domenica, 30 aprile 2017
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02.04.2014

Secessionisti, 24 arresti in Veneto
Sequestrato anche un "tanko"
Intercettazioni shock: "Con i mitra
instaureremo un clima di terrore"

VICENZA. ORE 17.40. INSTAUREREMO CLIMA DI TERRORE. Dicevano di voler instaurare «un clima di terrore» i secessionisti arrestati nell’operazione del Ros e, per farlo, raccontavano di avere a disposizione «un altro carro armato gigantesco». È Tiziano Lanza, di Bovolone nel veronese «sempre impegnato in azione di reclutamento e finanziamento» dell’Alleanza a parlarne al telefono in una lunga conversazione intercettata.
«Andatevene dall’Italia e chiedete perdono per 147 anni di crimini contro la nostra popolazione e di ruberie - spiega in un’intercettazione riportata nell’ordinanza di custodia cautelare -. Andatevene e vivrete, rimanete e morirete.. poichè instaureremo veramente il clima di terrore, sai come ci divertiremo, la mafia anche qua..». Poi Lanza descrive il piano per l’occupazione di piazza San Marco: «Se riusciamo ad andarci con un mezzo così gigantesco, invece di otto forse saremo in ottocento, ben equipaggiati, con maschere antigas, qualcuno appostato con mitra e tutto e ci sarà anche gente all’estero, come me, che convocherà una conferenza stampa». «E quando l’azione sarà fatta - conclude - sarà coordinata mezza Italia perchè lo faranno anche i piemontesi, lo faranno anche i sardi, ciascuno nel loro sistema, ma sarà sincronizzato con la nostra, perfino la ’napulitania, vogliono chiamarsi così».


ORE 16.24 MANIFESTAZIONE A SAN MARCO VIETATA. E' stata vietata la manifestazione in piazza San Marco indetta per protestare contro la maxi-operazione del Ros che ha portato oggi all'arresto di 24 indipendentisti veneti.

ORE 16.09 UNA DELLE ARRESTATE IERI ERA IN SENATO. Patria Badii, una delle 24 persone arrestate oggi da Ros nell’operazione contro il gruppo secessionista, era stata solo ieri ricevuta a Roma dalla Commissione Agricoltura del Senato per un’audizione sui problemi degli allevatori. Lo ha riferito all’ANSA Mariano Ferro, già leader del 'Popolo dei Forconi', e divenuto nei mesi scorsi con la stessa Badii e Lucio Chiavegato (anch’egli finito in manette) portavoce del 'Coordinamento 9 Dicembre', un pò l’ala moderata dei Forconi, che ha ancora il presidio a Soave.

ORE 13.27 ECCO I NOMI DEGLI ARRESTATI. Questa mattina i Carabinieri hanno eseguito, in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, e Sardegna, 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 2 agli arresti domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Brescia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 24 indagati, a vario titolo, per associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Contestualmente sono state eseguite delle perquisizioni a carico di altri 27 indagati. I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata, da diverso tempo, dal Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri nei confronti di un gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista, che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l’indipendenza del Veneto dallo Stato italiano. Le indagini hanno documentato: la costituzione dell’associazione, denominata «L’Alleanza», che ha riunito più organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell’indipendenza dallo Stato italiano.

L'ALLEANZA. L’Alleanza veniva costituita il 26 maggio 2012, a Erbusco (Bs), nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato rappresentanti di Brescia Patria, di Veneto Stato, del movimento indipendentista sardo Disubbidientzia, nonché alcune figure storiche dei cosiddetti Serenissimi; la struttura dell’organizzazione, basata su una precisa ripartizione dei ruoli tra gli associati, con l’attribuzione di compiti specifici, quali il Comandante della Piazza per la Veneta Serenissima Armata; la presenza tra gli associati di un nucleo centrale, motore propulsore dell’organizzazione; la formale adesione al progetto indipendentista attraverso la compilazione/sottoscrizione di schede di adesione, contenenti la carica rivestita e le regole tassative da rispettare; la disponibilità di luoghi di riunione riservati, quali private abitazioni, aziende di proprietà degli indagati e ristoranti; la disponibilità di utenze cellulari dedicate esclusivamente alle conversazioni tra gli associati; una diffusa attività di proselitismo, anche attraverso riunioni aperte ad un pubblico selezionato, vertenti principalmente sulla storia veneta; una rigorosa compartimentazione interna, anche in termini di conoscenza delle iniziative in corso, quali la realizzazione di un carro armato blindato conosciuta solo da soggetti di accertata affidabilità e non da tutti i militanti; la costruzione di un carro armato da utilizzare per compiere un’azione eclatante in Piazza San Marco, a Venezia.

