domenica, 14 marzo 2010

Alto Vicentino

CAMBIA PAESE

Sondaggio

Corso Garibaldi pedonale: tu cosa dici?
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Breganze.
Il Comune
difende
lo Scotton

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Silvia Dal Maso



Breganze ha deciso di far sentire la propria voce per difendere l'Ipsia Scotton, istituto professionale al quale è legata la storia produttiva del paese perché forma tecnici dell'industria meccanica che trovano occupazione nelle imprese del territorio.
UNIONE. Maggioranza e minoranza hanno così deciso di unirsi per andare contro la delibera di Giunta 279 del 9 febbraio 2010 della Regione Veneto che fa propri gli indirizzi dalla Riforma Gelmini sulla scuola superiore e vuole la semplificazione e riduzione degli indirizzi professionali e delle sperimentazioni. In base a questa proposta, gli attuali corsi di "tecnico dell'industria meccanica" e di "tecnico dei sistemi energetici" verranno uniti nell'indirizzo "professionale-manutenzione e assistenza tecnica".
Il consiglio comunale ha così approvato all'unanimità una delibera che chiede al Ministero, alla Regione Veneto e alla Provincia che all'Ipsia Scotton vengano mantenuti i corsi attuali di "tecnico dell'industria meccanica" e di "tecnico dei sistemi energetici".
FORMAZIONE. «Chiediamo che il Governo raccolga le esigenze formative del nostro territorio che la riforma scolastica non tiene in minima considerazione - ha detto il sindaco Silvia Covolo -. L'assunzione di un diverso titolo potrebbe, infatti, mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza dell'Ipsia Scotton. I ragazzi, che al termine del loro percorso possono ora conseguire la qualifica di "tecnico dell'industria", verranno, con la Riforma voluta dal Ministero, ad essere dei semplici "manutentori", con la conseguenza di non trovare più un' adeguata collocazione lavorativa nelle imprese. Così, messi di fronte ad un futuro lavorativo incerto, gli appassionati di meccanica potranno essere incentivati ad iscriversi in altre scuole per conseguire il diploma di "perito". Lo Scotton, con il presumibile abbandono di oltre 200 iscritti, sarebbe così costretto a chiudere».
REGIONE. Il capogruppo di "Immagina Breganze" Giovanni Stefano Messuri ha rilevato che la questione doveva essere indirizzata anche e soprattutto nei confronti della Regione Veneto che «deve attivarsi per modificare la delibera di Giunta 279 del 9 febbraio 2010, lesiva e pregiudizievole per il futuro dell'Ipsia Scotton. Uno dei padri costituenti di questa Nazione, Piero Calamandrei, diceva che "non si ha vera democrazia là dove l'accesso all'istruzione non è garantito in misura pari a tutti"; penso che la "misura pari" stia non solo nelle possibilità di accesso alla scuola, ma anche e soprattutto nell'opportunità o condizione favorevole di accesso e non vorrei che, poco per volta, questa opportunità sfumasse o divenisse difficoltosa per alcuni settori dello Scotton».
A nome del suo gruppo, Messuri ha poi chiesto ed ottenuto la modifica della delibera con un emendamento votato all'unanimità da tutto il consiglio comunale.
«La Giunta Provinciale - ha detto l'assessore provinciale alla scuola Morena Martini - ha già adottato una delibera dove, relativamente all'Ipsia Scotton di Breganze, si propone la confluenza degli indirizzi nell'indirizzo "manutenzione ed assistenza tecnica" e anche l'attivazione del nuovo indirizzo "produzioni industriali e artigianali nelle articolazioni sia "industria" che "artigianato"».

Schio.
Tre quartieri
tornano al voto

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Mauro Sartori



Schio. Oltre 20 mila scledensi torneranno alle urne domenica 9 maggio, festa della mamma. Sarà un supplemento di impegno rispetto alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Avranno il compito di eleggere i tre consigli di quartiere rimasti senza rappresentanza nella tornata elettorale del 13 dicembre scorso, quando non si raggiunge il quorum dei votanti. Questa volta si tratta di una chiamata alle urne senza appello, o si raggiunge il quorum dei votanti oppure i tre Consigli non si faranno.
I quartieri 1 (Centro - S. Croce), 3 (Ss. Trinità - Piane) e 4 (Magrè - Monte Magrè e Cà Trenta) non raggiunsero il quorum del 20% di votanti richiesto per rendere valida la consultazione. Il ritorno ai seggi non era scontato, perchè dovevano essere almeno 50 residenti per ogni quartiere a richiederlo.
Le sottoscrizioni sono state presentate al sindaco Luigi Dalla Via che ieri ha firmato il decreto per aprire ufficialmente i termini per la presentazione delle candidature. La scadenza è fissata per il 9 aprile.
«La raccolta delle firme è la conferma da parte dei cittadini della loro volontà di tornare a votare per un istituto di partecipazione importante come il Consiglio di Quartiere - sottolinea Roberto Dall'Aglio, assessore agli istituti di partecipazione - il Comune farà la sua parte per informare e promuovere la partecipazione. A dicembre in questi quartieri non si è arrivati lontani dal quorum: l'augurio è che questa volta la risposta sia più alta per completare l'operazione di rinnovo». In ballo ci sono i tre quartieri più popolosi della città. il primo e il quarto superano i 7 mila aventi diritto al voto mentre il 3 valica di poco quota 6 mila. Complessivamente saranno 20.700 gli scledensi che riceveranno l'invito per recarsi ai seggi.
La candidatura può essere presentata dai cittadini maggiorenni residenti a Schio e iscritti nelle liste elettorali comunali, che non si trovano nelle condizioni di incandidabilità, ineleggibilità o incompatibilità stabilite per i consiglieri comunali e che non svolgono già il ruolo di consiglieri o assessori comunali di Schio.
Per ogni quartiere verrà creata un'unica lista con i nomi dei candidati in ordine alfabetico: tra questi l'elettore il 9 maggio dovrà esprimere una sola preferenza e risulteranno eletti gli 11 candidatipiù votati, purché ciascuna delle località del quartiere sia rappresentata.
I due più votati saranno eletti presidente e vicepresidente. Entrambi avranno la facoltà di accettare o meno la carica mantenendo comunque il ruolo di consigliere. In tal caso subentreranno gli eletti che seguono in graduatoria. Presidenti e consiglieri non riceveranno indennizzi o gettoni di presenza ma svolgeranno gratuitamente il loro ruolo.
Le candidature devono essere presentate, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.15 all'Ufficio Relazioni con il Pubblico o il sabato dalle 8.30 alle 12.30 all'Ufficio Elettorale.

Blackout Enel
in centro storico

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Anna Lirusso



Schio. Il blackout in tre vie del centro previsto per domani, provoca le prime proteste. Gli avvisi gialli fluorescenti appesi da Enel lungo via Btg. Val Leogra, via Pasini e piazza Statuto annunciavano per la giornata di giovedì l'interruzione dell'erogazione di energia elettrica dalle 8,50 alle 16,50 per effettuare lavori su alcuni impianti.
Con la prospettiva di rimanere senza riscaldamento e luce elettrica per ben sette ore privati e esercenti si sono allarmati e hanno cominciato a telefonare all'unico numero verde stampato sui volantini ma senza ottenere rassicurazioni. Le temperature rigide di questi giorni aggravate dall'ipotesi di nevicate a basse quote hanno messo in allarme i tanti privati che abitano negli appartamenti e nei condomini della zona. Secondo l'Arpav infatti la giornata di giovedì sarà particolarmente fredda, con temperature ancora inferiori alla norma specie di giorno.
Alcuni esercenti sono così costretti a tenere abbassate le saracinesche e sono già sul piede di guerra per il disservizio arrecato. «Dobbiamo per forza tenere chiuso - spiega Renato Deganello che gestisce una macelleria in via Btg. Val Leogra, una delle più frequentate del centro - i frigoriferi non funzioneranno e potrei subire dei danni alla merce. Mi sto già informando legalmente sul da farsi. Non capisco perchè questi lavori non possono essere svolti il lunedì quando gran parte dei negozi ha il turno di chiusura».
Altri si sono dati da fare per trovare un gruppo elettrogeno per poter tener aperto, come racconta Gianfranco Costeniero, titolare dell'agenzia viaggi Cielo Azzurro: «Abbiamo noleggiato un generatore di corrente perchè la nostra attività non ci permette di chiudere senza preavviso ma l'operazione ci costerà 700-800 euro». Coinvolti anche gli istituti di credito di piazza Statuto che potranno svolgere solo parzialmente il loro lavoro: «Terremo aperti solo gli uffici di consulenza, le cassaforti rimarranno chiuse, i bancomat difficilmente funzioneranno», conferma un impiegato della BNL. Gli uffici del Comune di Schio, siti in piazza Statuto e via Pasini, invece funzioneranno regolarmente. Questo perchè, da quanto emerso nel tardo pomeriggio di ieri, solo metà di via Btg. Val Leogra (da piazza Statuto fino a via M.Ciove) e un lato di piazza Statuto saranno colpite dal disservizio. Tutte informazioni che non si deducono dagli avvisi affissi dall'Enel non essendo specificati i numeri civici interessati e che riducono solo in parte l'entità del problema che coinvolgerà decine di appartamenti e famiglie.

Thiene.
Chiesetta rossa,
il piano Nova
si allontana

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Marita Dalla Via



Thiene. Un anno e mezzo per veder siglata la convenzione tra Comune e privato, la cosiddetta variante 2 del Piruea "Nova Thiene", che regolamenta, tra le altre cose, lo spostamento dei nuovi edifici rispetto alla chiesetta rossa e la sede dell'Ascom. Dopo ricorsi al Tar, un lavoro certosino degli avvocati del comune per cercare tutte le mediazioni possibili, è arrivata l'approvazione l'altra sera in consiglio. Con la variante, dunque, non ci sarà il rischio di vedere gli alti edifici del Podrecca a ridosso dell'antica chiesa quattrocentesca del Castello.
CAMBIAMENTI. Un anno e mezzo fa il Comune aveva imposto alcune modifiche al piano, tra cui appunto l'allontanamento rispetto agli edifici esistenti, alcuni anche di pregio storico ed architettonico, per una maggiore armonia tra esistente e zona nuova.
OPPOSIZIONE. Alcune perplessità sono però emerse dai banchi della minoranza, visto che il Pd e l'Udc hanno votato contro, mentre il Pdl si è astenuto, anche se il capogruppo Luciano Gamba non ha avuto parole così leggere giudicando l'operato dell'amministrazione.
«La domanda che ci siamo fatti più volte e per la quale non abbiamo trovato risposta convincente è dove stia veramente l'interesse pubblico di tutta questa operazione - ha commentato il capogruppo Pd Bruno Binotto -. Capisco la necessità di mettere ordine e decoro nella zona retrostante il municipio, ma sarebbe bastata molta meno cubatura, capisco l'idea di creare un nuovo parcheggio interrato di 400 posti nel piazzale Divisione Acqui ma neanche questo avverrà».
«Secondo il nostro parere, un parcheggio in questa nuova zona sarebbe servito per coprire i bisogni di nuovi 44 mila metri cubi di volume residenziale, commerciale, direzionale che si andranno a costruire - ha precisato il consigliere Pdl, Alberto Samperi -. L'unico aspetto positivo è che almeno l'amministrazione ha portato a casa la variante». E c'è chi è convinto che questo cambiamento sarà a vantaggio anche del privato. «In questo modo abbiamo recuperato una decenza architettonica - ha detto il consigliere Udc Camillo Cimenti -. Però sono contrario alla variante che doveva essere ancora più incisiva».
AMMINISTRAZIONE. «In questa fase siamo andati a normare un rapporto già formato cercando di dare priorità - ha concluso l'assessore all'urbanistica Giuseppe Zuccolo -. Con questa variante non solo abbiamo riqualificato un'area che ne aveva bisogno, ma siamo andati a tutelare interessi artistici ed architettonici, stiamo dando a Thiene una nuova piazza ed una nuova porzione di centro storico. Sul parcheggio interrato di via Div. Acqui il Comune si riserverà di decidere quando saranno state fatte tutte le valutazioni».

Schio.
In arrivo
250 posti auto

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Mauro Sartori



Schio. Gratuiti, controllati dalle telecamere e asfaltati: i 250 posti auto in centro storico che gli automobilisti attendono da tempo saranno presto pronti. Parte infatti oggi il cantiere che dovrà trasformare lo slargo sterrato di via Milano in un'area di sosta come si deve, l'unica priva di ticket a ridosso delle vie principali. Perchè una volta finito l'intervento, il vicino parcheggio dell'ex scalo merci diverrà a pagamento, come annunciato da qualche anno. Iniziano dunque i lavori per la sistemazione dell'area che mette a disposizione 250 posti per la sosta gratuita a pochi passi dalla stazione ferroviaria. L'intervento, che sarà pagato con i "risparmi" provenienti da alcuni progetti viari, avrà una durata di circa due mesi e comporterà delle riduzioni degli spazi di sosta per lasciare posto al cantiere.
Il progetto prevede la sistemazione dell'area sterrata, spesso inagibile per buche e pozzanghere, attraverso corsie asfaltate per il transito, e l'assestamento del fondo ghiaioso negli spazi di sosta che potranno contare anche sulla presenza di un sistema drenante per la pioggia, con caditoie e pozzetti. Per garantire la sicurezza agli utenti sarà inoltre realizzato un impianto di videosorveglianza grazie a fibre ottiche collegate con la rete esistente in viale Trento Trieste, Altro punto fondamentale riguarda la realizzazione di un adeguato impianto di illuminazione, con nuove lampade a maggiore resa e con minori consumi energetici. Per un migliore collegamento alla stazione dei treni è stato, infine, raggiunto l'accordo con Rete Ferroviaria Italiana per creare un accesso diretto dal parcheggio ai marciapiedi dei binari.«Il parcheggio di via Milano rappresenta un'area di sosta strategica per la sua vicinanza al centro e alla stazione - afferma l'assessore Roberto Dall'Aglio. - Dopo i lavori sarà più confortevole, illuminato e sicuro. L'obiettivo è di garantire la comodità della sosta e assieme di non sovraccaricare il centro di auto e traffico. Conclusa la sistemazione e lasciato il tempo agli scledensi di abituarsi al nuovo parcheggio, potremo poi introdurre, presumibilmente quest'estate, la sosta a pagamento nell'area dell'ex scalo merci dove comunque saranno in vigore tariffe molto basse».
La volontà è infatti di introdurre le stesse tariffe adottate da poco più di un anno al parcheggio interrato , con risultati soddisfacenti, visto l'incremento del 10% del numero di utenti: 1 euro per la sosta fino a 4 ore, 2 euro fino a 10 ore e 0,20 euro ogni ora successiva. All'ex scalo merci inoltre i primi 20 minuti di parcheggio saranno gratuiti.


Valdagno.
Scrutini,
7 insufficienti
su 10

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Veronica Molinari



Valdagno. Modelli di condotta, ma con troppe lacune. Sono 7 studenti su 10 a non farcela ed il primo quadrimestre nelle scuole superiori cittadine si è chiuso sotto una pioggia di insufficienze.
E anche sconfinando, si nota che la situazione non cambia. Comunque, non ci sono "bulli" da punire con il 5 in pagella, per il comportamento, come previsto nel provvedimento reso operativo dallo scorso anno scolastico dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini
STUDENTI. Dei 3.063 ragazzi iscritti agli istituti superiori, ben 2.215 dovranno recuperare almeno un voto negativo prima che si concluda l'anno scolastico: vale a dire il 72%.
MATERIE. In particolare, analizzando le materie più importanti, a dover stare chini sui libri per imparare a far di conto saranno 4 studenti su 10. Ma l'occhio del ministero della Pubblica istruzione, dopo l'invio dei dati da parte degli istituti superiori della vallata, cadrà anche su quel 23 per cento di ragazzi che si misura con scarsi risultati nelle lingue straniere. Un passo avanti, invece, per l'italiano: tra le materie, comuni a tutti gli istituti superiori, con più insufficienze la lingua di Dante è stata la meno massacrata: solo il 9 per cento degli studenti non ha raggiunto la sufficienza.
LICEI. Al polo liceale "G.G. Trissino" (indirizzi classico, scientifico e linguistico) su 672 scrutinati, 323 hanno riportato insufficienze e cioè il 48 per cento. A mietere più vittime sono state la matematica (165 insufficienze), il greco e latino (148) e le lingue straniere (123). All'artistico "Boccioni" si sale addirittura al 75 per cento di studenti con almeno un'insufficienza: su 179 ben 134 sono da segno rosso. Ed è proprio nelle materie artistiche che si sono registrate più lacune (137), seguite da quelle scientifiche (100) e dall'italiano (87).
ITIS. L'istituto tecnico industriale "V.E Marzotto", con i suoi 525 iscritti ha riportato 416 insufficienze, pari al 79 per cento. Ed è la matematica ad essere la bestia nera per i futuri periti (206), con poco scarto sull'inglese (193) e su fisica e laboratorio (118).
ITC. All'istituto tecnico commerciale "Luzzatti" il quadrimestre non si è concluso in bellezza per il 70 per cento degli studenti, ovvero per 195 su 276. A far paura sono state le discipline giuridico-economiche (153), la matematica (139) e le lingue straniere (136).
IPSIA. L'istituto professionale "Luzzatti" ha registrato il 78 per cento di insufficienze: 375 su 480. Il podio delle 3 materie con più voti negativi ha visto tutte a pari merito: italiano, matematica ed inglese (206).
ALBERGHIERO. L'"Artusi" di Recoaro Terme ha battuto tutti gli istituti superiori di valle con l'83 per cento di insufficienti. Sono stati 772 su 931, infatti, gli studenti che dovranno recuperare almeno una materia nei prossimi 3 mesi. Ai più è sconosciuta la matematica (443). Ma non sono mancate difficoltà per alimentazione (409) ed inglese (67).

Schio.
Costa-Righi,
presidio contro
la liquidazione

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Anna Lirusso



Schio. I dipendenti della ditta Costa-Righi Srl Unipersonale scelgono la linea dura e da mercoledì pomeriggio sono in presidio permanente davanti alla sede di via Caldonazzo 6 in seguito alla decisione della proprietà di mettere l'azienda in linquidazione volontaria.
I dipendenti sono in arretrato di tre mensilità più la tredicesima per un ammontare di 800 mila euro ma paradossalmente hanno ordini aperti per 1 milione e 200 mila euro.
«Il telefono continua a squillare per richieste di ricambi e abbiamo ordini per un ammontare superiore al milione di euro ma manca liquidità per poter affrontare il lavoro che ci è stato commissionato», spiega Romano Cavedon dell'Rsu, assieme ai sindacalisti Massimiliano Bianco (Fiom) e Stefano Chemello (Fim-Cisl).
L'azienda Costa-Righi si occupa della produzione di macchine, impianti e tecnologie per la lavorazione del legno e attualmente dà lavoro a 46 dipendenti. «Dall'aprile del 2009 - continua Cavedon - circa l'80% dei lavoratori è in cassa integrazione ordinaria ma il marchio Costa ha quasi un secolo di vita e crediamo nella sua continuità».
A.Costa Spa, al tempo con sede a Marano Vicentino e Zanè, fu infatti negli anni '60 un'azienda molto importante con quasi 200 lavoratori che successivamente fallì. Una cinquatina di loro furono riassorbiti nell'attuale A.Costa Righi Srl, oggi consociata al gruppo Ecotec AG, una società di engineering-holding a Monaco.
I dipendenti stanno attendendo l'arrivo nei prossimi giorni di uno dei soci di maggioranza dalla Germania per vedere il da farsi e soprattutto capire se ci sono spiragli di ottenere ulteriori crediti. La passività dell'azienda ammonta infatti a circa 1 milione e mezzo di euro.
«Auspico che si ritorni quanto prima ad una condizione di normalità, soprattutto per far fronte alle commesse in produzione - replica Eberhardt Volker, amministratore unico della Costa - Righi. - Ci siamo già attivati con la proprietà per cercare di risolvere a breve la situazione difficile che si è creata di recente. Confido nella sensibilità dei sindacati per far fronte comune all'azienda nel superare questo delicato momento di crisi internazionale».


Thiene.
Braccio
di ferro
sul centro

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Marialuisa Duso



Thiene. Ci sono molte cose che sottoscriverebbero entrambi. Prima fra tutte la necessità di avviare un tavolo di lavoro, per pianificare in maniera condivisa il futuro commerciale di Thiene. Ma c'è un aspetto su cui sono in totale disaccordo: quei 200 metri di corso Garibaldi che da qualche mese sono ufficialmente inaccessibili alle auto e che rischiano di diventare un terreno minato.
Lo conferma l'affollatissimo incontro promosso l'altra sera dall'Ascom. Doveva essere l'occasione offerta ai commercianti per fare il punto, insieme al sindaco Maria Rita Busetti e all'assessore alle attività produttive Giuseppe Zuccolo, sulla situazione del commercio in città e si è rivelato l'ennesimo braccio di ferro sulla pedonalizzazione.
In generale gli operatori chiedono al Comune concrete e immediate risposte per risolvere le questioni connesse alla vivibilità del centro storico. In particolare però nessuno sembra aver digerito la decisione di trasformare la nuova area ristrutturata in "ztl", dopo aver a lungo promesso un periodo di sperimentazione.
«Di fronte a un'assemblea che non a maggioranza ma in maniera compatta ha chiesto di provare a lasciare il centro aperto per un periodo di 6-8 mesi, soprattutto finchè ci saranno i lavori in via Trieste - commenta Cattelan - ho percepito una risposta di totale chiusura da parte dell'amministrazione. Questo rischia di creare una situazione abbastanza delicata, perchè qualcuno sta cavalcando il problema politicamente. E qui ne va del bene dei commercianti e dell'Associazione».
«Su tutto il resto siamo d'accordo - ribadisce Cattelan -. Salvo poter dare qualche indicazione ed essere ascoltati al momento di fare scelte strategiche. Il problema dei piccioni, le buche sulle strade, i marciapiedi da sistemare sono tutti relativi. Purtroppo ci stiamo arenando su un punto importante che rischia di diventare uno scoglio».
«Sia chiaro - conclude Cattelan -: nel fine settimana ci sta bene il centro chiuso. Ma non dobbiamo dimenticare che gli attori principali del centro storico sono i commercianti, tutti gli altri sono comparse, che ci sono solo il sabato. Dal momento che la mia assemblea chiede all'unanimità di provare a riaprire, non posso che farmi portavoce di tale richiesta. Dopo ci si può anche ricredere, ma bisogna darsi la possibilità di provare».
Il sindaco, da parte sua, salva ciò che di buono ha portato la serata, ossia la possibilità di ragionare insieme sulla pianificazione: «È importante sedersi attorno a un tavolo» afferma. Da questo a dire che su quel tratto di corso torneranno a passare le auto non è così immediato. A domanda diretta, al momento, la risposta del sindaco è un "Non lo so" che lascia aperte tutte le porte.


Autovelox, ricorsi avanti tutta

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Veronica Molinari



Valdagno. Il giudice di pace non conosce crisi. Anche se da gennaio il ricorso contro le multe è diventato a pagamento, come imposto dalla legge Finanziaria, i valdagnesi non rinunciano ad opporsi.
Insomma, di fronte alla possibilità di farla in barba ad autovelox e divieti di sosta, non si rinuncia al tentatuvo di far valere i propri diritti.
TASSA. Non spaventa il dover sborsare dai 38 ai 178 euro, per ogni ricorso, e si continua a varcare la soglia dell'ufficio di via 4 Novembre, dove presta l'attività il giudice di pace. E mentre la media nazionale (fonte Il Sole-24 Ore), parla di un calo dei ricorsi contro multe ed ingiunzioni di pagamento del 50 per cento, in città non si è assistito ad una significativa diminuzione. Il dato, infatti, si è assestato a quota -14 per cento.
RICORSI. Nella cancelleria, dello stabile in pieno centro storico, l'introduzione della tassa per opporsi alle sanzioni amministrative non ha dato respiro ai magistrati onorari, che nei primi 2 mesi dell'anno hanno visto presentarsi davanti a loro 12 contendenti, contro i 14 dello stesso periodo del 2010. Numeri che dimostrano una sostanziale "tenuta" dei valdagnesi, che si rivolgono al magistrato per opporsi alle multe.
PARAGONE. Una lettura giustificata anche guardando alle città prese in esame dalla classifica nazionale. Una disaffezione sicuramente superiore, infatti, si è registrata a Vicenza, dove il calo di affluenze in udienza ha sfiorato il 20 per cento. Senza considerare il capoluogo lombardo dove si è toccata quota -78,9 per cento.
SPESE. Valori che sono spiegati con il fatto che i ricorsisti, con l'introduzione della tassa dal primo gennaio devono pagare somme spesso pari alla multa che contestano. Senza contare le spese di copisteria e quelle per la benzina, ma soprattutto il giorno di permesso dal lavoro per presenziare all'udienza. Eppure i valdagnesi non rinunciano, anzi nei due mesi di riferimento, gennaio e febbraio con paragone 2009 e 2010, i ricorsi contro le sanzioni amministrative continuano a fare la parte del leone.
MULTE. Su 18 procedimenti ordinari, infatti, 14 riguardano multe ed ingiunzioni di pagamento, ovvero il 77% del totale. Solo poco più del 20%, dunque, si è rivolto al giudice per danni da incidenti stradali oppure ad esempio per recuperare crediti. In media, ogni anno nella cancelleria di via San Lorenzo vengono presentati oltre un centinaio di procedimenti ordinari e la percentuale più alta è sempre stata rappresentata dai ricorsi contro sanzioni amministrative.

Dueville.
Nuova viabilità,
Comune
contestato

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Marco Billo



Dueville. Cittadini in piazza, domenica scorsa, per dimostrare il proprio malcontento riguardo la viabilità modificata del centro.
Il "Comitato per Una Dueville Viva" ha raccolto in piazza Monza le firme di chiunque non fosse d'accordo con le novità stradali introdotte di recente.
«Questa raccolta firme è stata decisa dopo l'incontro di giovedì 25 febbraio con l'Amministrazione comunale che - dice il presidente del Comitato, Jessica Caneva-, oltre a non aver ascoltato le nostre richieste, ha anche sostenuto che gli abitanti del paese sono contenti della nuova viabilità. Il Comune ci impone un altro mese di prova e noi dimostriamo che Dueville non è favorevole a questo cambiamento».
A metà mattinata si contavano più di 500 firme. Numero che aumenterà, ne sono convinti i promotori, durante questa settimana con l'aggiunta di ulteriori sottoscrizioni. È un grande impegno che vede partecipi molti cittadini a cui questa novità non sembra essere piaciuta.
«Il traffico è aumentato, zone in cui prima non passavano auto, ora vedono un afflusso spropositato di vetture -continua Caneva- e le nuove piste ciclabili non si adattano a questa mole di movimento: infatti sono senza protezioni». Gli altri punti delle argomentazioni di "Una Dueville Viva" spaziano dall'inquinamento al maggior consumo di carburante, alla preoccupazione per i bambini e i ragazzi duevillesi, che ora devono frequentare strade molto più pericolose per tornare da scuola. Infine il Comitato sostiene che con la nuova modifica verrà tagliata fuori anche la piazza, cioè l'unico centro vivo di un paese "dormitorio" come Dueville. I commercianti di via IV Novembre o che hanno l'attività nelle vicinanze di piazza Monza, dicono di aver avuto un calo considerevole delle vendite e dei clienti.
«Abbiamo chiesto agli amministratori che senso abbia fare tutte queste modifiche e la loro risposta è stata che si attuano per dare un senso alla viabilità -conclude Caneva-. Allibiti da questa mancanza, a nostro parere, di motivazioni concrete, abbiamo deciso di attivarci per arrivare pronti all'incontro decisivo di fine marzo, che vede la scadenza del mese di prova. Lì si tireranno le somme».

Thiene.
Motociclista
"pazzo" semina
il panico

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Thiene. Per sfuggire ai vigili che lo inseguivano si è fatto mezza città contromano in moto, rischiando di provocare un disastro. Ma alla fine il protagonista della folle fuga è caduto rovinosamente a terra ed è stato acciuffato dagli agenti. Una volta fermato G.J., cittadino serbo, si è anche rifiutato di sottoporsi all'accertamento alcolimetrico. Si è poi scoperto che la moto era priva di assicurazione.
Non c'è da stupirsi dunque se il conto presentato dalla polizia locale è piuttosto salato: il centauro ha collezionato 13 violazioni amministrative e 2 penali, che corrispondono ad una multa di 2.600 euro, al sequestro della moto e alla decurtazione di 83 punti patente. Naturalmente c'è scappata pure la denuncia.
I fatti sono accaduti sabato, intorno alle 22. L'immigrato, in sella ad una Suzuki 650 si è lanciato in un sorpasso azzardato in pieno centro. Intercettato dagli agenti del consorzio Nordest Vicentino, ha preferito darsi alla fuga in direzione Zugliano mettendo in crisi la circolazione e la sicurezza sul tratto di strada che va dal municipio al comune confinante.
Ha percorso contromano viale Bassani per superare una colonna di auto e ha pure imboccato contromano le due rotatorie "Frau" e del Sole. Fortunatamente, vista l'ora, non erano molti gli automobilisti che hanno avuto la sventura di imbattersi nel motociclista impazzito. La folle fuga è terminata in territorio di Zugliano.
Il serbo, mentre si girava per vedere se aveva seminato i vigili, ha perso il controllo della moto ed è caduto. È stato dunque fermato e identificato, anche se con sè, a onor del vero, non aveva nemmeno i documenti personali.
Quando gli agenti gli hanno chiesto di sottoposti al test alcolimetrico l'uomo si è rifiutato ed è quindi stato denunciato. Poi sono venuti a galla tutti gli altri illeciti, compreso il fatto che la moto, intestata alla sorella, non era nemmeno assicurata. La Suzuki è stata dunque posta sotto sequestro, sia per il rifiuto all'alcoltest che per la mancata copertura assicurativa.D.D.

Schio.
Fondo
anticrisi
per tutti

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Mauro Sartori



Schio. Un sostegno per 100 aziende che intendono ricapitalizzare per investire. È stato siglato nei giorni scorsi l'accordo fra amministrazione comunale e Banca Alto Vicentino per un fondo di rotazione di 2 milioni e mezzo a favore dell'imprenditoria locale. Una ricetta contro la crisi che nasce da un bando comunale cui l'istituto di credito cooperativo scledense ha risposto positivamente. La banca mette a disposizione 2 milioni di euro, il Comune aggiunge di suo 500 mila euro che serviranno ad abbassare ulteriormente il tasso agevolato del finanziamento. Secondo le prime stime, sarà meno della metà della migliore delle ipotesi nella concessione di un prestito bancario. «Viviamo tempi difficili - ammette il sindaco Luigi Dalla Via. - Cerchiamo di attuare politiche di sostegno alle famiglie e alle imprese. L'operazione è mirata ad aumentare il capitale sociale delle piccole e medie aziende che così potranno anche incassare liquidità».
Del fondo potranno beneficiare imprese industriali, artigiane, del commercio e dei servizi. I prestiti andranno da un minimo di 10 mila ad un massimo di 50 mila euro per una sola volta nel quinquennio di validità dell'accordo. L'obiettivo è quello di aiutare almeno un centinaio di richiedenti la cui attività si svolge nel territorio comunale. L'assessore alle attività economiche, Daniela Rader, lancia un appello alle banche: «Nei giorni scorsi un imprenditore vicentino si è suicidato a causa delle difficoltà nel reperire liquidità. Sono gesti estremi che dovrebbero sensibilizzare la comunità ed anche il mondo del credito. Quando si finanzia un'azienda, si dovrebbero lasciar da parte valutazioni sterili sui numeri e guardare a chi investe e punta sull'innovazione».
«Noi siamo pronti e ben vengano collaborazioni di questo tipo con le istituzioni - afferma Domenico Drago, presidente della BAV. - La responsabilità sociale è nel nostro dna, anche a livello di gestione bancaria. Siamo i primi a voler rilanciare le capacità imprenditoriali del territorio». Concetto ribadito dal direttore della BAV, Roberto Rigato: «Con questo accordo riusciamo a sostenere aziende che altrimenti non avrebbero accesso al credito». La quota comunale consentirà di abbattere gli interessi sul mutuo o prestito che dovrà essere finalizzato esclusivamente all'incremento del capitale sociale. Se un tasso normale va dal 4 al 9%, quello agevolato garantito dal fondo di rotazione non supererà il 25. Inoltre il fondo base di 2 milioni e mezzo di euro potrà essere incrementato da ulteriori quote oltre che dalle rendite e dagli interessi maturati dalla gestione temporanea della liquidità. Il fondo avrà durata di 5 anni ma sarà sottoposto annualmente ad una verifica. La BAV firmerà nei prossimi giorni altri accordi "anti crisi" con le amministrazioni comunali di Malo e Caldogno.

Schio. Ufficio
inagibile
La Posta
nel container

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Silvia Dal Ceredo



Starebbe per finire la situazione precaria delle Poste Business in zona industriale, praticamente distrutte questo autunno da un incendio provocato da un tentativo di furto. Nel cuore della notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre, un gruppo di ladri dinamitardi aveva infatti tentato di far esplodere, senza successo, la cassaforte, provocando in compenso danni strutturali di notevole gravità.
Per consentire i lavori di ripristino dei locali, in questi mesi l'ufficio è stato ospitato prima alle poste centrali di via XX Settembre, ma da lunedì traslocherà di nuovo e troverà spazio in un container provvisorio posizionato davanti alla sede originaria in via Lago di Lugano.
Secondo le ricostruzioni delle forze dell'ordine, a provocare l'incendio era stato un ordigno composto da acetilene e ossigeno.
Forse a causa di una perdita, il gas anzichè produrre lo scoppio, che secondo i malviventi doveva far saltare la cassa, aveva invece sprigionato solo delle enormi fiammate che avevano invaso l'ufficio, distruggendolo, e lasciando invece inviolato il forziere.
I lavori di sistemazione saranno dunque sostanziali, visto che fuoco e fumo avevano devastato le strutture interne, mobilio e accessori, rovinato i muri e sgretolato le vetrate. Un danno notevole, un centinaio di migliaia di euro, che non aveva permesso di trarre alcun vantaggio nemmeno ai malviventi, costretti a fuggire a mani vuote.
Da questa settimana dunque coloro che lavorano nel settore delle imprese potranno tornare a servirsi dello sportello a loro riservato, anche se non ancora nella sua forma "originaria".
L'orario di apertura al pubblico sarà al mattino dalle 9.30 alle 13 e al pomeriggio dalle 14 alle 17, tutti i giorni da lunedì a venerdì. I due sportelli allestiti erogheranno ai clienti gli stessi servizi di sempre.
La riapertura ufficiale della sede vera e propria è prevista invece per questa estate. Ora infatti è in corso la fase di riprogettazione degli ambienti, a cui seguirà la gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori e infine la partenza concreta degli interventi di ripristino.
In tutti questi mesi ci sono stati disagi per le aziende, dato che l'ufficio postale centrale si trova in una posizione scomoda e lontana, con un intenso traffico da affrontare per raggiungerlo dalla zona industriale.
Trattandosi di una situazione d'emergenza, fanno sapere da Poste Italiane, non si poteva però fare altrimenti e qualche fastidio temporaneo era inevitabile.

Silvia Dal Ceredo

Thiene.
Condominio
fallito, 40
alloggi bloccati

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Alessia Zorzan



Thiene. È andato a vuoto il tentativo promosso dall'amministrazione comunale di dare un senso al "Residence La Corte" di via San Tommaso. Pronto all'uso, ma vuoto da oltre due anni dopo il fallimento della ditta costruttrice, il complesso residenziale fantasma, con una quarantina di appartamenti mai abitati, rimane dunque là, abbandonato.
Vista la situazione, il Comune sperava di poterlo destinare a complesso di appartamenti a canone sociale, con il coinvolgimento dell'Ater. L'azienda vicentina, però, dopo aver valutato la questione e le risorse disponibli, ha declinato l'offerta, essendo già impegnata in città con progetti da qualche milione di euro.
«Per cercare di sbloccare la situazione di stallo che si è creata a seguito del dichiarato fallimento della ditta "G.Z." - spiega l'assessore all'urbanistica Giuseppe Zuccolo - ho proposto formalmente all'Ater, all'inizio di gennaio, l'acquisto del fabbricato di via San Tommaso. Il vantaggio prospettato all'Ater era quello di poter acquisire un immobile a un prezzo particolarmente allettante. Anche la città, d'altra parte, ne avrebbe tratto beneficio, perché si sarebbero avuti subito a disposizione nuovi alloggi a fronte di una richiesta di case sempre crescente, che per l'ultimo bando è stata di oltre 280 domande. La valutazione finale spetta però ovviamente all'Ater».
L'azienda vicentina fa sapere di aver considerato il suggerimento, ma di essere già impegnata con altre iniziative. «Abbiamo valutato attentamente la segnalazione del Comune - spiega il presidente Marco Tolettini - ma non siamo interessati all'acquisto dell'immobile.
A Thiene siamo già presenti con altri progetti e purtroppo dobbiamo fare i conti con le risorse disponibili. La nostra attenzione per la città rimane comunque alta, ma concentrata sulle iniziative già presentate e concordate».
Svanita anche questa alternativa, la questione rimane dunque in mano ai privati, ricadendo nei meandri del diritto fallimentare. Quello che si vede al momento, passando in zona, è uno stabile praticamente pronto all'uso ma disabitato. Il residence è infatti completo in ogni sua parte, ma non ha mai ottenuto l'agibilità. Il problema sarebbe da ricercare nella mancanza di posti auto sufficienti rispetto al numero di appartamenti realizzati, a cui si è aggiunto il fallimento nel 2007 dell'impresa costruttrice.
Nonostante le difficoltà, quello che è stato definito il "condominio fantasma" per oltre un anno ha ospitato al suo interno alcune persone, che si erano trasferite in accordo con la ditta costruttrice. Unica garanzia, un tetto sopra la testa, perché per il resto si è trattato di una vita d'inferno, con le bombole del gas in terrazzo, senz'acqua e senza la possibilità di comunicare la residenza. Ora lo stabile, a prima vista, sembra essere davvero deserto, circondato da erbacce e con le serrande sempre abbassate.

Valdagno.
Moschea?
Non ai
Tommasoni

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Aristide Cariolato



Valdagno. Parola fine sulla vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso gli abitanti della contrada Tommasoni, al confine fra i comuni di Valdagno e Cornedo. Una situazione, legata al timore della nascita di una moschea, che ha fatto raccogliere 2 mila firme contro l'ipotesi di un nuovo cento di culto islamico. Sia il sindaco di Valdagno, Alberto Neri, che quello di Cornedo, Martino Montagna, hanno confermato che la contrada non possiede uno spazio adeguato ad ospitare un eventuale centro di culto islamico. La contrada insiste prevalentemente su Valdagno e il centro si troverebbe a pochi metri dalla chiesa consacrata, che per la parte valdagnese funge da luogo di aggregazione.
FEDE. Una presa di posizione, che non significa chiusura verso una richiesta espressa dalla comunità islamica di avere in vallata una sede dove trovarsi ed esprimere la propria fede. Infatti, il sindaco Montagna ha sempre tenuto il dialogo con i responsabili della comunità musulmana di Cornedo con lo scopo di trovare insieme un luogo adatto ad accogliere il centro.
ACCORDO. L'altro giorno è stata raggiunta l'intesa fra Bruno Vencato, titolare dell'immobiliare Febi srl, e Rahal Mohammed, rappresentante del Centro culturale Ennur di Cornedo. Oggetto, una proroga di tre mesi dell'atto notarile di compravendita del laboratorio artigianale, destinato al centro, con la mediazione del sindaco Montagna. «Il preliminare di vendita sottoscritto con il rappresentante del centro culturale di Cornedo riguarda un laboratorio corredato di licenza edilizia, che scadeva in questi giorni -ha detto Vencato-. Ho accettato la proroga, perché si sta cercando una soluzione che soddisfi entrambi». Intanto, è appeso alla palazzina un cartello che indica che l' edificio è in vendita.
SINDACI. «Stiamo lavorando -ha ribadito il sindaco di Cornedo-, per venire incontro alla richiesta e trovare un ambiente ed un nuovo luogo di preghiera per la comunità islamica. La proroga ci consentirà di trovare una soluzione». Il sindaco di Valdagno Alberto Neri è della stessa opinione e appoggia tutti gli sforzi di Montagna, tesi a trovare un luogo adatto. Alla delegazione di residenti di via Tommasoni (un centinaio in comitato), è stato ribadito che quello non è il luogo adatto ad un centro mussulmano.
I residenti nell'estate scorsa erano venuti a conoscenza che il titolare dell'immobile aveva sottoscritto un preliminare di vendita con il rappresentante dei musulmani del centro culturale di via S. Lazzaro a Cornedo, alla ricerca di uno spazio più ampio con ampio parcheggio.

