Val Brenta. «Superstrada? In Valle è disastro ambientale»
VALBRENTA. «Il precedente tracciato viene incontro alle esigenze della viabilità da sud»L’ex-sindaco di San Nazario Bombieri scrive al Prefetto: «Basta viadotti, si torni al progetto della galleria»
Ottorino Bombieri, che per due legislature ha seguito come sindaco di San Nazario tutte le vicende legate alla "Valsugana", scrive al Prefetto sulla proposta di "Itinerario della Valsugana Valbrenta-Bassano Ovest - superstrada a pagamento", per esprimere disappunto e preoccupazione.
«Il progetto accettato dalla Regione sta sollevando non polemiche ma rabbia - scrive Bombieri - chi ha visto quel poco che ci è stato permesso di vedere, resta sconvolto. Si tratta di una superstrada in superficie che, con viadotti a 35 metri di altezza, passa lungo la valle, prima a destra poi a sinistra, attraversando il Brenta tre volte. È la lacerazione ambientale più voluta come se il progettista ce l'avesse con la Valbrenta ed i suoi abitanti e volesse sbattere il mostro proprio lì».
«C'è un esempio - continua Bombieri - di come sarà ridotta la valle ed i suoi abitanti. È a San Marino. In questa frazione di San Nazario è stato realizzato, agli inizi degli anni '80, un viadotto sopra la nostra testa. Con la proposta accolta il 4 agosto scorso dalla Giunta Regionale Veneta, lo stesso disastro ambientale sarà ampliato a danno di Campese, nel territorio di Bassano; delle contrade Pellizzari, a Campolongo, e Fabbri, Bortoli, Merlo di San Nazario. Perché voler ripetere gli stessi errori? Perché, ed è questa la proposta, non seguire la strada del progetto Mazzalai (quasi tutto in galleria tra Pove e Pian dei Zocchi) collegandolo, per farne un'appendice "a pagamento" con la Pedemontana, a Rosà/Cassola, utilizzando e migliorando l'attuale stralcio di superstrada tra Pove e Cassola/Rosà?».
«Il tracciato avrebbe più o meno lo stesso sviluppo - prosegue l'ex sindaco - ma utilizzerebbe parti già esistenti (tratto Rosà - Cassola/Pove), sulla base di un progetto (Mazzali) già approvato in galleria, tra Pove e Pian dei Zocchi; accoglierebbe maggiormente le richieste degli utenti (traffico Padova-Venezia/Brennero), sarebbe ugualmente favorevole alle ditte proponenti (appendice alla Pedemontana), non distruggerebbe le colline di Marostica e di Bassano, e la Valbrenta».
«Prolungando il tracciato a nord, fino a Rivalta - insiste Bombieri - toglierebbe questa frazione dall'isolamento colpevole cui è stata costretta. Se poi, bontà d'animo o desiderio di investimento di chi può, portasse ad eliminare la vergogna del viadotto di San Marino, tanto meglio… Ma, non altri viadotti sulle nostre teste: questo gli abitanti della Valbrenta non possono accettarlo».
Bombieri allega l'ipotesi di nuovo panorama parziale della Valbrenta, visto dal parco giochi di località Merlo e invia la stessa lettera ai presidente della Provincia di Vicenza e della Comunità montana del Brenta e ai sindaci di vari Comuni. R.P.