IL "TANKO". Per quanto concerne la realizzazione del citato carro armato artigianale, definito Tanko, è emerso come: sia stato costruito in un capannone denominato arsenale, sito in Casale di Scodosia (PD), utilizzando una pala cingolata Fiatallis Mod. FL 20, successivamente blindata e dotata di videocamere e di una bocca da fuoco, ancora da montare; sempre nello stesso capannone, alcuni membri dell’organizzazione abbiano recentemente realizzato una prova di fuoco a salve, testimoniando l’offensività del mezzo blindato una volta armato; nei piani dell’organizzazione, il Tanko doveva essere utilizzato per un’azione in piazza San Marco a Venezia, con il coinvolgimento di centinaia di persone, alcune delle quali armate. Al riguardo è stato documentato come alcuni militanti dell’organizzazione si siano adoperati per reperire armi leggere attraverso dei contatti con la criminalità albanese, da destinare ai membri dell’organizzazione.

L’associazione L’Alleanza si richiama al programma dei Serenissimi, ma con modalità più aggressive e violente. Nel progetto dell’organizzazione, infatti, oltre alla liberazione di piazza San Marco, è prevista l’insurrezione degli strati delle popolazioni del nord-Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica, con la creazione di ambasciate in Paesi amici, già individuati nella Serbia e nella Svizzera, al fine di ottenere un formale riconoscimento internazionale. Per ottenere la massima visibilità e vanificare l’intervento delle Forze di Polizia, dopo l’azione di piazza San Marco i membri dell’Alleanza avrebbero previsto la realizzazione di una conferenza stampa da organizzarsi in una capitale europea da individuare. Per conseguire l’indipendenza del Veneto e di altre Regioni italiane, L’Alleanza ha svolto anche una diffusa attività di autofinanziamento, che ha consentito di raccogliere finora non meno di centomila euro, grazie a singole elargizioni e l’apertura, presso la Cassa Padana, di un conto dedicato alla raccolta dei fondi. Inoltre, nel corso delle indagini, sono emersi contatti con altre realtà indipendentiste piemontesi, sarde, campane e siciliane, con l’obiettivo di coinvolgerle nella protesta generalizzata a sostegno dell’azione militare vera e propria. In tale prospettiva, sono state documentate anche attività strumentali alla realizzazione del progetto eversivo, con l’organizzazione di conferenze e manifestazioni di piazza, nonché la costituzione di una sorta di direttorio del nuovo governo Serenissimo, per le trattative con lo Stato italiano finalizzate alla secessione del Veneto dall’Italia.

Nel quadro delle condotte dei militanti dell’Alleanza è stata rilevata una finalità eversiva ancora più determinata rispetto all’esperienza fallita dai Serenissimi nel maggio del 1997, in quanto gli associati hanno evidenziato la piena consapevolezza della necessità di alzare il livello di scontro per conseguire gli obiettivi prefissati. Proprio in relazione alla finalità eversiva del gruppo, è stato sottolineato nel provvedimento cautelare come l’obiettivo della secessione ottenuta con metodi violenti – e, quindi, al di fuori della civile dialettica politico-costituzionale – configuri un comportamento finalizzato all’eversione dell’ordine democratico, violando l’art. 5 della Costituzione che sancisce il principio della indivisibilità della nazione. Peraltro, l’ipotesi del salto di qualità compiuto dall’Alleanza trova riscontro nella dichiarata determinazione ad utilizzare le armi e nella fabbricazione di strumenti idonei al raggiungimento dello scopo, quali il descritto carro armato. Nel caso dei Serenissimi, invece, i mezzi blindati utilizzati erano talmente rudimentali da non poter essere usati in modo ripetibile, elemento che ne aveva impedito la qualificazione di armi, come sancito all’epoca dalla sentenza della Corte d’Assise d’appello di Venezia.

