, articolato in tre interventi (sistemazione dell'area a parcheggio, realizzazione di zone verdi e messa a nuovo dei percorsi che costeggiano il bacino stesso), nel corso delle prossime settimane saranno coinvolti sia la Provincia sia i sindaci del Patto territoriale. «Si tratta di un lavoro molto impegnativo dal punto di vista economico, che potrà essere realizzato in stralci diversi - ha continuato il primo cittadino - la cui valenza andrà ben oltre i singoli confini comunali. Per questo chiederò che venga convocata una riunione ad hoc ed illustrerò il progetto agli amministratori, per sondarne l'interesse e, soprattutto, la volontà di dare un contributo, in vista poi di presentare domanda di fondi alla Regione. Lo spazio verde, completamente rinnovato, andrà a vantaggio di tutto il Basso Vicentino e, soprattutto, si presterà ad ospitare percorsi didattici per le scuole».
Anche la collaborazione con l'associazione Bacino di pesca - zona B potrà rivelarsi, in futuro, di fondamentale importanza per la gestione del luogo. «Non dimentichiamo - hanno sottolineato i rappresentanti - che, grazie al nostro lavoro, la situazione al lago di Fimon è nettamente migliorata».

Pojana Inaugurato rondò delle quattro strade

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«È una giornata di festa in quanto si concretizza un'opera storica attesa da tempo che abbiamo più volte sollecitato per porre fine alla pericolosità di un incrocio teatro di ben 12 incidenti stradali»: così il sindaco pojanese Gabriele Cavion interpretando la soddisfazione anche dei Comuni limitrofi ha salutato l'inaugurazione ufficiale del nuovo rondò denominato delle '4 strade' (ossia l'intersezione delle provinciali S.Feliciano e Contellena) finanziato e realizzato dalla Provincia in cinque mesi tra aprile e settembre per una spesa di 660 mila euro.
Inserito nel 2004 dall'assessore provinciale alla viabilità Roberto Ciambetti nel programma triennale delle opere pubbliche e seguito dal suo successore Alessandro Testolin il rondò di medie dimensioni a quattro braccia è stato concretizzato sotto l'attuale gestione di Costantino Toniolo che ha ricordato come «l'iter di questo importante e significativo intervento sia stato rallentato dall'esproprio di un edificio sul lato nord-est», annunciando la messa in sicurezza di via Pietre. F.B.

Sossano. Argini
e canali
in cantiere opere
da 41 milioni

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Claudia Milani



Un'occasione per fare il punto dei lavori svolti, anticipare gli impegni futuri ed ascoltare richieste e problemi degli amministratori dei vari comuni del Basso Vicentino di fronte ai nuovi interventi dei vari bacini idrici.
Si è riunita, a Sossano, la commissione dei bacini Liona, Frassenella, Ottoville e Ronego che ha illustrato i principali interventi compiuti nel corso del 2009: oltre 200 quelli a carattere straordinario, mentre quelli di tipo ordinario, quali taglio dell'erba lungo gli argini e pulizia dei corsi d'acqua, hanno interessato ben 1500 chilometri del territorio. «Il tutto - ha sottolineato con soddisfazione il presidente del consorzio di bonifica Riviera Berica Antonio Nani - senza aumentare, per il settimo anno consecutivo, le tariffe».
«I problemi più urgenti - ha aggiunto nel corso dell'incontro - sono stati frane e cedimenti provocati dalle abbondanti piogge che hanno interessato la nostra area alla fine dello scorso anno e in primavera. Si aggiunge poi il proliferare di nutrie, capaci di causare, in poco tempo, danni enormi agli argini perché scavano rapidamente gallerie».
A questo proposito il lavoro più consistente (costato quasi 200mila euro) e di massima urgenza compiuto dal Consorzio è stato a dicembre, dopo la rotta della sponda sinistra del Liona ad Agugliaro. Il 2010 si preannuncia impegnativo.
Sono dodici i lavori in fase di progettazione, per una spesa di circa 41 milioni e mezzo di euro e la cui realizzazione dipenderà dall'ammontare dei finanziamenti ministeriali. Ben nove di questi riguardano il Basso Vicentino. Si tratta di: interventi improrogabili per la messa in sicurezza del corpo arginale del canale Ferrara ad Arcugnano (500 mila euro); lavori urgenti di adeguamento dell'impianto idrovoro della Fontega, sempre ad Arcugnano (183 mila euro); opere indifferibili per ridurre il rischio idraulico a Nanto (un milione 649 mila euro); conversione del sistema attuale per il risparmio idrico nel bacino irriguo a Montegaldella, Cervarese S. Croce e Rovolon (due milioni e mezzo).
Previsti, inoltre: interventi strutturali volti al risparmio idrico e al miglioramento dell'efficienza della rete dei canali a cielo aperto nei comuni di Cologna ed Asigliano (3,5 milioni) e per abbattere il rischio di esondazione a Brendola (1,5 milioni).
Infine, con un intervento da 19 milioni saranno realizzate opere connesse al canale Leb per l'irrigazione collinare a Lonigo, Alonte, Orgiano, Sarego, Grancona e San Germano.


Claudia Milani

Lonigo. Bacheche
in piazza
abbandonate
«Usatele»

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Dice il proverbio che chi ha pane non ha denti. La massima si può efficacemente applicare agli assegnatari delle bacheche di piazza Garibaldi: mentre c'è chi ha dovuto attendere per dei mesi prima di poter usufruire dello spazio pubblico, altri, possessori da tempo delle bacheche, le trascurano e non provvedono ai doverosi aggiornamenti.
Della cosa si è interessata la pubblica amministrazione inviando ai partiti e alle associazioni che hanno in consegna le vetrine una lettera.
L'avviso spedito da villa Mugna riporta il passo del regolamento comunale per l'assegnazione delle bacheche nel quale si stabilisce che «l'uso deve intendersi continuativo e la manutenzione ordinaria è a carico dell'assegnatario con l'obbligo di mantenere in stato decoroso lo spazio assegnato. Nel caso di mancato utilizzo per un periodo superiore a sei mesi sarà revocata la concessione».
Basta una rapida occhiata al muro del palazzo del Popolo nel quale sono affisse le edicole per notare che alcuni manifesti hanno ampiamente sforato il limite semestrale previsto dal regolamento.
A questo proposito la nota del Comune ricorda agli assegnatari «di attenersi alle norme a suo tempo stipulate e di aggiornare costantemente il materiale informativo esposto in modo che sia possibile riscontrare in ogni momento la data dell'ultimo adeguamento della bacheca». L.Z.

Noventa. 1945
La storia rivive
nel film
"Anima e fuoco"

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Felice Busato



Da scrittori a registi di un film: quello che doveva essere solo un racconto ambientato nella seconda guerra mondiale dal titolo Anima e fuoco si è trasformato per i due amici appassionati di storia locale Nicola Dall' Armellina e Massimiliano Forcato in una coinvolgente esperienza sul set che dopo due anni di lavorazione sarà presentata stasera al Modernissimo alle 21 con la proiezione del lungometraggio con repliche domenica alle 17 e alle 21. «A darci la spinta nell'intraprendere l'avventura cinematografica è stato il presidente di Televeneto Luigi Giacomuzzi che ha subito creduto in questo progetto didattico rivolto alle scuole che punta a valorizzare la memoria storica locale calando emotivamente lo spettatore in un crudele periodo storico», spiega Nicola Dall'Armellina.
La storia del film ruota attorno all'amicizia tra due ragazzi, Dino e Antonio, messa a dura prova dal clima di paura del fascismo con episodi che prendono spunto da testimonianze raccolte dai due registi e poi trasportate nella sceneggiatura con un effetto romanzato.

Una ventina gli attori della zona (tra cui alcuni componenti della locale compagnia 'Amici del Teatro') selezionati dopo un mese di casting che hanno affrontato con entusiasmo la loro prima esperienza recitativa.
«Un film dal carattere amatoriale che punta a trasmettere specie ai ragazzi il messaggio di condanna della guerra esaltando il sentimento di amicizia e fratellanza e la passione nel perseguire i propri obiettivi», aggiunge Dall' Armellina.
La registrazione delle scene storiche ha visto la partecipazione di un gruppo di giovani figuranti della zona di Ferrara dotati di armi,divise e maschere anti gas della seconda guerra mondiale, mentre per ricostruire l'arrivo degli alleati a Noventa si è ricorsi a mezzi militari dell'epoca del raggruppamento Marin, associazione di rievocazione storica di Montecchio Maggiore.

Altre scene sono state girate nel Duomo e a Villa Cantarella, a Villa Troglio di Agugliaro,ad Albettone e a Pojana Maggiore con fase del montaggio eseguita negli studi di Televeneto e in in quelli milanesi di Euro Italy per un costo finale di 15 mila euro col sostegno di qualche sponsor.

Lonigo. Giostrine rotte ed erba alta L'Ippodromo è abbandonato

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Lino Zonin



È l'unico punto di svago per i bambini che frequentano il più grande parco pubblico leoniceno e, a quanto pare, non versa affatto in buone condizioni. A denunciare lo stato di degrado del parco giochi che si trova all'interno dell'Ippodromo comunale sono alcuni genitori che chiedono alla pubblica amministrazione di intervenire.
OCCHIATA. «Basta un'occhiata dall'esterno per vedere come il parco divertimenti sia completamente abbandonato a se stesso - afferma Paola Bolzon, una delle mamme che lanciano l'appello -. Immaginate cosa significhi frequentarlo con dei bambini piccoli che non stanno mai fermi e si mettono continuamente in pericolo. Le giostrine sono vecchie e mezze scassate, per terra ci sono buche e sporcizia, mancano completamente igiene e sicurezza».
Entrando nel basso recinto che racchiude i giochi non è difficile comprendere il perché delle lamentele dei genitori. L'erba è quasi completamente assente e la nuda terra fa da selciato al parco. Nei pressi delle attrazioni, i tappeti di gomma collocati anni fa sono quasi tutti divelti, mentre buche ampie e profonde si aprono nei punti di arrivo degli scivoli. Lo spazio dove un tempo c'era una giostrina è lasciato desolatamente vuoto; la staccionata che circonda l'altalena è rotta e uno spuntone di legno si protende in fuori.
«Sono anni che la pubblica amministrazione non investe un centesimo per ammodernare questo spazio - aggiunge un'altra mamma -. Anche l'altro parco giochi che si trova in piazza 25 aprile versa più o meno nelle stesse condizioni. Entrambi gli spazi sono sempre molto frequentati ed è davvero una vergogna che un paese di 15 mila abitanti non sia in grado di permettere ai più piccoli di poter usufruire di strutture migliori».
SPAZIO. Le precarie condizioni dello spazio dedicato ai bambini si aggiungono allo stato di degrado generale in cui versa il polmone verde del centro leoniceno. Molti degli ippocastani che fanno da corona al parco sono ammalati e da tempo si attende il via libera per un piano di intervento in grado di rimediare. Il Circolo è sotto la giurisdizione della Soprintendenza per i beni ambientali e ogni decisione deve essere lungamente ponderata.
Sono ormai anni che si passa da un sopralluogo a una perizia senza che nessuno sembri in grado di decidere come operare concretamente per salvare il parco.
CIRCOLO. Intanto il Circolo continua ad essere usato non come un'area verde dal delicato equilibrio naturale ma come parcheggio per le auto del mercato o spazio per le varie manifestazioni fieristiche.
La crisi amministrativa sembra aver gettato un velo di oblio sulle condizioni del parco; anche il comitato spontaneo sorto qualche anno fa sembra aver perso la sua voce. Ma la natura, contrariamente alle istituzioni create dagli uomini, non si concede pause di riflessione e la malattia che ha colpito le piante continua inesorabile il suo decorso. L' Ippodromo è stato costruito nel 1805 per la fiera dei cavalli. Già in una mappa del 1894 si vedono i filari di platani che formavano la crociera centrale del parco. Venti anni fa questi alberi sono stati abbattuti e sostituiti con tigli che solo da qualche estate cominciano a dare un po' d'ombra. Gli ippocastani che in doppia fila contornano la pista risalgono ai primi anni del 900 e hanno un'età che giustifica gli acciacchi di questi ultimi tempi. Un'analisi fitopatologica commissionata dal comune ha rivelato che quasi il 70% delle piante che formano il grande parco cittadino è in precarie condizioni di salute: dei 177 ippocastani che contornano l'anello, 37 sono da abbattere e altri 80 devono essere urgentemente curati. L.Z.


Lino Zonin

Noventa.
Il Comune scende
nella classifica
dei "ricicloni"

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Dopo essere entrato tra i Comuni "ricicloni" raggiungendo per diversi anni importanti percentuali nella differenziazione dei rifiuti solidi urbani Noventa è scesa lo scorso anno nella classifica nazionale stilata da Legambiente dal 279° al 657° posto col 57,55% , una flessione che è stata al centro di un'interrogazione presentata nell'ultima seduta consiliare dai consiglieri di minoranza Lino Baldan e Adelino Veronese di "Coltri per cambiare" proponendo un incontro con l'amministratore unico della VIS servizi (subentrata al Comune nella gestione del servizio) per esaminare la situazione e cercare di migliorarla.
Nel condividere tale obiettivo l'assessore all'ambiente Cesare Giacomuzzo ha ricordato di aver proposto già a luglio ai capigruppo la costituzione di un tavolo di lavoro tra le forze politiche per studiare il problema ribadendo la volontà di «promuovere un incontro per esaminare la situazione e predisporre eventuali iniziative».
«Tra le pecche del servizio c'è la raccolta dei sacchi neri che si diceva in passato di vietare» ha osservato Adelino Verone pur apprezzando l'installazione di cestini nel nuovo parco comunale «da allargare in altri punti del paese per migliorare la situazione».
«L'abbandono dei sacchetti di rifiuti nei fossi non sempre addebitabile agli extracomunitari è un problema non facilmente arginabile» ha aggiunto il sindaco Marcello Spigolon.
La seconda interrogazione sempre di Adelino Veronese e Lino Baldan ha proposto di valutare congiuntamente con l''Ulss 6 e la Cooperativa Casa Bianca l'ipotesi di trasferire negli edifici dell'area ospedaliera le persone con problematiche psicologiche attualmente ospitate in tre appartamenti in via Fermi «viste le difficoltà sorte per i pazienti lontani dal centro diurno dove svolgono attività lavorativa assistita e le lamentale degli inquilini dello stabile derivanti dalle diverse abitudini di vita».
«Quei tre alloggi attuano un preciso programma educativo ed integrazione sociale dei pazienti che prevede spazia abitativi indipendenti inseriti in un contesto cittadino» ha ricordato l'assessore Veronese.
F.B.

