giovedì, 11 marzo 2010

Bassano

CAMBIA PAESE

Stasera
seminario
con Mussida
della PfM

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Lorenzo Parolin



Bassano. L'appuntamento, Nome Cognomea ritmo di musica, per tutti i giovani del Bassanese è fissato per oggi alle 20.30: all'auditorium Vivaldi di Cassola arriva Franco Mussida. Grazie al progetto "Musica futura" del Lions Da Ponte, il leader della Pfm e fondatore del Centro professione musica di Milano è ormai di casa in città: i primi contatti con il Lions cittadino risalgono infatti al 2007 e, della primavera 2008, è la collaborazione con Cantieri Giovani sfociata nell'allestimento della sala prove di via del Mercato e, a seguire, allargatasi a comprendere anche l'associazione "Bassano music & trend" e il Comune di Cassola.
Stasera è previsto un seminario tutto speciale, perché Mussida, nel dialogare coi ragazzi, partirà da canzoni e musiche inviategli nelle scorse settimane dal Bassanese. «Ci auguriamo anche in quest'occasione un bel coinvolgimento - commenta Marco Zuin, uno dei referenti di "Musica Futura" - consapevoli che il leader della Premiata forneria Marconi sa toccare le corde giuste per conquistare i ragazzi. Questi ultimi, poi, potranno toccare con mano la qualità e l'insieme di possibilità legato ai loro lavori».
Quanto a "Musica futura", il progetto sbocciato al Lions con la presidenza di Cristina Lago, proseguito con Marco Zuin e ulteriormente sviluppato con l'attuale presidente Cristoforo Lo Giudice, nasce «dall'amicizia consolidata tra i soci del Da Ponte - come spiega lo stesso Zuin - e da un amore condiviso per la musica».
«Insomma - chiude con una battuta - noi del Da Ponte ci definiamo scherzosamente un po' rockettari e ci piace pensare che le note, meglio di altro, possano superare agevolmente le distanze tra le generazioni, legando idealmente genitori e figli».
In più, tra i soci del Lions è forte non solo il desiderio di promuovere la diffusione della cultura musicale ma anche quello di contribuire alla formazione dei giovani, indicando le possibili strade verso un futuro nel quale la musica sia un'autentica professione, senza tuttavia alimentare chimere o illusioni.
«Per questo - dice il presidente Lo Giudice - abbiamo stretto quest'importante collaborazione con Franco Mussida: riteniamo sia una persona particolarmente adatta a spiegare ai ragazzi i segreti, ma anche le difficoltà del mestiere. Per il futuro ci sarà, dunque, ancora tanta musica nell'agenda del Lions Da Ponte: l'idea è offrire opportunità ai nostri ragazzi».


L'ospedale
indaga
sulla morte
dell'anziana

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Chiara Bonan



Bassano. Otto, nove ore di attesa per una visita al pronto soccorso sono davvero troppe e ora, dopo il caso che ha visto protagonista la sfortunata Maria Antonia Borso, 74enne di Cartigliano deceduta il 25 febbraio dopo aver aspettato tanto a lungo un consulto al San Bassiano una settimana prima, la direzione dell'ospedale cittadino effettuerà le indagini del caso.
«Ci spieghiamo quanto è accaduto con la straordinarietà di quella giornata: non è mai successo un così alto numero di accessi al pronto soccorso con condizioni in media così gravi. Com'è consuetudine in situazioni tanto estranee alla norma - spiega il direttore sanitario, la dottoressa Cristina Beltramello - apriremo un'indagine interna. Ripercorreremo quanto successo, sentiremo tutto il personale che è venuto a contatto con la signora, e insieme al medico legale cercheremo di capire ogni fase dell'iter seguito ed eventuali intoppi nell'organizzazione del reparto».
Molti si staranno chiedendo se anticipare la visita avrebbe salvato la vita alla donna, ma a conti fatti quel che ora è importante è spiegare come possa l'attesa al pronto soccorso essersi prolungata dalle 16 a mezzanotte, superando ogni media registrata al San Bassiano.
[FIRMA]«Un utente che viene valutato "codice bianco" - osserva il dottor Claudio Menon, responsabile del reparto - deve essere visto in tempi limitati. Nel frattempo non deve essere abbandonato a se stesso, ma seguito da un infermiere triagista, che provveda a rivalutarlo a intervalli stabiliti e anche più spesso qualora insorgano sintomi diversi».
Anche nel caso della signora Borso sarebbe stato applicato lo stesso sistema. Secondo Menon, una sottovalutazione nella fase di triage (l'accettazione al pronto soccorso, curata da un infermiere specializzato che segue procedure precise per l'assegnazione del codice di priorità) sarebbe fisiologica, ma la durata dell'attesa dovrebbe essere sempre tale da poter intervenire in tempo.
Il problema centrale rimane dunque l'attesa. Carenza di personale? Organizzazione non perfettamente sintonizzata sulle esigenze dell'utenza? Sono proprio questi i nodi che l'indagine avviata dalla direzione vuole arrivare a sciogliere. Problemi già da tempo sul tavolo del direttore sanitario, che insieme al primario della struttura di pronto soccorso sta lavorando sulla verifica dei percorsi, sui rapporti con le altre sezioni dell'ospedale e con i medici di base.
«Il pronto soccorso - specifica la Beltramello - è punto critico dell'offerta ospedaliera. Ci stiamo dedicando attenzioni sia dal punto di vista organizzativo che logistico e non escludiamo un aumento del personale in forze. Senza però dimenticare che l'obiettivo principale è ottimizzare le risorse esistenti, perché la domanda è in continua evoluzione e a cambiare è più la qualità che la quantità degli accessi».
Attualmente la media di accessi giornalieri al pronto soccorso sarebbe di circa 180, con almeno due visite a testa tra consulti ed esami. Tre i medici che vi lavorano in ogni turno, assistiti dagli infermieri.

Rossano.
Fotovoltaico:
«il Comune
ci guadagna»

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Rossano. La Giunta regionale ha approvato, giudicandolo di pubblica utilità, il progetto presentato dal Comune di Rossano che prevede la realizzazione, su un terreno di proprietà pubblica, di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Il nuovo impianto, uno dei primi autorizzati dalla Regione, sorgerà in via Novellette e avrà una potenza di 999,60 kWp. L'impianto sarà realizzato dalla ditta "Elpo" di Brunico che ha vinto l'appalto e prevede un'entrata annua per il Comune di 100 mila euro, fra gli incentivi statali e la vendita di energia all'Enel.
Il procedimento era iniziato con una prima conferenza dei servizi che aveva richiesto una serie di migliorie accolte dai progettisti. Il Comune di Rossano non sborserà una lira per realizzare l'opera, ma dovrà attivare una polizza fideiussoria a garanzia e tutela della rimessa in pristino dell'area a seguito della dismissione dell'impianto. La concessione dell'area ha durata ventennale.
«Con questa operazione - commenta il sindaco Gilberto Trevisan - abbiamo ottenuto due vantaggi notevoli. Prima di tutto, l'appalto prevede entrate per il Comune senza sborsare una lira. In secondo luogo, con l'uso di fonti energetiche rinnovabili limitiamo l'inquinamento atmosferico derivante dall'uso di combustibili fossili. Abbiamo concluso un altro appalto, vinto dalla stessa ditta di Brunico, per un secondo impianto fotovoltaico che sarà realizzato nella medesima zona e che permetterà entrate annue per le casse comunali di altri 130 mila euro».
«Un terzo bando - continua - è in fase di appalto e prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico su tettoia, che consentirà di coprire la spesa per il fabbisogno della sede del municipio. La struttura portante permetterà di ricavare nella zona sottostante una serie di campetti polivalenti. In un periodo di crisi per le finanze comunali, con questo sistema metteremo in piedi impianti per un importo complessivo di 4 milioni, senza intaccare le casse comunali e garantendoci entrate sicure, limitando l'inquinamento».
«L'avvio delle pratiche per tempo - conclude - col supporto del segretario comunale Paolo Orso, ci permetterà di portare a termine i tre impianti entro l'anno in corso, prima che vengano meno gli incentivi statali».M.B.

Viabilità,ciclabili
e ripetitori.
Tutti i nodi del
centro storico

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Bassano. Dai parcheggi allo stato dei marciapiedi, dalle piste ciclabili alla viabilità. I nodi del quartiere Centro storico stanno per essere sottoposti all'attenzione dell'amministrazione comunale e in particolare dell'assessore ai lavori pubblici e alla viabilità Dario Bernardi, che stasera incontrerà gli abitanti del cuore della città.
L'appuntamento, indetto per le 20.45 nella sala Tolio di via Da Ponte dal comitato di zona, offrirà ai rappresentanti del consiglio direttivo e a tutti i residenti l'opportunità di presentare le proprie istanze al membro della Giunta e di porre l'attenzione su alcune delle questioni più spinose per la popolazione di questa parte di Bassano.
«Nel corso della serata - anticipa la presidentessa del consiglio di quartiere Maria Bruna Benesso - si discuterà ad esempio del problema viabilistico lamentato dagli abitanti di via del Cristo. Si tratta di una stretta strada a senso unico in direzione nord-sud, che si trova ad avere un traffico sovradimensionato rispetto alle sue caratteristiche. Alcuni hanno quindi suggerito di invertire la direzione del senso di marcia, oppure di realizzare in quella zona una rotatoria».
Tra gli argomenti suggeriti dai residenti per l'incontro, la portavoce indica anche quello relativo all'asfaltatura di via Torino. «Una questione vecchia» rimarca, ma che non ha ancora trovato risposte, così come quella della mancanza di spazi riservati alle biciclette.
«Non ci sono abbastanza piste ciclabili - ricorda Benesso - e le bici sono costrette a viaggiare sui marciapiedi, che in più di qualche caso si trovano in condizioni disastrose».
Bernardi dovrà poi prendere nota anche delle difficoltà degli abitanti di vicolo XX Settembre, la viuzza di collegamento tra via Da Ponte e viale Dei Martiri.
I residenti lamentano infatti problemi di circolazione e di parcheggio e segnalano come spesso di sera, alla fine della via, si riuniscano dei chiassosi gruppetti di giovani. Resta inoltre forte, in centro città, la preoccupazione per la proliferazione di impianti e antenne per la telefonia mobile.
«Oltre ai ripetitori collocati in piazzetta Guadagnin - osserva Benesso - sembra ci siano ora dei movimenti anche in via Museo. Non credo tuttavia arriveremo ad affrontare questo argomento con l'assessore Bernardi, visto che il tema non è nemmeno di sua competenza».
La presidentessa Maria Bruna Benesso conclude infine auspicando un rapido trasferimento della sede del comitato in un'area più centrale. Gli spazi messi a disposizione del consiglio di quartiere nel seminterrato delle scuole Mazzini non sono infatti ritenuti idonei alle esigenze del gruppo di lavoro. C.Z.

Caso Galvanica
«Via l'inchiesta
dalla Procura
di Bassano»

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Bassano. Sarà un procedimento penale molto combattuto quello per il caso Tricom-Pm Galvanica di Tezze, che dovrà fare luce sul prematuro decesso di numerosi ex operai a causa di gravi malattie polmonari legate alla loro esposizione al cromo esavalente.
Il giudice per le indagini preliminari, con l'ordinanza che lo scorso dicembre aveva disposto l'imputazione coatta per tre dei quattro indagati, rilevò che la complessa indagine effettuata dalla sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato, guidata dall'ispettore superiore Alberto Spoladori, aveva portato a rilevare «all'interno del ciclo di lavorazioni galvaniche della Tricom e della Pm la consapevole e ostinata omessa attivazione dei presidi previsti dalla legge ai fini della tutela dell'integrità fisica dei lavoratori». Una perizia, sempre citata dal gip, aveva tra l'altro evidenziato come «i datori di lavoro si fossero limitati ad accorgimenti di tutela insufficienti, e ciò nonostante fossero stati sanzionati dagli Enti di controllo specifici». Per questo, nei confronti di Paolo Zampierin, 62 anni, di Tezze, legale rappresentante della Pm; Adriano Sgarbossa, 62 anni, di Tezze, legale rappresentante della Tricom (poi divenuta Pm); e Rocco Battistella (ex sindaco di Tezze ed ex assessore provinciale), 74 anni, che lavorò nella ditta in questione, erano state confermate le accuse di omicidio colposo plurimo e aggravato, lesioni personali colpose gravi, omissioni di cautele e difese contro disastri e infortuni sul lavoro e violazione sulle norme di sicurezza e igiene negli ambienti di lavoro.
Ieri, alla prima udienza davanti al gup Susanna Menegazzi, le difese dei tre imputati hanno manifestato l'intenzione di chiedere il rito abbreviato, formula processuale che garantirebbe un eventuale sconto di pena. Prima del rinvio al 20 aprile, poi, hanno annunciato di volersi costituire parti civili, oltre a Comune e Provincia, sia il Comitato per la difesa della salute di Tezze, presieduto da Luciano Orio, rappresentato dall'avvocato di Roma Ezio Bonanni, sia l'associazione Legambiente, che ha incaricato l'avv. Rigoni Stern.
Le novità più rilevanti sono però emerse fuori dall'aula penale. Ad annunciarle, nel corso di una conferenza stampa, sono stati proprio il Comitato di Tezze e il suo consulente legale. «Chiederemo il sequestro conservativo dell'intera area interessata dall'inquinamento del cromo esavalente e chiederemo inoltre l'avocazione dell'indagine da parte della Procura generale - ha spiegato l'avvocato Bonanni nel suo lungo intervento -. Questo perchè, pur avendo la massima fiducia nei magistrati, alla luce del fatto che la Procura di Bassano ha ripetutamente chiesto l'archiviazione del caso, respinta poi dal gip, ritengo sia necessario l'intervento di un magistrato terzo».
Secondo l'avvocato Ezio Bonanni, non è escluso che il capo d'accusa per i tre imputati (Rocco Battistella, Paolo Zampierin e Adriano Sgarbossa) possa essere aggravato dall'integrazione di nuovi episodi.
«Sto predisponendo un'azione civile per altri due operai deceduti e altri due che invece sono ammalati - spiega il legale, che assiste già i familiari di altri due ex lavoratori -. È una possibilità che ci viene data dal codice civile ed è probabile che possa poi confluire anche nel procedimento penale. Tra l'altro abbiamo indicato al giudice che, a nostro avviso, il capo d'imputazione omette varie altre violazioni alle norme di sicurezza negli ambienti di lavoro. Infine, non escludo ulteriori investigazioni difensive per capire la reale portata dell'inquinamento a Tezze e quindi il pericolo per i residenti e le generazioni future: mi stupisce il fatto che non siano mai state fatte prima d'ora».
L'avvocato Bonanni, inoltre, ha affermato che «questo procedimento serve più ai vivi che alle persone decedute. I cittadini si devono ribellare al cromo e alle altre sostanze cancerogene disperse nell'ambiente di Tezze. Bisogna chiedere la totale bonifica del sito, perché ora serve la prevenzione. Questa sostanza ha effetti mutageni e bisogna pertanto impedire che le prossime generazioni ne subiscano gli effetti».D.M.

Caso Tricom,
udienza
preliminare

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Bassano. Caso Tricom-Pm Galvanica di Tezze, è udienza preliminare. Adriano Sgarbossa, 65 anni, di Pove, Paolo Zampierin, 65 anni, di Tezze, e Rocco Battistella, 77 anni, ex sindaco tedaroto, sono accusati di omicidio colposo plurimo e aggravato per la morte di Emilio Dal Fior, Domenico Bonan, Ugo Conte, Angelo Girolimetto, Pietro Zarpellon e Roberto Ceschi. Sgarbossa, Zampierin e Battistella devono anche rispondere delle lesioni personali ai danni di Dino Brotto. L'amministratore Tricom Sgarbossa, l'amministratore delegato Tricom e amministratore unico Galvanica Pm Zampierin e il responsabile dell'impianto di cromatura Battistella, sono accusati di non aver adottato i provvedimenti atti ad impedire la diffusione di vapori tossici e le misure necessarie a tutelare l'integrità dei lavoratori. Oggi, dopo l'udienza preliminare il comitato difesa della salute nei luoghi di lavoro coi famigliari dei lavoratori Tricom terrà una conferenza stampa in sala Tolio in via Da Ponte. CA.B.

Pronta
per fine estate
la piscina comunale

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I lavori procedono a pieno ritmo e prima della fine dell'estate i bassanesi si potranno finalmente tuffare nella loro piscina comunale. L'apertura del nuovo centro natatorio è fissata per il primo settembre. In via Ca' Dolfin i cantieri sono ormai a buon punto. A confermarlo sono l'assessore ai lavori pubblici Dario Bernardi e l'assessore allo sport Alessandro Fabris, che ricordano come l'opera sia stata messa in campo grazie ad un project financing avviato dall'Amministrazione e dalla società Acquapolis, alla quale verrà affidata per i prossimi vent'anni la gestione della struttura.
«L'impianto – spiega Fabris – è stato costruito su un terreno comunale di 11 mila metri quadri e verrà a costare 5 milioni di euro. L'Amministrazione contribuirà con un 1 milione e 100 mila euro e il resto della copertura sarà a carico dei privati». La piscina comprenderà tre vasche coperte, la più grande delle quali misurerà 25 metri in lunghezza e 16 in larghezza e sarà utilizzata principalmente per il nuoto. Le altre due saranno riservate una ai bambini e l'altra alla riabilitazione. All'interno del complesso saranno ricavati un giardino d'infanzia, un bar e degli spalti, mentre nell'area esterna sorgerà un parcheggio da 153 posti auto. «L'impianto – sottolinea l'assessore allo sport - rimarrà aperto dalle 8 alle 23 e darà una risposta ad un bisogno della città. Credo che i bassanesi attendessero da tempo una struttura simile». Al mattino la piscina potrà essere utilizzata dai ragazzi delle scuole. L'Amministrazione ha preso contatto con l'Ulss per attivare delle convenzioni con la struttura di medicina riabilitativa dell'ospedale. C.Z.

Tezze. Gavanica,
Martedì inizia
il processo
per i tumori

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Tezze. Martedì 2 marzo alle 10 in tribunale a Bassano si terrà l'udienza preliminare del tanto atteso processo per determinare le eventuali responsabilità delle numerose morti da tumore polmonare verificatesi tra i lavoratori della ex Galvanica PM di Tezze sul Brenta.
A seguito di un'indagine condotta alcuni anni fa dalla sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato, guidata dall'ispettore superiore Alberto Spoladori, sono stati indagati Paolo Zampierin, 62 anni, di Tezze, legale rappresentante della Pm; Adriano Sgarbossa, 62 anni, di Tezze, legale rappresentante della Tricom (poi divenuta Pm); Adriano Zampierin, 63 anni, di Romano d'Ezzelino, responsabile dell'impianto di cromatura; Rocco Battistella (ex sindaco di Tezze ed ex assessore provinciale), 74 anni, che lavorò nella ditta in questione. Per tutti le accuse sono gravi: omicidio colposo plurimo e aggravato, lesioni personali colpose gravi, omissioni di cautele e difese contro disastri e infortuni sul lavoro e violazione sulle norme della sicurezza ed igiene negli ambienti di lavoro.
Le condotte dei quattro indagati, secondo l'accusa, avrebbero portato al decesso di numerosi ex lavoratori per delle malattie professionali, in particolare il mesotelioma pleurico, un tipo di cancro ai polmoni.
Dopo gli accertamenti della Forestale, si è passati alle perizie tecniche sia sulle cartelle mediche degli ex lavoratori deceduti, sia sulle condizioni di lavoro dentro il capannone di via Tre Case, approfondimenti che, pur con successive integrazioni, hanno spinto il pubblico ministero e i difensori degli indagati a chiedere ripetutamente l'archiviazione dell'inchiesta. Una soluzione a cui si è sempre opposto con fermezza il Comitato per la salute di Tezze, coordinato da Silvio Bonan, figlio di uno degli operai deceduti, e sostenuto legalmente dagli avvocati padovani Francesco Rossi e Paolo Berti. Il Comitato ha invece sempre chiesto il processo per gli indagati. «Sono pronto a rivolgermi alle istituzioni europee per ottenere giustizia» sono le parole di Silvio Bonan.

Un manifesto
per il raduno
degli alpini

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È pronto il concorso per realizzare il manifesto celebrativo ufficiale del raduno triveneto degli alpini in cartellone in città il 18 e 19 settembre. Il manifesto deve contenere: 1) il Tricolore e il logo dell'associazione nazionale alpini; 2) la data della manifestazione; 3) i simboli (o il logo) delle tre regioni interessate (Trentino, Veneto e Friuli) più i riferimenti della sezione Ana Monte Grappa e della città di Bassano (per la sezione Ana è auspicabile siano riportati il ponte degli alpini e il sacrario di Cima Grappa). Gli elaborati dovranno essere accompagnati possibilmente da cd in adeguata definizione per stampa del manifesto in dimensioni 50 x 70 cm.
La presentazione dei lavori dovrà avvenire entro il 31 marzo alla sede della sezione Ana Montegrappa di via Angarano 2. Ogni opera sarà esaminata da un'apposita commissione nominata dalla sezione stessa e il vincitore verrà premiato. V.P.

Pallavolo.
Squadra ko,
tifosi
in sciopero

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Vincenzo Pittureri



Bassano. Mancava solo l'ammutinamento della tifoseria a coronamento della stagione più sgangherata del settennato in A del Bassano. Domenica nel derby interno con Padova, infatti, lo "Spicchio" giallorosso adotterà lo sciopero bianco, una forma di protesta civile e sacrosanta contro la squadra, da troppo tempo invisibile in campo. Del resto, incrociare le braccia e spegnere la voce è l'unica difesa verso chi non s'accende mai in partita e ha smesso da una vita di agitare le mani, subendo passivamente l'avversario di turno e immolandosi preventivamente.
Non è una faccenda di scadente posizione in classifica (a oggi tra l'altro il Bassano disputerebbe ancora i playout e non sarebbe neanche condannato) ma di atteggiamento. Scendere in B non è un marchio d'infamia, è la legge dello sport, ma lo diventa nel momento in cui oltre alle partite perdi anche la dignità e sbarelli senza remissione, mollando la presa contro chiunque, pure contro chi ha perso più di te, come l'altra sera a Mantova. In Lombardia è cascata la goccia che ha fatto traboccare il vaso dell'esasperazione tra gli aficionados. Nonostante il cocente passaggio a vuoto nel posticipo del martedì precedente al Paladue con la Codyeco, un pullman di supporter ha voluto seguire ugualmente la squadra a Mantova in quella che rappresentava a tutti gli effetti la sfida dell'ultima spiaggia.
Ci si attendeva una reazione d'orgoglio, un'impennata di amor proprio e invece Bassano ha replicato il nulla, riuscendo nell'impresa di rimediare il cappotto contro il battutissimo fanalino di coda virgiliano che non vinceva da mesi e che tre punti tutti in una volta non li aveva mai acchiappati quest'anno. Troppo anche per chi da anni si è sgolato per il Bassano in giro per l'Italia e non ne vuole sapere di una formazione che non ha più cuore, anima, voglia, anche se ci sarebbe ancora spazio per provare a riemergere.
La sequenza di infortuni, per quanto rovinosa (Kolev e David ko, Bonetti e Tamburo malandati), non regge più come alibi.
«Noi ci siamo sempre stati, ma domenica ce ne staremo muti - comunica Agostino Bertagnin, leader storico della frangia più appassionata del tifo giallorosso - non vale più la pena sprecare fiato e soldi per giocatori senza nerbo nè spirito».
La diserzione totale del Paladue, quella no, perchè sarebbe letta come uno scollamento dalla società, contrario appoggiata e sostenuta. La contestazione silenziosa della squadra però è in scaletta. Questione di stile, garbo e decoro. Tutto ciò che il sestetto di Di Pietro ha smarrito da una vita o forse non ha mai posseduto.

Giovedì
l'ultimo saluto
ad Alberto
Passarin

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Bassano. «Alberto era un ragazzo in gamba, che pensava al domani. Purtroppo, invece, la sua giovane vita si è spezzata all'improvviso e ora siamo qui a piangerlo. Ancora non credo a quello che è successo».
È lo zio di Alberto Passarin, Luciano, a raccontare i sogni e le speranze del giovane marosticense di Vallonara deceduto nel fine settimana a Conco in un incidente stradale.
«Alberto era un bravo ragazzo - racconta ancora lo zio -: lavorava nell'attrezzeria di Mario Moresco, qui a Marostica, e cercava di risparmiare per costruirsi un futuro. Aveva appena finito un corso di sci, praticava il nuoto, e conduceva una vita sana. Aveva i piedi per terra e la sua scomparsa ha straziato tutti dal dolore. Alberto per me non era un nipote, era quasi un figlio».
La tragedia è avvenuta a poche decine di metri dal ristorante Puffele di Conco, all'uscita da una semicurva.
Intorno all'1.20, mentre saliva verso Asiago al volante della sua Fiat Punto, con a bordo gli amici Andrea Baggio, pure lui di 20 anni, e Monica Marchi, 18 anni, entrambi di Marostica, Alberto Passarin è sbandato a causa di una lastra di ghiaccio.
L'utilitaria è andata a sbattere contro il pilone della recinzione di un'abitazione: ad avere la peggio è stato proprio il conducente, che ha sbattuto la testa contro il piantone della portiera.
Un incidente che non è stato provocato dalla velocità, tant'è che i due amici di Alberto sono rimasti quasi illesi, ma dal fondo stradale in pessime condizioni e da una tragica fatalità, almeno secondo le testimonianze dei residenti.
Una ricostruzione che comunque pare collimare con i primi accertamenti eseguiti dagli agenti dell'ispettore Antonio De Virgilis, del distaccamento di polizia stradale di Schio, giunti sul posto per i rilievi.
Ieri, intanto, il sostituto procuratore Gianni Pipeschi ha dato il nullaosta per i funerali. L'ultimo saluto ad Alberto Passarin sarà dato giovedì mattina alle 10 nella chiesa di Valle San Floriano.
Dopo la cerimonia, la salma del giovane verrà sepolta nel cimitero di Marostica.

Quattro milioni
in aiuto
delle fasce
più deboli

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Lucio Zonta



Bassano. Il bilancio di previsione 2010 è stato approvato dal Consiglio comunale dopo una lunga discussione che ha coinvolto maggioranza e minoranze. Una parte determinante s'è giocata sul sociale, che l'Amministrazione Cimatti ha inteso rafforzare nonostante le tante difficoltà economiche. L'assessorato guidato da Lorenza Breda può dunque continuare l'intensa attività che salvaguarda le fasce più deboli.
Presidente della Commissione bilancio è il consigliere del Pd Giovanni Reginato, che appare soddisfatto dell'impostazione programmatica che ha trovato riscontro positivo nel corso della seduta e illustra quali sono state le più grosse difficoltà nell'elaborazione del bilancio.
«Le difficoltà sono state più d'una - dice Reginato - La principale è stata quella di salvaguardare i principi del patto di stabilità che presenta parametri difficili da mantenere perché il fine è la riduzione delle spese degli organismi statali e degli enti locali. L'altra difficoltà è stata determinata dalle minori entrate: lo Stato e la Regione hanno assegnato al nostro Comune rispettivamente 200 mila e 413 mila euro in meno. Anche dalla Provincia i finanziamenti sono minori. In sostanza la nostra città nel bilancio previsionale 2010 si ritrova con 700 mila euro in meno».
«Un altro importante obiettivo per il 2010 è la riduzione delle spese correnti, non destinate cioè agli investimenti: sono calate di 400 mila euro rispetto allo scorso anno e si prevede per i prossimi anni un ulteriore riduzione»
«Nonostante tutto - aggiunge Reginato - siamo riusciti a ottenere obiettivi che la nostra Amministrazione ritiene inderogabili, in primo luogo quello aiutare le fasce più deboli con un sostanzioso incremento dei fondi per il sociale. Abbiamo destinato per questo 220 mila euro in più rispetto al 2009. É una cifra consistente che porta il totale a oltre quattro milioni di euro. La crisi ha determinato un impoverimento di larghi strati della popolazione, con perdita di posti di lavoro, termine della cassa integrazione e difficoltà crescenti».
«Abbiamo ricavato questa somma cercando di operare con la massima oculatezza - prosegue il consigliere comunale - guidati soprattutto dal criterio di una spesa responsabile e di risparmio delle risorse pubbliche. Nel sociale continueremo a garantire servizi di qualità. Per le cosiddette nuove povertà, sosteniamo casa San Francesco, dove trovano un aiuto i più bisognosi. Per le famiglie in difficoltà è aumentato da 85 mila a 100 mila euro il contributo a sostegno del reddito. Sono soldi che servono per pagare le bollette della luce, del riscaldamento e le altre utenze. Abbiamo aumentato i fondi anche per le cooperative sociali. Sono a disposizione 226 mila euro che derivano per la maggior parte da un contributo comunale e per il resto dalla Regione. Le cooperative si dedicano a lavori socialmente utili nelle scuole, alla pulizia del strade, ai lavori di manutenzione quali carpenteria, edilizia ed altro. Danno spazio a disoccupati o a persone prive di ammortizzatori sociali, quali la cassa integrazione».

L'ex ospedale
futura
cittadella
dei servizi

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Vincenzo Pittureri



Bassano. La prima relazione previsionale 2010 (e pluriennale 2012), dell'era Cimatti è racchiusa in nove cartelle fitte di piani, programmi e progetti, tutti rigorosamente contingentati dall'[FIRMA]austerity di bilancio, disossato e prosciugato di ogni voce e dove anche pizza e birra ormai sono un lusso. Sicchè, potenziata l'idea di area vasta e del «ragionare comune» che ha coinvolto nel dialogo parecchi centri del circondario, il sindaco ha voluto rimarcare le tre linee guida del proprio lavoro:
1) La qualità dell'azione amministrativa; 2) la sostenibilità; 3) la sicurezza. Per il primo punto, nella stagione in cui le risorse a disposizione sono ai minimi storici, il governo di via Matteotti ha puntato forte nel realizzare una nuova cittadella dei servizi nell'area dell'ex ospedale, «in primis - rimarca il primo cittadino - poichè il Comune non può più permettersi di gestire nove sedi diverse con le spese che comporta e, in secundis, perchè investire sulla qualità significa anche mettersi al fianco dei cittadini e delle imprese, risolvendo il disagio di muoversi da un sito all'altro per avere delle risposte.
Contestualmente, intervenire in quel comparto - incalza Cimatti - consentirà, attraverso l'abbattimento degli edifici non tutelati, di soddisfare la richiesta sempre crescente di parcheggi a ridosso del centro storico, creando in futuro un adeguato collegamento pedonale tra la cittadella e via Da Ponte e il centro storico».
Sulla sostenibilità, il sindaco non ha dubbi. «È una svolta che permette di agire non solo in termini di gestione amministrativa, ma di vera e propria tutela ambientale, nel senso di risorsa da valorizzare e salvaguardare. Il no alle Torri non è stato una convenienza elettorale, ma una vera e propria scelta di campo: chi vuole costruire deve farlo nel rispetto della realtà che lo circonda. E a questi criteri dovrà uniformarsi qualunque progettazione».
«Ancora: l'utilizzo del fotovoltaico avrà sempre maggiore sviluppo e in merito alle nuove strutture, subito dopo l'estate inizieranno i lavori del polo museale Santa Chiara: questo intervento contempla pure un originale camminamento all'interno delle antiche mura di viale delle Fosse che esalterà una zona centrale, ma mai adeguatamente qualificata. In questi lavori ci aiuterà la Fondazione Cariverona, alla quale sottoporrò una serie di progetti, confidando in un auspicabile supporto della stessa».
«Mi riferisco - fa sapere il sindaco - alla ristrutturazione di Casa Parolini in via Beata Giovanna, primo passo per la rinascita del parco adiacente, al recupero del Brolo di Palazzo Bonaguro e alla ristrutturazione di un edificio in via Portile da cui ricavare una decina di abitazioni per un'edilizia a costi contenuti. Con l'Ater, invece, troveremo un accordo per il ripristino di stabili ora fatiscenti, mentre decollerà il progetto di Casa Rubbi a favore dei disabili e delle loro famiglie».
Sul terzo capitolo inerente la sicurezza, il sindaco ha ribadito l'intenzione di permettere ai cittadini «di vivere pienamente e in serenità ciò che la città offre, senza timore di uscire di casa. I dati che segnalano un decremento del crimine nel 2008 e 2009 rispetto al passato confermano la bontà del lavoro delle forze dell'ordine».
Un consuntivo che ha riscosso apprezzamenti per l'attenzione al sociale e che tuttavia ha registrato pure inevitabili critiche da parte delle minoranze, in particolare dall'ex sindaco Bizzotto.
«Punto il dito sulla tassa dei rifiuti troppo esosa, sulla cifra insufficiente, 400 mila euro, destinata alle asfaltature, sulla scelta rivedibile degli uffici nell''ex ospedale e anche sugli oneri di urbanizzazione. Quand'ero sindaco mi attaccavate, ora che ci siete voi a dirigere, è tutto ok».

Valbrenta.
Nuova Valsugana
«Sia gratuita e la
faccia lo Stato»

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Valbrenta. Il coordinamento unitario comitati "Per vivere in Valbrenta" ha tenuto, a palazzo Guarnieri di Carpanè, una conferenza stampa per fare il punto sulla superstrada Valsugana. Sono intervenuti i referenti del coordinamento Tullio Todesco di Solagna, Natalino Vialetto e Alberto Serradura di Campolongo e Valentino Trentin di Campese per ribadire l'orientamento già assunto e condiviso dagli stessi amministratori locali.
Ha introdotto Valentino Trentin auspicando un confronto con gli enti locali per una soluzione ottimale del problema. «Vogliamo il completamento della superstrada - ha sostenuto Tullio Todesco - ma vogliamo sia che la cosa sia fatta bene».
Natalino Vialetto ha fatto la cronistoria delle iniziative intraprese dal coordinamento a partire dal 1998. Alberto Serradura ha illustrato le varie ipotesi progettuali fino al project financing in destra Brenta, i retaggi del passato quali il viadotto di San Marino e Costa, gli obiettivi condivisi, i criteri di valutazione e il testo della mozione inviata a vari organismi.
Il coordinamento è riuscito a mettere d'accordo tutti i paesi della Valbrenta per una soluzione unitaria e condivisa: un tracciato in sinistra Brenta e prevalentemente in galleria che risolva tutte le problematiche, mantenga inalterata la viabilità locale e integri le possibilità economiche e turistiche; un progetto realizzato con risorse dello Stato, senza pedaggio.
«Il pedaggio non risolve il problema - sostiene il coordinamento - e il traffico rischia un incremento. È una questione di metodo perché con l'intervento dei privati saltano determinati controlli e si rischia di ritrovarsi con un'arteria che deturpa l'ambiente, precludendo qualsiasi ulteriore possibilità di sviluppo economico e turistico. Riteniamo queste motivazioni decisive perché l'opera venga realizzata con risorse pubbliche e non con l'intervento privato. Il progetto preliminare già esiste, è costato una bella somma, ed è stato condiviso da Provincia e Regione, impegnando risorse importanti.R.P.

Valbrenta.
Lago Subiolo,
paura
per un sub

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Valbrenta. Attimi di apprensione, ieri a Valstagna, durante una spedizione speleosubacquea nella grotta dell'Elefante bianco, in località ponte Subiolo. L'esploratore Luigi Casati, impegnato in una nuova spedizione scientifica e intenzionato a siglare un nuovo record, ha accusato un malore mentre stava risalendo da una profondità notevole, facendo così scattare le procedure di emergenza, con l'intervento anche dei sommozzatori dei vigili del fuoco e di un elicottero.
Fortunatamente, però, non si è trattato di problemi di grave entità: il lecchese sta bene ma è incerto se la campagna esplorativa proseguirà.
In questo periodo, solitamente Casati raggiunge la Valbrenta per le condizioni particolarmente favorevoli alle immersioni nell'Oliero e nel Subiolo. Oltre alla sua notevole preparazione fisica e mentale e all'adeguata attrezzatura, il lombardo è supportato da uno staff di tecnici ed esperti del settore che lo hanno assistito anche nelle precedenti immersioni, tra i quali Francesco Boaria dei vigili del fuoco di Vicenza e Luca Pedrali; altri sono di supporto esterno come Alberto Cavedon del gruppo speleologico grotte Giara Modon.
Ieri, mentre si trovava a circa - 30 metri, risalendo da -189 metri, Casati si è sentito male. Tra gli altri sintomi, accusava anche nausea. Uno degli assistenti che erano con lui è pertanto uscito dall'acqua e ha avvisato lo staff: Casati era reduce da una missione impegnativa e delicata e il malore non andava sottovalutato. Sono stati chiamati i vigili del fuoco, coordinati dal funzionario Romeo Frizzo, e sul posto sono intervenuti il nucleo sommozzatori di Vicenza e un elicottero.
Col passare delle ore, comunque, l'allarme è rientrato. Sabato scorso Casati aveva posizionato la campana di decompressione a 12 metri di profondità e alcune bombole di sicurezza lungo il percorso di immersione. Nell'immersione di lunedì aveva seguito la sagola guida fino a -119 e quindi aveva steso nuovo filo d'Arianna fino a - 136 metri. Il giorno successivo il team inglese guidato da Rick Stanton aveva predisposto la sagolatura della cavità da 136 a 154 metri. Infine, ieri, Casati ha portato la sagolatura fino a meno189, tre metri oltre il precedente record raggiunto nel 2004.
Intorno alle 16 lo speleosub era nella fase di decompressione alla profondità di 21 metri, procedura terminata quando era buio.
Obiettivo di Casati è scendere a maggiore profondità in questa cavità sempre più misteriosa ed affascinante.
Domenica scorsa, come diversivo, il team inglese di Rick Stanton si è fatto un giretto nei meandri delle Grotte di Oliero, entrando dal Covol dei Veci e uscendo dopo circa quattro ore dal Covol dei Siori, o grotta Parolini.

Montagna,
dal Cai
a lezione
di meteorologia

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Mai come quest'anno la montagna in inverno si è rivelata insidiosa. È accaduto anche sul Massiccio del Grappa dove una slavina ha travolto un escursionista. Ecco perchè corsi come quello promosso dal Cai di Bassano sulla meteorologia, possono rivelarsi assai importanti.
L'iniziativa, partita qualche anno fa, è stata raccolta da altre sezioni Cai della zona occidentale della provincia e ora torna nel Bassanese. Oggi prende il via una nuova edizione, nata da una riuscitissima collaborazione tra la sezione di Marostica, dove verrà effettuato il corso, e Bassano. Il mondo fantastico delle nuvole verrà presentato da Damiano Zanocco, esperto di indiscussa capacità, che accompagnerà i partecipanti di nuvola in nuvola, con una tecnica particolare: filmati di eventi atmosferici accelerati di circa 120 volte in modo da percepirne l'evoluzione.
Far conoscere le nuvole, o più genericamente, dare la possibilità di prevenire situazioni atmosferiche pericolose per l'escursionista, rientra in quella fascia di azioni preventive nei confronti dei pericoli in montagna che è uno dei compiti istituzionali del Cai.
Troppo spesso l'incoscienza di pochi provocano reazioni, a volte esagerate, che inducono a dubitare sull'opportunità o meno di frequentare la montagna.
Come detto più volte dal Cai, il problema non è la montagna ma alcuni suoi frequentatori. Tentativi di salvataggio tipo "fai da te", messe in atto per non incappare in sanzioni, possono creare ulteriori tragedie. L'unica azione costruttiva, anche se lunga, è fare cultura, appoggiandosi a chi di montagna ne sa più di noi, in primis le guide alpine ma non sono da meno gli istruttori e gli accompagnatori del Cai.
La sezione Cai di Bassano propone per questo, ogni anno, una serie di corsi che coprono tutte le attività, dallo scialpinismo allo snowboard alpino, dalla roccia al ghiaccio all'arrampicata libera; in autunno vengono proposte anche serate sulla sicurezza invernale, il tutto intervallato da corsi più generalizzati di meteorologia, primo soccorso, conoscenza del territorio, per finire con fotografia alpina, conoscenza di erbe, fiori e funghi. L'impegno del Cai nel fronte della sicurezza passa quindi innanzi tutto per la cultura, convinti che solo un giusto equilibrio tra cultura e sicurezza possono produrre quel giusto divertimento che contagia chi frequenta i monti.