Ecco le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare in carcere:
- Corrado Manessi, nato a Brescia l’11.02.1962;
- Roberto Abeni, nato a Brescia il 17.12.1963;
- Angelo Zanardini, nato a Sale Marasino (Brescia);
- Luigi Faccia, nato a Conselve (Padova) il 30.07.1954;
- Lucio Chiavegato, nato a Bovolone l'8.02.1965;
- Patrizia Badii nata a Scandicci (Firenze) 20.11.1963;
- Tiziano Lanza, nato a Bovolone il 23.09.1961;
- Andrea Meneghelli,  nato a Isola della Scala il 05.03.1966;
- Luca Vangelista, nato a Rivoli (Torino) il 11.07.1963;
- Corrado Turco nato a Isola Rizza il 24.08.1967 residente a Bovolone;
- Felice Pani, nato a Terralba (Oristano) il 29.01.1960;
- Stefano Ferrari nato a Bergamo il 28.06.1969;
- Renato Zoppi nato a Monteforte d’Alpone il 16.06.1957;
- Franco Rocchetta  nato a Venezia il 12.04.1947;
- Riccardo Lovato nato a Padova il 14.10.1969;
- Michele Cattaneo , nato a Brescia il 17.09.1979;
- Maria Luisa Violati nata a Lendinara (Rovigo) il 29.04.1964;
- Erika Pizzo, nata a Badia Polesine (Rovigo) il 05.02.1988;
- Roberto Bernardelli, nato a Milano il 31.01.1949;
- Elisabetta Adami, nata a Villafranca di Verona l’8.02.1947;
- Maria Marini, nata a Volpago del Montello (Treviso) il 23.08.1957;
- Marco Ferro, nato a Lendinara (Rovigo) il 25.07.1966.

Soggetti sottoposti agli arresti domiciliari:
- Giancarlo Orini nato a Brescia (Brescia) il 27.02.1939;
- Flavio Contin nato a Casale di Scodosia (Padova) il 05.11.1942.

ORE 12.55 ALTRI MOVIMENTI INDIPENDENTISTI NEL MIRINO.  «L’Alleanza», l’associazione sgominata dal Ros, «ha riunito più organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell’indipendenza dallo Stato italiano»: tra queste, secondo gli investigatori, Brescia Patria, Veneto Stato, il movimento indipendentista sardo Disubbidientzia, nonchè il movimento dei Serenissimi.

ORE 12.36 "VOLEVANO OCCUPARE PIAZZA SAN MARCO".  Dagli atti dell’inchiesta della Procura di Brescia che ha portato all’arresto di 16 secessionistI emerge un «certo velleitarismo» ma, per questo, gli esponenti della Alleanza «non devono essere ritenuti meno pericolosi». Lo ha spiegato il comandante del Ros, generale Mario Parente, il quale ha sottolineato come, dalle intercettazioni emergesse l’intenzione di mettere in atto numerosi attentati, alcuni dei quali a sedi di Equitalia.
Erano stati, invece, abbandonati, i progetti riguardanti attentati ai tralicci, sulla scorta dell’esperienza altoatesina, perchè avrebbero potuto vanificare l’obiettivo finale che era l’occupazione di Piazza San Marco a Venezia.

ORE 12.14 ANNUNCIATA MANIFESTAZIONE ALLE 19 IN PIAZZA S. MARCO. E' stata annunciata per questa sera alle 19 una manifestazione di protesta contro gli arresti di oggi per mano del Ros.

ORE 12.06 "NON CI SONO COLLEGAMENTI CON LEGA NORD". Si proponevano «l’indipendenza dallo Stato italiano con il ricorso a metodi violenti e all’insurrezione popolare» i componenti del gruppo 'Alleanza', sgominato stamani dall’operazione dei Ros, coordinati dalla Procura di Brescia. Lo ha spiegato il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno. Riguardo i 24 arrestati nell’ambito dell’operazione del Ros, condotta dalla Procura di Brescia, «non vi sono elementi che evidenzino collegamenti fra queste persone e la Lega Nord». Così il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno. «Si tratta di persone che avevano avuto contrasti con la Lega Nord» perchè ritenevano linea Carroccio troppo morbida. Ci sono anche due ex 'Serenissimi' che assaltarono il campanile di san Marco, a Venezia, nella notte tra l’8 e 9 maggio 1997, tra gli arrestati nell’operazione dei Ros contro i ’secessionisti venetì nell’inchiesta della procura di Brescia. Si tratta di Luigi Faccia e di Flavio Contin.

ORE 12.03 FONTANA (LN): "IL REGIME HA PAURA". «Il regime ha paura e vuole mettere il silenziatore alla voglia di libertà della gente veneta». Questo è il primo commento dell'eurodeputato della Lega Nord Lorenzo Fontana alla notizia dei 24 arresti - ordinati dal gip di Brescia ed eseguiti dai Ros - di un gruppo di secessionisti, che riuniti tra varie sigle avevano l'obiettivo dell'indipendenza del Veneto. Terrorismo ed eversione dell'ordine democratico le accuse mosse dalla procura di Brescia, che sta indagando per gli stessi motivi altre 27 persone. «Guarda a caso gli arresti sono partiti poche ore dopo l'approvazione, in commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale del Veneto, del progetto di legge 342 che chiede un referendum per l'indipendenza», ricorda Fontana, che è anche presidente onorario del comitato Veneto Indipendente, che ha l'obiettivo di riunire tutte le sigle indipendentiste proprio per arrivare a una consultazione popolare. «Se la volontà di questo Stato sanguisuga è fermarci, noi acceleriamo. L'indipendenza non è mai stata così vicina».