Noventa. Ragazzo morì in auto Indagini
sul Comune

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Ivano Tolettini



La curva è pericolosa, ma non sarebbe stata ben segnalata. Benito Barone aveva 19 anni e nel novembre 2007 andò a schiantarsi in macchina contro l'argine del torrente in via Spinosa dopo un pauroso volo. Stava andando a fare festa con due amici, invece andò incontro alla morte. Adesso si apprende che la procura della Repubblica di Vicenza ipotizza un concorso di colpa nel provocare il dramma da parte del Comune perché non avrebbe attrezzato in maniera idonea la strada, mancando una «segnaletica verticale che avvertisse della presenza di una curva pericolosa a 90°, posta dopo un tratto semirettilineo di 400 metri». Per questo motivo il sostituto procuratore Alessandro Severi un paio di settimane fa ha inviato un avviso di garanzia per omicidio colposo al capo dell'Ufficio tecnico e l'ha fatto interrogare dai carabinieri della stazione.
Nei giorni scorsi, così, Giuseppe Toniolo di 58 anni, assistito dagli avvocati Andrea Balbo e Francesco Rucco, si è presentato agli investigatori, ma si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Sulle modalità dell'interrogatorio non sono filtrate indiscrezioni e non si esclude che il funzionario comunale abbia preferito tacere in attesa di conoscere gli incartamenti processuali in maniera da rispondere con maggiore compiutezza alle contestazioni della procura. La disgrazia avvenne di sabato sera. Barone, 19 anni, era alla guida di una Fiat Punto sulla quale viaggiavano gli amici Sebastiano Correnti e il minore D. F. Il luogo della tragedia è situato tra i comuni di Campiglia e Noventa. Nell'affrontare la curva pericolosa a causa della velocità non moderata il ragazzo perse il controllo della macchina, che volò fuori strada.
Barone rimase incastrato tra le lamiere, senza più dare segnali di vita. I soccorsi del 118 non consentirono di salvargli la vita. I due amici, per loro fortuna, subirono conseguenze tutto sommato lievi.
A distanza di quasi due anni, dopo avere analizzato il rapporto dei carabinieri del maresciallo Davide Agnello, il pm Severi ritiene che sia doveroso approfondire le condizioni della strada e, avendo verificato le presunte carenze della segnaletica verticale, ha spedito l'avviso di garanzia a Toniolo ritenendo in via presuntiva - perciò da dimostrare - che il dirigente della seconda unità operativa del Comune non avrebbe svolto in maniera adeguata il suo mestiere. In questa maniera concorrendo con la vittima nel causare la disgrazia per non avere fatto sistemare dagli operai municipali la segnaletica che indicasse la pericolosità della curva.
Non è escluso che il pm Severi, in considerazione del comportamento tenuto dal tecnico durante l'interrogatorio, al termine dell'inchiesta mandi l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. In quel caso la partita giudiziaria si trasferirà all'ulteriore interrogatorio di garanzia dove la difesa, lette le argomentazioni tecniche della procura, deciderà quale strategia processuale adottare.

Noventa. Studente
vince premio
letterario

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L'anno scolastico è iniziato con un importante riconoscimento per Giuseppe Giacomello, che ha iniziato la classe IV C del Liceo scientifico “Umberto Masotto” di Noventa Vicentina: lo studente si è infatti aggiudicato il primo posto nella seconda edizione del Premio letterario Giuseppe Mazzotti Juniores.

Il suo nome, accanto a quelli della seconda classificata Rebecca Sarto, della classe IV^ SA dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Francesco Severi” di Padova, e della classe V G dell'Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Giuseppe Mazzotti” di Treviso, terza, sono stati annunciati dall’Associazione “Premio letterario Giuseppe Mazzotti” sabato 10 ottobre nel corso della manifestazione bellunese “Oltre le vette” dall'Associazione “Premio letterario Giuseppe Mazzotti” che, insieme alla Fondazione Veneto Banca e all’associazione culturale Vivarte, lo scorso anno ha promosso l’iniziativa presso gli istituti superiori del Triveneto con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni ad argomenti di grande attualità, legati all’esperienza dell’intellettuale trevigiano.

Il tema proposto era “la Villa Veneta”, argomento quanto mai attinente agli interessi e alle battaglie di Mazzotti ma anche fortemente caratterizzante per il nostro territorio. Giuseppe Giacomello ha vinto presentando l’elaborato intitolato “La Rocca Pisana a Lonigo. Là dove il tempo sembra fermarsi: il presente che conserva l’eterno”, lavoro che dimostra come le ville venete possano trasformarsi in un palcoscenico che, in base al percorso di studi di ciascuno ed con mezzi comunicativi al di fuori degli schemi tradizionali, riporta alla luce secoli di memorie, aiutando i giovani ad addentrarsi nel mistero dell’uomo e capire che ogni gesto, ripetuto per secoli nel susseguirsi delle stagioni, è solo apparentemente banale, nell’equilibrio tra causa ed effetto, tra uomo e natura, tra ricchezza e povertà.

La Giuria ha premiato il lavoro del giovane vicentino motivando così la propria scelta: “Lavoro, frutto di una riflessione profonda e personale, pertinente rispetto al tema proposto, basato su un appropriato uso delle fonti con riferimenti alla villa ma anche al territorio circostante. L’elaborato, di piacevole e agevole lettura, è inoltre ricco di osservazioni e interessanti riflessioni che toccano tutte le sollecitazioni proposte dal tema. La Giuria ha infine particolarmente apprezzato l’originalità di approccio, la chiarezza e l’impeccabile esposizione”.

L’analisi degli elaborati inviati (30 in tutto provenienti da 9 istituti superiori del Triveneto) alla segreteria del Premio e la scelta dei vincitori è stata affidata ad una giuria di dieci membri, composta da scrittori, critici letterari, giornalisti, insegnanti, rappresentanti di enti o associazioni che collaborano alla realizzazione del Premio, presieduta da Gian Quinto Perissinotto della Fondazione Veneto Banca. I vincitori riceveranno il premio nella suggestiva cornice del Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Tv), sabato 21 novembre 2009, nell’ambito della cerimonia conclusiva della XXVII edizione del Premio Gambrinus "Giuseppe Mazzotti".

La torre sarà restaurata

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Claudia Milani



L'intervento di somma urgenza prenderà il via tra pochi giorni, dopo ben 15 anni di attesa. Richiesto, finanziato, bloccato da un contenzioso ed ora, finalmente, sul punto di concretizzarsi. La Sovrintendenza ai beni architettonici di Verona ha messo a disposizione 120 mila euro per il restauro della torre del castello che sorge a pochi metri dalla palladiana villa Pojana e che risale ad un periodo antecedente: l'autorizzazione regale all'erezione del Castello è infatti del 917 e, nonostante le fonti documentarie siano estremamente scarse ed incerte, si sa che nel 1220 il castello di Pojana era del vescovo di Vicenza.
Oggi l'edificio è di proprietà privata, solo la torre è parte del patrimonio comunale e versa, da anni, in uno stato d'incuria e di abbandono. Proprio il progressivo decadimento aveva spinto a progettarne, in passato, il recupero. Recupero che tuttavia non fu mai iniziato a causa di un contenzioso con la ditta appaltatrice ed il conseguente blocco dei fondi da parte del tribunale. Conclusa la lunga vicenda giudiziaria ora non resta che attendere qualche giorno per l'apertura dei cantieri.
«Il progetto di restauro da noi commissionato e finanziato - spiega il sindaco Gabriele Cavion - prevede due stralci. La prima parte, a carico della Sovrintendenza, si focalizzerà sugli interventi più urgenti ma non sarà sufficiente. Si dovrà procedere con una seconda azione, che richiederà un'ulteriore spesa: almeno 250 mila euro. Abbiamo presentato domanda in Regione ed entro la fine dell'anno sapremo se il finanziamento ci sarà concesso. Solo la collaborazione tra diversi enti, infatti, potrà portare ad una definitiva soluzione del problema».
«Sarà proprio il secondo stralcio, con il consolidamento dei livelli inferiori e superiori ed il restauro interno ed esterno - sottolinea Barbara Zattra, l'architetto che ha curato la progettazione - a rendere agibili i primi due livelli della torre. Indubbiamente una sua piena valorizzazione si potrà avere con un restauro complessivo di tutto l'edificio, ma questo costituirà un ulteriore passo e richiederà, ovviamente, un cospicuo contributo per poter essere realizzato».
«Risolto il problema dei primi due stralci - conclude il primo cittadino - ci occuperemo del progetto complessivo, cercando magari di ottenere un finanziamento dal Gal».

Lonigo. Dimenticato e sporco Che futuro per il Borsa?

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Lino Zonin



Quattro anni fa, proprio di questi giorni, veniva chiuso il caffè Borsa. Al termine di una lunga trattativa, l'amministrazione comunale, proprietaria dello stabile, era riuscita a trovare un accordo con il gestore e a rientrare nel pieno possesso del locale.
Sembrava che nel giro di qualche mese, giusto il tempo necessario per ripulire e ammodernare le sale e le attrezzature, lo storico bar sarebbe stato restituito all'uso dei cittadini. Invece sono passati gli anni e le grandi saracinesche che si affacciano su piazza Garibaldi restano ancora desolatamente abbassate.
IL SINDACO. Il sindaco Silvano Marchetto aveva inserito la sistemazione del bar Borsa nel programma elettorale, impegnandosi per una rapida riapertura. A questo proposito la sua giunta ha emesso un bando di concorso per trovare un gestore che si impegnasse sia economicamente che dal punto di vista della gestione per rilanciare il locale.
Evidentemente i parametri di gara non erano ben calibrati, visto che nessuno si è fatto avanti per presentare una candidatura. Anche un secondo bando, emesso su basi leggermente modificate, è andato deserto.
Il commissario prefettizio Sergio Porena, subentrato alla guida del comune dopo la fine anticipata della legislatura Marchetto, ha tentato di dare nuovo impulso all'iniziativa contando sul fatto che, dopo il fallimento delle due aste, era possibile ricorrere alla trattativa privata e proporre delle condizioni più vantaggiose a dei possibili acquirenti. Ma anche l'appello lanciato dal commissario non ha avuto l'esito previsto. Qualcuno per la verità si è fatto avanti, manifestando però un interesse generico che non sembra offrire rapide prospettive per la soluzione del caso.
GIGANTESCO. Così il caffè Borsa resta chiuso e la sua mole giganteggia muta e cieca al centro della piazza. I suoi frequentatori del bar, i "piazzarotti" che animavano di chiacchiere e commenti l'attualità del paese, sono emigrati nei bar vicini ma rimpiangono l'antico decoro del loro locale preferito. Il Borsa non era solo il regno del pettegolezzo: davanti al grande bancone di mogano si facevano affari, si trattavano proprietà, si stabiliva il prezzo del prodotti agricoli; le quotazioni delle granaglie fissate al Borsa durante il mercato del lunedì venivano riportate dal Sole 24 Ore.
Chissà quanto ci sarà ancora da attendere prima che lo storico caffè torni a nuova vita. Intanto, in attesa che il nuovo sindaco, a partire dalla primavera prossima, riprenda in mano la situazione, si potrebbero fare dei piccoli interventi per rendere meno deprimente la situazione: verniciare le serrande, imbrattate dai graffiti, e eliminare gli scheletri delle tende da sole, orribili da vedere e pericolosi.

Sossano
Dal canale Leb
irrigazione
fino ai Berici

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Claudia Milani



Un'opera che, finalmente, permetterà di sopperire alla carenza idrica del Basso Vicentino e di salvaguardare i tanti prodotti tipici che qui si coltivano. Ieri mattina il Consorzio di bonifica Riviera Berica di Sossano ha presentato le opere di adduzione principale del canale Leb per l'irrigazione del bacino Ronego.
«Tre anni fa avevamo inserito questo progetto nel piano delle opere da realizzare - ha spiegato il presidente del Consorzio Antonio Nani - e, grazie ai finanziamenti ministeriali, senza perdere tempo, abbiamo immediatamente dato il via ai lavori».
Un intervento da tre milioni e 200 mila euro che prevede l'estensione della rete irrigua ed il potenziamento dell'esistente nel territorio che abbraccia i comuni di Lonigo, Zimella e Cologna Veneta e che è destinato a diventare operativo già dalla prossima primavera. È stata prevista la realizzazione di una stazione di pompaggio a lato dell'enorme contenitore che estrae le sabbie del Leb. Dalla stazione partirà una condotta di adduzione primaria, destinata a portare l'acqua, lungo un percorso di otto chilometri, fino allo scolo Bressana, a sud di Lonigo. Il tragitto seguito sarà, approssimativamente, quello dello scolo Fossiello, lungo il quale non mancheranno degli scarichi, in corrispondenza della strada Spessa e di via Romola, in modo da ottimizzare la distribuzione dell'acqua stessa, convogliando nella parte più a nord solo la quantità necessaria. Complessivamente è previsto un fabbisogno irriguo di 0,500 metri cubi al secondo.
La capacità dell'impianto è stata programmata tenendo conto anche dei bisogni di aree che, attualmente, non sono servite. Questo permetterà, in futuro, di estendere, se necessario, la rete irrigua senza incorrere in particolari problemi.
«Senza il Leb - ha considerato l'ingegnere Gianfranco Bastianello - tutta l'area del Basso Vicentino, ai piedi dei Colli Berici, non avrebbe alcuna possibilità irrigua: si tratta di una risorsa irrinunciabile destinata a garantire, con questi ultimi lavori, ancor più sicurezza al mondo agricolo». «Inoltre - ha aggiunto - abbiamo individuato un percorso rispettoso della realtà locale urbana ed agricola, contenendo al massimo i cambi di direzione per evitare le perdite di carico».
«I tanti prodotti coltivati a sud dei Berici - ha spiegato ancora Antonio Nani - necessitano di cospicue quantità d'acqua. Ora, grazie a quest'ultima opera, potremo anche mettere a punto un sistema d'irrigazione collinare per un costo totale di 19 milioni».
Un accenno non poteva mancare ai fanghi di depurazione della Valle del Chiampo. «Il Leb, alimentando il Fratta, è fondamentale per le acque - hanno concluso i tecnici - L'opera, tuttavia, ha un obiettivo prettamente agricolo».


Orgiano. Circonvallazione, ora i progetti in Provincia

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Claudia Milani



Traffico pesante, limiti non rispettati, pericoli per ciclisti e pedoni e, addirittura, conservazione a rischio per gli edifici storici. Questi i problemi con i quali, quotidianamente, il comune di Orgiano deve fare i conti.
Proprio in questi giorni, tuttavia, sono stati mossi i primi passi per trovare delle soluzioni. L'assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo, accompagnato dai tecnici di palazzo Nievo, ha infatti compiuto un sopralluogo nel centro del Basso Vicentino. Sopralluogo durante il quale sono stati evidenziati i punti critici del paese e sono state ipotizzate alcune soluzioni.
«Per quanto riguarda la circonvallazione, l'opera più consistente ed impegnativa dal punto di vista economico - ha spiegato il sindaco Marco Zecchinato - ci siamo impegnati ad inviare al più presto alla Provincia tutta la documentazione necessaria affinché si possa giungere ad uno studio di fattibilità che, oltre ad essere rispettoso dell'ambiente, non comporti una spesa eccessiva. Speriamo che, entro il 2010, l'opera possa quindi essere inserita nel piano delle opere pubbliche della Provincia». Con la circonvallazione il traffico lungo l'arteria Berico-Euganea, che da Orgiano conduce a Sossano, diminuirebbe notevolmente. Oltre alla mole di mezzi che, a tutte le ore del giorno e della notte, compiono questo tragitto, c'è però il problema della velocità. La strada, infatti, invita gli automobilisti a correre e gli incidenti, anche mortali, sono purtroppo frequenti.
«È importante individuare accorgimenti affinché i limiti vengano rispettati - ha continuato il primo cittadino - cosa che, purtroppo, oggi non avviene. Analoga è poi la situazione in via Ronego, stretta, piena di curve, con scarsa visibilità in alcuni punti. Per questo abbiamo chiesto all'assessore di studiare soluzioni. Nel caso di quest'ultima strada la nostra proposta è di passare dagli attuali 70 chilometri orari ai 50. Auspichiamo poi di poter garantire una maggiore presenza della polizia locale su tutto il territorio».
All'incontro tra amministratori hanno partecipato anche i proprietari di villa Fracanzan Piovene. Ultimamente, infatti, si sono verificati cedimenti della mura che costeggia l'edificio. Il gioiello architettonico si trova in uno dei punti di maggior passaggio del paese e si teme che le continue vibrazioni provocate dai tir possano causare, nel tempo, problemi di conservazione. «Nel comune di Orgiano - ha considerato al termine della visita Costantino Toniolo - vi sono indubbiamente nodi e criticità che meriteranno interventi».
Di una circonvallazione ad Orgiano se ne parla da anni. L'opera, infatti, era già stata inserita nel Piano regolatore del 2003. Con il cambio di amministrazione il progetto subì poi delle modifiche. Duplice, a questo proposito, l'obiettivo: diminuire l'impatto sul territorio e contenere le spese di realizzazione, che in un primo tempo erano state stimate a 4,6 milioni di euro.
L'idea è di creare una rotatoria in località Campagnola, per proseguire successivamente con l'allargamento dell'arteria che attraversa la zona industriale (anziché costruirne una ex novo come previsto inizialmente), prevedendo infine un tratto che andrebbe a congiungersi lungo l'asse Orgiano - Sossano. In questo modo si diminuirebbe drasticamente il passaggio di mezzi, soprattutto pesanti che, quotidianamente, attraversano il centro del paese e che costituiscono un notevole rischio anche per la vicinanza delle scuole. C.M.