Pedemontana,
lite tra due
sindachesse

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Rosà. L'arrivo degli avvisi di espropri dei terreni per la realizzazione della Pedemontana Veneta, con il relativo impatto ambientale, è al centro di commenti, polemiche e prese di posizione. Nei giorni scorsi, il sindaco di Cassola, Silvia Pasinato, esponente del Pdl, rispondendo alle accuse della sezione locale della Lega Nord, aveva indicato il collega di Rosà, Manuela Lanzarin, anche in qualità di parlamentare leghista, la responsabile dello spostamento a nord del tracciato, con i conseguenti danni alla frazione di San Zeno.
Ora arriva la risposta del primo cittadino di Rosà.
«Venerdì 12 febbraio si è svolta una riunione con i colleghi dei Comuni bassanesi, per definire una posizione condivisa sulle osservazioni da presentare al commissario straordinario per la Pedemontana Veneta, Silvano Vernizzi – si legge in una nota del primo cittadino - Gli amministratori hanno espresso una linea comune sulle richieste che, per il territorio di Rosà, riguardano in particolare il prolungamento ad est della complanare fino all'intersezione della Nuova Gasparona con la statale 47, l'utilizzo di caselli ad alta automazione e la massima attenzione agli espropri. Le stesse richieste sono state votate dal consiglio comunale di Rosà ed inviate alla Regione». «In merito alle dichiarazioni della collega di Cassola – aggiunge l'on. Manuela Lanzarin – spiace costatare che il rammarico per lo spostamento del tracciato a nord di villa Roberti venga esternato sui media. Nell'incontro di venerdì, non ne abbiamo parlato, trattandosi di una decisione già presa e non più oggetto di modifiche. Mi rammarica che si usino strumenti polemici di pura propaganda preelettorale come giustificazione. Il gruppo di Cassola della Lega Nord si è sempre impegnato per i cittadini e lo ha dimostrato anche in questa circostanza». «Il Cipe – precisa la Lanzarin – ha accolto le mie osservazioni sullo spostamento del tracciato. Quello originario, che passava più a sud, avrebbe tagliato in due quartiere borgo Tocchi e creato un assetto non lineare, con una curva non in asse. Lo spostamento a nord è stato considerato tecnicamente più fattibile e con minori danni sul territorio».M.B.

Museo
della carta
per salvare
l'eredità Parolini

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Valstagna. Nel complesso delle grotte di Oliero, accanto al Museo di speleologia e carsismo "Alberto Parolini" della Federazione speleologica veneta, presto troverà spazio anche il Museo della carta.
L'idea lanciata alcuni anni fa dall'Amministrazione Sasso si è rivelata una felice intuizione per salvaguardare dall'abbandono e dall'oblio alcune strutture e poche altre tracce originali di un'attività molto fiorente a Oliero nei secoli passati, quella delle "cartare", durata fino agli inizi del Novecento.
Il progetto, già approvato nel marzo 2009 con delibera della Giunta Negrello, ora si sta realizzando grazie a finanziamenti statali e regionali.
Alla fine del Settecento l'antica cartiera Capello sulla sinistra dell'Oliero divenne proprietà di Francesco Parolini, quindi di Alberto, illustre studioso e naturalista bassanese che nel 1822 fu il primo esploratore delle grotte. La cartiera Parolini, distrutta da un incendio nel 1878 e subito ricostruita più bella e moderna, restò funzionante fin dopo la Prima guerra mondiale. L'altra cartiera sull'Oliero, già proprietà Remondini insieme a quella poi passata ai Parolini, nel 1861 venne chiusa e quindi comprata dai Randi di Padova.
I lavori per realizzare il Museo della carta nell'ex cartiera Parolini - dell'importo complessivo di oltre 440 mila euro, di cui 322.500 per lavori - sono stati definitivamente aggiudicati e sono iniziati a opera dell'impresa EdilRamon con sede a San Biagio di Callalta.
Il finanziamento dell'opera è assicurato con un contributo a fondo perduto concesso dal Ministero dei Beni ambientali e dalla Regione Veneto.R.P.

Capitale mondiale
del ballo
per due giorni

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Quattromila ballerini provenienti dall'Italia e da tutto il mondo per trasformare la città del Grappa nella capitale del ballo: oggi e domani, il palasport di via Ca' Dolfin ospiterà la diciottesima edizione del "Bassano open Festival", il campionato di danze standard e latino americane riconosciuto tra i più importanti a livello italiano e internazionale. L'evento, ideato e promosso dai maestri della scuola di ballo International Dance, Mauro e Patrizia Lini, con la collaborazione del Comune di Bassano e del consorzio Vicenzaè, vedrà scendere in pista duemila coppie di ballerini, da oltre 35 nazioni, Europa, Cina, Giappone, Stati Uniti e Argentina, che si contenderanno due titoli mondiali e che gareggeranno in altre dieci competizioni.
La manifestazione saprà soddisfare le aspettative degli appassionati di questa disciplina, riconosciuta di recente come olimpica: saranno infatti affrontati tutti i generi di ballo, in una due giorni di show e spettacoli coinvolgenti. Il primo appuntamento della mattinata, con inizio alle 9.30, vedrà scendere in pista le categorie Senior III open standard e Senior I open latino ma l'evento, tra i più attesi, inizierà alle 11 con il "Grande slam danze standard", una delle cinque gare che si disputano nel circuito mondiale e che vedrà i ballerini cimentarsi in valzer lento e viennese, tango, slow fox e quick step. Per chi predilige il ballo latino, si prefigura imperdibile alle 14 di oggi pomeriggio la Coppa del mondo Ipdsc professional latin, dove i concorrenti si sfideranno in samba, cha cha cha, rumba, paso doble e jive. Seguiranno domani altre gare molto importanti: prima fra tutte la coppa mondiale Ipdsc professionisti standard, unica al mondo, e ben dieci gare Idsf, ugualmente di carattere internazionale, tra cui anche l'International open latin prevista per domani a mezzogiorno.
Accanto alle competizioni, il "Bassano Open Festival" prevede momenti di spettacolo: tra gli ospiti d'eccezione figurano il gruppo Swinguys, quattro volte campione di Swing, che oggi alle 20 e domani alle 18, porterà in pista grinta, energia e divertimento. Questa sera intorno alle 20, i ballerini dell'International Dance Bassano, campioni italiani di show dance, daranno prova del loro talento proponendo al pubblico lo show tratto dal film "The Millionaire", mentre nel tardo pomeriggio di domani è attesa l'esibizione di Stefano Di Filippo, campione del mondo Amatori di danze latino americane e protagonista della trasmissione "Ballando con le stelle", che danzerà in coppia con Olga Urumova.
Se tutto ciò andrà ad occupare, come consuetudine ormai da diciotto anni, il PalaBassano, nel vicino Pala2 si svolgerà il campionato italiano.
«Bassano Open è un'iniziativa encomiabile - ha dichiarato l'assessore allo sport e al turismo Alessandro Fabris - capace di richiamare in città molti professionisti e appassionati di questa disciplina che in Italia annovera un ampio seguito». «Nel nostro paese - ha dichiarato Mauro Lini a questo proposito - la Fids, federazione italiana danza sportiva, conta sei milioni di iscritti e nel bassanese circa quindicimila persone praticano danza o pattinaggio artistico». Numeri significativi che in questi anni hanno contribuito al successo di questo evento. E.C.

Stangata rifiuti:
l'Etra reclama
500 mila euro

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Bassano. Duecentomila euro in più per il sociale, stangata sui rifiuti con un incremento di spesa di 500 mila euro a carico dei cittadini: sono queste le previsioni del bilancio 2010, dopo la chiusura (quasi) definitiva dei conti del 2009. Le somme totali rimangono simili: sarà un bilancio da 70 milioni di euro, di cui 40 destinati alle spese correnti e 30 per gli investimenti (coperti da mutui, alienazioni, trasferimenti).
«Siamo partiti - spiega l'assessore Dino Boesso - con una quadratura dei conti che non tornavano. Il saldo tra spese ed entrate correnti, infatti, era stato calcolato in 2 milioni 141 mila euro circa, ed è risultato invece essere pari a 1 milione 800 mila. Il saldo serve a coprire mutui e Boc, che nel 2009 ammontavano a 4 milioni e 200 mila. Com'è ormai diventato consueto, il residuo di circa 2 milioni di euro è stato coperto con gli oneri di urbanizzazione».
A cosa è dovuto l'aumento?
«In parte all'inflazione. In questi due mesi di lavoro sul bilancio ho chiesto un grossissimo sforzo gestionale al personale per ricontrollare le singole voci di spesa: ci siamo arrivati grazie all'impegno di tutti gli addetti ai lavori. A prescindere dai numeri, comunque, il primo obiettivo era proprio quello della quadratura, che è obbligatorio per legge. Per noi, dunque, aver raggiunto un'ipotesi di equilibrio è già un grosso risultato, non facile da realizzare».
E per il 2010?
«L'impostazione del sindaco è quella di non toccare il sociale, anzi: le risorse destinate a questo settore saranno aumentate di 200 mila euro. Purtroppo dovremo invece aggiornare la Tarsu (tassa rifiuto solido urbano), perché, in base alla legge, il maggior costo legato alla raccolta delle immondizie deve essere coperto dal cittadino. Per il 2009 erano stati ipotizzati 5 milioni 200 mila euro, mentre Etra ne chiedeva 5 milioni e 800. Abbiamo dovuto coprire quella cifra, e per il 2010 prevedere un incremento di 500 mila euro».
Che graverà sui cittadini?
«Sì, si tratta di una spesa a carico dei cittadini, ma in realtà saranno le aziende a pagare di più, dato che la tassa è legata ai metri quadrati. Inoltre abbiamo previsto di aumentare i contributi alle famiglie, proprio perché quei 20-30 euro in più l'anno non vadano a pesare su bilanci familiari già in difficoltà».
Come si è trovato nell'esame di un bilancio pubblico dopo tanti anni di lavoro su conti privati?
«Sono due tipi di bilanci molto diversi: quello di un'azienda pubblica ha moltissime voci in più. E non sempre è detto che, togliendo una spesa, ci sia un vero risparmio. Faccio un esempio per assurdo: se elimino una manifestazione che costa 2 milioni di euro, non risparmio 2 milioni, ma magari solo poche migliaia di euro, perché gran parte di quel denaro mi arriverà tramite sponsorizzazioni o trasferimenti. Insomma: far quadrare il bilancio è molto più complesso nel pubblico!».
I lavori di redazione del bilancio, iniziati due mesi fa circa, sono ancora in corso: dopo le due commissioni di lunedì primo e 8 febbraio, ne è stata indetta ieri una congiunta con area finanziaria e lavori pubblici.
Come ormai di prassi, il sindaco Cimatti presenterà l'ipotesi di bilancio alle associazioni di categoria (industriali, artigiani, coltivatori diretti, esercenti e commercianti), e lunedì ai rappresentanti dei quartieri, prima del passaggio ufficiale in consiglio comunale, previsto per il 18 e 19 febbraio.CH.B.

A scuola
lingua italiana
per stranieri

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Danilo Zonta



Bassano. È stato presentato l'altro ieri all'istituto Remondini di Bassano il progetto che fa del Vicentino la provincia pilota nell'insegnamento dell'italiano per stranieri.
Oltre al Remondini sono coinvolti il Da Schio di Vicenza, il Ceccato di Montecchio, il Garbin di Schio e il Rosselli-Sartori di Lonigo, tutti baricentrici rispetto ai loro territori così che gli studenti si possano spostare con una certa facilità.
A presentare il progetto sono intervenuti l'assessore provinciale Morena Martini, per l'Ufficio scolastico regionale Gianna Miola, per l'università di Venezia Graziano Serragiotto e Barbara D'Annunzio, ai quali il preside Giorgio Carollo ha rivolto il benvenuto.
«Finalità del progetto - ha spiegato la Martini - è quella di sostenere i percorsi di riuscita nell'istruzione superire degli alunni stranieri, contrastando l'insorgere dei fenomeni dell'insuccesso e della dispersione scolastica, per raggiungere una piena scolarizzazione dei ragazzi immigrati perché diventino a pieno titolo cittadini attivi del nostro Paese. Intendiamo sperimentare un modello di intervento, replicabile in altri contesti, che dia pari opportunità a tutti i ragazzi, affinchè possano raggiungere un adeguato traguardo formativo nella scuola italiana con interventi di tipo sistemico che non si limitino a rispondere all'emergenza e non abbiano carattere di provvisorietà».
Destinatari del progetto, studiato tra Provincia e Regione, sono gli studenti stranieri neo arrivati, quindi in Italia al massimo da un anno: tre giorni alla settimana seguiranno le normali lezioni, negli altri tre verrà insegnato loro intensivamente l'italiano per periodi di tempo elastici, da questo mese sino a gennaio 2011, potendo contare su esperti del laboratorio Itals dell'università Ca' Foscari di Venezia, su due docenti e un facilitatore per ogni istituto.
È stato rilevato che quando un ragazzo straniero arriva in Italia di solito viene inserito in un istituto professionale perché si ritiene che qui le competenze linguistiche siano meno decisive. Partendo da questa realtà, il progetto si rivolge proprio ai professionali per fare in modo che i ragazzi, entrati a scuola magari ad anno iniziato, possano giungere rapidamente alla comprensione e all'uso dell'italiano. Su di loro gli enti pubblici e la scuola hanno fatto un investimento, utile alla convivenza e alla prevenzione del disagio sociale. Nei tre giorni delle classi-laboratorio di italiano, imperniate sulla lingua e non sulla letteratura, ogni studente seguirà un piano di studio personalizzato, elaborato in base alla sua esperienza scolastica e linguistica.
I docenti saranno indicati dalla facoltà veneziana di lingue di Ca' Foscari, specializzata nella didattica dell'italiano per stranieri.
Per questo primo anno sperimentale i finanziamenti regionali copriranno una spesa di 195 mila euro.

San Vito.
Il quartiere
contro la
ferrovia

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Caterina Zarpellon



San Vito. «Ad ogni passaggio del treno ammutoliamo, come per una scossa di terremoto. Alcuni convogli producono vibrazioni pari almeno al terzo grado, con cadute di oggetti e danni evidenti alle case, oltre che conseguenze per la salute».
La pazienza degli abitanti di quartiere San Vito ha raggiunto il limite. Da quasi due anni ormai i mezzi di Trenitalia che scorrono sulla tratta Bassano - Pove stanno logorando le loro vite e mandando in pezzi le loro abitazioni e adesso i cittadini non sono più disposti a tacere. Dopo aver sottoscritto una lettera aperta in cui denunciano i danni provocati dai treni alle case, i residenti hanno indetto per stasera un incontro pubblico sulla questione.
All'appuntamento, fissato per le 20.30 nella sala parrocchiale, sono stati invitati l'assessore ai trasporti e vicesindaco Carlo Ferraro, la consigliera Elisa Cavalli, che si è interessata sin da subito al problema, e la presidentessa di quartiere Michela Zonta. Nel corso della serata verranno quindi esposte le lamentele di chi vive a ridosso della via ferrata ed ogni giorno è costretto ad assistere alla rovina della propria casa.
«La distruzione lenta è cominciata nel 2008 - spiegano i firmatari della petizione - quando sono stati messi in circolazione i treni Minuetto, con i cerchi delle ruote ovalizzate e le balestre delle sospensioni distrutte. Ancora oggi assistiamo attoniti alla disgregazione e al collassamento di muri, pareti portanti, solai, copertura e cornici... per non parlare dell'interno».
Molti accusano poi un'accelerazione di palpiti cardiaci e aumenti improvvisi di tensione e ricordano come il riposo notturno venga obbligatoriamente interrotto alle cinque del mattino dal passaggio del primo treno.
«Ad ogni convoglio che passa - concludono - tutti si paralizzano e guardano in alto, impotenti, in attesa di qualche crollo, che col tempo sarà inevitabile se non cambierà subito al situazione del materiale circolante della ferrovia. Vorremmo chiedere ai vertici delle Ferrovie dello Stato e di Trenitalia e all'amministratore delegato Mauro Moretti se per la loro incuria dobbiamo vivere così».

Caterina Zarpellon

Pedemontana.
Ecco le richieste
del Comune
sul tracciato

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Bassano. È scaduto ieri il termine per la presentazione in Regione delle osservazioni al tracciato della Superstrada Pedemontana veneta.
Il Comune ha già fatto proprie, sintetizzandole, le istanze dei bassanesi interessati dagli espropri e ha stilato una lista di richieste da sottoporre al governo veneto. «Dal giorno in cui sono stati pubblicati i piani di esproprio abbiamo ricevuto circa 200 persone - ricorda l'assessore Dario Bernardi - Le abbiamo assistite fornendo loro le informazioni necessarie per la formulazione delle osservazioni». Alcune delle proposte di modifica suggerite dall'Amministrazione sono già state discusse lo scorso 22 gennaio. Il passaggio successivo è previsto per giovedì 18, quando il consiglio comunale approverà un documento sul tracciato della Spv. Le richieste della città già ora sembrano ad ogni modo piuttosto chiare, tanto che l'ufficio tecnico ha potuto metterle nero su bianco.
SPOSTAMENTO A SUD DEL PONTE SUL SILAN. La prima osservazione riguarda le zone di via Rivarotta e Marchesane ed è un invito a spostare più a sud il ponte sul piccolo torrente Silan, in modo da ridurre i danni alle abitazioni.
BARRIERE ANTIRUMORE. Il Comune pretende poi che, lungo tutto il tratto bassanese, vengano posizionate delle barriere antirumore e siano eseguite alcune opere di mitigazione tese a ridurre l'impatto ambientale.
COMPLANARE. «In accordo con il sindaco rosatese - ha proseguito Bernardi - chiediamo che la complanare prevista nel piano sia prolungata sino a Rosà. Nel progetto attuale infatti essa si interrompe proprio nel tratto compreso tra viale De Gasperi e via Ca' Dolfin».
SALVAGUARDIA ATTIVITÀ ECONOMICHE. Tre delle osservazioni formulate nella sede municipale rispondono alle esigenze di altrettante ditte presenti nell'area attraversata dall'arteria. «Tutte - ha precisato l'amministratore - desiderano che la loro viabilità interna sia spostata il più possibile a fianco dell'autostrada».
SVINCOLO BASSANO OVEST. L'esecutivo di Cimatti punta a far ridurre lo spazio occupato dallo svincolo detto Bassano Ovest, progettando un sistema di caselli ad alta automazione che non richieda grandi piazzali di sosta. In quel punto inoltre si rende necessaria una soluzione per il collegamento con via Riva Bianca. Dallo svincolo in poi, infine, si suggerisce di far passare il percorso in trincea, cioè sotto il livello campagna.
SPOSTAMENTO COLLEGAMENTO COMPLANARE. Per salvaguardare il nucleo abitativo di via Baggi, l'Amministrazione intende far spostare verso ovest il collegamento della complanare con viale De Gasperi, prevedendo in via Rambolina un'uscita diretta per i mezzi pesanti.
VIA CARTIGLIANA. «L'intersezione della Spv con questa via rappresenta un grosso problema per i nuclei abitativi - ha riferito Bernardi - Noi vogliamo che si mantenga uno spazio di rispetto per la vivibilità, perché riteniamo inaccettabile che la strada passi a soli tre metri di distanza dalle abitazioni».
PARCO DELLE ROGGE. La città chiederà infine alla Regione di rivedere l'idea della realizzazione di un'ampia area di servizio in prossimità dello svincolo. Una struttura che andrebbe ad occupare anche parte del parco delle rogge, che è stato inserito tra le zone "invarianti" del Pat.
«Nessuna di queste osservazioni andrà a cozzare con le richieste formulate dagli altri Comuni» ha concluso l'assessore alla viabilità. Venerdì il sindaco incontrerà i colleghi del Bassanese. C.Z.

Marostica.
«La Pedemontana
deve essere
interrata»

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Serena Vivian



Una nuova soluzione, completamente interrata, che prevede l'alternarsi di tratti in galleria e tratti in "trincea coperta" con complanare posizionata sopra. Arriva una proposta forte dal Consiglio comunale di Marostica, che ha approvato all'unanimità le osservazioni da presentare in regione in merito alla superstrada Pedemontana Veneta.
Una soluzione che si potrebbe forse pensare provocatoria, ma che dopo il confronto con le minoranze il sindaco Gianni Scettro ha convertito con un emendamento da semplice "proposta migliorativa" a vera e propria osservazione, ricordando che il compito dell'Amministrazione è quello di difendere a tutti i costi il territorio e i cittadini.
La preoccupazione comune è quella di veder deturpato per sempre un territorio particolarmente ricco dal punto di vista storico, architettonico e paesaggistico: basti pensare alla cinta murata e ai castelli medievali, all'arco collinare e montano che li circonda. Da qui la proposta di un miglioramento complessivo dell'intero tracciato, ipotizzando la realizzazione nel territorio comunale di Marostica di un consistente tratto della Spv interrato, posto sotto il livello campagna, con la soluzione di "trincea coperta" e complanare posizionata sopra.
«Tale soluzione - si legge nell'osservazione presentata dall'assessore all'urbanistica Ivan Moresco - comporta un minor consumo di suolo da parte delle infrastrutture e una maggiore dotazione di spazi che potranno essere organizzati con adeguate sistemazioni a verde, riducendo l'inquinamento atmosferico. Una migliore mitigazione degli impatti e sistemazioni paesaggistiche consistenti potranno infatti generare una armatura verde ai bordi dell'infrastruttura, a integrazione del paesaggio. Inoltre, la soluzione prospettata bene si presta anche da un punto di vista idraulico, considerato che i terreni sono ovunque particolarmente drenanti per la presenza di sabbie e ghiaie alluvionali a quote appena sotto-superficiali». Un'osservazione discussa in commissione urbanistica, condivisa da maggioranza e opposizione, per difendere la quale le minoranze si dicono pronte ad alzare la voce.«Se la Regione non accoglie le nostre osservazioni - ha commentato Zanforlin di Marostica civica - ci deve essere l'impegno da parte di tutti a insorgere, se occorre anche in modo forte, scendendo in piazza o occupando una strada: occorre un atto di coraggio».
«Se passa il progetto che ci vogliono imporre - gli ha fatto eco Dinale del Gruppo civico Marostica - il nostro territorio sarà rovinato per sempre da una sorta di argine che passerà a sud di Marostica a un'altezza di 8-12 metri dal livello del suolo: dobbiamo essere pronti a scendere in piazza!».
«La nostra Amministrazione sta facendo il possibile - ha sottolineato Scettro - siamo già stati tre volte a Mestre per presentare le nostre rimostranze e il commissario straordinario Vennizzi mi ha personalmente garantito che il tratto da prima della rotatoria di viale Vicenza a circa 300 metri dopo la rotonda di Nove sarà completamente in galleria e in trincea».
Con le altre osservazioni di carattere puntuale si richiede innanzitutto che la futura superstrada sia comunque in galleria dalla rotatoria di viale Vicenza fino a via Anconetta, per poi passare in trincea (sempre rimanendo al di sotto del livello campagna) fino a poco prima di corso della Ceramica. Qui la superstrada ritornerebbe in galleria, sottopassando corso della Ceramica e permettendo di realizzare la prevista rotatoria sopra la Spv, con minor occupazione di aree private. La strada uscirebbe in prossimità di Nove (con realizzazione della rotatoria sopra la Spv), per poi salire sopra il livello campagna solo per superare il Longhella in direzione Bassano.
Altra necessità da non sottovalutare, quella di mantenere tutti i collegamenti viari nord-sud esistenti. Il problema maggiore riguarderebbe via Anconetta, la cui continuità verrebbe interrotta con il progetto definitivo proposto dalla Regione. Richiesti infine adeguate opere di mitigazione degli impatti ambientali e visivi (barriere antirumore e sistemazioni a verde), costante monitoraggio dell'inquinamento acustico e atmosferico, adeguati indennizzi non soltanto per le proprietà direttamente interessate dalla procedura espropriativa, ma anche per quelle localizzate in prossimità dell'arteria.

Serena Vivian

Raccolta
differenziata 
oltre
il 70 per cento

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Caterina Zarpellon



Bassano. La raccolta differenziata a Bassano diventa sempre più spinta e sfonda il tetto del 70 per cento.
Dopo l'introduzione del servizio "porta a porta" per il ritiro di plastica, vetro, carta e umido, in città la separazione e il riciclo dei rifiuti hanno fatto passi da gigante permettendo a Bassano di raggiungere livelli di differenziazione che solo i paesi più virtuosi possono vantare. In poco più di un anno infatti, con l'avvio del ritiro casa per casa dei materiali di scarto, la raccolta differenziata è passata da quota 58,4 per cento a quota 70 per cento in tutti i mesi.
«Questo significa - spiega Stefano Svegliado, il presidente della società Etra, affidataria della gestione dei rifiuti - che più dei due terzi dell'immondizia prodotta ai piedi del Grappa viene riciclata e che di conseguenza la quantità di rifiuto secco non riciclabile, ossia quello che finisce in discarica con grandi costi economici e ambientali, è proporzionalmente diminuita».
Risultati che, come sottolinea lo stesso responsabile dell'azienda, vanno ben oltre le aspettative iniziali dei tecnici dell'Etra che, con l'avvio della raccolta differenziata "porta a porta" speravano di poter arrivare al 65 per cento di diversificazione.
Nonostante le difficoltà iniziali e la confusione generata dal drastico cambiamento di mentalità e d'abitudini imposto dalla piccola "rivoluzione verde", la città ha risposto quindi meglio del previsto alle sollecitazioni dell'Etra e del Comune.
E questo pur essendo un centro molto vasto, piuttosto popoloso e pertanto più difficilmente gestibile di un piccolo paese di poche migliaia di abitanti.
Ma ancora non basta e l'obiettivo dei prossimi mesi è quello di migliorare ulteriormente la posizione di Bassano nella graduatoria dei "comuni ricloni". Proprio in questi giorni, infatti, l'esecutivo di Stefano Cimatti ha aderito alla campagna "Porta la sporta" al fine di incentivare l'utilizzo di borsette di tela riutilizzabili in luogo degli inquinantissimi sacchetti di plastica.
L'Amministrazione ha inoltre accolto con favore la proposta dell'Etra per la raccolta e il corretto smaltimento degli olii alimentari usati per la cottura.
«Con questa iniziativa - osserva il responsabile della Spa - puntiamo a riutilizzare per la produzione di biodiesel o saponi naturali circa 100 tonnellate all'anno di olio alimentare e di innalzare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata. Vogliamo inoltre ridurre drasticamente l'introduzione di olii esausti e nei condotti fognari cittadini ed eliminare, almeno parzialmente, gli olii presenti nelle acque destinate all'impianto di depurazione bassanese e quelli immessi nei corsi d'acqua del nostro territorio».

Pedemontana.
L'assemblea
boccia
il tracciato

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Carlo Barbieri



Bassano. «È una vera catastrofe. Neanche negli anni Sessanta si costruivano le autostrade così male. Gli amministratori che hanno permesso tutto questo dovranno farsi carico delle loro responsabilità». Ha usato l'accetta, il presidente del consiglio comunale Mauro Beraldin intervenendo nel dibattito durante l'assemblea pubblica promossa dall'Amministrazione nell'aula magna del liceo Da Ponte per informare la cittadinanza sul progetto della Pedemontana.

«Il "corridoio" - ha rincarato Beraldin rivolto all'ing. Giuseppe Fasiol, vicecommissario governativo per la Spv e responsabile regionale del progetto, davanti ad un'aula magna stracolma - doveva passare molto più in basso. La Provincia ha regalato la Nuova Gasparona alla Sis (i costruttori, ndr). C'è un business di fondo che sicuramente non terrà conto delle amministrazioni locali».
L'intervento di Beraldin è stata l'ultima di una serie di bordate giunte sparate sul progetto dalla platea composta da centinaia di cittadini, in particolare da quelli che subiranno i disagi maggiori dal transito della Spv e da numerosi amministratori locali. L'assessore alla viabilità Dario Bernardi, dal canto suo, ha elencato tutte le richieste dell'Ammnistrazione volte a mitigare l'impatto sul territorio e sulla viabilità bassanesi. «Hanno cercato di abbattere il minor numero di edifici - è intervenuto Renato Bertazzo fra il pubblico - così da non dover risarcire integralmente gli espropriati. Quanti si vedranno sfiorare dalla Spv non sono cittadini di serie B, sono persone che hanno una dignità e che hanno lavorato una vita per la loro casa. Tutto il Veneto deve farsi carico di questo». «Il project financing - ha tuonato un altro bassanese - è un investimento a rischio zero: se i costi aumentano, o i flussi di traffico saranno minori di quelli previsti, li pagherà la Regione, se saranno minori i vantaggi saranno tutti per il concessionario». «Abito accanto al futuro svincolo fra Pedemontana e Valsugana a sud di San Zeno - ha dichiarato Serraiotto parlando di tutela delle colture pregiate - Se sarà come in progetto, potete dire addio al primo e al secondo premio del concorso dell'asparago di Bassano». Capitolo complanari. L'ing. Fasiol, che descrivendo tracciato, viabilità accessoria e opere di mitigazione dei disagi più volte ha voluto distinguere il piano delle soluzioni tecniche dalle quello delle scelte politiche, ha sottolineato che la decisione di non inserirle nel progetto fu dettata dalle richieste di Bassano e Breganze. Ha ribattuto il consigliere Pdl ed ex assessore Egidio Torresan. «Non chiedevamo le complanari - ha detto - perchè volevamo la Gasparona libera». Non sarà così. Solo nei primi 12 anni, per i residenti dei comuni limitrofi al tracciato, saranno gratuiti 20 chilometri di percorrenza.
«È possibile che in Lombardia piovano contributi - ha incalzato la consigliera di "BassanoconGiunta" Ilaria Brunelli - e in Veneto dobbiamo sempre pagarci tutto». «Poteva essere un'arteria libera a tre corsie per senso di marcia - è intervenuto Stefano Monegato, capogruppo Pdl - avremmo risparmiato territorio. Non capisco perchè caselli di tipo tradizionale».

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Polveri sottili
oltre i limiti.
Pm 2,5 otto
volte più alte

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Bassano. Appesantita da una concentrazione eccezionale di polveri sottili, sporcata dalla presenza di agenti inquinanti, velenosa per chi la respira. Non è affatto buona, di questi tempi, l'aria di Bassano, risultata di pessima qualità ben otto volte su dieci negli ultimi giorni.
La stazione di monitoraggio della concentrazione di polveri sottili nell'atmosfera posizionata dall'Arpav in via Mühlacker ha infatti rilevato, alla fine di gennaio, una presenza massiccia in città di Pm 2,5. Polveri ancor più fini delle ormai note Pm10 e quindi decisamente più insidiose per l'organismo. Rispetto alle Pm10, di diametro inferiore ai 10 micron, le Pm 2,5 hanno un diametro inferiore a 2,5 micron e, come spiegano dall'Agenzia regionale per l'ambiente, in genere rappresentano il 70 per cento delle Pm10.
«La normativa è cambiata - ricorda il tecnico dell'istituto Antonio Carollo - e pertanto abbiamo dovuto posizionare delle centraline di rilevamento anche per tali polveri».
Secondo i dati riportati nell'ultimo grafico aggiornato relativo a Bassano, dal 23 di gennaio al primo di febbraio, per ben otto giorni la concentrazione di queste sottilissime particelle ha sfondato la soglia dei 50 microgrammi/metro cubo. Un limite oltre il quale la qualità dell'aria è considerata pessima (basta andare oltre i 25 microgrammi/mc perché sia definita scadente, ndr) e che, nelle giornate peggiori tra quelle prese in considerazione, ai piedi del Grappa è stato ampiamente superato. Il 24 gennaio si è arrivati ai 70 microgrammi/mc, il 28 a 73 e il 30 gennaio si è toccato addirittura quota 74.
Poi, la situazione si è normalizzata: la provvidenziale nevicata di sabato scorso ha determinato un ricambio d'aria, che ha fatto ripiombare i valori al di sotto del livello di guardia ed ha riportato la qualità dell'atmosfera su valori considerati buoni, ossia uguali o inferiori ai 25 microgrammi/mc.
Le previsioni per i prossimi giorni, già inserite nel sito dell'Arpav (www.arpa.veneto.it) tuttavia non sono confortanti. Le condizioni di stabilità atmosferica favoriranno infatti un ulteriore "ristagno degli inquinanti" e, di conseguenza, un nuovo peggioramento della qualità dell'aria.
Molto in realtà dipenderà dall'andamento del meteo, spiega il tecnico Carollo, che ricorda però come, tutto sommato, la situazione di Bassano, grazie anche alla ventilazione proveniente dalla Valsugana, non sia certo fra le peggiori della regione. C.Z.

Carnevale,
lite sui carri
tra Bassano
e Rosà

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Non è andata giù a Renzo Stevan, presidente della ProBassano, la presenza alla sfilata del Gran Carnevale di Rosà di alcuni carri in lizza per il Nason d'oro bassanese. Tre formazioni, tra l'altro proprio cittadine, che si sono esposte al pubblico nel pomeriggio di domenica per quello che è stato il primo carnevale rosatese.
«Dovremo cambiare il regolamento per l'anno prossimo - commenta Stevan - Mi dispiace, so che non è bello, ma bisognerà farlo per mantenere la qualità del Carnevale di Bassano, che non deve mostrare cose già viste». E così, dal 2011, tra le norme che regolano l'accesso alla tradizionale sfilata in città ci sarà una clausola in più, che vieterà ai carri in gara di partecipare a sfilate nei Comuni confinanti prima di arrivare a Bassano.
«So bene - ha spiegato Stevan - che i gruppi cercano di fare più sfilate possibili, sia per divertirsi sia per recuperare le spese sostenute per l'allestimento del carro. Ma dovranno scegliere di andare più lontano se vogliono poi partecipare al Carnevale di Bassano». Secondo Stevan, riproporre lo stesso carro in manifestazioni geograficamente così vicine toglierebbe al pubblico parte del divertimento.
«Abbiamo scelto la qualità - spiega Stevan- D'altronde, abbiamo ricevuto più di 20 richieste quest'anno e ne abbiamo scelto solo 11». Tre i criteri per la selezione dei partecipanti: accesso di diritto per i bassanesi, a seguire chi ha già sfilato a Bassano in passato, e solo dopo eventuali aggiunte e sostituzioni.
«Qualcuno ha anche cercato di riproporci carri già visti gli anni scorsi - commenta il presidente della ProBassano per spiegare il criterio di ammissione- Non possiamo accettarli, è assurdo presentare cose già viste. Non è nello spirito del Carnevale».
Qualcuno se l'è presa, qualcuno ha capito, qualcuno tira su il naso, ma tant'è: Stevan sull'argomento è deciso e bisognerà adeguarsi. Sulla qualità delle presenze previste a Bassano, comunque, non ha dubbi.CH.B.

Gian Antonio
Stella tra
xenofobia
e razzismo

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Bassano. Dopo la tragedia dell'Olocausto, l'apartheid in Sudafrica e i tanti episodi di pulizia etnica che hanno scandito il Novecento, sembrava che razzismo e xenofobia dovessero essere banditi dalla storia dell'uomo e invece… la cronaca recente racconta i cori negli stadi contro i giocatori neri, ondate di odio in Internet, l'affermazione di partiti xenofobi in tutta Europa e violenze contro gli omosessuali ma anche omicidi di clochard, pestaggi di disabili e rivolte contro gli zingari.
Il giornalista Gian Antonio Stella, nel suo nuovo libro dal titolo "Negri froci giudei & CO", edito da Rizzoli, propone una riflessione su queste diverse e distorte reazioni nei confronti dell' "altro".
L'autore ha già parlato della xenofobia sofferta dagli emigrati italiani nel saggio dal titolo "L'orda, quando gli albanesi eravamo noi".
In questa nuova pubblicazione egli affronta il tema ricostruendo un quadro più ampio e inquietante, che mette in relazione passato e presente.
Giovedì, Gian Antonio Stella presenterà il volume nel salone degli affreschi della libreria Palazzo Roberti; l'incontro, aperto a tutti, avrà inizio alle 18 e sarà introdotto da Adriana Selfo.
Quella di Stella è una penna molto nota: di famiglia altopianese, è cresciuto e ha studiato a Vicenza.
Inviato ed editorialista del "Corriere", è autore di molti libri. Il suo "La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili", scritto con Sergio Rizzo e divenuto un best sellere da 1 milione e 300 mila copie.E. C.

Carnevale,
Rosà gioca
d'anticipo

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Rosà prende tutti in contropiede e presenta il corso dei carri mascherati con due settimane d'anticipo rispetto a Bassano. Moltissime persone lungo il percorso, sulla statale 47 che taglia in due il paese.
Il carro sul tema "A cavallo della fantasia" di Cassola, ha vinto il primo premio. Secondo piazzamento, per la proposta di Rossano, "Sorridi al Carnevale", presentata dal gruppo "Carnevale che passione". Il carro "Sull'onda dell'allegria" di Bassano, cento comparse, ispirato al tema del mare, si è piazzato al terzo posto.
Non sono mancate altre proposte, fra le sedici che hanno reso particolarmente suggestiva una sfilata di circa due chilometri. Millecinquecento, le comparse e circa 5.000 spettatori, grazie anche all'improvviso miglioramento delle condizioni del tempo. Dopo la nevicata il sole è apparso proprio al momento dell'inizio della sfilata, aperta dalla banda Montegrappa di Rosà.
Dietro, il carro con la Fiat Punto, primo premio della lotteria abbinata al Carnevale, che si concluderà con una maxi festa e l'estrazione dei biglietti domenica 14 febbraio.
Fra le altre proposte che hanno incontrato consensi, il "Carnevale di frutta" del gruppo storico Dal Monte di Bassano, la "Macchina del futuro passato" presentata dalla frazione di S. Pietro di Rosà, con l'abbinamento fra l'uomo della clava e le più recenti scoperte tecnologiche. Molto apprezzata anche la proposta giunta Casella D'Asolo con una mega Matriosca, accompagnata da un centinaio di ballerini in costume russo.
Sette i gruppi mascherati che hanno contribuito a rendere ancor più spettacolare la manifestazione. Da segnalare "Fantasia Veneziana" di Patrizia Pavin con proposte innovative, il gruppo dei ragazzi della scuola elementare di Rosà con i costumi del "Re Leone" e della "Gabbianella e il gatto", la danzatrici di Milly Baggio.
Grande soddisfazione da parte degli organizzatori per la riuscita della manifestazione condotta dallo speaker Claudio Comunello, da parte del presidente della Pro loco Matteo Zanotto, del sindaco Manuela Lanzarin, della presidentessa dei commercianti Eliana Ferronato.
Rosà, per la durata di poco più di due ore, ha riscoperto di avere una piazza, un centro da percorrere senza fare i conti con gli oltre 70 mila fra mezzi pesanti e leggeri che, ogni giorno, tagliano il cuore del paese, creando una barriera pericolosa ed inquinante. M.B.

No alle Torri
Le minoranze
si rivolgono
al prefetto

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La delibera per la deroga in altezza è stata stracciata ma l'ombra lunga delle Torri si stende ancora sulla città. Rischia di essere annullata la seduta consiliare in cui, giovedì scorso, la maggioranza di Stefano Cimatti ha azzerato l'iter per l'edificazione dei due colossi di 60 metri d'altezza progettati dall'arch. Paolo Portoghesi.
I consiglieri di minoranza del Pdl ieri mattina hanno infatti chiesto un appuntamento con il Prefetto di Vicenza per chiedere di inficiare quanto accaduto l'altra sera in municipio quando, con 24 voti favorevoli ed un'astensione, si è deciso di annullare la delibera con cui la precedente Amministrazione aveva dato il via libera allo sviluppo in verticale dell'area Parolini.
«Contestiamo il fatto di non aver avuto accesso al parere del legale cui si era rivolta l'Amministrazione sulla questione Torri - spiega il consigliere d'opposizione Mauro Zen - Parere sul quale si basavano i giudizi di illegittimità della delibera annullata».
Il rappresentante dell'opposizione ricorda come ben in due occasioni sia stato negato quel documento alle minoranze e come solo pochi giorni prima del Consiglio dal municipio l'avessero chiamato per dirgli che gli veniva concesso di visionare il fascicolo ma non di averne copia. In consiglio comunale i membri del Pdl avevano quindi invitato il presidente del Consiglio a sospendere la seduta, che è invece proseguita. Per Zen ce n'è abbastanza per poter chiedere l'annullamento della seduta e inficiare l'atto di annullamento.
«A noi piace che le cose vengano fatte come si deve - aggiunge l'ex sindaco Gianpaolo Bizzotto - Non siamo stati messi nelle condizioni di esaminare un documento ed è un diritto dei consiglieri poter accedere agli atti».
Bizzotto ricorda infine la richiesta di risarcimento milionaria della società Numeria, sottolineando come di quei soldi saranno eventualmente costretti a farsi carico i singoli consiglieri. C.Z.

