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26.08.2012

Scoperte tombe austroungariche

I ricercatori con la lapide e la croce scoperte a nord di Asiago. RIGONI
I ricercatori con la lapide e la croce scoperte a nord di Asiago. RIGONI

Nuova importante scoperta del gruppo “Recupero lapidi e cippi”, che, su segnalazione di un escursionista ha trovato i resti di quello che potrebbe essere un cimitero austroungarico non segnato sulla cartografia ufficiale. Il sito è posto nella zona nord di Asiago tra una fitta boscaglia, come spiega Guido Baù, referente asiaghese del gruppo: «L'area non è tra le più frequentate - racconta - Poco tempo fa un amico ci ha segnalato che vicino ad una croce c'era una grossa pietra, all'apparenza quadrata, che si muoveva. Dopo tolto 30 centimetri di fogliame, abbiamo rivenuto una lapide». Sulla pietra c'è una scritta in tedesco: “Tombe di eroi del 3° Reggimento Schützen - 1916". E già nel primo sopralluogo gli occhi esperti del gruppo hanno individuato una trentina di fosse. Tombe che non risultano in alcun carteggio o racconto. Secondo i ricercatori del gruppo, Walter e Luca Borgo, il cimitero potrebbe essere stato bombardato nel 1918 dall'artiglieria italiana nel tentativo di colpire le postazioni austroungariche. Per questo motivo a conflitto terminato il cimitero non venne segnalato. «Siamo in contatto con la Croce Nera d'Austria e con Onorcaduti italiana per verificare la presenza di un cimitero nei loro archivi - prosegue Baù - È possibile anche che le salme siano state spostate in un secondo momento; il cimitero di Gallio arrivò ad ospitare oltre 12 mila caduti austroungarici prima del definitivo riposo nel Sacrario del Leiten. È però altrettanto vero che i dispersi sull'Altopiano, tra italiani e austroungarici, sono ancora migliaia. Nella sola battaglia dell'Ortigara furono 4.500 tra dispersi e prigionieri; nella Strafexpedition oltre 82 mila». Ricerche confermate anche dalla segreteria generale della Croce Nera di Vienna che, attraverso il segretario Alexandre Barthou, sottolinea come «nella zona non registriamo la presenza di un cimitero. Questa nuova scoperta è un altro successo del gruppo, che ci aiuta molto nell'onorare i nostri caduti». Anche l'assessore al patrimonio, Guido Carli, si è recato sul posto per un sopralluogo. «La croce era già registrata da tempo negli elenchi di monumenti commemorative, ma né la lapide né un eventuale cimitero risultano dai carteggi comunali - commenta Carli -. Forse la lapide è soltanto un omaggio ai caduti tirolesi degli Schützen. Qualora ci fosse invece un cimitero, si dovrà proseguire come stiamo già facendo per il secondo cimitero della Brigata Sassari sulle pendici del Monte Zebio. Contattaremo ufficialmente Onorcaduti e Croce Nera che faranno un sopralluogo. Poi si dovrà intervenire alla ricerca di salme e qualsiasi elemento identificativo, per poi alla fine trasportarle al Sacrario militare. Procedura abbastanza lunga, solo dopo la quale potremmo ripristinare l'area come stiamo già facendo per il camposanto dell'infermeria della Sassari, che concluderà un progetto dedicato alla memoria dei “Diavoli Rossi" che ha già visto la donazione del cimitero alla Regione Sardegna». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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