Noventa. Dichiara 400 €
al mese. Evade 2,5 milioni

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Diego Neri



Dopo essere andato in pensione, aveva continuato a svolgere il suo lavoro: quello di vendere auto, nuove e usate. Ma dal momento della quiescenza non avrebbe più dichiarato i suoi guadagni al fisco. E si trattava di cifre non di poco conto.
È quanto sostiene la guardia di finanza, che nei giorni scorsi ha denunciato alla magistratura un pensionato di Noventa. Umberto Gemmo, 71 anni, residente in paese, è accusato di omessa dichiarazione. Negli ultimi cinque anni, a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2003 e fino allo scorso anno, avrebbe "dimenticato" di segnalare al fisco redditi per poco meno di 2 milioni e mezzo di euro. L'iva evasa supererebbe i 300 mila euro.
L'inchiesta delle fiamme gialle della tenenza di Noventa e della compagnia di Vicenza era scattata nei mesi scorsi. I militari del colonnello Antonio Morelli avevano ricevuto delle segnalazioni sulle ingenti movimentazioni nei conti correnti di Gemmo, e per questo si erano attivati - come avviene in casi analoghi, invero assai frequenti - compiendo delle verifiche incrociate. In questa maniera avevano scoperto che Gemmo era titolare, o co-titolare, con la moglie, di una decina di conti correnti e che le cifre che movimentava erano molto ingenti. Di fatto, non poteva giustificarle con la sua pensione, di circa 400 euro al mese, che doveva essere il suo unico reddito. Da dove venivano tutti quei soldi?
Gemmo, proprietario della sua abitazione, risultava essere andato in quiescenza ancora vent'anni fa, quando aveva chiuso la sua attività commerciale per cui era conosciuto nel Basso Vicentino e nelle province limitrofe.
I finanzieri del capitano Tommaso Commissione e del luogotenente Franco Schiavo hanno scoperto che in realtà la sua attività di commerciante di autovetture non l'aveva mai sospesa. In base a quanto ricostruito, infatti, si occupava sia di vendere auto nuove, appoggiandosi ad alcune concessionarie dalle quali avrebbe percepito in tesi d'accusa una commissione, ma soprattutto avrebbe continuato a fare il mediatore per le macchine usate. Un affare assai redditizio, compiuto sulla scorta delle conoscenze e del buon nome che si era fatto durante la sua attività, e che gli garantiva un numero elevato di clienti, tanto quanto una piccola concessionaria.
Quegli utili, però, Gemmo li aveva nascosti al fisco, versandoli nei vari conti correnti nei quali le fiamme gialle - con la collaborazione delle banche - hanno trovato una piccola fortuna sconosciuta all'erario. Da quanto emerso, l'ex commerciante avrebbe incassato circa mezzo milione di euro l'anno con la sua seconda attività, e questo gli garantiva la possibilità di avere un tenore di vita ben diverso rispetto a quello di un pensionato da 400 euro al mese. Peraltro, Gemmo non ha mai ostentato questa disponibilità economica in maniera palese, e questo gli ha consentito di non destare sospetti nonostante i numerosi contatti commerciali che aveva sul territorio.
Le fiamme gialle della tenenza lo hanno denunciato in procura dopo aver compiuto una perquisizione in casa, che non ha consentito di trovare documentazione utile alle indagini dei militari. Con ogni probabilità, il pensionato verrà iscritto sul registro degli indagati e avrà la possibilità di farsi interrogare dal magistrato per difendersi dalle accuse e chiarire la sua posizione. Nel contempo, la finanza avvierà al recupero di tassazione quegli oltre 300 mila euro di iva evasa che Gemmo avrebbe dovuto versare a partire dal 2003 nelle casse dello Stato. Non è escluso che gli accertamenti si spingano più indietro nel tempo, e che altre persone che hanno utilizzato il suo stratagemma vengano denunciate dalle fiamme gialle.

Lonigo. Centro Alzheimer al via con altri 150 mila euro

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Lino Zonin



Il centro di assistenza per i malati di Alzheimer inaugurato qualche mese fa alla casa di riposo Villa Serena diventerà operativo dai primi di ottobre. I primi ad arrivare saranno i malati di Alzheimer attualmente ricoverati nel pensionato leoniceno; successivamente verranno accolti altri pazienti, fino a completare i 20 posti letto disponibili.
La notizia è stata data nel corso di un incontro che il nuovo presidente di Villa Serena Vasco Sinicato ha organizzato per illustrare ai responsabili delle associazioni cittadine le dotazioni del nuovo padiglione e per ringraziare ancora una volta i benefattori che hanno reso possibile la realizzazione del centro.
I dirigenti della Pro Lonigo, della Fidapa, del Cif, del Gruppo Alpini, del Lions Club e della Fondazione Miotti hanno così potuto visitare il padiglione e incontrare i finanziatori dell'opera: i fratelli Bruno e Alfonso Brendolan, la sorella del compianto Mario Zanetti e, in rappresentanza della Fondazione Cariverona, il vice presidente Ambrogio Dalla Rovere.
Erano inoltre presenti il sub commissario prefettizio Vincenzo Foggia (in rappresentanza del comune di Lonigo), la responsabile dei Servizi socio sanitari dell'Ulss Antonella Pinzauti, i dirigente regionale Paolo Bellieni, il direttore della casa di riposo Nevio Slaviero e i componenti del consiglio di amministrazione di Villa Serena Maria Pia Brait, Igino Negretto, Sabrina Brusaferro e Giancarlo Ramazzotto.
Il progettista Emanuele Maesani ha illustrato le caratteristiche tecniche della struttura, dotata di camere doppie con bagno attrezzato per persone disabili. Oltre alle caratteristiche standard, gli alloggi presentano dei particolari accorgimenti specificamente destinati alle persone con demenze gravi. In ogni camera è infatti presente una telecamera a infrarossi per consentire il monitoraggio notturno della stanza. Altre telecamere sono ubicate nei corridoi e nelle zone comuni, oltre che nelle immediate vicinanze del reparto, per garantire un controllo completo.
Tutti gli ospiti saranno provvisti di un braccialetto con trasponder che invierà un segnale identificativo all'operatore qualora il paziente sia impegnato nell'attraversamento di un determinato varco. A questo scopo le finestre e le porte che danno sull'esterno sono dotate di segnalatori per individuare quale ospite sta tentando di uscire e da dove. Ogni stanza è arredata con letti a regolazione elettrica ad altezza variabile di ultima generazione. Ambrogio Dalla Rovere si è complimentato con il Consiglio per la qualità dell'intervento. «Non potevo venire in visita a mani vuote», ha detto consegnando contributo di 150 mila euro per le spese di rodaggio del centro.

Barbarano. Bufera sul rogo del 2004.Indagato l'ex sindaco

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Ivano Tolettini



Barbarano. Quando l'ex sindaco Paolo Bogoni e tre suoi assessori (Giovanni Franceschetto, Maurizio gallo e Rosanna Ercego) hanno letto qualche giorno fa l'informazione di garanzia, di cui sono stati destinatari, per concorso in incendio colposo e lesioni che vale anche come avviso delle conclusione delle indagini preliminari non volevano crederci.
I quattro amministratori in carica fino a giugno, sono stati iscritti sul registro generale della procura di Vicenza assieme al capo della polizia locale Paolo Sartori, al funzionario comunale Franca De Grandi e al presidente della Pro Colli Berici Dino Faccin per il noto rogo dell'ultra secolare fiera di Santa Caterina di 4 anni fa in cui rimasero ustionate 27 persone e furono registrati danni per quasi 2 milioni di euro per il risarcimento dei quali sono state avviate le cause civili.
La clamorosa novità è avvenuta a sorpresa perché a Vicenza a gennaio era iniziato il processo per incendio colposo nei confronti della proprietaria del furgone della bancarella "Dal Baffo" Rosanna Galesso, 48 anni, di Fiesso D'Artico (avv. Giovanni Rossi e Alessandra De Pretto), da cui si propagarono le fiamme; del marito Mauro Polato, di 53, che avrebbe avuto il compito di controllare l'efficienza del veicolo e di Mirko Bortolami, 55 anni, di Padova (avv. Lorenzo Locatelli) perché era stato colui che aveva installato l'impianto del gas dal quale si sprigionò la fiammata.
Per una questione procedurale, poiché non era stata celebrata l'udienza preliminare e i tre imputati erano stati rinviati direttamente al processo, il tribunale aveva trasmesso gli atti al pm Angela Barbaglio. La quale, dopo avere approfondito una serie di circostanze, ha deciso di ampliare le indagini ipotizzando il coinvolgimento dei pubblici amministratori e dei pubblici ufficiali perché la loro presunta responsabilità - tutta da dimostrare - sarebbe stata quella di non avere indetto una conferenza dei servizi per valutare i profili di sicurezza, igiene e solidità della zona deputata ad accogliere la secolare manifestazione.
La procura ha stilato la lista delle imprudenze da cui si devono difendere gli altri 7 indagati. In particolare, sarebbe stata prescelta un'area non isolata in maniera adeguata per evitare la propagazione degli incendi; gli impianti idraulici per rifornire i pompieri erano insufficienti; gli stand erano troppo vicini e non c'era un'adeguata alternanza tra stand di elevata combustibilità e quelli a meno infiammabilità. Ancora, il personale di servizio non sarebbe stato formato in maniera sufficiente per le emergenze e c'erano varchi insufficienti per consentire ai mezzi dei vigili per intervenire e spegnere l'incendio.
Se quel drammatico giorno non ci scappò il morto, infatti, fu per puro caso. Certo, l'evento fu eccezionale, ma il pm ha messo sotto inchiesta l'ex sindaco Bogoni, e attuale consigliere di minoranza, e gli ex assessori Franceschetto, Gallo ed Ercego - difesi d'ufficio dall'avv. Giovanna Paramucchio - perché hanno approvato la delibera del 28 ottobre 2004 con la quale stipulavano la convenzione con la Pro Colli berici per la 681a edizione di una fiera che si è svolta più o meno sempre nello stesso posto.
L'allora Giunta, la Pro loco nella persona del presidente Faccin, il funzionario del settore finanze De Grandi che predispose la delibera per consentire alla Pro Colli Berici di occupare le aree destinate alla fiera e il responsabile della polizia locale, ispettore Sartori, non avrebbero svolto un'adeguata valutazione in materia di sicurezza. Adesso i sette nuovi indagati hanno 20 giorni di tempo per farsi interrogare o depositare memorie dopo di che la procura deciderà per quali eventualmente chiedere la richiesta di rinvio a giudizio.

Albettone
Scolo Buregosso
Moria di pesci
da inquinamento

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Ha provocato una moria di numerosi pesci di piccole e in qualche caso più grandi dimensioni l'inquinamento dello scolo detto Buregosso del Bisatto in via Cà Bregana, strada che collega Albettone con Ponte di Barbarano.
A dare l'allarme attorno a mezzogiorno è stato Diego Marin residente poco distante che durante un giro in bicicletta giunto sul ponte del piccolo corso d' acqua ha notato il galeggiamento dei pesciolini, triste lo spettacolo che gli si è presentato davanti con i pesci a galleggiare a pancia in su.
Sul posto si è prontamente recata una pattuglia dei Carabinieri di Campiglia dei Berici che ha allertato i tecnici dell'Arpav i quali dopo un sopralluogo fino al depuratore di Ponte di Barbarano da dove parte lo scolo hanno provveduto a prelevare diversi campioni d'acqua che saranno sottoposti ad esami di laboratorio per accertare le cause dell'inquinamento, che ha provocato la moria di pesci. F.B.

Grancona. Cedimenti: «La scuola è da rifare»

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Claudia Milani



Un problema dopo l'altro, anche a pochi anni dalla sua inaugurazione per la scuola di Grancona. Anno dopo anno si sono susseguiti cedimenti, impianti da rifare, infiltrazioni. Addirittura si scoprì che le fondamenta mancavano. Costruito nella frazione di Pederiva nel 1974, l'edificio ha presentato le prime "rogne" quasi subito ed è stato al centro di una lunga e complessa battaglia giudiziaria.
Lo scorso anno scolastico si è concluso tra ordinanze di sgombero di locali e palestra; nel corso dell'estate gli operai sono tornati a "metterci le mani" per risolvere i problemi prima della fine delle vacanze estive ed ora, a lezioni riprese, la situazione appare migliore. Sono state messe in sicurezza le aule ed entro qualche giorno anche i lavori alla palestra saranno ultimati.
Che le spese di sistemazione della scuola siano finite, però, è da escludere. La relazione messa a punto da Roberto Valente, l'ingegnere di Este che ha curato i lavori, oltre a fornire indicazioni sugli interventi eseguiti ai locali magazzino, aula magna, solai in latero cemento, travi in generale ed in particolare quelle di corridoi, scuola e palestra evidenzia che «si è fin qui dato corso ad una riparazione localizzata ai punti più critici, ma non si è risolto il problema d'origine». «Quasi ovunque dove si è indagato - si legge poi nella nota - si sono rivelate situazioni difformi dalla norma e dall'arte del buon costruire ed è da ritenere che, continuando i controlli, possano emergere altre situazioni anomale. Le carenze sono in generale legate alla quantità e qualità dei materiali usati all'epoca». La conclusione non è incoraggiante. «Si tratta di problemi completamente risolvibili solo con interventi economicamente importanti che prevedano la programmazione di una nuova unità scolastica, realizzata con materiali idonei e rispettosa della nuova normativa anche antisismica». «Nel nostro programma la scuola era uno dei punti fondamentali - ha considerato il consigliere di minoranza - Alessio Fridosio - auspichiamo quindi che la maggioranza riservi a questo campo l'attenzione che merita. Da parte nostra non c'è alcuna volontà di creare allarmismi ma, data la situazione, riteniamo importante che consiglieri e cittadini siano sempre informati».

