Bocciata la nuova
biblioteca
«Troppe cose
da rivedere»
IL SOPRALLUOGO. La Commissione consiliare e la direttrice Ericani nei locali che ospiteranno il polo culturale cittadinoSale lettura nel piano interrato, porte che ostruiscono i corridoi e spazi inadatti per le conferenze. Mancano anche le stanze climatizzate per conservare i libri antichi
I locali della nuova biblioteca sono quasi ultimati: non ci sono ancora date certe relative al trasloco, ma la direttrice del museo Giuliana Ericani spera di completare l'allestimento delle sale e avviare il trasferimento di tutto il materiale entro la primavera del 2010. Ieri mattina, intanto, la commissione cultura, presieduta da Paola Bertoncello, si è riunita per valutare la ricettività della struttura e non poche sono state le sorprese, quelle negative in primis.
Tra le principali perplessità figura la locazione delle sale di lettura nel piano interrato: secondo i componenti della commissione e della presidentessa in particolare, questa scelta "non corrisponderebbe ad una concezione moderna di biblioteca". «Sono allibita e delusa - ha dichiarato la Bertoncello ai colleghi presenti -; ho riversato molte aspettative in questo progetto ma ci sono molte cose da rivedere, con la speranza che sia ancora possibile intervenire».
L'edificio, che avrà l'entrata in via Museo, si sviluppa su tre livelli: al piano terra, attorno all'ingresso, si trovano due sale riservate alla sezione ragazzi e bambini; uno scalone centrale porta al primo piano interrato dove si trovano saloni di lettura e consultazione dei libri, con postazioni internet e stanze adibite alla fruizione di materiale video; un secondo piano interrato, invece, farà da deposito e dovrà ospitare l'immenso patrimonio librario della biblioteca, per un totale di circa 110 mila volumi.
Il primo intoppo della struttura, come rilevato dalla Ericani che ha guidato la commissione nella visita, s'incontra già nella sala per i ragazzi: la porta con il maniglione antipanico, infatti, si apre sul corridoio della sala d'ingresso ma sfiora una colonna portante, creando molteplici difficoltà di circolazione.
Di colonne portanti, d'altro canto, l'edificio è costellato: soprattutto nelle grandi sale di lettura la loro presenza frammenta lo spazio, impedendo l'uso di questi locali per l'organizzazione di eventuali conferenze e incontri. Desta perplessità anche l'uscita di sicurezza che dal piano interrato conduce all'esterno verso via Roma: la sua posizione, a ridosso dei grandi edifici all'esterno, in caso di terremoto, secondo la Bertoncello e gli altri rappresentanti della commissione, potrebbe vanificare l'utilità dell'uscita stessa.
Passando ai locali destinati al deposito dei libri, tra cui esemplari molto antichi che risalgono anche al Quattrocento, le principali incertezze riguardano la loro conservazione.
«Si tratta di stanze non climatizzate - ha spiegato la direttrice Ericani -, ma il personale competente ha assicurato una temperatura costante di 20° con il 50% di umidità relativa. Questo dovrebbe garantire la salvaguardia del materiale qui custodito: ci riserviamo di fare le dovute verifiche quando tutti gli impianti dello stabile saranno a regime». Uno di questi saloni dovrà anche conservare alcune opere del museo ma lo spazio offre un'altra sorpresa: un'apertura sul soffitto, rivolta all'esterno, è chiusa da una griglia che permette il passaggio di sporcizia, tra cui fogliame, polvere e mozziconi di sigaretta che andrebbero a depositarsi sulle opere qui custodite.
«Prendiamo atto di quello che troviamo - ha dichiarato il vicesindaco Carlo Ferraro -; dobbiamo utilizzarlo al meglio anche se ci sono dei limiti strutturali ben evidenti. La progettazione, d'altro canto, è iniziata trent'anni fa e forse ci si è dilungati troppo nel tempo, per cui interventi e riadattamenti successivi hanno portato a un risultato non eccellente, soprattutto in rapporto agli investimenti e alle professionalità in gioco». Dello stesso parere si pone anche l'assessore alla cultura Giorgio Pegoraro, che con Paola Bertoncello ritiene di dover lavorare con grande impegno a livello di amministrazione comunale «per sistemare le cose e aprire la biblioteca nel migliore dei modi», tenendo conto poi delle difficoltà di reperire ulteriori risorse economiche da investire in questo ambito.