mercoledì, 28 giugno 2017
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03.07.2012

Vicenza, presentato il nuovo statuto
«Quorum zero ai referendum»

Variati in prima fila a sostegno della proposta del “quorum-zero” per i referendum comunali. COLORFOTO
Variati in prima fila a sostegno della proposta del “quorum-zero” per i referendum comunali. COLORFOTO

Vicenza. C'è un unico punto ancora “aperto” nella bozza del nuovo Statuto comunale che la commissione speciale ha definito in un anno e mezzo di certosino lavoro: è quello del quorum per la validità dei referendum municipali e delle firme minime per l'indizione. Il sindaco Achille Variati s'infila proprio lì, con chirurgica precisione. E ribadisce il suo antico credo: «Sono a favore del quorum zero, a patto che ci sia un congruo numero di firme a monte. Mi auguro ci sia il modo di intervenire in questo senso, fermo restando che deciderà il Consiglio comunale».
Eccolo lì, l'asso, calato alla fine della riunione pubblica indetta ieri a Palazzo Trissino per illustrare la bozza partorita dalla Commissione. La platea in realtà era formata perlopiù da consiglieri comunali e membri del comitato Più democrazia. L'uscita di Variati è in linea con le loro aspettative. E con quelle di Sinistra e libertà, sostenitrice del “quorum zero” al pari di Vicenza Capoluogo, una delle liste della maggioranza in Sala Bernarda.
IL NODO POLITICO. Ma proprio nella squadra variatiana convivono idee diverse sul tema: la Lista Variati «deve ancora fare sintesi», spiega un suo consigliere; il Partito democratico è invece a favore della salvaguardia di un quorum: la direzione cittadina sostiene questa linea, ma ha rimesso la questione al gruppo consiliare che ha trovato l'equilibrio su un'ipotesi del 30% degli aventi diritto. La maggioranza è al momento divisa sul tema, ma Federico Formisano, capogruppo Pd, minimizza: «Avremo modo e tempo per fare sintesi». Intanto, c'è chi potrebbe fornire un aiutino da destra alla linea Variati: lo stesso Gerardo Meridio, presidente della commissione Statuto, è «favorevole al quorum zero». E non è il solo.
Giusto per non sciupare l'occasione, ier Variati ha aggiunto: «Sono per il quorum zero e l'ho detto già un anno fa, a scanso di equivoci rispetto a movimenti che pensano di scoprire l'acqua calda». Stoccatina ai grillini? Parrebbe proprio di sì.
LA NUOVA “COSTITUZIONE”. I referendum sono solo uno degli strumenti di partecipazione alla gestione della cosa pubblica che lo Statuto andrà a potenziare. Ieri il presidente Meridio - che ha ricevuto i complimenti di Luigi Poletto, presidente del Consiglio, e dello stesso Variati per i lavori superpartes della commissione - ha illustrato i cardini della bozza della futura “Costituzione comunale”. «Più partecipazione, più governabilità per la maggioranza, più controllo per le minoranze». Queste le linee guida. Partecipazione vuol dire estendere le forme di referendum, non solo consultivi, ma anche abrogativi, propositivi e abrogativi-propositivi. E poi il “bilancio partecipativo” cioè la possibilità per i cittadini di destinare una piccola quota del bilancio comunale ad un progetto scelto da loro. Non ultimo il consiglio degli stranieri, per dare voce (consultiva) agli immigrati residenti da almeno tre anni.
Poletto si è soffermato su questo (ricordando che la proposta veniva da Sel) e sui valori: dal preambolo, in cui si richiamano Risorgimento e Resistenza, ai princìpi-cardine, molti introdotti ex novo: sussidiarietà, sostenibilità ambientale, diritti, laicità - con il riconoscimento delle «radici culturali e spirituali e del pluralismo degli umanesimi civili e religiosi»; e poi «la parità effettiva di genere e la vocazione europea, con l'obiettivo ideale degli Stati Uniti d'Europa».
Filippo Zanetti, di Vi.Capoluogo, ha illustrato i princìpi della «Rete civica» per cui «le tecnologie digitali devono essere a servizio dei cittadini».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Scorzato
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