Barbarano. Incontri e cene celebrano
l'uva e il vino

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Comune associato al circuito nazionale delle "Città del vino", Barbarano organizza fino a domenica la festa dell'uva e del vino.
Due anni fa la festa ha cambiato profilo aprendosi alla collaborazione con i Comuni e le Pro loco di Mossano e Villaga. Un'unione di forze per rivitalizzare e ridare nuovo smalto a questa manifestazione che ha contribuito a dare visibilità e identità alla produzione vinicola dell'Area Berica.
«Se si parla di identità e territorio - dice l'assessore alle manifestazioni Ruggero Zoggia - questa festa dell'uva e del vino propone come novità la prima Mostra mercato dei prodotti locali e stagionali a KmZero. Un'iniziativa che accoglie le indicazioni delle maggiori sigle associative di categoria degli agricoltori e sostenuta da Provincia e Regione».
Dopo l'anteprima di ieri con lo spettacolo "Le stagioni del sergente" della compagnia teatale "Zelda" di Treviso, stasera c'è l'incontro eno-gastonomico con la degustazione di piatti tipici abbinati al vino più tipico del territorio: la serata "A cena con il Barbarano-Tai" che quest'anno sarà curata dagli agriturismi del territorio.
Domani alle 17.30 inaugurazione nel Palazzo dei Canonici della mostra di pittura "Sei pittori dei Colli Berici": Domenico Boraso, Eros, Francesca Fortin, Enzo Gallana, Gianfranco La vezzo, Walter Tamiazzo.
Domenica dalle 9 alle 17.30 seconda edizione di "De caneva in caneva", un percorso eno-gastronomico guidato con tappe a tema, nelle caneve, le cantine delle aziende vinicole locali tra i colli di Barbarano, con degustazione di vini abbinati a prodotti tipici e pranzo in una delle aziende.
In piazza Roma mostra mercato dei prodotti tipici e stagionali a Km Zero, dove si potranno acquistare direttamente tutti i prodotti delle aziende agricole locali.
Alle 16.30 mostra e premiazione delle uve. A.M.

San Germano dei Berici. Strage
di polli È allarme per il falcone

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Alberto Tonello



È un massacro, che si ripete da un paio d'anni e che ha gettato nella disperazione un gruppo di famiglie di San Germano dei Berici, costrette ad assistere passive alla decimazione del loro allevamento di galline da cortile.
Il predatore è un grosso falco che attacca all'improvviso, generalmente all'alba, si piazza sull'albero più alto della zona e, sfruttando la sua vista acuta, studia la situazione sino alla planata mortale. Si tratta di qualche secondo e l'animale è già sulla preda con gli artigli aculei, l'afferra e in un attimo la dissangua, poi gli mangia il petto e il collo (dove si concentra il sangue) e lascia la carcassa a terra dileguandosi nei cieli.
All'azienda agricola Valle del Silenzio, in via Brustolà 29 a San Germano, la scena raccapricciante si ripete da inizio estate. Lo scorso anno il titolare Roberto Filippi, con sua moglie Paola, ci ha rimesso 40 galline e quest'anno siamo già a 17 capi morti. Il rapace non colpisce mai a caso, sempre gli esemplari più belli, più pregiati. I vicini della famiglia Filippi si sono visti uccidere in una quindicina di giorni otto belle faraone. La situazione insomma si è fatta insostenibile: «Siamo stati in Provincia a denunciare la situazione - spiega Roberto Filippi - e sono usciti per un sopralluogo i guardiacaccia che sono rimasti impressionati. A seguire è giunto sul posto anche un esperto falconiereche ha confermato la stazza medio grande del rapace, probabilmente un falcone. A noi non è rimasto che chiudere gli animali superstiti in gabbia, ma questo ci crea un grosso problema perchè la gabbia è piccola».
Poche speranze anche per quanto riguarda le possibilità di ottenere un rimborso: «Va presentato in Provincia che a sua volta lo gira alla Regione, ma si tratta di poca cosa che non copre il danno che abbiamo e che richiede tempi lunghi. la soluzione potrebbe essere quella di far intervenire un esperto che sia in grado di catturare l'animale per poi liberarlo in Altopiano».
Quello che è certo è che una soluzione va trovata quanto prima anche perché l'animale continua a compiere incursioni mattutine e se non trova le galline della famiglia Filippi si avventa sulle faraone del vicino, piuttosto che su altri animali da cortile che vede nella zona. Essendo una specie protetta non può essere ucciso, ma deve essere catturato vivo e poi appunto liberato in altre zone di montagna più impervie dove l'animale possa trovare prede selvatiche senza creare altri danni.

Barbarano. Calici di Stelle tra jazz e astronomia

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L'appuntamento con "Calici di Stelle" del 10 agosto avrà quest'anno in area berica due unici riferimenti: Barbarano Vicentino e Mossano. A Barbarano questo progetto per far conoscere il prodotto vino nel suo contesto, è organizzato dal Comune, la Pro Colli Berici e l'associazione "Strada dei vini dei colli Berici" e si svolgerà come tradizione tra le piazze del centro storico e il Palazzo dei Canonici. A Mossano invece avrà come riferimento solo l'azienda Pegoraro. Due distinti appuntamenti promossi dall'associazione nazionale Città del vino per Barbarano e il Movimento del turismo del vino a Mossano.
Barbarano è l'unico comune della terra berica, assieme a Lonigo, a fregiarsi del titolo di Città del vino, e proprio in virtù di questo riconoscimento ha sempre riservato un notevole impegno a Calici di stelle. E quest'anno, per le note vicende dell'amministrazione comunale leonicena, anche i produttori del versante sud occidentale dei Berici, convergeranno in modo unitario a Barbarano.
Al classico appuntamento della notte di San Lorenzo che coniuga il piacere del vino ai prodotti tipici del patrimonio locale, saranno presenti dunque a Barbarano più di quindici produttori vinicoli, una distilleria, tre agriturismo e un ristorante.
«Quest'anno – sottolinea l'assessore al commercio e alle manifestazioni Ruggero Zoggia - all'enogastronomia uniremo anche l'astronomia. Vista la circostanza della notte dei calici e delle stelle cadenti, parteciperà alla serata il "Gruppo astrofili vicentini Giorgio Abetti" che in via Carampin piazzerà i suoi telescopi per scrutare il cielo. Via IV novembre verrà chiusa al traffico e i produttori prenderanno posto in piazza Roma e via Marinoni». L'inizio della manifestazione è fissato per le 19, il gran finale verso mezzanotte. A.MAZ.

Ora l'Ostiglia è più vicina

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Claudia Milani



La giunta regionale ha autorizzato l'avvio del progetto strategico "via Ostiglia" nell'ambito del Ptrc (Piano territoriale regionale di coordinamento). La grande diagonale, insomma, oggi più che mai, da sogno accarezzato da molti sembra finalmente essere sul punto di diventare realtà.
Il corridoio verde dell'ex ferrovia è destinato a divenire la più lunga pista ciclabile d'Italia, toccando ben cinque province da Mantova a Treviso. Non solo, sarà un'opportunità unica per favorire una mobilità sostenibile ed un'occasione di sviluppo per gli imprenditori sia agricoli che turistici della zona. Sono infatti ben 40 i caselli e 15 le stazioni presenti: strutture di pregio, che da anni versano però in uno stato d'incuria e di abbandono e non di rado vengono occupate abusivamente. Se ristrutturate potrebbero diventare ostelli, centri informativi o di ristoro e, persino, piccoli musei.
Ieri la presentazione a palazzo Nievo, alla presenza dell'assessore regionale Renzo Marangon, del consigliere regionale Roberto Ciambetti e dagli assessori provinciali Costantino Toniolo di Vicenza, Franco Conte di Treviso e Samuele Campedelli di Verona. La scelta è caduta sul capoluogo berico per la sua posizione strategica, ma l'obiettivo è quello di dare il massimo risalto in tutte le province all'opera e ai tanti risvolti positivi che potrà avere, sia dal punto di vista della qualità della vita, sia sotto il profilo turistico e promozionale del territorio. «Si tratta di un traguardo importante - ha considerato Renzo Marangon - non dimentichiamo infatti che solo due progetti, tra i diversi presentati, sono stati approvati e ritenuti effettivamente meritevoli». «Non è una semplice pista ciclabile - ha quindi aggiunto - quanto l'esempio per eccellenza di un modello di sviluppo diverso per la nostra regione».
«Un capannone in meno ed un'osteria in più - ha esordito, con una battuta, il consigliere Roberto Ciambetti - Questo per dire che vogliamo favorire un modello alternativo e vendere un nuovo stile di vita».
Il prossimo passo sarà l'incontro, fissato già il prossimo novembre, fra tutti gli enti interessati, per fare un primo punto della situazione. Per il tratto del Vicentino l'amministrazione sta provvedendo alla puntuale verifica del tracciato acquisendo i dati reali relativi alla parte di competenza. Solo così si potranno definire concretamente, con le Ferrovie, i termini finanziari per la acquisizione. «Nel frattempo - ha spiegato Costantino Toniolo - stiamo acquisendo i finanziamenti regionali e valutando un'opzione di proposta che tiene conto delle condizioni in cui versa il sedime, per decenni in stato di abbandono».

Lonigo. Inquinamento nel fosso. Vietato irrigare i campi

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Claudia Milani



Lonigo. Arpav, Consorzio Zerpano Adige - Guà, Provincia, Comune e tecnici della Sit al lavoro tutto il giorno per l'emergenza discarica. L'allarme è scattato mercoledì pomeriggio, quando un residente di via Fossalunga ha notato lo strano colore del fossato Barcagno. Il sopralluogo dei tecnici dell'Arpav, subito dopo, ha confermato i sospetti: la vasca di accumulo del liquido percolato della discarica era colma ed il bacino di raccolta conteneva del refluo simile a quello che stava fuoriuscendo dall'area, immettendosi nel corso d'acqua tramite una condotta di cemento. Difficile stabilire, almeno per il momento, quando sia iniziata la perdita e, di conseguenza, quanto liquido sia uscito. I conferimenti alla discarica, gestita dalla Sit spa di Brendola, sono cessati due anni fa ed attualmente il personale che si occupa di controlli e lavori è presente solo tre volte la settimana.
Spiega il responsabile della Sit Francesco Filippozzi: «Martedì, alle 16, tutto funzionava perfettamente. L'incidente, dovuto forse ad un malfunzionamento meccanico dei due sistemi di controllo, deve essersi quindi verificato nell'arco delle 24 ore successive».
Appena avvisato, il personale dell'azienda ha sospeso l'alimentazione della vasca e ha recuperato, con le autobotti quanto presente nel bacino, interrompendo il flusso del refluo verso il fossato. Sono intervenuti i tecnici del Consorzio per bloccare lo scorrimento dell'acqua, ponendo una chiusa provvisoria. Il tratto interessato è di 500-600 metri: sembra che oltre l'acqua non risulti inquinata.
L'intervento dell'Arpav, proseguito fino a tarda notte, è ripreso ieri per accertare la dinamica dell'evento e, soprattutto, per prelevare campioni d'acqua da analizzare. «Pare si possa escludere - ha spiegato il dirigente Vincenzo Restaino - un rischio per le falde acquifere».
Almeno una decina le autobotti riempite d'acqua, poi portate in appositi impianti di depurazione. La pulizia durerà non meno di qualche giorno. Tutto dipenderà dalle condizioni del tempo. «La Provincia - ha precisato dall'Ufficio suolo e rifiuti Alberto Piccoli - sta cercando di capire quali siano le carenze dell'impianto. Bisognerà attivare tutti gli accorgimenti tecnici i per scongiurare ulteriori problemi». «Il nostro obiettivo - ha aggiunto l'assessore Antonio Mondardo - è elevare lo standard qualitativo degli impianti. Ci stiamo adoperando su quelli operativi, ma non non possiamo dimenticare quelli dismessi».

Brendola. Sull'Incompiuta ancora polemica e mancano fondi

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Dopo il ritiro del progetto della Cassa Rurale di Brendola, l'Incompiuta è alla ricerca di un nuovo destino. L'ennesimo botta e risposta, fra il sindaco di Brendola, Renato Ceron, ed il consigliere Mario Dal Monte, a proposito del manufatto da anni al centro di attenzioni e polemiche, si è consumato l'altra sera in consiglio comunale. «Prima vanno trovati i finanziatori e poi sarà individuato un progetto di recupero per l'Incompiuta» ha spiegato il sindaco a Dal Monte, che per chiedere delucidazioni all'amministrazione sul futuro dell'Incompiuta, ha presentato un'interrogazione.
«Più volte abbiamo letto sui giornali che lei ha una tempesta di idee in proposito - ha detto il consigliere di Brendola Viva, rivolgendosi a Ceron - ma ci pare che piuttosto abbia le idee in tempesta. Vorremmo che chiarisse in sede consiliare quale è la scelta della sua amministrazione a proposito dell'Incompiuta». Dal Monte ha anche sottolineato «che gli ultimi sviluppi sul ritiro della Cassa Rurale non sono mai giunti in consiglio e che le minoranze non sono mai state coinvolte sulla questione». «Vorremmo ricordarle che l'Incompiuta appartiene ai brendolani e che dovranno essere loro a decidere». Secca la risposta del sindaco: «Il progetto si è arenato quando sono stati notificati alla banca i costi per il recupero, di oltre 2 milioni di euro. Mentre l'istituto di credito ha avanzato proposta di un milione e mezzo».
Ed ha proseguito: «Non possiamo accollare ai cittadini spese così esorbitanti per mettere in sicurezza l'edificio e renderlo agibile per la comunità». Da qui, la ricerca di nuovi finanziatori disponibili. «Prima troveremo i fondi e poi sceglieremo il progetto più adatto.
Ma saranno i brendolani stessi a decidere quale sarà l'utilizzo».«È impossibile - ha evidenziato infine Dal Monte - trovare finanziamenti senza un progetto». A.F.

Longare. Agricoltore esasperato «Da 5 anni ciliegi recisi»

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Albano Mazzaretto



Non c'è pace a Lumignano per i ciliegi di Beppino Capraro. Anche se è molto più conosciuto come produttore di piselli, nell'azienda agricola che cura con l'aiuto dei fratelli, Capraro coltiva anche altri prodotti tra cui le ciliege.
Purtroppo, da 5 anni non riesce più a riprodurre nuove piante per il suo ciliegeto. Succede che appena vengono messi a dimora i piccoli ciliegi, quando spuntano i primi rami e le prime foglie verdi in primavera, mano ignota li recide di netto.
Puro atto vandalico, dispetto, gelosia, qualche vecchio rancore?
Capraro non sa darsi una risposta anche perché non ci sono contrasti né con i vicini né con i lontani. Anzi, tra vicini, quando c'è bisogno ci si aiuta sempre e ci si dà una mano.
Ma i blitz di ignoti che recidono le giovani piante non li subisce solo l'agricoltore. Pare che anche i vicini debbano subire le angheri dei vandali e senza un apparente motivo.
«I vicini stessi - dice Beppino - lamentano danni ai germogli delle piante sempre in primavera e a volte anche qualche furto. A noi succede questo. Da cinque anni nella tenuta chiamata Muiseco, (termine dialettale che dovrebbe significare Mulino secco), in autunno mettiamo regolarmente a dimora dei portainnesti, che altro non sono che dei piccoli ciliegi selvatici, sui quali poi in seguito, appena attecchiscono nel terreno e mettono radici, verrà inserito l'innesto della varietà desiderata di ciliegie.
Immancabilmente, come iniziano a mettere le prime foglie in primavera qualcuno taglia le piantine. Quest'anno la cosa si è ripetuta ben tre volte su una decina di aberi. Noi continuiamo a piantare e qualcuno continua a tagliare. L'ultimo episodio, nei giorni scorsi, quando ci siamo recati al muiseco e abbiamo trovato un giovane ciliegio selvatico troncato con colpo di accetta. Sono fatti spiacevoli che non vale neppure la pena di denunciare. Speriamo semmai che questo vandalo finisca di prendersela con le piante».