Campioni e
amici ai
funerali di
Gastaldello

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Mario Baggio



Bassano. Una folla commossa ha dato ieri l'ultimo saluto a Lino Gastaldello, titolare della Nuova Wilier Triestina, ditta leader a livello nazionale e mondiale nel campo della produzione di bici da corsa.
Fra i presenti, tanti i campioni del ciclismo italiano di ogni tempo.
Fra gli intervenuti per il lungo e commosso abbraccio nel duomo di Rossano e nella piazza antistante, campioni di ieri e di oggi come Baldato, Ferrigato, Faresin, Moro, Gontchar, Bontempi, Cunego, Saronni, Ballan e Cunego.
Non poteva mancare una figura storica nel campo della direzione delle corse, Lino Lanaro. A presiedere il rito religioso, l'arciprete di Rossano, don Sergio Martello, che ha ricordato l'imprenditore per aver saputo mettere in piedi una solida famiglia, per l'impegno nel campo dell'imprenditoria, dello sport e del sociale. Uomo di fede condivisa e vero sportivo, Gastaldello ha dato una grande lezione: la vita non è fatta di anni ma di momenti che vanno vissuti ed utilizzati per fare del bene.
Il sacerdote ha letto una testimonianza di Lino Gastaldello, che doveva uscire in un prossimo depliant della Wilier. Si esalta la bicicletta perché non inquina, mantiene sano il fisico e rispetta l'ambiente.
Toccante la testimonianza della moglie Elisa, intervenuta al termine della cerimonia. Ha ricordato che, nel prossimo mese di maggio, avrebbero festeggiamenti i 45 anni di matrimonio. Con Lino - ha ricordato commossa - grazie al carattere ottimistico ed alla fiducia nel futuro, ha costruito una solida famiglia. Lino si era fatto piccolo per condividere la gioia dei cinque nipotini. Nei suoi ricordi, le passeggiate in bicicletta alle prime luci dell'alba, lungo i sentieri di campagna per assaporare il profumo dell'erba tagliata.
Difficile dare una risposta ad una tragedia così grande. L'unica spiegazione, forse, sta nella necessità di trovare in Cielo una persona speciale, in grado da fare da guida lungo una pista ciclabile celeste a bambini rimasti soli.
Andrea, a nome dei fratelli, ha ricordato il carattere del padre, sempre ispirato all'ottimismo.
Ad ogni giorno nero, contrapponeva la luce del sole che sarebbe rinato poche ore dopo.
Lino aveva accolto con favore la proposta della moglie di fare una sottoscrizione a favore dei bambini orfani, vittime del terremoto di Haiti.
I funerali, con la raccolta di offerte per le adozioni a distanza, si sono rivelati alla fine un importante veicolo di solidarietà.

Via B. Basilicata.
Strappate
le croci
dei martiri

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Davide Moro



Deprecabile gesto, nel giorno che ricorda l'Olocausto, in via Brigata Basilicata. Ignoti, nella notte tra lunedì e martedì, hanno divelto un paletto che reggeva la croce di un impiccato, gettandolo in una vicina siepe, e hanno poi tolto la croce con la foto da un secondo paletto, che purtroppo però non è stata trovata nel terreno circostante e quindi potrebbe essere ancora in mano ai responsabili del danneggiamento.
A fare la spiacevole scoperta sono stati alcuni residenti, i quali ieri mattina hanno avvertito Giovanni Pettenuzzo, presidente della sezione di Bassano dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia. Pettenuzzo ha subito compiuto un sopralluogo e ha poi informato il sindaco Stefano Cimatti e il commissariato di viale Pecori Giraldi. Sia il referente dell'Anpi che i poliziotti della volante hanno battuto la zona per cercare la croce mancante, ma purtroppo invano.
«È chiaramente un attacco voluto e premeditato, non certo l'opera di qualche ubriaco o buontempone, e lo dimostrano, oltre alle modalità con le quali è stato perpetrato, anche la scelta del momento - ha commentato Pettenuzzo -. Preferisco comunque non aggiungere altro: non certo per qualunquismo, bensì perchè sono fatti che si commentano da soli».
Che non si tratti di una ragazzata o di un raid vandalico lo dimostra anche il fatto che i paletti si trovano in una zona non molto frequentata, se non dai residenti, e che per togliere paletto e croce si sono dovuti utilizzare degli attrezzi da lavoro. Si è dunque voluto colpire ciò che le croci rappresentano. «Un po' di tempo fa erano comparse delle scritte in via Pusterla dal contenuto censurabile, ma un episodio grave come quello accaduto in questi giorni in via Basilicata proprio non lo ricordo - ha spiegato Pettenuzzo -. Il sopralluogo con il sindaco è comunque servito anche per fare un'analisi della situazione di degrado in cui versano le croci e i monumenti, peraltro già segnalata da tempo dalle varie associazioni che si occupano della Resistenza, e speriamo quindi che adesso si possano pianificare dei concreti interventi di tutela».
Pettenuzzo conclude poi con un appello. «Ci sono delle ferite che, seppur difficilmente, possono rimarginarsi. Non riavere la croce con la fotografia dell'impiccato, evidentemente, non aiuta certo a superare questo attacco. Abbiamo cercato la croce nelle vicinanze, la polizia ha compiuto delle ricerche più meticolose, eppure non è ancora stata recuperata. Io spero che ci ha combinato tutto questo possa ripensarci e rimediare in parte a un torto compiuto non solo alla famiglia del martire ma alla città intera».
«Bassano - ha concluso il presidente dell'Anpi - non ha certo bisogno di atti di questa natura e speriamo che si tratti di un fatto isolato».

Rossano.
Tanti campioni
per l'addio a 
Gastaldello

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Mario Baggio



Rossano. È arrivato il nulla osta della magistratura trevigiana per lo svolgimento dei funerali dell'imprenditore Lino Gastaldello, titolare della Wilier, rimasto vittima di un incidente stradale verificatosi nella mattinata di sabato scorso in località Ca' Rainati, nel Comune di San Zenone degli Ezzelini.
Ieri, i famigliari dell'imprenditore hanno raggiunto l'ospedale di Castelfranco per il riconoscimento della salma. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle 15 nel duomo di Rossano. Intanto oggi, alle 20, nella sede della Wilier, in via Fratel Venzo, ci sarà la recita del rosario.
La salma giungerà in mattinata nella sede dell'azienda per dare a quanti conoscevano l'imprenditore la possibilità di un saluto nel posto di lavoro che proprio lui aveva saputo rendere grande, aprendosi ad un mercato mondiale nel campo della bicicletta. Hanno già dato la conferma della loro presenza alcuni campioni nel campo delle due ruote, come Ballan, Saronni e Cunego.
Tanti risultati a livello internazionale sono stati resi possibili proprio grazie alle innovazioni tecnologiche della ditta rossanese, non solo nel campo della struttura portante dei telai, con l'introduzione di componenti leggeri come la fibra di carbonio, ma anche in quello della meccanica. Ci saranno anche esponenti della Lampre e di altre società ciclistiche che operano nel campo del ciclismo amatoriale che da anni trovano nella Wilier un punto di riferimento sicuro per la qualità del prodotto e le innovazioni tecnologiche. «In questi giorni - afferma il figlio Andrea che è anche assessore comunale allo sport - ci sono giunte numerose testimonianze di partecipazione al lutto della nostra famiglia. Si tratta della conferma dei valori portati avanti da nostro padre: costanza nel lavoro, ottimismo e fiducia nel futuro. Egli resterà un esempio da seguire per tutta la nostra ditta che ha subito una grande perdita».

Nove. Città
della ceramica.
C'è un accordo
europeo

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Riccardo Bonato



Nove. Verso il coordinamento europeo delle città della ceramica. Una direzione che appena un decennio or sono sembrava impossibile, proprio per la natura concorrenziale tra le aziende dello stesso continente. Ora la situazione è del tutto mutata e l'argomento è stato affrontato, seppur in modo propedeutico, in Spagna durante il trascorso periodo natalizio. L'assise tra alcuni Stati a grande vocazione ceramica è stata ospitata a Talavera de la Reina, centro a 120 chilometri dalla capitale Madrid.
A riunirsi sono state le maggiori associazioni europee delle città della ceramica. A rappresentare l'Italia era stata delegata Nove (che detiene nelle mani del suo assessore Claudio Gheller la vice presidenza dell'Associazione italiana dei centri ceramici). È stato lo stesso sindaco Manuele Bozzetto a recarsi all'incontro.
«Quello sottoscritto - ha detto - è un accordo per l'attivazione di un progetto europeo dei Comuni di antica tradizione ceramica. Obiettivo dell'iniziativa è la costituzione del Getc, il gruppo europeo territoriale per la ceramica, che abbia forma tale per essere sottoposto alla competente commissione dell'Unione europea. Il risultato potrebbe essere l'apertura di un ufficio o agenzia permanente a Bruxelles per la promozione turistica, progettuale e lobbystica dei Comuni europei con grandi tradizioni ceramiche».
Nell'incontro di Talavera erano presenti la nostra Aicc che conta 36 Comuni di antica tradizione ceramica (individuati secondo la normativa del 1990), l'Aecc ossia l'associazione spagnola presieduta da Tirso Lumbreras (32 Comuni), l'associazione francese presieduta da Antoine Di Ciaccio (assessore di Aubagne) e il referente per il sodalizio della Romania, Costantin Nitzu.
Le quattro delegazioni (per quella italiana, a fianco del sindaco di Nove, c'era Giuseppe Olmeti, funzionario comunale di Faenza), all'unisono hanno sottoscritto questo primo accordo. «L'accordo stipulato in Spagna è già stato recepito a Roma dalla nostra Associazione della città della ceramica. - precisa Bozzetto - con questo documento chiederemo un contributo all'Unione europea per un importo di due, trecentomila euro necessario per aprire la sede di Bruxelles. Vorremmo che il progetto nasca con la partnership degli europarlamentari dei Paesi coinvolti, che potremo chiamare a sottoscrivere questa idea».
Bozzetto dichiara che la situazione di stallo del settore della ceramica è purtroppo condivisa da tutti i Comuni ceramici della quattro nazioni.
«Oltre che coordinare le attività delle città della ceramica, promuovere e implementare novità nel patrimonio artistico - conclude Bozzetto - vogliamo che la nuova istituzione serva per commercializzare e dare nuove opportunità».

Antirabbica
al via. Orari
per vaccinare
il cane

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Renato Pontarollo



È partita anche nei Comuni della Valbrenta la campagna di vaccinazione antirabbica obbligatoria per cani e le operazioni di immunizzazione si concluderanno il 29 gennaio. Il costo per i cittadini è di 5 euro per cane, tutto compreso. I cani senza tatuaggio leggibile o microchip devono egualmente essere presentati e saranno microchippati al momento, senza ulteriori formalità, al costo totale di 20 euro.
Per sveltire le operazioni i proprietari dovranno avere con sé un documento e il proprio codice fiscale, il certificato di iscrizione in anagrafe del cane e il libretto delle vaccinazioni. I cuccioli potranno essere sottoposti alla vaccinazione non appena superati i tre mesi di vita, mentre per gli animali più grandi il termine è il 6 febbraio. Per i proprietari inadempienti sono previste sanzioni da 1500 a 6 mila euro.
A Campolongo il servizio sarà curato dalla locale protezione civile e le operazioni si svolgeranno secondo il seguente calendario: oggi dalle 9 alle 12 e il 26 dalle 16 alle 19 secondo l'ordine di arrivo presso il magazzino comunale.
A Cismon dopo l'avvio ieri per i proprietari con cognome da A a D la vaccinazione antirabbica si effettuerà nella sala polivalente in via Roma nei seguenti orari: oggi dalle 9 alle 12 (cognome da E a R); il 25 dalle 16 alle 19 (cognome da S a Z).
A San Nazario, già iniziata ieri, la vaccinazione sarà eseguita dai servizi veterinari dell'Asl n.3 a concentramento, nell'ecocentro comunale in via Lanari, nei seguenti orari: oggi dalle 9 alle 12 (cognome da Cec a M); il 26 dalle 16 alle 19 (cognome da Molini a P); il 28 dalle 16 alle 19 (cognome da R a Z) secondo l'ordine di arrivo sul posto.
A Valstagna la campagna iniziata ieri, prosegue oggi dalle 9 alle 12 (cognome da Ch a F); il 26 dalle 16 alle 19 (cognome da G a I); il 28 dalle 16 alle 19 (cognome da L a N); il 29 dalle 16 alle 19 (cognome da O a Z).

Multato
l'ex assessore
alla polizia
locale

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Bassano. E l'ex assessore alla sicurezza e alla polizia locale si ritrovò multato dagli stessi vigili. È accaduto mercoledì pomeriggio, manco a dirlo, proprio davanti alla caserma di via Vittorelli, dove Claudio Mazzocco si è ritrovato sul parabrezza una contravvenzione di poco inferiore ai 40 euro. Il motivo? L'infrazione dell'articolo 158 comma 2, che vieta la sosta negli spazi adibiti al carico e allo scarico delle merci.
Gli agenti, verso le 16.10, hanno trovato l'auto di Mazzocco parcheggiata dentro le strisce riservate, mentre l'ex assessore si trovava in centro storico. Dopo aver pazientemente atteso che trascorressero gli abbondanti limiti di tempo normalmente concessi in queste situazioni, è pertanto inesorabilmente scattata la contravvenzione, anche perchè non c'era nessuna autorizzazione speciale che potesse giustificare il parcheggio vietato dell'ex amministratore.

Romano.
Aiuti solo
agli italiani.
E' polemica

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Romano. «Ancora una volta Romano, come già accaduto per i bonus bebé, compie un atto discriminatorio violando l'articolo 3 della Costituzione e il decreto legge che attua il principio di parità di trattamento tra autoctoni e migranti».
La Cgil scende in campo contro il Comune, a favore degli stranieri. Appreso che l'Amministrazione ezzelina intende favorire, nello stanziamento di aiuti economici per i lavoratori disoccupati, i cittadini italiani residenti da più anni in paese, il sindacato esce alo scoperto e denuncia.
«La Cgil si esprime su cose che non conosce - replica l'assessore Ronchi - Il fondo di 25 mila euro non è illimitato e la scelta va fatta sulla base di criteri su cui stiamo riflettendo». L'assessore non nega tuttavia come sia intenzione dell'esecutivo tener conto di criteri quali la cittadinanza e la residenzialità. Questo non significa, ha però lasciato intendere, che un lavoratore nato all'estero ma residente a Romano da vent'anni non possa sperare di ottenere il beneficio. C.Z.

Solagna.
I nonni
maestri
a scuola

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Cristina Obber



Solagna. Non manca lo spirito d'iniziativa nella scuola dell'infanzia di Solagna, che nella prossima primavera porterà a scuola i nonni dei bambini grazier ad una originale iniziativa.
«Stiamo organizzando ora il calendario degli incontri – dice la direttrice Michela Stoppiglia – perché ogni nonno porterà a scuola le proprie competenze e in base a queste imposteremo i diversi laboratori. Abbiamo già avuto le prime adesioni, ci sarà chi suonerà l'armonica, chi lavorerà a ferri, chi cucinerà una torta, chi mostrerà ai bambini come si cura un orto».
[FIRMA]Com'è nata l'iniziativa?
«Ogni anno la scuola segue un tema, un filo conduttore che leghi tra loro le attività; quest'anno è "Cara nonna ci racconti una storia". Abbiamo creato un personaggio fantastico, una nonnina appunto intorno alla quale ruotano le varie esperienze ludiche e didattiche. In questo contesto abbiamo quindi pensato di coinvolgere anche i nonni dei bambini perché riteniamo che la condivisione dell'ambiente scolastico con i propri affetti in questa fascia di età sia importante».
Solagna è un paese piccolo. Soffrite anche voi la crisi delle presenze?
«Fortunatamente no. Quest'anno abbiamo avuto un incremento di dieci bambini rispetto all'anno prima, forse perché teniamo divise le sezioni per età e i genitori lo apprezzano. Questo metodo ci permette, all'interno dei vari progetti, di svolgere attività più specifiche, soprattutto con i "medi" e i "grandi", che altrimenti non sarebbero proponibili a tutti i bambini».
Il 27 gennaio alle 18 le insegnanti incontreranno i genitori dei bambini che inizieranno la frequenza a settembre.
Nell'occasione, la scuola sarà aperta a chiunque fosse interessato a visitarla.
Saranno presentate l'offerta formativa e la struttura, che oltre ad ampi spazi vanta una cucina attrezzata con una cuoca interna che prepara quotidianamente il menù del giorno utilizzando prodotti freschi.

Bretella ovest,
un summit
tra sindaci

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Bassano. Si sono trovati ieri mattina attorno a un tavolo a palazzo Folco a Vicenza i sindaci di Bassano, Stefano Cimatti; Rosà, Manuela Lanzarin, Tezze, Valerio Lago e Cartigliano, Germano Racchella, invitati dall'assessore alla viabilità Costantino Toniolo per cercare una soluzione alle problematiche relative al tracciato della variante alla statale 47, opera molto importante per il collegamento tra Bassano e la provincia di Padova ma ad oggi bloccata per l'impossibilità di trovare un accordo condiviso tra gli enti coinvolti.
«La Provincia è ente di coordinamento e programmazione - ha spiegato Toniolo - e quindi per propria funzione riprende le fila per cercare una soluzione condivisa. La nostra è una conferma di impegno. Infatti abbiamo preso parte anche a due incontri nella sede della Provincia di Padova, durante i quali erano emerse alcune perplessità da parte dei Comuni del Padovano, da qui la decisione di avviare un confronto operativo e tecnico fra gli enti coinvolti».
Differenti le posizioni dei Comuni. Rosà e Bassano appoggiano il tracciato e anzi caldeggiano una soluzione a breve, considerato che il traffico verso il Padovano è in aumento sia dopo l'apertura del nuovo centro commerciale Il Grifone, sia in prospettiva dell'avanzamento della realizzazione della Pedemontana .
Anche Cartigliano ha assunto una posizione maggiormente positiva e aperta a individuare alcune ipotesi di compensazione e adattamenti che attenuino l'impatto dell'opera nel territorio di competenza.
Più complessa la situazione segnalata dal Comune di Tezze, che ha messo in evidenza il forte impatto dell'infrastruttura nell'area locale.
«Comprendiamo la posizione del sindaco - ha detto Toniolo - Con lui abbiamo concordato una fase di verifica tecnica della situazione locale, che garantisco scrupolosa e attenta. I nostri tecnici si affiancheranno al Comune per studiare le soluzioni che attenuino le criticità segnalate. L'intenzione è di attivare una collaborazione concreta che raggiunga presto una soluzione che tenga conto delle osservazioni degli enti».
L'accordo su una soluzione di tracciato è premessa indispensabile per sbloccare i finanziamenti dell'opera. «Invito tutti a fare una riflessione non solo sul presente - ha concluso Toniolo - ma anche sullo sviluppo futuro della mobilità in quella zona. Oggi sempre più spesso ci troviamo a dover fare delle scelte che rappresentino un punto di equilibrio tra l'esigenza di sviluppo e la necessità di tutelare ambiente e paesaggio. Condizione necessaria è studiareene le opere cercando una condivisione di intenti e strategie».

S. Bassiano
la festa
al duomo

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Sarà il Duomo di Santa Maria in Colle e non il Museo civico, come inizialmente previsto, ad ospitare la Festa di San Bassiano, in programma martedì 19 gennaio.
Una scelta che è statacompiuta dall'amministrazione comunale in seguito alle numerosissime conferme di presenza, segno dell'interesse per l'appuntamento e della grande stima che i bassanesi nutrono nei confronti dei premiati.
«Era nostro desiderio quello di riportare al museo la festa del patrono, dopo che per alcuni anni era stata organizzata al teatro Astra – spiega il sindaco Stefano Cimatti – ed avevamo organizzato la scaletta degli eventi seguendo questo tipo di scelta. Alla luce della grande risposta del pubblico abbiamo però pensato di cambiare sede, per non correre il rischio di penalizzare qualcuno, sia in termini di ascolto che di semplice presenza; evidentemente i premiati sono molto amati dai bassanesi e questo non può che farci piacere. La sede del duomo ci è sembrata ideale, sia per la posizione centrale sia perché è il simbolo della nostra storia. La disponibilità di mons. Tomasi è stata massima».
La scaletta della giornata prevede quindi a Santa Maria in Colle alle 10 la messa presieduta dal vicario generale della Diocesi di Vicenza mons. Ludovico Furlan.
Al pomeriggio, con inizio alle 17, ci sarà la cerimonia di conferimento del Premio Cultura, del Premio Città di Bassano e dei tre premi San Bassiano.
Al termine ci si sposterà in museo per la visita all'esposizione dei comodati, delle donazioni e dei restauri.
Alle 21, al Centro giovanile, concerto della Filarmonica Bassanese.

Giù le palazzine
dell'ex ospedale.
Sorgerà un park

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Caterina Zarpellon



Via libera alla demolizione delle vecchie palazzine dell'ex ospedale.
Come promesso qualche settimana fa, sulla trasformazione dell'area del vecchio nosocomio di viale delle Fosse la Giunta guidata da Stefano Cimatti ha premuto il piede sull'acceleratore e ha fatto partire gli interventi di abbattime
nto degli edifici non vincolati presenti in quella zona. Un'operazione necessaria per poter costruire, in attesa di aprire i cantieri per la realizzazione della cittadella dei servizi, un parcheggio provvisorio da 350 posti auto.
Struttura che, a quanto hanno assicurato gli amministratori, consentirà di ammortizzare nel giro di tre anni le spese conteggiate per l'abbattimento degli stabili fatiscenti.
Il progetto definitivo, redatto dall'ing. Ulderico Canilli, è stato approvato lo scorso dicembre dall'esecutivo, che per dar corso all'opera ha attinto 980 mila euro dal fondo lasciato dall'amministrazione Bizzotto proprio per l'ex ospedale. Ora si attende, entro breve, l'avvio dei lavori. Un intervento importante per dare nuovi servizi alla città.

«La Valsugana
potrà partire
alla fine
del 2010»

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Silvano Ferraro



Sono decisamente i temi legati alla viabilità ad animare in queste settimane il dibattito nel Bassanese. Dalla Pedemontana alla Valsugana, fino alla "bretella" di collegamento col Padovano, l'area è interessata da una serie d'importanti progetti destinati a risolvere problemi storici ma anche a rivoluzionarne profondamente la fisionomia.
Novità importanti sul fronte Valsugana arrivano dall'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, il quale parla di tempi molto stretti per l'avvio dell'iter conclusivo dell'opera.
«Le comunità che vivono nella Valle del Brenta chiedono da decenni una viabilità sicura all'esterno dei centri abitati - dice l'amministratore - L'impegno della Regione rimane quello di dare loro una risposta nei tempi più rapidi possibili».
La prossima settimana, Chisso proporrà all'approvazione della giunta regionale la nomina della Commissione tecnica che dovrà indicare la proposta più rispondente all'interesse pubblico tra le cinque pervenute entro la vigilia di Natale.
«È nostra intenzione - spiega l'assessore - coinvolgere le amministrazioni locali prima delle decisioni finali. Tutte le proposte prevedono il tracciato in sinistra Brenta e sono state formulate da imprese che operano al top del settore: Mantovani Pizzarotti; Fincosit; Impregilo, Adige Bitumi, Cooperativa Muratori, C.C.C. di Bologna; INC di Dogliani; Maltauro, Vittadello, Carron. Sono convinto che già nel secondo semestre di quest'anno avremo i necessari timbri sul progetto preliminare».

La Provincia
in campo
per la
"bretella ovest"

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Silvano Ferraro



L'argomento del giorno è la Pedemontana ma la Provincia di Vicenza non dimentica la bretella Bassano - Cittadella, destinata a collegare il Bassanese con il Padovano, della quale tanto si parla da qualche settimana a questa parte, con prese di posizioni contrastanti fra i vari Comuni interessati. Proprio per cercare di mettere tutti d'accordo, l'assessore provinciale alla viabilità, Costantino Toniolo, incontrerà lunedì 18 gennaio alle 10, a palazzo Folco, i sindaci di Rosà, Tezze, Bassano e Cartigliano.
«Quest'opera è fondamentale per tutto il Bassanese - dice l'amministratore - È quindi necessario superare le posizioni localistiche, per individuare la migliore soluzione possibile».
La volontà della Provincia è di arrivare a una soluzione condivisa, che sciolga il blocco dovuto alla mancata sintonia fra le Amministrazioni locali e renda possibile trasformare lo studio di fattibilità in un progetto vero e proprio.
«Come nel caso della Valsugana o del sistema delle tangenziali - continua l'assessore Toniolo - il principio è quello di lavorare insieme alle comunità locali e di trovare un punto di mediazione, naturalmente nel rispetto dei ruoli e delle competenze: la Provincia nelle vesti di ente intermedio di programmazione, i Comuni in quelle di rappresentanti degli interessi dei cittadini e dello sviluppo locale».
La questione della cosiddetta "bretella ovest" è divenuta ancor più di attualità dopo la recente apertura del centro commerciale Grifone, sulla statale 47 fra Bassano e Rosà. Il traffico si è ulteriormente intensificato e i problemi sono aumentati soprattutto in questi due ultimi centri. La realizzazione della bretella permetterebbe di risolvere gran parte di questi problemi e consentirebbe di razionalizzare la viabilità a cavallo fra le province, anche in vista della futura Pedemontana. La Provincia di Vicenza ha preso parte ad incontri con quella di Padova, nel corso dei quali sono emerse alcune perplessità anche da parte dei Comuni del Padovano. Di qui la decisione di avviare un confronto operativo e tecnico fra i vari enti coinvolti.
«Essere d'accordo sul tracciato - conclude l'assessore Toniolo - è la condizione necessaria per affrontare la questione dei finanziamenti dell'opera. Cercheremo quindi di trovare un punto di convergenza. Le risorse disponibili, si sa, sono limitate e se davvero si vuole un'opera come la "bretella ovest" bisognerà anche guardare alla concretezza delle soluzioni proposte».

Cassola. Superstrada
a 182 km/h
«Provavo l'auto»

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Una freccia, oltre il doppio della velocità consentita. Un record, confermano gli stessi agenti della polizia locale dell'Unione di Cassola e Mussolente in servizio lungo la Ss 47 in tangenziale, all'altezza dell'omonima area commerciale.
Alle 16 di ieri, un ventiduenne di Bassano, F.B., alla guida della Citroen C2 intestata al padre, è stato pizzicato dal telelaser mentre viaggiava a 182 chilometri orari. All'alt degli agenti, il giovane non è nemmeno riuscito a fermarsi, e forse è stato meglio così. Ha evitato una pericolosa frenata, ha proseguito verso sud, è uscito a Cassola ed è tornato indietro. Spaventato, ha ammesso le sue responsaabilità, giustificandosi col fatto che stava provando l'auto appena riparata. Per lui 500 euro di sanzione, ritiro patente per sospensione di un anno e perdita di 10 punti dal permesso di guida. Ca.B.

Marostica.
Corso per
diventare
meteorologi

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Serena Vivian



Marostica. Riconoscere un temporale in arrivo, la circolazione dei venti, l'instabilità delle nuvole (e del tempo) in montagna.
Propone questo e altro il corso di meteorologia alpina "Nuvolando", organizzato dalla sezione di Marostica del Cai in collaborazione con quella di Bassano.
Un corso di estrema attualità, se si pensa alle recenti disgrazie ad alta quota, avvenute anche per colpa di qualche alpinista sprovveduto.
Il ciclo di sei lezioni, tenute da Damiano Zanocco, comincerà il 17 febbraio alle 21 nell'ex chiesetta di San Marco a Marostica.
Le altre date: 17 e 24 febbraio, 3, 10, 17 e 24 marzo.
Il corso si rivolge a tutti coloro che frequentano la montagna (soci oppure no del Cai) che desiderano acquisire conoscenze teoriche e pratiche sui fenomeni atmosferici, insieme con la capacità di ampliare le notizie generali dei bollettini meteorologici per prevederne le conseguenze nell'ambito ristretto della zona che più interessa.
Per quanto riguarda il docente del corso,
Zanocco è nato a Thiene nel '73 e da sempre ha la "mania per le nuvole" che assiduamente osserva, filma e fotografa.
Laureato in scienze forestali, esperto in molteplici attività in ambito naturalistico e sportivo (dall'alpinismo al parapendio), è autore di numerose pubblicazioni, tra cui in campo meteorologico "Sulle nuvole" del 2004 e "Atlante universale delle nuvole" del 2006.
Durante il corso ogni argomento verrà approfondito con foto e video in cui il movimento delle nuvole è stato accelerato al computer anche di 120 volte per meglio percepirne l'evoluzione.
Un modo anche questo per frequentare la montagna sempre più attrezzati culturalmente, evitando magari qualche inutile incidente.
Le iscrizioni, aperte a tutti, si raccolgono entro il venerdì nelle sedi Cai di Marostica e Bassano.

Lavori in vista
sulle provinciali
"Cadorna"
e "248"

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La Giunta provinciale ha assegnato un fondo di 190 mila euro per progetti di messa in sicurezza di incroci e sistemazione di tratti viari. L'obiettivo è migliorare la sicurezza della circolazione eliminando, ad esempio, punti con scarsa visibilità o in cui ci sono ridotti spazi di manovra. «Ridurre il più possibile le situazioni critiche in stretta collaborazione con le Amministrazioni comunali - spiega l'assessore provinciale alla viabilità, Costantino Toniolo - è l'intento del finanziamento che abbiamo varato. Certo, avremmo voluto fare di più, ma i vincoli di bilancio e la riduzione delle entrate non lo hanno permesso».
La Provincia gestisce oggi mille e 250 chilometri di strade, che rappresentano una rete articolata e di continue intersezioni con ramificazioni comunali e regionali. «Sono sempre numerose - spiega Toniolo - le richieste di intervento per migliorare la rete stradale. Tutte vengono prese in considerazione e di tutte vengono valutate l'urgenza e la portata in termini finanziari e di tempistica. Inevitabile fare delle scelte, cercando di intervenire un po' in tutto il territorio per evitare scompensi».
Due i progetti . A Romano, è prevista la sistemazione dell'incrocio tra la strada provinciale Cadorna, all'altezza di via Roma, con le vie Foscolo e Bianchin, con un contributo di 50 mila euro su un costo totale dell'opera di 300 mila euro. A Schiavon, invece, con la messa in sicurezza pedonale lungo la strada provinciale 248 "Schiavonesca-Marosticana" con un contributo di 70 mila euro su un'opera di 150 mila. I Comuni beneficiari provvederanno a coprire finanziariamente la propria parte dell'opera, faranno fronte in proprio alla progettazione e realizzazione dell'opera, nonché alle eventuali procedure di esproprio.

Tezze.
Parco
dell'Amicizia,
argini a rischio

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Tezze. Le recenti abbandonati precipitazioni hanno aumentato la portata del Brenta e reso più impetuose le sue acque. La sponda sinistra, a nord del Ponte della Friola, ha subito una notevole erosione, con il pericolo che l'acqua inghiotta la golena, distruggendo il parco dell'Amicizia, mandando all'aria anni di lavoro e di cure. La Protezione civile ha inviato una lettera al Genio civile chiedendo un sopralluogo per verificare il pericolo e mettere a punto gli interventi. M.B.

Sotto sequestro
il parking
della "Irma"

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Mario Baggio



L'area oggetto del raid incendiario, all'interno della ditta Irma di via Ca' Vico, a Rossano, resterà sotto sequestro fino al termine delle indagini affidate agli esperti dei vigili del fuoco.
Si cercherà di individuare il materiale usato per incendiare i tre grossi mezzi, due dei quali nuovissimi, in attesa di immatricolazione.
La ditta di via Ca' Vico è specializzata nell'adeguamento interno dei grossi mezzi di trasporto, poi adibiti a trasporto di bestiame o di attrezzature meccaniche.
Non tutti i mezzi in sosta nel piazzale sono stati presi di mira, ma solo tre, e questo fa pensare ad un gesto di preavviso. I vandali hanno agito in modo mirato, accendendo il fuoco proprio sotto i motori dei tre mezzi e causando danni per circa 250 mila euro.
L'obiettivo era quello di far fuori la parte principale dei mezzi, cabina e motore e ci sono riusciti.
Altro gesto intimidatorio, l'incisione, forse con un oggetto contundente, della carrozzeria di un altro mezzo in sosta nelle vicinanze. Resta da verificare, poi, come gli sconosciuti siano entrati all'interno della ditta.
Il cortile sul lato nord è circondato da una rete metallica alta tre metri, che non risulta forzata in alcun punto. I titolari della ditta hanno fatto sapere di non essere mai stati oggetto di richieste di denaro o di minacce di alcun genere.
Oltre ai cinque soci, saranno sentiti anche i dipendenti della ditta.
E così cresce la paura nella gente che non si sente abbastanza tutelata di fronte al dilagare della malavita.

Capodanno
migliaia
di giovani
in piazza

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Lorenzo Parolin



«Una scommessa vinta»: era tangibile la soddisfazione sui volti dell'assessore al turismo Alessandro Fabris e del presidente della Pro Bassano Renzo Stevan, appena concluso il conto alla rovescia per la mezzanotte del 31 dicembre. Si sono dunque ridotte le cifre del budget a disposizione per San Silvestro ma non le presenze per il veglione in centro storico.
Come accaduto anche gli anni scorsi, il pubblico ha infatti gremito piazza Garibaldi, ripartendosi tra il palco dei DJ e lo stand della Pro.
Una dimostrazione della voglia di divertirsi nonostante la crisi e anche del fatto che molti quest'anno hanno preferito festeggiare "in casa".
Leggermente più contenuto, invece, (ed è una buona notizia) il numero di botti e petardi rispetto al recente passato, in centro storico come nel resto del territorio comunale.
«Dopo la flessione del 2009 a causa della neve - ha dichiarato Stevan - Bassano torna ai numeri che le competono: la tanto temuta pioggia ci ha risparmiato e i concittadini hanno risposto a migliaia».
Quanto agli auguri dell'Amministrazione, per il 2010 sono stati affidati all'assessore Fabris e qualcuno dei frequentatori più anziani ha accolto la cosa con un pizzico di sorpresa.
«Spero in un anno di felicità per tutti - ha dichiarato sulle note di "Oh happy day" - e ringrazio gli amici dell'organizzazione, i volontari della Croce verde e tutti voi presenti».
«Sono davvero contento - ha commentato Fabris tornando sugli aspetti logistici - sia per le circa quattromila persone che vedo di fronte a me, che per l'esito della festa, frutto del "matrimonio" tra la Pro Bassano e l'associazione musicale Snackulture: dopo tanti anni, non potevamo rinunciare ad un momento così atteso».
«Come previsto - ha concluso l'assessore - i dj alternatisi alla consolle hanno richiamato soprattutto giovani e giovanissimi, innovando il panorama del veglione cittadino: anche questo, in fondo, è un auspicio per il futuro».

È già tempo
di saldi
«Si ritorna
a spendere»

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Caterina Zarpellon



Le vetrine dei negozi lusingano i potenziali acquirenti con cartelli che annunciano ribassi del 20, del 30 per cento o addirittura maggiori, le percentuali di sconto sono già state indicate nei cartellini dei prezzi e i commercianti si preparano al solito assalto d'inizio svendita.
Stamani a Bassano, come in gran parte d'Italia, partono i saldi invernali.
A dire il vero già prima di Natale in qualche negozio del centro erano state lanciate promozioni, più o meno nascoste, ma ufficialmente la stagione degli sconti inizia oggi: durerà sino al 28 febbraio e, come prevedono gli addetti ai lavori, dovrebbe rivelarsi più fruttuosa di quella dello scorso anno.
«Le prospettive sono discrete - rivela la presidentessa dell'Unione mandamentale del commercio Teresa Cadore - Ritengo che la situazione psicologica sia migliorata: la crisi non è finita ma la gente, a differenza di quanto è accaduto l'anno scorso, è più consapevole, sa cosa può aspettarsi e ha acquisito una maggiore rilassatezza. Gli stili di vita sono mutati ma si ricomincia a spendere».
Anche se in questa stagione il settore dell'abbigliamento ha sofferto, le vendite pre-natalizie, a quanto riferisce la portavoce dell'Umce, non sono andate male e per comparti come quello dell'alimentare o dei giocattoli il dicembre 2009 è stato migliore di quello 2008. Più difficile invece la situazione per le boutique e, in genere, per chi vende abiti.
«I magazzini sono ancora pieni - rivela la presidentessa Cadore - Abbiamo venduto accessori e maglieria ma pochi capi-spalla. Non tanto per la crisi. Per tutto l'autunno le temperature sono rimaste abbastanza miti e se si eccettuano un paio di giorni di neve e gelo, in questi ultimi mesi ha fatto caldo».
Piumini e cappotti sono ancora addosso ai manichini e pertanto proprio su questi capi i commercianti nutrono per il periodo dei saldi le più grosse aspettative.
I ribassi saranno generalmente del 20 o del 30 per cento e si potrà arrivare al 40 o al 50 per cento solo per pezzi molto particolari esposti a lungo in vetrina o per capi di cui è rimasta una sola taglia.
Chi fa ricarichi contenuti durante l'anno, lascia intendere la presidentessa, a gennaio non può applicare su tutto il 40 per cento di sconto.
Per la rappresentante di categoria sarà inoltre interessante capire quanto durerà il cosiddetto "momento forte" della svendita, ossia quella spinta iniziale che solitamente riesce a riempire i negozi.
Un periodo che un tempo coincideva con il primo mese di saldi, poi con i primi dieci giorni e ora, a sentire qualcuno, solo con le prime due giornate.
«A mio avviso - osserva Teresa Cadore - bisognerà attendere sino alla fine di gennaio per fare i primi bilanci».
La presidentessa preferisce invece non addentrarsi nella questione della data d'inizio, sempre più anticipata, delle vendite promozionali.
«Si tratta di un argomento immenso - conclude infatti - Personalmente sarei per la liberalizzazione, ma sono problematiche delicate e c'è molta confusione sul tema».

Cassola: «Una ferrovia moderna per ridurre
i disservizi»

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Danilo Zonta



Sdoppiamento del binario e spostamento più a nord della fermata ferroviaria di Cassola. Sono questi i progetti del sindaco Silvia Pasinato, illustrati nella seduta consiliare dedicata al documento programmatico preliminare del piano degli interventi e ripresi anche nel notiziario comunale. Il sindaco non ha nascosto la volontà di velocizzare la linea Bassano-Venezia e creare le basi per lo sviluppo della metropolitana di superficie nel territorio bassanese. In progetto ci sono diverse iniziative per potenziare la fermata ferroviaria di Cassola fino a trasformarla in vera e propria stazione.
«Già da tempo - ha spiegato la Pasinato - l'Amministrazione comunale di Cassola, in collaborazione con la Regione Veneto, le ferrovie italiane, il Comune di Bassano e il comitato pendolari, sta lavorando per sviluppare il programma di velocizzazione della rete ferroviaria, di riduzione dei tempi di percorrenza e quindi per l'attuazione del primo passo della metropolitana di superficie. In questo contesto, coerentemente con il Pat, con il piano della mobilità e gli strumenti urbanistici già approvati dalla precedente Amministrazione, sono in fase di studio diverse modifiche all'attuale sistema ferroviario cittadino, ad iniziare dalla soppressione di alcuni passaggi a livello a San Zeno nord in via Monte Asolone».
Nel piano triennale delle opere pubbliche infatti figurano per il 2011 la razionalizzazione della viabilità connessa alla provinciale Ezzelina con lo stralcio del sottopasso ferroviario per due milioni di euro e per il 2012 l'eliminazione del passaggio a livello ferroviario in via Monte Asolone e realizzazione di opere sostitutive per due milioni di euro da contributi delle Ferrovie e della Regione.
«In progetto - ha concluso il sindaco - abbiamo poi lo sdoppiamento del binario all'altezza della fermata ferroviaria di Cassola per circa 450 metri per consentire l'interscambio delle provenienze da Venezia e da Bassano e lo spostamento della fermata più a nord, con la possibile realizzazione di un sottopasso ciclopedonale e di parcheggi di interscambio. Infine è allo studio la modifica degli orari di percorrenza della tratta Bassano-Venezia per ridurre disservizi inaccettabili. Tali interventi non saranno sufficienti per trasformare il tratto in questione in metropolitana di superficie, ma consentiranno di ottenere importanti risultati in termini di mobilità infracomunale. L'obiettivo è quello di avvicinare il Bassanese al resto del Veneto».

