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15.04.2012

I padri separati che non pagano
cresciuti a Vicenza del 400%

Una scena dell'ultimo film di Verdone “Posti in piedi in paradiso” che racconta il conflitto padri-figli
Una scena dell'ultimo film di Verdone “Posti in piedi in paradiso” che racconta il conflitto padri-figli

Vicenza. È una delle tante facce della crisi. Non solo di quella economica, ma anche di quella di valori. Diminuiscono le entrate in famiglia, ma aumentano separazioni e divorzi. E crescono a dismisura quei padri ed ex mariti che non pagano - per scelta o per necessità - l'assegno di mantenimento alle madri dei loro figli, alle quali i giudici li hanno assegnati. PROCESSI. Negli ultimi quattro anni, sono aumentati del 400 per cento a Vicenza i processi penali a carico dei padri - i casi di madri sono rarissimi - che sono accusati di «aver fatto mancare i mezzi di sussistenza» ai figli, o di essersi «sottratti all'obbligo di corrispondere all'ex moglie la somma per contribuire al mantenimento» dei figli stessi. Nel 2007, prima della crisi economica, erano stati 55 i procedimenti penali. Nel 2011, sono saliti a 215, cioè quattro volte tanto. La maggior parte di quelli che si sono conclusi hanno visto la condanna del padre moroso, che oltre a subire dei mesi di reclusione deve anche corrispondere cifre significative alle mogli costituite parte civile. Di fatto, non passa giorno in tribunale senza che vengano celebrati processi per queste tipologie di reato, che prevedono pene fino ad un anno.  CORSIA PREFERENZIALE. Perché sono aumentati a dismisura questi casi, che dal tribunale civile - competente per le separazioni fra coniugi e per tutti gli altri adempimenti - passano a quello penale? Una delle ragioni, indicate dagli addetti ai lavori, è la cosiddetta corsia preferenziale: nel 2009, il legislatore aveva disposto come per alcuni reati dovessero essere adottate dalle procure delle metodologie organizzative allo scopo di chiudere in fretta le indagini per far celebrare i processi più celermente. Fra i reati, con lo stalking o la violenza sessuale, anche l'omesso versamento degli alimenti. Pertanto, le inchieste sono più veloci e le udienze fissate in tempi rapidi.  CAUSE. È indubbio però, come conferma un aumento esponenziale negli anni, che siano aumentati sia i casi di separazione problematica dal punto di vista economico che la conflittualità fra ex in genere. Tanto che quello dei padri separati che non arrivano a fine mese è diventato problema sociale, argomento di dibattito pubblico e spunto anche per un film di successo come “Posti in piedi in Paradiso” di Carlo Verdone, che narra in maniera tragicomica le disavventure di tre padri che vanno a vivere assieme in un appartamento dopo essere finiti sul lastrico in seguito a divorzi dolorosi. Molto spesso i padri separati - sono nate anche delle associazioni a loro tutela, soprattutto per coloro che hanno problemi a vedere i figli - diventano nuovi poveri, stretti fra spese sempre più alte per vivere e quelle fisse per il mantenimento.  CASSAZIONE. Soltanto con una pronuncia recente la Cassazione ha mandato assolto un padre che non pagava gli alimenti perchè non aveva la disponibilità economica per farlo. In precedenza, era lo stesso imputato a dover dimostrare, anche se era quasi impossibile con carte alla mano, di aver perso il lavoro, di averne cercato un altro e di non essere riuscito a trovarne alcuno. Di aver tentato di tutto per pagare e di non esserci riuscito.  IN AULA. In tribunale, però, l'impressione che emerge è un'altra. E cioè che i mariti condannati siano coloro che non hanno versato l'assegno per anni. Non hanno dato niente: non si tratta di padri che hanno pagato solo quello che riuscivano, perchè di più non potevano, ma che hanno scelto di non dare un euro. PENA NON SOSPESA. Oggi molti giudici condannano i mariti anche a pagare la parte civile. La pena detentiva non viene sospesa (e quindi si aprono le porte del carcere) se non versano il dovuto entro una data stabilita, per rendere più efficace la sentenza.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri
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