Schio.
Il cd natalizio
crea polemiche
«Costa troppo»

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Schio. Polemica sul cd natalizio dei politici canterini. Questa volta non si discute sulla qualità canore dei protagonisti, ma le spese sostenute per la realizzazione del disco messo in vendita durante le festività con lo scopo di raccogliere soldi per il fondo di solidarietà "Schio c'è". Vendite che sono andate benino, ma sinora senza profitti. Nell'interpellanza della Lega, il primo firmatario Luigi Santi chiede lumi sui costi. E cioè 1.563 euro per l'incisione, 492 euro dei diritti d'autore e 3.744 euro per la realizzazione del master. «Trattandosi di opera benefica, si dovevano contenere al massimo i costi per poter ricavare la cifra più alta possibile da donare - afferma Santi. - Si poteva cercare ed ottenere un sostegno professionale gratuito anzichè affidare un incarico a pagamento ad uno stretto parente di un consigliere comunale, scelta che riteniamo eticamente scorretta».
L'incarico è stato affidato al musicista professionista Giovanni Panozzo, conosciuto ed apprezzato non solo in ambito locale, che è il marito di Paola Maso, esponente del Pd. Il particolare non è sfuggito ai leghisti, che pure hanno partecipato in massa all'incisione.
«Una spiacevole nota stonata nell'armonia di un progetto condiviso - è la replica dell'assessore, Pit Formento. - Abbiamo ridotto al minimo i costi cercando però di fare un prodotto di qualità. Gli incarichi sono stati affidati alla luce del sole ed erano pubblici. Sulla professionalità di chi ci ha guidato mettendoci cuore, passione e tempo non spreco nemmeno parole». M. SAR.

Malo. La Lac
ricorre al Tar
sul tiro
al piccione

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Malo. Stop al tiro ai piccioni, a Malo. Nell'ottobre scorso il sindaco, Antonio Antoniazzi, aveva emesso un'ordinanza in cui consentiva ai cacciatori di abbattere i piccioni presenti nel territorio comunale e ai cittadini di distruggere nidi e uova. Troppa sporcizia causata dalla presenza dei volatili, in particolare quelli che si annidano negli edifici sfitti o disabitati.
L'ordinanza non era sfuggita agli attivisti della Lac, Lega per l'abolizione della caccia, che hanno presentato un ricorso al Tar per chiederne la sospensione.
Il Tribunale amministrativo regionale non ha avuto bisogno di esprimersi perchè, nel frattempo, l'Amministrazione comunale ha deciso di fare marcia indietro, ritirando l'ordinanza in data 9 febbraio. Secondo gli uffici comunali, da ottobre sino alla scorsa settimana non c'è stata applicazione pratica di quanto disposto.
Ricorso improcedibile, sentenziano da Venezia, con quelli della Lac che, per il momento, sono soddisfatti. Anche se la battaglia è destinata a proseguire, visto che l'Amministrazione comunale non intende mollare sulla questione.
L'ordinanza è stata ritirata infatti solo per apportare un paio di modifiche ai punti che la componevano. Nella nuova versione, destinata ad essere rilasciata a breve, l'abbattimento dei piccioni non sarà più a discrezione delle "doppiette" ma dovrà essere concordato e programmato con le guardie venatorie provinciali.
«Solo nel centro storico si stima ci siano circa 1.500 piccioni, che si annidano nei tetti delle case disabitate diventando vere e proprie colonie che disturbano, sporcano, provocano problemi igienici - spiega il sindaco Antonio Antoniazzi -. Non abbiamo mai pensato di abbattere i piccioni in modo improprio, ma una riduzione del numero di questi animali nei prossimi mesi si rivela assolutamente necessaria per il benessere della comunità».M.SAR.

Tre sindaci
in campo.
Il tribunale
non si tocca

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Mauro Sartori



Schio. Il tribunale di Schio non si tocca. E a sostenerlo non sono solo gli scledensi ma anche valdagnesi e thienesi. Ecco servita l'integrazione dell'Altovicentino che, quando si tratta di tutelare i servizi essenziali, non si fa trovare impreparata all'appuntamento.
Un documento in forma congiunta, trasformato in ordine del giorno che impegna sindaci e giunte a dare battaglia in difesa della cosiddetta "sede staccata del tribunale di Vicenza" e destinato ad essere approvato dai consigli comunali di Schio, Valdagno e Thiene. Lunedì tocca a quello scledense. Il messaggio è chiaro: il tribunale deve rimanere dov'è. La revisione delle circoscrizioni giudiziarie adottata dal Consiglio Superiore della Magistratura prevede la soppressione delle sedi staccate, come appunto Schio, e la revisione dei tribunali con meno di 10 giudici. In Italia sono 88.
Le competenze di quello scledense rischiano di essere trasferite a Vicenza, dopo che è tramontata l'ipotesi di Bassano.
Eppure il tribunale di via Maraschin serve un bacino d'utenza di 225 mila abitanti e di oltre 8 mila imprese censite. «Faremo tutto quello che è nelle nostre competenze per difendere il tribunale: una battaglia legittima per garantire i diritti dei cittadini e delle tante imprese del territorio - sottolinea il sindaco Dalla Via - Servono tagli ai costi del sistema giudiziario? Facciamoli dove ci sono davvero degli sprechi». «Una realtà economica come quella dell'Altovicentino - aggiunge - il collega Valdagno Neri - non può rimanere senza tribunale. Il funzionamento dello Stato dipende da un reale decentramento di servizi: tagliare le risorse e accentrare le funzioni significa solo l'impoverimento dei territori, che sono il perno dello sviluppo del paese». «L'Amministrazione comunale thienese - osserva Maria Rita Busetti, sindaco di Thiene - condivide senz'altro le preoccupazioni di Schio e Valdagno: riteniamo indispensabile che la sede staccata del Tribunale resti a Schio a servizio di tutta l'area pedemontana vicentina».
Sintonia completa dunque, a difesa dell'ultimo presidio giudiziario del territorio, la cui soppressione comporterebbe disagi e disservizi notevoli, oltre a più costi e perdite di tempo.

Schio.
Ogni lunedì
il mercatino
a Km zero

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Mauro Sartori



Schio. Campagna Amica approda a Schio. Una quindicina di banchi al lunedì pomeriggio, a partire dall'8 marzo, festa delle donne. I prodotti agricoli a chilometro zero saranno a disposizione degli scledensi negli spazi privati dei vivai Drago di Giavenale.
COLDIRETTI. Dopo l'esperienza positiva di Malo, che va avanti ormai da un anno e mezzo al sabato mattina, la Coldiretti raddoppia puntando a Schio. E dopo toccherà a Bassano. I mercati contadini stanno prendendo sempre più piede per la soddisfazione, a quanto pare, di una clientela sempre più variegata.
I gazebo gialli di Campagna Amica prenderanno posto in uno slargo asfaltato di circa 200 metri quadrati messo a disposizione dei fratelli Drago, che 30 anni fa partirono proprio come produttori agricoli per poi diversificare l'attività nel florivivaismo. La tipologia di merce in vendita andrà dalla fr utta e verdura a marmellate e miele, dalla carne ed insaccati al pane, formaggi, dolci e vino. I prodotti saranno sia biologici che convenzionali.
OFFENSIVA. Sul mercato contadino a Schio si discute da tempo e l'apertura di quello maladense aveva già messo sul "chi va là" i commercianti, già alle prese con una situazione congiunturale non proprio favorevole. L'intenzione dichiarata dalla Coldiretti è di non andare a pestare i piedi a nessuno. Con l'amministrazione comunale ci sono stati comunque vari incontri, anche se la scelta logistica privata non li imponeva.
«I negozianti non devono temere - precisa Flavio Sartore, vicepresidente di Campagna Amica -. Le tipologie di prodotti in vendita sono limitate. A Malo i timori si sono rivelati infondati. Per noi è fondamentale far riscoprire le nostre aree agricole e questo spiega la scelta logistica, in una zona periferica e di campagna ma non lontana dalle arterie viabilistiche e facilmente raggiungibile».
Singolare anche la decisione in merito al giorno di apertura: «Abbiamo pensato al lunedì pomeriggio - afferma Domenico Rasia Dal Polo, responsabile del progetto Coldiretti - per favorire comunque chi lavora. Non siamo lontani dalla zona industriale scledense e rimarremo aperti fino alle 19».
INAUGURAZIONI. Importante era non sovrapporsi ai due mercati cittadini del mercoledì e sabato mattina. Il taglio del nastro è previsto per sabato 6 marzo in serata, alla presenza di numerose autorità. Due giorni dopo gli alimenti a chilometro zero saranno già disponibili per la clientela.

Thiene.
Città blindata,
furti -73%

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Dennis Dellai



Thiene è una città sicura. Parola di sindaco, Maria Rita Busetti, che ieri ha reso noto i dati sulla criminalità raccolti dalla prefettura. Calano vistosamente i furti, del 73 per cento, ma diminuiscono anche borseggi, furti di auto, frodi informatiche e reati legati alla tossicodipendenza.
«Non sono i frutti di una lotta estemporanea alla criminalità urbana - ha detto il sindaco - ma i risultati di un piano mirato dell'amministrazione comunale, che sul fronte della sicurezza ha voluto investire in risorse, mezzi e uomini».
La sicurezza in effetti ha il suo prezzo. «Nel 2009 questa voce di bilancio ha significato 1 milione e mezzo di euro messi dal Comune, che saranno mantenuti anche quest'anno - ha detto il comandante della polizia locale Giovanni Scarpellini. Il prezzo da pagare è anche quello di essere "spiati" da 94 telecamere alle quali se ne aggiungeranno altre 12 a breve, sparse in tutta la città.
Ma l'alternativa a questo "grasso" impiego di risorse sarebbe stata quella di sperare nella diminuzione spontanea dei malfattori o in un loro improvviso pentimento di massa. Roba da libro dei sogni.
Tornando ai dati, quello più significativo riguarda proprio la diminuzione dei furti in appartamento, se confrontati con i numeri del 2008. L'anno scorso sono stati 19 quelli denunciati, mentre l'anno precedente erano stati 71. In calo evidente anche i borseggi passati da 54 a 34, mentre le rapine erano 10 nel 2008 e sono state 9 l'anno scorso. Diminuzione sensibile per le frodi informatiche, che due anni fa erano state 69 mentre l'anno scorso quelle scovate sono state 24. I reati per spaccio passano invece da 14 a 11.
Unico dato in controtendenza è quello dei furti nei negozi, passato da 64 a 70. Ma c'è una spiegazione, secondo Scarpellini. «Molti di questi furti, per l'esattezza 12, sono stati messi a segno dalle stesse quattro nomadi, che sono state arrestate. Quindi il dato va letto tenendo in considerazione questo aspetto».
Nell'ambito della campagna a favore della sicurezza, promossa dal Comune, hanno raccolto ampi consensi i vigili di quartiere. Apprezzati dalle comunità periferiche, ma che godono del pieno appoggio della commissione sicurezza, altro organismo fondamentale per il funzionamento dei programmi di monitoraggio della città.
Le prove dei controlli sparsi risiedono anche nelle pedalate dei vari agenti: un poliziotto di quartiere arriva a macinare fino a 2mila chilometri in sei mesi. Le ore di servizio del poliziotto di zona sono state in totale 5920, nel 2009, in pratica un sesto della totalità dei servizi messi in atto dal comando Nordest vicentino.
Naturalmente, il controllo del territorio non è solo frutto del lavoro, seppur ottimo, della polizia locale.
«Non dobbiamo dimenticare i carabinieri e la guardia di finanza - ha detto il sindaco - che svolgono un'attività importantissima e con i quali i nostri vigili collaborano fattivamente. Con la Guardia di finanza abbiamo anche una convenzione, che ci lega, per i controlli fiscali di chi gode di particolari sostegni sociali. Fra non molto, inoltre, dovrebbe anche partire un progetto che coinvolge l'Arma, le Fiamme gialle e gli agenti del Consorzio, per arrivare ad un controllo del territorio coordinato».
La Busetti ha anche ricordato che il Consorzio di polizia locaole Nordest vicentino è stato più volte citato ad esempio dalla Regione, per le sue qualità, per l'efficienza e l'organizzazione, oltre che per dotazione di mezzi e uomini. «È un'istituzione della quale dobbiamo andare fieri».

Thiene
In un anno
"sparite"
137 persone

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Alessandra Dall’Igna



In un anno, svaniti nel nulla 137 cittadini thienesi: uomini, donne, anche intere famiglie sparite dalle loro abitazioni senza lasciare traccia di sé e del proprio passaggio.
È l'esercito degli "irreperibili", cittadini regolarmente residenti a Thiene che, ad un certo punto, decidono di abbandonare la città senza darne comunicazione e fornire informazioni sulla loro destinazione.
Nella maggior parte dei casi si tratta di immigrati extracomunitari, che dopo un periodo di permanenza a Thiene, scelgono di tornarsene nel loro paese d'origine o di trasferirsi in un altro comune o regione, non preoccupandosi di informare il Comune e seguire l'iter burocratico per il cambio indirizzo.
Di questi cittadini si viene a conoscenza solo quando un ente pubblico, per qualche motivo, ne denuncia la scomparsa al Comune: può essere la scuola preoccupata per l'assenza prolungata dei bambini, oppure l'Ulss che si vede respingere le proprie missive. Ma anche Carabinieri, Guardia di Finanza e, soprattutto, Polizia municipale, quest'ultima costantemente impegnata a segnalare agli uffici dell'anagrafe l'assenza prolungata e ingiustificata di un cittadino dalla propria abitazione.
«Quasi sempre si tratta di cittadini stranieri perchè hanno un modo diverso di vivere nella società - spiega Diego Vaccari, vice-istruttore del Consorzio di Polizia Nordest Vicentino e che si occupa prevalentemente dell'attività di controllo e accertamento delle residenze - per loro è normale spostarsi in continuazione, alla ricerca di un posto di lavoro, soprattutto in questo periodo di stagnazione economica, o, semplicemente, per ricongiungersi con un parente o un amico che vive altrove».
La segnalazione che da avvio agli accertamenti porta, generalmente nel giro di 12 mesi, alla cancellazione dei soggetti dal registro anagrafico.
«A questa tipologia di cancellazione anagrafica si perviene al termine di un procedimento con il quale si intende verificare l'esatta dimora abituale di un cittadino iscritto ma non più presente nella propria abitazione- spiegano gli uffici dell'anagrafe comunali. Dopo ripetute verifiche, che durano circa un anno proprio per evitare che si provveda ad una cancellazione poco scrupolosa, viene emanato un provvedimento di cancellazione per irreperibilità accertata».
Si tratta di una procedura lunga e costosa, che impegna dipendenti dell'anagrafe comunale e, soprattutto, agenti della polizia municipale, che dedicano molte ore di servizio proprio ai ripetuti controlli delle abitazioni degli "irreperibili". «Solo l'anno scorso - precisa Giovanni Scarpellini, comandante del Consorzio di Polizia Nordest Vicentino - nel comune di Thiene sono state 1.611 le ore che gli agenti hanno dedicato all'attività di controllo delle residenze e della verifica del domicilio di questi cittadini».
«Se a questo - aggiunge Scarpellini - si aggiunge il tempo speso dagli agenti a compilare l'elenco delle ospitalità, ovvero la lista dei cittadini stranieri temporaneamente ospiti nelle abitazioni thienesi, quasi un cinquantina al mese, con una punta di 150 solo nel settembre 2009, allora si può intuire con quanta costanza e puntualità monitoriamo l'immigrazione a Thiene».

Pedemontana.
Sindachesse
in protesta

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Dennis Dellai



Thiene. «O questi signori ci ascoltano oppure noi ci piazziamo in mezzo al cantiere e blocchiamo i lavori della Pedemontana».
La sindaca Maria Rita Busetti suona la carica, forte dell'appoggio di confindustria vicentina, contro il ventilato affidamento dei lavori per la nuova autostrada a ditte non locali. E minaccia di piazzarsi in mezzo alla costruenda arteria con tanto di fascia al collo, tanto per far capire che a protestare mica è una "chicchessia qualunque".
La seguirà anche l'omologa breganzese Silvia Covolo, perfettamente allineata nel condannare il ricorso ai foresti per gli appalti.
«Non rappresento solo la mia città, ma il pensiero di molti sindaci della zona - dice la Busetti -. Ho sentito dire, da voci ben informate e attendibili, che i lavori saranno affidati a imprese che non sono del posto. Guai se succedesse. In un momento come questo, con la crisi che stiamo vivendo, e gli operai a casa, voglio vedere se hanno il coraggio di far lavorare chi viene da fuori. Mi, anzi ci, opporremo a questa scelta in tutti i modi. Anche a costo di andare a bloccare i lavori».
Sulla stessa linea, come si diceva, la Covolo che da Breganze tuona: «Non possiamo subire il danno ambientale della Pedemontana e anche stare zitti di fronte al fatto che a realizzarla non saranno i nostri lavoratori. Ci era stato promesso pubblicamente che sarebbero state scelte imprese locali, quindi non siamo disposti ad accettare altre soluzioni. Non sarebbe giusto nei confronti delle nostre imprese, già danneggiate da una crisi che si è rivelata drammatica».
La Busetti rincara. «Non deve accadere quello che è successo con il Dal Molin, i cui lavori sono andati alle Coop e ad imprese da fuori. Voglio difendere a tutti i costi i nostri lavoratori e per nostri, sia chiaro, non intendo i vicentini. Prima di tutto si devono privilegiare gli artigiani e gli imprenditori locali, che hanno bisogno di lavorare. Poi, se in queste ditte sono impiegati serbi, bosniaci o marocchini non è assolutamente un problema, poichè anche loro, se regolari e inseriti, contribuiscono a far muovere la nostra economia. L'importante è che le imprese siano locali, al di là della nazionalità delle maestranze».
Si diceva della piena sintonia anche con l'Associazione industriali, che già ieri ha preso posizione in questo senso. «Ho parlato con il presidente thienese Renato Munaretto e condivido in pieno le preoccupazioni degli imprenditori - dice ancora il sindaco di Thiene -. Se hanno deciso di uscire sui giornali significa che sono davvero allarmati e che non sono solo voci infondate quelle che parlano di appalti dati a ditte esterne. Motivo in più per scendere in piazza e far muovere anche i sindaci. Qui non si tratta più di difendere il proprio campanile ma l'occupazione e la realtà economica locale».

Recoaro.
Piste da sci
posteggi pieni,
scoppia il caos

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Recoaro. Record di presenze a Recoaro Mille e primato anche di imprecazioni da parte degli automobilisti che, dopo essere arrivati a soli 500 metri dagli impianti di sci, erano obbligati a tornare indietro. Domenica scorsa è successo il finimondo. «Ci scusiamo per l'accaduto - esordisce Pietro Busato, presidente della cooperativa Conca d'oro - e ringrazio chi invece ha scelto di sciare sulle nostre piste, raggiungendo i 15 mila passaggi sulla seggiovia: un primato che ci gratifica per tanto impegno profuso».
Domenica sulle piste sono scesi circa 200 atleti del club Amici della montagna di Padova per una gara di slalom gigante. Per tutta la mattina sono arrivate auto, tanto da intasare i parcheggi e i lati della strada. Il servizio d'ordine non ha funzionato e anzi è come se fosse inesistente.
A quel punto è intervenuta la polizia locale, che ha obbligato gli utenti a fare inversione di marcia con evidente piena delusione di tanti che avevano scelto d trascorrere una giornata a Recoaro Mille. In più, la neve caduta due giorni prima non era stata rimossa completamente dai piazzali per la sosta. E a questo si è aggiunto il parcheggio selvaggio di chi era già arrivato.
«Ci dispiace dell'accaduto - aggiunge il sindaco, Franco Perlotto - e assicuro che teniamo ben presente il problema dei parcheggi, a Recoaro Mille. Stiamo creando le condizioni per asfaltare i grandi piazzali e non escludiamo l'ipotesi di istituire il pagamento».
Anche il vice sindaco e assessore al turismo, Franca Celli, s'è interessata per risolvere il problema, assieme alla polizia locale.L.C.

Alcol, ritirate
cento patenti

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Giancarlo Brunori



Valdagno. Costa caro guidare dopo aver bevuto qualche bicchierino in più. Lo sanno bene gli oltre 100 automobilisti, che ne 2009 si sono visti ritirare la patente e sequestrare il veicolo. Senza considerare l'aggiuntiva denuncia per guida in stato di ebbrezza. E c'è anche chi è finito in manette, dopo essersela presa con i carabinieri che l'avevano fermato per un controllo. È stato possibile calmare la sua furia solo con l'intervento di ben tre pattuglie, come è accaduto l'altra sera.
CONTROLLI. Le verifiche sono state consistenti su tutto il territorio della compagnia dei militari dell'Arma di Valdagno. Complessivamente, per contrastare il fenomeno della guida in stato di ebbrezza, nel corso dello scorso anno le pattuglie hanno effettuato circa 20 mila controlli a conducenti di auto, moto e camion.
IDENTIFICAZIONI. Le persone identificate dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e delle stazioni, che operano sotto il comando del capitano Giacomo Gandolfi, comandante di compagnia, sono state oltre 30 mila.
I controlli, pianificati o estemporanei, sono stati costanti in tutti i 12 mesi del 2009. Ma ovviamente sono continuati anche in queste prime settimane del 2010. Ed è stato proprio in questi giorni che i militri dell'Arma hanno fatto scattare le manette per un partenopeo, già noto alle forze dell'ordine.
ARRESTO. Una pattuglia della stazione di Montebello, comandata dal maresciallo Paolo Poiesi, ha arrestato Rosario Mosca, 40 anni, residente a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli. Fermato durante un normale controllo stradale in viale Stazione a Montebello, è stato riscontrato il suo evidente stato di ebbrezza. Non è riuscito nemmeno a sottoporsi al test con l'etilometro, visto lo stato in cui si trovava. Ha reagito in modo scomposto al controllo prendendosela con i militari, con una violenza tale che è stato necessario l'intervento di altre due pattuglie. Due carabinieri sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso: prognosi di 3 e 5 giorni.
ACCUSE. Mosca è stato arrestato con le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali, ubriachezza molesta e violenta, nonché guida in stato di ebbrezza alcolica. Gli è stata sequestrata l'auto, è stato denunciato e gli è anche stata ritirata la patente. L'arresto è stato convalidato e Mosca è stato accompagnato in carcere, in attesa di processo.
ETILOMETRO. Gli strumenti utilizzati per la rilevazione del tasso alcolemico sono quelli in dotazione dall'Arma, ma alcuni Comuni del territorio controllato dai militari della compagnia di Valdagno hanno già garantito la disponibilità di un ulteriore etilometro. È il caso dell'Amministrazione comunale di Arzignano, che ne ha uno pronto all'utilizzo durante i controlli delle forze dell'ordine: carabinieri, polizia locale, guardia di finanza. Un segno di collaborazione tra istituzioni, che contribuisce a garantire sicurezza.

Schio.
I nuovi lavori
anti-crisi

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Silvia Dal Ceredo



Schio. Tempo di crisi e l'ingegno umano si mette in moto, in un modo o nell'altro, per far fronte alle difficoltà. Nella marea crescente di disoccupati, cassaintegrati e precari, c'è chi affina il senso imprenditoriale proponendosi con lavori, servizi o prodotti insoliti ed innovativi, per farsi largo in settori privi o quasi di concorrenza e portare a casa l'agognata pagnotta mensile.
ROSARIO. L'imprenditore scledense Mario Casella della ditta "Samec", ad esempio, sta andano forte con il suo prodotto di punta: il rosario elettronico "Prex". Si tratta di un piccolo apparecchio, che guida e accompagna i fedeli nella recita delle preghiere e che può comodamente essere trasportato in caso di viaggi o spostamenti senza grossi problemi. «Abbiamo investito molto su quest'articolo - spiega Mario Casella - e confidiamo fermamente sul fatto, che diventi un prodotto di massa: è un marchio italiano al 100%, che sta diventando sempre più, anche all'estero, uno "strumento di compagnia"».
CANI. Alessandra Scatà, anche lei scledense, ha indirizzato la sua professionalità verso gli amici a quattro zampe, diventando una "massaggiatrice per cani". In collaborazione con la veterinaria padovana Chiara Tamiozzo, ha creato il primo corso italiano di "Dog massage" (massaggio per cani), che ha spopolato tra gli amanti degli animali, registrando il tutto esaurito e presenze da tutto il Paese. «Io lo facevo già da 15 anni, per passione - racconta Alessandra Scatà -. Non mi aspettavo un successo nazionale del genere. Per le prossime date abbiamo una lunga lista d'attesa, composta addirittura da 108 persone».
TOMBE. C'è poi chi ha pensato di puntare sul tempo: lo stile di vita contemporaneo non dà tregua ed è sempre meno le ore a disposizione per commissioni e adempimento di compiti vari tipo pagare bollette, andare in banca o fare la spesa è sempre meno. Ecco che appare, quindi, il "Servizio di pulizia e cura della tomba" della "Sem Multiservice" di Cogollo del Cengio, che offre a chi è carico di impegni un pacchetto completo per pulizia, innaffiatura, manutenzione, sostituzione e cura dei fiori, con personale qualificato.
CODE. Su qualche rivista locale sono apparsi poi annunci in cui qualche ingegnoso tuttofare si proponeva alle aziende per sollevarle da incombenze lunghe e fastidiose, in particolare il sostiursi nello stare in coda per ore tra banche, posta e altri uffici per effettuare pratiche varie.
ALCOL. Si sta diffondendo infine, in vari paesi dell'Alto Vicentino, un curioso ma utile servizio che può salvare la vita aiutando ad arginare il problema delle notti brave e del ritiro della patente legato all'abuso di alcol. Per non parlare delle stragi stradali del sabato notte. Il servizio è reso da autisti che, a chiamata, vanno a recuperare il cliente con tasso alcolico esagerato. Il "prelievo" è pattuito fuori da bar o discoteche e, a modico prezzo, viene garantito il trasporto in auto a casa, sano e salvo. Nessuna conseguenza dunque per patente e portafoglio.

Schio.
La Man Turbo
resta e ora
cerca un partner

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Mauro Sartori



Schio. La Man Turbo di Schio mantiene un ruolo strategico nell'assetto del grande gruppo tedesco Man.
Fumata bianca dall'incontro di ieri fra rsu, organizzazioni sindacali e vertice dell'azienda. Nessuna volontà di dismettere l'attività di produzione di turbocompressori a Schio, come si temeva qualche mese fa al giungere delle prime voci di riorganizzazione mondiale del gruppo.
STABILIMENTI. In molti stabilimenti europei della Man è in atto la cassaintegrazione e complessivamente sono previsti 500 esuberi. In sofferenza sono le produzioni in Danimarca ma quelle scledensi godono di buona salute e non rientrano nei piani di razionalizzazione. Alla Man Turbo ci sono ordini per tutto il 2010 e la piena autonomia, d'ora in avanti, nel procurarsi commesse.
Dal 2011 tuttavia servirà un partner forte. Di questo la Man è consapevole e alcune trattative sono state avviate e potrebbero essere in dirittura d'arrivo. Non si fanno nomi ma il socio di minoranza (il gruppo tedesco intende comunque conservare il 51% delle quote) potrebbe essere rappresentato da un forte azienda del territorio che può inserirsi nel settore.
Intanto ieri i vertici tedeschi giunti a Schio, rappresentati dal dirigente Stefan Stalman, accompagnato anche da una delegazione sindacale del gruppo che sta svolgendo il ruolo di garante nelle trattative, si sono confrontati con i lavoratori e con i sindacati locali.
«La vicenda sta avendo un'evoluzione positiva per la Man Turbo scledense, rispetto a quanto si temeva in autunno - conferma Maurizio Doppio della Fim Cisl. - A breve non ci sono rischi per l'azienda scledense ma qualche dubbio rimane per il futuro. Tutto dipende dal progetto industriale che il nuovo partner presenterà».
Un ruolo importante è stato svolto dall'amministrazione comunale, sollecitata ad intervenire a tutela dell'azienda scledense da un documento sottoscritto da lavoratori e sindacati. Il sindaco Luigi Dalla Via ha inviato, due settimane fa, una richiesta d'incontro al gruppo Man. Il confronto è avvenuto ieri pomeriggio in municipio.

Casinò a
Recoaro.
Manca il
5 stelle

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Luigi Centomo



Recoaro. Un casinò alle Terme come rimedio per le sorti del compendio e per il rilancio del centro turistico. È tra le previsioni dell'amministratore unico della società recoarese, Arrigo Abalti, secondo il quale la proposta del ministro al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, troverebbe terreno fertile in zona. Obiettivo del Governo, rilanciare l'offerta ricettiva di lusso nelle località turistiche italiane. Peccato, però, che ci sia un vincolo da non sottovalutare: i casinò poranno nascere solo in "alberghi di categoria 5 stelle", come riportato nella bozza del documento con passaggio in Consiglio dei ministri.
OSTACOLO. C'è anche un altro ostacolo da superare: il consenso, che non sarà facile reperire tra i banchi del consiglio comunale.
Il capogruppo di Alternativa democratica, Giuliano Ezzelini Storti, spara a zero: «Proposta allucinante, che trasforma in una bolgia infernale la "perla" di Recoaro. Si pensi al rilancio, piuttosto, e si ritiri subito questa ipotesi». Il capogruppo di Insieme per Recoaro, Massimo Pianalto anche lui all'opposizione, invita a intraprendere il progetto di rilancio «valorizzando ciò che esiste: questo è prioritario». Di contro, il sindaco Franco Perlotto, non si dichiara contrario e, seppur con prudenza, dice di «aderire alla proposta di Abalti».
BRAMBILLA. Il ministro al Turismo spinge per la liberalizzazione delle case da gioco "al fine di rilanciare la competitività dell'offerta turistica italiana" come si legge nell'articolo 10 del provvedimento.
CASE DA GIOCO. In Italia ci sono solo 4 casinò: Venezia, Sanremo, Campione d'Italia e Saint Vincent, ma secondo il ministro Brambilla il loro numero va allargato fino a 3 strutture per regione.
TERME. «Ben venga l'idea del ministro - afferma Abalti -. Recoaro Terme e il suo comprensorio sono collocazioni ideali per rimettere in moto l'economia turistica dell'intero bacino con la realizzazione di un casinò nel contesto delle Terme. In sintonia con l'Amministrazione comunale, il progetto se attuato riporterebbe nei grandi circuiti del turismo e della mondanità internazionale un'area che da troppo tempo vive una situazione di sofferenza».

Thiene.
La coop
rischia
il tracollo

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Alessia Zorzan



Thiene. L'effetto domino della crisi ha travolto anche la Cooperativa San Gaetano di Thiene che ora rischia il tracollo. Il sistema ha retto per oltre vent'anni, favorendo l'inserimento lavorativo di persone disabili, ma il drastico calo di ordini da parte delle aziende locali sta inceppando il meccanismo.
Se la struttura dovesse chiudere, a pagarne le conseguenze più amare sarebbero ovviamente gli ospiti della Cooperativa, circa una ventina, che rischierebbero di trovarsi sulla strada.
Vista la situazione, non dorme sonni tranquilli il presidente della cooperativa Luigi Rigon, che lancia un appello ad imprese e istituzioni, affinché sostengano il progetto.
«In questi ultimi mesi abbiamo registrato un calo delle commesse vicino al 40 per cento. Se va avanti così, rischiamo di dover lasciare a casa le persone con disagio occupate all'interno della struttura. Le conseguenze possono essere molto serie, alcuni dei nostri ragazzi non hanno più i genitori e si troverebbero in serie difficoltà. Purtroppo però la realtà è questa, il nostro bilancio è già in passivo e non riusciamo a far fronte a tutte le spese».
«Faccio appello alle aziende del territorio, affinché coinvolgano i nostri ragazzi nei processi produttivi, commissionandoci dei lavori. Ci appelliamo alle istutizioni, se non entrano risorse la cooperativa è destinata a chiudere, con ripercussioni sul sistema sociale. La nostra missione è quella di favorire la riabilitazione della persona attraverso il lavoro. Sappiamo che i tempi sono difficili, ma siamo convinti che questa esperienza non possa spegnersi così».
La cooperativa impiega una ventina di persone con disabilità psichica, con un'età compresa tra i 20 e i 55 anni. Non si stratta solo di thienesi, ma anche di persone provenienti da comuni limitrofi, spesso segnalate dall'Ulss 4. Nella loro giornata di lavoro sono seguite da personale specializzato e volontari. Per agevolare i casi più difficili, soprattutto le persone rimaste senza genitori, la Cooperativa si era impegnata anche nella realizzazione di una piccola casa di accoglienza, vicina ai laboratori. Anche questo progetto è stato ora congelato, dal momento che scarseggiano i soldi anche per l'ordinaria amministrazione.
La cooperativa in questi vent'anni si è specializzata nei settori dell'assemblaggio e delle meccanica. «La dotazione dei laboratori - conclude Rigon - ci consente di far fronte a commesse dalle più semplici alle più sofisticate, garantendo una qualità elevata».

Valdagno.
Sentieri,
200 km
sul Gps

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Veronica Molinari



Valdagno. In collina con il Gps. Più di 200 chilometri di sentieri percorribili con il navigatore satellitare. Questa è la sfida lanciata dall'assessorato allo sport agli appassionati di mountain bike, nordic walking e trekking.
COLLINA. I due versanti collinari che incorniciano la città sono in questi giorni sotto la lente di ingrandimento del neonato gruppo di lavoro presieduto dall'assessore allo sport, Alessandro Grainer. E la mappatura dei possibili circuiti è già iniziata, mettendo in luce «una risorsa enorme fino ad oggi poco valorizzata», come confermato dallo stesso Grainer.
ÉQUIPE. Sono una quindicina gli esperti al lavoro, appartenenti a società sportive valdagnesi, ma anche semplici appassionati. Il risultato sarà una cartina della colline cittadine costellata di simboli, come biciclette pedoni per identificare il tipo di percorribilità, o stelle per indicare la difficoltà dei sentieri. Per non dimenticare i punti di ristoro o di interesse paesaggistico o storico.
CONSULTAZIONE. La "vetrina" sarà prima di tutto il social network www.giscover.com. «L'idea è nata da un convegno universitario -ha spiegato l'assessore Grainer-. Il portale è consultabile dagli iscritti che caricano i percorsi da loro compiuti, condividendoli». Ora il progetto sta diventando realtà e «presto sarà consultabile sul sito Internet del Comune in una pagina speciale» conferma Grainer. I sentieri mappabili potrebbero essere infiniti. Infatti, «dopo aver raccolto tutto il materiale, si aprirà la seconda fase: la scelta di quali percorsi inserire nella mappa definitiva. Si dovrà tenere conto in primo luogo della sicurezza».
OBIETTIVO. Si punta ad attrarre curiosi da fuori provincia, sfruttando la risorsa naturale per un rilancio del turismo sportivo e non solo. In questa direzione sarà predisposto materiale promozionale dei sentieri più importanti ed interessanti. «L'aspetto più evidente del progetto è sicuramente quello turistico -ha concluso l'assessore allo sport-. Ma potrebbe essere anche un'occasione per creare posti di lavoro. Potranno essere coinvolti istruttori sportivi e guide naturalistiche. In un periodo di crisi economica tutte le carte devono essere giocate».
CELLULARI. I circuiti saranno consultabili non solo con la tecnologia Gps, ma anche attraverso i telefonini di ultima generazione.
Nel progetto sarà coinvolto anche l'assessorato al turismo, sia per la divulgazione che per il recupero delle contrade: trattorie e locali tipici collinari saranno indicati come punti di ristoro.

Thiene.
Rebus
cartelli stradali

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Alessia Zorzan



Thiene. Scarseggiano le indicazioni per il teatro comunale e l'Urban Center; abbondano invece i cartelli per polizia locale, carabinieri e ospedale. L'Ulss 4 si rivela la struttura più "originale", con addirittura quattro nomi diversi.
Fare il turista a Thiene potrebbe non essere sempre così semplice. Qualche esempio? Nonostante l'ottima rassegna teatrale, le indicazioni per il teatro comunale di via Monte Grappa sono una rarità. La struttura è indicata infatti solo in un'occasione, alla rotonda "al Cristo", tra via Vittorio Veneto, via Santa Maria dell'Olmo e via Colleoni. Chi arriva da Vicenza, ma anche da Zugliano, Sarcedo o Bassano, deve quindi affidarsi al buon senso, partendo dal presupposto che il teatro sia in centro.
Si può incontrare qualche difficoltà anche per metter piende all'Urban Center di via Roma. Fuori dalla stazione dei treni, in piazza Matteotti, c'è subito una freccia che lo indica in direzione del centro. Fin qui ci siamo, ma poi, cammina cammina, si rischia di superare la struttura se non si tengono d'occhio i nomi delle vie. Frecce che indicano l'Urban center sono posizionate anche all'uscita dell'autostrada, al semaforo tra via Granezza e via Monte Ortigara e alla rotonda tra via Marconi e via Valsugana. Sono però apparizioni solitarie, agli ingressi di Thiene, che non vengono riprese lungo il tragitto.
Difficoltà anche per raggiungere la nuova biclioteca civica cittadina, partendo dalla rotonda tra Viale Bassani e via Monte Grappa, arrivando da Zugliano, quindi da est. Alla rotatoria un cartello indica di imboccare via Bassani; alla rotonda successiva, con via Trieste, ne appare un altro che suggerisce di girare a destra, lungo via Trieste. All'altezza con via San Gaetano bisognerebbe girare a sinistra, ma la mancanza di nuove indicazioni induce a proseguire dritti, sbucando in centro. Il cartello successivo, una volta imboccato Corso Garibaldi, appare in Piazza Matteotti, fuori dalla stazione. Peccato che la biblioteca sia indicata nuovamente in direzione del centro, costringendoci a tornare indietro. Lascia un po' perplessi il cartello che spiega come raggiungere il Santuario lungo via Santa Maria Dell'Olmo, visto il complicato intreccio di linee.
Difficile perdere la bussola invece se si vogliono raggiungere la Polizia locale, indicata ancora come "vigili urbani", l'ospedale, i carabinieri e l'Ulss, visto che il territorio è tappezzato di indicazioni. La struttura sanitaria viene indicata però in quattro modi diversi: Ulss, Usl, Ussl e lungo via Valsugana Ulss.

Valdagno.
Cicche a terra,
scatta
la multa

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Luigi Cristina



Il sindaco Neri raddoppia, o meglio triplica. Pronta una nuova ordinanza sul rispetto del decoro urbano. C'è già il sì della Prefettura e si attende solo la firma del primo cittadino. Lunedì sarà presentato ufficialmente il provvedimento, che arriva a pochi giorni dall'ordinanza anti accattonaggio molesto entrata in vigore martedì.
[FIRMA]ORDINANZA. Con il nuovo provvedimento, dito puntato su mozziconi di sigarette, chewingum e cartacce completando. Si aggiunge a qullo varato nel settembre del 2008 con il provvedimento sul divieto di consumo di alcol su suolo pubblico.
La sanzione per chi non rispetta le regole andrà da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 ma verosimilmente sarà applicato il doppio del minimo cioè 50 euro.
REGOLE. Il sindaco Neri è categorico: «Sono stati installati in modo capillare nuovi posacenere e contenitori per le cartacce. Non sarà tollerata la maleducazione di chi non ha rispetto per il bene comune: a mali estremi, estremi rimedi. Bisogna punire chi si ostina a degradare la città. Mi capita di vedere cittadini a pochi metri dal posacenere lanciare la sigaretta oppure sputare il chewingum sul marmo bianco dell'arredo urbano: ora basta».
MAGLIO. Si completa in questo modo un quadro di interventi che «iniziano a dare i loro frutti». Il sindaco Neri vede un «sensibile miglioramento nelle condizioni di vivibilità di Maglio di Sotto, zona dove in passato non sono mancati episodi di degrado».
MENDICANTI. L'ordinanza sugli accattoni molesti prevede sanzioni di 150 euro. Il fenomeno si verifica soprattutto in centro storico nei giorni di mercato, nel parcheggio del cimitero in viale Regina Margherita, in quello dell'ospedale San Lorenzo o fuori dai supermercati. «L'ordinanza si applicherà con buon senso, pragmatismo e convinzione -spiega ancora il sindaco Neri- per colpire il fenomeno nelle sue forme più moleste».
ALCOL. Il primo provvedimento restrittivo risale a circa un anno e mezzo fa, quando fu vietato il consumo di alcol in spazi pubblici: «L'ordinanza ha avuto successo grazie anche a senso di responsabilità e collaborazione dei gestori dei locali».