Sergio Silva spinge il Bassano. «Compatti si può rimontare»

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Vincenzo Pittureri



Sergione Silva, anche da Candelaria, un puntino nelle Azzorre, non dimentica Bassano e il Bassano. «Sarei rimasto alla grande, anzi, dopo la finale scudetto avevo già deciso di restare - confessa il capitano del secondo scudo giallorosso -. Non era una questione di soldi, avevo chiesto alla società soltanto la garanzia di non trascorrere un'altra annata in mezzo a mille peripezie. Purtroppo il club non ha potuto fornirmi questa assicurazione e a malincuore ho dovuto fare altre scelte. Ma li capisco, non è un momento semplice per nessuno».
Silva comunque si tiene aggiornatissimo. «Anche da qui seguo tutto: con Vanzo mi sento spesso, con Valerio Antezza ci siamo telefonati l'altroieri e mi capita sovente di rispondere anche a tanti amici tifosi via sms. Piuttosto, lasciatemi fare i migliori auguri di un fantastico 2010 ai ragazzi, alla dirigenza e alla gente di Bassano. Quella curva mi è entrata dentro il cuore, non lo dimentico. Siete stati bravi con la Supercoppa, peccato per la flessione di metà dicembre, ma tutto è ancora in palio: la forza della squadra campione a giugno era il gruppo e anche stavolta la compattezza dovrà fare la differenza. Invito tutti a remare in un'unica direzione e allora vedrete che Bassano rimarrà in corsa a lungo».
«Abalos e Zen - continua - adesso possono camminare da soli, Pallares ha qualità, Antezza, Cacau e gli altri non li scopro certo io. Il primato in regular season è andato, ma il piazzamento si può migliorare, tanto è ai play off che si decide tutto: il Valdagno è andato fortissimo, sulla carta è la migliore, tuttavia nella postseason dovrà dimostrare di reggere la pressione. Il primo anno col '54 avevamo uno squadrone pazzesco, però non c'è mai stato feeling tra di noi, era un problema di rapporti umani. La mia carriera? Probabilmente sarei dovuto finire prima in una grande squadra, ma anni fa ho attraversato un periodo personale complicato e così mi sono trovato a Prato e non in un team di primissima fascia. Ho recuperato dopo».
Quindi, uno sguardo al futuro. «Il desiderio mio e della mia famiglia è di rientrare in Italia tra due stagioni e rimanerci - chiosa Sergione - il mio futuro è da voi. A Bassano? E perché no?».

Tezze. Incendio
distrugge mobilificio
È doloso

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Un furioso incendio, scoppiato nella notte fra lunedì e ieri, ha distrutto un capannone pieno di mobili, procurando anche il crollo delle travi di cemento armato ed intaccando i muri perimetrali. Le fiamme sono stato notate verso le 23.30 nella parte nord della struttura produttiva della ditta "Castellan sas", in via Isonzo, una laterale nord di via Laghi, a Belvedere di Tezze, quasi al confine con il Comune di Cittadella.
Ad accorgersi per primi del rogo, alcuni abitanti della zona, che verso le 23.30 sono stati allertati da una serie di scoppi. In un primo momento pensavano che si trattasse di fuochi artificiali, un anticipo della festa di fine anno. Quando hanno aperto la finestra, hanno notato fiamme alte diversi metri sopra la parte nord della struttura produttiva. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Bassano, Cittadella, Vicenza e Thiene, con una decina di mezzi e venticinque uomini, che hanno lavorato per tutta la notte e fino alle 13.20 di ieri.
In un primo tempo è stato impossibile entrare nello stabile avvolto dalle fiamme, che hanno trovato nei mobili e nel materiale accatastato una fonte continua di alimentazione. Lo spegnimento, in un primo momento, è iniziato dall'alto, mediante l'uso di una scala mobile. Quindi, il via vai dei mezzi per alimentare le botti, visto che le bocchette antincendio della zona produttiva non garantivano una quantità sufficiente d'acqua. L'intervento coordinato e continuo ha permesso di mettere in salvo l'ala ovest dell'edificio, usata come salone espositivo dei mobili, e quella sud, dove le fiamme non sono arrivate. Nei pressi, vi sono altre attività produttive, fra cui una carrozzeria, e l'intera zona è stata a rischio. La parte nord della fabbrica, che occupa una superficie di circa mille metri quadrati, è stata dichiarata inagibile. Le grosse travi in cemento armato, sotto il calore del fuoco, hanno ceduto e sono finite sul pavimento. Quello che resta dei mobili è stato portato all'sterno per facilitare lo spegnimento del fuoco.
I carabinieri sono rimasti sul posto per l'intera notte e, ieri mattina, è intervenuta anche la scientifica per i rilievi. Non ci sono dubbi sulla pista dolosa: è infatti stato accertato che l'incendio è divampato da più punti del magazzino, e nella parte dell'edificio salvata dai pompieri sono stati trovati diversi inneschi non ancora partiti. Gli investigatori lavorano per risalire al responsabile.
L'episodio ha creato parecchio allarme in zona e, durante la notte, sono arrivate numerose persone. Da quantificare i danni, molto ingenti.

La nuova
Valsugana
passerà
in galleria

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La nuova Valsugana correrà in sinistra Brenta e i sindaci della Vallata tirano un sospiro di sollievo. Ma non cantano vittoria. Anche se lo scempio delle colline bassanesi e della Valbrenta sembra scongiurato, gli amministratori del Bassanese tengono alta la guardia e si ripropongono di seguire con attenzione l'iter che porterà al completamento della superstrada.
Nessuno di loro però nasconde la propria soddisfazione per l'arrivo a Venezia di ben cinque proposte per la realizzazione a est del fiume, e non sulla sponda occidentale come era stato paventato qualche mese fa, del tratto ancora mancante della direttrice Bassano-Trento. Dopo l'insurrezione scatenata l'estate scorsa dall'ipotesi di creare una "nuova Valsugana" attraverso le colline di Campese e proprio sopra Campolongo, in laguna si è infatti deciso di fare due passi indietro e di tornare all'idea, condivisa da tutti gli enti locali, di un piano in sinistra Brenta. Ancora non è dato visionare i progetti spediti a palazzo Balbi dalle imprese Mantovani&Pizzarotti, Fincosit, Impregilo, Inc di Dogliani, Maltauro-Vittadello-Carron. È certo tuttavia che tutti gli elaborati sottoposti dai privati all'attenzione della Giunta regionale prevedono un tracciato a est del fiume, come avevano chiesto, con la voce grossa, gli amministratori del territorio.
«È la conferma che c'eravamo mossi bene - osserva il primo cittadino di Pove Orio Mocellin - Sapere che i cinque progetti sono in sinistra Brenta e che per la gran parte la strada correrà in galleria è un conforto. Ora bisogna capire come essa si snoderà e dove si prevede il suo innesto con la Pedemontana. Su questo siamo al buio».
Ieri mattina, quindi, i sindaci valligiani hanno scritto all'assessore regionale Chisso, chiedendo di poter inserire un proprio rappresentante all'interno della commissione che dovrà valutare gli elaborati in gara. Un gruppo di lavoro i cui membri potrebbero essere nominati già domani, nel corso della prossima riunione di Giunta.
«Vorremmo poter esprimere un parere - spiega Luca Ferazzoli, sindaco di Cismon e presidente della Comunità montana - e capire in cosa differiscono i cinque progetti. È grande la soddisfazione per essere riusciti a far tornare l'opera in sinistra Brenta ma ora bisogna comprendere quali soluzioni si adotteranno, se verrà bypassato San Marino o se la vecchia strada rimarrà». Gli amministratori della Vallata si batteranno inoltre perché vengano rispettati dei criteri ritenuti fondamentali come il rispetto dell'ambiente e l'esenzione del pagamento del pedaggio per i residenti e i lavoratori. «Se non fosse applicato il pedaggio, sarebbe meglio - puntualizza Gianni Ceccon, di San Nazario - ma l'importante è fare la strada, farla presto e farla bene, perché adesso la situazione a Carpanè è invivibile». «Per la prima volta penso che possiamo nutrire una speranza concreta - conclude il sindaco di Campolongo Mauro Illesi - ma è meglio non illudersi». C.Z.

Monte Grappa.
Grave bimba
caduta giocando
in montagna

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Lucio Zonta



Una bambina bassanese di sette anni, G. G., è ricoverata dal pomeriggio di ieri nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Treviso per le lesioni riportate alla testa in un infortunio accaduto nella casa di montagna di proprietà dei genitori dove la famigliola stava trascorrendo la domenica.
La ragazzina, che nonostante la preoccupante ferita non è in pericolo di vita, è piombata al suolo dopo un volo di circa tre metri, dopo aver perso l'equilibrio mentre si trovava in cima ad una scala: questa almeno una prima versione dei fatti, che sono ancora comunque da accertare.
L'episodio è accaduto nella zona di Val dea Giara, nel tratto di strada che porta al monte Asolone. L'allarme è scattato verso le 15,30 ed è stato recepito dal 118 di Crespano: un medico ed un infermiere si sono attivati per salire sul Massiccio con un'ambulanza.
Il medico durante il tragitto ha parlato con un testimone e si è reso conto che la situazione era seria. Il professionista ha di conseguenza allertato l'elisoccorso di Treviso, da dove un velivolo s'è alzato per raggiungere la ferita.
I genitori, angosciati, nel frattempo avevano trasportato con l'auto la bimba sul piazzale antistante l'osteria di Val dea Giara, dov'è arrivata l'ambulanza di Crespano seguita, a qualche minuto dal velivolo.
La piccola era in auto, in braccio alla mamma. Il pilota ha dimostrato grande perizia nelle manovre perché lo spazio era ristretto e c'era l'ingombro dei fili e di un palo della luce.
Per permettere all'elicottero di toccare terra e ripartire dopo che era stata caricata la bambina, è stato bloccato il traffico sia a monte sia a valle.
L'operazione è stata condotta in velocità perché in montagna cominciavano a calare le prime ombre della sera e c'era il rischio che il velivolo non potesse più levarsi in volo.
La bambina presentava una lesione fronto-parietale sul lato sinistro della testa ed un ematoma all'occhio sinistro. Non ricordava cosa fosse accaduto ed il medico le ha diagnosticato anche un trauma cranico commotivo. Inoltre tendeva ad assopirsi. Per questi motivi i sanitari hanno deciso di portarla all'ospedale di Treviso, attrezzato con la neurochirurgia. I genitori in un primo tempo volevano trasportare a valle la figliola con la loro auto ma il medico del 118 di Crespano li ha sconsigliati, per evitare che a causa di qualche disguido, non incrociassero i mezzi dei soccorritori.
Le cause dell'incidente sono tutte da accertare. Non è ancora certo se la scala dalla quale la ragazzina è caduta si trovasse nella parte interna o esterna dell'abitazione.

In 260 donatori per salvare Giovanni

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Lucio Zonta



Tra le spire buie del dramma s'è aperta la porta che ha portato la luce delle speranza e della solidarietà: sì, perché è stata avvolgente e totale la riposta all'appello di Giovanni Spitale, il ventiduenne studente di Solagna che necessita del trapianto di midollo osseo perché affetto da una forma di leucemia, diagnosticata sei settimane fa.
Tramite il nostro giornale è stato lanciato un appello per un prelievo di sangue grazie al quale potranno essere individuati i possibili donatori compatibili con Giovanni. Ebbene il centro trasfusionale di Bassano ieri mattina è diventato il magico luogo d'appuntamento della generosità, tant'è vero che il papà di Giovanni, Pino, ha telefonato alla nostra redazione per ringraziare tutti coloro che si sono presentati. Sono stati 260, tra ragazze e ragazzi, che hanno deciso di aiutare chi soffre, mettendosi a disposizione per un eventuale futuro trapianto aiutando altri ammalati, non solo Giovanni.
Con il presidente dell'Admo bassanese, c'era anche Alessandro Pegoraro, donatore di 28 anni, che ha raccontato al nostro Giornale la sua esperienza. Non è mancata una giovane vicentina alla quale il midollo è stato invece trapiantato. Tutti per dare forza a Giovanni e a coloro che si sono ritrovati a soffrire per forme di leucemia.
Lo studente, al quale mancano pochi esami e la tesi per conseguire, a Padova, la laurea in filosofia, è stato avvertito dai congiunti di quello che stava avvenendo a Bassano già alle 9: a quell'ora infatti c'era già il sentore dell'onda che avrebbe invaso il centro trasfusionale. E tutti a darsi da fare, non solo tendendo il braccio per il prelievo.
Finiti gli stampati per le richieste? Ecco gli stessi giovani a dare una mano per le fotocopie. Arrivavano donatori che non conoscevano l'ambiente? Nessun problema. Le donatrici si sono trasformate in hostess. Sotto Natale un vulcano di generosità che porta la luce della cometa.

Nuovo centro
commerciale
«traffico
a rischio»

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Sulla recente apertura del centro commerciale Il grifone, intervengono le sezioni bassanese e rosatese del Partito Democratico, che ripercorrono la storia del progetto e fanno il punto sui problemi legati alla struttura.
«Il Grifone è una una mina tra Bassano e Rosà - scrivono - La recente apertura del centro commerciale fa riflettere per vari motivi. Viene confermata la capacità attrattiva di queste grandi strutture di vendita, in particolare per la presenza, per la prima volta in zona, di negozi gestiti da grandi catene in grado di praticare prezzi convenienti su alcuni articoli. Ma come è sorta urbanisticamente questa struttura, non prevista dal Piano commerciale? Da decenni si cerca di attuare politiche per far vivere il centro storico, limitando la riduzione delle superfici destinate alla residenza, favorendo il mantenimento di tutte quelle attività compatibili con il suo fragile tessuto urbano, realizzando parcheggi di cintura, garantendo una forte presenza del commercio».
«Dapprima la decisione di realizzare la multisala in via Colombo che ha fatto morire i cinema cittadini - proseguono i democratici - e ora il Grifone, che cambierà per sempre il ruolo del centro della città. Compito degli operatori e degli amministratori sarà individuare e concretizzare, in tempi brevi, le modalità e i contenuti, per offrire servizi e prodotti che continuino a fare del centro storico un polo di attrazione. In pochi giorni, sono già decine di migliaia i visitatori del nuovo centro commerciale. Un flusso che ha recato non pochi problemi alla viabilità della zona. Su Via Capitelvecchio, che resta la più importante via di accesso a Bassano, in poco più di trecento metri sono insediate tre grandi strutture di vendita. In questi anni non c'è stata alcuna programmazione urbanistica d'intesa con il Comune di Cassola, che sta realizzando altre aree commerciali sul lato est della ex statale. In questa situazione il comune più penalizzato è Rosà, che dopo aver evitato la trasformazione di alcune aree dismesse in grandi strutture di vendita, si trova a dover subire tutto il traffico per l'accesso dei clienti in quelle costruite a confine».
«La legge regionale - prosegue il Partito democratico - prevede una seria verifica dell'impatto sulla viabilità ancora prima di autorizzare l'edificazione di grandi punti di vendita e una compensazione per il Comune o i Comuni interessati dal pesante aggravio urbanistico. In questo caso non è stato verificato alcunché né sono state riconosciute le dovute compensazioni. Tutti i nodi però vengono al pettine. Si può affermare che l'ex Amministrazione di Bassano si sia preoccupata di difendere gli interessi dei privati più di quelli della collettività. Complicare la viabilità nella zona in cui sorge da tempo l'ospedale è particolarmente grave. Riteniamo infatti difficile che ora queste strade possano garantire un rapido accesso alla struttura di cura. Si penalizza così anche chi deve essere soccorso d'urgenza».
«La realizzazione della bretella che dovrebbe collegare lo svincolo Nardi e l'ex statale 47 - conclude la nota del PD - non migliorerà la situazione. Si dovrà probabilmente riorganizzare la viabilità. Se pensiamo che partiranno, entro poco tempo, i cantieri per la realizzazione della Pedemontana e della Variante della Valsugana, infrastrutture tra l'altro a pedaggio, avremo un ulteriore peggioramento del servizio finora garantito dalla variante della provinciale 248 e di conseguenza molto più traffico nelle vie già penalizzate dalla presenza del nuovo centro commerciale».

«In 60 giorni
un parking 
per 100 auto»

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Marco Bernardi lo chiedeva da almeno 5 anni: nell'area ex ospedale, un parcheggio adeguato al centro storico. Ora che l'Amministrazione ha deciso di investire 980 mila euro, 500 mila nella demolizione del vecchio nosocomio e altri 480 mila per la costruzione del parcheggio provvisorio a raso, e a fronte del caso Metropark in largo Parolini (parcheggio delle Fs chiuso con i conti in rosso e inutilizzato), il vicepresidente Umce rilancia. «Il Comune investe 980 mila euro guadagnando circa cento posti auto - spiega Bernardi - perchè dai 350 del parking a raso dobbiamo togliere i 180 attuali dell'ex ospedale e gli 80 della caserma Cimberle-Ferrari. Bene, investendo altri 200 mila euro, quindi un quinto della spesa totale, potremmo raddoppiare i posti auto ottenendone altri cento su un parcheggio a moduli sopraelevato di circa 1000 metri quadrati. Non una spesa bensì un investimento, un sistema flessibile che ci permetterebbe di smontare il parcheggio e rimontarlo là dove servirà in futuro. Un'operazione che chiederà non più di 60 giorni e che non presenta alcun problema di vincolo ambientale». CA.B.

Marostica.
Parcheggio gratis
in centro nei
primi 15 minuti

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Serena Vivian



Marostica. Novità in vista (una volta tanto positive) per gli automobilisti di Marostica. Da oggi in tutto il centro storico scaligero si potrà infatti parcheggiare gratuitamente per i primi quindici minuti di sosta.
Una novità, introdotta poco prima del periodo natalizio, volta a favorire gli acquisti e le commissioni più veloci.
Per poter sostare gratuitamente bisognerà comunque ritirare il biglietto dal parchimetro.
La proposta era stata avanzata dall'Associazione commercianti ancora durante la campagna elettorale ed è stata accolta dalla nuova Amministrazione. «L'esigenza di creare una sosta breve gratuita - sottolinea il primo cittadino Gianni Scettro - era molto sentita non solo dai commercianti ma anche dalla comunità intera. Una proposta che la nostra maggioranza ha condiviso fin da subito: fatti i dovuti passaggi tecnici, coadiuvati dagli assessori Moresco e Bucco, siamo riusciti in tempi discreti a dare risposta a questa richiesta».
La modifica alla tariffazione dei parcometri in centro storico è stata quindi approvata con delibera di Giunta dello scorso 3 dicembre. Ecco le nuove tariffe: sosta gratuita fino a 15 minuti; 50 centesimi per mezz'ora, un'euro per un'ora, 1,50 euro per un'ora e mezzo e così via. In un periodo economicamente non troppo vivace, anche il presidente dell'Ascom di Marostica, Giampaolo Gasparotto, ha accolto positivamente la novità.
«Dare la possibilità di accedere ai negozi per le spese veloci, per prendere il giornale o un caffè, senza pagare il parcheggio per soste di qualche minuto, è un ottimo servizio per la clientela e speriamo sia un ulteriore incentivo a venire in centro storico a Marostica. L'Amministrazione ha mantenuto fede all'impegno assunto durante il faccia a faccia pre elettorale».

San Silvestro
strizza l'occhio
ai più giovani

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Bassano. Budget ridotto ma festa grande a San Silvestro in centro a Bassano. Preso atto delle difficoltà di natura economica, che impedivano alla Pro loco di organizzare il tradizionale veglione, l'Amministrazione è corsa ai ripari e, pur di non rinunciare all'appuntamento, ha messo a punto una soluzione poco costosa ma in grado di attirare ugualmente in piazza molte persone.
La festa in programma in città per l'ultima sera del 2009 sarà organizzata dalla Snackulture, società promotrice di eventi con sede a Bassano, e avrà un taglio decisamente giovanile, anche se, come promettono i curatori, si cercherà di accontentare pure chi ha qualche anno in più. È stato Samuele Bucciol, giovane socio bassanese della Snackulture, a contattare l'assessore al turismo Alessandro Fabris e a sottoporgli l'idea di una festa con dj set e un palco coperto ma un po' più piccolo.
«Cominceremo con la musica alle 22.30 e proseguiremo sino alle 2 - anticipa Bucciol -. Ci saranno brani commerciali, house ma anche pezzi italiani e balli di gruppo. Dopo le 2, chi lo desidererà potrà continuare a festeggiare nel locale Le Roy, che ha accettato di tenere aperto da quell'ora in poi».
«Questi ragazzi hanno promosso i concerti di Noemi e dei Bastard in città, hanno organizzato la festa di Halloween al palazzetto e lo scorso San Silvestro hanno animato la piazza di Mestre - ha spiegato l'assessore Fabris - A me è sembrata un'opportunità. Ci sembrava giusto che, in questo periodi di crisi, il Comune garantisse anche a chi non potrà permettersi cenoni da 70 o 80 euro un momento di aggregazione gratuito. Abbiamo cercato tra le pieghe del bilancio la cifra necessaria per allestire un simile spettacolo: circa 5 mila euro, ossia la metà rispetto ai costi sostenuti nel 2008».
La Pro loco ha garantito l'appoggio logistico e tecnico e, se le finanze lo consentiranno, anche un piccolo contributo economico. «La casetta di legno rimarrà aperta per tutta la durata della manifestazione - ha proseguito Fabris - e allo scoccare della mezzanotte i soci della Pro Bassano offriranno una fetta di panettone a tutti i presenti».
Una collaborazione, quella tra l'associazione di Renzo Stevan e la Snackulture, che potrà rinnovarsi anche in occasione dei festeggiamenti per il carnevale. Se il veglione avrà successo, infatti, la Pro affiderà al gruppo di Bucciol la gestione della serata del martedì grasso.C.Z.

A Bepi De Marzi
il premio
Alfiere d'oro

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Elena Castellan



L'accademia Aque slosse, i rappresentanti dell'amministrazione comunale, gli studenti di alcune scuole bassanesi, in sala Chilesotti al museo civico, per una giornata dedicata alla cultura e alla poesia in dialetto: l'occasione che li ha riuniti, è stata la consegna dell'Alfiere d'oro al musicista e poeta Bepi De Marzi.
Ogni anno l'Accademia assegna il prestigioso riconoscimento ad artisti, poeti e studiosi che promuovono e divulgano la cultura popolare. La scelta di De Marzi, come dice la motivazione, ne riconosce "l'appassionata attività creativa nel campo della poesia e della musica contraddistinta da esiti di eccellenza artistica legata a temi e valori propri delle tradizioni culturali della nostra gente". Alla cerimonia di premiazione, diretta da Bianca Mengotti e Tarcisio Gnesotto, sono intervenuti il presidente dell'accademia Aque Slosse Nicola Parolin, il poeta Eusebio Vivian, il sindaco Stefano Cimatti con l'assessore alla cultura Giorgio Pegoraro, l'assessore provinciale Nives Stevan e i poeti vincitori dei premi "Aque slosse" e "Gino Pistorello". Molto spazio è stato dato agli studenti che hanno analizzato alcune delle poesie dialettali premiate o segnalate. Una giornata ricca di contributi, dunque, che ha visto come momento centrale l'intervento di De Marzi. Il compositore vicentino ha ricordato la sua personale passione per la letteratura popolare, le sue ricerche e le molteplici pubblicazioni a riguardo. Dopo un accenno a Mario Rigoni Stern, ha parlato in modo critico delle poesie dialettali composte solo da "ovvietà", scontate similitudini ed espressioni abusate come il "cielo stellato e gli orizzonti infiniti". Ancora più grotteschi, per De Marzi, si rivelano i tentativi di tradurre in dialetto termini moderni che non appartengono alla tradizione veneta: un esempio su tutti è la trasposizione in vernacolo dell'inglese "fast food" che il compositore ha visto alla Festa dei Veneti di Cittadella. L'autore del "Signore delle Cime" ha quindi ripercorso la sua infanzia, gli anni dei "Figli della Lupa" e del suo primo amore: la signorina Renata a cui dopo la Liberazione hanno tagliato i capelli in piazza perché fascista. De Marzi ha raccontato di quando aveva vent'anni e in Germania, con un'amica ebrea, ha visitato i campi di concentramento nazisti. Il collegamento al passato gli ha consentito la critica al razzismo e all'omofobia diffusi. «Di questi ultimi mi vergogno» ha affermato prima di tornare all'ironia e parlare dell'Inno della Lega e della proposta di portare le Olimpiadi a Venezia.
«Un inno - ha affermato De Marzi - non s'impone alla gente ma si assimila a poco a poco. Riguardo alle Olimpiadi, invece, si potrebbe farle anche a Bassano, con il tiro alla fune sul Ponte vecchio, una gara di zattere nel Brenta o il tuffo dal ponte».

Ex ospedale,
in arrivo
parcheggio e
uffici comunali

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Bassano. Entro il 2010 gli edifici fatiscenti saranno demoliti e sostituiti da un parcheggio a raso provvisorio da 350 posti. Poi, nel 2013, partiranno i lavori per trasformare l'area in una nuova moderna cittadella dei servizi, in cui saranno raggruppati la maggior parte degli uffici comunali e creati 500 posti auto sotterranei.
Il destino del vecchio ospedale è scritto, nero su bianco, sulla delibera di indirizzo che giovedì prossimo la Giunta di Stefano Cimatti proporrà al consiglio comunale.
Un documento che, a quattro anni dall'acquisto da parte del Comune del vecchio nosocomio di viale delle Fosse, stabilisce finalmente la destinazione d'uso di una delle aree più strategiche della città e abbozza le prime previsioni su modalità e tempi di realizzazione di questa nuova opera.
«Chi si aspettava il teatro rimarrà deluso - ha ammesso il sindaco presentando il piano delineato dal suo esecutivo - ma noi in quel sito vorremmo fare una cittadella dei servizi. Attualmente gli uffici comunali sono dislocati in nove diversi edifici, con costi enormi in termini di riscaldamento e di spostamenti».
Chiaro la sede di via Matteotti manterrà la sua funzione di rappresentanza o che il museo non verrà interessato dall'operazione. Ma altri stabili, come quello dell'anagrafe di via Verci, potrebbero essere alienati e sostituiti da una struttura più moderna e adeguata.
«La scorsa primavera la società Pool Engineering Spa, alla quale la passata Amministrazione aveva chiesto uno studio su quel sito, ha presentato cinque possibili scenari - ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Dario Bernardi - noi abbiamo fatto una sintesi e abbiamo stilato un atto di indirizzo in cui suggeriamo di raggruppare in quel luogo degli uffici pubblici».
«In primis quelli comunali - ha sottolineato Cimatti - e poi, come auspichiamo, anche quelli della Provincia, della Regione, l'Agenzia delle entrate o l'Inps. Io mi auguro anzi che quella zona possa essere totalmente adibita a un uso pubblico». Non è escluso, però, come hanno rimarcato il primo cittadino e il suo assessore, che i privati non possano venire coinvolti in questo progetto e che non si possa anzi attivare per questo ambizioso piano una sorta di project financing.
Allo stato attuale, tuttavia, non è ancora possibile definire quali e quante quote saranno assegnate al pubblico e al privato (che avrà in ogni caso un ruolo minoritario).
«L'area misura complessivamente 16 mila metri quadri e comprende 74 mila metri cubi edificati - ha proseguito Bernardi - e di questi, circa 15 mila, non potranno essere toccati in quanto corrispondono al chiostro e alla chiesa di San Bonaventura per la quale esiste un progetto di ristrutturazione finalizzata ad una trasformazione in centro culturale».
Per il momento, quindi, quel che è certo è che saranno ricavati 560 posti sotterranei, destinati a sostituire i 350 provvisori di prossima realizzazione e che sarà creata una sorta di piazza pedonale interrata sotto viale delle Fosse che servirà da collegamento tra l'ex nosocomio con via Da Ponte e il futuro polo museale di Santa Chiara. C.Z.

Liquidazione
Siltal. Il futuro
è nero per
250 dipendenti

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La Siltal, l'azienda di via Trozzetti che produceva frigoriferi e in crisi da tempo, è in liquidazione. La notizia non è arrivata inattesa ai sindacati: «Ma - ha spiegato Massimo Pantano delegato della Fim Cisl per il Bassanese - ce l'aspettavamo più avanti ed anche se lo stabilimento è fermo, siamo stati colti di sorpresa».
Non si sa ancora se per il procedimento verrà concordato o se il tribunale si muoverà d'ufficio. Alcuni creditori infatti, si sono già attivati, nei confronti dell'azienda, così come ex dipendenti che se ne sono andati da oltre un'anno e che non hanno ricevuto il "Tfr". In ogni caso la cassa integrazione si allungherà: infatti, ha spiegato Pantano, lo "status" dell'azienda subirà una modifica.
La speranza per continuare l'attività si basa su un cambio di rotta a livello produttivo : «Per il mercato del "bianco", frigoriferi, lavatrici e prodotti analoghi - ha osservato Pantano - non c'è futuro in Italia perché l'attività è spostata all'estero. I dipendenti della Siltal hanno le competenze per reggere ad un'eventuale riconversione. Dispiace molto invece che una riconversione non sia andata a buon fine per alcune decine di dipendenti. C'era un piano che prevedeva un'impegno della Regione che avrebbe coperto l'85 per cento della spesa e dell'azienda interessata con un 15 per cento. Erano poche centinaia di euro per ciascun lavoratore che la ditta non ha impegnato».
Il 14 di questo mese ci sarà sul caso Siltal un incontro a Roma al Ministero delle attività produttive: poi i 250 lavoratori potranno avere un quadro più chiaro. L.Z.

Pianezze.
Zona industriale
Dopo 30 anni
arriva l'accordo

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Chiara Bonan



Meglio tardi che mai. Il classico detto descrive al meglio il sentimento odierno di un gruppo di imprenditori di Pianezze.
Dopo trent'anni anni di beghe, di incomprensioni, di ritardi, di alcuni piccoli passi avanti e tanti indietro, è stato firmato lunedì l'atto notarile che decreta la cessione del primo stralcio della zona industriale alla municipalità guidata da Gaetano Rizzo.
Una storia infinita, iniziata tra il 1979 e i primi anni '80, quando un gruppo formato da una ventina di imprenditori locali decise di avviare la lottizzazione e la conseguente realizzazione delle opere di urbanizzazione delle vie Alcide de Gasperi e Aldo Moro.
Impianti, sottoservizi, strade, marciapiedi e piste ciclabili su un'area complessiva di 100 mila metri quadrati.
Il tutto, a lavori finiti, sarebbe dovuto passare nelle mani del Comune, in base ad una bozza di convenzione redatta già all'epoca. L'interesse singolo ha però prevalso per anni su quello comunitario.
Così, tra mancanza di dialogo e amministrazioni poco decise nella risoluzione del problema, la questione si è trascinata per tre decenni.
«Negli ultimi quattro anni - commenta Diego Caron, vicepresidente degli industriali bassanesi e membro del gruppo di imprenditori di Pianezze - abbiamo costituito un gruppo di lavoro che ha portato alla chiusura positiva della questione. Abbiamo ascoltato il municipio e il municipio ha ascoltato noi: trasparenza e chiarezza hanno permesso l'accordo, grazie anche all'interessamento del sindaco Rizzo, che sin dalla sua elezione si era posto l'obiettivo della firma dell'atto, con le buone o con le cattive».
Il tutto, paradossalmente, dopo il sorgere di altri due stralci di zona industriale, uno a nord e uno a sud, regolarmente ceduti all'ente locale ben prima dell'area in questione.
«Bisogna dare atto - spiega ancora Caron - che Pianezze, nonostante sia un centro di piccole dimensioni, è riuscito a concentrare la zona industriale in un'unica area».
Mancava questo atto, con cui di fatto la palla della manutenzione dei servizi, finora a carico delle singole aziende, passa ufficialmente al Comune, scongiurando il pericolo evocato in passato da qualcuno di un degrado futuro dell'area.
«Perché accordi come questo vengano stretti a tempo debito - conclude Caron - bisogna essere organizzati e coordinati. In questo caso per 30 anni è mancata la capacità di aggregarsi per un obiettivo comune».

Rossano.
Fonderia,
minoranze
contro l'accordo

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Rossano. Il Consiglio comunale di Rossano ha approvato due argomenti di rilievo, l'accordo con la Rossano Fond che prevede la cessazione dell'attività entro il 31 luglio 2012 e l'approvazione di una variante della ditta Fontallegra, in via Piave.
Nel corso della serata, seguita da un numeroso pubblico, è stata votata all'unanimità l'acquisizione al patrimonio comunale di una porzione di parco di 1700 metri quadrati, che va a ricomporre al completo il parco Sebellin. La trattativa portata avanti dal sindaco Gilberto Trevisan ha permesso, all'ultima ora, di abbassare il prezzo concordato in un primo momento da 33,5 a 32 euro al metro quadrato.
L'accordo con la Rossanofond, approvato dalla Giunta provinciale il giorno precedente e frutto di una serie di incontri in sede di conferenza dei servizi, ha acceso gli animi e rinfocolato vecchie polemiche. I contenuti sono stati esposti dall'assessore all'ambiente Andrea Gastaldello. La ditta s'impegna a chiudere l'attività, in vista del trasferimento nella sede di Malo, entro il 31 luglio 2012. Nel frattempo, sarà messa in condizione di installare un impianto di trattamento dei fumi, al fine di non creare problemi ai residenti. La ditta, in caso d'inadempienza, s'impegna a pagare la penale di cinquemila euro per ogni giorno di ritardo.
L'impegno sarà vincolante anche nel caso di subentranti nel consiglio di amministrazione. L'area di via Crearo, una volta dismessa, sarà oggetto di una riqualificazione da concordare in accordo con la Provincia e la Regione.
Il Comune si ritirerà nel procedimento contro la ditta in sede civile. Il sindaco ha fatto presente che era l'unica strada percorribile, senza certezze finali in un procedimento legale e con il rischio della continuazione per sempre dell'attività.
Morena Martini ha manifestato perplessità sull'effettiva cessazione dell'attività entro i termini stabiliti ma, alla fine, ha votato l'accordo proposto dalla maggioranza. Contrari Augusto Guarise, Clemente Peserico e Christian Bernardi che hanno parlato di procedura poco chiara e di assenza di una polizza fideiussoria a garanzia dell'accordo.
Non sono mancate le polemiche anche in merito ad un altro provvedimento preso dalla maggioranza, la variante presentata dalla ditta Fontallegra che sta realizzando in via Piave un complesso destinato a struttura alberghiera e ricettiva. La modifica prevede la realizzazione di tre piscine, di cui una olimpionica con tribune per 900 spettatori e l'aumento della capacità ricettiva alberghiera. La superficie lorda passa da 17 mila a 18 mila 500 metri quadrati. Quella coperta prevede 400 metri quadrati in più. Standard e parcheggi vengono rispettati e la ditta pagherà gli oneri per l'aumento della cubatura. Contrari Guarise e Peserico; astensione di Bernardi. M.B.

Pove
Frantoi aperti
per degustare
l'olio

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Domenica a Pove, dalle 10 alle 18, sarà organizzata la manifestazione "Frantoi aperti", per far conoscere l'olio extravergine di oliva prodotto in paese. L'Amministrazione comunale ha infatti aderito all'associazione "Città dell'olio", col contributo del ministero per le politiche agricole e forestali, e proprio il ministero ha organizzato l'ottava edizione della manifestazione "Pane e olio in frantoio".
Nella Conca degli olivi ci sono circa 25 mila piante, che danno una produzione importante per l'economia locale. Il Comune ha inserito nel centro storico un oleificio, del quale è responsabile Antonio Ferraro. «L'olio - spiega Ferraro - quest'anno è eccezionale, perché non ha subito l'attacco della mosca olearia. La stagione favorevole ha contribuito anche a dargli una buona qualità, tant'è che l'acidità è bassa. Inoltre il nostro impianto ha anche la possibilità di aggiungere l'azoto, che viene inserito per mantenere l'olio come fosse appena uscito dalla molitura. Il nostro extravergine ha tutte le qualità per competere nel mercato».L.R.

Rossano. Siglato
l'accordo
tra Comune 
e fonderia

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Mario Baggio



Rossano. Manca l'ufficializzazione, ma l'accordo fra Comune, Provincia e Rossano Fond per interventi a breve per mettere in sicurezza gli scarichi e fissare la data di cessazione definitiva dell'attività è cosa fatta.
La ditta, con sede in via Crearo, produce fusioni in ghisa e, da qualche tempo, è oggetto di contestazioni e proteste per l'emissioni di polveri e fumi in una zona densamente abitata.
L'introduzione d'impianti tecnologici per mettere in sicurezza gli impianti era stata contestata dal Comune e si prospettava un braccio di ferro con ricorsi alla magistratura, con esito tutto da verificare. La ditta opera dagli Anni Sessanta, in una zona che, a quei tempi, aveva caratteristiche prevalentemente agricole. Le villette sono sorte in un secondo momento.
«Non avevamo e non abbiamo strumenti per far chiudere subito l'attività, con le relative conseguenze della perdita di posti di lavoro e danni da risarcire ai gestori - afferma il sindaco Gilberto Trevisan - L'opposizione del Comune alla richiesta d'istallazione di impianti tecnologici non presentava sbocchi. Di qui, l'opportunità di arrivare ad un accordo che prevedesse il trasferimento della ditta in tempi accettabili. Il documento sottoscritto prevede la cessazione dell'attività entro il 31 luglio del 2012, il tempo necessario per il reperimento di un'altra area e la dislocazione dell'attività lavorativa. A garanzia del rispetto di questa data, la ditta ha sottoscritto l'impegno a pagare 500 euro per ogni giorno in più di lavoro nella sede attuale».
«Abbiamo la certezza che il trasferimento ci sarà - prosegue Trevisan - Inoltre, per garantire nel frattempo la salute dei residenti nella zona, la ditta si è impegnata a realizzare dei camini per lo scarico dei fumi e sistemi di sicurezza all'interno dello stabile, al fine di limitare al massimo i disagi».
«A chi ora protesta e vorrebbe l'immediata chiusura della fabbrica, cosa che non è possibile – conclude Trevisan – ricordo che le abitazioni sono state costruite dopo l'avvio della Rossano Fond. Seguire altre vie di scontro avrebbe creato le premesse per mantenere per sempre la fabbrica lì».

Valbrenta.
Nel fondovalle
si incontrano 
cervi e caprioli

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Caprioli, camosci, mufloni, cervi e cinghiali sempre più frequentemente scendono dalla montagna al fondovalle o alla pianura.
Si avvicinano alle case, entrano negli orti e nei giardini.
La loro presenza così ravvicinata in tutta la Valbrenta è un segnale interessante che indica come questi animali selvatici, oltre ad attirare la curiosità, abbiano trovato un habitat favorevole sulle nostre montagne.
Giorni fa, sulla comunale della Valgadena, a nord di Valstagna, un cervo si è presentato improvvisamente davanti ad un automobilista nel bel mezzo della strada.
L'animale, spaventato quanto l'automobilista, ha scavalcato con un balzo il guardrail in direzione del fiume, rifugiandosi tra la vegetazione dell'argine.
Altri ungulati sono stati segnalati recentemente ad Oliero, dove sono entrati in un giardino e hanno scortecciato grandi conifere.
La loro presenza in sinistra Brenta viene osservata frequentemente sui terrazzamenti sovrastanti Rivalta di San Nazario o nella zona degli impianti sportivi, sempre a San Nazario, e in località Cavallini nel territorio di Solagna.
Camosci e mufloni sono stati immessi da tempo sull'altopiano di Asiago e sul massiccio del Grappa, diffondendosi pressoché ovunque nel territorio montano, tanto che gli ultimi censimenti registrano una popolazione numericamente interessante e la Provincia sta già provvedendo all'abbattimento per selezione di alcuni capi.
Per alimentarsi, gli ungulati in genere si muovono prevalentemente durante la notte, spostandosi anche per decine di chilometri e tornando poi ai posti abituali.
La neve caduta sulle nostre montagne potrebbe avere spinto in basso questi animali prima del tempo.
La loro presenza nel fondovalle va segnalata, per evitare pericoli sia a conducenti e veicoli sia agli animali stessi.R.P.

Uccise
un cagnolino,
dieci mesi

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Condannato per aver ucciso un cagnolino in una via pubblica di Bassano. È severa la condanna inflitta dal giudice dibattimentale Deborah De Stefano a Cortese Giusto, 54 anni, di Vicenza, per il reato di uccisione di animale: dieci mesi di reclusione in carcere, pena estinta per effetto dell'indulto, e risarcimento al padrone della bestiola, costituitosi parte civile, di 5 mila e 700 euro, cifra che comprende il danno subito per la perdita del fido e le spese legali sostenute in tribunale.
I fatti avvennero il 20 giugno del 2005, quando Giusto sparò senza motivo al cagnolino, che non sopravvisse al colpo. Il padrone si rivolse alle forze dell'ordine e nei confronti dell'imputato scattarono le accuse di uccisione di animale, reato del codice penale che punisce "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale"; Giusto venne accusato anche di accensioni ed esplosioni pericolose.
In aula, per il primo reato è scattata la condanna, mentre per il secondo l'assoluzione per prescrizione.D.M.