Lonigo. Dopo il temporale 16 ore di black out

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Lino Zonin



Da come si era annunciato, il fortunale che domenica sera si è abbattuto su Lonigo sembrava poter causare danni molto seri. Improvvise e violente raffiche di vento, sollevatesi verso le 22 dopo che da ore dei lampi in lontananza annunciavano il cambio del tempo, hanno fatto pensare a una tromba d'aria della stessa natura di quelle che qualche settimana fa hanno devastato alcune zone del Trevigiano e del Bassanese. Invece, sia il vento che la pioggia - caduta abbondante subito dopo - non hanno causato disagi diversi da quelli di un forte temporale estivo.
Diverso il discorso per quanto riguarda alcune decine di abitazioni nel quartiere Dalmazia. Lì, in un perimetro delineato tra viale della Repubblica, via Monsignor Sogaro e via Mossolin, la corrente elettrica se ne è andata con i primi fulmini di domenica sera ed è tornata solo dopo le 14 di ieri.
«Siamo andati a letto senza energia elettrica, tenendo d'occhio la radiosveglia per vedere se il servizio veniva ripristinato - racconta Remo Cainelli, uno degli abitanti della zona -. Con il giorno è tornata la luce, quella del sole, ma non la corrente, con i danni che si possono immaginare, specie per quanto riguarda la conservazione dei prodotti alimentari. Molti di noi lamentano la perdita delle vivande che conservavano in frigo e nel congelatore, per non parlare di altri disagi meno gravi ma ugualmente fastidiosi, come l'impossibilità di far funzionare condizionatori, televisori e computer».
Il telefono, quello era attivo, ma chiamando il numero verde dell'Enel non arrivava alcun conforto. La solita voce registrata, dopo aver chiesto di scegliere tra varie opzioni numeriche, avvisava che l'azienda era a conoscenza del guasto nella zona a sud di Lonigo e che il servizio sarebbe stato ripristinato "il più presto possibile".
Qualcuno ha telefonato all'ufficio tecnico del Comune, sperando che ai funzionari della pubblica amministrazione fosse concesso di ottenere qualche notizia in più mettendosi in contatto con una persona in carne e ossa e non con una macchina, ma inutilmente. Anche a villa Mugna, l'unico contatto con l'azienda elettrica è il solito numero verde.
«La situazione - continua Cainelli - si è risolta dopo le 14 di ieri, quando a ben 16 ore di distanza dall'inizio del black out, ha fatto la sua comparsa nel quartiere un camion attrezzato dell'Enel. Alle nostre richieste di notizie in merito al perdurare del disservizio, i tecnici dell'azienda elettrica hanno risposto che solo da qualche minuto erano venuti a sapere del guasto e che dovevano ancora scoprirne le cause. Affermazione smentita dalla voce elettronica del numero verde che da ore affermava di essere a conoscenza del guasto. Comunque, dopo un breve intervento dei tecnici alla centralina che si trova in strada, la corrente è tornata». Cartelli pubblicitari abbattuti, giovani piante col fusto spezzato, rami caduti a terra, foglie e fanghiglia in gran quantità riversata sulla provinciale 500 e su molte vie interne, ma anche il tetto della ex canonica di Meledo definitivamente compromesso. È il primo bilancio del nubifragio che nella notte tra domenica e ieri si è abbattuto anche nel seraticense. A causa del forte vento, lungo la ex statale 500 sono stati disancorati due grossi cartelloni e la carreggiata è rimasta ingombrata dalle ramaglie dei platani e degli altri alberi che la costeggiano, mentre il semaforo all'incrocio di Meledo è andato in tilt. I danni maggiori li ha sopportati la parte retrostante del complesso della vecchia canonica che aveva già subito il crollo di un'ampia porzione della copertura della rimessa che affaccia in via Bisognin, da cui sono caduti travi, coppi e sassi del muro portante. Fin dal primo mattino di ieri le squadre del Comune si sono messe all'opera per il controllo della situazione e la verifica dei disagi provocati dalla pioggia e dalle sferzate di vento che nel momento di massima intensità, intorno alla mezzanotte, hanno fatto temere il peggio. Sono state perlustrate le strade dove si è provveduto alla raccolta delle ramaglie e alla pulizia per ripristinare la sicurezza della viabilità nei punti critici. Lo stesso per i cantieri aperti. Nella piazza di Meledo sono state rimesse a posto le transenne e recuperata la segnaletica; si è intervenuti alla ciclopedonale sulla sponda del Guà. M.G.

Longare. Temperature impazzite
cresce il caffè

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Albano Mazzaretto



Che il tempo non sia più quello di una volta è ormai un luogo comune. Piogge monsoniche, inaspettate trombe d'aria, calure improvvise di carattere tropicale, stagioni irriconoscibili, insomma, tutto sta cambiando, si dice, grazie all'effetto serra che surriscalda il pianeta.
E così, dopo le banane, può capitare che sui Colli Berici possa fiorire e poi produrre anche il frutto, qualcos'altro di raro e di insolito, come per esempio una pianta di caffè. Questo succede a Lumignano sulla collina degli Olivari in casa di Sergio Dalla Riva che di caffè se ne intende, visto che è titolare proprio di una impresa di torrefazione del caffè e di macchinari per il confezionamento.
«Da sempre - spiega Carla Cracco, moglie di Dalla Riva - teniamo in ufficio e in casa per semplice arredo floreale delle piccole piantine di caffè riportate da qualche fiera. Sono piccoli arbusti sempreverdi con le foglie ovali, lucide, di colore verde scuro. Una di queste piante quest'anno per la prima volta è fiorita e poi ha anche fruttificato. Una cosa difficilissima da ottenere alle nostre latitudini e soprattutto in appartamento. Invece in primavera dapprima sono spuntate le gemme poi dei fiori bianchi stellati che han dato luogo a delle bacche gialle che con la maturazione stanno diventando rosso scarlatte. Piccoli astucci che racchiudono dentro due chicchi di caffè». «Nelle prossime settimane - conclude - le bacche giungeranno tutte alla giusta maturazione e una curiosità sarebbe quella di testare anche il sapore di questo "caffè nazionale", ma il destino di queste bacche rimarrà quello di un estemporaneo arredo floreale».

Colli Berici. "Artevino" fra cultura e prodotti gastronomici

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"Arte in tavola" il 12 – 13 – 14 giugno: una rassegna di tre giorni dedicata all'enogastronomia e ai prodotti tipici del territorio che vedrà protagonisti tredici locali lungo la Strada dei Vini dei Colli Berici.
Gli agriturismi, ristoranti e trattorie aderenti proporranno un menù a pranzo alle 12.30 e a cena alle 20, al prezzo di 25 euro a persona, con antipasto a base di degustazione di olio dei Colli Berici, primo, secondo e dessert e per finire una degustazione di grappa delle aziende socie. Nel corso della serata verranno presentati la Strada dei Vini dei Colli Berici e i vini in abbinamento.
L'evento si inserisce nell'ambito della rassegna "Artevino", che sposa l'arte alla cultura enogastronomica. La novità di quest'anno prevede tre approfondimenti: Arte in tavola, Arte in Villa e Arte a Cavallo.

Fra ciliegie e vini i sapori Doc dei Colli Berici

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Le eccellenze enologiche dei Colli Berici da degustare per la quarta edizione della Rassegna dei vini Doc "Colli Berici" a palazzo dei Canonici a Barbarano. E la 20esima "Festa dea siaresa" organizzata dal Comitato feste popolari, il Comune e la Coopertiva frutta colli Berici con la Pro loco a Castegnero con la rassegna "Sapori della nostra terra". Ecco cosa offre il fine settimana nei colli.
RASSEGNA ENOLOGICA. L'evento, promosso dal Consorzio di tutela dei Vini doc Colli Berici, sarà l'occasione per assaggiare un centinaio di vini delle aziende vitivinicole delle colline vicentine in abbinamento ai prodotti tipici locali. L'ingresso, al prezzo di sette euro, darà diritto a bicchiere, portabicchiere, guida alla degustazione e consentirà di degustare i vini e di partecipare alle degustazioni guidate. Un vero e proprio "festival" del vino di qualità. Appuntamento oggi dalle 15 alle 23 e domani dalle 10 alle 20.
Sempre domani dalle 17 alle 19 degustazione di grappe dei soci della strada dei vini dei Colli curata dall'Anag. La rassegna è il testimone di tre analoghe manifestazioni che si svolgevano a Barbarano, Nanto e Lonigo, da più di cinquant'anni.
Intanto a palazzo dei Canonici mostra di maschere in cuoio della ritualità dionisiaca realizzate dal laboratorio dei fratelli De Marchi. Verrà proposto un laboratorio di costruzione di maschere che permetterà di cimentarsi in questa arte antica ed affascinante. Ancora le maschere saranno le protagoniste dello spettacolo teatrale che si terrà stasera alle 20.30 sul piazzale di Palazzo dei Canonici. E ancora. visita guidata con la pro loco di Mossano oggi con un'escursione guidata alla grotta di San Bernardino. Ritrovo in piazza a Barbarano Vicentino, all e15.30.
FESTA DEA SIARESA. È iniziata martedì la 29esima edizione della Festa dea siaresa. Oggi in piazza mercato verrà allestita la mostra "Sapori e gusti della nostra terra", esposizione delle varietà cerasicole di Castegnero. Mentre oggi la mostra è riservata soltanto al prodotto locale, domenica ci sarà un grande esposizione dei produttori di ciliegie e di prodotti tipici dei comuni veneti aderenti all'associazione "Città delle ciliegie". La rassegna verrà aperta alle 18.30, seguirà alle 19 la selezione delle ciliegie e dei prodotti locali, seguiranno gli interventi delle autorità e alle 20 le premiazioni.

Sarego. L'ex canonica va a pezzi. Crollata parte del tetto

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Matteo Guarda



È successo quello che in tanti prevedevano da tempo.
È crollato il tetto del palazzo della ex canonica di Meledo, uno degli edifici storici del paese, ma ormai fatiscente. Ieri poco dopo la pioggia delle 17 la copertura della parte retrostante del complesso di origine seicentesca fino ai primi anni '80 abitazione del parroco e della perpetua, cinema e teatro e al tempo stesso centro parrocchiale e di animazione della vita sociale, in un istante si è accasciata su stessa lasciando sotto la scia di polvere uno strato di coppi e calcinacci su cui si apre uno squarcio al cielo.
L'avvisaglia si era già avuta oltre un anno fa quando era crollata una porzione del tetto del palazzo abbandonato da anni cui in seguito al sopralluogo dei tecnici incaricati dalla parrocchia di San Maurizio erano state adottate le prime misure di sicurezza.
A tutt'oggi a segnalare la possibilità di ulteriori crolli del fabbricato giudicato pericolante è stata posta soltanto una rete di protezione arancio, mentre rimane ancora incerto nel prossimo futuro il destino della struttura muraria. «L'intenzione - spiega il parroco don Demetrio Guarato - è quella di demolire la parte crollata. E' quasi un anno che abbiamo avviato la pratica presso l'ufficio tecnico comunale e la scorsa settimana mi sono recato personalmente dal geometra per sapere se c'erano delle novità, ma le stiamo ancora aspettando». Sul punto ci sono delle precisazioni da parte del Comune: «La demolizione - risponde l'assessore ai lavori pubblici ed ex responsabile del centro parrocchiale Giorgio Faedo - è possibile fin da subito. La domanda che è stata presentata dalla parrocchia è ai soli fini del riconoscimento delle cubature per il mantenimento dei volumi nel caso che, dopo l'eventuale abbattimento, si decida di ricostruire sul posto mantenendo le cubature, ma per la messa in sicurezza non è necessario l'abbattimento, anche se potrebbe apparire la soluzione definitiva».
A preoccupare è ora l'incolumità messa a rischio dal fatto che l'edificio confina con il parco, un'area utilizzata come parcheggio e via pubblica. «Non conosco i particolari della vicenda - afferma il sindaco Vittorino Martelletto - ma trattandosi di questioni che riguardano i privati è compito loro adottare le soluzioni per prevenire situazioni di pericolo per l'incolumità altrui, tuttavia, farò eseguire i controlli del caso e se dovessero emergere gli estremi di pericolosità per gli utenti della strada e i passanti non mancherò di emanare i provvedimenti».

Arte nelle cantine e passerella di vini dei Berici

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Vino, arte e territorio. Sono questi i tre ingredienti proporranno a vicentini e non un tuffo nei sapori dell'enogastronomia dei Colli Berici, ma anche nelle sue espressioni artistiche: Artevino 2009 e la "Rassegna enologica dei vini doc dei Colli Berici", che si svolgerà sabato dalle 15 alle 23 e domenica dalle 10 alle 20 a Palazzo dei Canonici di Barbarano. Qui si potranno degustare i quasi cento vini delle 25 cantine, che hanno partecipato al concorso che sabato sera incoronerà il migliore per ognuna delle tipologie doc. E a premiare i vini vincitori saranno Bacco, i suoi fauni e le baccanti. Ovvero gli attori che, con le maschere artistiche in cuoio dei fratelli De Marchi, alle 20.30 metteranno in scena uno spettacolo teatrale nel piazzale del palazzo, seguito appunto dalla consegna dei riconoscimenti.
I fratelli Marchi organizzeranno anche laboratori per costruire le maschere. Sabato alle 15.30, invece, dalla piazza di Barbarano partirà un'escursione guidata alle grotte di S. Bernardino.
«Questo concorso - spiega Elena Piccoli, responsabile del Consorzio Vini doc Colli Berici - è la sintesi delle manifestazioni che si tenevano in precedenza a Nanto, Lonigo e Barbarano, dove negli anni Cinquanta si teneva un concorso provinciale del vino. Abbiamo deciso intanto di riunificarlo per la nostra zona, ma il sogno è tornare ad una competizione per tutta la provincia».
Con lei, a presentare le iniziative, c'erano il presidente della Biblioteca La Vigna, Mario Bagnara, Federico Tassoni, presidente del Consorzio e Lara Cristoferi, presidente della Strada dei Vini dei Colli Berici, che ha illustrato "Artevino", la serie di manifestazioni che si aprirà con la rassegna e con le degustazioni di "Cantine aperte", che si svolgeranno anch'esse domenica dalle 10 alle 18 (ingresso gratuito, degustazione 4 euro incluso bicchiere), abbinate a mostre di artisti vicentini. Nei mesi di giugno, luglio e agosto le aziende proporranno poi spettacoli teatrali, concerti ed eventi, come "Arte in tavola" (dal 12 al 14 giugno), pranzo o cena con menu stagionale e degustazione grappe a 25 euro, "Arte in villa" (21 giugno) con visite alle ville delle aziende produttrici e brindisi finale, e "Arte a cavallo" (28 giugno) al maneggio Trevisan di Alonte e Calici di stelle, il 10 agosto a Barbarano. M.E.B.