Cinque comuni
d'accordo
sulla nuova
tenenza

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Giacomo Turbian



Dueville. Riparte l'iter per la costruzione a Dueville della nuova tenenza dei carabinieri. Come noto il progetto aveva subito uno stop inatteso dopo che il Comune di Costabissara, tra i firmatari del protocollo d'intesa, aveva fatto sapere di non poter garantire la propria quota parte di finanziamento, per motivi di bilancio. Un diniego che rischiava di far saltare l'intera operazione, fortemente voluta dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza allo scopo di creare un forte presidio di pubblica sicurezza a nord del capoluogo.
«La situazione si è sbloccata nei giorni scorsi - spiega con soddisfazione il sindaco di Dueville Giuseppe Bertinazzi - nel corso di un incontro avvenuto presso il comando dei carabinieri di Vicenza. Abbiamo scelto di stralciare dal progetto la realizzazione di una parte degli alloggi, ottenendo contestualmente dal Comune di Costabissara l'impegno a versare la propria quota proporzionale entro cinque anno».
Mediatore è stato il presidente del Consiglio Regionale Marino Finozzi.
«Ha svolto un ruolo decisivo - conferma Bertinazzi - cercando con caparbietà una soluzione non facile. Il suo intervento è stato senz'altro risolutivo in una fase di stallo che poteve mettere a rischio tutto il progetto».
La nuova tenenza dei carabinieri, per la quale il Comune di Dueville ha già individuato e acquistato il terreno in via della Repubblica, dovrebbe costare poco meno di cinque milioni di euro. La Regione ha già stanziato complessivamente un milione e 740mila euro, mentre Dueville spenderà circa 800mila euro cui vanno sommati il costo del terreno e della vecchia caserma dei carabinieri. Servirà un bacino complessivo che sfiora i 50mila abitanti residenti, oltre che a Dueville, nei comuni di Caldogno, Costabissara, Montecchio Precalcino e Monticello Conte Otto.
«Entro l'anno - precisa il sindaco di Dueville - contiamo di avere il progetto definitivo e di avviare l'appalto integrato. Abbiamo perso del tempo, ora è necessario ripartire con una certa celerità. Lo dobbiamo ai cittadini.
Questo presidio rappresenta un passo importante sul fronte della sicurezza preventiva, e consentirà di avere tra l'altro sul territorio la presenza costante di un mezzo per il pronto intervento».


Pedescala.
Sul ponte
un semaforo
per i bus

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Valdastico. Un semaforo azionato dagli autisti dei bus per poter passare in sicurezza sul nuovo ponte di Pedescala, ristrettosi dopo i lavori.
È soddisfatto l'assessore provinciale ai Trasporti Cristiano Sandonà e ne ha ben donde. Riuniti a palazzo Arnaldi il sindaco di Valdastico Alberto Toldo, il presidente di Vi.Abilità, l'onorevole Carlo Fongaro ed il presidente di Ftv Valter Baruchello (accompagnato dal direttore generale Francesco Gleria), gli sono bastate un paio di ore per ritrovarsi fra le mani una prima lista di interventi da mettere subito in atto. Nel mirino, come è noto, la difficoltà riscontrata da autobus e autoarticolati nell'impegnare il ponte di Pedescala, a causa del restringimento dell'imbocco dopo i lavori di messa in sicurezza.
«Da parte nostra – hanno riferito i vertici delle Ferrotramvie Vicentine – abbiamo già preso contatti con Aci ed Enel per installare appunto questo semaforo evitando pertanto l'incrocio con gli automezzi provenienti dalla parte opposta. L'impianto verrà realizzato in tempi strettissimi».
Intanto, a partire da lunedì, si renderà più fluida la circolazione con una modifica nel percorso: «I bus che vanno a Vicenza passeranno per S.Pietro, mentre quelli che procedono per Lastebasse transiteranno per Forni».
Nel ricordare che il progetto relativo alla messa in sicurezza del ponte di Pedescala risale al 1999, Carlo Fongaro ha annunciato uno studio di fattibilità per l'adeguamento della SP 350 in corrispondenza col ponte: «Va precisato che i lavori erano necessari vista la situazione in cui versava, non più adeguata all'aumentata mole di traffico».
Soddisfatto anche il Sindaco Toldo, il quale però, ha ribadito la richiesta di rimuovere quel cordolo ad oggi motivo principale del restringimento della carreggiata.

Valdagno.
Accattoni,
scattano
le multe

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Valdagno. Ci sono voluti sei mesi, da quando era stata annunciata. Ma alla fine, l'ordinanza voluta dal Comune è arrivata e con tutte le regole per limitare il fenomeno.
Accattonaggio molesto messo al bando, da ieri su tutto il territorio comunale.
Lo ha deciso il sindaco, Alberto Neri, che ha firmato un provvedimento per arginare una situazione che «da alcuni mesi ha visto un deciso incremento, con numerosi disagi per i cittadini».
E già si pensa ad allargare il giro di vite. Infatti è stata predisposta un'ulteriore ordinanza, sempre relativa al decoro urbano e alla vivibilità degli spazi pubblici, per punire l'abbandono di mozziconi di sigarette, chewing gum e cartacce e tutto ciò che possa sporcare la città.
«Questa seconda ordinanza completa così l'azione condotta per la salvaguardia degli spazi pubblici -commenta il sindaco Neri-, iniziata nel settembre 2008 con il provvedimento sul divieto di consumo di alcol negli spazi pubblici, che, grazie anche alla pronta applicazione da parte della polizia locale, ha già portato a risultati di rilievo. Attualmente questa seconda ordinanza è al vaglio della Prefettura».
Il provvedimento sull'accattonaggio molesto invece, che prevede una sanzioni di 150 euro, ha già ottenuto il visto della Prefettura e, dunque, è entrato in vigore a tutti gli effetti.
Il fenomeno, che si verifica soprattutto nel cuore cittadino nei giorni di mercato, è abitualmente constatabile anche nel parcheggio del cimitero in viale Regina Margherita e in quello dell'ospedale San Lorenzo.
«La situazione è ormai uscita decisamente dalla semplice richiesta di carità, per assumere una forma che non è possibile tollerare ulteriormente» come confermato in Comune.
«Siamo convinti - illustra meglio il sindaco Neri - che quest'ordinanza conferisca alle forze dell'ordine e alla polizia locale strumenti idonei per intervenire su un fenomeno che si maschera dietro una tradizione di compassione e carità, per mettere invece in atto degenerazioni moleste e organizzate non più tollerabili. Applicheremo l'ordinanza con buon senso, pragmatismo e convinzione, per colpire il fenomeno nelle sue forme più moleste. Anche questa ordinanza si inserisce in un'azione complessa, portata avanti con la collaborazione necessaria della polizia locale, per tutelare gli spazi pubblici e la loro piena fruibilità da parte dei cittadini che -conclude il sindaco Neri- devono sentirli sempre più come spazi della comunità».
Per poter punire i questuanti insistenti e che importunano solitamente i passanti era necessaria un'ordinanza sindacale, che ora è arrivata.
I controlli, dunque, diventano operativi già da oggi con particolare attenzione della polizia locale nei giorni di mercato. VE.MO.

Schio.
Facebook
conquista
la città

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Silvia Dal Ceredo



Schio. Facebook colonizza il territorio scledense. Tra "Petizione per spostare la linea dell'Equatore verso Schio", "Aiuta Giorgio Pizzolato, assessore mobilità" o "I pendolari dello Schio-Vicenza", sono circa 400 i gruppi fondati sul social network più famoso, che hanno a che fare con la città in maniera più o meno seria o ironica, senza contare le migliaia di profili personali.
La piattaforma multimediale, attraverso cui è possibile conoscere e farsi conoscere, pubblicare foto e video, chattare, mandarsi messaggi, giocare e molto altro, è diventata un indiscusso fenomeno mondiale e anche le piccole realtà come quella scledense apportano il loro contributo. Tra le centinaia presenti, c'è chi ha fondato un gruppo virtuale che si riconosce in una determinata idea, per sostenere un'associazione, per pubblicizzare qualcosa o semplice divertimento.
Tra le motivazioni politico-sociali, spiccano ad esempio "Proposta al sindaco di Schio per mezzi di trasporto sicuri per weekend" con 558 iscritti che mira a fornire ai giovani un trasporto sicuro che li accompagni in discoteca e locali vari e li riporti a casa; "No nomadi abusivi Schio" con 200 adesioni che come intento riporta solo "Guerra ai nemici della mia terra "; "Aiuta Giorgio Pizzolato, assessore mobilità" (64 membri) o "Viabilità di Schio fans club" (520) che con ironia mettono in discussione le più recenti scelte viabilistiche cittadine.
Altri per criticare alcuni servizi pubblici, come "I pendolari dello Schio-Vicenza" (362) che con toni rassegnati parlano delle poco brillanti prestazioni del trasporto ferroviario, o "Rivogliamo i canestri nel parco di via Mantova" con (117) sulla diatriba tra utenti dellla struttura e residenti limitrofi, ora in teoria risolta.
Si passa poi ai temi ambientali con "Boicottiamo Intimissimi a Schio" (37) che critica il negozio perchè tiene le porte aperte d'inverno e il riscaldamento "a palla", o alle note nostalgiche con "Quelli che ascoltavano Radio City" (121) che raccoglie le memorie dell'emittente chiusa da anni.
Largo ai giovani infine e al loro senso di appartenenza con "Noi, ragazzi di Schio e dintorni" (1348) rivolto a "tutti coloro i quali Schio rappresenta un punto fisso della loro vita".
Un panorama variegato che riflette gli umori cittadini, destinato ad ampliarsi sempre più, in base all'inventiva e alla motivazione degli scledensi.


Valdastico.
«L'accesso
al ponte si
può migliorare»

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Giovanni Matteo Filosofo



Valdastico. Il sindaco Alberto Toldo, dopo il restringimento del ponte di Pedescala, la lanciato una serie di accuse all'arch. Carlo Fongaro, presidente di Vi.abilità, di cui addirittura chiede le dimissioni. Accuse che l'interessato, però, rigetta, basandosi sui fatti. «Il ponte - afferma Fongaro - presentava, per la sua vetustà, un pericoloso degrado. In caso di un collasso strutturale, proprio il sindaco Toldo sarebbe stato il primo ad incolpare Vi.abilità ed a chiedere di dimettermi. Noi abbiamo ricevuto dalla Provincia l'incarico di metterlo in sicurezza e i lavori hanno rispettato le norme di tutela e antisismiche, mentre i progetti sono sempre stati trasmessi anche al comune di Valdastico».
A ponte riaperto, però, pullman e camion non riescono a passare, per la presenza dei cordoli laterali. «Il cordolo - spiega Fongaro - non è un marciapiede, ma un elemento strutturale in cemento armato, indispensabile per la stabilità, visto che quello spazio non può sopportare i carichi dei veicoli. Vero che prima i mezzi pesanti passavano, ma transitavano sfiorando i bordi del ponte.Lo facevano a loro rischio, dato che mettevano le ruote in una zona non idonea a sopportare carichi».
Ora però c'è il problema della transitabilità.Come si risolve? «Provincia e Vi.abilità troveranno gli accorgimenti per migliorarlo. Nel frattempo è doveroso riconoscere la professionalità dei tecnici che hanno lavorato a questo intervento la cui ottima qualità è stata confermata dal più che positivo collaudo statico. Vi.abilità e Ftv - conclude il presidente - sono in continuo contatto per individuare a breve la soluzione che consentirà ai mezzi pubblici di imboccare l'asse fluviale in sicurezza».
Sulla querelle c'è la presa di posizione di Cristiano Sandonà, assessore provinciale ai trasporti. «Le polemiche - dice - sono un modo poco intelligente per risolvere le questioni. Bisogna, invece, mettersi attorno ad un tavolo e confrontarsi. Fin d'ora io mi propongo come mediatore". Nella querelle si inserisce il Gruppo provinciale della Liga veneta, con una domanda in cui si chiede ai vertici della Provincia di aprire un'approfondita inchiesta su quanto avvenuto.

Recoaro.
Al via i giochi
studenteschi

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Luigi Centomo



Recoaro. Lo spettacolo della montagna innevata e la forza di attrazione delle Piccole Dolomiti hanno fatto da inimitabile cornice ai Giochi sportivi studenteschi, per la categoria delle scuole medie.
Il terreno di gara era stato predisposto dai tecnici della cooperativa Conca d'oro, rappresentata dal vice presidente Stefano Lora in qualità di direttore di pista.
Il tracciato di gara è stato approntato da Carlo Pianalto, direttore della Scuola di sci. Le condizioni rilevate al momento della partenza davano un verdetto ottimale: neve compatta, temperatura 2 gradi sotto lo zero, cielo sereno e temperatura a fine gara di zero gradi. Un quadro che può essere definito perfetto.
E così è stato apprezzato dai circa 350 concorrenti impegnati nell'affrontare le prove di sci alpino con slalom gigante, snowboard e sci di fondo. È stata una giornata di festa, come avviene quando ci sono i giovani. Si sono confrontati e hanno gareggiato con slancio.
A dare ufficialità è stato presente, fin dall'inizio della competizione, il presidente del Coni, Umberto Nicolai, che ha concluso la giornata con la premiazione, assieme all'assessore recoarese Damiano Piccoli.
Ed è stato proprio nel momento del tributo finale allo sforzo dei concorrenti, che si è potuta apprezzare la spontaneità e l'esuberanza dei ragazzi che hanno tifato per i compagni premiati.
In queste circostanze ci sono delle figure fondamentali per la buona riuscita della manifestazione, a cominciare dai volontari che svolgono tutti i compiti di approntamento dei tracciati di cara. Giudice arbitro è stato Silvano Panozzo, presidente provinciale della Fisi, mentre Umberto Nicolai ha svolto il compito di direttore di gara; direttore di pista Stefano Lora; giudice di partenza, Roberto Caccaro, mentre Paolo Lora era impegnato all'arrivo.
Festa grande anche perché questi giovani atleti hanno trascinato nella loro avventura insegnanti e, soprattutto, tante famiglie. Infatti ai bordi della pista fioriva il tifo più entusiastico. Mentre la conca di Pizzegoro era animata dal fermento delle gare, la seggiovia che sale a Monte Falcone ha lavorato a pieno ritmo e altrettanto per quella biposto del Tunche.
Il tracciato per lo sci di fondo è stato pienamente agibile in ogni sua variante, fatto salvo l'anello delle Casare Asnicar, riservato per un paio d'ore per la gara prevista nel programma dei campionati studenteschi.
Oggi nuova tornata di gare: si replica con i giovani delle scuole superiori.

Valdastico.
Ponte "stretto"
pullman
in difficoltà

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Valdastico. Da domenica, dopo 7 mesi di quarantena, il ponte di Pedescala è stato riaperto, anche se sono emersi gravi problemi di viabilità che sembrano essersi acuiti proprio in seguito ai lavori di potenziamento e restauro che hanno interessato la vecchia struttura, ora in grado di sopportare carichi pesanti, ma non di facile accesso per certi veicoli.
La conferma ieri mattina quando è arrivato un pullman delle Ftv lungo 12 metri.
Ebbene, le prove effettuate hanno dato un esito sconfortante: per immettersi nel ponte dall'ex statale 350, provenendo da Arsiero, l'autista ha dovuto invadere per intero la corsia opposta, finendo quindi in contromano, a nemmeno 70 metri da una curva da dove i veicoli che scendono la valle sbucano a velocità sostenuta.
A seguire le manovre del mezzo c'era l'assessore Dario Moro, chiaramente contrariato per opere che ora hanno ristretto la carreggiata di almeno un metro, senza inoltre che si sia pensato di ampliare l'invito all'asse fluviale, almeno spostando le spallette d'accesso.
Il verbale steso dagli operatori delle Ftv è stato negativo.
Sulla questione Carlo Fongaro, presidente di Vi.Abilità osserva: «In sede di esecuzione dei lavori c'era stato un sopralluogo con i rappresentanti delle Ftv. Abbiamo fatto notare che prima della posa delle due travi-marciapiede, i pullman sfioravano la struttura del ponte, mettendone a serio rischio la tutela, in quanto le ruote passavano su parti non supportate da armature. Inoltre, anche prima i pullman per l'innesto invadevano la corsia opposta. È un problema irrisolvibile. Non possiamo assumerci responsabilità di far collassare una struttura solidale, per allargare la carreggiata». G.M.F.

Cornedo.
Ripristinato
il sentiero
in degrado

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Cornedo. Il sentiero-natura delle "Poscole" è in stato di abbandono. È stato realizzato una quindicina di anni fa su iniziativa del Wwf Valle dell'Agno, recepita dal comune di Cornedo allo scopo di fare una bella passeggiata in un ambiente di grande valore educativo e culturale, dove vivono specie rare, come il tritone crestato.
È un breve percorso a ferro di cavallo, che si snoda lungo l'area del torrente Poscola. Parte e ritorna sulla strada provinciale Priabonese. Nonostante in questi anni sia sorta accanto la zona industriale di Castelgomberto, che ha trasformato una buona parte del paesaggio rurale, in una fredda e grigia superficie cementizia, il sentiero mantiene ancora le peculiarità di rilevante interesse. E ancora oggi sono numerosi gli escursionisti che lo percorrono. Lungo il tracciato però si imbattono nella tabellonistica con le informazioni deteriorata dal tempo e dall'intemperie, i supporti in legno caduti e logorati. La situazione di degrado non è sfuggita al sindaco Martino Montagna, che ha assicurato un intervento di risanamento e di rifacimento, con il recupero proprio dei tabelloni didattici. A.C.

Valdastico.
Pedescala
riapre
il ponte

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Domani riapre il ponte di Pedescala. Nella giornata di ieri sono stati effettuati i collaudi dei lavori di manutenzione. L'intervento, programmato dalla Provincia a causa del progressivo degrado dell'opera, ha subito dei rallentamenti che hanno provocato disagi alla popolazione residente.
I lavori, avviati il 13 luglio per un importo iniziale di 261 mila euro, poi lievitato a 287 mila euro, prevedevano la consegna a novembre, slittata poi a metà gennaio. L'intervento si è rivelato complesso ed ha previsto l'impiego di tecnologie specialistiche quali rinforzi della struttura con fibre di carbonio e ricostruzioni di elementi con ancoranti chimici.
Il progetto iniziale è stato modificato con la demolizione di una maggiore superficie di calcestruzzo ed inoltre si è deciso di sostituire gli esistenti appoggi in acciaio del ponte con dei più funzionali apparecchi in acciaio e teflon.
«Con questi lavori abbiamo riqualificato il ponte di Pedescala portandolo in seconda categoria e quindi senza limiti di portata - precisa Carlo Fongaro, presidente di Vi. Abilità - a parte ovviamente i trasporti eccezionali». M. SAR.

Schio. Traffico
di uccelli vivi,
chiesti 28 anni
di carcere 

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Ivano Tolettini



Schio. Il traffico illecito di anelli e uccelli da richiamo vivi al roccolo Rossi al Tretto all'inizio degli anni Duemila è pacifico per il pm Severi. A sei anni dall'inchiesta "prigionieri alati" della Forestale chiede al tribunale presieduto da Maurizio Gianesini (giudici Eleonora Babudri e Dario Morsiani) la condanna degli 8 imputati a pene variabili tra 4 anni 9 mesi di reclusione per il poliziotto Maurizio Marsilio, accusato anche di peculato, e 1 anno di reclusione per il cacciatore Giampietro Gaspari, passando per i 2 anni e rotti per i presunti complici della ricettazione. Fino a 3 anni la cella è condonata.
ACCUSE. In due ore il magistrato ricostruisce la vicenda che ha tenuto banco tra i cacciatori dell'Alto Vicentino per la gestione illecita del roccolo autorizzato dalla Provincia per catturare gli uccelli che in teoria erano venduti a 13 euro. A fianco delle catture regolari, però, Marsilio, 45 anni, di Schio, assieme all'amico e socio Renato Trentin (ha patteggiato 22 mesi nel 2007), avrebbe gestito la vendita di uccelli della Provincia a cacciatori che alimentavano l'ingente traffico. Gli esemplari rivenduti illegalmente costavano 30-40 euro. Un giro da migliaia di euro l'anno vista la richiesta. Il pm ha parlato di Marsilio, difeso dagli avv. Lucio Zarantonello e Sara Motta, come del "deus ex machina" del traffico.
AGENDA. A suffragare le accuse le intercettazioni telefoniche e un'agenda di Marsilio pervenuta alla Forestale che diede il via alle indagini. Il pm ha ricordato che dalla perquisizione a casa Marsilio, per la quale fu arrestato per detenzione di armi, saltarono fuori le agende dal '95 in poi tenute allo stesso modo di quella spedita agli inquirenti; poi 700 anellini che sarebbero serviti per nascondere la vendita di uccelli; i documenti delle cessioni; le pinzette usate per gli anelli e sostanze medicinali per gli uccelli. Numerose le accuse già prescritte, ha ricordato il pm, essendo trascorsi otto anni. E anche in caso di condanna Marsilio, che proclama la propria innocenza, entro breve sarà prosciolto grazie alla scure del tempo. Il pm ha esibito una ventina di intercettazioni (eccetto che a carico di Gaspari) contro gli imputati che gettano una luce negativa su di loro. La difesa di Marsilio sostiene che quelle contenute nelle agende erano catture abusive esterne al roccolo, ma il pm ha osservato che l'imputato è ricorso alla versione di comodo dopo che il bracconaggio è caduto in prescrizione.
RICHIESTE. Il pm Severi ha chiesto 2 anni 3 mesi di reclusione per Rutilio Benincà, 36 anni, di Santorso (avv. Nicola Mele); 2 anni 6 mesi per Giovanni Caneppele, 67 anni, di Lavarone; 2 anni 2 mesi per Emanuele De Tomasi, 46 anni, di Malo; 2 anni 8 mesi per Marcello Marchioro, 48 anni, di Schio (avv. Deborah Squarzon); 2 anni 3 mesi per Nevio Della Croce, 50 anni, di Schio (avv. Ezzelino Marangoni); 2 anni 2 mesi per Nazareno Rigon, 59 anni, di Thiene e 1 anno con la condizionale per Giampietro Gaspari, 41 anni, di Isola (avv. Paola Regazzo). Il 22 aprile parleranno gli avv. Roberto Rigoni Stern e Massimo Rizzato per le associazioni Lipu e Lac, costituite parte civili, quindi i difensori. Nel pomeriggio il verdetto.

Schio. Vandali
nel sottopasso
«Brutto
e pericoloso»

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Anna Lirusso



Schio. Telecamere oscurate e puntate contro il muro, imbrattamenti, sporcizia e poca illuminazione. Questa è la situazione del sottopasso Esperanto che dovrebbe rappresentare un'utile alternativa al passaggio pedonale della trafficata via XXIX Aprile, ma che versa in pessime condizioni. Anche in pieno giorno la piccola galleria è buia, imbrattata ovunque di scritte e murales dallo scarso valore artistico.
«Un giorno ho bloccato un ragazzo mentre stava dando il suo contributo sui muri del sottopasso e gli ho fatto ripulire ciò che aveva scritto - spiega l'ex campione olimpionico Paolo Dal Soglio che gestisce un centro sportivo di fronte all'uscita del sottopasso - Quando piove all'interno della galleria si formano delle grandi pozzanghere che contribuiscono a disincentivarne l'utilizzo. Ci dovrebbero essere telecamere più potenti e illuminazione tutto il giorno».
Il sottopasso per questioni di sicurezza viene chiuso in tarda serata e riaperto alla mattino, ma la manutenzione è scarsa. È usato, in particolare, dagli studenti o da chi parcheggia fuori dalla città e vuole raggiungere a piedi il centro senza perdere tempo al semaforo pedonale di via XXIX Aprile.
«Dopo l'apertura del parco giochi - spiega Cristian Ceschi, titolare dell'agenzia Ceschi Viaggi, poco distante dal sottopasso - la situazione qui al centro direzionale "Le Fontane" è cambiata: abbiamo subito parecchi imbrattamenti, anche se di fatto non ci sono stati problemi di disordine pubblico. Il sottopasso dovrebbe essere tenuto in uno stato più decoroso».
L'area in cui sorge il sottopasso è privata, ma ad uso pubblico e questo genera qualche rimpallo e rallentamento nelle procedure di manutenzione.
«È un passaggio privato ad uso pubblico - spiega l'assessore Roberto Dall'Aglio - e come tale le operazioni di pulizia e manutenzione spettano ai privati. Detto questo, il Comune non si tira indietro e offre la massima disponibilità a collaborare. Stiamo già cercando delle soluzioni perché il degrado di alcuni punti di quest'area è evidente». In realtà ci sarebbe bisogno, di un intervento che vada oltre il semplice ripristino. «Valuteremo con privati e Consiglio di Quartiere - continua l'assessore -. Da parte nostra garantiamo la massima collaborazione e il massimo impegno anche sul versante della vigilanza, come già dimostrato quando gli agenti della polizia locale hanno bloccato dei vandali in azione».


Valdagno.
Il Piano casa
è un flop

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Veronica Molinari



Valdagno. A 5 mesi dall'entrata in vigore della legge regionale sulle agevolazioni in edilizia, applicata anche in città e che avrebbe dovuto garantire una boccata d'ossigeno all'economia e allo sviluppo industriale e di privati, sono una manciata le domande pervenute allo sportello urbanistico del Comune. Quello che doveva essere lo strumento per il rilancio dell'edilizia e dell'economia, dunque, stenta a decollare.
NUMERI. Solo 7 dichiarazioni di inizio attività e solo 4 i permessi a costruire. Insomma, pochissimi gli ampliamenti che, tra l'altro, non riguardano la zona industriale. Dallo sportello del settore urbanistica del Comune fanno sapere, infatti, che le richieste spaziano da sud a nord della città, passando per il centro. Ma nessuna interessa capannoni o stabilimenti produttivi.
OPPORTUNITÀ. E pensare che, già all'epoca dell'approvazione, il Piano casa era stato visto come un'opportunità per il territorio valdagnese con un giro d'affari a 6 zeri, con investimenti stimati dal Comune in 155 milioni di euro se solo il 35% dei proprietari di prima casa avessero approfittato della legge regionale. E questo, perché, il Piano casa avrebbe dato la possibilità di «risolvere il problema della mancanza di spazi», avevano spiegato tecnici e amministratori comunali. Si consente, infatti, di portare la copertura dei lotti industriali dal 60 per cento, previsto dal Piano regolatore generale, al 75 per cento. Una notevole opportunità per un territorio che morfologicamente non si presta alla realizzazione di ampliamenti importanti. Invece, per il momento la possibilità è stata snobbata dai valdagnesi.
RICHIESTE. A comparire nell'elenco delle richieste sono soprattutto le contrade, o comunque le aree periferiche: contrade Osti, Novella, Cracchi, Piana, Castello, Barbarana, Santi e Cornetto solo per fare degli esempi. Ma anche le aree centrali, come le vie Galvani e S. Rocco.
DURATA. La finestra aperta dalla normativa regionale e approvata la scorsa estate ha una durata di 2 anni. Il bilancio iniziale non è però dei più rosei.
Nonostante, infatti, i valdagnesi possano ampliare a condizioni favorevoli fino al 30 per cento scegliendo la bioedilizia, o fino al 40 per cento demolendo e ricostruendo, l'opportunità non è fino ad ora stata colta. La legge regionale, approvata all'unanimità dal Consiglio comunale, premia con l'esenzione dagli oneri di costruzione chi rispetta l'ambiente, con facilitazioni previste anche per le zone agricole prima maggiormente vincolate.

Schio.
Viale Industria
a doppie corsie
Addio maxi-code

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Dopo la recente apertura della Strada Parco, a risollevare le sorti della viabilità scledense contribuirà anche il raddoppio delle corsie in ingresso da ambedue i lati nella rotatoria in via dell'Industria, davanti al Palacampagnola.
L'intervento, già programmato dal Comune, dovrebbe servire a ridurre le lunghe code che si creano soprattutto nelle ore di punta, dalle 7.30 alle 8.30 e dalle 17.30 alle 18.30 con grade disagio degli automobilisti.
È stato effettuato attraverso la realizzazione della segnaletica orizzontale di completamento, apportando migliorie al funzionamento della rotonda e consentendo una maggiore fluidificazione del traffico.
Come indicato dalla nuova segnaletica a terra, ora chi proviene dalla zona industriale ha a disposizione la corsia di destra per svoltare sulla Strada Parco e la corsia di sinistra per proseguire in via dell'Industria; per chi, invece, viaggia in senso contrario la corsia di destra serve per girare a destra su via dello Sport e per andare in zona industriale, mentre con la corsia di sinistra si imbocca la Strada Parco.
Come fase sperimentale, nei prossimi tre mesi il Comune effettuerà rilievi sui flussi di traffico ed indagini fonometriche sulla nuova bretella e limitrofi che consentiranno di valutare quelle eventuali modifiche da apportare sulle viabilità secondaria. S.D.C.

Thiene. Altri
due distributori
di latte fresco
in città

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Marita Dalla Via



Thiene. Arriveranno altri due nuovi distributori automatici di latte fresco a Thiene. Gli agricoltori potranno fare domanda in Comune per poter aggiudicarsi due nuove postazioni dove potranno vendere il latte delle proprie mucche direttamente dal produttore al consumatore. In città attualmente sono due i distributori di latte fresco: uno al parcheggio del Bosco, il primo ad essere stato installato più di un anno fa, e l'altro più recente e a Lampertico, nella zona delle Ca' Beregane. In questi giorni è stato definito il bando per poter installare due distributori nel quartiere dei Cappuccini, uno in via Montanara ed uno nell'area delle Vianelle, tra via Rostone e via Trentino.
«Certo, non è mettendo i distributori di latte crudo che si risolvono i problemi degli allevatori, alle prese con una crisi che non conosce precedenti, però se il Ccomune sente questa esigenza, di venire incontro ai propri residenti e dare un servizio in più vicino casa, ben venga - è il commento del presidente della zona della Coldiretti Raffaele Fioraso -. Dopo il grande successo dei distributori automatici avuto nei primi mesi dall'installazione, adesso siamo in un momento di stasi e si è dovuto anche abbassare il prezzo per poter reggere i costi di questo servizio».
Che ha comunque i suoi vantaggi: si può trovare il latte a tutte le ore e costa 70, a volte anche 60 centesimi al litro, quando in negozio si trova a un euro e anche più.
Per poter prendere possesso dei due nuovi distributori del latte, gli agricoltori potranno presentare l'apposita richiesta in Comune entro le 12.30 il 29 gennaio prossimo.
La convenzione sarà valida per tre anni e il titolare dell'azienda agricola di produzione che intende richiedere l'assegnazione della concessione deve dichiarare di possedere alcuni requisiti, come essere imprenditore agricolo dedito all'attività di allevamento e produzione di latte vaccino crudo in regola con le normative vigenti; dovrà garantire che il latte deriverà unicamente e direttamente dalla propria azienda di produzione.
Fra tutte le domande pervenute sarà stilata una graduatoria e verrà dato un punteggio in base ad alcuni criteri; punteggio maggiore sarà dato alle aziende agricole che hanno sede a Thiene, se sono di tipo biologico, se il latte crudo prodotto è di alta qualità o anche se il titolare è una donna o ha meno di 40 anni.

Thiene.
Piloti al Ferrarin
Alla rassegna
10 mila visitatori

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Silvia Dal Maso



Thiene. La mostra sui piloti dell'Aviazione nazionale repubblicana che hanno utilizzato l'aeroporto thienese Arturo Ferrarin dopo l'8 settembre 1943, ha riscosso in città un successo inaspettato. «Rimasta aperta all'aeroporto Ferrarin per 5 mesi ha chiuso i battenti registrando un bilancio più che positivo: ben 2 mila firme - racconta l'organizzatore Roberto Mantiero - ma se si tiene conto che in media firmava solo una persona su 5, si capisce come i vistatori siano stati quasi 10 mila, tra cui molti bambini e ragazzi affascinati dall'esposizione dei modellini di aerei che hanno combattuto nelle seconda guerra mondiale».
Per merito di questa mostra, a Thiene è nata l'Associazione ricercatori storico aeronautica "Dogfight" che, con il Comune, organizzerà all'interno dell'aeroporto Ferrarin il "Museo storico dell'aria" che ospiterà un P47 Usaf, aereo militare americano abbattuto nella seconda guerra mondiale e rimasto nelle acque di Venezia.
«Il relitto - continua Mantiero - è stato adottato dalla "Dogfight" che si è presa l'incarico di restaurarlo . Una volta terminati i lavori sarà portato a Ferrarin dove ricostruirà tutta la sua storia».
Intanto i volontari della "Dogfight" hanno già messo in cantiere una nuova iniziativa. L'idea, nata con il presidente dell'Aeroclub, Andrea Anesini, e in collaborazione con l'Aeroclub di Trento, è quella di dare onore agli aviatori della Grande Guerra organizzando 2 mostre: una dedicata ai piloti italiani e l'altra agli austroungarici. Mostre che, dopo un periodo di esposizione nei rispettivi aeroporti, verranno scambiate.
«Abbiamo difficoltà di reperire il materiale fotografico dell'Aeroporto militare di Villaverla-Thiene. Chi avesse a disposizione qualcosa - invita Mantiero - e volesse prestare può mandarlo alla "Dogfight" a Thiene, via Vittorio Veneto 54 al negozio Twist2».

Montecchio P.
Primo corso
di Pet therapy

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La formazione era tra gli obiettivi dichiarati del centro di Pet-Therapy dell'Ulss 4, ospitato a villa Nievo Bonin Longare di Montecchio Precalcino ed eletto a punto di riferimento nazionale.
Promessa mantenuta, tanto che il 21 gennaio partirà il corso di primo livello "Coadiutori dell'animale sociale: il conduttore cinofilo".
I coadiutori dell'animale sono figure che collaborano con le équipe operative dei progetti di Pet-therapy sia programmando e valutando l'attività di relazione con il cane; sia monitorando stress e benessere dell'animale durante le sedute, relazionandosi coi medici.
Dieci lezioni per approfondire lo studio del comportamento, dell'educazione e dell'addestramento del cane, e quattro giornate di tirocinio pratico. È necessaria una frequenza almeno dell'80% delle ore previste e il superamento della verifica finale. Per iscriversi non è richiesto alcun titolo di studio, né il possesso di un cane; basta inviare il modulo, presente nel sito dell'Ulss 4, entro il 12 gennaio. A.Z.

Zanè, Lena
la partigiana
dimenticata

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Zanè. L'eroica storia di "Lena" torna alla ribalta grazie allo storico Ezio Maria Simini, autore dell'undicesimo "Quaderno di storia e di cultura scledense" , in cui approfondisce il ritratto biografico di una partigiana di Zanè che, riconosciuta come Capo ufficio informazioni della divisione "Ateo Garemi", venne congedata col grado di capitano e decorata di Croce al merito di guerra.
La vicenda di Maria Erminia Gecchele detta "Lena", benché luminosa ed eroica quanto drammatica, fu rapidamente dimenticata ed esclusa dalla memorialistica partigiana scledense, salvo una fugace citazione nell'organigramma delle "Garemi" in una pubblicazione del '78.
Nessuna traccia di lei nei "Quaderni della Resistenza - Schio" di Emilio Trivellato dell'82 nè in iniziative editoriali successive. Simini pone rimedio a quella che non esita a definire «una possibile amnesia collettiva». Maria Erminia fu una donna semplice e determinata, coraggiosa e magnifica nel suo saper resistere alle torture più efferate, dopo la guerra tornò in fabbrica e per sé non reclamò null'altro che il rispetto per i suoi ideali. Solamente l'avvocato Ettore Gallo, divenuto poi Presidente emerito della Corte costituzionale, riuscì a convincerla ad andare a Roma per essere ricevuta dall'allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Egidio Meneghetti, professore universitario di Padova e con lei prigioniero delle SS per un periodo, volle dedicare alla staffetta-combattente la poesia "La partigiana nuda", che fece il giro d'Italia ed è ricordata come il maggior omaggio poetico alle valorose donne della Resistenza.
Simini sottolinea come il suo comune di nascita, Zané, fino ad ora non abbia voluto o saputo ricordarla degnamente. Al contrario di Montecchio Maggiore nel cui territorio "Lena" era stata catturata il 31 dicembre 1944. M.SAR.

100 mila euro
al Gratta e Vinci
In un giorno
due fortunati

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Non cambieranno la vita, ma quei 50 mila euro vinti l'altro giorno da un cliente dello "Station Bar" di Valdagno, gestito da Adele e Delia Naclerio, rappresentano una fortuna economica di tutto rispetto. Baciato dalla dea bendata è stato un giocatore della ricevitoria di via Sette Martiri, a Ponte dei Nori, che sfregando uno dei biglietti di vario taglio appena acquistati, si è trovato in mano quello che gli ha regalato la felicità. Il vincitore, dell'età apparente di 40 anni, rimane nell'anonimato. Sembra che non sia un cliente abituale. L.C.
TRISSINO. Il "Gratta & Vinci" del concorso "Magico Natale" con un biglietto da 20 euro ha decretato la vincita di 50 mila euro. È quanto accaduto l'altro giorno alla tabaccheria Marchetto di via Roma, in centro storico. Irene Zorzi ha scoperto che un suo cliente, rimasto ancora anonimo, era stato baciato dalla dea bendata all'ora di apertura del negozio. Sotto la saracinesca era stato infilata la fotocopia del tagliando vincente con due righe di ringraziamento scritte a mano. A.C.

Schio.
Nuova palestra
in legno 
alle "Rosmini"

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Schio. Taglio del nastro per la nuova palestra delle scuole Rosmini di via Rovereto. Per la realizzazione della struttura, i cui lavori erano iniziati quest'estate e che sarà a disposizione anche del quartiere, è stata creata una sopraelevazione dell'edificio della superficie di 270 metri quadrati. Lì gli alunni della scuola primaria potranno svolgere attività sportive e ricreative, e il giorno dell'inaugurazione gli scolari hanno usufruito dello spazio per mettere in scena uno spettacolo.
Tra le particolarità dell'intervento edilizio rientra il rivestimento esterno della struttura, realizzato in legno trattato e certificato, ideale sia per l'estetica dell'edificio sia per l'isolamento termico. La struttura è realizzata con pilastri e travi e copertura in legno. Due le entrate: una interna, già accessibile, ed una esterna che sarà ultimata prossimamente.
Il Comune di Schio per la costruzione di questa palestra ha speso circa 800 mila euro ma con un contributo della Regione Veneto e della Fondazione Cariverona. L'intervento rientra nel più ampio progetto dell'amministrazione comunale di dotare di palestra tutte le scuole cittadine. A.L.