Marostica.
Ex Belfe,
il recupero mette
d'accordo tutti

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Una cinquantina di casette singole o bifamiliari, in un'area completamente pedonale con giardino e piscina in comune, parcheggi pubblici sotterranei, e un particolare impegno per l'energia sostenibile. È questo quanto dovrebbe sorgere al posto della storica ditta di abbigliamento "Belfe" che ha chiuso i battenti circa tre anni fa.
Il piano di recupero dell'area (già adottato dalla precedente Amministrazione) è stato approvato durante l'ultimo Consiglio scaligero, con la sola astensione del "Gruppo civico Marostica". L'area interessata è vasta: 17.418 metri quadri (per oltre 67 mila metri cubi) compresa tra via Roma, via Carlo Alberto Dalla Chiesa e via Festa, a due passi dal centro storico.
L'intervento prevede la completa demolizione del fabbricato esistente e la realizzazione di abitazioni uni-bifamiliari per un'area complessiva di poco più di 43 mila metri cubi.
«La destinazione d'uso ammessa è esclusivamente quella residenziale - ha precisato il tecnico comunale Laura Carbognin - e non sono previste funzioni commerciali. Le abitazioni si svilupperanno per un'altezza massima di tre piani».
Tra i punti forti del progetto illustrato in Consiglio c'è la scelta di vietare l'accesso delle auto in tutta l'area: per entrare nel nuovo quartiere residenziale si dovrà quindi andare esclusivamente a piedi o in bicicletta. Le auto potranno stazionare nel nuovo parcheggio interrato che avrà accesso da via Roma ed uscita in via Festa. È inoltre prevista la realizzazione di un parcheggio pubblico lungo via Roma che conterà circa 80 posti auto e che si svilupperà in parte anche su via Carlo Alberto Dalla Chiesa, dando così una risposta anche alla carenza di parcheggi per le scuole. Al centro dell'abitato troverà spazio un ampio parco pubblico di 2300 metri quadri, con una piscina comune e un edificio che potrà essere recuperato e destinato a fini pubblici. Positive le reazioni dai banchi dell'opposizione, con Duccio Dinale del "Gruppo civico Marostica" che ha tuttavia manifestato alcune perplessità.
«Siamo di fronte a una bella soluzione - ha sottolineato Duccio - che converte un'area dismessa in quartiere residenziale di livello medio alto. Ci sono però delle lacune e delle possibili migliorie da fare: temo innanzitutto per il futuro della viabilità in una zona già molto trafficata, forse bisognerebbe valutare la realizzazione di una piccola rotonda. Propongo infine che la casetta ceduta al Comune sia destinata al Cai cittadino che da anni cerca una sede consona».
«Finalmente un progetto che tiene conto della qualità della vita - ha sottolineato il consigliere Lorenzo Bertacco - si poteva fare anche nell'area ex Salin.
Tutto ciò che tiene conto del gusto per il bello aiuta lo sviluppo della città».S.V.

Valentino Rossi
prova la Ferrari
con Ceccato

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Roberto Cristiano Baggio



Valentino Rossi e il bassanese Andrea Ceccato hanno provato l'altro giorno la Ferrari F 430 sul circuito del Mugello con la quale domenica disputeranno la "6 ore di Vallelunga". La gara di durata vedrà al debutto su pista il nove volte campione mondiale di motociclismo che finora, in auto, ha disputato solo rally.
È stato Domenicali, il gran capo del reparto corse di Maranello, a riservare a Valentino Rossi il circuito toscano. S'è trattato di una prima presa di contatto con la vettura del team svizzero guidato dall'ex pilota di formula uno Loris Kessel, in vista della gara.
I due hanno girato tre ore, mettendo alla frusta la F 430.
Soddisfatto, alla fine del test, Valentino Rossi che ha trovato il bolide impegnativo da guidare.
«Valentino - ha commentato a fine prova Andrea Ceccato, quattro volte sul podio quest'anno, in quattro gare, con la Lola della Racing Box - è un pilota straordinario, tecnicamente preparatissimo. Gli bastano solo un paio di giri per capire la vettura e suggerire ai meccanici le variazioni da apportare all'assetto. È attento a tutti i particolari e non gli sfugge nulla. Correre con lui sarà un piacere e uno stimolo».
Terzo pilota della F 430 sarà "Uccio", l'amico tuttofare di Valentino, sempre presente nelle prove della Moto G.P.
Il terzetto è partito ieri sera alla volta di Roma. Oggi sono in programma le verifiche tecnico-sportive e domani le prove cronometrate valide per la griglia di partenza.
Domenica gli occhi degli appassionati di motori saranno tutti puntati su Valentino e sul bassanese Andrea Ceccato.

Arrivano i Cc
e la salvano
dalla violenza

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Stava aspettando il pullman per tornare a casa, quando un gruppetto di giovani marocchini l'ha aggredita e palpeggiata nelle parti intime davanti a decine di altri studenti. Il grave episodio di violenza sessuale di gruppo è andato in scena martedì pomeriggio in via Chilesotti, giusto davanti alla stazione dei treni.
A scongiurare il peggio, oltre alla prontezza della vittima, che ha solo 15 anni, anche l'assidua presenza dei carabinieri, che proprio in quel momento transitavano in zona e hanno quindi bloccato i responsabili dell'aggressione. Al termine delle indagini, è scattato l'arresto nei confronti di due persone, Yassine Naji, 18 anni, di Rosà, e Said Khribech, 19 anni, di Dueville. Entrambi, così come gli altri tre connazionali con cui erano assieme, sono regolari e incensurati.
Tutto è successo intorno alle 18. La quindicenne, che abita in città e frequenta le superiori, era seduta in compagnia di alcuni amici nel muretto situato proprio di fronte alla stazione ferroviaria, in attesa del bus. In quel momento, si è avvicinato un gruppetto di marocchini, alcuni con delle bottiglie di birra in mano. Avevano tutti un atteggiamento spavaldo ed erano in evidente stato di ebbrezza.
Gli immigrati hanno fatto allontanare gli amici della studentessa, impauriti perchè minacciati con le bottiglie e quindi incapaci di agire, e dopo aver pronunciato alcune frasi volgari l'hanno circondata. Il primo a passare alle vie di fatto è stato Naji: ha steso con la forza la giovane sul prato del terrapieno in cui era seduta, le si è messo sopra e ha iniziato a toccarla ripetutamente nelle parti intime, ben presto seguito da Khribech.
La giovane si è messa a urlare e a scalciare, ma i suoi amici non hanno potuto fare altro che assistere impotenti. Alla fine, la stessa quindicenne è riuscita a divincolarsi e a fuggire verso l'edicola della stazione.
Proprio in quel frangente, è transitata in zona una pattuglia dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Bassano, guidati dal luogotenente Enrico Losavio e dal capitano Danilo Lacerenza. La ragazza si è subito avvicinata all'auto dell'Arma, in lacrime e scioccata, e dopo aver riferito quanto era successo, ha indicato chi erano gli aggressori.
Alla vista dei militari, Naji è scappato, salvo poi essere acciuffato a distanza di qualche decina di metri, mentre Khribech è stato bloccato sul posto. Da quel momento è scattata una serrata attività investigativa, protrattasi fino a tarda notte e ripresa anche ieri mattina: la quindicenne, poi raggiunta nella caserma dei carabinieri dai genitori, e i suoi amici sono stati sentiti dagli investigatori, che hanno poi cercato altre testimonianze utili a ricostruire nei minimi dettagli l'accaduto.
È stato così possibile arrivare a identificare anche altri tre marocchini, la cui posizione è al vaglio del sostituto procuratore Giovanni Parolin; per loro si profila una denuncia per concorso morale nella violenza sessuale di gruppo.
Decisivo è stato il riconoscimento operato dalla studentessa, che ha indicato senza tentennamenti in Naji e Khribech i suoi aggressori. Entrambi hanno riferito di non aver fatto nulla, ma ad incastrarli sono state anche le altre deposizioni dei testimoni e quindi sono stati arrestati e portati in carcere a Vicenza. Sottoposti ad alcoltest dopo 5 ore dal loro fermo, avevano un'alcolemia di 0,8 e 0,2. Già oggi potrebbero essere interrogati dal pubblico ministero: rischiano una pena molto severa perchè il reato è stato commesso da un gruppo di persone e nei confronti di una minorenne.D.M.

Il Metropark
chiude dopo
nove mesi

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A nove mesi dall'inaugurazione, nulla di fatto per il parcheggio Metropark di Bassano, costato 250 mila euro. Lo spazio, inaugurato in grande stile il 19 febbraio scorso dai vertici dell'azienda del gruppo Ferrovie dello stato insieme a vari esponenti della precedente amministrazione comunale, è stato in questi mesi oggetto di ben poca attenzione da parte di pendolari e cittadini.
Al costo di 1 euro l'ora e 45 euro al mese con abbonamento, il parcheggio offriva 100 posti auto che avrebbero dovuto andare a "sanare", almeno in parte, la cronica carenza di posti auto in zona stazione. Sarà stato il prezzo eccessivo, sarà stata la presenza di una sbarra non sempre funzionante, fatto sta che lo spazio non è stato granché utilizzato, nonostante la necessità. Non è finita qui, perché un bel giorno di qualche settimana fa la sbarra improvvisamente è rimasta aperta: una piacevole sorpresa, avranno pensato in molti, 100 posti gratuiti in più.
Un bel gioco durato però molto poco: solo la scorsa settimana, infatti, il parcheggio è stato chiuso al pubblico dalla stessa sbarra (peraltro rotta), con un cartello ad avvisare del "servizio sospeso". Ad oggi il destino dell'area non è ancora chiaro: la risposta definitiva dovrebbe arrivare dalla direzione romana di Metropark in settimana. Per il momento, nonostante di parcheggi ci sia un disperato bisogno, i 100 posti rimangono inaccessibili.
Fa pensare la logica per cui, piuttosto che aperto a tutti e gratis, meglio inutilizzato ma a pagamento. In entrambi i casi, sembra lecito concludere, la somma incassata è uguale a zero, ma a fare la differenza sarebbe l'attenzione per le esigenze di cittadini e pendolari, già fin troppo bistrattati dal servizio ferroviario. Ch.B.

Bassano. Treni
in ritardo
«Le spiegazioni
non bastano»

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L'on. Manuela Lanzarin aveva presentato il 25 giugno un'interrogazione al ministro delle infrastrutture e trasporti on. Altero Matteoli sulla qualità del servizio di trasporto ferroviario nella linea Bassano-Venezia. La denuncia è arrivata dopo i riscontri effettuati nella giornata del 15 giugno, quando su circa 30 convogli i ritardi medi erano compresi tra i 15 e 50 minuti.
Mercoledì è arrivata la risposta in commissione, nella quale viene chiarita la causa che ha generato i ritardi in quel particolare giorno (avaria al Sistema di comando e controllo che regola la circolazione al nodo di Mestre).
Più in generale, viene specificato che nel mese di giugno 2009, la percentuale dei treni giunti con un ritardo massimo di 5 minuti è scesa all'87% contro il 90% del periodo gennaio-giugno 2009 e salito poi al 92,7% a luglio del medesimo anno. Un calo quello di giugno dovuto tra le altre cose al cambio dell'orario e ad avversità meteorologiche.
Nella risposta, oltre a precisare che la variazione degli orari è programmata cercando di adeguare "l'offerta alle differenti caratteristiche della domanda che si registra nei diversi periodi", viene presa in esame la problematica del consolidamento della flotta che a livello regionale dipende dal contratto di servizio specifico tra Regione e Trenitalia e dalle risorse disponibili. Il Governo col decreto 185/2008 ha destinato interamente per i servizi regionali, per ogni singolo anno del triennio 2009/11, 480 milioni di euro. A questi si aggiungono 425 milioni di euro stanziati con il medesimo decreto per l'acquisto di materiale rotabile da destinare sempre al trasporto regionale.
«Dopo la risposta alla mia interrogazione - commenta l'on. Manuela Lanzarin - ho replicato che i problemi dello scorso giugno non sono solo un episodio, ma questo genere di disagi si sono ripetuti ancora e anche di recente. Questo a testimonianza che bisogna investire nella tratta Bassano-Venezia, un intervento da tempo auspicato dall'intero territorio con in primis i pendolari. Bisogna intervenire tanto nelle infrastrutture, dove il nord del Veneto paga una cronica arretratezza, quanto nell'ammodernamento dei convogli. Questa è una tratta molto importante che collega nord e sud della regione ed è usata da studenti, lavoratori ma anche turisti. Trenitalia deve comprendere la rilevanza e intervenire di conseguenza».
Dopo la risposta e la successiva replica in Commissione, il sottosegretario ha convocato per mercoledì prossimo al ministero l'on. Lanzarin per un incontro con i dirigenti di Trenitalia allo scopo di affrontare più direttamente l'annosa questione.

Sapori & profumi
In piazza
i tesori
enogastronomici

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Carlo Barbieri



Torna puntuale uno dei più attesi appuntamenti d'autunno legati al mangiar bene e ai prodotti del territorio: "Sapori & profumi enogastronomici", la manifestazione dell'Umce (in collaborazione con il consorzio vini doc Breganze) che vede protagonisti enogastronomie, ristoratori e macellai del comprensorio, da quest'anno con la condotta bassanese Slow food nel week-end in piazza Garibaldi con i loro stand.
Trentacinque espositori (tra i quali la fattoria Conca d'Oro onlus), degustazioni, assaggi, possibilità di acquistare i prodotti tipici. Tra sabato e domenica "Sapori e profumi offrirà ai visitatori l'opportunità di accostarsi alla variegata proposta enogastronomica degli operatori locali ma non solo. Fra i 15 chalet allestiti in piazza, infatti, oltre allo stand del gruppo macellai dell'Umce, sono presenti anche produttori del Trentino e della Puglia. La manifestazione è stata presentata ieri nella sede dell'Umce da Simone Mattesco, dell'ufficio attività promozionali dell'Umce, con Vanni Bonotto vicepresidente dei ristoratori, Daniele Fietta, responsabile degli alimentaristi e Letizia Bonamigo, fiduciaria Slow food per il Bassanese.
«Contro la la standardizzazione - ha detto Fietta - vogliamo valorizzare i prodotti locali. Per noi la promozione è importantissima. Crediamo molto in questo evento». Sulla stessa lunghezza d'onda Bonotto che ha presentato la collaborazione con Slow food. «Una collaborazione - ha rimarcato la fiduciaria bassanese Bonamigo - che vogliamo duratura. In piazza presenteremo prodotti tutelati in tutto il mondo. Slow food si sta impegnando anche con il mondo della scuola. "Oro in condotta" vede già il coinvolgimento di 12 scuole del Bassanese».
Nel corso dell'iniziativa i visitatori potranno acquistare un buono (da 4 euro) a fronte del quale saranno consegnati coppa e cucchiaio per gli assaggi delle zuppe proposte dai ristoratori e abbinate ai presidi Slow food. I degustatori potranno apprezzare la zuppa con puzzone di Moena, quella di orzo con agnello d'Alpago, la crema di patate al tartufo con crostino di pane al pomodoro e scaglie di provolone o la zuppa di castagne con luganega trentina, per citarne alcune. Potranno assaggiare inoltre i piatti del gruppo enogastronomie (cappelletti al prosciutto e soppressa con asparagi e polenta) e del gruppo macellai (salsiccia e radicchio con polenta). In piazza stand aperti sabato dalle 15 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19. Degustazioni sabato e domenica dalle 15.
E venerdì 20, apre il mercatino di Natale con degustazione gratuita di panettoni offerti dai panificatori bassanesi.

Valbrenta.
In kayak
sul fiume 
fino a Venezia

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Silvano Ferraro



Valbrenta. Da Valstagna a Venezia ripercorrendo in kayak l'antica via degli zattieri che trasportavano in laguna il legname tagliato nei boschi dell'Altopiano e destinato ai cantieri navali della Serenissima. Un'avventura, cominciata martedì mattina all'alba, che ha per protagonista Enrico Lazzarotto, atleta valstagnese di fama mondiale e recente vincitore della Coppa Italia di canoa d'alto corso. Accanto a lui un altro esponente nazionale della specialità, il veronese Filippo Brunetti.
Un'avventura "into the wild", come la definisce Lazzarotto, che vedrà la coppia scendere le acque del Brenta dalla montagna al mare o, meglio, alla laguna, attraversando un paesaggio in alcuni tratti ancora intatto e selvaggio, in altri intensamente urbanizzato e in altri ancora irrimediabilmente devastato da una cementificazione incontrollata, come nell'area industriale di Marghera.
In tutto sono 120 chilometri di fiume, attraverso campagne, paesi e città, lungo lo straordinario scenario della Riviera e delle sue celebri ville. Il programma prevede dieci ore di "pagaia" al giorno, con soste più o meno programmate, all'addiaccio, in riva al fiume con telo e sacco a pelo. La prima tappa è stata Piazzola. L'arrivo a Venezia è previsto per la tarda mattinata di domani.
«Durante il percorso - spiega Enrico Lazzarotto - raccoglieremo foto e filmati da usare poi come veicolo promozionale di questa meravigliosa via degli zattieri e di tutto il territorio. È un progetto cui pensavo da tempo e finalmente riesco a realizzarlo».
L'anno scorso, un'esperienza analoga, forse ancor più estrema, fu portata a termine da un altro campionissimo della canoa mondiale, Ivan Pontarollo.
«Sono partito da solo dalle sorgenti del Brenta, a Levico, con il fiume in piena - ricorda l'ex campione - e in due giorni e mezzo l'ho disceso fino a Chioggia, realizzando un sogno che cullavo sin da bambino. È stata un'avventura che ho poi legato ad un'iniziativa di carattere sociale, illustrandola negli istituti scolastici e curando un calendario che è proprio ora in fase di ultimazione».

Commissariato,
l'affitto
è scaduto.
E ora lo sfratto

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Carlo Barbieri



Avviata la procedura dello sfratto esecutivo per il Commissariato di polizia. Sentenza del giudice del Tribunale di Bassano alla mano, i fratelli Ruggero e Ugo Pedrazzoli, 56 e 53 anni, titolari dell'omonima azienda di costruzioni di macchine e impianti per la lavorazione di tubi e profilati metallici, antistante la sede della Polizia di Stato, stanno per affidare la pratica all'ufficiale giudiziario. Il motivo?
Il contratto d'affitto è scaduto da alcuni anni e il ministero dell'Interno è moroso nel pagamento dei canoni di locazione dell'immobile, uno stabile di 800 metri quadrati di uffici più un appartamento e un garage per altri 400 metri quadrati. Il Commissariato di polizia di via Pecori Giraldi rischia davvero di trovarsi sulla strada se Roma non farà qualcosa per venire incontro alle reiterate e legittime richieste dei proprietari dell'immobile.
È una storia vecchia ma sinora non si era mai arrivati ad un passo dallo sfratto esecutivo. La sentenza che autorizza il ricorso all'ufficiale giudiziario è del giugno di quest'anno.
«Il contratto - spiega Ruggero Pedrazzoli, figlio di Walter che fondò l'azienda nel '48 - è scaduto nel 2005. Da allora abbiamo ricevuto sporadici pagamenti con bonifici della Banca d'Italia. Per il 2009 non abbiamo ancora visto nulla e abbiamo solo una comunicazione che dovrebbe essere in arrivo il saldo 2008, le rate sono semestrali. C'è da dire che in 22 anni, da quando il Commissariato ha sede nel nostro immobile, non abbiamo mai visto un pagamento puntuale. Dal '96 per sette anni non vedemmo un soldo».
Lo stabile di via Giraldi, edificato dai Pedrazzoli e già sede della ditta Wip, fu locato al Commissariato nel 1987. «Fu mio padre - prosegue Pedrazzoli - a decidere per l'affitto alla polizia dopo pressanti richieste degli amministratori locali che volevano il Commissariato a Bassano. Ora il consulente tecnico d'ufficio nominato dal giudice ha stabilito che il Ministero ci deve oltre 300 mila euro fra canoni scaduti, interessi passivi e adeguamenti Istat. È da anni che non abbiamo risposte dalla Prefettura e dal Ministero. Ora basta. Stavolta è la magistratura che dice allo Stato: devi pagare. Abbiamo cercato di trovare una soluzione e siamo in tuttora in attesa di un riscontro».
In sostanza, par di capire, il Comune potrebbe intervenire per fare fronte alle esigenze di spazi e adeguamenti del Commissariato finanziando gli interventi a carico dei proprietari dell'immobile ma pare una soluzione remota.
«Non ce l'ho col commissario, so benissimo che non dipende da lui. Trovo però scandaloso - conclude Pedrazzoli - che lo Stato dia questo esempio ai suoi cittadini. Se io prendo una multa e non pago entro i termini, vedo l'importo a mio carico raddoppiare. E lo Stato come si comporta? Ho chiesto più volte chi fosse il mio interlocutore ma non mi è mai stato indicato. Voglio solo far valere i miei diritti e lo Stato risponde così?».

Mussolente.
Le campane
stonate salvano
il campanile

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Mussolente. Campane fuori sincrono, a Mussolente, per evitare problemi di staticità alla cuspide del campanile.
Da qualche tempo i rintocchi dei bronzi del santuario della Madonna dell'Acqua hanno cambiato ritmo: ora infatti non battono più con la familiare cadenza cui gli orecchi si erano abituati nel corso degli anni ma risultano un po' "fuori tempo". La maggior parte degli abitanti, forse, non si è nemmeno accorta di questa anomalia, ma agli anziani del paese e ai più attenti ascoltatori la differenza, per quanto lieve, non è sfuggita. E più di qualcuno ha cominciato a chiedere spiegazioni ai padri dehoniani responsabili del santuario misquilese. La scorsa domenica quindi, durante la messa, padre Graziano Vendramin ha chiarito le ragioni di questo fenomeno, conseguenza di una decisione presa per non compromettere la stabilità della parte sommitale del campanile.
Un "andamento" troppo sincronizzato delle campane, ha lasciato intendere il religioso, avrebbe infatti provocato delle vibrazioni eccessive sulla cuspide dell'edificio. «Quest'estate - ha chiarito il sacerdote - abbiamo dovuto girare, facendole ruotare di novanta gradi, due delle nostre tre campane che, a causa dei ripetuti colpi del batacchio, risultavano consumate solo su di un lato».
Con tale operazione, portata a termine da una ditta di Trebaseleghe specializzata in campane e orologi da torre, i rintocchi sono stati nuovamente sistemati, in maniera però un po' diversa rispetto a prima. Tanto che il suono poteva risultare un po' fuori fase. «Gli esperti - ha ricordato padre Vendramin - ci hanno detto che, lasciando la vecchia sincronizzazione, le vibrazioni avrebbero potuto costituire un pericolo la cuspide». Nulla di cui allarmarsi, ha assicurato il sacerdote, ma per maggior sicurezza si è deciso di ridurre le vibrazioni e di sopportare, di contro, una leggera sfasatura dei rintocchi.
«In ogni caso - ha concluso - si potrà in ogni momento ristabilire il suono originario». C.Z.

Mussolente.
Allagamento
Casoni, residenti
dall'avvocato

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I cittadini di Casoni residenti nelle vie Giardino e Mazzini, danneggiate dagli allagamenti del 17 settembre scorso, si sono rivolti a un legale e hanno sottoscritto un esposto inviato al sindaco di Mussolente, al consorzio di bonifica Pedemontano-Brenta di Cittadella, al Genio civile e al servizio di Protezione civile di Vicenza.
Con tale atto hanno inteso richiedere l'immediato intervento per risolvere le criticità idrauliche, anche mediante l'adozione di un protocollo operativo e sinergico per evitare nel futuro altri danni.
Hanno segnalato in particolare l'assoluta incuria nella manutenzione degli argini dei torrenti e dei corsi d'acqua minori presenti nel territorio, la mancata pulizia e sistemazione degli scarichi e della caditoie stradali, dei fossati e degli scoli di campagna, la pessima o addirittura inesistente manutenzione del greto del torrente Giaretta e il sottodimensionamento della rete di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, e come la via Gen. Giardino sia diventata il collettore dell'acqua proveniente da diverse zone di Mussolente, dalle vie Mazzolina, Cavour e S. Antonio.
«In considerazione dei recenti, gravi e disastrosi eventi e delle conseguenze in danni economici e ambientali - scrive l'avv. Massimo Gheno - oltre che di sicurezza della popolazione, si chiede alle autorità di attuare tutte le procedure e di adottare i provvedimenti necessari e indifferibili, atti ad impedire che tali fenomeni abbiano a ripetersi. Si attende di conoscere al più presto quali interventi urgenti si ritiene di adottare e come l'Amministrazione comunale intende aiutare i cittadini che hanno subito i danni da allagamento, in alcuni casi ingenti, come peraltro constatato personalmente dal sindaco dall'assessore ai lavori pubblici e dagli operatori del comune di Mussolente intervenuti nella circostanza».
L'esposto porta la firma di una sessantina di persone ed è corredato da una documentazione fotografica sullo stato dei canali che costeggiano la via Giardino. D.Z.

Bassano. Polizia locale, arriva
la pattuglia
serale

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Caterina Zarpellon



Tremino i parcheggiatori dell'ora dell'aperitivo e gli habitué della sosta selvaggia. Stiano in guardia gli imbrattatori del suolo pubblico e i disturbatori delle notti bassanesi.
Da lunedì parte in città il "terzo turno" della polizia locale e finalmente i vigili saranno pronti a sanzionare i comportamenti scorretti e incivili anche dopo le sette di sera. Dalla prossima settimana, tre agenti del comando di via Vittorelli saranno infatti in servizio dalle 19.15 alle 24 (sino all'una d'estate), in una fascia oraria che fino ad ora era rimasta scoperta. Ad annunciarlo sono stati, ieri pomeriggio, il comandante Maurizio Zuliani e l'assessore alla polizia locale Dino Boesso il quale, dopo aver ricevuto almeno una trentina di richieste e lamentele da parte della cittadinanza, ha riorganizzato i turni di servizio degli uomini in forza alla stazione cittadina per poter istituire una pattuglia serale. Una iniziativa che non si sostituirà alle uscite straordinarie solitamente effettuate nelle notti estive dai vigili o ai blitz contro i writers, ma si andrà ad aggiungere a questo tipo di azioni.
Da tempo, come ha sottolineato l'amministratore, gli abitanti reclamano una più assidua presenza dei vigili sul territorio e un intervento deciso contro la sosta selvaggia e gli schiamazzi in centro storico dove spesso, durante l'happy hour, si vedono auto lasciate sopra i marciapiedi o in zona vietata.
«A me piace che le piazze siano piene di gente - ha precisato l'assessore Boesso - ma è giusto richiamare alle norme della buona educazione e della convivenza civile. Le bottiglie di vetro vuote gettate a terra o nei giardini, ad esempio, potrebbero finire in mano a dei bimbi e risultare pericolose».
Senza contare poi la sistematica occupazione dei posti riservati ai disabili nel parcheggio della multisala Metropolis nelle serate promozionali. Ora ogni violazione delle regole, anche se commessa in orario serale, sarà punita, non solo in centro ma in tutto il territorio comunale. La sosta vietata sarà sanzionata con 38 euro di multa e per chi parcheggia negli spazi degli invalidi o sopra i marciapiedi è prevista una multa di 78 euro, oltre che la decurtazione di due punti dalla patente.
Grazie quindi alla disponibilità e alla flessibilità dimostrata dal personale, Boesso ha potuto provvedere ad una completa revisione dell'orario e dei turni di lavoro degli agenti, che non venivano rivisti dal 1982.
«Stiamo chiedendo un certo sforzo ai nostri agenti - ha ammesso.
Il terzo turno sarà attivo dal lunedì al sabato e saltuariamente la domenica. Anche le persone solitamente impiegate in ufficio prenderanno parte alle pattuglie serali e, in ogni caso, dovremmo per forza alleggerire la copertura su altri servizi. La coperta, d'altro canto, è quella che è. Attualmente abbiamo a disposizione 44 uomini ma vedremo, con il bilancio 2010, se aggiungere qualche unità».
L'Amministrazione intende inoltre rivedere e potenziare il sistema di videosorveglianza, dotandosi di una strumentazione più adeguata che permetta zoom ad altissima definizione e raddoppiando il numero delle postazioni sorvegliate dagli occhi elettronici.

Bocciata la nuova
biblioteca
«Troppe cose
da rivedere»

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Elena Castellan



I locali della nuova biblioteca sono quasi ultimati: non ci sono ancora date certe relative al trasloco, ma la direttrice del museo Giuliana Ericani spera di completare l'allestimento delle sale e avviare il trasferimento di tutto il materiale entro la primavera del 2010. Ieri mattina, intanto, la commissione cultura, presieduta da Paola Bertoncello, si è riunita per valutare la ricettività della struttura e non poche sono state le sorprese, quelle negative in primis.
Tra le principali perplessità figura la locazione delle sale di lettura nel piano interrato: secondo i componenti della commissione e della presidentessa in particolare, questa scelta "non corrisponderebbe ad una concezione moderna di biblioteca". «Sono allibita e delusa - ha dichiarato la Bertoncello ai colleghi presenti -; ho riversato molte aspettative in questo progetto ma ci sono molte cose da rivedere, con la speranza che sia ancora possibile intervenire».
L'edificio, che avrà l'entrata in via Museo, si sviluppa su tre livelli: al piano terra, attorno all'ingresso, si trovano due sale riservate alla sezione ragazzi e bambini; uno scalone centrale porta al primo piano interrato dove si trovano saloni di lettura e consultazione dei libri, con postazioni internet e stanze adibite alla fruizione di materiale video; un secondo piano interrato, invece, farà da deposito e dovrà ospitare l'immenso patrimonio librario della biblioteca, per un totale di circa 110 mila volumi.
Il primo intoppo della struttura, come rilevato dalla Ericani che ha guidato la commissione nella visita, s'incontra già nella sala per i ragazzi: la porta con il maniglione antipanico, infatti, si apre sul corridoio della sala d'ingresso ma sfiora una colonna portante, creando molteplici difficoltà di circolazione.
Di colonne portanti, d'altro canto, l'edificio è costellato: soprattutto nelle grandi sale di lettura la loro presenza frammenta lo spazio, impedendo l'uso di questi locali per l'organizzazione di eventuali conferenze e incontri. Desta perplessità anche l'uscita di sicurezza che dal piano interrato conduce all'esterno verso via Roma: la sua posizione, a ridosso dei grandi edifici all'esterno, in caso di terremoto, secondo la Bertoncello e gli altri rappresentanti della commissione, potrebbe vanificare l'utilità dell'uscita stessa.
Passando ai locali destinati al deposito dei libri, tra cui esemplari molto antichi che risalgono anche al Quattrocento, le principali incertezze riguardano la loro conservazione.
«Si tratta di stanze non climatizzate - ha spiegato la direttrice Ericani -, ma il personale competente ha assicurato una temperatura costante di 20° con il 50% di umidità relativa. Questo dovrebbe garantire la salvaguardia del materiale qui custodito: ci riserviamo di fare le dovute verifiche quando tutti gli impianti dello stabile saranno a regime». Uno di questi saloni dovrà anche conservare alcune opere del museo ma lo spazio offre un'altra sorpresa: un'apertura sul soffitto, rivolta all'esterno, è chiusa da una griglia che permette il passaggio di sporcizia, tra cui fogliame, polvere e mozziconi di sigaretta che andrebbero a depositarsi sulle opere qui custodite.
«Prendiamo atto di quello che troviamo - ha dichiarato il vicesindaco Carlo Ferraro -; dobbiamo utilizzarlo al meglio anche se ci sono dei limiti strutturali ben evidenti. La progettazione, d'altro canto, è iniziata trent'anni fa e forse ci si è dilungati troppo nel tempo, per cui interventi e riadattamenti successivi hanno portato a un risultato non eccellente, soprattutto in rapporto agli investimenti e alle professionalità in gioco». Dello stesso parere si pone anche l'assessore alla cultura Giorgio Pegoraro, che con Paola Bertoncello ritiene di dover lavorare con grande impegno a livello di amministrazione comunale «per sistemare le cose e aprire la biblioteca nel migliore dei modi», tenendo conto poi delle difficoltà di reperire ulteriori risorse economiche da investire in questo ambito.

«Nessuna penale
per le Torri.
Nuovi edifici
solo se in regola»

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Lorenzo Parolin



«Che fine ha fatto la vicenda torri di Portoghesi?». Diretti così come è loro consuetudine, i rappresentanti del Carroccio hanno posto tale quesito all'Amministrazione comunale durante la seduta del Consiglio della scorsa settimana. A completamento della risposta fornita in sede di interpellanza, l'assessore all'urbanistica Rosanna Filippin è intervenuta sulla questione che da circa due anni anima la città.
«Sull'operato dell'Amministrazione in relazione alle "torri" - ha precisato l'assessore - si sono già alzate voci che è bene chiarire, ovvero una penale di 2 milioni di euro che il Consiglio (nello specifico i consiglieri firmatari) dovrebbe pagare se la delibera che autorizza la costruzione in altezza fosse ritirata. In realtà non è così e non c'è nessuna penale, semplicemente perché tra il Comune e i proprietari non è stato stipulato alcun contratto».
Secondo il codice civile, la penale è infatti una clausola contrattuale con la quale le parti, in via preventiva, determinano l'ammontare del danno derivante da inadempimento. Senza un contratto, la clausola non può esserci e, in effetti, la cifra prospettata dai proprietari altro non è che la stima di un risarcimento derivante dalla mancata edificazione.
Risarcimento che, qualora si procedesse per vie legali, dovrebbe essere determinato in concreto da una pronuncia del giudice.
«Di conseguenza - ha ribadito l'assessore - non si tratta di una cifra che il Comune deve o dovrebbe pagare, quanto piuttosto di un'ipotesi corrispondente ad un'eventuale mancata edificazione».
Eventuale perché, come ha poi spiegato la rappresentante dell'Amministrazione, l'obiettivo non è impedire la costruzione degli edifici, quanto piuttosto ricondurre l'altezza delle torri entro i limiti regolamentari, rispettando le cubature acquisite: in questo senso esiste anche la legge urbanistica regionale del 2004 che introduce il meccanismo della concertazione con i privati per determinare i volumi di edificazione.
«Il ritiro della delibera che concedeva le deroghe in altezza - ha concluso l'assessore Filippin - passa fondamentalmente attraverso la strada della revoca o quella dell'annullamento (simili sul piano sostanziale ma diverse su quello giuridico), ma ribadisco che auspichiamo un confronto con la proprietà per garantire gli interessi di tutti, pubblici e privati».
«Altro importante obiettivo - ha dichiarato in chiusura - è arrivare finalmente a formulare un piano che consideri nel suo complesso il comparto cittadino che va da largo Parolini al mercato ortofrutticolo: si tratta di una zona nodale della città, i cui destini vanno decisi favorendo la partecipazione di tutte le parti interessate».

«Valsugana.
Quali piani
del Governo
e dell'Anas?»

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Caterina Zarpellon



«Ho voluto sollecitare il ministro per comprendere se questa arteria rappresenta ancora una priorità e quali soluzioni si intendono adottare per la sua futura realizzazione, anche alla luce dell'apertura dei cantieri della Pedemontana. Il territorio è stanco di ritardi ed inconcludenze».
L'onorevole della Lega Manuela Lanzarin, sindaco di Rosà, torna alla carica riguardo il completamento della statale della Valsugana e firma, insieme a Massimo Bitonci e a Manuela Dal Lago, un'interrogazione diretta al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Altero Matteoli, per conoscere quali siano le intenzioni dell'Anas sull'ampliamento della statale 47 nel tratto compreso tra la zona industriale di Campese e Pian dei Zocchi, a San Nazario. L'istanza, presentata il 28 ottobre, riprende una precedente richiesta sottoposta ad Antonio Di Pietro, predecessore dell'attuale ministro. Un documento in cui si chiedeva se il Governo fosse intenzionato a sollecitare l'Anas perché mantenesse gli impegni assunti nel gennaio del 2008 «in merito alla predisposizione, in tempi rapidi, del progetto definitivo e del finanziamento dell'opera».
Un piano in sinistra Brenta condiviso dagli abitanti e da tutti gli amministratori. La scorsa estate, tuttavia, come ricorda la parlamentare leghista, la Giunta regionale ha approvato una delibera per la costruzione e la gestione dell'itinerario della Valsugana Valbrenta/Bassano ovest.
Ossia una superstrada di 18 chilometri che, scrive Lanzarin, comporterà «un impatto notevole sul territorio, sia rispetto alle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell'area, sia rispetto al tessuto economico e sociale, in quanto prevede l'applicazione di pedaggi ai fini dell'ammortamento dell'investimento privato».
Il project financing approvato dalla Giunta ha suscitato grandi perplessità tra i Comuni interessati e proprio per questo, a settembre, il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta veneta a fare un passo indietro, a considerare «una soluzione progettuale in linea con il progetto preliminare già condiviso dall'Anas, dalla stessa Regione, dalla Provincia di Vicenza, dalla Comunità montana del Brenta e dalle municipalità interessati, a concertare con le comunità locali il tracciato e ad attivarsi nei confronti del Governo per reperire le risorse necessarie».
Nell'interrogazione presentata, l'onorevole rosatese Manuela Lanzarin manifesta grandi preoccupazioni rispetto alla situazione venutasi a creare inseguito alla proposta dell'esecutivo regionale e chiede al ministro dei traposrti Matteoli cosa intendano fare l'Anas nello specifico e, anche il Governo, per risolvere la vicenda della Valsugana, entrata in nuova impasse.

Caterina Zarpellon

Election day
nei quartieri
Alle urne
32 mila bassanesi

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Caterina Zarpellon



«Andare alle urne è importante, perché attraverso il voto i quartieri avranno la possibilità di rafforzare il ruolo dei loro comitati».
L'election day è fissato per domenica 8 novembre, ma da via Matteotti sono già partiti gli appelli alla partecipazione alle prossime elezioni per il rinnovo dei consigli di quartiere.
A poco più di una settimana dal voto, il sindaco Stefano Cimatti e il presidente del Consiglio comunale Mauro Beraldin invitano gli elettori bassanesi a recarsi ai seggi, ribadiscono l'importanza di questi organi di zona e snocciolano i numeri relativi alla prossima tornata elettorale interna alla città. Un appuntamento che vedrà coinvolti tutti i ventidue i rioni di Bassano, per un totale di 32.038 elettori (15.019 maschi e 17.019 femmine) e 354 candidati. Un numero, quest'ultimo, leggermente inferiore rispetto a quello relativo alle elezioni di tre anni fa, quando si erano messi in lizza 377 aspiranti consiglieri.
«È però un segnale positivo - ha rimarcato il primo cittadino - il fatto che tra i presidenti uscenti, solo quattro abbiano deciso di non ricandidarsi più».
Si tratta di Alberta Bizzotto Spolaore per il Centro storico, di Simone Munari per Marchesane, di Maurizio Sonda per San Fortunato e di Roberto Racchella che, per San Vito, potrà essere votato solo come consigliere. In questo quartiere infatti, diversamente che negli altri, l'elezione del presidente è diretta.
Per la prima volta, inoltre, come ha rilevato il sindaco, andranno al voto anche gli abitanti di Rubbio, che avranno finalmente la possibilità di scegliere, attraverso una votazione, i loro rappresentanti. Sino a quest'anno infatti la località montana non aveva un vero e proprio presidente ma solamente un portavoce. «Credo che l'Amministrazione debba ringraziare tutti i direttivi uscenti per l'impegno dimostrato», ha aggiunto Cimatti, anticipando che, una volta definite le nuove composizioni dei consigli di quartiere, l'Amministrazione convocherà un incontro al teatro Remondini. Una riunione aperta a tutti, che verrà fissata presumibilmente il prossimo 23 novembre e in cui si getteranno le basi per un proficuo scambio tra i rioni e il "palazzo".
«Sarà il primo passo - ha rimarcato l'amministratore - lungo una strada di confronto e di ascolto. Le problematiche connesse ai quartieri sono infatti di competenza del nuovo referato all'ascolto della città. Un assessorato nuovo, che ho tenuto per me».
Dopo le polemiche innescate nei mesi scorsi dall'annuncio dell'affidamento a qualche consigliere il compito di seguire i quartieri, Cimatti ha deciso di gettare acqua sul fuoco e ha chiarito di non essereintenzionato a delegare ad altri questo delicato compito.
«Il consigliere di minoranza che in questi giorni ha inviato una lettera in qualche quartiere - ha quindi specificato -, non è stato incaricato da me»
«Il mio invito - ha concluso Cimatti - è quello di andare a votare». «La partecipazione dei cittadini - ha infatti chiosato Beraldin - può aiutarci a formulare meglio le risposte che vogliamo dare».

