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25.08.2012

La base americana Pluto
sarà ricostruita con 21 milioni

La base Pluto<br />sar&#224; ricostruita<br />con 21 milioni
La base Pluto<br />sar&#224; ricostruita<br />con 21 milioni

Vicenza. Si è tanto parlato di Dal Molin negli ultimi anni, che un'altra base americana nel territorio vicentino è stata quasi dimenticata. Eppure lì, sopra - e sotto - la collina di Longare, qualcosa si muove ancora. Of course. Il nome, mission training complex, non dice granché. Tradotto in italiano significa Centro per l'addestramento unificato. E nella sostanza è la nuova struttura che verrà creata all'interno della Pluto.  IL POLO. Più di cinquemila metri quadrati, muri in cemento armato, copertura in acciaio con tanto di pannelli fotovoltaici. E ancora stanze per l'addestramento, aule, celle operative e una sala per lo studio delle tattiche. Un vero e proprio grande polo, in supporto alla Difesa nazionale americana, dove studiare le esercitazioni e mettere in pratica le azioni che saranno successivamente intraprese durante le missioni di guerra. IL COSTO. Prima di muovere i passi nei territori “caldi” i soldati transiteranno dunque da Longare. L'infrastruttura, che sarà realizzata secondo criteri di ecosostenibilità, costerà complessivamente 26,2 milioni di dollari (21 milioni di euro), già messi a bilancio dagli Stati Uniti. Il progetto sta entrando nella fase calda. Presentato ancora nel marzo scorso al Comando italiano, secondo le previsioni del governo statunitense, sarà realizzato nella seconda metà del 2013. Ma resta da capire se da qui alla concretizzazione non ci saranno ostacoli.  LE CARATTERISTICHE. L'edificio realizzato all'interno dei 22 mila metri quadrati del site Pluto avrà una pianta a croce. Si svilupperà su un solo piano per un'altezza complessiva di 8 metri. All'interno ci saranno aree funzionali per le operazioni tattiche, stanze per l'elaborazione di eventi addestrativi ma anche docce e locali mensa. Un grande polo di cinquemila metri quadrati, che ospiterà circa cinquanta stanze. L'esterno richiamerà i colori della Ederle e della nuova base americana Dal Molin. Accanto alla struttura ci sarà una grande area di 1.600 metri quadrati adibita a parcheggio dei veicoli tattici; previsti inoltre più di settanta di posti auto e uno spazio per il carico e scarico degli equipaggiamenti.  L'UTILIZZO. Sarà un vero e proprio centro all'avanguardia, dotato di tecnologie di ultima generazione. Potrà ospitare quasi 300 militari al giorno, nel caso delle esercitazioni più gravose. Le unità di stanza a Vicenza, grazie alla nuova struttura, potranno condurre addestramenti mirati, pianificando missioni e simulando ambienti virtuali. L'obiettivo è quello di mantenere «un alto livello di prontezza operativa», secondo gli standard fissati dal Dipartimento dell'esercito statunitense.  AMBIENTE. Tutto è pronto. Almeno sulla carta. Resta da capire se ci saranno o meno opposizioni al progetto che comunque avrà un impatto ambientale. Per proteggere la struttura - conforme alle normative antiterrorismo - sarà costruito un muro di contenimento di circa 350 metri, con altezza massima di 6 metri. Infine, ci sarà anche una rete metallica lungo il perimetro del nuovo complesso. L'importante lavoro comporterà il disboscamento di parte dell'area, con taglio di alberi. Saranno inoltre rimossi alcuni bunker.  SAN GOTTARDO. E a una costruzione corrisponde una dismissione. Come anticipato un mese fa il dipartimento della difesa lo scorso giugno ha deciso di chiudere il sito a San Gottardo.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicola Negrin
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