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20.06.2013

Solfati nell'acqua «Non mangiate i maxi gamberi»

I gamberi della Louisiana sono conosciuti nel Vicentino dal 2007 ora stanno proliferando nuovamente
I gamberi della Louisiana sono conosciuti nel Vicentino dal 2007 ora stanno proliferando nuovamente

VICENZA. È un autentico killer, si tratta del gambero rosso della Louisiana (nome scientifico Procambarus clarkii), si sta espandendo in tutta la provincia. Abita le rogge che normalmente servono per l'irrigazione anche nell'immediata periferia tra Anconetta e Monticello Conte Otto: la Caveggiara per citarne una, lungo strada Nicolosi, ma ce ne sono tante altre. La Provincia se ne sta occupando almeno dal 2007 con il Bacino di pesca B, ma i risultati in alcune zone sono stati efficaci, in altre meno. Scava gallerie lunghe due o tre metri facendo cedere gli argini e se arriva nei campi, come accade in questo periodo, crea ulteriori problemi per la stabilità del terreno. La Provincia ne sconsiglia l'uso alimentare. «Se ne possono raccogliere massimo cinque chili, ma sarebbe meglio non mangiarli - avverte il responsabile dell'Ufficio Caccia pesca e sport dell'Amministrazione provinciale, dott. Francesco Zanotto - anche se vengono lasciati spurgare contengono solfati che si trovano in fondo ai corsi d'acqua, inoltre può causare infezioni perchè produce tossine termoresistenti che non vengono distrutte dopo la cottura della carne. Alcuni studi - prosegue - hanno dimostrato che, anche dopo un periodo di depurazione, può diminuire il contenuto di tossina nella muscolatura dell'addome, ma non la sua concentrazione nell'intestino». Quindi, meglio evitare di metterli in padella. La prima volta che si iniziò a parlare dei gamberi killer al lago di Fimon fu cinque anni fa e per un lungo periodo vennero organizzate cacce mirate con nasse e cattura diretta a terra. Solo nel 2008 nel lago di Fimon in 160 uscite annuali ne vennero catturati 2.650 esemplari. La caccia mirata andò avanti fino allo scorso anno immettendo nelle acque del lago anche specie autoctone come carpe e anguille che normalmente si cibano di anche di gamberi.
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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiara Roverotto
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