Commercianti
ai sindaci:
«Allarme viabilità»

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Caterina Zarpellon



Avviare al più presto i lavori per la Pedemontana, realizzare la bretella di Fontaniva, potenziare il trasporto su rotaia e superare le logiche di campanile per costruire assieme una viabilità sostenibile per il territorio. Nell'imminenza dell'apertura del futuro centro commerciale Eurobrico, prevista per il prossimo 24 novembre, e dell'attivazione lungo la statale 47 di un'enorme quantità di metri quadri commerciali e direzionali, l'Unione del commercio torna ad affrontare il tema della viabilità.
La presidentessa dell'Umce Teresa Cadore e il suo vice Paolo Lunardi hanno riunito attorno ad un tavolo gli amministratori di Bassano, di Rosà, Cassola e Romano per fare il punto sulla situazione e per concertare una serie di interventi tesi ad evitare il collasso sull'asse viario nord-sud e il cosiddetto "effetto - tappo", ossia un blocco del flusso veicolare diretto verso il centro storico, che rischierebbe così di restare totalmente isolato.
Da tempo, d'altro canto, i commercianti insistono sull'inadeguatezza dell'assetto viario dell'area a sud est di Bassano rispetto alla concentrazione di colossi commerciali previsti in quella zona e la stessa Valutazione d'impatto ambientale elaborata in funzione della nuova struttura destinata ad aprire presto i battenti in via Capitelvecchio stima che per il traffico proveniente da Rosà la saturazione sarà superiore al 40 per cento rispetto alla capacità della nuova rotatoria e che potrebbero formarsi code della lunghezza di 250 metri. Una situazione insostenibile anche dal punto di vista emotivo e psicologico per tutti gli automobilisti, sottoposti ad un forte stress da traffico.
Per questo, già da settembre l'Umce ha invitato primi cittadini dei Comuni interessati a chiarire quali soluzioni siano in progetto sul lungo periodo e quali strategie si possano invece mettere in atto sin da subito per scongiurare ingorghi, code e soprattutto l'isolamento di Bassano da Padova e da Treviso. A Rosà, hanno rilevato Cadore e il direttore dell'Umce Riccardo Celeghin, si rischia che comincino a formarsi terribili intasamenti.
«L'unica soluzione - spiegano - sarebbe la realizzazione di una bretella che, partendo da Limena e attraversando Fontaniva, si congiunga con la Pedemontana. Una strada parallela al tradizionale asse sud-nord che è già sulla carta ma che, per i veti imposti dai Comuni toccati dal tracciato, probabilmente non verrà costruita prima di dieci anni».
«Vista la vicinanza delle prossime elezioni regionali - ha proseguito la portavoce dei commercianti - confidiamo invece che la Superstrada Pedemontana parta entro il prossimo anno».
Tra dodici mesi esatti invece, a quanto ha assicurato ai vertici dell'Umce il sindaco cassolese Silvia Pasinato, prenderanno avvio i lavori per la costruzione di un sistema stradale sviluppato su 5 rotonde che, partendo dai due rondò di prossima realizzazione in zona Boscardin e in zona Fiat, permetterà un più snello deflusso in uscita verso est, nell'area del Parco commerciale 47.
Nel frattempo, però, gli automobilisti dovranno accontentarsi dell'assetto viario esistente e sperare che vengano messi in atto quegli interventi d'emergenza allo studio degli uffici tecnici di Bassano e di Cassola. In particolare le due municipalità propongono, in caso di estrema congestione, di far deviare il flusso delle auto in arrivo da Padova verso ovest, sfruttando viale De Gasperi e via Colombo. I commercianti confidano infine in un decisivo potenziamento della linea ferroviaria che attualmente, ha stigmatizzato Cadore, si trova in uno stato simile a quello dell'anteguerra.
«Ci stiamo occupando di questi temi non solo come rappresentanti sindacali - ha concluso la presidentessa - ma perché le grandi scelte urbanistiche riguardano tutti. Il nostro non è un territorio fatto di diversi paesi ma un comprensorio da osservare nella sua interezza». [FIRMA]

Monte Grappa
Il mistero
del soldato
Peter Pan

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Le leggende e i misteri legati alla sepoltura di Peter Pan, nel settore austroungarico sull'Ossario di Cima Grappa, si arricchiscono di altre testimonianze e particolari inediti. Come noto, il loculo 107 racchiude le spoglie del giovane soldato romeno, deceduto nel corso dei furiosi combattimenti svoltisi sul Massiccio nel corso della Grande guerra.
Si è trattato di un evento storico che ha inciso profondamente sulla storia del nostro Paese e che ha provveduto a rinsaldare l'unità nazionale. Terminato il conflitto, è iniziata l'opera di ricerca dei deceduti nei combattimenti. I resti dei soldati italiani sono stati raccolti nella parte centrale e meridionale dell'Ossario. Quelli austro-ungarici hanno trovato ospitalità nella parte più alta del Sacrario militare. Fra i vari loculi, il numero 107 ospita le spoglie di Peter Pan.
Sulla vicenda dei fiori che comparivano di notte, portati da mani ignote, da ammiratori invisibili, da registrare la testimonianza di un rosatese. Si tratta di Domenico Guidolin, che ha trascorso un periodo di tre anni sulla Cima del Grappa, dove lavorava come idraulico nella caserma che ospitava gli alpini italiani ed in quella degli americani.
«La storia dei fiori che mani ignote deponevano di notte, davanti al loculo di Peter Pan - afferma Guidolin - mi ha incuriosito. Si tratta esclusivamente di fiori di montagna. Una sera, ho deposto di fronte al loculo del giovane romeno una rosa. Al mattino, era a terra e, al suo posto, c'erano fiori freschi del Grappa. Un altro particolare mi ha incuriosito. Sulla nicchia antistante il loculo, c'erano tre sassolini, due bianchi e uno rosso, collocati sui due lati. Per curiosità, più volte, li ho spostati. Il giorno dopo, i tre oggetti erano ritornati al posto originario».
«Nell'arco di tre anni di lavoro a Cima Grappa - precisa Domenico Guidolin - ha avuto la possibilità di visitare in diversi giorni della settimana la tomba di Peter Pan e di seguire, con una certa sorpresa, la costanza con cui i fiori apparivano al mattino. Restavano sul posto solo quelli di montagna fino alla loro sostituzione. Gli altri sparivano il giorno dopo. Io e i miei compagni di lavoro, lavorando nella zona, abbiamo tenuto sotto controllo il settore austro-ungarico dell'Ossario, senza riuscire a vedere l'autore dei gesti di cortesia verso il soldato Peter Pan. Per me, questa faccenda, resta un mistero». M.B.

Rossano
Dal fotovoltaico
un introito annuo
di 106 mila euro

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Nella sede della Commissione tecnica regionale si è svolta una conferenza dei servizi per esaminare il progetto di impianto fotovoltaico a Rossano. La ditta di Brunico che ha vinto l'appalto realizzerà l'impianto per la produzione di energia elettrica su una superficie di 23 mila metri quadrati, messi a disposizione dal Comune in via Novellette.
L'intervento prevede la recinzione dell'area, la realizzazione di una cabina per la cessione della corrente all'Enel e per le attrezzature di supporto, la posa di pannelli destinati a catturare l'energia del sole. Il progetto è stato illustrato dal tecnico della ditta, Mariano Agostinelli. Tutti gli enti convocati alla conferenza dei servizi hanno espresso parere favorevole all'istruttoria predisposta dell'ufficio tecnico comunale. Sono stati suggeriti alcuni accorgimenti che saranno presentati alla commissione Vtr che si pronuncerà, entro un mese.
«Gli enti convocati per la conferenza dei servizi - afferma il sindaco Trevisan - hanno espresso parere favorevole al progetto finalizzato alla produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili, nel nostro caso la luce solare e, nello stesso tempo, a limitare ogni impatto e forma di inquinamento ambientale. Il Comune, in base a quanto prevede il decreto legge 387 del 2003, avrà la possibilità di nuove entrate. L'appalto vinto dalla ditta di Brunico prevede entrate nelle casse del Comune per 106.000 euro l'anno: una voce importante, visto il momento difficile che stanno passando gli enti locali, alle prese con una Finanziaria che blocca progetti e pagamenti di opere pubbliche».
«Rossano ha creduto fin dall'inizio alla produzione di energia elettrica mediante fonti rinnovabili - prosegue il sindaco - arrivando fra i primi del Bassanese a presentare in sede regionale una proposta concreta. Attendiamo l'approvazione per poter attingere, fin da quest'anno, ai finanziamenti statali. L'impianto dovrebbe essere attivato entro dicembre. Il Comune ha cercato di accelerare il più possibile l'iter e ora speriamo nella disponibilità della Regione».M.B.

«La nuova area artigiana può creare troppi problemi»

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Serena Vivian



Marostica. È stata discussa durante l'ultimo Consiglio comunale l'alienazione del piano di lottizzazione "Consorzio artigiani città di Marostica" già adottato con delibera di Giunta ad agosto. Si tratta di un lotto edificabile di proprietà comunale posto lungo corso della Ceramica, il cui valore è stato valutato con perizia intorno ai 345 mila euro. Da questa cifra dovrebbe poi partire l'asta pubblica per l'alienazione del bene. Interessati all'acquisto dell'area sono cinque artigiani di Marostica, che aspettano da tempo di poter trasferire o allargare le loro attività.
Perplessi sulla questione i consiglieri di minoranza, che hanno chiesto (ma non ottenuto) il rinvio del punto all'ordine del giorno in quanto nell'area sono in corso delle verifiche da parte dell'Arpav per monitorare le onde elettromagnetiche e l'inquinamento ambientale e atmosferico.
Sulla questione si batte da anni anche il "Comitato tutela Ceramica-Anconetta" presieduto da Desi Schiesaro. In questi mesi i componenti del gruppo hanno predisposto un sostanzioso opuscolo contenente le loro osservazioni al piano di lottizzazione, inviandole al Comune, alla Provincia e alla Procura di Bassano. Si lamenta la mancanza di un piano di classificazione acustica per il territorio comunale e si chiede il mantenimento dell'area verde già esistente con funzione di "zona cuscinetto" per lenire l'impatto ambientale.
«In queste settimane la Regione, tramite l'Arpav, sta monitorando la nostra zona - spiega Desi Schiesaro - per rilevare le onde elettromagnetiche ad alta e bassa frequenza, l'inquinamento ambientale e atmosferico, effettuando anche rilevazioni fonometriche dei disturbi causati da fonti rumorose, come traffico veicolare e attività nella zona».
«Chiediamo la bonifica globale del territorio, considerate le elevate misurazioni rilevate finora. Ricordiamo inoltre che proprio qui, oltre ai problemi che già si registrano, dovrebbe sorgere l'area produttiva e lo svincolo della futura Pedemontana. Sono elementi che potranno solo peggiorare la situazione e la legge prevede un piano di risanamento».
Tanti i quesiti a cui Schiesaro non trova risposta. «Mi chiedo come mai nel Comune di Marostica dopo dieci anni il piano di lottizzazione acustica non è ancora stato approvato: forse per favorire qualcuno? Ma anche se l'ampliamento dell'area artigianale verrà fatto: come mai il collegamento non è stato fatto in diretto tramite la zona industriale già esistente a nord?».
Oltre a un'attenta analisi del flusso veicolare della zona, i componenti del Comitato chiedono che venga rivisto il limite di velocità della strada che passa davanti alle loro case: pur essendo un centro abitato, il limite è infatti di 90 chilometri orari.
«Secondo il progetto attuale - conclude Schiesaro - la situazione, già critica, verrà peggiorata da un aumento del traffico e dalla realizzazione di un incrocio irregolare e pericoloso, privo di corsie di accelerazione e decelerazione. Chiediamo che il sindaco Gianni Scettro e tutti coloro che ne hanno facoltà intervengano per tutelarci: non possiamo permettere la monetizzazione del nostro diritto alla salute».

Pedemontana.
Sos dai sindaci
«Tutelare
l'ambiente»

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Gabriele Stevanin



Si è svolta a Palazzo Scaroni di Mason una conferenza per elaborare alcune osservazioni aggiuntive o rafforzative di quelle già comunicate dai singoli Comuni, da presentare alle competenti autorità Regionali e Provinciali in merito al passaggio della Superstrada pedemontana veneta. Erano presenti alla riunione i sindaci Silvia Covolo di Breganze, Massimo Pavan di Mason, Giovanni Scettro di Marostica, Franco Fabris di Molvena, Gaetano Rizzo di Pianezze, Giorgio Meneghello di Sarcedo e il vicesindaco di Nove Riccardo Carlesso.

Al termine dell'incontro sono stati concordati alcuni punti rilevanti, come la necessità di realizzare le opere complanari prima della chiusura al traffico dell'attuale tratto della Nuova Gasparona e di creare un tracciato in trincea e in galleria artificiale per limitare l'impatto ambientale di un progetto che altrimenti inciderebbe in maniera significativa sulla vivibilità del territorio. Inoltre, è stata evidenziata la necessità di prevedere adeguate e immediate forme di indennizzo per gli espropri di aree e fabbricati e per la realizzazione di una viabilità alternativa per i residenti che attualmente accedono alle loro proprietà direttamente dalla Nuova Gasparona. I Comuni chiedono venga assicurata la continuità tra le opere complanari e la viabilità alternativa nel tratto da Thiene a Bassano, limitando i viadotti e creando barriere antirumore.

Colombo:
«Conoscere
la Costituzione
per rispettarla»

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Elena Castellan



«Meno male che c'è la Costituzione: se non esistesse non saremmo tutti uguali; le regole non sono una limitazione ma l'inizio del nostro essere liberi».
Sono parole di Gherardo Colombo, intervenuto a palazzo Roberti per presentare il suo libro dal titolo "Sei stato tu? La Costituzione attraverso le domande dei bambini".
L'incontro ha concluso la rassegna "Di sana e felice costituzione" che la libreria cittadina ha dedicato nel mese di settembre alla letteratura per bambini e ragazzi: l'appuntamento annuale, coordinato da Teresa Santini, ha seguito un interessante percorso liberamente ispirato alla Carta costituzionale e ai diritti dei bambini.
Genitori, insegnanti, educatori e tanti bambini e ragazzi, hanno seguito questo evento conclusivo, incentrato su un testo adatto a lettori giovanissimi e non solo.
Colombo ha illustrato la genesi della pubblicazione a partire dai motivi che l'hanno spinto a lasciare la magistratura per abbracciare l'educazione alla legalità nelle scuole.
«Dopo trent'anni da magistrato - ha spiegato l'ex pm, ora in pensione, conosciuto per il suo contributo a importanti indagini: Mani Pulite, P2 o l'omicidio Ambrosoli - mi sono reso conto che per facilitare la giustizia bisognava spiegare il senso delle regole, perché se non si capiscono non si rispettano. Se manca la convinzione che sia utile e opportuno osservare la Costituzione, la tendenza a violarla è forte e generale».
Da questa sua convinzione è nato il libro, scritto con la collaborazione della maestra Anna Sarfatti che, in alcune classi, ha svolto un lavoro di approfondimento sulla Costituzione: per quattro anni ha coinvolto i suoi alunni a chiedere spiegazione a Colombo e in queste pagine ha raccolto tale corrispondenza.
Ne è uscita una pubblicazione stimolante, che analizza la Carta per argomenti, spiega la differenza tra Stato, repubblica e nazione, tra cittadini e sudditi, tra unità e decentramento, ma anche il valore del lavoro, il rifiuto della guerra e molti altri argomenti.
Ai bambini e ai ragazzi presenti, Gherardo Colombo ha quindi illustrato il valore intrinseco della Costituzione che «ha trasformato la nostra società in modo che tutti abbiano gli stessi diritti e le stesse opportunità».
«Le leggi - ha concluso l'ex magistrato - non basta che siano scritte; devono essere comprese e rispettate, dai giovani e dagli adulti. La Costituzione serve a vivere meglio, ma per rispettarla è necessario conoscerla».[FIRMA]

Elena Castellan

Romano. Basta con i finti poveri L'elenco
alla Finanza

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Mai più contributi, aiuti economici o riduzioni a chi non ne ha bisogno. D'ora in poi la Guardia di finanza passerà ai raggi x la situazione reddituale di chi inoltrerà al Comune di Romano delle richieste di agevolazioni giudicate sospette.
Giro di vite dell'Amministrazione ezzelina in materia di controlli fiscali sui beneficiari delle prestazioni sociali agevolate concesse dalla municipalità. Di fronte ai rappresentanti delle categorie economiche del paese, il sindaco Rossella Olivo e il comandante della provinciale delle Fiamme gialle Antonio Morelli hanno siglato un protocollo d'intesa che permetterà alla guardia di finanza di dare avvio a delle verifiche della posizione reddituale e patrimoniale di chi usufruisce dei contributi messi a disposizione dalle casse comunali.
«Le istanze a volte sono bene motivate - ha spiegato il primo cittadino - ma c'è anche chi sa recitare la parte e chiede degli aiuti pur non avendone una effettiva necessità. Il Comune però non ha gli strumenti per fare dei controlli fiscali».
Grazie all'accordo, il primo di questo tipo stipulato nel Bassanese, l'ente pubblico si impegnerà a fornire alla Guardia di finanza i nominativi dei beneficiari sui quali emergano fondati dubbi sulla veridicità della dichiarazione, ma anche la documentazione e l'assistenza necessaria per effettuare gli accertamenti. I finanzieri, sulla base di queste segnalazioni, provvederanno ad attivare delle procedure di controllo individuali e a campione.
Il patto sarà valido per tutte le tipologie di aiuti previste dalla municipalità: dal pagamento delle rette dell'asilo nido ai buoni mensa, dallo sconto sui libri di testo agli assegni per le famiglie in difficoltà fino ai servizi per gli anziani.
In questo modo, ha osservato l'amministratrice, si creerà un valido deterrente per chi è solito fare il furbo e ingannare la municipalità pretendendo aiuti anche se non effettivamente necessari.
«Chi verrà a chiedere dei contributi - avverte - sa che potrà essere sottoposto ad una radiografia da parte della Guardia di finanza».
Il comandante Morelli ha espresso la propria soddisfazione per il raggiungimento dell'accordo con il Comune romanese e ha sottolineato l'importanza delle sinergie tra gli enti pubblici.
«I cosiddetti furbi - ha rimarcato - riescono a sottrarre delle risorse ai Comune e a creare anche un danno di immagine alle municipalità».
Il sindaco Olivo ha donato al responsabile delle Fiamme gialle vicentine una scultura raffigurante il condottiero Ezzelino III da Romano.C.Z.

Marostica.
Le fiamme gialle
sequestrano
32mila giocattoli

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La Guardia di finanza, nell'ambito di un'operazione di controlli volta alla tutela dei consumatori ed al contrasto dell'illecita commercializzazione di prodotti recanti marchi contraffatti, ha individuato e sequestrato in pochi giorni oltre 32 mila giocattoli destinati ad essere utilizzati da bambini.
I prodotti erano privi dei requisiti di sicurezza previsti dalle normative nazionali e comunitarie, ragion per cui i militari hanno denunciato all'autorità giudiziaria tre persone di nazionalità cinese.
Il servizio ha avuto origine in due bazar dei comuni di Pove e Marostica e hanno portato a un primo sequestro di mille articoli da gioco.
In questi negozi, due cittadini di nazionalità cinese commercializzavano giocattoli privi della prescritta marcatura "ce" e quindi potenzialmente nocivi per i piccoli utilizzatori finali.
L'attività di indagine è proseguita e ha condotto i finanzieri nella periferia di Padova. In un capannone, i militari del capitano Pietro De Angelis hanno sequestrato ben 31 mila giocattoli privi dei requisiti di affidabilità.
Non è la prima volta che la Guardia di finanza opera dei sequestri di rilevante entità nel Bassanese. Appena un anno fa, quattromila fra giocattoli e articoli per bambini con il marchio "Ce" contraffatto o addirittura senza, nell'ambito di un analogo servizio condotto su scala provinciale, erano stati sequestrati nel negozio di un cinese nel centro commerciale di via San Bortolo a Pove.
I militari avevano sigillato bambole, orsacchiotti e altri giocattoli oltre a parecchio materiale didattico: pennarelli, gomme, forbici e matite di produzione cinese che non rispettavano le normative di sicurezza. La Guardia di finanza continua l'opera di monitoraggio del settore, al fine di garantire il rispetto delle normative vigenti a tutela della salute e sicurezza dei consumatori. Sovente, infatti, i prodotti venduti illegalmente sono costruiti con sostanze tossiche e sono quindi pericolosi per i bimbi.

Mussolente.
Sindaco contro
l'autovelox
«E' una trappola»

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Le multe hanno cominciato ad arrivare a valanga: decine e decine in pochi giorni solo a Mussolente. In qualche caso nella stessa famiglia, sono giunti, quasi contemporaneamente, anche due avvisi di pagamento.
L'improvvisa attivazione dell'autovelox posto sulla strada provinciale 248, ai confini tra i comuni di Mussolente e Romano, e la conseguente pioggia di sanzioni caduta sugli automobilisti misquilesi hanno scatenato nei giorni scorsi la reazione indignata del sindaco Maurizio Chemello, che ha giudicato in maniera durissima le modalità di messa in funzione dell'apparecchio per la rilevazione della velocità dei veicoli.
Uno strumento piazzato in quel punto poco meno di un paio d'anni fa, a seguito di alcuni incidenti mortali, come deterrente contro l'alta velocità. A quanto pare però il macchinario è rimasto a lungo inattivo ed ha cominciato a funzionare per davvero solo da qualche settimana.
«Prima di allora - osserva infatti il primo cittadino misquilese - non mi risulta siano mai state comminate multe».
Sindaco Chemello, la Provincia, quando installò l'apparecchio, giustificò la decisione presentando l'autovelox come un sistema per evitare nuovi scontri automobilistici.
«Io non sono contro l'autovelox, se usato come strumento di prevenzione. È vero inoltre che in quella strada sono accaduti gravi incidenti, ma lasciare il macchinario vuoto per due anni e poi metterlo improvvisamente in funzione mi sembra, come ho già avuto modo di dire, un "trappolone"».
Ha ricevuto parecchie segnalazioni dai suoi concittadini?
«Continuo a riceverne. Sono state comminate ammende anche a persone che viaggiavano a poco più di sessanta all'ora. Ci sono famiglie in grosse difficoltà economiche che già sanno di dover pagare due multe da 168 euro l'una e che ora attendono altre sanzioni. Mi sembra una punizione eccessiva».
Lei ha assunto una posizione molto netta su questa vicenda e il suo intervento ha riportato all'attenzione suli annosi problemi di quel tratto della "248". Un'arteria su cui transitano ogni giorno migliaia di auto e di mezzi pesanti ma dove non esiste ancora l'illuminazione né una pista ciclabile che consenta di raggiungere Bassano in bici senza temere di essere travolti. Era stata presentata anche una petizione popolare ma non sono stati fatti grandi passi in avanti.
«Siamo in attesa della superstrada Pedemontanda, su cui dovrebbe essere dirottato il traffico pesante. La 248 non è una strada di competenza comunale. È difficile che un'amministrazione municipale possa riuscire a fare dei lavori».
L'assessore provinciale però, a suo tempo, aveva detto che l'iniziativa doveva partire proprio dai comuni...
«Se avessimo la certezza di poter ottenere i fondi, domattina metterei in moto un progettista per realizzare la ciclopista. In ogni caso deve essere la Provincia a delegare le municipalità».
L'isolamento del comune di Mussolente è determinato anche dalla mancanza di un adeguato servizio di trasporto pubblico urbano, di una linea di bus che, a prezzi ragionevoli, copra la tratta che separa il paese da Bassano.
«Qualche anno fa, in qualità di assessore, mi ero attivato con la Provincia e con la Regione per far entrare la nostra municipalità nel bacino di trasporto urbano individuato dalle Ftv per l'area bassanese. Purtroppo fu una battaglia persa. Adesso però intendo ricominciare da capo tutto l'iter, coinvolgendo il comune di Bassano, Palazzo Nievo e Venezia».
Sempre sulla 248, all'incrocio di Spin, è stato posizionato qualche anno fa anche un apparecchio fotografico per la rilevazione del passaggio con il rosso...
«Sono contrario a questi sistemi: Avolte vengono comminate sanzioni non corrette, nonostante la buona fede delle amministrazioni».
C.Z.

Incendio
sul Castello
Paura
per gli abitanti

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Lucio Zonta



Un incendio di vaste proporzioni s'è sviluppato ieri pomeriggio verso le 17 a Marostica, lungo il pendio caratterizzato dalla presenza di un appezzamento boschivo, nel quale ci sono anche molti ulivi, che scende dal castello superiore verso il centro della cittadina. Le fiamme, originate forse dalla distrazione di alcuni turisti, hanno facilmente attecchito e in poco tempo si sono sviluppate su un fronte molto ampio, largo circa 300 metri.
Fortunatamente non sono stati segnalati problemi per gli abitanti della zona. I primi ad accorrere sono stati gli agenti della polizia locale dell'Unione che si sono resi subito conto della situazione, diventata ben presto molto difficile e che poteva addirittura degenerare. È stata così allertata la squadra della protezione civile di Nove, composta da specialisti dell'antincendio. Il fuoco ha comunque continuato ad alimentarsi, trovando facile esca tra il verde, e sono stati allora chiamati anche i pompieri della caserma di via Ca' Baroncello. La zona nella quale l'incendio s'era sviluppato era difficilmente raggiungibile. Sono stati quindi adottati degli accorgimenti per raggiungere le fiamme coi mezzi necessari allo spegnimento. L'incendio s'è sviluppo nella parte del pendio più spostati verso Breganze e ha creato timore tra gli abitanti.
Valutata la situazione, è stato chiesto anche l'intervento di altri tutori dell'ordine, e a fianco della polizia locale, per verificare la situazione, sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Marostica.
Era impossibile che l'incendio si fosse sviluppato per cause naturali e a Marostica sono arrivati anche gli uomini del Corpo forestale che hanno avviato le indagini per scoprire le cause del rogo. In serata è emerso, appunto, che sarebbe stato provocato da qualche turista un po' troppo distratto. La consistenza e la vastità dell'incendio hanno tenuto impegnati gli specialisti e le forze dell'ordine per molte ore.

Valle S.Felice. Abbattuti
i cipressi. Guai
per il parroco

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Il parroco fa abbattere i cipressi monumentali del cimitero della frazione e a Marostica scoppia un caso che vede in prima linea anche l'amministrazione comunale. Quegli alberi erano stati piantati novant'anni fa, alla fine della guerra, per onorare la memoria dei soldati di Valle San Floriano caduti in battaglia, ora però sono stati quasi tutti abbattuti, fatti tagliare nei giorni scorsi dal parroco don Adriano Bottaro perché, a quanto sembra, non erano in buona salute e avrebbero potuto cadere sul tetto.
Ne sono rimasti in piedi solo tre, contro i venti ormai ridotti a legna per il fuoco. Così nella città scaligera si è accesa la protesta. Il drastico intervento commissionato dalla parrocchia non è infatti passato inosservato e ha suscitato un certo disappunto fra qualcuno degli abitanti. Il Comune scaligero, a lavori appena iniziati, ha subito inviato una segnalazione in Municipio.
«Le piante si trovavano in un terreno comunale sottoposto a tre vincoli: un vincolo paesaggistico, uno monumentale ed uno idrogeologico - spiega il consigliere d'opposizione Duccio Dinale, portavoce del Gruppo civico Marostica - La chiesa di San Floriano si trova in un contesto molto particolare e sembra che le sue origini siano antiche e risalgano almeno al 1100».
I cipressi erano stati piantati in quel luogo, nei pressi del cimitero, al termine della Prima guerra mondiale, in onore dei soldati morti durante il conflitto e, come ricorda il rappresentante della minoranza, alcuni di essi avevano raggiunto un diametro di base di 70 centimetri. Dopo l'arrivo delle prime segnalazioni della cittadinanza nei palazzi comunali, i vigili si sono quindi immediatamente recati sul posto per effettuare un sopralluogo e per chiedere spiegazioni al parroco. I lavori di abbattimento degli alberi però non sono cessati e, come conferma il sindaco Gianni Scettro, sono proseguiti anche dopo l'intervento degli agenti della polizia municipale, che ora dovranno valutare quali azioni intraprendere.
«Stiamo approfondendo la questione - dice il primo cittadino - e stiamo verificando se ci sono responsabilità». C.Z.

«Le torri? Cancellate entro l'anno»

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Non di lentezza, ma di puntiglio si tratta: è questa, in sintesi, la risposta che Rosanna Filippin, assessore all'urbanistica della Giunta Cimatti, potrebbe idealmente inviare alle provocazioni lanciate dai consiglieri leghisti sulla questione torri di Portoghesi e sul nodo casa Rubbi.
«Le conseguenze - spiega l'assessore - di un errore di procedimento nella questione delle torri potrebbero comportare richieste di risarcimento notevoli da parte degli interessati. Alla cittadinanza sembrerà che stiamo andando lentamente, in realtà stiamo solo procedendo secondo le regole, per non sbagliare una virgola, nel rispetto rigorosissimo della legge».
Cosa è stato fatto finora?
«È stato avviato il complesso procedimento che avrà nella delibera finale del consiglio comunale solo l'ultimo atto. Stiamo ragionando per decidere se revocare (dichiarando l'assenza di interesse pubblico nella costruzione di edifici alti più di 65 metri in quell'area) o annullare (in base a considerazioni non corrette) la delibera del 16 aprile 2009, con cui il consiglio comunale concedeva la deroga in altezza per l'area del Piano Mar».
«I diretti interessati- aggiunge - hanno ricevuto notifica delle nostre intenzioni, hanno inviato le loro memorie, che insieme ai pareri degli avvocati porteranno a nuove considerazioni cui seguiranno le loro contro osservazioni. Al termine tutto il procedimento sarà sottoposto al consiglio comunale che ha competenza per decidere cosa fare».
Avete fatto una previsione sui tempi?
«Entro novembre, dicembre al massimo, quella delibera sarà in qualche modo "eliminata"».
Oltre le torri, di cosa si sta occupando l'ufficio urbanistica?
«Al momento, principalmente, del Piano casa: arriveremo a delibera il 29 ottobre. In quell'occasione si deciderà quale parte della legge adottare. E, sempre in merito all'edilizia, abbiamo deciso di dare un segno di diversità rispetto alla precedente Amministrazione e abbiamo dato l'avvio alla redazione del regolamento edilizio sostenibile. Ci vorrà del tempo, perché si tratta di stabilire che, in futuro, in città si dovrà costruire secondo determinate tecniche: una svolta epocale, che cambierà nel tempo il nostro patrimonio edilizio, e quindi un percorso che va vissuto insieme a cittadini e associazioni».
Altro tema che è stato cavallo di battaglia in campagna elettorale e su cui siete stati accusati di lentezza è il progetto Casa Rubbi. A che punto è?
«Abbiamo deciso di avviare il percorso per la trasformazione dell'area, attualmente agricola, in edificabile. Non abbiamo ancora quantificato la tempistica perché ci sono delle divergenze con la Regione sull'interpretazione dell'indice di territorio agricolo trasformabile. L'obiettivo comunque rimane quello di costruire la struttura nel luogo individuato. Anche in questo caso vogliamo procedere con la massima correttezza». E per il futuro meno prossimo quali sono gli impegni del suo assessorato?
«Sto studiando il disegno complessivo della città per procedere con il completamento del piano degli interventi che mette in atto il Pat. Nei prossimi mesi, dunque, dovremo analizzare il territorio zona per zona, pianificando come intervenire nei prossimi 5 anni. Dovremo valutare le molte aree critiche della città».
Per esempio?
«Aree dismesse, come l'ex Elba, dove una decisione sbagliata potrebbe compromettere il futuro volto della città».
Il 25 ottobre e l'elezione del segretario regionale del Partito democratico si avvicinano. Rimarrà assessore a Bassano se l'esito le sarà favorevole?
«Lo deciderò solo dopo quella data. Se dovessi rispondere in base al cuore, direi subito di sì: piuttosto sacrificherei altre cose, come il lavoro. Ma non mi è mai piaciuto fare le cose male, per cui se mi renderò conto di non farcela, sarò costretta a prendere una decisione». Ch.B.

Marchesane.
«Via la ciclabile
è pericolosa»

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Era stata voluta e approvata dal Comitato di quartiere ma ora che è stata realizzata i residenti ne chiedono la rimozione. Giudicata pericolosa e soprattutto poco utile, la pista ciclabile costruita a Marchesane tra la zona Tre ponti e il semaforo all'incrocio tra via dell'Artigianato e via della Ceramica è in queste settimane al centro di una furiosa protesta scatenata da chi ogni giorno si trova a fare i conti con i problemi viabilistici creati dalla nuova ciclabile. È già stata depositata in municipio una petizione sottoscritta da settantasei persone (abitanti della zona e non) in cui si denuncia al sindaco Stefano Cimatti e all'assessore alla viabilità e ai lavori pubblici Dario Bernardi «l'estrema pericolosità» di quel tratto di via Marchesane. I firmatari fanno notare come, in seguito alla realizzazione della ciclopista, la sede stradale si sia notevolmente ridotta e come tale assottigliamento stia causando gravi problemi non solo ai residenti ma anche agli automobilisti che vi transitano abitualmente. Una via molto trafficata e, ad avviso dei promotori della sottoscrizione, da sempre «sottodimensionata» rispetto alla quantità di traffico che è costretta a sopportare. Chi vive in quella zona, fanno presente gli autori dell'esposto, riscontra notevoli difficoltà nell'entrare e nell'uscire dall'abitazione e corre un reale rischio di rimanere coinvolto in un incidente. Sul lato destro infatti la carreggiata sfiora cancelli e passi carrai, mentre sul lato sinistro la pista corre proprio a ridosso degli edifici.
Senza contare il problema della scarsa visibilità, che va ad aggiungersi a tutti quelli legati alla comparsa del viale per le bici. Un'opera che, tutto sommato, viene ritenuta di scarsissima utilità e che, a quanto lasciano intendere i promotori dell'istanza depositata in municipio, presenta ben pochi vantaggi rispetto ai disagi e ai pericoli. I firmatari invitano il primo cittadino e l'assessore a ripristinare in toto la viabilità precedente e a cassare il progetto pista ciclabile. Un piano che era già stato oggetto di aspre critiche e che aveva provocato malumore, non solo tra i residenti.
C.Z.

Bassano. Occhi al cielo torna la notte dei "fuochi"

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I fuochi d'artificio torneranno a sfavillare nella notte bassanese e a riempire di luci e di colori il cielo. La Pro Bassano darà il via domani al trentaduesimo concorso pirotecnico Città di Bassano. Tre le tre aziende in gara: Piroblù di Vissandone di Basiliano, in provincia di Udine, per il Nord; Pirotecnica Abruzzese di Città Sant'Angelo (Pescara), per il Centro e Nuova Pirotecnica Padre Pio di San Severo, nei pressi di Foggia - vincitrice della passata edizione - per il Sud.
Lo spettacolo prevedrà quindi tre esibizioni, al termine delle quali gli spettatori potranno esprimere il proprio giudizio compilando una scheda di valutazione, che verrà distribuita prima della manifestazione e che potrà essere infilata, al termine della serata, nelle urne dislocate nei principali punti d'osservazione della città. Oppure, per tutta la settimana successiva, il pubblico potrà consegnare il biglietto nei bar e negli esercizi partner dell'iniziativa.
«La premiazione - ricorda il presidente della Pro Renzo Stevan - si terrà a novembre».
L'appuntamento è quindi fissato per le 21.45, in città oppure su Internet. Da quest'anno infatti lo show sarà trasmesso in diretta sul sito www.piroweb.it. I botti saranno sparati dall'area della Conca d'Oro messa gratuitamente a disposizione da Sante e Gimo Fiorese e da Matteo, Daniela, Francesco e Giampietro Zonta.
La sicurezza sarà garantita dai volontari della Croce Verde e della squadra antincendio delle colline bassanesi e dalle forze dell'ordine e, per non creare troppo disturbo agli abitanti della zona, non verranno sparati i botti più potenti, quelli detti "tonanti".
«Quest'anno infine - continua il responsabile - le esibizioni saranno precedute da uno spettacolare volo di circa 60 mongolfiere di carta». C.Z.

Forestale 
a caccia
del rettile
di Vallonara

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Lorenzo Parolin



Il clima di Vallonara, evidentemente, non si addice ai coccodrilli, perché del grosso rettile, presumibilmente un caimano del Brasile prossimo all'età adulta, avvistato tra Marostica e la frazione collinare qualche giorno fa si sono perse le tracce. Nel frattempo gli uomini del Corpo forestale di stanza a Bassano si sono mossi per monitorare la zona, in particolare gli argini della roggia Longhella nella quale il grosso sauro, dopo un incontro pomeridiano molto ravvicinato nell'orto di proprietà di Giovanni Pianezzola, si era tuffato dileguandosi: nessuna traccia neppure lì, né orme, né resti di qualche pasto, né altri segni visibili sul terreno. Gli uomini della stazione di Bassano al comando dell'ispettore Mauro Rossi, dopo aver effettuato alcuni passaggi nell'area interessata, tra ieri mattina e ieri pomeriggio, hanno inoltre preso contatto con alcuni residenti per verificare, effettivamente, che la bestia in questione fosse un alligatoride e non , ad esempio, un'iguana o altro tipo di rettile amante dell'acqua: in ogni caso è sempre a disposizione dei cittadini il numero d'emergenza 1515, per segnalare al Corpo forestale eventuali avvistamenti o movimenti inusuali. Si trattasse davvero di un caimano, dovrebbe intervenire il Cites, reparto specializzato nel trattamento degli animali esotici: in ogni caso, le forze dell'ordine competenti escludono che un rettile tropicale possa passare indenne i nostri inverni. Dovesse poi ripetersi una stagione particolarmente fredda come accaduto l'anno scorso, l'animale avrebbe davvero poche possibilità di sopravvivenza. Sempre ammesso che si tratti di un coccodrillo, e in questo senso le testimonianze raccolte sembrano essere attendibili, e che sia stato abbandonato da un proprietario a dir poco imprudente, sono comunque da stigmatizzare i comportamenti di chi acquista animali esotici per poi lasciarli al proprio destino lungo una strada. Non è raro, infatti, che rettili quali grosse tartarughe, iguane o altri lucertoloni, dopo l'acquisto si rivelino essere più un impaccio o un pericolo che una compagnia e allora, li si carica in auto e, arrivati in periferia, fine della corsa.
Il Marosticense, finora, non era stato toccato da simili episodi, ma se l'animale avvistato a Vallonara fosse davvero un alligatore, a suo modo, sarebbe davvero un record.

Bassano. «A tu per tu col "mostro" nella roggia Longhella»

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È ancora nel Marosticense il grosso rettile avvistato la prima volta lunedì 28 settembre all'incrocio tra via Consagrollo e via Maggiore Morello, poco prima dell'abitato di Vallonara? Che l'animale, probabilmente un caimano del Brasile, forse acquistato e poi abbandonato da un ignoto cultore di specie tropicali, abbia gettato lo scompiglio tra i residenti in zona, è ormai fuor di dubbio e anche dopo i primi sorrisetti, a sentire le descrizioni di chi ha incrociato l'animale le perplessità scompaiono e subentra un filo di preoccupazione.
«Abito non lontano da Vallonara - spiega Giovanni Pianezzola, titolare di una pasticceria in centro a Marostica - Erano circa le 14.30 di nove giorni fa ed ero andato, come abitudine, nell'orto di casa: stavo controllando la crescita di alcuni ortaggi e all'improvviso mi sono visto spalancare davanti al viso le fauci di questo grosso rettile».
Lungo poco più un metro, di colore marrone, piuttosto rapido nei movimenti e amante dell'acqua (visto che, uscito dall'orto è andato a tuffarsi nella roggia Longhella che scorre parallela alla strada). La descrizione fatta da Pianezzola coincide con quella degli alligatoridi originari del Brasile e del Paraguay che, adulti, possono raggiungere anche i tre metri di lunghezza.
La zona dell'avvistamento, in effetti, è umida e nei mesi estivi anche calda: l'habitat dunque quasi ideale per un predatore uscito dal proprio rettilario.
«Già nel corso dell'estate - prosegue Pianezzola - sentivamo qualche strano rumore provenire da un campo di granoturco non lontano dal corso d'acqua e mi risulta che anche un altro residente della zona abbia intravisto più volte l'animale, sempre in prossimità del tramonto». È possibile, dunque, stando alle testimonianze raccolte, che dopo la mietitura il rettile, privato dell'habitat che si era scelto, si sia spostato altrove, fino al tuffo nella roggia, che potrebbe averlo portato chissà dove.
Tra i residenti, tuttavia, c'è anche chi non si dice preoccupato, come Luciano Primon che con una battuta cita il "serpe-gato", versione nostrana del basilisco, di cui parlavano fino a una trentina di anni fa gli anziani nei loro racconti.
Sulla stessa lunghezza d'onda la figlia Ketty che sdrammatizza con un «in collina certe cose succedono» e afferma di non aver visto tracce di rettili nella zona.
Più possibilista è invece L.R., altra residente nell'area degli avvistamenti, preoccupata per la cattiva abitudine di alcuni appassionati di animali esotici di abbandonare rettili e quant'altro quando sono troppo grandi per rimanere confinati in un appartamento o sono venuti a noia.
Nel frattempo, allertati i carabinieri della locale stazione e il Corpo forestale dello Stato, da Vicenza è pronta a partire alla volta di Vallonara una squadra del Cites, i forestali specializzati nella cura degli animali esotici: l'obiettivo è catturare l'animale e consegnarlo ad uno zoo dove potrà, finalmente, vivere tranquillo.