Castegnero. Ritorna l'Ostiglia day In bici lungo la ferrovia

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Claudia Milani



Torna l'Ostiglia-day, la giornata su due ruote per sollecitare la costruzione della pista ciclabile lungo l'ex ferrovia. La prossima mobilitazione è fissata per domenica 24 maggio.
Nel Vicentino si partirà da Villaganzerla, frazione di Castegnero, alle 9, per poi proseguire verso Cologna Veneta, in provincia di Verona. Alle 10.30, ad Albaredo d'Adige, s'incontreranno i ciclisti vicentini e veronesi che raggiungeranno, tutti insieme, Legnago con pranzo al sacco nel parco cittadino. Altre iniziative, sempre nella giornata di domenica, sono in programma anche in provincia di Padova.
La pista, partendo da Ostiglia, vicino a Mantova, è destinata ad attraversare le province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso lungo ben 118 chilometri. Se realizzata, dunque, diventerà la più lunga d'Italia.
Non solo: si tratta di un corridoio verde che per bellezza, interesse paesaggistico e valore storico, rappresenta un patrimonio da preservare e valorizzare.
«La sua trasformazione in percorso cicloturistico - spiega il comitato Ostiglia ciclabile - consentirebbe in futuro di percorrere chilometri liberi dal traffico e dall'inquinamento, recuperando una mobilità quotidiana meno stressante, più sostenibile e rispettosa dell'ambiente».
Essendo poi il tracciato collegato con le mete turistiche, didattiche e ricreative del territorio ad esso adiacente, quest'opera potrebbe diventare un'opportunità di sviluppo per aziende agrituristiche, fattorie ecologiche e bed&breakfast, come del resto già avviene in altri Paesi europei.
Il lavoro da compiere, però, è ancora lungo ed appare tutto in salita. «Alle richieste di una diversa mobilità e di un turismo sostenibile la Regione ha dato solo risposte parziali e frammentarie. - hanno continuato gli esponenti del comitato - La nostra mobilitazione ha fatto rinascere l'attenzione per il recupero della Treviso-Ostiglia, e la Provincia di Padova ha acquisito il sedime e ha affidato i lavori di progettazione, mentre in Regione è stato depositato un progetto di legge per la tutela del tracciato. Ora, però, si dovrà fare in modo che questi primi passi non rimangano azioni isolate».
Sull'utilità dell'Ostiglia-Treviso si è espresso recentemente anche Claudio Carta, presidente del Comitato paralimpico Veneto. «Un'opera pubblica fruibile da tutti - ha detto - è un segno di civiltà e costituisce un'occasione per imparare a condividere i momenti di svago».

Longare. "Pareti pulite". Squadre al lavoro contro l'inciviltà

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Albano Mazzaretto



Troppa sporcizia e troppi rifiuti abbandonati nelle varie aree della palestra di roccia di Lumignano.
La "Commissione tecnica di gestione" formata dall'amministrazione comunale di Longare, il Cai di Vicenza e di Padova, il Gruppo guide alpine e il gruppo di escursionisti "El sasso" di Lumignano, lancia per domenica la campagna ecologica di sensibilizzazione "Pareti pulite" per "rimettere a nuovo" le aree adiacenti ai settori di arrampicata e dei sentieri di accesso alla palestra.
Da tempo Mario Artuso, proprietario del terreno su cui si trova la grande parete della "Lumignano classica", denuncia la situazione di degrado in cui versa la zona.
«C'è il problema dei rifiuti organici – dicono i responsabili della commissione tecnica di gestione - che rimane comunque di difficile soluzione in quanto non è pensabile poter garantire un sistema di latrine biologiche in tutta l'area della palestra».
A questo disagio, insieme al continuo passaggio degli escursionisti sul proprio terreno, per il quale Mario Artuso dovrebbe ricevere una sorta di indennizzo, a volte si aggiungono ulteriori guai, come nello scorso ottobre quando l'elicottero di soccorso intervenuto per il recupero di un escursionista caduto dalla parete di roccia, a causa della turbolenza delle pale troppo vicine alle piante, ha abbattuto gran parte delle olive pronte per la raccolta.
L'altra questione per la quale è stata lanciata la campagna "Pareti pulite" di domenica prossima, riguarda invece la maleducazione di chi frequenta la palestra, oppure pratica i sentieri collinari, lasciando sul terreno materiale di vario genere non biodegradabile.
Per questo tutti i volontari si ritroveranno domenica mattina alle 9 in piazza Mazzaretto a Lumignano dove riceveranno le varie indicazioni operative relative alle aree in cui s'interverrà, raccogliendo tutto il materiale non biodegradabile sparso nelle zona: lattine, bottiglie, contenitori in tetrapak, carte e sacchetti di materiale vario.

«Valorizzare il lago di Fimon.
E anche con il carpfishing»

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Allarme fra i carpisti per il lago di Fimon. Ma le preoccupazioni appaiono ingiustificate. Una sorta di tam-tam ha fatto il giro di tanti appassionati di "carpfishing no kill" (pesca di carpe e lucci, che poi vengono nuovamente liberati), su una possibile "chiusura" del lago. Ma non è così.
Molte richieste di chiarimento sono arrivate anche al nostro Giornale. Massimo Covre, coordinatore nazionale di Carpfishing Italia, esprime preoccupazione per presunti atti vandalici di praticanti questo tipo di pesca, ricordando che i carpisti sono persone rispettose dell'ambiente (e non solo di quello), che tentano di mantenere integro.
Probabilmente, la notizia è arrivata a Covre "storpiata". In effetti, nei mesi scorsi, atti vandalici (e furti) c'erano stati su auto; ma i pescatori erano stati vittime, non protagonisti.
Un altro appassionato di carpfishing, Mauro Catarinelli, che lancia lo slogan "Fimon libero!", spiega la "filosofia" di questo tipo di pesca, ricorda i troppi adempimenti burocratici esistenti solo in Italia per questo sport, e si augura che gli appassionati non vengano ghettizzati.
Federico Mazzacuva è un giovane che scrive addirittura da Firenze, amante del carpfishing e innamorato del lago di Fimon, «una vera oasi di pace e un clima familiare che pochi luoghi possono vantare di avere». Ma è preoccupato per le voci che ha sentito sull'intenzione di precludere ai carpisti la fruizione di questo splendido bacino.
«Nessuno ha questa intenzione, anzi - rassicura l'assessore provinciale Paolo Pellizzari - Si tratta di voci infondate, forse nate dalle notizie male interpretate circa gli atti di vandalismo verificatisi nei mesi scorsi. La riprova sta nel fatto che in questi ultimi anni si è fatto molto per valorizzare il lago e la zona. In più, c'è in programma la realizzazione di una trentina di piazzole-belvedere, perchè si possa godere maggiormente del paesaggio e dell'ambiente. Quindi i carpisti possono stare tranquilli». M.S.

Archeologia al lago di Fimon. «Cinque nuovi siti d'interesse»

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Marco Scorzato



Ceramiche decorate, manufatti in bronzo, anche una macina intera. E tanti altri segni lasciati dalla presenza umana tra il Neolitico e gli albori dell'Età Romana. È quanto emerso da una prima ricognizione di superficie e da una serie di carrotaggi effettuati da un'équipe di archeologi nell'area del lago di Fimon.
La campagna di scavi è quella coordinata dalla Provincia, cofinanziata dalla Fondazione Cariverona e coordinata dalla Soprintendenza per i Beni archeologici. È soltanto alla prima fase, ma comincia già a dare i suoi frutti: «Sono stati individuati - spiega l'assessore Paolo Pellizzari - cinque nuovi siti a potenzialità archeologica che vanno a sommarsi ai cinque di cui eravamo già a conoscenza».
Di questo e delle prossime tappe di un lavoro che si svilupperà fino al 2012 si parlerà venerdì a Villa Cordellina a Montecchio, dove a partire dalle 17 il servizio Beni ambientali della Provincia, guidato proprio da Paolo Pellizzari, organizza un convegno sull'"Archeologia al lago di Fimon".
«È la più importante campagna di scavi mai realizzata in quella zona - spiega l'assessore Pellizzari -. Sappiamo che le Valli di Fimon rappresentano l'insediamento preistorico più importante del Vicentino, grazie ai primi ritrovamenti di Paolo Lioy nella seconda metà dell'Ottocento e alle campagne di scavo che si sono succedute fino agli anni Settanta. A quei lavori dobbiamo le attuali conoscenze sull'insediamento preistorico di Fimon, ma restano molti aspetti da chiarire, dall'estensione dell'abitato al grado di civiltà».
A tal fine la Provincia ha deciso di finanziare, con la Fondazione Cariverona, la campagna di scavi 2009-2012 con 300 mila euro complessivi. È stato chiesto anche un contributo alla Regione.
«Finora è stata svolta la prima fase della campagna - spiega Pellizzari - ovvero la ricerca di superficie nella zona tra il Monticello e il Lago, oltre ai carrotaggi nelle zone più vocate. I ritrovamenti preistorici in posti lontani tra loro fa pensare che l'insediamento fosse esteso e importante». La fase-due prevede «una serie di scavi di un metro per due in zone circoscritte, sulla base dei risultati dei carrotaggi. La terza, infine, sarà lo scavo archeologico vero e proprio».
Al convegno di venerdì sarà dato conto della prima fase. È annunciata la presenza del presidente della Provincia Attilio Schneck, di Umberto Spigo, soprintendente, di Enrico Hüllweck, capo della segreteria del ministro per i Beni culturali. Interverranno l'assessore Paolo Pellizzari, Alberto Broglio, docente all'università di Ferrara, l'archeologo Mirco De Stefani, Elodia Bianchin Citton, direttore archeologico della Soprintendenza. A coordinare il convegno sarà Claudio Beschin, presidente degli "Amici del museo Zannato".
«A Fimon non sono mai stati trovati segnali di una necropoli - conclude Pellizzari -. Ci piacerebbe che questa campagna di scavi portasse a risultati su questo fronte, che sarebbe la testimonianza più alta per capire il grado di civiltà».

Longare. Approvato l'esecutivo della maxi variante

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È stato approvato il progetto esecutivo dei lavori per la variante all'abitato di Longare. A breve si realizzerà la gara ed entro qualche mese aprirà il cantiere. Complessivamente 5 milioni e 735 mila euro la spesa prevista. «Ormai siamo all'inizio - commenta l'assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo - prevediamo di poter avviare i cantieri dell'opera entro il 2009, dando non solo una risposta ai cittadini che la attendono da tanto tempo, ma completando così la viabilità collegata al nuovo ponte in località Debba, il cui progetto è in fase di realizzazione. Si tratta di un punto veramente cruciale della viabilità provinciale, come peraltro tutta la strada provinciale 247, che è troppo stretta e inadeguata per la notevole mole notevole di traffico, soprattutto pesante, che deve sopportare giornalmente». L'intervento consiste nella realizzazione di una breve variante ad est della strada provinciale 247, in corrispondenza del centro di Longare, completa di una rotatoria per il collegamento con la provinciale 20 "Bacchiglione". Sono previsti due ponti sul canale Bisatto, che in questo tratto corre a lato della provinciale 247, e gli opportuni raccordi con l'attuale viabilità. Obiettivo: il miglioramento del collegamento tra le strade provinciali 247 della Riviera Berica e 20 del Bacchiglione all'interno dell'abitato di Longare. L'incrocio, assai trafficato, è attualmente regolato da un semaforo che causa lunghi incolonnamenti pesanti per l'abitato della zona, con conseguente penalizzazione in termini di qualità dell'aria e di rumorosità proprio nel cuore del comune interessato.
Nell'intervento si avrà particolare attenzione per gli aspetti idraulici e per pedoni e ciclisti, prevedendo, in corrispondenza della rotatoria che regolamenterà l'intersezione tra la variante e le provinciali, anche un sottopasso ciclopedonale.

Lonigo. Vandali alla Ridolfi, stanze allagate e danni

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Diego Neri



Sono entrati di notte ed hanno danneggiato mezza scuola, allagando gli scantinati, vergando scritte ingiuriose, sporcando i corridoi con la polvere degli estintori e, non contenti, banchettando in cucina e nell'aula magna.
È quanto accaduto nella sede della scuola media e dell'istituto comprensivo "Carlo Ridolfi" di via della Repubblica a Lonigo, salito agli onori delle cronache proprie ieri perché il ministero della Pubblica istruzione ha invitato una delegazione di studenti e docenti con il preside Lorenzo Quaglio a rappresentare le scuole italiane all'inaugurazione della prima scuola-tenda nell'Abruzzo colpito dal terremoto.
L'allarme è stato dato ieri mattina prima dell'inizio delle lezioni, verso le 7.30. Il personale ha trovato uno sfacelo ed ha allertato i carabinieri. A Lonigo sono intervenute le pattuglie del radiomobile di Vicenza e successivamente i colleghi della stazione.
In base a quanto è stato ricostruito dopo un sopralluogo al quale hanno preso parte la vicepreside Monica Ballo e il prof. Giuliano Rinaldi, gli sconosciuti erano entrati nell'istituto forzando una porta di emergenza sul retro, che avevano raggiunto attraverso un cantiere per la ristrutturazione. I vandali hanno tagliato un tubo che serve per portare acqua ad una macchinetta, facendo uscire acqua che ha allagato non solo l'ala in ristrutturazione, ma è filtrata anche negli scantinati perché evidentemente è stata lasciata correre per tutta la notte. Non solo: hanno preso un estintore e lo hanno svuotato nei corridoi, sporcando ovunque. Quindi sono entrati in alcune aule scrivendo sulla lavagna o su alcune carte geografiche, rovinandole, delle frasi contro Quaglio, oltre che la penisola italiana e il popolo indiano. Altre scritte sono state vergate sui muri esterni. Quale sia il senso i carabinieri del luogotenente Lettieri e del maresciallo Lombardi stanno cercando di scoprirlo, perché potrebbe essere decisivo per le indagini.
I malviventi non hanno fatto solo danni. Hanno preso del vino e se lo sono bevuto, mangiando qualcosa, fra la cucina e la sala insegnanti, e abbandonando una bottiglia sul tavolo dei bidelli. Infine si sono allontanati da dov'erano venuti.
Ieri il personale della scuola ha avuto il suo daffare per fare pulizia e mettere ordine, tanto che le lezioni per alcune classi sono iniziate con un'ora di ritardo, mentre per quello che riguarda le infiltrazioni sarà necessario un sopralluogo dei tecnici. La direzione sporgerà querela per i danneggiamenti, il cui valore complessivo deve ancora essere quantificato. Chi può essere stato?

Orgiano. Una strada da incubo «Ora servono risposte»

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Claudia Milani



«È evidente che la sicurezza dei cittadini di Orgiano non vi tocca minimamente e che c'è una totale disinteresse nei nostri confronti»: Tomaso Zago, consigliere di maggioranza di Orgiano, scrive alla Provincia e non usa certo mezzi termini.
Il motivo di un tono così aspro va ricercato nel problema viabilità. Problema che, da anni, non concede tregua al comune del Basso Vicentino.
Il centro è attraversato dalla provinciale Berico Euganea che conduce verso Sossano da un lato e verso la San Feliciano dall'altro. Una strada ricca di curve, che invita a premere sull'acceleratore e che, a tutte le ore, è attraversata da auto e mezzi pesanti.
«Gli incidenti sono frequenti - continua il consigliere - non vengono effettuati controlli della velocità, la vivibilità della zona è pessima e, anche per i pedoni, i rischi sono enormi, dato che parte della via è priva di marciapiede e protezione».
Insomma una situazione disastrosa che, a detta di Tomaso Zago, potrebbe essere migliorata solo con una serie di provvedimenti: l'utilizzo di qualsiasi mezzo per far sì che auto e tir corrano meno, vigilanza, disposizione marciapiedi o guard-rail di sicurezza e, soprattutto, l'eliminazione del traffico pesante lungo la strada.
A questo proposito la realizzazione della circonvallazione sarebbe fondamentale. Il progetto prevede una rotatoria in località Campagnola, quindi l'allargamento di una strada che attraversa la zona industriale (e non più la costruzione ex novo di una strada, come si pensava inizialmente), per poi continuare con la costruzione dell'ultimo tratto che andrebbe a congiungersi lungo la via Orgiano - Sossano.
«Abbiamo contattato la Provincia - ha aggiunto il sindaco Marco Zecchinato - e, a breve, è in programma un incontro con l'assessore Toniolo, per affrontare la questione.».
Disponibilità che è stata confermata dall'assessore stesso. «I toni della lettera - ha considerato Toniolo - sono molto aspri e, forse, sarebbe stato preferibile scegliere la strada del dialogo diretto. Va precisato che la Provincia effettuerà a breve un sopralluogo per verificare le problematiche della zona. Non dimentichiamo poi che la circonvallazione è inserita nel programma delle opere pubbliche del 2010 e che alcuni degli interventi citati dal consigliere potrebbero essere realizzati dal Comune».

