martedì, 22 gennaio 2019
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

29.01.2012

Ora Filippi progetta il partito dei sindaci

Il senatore Alberto Filippi, 45 anni
Il senatore Alberto Filippi, 45 anni

Espulso dalla Lega nord, pronto a ripartire con una “lega tutta sua”. Anzi, una “lega dei sindaci”. Se non un embrione di nuovo partito, quantomeno un movimento, un'unione di liste civiche. Alberto Filippi, senatore vicentino cacciato dal Carroccio una settimana fa, non fa (ancora) annunci ufficiali, ma è già a buon punto del suo progetto. Talmente avanti che a Palazzo Madama ha appena fondato un nuovo gruppo di cui per ora è unico rappresentate. La sigla è SI: starebbe proprio per “sindaci”. È la declinazione nazionale di una battaglia che parte però dal giardino di casa: Arcugnano, Vicenza, la provincia. Ma con un occhio a Verona, dicono i bene informati, dove un certo Flavio Tosi, suo amico... Implicito, ma chiaro, l'ex leghista filo-maroniano. «Mi hanno cacciato dalla Lega, ma non mi possono impedire di parlare e agire», afferma Filippi a margine dell'illustrazione di un suo disegno di legge (si veda a lato). E traccia la via: «Credo di poter costruire un gruppo tutto vicentino che possa aiutarmi a portare avanti i miei pensieri, partendo dagli amministratori locali, da alcuni gruppi sul territorio. I miei valori sono quelli della Lega nord, partito che però adesso, in Veneto e nel Vicentino, è rappresentato da molte persone che non ne incarano più lo spirito autentico». I suoi “nemici” leghisti - quelli «all'origne della mia cacciata» - li ha già nominati, ma li ri-elenca: «Dal Lago, Gobbo, Stefani, Franco... ma non voglio parlare di loro, perché la gente è stufa delle baruffe dei politici». Filippi medita però la rivincita. Le sue parole sono chiare. A leggere neanche tanto tra le righe, non se ne starà solo soletto a fare il testimone a Palazzo Madama, tantomeno a Vicenza. Cercherà di aggregare, di radunare amici, sostenitori. Soprattutto leghisti: padani delusi. Ce n'è più d'uno, a partire da quella sezione di Caldogno azzerata da dimissioni in massa, una settimana fa. Ma si registrano tensioni pure altrove, a Torri di Quartesolo o ad Arcugnano, dove Filippi ha rispettivamente azienda e dimora. Ma è solo una coincidenza. Padani delusi: magari maroniani. È quello, ma non solo, il «gruppo» cui fa riferimento Filippi. Uno zoccolo è già individuabile nei 18 amministratori che hanno firmato una lettera di «sostegno all'uomo e al politico» Filippi, prima che la Lega lo defenestrasse. «Il Federale, non i probiviri, cioè i veri giudici», precisa l'espulso. Rifare una lega fuori dalla Lega? Chissà. Suggestioni. Forse qualcosa di più. Certo che un movimento civico di stampo leghista non può che fare rima con le grandi manovre di Flavio Tosi, che rincorre la conferma a sindaco nella sua Verona: anche, ma non solo, con una spinta “civica” a supporto. Coincidenza anche questa? Difficile che Filippi si stia muovendo all'insaputa totale di Tosi o Maroni, suoi riferimenti nel partito fino all'altro ieri. I quali potrebbero essere al corrente e dissentire; o essere silenziosi supporter del progetto. Oppure, a metà strada: averne coscienza e girare la testa dall'altra parte, e attendere di misurarne le fortune. Intanto già questi sono scenari che valgono il proscenio. Così finisce in secondo piano il disegno di legge per costringere i partiti (tutti) a usare i propri utili (talvolta milioni di euro) per acquistare Bot italiani. «Almeno quei soldi non vanno in Tanziania o altrove», conclude Filippi. Che fu della Lega. Che resta leghista.

Marco Scorzato
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Salvini vorrebbe reintrodurre l'obbligo del grembiule a scuola, almeno per le classi elementari: sei d'accordo?
ok

Avvenimenti 2018

Sport

VIAGGI