martedì, 22 agosto 2017
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10.07.2013

«Nostro figlio è autistico,
colpa di quel vaccino»

La mamma di un figlio autistico attacca il vaccino
La mamma di un figlio autistico attacca il vaccino

VICENZA. Un vaccino trivalente, quello che si usa contro il morbillo, la rosolia, la parotite, gli avrebbe procurato una forma irreversibile di autismo.  Prima della vaccinazione, fatta nell'ambulatorio dell'Ulss di contrà Santi Apostoli, Federico, che all'epoca aveva poco più di 1 anno, era un bambino sano e normale per la sua età. Oggi, a 7 anni, è affetto da un nugolo di patologie senza ritorno: spettro autistico, psicosi atipica, disturbo generalizzato dello sviluppo, disturbo pragmatico semantico, sindrome di Asperger. Sotto accusa un vaccino distribuito da una nota multinazionale del farmaco, che, poi, per due lotti, lo ha ritirato dal commercio, in quanto causerebbe crisi convulsive e problemi cerebrali.  DETTAGLI. Per questo i genitori, residenti in città, hanno presentato un dettagliato esposto alla Procura. Ad assisterli due avvocati di Udine, Gianluca Rubinato e Maddalena Bosio. Una storia drammatica, fra ansie, timori, peregrinazioni da un ospedale all'altro, ma anche piena d'amore per questo bambino che i genitori ritengono vittima di danno da vaccino, uno dei tanti casi registrati dal Comilva, il Coordinamento del movimento italiano contro le vaccinazioni, al quale ogni anno si rivolge un migliaio di famiglie per trovare un sostegno nella scelta di esercitare l'obiezione di coscienza. Il vaccino trivalente, secondo studi scientifici, provocherebbe un pesante attacco a al sistema immunitario del bambino predisposto geneticamente. La sostanza-killer sarebbe il mercurio contenuto nel siero vaccinale.  Lo scorso anno, con una sentenza storica, il Tribunale di Rimini ha riconosciuto per un minore il nesso di causalità fra vaccinazione e autismo, e, quindi, l'indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992. È la mamma, che adora il suo Federico, a raccontare una vicenda che ripropone il dilemma sulla pericolosità dei vaccini, su un sistema di sorveglianza che manca. «La gravidanza andò bene. Così pure il parto al San Bortolo. Nessuna difficoltà nello svezzamento. A 1 anno Federico correva, diceva le prime parole. Nessun tipo di problema fino a quel 16 luglio del 2007 quando a mio figlio venne iniettato il vaccino trivalente. Il bambino cominciò ad avere notti insonni. Si isolava, come vivesse in un mondo suo». Lei è una donna forte, ma non è semplice tenere a freno la commozione. «Il calvario iniziò il 19 settembre. Federico dormiva accanto a me. All'improvviso si irrigidì, aveva le labbra nere, la bava alla bocca, conati di vomito. Una crisi epilettica.
I particolari nel Giornale in edicola

Franco Pepe
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