Lonigo. Consiglio sospeso, il sindaco barcolla

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Renato Randon se ne va, Samantha Scalzotto lo segue, il sindaco non ha più la maggioranza e il consiglio comunale viene sospeso. È successo tutto nel giro di pochi minuti, quando l'assemblea cittadina si apprestava ad affrontare il dibattito per l'approvazione del bilancio. Il capogruppo di maggioranza Renato Randon ha preso la parola per leggere un comunicato che per la giunta retta dal sindaco Silvano Marchetto potrà avere il valore di un epitaffio.
«Mai avrei voluto arrivare a questo punto - ha detto Randon - Ero pieno di buoni propositi ma, man mano che passava il tempo, questi svanivano mentre i protagonismi individuali prendevano il sopravvento. Più volte ci siamo lamentati della mancanza di informazioni da parte della giunta; ancora più spesso ci siamo trovati ad avvallare decisioni senza nemmeno averne discusso. Già ai primi di gennaio avevo chiesto di poter valutare il bilancio di previsione prima che venisse approvato in giunta, invece ce lo siamo trovati già impacchettato e pronto da votare. Di quello che sto per fare mi assumo tutte le responsabilità. Non c'è nessun complotto politico se non la mera intenzione di prendere atto che la gente comune non è più dalla nostra parte: si è pensato di più a discutere di fantapolitica che di cose reali. Abbandono l'aula e lascio a voi, colleghi di minoranza, la decisione se sia vostra volontà continuare a dare fiducia a questo governo o no». Dopo che Randon, subito seguito dalla collega di maggioranza Scalzotto, era uscito dalla sala consigliare, anche Franco Rebesan di Patto per Lonigo ha lasciato l'aula con i suoi consiglieri. Preso atto di non poter più contare sulla maggioranza dei presenti, Marchetto ha dichiarato chiusa la seduta. Visibilmente scosso per quanto era accaduto, il sindaco non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Spetterà a lui ora decidere se rassegnare le dimissioni oppure tentare un ultimo passo per salvare la sua giunta. L.Z.

Sono 23 Pro loco pronte al rilancio dei Colli Berici

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Claudia Milani



«Il Basso Vicentino non teme la concorrenza di nessuno. Possiamo competere con qualsiasi zona e regione»: con questo spirito è stato presentato ieri a palazzo Nievo il programma del consorzio Colli Berici, realizzato con il patrocinio dell'assessorato al turismo della Provincia e gli accompagnatori turistici del consorzio e d'Italia Nostra.
Ventitré pro loco insieme per promuovere un calendario di eventi che inizieranno proprio in questi giorni per proseguire sino a alla fine dell'anno: settantacinque appuntamenti che spaziano dalle gite, ai percorsi palladiani, alle rievocazioni storiche. "Il sabato in villa" e "le domeniche sui colli", giunte rispettivamente alla diciottesima ed undicesima edizione, rappresentano i "cavalli di battaglia" del consorzio, ma saranno affiancati da numerose altre iniziative volte principalmente a far apprezzare un'area ancora poco conosciuta «non solo dai turisti stranieri o provenienti da altre regioni - ha sottolineato il presidente del Consorzio Lucio Penzo - ma, purtroppo, anche dagli stessi vicentini». «Sinora - ha aggiunto Michele Benetazzo, presidente delle pro loco vicentine - è mancata in provincia qualsiasi forma di promozione organizzata e ben strutturata. Ci siamo limitati a puntare sul Palladio, sottovalutando altre ricchezze che ci caratterizzano». E sempre in tema di valorizzazione gli assessori provinciali presenti, Dino Secco e Paolo Pellizzari, hanno insistito sulla necessità di investire nel settore turistico, nei suoi molteplici aspetti. «Non solo - ha aggiunto Paolo Pellizzari - stiamo mettendo a punto un progetto per tutelare i contesti figurativi delle ville. Sono state scelte le 154 opere ritenute più importanti del Vicentino e sarà preparato una sorta di piano regolatore dell'area che circonda gli edifici. Sinora, infatti, ci si è limitati alla salvaguardia delle strutture architettoniche. Purtroppo questo non basta, perché questi gioielli sono spesso circondati da zone industriali e da lottizzazioni che le deturpano. Nei prossimi mesi, quindi, presenteremo gli interventi di salvaguardia e di miglioramento».

Lonigo.«Togliete quella statua». E si accende la polemica

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Lino Zonin



A Lonigo infuria la "guerra del musso", scatenata da una frase pronunciata da Giancarlo Galan, presidente della Giunta regionale del Veneto, durante l'inaugurazione del meeting della Protezione civile. «Ti prego - ha detto Galan al sindaco Silvano Marchetto - togli dalla piazza quella statua che raffigura un cavallino tanto piccolo da sembrare un musso».
Mentre Marchetto assicurava che avrebbe provveduto quanto prima ed esaudire il desiderio di Galan, Giuseppe Boschetto, l'ex sindaco che ha voluto la statua equestre e l'ha inaugurata qualche giorno prima della scadenza del suo mandato, ha avuto un mezzo attacco di bile.
«Non sono il solo a ritenere infelice l'uscita di Galan - commenta Boschetto - come me la pensano i numerosi cittadini che fin da subito mi hanno avvicinato per esprimere il loro sconcerto e il loro disappunto. Al governatore faccio solo una semplice domanda: come reagirebbe se qualcuno, ospite a casa sua, gli chiedesse di far sparire un mobile perché non gli piace? Accetterebbe a cuor leggero un'ingerenza del genere oppure anche lui, come me, si arrabbierebbe?».
Galan ironizza sulle ridotte dimensioni del cavallo.
«E dimostra in questo modo di non conoscere la storia della terra vicentina e padovana. Quello effigiato nel monumento non è certo un purosangue, ma uno dei valorosi cavallini che per secoli hanno letteralmente tirato la carretta della nostra economia. Era un animale leggero, rustico e versatile, che non aveva paura della fatica e che veniva impiegato senza risparmio in pace e in guerra. Era grande (o piccolo) esattamente come appare nella scultura: semplice e valoroso, senza manie di grandezza».
Il governatore critica anche il luogo dove la scultura è stata collocata.
«Lo slargo davanti al duomo si è chiamato per secoli piazza Cavalli. Era lì che batteva il cuore di una fiera che, nei suoi tempi gloriosi, ha portato il nome di Lonigo in tutto il mondo. Nel 2006, in occasione della 520a edizione della fiera, abbiamo celebrato il legame della città con il cavallo costruendo un monumento pubblico, il secondo dopo l'obelisco innalzato nel 1927 in onore ai caduti della guerra. Il suo posto è lì, al centro del paese, dove tutti possono vederlo, anche il governatore Galan».
Sembra che Marchetto voglia accogliere l'invito di Galan spostando la statua al Circolo.
«Sarebbe senz'altro più opportuno stanziare qualche centinaio di euro per levare lo smog che si è accumulato sul bronzo della scultura in questi anni. E magari fare un po' di manutenzione alla rotatoria della piazza e alle altre del paese. A Marchetto mi sento di dare un altro consiglio: attento al cavallino, potrebbe scalciare».

Sarego. L'ex statale 500 fa paura. «Serve una bretella»

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Matteo Guarda



Sarego. «L'ex statale 500 è diventata troppo pericolosa, non si può più andare avanti così».
A dirlo è il presidente comunale degli artigiani, Luigino Chiarello, osservando il parapetto sdentato della pista ciclabile che corre in parallelo all'ex statale 500 tra la zona artigianale e l'abitato a nord di Meledo. Un tratto di neanche un chilometro dove si possono vedere i segni degli incidenti.
CONTROLLO. Due solo negli ultimi quindici giorni. Nel primo, un'auto ha perso il controllo durante un sorpasso andando a sbattere sulle protezioni sfiorando una studentessa che aspettava l'autobus alla fermata di via Monte Grappa.
Nell'altro, successo di notte e a poca distanza dal precedente, il guidatore ha finito la corsa nel campo sottostante. Dal curvone in centro paese fino alla rotatoria ai confini con Brendola auto e camion sfrecciano che è un piacere.
Quasi un rettilineo in cui case e capannoni sfilano sulla strada dove si innestano una decina di laterali frutto dell'espansione longitudinale di Meledo. Emblematico è l'incrocio di via dell'Agricoltura, che ha mantenuto il nome, ma si è trasformata nella via principale della nuova zona industriale.
SICUREZZA. «È ora di cominciare a pensare alla sicurezza stradale e risolvere i nodi della viabilità ormai congestionata – continua Chiarello -. Come artigiani sentiamo prioritario riprendere a parlare della bretella alternativa alla provinciale 500 e complementare alla circonvallazione di Lonigo, di cui girano progetti da vent'anni, e bypassare così i centri abitati eliminando il problema alla radice».
Gli artigiani propongono anche interventi da intraprendere nel medio e breve periodo.
SEMAFORO. «Si potrebbe per lo meno posizionare un semaforo limitatore di velocità, di quelli che fanno scattare il rosso al superamento del limite, da mettere vicino agli incroci della zona residenziale, oppure, ci vorrebbe una rotatoria alla francese nell'area produttiva, nel posto dove già la lottizzazione ne aveva prevista una e non capisco perché non se ne fece più nulla».
COMPETENZE. «Sono questioni di cui sono a conoscenza - afferma il sindaco Vittorino Martelletto – ma di cui si deve far carico la Provincia. Il Comune non ha competenza sull'ex statale e per questo la situazione è stata segnalata anche sollecitando l'assessore Costantino Toniolo che è uscito in sopralluogo e ha previsto nel piano provinciale delle opere di realizzare tra un paio d'anni una rotatoria a sud di Meledo».
«Sulle soluzioni possiamo esprimere svariate proposte, ma di queste finora ma non si è mai andati oltre semplici studi di fattibilità perché poi vanno sempre fatti i conti con la realtà e le risorse disponibili. I semafori antivelocità, ad esempio, stanno per essere messi al bando».
La proroga fino al 2023 della concessione mineraria "Costa Benedetta" ripropone la questione del traffico pesante generato dalla miniera. A pieno regime saranno 64 i bilici al giorno che da Monte del Prete andranno a confluire sulla viabilità ordinaria. Il percorso non è ancora noto, ma l'ipotesi più accreditata è che i camion passeranno proprio per la provinciale 500 attraversando Meledo. «Già ora – lamenta il presidente comunale degli artigiani Luigino Chiarello – il traffico di cui il centro abitato si fa carico è a livelli massimi di sopportazione e considerando che è anche aumentato rispetto a qualche anno fa, l'aumento non può che aggravare la situazione ed essere un motivo in più per spingere ad intervenire per adottare delle soluzioni non più rinviabili». M.G.

Villaga. La piana di Pozzolo si prepara al turismo

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Claudia Milani



Un progetto da 840mila euro per la piana di Pozzolo. Duplice l'obiettivo: creare le basi per una futura fase operativa di valorizzazione e rilancio turistico della zona, da un lato, e dare risposte ad annose esigenze contingenti, dall'altro.
Dopo aver ottenuto il sostegno dei comuni del Patto Territoriale, conseguendo il primo posto tra i progetti da inviare a Regione, da Venezia è giunto nei mesi scorsi un finanziamento di 620mila euro, pari quasi al 75% dell'importo complessivo. Ora quindi, dopo la sua approvazione in consiglio, l'amministrazione conta di poter consegnare i lavori all'impresa entro il prossimo mese e concludere tutti gli interventi previsti entro il 2010.
«Potremo finalmente risolvere problemi urgenti e carenze strutturali che, altrimenti, con le risorse limitate di cui disponiamo, come tutti i piccoli comuni, sarebbe stato difficile poter affrontare - ha spiegato il vicesindaco Luigi Danieli - e mi riferisco, soprattutto, alla sistemazione delle ex scuole elementari di Pozzolo che attualmente sono al limite dell'inagibilità e versano in uno stato di degrado e di abbandono. Essendo l'unico immobile, nella frazione, di proprietà comunale, contiamo di poterlo destinare a sede di gruppi ed associazioni. Non solo, puntiamo ad istituirvi anche una scuola di orienteering, come previsto anche dal progetto Life + 2008 - Colli Berici natura 2000».
Verrà poi restaurato, con la costruzione di un parapetto, il ponte in mattoni in località Calto e, sempre per quanto riguarda la sicurezza, è prevista la rettifica delle curve nel tratto da Toara a località Boccadorno, oggi continuamente interessate da frane e cedimenti. Con la realizzazione di un'unica, grande curva, vicino al cimitero, sarà possibile infine ampliare quest'ultimo, dotandolo di un parcheggio adeguato.
Per quanto riguarda, invece, gli aspetti prettamente turistici sono previsti: a Calto, una zona di sosta e pic-nic con la posa di punti luce; in località Ferrone, dove si trova una piccola cava di calcare abbandonata, saranno piantati alberi e piante e, anche in questo caso, sarà riservato un posteggio riservato alle auto.
La riqualificazione interesserà poi le località San Donato e Formica dove sarà predisposta una parete di roccia attrezzata. In località Pozzolo sarà creato un campo service con panche, bacheche informative, punti luce e parcheggio.
Nella zona di Riveselle, infine, è prevista la sistemazione del verde, il posizionamento di binocolo e portabiciclette. «Puntiamo ad un turismo naturalistico, che invita a visitare sorgenti, lavatoi, pozzi a cupola».