Marostica. Superstrada Valsugana. Coro unanime: scempio

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In merito al progetto di superstrada in Valbrenta, sul quale si è espresso negativamente il Consiglio regionale, si è svolto a Marostica un incontro promosso dal "Gruppo civico Marostica" nell'ex opificio Baggio, presente il sindaco Gianni Scettro. Domenico Patassini ha parlato di «urbanistica del sopruso» Angelo Chemin ha messo in guardia dal pericolo di «stravolgere secoli di storia» Duccio Dinale ha lamentato una «soluzione calata dall'alto» il sindaco Scettro ha parlato di «impatto ambientale devastante».
«Da molti anni si discute sulla mancanza di un'adeguata rete viaria in Valsugana - ha ricordato Dinale ripercorrendo le tappe della vicenda - Da una soluzione di superstrada aperta si passa a una soluzione a pedaggio ma nessuno dei politici locali ha espresso parere favorevole a questo progetto calato dall'alto». Alberto Baccega, esperto di ingegneria stradale e ferroviaria, ha spiegato quel poco che si può dedurre osservando il progetto preliminare: lo svincolo di Marchesane, all'innesto del raccordo, non potrà che essere sopraelevato. A Marostica la superstrada percorre solo un breve tratto, perché poi si sposta nel Comune di Bassano. Il preside della facoltà di urbanistica di Venezia Domenico Patassini ha invece trattato la questione dal punto di vista territoriale, parlando di "urbanistica del sopruso".
«Formalmente il progetto è in regola - ha spiegato Patassini - ma ignora completamente il territorio che attraversa. Il tracciato sembra sospeso su una nuvola, salta continuamente a destra e a sinistra del Brenta e sconvolge il già precario patto implicito su cui si regge l'equilibrio della valle. La realizzazione di quest'opera avrebbe un enorme impatto sia dal punto di vista estetico e visivo, ma anche sociale, ambientale e territoriale».
«Prima di intervenire su qualsiasi territorio - ha ribadito Chemin - è indispensabile conoscere i suoi pregi culturali, storici e ambientali, altrimenti rischiamo di stravolgere irrimediabilmente la sua storia. Il paesaggio non è un lusso visivo di contemplazione, ma una risorsa di tutti».

Nove. Fanno discutere i nuovi ticket sull'uso del parco

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A Nove la minoranza del consiglio comunale chiede informazioni sui provvedimenti adottati per la zona del parco fluviale del Brenta. I consiglieri di Uniti per Nove capeggiati da Franco Bordignon hanno manifestato perplessità in quanto la minoranza aveva chiesto risposta scritta a una delle loro dodici interrogazioni. La vicenda è legata all'adozione di una serie di tariffe varate dalla Giunta in pieno periodo estivo.
Come noto, per usufruire degli spazi di sosta e dei tavolini dell'area fluviale del Brenta, la Giunta di Manuele Bozzetto ha fissato delle tariffe nei giorni festivi. Il consigliere Bordignon e l'intero gruppo di minoranza avevano chiesto tra l'altro se dell'iniziativa fosse stato informato il Genio civile di Vicenza, ente che ha giurisdizione nell'area fluviale del Brenta. Bordignon non s'è ritenuto soddisfatto della risposta scritta già fatta pervenire dalla Giunta comunale.
«Mi è stato risposto che il Comune per quell'area paga un canone concessorio», ha detto.
La maggioranza ha replicato asserendo che l'applicazione delle tariffe ha permesso di evitare affollamenti e diverbi, che erano divenuti frequenti. I residenti non pagano le tariffe per i servizi e hanno la possibilità di usufruire maggiormente del sito. Il sindaco Manuele Bozzetto ha rammentato che non c'è alcuna limitazione per l'accesso all'area, che rimane libero. L'assessore Gheller ha precisato che il ticket riguarda la sola gestione del parcheggi e dei tavolini. Il vicesindaco Riccardo Carlesso ha affermato che la cittadinanza novese è soddisfatta del provvedimento.
«Le strutture del parco sono comunali e non esiste alcuna subconcessione - ha detto - Le tariffe servono a coprire i costi di manutenzione sostenuti dall'Amministrazione con contributi ai volontari».R.B.

Rossano.
Il Comune parte civile contro la fonderia

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Mario Baggio



La vicenda della "Rossano Fond", ditta di via Crearo che è stata al centro di tante polemiche e prese di posizione da parte del comitato che contesta l'emissione di polveri e rumori che rendono difficile la vita agli abitanti della zona, sta per approdare in sede di giudizio. In seguito ad una serie di accertamenti effettuati dalla Provincia, alcune parti della fabbrica, che non rispondevano a criteri di sicurezza e non erano state autorizzate, sono state poste sotto sequestro. Ha fatto seguito una citazione in giudizio al tribunale di Bassano a carico dei legali rappresentanti della "Rossano Fond", Paolo e Livio Soliman. La Giunta comunale ha ritenuto opportuno partecipare al processo penale riguardante le vicende giudiziarie della ditta, viste le problematiche di tipo ambientale ed edilizio connesse alla stabilimento industriale che opera in un contesto fortemente urbanizzato.
Di qui, la delega al sindaco Gilberto Trevisan a costituirsi parte civile, al fine di consentire la presentazione delle richieste e della lamentele che arrivano dalla popolazione. L'incarico di assistere il Comune è stato affidato all'avv. Gianni Morrone di Padova. La prima udienza è prevista per la fine di ottobre. Fra la "Rossano Fond" e l'amministrazione comunale è in piedi un altro contenzioso. Si tratta del diniego della sanatoria di un piazzale e di una tettoia realizzati all'interno della ditta. Quest'ultima ha presentato ricorso contro la risposta negativa dell'amministrazione comunale. La soluzione di una vicenda annosa potrebbe derivare solo dallo spostamento dell'attività in una zona produttiva lontana dalle abitazioni.

Mario Baggio

Rally, migliorano i feriti Due in rianimazione

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Sono in netto miglioramento le condizioni di due degli otto feriti del rally Città di Bassano. Le notizie più confortanti giungono dall'ospedale di Treviso: Luigi Cobalchini, il cinquantaseienne di Nove che aveva avuto bisogno dell'elisoccorso, si sta riprendendo. L'uomo, riferiscono i familiari, non avrebbe patito lesioni alla spina dorsale. Fin dagli attimi successivi all'incidente la sua situazione era apparsa assai delicata: era cosciente e parlava, ma lamentava l'insensibilità degli arti inferiori. A distanza di alcuni giorni, per fortuna, le sue condizioni di salute sono nettamente migliorate, tant'è che ci potrebbe anche essere lo scioglimento della prognosi, fino a questo momento riservata. Dovrà ovviamente rimanere all'ospedale ancora per qualche tempo per curarsi al meglio, ma i bollettini medici lasciano davvero ben sperare.
Aggiornamenti confortanti giungono anche dall'ospedale San Bassiano. Uno dei tre feriti ricoverati nel reparto di rianimazione, infatti, ieri è stato trasferito in altro reparto: dopo la visita dei medici, verrà formulata una prognosi. Rimangono sempre riservate, invece, quelle relative ad altri due pazienti.
Il terribile incidente è avvenuto poco prima delle 16 di sabato, durante l'ottava prova speciale "Valstagna" del Città di Bassano, con percorso da Foza a Valstagna. Scendendo verso il comune valligiano, la Peugeot 106 dell'equipaggio Chemin-Perli è sbandata all'altezza del secondo tornante e ha travolto otto persone. La dinamica dei fatti e le responsabilità sono ancora al vaglio della polizia stradale, che ha anche acquisito i filmati della camera-car della Peugeot, e della procura di Bassano.D.M.

Val Brenta. «Superstrada? In Valle è disastro ambientale»

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Ottorino Bombieri, che per due legislature ha seguito come sindaco di San Nazario tutte le vicende legate alla "Valsugana", scrive al Prefetto sulla proposta di "Itinerario della Valsugana Valbrenta-Bassano Ovest - superstrada a pagamento", per esprimere disappunto e preoccupazione.
«Il progetto accettato dalla Regione sta sollevando non polemiche ma rabbia - scrive Bombieri - chi ha visto quel poco che ci è stato permesso di vedere, resta sconvolto. Si tratta di una superstrada in superficie che, con viadotti a 35 metri di altezza, passa lungo la valle, prima a destra poi a sinistra, attraversando il Brenta tre volte. È la lacerazione ambientale più voluta come se il progettista ce l'avesse con la Valbrenta ed i suoi abitanti e volesse sbattere il mostro proprio lì».
«C'è un esempio - continua Bombieri - di come sarà ridotta la valle ed i suoi abitanti. È a San Marino. In questa frazione di San Nazario è stato realizzato, agli inizi degli anni '80, un viadotto sopra la nostra testa. Con la proposta accolta il 4 agosto scorso dalla Giunta Regionale Veneta, lo stesso disastro ambientale sarà ampliato a danno di Campese, nel territorio di Bassano; delle contrade Pellizzari, a Campolongo, e Fabbri, Bortoli, Merlo di San Nazario. Perché voler ripetere gli stessi errori? Perché, ed è questa la proposta, non seguire la strada del progetto Mazzalai (quasi tutto in galleria tra Pove e Pian dei Zocchi) collegandolo, per farne un'appendice "a pagamento" con la Pedemontana, a Rosà/Cassola, utilizzando e migliorando l'attuale stralcio di superstrada tra Pove e Cassola/Rosà?».
«Il tracciato avrebbe più o meno lo stesso sviluppo - prosegue l'ex sindaco - ma utilizzerebbe parti già esistenti (tratto Rosà - Cassola/Pove), sulla base di un progetto (Mazzali) già approvato in galleria, tra Pove e Pian dei Zocchi; accoglierebbe maggiormente le richieste degli utenti (traffico Padova-Venezia/Brennero), sarebbe ugualmente favorevole alle ditte proponenti (appendice alla Pedemontana), non distruggerebbe le colline di Marostica e di Bassano, e la Valbrenta».
«Prolungando il tracciato a nord, fino a Rivalta - insiste Bombieri - toglierebbe questa frazione dall'isolamento colpevole cui è stata costretta. Se poi, bontà d'animo o desiderio di investimento di chi può, portasse ad eliminare la vergogna del viadotto di San Marino, tanto meglio… Ma, non altri viadotti sulle nostre teste: questo gli abitanti della Valbrenta non possono accettarlo».
Bombieri allega l'ipotesi di nuovo panorama parziale della Valbrenta, visto dal parco giochi di località Merlo e invia la stessa lettera ai presidente della Provincia di Vicenza e della Comunità montana del Brenta e ai sindaci di vari Comuni. R.P.

Bassano. La città commemora l'eccidio

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Bassano, città medaglia d'oro al valore militare per meriti nella guerra di liberazione, a 65 anni dall'eccidio del Grappa ricorderà domani, assieme alle associazioni partigiane, combattentistiche e d'arma, i numerosi caduti per la pace e la democrazia in Italia e nel mondo.
Il programma della cerimonia di commemorazione prevede alle 9 la riunione delle autorità e dei partecipanti in Municipio e di seguito la partenza del corteo per il viale dei Martiri, con deposizione di una corona d'alloro al monumento dei Caduti situato in piazza Garibaldi.
Alle 9.30 è in programma la deposizione di una corona di alloro alla lapide dedicata ai "Martiri della libertà" e la celebrazione della messa.
Diversamente dagli anni scorsi, il saluto del sindaco Stefano Cimatti e il discorso ufficiale, che quest'anno sarà tenuto dall'avvocato scrittore Mario Dalla Palma (testimone diretto dell'eccidio), non si terrà al teatro Astra, ma al Castello degli Ezzelini.
Lo spostamento è dovuto al fatto che l'Astra non si può utilizzare: l'agibilità era stata prorogata fino allo scorso 15 settembre, ma per rinnovarla sarebbe stato necessario affrontare degli interventi molto onerosi da parte del Comune e quindi antieconomici, anche in considerazione del numero contenuto di giornate di utilizzo da parte del Comune e del fatto che la stagione teatrale è stata spostata al teatro Remondini.
In caso di maltempo il discorso sarà tenuto in sala Da Ponte al Centro giovanile.

Tezze. Cromo e morti sospette «La Procura indaghi»

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Mario Baggio



La commissione provinciale per l'ambiente, guidata da Massimo Confente, con la presenza dell'assessore provinciale Antonio Mondardo, nella mattinata di ieri si è riunita in una sede insolita, la struttura produttiva che ha ospitato la galvanica gestita prima dalla Tricom e quindi dalla PM, in via Tre Case a Tezze.
I risultati di una gestione poco accurata in un settore così delicato ha avuto e continua ad avere conseguenze devastanti per l'ambiente, con costi per la bonifica che si prevedono superiori ai dieci milioni di euro. La collaborazione in atto da anni fra l'ex amministrazione comunale guidata da Luciano Lago, amministrazione provinciale, Regione, Arpav, Ato ed Etra, ha permesso di mettere in atto un primo intervento di bonifica della roggia Brotta, un corso d'acqua che corre a sud della galvanica, contaminato dall'immissione di reflui della lavorazione.
Inoltre, dopo l'inquinamento della falda che ha colpito alcuni paesi del Padovano, si è proceduto alla realizzazione di una barriera idraulica. L'acqua viene prelevata, trattata con soda caustica ed acido cloridrico e immesso nella rete consortile per lo smaltimento. Il costo medio annuale per mantenere in sicurezza la falda è di 150 mila euro.
Con l'iniziativa di ospitare la commissione provinciale per l'ambiente nella fabbrica di veleni, non solo per l'ambiente, ma anche per quanti vi hanno lavorato e sono deceduti per le condizioni proibitive di lavoro, il sindaco Valerio Lago ha voluto puntare i riflettori della stampa su un problema che merita una rapida soluzione.
I finanziamenti statali, regionale e provinciali ci sono. Si tratta di passare alla fase operativa, decidendo come intervenire, creando un sarcofago con l'iniezione di sostanze riducenti ed inertizzanti del cromo 6, oppure procedendo alla bonifica del sito inquinato, solo con sostanze inertizzanti, mantenendo in funzione la barriera idraulica. Il primo cittadino ha posto l'accento anche su un aspetto umano legato alla gestione della galvanica, con vasche che facevano acqua da tutte le parti, aspiratori posti a quattro metri di altezza rispetto al piano di lavorazione, rumori insopportabili.
«Chiediamo che la magistratura bassanese si pronunci in merito a quindi casi di decessi di ex dipendenti della galvanica, in procedimenti sollevati dalle rispettive famiglie. Oltre che la soluzione definitiva di un disastro ambientale – ha precisato Valerio Lago – chiediamo anche che venga fatta giustizia per le vittime del lavoro». Fra le testimonianze, quella di Domenico Bonan, figlio di Silvio, deceduto dopo 22 anni di un lavoro in condizioni disumane.
«A distanza di nove anni – ha affermato Domenico Bonan – quindici faldoni per morti dovute alle condizioni di lavoro nell'ex galvanica, dormono. La Procura di Bassano sembra allergica al cromo. È ora di fare giustizia». Sulla necessità di risolvere il problema sotto il profilo ambientale ed umano, mediante una stretta collaborazione fra i vari enti interessati, è intervenuta anche l'europarlamentare Mara Bizzotto, che ha fatto presente il suo impegno a livello di commissione europea per l'ambiente.
Sulle condizioni di lavoro, una testimonianza videoregistrata fatta dagli uomini dell'Arpav, quando la fabbrica era ancora in attività. Al rumore assordante, si aggiungevano lo stato di degrado delle vasche e degli impianti, la fatiscenza del sistema di depurazione. Milioni di euro per bonificare una delle zone più contaminate del Veneto, mentre non saranno sufficienti compensi economici per risarcire le famiglie colpite dalla scomparsa di congiunti costretti a lavorare in un lager industriale dei nostri tempi.

Valstagna.
Pericolo caduta
massi, paese 
preoccupato

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Renato Pontarollo



Sugli interventi per ridurre il rischio da caduta massi in località "Lora Bassa", che sovrasta gran parte del capoluogo valligiano, l'amministrazione comunale di Valstagna ha organizzato con la popolazione e i consiglieri comunali un incontro pubblico nella sala polivalente di piazzetta Brotto.
Sul pericolo caduta massi che incombe in particolare sulle vie Sette Comuni e 4 Novembre, ha parlato il sindaco Angelo Moro, ricordando come la problematica sia stata ereditata dalla precedente Amministrazione. Dopo una breve cronistoria del problema, ha fatto riferimento alle ipotesi di intervento proposte dal Genio civile e dall'amministrazione provinciale e all'urgenza di prendere una decisione per il finanziamento dell'opera.
Sulla questione è nota la posizione del Comune di San Nazario e della popolazione di Carpané che hanno respinto l'ipotesi di un nastro trasportatore sul fiume per il materiale.
L'ipotesi del vallo non è stata accolta favorevolmente a Valstagna dai residenti della zona interessata.
Lamentano il disagio di un cantiere destinato a durare anni, con transito di mezzi pesanti, danno estetico e ambientale. I massi finora caduti, come ha osservato qualcuno, sono di piccole dimensioni e quindi bastano delle barriere paramassi. Inoltre finora ci sono stati solo danni materiali e nessuna vittima.
Il nocciolo della questione sembra ricondursi al disagio per il trasporto del materiale per il quale si ipotizzano da 50 a 150 automezzi pesanti al giorno, a seconda del materiale estratto.
Sull'ipotesi di intervento di messa in sicurezza è quindi intervenuto l'ing. Giovanni Stevan del Dipartimento territorio e ambiente dell'amministrazione provinciale che ha illustrato la situazione attuale con la proiezione di immagini, spiegando in maniera dettagliata il rischio di caduta massi, le proposte già avanzate dalla Provincia, l'ipotesi di vallo e del trasporto del materiale con nastro trasportatore.
Considerate le problematiche sollevate dalla popolazione di Valstagna, di Carpané di San Nazario e i tempi stretti per intervenire e non perdere i finanziamenti è passato all'intervento con barriere paramassi. Le barriere paramassi, ha spiegato, vogliono dire poco disturbo, ambiente pressoché intatto, ma quanto alla eliminazione del pericolo, sono una soluzione di ripiego.
Inoltre, al milione di euro già stanziato dalla Regione Veneto con la legge Sarno, l'amministrazione provinciale ha aggiunto ulteriori 300 mila euro. La spesa ipotizzata per la posa di barriere paramassi è di 690 mila euro; altri 170 mila euro per ancoraggi in parete di massi pericolanti, il resto per spese tecniche ed altro.
In questa prima fase l'intervento interessa un tratto limitato con due barriere distinte: una di 150 metri, l'altra di circa 170 metri, destinate a mettere in sicurezza il capoluogo dal primo tornante alla Val Frenzela.
Successivamente, ha aggiunto il sindaco Moro, l'amministrazione provinciale prevede un secondo intervento per proseguire con barriere paramassi anche in direzione sud.
A conclusione degli interventi è stato aperto il dibattito con il pubblico, intervenuto numeroso in saletta Brotto.
Sono sembrati pressoché tutti concordi sull'intervento con barriere paramassi, forse dimenticando quel movimento franoso di grandi proporzioni, avvenuto nel 1992, che ha interessato una vasta zona a sud di via Rialto: massi enormi hanno sfondato la barriera paramassi a monte di via 4 novembre, tranciando i fili della corrente elettrica; alcuni massi sono finiti sulla provinciale Campesana, altri l'hanno scavalcata finendo nel fiume.
Si è trattato per fortuna soltanto di danni materiali non ci sono state conseguenze per le persone, ma l'evento è servito da monito.

Bassano. Agenti vicini ai cittadini Ecco il vigile di quartiere

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Sette zone interessate; due agenti volontari che, a turno, pattuglieranno il territorio posto all'interno del cordone individuato dall'Amministrazione; un nuovo rapporto tra uomini in divisa e residenti.
Entra in servizio anche a Bassano il "vigile di quartiere", il nuovo servizio permanente istituito dall'esecutivo del sindaco Stefano Cimatti per rispondere alle esigenze della cittadinanza, che chiede maggiore sicurezza e più controllo lungo strade e rioni e che da tempo lamenta la scarsa presenza di vigili all'interno dei quartieri.
«Nell'ambito del progetto di riorganizzazione della polizia locale - spiega l'assessore al personale Dino Boesso - abbiamo deciso di spingerci verso i quartieri più vicini al centro storico. Abbiamo diviso l'area coinvolta in questa iniziativa in sette porzioni che, secondo una particolare rotazione, verranno pattugliate da un agente in bicicletta, a piedi o in moto».
Le zone prese in considerazione sono il quartiere Margnan - Conca d'Oro, San Vito, San Marco-Ca'Baroncello, Santa Croce, San Fortunato, Rondò Brenta, Ss.Trinità-XXV Aprile. Ciascuno di questi quadranti sarà inserito in uno speciale calendario, che garantirà ad ogni porzione di città 14 pattugliamenti mensili, per un totale di 28 ore di sorveglianza speciale. Il vigile di quartiere dovrà tener d'occhio aree particolarmente sensibili come i parchi e giardini pubblici, le scuole, i cimiteri, gli impianti sportivi o le poste ma anche allacciare un rapporto di fiducia e di reciproca collaborazione con la popolazione.
Gli uomini in divisa saranno infatti chiamati ad ascoltare i portavoce dei rioni, a tenere sotto controllo i luoghi da essi indicati e a riportare agli amministratori istanze, reclami, suggerimenti
«L'obiettivo - spiega il comandante della polizia municipale Maurizio Zuliani - è quello di dare sicurezza alla cittadinanza attraverso la "prossimità", ossia la presenza vicina al cittadino di un agente di polizia locale, il quale sarà facilmente identificabile e specializzato nel recepire le istanze della popolazione e, per quanto possibile, risolvere i problemi».
L'agente di quartiere dovrà inoltre concorrere alla repressione dei comportamenti non conformi a leggi e regolamenti e occuparsi della viabilità. Il servizio, organizzato in turni da due ore e mezza per quartiere, sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 e dalle 13 alle 19 e sarà coperto da due uomini del comando di via Vittorelli offertisi volontari. In questo modo, come sottolinea Boesso, si riuscirà ad assicurare questo particolare trattamento a quasi il cinquanta per cento del territorio comunale.
A restare fuori saranno le frazioni più periferiche o quelle collinari, come Marchesane, Valrovina, Rubbio, S. Eusebio, Campese, San Lazzaro. Nuclei che, al pari degli altri, reclamano da anni pattugliamenti più assidui ma per i quali non sarà possibile, almeno per il momento, prevedere la presenza dell'agente di zona.
Tale servizio viene svolto normalmente in bicicletta, spiegano infatti da via Matteotti, e vista la difficoltà tecnica di spostarsi in questi punti con una bici, per il momento si è preferito limitarsi al normale pattugliamento automontato.
Le risorse a disposizione dell'ente, d'altro canto, non sono molte e ogni iniziativa necessita di un'accurata riflessione e di attente valutazioni. C.Z.

L'impatto della nuova Valsugana su Marsan

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"Raccordo Pedemontana- Valsugana: progetti di devastazione". È questo il titolo dell'incontro pubblico promosso dal "Gruppo civico Marostica" per questa sera e aperto a tutta la cittadinanza. Un incontro voluto dai componenti del gruppo per capire e discutere il project financing bandito qualche settimana fa dalla regione Veneto per la realizzazione di un raccordo superstradale a pagamento tra la nuova Pedemontana Veneta e la Valsugana, con tracciato lungo i comuni di Marostica, Bassano, Pove, Campolongo e San Nazario. Durante la serata interverranno il consigliere regionale Claudio Rizzato, il preside della facoltà di urbanistica di Venezia Domenico Patassini e Alberto Baccega, esperto di ingegneria stradale e ferroviaria. La serata, ad ingresso libero, è alle 20.30 nella sala conferenze dell'opificio Baggio. S.V.

Inquinamento alla Pm Pronti 6 milioni di euro

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L'on. Manuela Lanzarin, insieme al collega sindaco di Cittadella Massimo Bitonci, il 25 marzo scorso aveva presentato un'interrogazione al ministro dell'ambiente e della tutela del mare e del territorio, Stefania Prestigiacomo, per avere chiarimenti sull'iter della bonifica del sito inquinato dall'ex PM e sollecitare fondi destinati a tale intervento. In questi giorni, è giunta la risposta in commissione del sottosegretario Roberto Menia.
Il 25 novembre dello scorso anno, in occasione dell'incontro al ministero dello sviluppo economico, si erano riuniti i sottoscrittori dell'accordo di programma quadro per la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche, di cui fanno parte la Regione Veneto, il ministro dell'ambiente e quello dello sviluppo economico. In quella sede, eraè stato approvato un primo stralcio dei lavori per un importo di 5 milioni e 930 mila euro, finanziato per 3 milioni di euro dal ministero dell'ambiente, 2 milioni di euro dalla Regione, 750 mila euro dall'Ato e 180 mila dalla Provincia di Vicenza. Il fondo del ministero, che ha dimostrato disponibilità per eventuali altri finanziamenti, sarà trasferito alla Regione. Il sottosegretario ha inoltre fatto presente che, il 27 gennaio del 2009, la conferenza dei servizi ha approvato il progetto preliminare per la bonifica dell'area inquinata e l'attivazione di test pilota propedeutici alla stesura del progetto definitivo, con interventi a stralci della bonifica, in base alle risorse economiche.
Attualmente, è in corso di definizione il disciplinare di gara per la progettazione dei test. Entro l'anno in corso, sarà mantenuta in funzione la barriera idraulica, si procederà alla bonifica del tetto in cemento e amianto e si effettueranno test pilota. Sempre secondo fonti del ministero, entro il 2010 sarà effettuato il progetto definitivo ed esecutivo e, entro il 2012, si procederà al collaudo del primo stralcio dei lavori di bonifica.
L'on. Manuela Lanzarin, dopo la risposta del rappresentante del Governo, in commissione ha posto l'accento sulla questione più generale di altri siti inquinati che potrebbero trovarsi nelle medesime condizioni.
«La cosa importante - precisa il sindaco di Rosà - è che il caso dell'ex PM ha messo in luce la fragilità del nostro territorio. Alcune aziende, avviate negli anni Settanta, quando c'era, purtroppo, ancora poca attenzione all'ambiente, potrebbero trovarsi nello stesso stato dell'azienda di Tezze. Basti pensare all'ex Orlandi, che vede impegnati nella monitorizzazione la procura, la Provincia, l'Arpav ed il Comune di Rosà. Nel mio intervento in commissione, in risposta al sottosegretario, ho posto all'attenzione del Governo i rischi che derivano alla salute dei cittadini ed all'ambiente dalla dismissione di alcune attività industriali. Gli enti locali - aggiunge la Lanzarin - non sono in grado di intervenire dal soli per l'elevata onerosità delle operazioni di bonifica. Ho sollecitato il Governo ad adoperarsi aumentando le risorse economiche ed a distribuirle, affinché, accanto alle grandi bonifiche nazionali, vengano inseriti siti anche minori».
Nel corso dell'ultima riunione dell'Etra, l'on. Lanzarin, in qualità di presidente del Consiglio di sorveglianza dell'ente, ha fatto un aggiornamento sulla vicenda, ottenendo il consenso per un sollecito alla Regione ad erogare i fondi necessari per proseguire con le operazioni di mantenimento della barriere idraulica.M.B.

Campolongo. Superstrada Valsugana «Un progetto assurdo»

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Renato Pontarollo



Il consiglio comunale di Campolongo, nell'ultima seduta, ha nominato i suoi rappresentanti nel nuovo consiglio della Comunità montana del Brenta. A palazzo Guarnieri sono stati designati il sindaco Mauro Illesi e Francesco Bianchin per la maggioranza consiliare, mentre la minoranza ha nominato Ruggero Rossi. Nella seduta, inoltre, sono stati nominati i rappresentanti del Comune in seno alla pro loco: Niria Giusto ed Eliana Lazzarotto in rappresentanza della maggioranza e Roberto Malvezzi per la minoranza.
Infine allo Statuto dell'Unione dei Comuni "Campolongo sul Brenta - Solagna - Pove del Grappa" è stata apportata una modifica che prevede la facoltà per il sindaco di delegare un suo rappresentante all'interno del consiglio di amministrazione.
In chiusura di seduta, tra le comunicazioni, il sindaco Mauro Illesi si è richiamato al nuovo progetto di superstrada Valsugana, anticipando tra gli argomenti all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale approfondimenti ed ampia discussione in consiglio in programma alla fine di settembre. Sulla nuova ipotesi il sindaco Illesi ha già espresso una decisa contrarietà.
«È un progetto assurdo sotto ogni aspetto - dice -, inoltre l'innesto in superstrada Pedemontana Veneta, a Marostica, e il tracciato fino al viadotto Campolongo sul Brenta-San Nazario non rappresenta alcuna utilità per la Valle, anzi un danno ambientale enorme per la popolazione residente che non ha bisogno di ulteriori deturpazioni e di nuovi viadotti».
L'uscita a Campolongo sul Brenta, infatti, è prevista tra Contarini e località Pellizzari con un viadotto di oltre 500 metri sopra le case in direzione di via Bortoli a San Nazario.
«Questo ennesimo progetto viene calato, come al solito, dall'alto e senza coinvolgere le pubbliche amministrazioni locali - prosegue il primo cittadino valligiano -. Per quanto ci riguarda non avevamo avuto alcun sentore di questo nuovo progetto, ma per l'Amministrazione comunale c'è fermezza nel respingere un'ipotesi del genere. L'argomento verrà portato quanto prima in discussione del Consiglio comunale».

«No a un piano calato sopra
le nostre teste»

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«Ho chiesto che la Provincia di Vicenza sia coinvolta direttamente sulla questione della Valsugana per evitare di subire un progetto calato dall'alto. Questa richiesta è stata accolta. Ne sono soddisfatto, ma ne possono essere soddisfatti soprattutto quei sindaci che in questi giorni avevano espresso preoccupazioni e in certi casi perplessità sul nuovo progetto proposto».
Andato a Venezia per rappresentare le ragioni e le preoccupazioni del Territorio vicentino, e bassanese in particolare, l'assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo porta a casa un primo, importante risultato. Venerdì, alle 16,30, nella sede della Comunità Montana Brenta, a Carpané di San Nazario, l'assessore regionale alle politiche per la mobilità Renato Chisso incontrerà i sindaci di Bassano, Nove Cassola, Solagna, San Nazario, Cismon, Pove, Campolongo, Valstagna, Marostica, Romano per una ricognizione sulla questione riguardante la Valsugana. «In una vicenda controversa e con diverse posizioni - ricorda Toniolo - la Provincia ribadisce la massima disponibilità ad operare secondo la propria funzione di ente intermedio e di programmazione a favore del territorio». Sul tavolo la proposta di project financing di una superstrada a pedaggio di 18 chilometri avanzata, e recepita in Regione, da un gruppo di operatori priovati, diversa da quello che per ora resta l'unico progetto preliminare condiviso da tutti i Comuni, Anas e Regione stessa noto come "Variante alla SS47 della Valsugana in sinistra Brenta" e promosso proprio dalla Provincia di Vicenza.
«La Valsugana - spiega Toniolo - è un'opera strategica. Certamente siamo ad una svolta delicata per le prospettive che potrebbero aprirsi concretamente. È tempo di impostare un dialogo aperto e positivo per perseguire un'opera funzionale alla crescita e allo sviluppo di quell'area e di tutto il Vicentino». La nuova proposta prevede la realizzazione di una superstrada a pedaggio di 18 chilometri a partire dalla prevista superstrada Pedemontana Veneta in comune di Marostica fino alla località Pian dei Zocchi/Rivalta sulla SS 47, attraversando i Comuni di Marostica, Bassano, Campolongo, San Nazario. Dopo averla recepita, la Regione ha attivato la procedura di avviso a presentare progetti concorrenti entro 90 giorni ma qui sono iniziate le perplessità da parte dei sindaci e dei rappresentanti dei gruppi di governo della zona. Perplessità soprattutto sul notevole impatto ambientale dell'infrastruttura.
«Sono convinto - conclude Toniolo- che il dialogo con la Regione debba coinvolgere tutti i Comuni interessati dal progetto. La Valsugana è un'opera necessaria al nostro territorio. Credo che sia questa la strada più corretta e più efficace se vogliamo che le ragioni delle comunità locali ricevano un'attenzione appropriata da parte della Regione. Puntiamo all'obiettivo con concretezza e lucidità e impostando un dialogo coerente e costruttivo tra livelli istituzionali».

Rosà. Il Comune mette all'asta le moto della polizia locale

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Lunedì 19 ottobre, alle 9,30, nel municipio di Rosà, asta pubblica, con aggiudicazione a unico e definitivo incanto di due moto Guzzi, 490 cc, usate dalla polizia municipale che hanno percorso rispettivamente 10.241 e 19.895 chilometri.
Il prezzo a base d'asta è di 2000 euro ciascuna, con offerte in aumento di 100 euro.
In seguito a contatti con il comando dei vigili, gli interessati potranno visionare i mezzi nel garage del municipio, dalle 10 alle 12 il 24 e 26 settembre; l'1, 3, 8 e 10 ottobre.
Domanda entro le 12 di venerdì 16 ottobre.

Stagione di prosa al "Remondini"

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La stagione teatrale inizia senza il suo storico palcoscenico e trasloca al Remondini.
«Quest'anno non avremo a disposizione il teatro Astra - ha annunciato l'assessore allo spettacolo Carlo Ferraro -. La stagione di prosa partirà quindi un po' in salita».
La struttura di viale dei Martiri, da sempre sede della rassegna, non è agibile e, essendo di proprietà privata, non potrà essere utilizzata. Gli organizzatori hanno quindi dovuto ripiegare sulla SS. Trinità.
«Si tratta di un'alternativa molto buona - ha sottolineato Ferraro -. E siamo convinti di essere riusciti a mantenere alto il livello artistico delle proposte, introducendo anche qualche innovazione».
Secondo il direttore artistico Carlo Mangolini il trasferimento nel «piccolo gioiello» realizzato dalla parrocchia della destra Brenta, ha anzi offerto ai curatori della rassegna l'opportunità per redigere un calendario più rispondente alle esigenze degli abbonati, che da tempo, attraverso i questionari distribuiti al termine delle passate edizioni, reclamavano opere, «giovani, fresche, capaci di interpretare la tradizione secondo un gusto contemporaneo, anche se rispettoso degli autori e dei testi».
Il rinnovamento degli spazi coinciderà quindi con un rinnovamento dei contenuti e accanto alle classiche commedie interpretate dai mostri sacri del teatro italiano, il piatto forte del cartellone bassanese, il pubblico avrà modo di assistere anche ad una terna di rappresentazioni che rivedranno in chiave moderna i grandi classici della drammaturgia. È il caso della compagnia Gank, che il 24 e il 25 novembre metterà in scena una interessante versione de La bottega del caffé di Goldoni, o di Mario Perrotta, che il 30 e il 31 marzo vestirà i panni del Misantropo di Moliére. Il 13 e il 14 aprile invece sarà un sorprendente Natalino Balasso a riproporre una versione aggiornata della Bisbetica domata di Shakespeare. Si porranno poi sul solco della tradizione bassanese le piecès Marlene, di Giuseppe Manfredi con Pamela Villoresi (10 e 11 dicembre), La strana coppia, di Neil Simon con Elisabetta Pozzi e Mariangela D'Abbraccio (7 e 8 febbraio), Col piede giusto di Angelo Longoni con Amanda Sandrelli (23 e 24 febbraio). Toccherà invece a Monica Guerritore aprire il 3 e il 4 novembre la stagione, con una performace evento dedicata ai versi di Dante, mentre Roberto Citran, il 18 e il 19 gennaio inaugurerà il nuovo anno con Sentieri sotto la neve, opera dedicata a Mario Rigoni Stern. C.Z.

«Valsugana,
lo scempio
che nessuno vuole»

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Superstrada Valsugana doveva essere, e così è stato ieri sera in un Consiglio talmente impegnato a pronunciare il proprio "no" al nastro di cemento e asfalto che va profilandosi all'orizzonte, da mettere in secondo piano questioni quali la modifica dei regolamenti per l'elezione dei consigli di quartiere o il destino del brolo di palazzo Bonaguro. Approvato all'unanimità un ordine Del giorno che invita il primo cittadino Stefano Cimatti a sollecitare quanto prima un chiarimento ai soggetti pubblici e privati firmatari del progetto, ha aperto la discussione il rappresentante di Bassano Congiunta, e consigliere regionale nelle file del Ppe, Raffaele Grazia.
«Diciamo un no convinto a una proposta distruttiva per il territorio, inutile e irragionevole nel metodo e nel merito», è stato il suo commento. «In più - ha aggiunto - l'iter burocratico appare viziato anche nella forma: come mai il progetto non è passato né in Consiglio regionale, né in Commissione?». Dal piano giuridico al piano politico, Grazia si è reso anche promotore di una convocazione straordinaria dell'assemblea regionale, «firmata da altri 18 colleghi consiglieri regionali sia di maggioranza che di opposizione, con esclusione dei rappresentanti di Pdl e Lega», come ha precisato ieri pomeriggio.
Contrari, anche se più indulgenti con l'operato della Giunta regionale, i rappresentanti del Pdl. Gianpaolo Bizzotto ha definito «addirittura demenziale proporre la costruzione di una strada tra le colline e la Valsugana, dopo che il Pat approvato dalla Regione ha stabilito di salvaguardare proprio quei settori di territorio». «La nostra posizione è chiara - ha chiuso il capogruppo del Pdl Stefano Monegato - anche se non mi sento di accusare tout court gli assessori firmatari della delibera».
Fortemente contrario anche il rappresentante della Lega, Nicola Finco «stupito per la sorpresa dell'assessore Donazzan», così come Bruno Bernardi di Cittadini per Bassano, già promotore di una serie di iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza. Dai banchi dell'Udc, Giovanni Battista Sandonà ha parlato di «metodo e proposta pessimi», mentre il capogruppo del Pd, Francesco Fantinato, ha mosso le proprie critiche «ad un argomento di cui, nessuno di noi, conosce con trasparenza il contenuto». «Sarà necessario - ha aggiunto - attrezzarsi per far luce infuturo su queste procedure di project financing».
Contrari anche i consiglieri di Città Vostra. Paola Facchinello di Un'altra Bassano ha suggerito di promuovere il trasporto pubblico.
Prossimo atto, il 18 l'incontro tra l'assessore regionale Chisso e il suo omologo in Provincia Toniolo con i sindaci. Incontro che la Donazzan vorrebbe a Bassano. L.P.

Sul palco band giovanili per due giorni di musica

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Caterina Zarpellon



Due giorni di musica e intrattenimento attendono nel prossimo week end i ragazzi bassanesi, che avranno l'opportunità di chiudere in bellezza l'estate 2009.
A tre anni dalla prima edizione, sabato e domenica tornerà a Bassano il "Sunny days and black nights festival".
Una vera e propria maratona musicale promossa dalla nuova associazione cittadina Art core con il supporto dell'assessorato alle politiche giovanili.
Un evento destinato a richiamare in città, e più precisamente in quartiere Pré, tredici band emergenti del Bassanese e del Triveneto e centinaia di giovani amanti del rock, dell'hard rock e della musica metal. E non solo.
Nell'ambito della manifestazione saranno infatti allestiti stand di tutti i tipi, che potranno interessare anche gli appassionati di sport, d'arte, e di artigianato.
Saranno creati degli angoli dedicati alle arti marziali, al parapendio, alla canoa, al kayak e verranno esposti degli oggetti realizzati artigianalmente.
Non mancheranno birra, panini e cocktail e uno spazio speciale sarà riservato all'associazione "Città della speranza", impegnata nella ricerca di fondi per la realizzazione di un importante centro di ricerche.
«La presenza dei rappresentanti della Città della speranza a questo festival - ha sottolineato l'assessore alle politiche giovanili Annalisa Toniolo - è la prova dello stretta correlazione esistente in questa manifestazione tra giovani, divertimento e impegno sociale».
Per i responsabili di Art core d'altro canto l'appuntamento di questo fine settimane non può essere considerato come un semplice concerto e precisano che il loro gruppo è nato proprio per promuovere eventi dedicati a qualsiasi forma d'arte.
«Da un anno ci siamo costituiti associazione - spiega il presidente Marco Ronchi - ma il gruppo ha cominciato a formarsi già tre anni fa, negli ambienti di Cantieri giovani, e oggi conta una trentina di iscritti. Non è vero, come spesso si dice, che i ragazzi non hanno voglia di fare; di gente disposta a lavorare sodo ce n'è molta».
E la prova sarà proprio la due giorni prevista per sabato e domenica. Le band, provenienti dal comprensorio ma anche da Padova, da Venezia e da Trieste cominceranno ad esibirsi alle 15.30; la prima giornata sarà incentrata sul rock e vedrà salire sul palco i Phinx, il Kollettivo stesi, la Your shine, la Carta d'Eritrea, i Bubble fish, i Plasticfun e Les tamboures del topolò. L'indomani, sempre a partire dalle 15.30, toccherà ai gruppi metal e hard rock: Mr. Bizarro, The forty moostachy, gli Outsider, i Soulpit, i Syncoop e i Re-line.
L'ingresso alla manifestazione musicale è libero.