Schio. Boom
di richieste
per energie
alternative

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Mauro Sartori



Il 2009 sarà ricordato a Schio come quello per la corsa al risparmio energetico e ai conseguenti incentivi.
RICHIESTE. Nel corso degli ultimi 12 mesi è stato registrato un vero e proprio boom di richieste di contributi per l'energia con quasi 190 mila euro erogati. È il bilancio dei fondi stanziati ai privati cittadini ed alle aziende dal Comune di Schio per incentivare il risparmio energetico, favorire l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ed eliminare gli sprechi, cifra pari a circa il 53% dei 360 mila euro totali del fondo triennale entrato in funzione un anno fa e che dovrà presto essere rimpinguato, procedendo di questo passo.
SUCCESSO. «È un risultato che supera le aspettative iniziali – commenta l'assessore all'ambiente Daniela Rader -. La nostra è stata una scommessa per promuovere il risparmio energetico, che porta a minori costi in bolletta, meno sprechi e maggiore attenzione per l'ambiente. Le numerose richieste dimostrano grande attenzione dei privati e credo di poter dire che la scommessa, nonostante i rischi legati al fatto che siamo uno dei primi Comuni in Italia ad erogare questo tipo di contributi, è stata vinta e i contributi per il risparmio energetico, l'utilizzo di fonti rinnovabili e l'eliminazione degli sprechi saranno riproposti anche in futuro, una volta esaurita la somma totale».
NUMERI. Sono 70 le richieste di contributo arrivate in Comune tra il 12 dicembre 2008 e il 12 dicembre 2009. A fare la parte del leone, in testa alla classifica degli interventi ci sono le 44 richieste (49%) che hanno riguardato l'installazione di pannelli fotovoltaici; 18 richieste (20%) sono state presentate per la realizzazione di edifici con bassi consumi energetici, 16 richieste (18%) per l'installazione di pannelli solari termici e 7 richieste (8%) per la realizzazione di vasche di raccolta delle acque piovane.
FINESTRE. Tre domande di contributo hanno riguardato la sostituzione di serramenti per aumentare l'efficienza energetica degli edifici e una richiesta per la ristrutturazione di un edificio al di sotto dei mille metri quadrati per ridurre i consumi.
Delle 70 richieste totali, 53 hanno riguardato la riqualificazione energetica di edifici già esistenti, mentre altri 17 contributi sono stati assegnati ad edifici di nuova realizzazione. 69 richieste su 70 hanno riguardato edifici residenziali e una un edificio produttivo.
FUTURO. «È importante sottolineare il valore di questi dati - analizza l'assessore Rader – Da qui partiremo per delineare nuovi obiettivi che vadano ulteriormente a contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini e delle nostre imprese, in maniera graduale d'interventoo, al fine di raggiungere obiettivi di risparmio energetico elevati e di autoproduzione».

Schio.
Cinghiali
cercano cibo
fra le case

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A caccia di cibo in città. Succede regolarmente a Genova ed in altri centri liguri e toscani a ridosso degli Appennini, dove il fenomeno si è diffuso. Ma a Schio non si erano mai visti cinghiali a passeggio tra le case. Invece, è accaduto l'altro pomeriggio quando addirittura è stata avvistata una coppia a "spasso" fra le abitazioni a schiera di Poleo, in via San Giorgio, dalle parti della chiesa parrocchiale. Gli animali hanno attraversato un terreno privato puntando su un pollaio. L'arrivo del proprietario e l'agitazione di alcuni cani ha fatto li ha fatti fuggire verso il torrente Gogna, velocemente attraversato. Risalita la scarpata, poi, si sono dileguati nei campi dove hanno trovato rifugio. M. SAR.

Thiene.
Crisi SCM
i sindacati
«sos esuberi»

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Marialuisa Duso



Da un lato il Gruppo SCM comunica il trasferimento da Piovene a Thiene della Busellato, con l'intento di formare insieme a Casadei, un nuovo team work di marchi leader nel settore delle macchine per la lavorazione del legno. Dall'altro i sindacati rilanciano i timori per il futuro della Stefani, temendo la dichiarazione di nuovi esuberi.
Così, proprio nel giorno in cui i vertici del gruppo diffondono un comunicato che conferma la creazione di un nuovo stabilimento su un edificio di due piani, che occupa un'area complessiva di 3500 metri quadri, di cui 2500 dedicati alle linee produttive dei centri di lavoro Busellato, 500 allo showroom e il resto occupato dagli uffici Casadei-Busellato, preannunciando per febbraio l'inaugurazione degli stabilimenti, le organizzazioni sindacali mettono nero su bianco le loro preoccupazioni, inviando una lettera a Regione, Provincia e Comune, in cui fanno una serie di richieste, in attesa di un nuovo incontro al Ministero a gennaio.
Il Gruppo SCM non ha smesso di credere nella realtà produttiva di Thiene se ha scelto di investire in sviluppo e ricerca per Casadei-Busellato, un team work che può contare su una vastissima rete vendita, in 100 Paesi nel mondo, creando un sodalizio che possa valorizzare entrambi i marchi e determinare una serie di vantaggi operativi e di sinergie produttive, dovute anche alla vicinanza con gli stabilimenti Stefani.
Ciò non basta tuttavia a rasserenare i lavoratori. I sindacati ricordano che attualmente la cassa integrazione speciale, in vigore dal 7 settembre coinvolge 400 dipendenti, circa 200 a rotazione, e 183 a zero ore. Ma quello che preoccupa di più è la prospettiva: fra 20 mesi, terminata la cassa integrazione speciale, circa 270 lavoratori saranno posti in mobilità e al termine di questa procedura saranno disoccupati senza reddito. Di qui la richiesta di un accordo che impegni l'azienda a non licenziare e ad integrare l'indennità della cassa integrazione; a non spostare il reparto macchine; ad attuare la rotazione totale di tutti i dipendenti.
Chiedono inoltre alla Regione di attivarsi per richiedere la rotazione totale dei dipendenti che la direzione di SCM rifiuta perchè porterebbe a una perdita della produttività e di gestire, insieme alla Provincia, un corso di riqualificazione interna.

Thiene.
Si progetta la
"foresta" degli
alberi di Natale

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Marialuisa Duso



Thiene. Se i grandi del mondo non riescono a mettersi d'accordo nel vertice di Copenaghen, per provare a risolvere i problemi del clima, è sempre più forte la convinzione che sia opportuno agire partendo dalle piccole cose, ed educare soprattutto le nuove generazioni ad avere un atteggiamento diverso e più accorto verso l'ambiente. Di qui l'iniziativa del Comune di Thiene "Un albero per… Natale", che consiste nel mettere a disposizione un'area dove piantumare gli alberi utilizzati in casa per Natale.
I sondaggi dicono che per il periodo delle feste gli italiani tendono sempre di più a riscoprire le tradizioni e sono in aumento quelli che acquistano un albero vero per addobbarlo con palline e luci colorate.
Partendo da queste convinzioni, ma anche per dar forma a un progetto che il sindaco sta cullando da tempo, gli amministratori thienesi hanno deciso di mettere a disposizione un'area, individuata nel Parco dei Fiumi, una laterale di via Po, a cui si può accedere da via Tesina, dove nel pomeriggio di sabato 9 gennaio, a partire dalle 14, sarà possibile andare a portare il proprio albero che verrà piantato da personale messo a disposizione dal Comune.
«Non è un progetto estemporaneo - promette il sindaco Maria Rita Busetti - e quando Nico Rigoni mi ha suggerito questa idea l'ho subito accolta, invitando gli uffici a individuare questa prima area. L'idea è di trovarne poi altre e procedere alla piantumazione anche di alberi autoctoni, per cominciare pian piano a rinverdire la nostra città».
Primi a essere coinvolti in questo Natale ecologico sono i ragazzini delle scuole dell'infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado, ma l'invito a portare il proprio albero è rivolto a tutti i thienesi. Proprio per questo il sindaco ha delegato il coordinamento del progetto agli assessori alla pubblica istruzione, Luciano Bassan e ai servizi sociali, Roberta Manzardo.
Il messaggio che si vuol mandare alle nuove generazioni è forte e chiaro e parla di rispetto per la natura e cura per quegli alberi che teniamo nelle nostre case per circa un mese, sfavillanti di luci, ma che rischiano di diventare ingombranti, subito dopo le feste e di fare una fine ben poco ecologica.
«Cerchiamo di dare un nostro contributo - spiega Bassan - per educare le giovani generazioni alla salvaguardia dell'ambiente e per creare una nuova tradizione verde alle consuetudini natalizie». Per dare l'esempio gli amministratori si sono impegnati ad acquistare un albero per casa e lo stesso faranno i commercianti per il centro.

Schio.
Consiglieri
coristi assieme
in un cd 

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Silvia Dal Ceredo



Schio. Schio sperava di avere un consiglio comunale che conta ed invece si ritrova con un consiglio che canta. Ma per un nobile scopo. Da "White Christmas" a "Io vagabondo", il coro composto da sindaco, assessori e consiglieri comunali, una quarantina in tutto, ha prodotto il cd natalizio per eccellenza, "Canto per Schio", che raccoglie classici come "Adeste fideles" e "Jingle bells", e altri fino al più pop.
Nove brani per mille cd stampati e venduti a 10 euro, con ricavato da destinare al fondo di solidarietà sociale "Schio c'è" e alla Croce Rossa per le famiglie in difficoltà.
Messe da parte divergenze e discussioni politiche, centro destra e centrosinistra hanno trovato il giusto accordo, almeno sul campo della beneficienza. Dopo qualche mese di prove per preparare a puntino le "ugole d'oro", i brani per la compilation sono stati registrati dal vivo nella Chiesa di S.Francesco, location apprezzata dal punto di vista acustico anche da altri ensemble, come ad esempio i famosi "Solisti Veneti" diretti dal maestro Claudio Scimone.
«Lo spirito bipartisan è il bello dell'iniziativa - spiega il sindaco Luigi Dalla Via. - É stato emozionante trovarci fianco a fianco per questo scopo benefico». Il cd sarà in vendita a partire da sabato, durante la "Cerimonia degli auguri" al Teatro Astra alle 17.

Lugo.
In Comune
le ronde
col cellulare

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Alessia Zorzan



Lugo. Meglio prevenire, piuttosto che leccarsi le ferite dopo. Con questa filosofia il consiglio comunale di Lugo ha adottato con voto unanime il nuovo regolamento di polizia urbana. E con l'occasione il vicesindaco Giovanni Cappozzo ha annunciato anche l'intenzione di ricorrere alle "ronde", per monitorare le zone più a rischio del paese, sollevando qualche perplessità nell'opposizone.
Anche se l'iter è solo agli inzi, e in attesa di tutte le dovute autorizzazioni, il vicesindaco Cappozzo ha già le idee ben chiare. «Anche nel nostro territorio cominciano a verificarsi dei fatti spiacevoli - ha spiega-. Per prevenire problemi più seri abbiamo pensato di costituire un'associazione di volontari, meglio se ex membri delle forze dell'ordine. Queste persone, munite solo di telefonino, dovrebbero monitorare a piedi il paese e avvisare le autorità nel caso di situazioni poco chiare. La presenza di adulti sul territorio funge da deterrente per i malintenzionati».
Già costituito e approvato invece il nuovo regolamento di polizia urbana.
«Adottare un regolamento di polizia urbana è un passo necessario per ammodernare il paese - commenta il sindaco Robertino Cappozzo -. La struttura è simile ai regolamenti già adottati dagli altri comuni che, come Lugo, fanno parte del Consorzio di polizia locale NordEst vicentino. Lo spirito non è repressivo, ma quello di rafforzare la cultura di una convivenza civile e costruttiva».
Favorevole al regolamento il gruppo di minoranza Progetto Lugo, che invita l'amministrazione a curarne la diffusione. «Siamo favorevoli alla stesura di un regolamento, ma deve essere chiaro - commenta il consiliere Christian Testolin -. É importante dunque curarne il linguaggio e garantirne un'adeguata divulgazione, sfruttando magari il sito e il notiziario comunale».
C'è scetticismo invece per la questione delle ronde. «Siamo abbastanza perplessi sulla costituzione delle "ronde" - commenta Mario Verziaggi -. La sicurezza e la sorveglianza del territorio sono materie molto delicate, di competenza dello Stato e delle forze dell'ordine.
Se ci sono problemi, bisognerebbe potenziare i controlli da parte degli organismi preposti piuttosto di pensare alle ronde».

Valdagno
«Artusi diviso,
la Vallata è  
al collasso»

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Luigi Centomo



Valdagno. «Il clima di collaborazione tra i sindaci della vallata sembra compromesso». I consiglieri provinciali eletti nella Valle dell'Agno attaccano i sindaci Alberto Neri di Valdagno e Martino Montagna di Cornedo e parlano di frattura nello slogan "Sei comuni, una città".
Elemento cardine, questo, di varie iniziative congiunte a vantaggio del territorio.
TURISMO. Punto di rottura è l'apertura di una sede staccata dell'alberghiero recoarese "Artusi" a Vicenza. Ma soprattutto il voto contrario di Neri e Montagna all'istituzione nella Conca di smeraldo dell'indirizzo turistico compensativo dell'attivazione della succursale vicentina dell'alberghiero, come stabilito dalla Provincia. I due primi cittadini hanno inaspettatamente preferito optare per l'avvio dei corsi al "Luzzatti" di Valdagno, visto che tale indirizzo riguarda materie economiche e di ragioneria. «Aver scelto di fare questa battaglia -sbottano congiuntamente i consiglieri provinciali Stefano Dall'Ara, Massimo Sbicego, Armido Besco, Nicola Ceretta ed Ezio Sambugaro- denota scarsa lungimiranza nonché la volontà di indebolire il territorio che, con la riduzione dell'Artusi, rischia adesso di andare seriamente incontro ad un collasso strutturale».
CONTRARIETÀ. I consiglieri si sono contrapposti alla proposta dell'assessore all'istruzione provinciale Morena Martini, ma si dicono «assolutamente d'accordo con lei, quando invita le istituzioni del territorio ad essere unite nelle scelte che portano beneficio alla comunità e non unite in sterili polemiche. La nostra opposizione, trasversale agli schieramenti politici di appartenenza, è rivolta alla difesa del territorio. Non è mai stata motivata da un futile quanto antistorico campanilismo, ma poggia sulla consapevolezza che un'area a vocazione turistica come quella recoarese può essere rilanciata solo con la presenza di strutture e servizi in grado di renderla d'eccellenza».
PERPLESSITÀ. I 5 esponenti criticano la linea di Neri e di Montagna, visto che la scelta di collocare l'indirizzo turistico a Recoaro, e non a Valdagno, «era frutto di un tavolo di confronto tra Amministrazioni, associazioni di categoria e sindacati che avevano unitariamente deciso di chiedere per Recoaro alcune compensazioni, tra cui il mantenimento della direzione dell'Artusi la creazione di un indirizzo turistico».

Matteo
Marzotto
«Ecco il futuro
di Recoaro»

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Marino Smiderle



Valdagno. Scovare un buco nell'agenda di Matteo Marzotto è come trovare un ago in un pagliaio. Impossibile. Eppure, col cellulare che squilla continuamente per gli accordi sulle presentazioni del libro appena pubblicato da Mondadori, "Volare alto", che rievoca i suoi primi quarant'anni, con la mente che va alle attività dell'Enit - Agenzia nazionale del turismo, di cui è presidente, e con i progetti imprenditoriali legati al futuro della maison Vionnet, quando si tratta dei problemi della valle dell'Agno un'ora libera la trova sempre.
Domani, per esempio (a partire dalle 15), a Recoaro, ci sarà il primo importante convegno organizzato per pensare a un rilancio delle terme. L'amministratore unico da poco nominato dalla Regione, Arrigo Abalti, lo aveva invitato a parlare ma, per l'agenda di cui sopra, Marzotto era stato costretto a declinare. Non prima, però, di essere riuscito a ritagliare un momento di approfondimento, come dire, affettivo-manageriale, registrando un'intervista che sarà trasmessa proprio nel corso del convegno.
«È ovvio che sono molto legato a Recoaro - attacca il presidente di Enit - e quand'ero ragazzo andavo spesso da quelle parti. Ma, al di là di questo, non occorre aver vissuto da queste parti per capire che le potenzialità turistiche delle Terme di Recoaro sono davvero interessanti. È chiaro che per portare un maggior numero di visitatori a queste latitudini, occorre ampliare e migliorare il range di offerte attualmente disponibili».
Al momento siamo ai minimi termini. Poche persone anziane d'estate sfruttano i servizi disponibili e la cose finisce lì. Senza voler sminuire l'attuale funzione, Abalti avrebbe l'ambizione di ridare vigore alla struttura. «Una struttura - aggiunge Matteo Marzotto - frequentata in passato da personaggi illustri». E non a caso il sito delle Terme si apre con una citazione di Nietzsche: «Recoaro come paesaggio è una delle mie più belle esperienze». Citazione affiancato, però, da un triste «Periodo di apertura: da giugno a settembre».
Insomma, come si devono immaginare "Le terme del futuro", che poi è il titolo del convegno di domani? «Il turismo di oggi è fatto di viaggi e soggiorni brevi - osserva Marzotto - e per questo credo che Recoaro dovrebbe essere in grado si fornire servizi di alta qualità nel settore del wellness, senza per questo dimenticare l'aspetto medicale. Unendo i due aspetti, ovviamente con l'intervento di investimenti specifici volti a migliorare sensibilmente la ricettività, io sono convinto che questa zona incantevole saprebbe costruirsi una nicchia di clientela affezionata».
E così, altro che due o tre mesi di apertura all'anno. Recoaro tornerebbe una località termale degna di questo nome. Ed è proprio per questo che Abalti ha fortemente voluto il convegno di domani, a cui ne seguirà un altro in primavera. A Recoaro, alla sala convegni delle Fonti centrali, interverranno l'europarlamentare Sergio Berlato, il capo della segreteria politica del ministro dei Beni culturali, Enrico Hüllweck, il presidente della Provincia di Vicenza, Attilio Schneck, il sindaco di Recoaro, Franco Perlotto, gli architetti portoghesi Joao Nunes e Gonzalo Byrne, il presidente della Fondazione studi universitari Silvio Fortuna, il presidente nazionale dell'Ancot (Associazione nazionale dei comuni termali) Paolo Gruppo, il consigliere delegato del consorzio "Vicenza è", Vladimiro Riva, e Maria Luisa Coppola, assessore regionale al Bilancio, con Luca Ancetti che modererà il convegno.
È da qui che parte il rilancio di un ente che negli ultimi anni ha vivacchiato della gestione ordinaria garantita dalla Regione e che ora getta sul tavolo della crisi globale il guanto della sfida più difficile.

Arzignano.
Un licenziato
su 4 "abita" qui

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Silvia Castagna



Arzignano. La recessione colpisce l'Ovest vicentino. I licenziamenti registrati dai centri per l'impiego di Arzignano e Valdagno, cui fanno capo 18 comuni, rappresentano quasi il 25% del totale dei licenziati in provincia nel 2009. Due terzi dei licenziati non hanno usufruito della mobilità ma solo della disoccupazione. Ad essi si aggiungono oltre 2.000 lavoratori che hanno contratti temporanei o vivono di lavori saltuari.
Arzignano e Valdagno hanno registrato un aumento rispettivamente del 14,4% e del 10,2% dei licenziamenti. Le assunzioni sono diminuite in provincia del 33% con un calo del 45,5% nel settore manifatturiero, che nei distretti dell'Ovest vicentino è quello che registra il maggior numero di occupati.
I dati sono stati resi noti all'incontro organizzato dalla Cgil in villa Brusarosco, che aveva come argomento "Due vallate in crisi" e come obiettivo riflettere sui motivi di debolezza dei distretti produttivi dell'Ovest vicentino e sulle correzioni da mettere in atto per uscire dalla situazione di difficoltà economica in corso.
«Non abbiamo il fisico per battere la Cina. Quindi servono altre strategie»: Miro Soli, economista dell'Istituto di programmazione e organizzazione dello sviluppo territoriale di Vicenza, ha riassunto con una battuta la situazione delle aziende locali. «Le ragioni della crisi - ha aggiunto - sono congiunturali. La situazione è più grave in Italia perché già prima del settembre 2008 il sistema produttivo dava segni di fragilità e scarsa efficienza».
Per quanto riguarda i 18 comuni delle valli del Chiampo e dell'Agno, Soli ha riassunto i risultati di uno studio condotto su 57 aziende, prendendo in esame il bilancio 2008 e valutando 3 parametri: capitalizzazione, capacità di innovazione e qualità, efficienza. «Delle aziende - ha spiegato - 38 hanno dimostrato seri problemi di capitale, 36 sono risultate deficitarie rispetto all'innovazione e alla qualità del prodotto. Cosa significa? Non essere in grado di introdurre capitale significa avere il respiro corto. Non saper innovare vuol dire essersi assestati su processi produttivi standardizzati dove ora nuovi competitori risultano imbattibili». Immettere capitali e aumentare la qualità delle azioni da compiere, dunque, è la ricetta per uscire dalla crisi. Puntare sul prodotto innovativo, sul made in Italy. Investire su green economy, formazione, ricerca.
Molti lavoratori presenti all'incontro hanno raccontato storie di licenziamenti, delocalizzazioni, cassa integrazione, mobilità e difficoltà economiche. Assenti invece le autorità amministrative, eccetto il sindaco di Montorso.
«Di fronte alla crisi servono alleanze con il territorio» - ha detto Maurizio Ferron della Cgil -. La crisi non ha solo conseguenze economiche ma anche ricadute sociali. Sono sempre più le famiglie che si rivolgono ai servizi sociali o alla Caritas perché vivono condizioni vicine alla povertà. La situazione richiede l'impegno di tutti; anche dei soggetti istituzionali, economici e sociali».


Schio. Ponte
di Pedescala
e il cantiere
infinito

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Schio. Troppi ritardi, i disagi crescono, i residenti protestano e la Liga Veneta Repubblica presenta una domanda di attualità in Provincia.
Al centro, il ponte di Pedescala, i cui interventi di ristrutturazione si stanno protraendo all'infinito causando non pochi problemi ai residenti delle contrade al di là dell'Astico. Il progetto provinciale prevede il consolidamento e l'adeguamento del manufatto realizzato nel 1922, per 400 mila euro. Il cantiere, aperto in estate, doveva chiudere a novembre. Ma i lavori procedono a rilento a causa della messa in sicurezza inizialmente non prevista. La viabilità alternativa di cantiere prevede la deviazione per il ponte di S. Pietro Valdastico e non sul ponte di Forni, accessibile ai soli residenti come soluzione alternativa.
Quando sarà ripristinata quella regolare? È il quesito che il consigliere provinciale lighista, Bortolino Sartore, pone all'assessore Constantino Toniolo: «È stato inoltre interpellata il Ministero preposto al fine di verificare se la struttura rivesta o meno interesse culturale - architettonico, dal momento che ha più di 50 anni?» M. SAR.

Thiene.
Pace sul Natale
si farà la festa
in centro

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Marialuisa Duso



Ci sono voluti lo spirito del Natale e i personaggi delle fiabe, dalle più classiche alle moderne, per riportare una tregua fra Amministrazione comunale, Ascom e gli Amici di Thiene. Quanto basta per garantire ai thienesi e ai numerosi visitatori uno degli appuntamenti diventati ormai tradizionale simbolo di questo periodo: il Natale di fiaba.
IL DEBUTTO. Gli allestimenti sono già iniziati, ed è ormai quasi tutto pronto per il debutto di sabato, quando il centro di Thiene si prepara all'invasione di Babbo Natale e degli oltre 300 personaggi delle fiabe. Il via ufficiale alle 15, fino alle 19.30, per poi riprendere domenica, dalle 10 alle 19.30, e di nuovo nel fine settimana successivo, con identiche modalità per la gioia dei più piccolo, ma anche dei genitori e non solo.
IN CENTRO. Fra le novità di quest'anno il ritorno in centro, caldeggiato fra l'altro dai commercianti, dopo l'esperienza non proprio felice, anche perché condizionata dal maltempo, vissuta l'anno scorso nei giardini del Bosco.
FESTA. «Alla sua ottava edizione - ha sottolineato il sindaco Maria Rita Busetti - il Natale di fiaba ha dimostrato di essere ormai l'espressione tipica del Natale a Thiene. In un momento così difficile, con un alto tasso di disoccupazione, è doppiamente importante dare forza ai valori, con una festa che richiama la famiglia, i bambini, la bontà, ma anche la Speranza».
SPERANZA. Continua infatti anche la collaborazione con la Fondazione Città della Speranza, cui vengono destinati tutti i proventi della manifestazione.
E grazie a una tenace volontà messa in campo dai volontari, di cui è diventato portavoce Manrico Piccin, nuovo coordinatore del gruppo, è stato possibile anche ridurre l'intervento degli uomini del Comune e trovare un'intesa che, sulla carta, sembra soddisfare tutti.
PRESEPE. Tutto è pronto per la festa allora, che avrà come simbolo il presepe, a misura di bambino, che sarà allestito davanti al Municipio, ad esprimere un legame fra comunità e valori, ma sarà ricca di tanta altra simbologia, offrendo tante emozioni a bimbi e genitori.
SLITTA. Protagonista assoluto Babbo Natale, collocato al centro della scena, in Piazza Chilesotti, accanto alla slitta della solidarietà e alla pesca della speranza. Ma protagonisti, insieme a lui, anche tutti i personaggi delle fiabe, per un appuntamento che, insieme alle luci del Natale, si propone di accendere la gioia del cuore.

Marialuisa Duso

Thiene.
Un parcheggio
gratuito alle
distillerie Fabris

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Alessia Zorzan



Thiene. Il regalo di Natale per i thienesi? Un nuovo parcheggio in centro città e, a quanto pare, pure gratuito. È questione di ore infatti e partiranno i lavori per realizzare una nuova area di sosta all'interno delle "Ex distillerie Fabris", in via Trieste.
Il progetto è frutto di un accordo tra l'impresa edile "Fratelli Munaretto", proprietaria di quest'area dismessa da anni, e il Comune di Thiene. Secondo la convenzione, che ha durata di un anno, il privato cederà in comodato d'uso gratuito all'amministrazione circa 1500 metri quadri di terreno, da destinare a parcheggio. I lavori dovrebbero concludersi nel giro di due settimane, meteo permettendo, dopo l'abbattimento di un muro per creare l'accesso da via Trieste e l'adeguamento dell'area.
Si sblocca così il destino delle "Ex distillerie", oggetto di un piano particolareggiato di recupero approvato nel 2006, ma non ancora avviato. E si apre inoltre la strada alla riqualificazione di via Trieste, finora poco valorizzata nonostante la posizione centrale.
Il primo a dirsi soddisfatto è Alberto Samperi, consigliere comunale del Pdl.
«Accogliamo con soddisfazione la decisione dell'amministrazione di realizzare un parcheggio all'interno delle "Ex distillerie Fabris" - dichiara -. Si tratta infatti di un progetto sollecitato più volte dalle minoranze, per iniziare a valorizzare questa zona».
«Come Pdl - aggiunge - abbiamo ricordato spesso l'importanza di rilanciare il centro storico e, dunque, anche via Trieste. Questa strada sta soffrendo molto a causa di spazi degradati e carenza di parcheggi e richiede un investimento di risorse. L'amministrazione inizialmente aveva previsto dei lavori nel 2011, ma come gruppo abbiamo chiesto di anticipare, perché ogni mese di ritardo è un pezzo di via che muore. La richiesta è stata accolta, con la previsione nel 2010 della riqualifica del tratto tra via Gorizia e Corso Garibaldi».
Per conoscere il futuro della zona bisognerà attendere però anche l'avvio del piano di recupero di tutta l'area "Ex distillerie Fabris",
«Abbiamo accettato la richiesta del Comune di poter utilizzare una porzione dell'area come parcheggio, perché riteniamo giusto contribuire al servizio pubblico - spiega Renato Munaretto, proprietario del terreno -. L'area è comunque interessata da un piano particolareggiato, per la creazione di nuovi volumi per il direzionale e commerciale».

Schio.
Luci inquinanti,
la legge deve
essere applicata

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Silvia Ferrari



Schio. L'inquinamento luminoso grava sulla Val Leogra ma i comuni stanno prendendo i dovuti accorgimenti. È un problema che negli ultimi anni ha guadagnato terreno e la zona di Schio e dintorni ne ha subito le conseguenze.
«Si considera inquinamento luminoso ogni forma di irradiazione di luce artificiale rivolta direttamente o indirettamente verso la volta celeste - spiega Carlo Mantese del Gruppo Astrofili - basta salire sui nostri monti e guardare verso la pianura per capire quanto sia esteso questo problema: la luce che si vede è tutta dispersa verso l'alto e non serve a nessuno».
A seguito della nuova legge approvata dalla Regione Veneto il 7 agosto 2009 contro l'inquinamento luminoso qualcosa ha cominciato a muoversi e il gruppo Astrofili insieme a VenetoStellato sta attuando un'opera di sensibilizzazione nei confronti dei comuni interessati. La legge prevede tra le altre cose che i nuovi impianti di illuminazione, sia pubblica che privata, non abbiano dispersioni verso l'alto e le associazioni in questione stanno notificando le nuove norme ai comuni rientranti nella fascia di rispetto entro 10 km dall' Osservatorio del monte Novegno per concordare un piano di messa a norma degli impianti.
Grossi problemi si hanno, oltre che lungo le strade, nell'illuminazione delle zone industriali con quasi tutti gli impianti fuori norma. Questo se da un lato costituisce un pericolo per la visibilità in strada, abbagliata da lampioni che disperdono luce in tutte le direzioni, dall'altro porta anche ad uno spreco energetico.
«Un sistema a norma consuma infatti fino a meno della metà, tanto che lo stesso costo di aggiornamento degli impianti viene ad essere ammortizzato in meno di due anni e nei successivi produce un deciso risparmio nei consumi energetici», spiega Mantese. Non ultimi ci sono i problemi di visione del cielo stellato, caro agli astrofili, e quelli ecologici, legati al ciclo naturale "giorno-notte" degli animali e delle piante. «Adesso c'è una buona legge - continua Mantese - aspettiamo solo che i Comuni e i cittadini facciano la loro parte. Nel Comune di Schio abbiamo trovato un interlocutore attento e comprensivo e compatibilmente con i fondi a disposizione, l'amministrazione ha cominciato a sostituire i lampioni più inquinanti».


Thiene
Si sistemano
viale Chilesotti
e stazione bus

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Marita Dalla Via



L'assessore all'urbanistica li ha definiti in consiglio comunale "i due punti neri della città", ovvero quelle situazioni che da anni sono immobili, in condizioni che si possono definire al limite del pericoloso e che invece avrebbero bisogno di un restyling completo. E sono le cosiddette "casette" in via Chilesotti, cuore storico della città, abbandonate da tempo. E il secondo è l'area dell'ex consorzio agrario, vicino alla stazione dei treni: un lotto di quasi seimila metri quadrati con diversi edifici, messo all'asta già tre volte e rimasto senza acquirente.
LE NOVITÀ. Nell'ultimo consiglio comunale sono arrivate due novità importanti: da un lato una variazione al bilancio per inserire, tra le altre cose, il costo della progettazione della nuova area alla stazione dei treni; dall'altra l'approvazione definitiva del piano di recupero in via Chilesotti che dà di fatto il via libera ai lavori di ristrutturazione.
LA NUOVA STAZIONE. «Per il piano della stazione abbiamo già fatto degli incontri con alcuni soggetti interessati, sia persone fisiche che enti giuridici, e la progettazione inizia proprio tenendo conto di questi primi colloqui - ha spiegato l'assessore Giuseppe Zuccolo -. Abbiamo voluto investire sin da subito 150 mila euro per la progettazione perchè vogliamo dare un segnale ai privati che noi ci siamo e siamo interessati a collaborare per rimettere a nuovo l'intera area. In quell'ambito le funzioni previste sono molteplici, e riguardano sia strutture private che interventi pubblici».
L'amministrazione comunale infatti non ha mai nascosto l'intenzione di realizzare nell'ex scalo merci, confinante con l'ex conzorzio agrario, la nuova stazione degli autobus; per questo la progettazione sarà congiunta, sia per le pertinenze private che quelle pubbliche. Nell'area privata, ci sono quattro fabbricati e tre capannoni, oltre che una struttura in muratura, andati all'asta qualche giorno fa per il prezzo "stracciato" di 870 mila euro.
PIANO DI RECUPERO. Per quanto riguarda le casette di via Chilesotti, l'attenzione in consiglio è stata tutta rivolta alla volontà di mantenere l'arco esistente nella posizione attuale. Secondo il progetto, poi, verrà inoltre realizzato, tra le altre cose, un porticato di uso pubblico, un percorso pedonale pavimentato lungo la roggia di Thiene in raccordo con quello già esistente a fianco del parco Chilesotti, il restauro del palazzo Chilesotti e dell'edificio denominato "la casa del parco", oltre la ristrutturazione totale, con demolizione e ricostruzione degli altri edifici fatiscenti.
L'approvazione in consiglio comunale del piano di recupero ha visto l'astensione della minoranza.

Marita Dalla Via

Valdagno. Sanatoria sulle multe. Pdl contro Lega e Civica

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Veronica Molinari



La crisi vince sull'equità. Per le opposizioni, Pdl escluso, non c'è partita tra i bisogni delle famiglie e il pricipio di giustizia, a cui si è appellata l'Amministrazione comunale per dire no al minicondono sulle multe, previsto dal Governo di Roma.
Il dito è puntato sulla scelta del sindaco, Alberto Neri, e della sua giunta comunale di non aderire al provvedimento governativo che avrebbe permesso ad un "esercito" di 371 automobilisti valdagnesi di mettersi subito in regola, con il mancato pagamento delle contravvenzioni rimaste "congelate" e ricevute fino al 31 dicembre 2004.
Una sanatoria, che avrebbe fatto entrare in brevissimo tempo nelle casse comunali una cifra considerevole pari a 83 mila euro utilizzabile in interventi di vario genere.
COMUNE. Per l'Amministrazione, infatti, «nessun beneficio deve derivare a chi ha infranto la legge, soprattutto nei confronti di chi ha pagato le multe nei tempi previsti». Insomma, deve prevalere l'equità anche a costo di rimetterci decine di migliaia di euro.
MINICONDONO. Prendono le distanze dalla scelta comunale la Lega nord e la lista "Bosetti sindaco per Valdagno" che tuonano: «In tempi di grave difficoltà economica il ricavato dell'operazione sarebbe stato utile per i cittadini». Il minicondono del Governo Berlusconi consiste in un maxi sconto che scatta sborsando una somma pari al minimo della sanzione prevista, aggiungendo solo un tasso del 4%, senza alcuna mora ed alcun interesse aggiuntivo.
«Il pugno di ferro non serve alle famiglie che non arrivano a fine mese», è la premessa comune che si alza dai banchi delle minoranze.
OPPOSIZIONI. Anche Carlo Fongaro, capogruppo della Lega nord mette al primo posto bollette ed affitti: «Di fronte alla carenza di risorse economiche è opportuno adeguarsi -ha spiegato-. Non si tratta di un premio ai furbetti, che comunque pagano la sanzione. Non ci sono soldi? Bene, approfittiamo di questi e mettiamo al primo posto i bilanci delle famiglie che non arrivano a fine mese».
«Chi sbaglia deve pagare -ha affermato il capogruppo di "Bosetti sindaco per Valdagno", Loredana Reniero-. Considerato lo stato di profonda crisi che stiamo attraversando sarebbe meglio pensare ad un "condono vincolato": i soldi ricavati potrebbero essere destinati ad esigenze sociali».
Ed ecco spuntare le proposte che si concretizzano «in aiuti alle famiglie, fondi per far fronte ad emergenze come frane e smottamenti visto che sta avanzando la stagione invernale, o contributi per coprire le rette delle scuole materne paritarie».
PDL. Fuori dal coro delle opposizioni c'è lo schieramento del capogruppo Marco Corà che si dichiara in linea con l'Amministrazione. «Concordiamo con la scelta del Comune -ha spiegato-: non possono essere graziati i trasgressori che dal 2004, in mala fede, cercano di dribblare le sanzioni».

Veronica Molinari

Valli del Pasubio
Pericolo frane
sulla
Strada del Re

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Valli del Pasubio. Altro paletto rosso sulla provinciale 99, meglio nota come "Strada del Re". L'arteria, che collega l'area dell'Ossario del Pasubio a Campogrosso, circa 6 chilometri in quota sotto il gruppo del Sengio Alto, da qualche anno è chiusa al traffico per pericolo frane. L'ultima, in ordine di tempo, è stata di oltre 100 metri di larghezza e quasi 200 in altezza e si è verificata a metà strada sulla valle delle Scorzeghe. E così è stato imposta zona "off limits".
Un rischio, del resto, segnalato ad ottobre dal Cai di Schio che aveva confermato che «la zona è geologicamente molto fragile e se in passato era possibile percorrerla a piedi da semplici turisti con attenzione alla caduta massi, ora ciò non può più essere consentito».
Il sindaco di Valli del Pasubio, Armando Cunegato, ha così emanato un'ordinanza di divieto al transito anche pedonale e di escursionismo sul percorso alternativo ad un tratto della strada "Del Re".
«Molti -precisa il geom Ilario De Moro, dirigente dell'ufficio tecnico comunale- si sono creati un passaggio alternativo a monte della testa di frana di oltre 300 metri e l'alta affluenza di escursionisti ha fatto sì che l'iniziale percorso pedonale sia diventato nel tempo un sentiero ben segnato, in un posto molto instabile con smottamenti ancora in atto». Semaforo rosso, ma «a tempo determinato -precisa Ezecchia Dalla Pozza, assessore ai lavori pubblici-: stiamo valutando anche con la Provincia un tragitto alternativo per garantire l'adeguata sicurezza del cammino fin dalla prossima estate».A.D.R.

Thiene.
Corso Garibaldi
pedonale?
Il sondaggio

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Thiene. I commercianti del centro avvertono: guai a chi oserà chiudere il centro definitivamente. Il messaggio, neanche tanto velato, è diretto al sindaco, che nei prossimi giorni dovrà per forza di cose mettere la parola fine al tormentone e spiegare cosa succederà alla viabilità del Corso, ora che è stato ripavimentato. I negozianti, in realtà, temono che una decisione sia stata già presa e non sia quella gradita. Non è un caso che l’altra sera, nella sede Ascom, si sia tenuta un’assemblea con i vertici dell’associazione e la presenza degli operatori commerciali.

Il presidente Emanuele Cattelan ha spiegato che lo stato di agitazione è giustificato. «C’è il sentore - ha detto - che la giunta abbia deciso di chiudere definitivamente corso Garibaldi, o meglio la parte recuperata. Quando diciamo che c’è l’intenzione di chiudere intendiamo che non passerà più un’auto, nè la domenica, nè il martedì o mercoledì. Ufficialmente non abbiamo ricevuto alcuna direttiva dal Comune, ma preferiamo muoverci prima che sia troppo tardi».

In effetti, da Palazzo non c’è nessuna ammissione e nessuna comunicazione ufficiale sul futuro del Corso. Eppure, i negozianti sono in subbuglio e temono un blitz. «Abbiamo fatto un sondaggio ed è emerso che l’80 per cento dei commercianti del centro non vuole la chiusura definitiva. Significherebbe la fine delle attività commerciali, che già risentono della delicata situazione economica attuale - spiega ancora Cattelan -. La soluzione è quella della pedonalizzazione parziale, cioè dal venerdì sera al lunedì mattina, dopo il mercato. Su questo gli associati Ascom sono d’accordo e non obiettano».

Cattelan ribadisce anche che la chiusura parziale era quella promessa dalla giunta. «Si tratta solo di rispettare ciò che è stato promesso -dice testualmente il presidente Ascom. I commercianti del centro non chiedono altro, se non il rispetto delle promesse fatte. Invece si ha la sensazione che la giunta abbia cambiato rotta e stia optando per il blocco totale e definivo di Corso Garibaldi. Una soluzione che troverebbe l’assoluta contrarietà degli operatori commerciale, anima del centro storico».

In sintonia con Cattelan c’è anche il neonato comitato Centro libero, che chiede appunto una pedonalizzazione parziale. Forse la parola definitiva potrebbe darla un vero e proprio referendum, così da sentire anche la voce dei cittadini, oltre che dei commercianti. Ma si tratterebbe di un’operazione costosa che non sembra ipotizzabile di questi tempi. Intanto chi vuole può partecipare al nostro sondaggio che trovate in questa pagina.

Dennis Dellai

Schio.
Specchietto
tradisce
la donna "pirata"

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Schio. Lo specchietto rotto ha tradito la pirata della strada che una settimana fa aveva travolto un pedone in via Lungo Gogna a Schio, spedendolo in ospedale con fratture e lussazioni varie per 40 giorni di prognosi. Dall'accessorio la Polizia locale è riuscita ad individuare il tipo di auto, un'Opel Tigra di colore giallo.
Tramite l'appello lanciato anche attraverso le pagine del nostro giornale, è arrivata l'imbeccata giusta per scovare il colpevole del sinistro. Si tratta di Daniela Quartiero, 40 anni, di Zanè, denunciata per fuga ed omissione di soccorso. Rintracciata grazie alla collaborazione con gli agenti del consorzio Nordest, che hanno pedinato un uomo a caccia di pezzi di ricambio. Una commissione che stava eseguendo per conto di una conoscente la quale, messa alle strette, ha confessato: «È vero, ho urtato qualcosa quella notte ma non ricordo bene». Le è stata ritirata la patente e sequestrata l'auto. «Il successo di questa operazione - afferma il comandante della polizia consortile di Schio, Matteo Maroni - dipende dalla professionalità delle forze di Polizia locale del territorio, che non hanno esitato a cooperare. E dalle testimonianze dei cittadini». M. SAR.