Sarego. Statale, addio incrocio Arriva il nuovo rondò

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Matteo Guarda



"Si farà la rotatoria". A dirlo è l'assessore provinciale ai lavori pubblici Costantino Toniolo a proposito dell'incrocio alle porte di Meledo tra le provinciali 500 e la strada per Grancona, via Meledo Alto, e quella per Monticello di Fara di competenza comunale. L'opera, che diventerebbe l'unica di questo tipo a Sarego, è stata di recente inserita nel programma triennale delle opere pubbliche della Provincia per il 2011 e finanziata per un importo di 500 mila euro.
«Considerato il contesto attuale - continua Toniolo - per lo snodo viabilistico in questione la rotatoria rappresenta la soluzione ottimale che cercheremo di realizzare il prima possibile anche modificando il calendario originariamente previsto nel piano».
Il crocevia, infatti, ha visto negli anni l'intensificazione del traffico ed è stato spesso teatro di vari incidenti. L'ultimo appena un paio di settimane fa quando per una mancata precedenza un'auto è finita nelle acque del fiumicello Brendola e solo la pronta reazione degli altri automobilisti intervenuti per estrarre dall'abitacolo il guidatore ha potuto evitare il peggio. Da più parti erano giunte segnalazioni sull'aumentata pericolosità dell'incrocio e per il disagio di aspettare parecchi minuti in coda nelle ore di punta prima di immettersi. Gli stessi dipendenti del prosciuttificio Brendolan che per quella via hanno un percorso obbligato avevano mandato una lettera chiedendo di adottare provvedimenti sulla sicurezza stradale.
«Ho fatto un sopralluogo qualche mese fa e grazie all'accordo con il Consorzio di bonifica Riviera Berica - annuncia Toniolo - e a breve saranno apposte a monte e a valle del ponte delle barriere di protezione lungo il tratto scoperto che costeggia il corso d'acqua».
Nella soluzione del problema era stato chiamato in causa anche il Comune di Sarego. «La questione - precisa il sindaco Vittorino Martelletto – è emersa dopo il taglio dei platani sulla riva. In seguito a questo e alle segnalazioni a novembre e dicembre 2007 ho scritto per sollecitare Provincia e Vi.Abilità per avere almeno la posa di un guardrail. La risposta è stata che gli interventi avrebbero dovuto già compiersi nell'autunno scorso, ma all'epoca ho invece dovuto fare ancora solleciti, anche telefonici, senza ottenere nulla di preciso».
«Dopo l'ultimo incidente - conclude - ho inviato un fax e ho chiamato personalmente il presidente Toniolo che mi ha informato del raggiunto accordo col Consorzio. Ricordo che il Comune non ha competenza sulle strade provinciali e tuttavia mi sono impegnato verso gli altri enti».

Lonigo. Videocamere per sorvegliare il centro

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Lino Zonin



La questione sicurezza è una delle emergenze maggiormente percepite dai cittadini di Lonigo. Da tempo si parla di monitorare con telecamere i punti più caldi della città ma finora non si è ancora visto niente di concreto. La passata amministrazione aveva tentato di intervenire, peraltro con scarsi risultati, dovuti soprattutto ad una mancata intesa con la società che doveva raccogliere ed elaborare i filmati.
Il sindaco Silvano Marchetto ha recentemente affidato a Mauro Manega, capo gruppo di maggioranza in consiglio comunale, il compito di occuparsi di questo delicato argomento. «Ci sono ben 100 mila euro stanziati per la videosorveglianza - spiega Manega -. Si tratta ora di dare il via in modo operativo al progetto, rimuovendo gli ostacoli burocratici che finora ci hanno impedito di intraprendere un'azione decisa. Esiste una scaletta delle priorità che stabilisce l'ordine di esecuzione delle varie delibere di giunta: auspico che i miei colleghi assessori decidano in fretta di liberare i fondi stanziati, così da rendere possibile l'intervento programmato».
Mauro Manega è un commerciante nel settore orafo e conosce molto bene gli aspetti tecnici e strategici della questione.
«Ho già fatto assieme ai vigili urbani un sopralluogo per individuare i punti da monitorare - conferma il consigliere -. È importante collocare bene le telecamere per non sprecare soldi ed energie e rendere efficace il servizio. A questo proposito un aiuto potrebbe venire anche dai privati. La parte più cospicua dell'investimento riguarda l'acquisto della centrale operativa che dovrà gestire le immagini registrate. Una telecamera, invece, costa poche decine di euro e il comune potrebbe mettere la centralina a disposizione dei cittadini che decidano di fare una piccola spesa per monitorare dei punti particolari della città. Ad operazione ultimata, sarebbe interessante collocare una web cam in piazza Garibaldi così da far vedere in tutto il mondo, via internet, cosa succede nel centro di Lonigo».
Una volta sbloccati i fondi, sarà necessaria una gara per scegliere il gestore al quale affidare il servizio. «Mi sono già mosso - conclude Manega -. Ho già contattato sei ditte del settore, il doppio rispetto al numero minimo fissato dal bando. Ora manca solo l'ok della giunta, dopo di che potremo dare risposta alle richieste di sicurezza che arrivano in modo dai cittadini».

Territorio e ambiente. Sigla di quattro Comuni

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Claudia Milani



Un Piano di assetto del territorio intercomunale da record. Orgiano, Alonte, Pojana Maggiore ed Asigliano Veneto sono giunti al traguardo: in villa Pojana, proprio in questi giorni, si è infatti tenuta la Conferenza dei servizi per l'approvazione definitiva del Pati. Un'approvazione che giunge in netto anticipo rispetto a gran parte dei comuni. I centri dell'unione sono i primi nell'Area Berica e, considerando l'intera provincia, sono secondi, preceduti soltanto dai comuni dell'area Pedemontana (Zugliano, Breganze, Calvene, Fara Vicentino, Lugo, Montecchio Precalcino, Sarcedo e Salcedo).
Le amministrazioni sono state impegnate per quasi quattro anni. Un lavoro che ha portato alla stesura di un documento destinato ad incidere profondamente sullo sviluppo del territorio per il prossimo decennio. «Abbiamo voluto impegnarci subito nel Pati, uscendo dagli stereotipi del vecchio Prg. - ha spiegato il primo cittadino di Alonte, Dario Fasolin - Una scelta coraggiosa, perché sarebbe stato indubbiamente più semplice decidere di aspettare che altri comuni si dessero da fare prima di noi, "spianandoci" la strada».
«Il risultato raggiunto - ha continuato Marco Zecchinato di Orgiano - premia la nostra intraprendenza. Ora non ci resterà che passare al piano d'intervento, con il quale ogni comune si muoverà con una certa autonomia dando il via alle opere ritenute più urgenti».
«Il Pati approvato - hanno spiegato Gabriele Cavion di Pojana e Luigi Boaretti di Asigliano - sarà un'importante occasione per uno sviluppo del territorio e favorirà la collaborazione, già iniziata, tra i comuni dell'Unione».
Alla presenza del dirigente regionale Vincenzo Fabris e di Fabio Matiuzzo, che ha svolto il ruolo di "tutor" nella stesura del documento, sono state illustrate le linee guida, che prevedono, essenzialmente, una maggiore tutela del territorio, sfruttandone potenzialità e risorse e frenando il sorgere di nuove zone industriali.
«Non ne sono previste di nuove - hanno sottolineato i primi cittadini. Siamo tutti concordi nell'affermare che prima dovremo servirci delle esistenti, quali quella di Asigliano Veneto, di enormi proporzioni e quasi totalmente inutilizzata. Se, in futuro, vi sarà effettiva esigenza di nuove aree, saranno programmate e, possibilmente, sfruttate insieme». I nuovi insediamenti dovranno soddisfare parametri di sostenibilità ambientale.

Lonigo, il teatro delle polemiche

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Lonigo. Il sindaco di Lonigo Silvano Marchetto sperava di ottenere per lo statuto della Fondazione del teatro Comunale un'approvazione unanime, così da potersi presentare ai soci e agli altri partner con un progetto condiviso da tutta la pubblica amministrazione. Le forze di minoranza hanno invece fatto mancare il loro appoggio, prima motivando un deciso dissenso, poi votando contro o astenendosi.

Marchetto ha sostenuto che solo affidando la gestione del teatro ad una apposita fondazione si potrà garantire continuità all'attività culturale. Lo statuto prevede di far entrare nel sodalizio come soci fondatori i comuni del Patto territoriale Area Berica, 13 dei quali - ha riferito il sindaco - hanno già dato un assenso di massima. Il loro contributo sarà di 0,10 euro per abitante, per tre anni. In cambio, otterranno l'uso gratuito del teatro per una rappresentazione, corrispondendo alla Fondazione solo le spese vive. Il Comune di Lonigo provvederà a costituire un fondo di gestione di 90 mila euro all'anno (25 mila in meno rispetto a quanto finora stanziato) per i prossimi tre anni. «Con questo nuovo assetto istituzionale - ha proseguito il sindaco - sarà possibile accedere più facilmente ai contributi pubblici. Per quanto riguarda gli sponsor privati, una cordata formata da 13 comuni avrà senz'altro un maggior peso in fase di trattativa».

Le opposizioni hanno sollevato forti perplessità. Franco Rebesan, Paolo Rosin e Luca Lazzari, capigruppo rispettivamente di Patto per Lonigo, Civitas Leonicena e Gruppo Misto, hanno definito insufficiente la quota pro capite di 10 centesimi per abitante chiesta ai comuni soci. «Aprire il teatro per una rappresentazione costa circa 800 mila euro di spese fisse - ha spiegato Rebesan - il comune di Alonte ne verserà 150 per tutto l'anno: proprio un bell'affare! Il minimo da chiedere era almeno 30 centesimi». Rosin ha posto l'accento sulle spese di funzionamento della Fondazione: «Per il soprintendente del teatro penso che a meno di 5.000 euro al mese non si troverà nessuno. Se a questi 60 mila euro annui ne sommiamo 30 mila per la segretaria, abbiamo già raggiunto il plafond previsto. E le altre spese di vigilanza, manutenzione e utenze varie, chi le pagherà?».

Lazzari ha criticato l'assenza di soggetti privati nella compagine sociale: «Con premesse così deboli il castello che Marchetto tenta di costruire rischia di cadere subito». Un'altra critica delle minoranze riguarda la difficile coabitazione del Comunale con gli altri teatri presenti in zona, in particolare il Modernissimo di Noventa e la Sala della Comunità di Vo' di Brendola.

«Proprio Brendola - ha replicato il sindaco - assieme a Campiglia e Pojana, è sede di una banca di credito cooperativo. È senz'altro più agevole ottenere contributi se ci si presenta in tanti e se si fa parte della stessa comunità. Ho sondato una decina di aziende e da tutte ho ottenuto consensi nei confronti della Fondazione, consensi che, ne sono certo, si tramuteranno in aiuti». Al voto, Lazzari e Rosin contrari, astenuto Rebesan.

Lino Zonin

Nuova aula computer all’istituto “Rosselli”

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I primi diplomati del corso di ragionieri programmatori all'Itc “Rosselli” di Lonigo, istituito dalla dirigente Vera Chiampan, vennero licenziati nell'anno scolastico 1988-89. Vent’anni fa gli studenti che frequentavano la scuola leonicena forse non immaginavano quali applicazioni avrebbe portato nel loro corso di studi il saper usare il computer. Molte aziende ed enti hanno compreso che la maniera per essere conosciuti in fretta passa per il computer e internet. Così ditte private, ma anche la scuola media “Melotto” di Lonigo, hanno affidato il compito di creare la homepage proprio ai ragazzi dell'Istituto “Rosselli-Sartori”. Ora la scuola può offrire un'altra opportunità ai giovani: è stato infatti inaugurato un nuovissimo laboratorio informatico dotato di 17 computer di ultima generazione forniti anche di webcam e su cui gli studenti che frequentano l'indirizzo “Mercurio” di ragionieri-programmatori potranno creare programmi e pacchetti di software e sviluppare la creazione di siti web. Il nuovo laboratorio dell'Itc, che ha trovato sponsor nella Fondazione Cariverona, nel raggruppamento Area Berica dell’Assindustria di Vicenza, nella Fondazione Monte di Pietà di Vicenza e nel Credito Cooperativo Vicentino di Poiana, è abilitato al Test Center Ecdl: qui si effettuano gli esami per ottenere il patentino di abilità informatica in Mos. Il laboratorio precedente, “vecchio” solo di due anni, verrà utilizzato dagli studenti di tutte le classi durante le ore di economia aziendale; sui 15 personal computer gestiranno i programmi di contabilità e, una volta completati i lavori del nuovo plesso scolastico della cittadella degli studi di Lonigo nella sede ora occupata dal Rosselli si trasferirà l'Istituto professionale Sartori. All'inaugurazione del laboratorio è seguita una tavola rotonda, moderata da Tiziana Menegon, sulle cause della crisi finanziaria. Hanno partecipato come relatori il prof. Mameli Biasin, il presidente della Banca di credito Cooperativo di Poiana Giancarlo Bersan, il presidente del raggruppamento Area Berica di Assindustria Luciano Trevisan. In sala convegni erano presenti molti studenti. L'analisi della crisi finanziaria è stata rapportata all'economia territoriale. «Il nostro territorio - ha puntualizzato il presidente Trevisan - non è purtroppo immune da una crisi molto pesante. I settori più toccati sono quelli dell'edilizia e della concia. Le aziende sono penalizzate dall'aumento dei costi di finanziamento. La ricetta? Cercare di agire in modo trasversale su abbienti e non-abbienti, perché la crisi è globale, ma superabile». Secondo il sindaco di Lonigo Silvano Marchetto, presente alla tavola rotonda, «l'economia riparte anche grazie alle grandi opere e lo Stato deve dare un segnale forte per far eripartire l'economia». E.P.

E Renzo Rosso sbarca
a Noventa con lo "Staff"

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«Tempo di osare, di raccogliere le sfide». E lui, ancora una volta, non si è tirato indietro. Ieri mattina Renzo Rosso, presidente del gruppo Otb, ha dato il via ufficiale alla costruzione del nuovo stabilimento Staff international a Noventa. Una simbolica posa della prima pietra, alla presenza di autorità regionali, provinciali e comunali che, per l’occasione, hanno indetto un consiglio straordinario per nominare cittadino onorario il guru della moda.

Non era la giornata di sole che il sindaco, nel suo discorso, aveva auspicato, ma la soddisfazione è stata comunque grande. Gli applausi non sono cessati nemmeno quando Rosso ha voluto lasciare sulla targa l'impronta della sua mano e, con un colpo fin troppo vigoroso nella malta fresca, ha investito di spruzzi i presenti sul palco.

Il nuovo stabilimento, ideato dall'architetto Aldo Cibic, sorgerà su un'area di 35mila metri quadrati e andrà ad aggiungersi alle altre tre sedi esistenti, dove lavorano 400 dipendenti. Prevede soluzioni all'avanguardia per eco-compatibilità, design moderno e pure un piano “landscape” con un enorme parco pieno di alberi. Sarà pronto entro la fine del 2009: sui costi (si era parlato di circa 20 milioni) il presidente del gruppo non si sbilancia: «Non parlatemi d'investimenti, io sono un creativo, non mi occupo di business».

“Creatività” sembra essere la parola d'ordine di Renzo Rosso. «La nostra azienda è rivoluzionaria - ha sottolineato - ed ha dato il via ad un nuovo modo di fare moda, proiettato al futuro, alle prossime generazioni, per essere sempre all'avanguardia con i tempi. Il momento non è facile e la crescita, quest'anno, è stata a una cifra e non a due com'eravamo abituati, ma noi continuiamo a farci spazio sul mercato potenziando i nostri marchi».

Staff international produce e distribuisce in licenza Diesel Denim Gallery, Dsquared, Maison Martin Margiela, Sophia Kokosalaki, Vivienne Westwood e Viktor & Rolf e si appresta a chiudere il 2008 con un fatturato di 180 milioni di euro. «Sono lieto - ha concluso Rosso - che i due poli della provincia, il nord e il sud, rappresentino anche le due aree più importanti per la nostra attività». L'amministrazione comunale di Noventa ha voluto consegnargli una targa e nominarlo cittadino onorario.

«Un segnale importante in un momento non facile - ha considerato il presidente del consiglio regionale Marino Finozzi - un evento per il Basso Vicentino, che punta a consolidare una realtà vitale e produttiva e non a costruire solo nuovi capannoni. Capannoni fin troppo numerosi in provincia e troppo spesso destinati a rimanere vuoti».

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