Valsugana, S. Nazario dice no

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Renato Pontarollo



Seduta straordinaria del consiglio comunale di San Nazario per esaminare la proposta di superstrada a pedaggio nel tratto "Bassano Ovest-Rivalta". Di fronte a questa nuova ipotesi il Consiglio ha preso una posizione netta di contrarietà, approvando all'unanimità un ordine del giorno, mentre dai consiglieri di minoranza sono state sollevate proteste aspre e decise. Alla seduta è intervenuto anche un pubblico numeroso che, a conclusione del Consiglio, ha manifestato preoccupazione e indignazione.
«Le Amministrazioni comunali non sono state preventivamente informate dell'avvio dell'iter e non si riesce a comprendere la fretta della Regione per l'avvio del procedimento, per il quale non c'è stata unanimità di giudizio all'interno della Giunta regionale - ha detto il sindaco Gianni Ceccon - Il viadotto previsto tra San Nazario e Campolongo è di grande impatto ambientale: avrà un'altezza di circa 35 metri e quindi il suo sviluppo potrebbe aggirarsi sui 500/600 metri in una zona abitata del paese. È evidente che questo ha anche un grande impatto emotivo per il territorio».
Il sindaco Ceccon ha relazionato ampiamente sull'annosa questione, illustrando nei dettagli i recenti sviluppi della proposta di finanza di progetto per la progettazione, costruzione e gestione del tratto di superstrada a pedaggio, presentata il primo luglio da alcune società e di cui la Giunta regionale veneta ha preso atto con deliberazione del 4 agosto.
Ha lamentato la mancata possibilità di accedere alla documentazione, ha evidenziato come il tracciato si discosti in modo sostanziale rispetto a quello già definito dopo anni di discussioni e accordi condivisi dagli enti interessati e come il ministero dell'ambiente nel 1999 abbia indicato un tracciato preferenziale tutto in sinistra Brenta, prevalentemente in galleria, senza ricorso a viadotti d'attraversamento del fiume o di altre opere di grande impatto ambientale.
Ceccon ha sottolineato inoltre la mancata mediazione politica che gli amministratori di tutti i Comuni interessati stanno invece rivendicando, le modalità di gestione con il pagamento del pedaggio e, infine, ha ricordato come la Comunità montana del Brenta abbia chiesto un incontro urgente con la Regione e l'Amministrazione provinciale, insieme alle Amministrazioni comunali interessate.
Vivaci le proteste del consigliere Renato Campana del gruppo "Rinnovamento Valbrenta", sorpreso del comportamento della Regione nei confronti degli amministratori locali e preoccupato sul Pati confrontato con la nuova ipotesi di progetto sulla quale si è detto assolutamente contrario. «Soluzione improponibile - ha detto Campana - e non vogliamo alcun viadotto sopra la nostra testa. Ne ha pagato abbastanza San Marino. Il tracciato è quello indicato nel 1999, tutto in sinistra Brenta e in galleria. Dall'Amministrazione comunale - ha sottolineato, minacciando il voto contrario - mi sarei aspettato una presa di posizione più netta e più dura», e non ha risparmiato una stoccata nei confronti del presidente della Comunità montana del Brenta, Pierluigi Peruzzo, quando da assessore aveva promesso le dimissioni se entro dicembre di quell'anno non fosse stata data la prima "picconata" per il completamento della "Valsugana".
Ha condiviso la posizione di Campana anche Gianfranco Maschio del gruppo "Valbrenta Futura San Nazario" che ha definito la nuova proposta una forzatura calata dall'alto e deleterio il viadotto.
A conclusione del Consiglio è stato approvato il seguente ordine del giorno con il quale viene ribadita la «necessità dell'urgente realizzazione della variante della Ss 47 nel tratto Pian dei Zocchi-Pove al fine di permettere accettabili condizioni di vita per la popolazione locale e la sicurezza del transito dei veicoli lungo la valle del Brenta; di confermare le indicazioni contenute nel Pati recentemente approvato laddove si afferma che il tracciato viene individuato in conformità allo specifico accordo programmatico tra gli enti locali territoriali, promuovendo anche modifiche migliorative ai tratti di strada recentemente costruiti, al fine di un complessivo recupero ambientale della valle, con particolare riferimento ad un nuovo tracciato in galleria alternativo all'attuale viadotto di San Marino; di dichiarare comunque la disponibilità a valutare ogni ulteriore soluzione migliorativa che possa essere condivisa unanimemente dalle amministrazioni locali; di ribadire la necessità di acquisire ogni utile elemento di valutazione per un esame complessivo della proposta di completamento della superstrada; di incaricare il sindaco a reperire urgentemente tutta la documentazione per poter esprimere una valutazione complessiva della proposta alla luce anche delle osservazioni sopra esposte; di ribadire la necessità dell'incontro urgente con la Regione Veneto e l'Amministrazione provinciale di Vicenza, chiesto dalla Comunità montana del Brenta per un approfondimento della nuova ipotesi di tracciato e delle relative problematiche evidenziate; di chiedere alla Regione il coinvolgimento dell'Amministrazione comunale nella valutazione delle proposte progettuali».

«Progetto devastante e senza concertazione»

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Caterina Zarpellon



La mancata concertazione con i Comuni interessati. L'impatto ambientale, che sarà devastante per la destra Brenta. L'esistenza di un altro progetto, ampiamente condiviso, da realizzare a sinistra del fiume. Il consigliere di maggioranza ed ex vicesindaco Stefano Giunta boccia senza esitazione il piano visionato dalla Regione per la nuova superstrada Valsugana e snocciola le tre ragioni che lo hanno convinto a prendere posizione contro l'ipotesi di una strada a pagamento tra Marsan e San Nazario, attraverso le colline Bassanesi.
Si tratta di diciotto chilometri d'asfalto prospettati al governo veneto dalle imprese Pizzarotti&C. spa, Mantovani spa, Cis Compagnia investimenti e sviluppo spa, Cordioli spa. Un gruppo di privati che realizzerà l'opera con il sistema del project financing, stabilendo un pedaggio per i mezzi in transito.
Di questa possibilità tuttavia i sindaci dei paesi destinati ad essere attraversati dal collegamento viario non erano mai stati informati.
Anche per tale ragione l'esponente della compagine maggioritaria ha scelto di allinearsi con quanti vedono «con preoccupazione questa soluzione progettuale». «È mancata la concertazione con le amministrazioni», osserva l'ex vicesindaco, assicurando come nemmeno i rappresentanti dei vecchi esecutivi sapessero nulla di questo tracciato.
«E mi risulta - insiste Giunta - che la cosa non fosse nota nemmeno a persone che frequentano gli ambienti regionali». A spaventare il consigliere è però anche l'invasività che una simile operazione potrebbe avere sulle colline e su un contesto come quello della destra Brenta.
Tanto più, chiarisce, che a rigor di logica non avrebbe alcun senso portare la viabilità sotto i rilievi di Valrovina e San Michele.
«Si tratterebbe di una novità devastante - sottolinea -. Esisteva già un progetto in sinistra Brenta, avallato da tutte le municipalità e condiviso dalla Regione e dall'Anas. Non si riesce a capire quindi per quale ragione si sia tirata fuori dal capello questa soluzione. Credo che agli abitanti del nostro comprensorio non piaccia l'idea di un'altra strada a pagamento».
Dopo la Pedemontana, infatti, la futura Valsugana, qualora dovesse venire realizzata, sarà la seconda arteria a pedaggio con cui i residenti si troveranno ad avere a che fare.
«È giusto invece - conclude Stefano Giunta - che le risorse dello Stato arrivino nel territorio e che simili interventi non siano lasciati in mano ai, pur legittimi, interessi dei privati».
La polemica continua

Cimatti
abbatte le Torri
«Serve
un'altra opera »

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Entro la fine di settembre, l'Amministrazione di Stefano Cimatti chiuderà la partita delle "Torri". E, come promesso in campagna elettorale, il sindaco affosserà una volta per tutte il contestato progetto dell'archietto Paolo Portoghesi, che prevedeva la realizzazione, in largo Parolini e a due passi dal centro storico, di due edifici di oltre sessanta metri d'altezza.
Dopo aver annunciato, prima e dopo le elezioni, la sua netta contrarietà ad una simile ipotesi, il nuovo primo cittadino ha svelato in questi giorni l'intenzione di portare nuovamente in consiglio comunale - per annullarla, revocarla o modificarla - l'ormai nota delibera che spiana la strada alla costruzione delle "vele" ideate dal progettista romano. Un documento approvato ai tempi dell'esecutivo Bizzotto che offriva ai privati la possibilità di superare le altezze massime fissate dal Prg e di concretizzare i futuristici piani dell'architetto e l'ipotesi di uno sviluppo in verticale di quel comparto dell'area Parolini.
La nuova squadra di governo, come conferma l'ex vicesindaco e attuale consigliere di maggioranza Stefano Giunta, da sempre contrario alle "Vele" di Portoghesi, intende invece far rientrare tutto nell'ambito dei limiti fissati dal piano regolatore e conta di riuscire a farlo prima della fine del mese.
«È questo per il momento - ha aggiunto il rappresentante della maggioranza - il piatto forte di questi primi mesi d'attività amministrativa»
Anche il sindaco ha confermato la notizia e ha riferito che, quasi sicuramente, l'argomento verrà affrontato nel corso dei prossimi consigli comunali. Ancora non è dato sapere tuttavia come si procederà per inficiare la delibera in questione che, come ha ricordato il primo amministratore, potrebbe essere annullata o revocata oppure semplicemente modificata. Per capire come muoversi in questa delicatissima e intricata vicenda e quali procedure seguire, da tempo d'altro canto la municipalità ha chiesto l'aiuto di un legale esperto in questioni amministrative.
«Ci siamo rivolti allo studio Testa di Padova - ha detto il sindaco -. Questa delibera parlava di "pubblica utilità" ma io non ravvedo in tale operazione nessuna "pubblica utilità"»
«Mi auguro - ha proseguito - di poter comunque arrivare a prospettare alla proprietà una soluzione alternativa».
Sembra che un primo, informale abboccamento tra sindaco e privati ci sia già stato.
«Ho incontrato Carron per altri motivi e siamo scivolati a parlare delle Torri - conclude -. Sono convinto che quell'area vada sistemata e auspico ci sia un incontro di volontà per fare qualcosa di migliore». C.Z.

Bassano. Tromba d'aria sconvolge Ca' Baroncello

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Lucio Zonta



Una tromba d'aria ha sconvolto l'altra sera tra le 23 e le 23,30 il quartiere Ca' Baroncello creando danni incalcolabili, anche con allagamenti ad aziende ed abitazioni. Colpiti violentemente anche Largo Perlasca, quartiere Firenze e parte di via Cereria, dove sono state abbattute molte piante del giardino del distretto sanitario. La violenta ondata di maltempo, con pioggia e grandine, s'è abbattuta in gran parte del Bassanese, ma la fascia nella quale s'è manifestata è stata ristretta. Non ci sono stati feriti. C'era il rischio che gli automobilisti in transito lungo le zone colpite e in particolare nei sottopassi allagati potessero essere protagonisti di incidenti. Che dire della pianta sdradicata, finita sui binari della ferrovia Bassano-Padova, così come sulla stessa linea ferroviaria sono volate le coperture di pensiline e tetti di aziende che fiancheggiano la ferrovia?
I primi treni della mattina per Padova sono stati deviati via Castelfranco e i disagi sono stati limitati. Poco dopo le otto i binari erano liberati sia per l'intervento dei vigili del fuoco, sia per quello del personale delle aziende. É arrivata a Bassano anche la polizia ferroviaria di Castelfranco.
I vigili del fuoco della caserma di Ca' Baroncello sono stati subito allertati, trovando difficoltà a causa del fortissimo vento, al momento di aprire il portone per la partenza dei mezzi di soccorso. Nel frattempo era rimasto allagato il sottopasso della ferrovia proprio a pochi metri dalla caserma dei pompieri. S'era formato uno strato di circa mezzo metro d'acqua, creando enormi disagi agli automobilisti, costretti allo stop in attesa di poter riprendere a circolare.
I pompieri hanno effettuato il primo intervento poco prima delle 23,30 per sistemare un palo dell'Enel che aveva ceduto alla forza delle intemperie. Poi hanno operato per tutta la notte con l'ausilio di colleghi di Vicenza, Thiene e Recoaro. Sono stati impegnati oltre venti uomini. Le difficoltà più rilevanti sono derivate dalla caduta di piante sui fili della luce e del telefono.
Il maltempo ha sfiorato Cassola, provocando caos a San Giuseppe, ai confini con Bassano in via Ca' Baroncello e nelle vie limitrofe. Molte piante di un parco antistante villa Bortolotto sono state sradicate.
Sempre a Bassano, gran parte delle recinzioni del campo di rugby sono state piegate dal passaggio della tomba d'aria. E poi danni e ancora danni, lungo le strade circostante con pali della luce e alberi caduti. Diversi semafori sono andati in tilt e in particolare quello posto all'altezza tra le vie Ca' Baroncello e F.lli Bandiera ha subito anche danni strutturali. É intervenuta la polizia locale ieri mattina per regolare il traffico in via Ca' Baroncello e in in via Ca' Rezzonico: era fuori uso anche il semaforo posto all'incrocio con la statale 47.
Nella zona di Largo Perlasca sono state sradicate decine di piante mentre la copertura di una delle quattro torri è rimasta danneggiata. Vetri infranti, tapparelle bucate, tegole, comignoli e alberi dei giardini spazzati via dal vento ovunque.
Numerose le segnalazioni di allagamenti a scantinati. Solo nelle prossime ore comunque si potrà avere un quadro complessivo del disastro.

«Una strada devastante
per le colline»

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Caterina Zarpellon



Bassano. Una decisione presa ignorando i sindaci, un'opera devastante sotto il profilo ambientale, una strada a pagamento che rischia di penalizzare, più che di servire, i residenti dei paesi attraversati dal tracciato.
Non vuole esprimere commenti od osservazioni prima di aver ottenuto delle informazioni più dettagliate e soprattutto ufficiali, ma sul progetto presentato in Regione dai privati per una nuova superstrada della Valsugana, il sindaco di Bassano Stefano Cimatti già nutre qualche perplessità. Dubbi che riguardano da un lato l'impatto che una simile infrastruttura avrà sulle colline bassanesi e sui comuni della vallata interessati dal passaggio dell'arteria e, dall'altro, la modalità di realizzazione di questo lungo nastro d'asfalto, ossia il sistema del project financing.
Nei mesi scorsi la Regione del Veneto ha dato un primo avallo alla proposta presentata dalle imprese Pizzarotti, Mantovani, Cis e Cordioli per la costruzione di un collegamento viario che, dalla zona a sud di Marsan dovrebbe arrivare sino a Rivalta all'innesto con la ss 47, passando in galleria per la zona collinare tra Marostica e Bassano, attraversando Campese, sfiorando Pove e tagliando il Brenta con un lungo viadotto a Campolongo. In totale, diciotto chilometri di strada a pagamento che stanno già facendo infuriare diversi amministratori della zona.
«Prima di dare un giudizio voglio avere informazioni complete» osserva, ancora cauto, il primo cittadino di Bassano, che non nasconde di essere entrato in possesso solo pochi giorni fa di un foglio A4 con stampato l'itinerario della superstrada e di non aver ricevuto sino ad ora altri dettagli in merito a quest'operazione. Cimatti è deciso ad attivarsi al più presto per richiedere tutti gli incartamenti relativi al piano e per incontrare i colleghi delle municipalità coinvolte. Sembra già chiaro però che il progetto, a prima vista, non piacerà affatto al sindaco della città del Grappa. «Il vero problema della viabilità Bassanese è il collegamento verso Padova - sottolinea l'amministratore -. Ritengo quindi sia di scarso interesse per noi una superstrada che punti a ovest, verso Nove e Marostica».
Senza contare poi l'impatto ambientale di una simile costruzione che, a quanto prevede Cimatti, sarà «devastante per l'area collinare». A preoccupare il numero uno della nuova Giunta Bassanese sono inoltre i 18 milioni investiti per fare questo tipo di proposta.
«Se dei privati spendono queste cifre significa che la strada si farà - sottolinea -. Ma questo vuol dire anche che la decisione è stata presa passando sopra tutti noi sindaci. Io non ho ancora ricevuto alcuna informazione ufficiale su questo argomento, eccezion fatta per una piantina del tracciato in formato A4».
L'utilizzo del sistema del project financing poi, secondo Cimatti, implicherà l'introduzione di un pedaggio per chiunque intenda immettersi in questa arteria.
«In questo caso - conclude - bisognerà trovare per i residenti delle soluzioni che siano definitive. Non si può pensare di prevedere delle esenzioni solo per i primi cinque o dieci anni».[FIRMA]

Caterina Zarpellon

Superstrada Valsugana
Ecco la mappa
del tracciato

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Carlo Barbieri



Lo svincolo in coincidenza della futura Pedemontana veneta a sud di Marsan, nel territorio comunale di Marostica, poi dritto verso nord in corrispondenza dell'incrocio fra la strada della Fratellanza e la Schiavonesca-Marosticana 248, nei pressi della Centrale del latte e del distributore Agip, sempre a Marsan, con un'altra connessione alla viabilità già esistente. E ancora verso nord, nella zona pedemontana compresa tra la strada provinciale della Fratellanza e via Rivana per infilarsi in galleria nelle colline bassanesi, uscire a Campese e percorrere in destra Brenta la zona industriale della frazione lambendo il territorio di Pove dove dovrebbe esserci un altro svincolo per un raccordo con l'attuale viabilità.
Quindi nuovamente in galleria, più o meno sotto il monte Caina, per tornare all'aperto a Campolongo, in località Contarini e da qui superare con un lungo balzo il Brenta su un viadotto di 35-37 metri d'altezza, approdando dall'altra parte della Vallata, poco a nord del cimitero di San Nazario. Qui ci si infila ancora in galleria per uscirne a Rivalta dove ci si innesta sulla esistente Ss 47.
È la "viabilità di proposta" della futura Ss 47 a pagamento come si intuisce dall' "Itinerario della Valsugana Valbrenta-Bassano-ovest-superstrada a pedaggio" elaborato dalla "Società impresa Pizzarotti & C. spa-Ing. Mantovani spa-Cis Compagnia investimenti sviluppo spa-Cordioli spa" (18 chilometri per 731 milioni di euro al netto dell'Iva, costo del proposta 18,2 milioni di euro), presentato il primo di luglio in Regione e che comincia a girare in fotocopia negli uffici comunali della Valbrenta. E naturalmente, in Vallata, monta la protesta per un progetto, e per una delibera regionale, che in periodo ferragostano ha colto di sorpresa tutti, sindaci e amministratori provinciali.
«È un fulmine a ciel sereno - dice il sindaco di Campolongo Mauro Illesi - non ne sapeva nulla nessuno. Eppure sarà pur venuto qui qualcuno a fare dei rilievi. Così si stravolge un accordo che ci aveva visto d'accordo tutti, Regione, Provincia, Anas, Prefettura e Comuni. La delibera della Giunta veneta del 4 agosto fissa un termine di 90 giorni per progetti alternativi. Naturalmente è un termine brevissimo. Tutto ciò è gravissimo. Si tratta del vecchio progetto "Berti", datato di qualche decennio fa, con l'aggiunta del tratto fra le colline bassanesi e Marsan. Inutile dire che l'impatto sarà devastante. In paese ci ritroveremo con un viadotto che valicherà il Brenta a 35-37 metri d'altezza sino all'altra parte della valle, sopra il cimitero di San Nazario. Ho sentito l'assessore provinciale Costantino Toniolo e so che non l'ha presa bene».
L'amministratore vicentino, in effetti, ha scritto al collega regionale Chisso chiedendo il coinvolgimento della Provincia berica nella progettazione e ricordandogli l'accordo sottoscritto per la progettazione del tratto Pove-Pian dei Zocchi.
La Provincia si è fortemente impegnata, anche finanziariamente con 1,68 milioni di euro, per far avanzare il progetto in sinistra Brenta. Già lo scorso ottobre Toniolo aveva sollecitato l'Anas a procedere nella direzione delineata a suo tempo dal ministro Di Pietro a seguito dell'incontro di Carpanè del 22 gennaio 2008. Evidentemente il governatore veneto Giancarlo Galan, che pure ha riscontrato la precedente ipotesi di variante alla Ss 47 nel piano quinquennale 2007-2011 dell'Anas e nella Legge Obiettivo 2001, ha registrato l'assenza concreta dei fondi necessari alla realizzazione di un tracciato che la delibera ritiene tra gli «obiettivi prioritari sia a livello nazionale che regionale». Constatazione che ha portato al mutamento di rotta verso il project financing che ha spiazzato tutti.
«Anche la Comunità montana - ribadisce Illesi - non sapeva nulla -. Cadiamo tutti dalle nuvole, ancor più riflettendo sul fatto che sul Pati si parlava ancora della galleria in sinistra Brenta».

Velivolo sui cavi dell'Enel
E Cassola resta al buio

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«Quindici giorni fa un ultraleggero ha comlpletato il suo atterraggio arando la pista. Adesso questo. È ora di finirla. Qui prima o poi succede qualcosa».
A parlare è un residente della zona nei pressi dell'aviosuperficie di via Andolfatto, l'ex Koukaburra flying club, ora Club di volo Ferraro-Pastega, in memoria dei due soci deceduti nel 2006 nello schianto dell'ultraleggero sul quale volavano, proprio sulla pista cassolese.
Ieri, intorno alle 19, un velivolo di rientro sull'aviosuperficie di via Andolfatto ha centrato un cavo della media tensione che alimenta una centralina nei pressi di un viottolo che attraversa la superificie della pista, tranciandolo di netto. Nonostante ciò, il pilota dell'ultraleggero è riuscito a toccare terra senza alcuna conseguenza per sè, per altri o per il suo velivolo.
I disagi, invece, li ha dovuti sopportare la popolazione residente in via Marini, rimasta al buio fino a sera inoltrata. Un black-out di breve durata si è registrato pure a Cassola capoluogo. Dopo "l'incidente", sul posto sono giunti i vigili del fuoco allertati dal personale dell'aviosuperficie che ha provveduto ha trasportare l'ultraleggero all'interno di un hangar. Alla squadra di pompieri del distaccamento di Bassano è spettato il compito di transennare l'area dove il cavo tranciato poteva costituire un pericolo in attesa dell'arrivo dei tecnici dell'Enel. I vigili del fuoco sono rientrati intorno alle 21. In via Marini le famiglie hanno dovuto attendere sino alle 22 il ripristino del servizio di erogazione dell'energia elettrica. In molti hanno provato a contattare il numero verde dell'Enel ricevendo come risposta la segnalazione sull'orario di ripristino del servizio.
A metà giugno un altro episodio. Un velivolo, questa volta in fase di decollo, venne piantato in asso dal motore. Il pilota, con grande perizia, riuscì a limitare i danni e finì su di un campo di mais. «È ora di finirla - ribadisce il residente di Cassola - il Comune deve intervenire, prima o poi accade qualcosa. A dirla tutta pare che sul Pat non ci sia traccia dell'aviosuperficie e questo ci fa ben sperare ma non è possibile che accadano incidenti con questa frequenza».
Prima della tragedia che costò la vita a Orfeo Ferraro e a Giorgio Pastega, nel 2004 fu uno zuglianese il protagonista di un atterraggio di fortuna su di un vigneto a Rossano, dopo aver sfiorato i cavi dell'alta tensione.

La ciclopista del Brenta un ponte verso l'Europa

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Caterina Zarpellon



È stata giudicata la miglior ciclopista d'Italia ed ogni giorno è percorsa da centinaia o addirittura migliaia di turisti e da amanti del pedale. La ciclabile del Brenta è ormai una tappa irrinunciabile per i ciclisti e per i cicloamatori di tutta Europa ma anche per le famiglie e per i bassanesi amanti delle tranquille passeggiate in sella al velocipede. Inaugurato tre anni fa, il tratto veneto che si collega con i grandi itinerari ciclabili d'Italia e d'Europa, quest'estate è stato letteralmente preso d'assalto da chi ha optato per una vacanza alternativa e ha scelto il più ecologico dei mezzi di trasporto ma anche da tutti gli abitanti del comprensorio desiderosi di concedersi una giornata o una mezza giornata per una rilassante pedalata attraverso la vallata del Brenta, stretti tra le montagne e il fiume e immersi in uno scenario di grande suggestione. «Da marzo a novembre in media passano di qui dalle 500 alle mille persone al giorno - conferma Romano Cornale, responsabile per la sicurezza della pista per la Protezione civile di Enego - e in questo periodo, nei fine settimana, contiamo anche quattromila presenze».
E moltissimi, a quanto assicura il referente della Pc, sono gli stranieri: i ciclisti europei in transito sulla ciclabile del Brenta rappresentano infatti circa il trenta per cento del totale e provengono dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Francia e anche dalla Spagna.
«Sono i cosiddetti cicloturisti e percorrono i grandi itinerari ciclabili d'Europa - continua Cornale -.
Vediamo poi anche molti ultracinquantenni che scendono da Monaco a Bassano sui pedali e poi tornano in Germania in treno».
Proprio per questo, a suo avviso, le ferrovie dovrebbero mettere a disposizione un servizio di collegamento più adeguato in questa zona, frequentata anche da famiglie e sportivi della zona. Questo tratto d'altro canto è adatto a qualsiasi tipo di bici ed è stato eletto dalla Federazione dei cicloamatori dell'Alto Adige miglior ciclopista d'Italia. Il sentiero d'altra parte, oltre ad offrire a chi lo percorre la possibilità di ammirare scorci stupendi e località di grande interesse storico o naturalistico, è molto ben attrezzato e da quest'anno è ancora più sicuro.
Lungo il percorso sono infatti stati creati dei punti di ristoro e dei bici - grill e i responsabili dell'infrastruttura viaria hanno messo in atto alcuni interventi tesi a migliorare la sicurezza dei cicloamatori e gli stessi abitanti del posto hanno trovato uno stimolo per valorizzare e tenere in ordine la valle. «La zona riservata alle bici è stata delimitata con delle strisce orizzontali - spiega il volontario della Protezione civile - ed è stato creato un by pass in un punto piuttosto critico, in cui è posta una griglia, in cui si deve procedere con la bici alla mano».
È già pronto inoltre un progetto per il completamento della ciclabile sino a Pianello. Attualmente essa può essere percorsa anche dagli speciali velocipedi per i disabili. «Questo è per noi un motivo di grande soddisfazione» conclude, raccomandando infine a tutti gli amanti del pedale, e specialmente ai più piccoli, «guanti e caschetto».

Caterina Zarpellon

Cassola-Mussolente. I sindaci dell'Unione di ronda con la polizia

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In attesa della definizione, con le istituzioni competenti, delle procedure previste dal decreto Maroni per l'avvio del servizio volontario di sorveglianza, le cosiddette ronde, i sindaci dell'Unione dei Comuni di Cassola e Mussolente rimangono in prima linea per vigilare il territorio.
Nella notte tra lunedì e martedì prossima, Silvia Pasinato e Maurizio Chemello saliranno in auto con gli agenti della polizia locale dell'Unione dei Comuni per continuare a sorvegliare i loro territori. Dalle 23, con partenza dal Comando della polizia locale, in piazza a San Zeno, i sindaci accompagneranno i vigili in uno dei loro pattugliamenti, determinando un potenziamento della vigilanza notturna, resosi necessario dopo le continue segnalazioni di furti anche di grave entità ai danni di abitazioni della zona. È notizia di questi giorni, infatti, l'ennesimo raid malavitoso che ha visto una famiglia cassolese svegliarsi in piena notte e sorprendere i malviventi dentro casa. Analoghi e inquietanti episodi erano stati registrati anche nelle scorse settimane, creando un certo allarme sociale nella popolazione. Per non parlare poi dei topo di appartamento, che immancabilmente entrano in azione nel periodo estivo per svaligiare le abitazioni dei residenti che si trovano in vacanza. Attualmente gli agenti dell'Unione, oltre ai consueti controlli diurni, effettuano il servizio notturno per cinque giorni alla settimana e si avvalgono di una pattuglia con due persone in divisa. Dal prossimo lunedì notte, per ben tre giorni, saranno affiancati da componenti delle due amministrazioni comunali di Cassola e Mussolente, determinando così il raddoppio della sorveglianza fino ad oggi in essere. Una presenza che vuole fungere anche da deterrente nei confronti della criminalità.
«Noi amministratori - spiegano congiuntamente il sindaco di Cassola, Silvia Pasinato, e di Mussolente, Maurizio Chemello - saremo occhi che vigilano, rilevano e comunicano alle forze dell'ordine, carabinieri e polizia, che già operano efficacemente sul nostro territorio, tutti quegli eventi che possono in qualche modo mettere a repentaglio la sicurezza dei nostri cittadini e dei nostri paesi».
Una decisione adottata in attesa che possano essere istituite le ronde notturne di cittadini così come previsto dalla legge appena varata.
«Tempi tecnici e preventivi accordi tra istituzioni ancora da perfezionare con la Prefettura non ci consentono di dare avvio immediato al sistema di vigilanza previsto dal decreto Maroni - continuano i sindaci dell'Unione - ma non per questo ci siamo fermati, scegliendo anzi di dare continuità ad un servizio istituzionale che nei nostri comuni funziona già da un decennio e di contribuire in prima persona alla vigilanza del nostro territorio, con gli strumenti che la legge già ci offre, per garantire ancora più sicurezza ai nostri cittadini, specie in periodi di ferie come questi».

Kayak estremo ecco i funamboli

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Hanno entusiasmato pubblico e sportivi le spettacolari evoluzioni andate in scena al FestiValstagna di kayak, la duegiorni di gare organizzata al campo slalom di Valstagna, sul Brenta. Valevole per i Campionati italiani boater X e freestyle, la manifestazione ha avuto ben 75 iscritti, che si sono contesi un montepremi di 2 mila euro, 2 kayak e molto materiale tecnico. Terminate le discese tra i flutti, largo alla musica live e al dj set, per un grande party di fine gara.
Al boater king cross contest, 45 freeriders, suddivisi in batterie da 4, si sono dati battaglia scendendo prima da una rampa di 7 metri e poi entrando in acqua, dove c'era da compiere un percorso obbligatorio tra sassi, onde da evitare e porte che delimitavano le traiettorie. Batteria dopo batteria, salto dopo salto, ecco le finali con un cambiamento del percorso, naturalmente sempre più difficile: sono infatti stati introdotti un lancio di pagaia, in un rettangolo posto a un metro e mezzo dall'acqua, e un eskimo (manovra che serve per ritornare con il corpo in superficie una volta capovolti con l'utilizzo della pagaia) obbligatorio. In finale sono approdati quattro professionisti del kayak estremo: il valstagnese Enrico Lazzarotto, in testa alla Coppa Italia 2009; lo sloveno Krpic Andraz; Filippo Brunetti, vincitore dello sprint dei Teva Extreme outdoor games in Piemonte; Roberto Bogazzi, che parteciperà ai Mondiali di freestyle a Thun, in Svizzera. Per l'atleta di casa, la gara è finita male: colpito a un fianco dall'amico/rivale Brunetti, si è dovuto ritirare. La vittoria è quindi andata allo sloveno Krpic.
Il giorno dopo, domenica, dopo 5 anni di assenza, il Canoa club kayak Valstagna ha organizza il Campionato italiano freestyle: un rodeo fatto con il kayak dentro a uno spot (ritorno di acqua), dove i concorrenti dovevano effettuare in 45'' delle figure e, in base alle difficolta, sono stati assegnati i punteggi per decretare il vincitore. In questa disciplina, molto tecnica e fisica, i partecipanti sono stati 25. Lo sloveno Luca Striceli è riuscito a imporsi su tutti, e un buon piazzamento lo ha conquistato Bogazzi, che ha così messo le mani sul titolo italiano.
L'evento sportivo è ideato e organizzato dall'atleta valstagnese Enrico Lazzarotto.

Inquinamento nei pozzi L'emergenza continua

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Si è costituito ieri il tavolo tecnico per affrontare con una linea comune l'inquinamento delle acque sotterranee da solventi organoclorurati nei Comuni di Sandrigo, Schiavon, Mason, Pianezze e Marostica. Nella sala del consiglio della Provincia di Vicenza si sono trovati l'assessore alle Risorse Idriche Paolo Pellizzari, all'Ambiente Antonio Mondardo, i sindaci dei cinque Comuni interessati, Mario Cecchetto direttore dell'Arpav, Lorenzo Altissimo presidente del Centro idrico di Novoledo, rappresentanti delle Ulss 3 e 6, dell'Etra, della Acque Vicentine spa e degli Ato Bacchiglione e Brenta.
«L'obiettivo - spiega Pellizzari - è di avere una visione d'insieme del problema in modo da affrontarlo in maniera razionale».
I presenti hanno innanzitutto sottolineato che la situazione è sotto controllo. La quantità di percloroetilene rilevata è notevole, si aggira sui 2-300 chili, ma ampia è l'area interessata in cui il liquido nocivo è diluito, per cui non si può parlare di allarme. I cittadini collegati all'acquedotto non hanno nulla da temere, visto che l'acqua è costantemente monitorata sia dall'Arpav che dal Centro idrico Novoledo. Chi attinge dal pozzo privato deve invece far bollire l'acqua per un paio di minuti prima di utilizzarla.
«In ogni caso - sottolinea Altissimo - siamo ben al di sotto della soglia di microgrammi per litro fissata dall'Organizzazione mondiale della sanità, che è quattro volte superiore a quella prevista dalla normativa italiana».
Cinque sono le misure urgenti fissate ieri: continuare il monitoraggio delle acque per tenere sotto controllo l'inquinamento e soprattutto per individuarne l'origine; mettere in atto misure di mitigazione per bloccare l'inquinamento; prevedere l'estensione della rete dell'acquedotto; vietare qualsiasi autorizzazione ad aumentare la profondità dei pozzi privati, in modo da evitare che livelli diversi di acqua entrino in comunicazione; chiede allo Spisal di Bassano di approfondire il censimento delle attività produttive che trattano percloroetilene, in modo da stringere il raggio d'azione e arrivare a individuare il "colpevole" dell'inquinamento.
«Una volta che l'area sarà sufficientemente circoscritta - afferma l'assessore Mondardo - si potrà procedere con la bonifica. Sono stati attivati punti di monitoraggio a valle e a monte dell'inquinamento, in modo che le analisi siano le più precise possibili. Stiamo anche valutando se sia utile posizionare barriere idrauliche, ma il fine è di progettare un piano ad ampio respiro per risolvere in fretta il problema».
Il tavolo tecnico si riunirà nuovamente il 18 agosto.

Marostica. 
Connessione senza fili anche per le colline

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Marostica. È attiva nel territorio comunale di Marostica la rete wireless.
Già alla fine dello scorso mandato amministrativo gli assessori Simone Bucco e Alessandro Casagrande si erano impegnati a portare la tecnologia Wireless-Hiperlan a servizio non solo del Comune ma anche di tutti i cittadini di Marostica in modo che gli abitanti potessero utilizzare tranquillamente da casa internet con tecnologia WiFi anziché con la normale linea telefonica. Il tutto per agevolare anche quelle zone che non sono servite da linee Adsl.
Con un primo impegno da parte del Comune di Marostica di 12.000 euro, la ditta Telemar ha installato un nuovo ponte radio e dedicato alla integrazione della copertura del territorio comunale di Marostica, nonché per dare connettività ai restanti edifici comunali ed alle residenze private. Va specificato che l'impegno economico sostenuto dal Comune di Marostica verrà restituito da Telemar con un pari importo di servizi. L'operazione si può definire quindi a costo zero. Il progetto prevede la connettività, oltre che del capoluogo, anche delle frazioni, la realizzazione della rete telematica comunale, e un accordo tra il Comune e Telemar per consentire ai cittadini residenti l'accesso alla banda larga a prezzi vantaggiosi.
La tariffazione Flat agevolata per i cittadini garantisce un costo certo di 18 euro mensili (senza limiti di orario), e una spesa una tantum di 60 euro per l'attivazione.
Dopo l'ultimo incontro avvenuto in questi giorni tra l'assessore Simone Bucco, Luis Cogo di Telemar, Fabio Zampieri segretario dell'Associazione Commercianti ed il referente del progetto per il Comune di Marostica Dario Cobalchini, si è convenuto che nel prossimo mese di settembre saranno prese in considerazione alcune zone d'ombra non ancora servite nelle frazioni collinari.
Grazie poi all'intraprendenza dell'associazione commercianti guidata da Giampaolo Gasparotto, da alcuni mesi è possibile navigare gratuitamente in internet con tecnologia WiFi in Piazza Castello. La copertura del segnale è sulle aree esterne agli edifici. Basta richiedere un codice di accesso personale inviando un Sms al numero 3663327682 con il testo: wifi, nome e cognome, codice fiscale, e riceverete un Sms con il codice di accesso da digitare sul vostro pc o cellulare. Il codice di accesso permetterà il collegamento a internet per due ore, anche frazionate in più giorni e in diverse città dove è presente questo servizio di Telemar in accordo con i Comuni. Esaurite le due ore, si potrà richiedere un nuovo codice d'accesso.
«L'attivazione della rete wireless - precisa l'assessore Simone Bucco - rappresenta un importante traguardo per i cittadini e per le attività produttive e commerciali di Marostica. Basti pensare alle molte persone che lavorano e sostano per una breve pausa in piazza Castello: possono gustarsi la nostra splendida cornice storica, connettersi gratuitamente a internet. È un servizio che cercheremo di pubblicizzare anche ai turisti talvolta tecnologicamente più avanzati di noi con computerini tascabili e che pensiamo di estendere anche all'interno della biblioteca comunale soprattutto per gli studenti». I.A.

Morti ex Tricom. «Nuova perizia»

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Svolta nel caso delle morti degli ex dipendenti della Tricom-Pm galvanica di Tezze. Il giudice per le indagini preliminari di Bassano Massimo Morandini, che doveva decidere sulla seconda richiesta di archiviazione presentata dal Pm Giovanni Parolin, ha ordinato la restituzione degli atti allo stesso sostituto procuratore che indaga, concedendogli trenta giorni per la presentazione di una richiesta di perizia medico-legale da svolgersi nella forma dell'incidente probatorio.
È un importante passaggio nella vicenda giudiziaria che vede sul banco degli indagati Paolo Zampierin, 62 anni, di Tezze, legale rappresentante della Pm; Adriano Sgarbossa, 62 anni, di Tezze, legale rappresentante della Tricom (poi divenuta Pm); Adriano Zampierin, 63 anni, di Romano, responsabile dell'impianto di cromatura; Rocco Battistella, 74 anni, che lavorò nella ditta in questione. Per tutti le accuse sono di omicidio colposo plurimo e aggravato, lesioni personali colpose gravi, omissioni di cautele e difese contro disastri ed infortuni sul lavoro e violazione sulle norme della sicurezza ed igiene negli ambienti di lavoro.
Tre mesi dopo la seconda richiesta di archiviazione, il Gip Morandini ha dunque sciolto la riserva, dispondendo che il pm chieda una nuova perizia medico-legale. Di fatto, Morandini ha bocciato l'esame peritale ritenendolo, si legge in ordinanza, superficiale, incoerente e contraddittorio e privo di riscontri scientifici anche se, sottolinea il Gip nel documento, «i periti hanno dato contezza in modo esaustivo e privo di censure, dell'utilizzo consapevole, per l'intera durata dell'attività produttiva, da parte dei datori di lavoro, di plurime sostanze tossico/cancerogene e della mancata adozione di qualsivoglia misura di protezione» .
«Sulla scorta di tali elementi - si legge ancora in ordinanza - appare del tutto ragionevole ritenere l'esclusiva efficacia causale della prolungata esposizione del lavoratore al cromo esavalente e agli altri composti nocivi nell'insorgenza della patologia...».
Soddisfatto l'avv. Francesco Rossi, legale di una delle parti offese. «Un nuovo incidente probatorio - dice il professionista padovano - era il risultato che auspicavamo quando ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero. Avevamo più volte richiamato i dati statistici ed epidemiologici relativi ai dipendenti della Tricom e Galvanica Pm. Queste statistiche evidenziano un'incidentalità del cancro ai polmoni nettamente superiore alla norma, oltre tre volte il dato nazionale». Ca.B.