Thiene.
Natale di fiaba,
tregua
"Amici"-Comune

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Marita Dalla Via



Thiene. Torna "Natale di fiaba" in centro storico. Soprattutto tornano gli "Amici di Thiene" ad organizzare una manifestazione con e per il Comune. Ritornano assieme i due partner storici che per anni hanno collaborato nel realizzare le più importanti manifestazioni, ma che da qualche tempo si parlano solo tramite avvocati. «Quanto accaduto quest'estate non c'entra nulla - assicura l'assessore Alberto Zannini -. Ci è stato proposto di portare avanti questa iniziativa e poiché ci tenevamo, abbiamo cercato di organizzarla al meglio».
Tutto come prima dunque? Non è proprio così; nessuno si azzarda a sbilanciarsi e ci si limita a parlare del presente. «Non abbiamo mai avuto nessuna preclusione nei confronti di nessuno, sapevamo che la gente chiedeva questa manifestazione ed abbiamo fatto di tutto per dare questa opportunità - spiega ancora Zannini che qualche giorno fa ha rappresentato l'amministrazione ad un incontro risolutivo tra Comune, Ascom e Amici di Thiene -. Alla riunione, a rappresentare questi ultimi non c'era però il loro presidente, perché nel frattempo il gruppo di volontari si è costituito in associazione. Il gelo tra Restiglian e l'amministrazione non sembra dunque essere solo un brutto ricordo. «I commercianti hanno chiesto il ritorno della manifestazione in centro, noi ci siamo detti disponibili ad esserci e così sarà - commenta Bepi Restiglian -. A dire il vero io non mi sono mai interfacciato con l'amministrazione, non so bene definire la mia posizione. Ma adesso l'importante è che per due fine settimana a Thiene tornerà il mondo magico del Natale di Fiaba, ancora più bello, più intimo, più curato, dove tutti troveranno un sorriso».
I commercianti sembrano dunque avere avuto un ruolo cruciale in questo riavvicinamento. «Siamo persone pragmatiche; abbiamo guardato al bene della città ed abbiamo cercato di lavorare per questo -precisa il presidente Ascom, Emanuele Cattelan-. Abbiamo provato ad essere un tramite per la manifestazione, sul resto non ci sbilanciamo».

Valdagno
tunnel
meno caro

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Il traforo con il nuovo anno si fa meno caro. Lo annuncia il presidente della Provincia, Attilio Schneck, dopo aver visionato i costi di Alto Vicentino Traforo srl, che gestisce il tunnel di collegamento tra Schio e Valdagno. «La società è sana - si legge nel comunicato della Provincia - con un utile al 20 settembre 2009 di 100 mila euro». Un esame, quello svolto dalla Giunta provinciale, indispensabile per autorizzare la fusione per incorporazione a Vi.Abilità spa che averrà da gennaio 2010. E da quella data partiranno le riduzioni della tariffa di transito. E cioè: 3 euro per camper e bus; 4 euro per autocarri e roulottes e 6 euro per camion e autotreni.
A restare invariata è la fascia più bassa, le riduzioni riguardano dai camper in su. «L'intervento interessa i transiti commerciali - spiega Schneck - perchè la ripresa economica passa da azioni concordate tra pubblico e privato. Un'operazione che vale 300 mila euro che resteranno nelle tasche dei cittadini. Le ricadute saranno anche in termini di maggiore sicurezza e minore inquinamento».

Schio.
Il wireless 
copre anche
P.za Garibaldi

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Silvia Dal Ceredo



Schio. Un nuovo punto di navigazione wireless si aggiunge ai tanti già presenti in centro. Ora anche in piazzetta Garibaldi è possibile connettersi gratuitamente a internet dal proprio computer portatile.
L'area va a sommarsi a quelle di biblioteca, Palazzo Toaldi Capra, Piazza Telematica, Informagiovani, Municipio, Palazzo Fogazzaro, piazza Falcone e Borsellino, ex lanificio Conte e Campus, dove quotidianamente numerosi utenti si connettono.
Il servizio messo a disposizione dal Comune sembra infatti piacere agli scledensi. Solo nel mese di ottobre sono stati 312 i fruitori "attivi", ossia quanti si sono collegati almeno una volta via wireless con il proprio pc, netbook o smarthphone oppure da una delle postazioni fisse disponibili all'Informagiovani di via Pasini.
Per accedere al servizio è necessario possedere la tessera delle biblioteche di Schio e Malo o crearsi un account all'Informagiovani. Una volta ottenuti login e password si può
navigare per un massimo di 3 ore al giorno. Potenzialmente sarebbero più di 40 mila le persone che potrebbero accedervi, anche se poi nella realtà dei fatti bisogna tener conto della concorrenza delle più comode e illimitate connessioni domestiche.
«Palazzi, piazze, scuole – sottolinea l'assessore all'innovazione Giorgio Pizzolato – passo dopo passo l'area di copertura si sta allargando in modo da rendere il servizio sempre più efficiente e adeguato alle esigenze cittadine».

Valle dell'Agno.
Sono 475
i lavoratori
licenziati

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Luigi Cristina



Valdagno. A casa quasi mezzo migliaio di lavoratori, nei primi 9 mesi di quest'anno. Da gennaio a settembre i licenziati sono stati 475 contro i 275 dello stesso periodo 2008. Ecco l'identikit di chi è rimasto senza lavoro: maschio, con età media 50 anni, impiegato in una piccola azienda.
Settore maggiormente penalizzato è il metalmeccanico, seguito da orafo e concia. Se n'è parlato a palazzo Festari, nel convegno "Uniti per la ripresa. La Valle dell'Agno oltre la crisi" organizzato dal Gruppo Area, di cui è presidente Luca Romano.
LICENZIAMENTI. Nel 2009, 336 sono stati licenziati per via individuale con la prassi riservata alle circa 4.150 piccole aziende (meno di 15 dipendenti), cioè il 95% di quelle attive sul territorio. I rimanenti 139 sono stati licenziati per via collettiva, strumento adottato da aziende medie e grandi.
ANALISI. Dei licenziati per via individuale: il 78,3% ha tra i 26 ed i 50 anni; il 35% è residente a Valdagno, primo comune per numero di licenziamenti seguito da Trissino (22%) e Cornedo (21%). Dei licenziati per via collettiva, il 67% è over 50; il 60% è di Valdagno, seguito da Recoaro Terme (15%) e Cornedo (13%).
CRISI. Quest'anno, 13 aperture di procedure di crisi aziendali, con utilizzo di ammortizzatori sociali: 5 nel settore metalmeccanico a Cornedo e uno a Valdagno; 3 nell'oreficeria a Trissino; 3 nella concia e uno nell'abbigliamento tra Trissino e Valdagno.
INTERVENTI. Per Piero Marangon, titolare dell'impresa orafa Nanis, «la crisi costringe a scelte dolorose come spostare lavorazioni all'estero per avere il margine necessario per reinvestire». Per Giuseppe Marcante, concessionario auto Toyota, «essere sul mercato con i giusti requisiti ti rende un facile bersaglio rispetto a quel 28% di economia sommersa». Ilario Novella, presidente della Bcc San Giorgio Valle Agno, conferma: «In valle reinvestiamo 141 milioni, a fronte di 122 milioni raccolti». Per Eliseo Visonà, titolare di Autovisper, «gli imprenditori pagano il 52,37% di contributi e dallo Stato non si ha niente in cambio». Per Ornella Vezzaro, presidente Conferesercenti Vicenza, «sarebbe stato utile detassare le tredicesime». Gianluca Cavion, presidente mandamentale valdagnese di Assoartigiani, punta il dito «sulla troppa burocrazia che blocca le imprese italiane».

Schio. Lampioni
diventano bio
Risparmio
del 30%

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La lampade anti-inquinamento fanno il loro debutto e regalano risprami energetici superiori al 30%. Il Comune sta procedendo alla sostituzione delle lampade della pubblica illuminazione in via Fra' Giovanni da Schio e in via Fusinieri: i nuovi apparecchi sono a flusso controllato, rispondenti alla recente legge regionale contro l'inquinamento luminoso. E dopo il Quartiere Operaio toccherà al centro storico di Magrè.
La potenza della lampada è di 70 W, in luogo degli esistenti 100 W, con un risparmio energetico di oltre il 30%. L'intervento che proseguirà in tutte le strade del quartiere Rossi prevede il posizionamento complessivo di circa 120 lampade che, oltre ad un risparmio sul fronte energetico, consentono anche di abbattere l'inquinamento luminoso in quanto hanno un flusso controllato verso il basso e non un irradiamento disperso anche verso l'alto, con qualche disturbo anche per chi risiede nelle abitazioni vicine ai lampioni.
«Garantire ai cittadini strade e marciapiedi ben illuminati è un nostro preciso impegno - sottolinea l'assessore alla cura dei quartieri Roberto Dall'Aglio - Così si coniuga efficienza, attenzione all'ambiente e risparmio, sia energetico che economico».
In tema di risparmio energetico, da segnalare che nei giorni scorsi è stato realizzato un intervento sui semafori cittadini che ha portato alla sostituzione delle lampade ad incandescenza con i led negli impianti che regolano gli incroci di via Trento Trieste - via Venezia, via XXIX aprile - via Tito Livio e via Roma - via Pio X a Magrè. M. SAR.

Schio.
Cane ucciso.
Protesta
animalista

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Mauro Sartori



Schio. Brahms adesso riposa in pace. Dopo che l'assicurazione ha pagato i danni ai vigili morsicati e la sua padrona ha chiesto loro le scuse, venendo prosciolta. Si è conclusa con la remissione di querela e con una manifestazione di protesta degli animalisti nel piazzale davanti al tribunale di Schio il processo che vedeva imputata Monica Greselin, 42 anni, di Schio. Parti offese erano due agenti della polizia locale, Mauro Berto e Francesco Pianegonda, che il 15 dicembre del 2007 vennero morsicati dal moloso di nome Brahms, mentre tentavano di catturarlo in un parcheggio vicino all'ospedale De Lellis.
L'EPISODIO. Brahms, tre anni, soffriva di epilessia ed era fuggito dall'abitazione di via Luzio approfittando di un cancello lasciato aperto da alcuni ragazzini, entrati nel giardino per recuperare un pallone.Il cane di grossa taglia (pesava 50 kg), girovagava nei pressi del De Lellis. La sua presenza era stata notata da qualcuno che aveva avvisato il comando di polizia locale. I due agenti, nel tentativo di renderlo inoffensivo, riportarono ferite guaribili in pochi giorni.
L'ADDIO. La signora Greselin, proprietaria dell'animale che fu poi soppresso nonostante i veterinari stessi sostenessero la sua docilità e il fatto che fosse privo di dentatura, era assicurata e le due vittime vennero risarcite per le spese sostenute. Ma l'accusa per lesioni colpose e omessa custodia dell'animale è andata avanti e ieri è approdata in aula, seguita da un clamore inusuale, provocato dalle contestazioni degli animalisti pronti a prendere le parti del cane corso e della padrona.
IN TRIBUNALE. Il giudice di pace Giacomo Fazio ha subito convocato le parti in camera di conciliazione per cercare di trovare una soluzione indolore. Gli agenti hanno ritirato la querela davanti alle parole della proprietaria di Brahms, difesa dall'avvocata Edda Grasselli, che si è detta dispiaciuta dell'accaduto e convinta che abbiano fatto solo il loro dovere.
LA PROTESTA. Il ritiro della querela, accolto con soddisfazione dalle parti, non ha evitato applausi di scherno di una decina di attivisti di "100% Animalisti", rivolti agli agenti all'uscita. Un breve momento di tensione, sedato dall'intervento dei carabinieri della stazione di Schio che controllavano la zona dopo che era stata annunciato il presidio di protesta.
IL COMMENTO. «È pazzesco quanto ha dovuto subire Monica - ha riferito Francesca Saggin, responsabile vicentina dell'associazione animalista impegnata nelle battaglie contro i circhi ed alcune macellerie ma che non disdegna di sostenere i privati possessori di animali alle prese con la giustizia. - La vera vittima di questa storia è Brahms, cane docile che la padrona ha fatto sopprimere sotto la pressione di molti».
ALTRI CANI. Seppur sollevata per la conclusione positiva della vicenda, Monica Greselin ha rivolto commossa il suo primo pensiero al cane corso che aveva prevelato dal canile e che aveva curato con amore.
In casa adesso ha quattro chihuaua, che insieme non arrivano ad un quarto della stazza di Brahms e incutono meno timore di un cane corso.

Schio. Contributi
alle scuole
con più stranieri
in aula

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Mauro Sartori



Schio. Una pioggia di soldi per le scuole scledensi, più contributi per quelle con maggior numero di stranieri in classe. E intanto cala il numero degli insegnanti. L'amministrazione comunale ha stanziato 65 mila euro destinati a sostenere interventi per lo sviluppo dell'integrazione degli alunni svantaggiati, dei portatori di handicap e per la realizzazione di attività complementari.
Un primo settore di interesse è quindi quello dell'accesso e del diritto allo studio, nel quale rientrano le attività didattiche di sostegno e recupero degli alunni in difficoltà, le attività finalizzate all'integrazione dei bambini stranieri e all'apprendimento della lingua italiana.
La delibera di giunta riserva infatti una quota alle scuole in cui la percentuale di presenza degli alunni stranieri sia superiore al 22%, che è poi la media delle presenze straniere nelle scuole scledensi. Ma vi sono punte del 30 - 40% negli istituti del centro storico.
«Sono dati che non vanno ignorati - afferma l'assessore Lina Cocco. - Per sostenere i progetti d'integrazione abbiamo destinato 13 mila euro, pari ad un quinto dei fondi complessivi».
Si sosterranno poi le iniziative didattiche complementari come l'educazione alla pace, la realizzazione di spettacoli teatrali, l'approfondimento dei linguaggi audiovisivi e multimediali. Per le scuole secondarie di 1° grado e i contributi potranno essere destinati a progetti per l'insegnamento delle lingue straniere.
«Si tratta di iniziative complementari che negli anni hanno determinato la qualità dell'offerta didattica degli istituti scledensi e che vogliamo non vadano perse - spiega l'assessore all'istruzione Lina Cocco - un contributo significativo soprattutto in un momento che per le scuole è segnato da una grande incertezza dovuta ai cambiamenti che rendono difficile la pianificazione e la riprogettazione dell'offerta didattica. Nei giorni scorsi, d'accordo con i comuni di Valdagno e Thiene, abbiamo deciso di spostare a gennaio il Forum per l'orientamento della terza media perché non è ancora chiaro tra quali e tra quanti indirizzi di studio i ragazzi potranno scegliere».
In seguito alla riorganizzazione Gelmini le scuole primarie di Schio hanno subito una riduzione di 11 docenti, mentre sono 8 gli insegnanti in meno alle secondarie di 1° grado.

Villa Caldogno.
Nasce il bunker
per giovani
artisti

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Cladogno. Il bunker per ripararsi durante la seconda guerra mondiale diventa una galleria d'arte. Il rifugio antiaereo sotto il complesso palladiano di villa Caldogno è diventato uno spazio espositivo per giovani artisti, che possono così mettere in mostra la loro creatività. Il bunker è stato, infatti, arricchito con i lavori originali e moderni degli artisti che fanno parte dell'associazione "Cald Art". Il gruppo è nato qualche anno fa, in collaborazione con il progetto giovani del Comune, con lo scopo di promuovere la passione di tutti coloro che hanno aspirazioni e attitudini artistiche, in particolare per la danza, la fotografia, la musica e la pittura.
Recentemente sono stati esposti i lavori di Alessandro Del Bello e di alcuni suoi amici, ma c'è già chi si sta prenotando per le future rassegne. Insomma, l'area espositiva piace e affascina gli artisti, che chiedono di poter esporre le loro opere nel bunker. Ma quel che è più interessante è che lo spazio sarà messo a disposizione dei creativi locali, che da tempo cercavano casa per le loro mostre.
«Il recupero del bunker di villa Caldogno, grazie allo sforzo congiunto dell'amministrazione comunale e della Regione Veneto -commenta l'assessore alle politiche giovanili Fabio Gollin-, offre un nuovo spazio espositivo ai giovani artisti del paese che così avranno maggiori occasioni per mostrare il proprio talento e per confrontarsi in modo propositivo con altre opere d'arte moderna che metteremo in mostra grazie anche a "C4", il Centro cultura del contemporaneo Caldogno».M.D.V.

Montecchio P. Villa Cita,
degustazione
in barchessa

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Il milione di euro investito per Villa Cita a Montecchio Precalcino comincia a dare i suoi frutti e si fa strada la possibilità di realizzare, nelle pertinenze della residenza, un punto di degustazione di prodotti tipici.
La prima fase dei lavori ha coinvolto gli annessi rustici della villa, con la sistemazione della prima barchessa grazie ad un investimento di circa 500 mila euro. Ora che il primo stabile è stato completamente restaurato e reso agibile in tutte le sue parti, il testimone passerà al secondo annesso. Per l'apertura del nuovo cantiere bisognerà però attendere il 2011, come previsto nel piano triennale delle opere pubbliche.
Nel frattempo l'amministrazione comunale ha investito altri 480 mila euro per i lavori di restauro delle mura esterne, la sistemazione del tetto del corpo centrale e un intervento di manutenzione straordinaria sugli infissi della villa.
Con la sistemazione dell'antico edificio e dei suoi annessi rustici torna alla ribalta anche la questione di come utilizzare al meglio questo spazio nel cuore della collina del paese.
«Al momento la villa è utilizzata per incontri o manifestazioni culturali -spiega il sindaco Imerio Borriero-. La nostra intenzione, però, è di valorizzare questo luogo, in modo che le persone possano viverlo maggiormente. Per ora è solo un'ipotesi ma le barchesse, ad esempio, potrebbero ospitare un luogo dove degustare prodotti tipici della zona». A.Z.

Trissino.
Energia pulita
Marzotto premia
i progetti migliori

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Giancarlo Brunori



«La ricerca va premiata, soprattutto se caratterizzata da intelligenza e coraggio». Il conte Giannino Marzotto ha annunciato in anteprima, ieri in villa Marzotto a Trissino, la nascita dell'Associazione "Progetto Marzotto" che finanzierà progetti di studiosi, relativi anche all'energia alternativa.
«L'associazione - ha spiegato - ha l'usufrutto di un patrimonio di 20 milioni di euro, la cui rendita di 500-700 mila euro sarà destinata a "Grants" per giovani ricercatori che siano in grado di trasformare le idee in business». È stato annunciato nella cerimonia di conclusione del Premio internazionale "Intelligenza coraggiosa - Coraggio intelligente" proposto dalla Fondazione Club Mille Miglia "Franco Mazzotti" di cui il conte Giannino è presidente.
E in vista c'è già l'idea di costituire una Fondazione a cui saranno donate le opere d'arte, per un valore di 50 milioni di euro, che il conte ha ereditato dal padre. A riguardo delle energie alternative, si sta lavorndo anche per «creare una sorta di museo itinerante sull'automobile ecologica coinvolgendo musei, fiere ed enti italiani di massimo rilievo».
A chiusura del Premio internazionale, assegnato per il 2009 al bengalese Muhammad Yunus Premio Nobel per la Pace (2006) e fondatore della Grameen Bank e dunque del microcredito, si è tenuta una "lectio magistralis" finanziaria con relatore Alessandro Azzi, presidente della Federazione delle Banche di credito cooperativo, vice presidente dell'Abi e banchiere dell'anno 2009.

Schio
«Le scarpe verdi
non costituiscono
un'emergenza»

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Botta e risposta in consiglio comunale l'altra sera tra il capogruppo leghista Valter Orsi e il sindaco Luigi Dalla Via sulla faccenda dello sconto ai simpatizzanti leghisti nei negozi di Carla Sport, che ha interessato persino le "Striscia la notizia". Il blitz degli attivisti dello spazio sociale Arcadia, che hanno esposto striscioni e gettato alcune paia di scarpe tinte di verde davanti al punto vendita in zona industriale nel pomeriggio di sabato scorso, è diventato oggetto di una domanda di attualità presentata da Orsi: «Quali azioni l'amministrazione comunale vuole mettere in atto al fine di tutelare le attività commerciali, produttive ed ogni singolo cittadino contro le azioni squadriste del centro sociale?»
Orsi ha voluto ribadire che la convenzione posta in essere tra Carla Sport e Lega, relativa a sconti su particolari articoli, come ad esempio le scarpe da ginnastica Vance di colore verde, è uguale a quella che il negozio attua con varie associazioni scledensi. Proprio questo particolare ha offerto lo spunto al sindaco per la replica: «Non mi risulta che ci siano stati problemi di ordine pubblico - risponde Dalla Via. - Se si vuole trasformare l'accaduto in un fatto politico, allora dobbiamo metterci d'accordo. A Schio non c'è emergenza democratica, come invece sostiene il senatore Paolo Franco. Ci sono leggi da rispettare e se ci sono stati atti lesivi nei confronti di un negozio storico come Carla Sport, che è anche un vanto per la città, saranno le autorità giudiziarie a stabilirlo».
Serrato il confronto sull'acquisizione da parte del Comune del Giardino Jacquard, progettato da Antonio Caregaro Negrin e considerato uno dei più straordinari esempi di giardino romantico italiano. Fra gli spettatori c'erano i rappresentanti della sezione locale di Italia Nostra. Tutti d'accordo comunque sul documento che intende impegnare Provincia, Regione e Ministero dei Beni culturali nell'onerosa opera di recupero del manufatto, che costerà al Comune 478 mila euro ma ce ne vorranno molti di più per gli interventi di restauro. M. SAR.

Malo.
La parrocchia
dà lo sfratto
alla bocciofila

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Malo. Rapporti tesi tra parrocchia e società bocciofila maladense per l'utilizzo della struttura ricreativa di via Molinetto, tanto che ora si è deciso di passare alle vie legali.
Proprietari del bar e responsabili della società si sono visti infatti recapitare una raccomandata a firma dello studio legale Meneguzzo, incaricato dalla parrocchia di richiedere la restituzione immediata del bocciodromo, impianto che il musicista e compositore Luigi Lanaro finanziò e regalò alla cittadinanza ad inizio degli anni '70, utilizzato in comodato dalla società sportiva maladense.
Il terreno su cui sorgono la struttura sportiva e il bar, realizzato grazie ad una sottoscrizione fra i soci giocatori, è effettivamente di proprietà della parrocchia e la società non possiede alcun documento scritto che testimoni la donazione del locale.
«Ci è stato chiesto di liberare gli immobili -spiegano i soci della bocciofila-, scrivendo nella lettera che una nostra "condotta inadempiente" costituirà "un fatto illecito, fonte di responsabilità per i danni subiti dalla parrocchia di Malo"».
Nell'estate del 2007 il bocciodromo era stato colpito da una violenta tromba d'aria, che ne aveva comportato l'inagibilità.
«Abbiamo provveduto noi a sistemare provvisoriamente il tetto -sottolineano ancora i soci-, ma siamo consapevoli che c'è bisogno di una ristrutturazione. Nella raccomandata viene scritto che la nostra occupazione comporta "l'impossibilità di provvedere alle sistemazioni di cui la struttura ha urgente e indifferibile bisogno". Sappiamo che probabilmente il consiglio pastorale vuole trasformare l'edificio in un magazzino per la sagra e il campo Malo, ma allora che ne sarà della volontà del donatore, che lo lasciò alla comunità per assolvere ad una funzione sociale aggregante e ricreativa, soprattutto per i meno giovani?».V.C.

Velo. A caccia
con le reti vietate.
Finisce nei guai

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Velo. Non solo le reti vietate e gli uccelli, anche protetti, in frigorifero. In casa nascondeva pure uccellini vivi, senza alcun anello, che i forestali gli hanno trovato nonostante abbia opposto resistenza. Nei guai è finito il pensionato Bruno Lorenzato, 64 anni, residente a Velo d'Astico in via Peon 5, accusato di furto ai danni dello Stato, di attività venatoria con mezzi vietati e di resistenza a pubblico ufficiale.
Il movimentato episodio è avvenuto l'altro pomeriggio. Gli agenti della forestale del comando di Arsiero erano impegnati in un controllo nella zona di Peon quando hanno notato, in una zona coltivata a granturco e vicina ai boschi, un uomo che armeggiava con fare sospetto. Si sono accorti che c'era una rete, lunga una dozzina di metri e alta uno e mezzo, sulla quale erano rimasti impigliati degli uccelli. Lorenzato stava liberando una cinciallegra e, alla vista degli agenti, è scappato, lasciandola volare libera dopo che l'aveva nascosta in una tasca del giubbotto. Il vicentino è stato inseguito e bloccato; fra l'altro il pensionato, nella fuga, si era fatto male ad una spalla, ma non è stato necessario ricorrere alle cure del pronto soccorso.
La forestale si è fatta accompagnare a casa di Lorenzato; quest'ultimo, quando ha compreso che avrebbe subito una perquisizione, ha cercato di ostacolare gli uomini del comandante provinciale Zovi in tutte le maniere, opponendo anche resistenza fisica.
In cantina, in un frigorifero, sono stati trovati un merlo e una dozzina di fringuelli morti. In soffitta, invece, c'erano un'altra dozzina di fringuelli, ma anche un lucherino, una peppola e tre cardellini, senza anello identificativo. Lorenzato, che non è più un cacciatore, li teneva in modo del tutto illegale, e per questo gli viene anche contestato il furto ai danni dello Stato. L'avifauna è stata sequestrata; il pensionato è stato denunciato. D.N.

Thiene.
Genitori contro
le nuove norme
sullo scuolabus

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Alessia Zorzan



Rimane aperto il problema del trasporto scolastico tra le frazioni thienesi e le scuole medie del centro, tanto che alcune famiglie saranno costrette a rinunciare al servizio. L'amministrazione comunale si è resa disponibile ad aumentare le fermate dello scuolabus tra Rozzampia, il Santo e Lampertico, ma questo non basta a risolvere il problema della presenza obbligatoria dei genitori allo stop del pullman, nel momento in cui i ragazzi tornano da scuola.

FERMATE. Se fino all'anno scorso infatti era una prassi consolidata quella di far scendere gli studenti di ritorno dalle scuole medie alla fermata anche senza adulti presenti, ora la storia è cambiata. L'autista dell'autobus, comprensibilmente, non vuole assumersi la responsabilità di lasciare dei minorenni da soli, ma non tutti i genitori riescono a conciliare gli orari dello scuolabus con i propri turni di lavoro.
«A seguito di alcuni sopralluoghi tecnici - spiegano dagli uffici comunali - si è stabilito di aggiungere sei fermate al normale percorso degli scuolabus nelle frazioni di Thiene: cinque nella zona Rozzampia e una per il Santo e Lampertico».
«In questo modo - chiariscono - si è cercato di agevolare il più possibile i genitori, che dovranno comunque organizzarsi per prendere in consegna alla fermata dello scuolabus i ragazzi, come previsto dalla legge». L'aumento delle fermate è di certo una comodità in più per gli abitanti delle frazioni, ma non risolve le difficoltà delle famiglie.

IL NODO. «Certamente queste fermate in più ci agevoleranno - commentano i genitori - ma questa iniziativa da sola non basta a risolvere il problema. Ad anno scolastico già iniziato è difficile per noi gestire in modo diverso il trasporto dei nostri ragazzi. Torniamo a chiedere che ognuno possa assumersi la responsabilità dei propri figli, autorizzandoli a rientrare a casa da soli, senza far ricadere la responsabiltià su terze persone. Non stiamo parlando di bambini delle elementari, ma di ragazzi delle scuole medie, in grado di raggiungere casa in autonomia».
«Se non si trova una soluzione - aggiungono - alcuni di noi saranno costretti a rinunciare al servizio, perché a queste condizioni è diventato più un problema che un'agevolazione. dovranno così far attendere i ragazzi fuori da scuola fino a quando non escono dal lavoro e possono andarli a prendere in macchina».

LA PROPOSTA. L'alternativa proposta dal Comune alle famiglie è quella di delegare, in forma scritta, un genitore che non abbia problemi di lavoro a recuperare anche altri ragazzi, oltre al proprio figlio. Una via che non convince però i genitori.

LA REPLICA. «Questo significa caricare un altro genitore della responsabilità dei ragazzi - ribadiscono - spostando il problema dall'autista ad altre persone, non risolvendolo. Ci siamo resi disponibili a garantire la presenza di un adulto ad ogni fermata, ma senza delega formale. A quanto sembra, però, nemmeno questo è possibile».

Schio. Liquidata la Iman Pack
Società in mano
a sei dipendenti

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Mauro Sartori



L'Iman Pack viene messa in liquidazione volontaria e la proprietà viene rilevata dai dipendenti. Clamorosa svolta nella trattativa che da qualche settimana vedeva protagonista l'azienda di via Lago di Bolsena, specializzata in macchinari per l'imballaggio, titolare di importanti brevetti relativi alla raccolta differenziata.
Messo alle strette dagli istituti di credito, che a settembre hanno chiuso i cordoni della borsa lasciando la ditta in estrema difficoltà, l'imprenditore Antonio Bonotto ha scelto la via più indolore per mollare il timone dell'azienda, che ha fondato nel '75. Bonotto è conosciuto in città sia per i trascorsi sportivi, che per quelli imprenditoriali e politici. Negli anni '70 fu bandiera di gloriose società calcistiche della zona come l'Us Malo e l'Ac Schio, di cui divenne anche presidente.
Negli anni '90 è stato anche presidente mandamentale dell'Api e nel 2004 principale avversario di Luigi Dalla Via nella corsa alla poltrona di sindaco: qualche candidato di Forza Italia al primo turno e di una coalizione di centrodestra al ballottaggio.

Fra dipendenti diretti e indotto, rappresentato da tre ditte collegate, sono oltre un centinaio i lavoratori che stanno seguendo con apprensione l'evolversi della vertenza. Dopo la messa in liquidazione volontaria, la Iman Pack sarà rilevata da 6 dipendenti con compiti dirigenziali, sostenuti da un finanziatore svizzero che, a quanto pare, diventerà socio di maggioranza.

«Il lavoro c'è -premette Bonotto-. Ci sono commesse da completare, poi nel giro di un anno si ripartirà. Io resto per dare una mano ai nuovi proprietari. Non avrei mai mollato la mia azienda, che rimane una bella realtà nel panorama industriale del territorio, se non fossi stato messo alle corde dalla difficoltà di far circolare denaro, unita ad una flessione del mercato. Abbiamo investito molto sulle isole ecologiche e su brevetti per la raccolta differenziata, un patrimonio di prodotti e conoscenze che rimangono in ditta».

La famiglia Bonotto uscirà di fatto dalla proprietà. Per tutti i dipendenti verrà richiesta la cassa integrazione speciale, sino a quando la nuova società non sarà in grado di riprendere. «La volontà è quella di ripartire con una quindicina di addetti, per poi riassorbirli quasi tutti -commenta il sindacalista Maurizio Doppio della Fim Cisl-. Qualcuno si perderà inevitabilmente per strada, perchè è impensabile una ripresa completa in un settore come il packaging che comincia a pagare la crisi. Un progetto industriale c'è ed abbiamo fiducia sui nuovi proprietari. Preoccupa semmai la situazione dell'indotto».

Schio. Vaccino contro l'influenza
Ma tutti in coda

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Silvia Ferrari



Assalto agli ambulatori e ai centri allestiti dall'Ulss per effettuare le vaccinazioni. Quest'anno l'influenza stagionale fa più paura agli scledensi che si sono riversati in grande quantità, quasi il doppio rispetto all'anno scorso, alle sedute disposte per i vaccini. A circa due settimane dall'inizio delle vaccinazioni, avviate il 12 ottobre, quasi 17 mila persone si sono presentate nelle sedi periferiche dell'Ulss 4 (Thiene - Schio) e altre 8 mila si attendono per l'ultimo ciclo che sarà effettuato questa settimana. Ancora sette giorni di tempo, dunque. I ritardatari dovranno recarsi dal proprio medico curante.
«Siamo molto soddisfatti - dichiara Edoardo Chiesa, responsabile del Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ulss 4 -. La maggiore risposta rispetto agli anni scorsi indica che la nostra campagna di sensibilizzazione ha funzionato». Oltre all'aumento dell'informazione, secondo Chiesa, altre due sarebbero le cause della maxi richiesta: l'acquisizione di questa pratica ormai d'uso comune e l'allarmismo dovuto alla pandemia dell'influenza A il cui vaccino arriverà in Italia a metà novembre. «Abbiamo anticipato le vaccinazioni per poi poter effettuare quelle per l'influenza A - spiega Paola Cassiano, direttore delle unità operative per le cure primarie dell'Ulss 4 -. Quest'anno abbiamo aggiunto, insieme al vaccino anti - influenzale, anche la somministrazione della vitamina D contro l'osteoporosi. Anche grazie a questo le persone sono aumentate».
L'affluenza a Schio è stata talmente alta che in certe sedi si sono create lunghe file d'attesa, nonostante il personale schierato tra infermieri e volontari.
A S. Croce, ad esempio, a causa della mancanza di disponibilità degli spazi dell'oratorio, l'ambulatorio d'emergenza è stato allestito in via dei Nani. La ristrettezza del luogo ha creato però qualche disagio agli utenti che si sono presentati in numero nettamente superiore alle aspettative, facendo lievitare i tempi di attesa. Il terzo turno è iniziato ieri: oggi dalle 14.30 alle 15.30 all'ex scuola elementare di Monte Magré; domani dalle 14.30 alle 16.30 nell'ambulatorio volontario di zona Caile a Poleo; giovedì dalle 14.30 alle 15 a S. Maria di Tretto e venerdì dalle 9 alle 11 all'associazione "La famiglia" di SS.Trinità.

Thiene. Salta l'accordo alla Stefani. Scioperi in vista

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Alessia Zorzan



Tutto da rifare in casa Stefani. È saltata infatti la firma dell'accordo tra sigle sindacali e Scm Group sulla gestione della cassa integrazione straordinaria, nonostante sembrasse cosa fatta. Visti gli sviluppi, ieri mattina la Rsu di Stefani ha proclamato l'ennesimo sciopero-assemblea. Il clima tra le parti si fa più teso e i sindacati promettono battaglia.
I rappresentanti di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, con le relative Rsu, l'altro giorno hanno raggiunto Bologna, per un incontro con la direzione generale del Gruppo e la firma dell'accordo delineato verbalmente a settembre al Ministero del lavoro. Secondo i sindacati l'azienda sarebbe tornata sui suoi passi, presentandosi a Bologna con un nuovo piano, diverso da quello concordato.
«Siamo veramente delusi dal comportamento dell'azienda - hanno commentato i rappresentanti sindacali -. Eravamo convinti che si sarebbe firmato l'accordo, invece l'azienda è tornata sui suoi passi, senza rispettare gli impegni presi. Abbiamo presentato subito una controproposta, per recuperare l'intesa, ma l'azienda l'ha definita irricevibile. A questo punto è chiaro che vuole fare da sola, ma noi non ci stiamo».
I punti caldi dell'accordo, sui quali azienda e sindacati hanno perso l'intesa, riguardano i criteri di scelta dei lavoratori da sospendere a zero ore; i criteri di utilizzo della cassa integrazione straordinaria con la rotazione dei dipendenti e l'integrazione economica da parte dell'azienda di quanto corrisposto dall'Inps.
«Visto la criticità della situazione - concludono i sindacati - trovare un'intesa è ancora importante. Se l'azienda vorrà riaprire la trattativa, dimostrando interesse per le necessità dei lavoratori, noi siamo disposti ad ascoltare, Altrimenti siamo pronti a seguire una linea dura per far rispettare i diritti dei dipendenti».

Alessia Zorzan

Thiene. Legano con lo scotch una gattina e cercano di bruciarla viva

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Silvia Dal Maso



Hanno preso una gattina e hanno cercato di bruciarla dopo averla legata con lo scotch e chiusa in uno zainetto scolastico.
La vittima del terribile episodio di violenza fortunatamente è ancora viva. Merito dei medici veterinari dell'Ulss 4 che l'hanno trovata in fin di vita nell'area Nordera. il felino era stato legato con dello scotch, ferito ed ustionato. I veterinari, accortisi che era ancora vivo, l'hanno immediatamente soccorso portandolo in ambulatorio dove è stato sottoposto alle prime cure. Per riuscire a togliere tutto il nastro adesivo è stato necessario sedare la micia ma alla fine l'operazione è riuscita.
Avendo notato che accanto alla gatta c'era uno zaino, anch'esso bruciato, i medici lo hanno ispezionato e così hanno trovato un biglietto con dei numeri di telefono. Avvisati immediatamente i carabinieri, sono scattate le indagini. Le prove porterebbero ad una banda di ragazzini del posto anche se ancora non ci sono certezze.
«Non escludiamo che si tratti di un atto di bullismo -dice l'animalista thienese Francesca Piazza-. I ragazzini forse hanno voluto fare uno sgarbo ad un compagno prendendosela con la sua gatta. I carabinieri stanno ancora verificando la posizione dei giovani identificati e quindi è un po' presto per tirare le conclusioni. Certo è che si tratta di un gesto davvero tremendo e che lo possano aver commesso dei ragazzini fa ancora più rabbia». La gattina è stata affidata ad una famiglia in attesa che venga "adottata".

Malo. Terreni
al cromo
test sulla soia

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A Molina l'utilizzo sperimentale dei terreni, inquinati da percentuali di cromo superiori alla norma, potrebbe presto diventare realtà. È già stato compiuto un primo passo per concretizzare un progetto, per testare l'eventuale passaggio del cromo dal terreno alla pianta o alle coltivazioni e così condurre adeguati studi in merito. «Sono stati prelevati campioni di soia coltivata nei terreni inquinati -spiega Matteo Golo, assessore all'ecologia e all'ambiente-: ora si trovano nei laboratori preposti, in attesa delle analisi che verranno condotte dall'Arpav e dall'Ulss. Attendiamo il responso prima di decidere come muoverci». A partire dal 2003 erano già stati realizzati campionamenti sulle aree in questione, da parte dell'Arpav: è risultata una concentrazione di cromo effettivamente consistente in alcuni terreni a sud della frazione di Molina, dove probabilmente si sono depositati residui industriali risalenti agli anni '60 e '70. In particolare l'inquinamento si è concentrato lungo il percorso di un vecchio fossato, ora sotterrato.V.C.

Thiene. Con l'aereo virtuale si vince la paura di volare

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Al via due nuove iniziative all'aeroporto Ferrarin, curate dalla scuola di volo Aeropubblicità. La scuola infatti da un lato aiuterà le persone a sconfiggere la paura di volare, con il supporto di un aereo virtuale, dall'altra spalleggerà alcuni ricercatori dell'Università di Padova nella ricerca di siti archeologici. Anche in vista di questo impegno Aeropubblicità ha acquistato il Cessna D-Ezte, un quadriposto da 180 cavalli di ultima generazione. Per aiutare chi viene preso dal panico al momento di salire su un aereo, Aeropubblicità ha elaborato un programma di due giorni, disponibile su prenotazione. Il piano prevede l'incontro con la psicologa Elena Donadello, la prova sul simulatore di volo di proprietà della scuola e un volo reale. «Siamo stati contattati anche da alcuni ricercatori dell'università di Padova - spiega Sergio Maron, titolare di Aeropubblicità -. Hanno bisogno di un mezzo per sorvolare le nostre montagne e individuare siti archeologici. Noi metteremo a disposizione l'aereo e il pilota, loro le attrezzature neccessarie». A.Z.