ORE 11.57 PERQUISIZIONI ANCORA IN CORSO IN VENETO. Da quanto emerge dalla conferenza stampa in corso, sarebbero ancora in corso alcune perquisizioni a presunti affiliati all'associazione eversiva oggetto degli arresti si questa notte.

ORE 11.39 I REFERENDARI: "PREPARIAMOCI ALLA MOBILITAZIONE CIVILE".  «Lo stato italiano ha perso la testa di fronte al processo democratico e pacifico decretato dall’89,10% degli elettori nel referendum di indipendenza del Veneto»: a dirlo in una nota Gianluca Busato di 'Plebiscito.eu', la realtà venetista che ha lanciato la consultazione online per l’indipendenza del Veneto, in merito all’operazione dei Ros dei carabinieri disposta dalla procura di Brescia nei confronti dei cosiddetti secessionisti veneti.
«Apprendiamo notizie - rileva Busato - che stanno già assumendo i connotati del ridicolo e dell’indecenza, a proposito di arresti di patrioti veneti. Sono questi gli ultimi rantolii dello stato italiano criminale, ladro e violento».
Busato esprime solidarietà e vicinanza agli arrestati, tra i quali Franco Rocchetta, fondatore della Liga Veneta, e parla di arresti compiuti «con accuse che appaiono fin d’ora risibili». «Lo stato italiano - sottolinea - ha perso la testa di fronte al processo democratico e pacifico in corso che ha visto l’89,10% di 2.360.235 di veneti votare sì all’indipendenza della Repubblica Veneta. La nostra rivoluzione democratica, evoluta, digitale non sarà di certo rallentata dai tentativi puerili e dalle buffonate messe in piedi da uno stato burletta, che non vuole rinunciare ai soldi che ruba dalle nostre tasche senza vergogna. Prepariamoci per una mobilitazione di Popolo, civile, composta, pacifica e democratica a sostegno della Repubblica Veneta. E in ogni caso ringraziamoli, perchè non potevamo sospettare di avere un aiuto così grande per applicare con successo l’esenzione fiscale totale».

ORE 10.54 ARRESTATO ROCCHETTA. Tra gli arrestati dell’inchiesta della Procura di Brescia vi è anche il fondatore della Liga Veneta, Franco Rocchetta, ex parlamentare. La Liga Veneta confluì nella Lega Nord ma Rocchetta abbandonò poi il movimento. Di recente è stato tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto.

ORE 9.52 TRA GLI INDAGATI IL LEADER DEI "FORCONI". Tra gli indagati nell’operazione che ha portato a 24 arresti tra i cosiddetti secessionisti veneti figurano, a quanto si è appreso, un leader del movimento dei Forconi e un ex deputato. L’accusa mossa dalla Procura di Brescia è quella di terrorismo (270 bis c.p.). La competenza è radicata a Brescia in quanto nel bresciano si sarebbe costituito il gruppo e si sarebbero tenute le riunioni. Le indagini sono cominciate circa tre anni fa. Il carro armato che è stato posto sotto sequestro era perfettamente funzionante, tanto che erano state eseguite anche delle prove di fuoco.

ORE 9.36 ARRESTATI 16 SECESSIONISTI. Sono 16 i provvedimenti
restrittivi e 33 le perquisizioni complessive che hanno interessato il Veneto nell’operazione del Ros, coordinata dalla Procura di Brescia. Secondo quanto si è appreso, gli arresti e le perquisizioni sono state eseguite tra le province di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona e hanno visto impegnati i militari dei vari comandi provinciali dell’Arma.
Tra gli indagati figurerebbero alcune persone vicine al noto gruppo dei Serenissimi e il presidente e la segretaria della Life, l’associazione che avrebbe avuto un ruolo particolarmente attivo nel periodo di contestazione dei cosiddetti forconi dell’8 dicembre scorso. L'epicentro, sempre secondo quanto si è appreso, sarebbe Casale di Scodosia, nel Padovano dove sarebbe stato trovato un 'tanko'. Gli indagati, secondo quanto è emerso nelle indagini, avevano pensato di trasformare un trattore agricolo in una sorta di mezzo corazzato attrezzato con un cannoncino da 12 millimetri, ma durante le fasi di montaggio c’erano stati problemi di calibratura e di recupero dei pezzi per la sua costruzione.

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