venerdì, 12 marzo 2010

Alto Vicentino

CAMBIA PAESE

Sondaggio

Corso Garibaldi pedonale: tu cosa dici?
  • No
  • Solo il fine settimana
  • Indifferente

Schio. Piano 'Lanerossi-Conte', il sogno non si avvera

IL PROGETTO. La società ha deciso di non firmare l’accordo con l’amministrazione


«Solo un posticipo per colpa della crisi economica» E intanto la minoranza attacca le scelte urbanistiche
  • 09/05/2009
 
Zoom Foto

Il progetto è stato rinviato a data da destinarsi

Schio. Aree Urbane rinvia la firma della convenzione con il Comune e così il piano "Lanerossi - Conte" resta al palo in attesa di tempi migliori. Il sindaco Luigi Dalla Via ha comunicato ai capigruppo consiliari la decisione della società di Valdagno, gestore del patrimonio immobiliare Marzotto, di non firmare l'accordo che avrebbe dato il via ad una lottizzazione di 140 mila metri quadrati. Il piano di recupero, redatto dallo studio "Gregotti Associati International" prevede la realizzazione di circa 180 mila metri cubi di edilizia residenziale e di circa 90 mila metri cubi destinati ad uffici e commercio, con opere di urbanizzazione notevoli fra piazze pedonali, percorsi della memoria con valorizzazione della Fabbrica Alta e di altri edifici, parchi e 2.200 posti, in gran parte coperti.
«Siamo impossibilitati a dare avvio al piano in considerazione della nota e grave crisi economica e finanziaria - scrive Aree Urbane al sindaco - Confermiamo la sua validità, esprimiamo rammarico per il posticipo, rinviamo la convenzione in attesa che i mercati diano i primi segnali di un'auspicata ripresa».
Non un fulmine a ciel sereno, dati i tempi che corrono ma sicuramente un duro colpo per il futuro della città. «Non potevamo fare altrimenti - spiega Silvio Cipolotti, amministratore delegato di Aree Urbane - Il settore immobiliare risente della crisi. Noi gestiamo beni per 170 milioni di euro, dislocati dal Piemonte alla Calabria. Con la nuova amministrazione ci siederemo ad un tavolo per riprendere i discorsi».
«Si tratta solo di un rinvio della sottoscrizione della Convenzione. - afferma il sindaco Dalla Via - Non c'è nessuna rinuncia o passo indietro da parte di Aree Urbane che ribadisce l' intenzione di riprendere il percorso non appena ci saranno segni di ripresa».
Di diversa opinione la minoranza: «Arriva all'epilogo una vicenda che il Comune ha tenuto in vita artificiosamente con accanimento terapeutico - sostengono i forzisti Pietro Da Dalt e Enrico Bandolin. - La programmazione urbanistica della città si squaglia per gli effetti di una convenzione troppo onerosa». «Quel piano su cui l'amministrazione si era spesa anche economicamente era legato oltre che al recupero dell'area alla cessione al pubblico della Fabbrica Alta - afferma il capogruppo leghista Mario Pegoraro.- Che fine farà la fondazione che doveva gestire i progetti relativi?»

commenti - 0

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.
PUBBLICITA'