Schio. Auto
esplode nel park
distrutte sei auto

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Silvia Ferrari



Una scoppio improvviso, fiamme che distruggono tre auto e ne danneggiano altre sei. Brutta sorpresa per i proprietari dei mezzi coinvolti nell'incendio scoppiato ieri mattina al parcheggio di via Baccarini, ex scalo-merci. Tornati per riprendere le auto, hanno trovato lamiere contorte e carrozzerie arse dal fuoco. Delle auto coinvolte, tre sono state completamente bruciate (una Panda, una minicar Ligier a un'Audi) e sei danneggiate in modo più o meno grave (una Yaris, una Multipla, una Renault Clio,una Renault Scenic, un'Alfa 164 e un'Audi). Della Ligier, da cui è partito l'incendio, non è rimasto praticamente nulla, se non cenere e la carcassa del motore.
BOATO. L'episodio è avvenuto poco dopo le 9, quando dopo lo scoppio della minicar in sosta, una fiammata di almeno tre metri si è alzata dal parcheggio, diffondendo fumate nere visibili dal centro e addirittura dagli uffici più alti della zona industriale.
TESTIMONIANZA. Ecco la testimonianza di una residente in un palazzo vicino, accorsa sul posto: «Ero in casa e ho sentito improvvisamente uno scoppio terribile. Mi sono affacciata e le fiamme erano già altissime. È stato tutto talmente fulmineo che mi sono spaventata per l'incolumità stessa della mia casa. Poi per fortuna sono arrivati i vigili del fuoco». Pare che l'incendio sia avvenuto in modo accidentale.
INDAGINI. Gli inquirenti, dopo aver ascoltato le testimonianze di chi ha assistito alla scena e grazie anche alle videocamere che tengono sotto controllo la zona, sono riusciti a ricostruire la dinamica. La minicar Ligier è stata parcheggiata la sera precedente da una donna originaria da un Paese dell'Est, I.I., 43 anni, che l'aveva comprata usata da tre giorni. Tornata ieri mattina per riprendere il veicolo, nell'accendere il motore si è accorta che qualcosa non andava ed è scesa. Dopo qualche istante però il veicolo, quasi totalmente in plastica, ha preso fuoco, probabilmente a causa di un corto circuito, ed è esploso coinvolgendo anche gli altri mezzi. I danni stimati ammontano a più di 30 mila euro.
SBARRE. L'intervento dei vigili del fuoco è stato immediato, anche se rallentato da questioni tecniche. I due mezzi giunti sul posto, infatti, non sono potuti entrare nel parcheggio, a causa degli archi anti caravan, e hanno dovuto fermarsi a lato della strada che porta al "cono di luce". Il parcheggio dell'ex scalo merci è destinato a diventare a pagamento non appena sarà completata l'area di sosta gratuita di via Milano per oltre 200 auto. I lavori dovrebbero partire a dicembre ed essere ultimati nei primi mesi del 2010. Solo allora il parking sarà a pagamento, con lettura ottica delle targhe dei mezzi in entrata.
DIAVOLINA. Pare dunque da escludere la natura dolosa dell'incendio che alcuni avevano ipotizzato, pensando all'ennesimo attentato di Mister Diavolina, l'ignoto piromane che ha già distrutto alcuni veicoli in città, prendendo di mira dirigenti dell'Agenzia dell'entrate, liberi professionisti, mezzi comunali.
RIMOZIONE. Dopo che le fiamme sono state spente, le auto bruciate sono state rimosse immediatamente da due carro-attrezzi giunti sul posto. I vigili del fuoco hanno pulito la zona, rimuovendo gli elementi bruciati e le grate dei parcheggi.
Restano da individuare alcuni proprietari delle auto interessate. Molta la paura anche tra i proprietari delle auto vicine, accorsi per verificare eventuali danni.

Thiene. Ecco la Terza di ottobre vetrina di prodotti locali

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Marialuisa Duso



Molto più di un grande mercato l'appuntamento con la Terza di ottobre che ritorna domenica, dalle 8 alle 19, nel centro storico di Thiene, con nuovo slancio e tante novità: la risposta alla crisi, offrendo una vetrina delle produzioni locali, votate alle eccellenze.
Con questo spirito si sono mossi i promotori: insieme all'assessorato alle attività produttive, le associazioni di categoria direttamente coinvolte, Artigiani, Ascom e Coldiretti. «Siamo sicuramenteuno di fronte ad uno degli appuntamenti più legati alla tradizione - sottolinea l'assessore alle attività produttive Giuseppe Zuccolo -. So che le associazioni si sono spese molto per potenziarlo, convinte che sia un modo importante per affermare le nostre specificità».
Il presidente degli artigiani, Antonio Benetti, reclama la paternità di questo appuntamento: «Abbiamo deciso di rilanciare la Terza di ottobre, insieme alle altre associazioni di categoria - ricorda - perchè ad un certo punto era diventato un mercato che non rispecchiava più la nostra tradizione. Mi auguro che oggi e sempre di più venga riservato alle nostre aziende, che operano in questo territorio e creano ricchezza in quest'area».
«Ci sembrava una manifestazione importante - ha rilanciato il presidente dell'Ascom, Emanuele Cattelan - e ci siamo posti l'obiettivo di non farne una copia del mercato del lunedì, ma una vera fiera, con tante specialità enogastronomiche, anche da fuori regione». Ma qui si inserisce anche il ruolo della Coldiretti, «impegnata - ha precisato il suo rappresentante locale, Raffaele Fioraso - nella valorizzazione e nella difesa dei prodotti della nostra terra».
Sono circa 200 le bancarelle protagoniste dell'evento: un centinaio di artisti, a cui verrà riservata l'area compresa fra il Bosco, via Trieste Borgo Belvigo e Piazzetta Montello, e più o meno altrettante daranno vita ad un trionfo di sapori e colori, con qualche chicca, come l'area di piazza Ferrarin messa a disposizione dei Consorzi: il Consorzio Vini Doc di Breganze, il Consorzio di tutela della denominazione della Sopressa vicentina e del Mais Marano.
Scenderanno in piazza anche gli studenti della "Scuola internazionale di restauro" di villa Fabris, i maestri artigiani esporranno le loro creazioni, mentre gli agricoltori presenteranno sopresse, patate, formaggi di malga, marmellate e dolci, vino, olio extravergine e miele. Spazio poi ad una trentina di bancarelle di alimentari con prodotti tipici e dolciumi. E nel pomeriggio, in piazza Chilesotti, verrà prodotta e distribuita la tosella.

Marialuisa Duso

Schio. Sos
dei sindacati
«La Man Turbo
trasloca in Cina»

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La Man Turbo guarda verso la Cina e i sindacati protestano. L'azienda metalmeccanica, 240 dipendenti, legata al gruppo tedesco Man, è sul mercato, come gli stessi dirigenti hanno comunicato ai lavoratori. Si cercano partner forti in grado di sostenere la produzione che non è mai arretrata, seppur di fronte ad una contrazione del mercato. Ma i dubbi delle Rsu e delle organizzazioni sindacali persistono.
«La direzione ha sempre assicurato che lo stabilimento di Schio sarebbe rimasto il centro di eccellenza della produzione e non avrebbe subito ripercussioni negative - scrivono Rsu, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm in una lettera aperta ai cittadini di Schio. - Ora la Man Turbo comunica che ha messo in vendita la maggioranza delle quote dello stabilimento di Schio motivando la decisione con la crisi mondiale ed afferma che se non si troverà un compratore, sarà costretta a ristrutturare e a licenziare.
La Man ha pure comunicato che tutta la produzione dello stabilimento di Schio sarà spostata gradualmente in Cina - processo già iniziato - e le officine di Schio diventeranno un fornitore della Man. I dirigenti della Man Turbo parlano di un loro eccesso di trasparenza dimenticando che hanno sempre tenuta nascosta l'intenzione di portare via da Schio l'intera produzione, come comunicato in un recente vertice a Berlino, e dimenticando tutte le promesse fatte dai dirigenti precedenti e attuali. Lo stabilimento di Schio gode di ottima salute e finora si è sempre lavorato effettuando orario straordinario a dimostrazione delle ottime commesse ricevute negli ultimi anni.
Il calo degli ordini previsto per i prossimi anni, non è dovuto alla crisi mondiale ma allo spostamento totale della produzione da Schio in Cina. La direzione, oltre a minacciare una ristrutturazione, non garantisce la conservazione dei posti di lavoro anche nel caso si trovi un nuovo acquirente.
Il processo di vendita è già iniziato e si è venuti a conoscenza che all'interno dell'elenco dei nomi a cui è stata offerta la nostra azienda, ci sono 4 finanziarie».
Rsu e sindacati annunciano iniziative di mobilitazione, sostenute anche dalle rappresentanze degli altri stabilimenti europei della Man. M. SAR.

Recoaro. Artusi,
categorie unite
«La scuola deve 
restare qui»

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Tutti i protagonisti del "caso Artusi", domani alle 10 si ritroveranno in consiglio comunale con il sindaco, Franco Perlotto, che ha invitato tutti coloro che partecipano ad un braccio di ferro che dura da mesi.
Sono attesi a Recoaro l'assessore provinciale alle politiche del lavoro, Morena Martini, i sindaci della vallata, che già hanno che comunque convergono sul fatto che l'Istituto deve restare nel centro termale.
Poi le categorie economiche, i capigruppo consiliari e la Giunta di Recoaro, le rappresentanze sindacali dell'Artusi e il preside, che ha già riferito la decisione del consiglio docenti di decentrare la scuola nella cintura di Vicenza.
Netta la posizione di Gianluca Cavion, presidente dell'Assoartigiani, che dichiara come i giochi siano già stati fatti, pur insistendo che la sede va mantenuta anche in futuro dove si trova ora. Vittorio Vencato, presidente della Cna, partendo dal presupposto che l'autonomia scolastica va salvaguardata, punta a mantenere il nome Artusi, che non può essere sfruttato da altri, che risulteranno concorrenti con l'istituto di Recoaro.
«Così non va bene - ha commento Giuseppe Fortuna, presidente del raggruppamento della valle dell'Agno dell'Assoindustria - va cercata un'intesa condivisa, con la mediazione, evitando il blocco, non perdendo di vista che in primo piano vanno messi gli utenti, cioè i giovani studenti che in questa scuola ricevono una eccellente preparazione». Domani, altro capitolo.
L.C.

Recoaro. Artusi:
consiglieri uniti
contro la sede
staccata

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Luigi Centomo



«Non una battaglia, ma una guerra siamo disposti a fare» è il commento di Giuliano Ezzelini Storti di Alternativa democratica, che ha preso posizione contro la richiesta del preside Giorgio Guerra a favore della istituzione di una sede staccata nella cintura di Vicenza.
«Ritengo alquanto strano - ha ironicamente commentato - che un dirigente scolastico, in carica precaria di reggente, continui con una caparbietà quasi politica a proporre una soluzione voluta dall'Assessorato provinciale alla scuola: sembra quasi ci sia una sorta di complicità. Ma il reggente vuole fare carriera politica? Nulla di male, ma lo dica subito e con chiarezza». Questo commento era stato preceduto dalla decisione del sindaco Franco Perlotto di convocare per giovedì un tavolo di lavoro con oggetto proprio la controversia sull'istituto alberghiero. Vi parteciperanno il consiglio, i sindaci di valle, le categorie economiche e i rappresentanti politici. Prontamente i capi gruppo consiliari hanno aderito alla convocazione del sindaco. Stefano Corrà, capogruppo di maggioranza della lista "Recoaro Perlotto sindaco", ha ribadito la contrarietà a qualunque cosa che penalizzi l'istituto, con la volontà di reperire gli spazi necessari o richiesti. Anche nelle parole di Massimo Pianalto, capogruppo di "Insieme per Recoaro" viene riconfermata la presa di posizione unanime del consiglio comunale in merito alla prospettiva di una sede staccata a Vicenza, annunciando la sua partecipazione al tavolo di lavoro perché «è una battaglia grande che ci deve coinvolgere tutti».

Man Turbo vuole partner «Ma non licenzieremo»

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Mauro Sartori



«Non licenzieremo nessuno» Così esordisce il direttore generale della Man Turbo, l'ingegner Stjepan Kucifer, per smentire le voci che a Schio si stanno rincorrendo ormai da qualche tempo e qualche fondamento trovano nelle dichirazioni stesse del manager di una delle industrie metalmeccaniche più importanti dell'Altovicentino, erede di un ramo produttivo della storica De Pretto.
L'azienda è in mano al gruppo tedesco Man, famoso per la produzione di autoarticolati, 50 mila dipendenti nel mondo, 4 mila e 500 impiegati nel ramo "turbo", di cui 240 nello stabilimento scledense che realizza turbocompressori.
A fronte di un calo delle commesse di circa il 60% in due anni, la Man Turbo ha comunque ordini in cassaforte per un anno abbondante di lavoro, non è ricorsa agli ammortizzatori sociali ed anzi mette sul tavolo ben 2 mila ore mensili di straordinari. Un quadro confortante che però si scontra con una contrazione del mercato tale da indurre la Man a fare un passo indietro e a cercare acquirenti.
«Il gruppo sta cercando partner, è vero - conferma i'ing. Kucifer. - Non ci sono trattative ma qualche contatto è stato avviato e fra qualche settimana ci potrebbero essere sviluppi. Tuttavia chi arriverà dovrà portare lavoro e garantire la continuità produttiva senza grossi traumi. Questo per noi è essenziale».
L'azienda sta forse pagando un eccesso di trasparenza che l'ha portata a mettere subito al corrente i lavoratori sulle intenzioni della Man, creando le condizioni per un allarmismo ritenuto ingiustificato dai vertici ma che può essere compreso, in un momento così difficile per l'economia italiana e internazionale.
«Ribadisco che non c'è alcuna intenzione di chiudere - prosegue Kucifer. - Ogni valutazione sui potenziali partner partirà dal piano industriale. La stessa Man non ha alcun interesse che si smantelli la fabbrica scledense di cui è e continuerà ad essere importante cliente indipendentemente dall'eventuale nuovo assetto societario. Siamo stati trasparenti in assemblea e capiamo la situazione di chi non accetta l'incertezza ma saremo ancora chiari con tutti. Anzi, stiamo raccogliendo un questionario con le varie richieste dei lavoratori a cui daremo sicuramente risposta».

Recoaro. Tutti contrari al trasferimento dell'alberghiero

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Luigi Centomo



«Il parere dei recoaresi è stato messo sotto ai piedi. E ci dispiace veramente».
Il sindaco Franco Perlotto, è risoluto e amareggiato per le decisioni prese in merito all'Istituto alberghiero "Artusi", di cui si sta parlando da tempo e che è un gioiello cui Recoaro non vuole rinunciare. E soprattutto non accetta di perdere un solo studente.
A tal proposito Giunta e Consiglio comunale, gruppi politici e associazioni non hanno peli sulla lingua.
«Apprendiamo con stupore che il Preside dell'Istituto "P. Artusi" Giorgio Guerra, ha inviato, senza l'accortezza di informare e coinvolgere l'Amministrazione Comunale, una lettera alla Provincia per chiedere una sede staccata, nella cintura di Vicenza, della scuola d'eccellenza del nostro paese. Il dirigente ha inviato la sua richiesta al presidente della provincia e all'assessore provinciale, senza coinvolgere il sindaco per doverosa conoscenza. E l'indignazione va alle stelle».
Così esordisce il documento unanime a firma del sindaco e dai capi gruppo del Consiglio Comunale, Stefano Corrà di "Recoaro - Perlotto Sindaco", Massimo Pianalto di "Insieme per Recoaro Terme" e Giuliano Ezzelini Storti di"Alternativa Democratica -P.R.C. e Indipendenti"
«Stupore -continua la nota - perché il dirigente scolastico , in carica come "reggente", vincola il futuro della nostra comunità prendendo parte ad un dissenso in essere con l'Assessorato provinciale alla scuola. Tutto questo mentre il Consiglio Comunale, all'unanimità più volte, anche nell'ultima seduta, ha ribadito con fermezza la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di trasferimento, anche parziale, dell'istituto Alberghiero di Recoaro».
La conferenza dei capigruppo consiliari di Recoaro Terme «manifesta disapprovazione sull'operato del dirigente scolastico; conferma la netta contrarietà espressa in più occasioni al trasferimento o apertura di una sede staccata, dell'Istituto alberghiero da Recoaro Terme. Conferma la propria volontà di trovare una vera soluzione al problema "spazi e trasporti", punto di partenza della richiesta di sede staccata, nella riunione del gruppo di lavoro composto da amministratori, tecnici e categorie economiche, appositamente istituito, che si riunirà giovedì 15 ottobre alle 11 in sala consiliare».

Montecchio. Sigillate
due ditte cinesi

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Montecchio Maggiore. I finanzieri ne hanno trovati 16, ma i giacigli erano in tutto 30: vivevano in condizioni igieniche pietose, l'uno ammucchiato sull'altro, quelle poche ore della giornata che non erano costretti a lavorare alla macchina da cucire.
La guardia di finanza ha sequestrato, l'altro pomeriggio, uno stabile in via Fratelli Bandiera a Montecchio. All'interno c'erano due aziende di confezioni gestite da cittadini cinesi, che sono stati denunciati. Si tratta di Jinlian Hu e di Dongyong Zhao, titolari di omonime attività di confezioni di capi di abbigliamento, che avevano sede all'interno dello stabile al civico 3, che è stato sequestrato come pure un ex garage adibito a dormitorio-laboratorio. I due titolari sono stati segnalati al pm Giorgio Falcone con le accuse di sfruttamento della condizione di illegalità dello straniero e di impiego di manodopera clandestina in Italia. Gli inquirenti stanno valutando l'ipotesi della riduzione in schiavitù.
Il blitz è scattato durante l'attività di lavoro. All'interno stavano operando 16 cinesi, uomini e donne abbastanza giovani, con un bambino. Otto di loro sono clandestini in Italia, gli altri irregolari come dipendenti.
I finanzieri della tenenza di Arzignano, guidati dal tenente Angelo Aloi, hanno fatto irruzione bloccando tutte le vie di fuga, ma non è escluso che qualcuno fosse riuscito un attimo prima a dileguarsi visto che all'esterno erano installate telecamere per controllare chi si avvicinava allo stabile.
I militari, durante il sopralluogo, hanno trovato casualmente un'intercapedine, nascosta da finte pareti e da un divano: si trattava di un piccolo corridoio che collegava il garage e l'abitazione, e quindi i due laboratori, e che poteva essere usato come nascondiglio. I cinesi si sarebbero infatti premuniti contro i controlli da parte delle forze dell'ordine.
I finanzieri hanno chiesto ausilio anche ai vigili urbani, che hanno accertato il sovraffollamento di quelle anguste stanze e gli abusi edilizi compiuti per sistemare, a seconda delle esigenze del laboratorio abitazione e garage. Va detto che i titolari non vivevano in via Fratelli Bandiera, ma in una bella casa in centro a Montecchio.
Ora le indagini sono volte ad analizzare, dal punto di vista amministrativo, quanto i due titolari cinesi dovranno pagare in termini di mancati versamenti all'Inps e all'Inail per gli operai in nero, mentre i finanzieri proporranno alla direzione provinciale del lavoro la sospensione delle due imprese.
Non solo. Le fiamme gialle hanno accertato che i cinesi lavorano conto terzi, producendo giubbini per aziende tessili della valle dell'Agno; i titolari potrebbero essere chiamati a risponderne allo scopo di tutelare la manodopera, sottoposta a condizioni di lavoro non lecite, e salvaguardare il mercato dalla concorrenza sleale.
Il blitz di Montecchio rientra in un ampio controllo contro il lavoro nero. Nel Vicentino, in pochi giorni la finanza ne ha scovati 51: 29 irregolari e 22 in nero, fra cui altri cinesi in un ristorante di Arzignano. D. N.

Cornedo. Gds, forte crisi di ordini Non c’entra la Romania

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Gds sta per Global Display Solutions e, a suo modo, è il frutto del genio imprenditoriale dei piccoli imprenditori vicentini che, all'occorrenza, sanno pensare in grande.
Quando però il mercato rema contro e la recessione addenta i polpacci di un'azienda che pure si regge sull'alta tecnologia e sul settore dei display industriali, non c'è genio che tenga. Gli ordini non arrivano, il lavoro rallenta e, alla fine, l'imprenditore deve, per forza di cose, avviare il processo di ristrutturazione.
Se questo è avvenuto in maniera frequente e solitamente condivisa anche nel Vicentino, in questi mesi di crisi nera, nel caso della Gds è invece scoppiato un caso.
Il messaggio che è passato è stato brutale: voi operai costate troppo e per questo io imprenditore sposto la produzione in Romania.
Detta così, in effetti, non è molto edificante.
Ma Giovanni Cariolato, amministratore delegato del gruppo, non ci sta a passare per il mostro della vallata ed esce allo scoperto per spiegare, dal suo punto di vista, come stanno le cose.
«La mia decisione di avviare il processo di ristrutturazione - attacca l'amministratore delegato - è dovuta al drastico calo degli ordini. Era già successo un paio di anni fa, quando stavo per fare la stessa cosa e alleggerire il reparto di produzione dello stabilimento di Cornedo, formato da quasi 60 operai. Poi è arrivata una commessa importante e così abbiamo potuto tenere aperto. Se davvero avessi voluto guadagnare sulla differenza di costi tra Romania e Italia, avrei avviato la procedura due anni fa. Se lo faccio adesso è perché gli ordini non arrivano».
Gds è un gruppo che compie 30 anni proprio quest'anno, ma è nel 1999 che l'intuizione di Cariolato si rivela azzeccata: puntare a un'alleanza per ingrandirsi e non soccombere. Si crea una holding che detiene le partecipazioni della società di Cornedo e di un'altra inglese e si continua a crescere. Al momento fattura circa 100 milioni di euro e ha realtà produttive in Romania, Italia, Cina, Inghilterra e Taiwan.
«La recessione ha colpito duro - spiega Cariolato - e l'eccesso di capacità produttiva ha raggiunto il 40 per cento. In tutto il mondo abbiamo 1.000 dipendenti e devono diventare 600. Purtroppo devo tagliare anche a Cornedo, dove lavorano 60 operai».
Ma il fatto che i sindacati dicano che lei voglia spostare la produzione in Romania? «Si tratta di un equivoco - risponde Cariolato -. Mi è stata fatta una domanda circa una possibile ripresa della domanda, e quindi degli ordini. Dove vado a produrre se aumenta la richiesta? Ho risposto dove ho già gli stabilimenti, vale a dire in Romania. Ma al momento gli ordini non ci sono. Piuttosto, vorrei accelerare il processo di ristrutturazione a Cornedo per far ottenere ai lavoratori la cassa integrazione e tutti gli ammortizzatori sociali».

Montecchio. L'influenza ora fa paura. Scattano le nuove regole

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Antonella Fadda



Via saponette e asciugamani. Mani rigorosamente lavate in mensa e precauzioni da imparare a memoria. Le scuole di Montecchio scendono in prima linea nella prevenzione contro l'influenza A/H1N1.
Sono scattate negli istituti castellani le precauzioni per prevenire eventuali contagi. I dirigenti delle scuole oltre ad aver fatto affiggere ben in evidenza cartelli con le indicazioni del Ministero della Sanità, hanno anche consegnato agli studenti un decalogo con precise istruzioni da seguire durante le ore di lezione. Ma soprattutto al momento della merenda e quando si va in mensa.
Il comprensivo uno, addirittura, ha anticipato le raccomandazioni sanitarie e dal primo giorno di scuola gli studenti di Montecchio hanno trovato nei bagni i distributori di sapone e le salviettine di carta per asciugarsi le mani. «Prima che arrivassero le disposizioni ministeriali - spiega la dirigente, Annamaria Lucantoni - ci eravamo già organizzati. Una volta che il decalogo è arrivato lo abbiamo consegnato agli studenti». «Va da sè - prosegue - che abbiamo chiesto alle famiglie di tenere i propri figli a casa in caso di febbre e di rimandarli a scuola quando sono guariti». Lucantoni, inoltre, spiega che fino ad oggi non è giunta alcuna comunicazione, da parte di medici o pediatri, di qualche caso anomalo o diverso dalle classiche influenze stagionali. La stessa assicurazione giunge anche dal dirigente del secondo comprensivo di Alte, Sergio Cracco: «Ci siamo attenuti alla circolare ministeriale, prontamente consegnata agli studenti - puntualizza -. Mentre ai docenti è stata chiesto di vigilare e porre particolare attenzione alla pulizia». «Ai collaboratori scolastici abbiamo raccomandato non solo un'accurata pulizia ma anche la costante aerazione delle aule - spiega la dirigente dell'istituto superiore Ceccato, Antonella Sperotto - ma non è facile poiché alcune classi sono composte da 30 studenti». La dirigente si lascia, poi, scappare una battuta riguardo il preside di una scuola romana che ha vietato ai propri studenti "effusioni ravvicinate". «Abbiamo raccomandato ai ragazzi di non passarsi la lattina della bibita, non certamente di non baciarsi - dice -. Tanto basta che escano dal perimetro della scuola per farlo».
Anche il Comune si è attivato per informare i cittadini. Recentemente l'assessorato alla salute ha organizzato una serata informativa sull'influenza A/H1N1. Conferenza che ha registrato un affluenza di quasi trecento persone. «I medici coinvolti hanno spiegato in maniera precisa le direttive del ministero - afferma l'assessore Livio Merlo - e chiarito numerosi aspetti legati a questo particolare virus».

Schio. L'ospedale unico avanza
Ha "conquistato" il tetto

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Mauro Sartori



Schio. Il polo ospedaliero unico dell'Alto vicentino a Santorso procede spedito verso la meta e, grazie ad un accordo fra Summano Sanità, la cordata titolare del project financing e Alto Vicentino Ambiente, la società partecipata che gestisce l'impianto di smaltimento dei rifiuti di Cà Capretta a Schio, potrà usufruire del teleriscaldamento.
ULSS 4. Il direttore generale dell'Ulss 4, Domenico Mantoan, ha ieri mattina fatto il punto della situazione ad un anno esatto dalla posa della prima pietra. Il cantiere avanza nei tempi prestabiliti, si sta procedendo alla copertura degli edifici, nel mese in corso saranno posti gli infissi e si inizierà a realizzare i parcheggi.
Nel giro di poche settimane triplicherà il numero di lavoratori impiegati: attualmente sono 150 ma diventeranno tra i 400 e i 500 da fine novembre quando si comincerà ad intervenire sull'impiantistica e sulle rifiniture. Finora sono stati spesi 22 miloni di euro sui 125 totali previsti. Ed anche queste cifre sono in linea col programma che prevede la consegna degli edifici per settembre 2011 e l'apertura dell'ospedale per marzo 2012.
L'ACCORDO. Ieri Mantoan ha ufficializzato l'accordo per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento con AVA, che eviterà l'emissione di Co2 grazie ad una doppia tubazione che dall'inceneritore arriverà al nosocomio portando acqua calda in grado di produrre energia. La copertura del fabbisogno sarà totale per i mesi invernali e buona per quelli estivi.
Alberto Toldo, presidente della conferenza dei sindaci, ha elogiato l'accordo con AVA: «L'Alto vicentino è un territorio dove le buone idee s'incontrano e si realizzano. Qui si è costruito il primo termovalorizzatore e qui ora s'incassano i risultati di simili progettualità».
IL SINDACO. Il padrone di casa, Pietro Menegozzo, sindaco di Santorso, ha allargato il discorso: «Siamo soddisfatti sia per la celerità dei tempi di realizzazione che per il rispetto ambientale e del cono visuale dell'edificio la cui forma è ben visibile. L'utilizzo del teleriscaldamento proveniente da Cà Capretta lo vedo come una forma di compensazione per l'impatto che l'inceneritore ha anche sul nostro territorio».
Come è stato fatto notare, l'accordo fra Summano e AVA non è stato semplice, data la necessità di incastrare elementi diversi e far combaciare le esigenze di chi gestirà alcuni servizi per 24 anni tramite il project financing con quelli di chi intende garantire riscaldamento e refrigerazione tramite l'energia pulita prodotta a poche centinaia di metri di distanza.

Thiene. Il finto giudice nei guai per le parcelle-truffa



Il fascicolo contro Antonio Baù, il sedicente "giudice Antonio", è sul tavolo del sostituto procuratore Luigi Salvadori. Le ipotesi di reato sono per adesso quelle di sostituzione di persona e truffa. Finora sono quattro gli episodi per i quali l'uomo avrebbe raccolto "parcelle" per 60 mila euro per aggiustare delicate cause che si sono trasformate in autogol.
Antonio Baù, 62 anni, di Asiago, dove risiede in via Oberdan 33, anche se sull'Altopiano da qualche tempo non si fa più vedere dopo il caso delle sorelle Voltan per il quale era finito sulla bocca di tutti per una lauta eredità, ha sempre sostenuto di essersi comportato correttamente. «Sono una persona retta», ha detto più volte quando è stato sentito dopo la vicenda delle Voltan.
Fatto sta che da qualche tempo aveva trasferito nella zona di Fara la sua base operativa. Lui sostiene, adesso, di non essersi mai spacciato per giudice e che le accuse dei privati sono infondate.
Tuttavia, i carabinieri del capitano Sabatino Piscitello hanno ricevuto delle dettagliate denunce da parte di due uomini d'affari di Grumolo delle Abbadesse che gli avrebbero versato 40 mila euro per sistemare le pratiche di un terreno nella zona di Camisano. «Ci ha detto che è un giudice del tribunale di Bassano e che aveva le giuste entrature per indirizzare bene le pratiche», hanno denunciato i due quando hanno capito di essere stati presi per il naso.
I carabinieri non escludono che il "giudice Antonio" non si sia limitato ai quattro "consigli" per i quali è stato segnalato all'autorità giudiziaria e per questo motivo hanno deciso di approfondire altri spunti investigativi.
Baù, dalla favella rotonda e dai modi di fare rassicuranti, sarebbe stato talmente abile nel carpire la buona fede degli interlocutori che a una signora di Calvene ha chiesto 2 mila euro per indirizzare verso la soluzione una questione urbanistiche per la quale da tempo la donna si angustiava.
«Mi ha detto che avrebbe risolto tutti i problemi e gli ho dato i soldi confidando che fosse così», ha spiegato agli inquirenti, aggiungendo di averlo conosciuto come il "giudice Antonio".
I carabinieri di Thiene lo hanno denunciato a piede libero perché era trascorsa la flagranza della ipotetica truffa quando le vittime si sono presentate in caserma. Non c'erano gli estremi per l'arresto e di conseguenza i militari hanno invitato Baù a presentarsi in ufficio dove gli hanno detto di nominare un avvocato perché è finito sotto inchiesta.
Baù non ha battuto ciglio e all'uscita a un amico ha detto che si stanno tutti sbagliando, perché lui non ha mai detto ad alcuno di essere un giudice. «Non so come sia venuta fuori questa storia assurda», ha detto, mentre le vittime sono sicure che lui si presentava anche come magistrato in servizio a Bassano, assicurando la soluzione dei loro problemi. Vatti a fidare.I.T.

Montecchio P.
La Giunta pensa
al parco pubblico
in pieno centro

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Alessia Zorzan



La nuova era dell'amministrazione Borriero di Montecchio Precalcino ha il suo programma di mandato 2009-2014, ma con il voto contrario delle minoranze. «È il programma amministrativo che abbiamo sottoposto al giudizio degli elettori, ottenendone la fiducia - ha introdotto il sindaco Imerio Borriero durante il consiglio comunale -. Abbiamo sempre detto che si tratta di un programma coerente con la situazione economica del momento, senza dunque fare promesse ambiziose».
La maggioranza ha così parlato di creare un parco pubblico in centro; individuare una zona per un agriturismo dove promuovere i prodotti tipici; potenziare i percorsi ciclopedonali; recuperare il centro della Preara e il Villino Cerato e valutare la necessità di una zona peep. Per quanto riguarda la sicurezza, si è impegnata ad aumentare i controlli e a potenziare il sistema di videosorveglianza nelle zone del municipio, del palazzetto dello sport, del Palazzon e del cimitero. Sarà necessario inoltre trovare una destinazione per le ex scuole elementari di Levà e Montecchio e riorganizzare il sistema del trasporto scolastico tra centro e frazioni.
«Stiamo parlando di un programma di cinque anni - ha ricordato il sindac o- che potrebbe subire delle modifiche. Rimane comunque l'impegno a coinvolgere le commissioni nelle decisioni importanti».
Il gruppo Lega Nord-Civica Futura non ha nascosto i propri dubbi sulla possibilità di coprire finanziariamente il programma. «È stato sottoposto all'esame di esperti - ha commentato il consigliere Vasco Gabrieletto -. La spesa di realizzazione stimata supera i quattro milioni di euro. Come farà l'amministrazione a realizzarlo senza aumentare i tributi? Il nostro gruppo, per il bene del paese, si attiverà comunque per il reperimento di risorse anche a livello regionale, attraverso i nostri rappresentanti».
Dei cinque emendamenti presentati dal gruppo Attivamente, la maggioranza ha accolto solo quello che mette in luce la carenza di posti nelle aree cimiteriali. «Dispiace che non siano accolti anche gli altri punti - hanno commentato i consiglieri Elisabetta Fortuna e Gabriele Dal Zotto - perché erano stati presentati con uno spirito collaborativo».

Alessia Zorzan

Cornedo. Gds, oggi assemblea Poi Consigli riuniti

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Gds, il caso verrà discusso a consigli uniti della vallata. L'altro ieri è arrivato il primo sì alla proposta da Recoaro. Intanto, oggi, è prevista un'assemblea dei lavoratori per spiegare le novità che vengono denunciate dalla Fiom Cgil. E cioè, in sintesi, che la delocalizzazione dell'azienda, che constringe alla mobilità 44 dei 60 lavoratori, avrebbe come sostenitori indiretti finanziarie dai capitali pubblici. Spiega Morgan Prebianca: «È una contraddizione evidente: come possono Stato e Regione sostenere, attraverso società finanziarie, iniziative all'estero di un'azienda che delocalizza in Romania e Cina e lascia a casa lavoratori nel nostro Paese?». Il segretario della Cgil annuncia a riguardo incontri in Consiglio Regionale, con la presidente della commissione attività produttive, Giuliana Fontanella. A questa domanda si è ispirata anche la discussione in consiglio provinciale accesa da Emilio Franzina per chiedere una presa di posizione dell'assessore al lavoro Morena Martini
Al sindacato si chiedono come si possa utilizzare risorse di tutti i cittadini per impoverire il tessuto lavorativo e produttivo veneto e vicentino attraverso delocalizzazioni »coordinate» da società finanziarie con partecipazioni pubbliche. Prebianca cita l'appoggio della Finest Spa, finanziaria nella quale partecipa la Regione Veneto è a Taiwan, Usa e Cina la Simest spa, quest'ultima partecipata dal Ministero del Commercio.
Insomma è una questione di etica e di ruolo sociale dell'imprenditoria. Ancora Prebianca: «Nell'incontro avvenuto all'Associazione industriali di Vicenza ci è stato garantito il numero dei lavoratori in mobilità, 44 e non 60, e che resteranno in piedi a Cornedo la direzione, l'ufficio commerciale e quello di ricerca e sviluppo. Secondo noi non sarà così e alla fine il rischio è quello di una migrazione di tutti i reparti e della chiusura in Italia».
Intanto, si è parlato di Gds anche in consiglio a Recoaro su proposta del consigliere di Alternativa democratica Giuliano Ezzelini Storti.
È stata approvata la proposta di una convocazione straordinaria e congiunta dei consigli di Recoaro, Valdagno e Cornedo, allargandone la partecipazione alle rappresentanze sindacali e alle rappresentanze dei lavoratori. Una scelta vista con favore anche dal sindaco, Franco Perlotto: «Ho parlato con il collega sindaco di Cornedo, Martino Montagna - ha precisato -: abbiamo concordato che la convocazione, per competenza territoriale, spetta a Cornedo. Da parte nostra, a difesa dell'occupazione in vallata, partecipiamo con tutto l'impegno possibile, solidali come gli altri comuni sono stati con noi a riguardo della faccenda dell'Istituto alberghiero».

Valdagno. Quasi 12 mila bollette pazze Pioggia di reclami in Comune

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Giancarlo Brunori



Cartelle pazze, per 11.800 contribuenti. Con i bollettini della Tarsu/Tia, viene chiesto addirittura il pagamento di una tassa sulla tassa. Cioè dell'Iva sull'importo stabilito, per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, sia domestici che di attività commerciali e professionali.
Una situazione illegittima, secondo la Corte costituzionale, che fa montare la protesta dei valdagnesi che si sono già rivolti in Municipio per chiedere spiegazioni. La richiesta "fuori legge" riguarda il 10% dell'importo: su una media di 20 euro a contribuente, l'importo totale arriva a quota 236 mila euro.
In realtà, il Comune ha le mani legate, poiché le bollette sono arrivate da Equitalia Spa, società a cui spetta anche la riscossione e che è a totale capitale pubblico (Agenzia delle entrate e Inps). È incaricata di battere cassa a livello nazionale, come riportato nello statuto, per «contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all'efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente».
Parole che stridono, con ciò che sta accadendo in città, con una richiesta relativa al pagamento di una tassa che i cittadini devono pagare per legge, ma che è maggiorata dell'Imposta sul valore aggiunto senza alcun motivo.
E allora che fare? Si deve pagare e poi chiedere il rimborso, con i tempi biblici della burocrazia italiana? Oppure si deve pagare il dovuto, togliendo l'importo dell'Iva anticostituzionale? Oppure ancora è meglio non pagare, in attesa di un nuovo avviso che rispetti la decisione della Corte costituzionale? A chiederselo è anche Alessandro Soprana, figura di spicco in città visto che ricopre il ruolo di coordinatore veneto dell'Associazione delle famiglie numerose, che si fa portavoce del malumore.
Si è già presentato in Municipio, "armato" di cartella pazza, nel tentativo di districare il bandolo dell'intricata matassa, con l'aiuto di Gaetano Cocco, ragioniere che dirige la Direzione risorse del Comune.
«Un bel problema, per noi contribuenti, soprattutto per chi ha una famiglia numerosa a carico (per lui l'Iva è pari a 25 euro), e visto anche che la prima scadenza è ormai arrivata. Il pagamento, relativo alla Tarsu/Tia 2009, deve essere effettuato entro oggi e non è ancora chiaro cosa fare, per non incorrere in sanzioni. La richiesta e il termine di pagamento sono perentori e se non paghiamo, scatta la procedura di riscossione coatta con tanto di multa. Una situazione incredibile, poiché lo Stato conferma che non si deve pagare l'Iva ma è lo Stato, tramite il suo "braccio" operativo, a chiedere comunque il versamento dell'Imposta sul valore aggiunto».

Schio. Il cibo etnico all'asilo aiuta a capire l'"altro"

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Silvia Dal Ceredo



Asili innovativi nell'Altovicentino, che propongono flessibilità, orari a misura di bambino (e di genitore), progetti d'integrazione e perfino cucina etnica per non far torto a nessuno. É nato qui il primo asilo nido "in casa", che opera nell'ottica di estrema elasticità, per andare incontro al meglio alle esigenze delle famiglie. Si tratta de "Il trenino Bibigì", nell'ambito del progetto regionale "Nido in famiglia".
I bimbi vengono accolti in un'abitazione, in questo caso un appartamento in pieno centro storico, che rispetta tutti i requisiti previsti dalla legge, un alloggio scelto dal collaboratore educativo, persona preparata ed abilitata, che segue al massimo sei bimbi, garantendo flessibilità d'orario, personalizzazione dell'offerta e professionalità, unitamente ad un ambiente molto familiare. Questa particolare forma di asilo domestico, rara nel vicentino, ma molto diffusa ad esempio nel veronese, è promossa dalla Regione, che inoltre eroga un contributo alle famiglie con bambino frequentante almeno 80 ore mensili.
A Pievebelvicino invece si punta sull'integrazione partendo proprio dalla tenera età, quando i piccoli individui non hanno ancora interiorizzato certe barriere razziali che spesso si riscontrano invece in molti adulti.
Alla "Scuola materna parrocchiale" è infatti partito questa settimana un progetto che farà convergere le diverse attività interne della scuole su un unico tema, quello di un palloncino blu che vola in giro per il mondo e, attraversando diverse nazioni, scopre le fiabe, le canzoni, i vestiti, la cucina e tutte le altre cose tipiche di quel luogo, che gli 83 bambini iscritti, di cui una ventina di origine straniera, possono sperimentare e conoscere in prima persona.
Tutti sono coinvolti nel progetto, anche le maestre e perfino la cuoca, che può sbizzarirsi nella preparazione dei piatti tipici dei paesi "esplorati". Finora i piccoli hanno potuto assaggiare (ed è stato un successo) il cous cous, tipico dei paesi africani, accompagnato con spezzatino e verdure, mentre sono già in programma il riso alla cantonese per la tappa cinese e hamburgher con patatine per quella statunitense.
Per abbattere ulteriormente le differenze, la scuola ha deciso di non inserire nel proprio menù la carne di maiale, in maniera che tutti possano mangiare le stesse pietanze. A breve partirà un corso di cucina etnica per i genitori, che potranno così sperimentare anche a casa i sapori di altri paesi.

Thiene. 10 mesi morte improvvisa Avviata un'inchiesta

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Ivano Tolettini



Thiene. Il magistrato ha mandato i carabinieri a sequestrare all'ospedale Boldrini la documentazione medica del piccolo Ousmane Gueye, morto a 10 mesi sabato scorso per quella che inizialmente è stata indicata come una possibile crisi asmatica.
In realtà, dagli approfondimenti diagnostici fin qui svolti, l'ipotesi più probabile è quella di una "sids", la cosiddetta morte improvvisa infantile. Anche se, come sempre succede in queste prime fasi investigative, soltanto dagli esami istologici dei tessuti della piccola vittima il medico patologo Andrea Galassi potrà individuare le effettive cause.
La svolta giudiziaria che per adesso non coinvolgerebbe alcun medico è avvenuta in questi giorni dopo che il cittadino senegalese Lat Mbery Gueye, 40 anni, residente a Lugo in via don Minzoni 38/H, ha presentato un esposto all'autorità giudiziaria per capire se ci sono state eventuali responsabilità nella morte del figlioletto Ousmane.
«Non accusiamo nessuno, desideriamo solo comprendere se la morte di nostro figlio è stata una tragica fatalità o meno», ha detto agli inquirenti la coppia che ha vissuto giorni di passione la scorsa settimana per le condizioni via via peggiorate del figlioletto. Il bimbo accusava una tosse insistita e fastidiosa ed era stato portato dai genitori dal pediatra. Questi ha prescritto le medicine in relazione a un'asma di cui il piccolo soffriva.
Il quadro clinico, come hanno riferito i coniugi Gueye dapprima ai sanitari e poi ai carabinieri, è peggiorato nella giornata di venerdì fino a spingerli a recarsi al pronto soccorso di Thiene. L'indomani mattina la tragedia nonostante i medici del Boldrini abbiano fatto tutto ciò che era possibile nel tentativo di salvare il bimbo dalla drammatica fine.
Sono stati poi i coniugi Gueye a rivolgersi ai carabinieri del capitano Sabatino Piscitello per riferire la loro ricostruzione dei fatti che, inevitabilmente, dovrà essere vagliata per verificare l'attendibilità.
Per adesso, da quello che si è appreso, si tratta di un'indagine conoscitiva per quelli che in gergo sono registrati come "atti non costituenti notizia di reato".
Ousmane era nato nel novembre 2008 e pare abbia sempre avuto dei problemi, acuitisi negli ultimi mesi a causa di quella che era stata diagnosticata come un'asma bronchiale. Era costantemente seguito e per questo motivo i famigliari chiedono alla magistratura di accertare che cos'è effettivamente accaduto negli ultimi giorni di vita, considerando che lo avrebbero sottoposto a più visite. Il tracollo, prima della morte, è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato quando papà e mamma molto preoccupati perché la febbre saliva e la tosse non si attenuava nonostante l'assunzione delle medicine prescritte, lo hanno accompagno all'ospedale ed Ousamene è stato ricoverato. Purtroppo la situazione, com'è emerso a posteriori, era ormai compromessa e nell'arco di poche ore si è consumata la disgrazia.
L'autopsia diagnostica è stata disposta dalla direzione sanitaria e, adesso, è scesa in campo anche la magistratura per capire le cause. Non è escluso che il pm Severi chieda al patologo, che ha già sezionato la salma, ulteriori approfondimenti, anche irripetibili, al fine di individuare possibili profili di colpa professionale.

Piovene. Alla Busellato c'è un presidio anti-chiusura

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Un numeroso gruppo di dipendenti delle ditte Stefani e Sag di Thiene hanno presidiato, martedì pomeriggio, insieme ai colleghi della Busellato i cancelli dell'azienda di Piovene Rocchette per protestare contro l'ipotesi di chiusura dell'azienda piovenese.
Nel tardo pomeriggio seduti al tavolo delle trattative, Michele Marcantonio, responsabile del personale per il Gruppo SCM di cui tutte e tre le aziende vicentine fanno parte, Dario Segat, amministratore delegato di Busellato e Stefano Chemello, rappresentante della rsu sindacale, hanno fatto il punto della situazione per capire le sorti dei 107 dipendenti attualmente impiegati in Busellato, azienda attiva dal 1956 nella produzione di macchine per la lavorazione del legno e derivati, che negli ultimi tempi ha risentito della crisi generale.
«Busellato - ha spiegato Chemello dopo la riunione - ha confermato la volontà di cessare l'attività e di trasferire un ramo dell'azienda in Stefani dove è già attiva dal 7 settembre la cassa integrazione straordinaria. C'è preoccupazione per l'evolversi della vicenda, in particolare per l'aumento del numero delle persone in esubero: da 30 siamo ora passati a 60».
La proprietà ha deciso di non rilasciare dichiarazioni in merito. A.L.

Valdagno
Alla maxi pista ciclabile servono 1,5 milioni

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Veronica Molinari



Valdagno bussa in Regione, con l'appoggio dell'Ipa "Alto Vicentino". Tutti uniti i 26 Comuni dell'Intesa programmatica d'area, per continuare nella "volata" verso Recoaro Terme. Priorità è cercare un milione e mezzo di euro, per realizzare il tratto ciclo pedonale che unirà il centro città a Maglio di Sopra, regalando a 96 mila utenti altri 2 chilometri e mezzo di pista.
MUTUO. In attesa dell'arrivo del contributo a sei zeri, previsto per i primi mesi del 2010, l'Amministrazione comunale non rimane con le mani in mano. Già approvata una variazione di bilancio per assumere un mutuo di 500 mila euro che con il contributo regionale coprirà i 2 milioni di euro necessari all'opera. Con lo stralcio nord, il percorso partirà da Arzignano e metterà a disposizione circa 23 chilometri. L'obiettivo dell'Ipa Alto Vicentino è di trasformare 35 chilometri in opportunità turistiche.
CICLABILE. Il quadro finale sarà una pista ciclo pedonale di poco meno di 40 chilometri, che toccherà Recoaro, Valdagno, Cornedo, Brogliano, Trissino, Arzignano, Montecchio e Montebello Vicentino. Saranno almeno 106 mila gli utenti, tenendo conto solo dei residenti degli 8 Comuni coinvolti. Ma il progetto è ambizioso e punta a rilanciare il turismo giocando su fattori di sviluppo economico fino ad ora non sperimentati. E la sfida per il Comune di Valdagno può essere lanciata con molti assi a suo favore.
ARCHEOLOGIA. Nei propositi dell'Amministrazione c'è anche la realizzazione di un itinerario archeologico industriale da affiancare alla pista, costituito da centrali elettriche alimentate dalla roggia Marzotto ed un sussegguirsi di strutture murarie di sostegno ad arco. Ed è proprio sotto questa sorta di ponte che è stato fissato il punto d'arrivo dello stralcio per il quale si è aperta la "caccia" al finanziamento.
Lungo la pista che terminerà in via Vittorio Emanuele Marzotto, si incontreranno 4 passerelle che permetteranno di utilizzare il percorso più agevole. Per allacciarsi alla parte già realizzata, da piazza Cavour a via Pascal, basteranno pochi metri di betonelle.
A sud della città, intanto, si sta completando il tratto che collega la zona industriale a Ponte dei Nori, a carico del Comune di Cornedo. Il collegamento, in via di realizzazione, dalle porte della città a via Pascal costa 810 mila euro (300 mila dalla Regione, 30 mila dal Comune di Cornedo e 480 mila da Valdagno).
Una somma importante a carico del Comune: i 500 mila euro di mutuo sono visti da, maggiornaza ed opposizione, come un investimento necessario per il futuro della città. Il progetto è stato messo al primo posto dall'Ipa tra quelli da presentare in Regione.

Veronica Molinari

Pasubio. Dalla trincea affiorano i resti di un caduto

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Affiorano sul monte Pasubio i resti di un caduto - uno dei tanti combattenti della Grande Guerra che ancora oggi, a novant'anni di distanza da quei drammatici avvenimenti, la montagna restituisce - nel corso dei lavori di ripristino dei manufatti bellici che interessano l'area.
Il ritrovamento è avvenuto lo scorso agosto, durante i lavori di pulizia della trincea del Dente Austriaco eseguiti dal Servizio forestale di Vicenza.
Non essendo stati rinvenuti oggetti personali o particolari identificativi dell'uniforme o dell'equipaggiamento, non è stato possibile stabilire se le spoglie appartengano ad un alpino italiano o ad un Kaiserjäger austriaco. I resti, una volta allertate le autorità comunali di Trambileno, sono stati recuperati dai carabinieri e dai vigili del fuoco, che li hanno prelevati tramite elicottero, e sono ora in attesa di una degna sepoltura.
I lavori sul monte Pasubio, attualmente in esecuzione su quattro cantieri, fanno parte di un progetto redatto dalla Comunità montana Leogra-Timonchio per il recupero dei manufatti della Grande Guerra sulla base della legge 78 del 2001, che tutela appunto il patrimonio storico della 1a Guerra mondiale.
Oltre al ripristino delle postazioni dei due Denti, quello italiano e quello austriaco, e di Cima Palon, il Servizio forestale si sta occupando anche del recupero dei sentieri e delle opere belliche lungo la strada degli Scarubbi.
Sono inoltre in corso, sempre nell'ambito del medesimo progetto, il restauro delle trincee della Selletta Comando, del quale sono responsabili i volontari dei Gruppi alpini della Val Leogra, e la risistemazione dell'ex cimitero della Brigata Liguria, eseguita dall'Associazione vicentina dei fanti.
I lavori, iniziati lo scorso luglio, andranno avanti fino alla metà di ottobre per riprendere l'anno prossimo allo sciogliersi delle nevi. L.V.

Sciopero alla Gds In 60 a rischio licenziamento

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«Il lavoro c'è ma non per noi». Si leggeva, ieri mattina, sullo striscione davanti allo stabilimento della ditta di assemblaggio di componenti elettronici, GDS, Global display solution, di via Tezze. Gli operai, in forma autogestita, si sono astenuti dal lavoro dalle 8.30, rimanendo nel cortile aziendale fino alle 11.30. Nel pomeriggio il lavoro è ripreso. All'origine della protesta c'è la notizia di 60 prossimi licenziamenti.
«Tutto sembrava tranquillo fino al giorno 14 - dichiarano gli operai -, quando è trapelata la notizia dei licenziamenti. È in atto da parte dell'azienda una politica di delocalizzazione dei reparti produttivi. All'origine ci sono solo questioni di profitto aziendale. Noi assembliamo componenti elettronici per prodotti unici al mondo nel settore dell'informatica. La protesta di questa mattina è solo l'inizio - concludono gli operai in cortile -, si proseguirà la settimana prossima. E risulta che Gianni Cariolato, amministratore delegato della GDS di Cereda, si sia rivolto all'associazione Industriali di Vicenza, che segue la vertenza e tiene il dialogo con i sindacati.
«Già da 3 anni l'azienda aveva fatto capire che non poteva reggere la produzione in Italia e aveva incentivato le maestranze all' uscita, qualcuno l'ha fatto - ha puntualizzato Cariolato -, la maggior parte è rimasta. Ora la commessa sta per finire e si ripete il problema di 3 anni fa. L'azienda esporta per l'83% e deve essere competitiva a livello globale. Per questo da noi conta la ricerca e nel 2009 sono stati assunti 7 tecnici-commerciali».
La vertenza non vede coinvolti 70 impiegati della ditta, che sono rimasti al proprio posto ieri mattina. A. C.

Schio. Il Garbin si è unificato Apre la nuova sezione

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Silvia Dal Ceredo



Un nuovo edificio scolastico ampio e funzionale, con linee moderne e tinte forti, in mezzo al verde.
È stata inaugurata ieri mattina la nuova ala dell'Ipsia "G. B. Garbin", costruita dalla Provincia nell'arco di un paio d'anni all'interno del "Campus", la cittadella degli studi scledense. La struttura, progettata dallo studio "Miccichè&Mathis" di Ancona e costata 3 milioni, sorge su un terreno ceduto dal Comune ed è costituita da 12 ampie aule per 25 alunni ciascuna, sala riunioni, biblioteca, sala colloqui con i genitori con postazioni che garantiscono la privacy, uffici insegnanti e tutti i servizi necessari.
Ad accogliere coloro che entrano, oltre alla coreografica tettoia all'ingresso, nell'atrio centrale è stata installata una creazione dell'artista Silvia Fiorentino, ovvero un enorme lampadario, realizzato con materiali ispirati al contesto giovanile.
«L'obiettivo di quest'opera - spiega l'assessore provinciale all'urbanistica Nereo Galvanin - era quello di portare qui la sede staccata di via Marconi, in modo da unificare tutto in un'unica area. È un ottimo risultato perchè solo in questa nuova parte potranno essere accolti ben 225 studenti».
L'assessore ha consegnato le chiavi al dirigente scolastico Giorgio Guerra, visibilmente soddisfatto, che ha commentato: «Sono davvero contento, soprattutto per i ragazzi che finalmente trovano un ambiente splendido, che abbiamo visto e sentito crescere come "nostro" durante le varie fasi costruttive».
«Con questa inaugurazione - ha sottolineato Franco Venturella, responsabile provinciale Usp - si dimostra un amore concreto per le nuove generazioni, manifestato con fatti concreti e non solo a parole».
L'assessore provinciale all'istruzione Morena Martini, delusa dall'assenza degli alunni all'inaugurazione (per i quali era prevista un'altra cerimonia, insieme al personale scolastico), si è soffermata invece sui programmi scolastici del prossimo futuro: «In questi giorni, con i presidi di tutta la provincia, ci occuperemo di ridisegnare le mappe dell'offerta formativa delle scuole superiori, che saranno sicuramente rivoluzionarie».

Recoaro. Sanpellegrino Nessun esubero e fonte in affitto

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Luigi Centomo



Mantenimento dei livelli occupazionali, una sorgente da affittare ad una grande catena di distribuzione, nuovi investimenti per promuovere la vendita del prodotto acqua minerale e riduzione della tassa regionale ogni metro cubo di prelievo, sono gli argomenti che le organizzazioni sindacali di categoria, ieri pomeriggio hanno posto all'attenzione dei lavoratori riuniti in assemblea nello stabilimento recoarese della Sanpellegrino.
Il giorno precedente, gli stessi argomenti sono stati affrontati in Regione con presente anche il sindaco Franco Perlotto, che ha riferito di aver constatato un'atmosfera di fiducia con l'auspicio che qualunque iniziativa porti ad incrementare il personale.
Ieri l'assemblea dei 95 dipendenti si è conclusa con l'approvazione degli argomenti illustrati dalle sigle provinciali della Cisl, Cgil e Uil, anche se c'era un'atmosfera da "presa d'atto", visto le ricorrenti penalizzazioni subite nelle varie ristrutturazioni dell'azienda.
Il tavolo regionale, hanno confermato le organizzazioni sindacali, sarà mantenuto con riferimento all'assessore Elena Donazzan. Approvata anche l'ipotesi di concedere in affitto ad una grossa catena di distribuzione una sorgente.
La Regione ha ricordato che la tassa per ogni metro cubo di acqua utilizzata, al posto dei precedenti 3 euro al metro cubo, è scesa a 1,5 per l'acqua destinata alla bottiglia di plastica e di 1 euro per il vetro. A tutto questo dovrebbe far seguito l'annuncio ufficiale di investire un milione in pubblicità.

Schio. Parchi nella lista nera «Qui sono vietati i cani»

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Mauro Sartori



Via i cani da 36 parchi pubblici cittadini. Un'ordinanza comunale sancisce la fine della tregua fra proprietari di animali domestici ed ente locale, pressato dalle proteste di chi non la pensa come i proprietari di Fido. Da oggi in poi si fa sul serio e per chi si permetterà anche solo di attraversare una d queste aree col cane a guinzaglio, scatterà la sanzione di 100 euro. I divieti, in alcuni casi, esistevano già, ma si limitavano ad una segnalazione nell'apposita cartellonistica, sovente ignorata.
L'ordinanza emessa nei giorni scorsi vieta di introdurre cani nelle aree pubbliche dove sono presenti giochi e giostre per bambini. Il provvedimento risponde alle richieste pervenute dai cittadini e ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di sicurezza e igiene delle aree attrezzate destinate al gioco.
«Con questa misura vogliamo rafforzare concretamente l'attenzione e la tutela delle aree pubbliche, in particolare sotto il profilo della pulizia e della sicurezza - sottolinea l'assessore alla cura dei quartieri Roberto Dall'Aglio - Il divieto si riferisce a quei parchi attrezzati con giochi che, proprio per questo, sono più frequentati da bambini e famiglie. Questo non vuol dire togliere tutti gli spazi per chi ha un cane: rimangono a disposizione le altre aree verdi, fermo restando il rispetto degli obblighi sull'uso del guinzaglio e sul possesso della attrezzatura idonea alla raccolta degli escrementi».
Il Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani prevede già l'obbligo per i conduttori di cani, con possesso al seguito, della attrezzatura idonea alla raccolta degli escrementi.
In questo caso la sanzione prevista per i trasgressori è di 50 euro. Ecco le aree verdi dove, d'ora in poi, non sarà più possibile portare a spasso il nostro migliore amico: parchi delle vie Redentore, Curtatone, Silvio Pellico, Cap. Sella con S. Maria in Valle e XXIX Aprile per il quartiere Centro - S.Croce. Parchi delle vie Lioj, Achille Papa, Degli orti (Robinson), Vittorino da Villarazzo, Urli, Delle Fonte (Fra Matteo) per il quartiere Stadio - Poleo - Aste. I parchi delle vie Dei Boldù (Coccinelle), Luzio, Dei Nogarola, Della Potara, Fleming e Villani per il quartiere Ss. Trinità - Piane. I parchi delle vie Parafitta, Confenti, piazza Cesare Battisti, Siberia, Mantova, Campo Sportivo (Marinaio), Biella, Magellano, Correr, San Marco, Giovanni XXIII, S. Vigilio e Monte Magrè (sede Anma) per il quartiere di Magrè - Cà Trenta.
A Giavenale saranno off limits i parchi del Centro Civico, S. Giustina, Proe di Sopra e di via Villa Beltrame. Al Tretto l'ordinanza colpirà solo il parco di S. Maria del Pornaro.

Thiene. Aveva esposto il menu: multa di 600 euro

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Dennis Dellai



Stavolta l'Ica deve aver esagerato. Se anche in Comune si dicono indignati, per la raffica di multe che stanno colpendo i commercianti, significa che il limite del buonsenso deve essere stato superato. Paradossale, ma vero. L'Ica lavora per conto dell'amministrazione comunale, nel controllo delle imposte sulla pubblicità, ma il Comune si dissocia. Una situazione proprio curiosa.
«Posso assicurare - dice l'assessore Giuseppe Zuccolo - che imposte di questo genere non sono mai state lontanamente immaginate nè da questa nè dalla precedente amministrazione. Non riesco nemmeno a immaginare a quando possano risalire ma certo è che se il Comune non può chiedere che vengano ritirate, in nome dell'autotutela, procederemo per vie legali. Se è come temo - spiega poi Zuccolo - stanno applicando delle norme nazionali e regionali, ma siamo di fronte a un paradosso».
Dopo la sanzione al fiorista Benetti, per non aver denunciato come pubblicità lo zerbino, e il caso dell'immobiliarista multato per aver esposto gli annunci di case in vendita, le proteste sono continuate anche ieri. La titolare del ristorante "Il meloncello" afferma di essere stata multata per aver esposto il menu.
«Siamo obbligati dalla legge ad esporlo - afferma Loredana Bocchese - ma quando lo esponiamo veniamo multati perché l'Ica lo ritiene pubblicità. Il conto totale della sanzione che dovrei pagare è di oltre 600 euro, perché mi hanno conteggiato anche delle bandierine, come quelle che si danno ai bambini, con i nomi di alcune ditte. Ho sentito anche di negozianti che hanno preso la multa per aver esposto il cartello "parcheggio riservato ai clienti"».
Caso diverso quello di Giampi Michelusi, presidente della Pro loco. «Ho pagato con un ritardo di nove giorni una sanzione di 96,67 euro e mi sono visto recapitare una multa di 33 euro. Il ritardato pagamento ha comportato una mora che supera il 30 per cento». All'origine del problema c'è, è evidente, la confusione che regna su ciò che è pubblicitario e su ciò che invece è funzionale all'attività dell'esercente.
Esiste, per la verità, un decreto del gennaio 2003 del Ministero delle Finanze che avrebbe dovuto togliere i dubbi. «Le insegne di superficie complessiva fino a cinque metri quadrati - dice il Ministero - sono esentate dal pagamento dell'imposta sulla pubblicità, mentre per quelle di superficie superiore l'imposta è dovuta sull'intera superficie. Rientrano nel beneficio dell'esenzione le insegne di esercizio che contengano anche simboli e marchi dei prodotti venduti».
Subito dopo, lo stesso decreto dice che "sono viceversa soggetti a tassazione i mezzi pubblicitari che contengano esclusivamente simboli e marchi dei prodotti venduti qualora siano esposti in aggiunta all'insegna di esercizio». In sintesi se il marchio di un prodotto è inserito nell'insegna di esercizio, non paga l'imposta, mentre se è su superficie separata è tassabile. Ma perché un menu di ristorante è diverso da un capo d'abbigliamento esposto con la marca del produttore? E perchè un "casolin" può esporre il vasetto di nutella "marchiato" e il fiorista non può usare uno zerbino con il nome dei prodotti che vende? Aspettiamo che l'Ica lo spieghi.

Schio, sbalzo
di tensione
Da buttare pc,
frigo e tv

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Silvia Dal Ceredo



Da una settimana vivono in casa senza godere delle tecnologie contemporanee. Lavano i panni a mano, non guardano la tv e non ascoltano musica, non navigano su Internet e non possono telefonare. No, non è una nuova moda e non si tratta di una nuova casa scledense del Grande Fratello.
È la sorte di alcuni scledensi residenti nelle centrali vie Faccin e Mazzini, le cui abitazioni sono state interessate venerdì scorso da un sovraccarico energetico che ha provocato guasti "sostanziosi" e non pochi disagi.
Il motivo è stato l'accidentale aumento del voltaggio, arrivato a 370v, anzichè i soliti 220v che tutti gli elettrodomestici supportano. Fulminati o bruciati dunque, più o meno all'istante, lavatrici, cancelli automatici, citofoni, lavastoviglie, caldaie, ascensori, impianti antenna, televisori, forni, trasformatori di ogni tipo e perfino un letto motorizzato per anziani, oltre a innumerevoli altri oggetti o sistemi. Non tutti però sono stati colpiti dal maxivoltaggio. Alcune abitazioni dai "cavi" più fortunati ne sono uscite incolumi, mentre in altre si è verificato il problema opposto: l'intensità della corrente è scesa a 70v, senza però provocare grossi fastidi.
Ad accorgersi per primo della grave situazione è stato Cristiano Brandellero, titolare dell'esercizio commerciale "B.R.E. Riparazioni insallazioni audio video elettrodomestici" di via Mazzini e quindi esperto del settore elettrotecnico. «Quando sono arrivato in negozio - ha spiegato il commerciante - ho acceso le luci e subito due lampadine sono saltate, mentre i faretti erano insolitamente luminosi e i neon stavano in pratica vibrando. A quel punto ho effettuato un controllo con i nosti apparecchi e ho rilevato i 370v. Sono quindi uscito per avvisare gli altri residenti e negozianti della via di staccare i loro apparecchi elettrici, ma per alcuni era ormai troppo tardi».
«Da noi i neon si accendevano e spegnevano da soli - ha raccontato Elena Scolaro, titolare di un salone di parrucchiera in via Faccin - phon e caschi hanno iniziato a fumare. Sono state danneggiate caldaia, rasacapelli, telefono e molto altro per migliaia di euro. Quando ho portato questi oggetti ad riparare mi hanno detto che nemmeno conveniva, ma che era meglio comprarli nuovi».
Subito avvisati i tecnici dell'Enel hanno ripristinato la linea elettrica. Come illustrato da alcuni abitanti, pare che il corto sia partito da un pozzetto interrato in via Faccin, forse per un contatto accidentale tra cavi.
Anche se la corrente è tornata normale, disagi e danni non sono mancati. Di qui la decisione degli abitanti delle vie di chiedere un rimborso all'Enel. Sono già una cinquantina le autocertificazioni raccolte e che nei prossimi giorni saranno spedite alla sede di Mestre.
«Speriamo che le nostre pratiche siano gestite con onestà e senza intoppi - conclude Brandellero, il cui negozio è stato punto di raccolta della documentazione - altrimenti siamo già pronti a intraprendere le vie legali».

Thiene. Stefani, primo passo verso l'ipotesi
di accordo

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Alessia Zorzan



Si profila l'ipotesi di un accordo tra i dipendenti e i vertici del gruppo romagnolo Scm, di cui fa parte anche la storica azienda di Thiene "Stefani". L'altra mattina infatti i dipendenti della sede thienese hanno dato il via libera ai rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil per chiudere l'accordo sulla gestione del piano di ristrutturazione.
Prima di considerare la cosa fatta bisogna però attendere che si esprimano anche le altre sedi del gruppo, come quella di Rimini, al voto stamattina. Il primo passo di un'intesa tra azienda e lavoratori è stato fatto venerdì scorso durante l'incontro a Roma tra le rappresentanze sindacali Cgil-Cisl-Uil, rapprestanti aziendali e funzionari del ministero del lavoro. L'incontro non si è concluso con alcuna firma di accordi, ma con l'impegno a sentire la volontà dei lavoratori delle varie aziende che fanno parte del gruppo Scm.
Dal momento che l'accordo non è ancora sottoscritto, e la fase è delicata, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil preferiscono non parlare nel dettaglio di quanto previsto. Tuttavia, da quest'ultima trattativa romana, i portavoce dei lavoratori avrebbero ottenuto un'apertura sul blocco del numero di dipendenti del Gruppo in cassa integrazione straordinaria a zero ore e sull'incremento dei lavoratori che potranno contare su una rotazione mensile tra zero ore e orario di lavoro ridotto. Si è inoltre parlato dell'attivazione di percorsi di riqualificazione per il personale e dell'integrazione da parte dell'azienda di quanto corrisposto dall'Inps.
«Si spera sempre di ottenere il massimo delle garanzie per i lavoratori - ha commentato Carmine Battipaglia Rsu-FimCisl - ma l'alternativa all'esito dell'ultima trattativa sarebbe stata la rinuncia a tutto. L'azienda si è dimostata disponibile a portare avanti una verifica trimestrale in ogni stabilimento, in modo che anche i sindacati possano essere costantemente informati sullo stato di avanzamento del piano di ristrutturazione»
Critica la Confederazione unitaria di base che ha reso pubblico, con un comunicato, l'esito dell'assemblea.
«Come Cub - ha spiegato il portavoce Germano Raniero - chiediamo che la cassa integrazione sia a rotazione per tutto il personale, anche per quei 79 dipendenti della Stefani che oggi sono a casa a zero ore. Inoltre chiediamo un'integrazione mensile alla cassa integrazione di 300 euro e maggiore chiarezza sul possibile trasferimento dei macchinari di produzione a Rimini. C'è tempo fino al 28 ottobre per trovare un accordo. Vale la pena sfruttare i giorni che restano».

Alessia Zorzan

A Recoaro sotto esame i pericoli della xenofobia

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Antonio Trentin



Xenofobia in Italia e a Vicenza? Ancora non tanta e fortunatamente concentrata soprattutto nelle dichiarazioni dei politici (una parte di loro, s'intende) fatte rimbalzare sui mass-media. In sostanza: limitata alle parole e al serpeggiare delle idee, più che diffusa nella pratica del vivere e dello scontrarsi quotidiano.
Ma il rischio che il fenomeno-xenofobia, innescato anche dalla crisi economica, faccia boom - con processi di esclusione e contrapposizione agli stranieri - c'è tutto e non va sottovalutato. Quindi: il primo comandamento è parlarne, il secondo è promuovere la conoscenza e il riconoscimento delle diversità, il terzo è immaginare interventi che non siano costruiti solo sulla "legge della paura" e sulle leggi che la paura la fanno crescere.
[FIRMA]IL CONVEGNO. Discuterà di questo - da domani a domenica alle Fonti di Recoaro - il 42° convegno dell'Istituto Rezzara sui problemi internazionali. «Che noi continuiamo a pensare e impostare in chiave appunto internazionale - ha spiegato ieri il direttore monsignor Giuseppe Dal Ferro, presentando il programma - ma che sempre di più entrano direttamente nella dimensione nazionale e locale».
L'anno scorso era successo con il dibattito sulla crisi finanziaria mondiale, svoltosi nei giorni della bancarotta della Lehman Brothers che innescò negli Stati Uniti il circuito dei crack bancari e borsistici con riverberi planetari. Quest'anno tocca al "caso immigrazione", a poche settimane dall'introduzione del reato di clandestinità e mentre l'Italia applica i "respingimenti" verso la piccola ma vistosa quota di clandestini via mare, quella che più facilmente colpisce le convinzioni e la fantasia dell'opinione pubblica.
CHIESA E GOVERNO. Proprio le nuove formule giudiziarie e di polizia nel rapporto con gli stranieri fuori regola avranno grande attenzione nel confronto di Recoaro. A parlarne arriva sabato monsignor Agostino Marchetto, segretario della Pastorale pontificia per i migranti, protagonista delle critiche che parte consistente della Chiesa ha rivolto alla legislazione italiana di marca leghista. Dirà ancora una volta che criminalizzazione dei clandestini e rifiuto preventivo dei migranti sono contrari al diritto internazionale finora accettato dallo Stato italiano.
Gli mancherà il contraddittorio a distanza che era stato affidato dagli organizzatori del Rezzara al ministro del "sociale", il pidiellino Maurizio Sacconi. Doveva chiudere lui la sequenza delle riflessioni. Fino a ieri mattina era in locandina, ma è stato costretto a rinunciare per improvvisi impegni.
LE RELAZIONI. Saranno dei docenti universitari Maurizio Ambrosini (Statale di Milano) e Vincenzo Pace (Padova) le lezioni-base di sabato mattina sulle quali si innesterà il dibattito. Il primo parlerà di "Globalizzazione e migrazioni: incontro o scontro tra popoli e culture?". Il secondo di "Fenomeni sociali di xenofobia, di tolleranza e di integrazione". Saranno preceduti, domani pomeriggio, dalla prolusione di carattere dottrinale ("L'"altro", un fratello, alla luce del Magistero della Chiesa") affidata al cardinale Salvatore De Giorgi già arcivescovo in una diocesi in qualche modo "di confine", Palermo; e dall'intervento di inquadramento storico-antropologico di Ulderico Bernardi ("Migrazioni e sviluppo della civiltà nella storia"). Dopo Marchetto parleranno sabato i professori Ilvo Diamanti, Vincenzo Cesareo e Stefano Allevi, esaminando le realtà e le prevenzioni che stanno alla radice dei conflitti. Domenica altri due docenti al microfono: Antonio Papisca sul versante del diritto e Felice Rizzi su quello dell'educazione alla diversità.
Un progetto, quest'ultimo, che è a base delle riflessioni del Rezzara: «Occorre mettere in atto percorsi che evitino il radicarsi della xenofobia - avverte Dal Ferro -.
L'Italia arriva per ultima tra i grandi paesi europei a fare i conti con l'immigrazione: potrebbe elaborare vie nuove, prendendo lezione dal fallimento di quella francese dell'assimilazione e di quella tedesca dell'accostamento di comunità diverse». E quanto alle urgenze del momento: «La crisi si deve risolvere lavorando tutti d'accordo, ma sta invece passando la scelta del "tutti contro tutti". Forse anche da questo nasce e cresce la xenofobia».

Il monte Novegno tra storia e visite guidate

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Visite guidate lungo i percorsi della Grande Guerra, la riscoperta del "nuovo" Forte Rivon, l'uscita del secondo libro naturalistico dedicato al Novegno da Marco Adriani.
Sarà una giornata ricca di iniziative quella organizzata dall'associazione ricercatori storici "4 novembre" sul monte Novegno questa domenica. Su tutte spicca la presentazione dell'ultima pubblicazione promossa dal sodalizio culturale scledense, continuazione ideale del fortunato "Novegno. Immagini e emozioni", ovvero "Guida al Novegno. 15 itinerari a tema". Sono gli stessi autore ed editore - Marco Adriani, appunto, e la Tipografia Menin - ma diversa la funzione. Se il primo, infatti, è un volume fotografico di pregio, da scaffale di libreria, il secondo diventa più utile quando è infilato nello zaino.
Sono quindici gli itinerari a tema proposti nel libro attraverso puntuali descrizioni e suggestive immagini, in un ideale cammino che tocca alternativamente storia, memoria e natura: un percorso lungo il quale le trincee della Grande Guerra sono protagoniste quanto i silenzi del bosco, i rumori laboriosi delle malghe.
Il libro sarà proposto in anteprima ad escursionisti ed appassionati della montagna, che potranno usufruire anche dei percorsi storici preparati dall'associazione per l'occasione. Punti informativi saranno allestiti presso Busa Novegno, Bivio Vaccaresse e Forte Rivon a partire dalle 9: la partenza è prevista alle 10 con destinazioni le fortificazioni del monte Calliano e la polveriera del forte, oramai prossimo al completamento dei lavori di ristrutturazione.
Saranno comunque visitabili gli annessi come la sala di accoglienza e didattica che trova posto nell'ex bivacco, dotata di impianto di proiezione in continuo di filmati d'epoca e materiali informativi. L.V.

S. Vito. L'area
ex fornace
sarà residenziale

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Bruno Cogo



Il consiglio comunale di S. Vito di Leguzzano ha approvato il piano particolareggiato relativo alla zona occupata dall'ex fornace Baghin e in paese si è sparsa la voce che potrebbero arrivare gli americani, provocando tra i sanvitesi opposte reazioni.
Tecnici ed amministratori comunali, sentiti in merito, ammettono di non saperne nulla; si sa per certo che, rispetto a qualche mese fa, c'è molto interesse per l'acquisto dell'intera area che si estende su ben 56 mila metri quadrati, di cui 13 mila destinati a parcheggi e verde pubblico. Sessanta mila i metri cubi edificabili per un valore approssimativo di 20 milioni di euro; si stimano 400-500 nuovi abitanti che farebbero superare al paese "quota 4000". È durato più di 10 anni il complesso l'iter che ha portato all'approvazione del progetto, redatto dall'architetto Luigi Lovato.
«Per le opere di urbanizzazione primaria è prevista una spesa di 2 milioni di euro - spiega il tecnico -. Servirà invece un milione di euro per realizzare una rotatoria sulla provinciale Schio-Malo, indispensabile per poter consentire l'utilizzo dell'area viste le sue dimensioni, e un parco pubblico arredato di quasi 9 mila metri quadrati. Questa zona centrale con area giochi, diversi impianti sportivi e strutture d'interesse collettivo, è uno dei principali motivi d'interesse per l'acquisto. Non sappiamo chi l'acquisterà; nel caso fossero gli americani il piano è stato predisposto in modo da non sembrare un villaggio militare».
In base all'accordo stipulato nel '99 dall'allora sindaco Carlo Traballi, al Comune verrà ceduta un'area edificabile di 3.300 metri cubi. Sembra però che il proprietario sia intenzionato ad acquistarla; in questo caso dovrà versare nelle casse comunali quasi 500 mila euro entro il mese di settembre. In tempi di magra sarebbe una bella boccata d'ossigeno per le casse comunali.

Thiene. Addio al muro Cornaggia. Ma gli storici insorgono

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Alessandra Dall’Igna



Ha provocato un gran polverone l'abbattimento del muro di Palazzo Cornaggia, e non solo per la caduta dei sassi che lo sostenevano. L'intervento edilizio voluto dall'amministrazione comunale per mettere in sicurezza l'incrocio in Conca, tra via Corradini e via San Gaetano, e che, di fatto, ha portato alla demolizione delle mura di cinta dello storico palazzo, ha suscitato la reazione della Società italiana per la protezione dei beni culturali (organismo di cui hanno fatto parte membri dell'Unesco) che accusa il Comune di aver danneggiato uno dei siti di interesse storico artistico più significativi.
«L'abbattimento della mura di Palazzo Cornaggia è un atto gratuito di imperdonabile mancanza di sensibilità verso il gusto e verso la memoria storica che in molte occasioni viene ribadita con il termine di "identità"- commenta Davide Fiore, presidente per il Veneto della Sipbc- Ben vengano le iniziative urbanistiche sul nuovo, ma i continui aggiustamenti della zona della Conca, che si poteva considerare l'ultima zona di pregio storico, hanno irrimediabilmente rovinato gli spazi nati in secoli di stratificazione, anche col ricorso al cemento a vista o tinte mai conosciute nell'architettura storica del Veneto».
Secondo il Comune «L'abbattimento di una parte del muro di pietra che caratterizzava l'angolo tra via Corradini e via San Gaetano si è reso necessario a causa delle sue pessime condizioni strutturali». Con il benestare della Sovrintendenza ai beni culturali, il tratto verrà ricostruito con pietra a vista con altezza pari a un metro, sormontata da una ringhiera in ferro battuto della stessa tipologia decorativa già presente a delimitazione del parco. Dalla parte dell'amministrazione comunale ci sono anche quei cittadini che vedono nell'abbattimento del muro una possibilità di vedere meglio il parco di villa Cornaggia, ma soprattutto di rendere più sicuro l'incrocio di via Corradini.

Alessandra Dall’Igna

Contro la crisi economica crescono
gli "orti sociali"

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Mauro Sartori



Se a Malo c'è, da quasi un anno, il mercato contadino, a Schio rispondono ora con gli "orti sociali" per incentivare l'autoconsumo di prodotti agricoli e garantire un notevole risparmio ai cittadini volonterosi con la passione per semine e raccolti. E il Comune fa la sua parte mettendo a dispozione spazi coltivabili anche a chi, per scelta o meno, è relegato all'ultimo piano di uno dei grandi palazzoni del centro storico. Chiedendo in cambio di assegnare una porzione del raccolto a chi ne ha più bisogno.
Un metodo innovativo per incentivare lo sfruttamento delle aree agricole, senza pesare sui bilanci familiari ed anzi compiendo alla fine un'opera benefica. E nessun tipo di commercializzazione nè di speculazione può essere messa in atto, come sta chiaramente scritto nel rapporto che si instaura fra le parti.
Grazie alla convenzione siglata tra il Comune e l'associazione "Orti sociali", ha preso il via il progetto che mette a disposizione dei cittadini delle aree a destinazione agricola per la coltivazione di produzioni di autoconsumo. E l'iniziativa sta già dando i suoi frutti: nel primo terreno destinato al progetto – una superficie di circa 600 metri quadrati lungo viale Roma all'altezza di via Rive, nel quartiere di Magrè - sono al lavoro cinque soci. Ma sono tante le richieste pervenute all'associazione, una ventina circa ad oggi, per dare risposta alle quali il Comune è già alla ricerca di nuove aree pubbliche idonee.
L'idea alla base dell'iniziativa è semplice: il Comune mette a disposizione dell'associazione alcuni terreni; questi terreni vengono assegnati a delle famiglie o singoli che possono così coltivare dei prodotti destinati esclusivamente ad essere consumati direttamente da chi li coltiva, con un risparmio diretto quindi anche dal punto di vista economico. Non solo non è ammessa nessuna forma di vendita o commercializzazione, ma l'iniziativa ha anche un importante scopo sociale: in cambio "della concessione dei terreni il Comune chiede semplicemente la cessione di una parte dei prodotti raccolti, il 10% circa, che la stessa associazione conferirà a istituzioni locali che si occupano di famiglie poveri o di persone che vivono in situazioni di bisogno. In questi primi mesi di attività sono già stati consegnati 40 chili di verdura. Le linee guida del progetto sono contenute nella convenzione approvata dalla giunta comunale e poi siglata dall'amministrazione con l'associazione Orti Sociali.
Gli orti familiari rappresentano quindi una forma di sostegno concreto ma per tanti, soprattutto per gli anziani, possono essere anche una nuova opportunità per "coltivare" una passione, per stare assieme e per trascorrere, all'aperto, il tempo in serenità.


Mauro Sartori

Thiene. Il mercato non si farà. «Nessun dramma»

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Tutto da rifare. Di mercato rinascimentale si riparlerà l'anno prossimo. Poco o nulla è trapelato di quanto si sono detti ieri amministratori e Amici di Thiene. Quel che è certo è che l'incontro non è andato secondo le attese. Appurato che le ore di lavoro degli operai del Comune avrebbero dovuto essere ben di più delle 25 promesse con un margine minimo di flessibilità dall'assessore, sono venuti a mancare tutti i presupposti per proseguire con il tavolo tecnico e i toni si sono di nuovo surriscaldati, tanto da indurre il sindaco a chiedere una sorta di solenzio stampa sull'argomento.
«Il mercato rinascimentale non è l'unico problema del Comune - si è limitata a dire - e non è un dramma per nessuno se per un anno non viene fatto. Ci sono prima tante cose da mettere a posto». Alla delusione dei figuranti si aggiunge la preoccupazione di Alberto Samperi, consigliere di minoranza che ha seguito da vicino la questione: «Sono preoccupatissimo e dispiaciuto che non sia stato possibile proporre anche quest'anno il mercato: un appuntamento che ha sempre portato tanta gente. Lo dico a nome dei commercianti del centro, che hanno raccolto un centinaio di firme a cui nè il Comune nè l'Ascom hanno dato risposta».
«Ma al di là di questo - aggiunge - sono preoccupato anche per la tensione che si è creata fra gli Amici di Thiene e il Comitato, formato da amministrazione comunale e Ascom e mi chiedo che conseguenze avrà in prospettiva dei prossimi eventi. Se salta il mercato, si pensa sia possibile mantenere il Natale di Fiaba, affidato allo stesso gruppo di volontari? E, se anche Natale di fiaba dovesse saltare, cosa si pensa di proporre, di pari livello?».
«Se devo esprimere il mio pensiero - afferma ancora Samperi - non credo che il mercato sia saltato solo per un problema di costi. Se questa fosse la logica, dovrebbe essere applicata allora a tutte le attività del Comune che non siano legate ai servizi essenziali. Ancor più grave è riconoscere che il Comune non ha 20 mila euro per pagare il personale, perchè significa che la gestione delle risorse è disastrosa. Si dice di voler sostituire il mercato con altre manifestazioni, ma anche queste avranno un costo. Auspico invece una ricomposizione fra le parti, fermo restando che anch'io sono favorevole alla nascita della Fondazione».M.L.D.

Sarcedo. "Summer Fest" Quattro giorni di musica e arte

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Silvia Dal Maso



Quattro giorni dedicati ai giovani, con musica, spettacoli, divertimento, ma anche attenzione al sociale e alle fonti di energia rinnovabile. Torna, da oggi a sabato, nel parco dell'anfiteatro il "Sarcedo Summer Fest".
Si inizia stasera, alle 21, con un appuntamento dedicato al teatro. Il gruppo "Prima e Dopo" proporrà lo spettacolo teatrale sperimentale "Solo Andata". Seguirà tanta buona musica con "Cece Bonzo dj-set". Domani, alle 21, verrà riproposta "Una serata di fine estate", sfilata di moda organizzata dal salone "D-Style". La serata si concluderà con "Kekko dj-set". Gli ultimi 2 appuntamenti saranno caratterizzati dalla musica dal vivo. Venerdì, dalle 21, saliranno sul palco i "During The Sunblast" gruppo hard-rock thienese e i "Justine & the Eggs" rock band locale. Ospiti d'eccezione i "The Fire", gruppo rock di Milano. A chiudere la serata ci penserà "Boogie Moovies Dj Set", duo composto da Steve Selecter e da "Olly" dei "The Fire". La giornata conclusiva del "Sarcedo Summer Festa" avrà inizio alle 16 con un workshop proposto dal gruppo di writers "La Roba", in collaborazione con il locale thienese "Yourban Music Lab". Nel pomeriggio sarà, possibile dipingere a fianco degli artisti di strada con spray, markers e pennelli su bidoni, elettrodomestici ed oggetti da buttare. Dalle 21, musica con i "Kriptonite" band rock di Vicenza e i "Pes & Elle Dj set". Infine, salirà sul palco la rock band fiorentina "The Di Maggio Connection & Bros" capitanata da Marco Di Maggio, compositore di colonne sonore e sigle, fra cui ricordiamo quella della serie "Friends". Ogni sera, dalle 19 alle 21, ci sarà l'happy hour, con buffet gratuito e dj-set. Ci saranno anche stand sociali, con attenzione alle fonti di energia rinnovabile.

Schio. Campo di lavoro di Legambiente sui colli del Tretto

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Anna Lirusso



Le colline del Tretto ospiteranno per la terza volta consecutiva un campo per la tutela dell'ambiente. Avrà sede a Schio, infatti, uno dei 20 campi internazionali che Legambiente organizza, con la collaborazione del Consiglio di quartiere e del Comune, in Veneto.
A partire da oggi, fino al primo settembre, saranno in azione 14 volontari che lavoreranno per ripristinare i sentieri del Tretto.
Si tratta di giovani volontari che provengono da ben nove diversi nazioni: Belgio, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Repubblica Ceca, Russia, Turchia e Ungheria. «Siamo felici di ospitare anche quest'anno un'iniziativa di impegno concreto a tutela dell'ambiente e del paesaggio - sottolinea Daniela Rader, assessore all'energia, all'ambiente e allo sviluppo economico - e che si sposa bene con la tradizione scledense dell'attenzione alla sostenibilità ambientale».
I campi di volontariato di Legambiente nascono sia per permettere a persone diverse di incontrarsi e conoscersi attraverso un'esperienza comune di volontariato, sia per contribuire a realizzare un progetto concreto di intervento nei settori dell'ambiente e della solidarietà.

Thiene. Mercato storico, le cifre impongono di rinviare

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Marialuisa Duso



Mercato rinascimentale, adesso parlano le cifre. Per dare oggettività alla posizione assunta, e per ribadire perchè a queste condizioni il mercato non potrà essere fatto, il Comune rende pubblici i conti dell'edizione 2008: esattamente 37.288,34 euro, che diventano se si aggiunge 44.788,34 la quota associativa a carico dell'Ascom.
Le diverse voci di spesa parlano di 7.500 euro di quota associativa a carico del Comune, a cui si aggiunge un contributo straordinario per spese gestione di 5.000 euro. Le spese per il personale tecnico, calcolate su un solo week end, corrispondono a 12.988,34 euro.
A tutto questo vanno aggiunti 3.900 euro per spese di promozione a carico del Comune e 4.400, sempre per costi legati alla promozione, a carico di altri enti pubblici.
Le spese per l'utilizzo castello, calcolate su un solo week end sono state di 3.500 euro.
«Tenuto conto che quest'anno - spiega l'assessore Zuccolo - verranno a mancare le sponsorizzazioni consuete di tutti i diversi partner istituzionali, le spese dovrebbero gravare interamente nel bilancio del Comune di Thiene che, per le motivazioni più e più volte spiegate, non solo non può disporre di tali risorse, ma riterrebbe immorale farlo, vista la situazione di difficiltà in cui versano tante famiglie».
«È proprio per questo motivo - ricorda Zuccolo - che ancora sei mesi fa era stata posta la richiesta di un programma definitivo ridotto a costo quasi zero per il Comune e tale rimane il motivo per il quale sono costretto a ribadire che per il 2009 il Mercato Rinascimentale non potrà essere svolto. Precisazioni necessarie dopo le divergenti valutazioni delle priorità alle quali il Comune deve far fronte, dovute soprattutto alla crisi economica. La riduzione delle spese, di tutte le spese, eccetto quelle attinenti i servizi sociali, non è una scelta ma un obbligo».
Ma l'assessore torna anche sulla dichiarazione fatta al nostro Giornale da Bepi Restiglian, secondo il quale ci sarebbe una «volontà, predeterminata, di non fare questa manifestazione»... in nome di «un altro progetto, di cui non facciamo parte…».
«Sono quanto meno eprplesso - replica -. Addebitare al sottoscritto scelte persecutorie o di ingratitudine, svilisce il rapporto di fiducia sempre dichiarato e dimostrato. Spiace percepire frequenti, ingiustificati sensi di frustrazione e "inferiorità" che si esprimono in sospetti fuorvianti. In qualità di assessore al turismo, mi sento libero di verificare le diverse proposte che pervengono. Un Amministratore ha il diritto-dovere di non scegliere strade a senso unico poiché diversi sono i gusti, la sensibilità, le attese dei cittadini e dei turisti che frequentano Thiene. È impensabile che gli eventi organizzati dal Gruppo Amici di Thiene (per quanto originali, interessanti e impagabili) comportino a priori l'esclusione di altre feste».
«Confermo comunque - ribadisce Zuccolo - che è intenzione di entrambi i Soci di "Thiene 1492" (Comune e Ascom) portare avanti il progetto di rendere biennale la Rievocazione, con il solo scopo di dotare questo appuntamento, divenuto così importante, di maggiori finanziamenti».
«Una scelta - conclude - che permetterà di effettuare una programmazione più originale e diversificata. È impensabile che realizzare la manifestazione ogni due anni possa compromettere l'adesione dei "mercanti"».

Thiene. Alla scoperta dei sentieri secondo i consigli del Cai

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Silvia Dal Maso



Escursioni, passeggiate, uscite in bicicletta e mountainbike, visite guidate di mezza giornata o una giornata intera. Chi nell'assolato mese di agosto non si concederà, per scelta o necessità, una vacanza dovrà solo guardarsi un po' intorno per potersi svagare, alla scoperta del territorio. L'esperto del Cai di Thiene Carlo Restiglian suggerisce una serie di percorsi facili e adatti a tutta la famiglia.
La vecchia ferrovia. Un itinerario semplice e molto appagante è il percorso che in passato collegava il nodo ferroviario di Piovene Rocchette con la stazione di Arsiero, passando per Velo d'Astico. Partendo da Arsiero, si può affrontare un'antica strada sterrata utilizzata dai contrabbandieri, la strada "degli Stancari". È un percorso semplice, dal fascino particolare, che si può fare sia a piedi che in mountainbike. Pure la salita in mezzo al bosco alla Rocca di Meda, a Velo D'Astico, permette di ammirare un bel panorama e di arrivare al Castello, trasformatosi nel tempo in un Eremo, il quale dominando l'imboccatura della valle offre uno splendido panorama e le vedute sui vicini Monte Cimone e Monte Cengio.
Contrà Boschetti. Nelle giornate non troppo calde, piacevole diventa l'escursione che da Contra' Boschetti a Lugo porta, attraverso il Colle di San Piero, Contra' Mare e il sentiero di Contra' Stoni, al Parco del Sojo a Lusiana, nel margine meridionale dell'Altopiano di Asiago, un'area di grande interesse ambientale e storico, ma anche artistico. Qui si possono ammirare una sessantina di sculture d'arte contemporanea, costruite con materiali diversi, che intrecciano un dialogo perfetto con l'ambiente.
Le Bregonze. Meritano di essere frequentate le colline delle Bregonze, che si estendono nei comuni di Carrè, Chiuppano, Zugliano, Calvene e Lugo di Vicenza, pregevoli sia sotto l'aspetto paesaggistico che naturalistico. Tre possibili percorsi sono quello che da Oltrastico alla "Ca' Vecia" a Zugliano attraverso Contra' Rosa; quello che dal Ponte degli Alpini sull'Astico, lungo la strada Lugo-Calvene, porta a Oltrastico; e quello che dal Centrale va alla "Ca' Vecia" per la valle dell'Igna e contrada Tavani. Nel territorio zuglianese esistono poi 2 percorsi: quello vita di Grumolo Pedemonte che con una passeggiata di poco più di 2 chilometri permette di apprezzare gli aspetti naturalistici delle Bregonze e il sentiero natura di San Biagio, realizzato dal Cai di Thiene, che prende avvio da Grumolo Pedemonte e, risalendo la collina, raggiunge la zona della "Ca' Vecia" e Marola.
La valle dei Mulini. Un altro percorso affascinante è la valle dei Mulini, che solca la parte meridionale del territorio di Lusiana, vicino alle contrade di Covolo, Valle di Sopra e Valle di Sotto. É percorsa dal torrente Chiavone Bianco, lungo il corso del quale sono presenti tutti i tipi di macchine idrauliche: i mulini per il frumento, il maglio battiferro, i pestarini per l'orzo e la segheria per il legno. Insolita, ma bellissima, a mio avviso la più originale escursione della zona, è quella denominata "Alla Ri-Scoperta del trenino" che da Contra' Follon a Cogollo del Cengio permette di seguire il percorso della vecchia ferrovia.
Sulle orme di Fogazzaro. Chi, infine, desidera trascorrere una giornata all'aria aperta, può affrontare il Sentiero Fogazzariano a Tonezza, adatto a tutta la famiglia con tanto di pannelli illustrativi.[FIRMA] Giuseppe Graziani, esperto di vipere ricorda che l'habitat naturale delle vipere sono le quote basse e soprattutto le zone incolte, con l'erba alta, i cespugli e i sassi, perché lì trovano sia cibo che nascondigli. «I pascoli puliti sono sicuri - dice -. Le vipere si possono trovare fuori dall'erba dopo un temporale, ma quando fa molto caldo è bene stare attenti anche ai corsi d'acqua. Dalle nostre parti sono presenti 2 tipi di vipere: la berus, detta anche marasso palustre, e l'aspide». La prima difesa è indossare scarponcini e calzettoni. Però per evitare l'incontro è bene fare un po' di rumore. «La vipera non è aggressiva perché, se disturbata si nasconde. Morde solo quando viene calpestata. In tal caso bisogna rallentare la circolazione del sangue con una fasciatura o con un laccio e poi andare immediatamente al pronto soccorso. Non affidarsi mai al "fai da te" e quindi non incidere la ferita, né succhiare. Il suo morso solo raramente, nelle persone allergiche, diventa mortale». S.D.M.

Valdagno. Cani scomparsi nel
nulla Vittime di traffici illeciti ?

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Veronica Molinari



Spariti nel nulla. Con l'incubo che dietro al mistero vi siano «vivisezione e traffici illeciti di cani, per feroci combattimenti».
A lanciare l'allarme è l'Ente protezione animali che, in poco più di 6 mesi, quest'anno è stato testimone di una decina di sparizioni di quattro zampe a Valdagno e vallata. Ed i precendenti non mancano: basti pensare che solo nel secondo semestre del 2008 "a Castelgomberto erano scomparsi 3 Beagle, noti per la loro resistenza fisica". Ed a nulla sono valse le segnalazioni dei proprietari ai canili di zona oppure i volantini affissi in ogni angolo della città e le loro ricerche disperate. A denunciare quanto sta succedendo è la presidente della delegazione di Arzignano, Maddalena Aloisi, che ha specifica competenza anche sulla Valle dell'Agno. «È necessario accudire il proprio animale con la massima attenzione -ha raccomandato Aloisi-. Purtroppo il fenomeno delle sparizioni di cani sta dilagando anche nelle nostre zone». E non fa differenza se di piccola o grossa taglia, se meticci o di razza: scompaiono senza essere più trovati, inghiottiti da chissà quale destino. Anzi, questo punto probabilmente non è tanto oscuro. «Commercio per il mercato della vivisezione o, ancora, più probabile per il giro dei combattimenti clandestini tra cani - ha denunciato la presidente -. È tempo di smettere di pensare che queste piaghe non riguardino il nostro territorio».
Ed ecco allora che il Rifugio del cane ha aderito alla campagna nazionale, lanciata dall'Enpa, contro la "deportazione" soprattutto verso Austria, Germania e Svizzera di cani per la ricerca. «Si parla di animali rapiti anche dalle abitazioni dei proprietari - ha affermato la responsabile Enpa -. Il nostro timore è che aprire il cancello per far fare al cagnolino la passeggiatina da solo, possa essere molto pericoloso».
Ed i combattimenti clandestini non sembrano essere un'ombra così lontana. Anche se fino ad oggi non si hanno notizie che gli incontri avvengano in vallata o in zone limitrofe, il presidente precisa: «Il sospetto è che anche nelle nostre città possano essere prelevati animali destinati alla vicina Lombardia, centro di combattenti più volte balzato alle cronache. Per non parlare delle regioni del sud, in cui l'attività è diventata un vero e proprio business. I cani prelevati servono spesso come esche vive per addestrarli».
A nulla valgono le applicazioni del microchip per l'identificazione del proprietario del cane. «Solo l'attenta custodia del proprio animale può diventare un'arma per arginare il fenomeno delle sparizioni», ha aggiunto la presidente.

La "Strada del Re" chiusa anche ai pedoni

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Bepi Magrin



È una delle più belle strade panoramiche dell'Alto Vicentino e si dipana sotto le pendici meridionali del Sengio Alto, sfiorando le pareti della Sisilla, del Baffelan, degli Apostoli, del Cornetto e dell'Emmele e delle altre cime minori di quella breve catena, per unire l'Alpe di Campogrosso al Pian delle Fugazze, passando accanto allo storico Ossario del Colle di Bellavista. Qui sono accolti oltre 5 mila caduti italiani e alcune centinaia di austriaci.
Ma da qualche tempo la "Strada del Re", inaugurata dal sovrano in persona nel 1918, rimane chiusa a qualsiasi tipo di passaggio, finanche a quello dei semplici pedoni e quindi degli escursionisti, che in numero rilevante la percorrevano fino a pochi mesi fa.
Si tratta di una strada provinciale, in realtà da molto tempo abbandonata dall'ente proprietario, tanto che ormai da parecchi anni rimaneva chiusa alle due estremità con sbarre e divieti che però almeno fino allo scorso anno non riguardavano i pedoni, molti dei quali la usavano per il piacevole giro del "Sengio Alto": un percorso ad anello che dal Pian delle Fugazze o da Campogrosso prevedeva salita o discesa per la strada delle "Sette Fontane" (anche questa con forti limitazioni di traffico determinate dal Comune di Vallarsa) e ritorno per la "Strada del Re", o viceversa, a seconda delle preferenze di ognuno: perché il giro si poteva compiere in senso orario o antiorario, impiegando in tutto 3 o 4 ore, cioè la classica mezza giornata di escursione che moltissimi turisti prediligono.
Lo splendido panorama che in giorni di buona visibilità gratificava chi percorreva la "Strada del Re", poteva ripagare ampiamente la fatica; perché di lassù, oltre a toccare quasi con mano le belle pareti dolomitiche del Baffelan e del Cornetto, lo sguardo si allarga sulle valli del Leogra e dell'Agno, giù fino alla lontana pianura e alla costa adriatica veneziana. La strada era stata voluta dal sovrano, Vittorio Emanuele III, come arteria di uso civile, dopo che il Genio militare l'aveva aperta per il traffico militare, come attestano alcuni cippi scolpiti che recano i nomi delle Centurie impiegate nei lavori; nel dopoguerra serviva come via alternativa ai molti pellegrini che si recavano sui luoghi della Grande Guerra - particolarmente in Pasubio - per poter partecipare alle annuali cerimonie commemorative che vedevano presenti famigliari e commilitoni dei caduti, insieme alle autorità e ai picchetti in armi.
Grande valenza storica dunque, oltre che turistica; ma soprattutto ideale percorso che si svolge a quote comprese tra i 1100 metri e i 1452 metri del rifugio-albergo di Campogrosso, luogo tradizionale di convegno dell'alpinismo berico. Il percorso godeva anche speciale interesse degli sportivi: podisti, fondisti e ciclisti, che lo usavano per un proficuo allenamento in quota, dove l'ossigenazione e l'impegno muscolare sono ottimali.
Negli scorsi anni alcune pericolose frane scese dalle precipiti rocce soprastanti la strada, all'altezza dei Tre Apostoli, l'avevano parzialmente interrotta; ma gli alpini di Valli del Pasubio, per iniziative dell'allora capogruppo Nello Dalla Riva, in collaborazione con il Comune, avevano provveduto allo sgombero dei detriti, rendendo agibile la strada almeno per i mezzi forestali e del soccorso alpino, oltre che per i pedoni. Ma il grande movimento franoso, avvenuto in seguito alle grosse precipitazioni nevose dello scorso inverno, ha determinato un crollo molto esteso, per il quale occorrerebbe un intervento straordinario della Provincia.
Anche per la viabilità locale, legata all'alpeggio, al turismo e al controllo forestale, sarebbe auspicabile un accordo tra le province confinanti di Trento e Vicenza, per la realizzazione di un percorso stradale ad anello e a senso unico con opportune regolamentazioni del traffico, per rendere agibile un percorso caro a chiunque ami la montagna.
Si è anche verificato che gli affittuari della piccola malga Baffelan (Elvio Piccoli di Valdagno) che sorge ai piedi del famoso "Scoglio emergente dalla pianura", meta di numerosi scaltori, nonostante avessero ottenuto il permesso di accesso alla malga da parte del Comune di Valli del Pasubio, siano stati multati per aver trasportato l'acqua e la legna di uso comune, con il proprio automezzo fin nei pressi della malga. Le guardie non hanno voluto sentir ragioni, poiché - dicevano - la strada non è comunale ma provinciale, dunque le autorizzazioni del Comune a nulla sono servite.

Valdagno. Letto dell'Agno a nuovo ma a soffrire è la fauna

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Luigi Centomo



Valdagno. La guerra contro i topi in Agno ha messo in ginocchio la fauna che abitualmente vive nel letto e sugli argini del fiume. L'intervento "bonificatore" e di manutenzione straordinaria ha creato una lunga pista tanto da far sembrare l'Agno un'autostrada. E, ovviamente pesci e volatili fatevi da parte perché arrivano le ruspe del Genio civile.
Questo è lo scenario che si può apprezzare dal ponte del Tessitore fino al Ponte della Vittoria, dove l'Agno appare "quasi perfetto", tanto è così ordinato, senza nemmeno una pianta, non un arbusto o sassi in disordine e nemmeno sono rimaste le opportune pozze di acqua profonda e i macigni. Sembra quasi disegnato da una mano abile e ritoccato alla perfezione.
«Proprio questo è il problema - ha spiegato Francesco Zanotto, responsabile del settore pesca della Provincia - perché un'azione così rilevante portata a termine dalle ruspe, comporta una modificazione pesante, dell'ordine del 90 per cento di quella che tecnicamente viene chiamata la biomassa e il cui ripristino comporta parecchio tempo. Sarà necessaria la ricostruzione ambientale, che è un ripristino idoneo ad accogliere nuovamente la fauna. Va anche detto che tutte le rettifiche fluviali producono un danno ittico notevole, con un recupero che comporta tempi lunghi».
Come è noto, da qualche settimana la manutenzione del letto e degli argini è stata intrapresa dal Genio civile, che si avvale della ditta Molon.
Dapprima, con una grossa macchina meccanica con una sorta di fresa, ha "sbarbato" gli argini del fiume; ovviamente i nidi e le altre presenze faunistiche sono finite nel tritatutto. Poi le ruspe, precedute dalle moto seghe che hanno abbattuto le piante che rigogliose sorgevano nel letto del fiume e che erano una grande insidia per il regolare scorrimento dell'acqua.
Il tratto preso in considerazione va dal Ponte del Tessitore detto "delle ciacole" fino al Ponte della Vittoria, che porta all'ospedale. Sono in corso opere di sistemazione idraulica che impegnano il Genio civile con un investimento di un milione e 600 mila euro. In questi tipi di interventi vanno amalgamate le esigenze idrauliche, assolutamente necessarie e quelle faunistiche di cui si deve tener conto. La caccia ai topi, proposta nei giorni scorsi, è sempre in atto, assicurano in Comune, ma va segnalato anche lo scorretto e vietato comportamento di tanti cittadini che gettano pane e altro dai ponti per alimentare i pennuti che vivono in Agno. Con questo comportamento si incrementa la presenza dei topi, con relativi disagi.

Valdagno. Agno-Chiampo risorge ma resta senza soldi

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Luigi Centomo



Resuscitata, ma senza soldi. La Comunità montana Agno Chiampo con sede a Valdagno torna in vita, dopo il riconoscimento ufficiale dell'altro giorno da parte della giunta veneta, ma servono fondi necessari al funzionamento dell'organismo. Il Governo veneto ha stanziato un milione di euro per le 19 Comunità, comprese quelle riesumate, per l'incentivo allo sviluppo economico e sociale dei territori di montagna. Ma all'appello mancano altri 4 milioni di euro.
La decisione della Regione per certi aspetti è un toccasana, poiché garantisce un futuro ai dipendenti della Comunità valdagnese, dopo la soppressione con decreto governativo. Ma, allo stesso tempo, crea una questione da non sottovalutare: come trovare i fondi per far funzionare le Comunità montane? Al recente sostegno finanziario regionale si è arrivati dopo la battaglia della giunta veneta che ha fatto valere le proprie ragioni davanti alla Corte Costituzionale che, in pratica, ha constatato l'invasione di campo del governo romano, che aveva decretato la chiusura. «Siamo in una condizione di totale bagarre - dice Giampietro Dalla Costa, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, ultimo presidente della Comunità montana Agno Chiampo prima del commissariamento che è equivalso a un esproprio della carica -. Lo Stato doveva, casomai, mettere paletti sull'aspetto finanziario e non sull'ente montano, la cui competenza spetta esclusivamente alla Regione. C'è una confusione a tutti i livelli, tanto che risulta difficile programmare il futuro operato dalle Comunità montane. Aggiungo però che questa situazione può essere un punto di partenza, ovvero un'opportunità, per procedere realmente e concretamente alla riorganizzazione degli enti. Basti pensare, ad esempio, che all'interno degli organismi ci sono Comuni che nulla hanno a che vedere con la "montanità"».
E di questa confusione generale, già si sono raccolti i primi frutti: per la Agno Chiampo c'è già stata una ricollocazione del personale, tanto che degli 8 iniziali dipendenti solo 4 sono rimasti in servizio. I rimanenti 4 hanno trovato analoga posizione in enti pubblici, utilizzando il meccanismo della mobilità volontaria. Appare certo che tra quelli che a breve cesseranno il loro servizio a Valdagno, ci sono le figure apicali del segretario e dell'ingegnere responsabile. Ora c'è da stabilire chi erogherà il denaro per l'attività, seppur ridotta, di cui la Comunità montana torna competente.

Luigi Centomo

Valdagno. Raccolta firme al veleno. «Basta eventi in centro»

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Veronica Molinari



Valdagno. Sul tavolo del sindaco 60 firme, raccolte in meno di una settimana, contro il caos di "note" in centro. Non c'è pace nemmeno sotto il sole d'agosto per il primo cittadino, Alberto Neri, che si ritrova a dover fare i conti con le proteste dei residenti del cuore cittadino.
La serie di lamentele, in questo caso, mira dritta a mettere fine alle manifestazioni musicali che fino a pochi giorni fa sono state ospitate in piazza, per l'estate valdagnese.
«L'ultimo evento in ordine di tempo è stato quello di fine luglio: un inferno per gli abitanti» ha sottolineato la portavoce del malumore, Eleonora Rossi, tra i firmatari della protesta. Ad essere precisi, sono due le raccolte di firme che sono state spedite in Comune.
Una di sottoscrittori ne conta 46 per chiedere al sindaco, come si legge nel testo, di "non autorizzare per il futuro le manifestazioni musicali in quanto non sono culturali, non sono educative, sono di cattivo gusto, creano problemi di salute e forte disagio". In altre parole, stop agli eventi nel cuore cittadino, con la motivazione che iniziative musicali «non sono idonee per il piccolo centro storico» ha precisato Eleonora Rossi.
L'esperienza, che si riferisce agli appuntamenti del calendario "Estate in città" è definita, dai firmatari, "tragica". Il risultato è stato, come testimonia ancora la portavoce, «tapparelle abbassate e balconi serrati nonostante la calura estiva, oppure "fughe" serali per evitare il frastuono a cui si accompagnavano bestemmie e maleducazione». Sempre stando ai testimoni esasperati dalla confusione «protrattasi anche oltre la mezzanotte, il retro del duomo di San Clemente era stato adibito a vespasiano».
Poi c'è la seconda raccolta firme che di adesioni ne conta 18, per chiedere maggiori controlli. "Per ogni esibizione vi deve essere un serio controllo dei decibel - si legge nella richiesta - e gli eventi non devono avvenire in contemporanea sulle varie piazze, in quanto il sovrapporsi dei suoni crea forte disagio ai residenti. Le prove per accordare gli strumenti non devono avvenire nelle ore pomeridiane". E per finire servono "controlli di strade e piazze, subito dopo le kermesse in modo da evitare gli schiamazzi notturni".
Vista la calda estate musicale, i residenti guardano già al futuro: «Non vogliamo indagare sul fatto che gli eventi si siano svolti correttamente e legalmente - ha aggiunto la portavoce Rossi - sicuramente il fatto che i suoni siano stati uditi fino a viale Trento la dice lunga sul volume ed il rispetto della normativa sui rumori. A questo punto, però, l'importante è che l'anno prossimo non ci sia una ripetizione dei disagi vissuti in questo periodo».
«In pochissimi giorni abbiamo raccolto decine di firme - ha concluso Eleonora Rossi - potrebbero essere molte di più, ma abbiamo voluto fermarci, per cercare di trovare un accordo con un incontro chiarificatore con il sindaco, Alberto Neri».

Thiene. In arrivo gli alloggi Peep. E 64 famiglie sperano

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Alessandra Dall’Igna



Thiene. Si apre uno spiraglio di speranza per le 64 famiglie thienesi, da tre anni in attesa di entrare in uno degli alloggi Peep di Rozzampia. L'amministrazione comunale ha deciso di procedere con il piano di realizzazione delle abitazioni popolari nella frazione di Rozzampia, nonostante l'impresa costruttrice si sia ritirata dal progetto.
La giunta ha, infatti, appena approvato il progetto preliminare relativo alle opere di urbanizzazione della zona, ovvero strade residenziali, pubblica illuminazione, fognature, rete idrica, spazi di sosta e altro, per un importo di spesa a carico del comune di 670 mila euro.
«Abbiamo inserito l'intervento, già finanziato, nell'elenco annuale delle opere pubbliche 2009 - spiega Antonio Caporrino, segretario generale del comune di Thiene - adesso si procederà con la stesura del progetto definitivo e, quindi, con quello esecutivo, dopodichè si andrà in gara per affidare l'appalto dei lavori ad un'impresa costruttrice. Considerati i tempi medi di espletamento di tutte le diverse fasi, il cantiere per la realizzazione delle opere di urbanizzazione sarà aperto presumibilmente ad inizio 2010».
Ancora sei mesi di attesa, dunque, prima di veder le ruspe al lavoro nell'area di Rozzampia dove sorgerà il nuovo villaggio popolare. Altri sei mesi che vanno ad aggiungersi ai tre anni di attesa già trascorsi dall'iniziale data di avvio dei lavori: la costruzione degli alloggi doveva partire nel settembre 2006 e faceva riferimento ad un bando di concorso vinto nell'aprile dello stesso anno da 64 famiglie.
Dopo un anno e mezzo di ritardi, dovuti anche al fatto che il piano, essendo progettato secondo la tipologia sperimentale della bioedilizia, ha comportato ulteriori verifiche ed integrazioni, finalmente il 19 giugno del 2008 viene rilasciato il permesso di costruire e l'impresa edile si impegna ad aprire il cantiere entro sei mesi.
All'inizio di quest'anno, tuttavia, a causa del mancato accordo economico con il comune, la ditta appaltatrice rinuncia al progetto e, di conseguenza, anche all'impegno di realizzare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria previste dal piano di lottizzazione Rozzampia. È a questo punto che interviene l'amministrazione comunale che, pur di veder realizzato il villaggio popolare, ha deciso di procedere con le opere di urbanizzazione.
«Purtroppo - continua il segretario Caporrino - questo piano peep ha avuto un iter alquanto travagliato. L'opera era già stata aggiudicata e poi, a causa dell'improvviso dietro front dell'impresa, abbiamo dovuto rivedere tutta la documentazione e inserire il progetto nel programma dell'amministrazione comunale. Ora, tuttavia, ci sono tutti presupposti perchè il piano peep venga realizzato entro l'anno prossimo».
Sarà nel 2010, dunque, che i 64 alloggi popolari vedranno finalmente la luce a nord di Rozzampia, in un'area confinante con l'omonima via e la linea ferroviaria Vicenza-Schio. Una sorta di villaggio popolare eco-compatibile, costituito da 20 case a schiera, 18 appartamenti bicamere e 26 miniappartamenti, tutti costruiti seguendo i più moderni criteri ambientali. La zona Peep sarà caratterizzata da tre fabbricati a schiera disposti a ventaglio tra cui ci saranno due prati e una piazza.

Alessandra Dall’Igna

Schio. Troppe scritte sui muri «Intervenga il Comune»

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Anna Lirusso



«Stop a scritte e imbrattamenti sui muri della città». Lo chiedono alcuni cittadini scledensi che si sono lamentati con il Comune di Schio chiedendo maggiore attenzione al decoro urbano e di intervenire per riportare alcune zone della città ad uno stato dignitoso.
«Ogni giorno compaiono sui muri della città nuove scritte vandaliche che degradano e imbruttiscono il centro storico e i complessi residenziali», denuncia Giuseppe Bortoloso, componte del Consiglio di quartiere 1 (Centro-S.Croce-A.Rossi) in seguito al dilagare di fenomeni di vandalismo.
Non si tratta di murales, ma di scritte di ogni genere che nulla hanno a che vedere con l'arte dei graffitari.
«Invadono le pareti di abitazioni private e i luoghi pubblici deturpando l'ambiente. I cittadini non possono accollarsi le spese per ritinteggiare queste ampie superfici e quindi chiediamo l'intervento del Comune per sistemare e rendere più decorosa la città», ha ribadito il consigliere quale portavoce di un gruppo di cittadini.
Una delle zone del centro storico più interessate al fenomeno è il centro direzionale "Le Fontane". «Lì vivono famiglie e sono attivi esercizi commerciali che ogni giorno s'imbattono in nuovi imbrattamenti sia sulle pareti che sulle colonne di accesso al complesso, usate spesso per affiggere volantini», ha specificato Bortoloso che ora chiede al Comune di risistemare le aree colpite e di discutere la questione nella prossima assemblea.
Un'altra zona colpita dal fenomeno è la scalinata di viale Petitti di Roreto che porta al castello di Schio. Tutta la parete sinistra è imbrattata da messaggi d'amore, date, firme e diciture di ogni tipo.
Al momento il Comune non si sbilancia sulla questione specifica del centro direzionale "Le Fontane" ma promette di cercare una soluzione al problema.
«Il decoro urbano è una priorità su cui l'amministrazione è impegnata - ha spiegato Roberto Dall'Aglio, neo assessore alla sicurezza -. Negli ultimi anni sono state fatte azioni concrete per prevenire e contrastare ogni forma di degrado, come i vigili di quartiere e l'introduzione di uno spazzino in città al lavoro nel pomeriggio. Siamo disponibili ad ascoltare i cittadini e raccogliere segnalazioni per garantire una città sempre più in ordine».


Anna Lirusso

Schio. Harry Potter sbanca. In 600 in coda al Sociale

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Anna Lirusso



Schio. Harry Potter batte il caldo tropicale del "Sociale" senza aria condizionata e sbanca al botteghino del cinema cittadino. L'altra sera per la premiere si è formata una lunga coda fuori dalla sala di via Pasubio già un'ora prima della proiezione del sesto film della saga fantasy.
Quasi esauriti i 600 posti disponibili della sala nonostante il caldo torrido della serata e il giorno infrasettimanale scelto per la prima mondiale.
«Non credevamo ai nostri occhi, così tanta affluenza non si vedeva dai tempi di "Titanic" o "Pirati dei Caraibi"», hanno confessato i gestori dello storico cinema sceldense, non più abituati a tanta ressa.
Il film "Harry Potter e il Principe Mezzosangue" è stato proiettato con una ventina di minuti di ritardo proprio per smaltire la coda formata perlopiù da giovani adolescenti. «Oggi pomeriggio abbiamo tentato di prenotare al multisala di Vicenza, a Padova e a Torri di Quartesolo ma già alle 15 i biglietti erano esauriti», hanno confessato Daniele Casa e Paolo Costa di Schio, mentre in solitaria rinunciavano alla prima del film posticipando la visione al giorno seguente.
Il cinema Sociale di Schio invece non offriva il servizio di prenotazione dei biglietti. Niente aria condizionata, nè moderni distributori di popcorn e bibite gassate, eppure era invaso da giovani giunti da un po' tutti i comuni limitrofi. Anzi a detta dei gestori l'affluenza è stata quasi doppia rispetto all'ultimo film della saga proiettato in sala. I giovanissimi sono rimasti per quasi un'ora in coda, tremando alla vista del cartello "galleria chiusa" esposta pochi minuti prima della proiezione, segnale che i posti stavano esaurendo. Al primo fotogrammasi è sentito un grido di felicità, poi religioso silenzio fino a poco dopo mezzanotte.
Fuori dal cinema una schiera di genitori assonnati attendevano i figli all'uscita dalla proiezione. «È stato sicuramente all'altezza delle aspettative. Solo il finale è stato un po' deludente e pensavo che la morte di Silente sarebbe stata più commovente», ha spiegato la sedicenne Benedetta Rossi assieme ad altre coetanee. Entusiasmo anche per gli effetti speciali, in particolare quelli usati dal regista per rendere il Pensatorio, uno degli strumenti magici più affascinanti che permette di entrare a piacimento nei ricordi delle persone.
L'opionione condivisa è che le letture dei libri superano sempre di gran lunga le proiezioni ma vale sempre la pena andare a vedere anche il film.
«Ho letto tutti i libri e visto tutti i film della saga. E continuerò a seguire questa storia fantasy che mi appassiona da quando ho cinque anni», ha concluso il ventenne Giuseppe Piovene.

Thiene. Gran Galà: piatti tipici sotto le stelle 

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Silvia Dal Maso



400 coperti, 25 camerieri, 7 somelier, 16 cuochi, 8 ristoranti. Sono i numeri che faranno del "Gran galà dei piatti tipici della Pedemontana" che si terrà nella suggestiva cornice di piazza Chilesotti la più grande cena in centro storico mai proposta a Thiene. Parola di Emanuele Cattelan, presidente dell'Ascom di Thiene, l'associazione che ha organizzato la serata, con la collaborazione del Comune, della Pedemontana.vi, della Fipe Confcommercio di Vicenza e con il contributo della Banca Popolare di Vicenza e di aziende del settore.
Mercoledì 15 luglio alle 20 piazza Chilesotti, dunque, si trasformerà in un raffinato ed elegante ristorante sotto le stelle e il "Gran galà" diventerà la ghiotta occasione per presentare e gustare specialità tipiche del territorio preparate dalle mani dei migliori ristoratori della zona.
«Pur essendo una manifestazione molto giovane, nata solo un anno fa, già ci regala grandi soddisfazioni - dice l'assessore al commercio Giuseppe Zuccolo -. Il "Gran galà" diventa un'opportunità per dare spazio alla cucina della Pedemontana, un'area che vanta piatti tipici di assoluta eccellenza. Puntare i fari dell'attenzione pubblica sulla gastronomia locale vuol dire dare concreto risalto ad un valore aggiunto importante, capace di accrescere le potenzialità turistiche del nostro territorio».
Gli 8 ristoratori associati dell'Ascom lavoreranno assieme, dimostrando che l'unione fa la forza, per permettere ai commensali di degustare le specialità della Pedemontana vicentina.
Verrà proposto un menù realizzato esclusivamente con le materie prime di stagione della zona. Si inizierà con alcuni bocconcini di assaggio in attesa dell'antipasto a base di coniglio e capponata di verdure. I ristoratori proporranno poi un gustoso risotto preparato con il vespaiolo, la vezzena e i porcini, e un cosciotto al formo abbinato alle patate delle Bregonze. Il tutto accompagnato dai pregiati vini doc di Breganze.
«Sarà una serata per veri buongustai, che permetterà di andare alla riscoperta dei piaceri della buona tavola ritrovando i sapori, i gusti e gli aromi della nostra terra - dice Emanuele Cattelan -. La nostra bella piazza cittadina contribuirà poi, se il tempo ci darà una mano,a rendere ancora più suggestiva la cena. Durante la serata, fra l'altro, verrà lanciato un messaggio di solidarietà per sostenere la "Casa di Stefano onlus" che si interessa alla costruzione di case famiglia per bambini in Lituania».
Chi volesse ulteriori informazioni e prenotare un posto in prima fila per l'evento ha tempo ancora oggi per rivolgersi all'Ascom thienese.